Qui Europa

Categoria: Eurodeputati – Ita

Eurodeputati – Ita

  • Italia-Brasile: 1-0  – l’eurodeputata Gardini  in difesa del prosecco nazionale

    Italia-Brasile: 1-0 – l’eurodeputata Gardini in difesa del prosecco nazionale

    Martedì, Marzo 20th / 2012

    Parlamento Europeo / Commissione Europea / Bruxelles /Italia / Brasile / Contraffazione / Salute / Prosecco / Etichette / Elisabetta Gardini / Mirco Battistella / Mario Catania
     
    Italia-Brasile: 1-0  – l'eurodeputata Gardini  in difesa del prosecco nazionale 
    Chiesto all'Ue il blocco della contraffazione del vino  italiano in Brasile

    Bruxelles – Tra una samba e l’altra, in Brasile, il prosecco sembra essere diventato il “re” dei vini. Milioni e milioni di bottiglie sono già in commercio e questo potrebbe essere un grande vanto per l’Italia per l’esportazione di un prodotto così pregiato come il prosecco nostrano. Ma non parliamo affatto di esportazioni, bensì di nuove etichette di falso prosecco brasiliano, con tanto di fascette di garanzia rilasciate dal Ministero del paese sudamericano.  ''La produzione di falso prosecco in Brasile e' inaccettabile e l'Europa ha il dovere di intervenire di fronte a una concorrenza sleale di tale portata ed il Governo italiano deve far sentire la sua voce''. Lo ha chiesto l'europarlamentare del Pdl, Elisabetta Gardini, membro della commissione ambiente, con  un’ interrogazione alla Commissione europea. I produttori italiani di vero prosecco Dop si sono appellati al ministro delle politiche agricole, Mario Catania, per chiedere una tutela maggiore nei confronti del proprio lavoro e del proprio prodotto. Mirco Battistella, rappresentante dell’omonima azienda trevigiana produttrice di prosecco dop,  ha dichiarato che  “l’imitazione del marchio italiano è scandalosa. Non è la prima volta che qualche scaltro imprenditore straniero ruba etichette: è il caso dell Prisecco in Germania e dei finti prosecchi australiani e della Nuova Zelanda. Ma di certo è la prima volta – continua Battistella – che il fenomeno assume proporzioni allarmanti, creando una concorrenza del tutto sleale con il marchio originale”. Prodotto capace di allietare i palati di tutto il mondo, il prosecco è una tradizione tutta italiana. Bollicine famose ed inimitabili che meritano di rimanere targate “made in Italy”. Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)
     

     

  • Sconcerto a Strasburgo: Famiglia tradizionale? Concetto restrittivo!

    Sconcerto a Strasburgo: Famiglia tradizionale? Concetto restrittivo!

    Mercoledì, Marzo 16th/ 2012

    – di Sergio Basile – 

    Strasburgo: Famiglia tradizionale, Concetto restrittivo!  / Parlamento Europeo / Strasburgo / Famiglia / Veld / Matrimoni Gay / Cassazione / Italia / Mauro 

    Strasburgo – Famiglia tradizionale, concetto

    restrittivo! Sconcerto di PPE, Comunità

    Cristiane e Giuristi del "Diritto di Famiglia"

    Dall'Europarlamento: no a definizioni restrittive

    di idea "famiglia". La cellula della società in pericolo

    Ad orologeria, dalla Cassazione spunta una

    sentenza che compiace Bruxelles Avvenire:

    "sentenza creativa!"

    Strasburgo, Roma – A sorpresa, all'Europarlamento, mercoledì scorso, la Destra è stata battuta in plenaria sul controverso tema dei matrimoni gay. I governi europei, secondo il Parlamento europeo – o almeno la maggiornaza dei deputati – non devono predefinire o mantenere ''definizioni restrittive di famiglia''. Ciò allo scopo di negare o limitare – evidentemente – la protezione alle "coppie tradizionali". E' questo il sunto della posizione espressa nel "Rapporto sulla parita' di diritti uomo-donna" presentato dalla radicale di sinistra olandese Sophie in't Veld e passato con lo stupore di molti. Tra i più delusi, l'eurodeputato italiano Mario Mauro, del Ppe. Il Partito Popolare Europeo voleva cancellare con un emendamento (poi bocciato per una manciata di voti) la proposta. Tuttavia la Veld non si è fermata qui, richiedendo alla Commissione europea una sorta di "imposizione forzata" del riconoscimento reciproco delle unioni omosessuali all'interno dei diversi stati Ue: e ciò in base ad una quanto mai fantasiosa interpretazione del principio di "uguale trattamento senza distinzione di religione o credo, disabilita', eta' o orientamento sessuale''. Il quotidiano "Avvenire" ha dedicato alla notizia molto spazio,  e stamane – quasi a farlo apposta – la notizia che, in merito, la Cassazione nella giornata di ieri ha depositato una sentenza (n. 4184) nella quale equipara i diritti delle famiglie normali a quelle gay. La notizia ha lasciato sgomento non solo i cattolici ed i sostenitori – non cattolici – del modello di famiglia tradizionale, ma anche il mondo giuridico. Cesare Mirabelli – ex presidente della Corte costituzionale – e il giurista Alberto Gambino hanno infatti preso posizione molto nette contro tale sentenza che addirittura bolla come "radicalmente superata la concezione secondo cui la differenza di sessi non è presupposto indispensabile al matrimonio". Entrambi i giuristi l'hanno definita quale uno “strappo con l’ordinamento vigente in aperta antitesi con il diritto di famiglia”.  Ciò "a meno che – sostiene dalle pagine di Avvenire Gambino –  non si voglia intendere che la vita familiare sia ormai diventata sinonimo di qualunque forma aggregativa, dai club sportivi, alle famiglie aziendali, per passare ai vincoli solidaristici delle associazioni di tendenza”.  Forse sarebbe il caso che i giudici della Cassazione tornino a riguardare qualche vecchia foto famiglia dei loro nonni.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

    
    

     

  • A Strasburgo risoluzione pro omosessuali e aborto

    A Strasburgo risoluzione pro omosessuali e aborto

    Giovedì, Marzo 15th / 2012

    Parlamento europeo / Risoluzione / Aborto / Omosessuali / In’t Veld / Buttiglione / Mauro/ Costa / Toia / Belletti 

     A Strasburgo risoluzione pro omosessuali e aborto

    L’Europa tradisce le sue radici: gli italiani promuovono la famiglia

    Strasburgo –  Dalle unioni di fatto tra persone dello stesso sesso e dal tentativo di sminuire il concetto di famiglia tradizionale, il Parlamento europeo passa al trattamento di temi particolarmente delicati e sensibili dal punto di vista etico, come quello dell’aborto e della pianificazione familiare. E’ stata approvata martedì scorso la risoluzione, proposta dalla radicale olandese Sophie in’t Vend che, dietro il titolo “Parità tra donne e uomini nell’Unione Europea”, rivela ambiguità e attacchi violenti  contro la vita. Già, proprio contro la vita e contro la donna. Tanto è vero che alle lettere R e T  del testo si legge che “la salute e i diritti sessuali e riproduttivi delle donne sono diritti umani che devono essere garantiti e che le famiglie nell’Ue sono diverse e possono comprendere anche genitori dello stesso sesso”. Promuovere l’aborto significherebbe, in altri termini, promuovere gli omicidi e poco importa che l’uccisione del feto avvenga, per come sollecitato dalla stessa risoluzione, in modo sicuro per la donna, la quale secondo il testo “deve avere il controllo sui propri diritti sessuali e riproduttivi anche beneficiando di metodi contraccettivi di alta qualità a prezzi accessibili”.  Addirittura al paragrafo 56 si parla di pianificazione familiare, come priorità dell’agenda politica,  a causa di una popolazione mondiale di quasi 7 miliardi di persone. Motivazione che di certo non può essere valida per negare, specialmente alle donne, il diritto di dare la vita. “Il Parlamento europeo – ricorda Rocco Buttiglione, esponente dell’Udc – non ha titolarità per legiferare sul diritto di famiglia, che è materia di competenza dei singoli Stati dell’Unione. Gli ammonimenti europei in questa materia valgono quanto ciascuno di noi ritenga che debbano valere. Nel caso degli italiani, sul diritto di famiglia, valgono molto poco”. Mario Mauro, presidente dei deputati del Popolo della Libertà, invece,  non si definisce affatto stupito che L’Unione abbia trattato queste tematiche “a causa del radicalismo presente in Europa e dei numerosi tentativi più volte messi in piedi da coloro che promuovono coppie gay e aborti”.  Il Partito Popolare Europeo ha bocciato in tronco il testo della risoluzione, nonostante avesse proposto emendamenti  sia al paragrafo 5 che al paragrafo 7, chiedendo la cancellazione del primo e la modifica del secondo con l’eliminazione di “definizioni restrittive di famiglia e tutela giuridica alle coppie dello stesso sesso e ai loro figli”.  Diverso l’atteggiamento di Socialisti e Democratici, dal quale si sono distinte Patrizia Toia e Silvia Costa, che hanno votato a favore degli emendamenti proposti dal Ppe, bocciando la risoluzione in sede di votazione finale. Anche il forum delle Associazioni familiari si oppone alla decisione europea. Il pensiero del gruppo è affidato al suo presidente, Francesco Belletti,  secondo il quale “L’Europa sta favorendo gli interessi delle lobby più chiassose , tradendo la sua intuizione originaria che aveva come obiettivo l’unione dei popoli e non delle ideologie” . “Ogni volta che l’avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, lo avete fatto a me” recita il Vangelo di Matteo al versetto 40 del paragrafo 25. Una riflessione importante che ci ricorda che anche noi siamo stati un feto e che nessuno ci ha uccisi permettendoci di godere di una cosa unica come la vita e che un bambino è il frutto d’amore tra un uomo e una donna. Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • L’Europa “sull’orlo del baratro”: il punto di vista di Gianni Pittella  presso la Biblioteca Frinzi – Verona

    L’Europa “sull’orlo del baratro”: il punto di vista di Gianni Pittella presso la Biblioteca Frinzi – Verona

    Giovedì, Marzo 15th / 2012

    Italia / Gianni Pittella / Verona / Presentazione libro / Crisi Ue

    L'Europa "sull'orlo del baratro": il punto di vista di Gianni Pittella

    presso la Biblioteca Frinzi – Verona

    Domani, 16 marzo, la presentazione del libro del vicepresidente del PE

     

    Verona – Domani, alla Biblioteca Frinzi di Verona, verrà presentato il libro di Gianni Pittella, vice-presidente vicario del Parlamento Europeo, dal titolo pessimistico: “Sull’orlo del baratro”. E dal sottotitolo più possibilista e con una speranza: “L’Europa sopravviverà alla più grande crisi dal dopoguerra?” Il libro spazia dal ruolo dell’Ue nel Mediterraneo e nell’Est ai rapporti franco-tedeschi, dalla Tobin Tax all’Europa a due velocità. Un’opera che sembra dipingere una situazione che, come il titolo di un libro degli anni ’60, potremmo definire disperata ma non seria. O meglio, al contrario, triste ma non disperata. Infatti, con un intervento di Giorgio Napolitano, il libro aspirerebbe ad indicare delle linee di fuga dall’orlo del baratro, appunto, da cui l’Europa può e deve ancora allontanarsi, ma non senza – aggiungiamo – la collaborazione della politica e della tecnocrazia dominante. Alla presentazione, organizzata dal Consiglio degli studenti dell’ateneo veronese, interverranno Barbara Campedelli, prorettore, e Omar Rahman, presidente del Consiglio degli studenti. Un libro può servire ad evitare il baratro? Ci sono libri che hanno scatenato rivoluzioni e guerre, altri che hanno predicato la pace. Che questo ultimo volume porti bene all’Europa? L'unica certezza è che la strada della ripresa non può alienare dal recupero della pienezza del cittadino e dell'uomo in tutte le loro accezioni, compresa la democrazia: "particolare" – per usare un eufemismo, e malgrado tutto – da non sottovalutare. Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)  

     

  • Europarlamento: Rinaldi (Idv) sposa la causa del “gelato artigianale”

    Europarlamento: Rinaldi (Idv) sposa la causa del “gelato artigianale”

     

    Mercoledì, Marzo 14th / 2012

    Parlamento Europeo / Consumatori / Alimenti / Gelato /  Rinaldi

    Europarlamento: Rinaldi (Idv) sposa la causa del "gelato artigianale"

    Serve normativa europea per tutelare consumatori

    Strasburgo – Nelle scorse ore all'Europarlamento "dolce interrogazione" del deputato Idv Niccolo' Rinaldi, che ha chiesto alla Commissione Ue di difendere con esplicita dicitura il ''gelato artigianale'': passo importante per la difesa di uno dei migliori prodotti del made in Italy sia all'interno dei confini nazionali che nel mondo. Secondo il deputato, oggi, la normazione europea in merito ai criteri di riferimento e preparazione è scarsa e gli abusi sarebbero in tal senso favoriti, moltiplicando i casi di edulcorazioni del prodotto.  In mancanza di tale legislazione – ha dichiarato Rinaldi – "c'e' il rischio che il consumatore sia tratto in inganno sulla reale qualita' del prodotto e che i veri artigiani del gelato siano esposti a concorrenza sleale''. La questione non poteva che essere sollevata da un italiano, visto che il gelato trae origine proprio dal nostro Paese. Come ci insegna la tradizione, infatti, nel 1686 fu un cuoco siciliano Francesco Procopio dei Coltelli (pare in disputa di paternità con un altro italiano, il macellaio toscano Ruggeri di Firenze) ad inventare questa straordinaria combinazione di  gusto, sostanza e colore, realizzando una miscela rivoluzionaria. Il cuoco successivamente introdusse il “gelato” presso la corte di Francia, presso il Café Procope di Parigi e progressivamente nel resto della Paese. Quindi a Strasburgo si tratta in fondo di un dolce ricorso storico. Sergio Basile (Copyright © 2011 Qui Europa)

  • L’Ue si schiera dalla parte dei marò

    L’Ue si schiera dalla parte dei marò

    Mercoledì, Marzo 14th / 2012

    Unione Europea / Parlamento europeo / Italia / India / Marò / Monti / Asthon 

    L’Ue si schiera dalla parte dei marò

    Incontro tra Monti e la Ashton a Bruxelles. Impegno per i militari italiani.

    Bruxelles  – L’Unione Europea scende in “campo” per i marò italiani arrestati in India, ma non senza gaffe.  Dopo contatti informali, è avvenuto ieri  l’incontro ufficiale tra il premier italiano Mario Monti, presente a Bruxelles per partecipare all’Ecofin, e l’Alto Rappresentante per la politica estera Ue, Catherine Ashton. La Ashton  si è pronunciata sull’impegno, nei confronti dei nostri connazionali, che l’Ue sta portando avanti  a Nuova Delhi e si è detta “disposta ad intraprendere qualsiasi possibile ed ulteriore passo per trovare una soluzione a questa situazione” per come si legge in un comunicato diramato a Palazzo Chigi. Nella prima versione del comunicato si parlava, però, di “contractor”, una sorta di militari mercenari che svolgono il  loro lavoro a scopo di lucro. A questo è dovuto qualche dubbio sulla conoscenza, da parte della Ashton, del dossier sui due marò. Ma, gaffe a parte, la portavoce dell’Alto rappresentante per la  politica estera Ue ha dichiarato “la necessità di inquadrare questo incidente nel contesto della cooperazione internazionale nella lotta contro la pirateria per giungere alla definizione di regole internazionali sulla presenza di personale delle forze armate a bordo di navi mercantili”. Proprio in queste ore, a Strasburgo, Roberta Angelilli, vicepresidente del Parlamento europeo, sta presiedendo la seduta plenaria, indossando una maglia con le foto dei militari di Marina italiani e una scritta significativa “siamo dalla vostra parte”, affinchè venga posto termine al “silenzio assordante” di cui era stata accusata l’Ue. Ma se il “rumore” viene dopo il silenzio, ci tocca sperare che non sia troppo tardi per “alzare la voce” e far valere le proprie ragioni.Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Bufera “primarie” a Palermo. Zamparini: “commissariare città per 20 anni!”

    Bufera “primarie” a Palermo. Zamparini: “commissariare città per 20 anni!”

    Mercoledì, Marzo 14th / 2012

    Italia / Sicilia / Palermo / Elezioni primarie / Ricorso / Borsellino

    Bufera "primarie" a Palermo. Zamparini: "commissariare città per 20 anni!"

    Previsioni del tempo: continua la bufera "Ferrandelli-Borsellino"

    Palermo – L'eurodeputata Rita Borsellino, la candidata del Pd sconfitta a Palermo, ha sporto ricorso alla Commissione elettorale, per presunti brogli. Risultato: riconta dei voti ed annullamento di quelli incriminati, del quartiere Zen. Ma – nonostante ciò – la vittoria del suo outsider Fabrizio Ferrandelli ne esce riconfermata, anche se di un’incollatura: alla fine al candidato vincitore sono andati 9.790 voti, mentre alla sorella del giudice ucciso dalla mafia 9.664. Ora, mentre Ferrandelli, come è logico per lui, invita all’unità attorno al proprio nome, gli altri politici palermitani continuano nelle discordie. In particolare, Leoluca Orlando nelle scorse ore si è detto profondamente insoddisfatto delle “primarie inquinate” e nega il suo appoggio al neo-eletto. Nella trasmissione “La zanzara”, il presidente del Palermo calcio, Maurizio Zamparini, dice di voler disertare il voto e vorrebbe la città commissariata per  20 anni. Se la Sicilia è metafora dell’Italia, dobbiamo aspettarci di tutto e di più. Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)      

  • Coca-Cola: colorante 4-Mei a rischio cancro?

    Coca-Cola: colorante 4-Mei a rischio cancro?

    Mercoledì, Marzo 14th / 2012

    Parlamento Europeo / Interrogazione / Coca-Cola / 4-Mei / cancro / Fontana

    Coca-Cola: colorante 4-Mei a rischio cancro?

    Interrogazione all'Europarlamento del deputato leghista Fontana

    Strasburgo – Dopo il gelato, all'Europarlamento l'attenzione passa su coca-cola, pepsi e simili. L'eurodeputato della Lega Nord, Lorenzo Fontana, ha infatti invitato l'Ue ad occuparsi di un problema che nelle scorse ore ha fatto il giro di mezzo mondo. La notizia è di quelle bomba. Udide udite: negli Usa Coca-Cola cambia colore, abbassando il tenore di 4-metilimidazolo, il colorante marrone che lo Stato della California ha inserito a sorpresa nella lista delle sostanze cancerogene e che già da tempo l’Oms aveva inserito, ed in tempi non sospetti, nell’elenco delle 249 sostanze a rischio cancro. Fontana, cogliendo l'assist d'oltre oceano ha, dunque, chiesto alla Commissione Ue – su formale interrogazione parlamentare – una verifica sul composto chimico altrimenti noto come "4-Mei" presente nel colorante della bevanda analcolica forse più famosa al mondo. Il punto, dunque, è il 4-Mei è cancerogeno?  Fontana si è detto alquanto sorpreso e sconcertato sul fatto che lo stesso composto possa essere considerato nocivo negli Usa e idoneo all'industria alimentare in Europa. Ora la palla sul soft-drink al caramello inventato ad Atlanta dal farmacista statunitense John Stith Pemberton l'8 maggio 1886 – inizialmente come rimedio per il mal di testa – passa alla Commissione.  Ora i mal di testa inizieranno per Barroso & CSergio Basile (Copyright © 2011 Qui Europa)

  • Bruxelles e i profitti della mafia. Nuove regole Ue per confische  – Le proposte di Malmstrom e Crocetta

    Bruxelles e i profitti della mafia. Nuove regole Ue per confische – Le proposte di Malmstrom e Crocetta

    Martedì, Marzo 13th / 2012

    Commissione Ue / Lotta alle mafie / Confische / Malmstrom / Crocetta

    Bruxelles e i profitti della mafia. Nuove regole Ue per confische – Le proposte di Malmstrom e Crocetta

    Profitti criminosi: oltre 2000 miliardi di dollari all’anno

    In Italia 150 miliardi di euro nel 2011.

    Bruxelles –  Nelle scorse ore, il Commissario Ue agli Affari Interni,  Cecilia Malmstrom, ha esposto in conferenza stampa le linee generali della nuova strategia che la Commissione intenderà seguire contro la lotta alle mafie. Tra i punti caldi della proposta, la confisca dei proventi illeciti – allargata anche ad eventuali prestanome collusi e gestita dai singoli governi degli stati membri – e la lotta al  riciclaggio. Tra le misure più valide esposte, sicuramente il “congelamento precauzionale” dei beni. Per la Malmstrom la vera priorità consiste nel “riportare i proventi illeciti a favore dell'economia legale”. Finalmente l’Ue si accorge – complici la crisi economica imperante e la connessa crisi finanziaria – dei dati imbarazzanti e devastanti del fenomeno mafioso sul Vecchio Continente. Secondo recenti stime Onu, ogni anno oltre 2.000 miliardi di dollari  – circa il 3,6% del Pil globale – finisce nelle gringie della criminalità organizzata: un vero super-stato dedito alla destabilizzazione del sistema socio-economico planetario.  Secondo Eurobarometro solo in Italia nel 2011 circa 150 miliardi di euro sarebbero stati introitati da ‘ndrangheta, mafia e camorra, e da quell’apparato affaristico-politico-imprenditoriale che vi ruota attorno. La Corte dei Conti, nelle scorse settimane, ha stimato in 60 miliardi di euro l'anno le perdite di Pil nazionale riconducibili alla corruzione. Puntuale è giunta la replica dell’eurodeputato italiano, Rosario Crocetta – oggi sotto scorta – secondo il quale “I beni confiscati dovrebbero essere gestiti direttamente dai cittadini al fine di produrre lavoro, piuttosto che essere controllati dai governi in maniera diretta ed arbitraria. Ciò onde evitare – ha continuato Crocetta – che la mafia possa riprendersi i beni confiscati tramite turbare d’aste e prestanome”. Come dargli torto? Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)