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Tag: Sindrome di Stoccolma

  • 11 Settembre: l’astronave dello Zio Tom

    11 Settembre: l’astronave dello Zio Tom

    Domenica, 11 Settembre/ 2016   

    di Maestro di Dietrologia / Integrazioni e premessa Redazione QE

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Qui Europa

     Redazione Quieuropa, 11 Settembre 2001, Usa, Twin Tower, omicidi di Stato, modialismo, Zio Tom, sindrome di Stoccolma 

    11 Settembre: l'astronave dello Zio Tom

    11 Settembre e dintorni – Un libro al contrario, una realtà

    al contrario: messaggi in codice e testing di massa, per

    disintegrare il nostro spirito critico

     

    di Maestro di Dietrologia / Integrazioni e sottotitoli Redazione QE

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Qui Europa

    11 SETTEMBRE 2001 - bugie e strategie

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Sindrome di Stoccolma e vita-show                      

    Roma, New York – Molti di noi faticano ad accettare che l'autorità ci ricopra quotidianamente di guano, come un piccione isterico brenso di feci. Come per quei bambini che vengono stuprati dai genitori e poi rimuovono immancabilmente il crimine per una forma di difesa e di censura inconscia. Il soggetto affetto dalla Sindrome di Stoccolma (1), durante i maltrattamenti subiti, prova un sentimento positivo nei confronti del proprio aggressore che può spingersi fino all'amore e alla totale sottomissione volontaria, instaurando in questo modo una sorta di alleanza e solidarietà tra vittima e carnefice. Tale sindrome si riverbera culturalmente in ogni rapporto sociale sbilanciato ma ufficializzato dal dogma corrente. In pratica viviamo tutti, chi più e chi meno, dentro un "cerchio magico", dove le regole accettate acriticamente, non possono essere messe in discussione, anche quando riguardano soprusi ed ingiustizie palesi. Mettere in discussione la struttura della matrice in cui viviamo equivale ad accettare lo stupro che subiamo quotidianamente dal potere costituito.

    (1) Sindrome di Stoccolma – particolare stato di dipendenza psicologica e/o affettiva che si manifesta in alcuni casi in vittime di episodi di violenza fisica, verbale o psicologica.

     Lo Zio Tom e l'illusione della libertà                     

    La rimozione di tale sottomissione permette ai più deboli di pensare di essere liberi, un po' come lo Zio Tom del celebre romanzo, che si illudeva inizialmente di non essere uno schiavo e che la sua condizione fosse una necessità sociale. Se la gente accettasse il fatto di aver creduto tutta la vita ad uno show impazzirebbe, non tutti hanno le spalle larghe e quasi nessuno ha voglia di vedere l'elefante in salotto che sfonda il divano in finta pelle. Di solito sono le stesse persone che al cinema, quando si presentano incongruenze simili a quelle dell'11/9, al posto che contestualizzare l'opera, ne rimangono delusi, borbottano e si incazzano pure, pretendono una certa coerenza, accusano la sceneggiatura di sciatteria e poco realismo nello script, rimangono disturbati dalle fallacie logiche e rivogliono i soldi indietro del biglietto… pignoli e maniacali per quanto riguarda la finzione, rigidi come solo un oligofrenico sa essere al posto che rilassarsi dove è possibile e lecito staccare la spina, ed invece, magicamente ingenuisti nella realtà di tutti i giorni, accettando l'inverosimile, fingendo di non vedere ciò che è palese dinnanzi i loro occhi, forse volutamente socchiusi. Se fossero testimoni oculari di un omicidio, negherebbero ugualmente perché subordinati allo schema egregorico del potere, sottomessi senza pensare di esserlo, che è poi la condizione dello schiavo digitale del nuovo tecno-evo. L'Astronave dello Zio Tom è l'aggiornamento della vecchia capanna ottocentesca del romanzo di Harriet Beecher Stowe, ma cambia di poco il concetto di psicologia di massa che sta alla base del plagio emozionale.

     Problema-reazione-soluzione                                 

    Gli attentati di Stato della strategia della tensione occidentale hanno diverse funzioni ed esistono diversi livelli operativi che soddisfano il piano della piramide del potere. La causa primaria è il classico adagio ai più noto, ovvero lo schema del "problema-reazione-soluzione", che permette l'individuazione da parte dell'autorità di un nemico che diventa il capro espiatorio per la massa ilica (es.: L'Isis o i talebani di Osama Bin Laden – Ndr), bisognosa di transfert con l'oracolo vigente, ed il successivo "armatevi e partite" accettato supinamente dalla maggioranza silenziosa, per soddisfare le logiche più basiche dello status quo. Quindi legittimazioni di guerre, imperialismo, esportazione del caos generale, sopraffazione militare ed imposizione di modelli culturali ed economici. Basterebbe tutto questo, che non è poco, per comprendere come funzionano le dinamiche del back-office del sistema, ma esse sono solo le fondamenta che permettono la vita materiale della matrice, perché, come suggeriscono alcuni esperti ex-Intelligence, la vera guerra si svolge a livello sottile…

     Web, testing di massa e ingegneria sociale          

    Il livello psicologico, spirituale ed egregorico è il vero goal da realizzare a lungo termine, la mission sempreverde dello schema del potere, che funziona anche attraverso il web ed i social come grande testing di massa ed ingegneria sociale (2).

    (2 / Ndr) Ne è un esempio eclatante – e scusate la divagazione – il video che in queste ore spopola sul web (vedi qui De Luca: Di Battista, Di Maio e Fico tre mezze pippe – YouTube) nel quale il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, attacca i grillini Di Maio, Fico e Di Battista: a nostro modesto avviso, un perfetto esempio di teatrino dell'assurdo, un esempio di falso dissenso controllato proteso – paradossalmente – a legittimare i "presunti antagonisti". Apparentemente si sta consumando un alterco mediatico tra due fazioni contrapposte. Ma è proprio così? In realtà De Luca, con il suo attacco "strategico", gettato in pasto al circo mediatico, sta ottenendo l'effetto contrario, cioé quello di "promuovere" il M5S presso il vasto pubblico. Infatti sia PD (partito di riferimento di De Luca) che M5S, sui tempi davvero importanti e prioritari, quali l'iper-immigrazione dei massa del Piano Kalergi, la difesa della "Famiglia" e il dominio della moneta-debito emessa dai grandi centri dell'usura legalizzata (assenza di qualsiasi forma di contrasto alla truffa monetaria in atto… ) convergono meravigliosamente sugli stessi punti.. Ma molti, vittime della sindrome da stadio, non capiscono questi sottili giochi psicologici di ingegneria sociale… o effetto monarch da social… e si basano sul primo livello, quello della finta opposizione (Ndr). Pertanto chi odia De Luca e non sopporta la linea di governo del PD, sarà spinto automaticamente ad abbracciare il M5S ed a nutrire simpatia per i "poveri, giovani, sbeffeggiati". In questi casi ci torna alla memoria un vecchio detto di Ezra Pound, che lascia poco spazio al tifo da stadio e alle fazioni: "i politici sono i camerieri dei banchieri".

     Un livello non comprensibile da tutti                    

    Questo livello non è da tutti comprensibile di primo acchito, perché bisognerebbe mettere in discussione tutto quello in cui si crede, nel bene o nel male, o meglio, sarebbe come far crollare il castello di carte sul quale siamo adagiati, e ciò significa fare un doloroso viaggio interiore… Mettersi a nudo e rinascere ogni giorno in una sorta di rivoluzione individuale quotidiana che poi diventa immancabilmente virale, quindi collettiva. Se la maggioranza silenziosa sapesse che tali eventi egregorici (attentati, stragi, omicidi) vengono fatti anche per condizionare la loro bias cognitiva (3), non dormirebbero sonni tranquilli, perché se fossero alfabetizzati a percepire il plagio che subiscono ordinariamente, dall'accettazione di leggi liberticide, soprusi di ogni genere, fino al fatto che devono uccidere, attraverso la legittimazione autoritaria, il proprio simile per soddisfare le trame del potere, il sistema dovrebbe agire diversamente e ne sarebbe condizionato dall'interno, non potrebbe più alimentare la "sacra fiamma controiniziata" della forma pensiero alveare, sarebbe perlomeno ostacolato nel suo cammino e nel suo replicare il noto schema millenario. Tutto questo per dire che, in fondo, è colpa anche un po' nostra se il mondo va alla rovescia.

    (3) Forma di distorsione della valutazione causata dal pregiudizio

    11 SETTEMBRE 2001 - bugie e strategie

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Lo Zio Tom e l'11 Settembre 2001                          

    L'Astronave dello Zio Tom, con le sue 2 prime navicelle non avrebbe potuto abbattere 3 torri, sfidando le leggi matematiche, tutto questo non sarebbe potuto mai accadere senza la piccola "distrazione" dello Stato maggiore che magicamente negò gli automatismi dei protocolli di difesa dell'aerea militare. Aerei di linea non avrebbero mai potuto volare a quella quota e a quella velocità, impattando contro grattacieli senza comprimersi su se stessi in prossimità dell'ostacolo, piuttosto che penetrare come dentro burro fuso fino alla fine del timone di direzione posteriore, a dispetto di ogni legge fisica e gravitazionale. Video fake non avrebbero mostrato filtri maldestri atti a impastare le immagini salienti durante una giornata limpida di fine estate, mentre il becco del 2° Boeing usciva illeso dalla parte opposta del grattacielo, parti importanti delle fusoliere e dei motori sarebbero state ritrovate, considerando che ciò succede anche quando un aereo si schianta contro una montagna. Nessun Boeing avrebbe potuto centrare il giardino interrato del Pentagono, a detta di tutti i piloti intervistati che hanno risposto imbarazzati alle improbabili dinamiche di un Icaro di metallo impazzito, saltando la recinzione, senza sfiorare e bruciare il terreno e, soprattutto, senza essere abbattuto, sempre per automatismo da protocollo di difesa, molto prima che impattasse a quella quota surreale dove è impossibile mantenere quella velocità di bordo senza schizzare altrove, facendo un buco di 4 metri che manco nei cartoni animati di Willy il Coyote avrebbero osato mostrare.

     Un libro al contrario… una realtà al contrario    

    Senza considerare il 4° aereo sparito nel nulla, l'unico ad essere stato ufficialmente abbattuto senza che avesse colpito nulla, mentre gli altri 3 lasciati liberi di scorrazzare per i cieli sopra bersagli sensibili. Ripeto, se fosse accaduto in un film, gli ingenuisti che accettano la verità ufficiale si sarebbero alzati indignati dalle loro poltrone, bollandolo come l'ennesima americanata, ed invece, poi gli stessi subiscono in silenzio e si alterano quando qualcuno cerca di svegliarli dal sonno della ragione. Queste fallacie logiche vengono accettate acriticamente, come se qualcuno (migliaia di addetti ai lavori) si fosse sbagliato ad intervenire, come se l'intera sezione del NORAD (migliaia di persone tra piloti, militari, tecnici) avesse scioperato proprio quel giorno e tutti i satelliti ed i radar di un intero Stato militare si fossero per una mattinata smaterializzati. Sarà stata colpa dell'Astronave dello Zio Tom, che viaggiava invisibile sparando droni scambiati per aerei su torri già precedentemente minate all'insaputa di tutti o quasi, mentre il Presidente Bush leggeva in una scuola elementare una favola sulla famosa "capretta" di un libro girato e mostrato volutamente e rigorosamente al contrario (vedi foto in copertina: particolare cerchiato con un circoletto rosso). Capro rovesciato per un controiniziato penthalpha, e tutti a ridere per lo stupido capo di una nazione che voleva solo confermare il messaggio in codice.

                             "Povero Tom quanta strada devi fare,

                 in quante navi di schiavi ti dovrai ancora imbarcare

                                  per trovare la terra promessa"

                                                (cit. Si Bwana)

    Maestro di dietrologia / Integrazioni e premessa Redazione QE

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Qui Europa

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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  • Renzi, Bersani e il Festival dell’ipocrisia

    Renzi, Bersani e il Festival dell’ipocrisia

    Lunedì, Settembre 17th/ 2012

    – L'Editoriale del Lunedì, di Silvia Laporta e Sergio Basile –

    Bersani/ Renzi / Pd / Casini/ Berlusconi/ tecnocrati/ crisi economica/ festa del Pd / Reggio emilia/ tasse/ austerity/ stipendi dimezzati/ banche/ unione europea/ governo dei banchieri/ finanzieri/ Pdl/ Udc / Capo dello Stato / Mes/ Alcoa / Sardegna / Giampaolo Diana / Stato imprenditore / Mario Monti / Austerity  

    Renzi, Bersani e il festival dell'ipocrisia

    Il Segretario del PD vorrebbe prendere le distanze

    dalla casta e critica i banchieri , ma in realtà

    c’è dentro fino al collo!

    Su Matteo Renzi piovono copiose le benedizioni di

    Silvio e della "casta montiana".

    La politica del "Rottamatore": cambiare tutto per

    non cambiare nulla!

    Roma, Reggio Emilia, Firenze –  Nella settimana appena conclusasi, abbiamo fatto incetta di slogan e frasi in puro stile politichese: un'altra serie "notevole" di frasi importanti, da aggiungere al taccuino delle corbellerie sparate dai politici italiani, valide in senso assoluto per il passato, per il presente e purtroppo anche per il futuro. Di fatto già ne avevamo di materiale da "vendere", ma altre irresistibili perle di saggezza "Made in Italy" ci sono piovute addosso dal cielo, rovinosamente, come grandine in una assolata giornata di fine estate. Gli autori? Questa volta, visto il prolungato e strategico "letargo" più o meno "totale" del Cavaliere, la prova teatrale è toccata a Pierluigi Bersani, segretario del PD, ed allo "pseudo-rottamatore" fiorentino, Matteo Renzi. Bersani, in particolare,  si è meritato la giusta pole-position: un primo piazzamento nella speciale classifica degli strafalcioni, per le dichiarazioni rilasciate nel fine settimana durante il suo discorso di chiusura della festa del Pd a Reggio Emilia.

     Le perle di Bersani 

    Ma partiamo per ordine. Come sappiamo, Bersani, rappresenta una delle tre gambe del governo Monti, assieme a Berlusconi e Casini, ma ha il coraggio di voler apparire staccato e critico nei confronti dei tecnocrati;  più precisamente ha detto: “Cambieremo l’agenda del paese portando l’attenzione sulle condizioni concrete di vita e di lavoro degli Italiani”. Una frase cosi ipocrita da considerarsi una vera e propria presa in giro nei confronti degli Italiani, ma soprattutto dei sostenitori del Pd.  Un partito che oggi sostiene in maniera convinta un governo che come sappiamo sta facendo razzia di ogni diritto, prospettiva e speranza per il futuro; regalandoci solo tasse, povertà e degrado sociale. Ma dal palco della festa di Reggio Emilia l'ex-comunista ha avuto  pure il coraggio di parlare di agenda diversa, di essere dalla parte dei cittadini. Ma come si fa a essere dalla nostra parte se per il nostro presente e futuro non ci sono più prospettive?  Non riusciamo neanche più a reggere il tenore di vita che ci tocca sopportare, con prezzi cosi alti da far girare la testa a qualsiasi impiegato medio del nostro paese. Per non parlare delle accise sul carburante. Si parla tanto di IMU, dimenticando che noi l'IMU la paghiamo ogni giorno quando ci fermiano alla stazione di rifornimento: si pensi che il 60% circa di ciò che noi spendiamo quotidianamente per gasolio e benzina, finisce invero nelle casse del governo Monti. Buona parte di questo fiume di miliardi di euro, come molti Italiani ignorano, finisce nelle casse delle banche, sottoforma di interessi passivi. Una mostruosità pura! Una pazzia! Una bestialità! E questi sarebbero i progressi del governo Monti da appoggiare anche dopo il 2013? 

    Il Nuovo  PDB – Il Partito Dei Banchieri 

    “Ora tocca a noi!” questa la promessa di Bersani. Quasi da farsi una risata, perché non vale neanche la pena di arrabbiarsi! Almeno, Bersani, avrebbe potuto usare una frase meno retorica per prenderci per i fondelli; almeno poteva spremersi le miningi, se si tratta di infonderci false speranze. Ma invece pare che il PD sia cosi pigro, da non riuscire neanche a trovare parole più ammaliatorie!  Forse sarebbe il caso che qualcuno ricordasse a Bersani e D’Alema che non solo rappresentano un pilastro del governo dei banchieri, ma che di esso ne hanno approvato anche tutti i provvedimenti!

     La Pole-Position dell'ipocrisia nel "No ai banchieri" 

    Ma tra i tanti palliativi promossi nel discorso della festa del PD,  ce ne sono stati alcuni che dovrebbero far accapponare la pelle anche ai più fedeli sostenitori del partito che, in platea, si consumavano le mani per  applaudire il loro beneamino, rimanendo quasi senza fiato per gridarne le lodi. Se fosse possibile, sarebbe quasi da fare un appello personale – casa per casa, intendiamo – a quei sostenitori orvi e muti, intimando loro di aprire gli occhi e analizzare il contenuto delle frasi che sono state propinate al popolo del centrosinistra con tanta e tale enfasi.  A cominciare da quella sul ruolo dei banchieri. “No al governo dei banchieri, basta con i finanzieri con licenza di uccidere”. Eppure, come abbiamo visto nell’inverno, nella primavera e nell’estate appena trascorsi, non si contano più gli  imprenditori che hanno compiuto il tragico gesto di togliersi la vita  proprio per la chiusura dei rubinetti del credito, il famigerato "credit crunch", favorito dai banksters italiani e da quelli europei. Senza – ovviamente – scordare il ruolo centrale di  Ue e Basilea III. Dunque nel "Gran Baraccone  Monti", assieme a banche e politici corrotti,  c’è soprattutto il PD. Tutti assieme appassionatamenbte! Possiamo comprendere allora come la rabbia dei lavoratori dell’Alcoa sia rivolta, pertanto, soprattutto nei confronti della dirigenza del Pd. Ciò dimostra che – fortunatamente – non tutti hanno il cervello addormentato! Saranno pure elettori del partito di Bersani;  ma non così paralizzati cerebralmente da non riuscire a formulare un pensiero di senso compiuto! A quando dunque il provvidenziale rinsavimento? Prima o dopo – magari – il definitivo smantellamento della FIAT?

     La Sindrome di Stoccolma 

    Per andare avanti con la rassegna di frasi da aggiungere tristemente al nostro taccuino dell’ipocrisia politica italiana, continuiamo con un'altra perla: “Siamo un partito senza padroni”. Divertente! Perché invece noi di padroni ne contiamo un bel pò: Monti, Draghi, Agenzie di rating, mercati, USA. E solo per citarne alcuni! E questi, che cosa sarebbero? La verità  è che il PD come gli stessi PDL e UDC – in buona compagnia, e con il benestare, del gran padrino Giorgio Napolitano: la figura super partes che dovrebbe rappresentare l’integrità del Paese –  non hanno esitato a piegarsi  al potere dei più forti e meschini: Banche, mercati e Unione europea. Sono proprio questi i padroni arroganti e senza scrupoli della "Nuova" Europa; i padrini che ci stanno togliendo gli ultimi diritti che ci sono rimasti, condannando noi ed i nostri figli alla schiavitù più infame e disumana. Finchè resteremo nell’Europa dei  banchieri, della moneta unica e dei burocrati di Bruxelles non saremo liberi di decidere su nulla! Ed ora che anche il Mes è stato approvato, ratificato e legittimato dalla Corte Tedesca, possiamo dire chiaramente di essere definitivamente in gabbia: in dittatura. Niente di meno! Una dittatura moderna, celata, dove i despoti si travestono da benefattori e le vittime, plagiate e inconsapevoli, continuano masochisticamente ad applaudire ai loro carnefici; quasi come se fossero afflitte da quella che molti analisti hanno definito come "Sindrome di Stoccolma!"

     La Macchina del Fumo 

    Allora, giusto per gettare un pò di fumo negli occhi del popolo "rosso" (o di quel che ne resta) ecco piovere dal palchetto di Reggio Emilia un pò di sana e vecchia demagogia: legge sul falso in bilancio; legge sul conflitto d’interessi; legge sulla non candidabilità dei condannati per corruzione; legge sul recupero dei soldi dei politici che hanno preso tangenti (dimenticando di citare i celeberrimi furbetti dello "Scudo Fiscale") ed altro ancora!  Queste sarebbero le "nuove" proposte del PD! Tutte cose da anni sbandierate ma mai – tra l'altro – promosse fattivamente in Parlamento, concertate, discusse e votate in sintonia con il PDL.

     La grave responsabilità  sulla Recessione e sul caso Alcoa 

    Intanto  il capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio Regionale della Sardegna, Giampaolo Diana,  ha avanzato le sue proposte per risolvere la situazione Alcoa. Diana, nelle scorse ore, ha invocato un intervento dello Stato al fine di garantire la continuità produttiva della fabbrica di Portovesme. “Siamo di fronte ad un imprenditore privato non intenzionato a produrre in Sardegna – ha spiegato a Rinascita il dirigente del PD – Fatto che si pone in conflitto con diversi profili di rilevanza pubblicistica. Lo stop alla produzione metterebbe in ginocchio uno dei territori più poveri d’Italia. Il governo e lo Sviluppo economico non possono permettersi di stare a guardare. Non mi interessa il come, io pretendo un intervento diretto dello Stato”. Ma può uno pseudo-stato "antidemocratico" retto da golpisti "nominati" che ha portato il Paese in recessione andare contro se stesso e contro la sua natura deviata? Sarebbe come chiedere al boia che ha appena tagliato la testa ad un innocente di difendere ex-post i diritti del defunto! Una cosa improponibile e ridicola!

     Altro che Liberalismo! 

    Ma d'altronde Diana – sino a qualche anno fa sindacalista della Cgil – su una cosa ha colto nel segno: ha dimostrato con la realtà dei fatti la contraddittorietà del suo segretario, Pierluigi Bersani, ricordandoci nel contempo che in un periodo di crisi – pur se indotta e pilotata – lo stato (secondo Costituzione) deve subentrare  nella direzione di una grande impresa allo sbando all’imprenditore privato, qualora quest'ultimo non garantisca una ricaduta sociale dell'attività e quindi metta a rischio decine di migliaia di lavoratori e famiglie.  Altro che liberalismo e fesserie simili! “Siamo di fronte ad un’impresa che per quindici anni ha potuto usufruire di risorse pubbliche pagate in bolletta da tutti gli utenti italiani – ha rimarcato giustamente Diana – Per un periodo provvisorio lo Stato deve impegnarsi per garantire al territorio la continuità produttiva. Solo in Italia siamo costretti a parlare di queste cose. In Germania, in Francia o nel Regno Unito nessuna parte politica accetterebbe di disimpegnarsi totalmente nel comparto della siderurgia o della chimica”. Ed è vero. Solo in Italia – evidentemente – i brogli bancari e la corruzione politica vengono prima della dignità umana! Prima di tutto!

     Matteo Renzi: Il Nuovo "Vecchio" che Avanza 

    Ma le note stonate non mancano neppure nelle sviolinate del collega di partito di Bersani, il "Rottamatore" Renzi, sempre più euforico in vista della sfida per le primarie in casa PD e per la pole-position nella corsa per Palazzo Chigi. Anche se nell'ipotesi di vittoria, il "Rottamatore" ha già dichiarato che si "rottamerà" a sua volta a vantaggio del nome nuovo della "Democrazia" italiana: Mario Monti. D'altronde il "Rottamatore" sarebbe disposto a tutto pur di ri-favorire l'ascesa al trono del professore. Anche, fa sapere, a pescare voti – ad elemosinare voti cioè – tra gli elettori berlusconiani, ed addirittura con la benedizione dello stesso Cavaliere, che da Venezia, Domenica, ha fatto un grosso in bocca al lupo all'amico Matteo Renzi. Che coerenza questa casta!

     I Veltrusconi della seconda Repubblica 

    Dinnanzi a questo ennesimo colpo di teatro, ci sovviene alla mente un vecchio titolo di "La Repubblica" di qualche anno fa, e che all'epoca fece molta "tendenza". Una "prima pagina" che dipingeva bene una spaccato di "Seconda Repubblica" attraverso un titolone di rara potenza evovatica che – come qualche lettore di "Qui Europa" ricorderà – recitava: "Veltrusconi"! Ovvero l'immagine di un'unica casta neoliberista al comando, da destra a sinistra, al centro. La stessa che malgrado tutto continua a strizzare l'occhio all'imperialismo americano, al fallimentare modello Obama (di cui Renzi è grande fan e devoto) e all'imperialismo bancario; la stessa casta che oggi continua a riciclarsi ed a mascherarsi, conducendo nel contempo il suo sporco ed occulto gioco. Da Roma a Milano, passando per Reggio Emilia e Firenze.  E allora dinnanzi a questa farsa – ci chiediamo con drammatico pathos – quando ci stancheremo di essere trattati come limoni da spremere? Guardiamo in faccia la realtà, riprendiamoci il nostro presente e il nostro futuro e diamo il benservito a questa banda di pseudo-politici, che forse sono più adatti per il ruolo di buffoni di corte!

    Silvia Laporta, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

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    Domenica, Giugno 3rd / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer […]

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

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    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]