Qui Europa

Tag: fondi

  • Ricerca: Tracollo Italia – Fondi Ue solo a 9 regioni. Sud a secco

    Ricerca: Tracollo Italia – Fondi Ue solo a 9 regioni. Sud a secco

    Venerdì, Marzo 16th / 2012

    Italia / Unione Europea /Fondi / Innovazione / Miur / Statistiche / Nord / Sud 

    Ricerca: Tracollo Italia – Fondi Ue solo 9 regioni. Sud a secco

    Conferma del divario tra Nord e Sud: a Lombardia e Lazio metà dei finanziamenti

    Roma – Di certo l’Italia non brilla in Europa nel campo dell’innovazione: delle 20 regioni dello stivale, solamente 9 risultano competitive sui programmi Ue nel panorama continentale. Un quarto dei fondi europei destinati al nostro Paese arriva direttamente nei laboratori e nei centri di ricerca laziali ma, in realtà, i più bravi e capaci ad ottenere le risorse per la ricerca che Bruxelles mette in palio, sono i ricercatori liguri, ognuno dei quali  porta “a casa” 12.000 euro di finanziamenti europei. Sono 50 i miliardi di euro che l’Unione Europea stanzierà, entro il 2013, per il settimo programma quadro e l’Italia, con il suo ritmo di marcia, rischia di finanziare la ricerca degli altri incassando meno soldi di quelli che invia a Bruxelles per il bilancio Ue , per come aveva già annunciato il Sole 24ore. Il budget previsto per il progetto “Cooperazione”- uno dei più importanti del settimo programma quadro –  è di 32 miliardi di euro da investire nell’innovazione di 10 settori strategici, dalla quello salute a quello dell’energia, dall’ambiente allo spazio e alla sicurezza, dall’Ict  alle nanotecnologie. L’Italia ha conquistato il 9% di questi fondi, pari a poco meno di 2 miliardi che, tra l’altro, sono arrivati solo in alcune regioni: nel Lazio arriva il 23, 64% delle risorse Ue, in Lombardia il 21,45%, in Piemonte il 10,65%, in Toscana il 9,55% ed in Emilia Romagna l’8,31%. Veneto, Liguria e Campania attirano il 6% e la Puglia il 5% dei finanziamenti. Per quanto riguarda le altre regioni, purtroppo, è come se in classifica neanche ci fossero. In relazione all’efficienza ed alla produttività, invece, a guidare la classifica è la Liguria, seguita dal Trentino (10.000 euro a testa per i ricercatori), dalla Toscana e dal Lazio con 9.000 euro a cervello. I risultati delle indagini condotte dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca specificano, tra l’altro, le leadership nei diversi settori: la Lombardia incassa un terzo dei fondi Ue destinati all’Italia nel settore delle biotecnologie e si conferma  leader, insieme al Piemonte, anche nel settore delle nanotecnologie dei materiali e dei sistemi di produzione e di processo. Il Miur precisa che la presenza, in queste regioni, di soggetti industriali importanti e grandi centri di ricerca, permette alle stesse di mantenere il primato nazionale. Il 34% dei fondi Ue destinati all’Ict in Italia, và al Lazio, che si conferma capolista anche nei settori dell’energia, dell’ambiente e dello spazio. Per la categoria “trasporti” vince, invece, il Piemonte, seguito da Lazio, Lombardia e Campania. L’unico dato confermato, seppur non scritto, è il fatto che l’Italia ha due facce, quella del nord e quella del sud. E quella meridionale rimane una realtà per nulla europea. Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • Crisi Ue e crisi di democrazia: la Commissione blocca i fondi  all’Ungheria

    Crisi Ue e crisi di democrazia: la Commissione blocca i fondi all’Ungheria

     

    Mercoledì, Marzo 14th / 2012

    Consiglio Ue / Ecofin / Affari Economici / Ungheria / Democrazia / Rehn

    Crisi Ue e crisi di democrazia: la Commissione blocca i fondi  all'Ungheria

    Il Commissario Rehn accomuna Budapest a Madrid.

     

    Bruxelles – Nelle scorse ore è giunta la notizia – per la verità attesa quanto grave – che i ministri delle Finanze della Ue – Ecofin – hanno votato il blocco di 495 milioni di euro di fondi comunitari all'Ungheria. Le motivazioni ufficiali dell'ultimatum  – con scadenza in giugno –  sono legate al deficit eccessivo riconducibile al bilancio del Paese governato da Orban. Fonti non ufficiali parlano invero di ritorsione dell'Ue contro il tentativo del premier Orban di porre – con riforma costituzionale – la Banca Centrale Ungherese sotto il controllo del Parlamento, ridimensionando ogni possibile spirale speculativa e di signoraggio bancario. Molti critici ed analisti internazionali nelle scorse settimane hanno in più occasioni sottolineato come questa azione di disturbo di Budapest abbia fatto dormire sonni non troppo tranquilli a Draghi, Barroso e Van Rompuy. Secondo Olli Rehn, Commissario Ue agli affari economici , la sospensione dei fondi, dal 1° gennaio 2013, ''e' un forte incentivo per l'Ungheria a rimettere a posto i conti e raggiungere gli obiettivi di risanamento''. Per ora però Orban è di fatto "commissariato speciale" in un giallo ad alto pathos. Rehn, il misericordioso Rehn, ha poi  rincarato la dose, parlando di "trattamento equo e simile a quello praticato con gli spagnoli. Ciò – ha ribadito il commissario – che per i paesi dell'Eurozona – come la Spagna – ci sono multe immediate, con un impatto diretto sulla liquidita' del Paese, per quelli non Euro – vedi Ungheria – invece parliamo di fondi europei che non gli arrivano, quindi soldi non loro''. Insomma mentre la Commissione "Commissiona l'Europa" è il caso di dire che ognuno ha i disastri che si merita.Sergio Basile (Copyright © 2011 Qui Europa)