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Tag: Rapporti internazionali

  • Emiri: Tempo di Saldi – Idea Finmeccanica e Unicredit

    Emiri: Tempo di Saldi – Idea Finmeccanica e Unicredit

    Domenica, Aprile 22th / 2012

    Italia / Europa / Rapporti internazionali / Qatar / Saldi / Finmeccanica / Unicredit  

    Le “buone azioni” del Qatar in Italia ed Europa

    Tempo di Saldi: Finmeccanica ed Unicredit

    nella lista della spesa degli emiri

    Roma, Doha – L’emiro del Qatar, lo sceicco Al Thani, sarebbe interessato ad investire in Italia. La notizia è rimpallata sui principali media nazionali nelle ultime ore. Fra i suoi interessi ci sarebbero – poverini – il colosso nazionale Finmeccanica e la banca Unicredit. Il Quatar è un piccolissimo stato arabo, le cui finanze però sono in attivo di ben 60 miliardi di dollari, con un Pil in crescita di circa il 18 per cento rispetto allo scorso anno. Insomma, i soldi non mancano; e mentre l’Europa affoga nei propri debiti, l’emiro del Quatar fa incetta di buone azioni!

      Tempo di saldi per gli emiri  

    Seguendo proprio il modello neo-liberisyta in voga in questo tempo in Italia ed in Europa. Egli ha infatti rilevato, fra gli altri, il 17% della Volkswagen, il 10% della Porche, e controlla il 20 % della Borsa di Londra. A Londra ha anche acquistato i magazzini Harrod’s, a Hollywood gli studi della Miramax ed in Francia la squadra di calcio del Paris Saint Germain.

      La svendita di una Nazione e l'indifferenza neoliberal  

    In Italia l’emiro punta alla Costa Smeralda e promette meraviglie. Insomma, i “poveri paesi europei” ormai a corto di liquidità, sono diventati mira per gli investimenti dei ricchi arabi. E i nostri governanti non perdono occasione per stabilire fruttuose alleanze con chi i soldi ce l’ha. Che sia un bene o un male lascio a voi giudicarlo, tuttavia la preoccupazione che il made in Italy perda in tal modo la propria specificità esiste. Soprattutto se alcune delle migliori imprese italiane venissero rilevate da ricchi stranieri. Soprattutto se si pensa che dai primi anni Novanta ad oggi è stato letteralmente svenduto il fior fiore delle norte migliori aziende, con il terribile ed infausto fenomeno delle delocalizzazioni della produzione e della perdita delle rimesse economiche e finanziarie delle stessa imprese: che dalla nostra economia passeranno d arricchire economie estere. Se questa assurdo politica di svendita continuerà – così come sembra col governo Monti – tra un pò forse sia parlerà di noi italiani come noi stessi parlavamo fgino a ieri del Terzo Mondo. Auguri e Sveglia!

    Mirella Fuccella (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Limonov – Putin: Borghezio monisce lo Zar sui diritti umani

    Limonov – Putin: Borghezio monisce lo Zar sui diritti umani

    Venerdì, Aprile 13th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Parlamento europeo / Russia / Mosca / Rapporti internazionali / Diritti umani / Libertà pubbliche / Eduard Limonov / Mario Borghezio / Niki Tazvela  

    Russia–Ue: progresso o regresso?

    Il caso di Eduard Limonov pone l’attenzione

    sul rispetto dei diritti umani:

    il monito di Borghezio allo Zar Putin

    Mosca – E’ la travagliata storia del poeta comunista Eduard Limonov (foto) – fondatore del Partito Nazional Bolscevico e del "Movimento popolare l'Altra Russia" –  che si impone all’attenzione della delegazione del Parlamento europeo Ue–Russia, presente a Mosca durante la settimana di Pasqua. Gli argomenti trattati sono stati molteplici, a partire dalla situazione siriana, quella ucraina, ancora le relazioni tra l’Arzebaigian e l’Armenia ma, a sorpresa, il leghista Mario Borghezio, unico parlamentare italiano presente a Mosca, ha sollevato la questione delle condizioni di agibilità politica dei membri dell’opposizione russa. Limonov, scrittore franco–russo, apprezzato moltissimo in Francia, ma considerato sovversivo in Russia, “non solo viene spesso gettato in carcere – ha affermato Borghezio – ma gli viene impedito anche di espatriare”. L'eurodeputato in dote al carroccio ha inoltre sostenuto di aver sollevato l’argomento “per richiamare l’attenzione della Commissione e richiedere l’opinione dei diplomatici presenti, visto che si parlava della situazione e dei progressi della Russia del dopo elezione di Putin”.

      La delicata questione dei diritti umani  

    E quali sarebbero questi progressi? Sarà, forse, che quando sono in ballo trattative importanti ed affari rilevanti, sul rispetto dei diritti umani cala il silenzio? Come riporta sulle pagine del quotidiano “La Padania” la giornalista Barbara Mazzotti, la politica estera dell’Unione Europea, oggi, a Mosca, non è particolarmente “considerata”, visto che è stato annullato anche l’incontro della delegazione con il Ministro degli esteri russo. Ciò non toglie che l’Unione Europea debba mantenere la sua attenzione sulle libertà pubbliche in Russia e – come afferma l’europarlamentare greca, Niki Tazvela – debba “cercare con il Paese una nuova forma di approccio che possa ristabilire un equilibrio ed un riavvicinamento nei rapporti con l’Ue”. Ma noi ci auguriamo che un eventuale riavvicinamento non sia solo legato ad interessi economici, al petrolio o al gas ma, soprattutto, alla tutela dei diritti umani che non può essere considerata secondaria a nulla.

      Eduard Limonov – Il personaggio   

    Il poeta rivoluzionario Eduard Limonov, nella sua Mosca venne accolto nei primi passi della sua tumultuosa vita artistica e politica con molta diffidenza. Pubblicò a spese proprie cinque libretti di poesie di mediocre successo. Tuttavia in seguito, dopo anni di gavetta,  ricevette dal KGB la proposta di collaborare come spia, ma rifiutò seccamente e venne allontanato e costretto all’espatrio in Europa. Nel 1974 si recò a Vienna, poi a Roma. Successivamente negli Usa, a New York. In America Limonov cambiò tredici lavori, conobbe i trockisti americani (del Socialist Workers Party) e divenne uno dei critici più feroci del way of life americano: critico su capitalismo e liberismo economico, per le sue idee scomode finì innumerevoli volte in carcere. Fu il fondatore del Partito Nazionale Bolscevico.  All’inizio degli anni Ottanta, prima di tornare definitivamente in Russia, Limonov emigrò a Parigi, simpatizzò con gli estremisti di destra locali e nel 1987 ottenne la cittadinanza francese. Nel frattempo in Russia i suoi romanzi erano divenuti bestsellers.  

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)