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Tag: Consiglio Europeo

  • Il trappolone Merkel-Ue: più prestiti, in cambio di più rigore

    Il trappolone Merkel-Ue: più prestiti, in cambio di più rigore

    Mercoledì, Marzo 14th / 2012

    Consiglio Europeo / Economia / Esm / Fondo salva stati / Van Rompuy

    Il trappolone Merkel-Ue: più prestiti, in cambio di più rigore

    Fondo salva stati: iniezioni di capitali. Ma a che prezzo?

    Bruxelles – Il presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy, ha annunciato nuovi fondi dall’Esm. La ricetta europea, secondo il teorema Merkel, è: riduzione del debito pubblico degli Stati, e maggiori risorse in campo per la ripresa. Il Governo tedesco intanto, poche ore fa, ha formalmente approvato la partecipazione della Germania al finanziamento, pro quota, del Fondo salva-stati europeo (Esm). Il Consiglio di Gabinetto ha accettato un contributo della Germania per un valore complessivo di 500 miliardi di euro. L'importo, secondo gli accordi iniziali, avrebbe dovuto essere pagato in cinque tranches, ma un recente accordo fra i leader europei ha stabilito che due rate saranno pagate nel 2012. Per la Germania significa sborsare almeno 8,7 miliardi quest'anno. Quindi, il motore principale dell’Europa continua a mettersi in moto. Ma molti Paesi vedono la ricetta tedesco-europea, riduzione della spesa e insieme misure per la crescita e l’occupazione, come una contraddizione in termini. Dunque la crisi continua, le difficoltà per affrontarla anche. Sperare che i tedeschi, fornitori di denaro, non pretendano troppo in cambio dei "cari e dolorosi" aiuti, sembra francamente paradossale. Ormai si ha sempre più l'impressione che l'Europa sia finita in un grande e pantanoso trappolone. Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)       

  • Van Rompuy: “Il modello sociale europeo non è morto”. Replica del presidente del Consiglio Ue alle dichiarazioni di Mario Draghi

    Van Rompuy: “Il modello sociale europeo non è morto”. Replica del presidente del Consiglio Ue alle dichiarazioni di Mario Draghi

    Martedì, Marzo 6th / 2012

    Consiglio europeo / Summit Ue / Bce / Crisi / Speculazione / Draghi / Van Rompuy

    Van Rompuy: “Il modello sociale europeo non è morto”. Replica del presidente del Consiglio Ue alle dichiarazioni di Mario Draghi

    Bce responsabile della crisi. Draghi come Trichet.

    Bruxelles –  L’Unione Europea e la Bce non si trovano proprio d’accordo: se Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea, in un intervista rilasciata al Wall Street Journal, aveva dichiarato ormai morto il modello sociale europeo, la risposta del presidente stabile del Consiglio Ue Herman Van Rompuy, è arrivata, nelle scorse ore, in occasione dell’ultimo summit a Bruxelles. “Il modello sociale europeo ha solo bisogno di alcuni aggiustamenti e di potenziamenti del Welfare per i cittadini penalizzati dalla crisi” ha dichiarato Van Rompuy, mettendo un punto ai dubbi sollevati da Draghi. La speculazione finanziaria di cui la Bce si è resa protagonista con mega prestiti assistenziali nei confronti del sistema bancario privato, è forse stata sottovalutata dal Presidente della Bce, che sembra ripercorrere la linea di pensiero del suo predecessore francese, Jean Claude Trichet. Entrambi, infatti, hanno identificato il problema dell’economia europea nel costo del lavoro e hanno “costretto” gli Stati coinvolti nella crisi a salvarsi con l’impiego di denaro pubblico, a seguito dei prestiti elargiti a bassissimo costo e non vincolati al solo finanziamento dei settori produttivi e delle famiglie . Se Draghi avesse valutato prima le conseguenze e le ricadute che le speculazioni avrebbero sul sistema europeo, di certo non avrebbe parlato di morte del modello sociale dell’Europa. Le sue dichiarazioni hanno fatto storcere il naso ai tanti manifestanti scesi nelle piazze europee per protestare proprio contro le manovre delle banche. Draghi, quel modello sociale che secondo lui non esiste più, avrebbe potuto ricostruirlo non in base ai suoi “interessi”, ma in base a quelli dei cittadini europei. Interessi che non sono quelli dei prestiti. Maria Laura Barbuto(Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Allargamento Ue: “idea Serbia”

    Allargamento Ue: “idea Serbia”

    Lunedì, Marzo 5th /2012

    Consiglio Europeo / Allargamento Ue / Serbia / Belgrado / Status / Candidata

    Allargamento Ue: “idea Serbia

    Status di candidata per Belgrado, malgrado l’ostacolo rumeno

    Belgrado, Bruxelles  –  Accogliendo una risoluzione della Commissione esteri dell'Europarlamento, nella serata di ieri il Consiglio europeo ha concesso alla Serbia lo status di candidato ad entrare nell’Unione. Ciò è avvenuto dopo estenuanti ore di negoziato – tra i meriti riconosciuti al Paese, quello di esser riuscito a stabilizzare le relazioni con il Kosovo pur senza accettarne l'indipendenza – e malgrado  i  tentennamenti espressi dalla Romania: protesa a porre sul piato dell’allargamento, in contropartita, la questione dell’integrazione problematica della minoranza  dei  valacchi  in Serbia.. Venerdì scorso il Dialogo Pristina-Belgrado, condotto sotto l'egida della Ue, si è concluso con un accordo sulla gestione integrata dei confini del Kosovo del nord e con il riconoscimento del diritto dell'ex provincia di partecipare ai Forum regionali. La Germania ha fatto cadere le sue obiezioni. Italia, Francia e Austria hanno inviato una lettera di forte sostegno a Belgrado. Tutti gli altri partner hanno spinto per inviare un chiaro segnale alla Serbia. E presto anche le obiezioni della Romania sono state superate. La Serbia si affianca così a Montenegro e Macedonia che hanno già ottenuto lo status e sono ora in attesa di una data per l'avvio dei negoziati. La Bosnia non ha fatto alcuna domanda di ingresso, mentre la Croazia ha ultimato tutti gli esami ed entrerà il primo luglio 2013, raggiungendo così la Slovenia, la prima dei paesi dell'ex Jugoslavia ad entrare nella Ue nel 2004. Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Crisi in Medioriente. Siria-Ue: nuove sanzioni in vista

    Lunedì, Marzo 5th / 2012

    Consiglio Europeo / Eurovertice / esteri / Siria / Crisi Medioriente / Damasco / Monti

    Crisi in Medioriente. Siria-Ue: nuove sanzioni in vista

    Monti: aumenteremo pressioni su Damasco

    Damasco, Bruxelles –Nelle scorse ore i leader europei, riuniti nella capitale belga hanno annunciato l’assunzione di ''ulteriori misure restrittive mirate contro il regime di Damasco''. La politica restrittiva delle sanzioni, secondo il Consiglio Ue, dovrebbe andare avanti ''fino a quando le violenze non cesseranno, e gli abusi dei diritti umani non saranno venute meno meno''. La Siria, nelle ultime settimane, è stata oggetto di una "attenzione particolare – ha dichiarato Mario Monti – ed è stata confermata l'intenzione di accrescere la pressione sul regime, anche – continua – con altre sanzioni mirate. I responsabili delle violenze saranno chiamati a risponderne – ha aggiunto Monti – ribadendo poi il sostegno al Consiglio nazionale siriano, nonché incoraggiando, al contempo, le componenti dell'opposizione a unirsi allo sforzo pacifico per dare vita a “nuova Siria”. Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)