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Categoria: Eurodeputati – La riflessione

Eurodeputati – La riflessione

  • Festa dell’Europa – Schulz loda la tecnocrazia

    Festa dell’Europa – Schulz loda la tecnocrazia

    Giovedì, Maggio 10th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Bruxelles /  Dichiarazione Schumann / Festa dell'Europa / Tecnocrazia / Paradossi / Europa / Giovani / Futuro / Martin Schulz / Mario Monti / Sacrifici / Incoerenza  

    Schulz ai giovani:“E’ questa l’Europa che

    volete? Neanche io. Impegniamoci

    a cambiarla”

    Zero coerenza – Il Presidente del Parlamento Europeo

    parla della crisi, monisce i giovani e loda la tecnocrazia

    Bruxelles – Era il 9 maggio del 1950 quando Robert Schuman, allora Ministro degli Esteri francese, a Parigi, pronunciava il suo discorso che celebrava la nascita, per la prima volta nella storia, del concetto d’Europa come unione economica, sociale e, in previsione, anche politica tra i vari Stati europei. La “Dichiarazione Schuman” dava il via anche al processo di integrazione e, soprattutto, al conseguimento dell’obiettivo della pace: il Ministro francese stava compiendo un atto storico di notevole importanza, tendendo la mano ai tedeschi e tentando di porre fine ai risentimenti ed alle avversità causate dalla guerra. Un discorso pieno di speranze e sogni, di ideali, di carisma, di sentimento. Un discorso che, oggi, a distanza di 62 anni, merita di essere ricordato come esempio per la società dei nostri tempi, una società malata e assoggettata alla finanza, all'economia, al mercato ed alla politica malata. Un’Europa diversa da quella disegnata da Schuman, un’Europa non della solidarietà e della cooperazione, ma della finanza.

      Il monito di Martin Schulz  

    E ieri, in occasione del giorno europeo, il presidente del Parlamento di Strasburgo, Martin Schulz, ha rilanciato, dalle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno, un’idea di un’Europa nuova, che deve ripartire dai giovani per risorgere  e affermare le idee originarie, quelle di unità politica e solidarietà. Schulz, in merito alla crisi, ha dichiarato  che “essa è stata aggravata da decisioni politiche sbagliate o prese troppo tardi. Questa è anche la crisi sociale dell’Europa ma non dobbiamo mai dimenticare che, in 50 anni di storia, quello europeo rimane il progetto più ambizioso e spero – ha continuato Schulz – che alcuni governi egoisti, alcuni leader miopi e alcuni dirigenti incompetenti abbiano imparato la lezione”.

      L'Elogio – fuori luogo – alla tecnocrazia  

    Secondo il presidente del Parlamento Europeo la colpa del fallimento dell’Europa sta proprio nella cattiva gestione della politica a livello nazionale che viene poi riproposta in un contesto internazionale. E su questo non ci piove: bel discorso, se non fosse che Schulz ha elogiato il lavoro svolto in Italia dal prof. Mario Monti decantando la vena europeista del bocconiano e l’impegno a cambiare direzione per un Continente che ormai è alla deriva. Sul nostro Paese, il primo che ha visitato in qualità di presidente dell’istituzione comunitaria, solo belle parole: ci ha ricordati come fondatori dell’Unione Europea e ha colto nuovamente l’occasione per lodare l’onestà, il rigore e la serietà di coloro che guidano la Nazione. In ultimo un appello ai giovani europei: “Non dovete perdere la fiducia nell’idea che sta alla base della costruzione europea. L’Europa così come è va cambiata, ma non bisogna dimenticare quello che la nostra integrazione ha rappresentato: la fine di guerre secolari e conflitti. L’Unione Europea che avete davanti non vi piace? Neanche a me. Impegniamoci insieme per cambiarla.” 

      Schulz, ti sorridono i Monti! Ma… "le caprette non siamo noi!"  

    Giusto! Le parole di Schulz sono bellissime, piene di sentimento… ma se il Presidente del Parlamento Europeo elogia, in modo quasi sdolcinato, l’operato di Mario Monti, è meglio che si rassegni all’idea di un’Europa finita. Verrebbe da dire “Schulz, ti sorridono i Monti!” riprendendo il cartone animato Heidi, ma il problema è che “i Monti non sorridono all’Italia” al di là di quello che dice il Presidente del Parlamento europeo. Insomma, “paesaggi” differenti. E poi, nel bel paesaggio alpestre del panzer Schulz, ricordiamogli che "le caprette non siamo noi!"

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Ucraina: Europei 2012 da “cani”

    Ucraina: Europei 2012 da “cani”

    Mercoledì, Maggio 2nd / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Commissione Europea / Ucraina / Polonia / Romania / Spagna / Italia / Kiev / Leopoli / Roma / Europei 2012 / Sport / Calcio / Mattanza Canina / Sterminio cani / Dog Hunter / Villa dei Cuccioli / Pantheon / Manifestazioni / Animalisti / Volontari / Cani / Abbandoni / Avvelenamenti / Canili / Erminia Mazzoni / Gianni Alemanno  

    Ucraina: Europei 2012 da “cani”

    Continua la mattanza: migliaia di cani uccisi 

    e gettati in fosse comuni.

    Alemanno: “Se necessario, boicottiamo gli europei!”

    800.000 cittadini chiedono intervento Ue

    Kiev, Leopoli, Roma –  Riflettori puntati su Ucraina e Polonia in vista dei prossimi Campionati Europei di calcio previsti per la stagione estiva 2012: una manifestazione importante che renderà ancora più “europei” i due stati ospitanti. D’altronde, lo si sa, il calcio unisce. Quindi, già da tempo, fervono i preparativi per far sì che tutto sia perfetto, per garantire la migliore ospitalità alle squadre nazionali che parteciperanno al torneo ed ai loro colorati tifosi. Ma l’Ucraina, nel tentativo di “rendere perfettamente presentabili” le strade di Kiev e Leopoli ha pensato bene di rendersi protagonista di una mattanza canina. Migliaia e migliaia i cani randagi uccisi con colpi di pistola, avvelenati con cibo e costretti a subire sofferenze atroci o ancora gettati in fosse comuni e ricoperti di cemento. 

      Gli spietati "Dog Hunter"   

    Queste atrocità vengono compiute ogni giorno per le strade ucraine da parte di coloro che i cittadini chiamano “Dog Hunter”, persone, evidentemente senza cuore, che si incaricano di procedere alle esecuzioni per eliminare i fedeli amici a quattro zampe. Davanti a questo barbaro massacro, sono 800.000 i cittadini europei che protestano e chiedono un imminente intervento dell’Unione Europea che, tramite la Commissione Petizioni del Parlamento, ha ricevuto le segnalazioni sugli abusi e i massacri nei confronti dei randagi, presentate dagli abitanti del Vecchio Continente. Ma la Commissione si è svincolata dall’eventuale impegno affermando, con grande diplomazia, che “la questione resta di esclusiva responsabilità dei singoli Stati e non è di competenza dell’Ue ma, data la portata dell’evento e la sua minacciosa espansione in altri territori, sarebbe necessaria una inversione di rotta”. Senza varcare i confini nazionali, ogni anno, solo in Italia vengono abbandonati 135.000 animali tra cani e gatti, ed il fenomeno è diffuso soprattutto al Sud dove, tra l’altro, i canili presenti sono per la maggior parte strutture in cui, secondo le denunce da parte delle associazioni animaliste, non vengono accuditi i randagi ma, di certo, girano parecchi soldi.

      Probabile boicottaggio   

    Da Roma, nel frattempo, arrivano ancora proteste di boicottaggio degli europei alle quali si unisce anche il sindaco della città, Gianni Alemanno il quale dichiara che “dall’Italia deve partire un messaggio forte, che si imponga all’attenzione dei cittadini e delle istituzioni europee per fermare lo scempio a cui stiamo assistendo. E’ un’immagine che ferisce tutte le persone che amano gli animali.” Il 5 maggio prossimo, nella Capitale, al Pantheon, partirà una manifestazione nazionale per gridare “Basta” allo sterminio degli animali, alla quale il sindaco Alemanno parteciperà, schierato in prima linea accanto ai volontari e agli animalisti che da mesi e mesi sono impegnati in una battaglia costante. Proprio il primo cittadino ha scelto la Valle dei Cuccioli, una tra le strutture comunali romane che si dedicano alla cura ed alle adozioni degli amici a quattro zampe, come punto di partenza della sua personale lotta contro i maltrattamenti degli animali. Alemanno ha chiesto l’attenzione da parte del Governo italiano e, se necessario, la mancata partecipazione agli europei della nostra amata nazionale.

      L'Ue non può lavarsene le mani!  

    L’europarlamentare Erminia Mazzoni, presidente della Commissione Petizioni, ha dichiarato che “La Romania è, secondo le statistiche, al primo posto per maltrattamenti degli animali, seguita da Spagna, Ucraina e Italia”. Paesi, quindi, in cui il randagismo è praticamente un crimine. Un problema questo che, al contrario di quanto dimostrato fino ad adesso, coinvolge pienamente e direttamente l’Unione Europea. Dopo tanto silenzio da parte delle istituzioni comunitarie, la Mazzoni ha affermato che presenterà una risoluzione a Strasburgo perché “è il trattamento degli animali che misura il grado di civiltà di un paese”.A quanto pare però, l’Ucraina non l’ha capito e continua a pensare agli europei: quelli, “giustamente”, porteranno nel paese tantissimi soldi, tra finanziamenti e turismo. E nel mondo in cui viviamo i soldi, purtroppo, sono la matrice di ogni azione. Li utilizzassero almeno per creare strutture idonee ad ospitare e a curare i randagi. Ah, ma dimenticavamo: per le strade non ce sono più!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Limonov – Putin: Borghezio monisce lo Zar sui diritti umani

    Limonov – Putin: Borghezio monisce lo Zar sui diritti umani

    Venerdì, Aprile 13th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Parlamento europeo / Russia / Mosca / Rapporti internazionali / Diritti umani / Libertà pubbliche / Eduard Limonov / Mario Borghezio / Niki Tazvela  

    Russia–Ue: progresso o regresso?

    Il caso di Eduard Limonov pone l’attenzione

    sul rispetto dei diritti umani:

    il monito di Borghezio allo Zar Putin

    Mosca – E’ la travagliata storia del poeta comunista Eduard Limonov (foto) – fondatore del Partito Nazional Bolscevico e del "Movimento popolare l'Altra Russia" –  che si impone all’attenzione della delegazione del Parlamento europeo Ue–Russia, presente a Mosca durante la settimana di Pasqua. Gli argomenti trattati sono stati molteplici, a partire dalla situazione siriana, quella ucraina, ancora le relazioni tra l’Arzebaigian e l’Armenia ma, a sorpresa, il leghista Mario Borghezio, unico parlamentare italiano presente a Mosca, ha sollevato la questione delle condizioni di agibilità politica dei membri dell’opposizione russa. Limonov, scrittore franco–russo, apprezzato moltissimo in Francia, ma considerato sovversivo in Russia, “non solo viene spesso gettato in carcere – ha affermato Borghezio – ma gli viene impedito anche di espatriare”. L'eurodeputato in dote al carroccio ha inoltre sostenuto di aver sollevato l’argomento “per richiamare l’attenzione della Commissione e richiedere l’opinione dei diplomatici presenti, visto che si parlava della situazione e dei progressi della Russia del dopo elezione di Putin”.

      La delicata questione dei diritti umani  

    E quali sarebbero questi progressi? Sarà, forse, che quando sono in ballo trattative importanti ed affari rilevanti, sul rispetto dei diritti umani cala il silenzio? Come riporta sulle pagine del quotidiano “La Padania” la giornalista Barbara Mazzotti, la politica estera dell’Unione Europea, oggi, a Mosca, non è particolarmente “considerata”, visto che è stato annullato anche l’incontro della delegazione con il Ministro degli esteri russo. Ciò non toglie che l’Unione Europea debba mantenere la sua attenzione sulle libertà pubbliche in Russia e – come afferma l’europarlamentare greca, Niki Tazvela – debba “cercare con il Paese una nuova forma di approccio che possa ristabilire un equilibrio ed un riavvicinamento nei rapporti con l’Ue”. Ma noi ci auguriamo che un eventuale riavvicinamento non sia solo legato ad interessi economici, al petrolio o al gas ma, soprattutto, alla tutela dei diritti umani che non può essere considerata secondaria a nulla.

      Eduard Limonov – Il personaggio   

    Il poeta rivoluzionario Eduard Limonov, nella sua Mosca venne accolto nei primi passi della sua tumultuosa vita artistica e politica con molta diffidenza. Pubblicò a spese proprie cinque libretti di poesie di mediocre successo. Tuttavia in seguito, dopo anni di gavetta,  ricevette dal KGB la proposta di collaborare come spia, ma rifiutò seccamente e venne allontanato e costretto all’espatrio in Europa. Nel 1974 si recò a Vienna, poi a Roma. Successivamente negli Usa, a New York. In America Limonov cambiò tredici lavori, conobbe i trockisti americani (del Socialist Workers Party) e divenne uno dei critici più feroci del way of life americano: critico su capitalismo e liberismo economico, per le sue idee scomode finì innumerevoli volte in carcere. Fu il fondatore del Partito Nazionale Bolscevico.  All’inizio degli anni Ottanta, prima di tornare definitivamente in Russia, Limonov emigrò a Parigi, simpatizzò con gli estremisti di destra locali e nel 1987 ottenne la cittadinanza francese. Nel frattempo in Russia i suoi romanzi erano divenuti bestsellers.  

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

       

  • L’Europa “sull’orlo del baratro”: il punto di vista di Gianni Pittella  presso la Biblioteca Frinzi – Verona

    L’Europa “sull’orlo del baratro”: il punto di vista di Gianni Pittella presso la Biblioteca Frinzi – Verona

    Giovedì, Marzo 15th / 2012

    Italia / Gianni Pittella / Verona / Presentazione libro / Crisi Ue

    L'Europa "sull'orlo del baratro": il punto di vista di Gianni Pittella

    presso la Biblioteca Frinzi – Verona

    Domani, 16 marzo, la presentazione del libro del vicepresidente del PE

     

    Verona – Domani, alla Biblioteca Frinzi di Verona, verrà presentato il libro di Gianni Pittella, vice-presidente vicario del Parlamento Europeo, dal titolo pessimistico: “Sull’orlo del baratro”. E dal sottotitolo più possibilista e con una speranza: “L’Europa sopravviverà alla più grande crisi dal dopoguerra?” Il libro spazia dal ruolo dell’Ue nel Mediterraneo e nell’Est ai rapporti franco-tedeschi, dalla Tobin Tax all’Europa a due velocità. Un’opera che sembra dipingere una situazione che, come il titolo di un libro degli anni ’60, potremmo definire disperata ma non seria. O meglio, al contrario, triste ma non disperata. Infatti, con un intervento di Giorgio Napolitano, il libro aspirerebbe ad indicare delle linee di fuga dall’orlo del baratro, appunto, da cui l’Europa può e deve ancora allontanarsi, ma non senza – aggiungiamo – la collaborazione della politica e della tecnocrazia dominante. Alla presentazione, organizzata dal Consiglio degli studenti dell’ateneo veronese, interverranno Barbara Campedelli, prorettore, e Omar Rahman, presidente del Consiglio degli studenti. Un libro può servire ad evitare il baratro? Ci sono libri che hanno scatenato rivoluzioni e guerre, altri che hanno predicato la pace. Che questo ultimo volume porti bene all’Europa? L'unica certezza è che la strada della ripresa non può alienare dal recupero della pienezza del cittadino e dell'uomo in tutte le loro accezioni, compresa la democrazia: "particolare" – per usare un eufemismo, e malgrado tutto – da non sottovalutare. Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)  

     

  • Europarlamento: Rinaldi (Idv) sposa la causa del “gelato artigianale”

    Europarlamento: Rinaldi (Idv) sposa la causa del “gelato artigianale”

     

    Mercoledì, Marzo 14th / 2012

    Parlamento Europeo / Consumatori / Alimenti / Gelato /  Rinaldi

    Europarlamento: Rinaldi (Idv) sposa la causa del "gelato artigianale"

    Serve normativa europea per tutelare consumatori

    Strasburgo – Nelle scorse ore all'Europarlamento "dolce interrogazione" del deputato Idv Niccolo' Rinaldi, che ha chiesto alla Commissione Ue di difendere con esplicita dicitura il ''gelato artigianale'': passo importante per la difesa di uno dei migliori prodotti del made in Italy sia all'interno dei confini nazionali che nel mondo. Secondo il deputato, oggi, la normazione europea in merito ai criteri di riferimento e preparazione è scarsa e gli abusi sarebbero in tal senso favoriti, moltiplicando i casi di edulcorazioni del prodotto.  In mancanza di tale legislazione – ha dichiarato Rinaldi – "c'e' il rischio che il consumatore sia tratto in inganno sulla reale qualita' del prodotto e che i veri artigiani del gelato siano esposti a concorrenza sleale''. La questione non poteva che essere sollevata da un italiano, visto che il gelato trae origine proprio dal nostro Paese. Come ci insegna la tradizione, infatti, nel 1686 fu un cuoco siciliano Francesco Procopio dei Coltelli (pare in disputa di paternità con un altro italiano, il macellaio toscano Ruggeri di Firenze) ad inventare questa straordinaria combinazione di  gusto, sostanza e colore, realizzando una miscela rivoluzionaria. Il cuoco successivamente introdusse il “gelato” presso la corte di Francia, presso il Café Procope di Parigi e progressivamente nel resto della Paese. Quindi a Strasburgo si tratta in fondo di un dolce ricorso storico. Sergio Basile (Copyright © 2011 Qui Europa)