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  • Italia: Cercasi sindacati!

    Italia: Cercasi sindacati!

    Giovedì, Maggio 17th / 2012

    – di Domenico Apicella –

    Italia / Roma / Finmeccanica / Ansaldo Energia / Crisi / Svendita / Lavoro / Disoccupazione / Investimenti / Sindacati / Azienda / Governo / Cgil / Fiom / Orsi / Cofferati / Sindacati / Forze sociali  

    Italy – Aaa… Rappresentanza sindacale Cercasi

    Il monito di Cofferati e il sonno dei sindacalisti

    Intanto, tra i silenzi, oscure mani si allungano

    su Finmeccanica

    Roma – Finmeccanica  è un baluardo 100% made in italy, è un colosso che negli  ultimi decenni ha assorbito quasi tutte le aziende italiane attive nei settori dell’aerospazio e della difesa; è una grande famiglia che ha regalato, in modo significativo al sud, il sogno di un’Italia all’avanguardia che non ha bisogno di lezioni serali per ottenere il diploma delle “capacità” (quelle sono insite nel nostro Dna). Sergio Cofferati, attuale eurodeputato in forza al Pd, ha scagliato un’offensiva contro il governo Monti, ribadendo con forza  il  prestigio mondiale di Finmeccanica ed il ruolo “sostanziale” che ricopre nel “Bel Paese”; “Sarebbe – continua Cofferati- utile utilizzare le attività di Finmeccanica per porre in essere una crescita nel paese, non per fare cassa – ed ancora – il governo Monti deve rendersi conto che gli impegni annunciati per la crescita non saranno credibili se, nel frattempo, si lasceranno smembrare importanti campioni dell'industria nazionale. Glielo chiedono i lavoratori in lotta, glielo chiedono le istituzioni ma, ancor prima, lo rivendicano il buon senso e la coerenza''. 

      Aaa… Sindacati cercasi  

    Il nostro caro Cofferati, ex Segretario Generale Cgil, pochi anni fa esigeva il rispetto della categoria dei lavoratori attraverso manifestazioni di piazza, come dimenticare infatti, quella memorabile tenutasi al circo massimo il 23 marzo del 2002 con milioni di persone che difendevano “l’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori”. Oggi invece, quasi furtivamente, rintracciamo qualche commento sparuto, estemporaneo dei nostri sindacalisti, che non hanno una direzione, non indicano la strada da percorrere ma pongono semplicemente il problema, qualche manifestazione di tanto in tanto, ed il lavoro è bello e fatto. Grazie per le belle parole, ma né abbiamo sentite tante, troppe. Dove sono i sindacati di una volta? Dove sono i sindacalisti di una volta? La verità, signori e signore, è che in Italia non manca solo la politica, in Italia manca una vera rappresentanza sindacale che ha dato tanto ma che da tempo da poco o niente.

    Domenico Apicella  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Sconcerto Finmeccanica: il silenzio del Governo

    Sconcerto Finmeccanica: il silenzio del Governo

    Giovedì, Maggio 17th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Roma / Finmeccanica / Ansaldo Energia / Crisi / Svendita / Lavoro / Disoccupazione / Investimenti / Sindacati / Azienda / Governo / Cgil / Fiom / Orsi / Cofferati / Manganaro 

    Finmeccanica: il silenzio del Governo davanti

    a 3000 posti di lavoro a rischio

    La società italiana sarà svenduta pur essendo sana.

    L’ira dei sindacati che accusano l’esecutivo.

    Roma – Non sarà di certo un bel discorso, preparato probabilmente a tavolino e nei minimi particolari, a smontare certezze e convinzioni circa la situazione di Finmeccanica: la società, a seguito della pseudo-crisi (pilotata) che sta attraversando, sarà, in pratica, svenduta, anche se a questo termine viene preferito, dal presidente e amministratore delegato del gruppo, Giuseppe Orsi, quello di “dismissione delle attività con minore valenza strategica, ovvero quelle civili”. In parole povere, si avrà una notevole riduzione dei posti di lavoro. Ciò che loro dicono in modo tecnico, noi lo diciamo in modo semplice e, soprattutto, comprensibile. Sono oltre 3000 i posti di lavoro a rischio, soprattutto nelle città di Genova, dove ha sede, da sempre, la ditta “Ansaldo Energia” che ha in mano le sorti di circa 2000 operai che, probabilmente, da un giorno all’altro, si ritroveranno ad essere disoccupati. Tutto questo viene giustificato dalla “necessità di investimenti più selettivi capaci di ingrossare le casse della società, attualmente tutt’altro che piene”: questo è quanto emerso, ieri,  dall’assemblea degli azionisti di Finmeccanica, al termine della quale non c’è stata la solita conferenza stampa, ma solo un saluto di rispetto e “contentino” ai colleghi giornalisti da parte delle personalità di vertice dell’azienda. Giustamente, non avrebbero avuto nient’altro da aggiungere e, probabilmente,  hanno preferito evitare la “fossa dei leoni”, prediligendo il “sentiero dei conigli”.

      Il monito di Cofferati  

    Un buco di oltre 2 miliardi di euro mette in ginocchio, non tanto la società, che corre ai ripari con i licenziamenti ed investimenti mirati, ma 3000 famiglie italiane. La reazione dei sindacati non si è fatta aspettare e, furiosa, ha chiamato in causa il Governo italiano ed il silenzio dei suoi tecnici bocconiani di “altissimo livello”:  “Il Governo – dice l'eurodeputato Pd ed ex segretario Cgil, Sergio Cofferati – deve mettere la parola fine allo stato di incertezza che grava su Finmeccanica. Le attività del gruppo devono essere rilanciate tutte, senza esclusione e deve essere abbandonata ogni ipotesi di cessione. In una congiuntura negativa come quella che sta attraversando la nostra economia, le attività di Finmeccanica sono ancor più preziose e devono essere utilizzate per favorire la crescita e non certo per far cassa”.  Dello stesso avviso è Bruno Manganaro, della segreteria della Fiom, che accusa Monti ed i suoi seguaci affermando che “è tutto quanto molto strano: che credibilità può avere questo Governo se dice di voler promuovere  iniziative di ripresa e crescita e poi tace davanti alla vendita di un’azienda sana?” . Sembra che lo smembramento di importanti industrie nazionali sia ormai alle porte e, come al solito, a pagarne il prezzo più alto sono i lavoratori. Lo stesso Cofferati sollecita a gran voce un intervento immediato dell’esecutivo, ricordando che lo stesso è richiesto dai lavoratori in lotta, dalle istituzioni ma, ancor prima, è rivendicato dal buon senso e dalla coerenza.  Sì, ma a parlare di buon senso e coerenza bisogna fare attenzione: il Governo, probabilmente, non capirebbe! 

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)