Martedì, Marzo 20th / 2012
Eurodeputati – Ita

Martedì, Marzo 20th / 2012

Mercoledì, Marzo 16th/ 2012
– di Sergio Basile –
Strasburgo: Famiglia tradizionale, Concetto restrittivo! / Parlamento Europeo / Strasburgo / Famiglia / Veld / Matrimoni Gay / Cassazione / Italia / Mauro
Strasburgo – Famiglia tradizionale, concetto
restrittivo! Sconcerto di PPE, Comunità
Cristiane e Giuristi del "Diritto di Famiglia"
Dall'Europarlamento: no a definizioni restrittive
di idea "famiglia". La cellula della società in pericolo
Ad orologeria, dalla Cassazione spunta una
sentenza che compiace Bruxelles Avvenire:
"sentenza creativa!"
Strasburgo, Roma – A sorpresa, all'Europarlamento, mercoledì scorso, la Destra è stata battuta in plenaria sul controverso tema dei matrimoni gay. I governi europei, secondo il Parlamento europeo – o almeno la maggiornaza dei deputati – non devono predefinire o mantenere ''definizioni restrittive di famiglia''. Ciò allo scopo di negare o limitare – evidentemente – la protezione alle "coppie tradizionali". E' questo il sunto della posizione espressa nel "Rapporto sulla parita' di diritti uomo-donna" presentato dalla radicale di sinistra olandese Sophie in't Veld e passato con lo stupore di molti. Tra i più delusi, l'eurodeputato italiano Mario Mauro, del Ppe. Il Partito Popolare Europeo voleva cancellare con un emendamento (poi bocciato per una manciata di voti) la proposta. Tuttavia la Veld non si è fermata qui, richiedendo alla Commissione europea una sorta di "imposizione forzata" del riconoscimento reciproco delle unioni omosessuali all'interno dei diversi stati Ue: e ciò in base ad una quanto mai fantasiosa interpretazione del principio di "uguale trattamento senza distinzione di religione o credo, disabilita', eta' o orientamento sessuale''. Il quotidiano "Avvenire" ha dedicato alla notizia molto spazio, e stamane – quasi a farlo apposta – la notizia che, in merito, la Cassazione nella giornata di ieri ha depositato una sentenza (n. 4184) nella quale equipara i diritti delle famiglie normali a quelle gay. La notizia ha lasciato sgomento non solo i cattolici ed i sostenitori – non cattolici – del modello di famiglia tradizionale, ma anche il mondo giuridico. Cesare Mirabelli – ex presidente della Corte costituzionale – e il giurista Alberto Gambino hanno infatti preso posizione molto nette contro tale sentenza che addirittura bolla come "radicalmente superata la concezione secondo cui la differenza di sessi non è presupposto indispensabile al matrimonio". Entrambi i giuristi l'hanno definita quale uno “strappo con l’ordinamento vigente in aperta antitesi con il diritto di famiglia”. Ciò "a meno che – sostiene dalle pagine di Avvenire Gambino – non si voglia intendere che la vita familiare sia ormai diventata sinonimo di qualunque forma aggregativa, dai club sportivi, alle famiglie aziendali, per passare ai vincoli solidaristici delle associazioni di tendenza”. Forse sarebbe il caso che i giudici della Cassazione tornino a riguardare qualche vecchia foto famiglia dei loro nonni.
Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

Giovedì, Marzo 15th / 2012
Parlamento europeo / Risoluzione / Aborto / Omosessuali / In’t Veld / Buttiglione / Mauro/ Costa / Toia / Belletti
A Strasburgo risoluzione pro omosessuali e aborto
L’Europa tradisce le sue radici: gli italiani promuovono la famiglia
Strasburgo – Dalle unioni di fatto tra persone dello stesso sesso e dal tentativo di sminuire il concetto di famiglia tradizionale, il Parlamento europeo passa al trattamento di temi particolarmente delicati e sensibili dal punto di vista etico, come quello dell’aborto e della pianificazione familiare. E’ stata approvata martedì scorso la risoluzione, proposta dalla radicale olandese Sophie in’t Vend che, dietro il titolo “Parità tra donne e uomini nell’Unione Europea”, rivela ambiguità e attacchi violenti contro la vita. Già, proprio contro la vita e contro la donna. Tanto è vero che alle lettere R e T del testo si legge che “la salute e i diritti sessuali e riproduttivi delle donne sono diritti umani che devono essere garantiti e che le famiglie nell’Ue sono diverse e possono comprendere anche genitori dello stesso sesso”. Promuovere l’aborto significherebbe, in altri termini, promuovere gli omicidi e poco importa che l’uccisione del feto avvenga, per come sollecitato dalla stessa risoluzione, in modo sicuro per la donna, la quale secondo il testo “deve avere il controllo sui propri diritti sessuali e riproduttivi anche beneficiando di metodi contraccettivi di alta qualità a prezzi accessibili”. Addirittura al paragrafo 56 si parla di pianificazione familiare, come priorità dell’agenda politica, a causa di una popolazione mondiale di quasi 7 miliardi di persone. Motivazione che di certo non può essere valida per negare, specialmente alle donne, il diritto di dare la vita. “Il Parlamento europeo – ricorda Rocco Buttiglione, esponente dell’Udc – non ha titolarità per legiferare sul diritto di famiglia, che è materia di competenza dei singoli Stati dell’Unione. Gli ammonimenti europei in questa materia valgono quanto ciascuno di noi ritenga che debbano valere. Nel caso degli italiani, sul diritto di famiglia, valgono molto poco”. Mario Mauro, presidente dei deputati del Popolo della Libertà, invece, non si definisce affatto stupito che L’Unione abbia trattato queste tematiche “a causa del radicalismo presente in Europa e dei numerosi tentativi più volte messi in piedi da coloro che promuovono coppie gay e aborti”. Il Partito Popolare Europeo ha bocciato in tronco il testo della risoluzione, nonostante avesse proposto emendamenti sia al paragrafo 5 che al paragrafo 7, chiedendo la cancellazione del primo e la modifica del secondo con l’eliminazione di “definizioni restrittive di famiglia e tutela giuridica alle coppie dello stesso sesso e ai loro figli”. Diverso l’atteggiamento di Socialisti e Democratici, dal quale si sono distinte Patrizia Toia e Silvia Costa, che hanno votato a favore degli emendamenti proposti dal Ppe, bocciando la risoluzione in sede di votazione finale. Anche il forum delle Associazioni familiari si oppone alla decisione europea. Il pensiero del gruppo è affidato al suo presidente, Francesco Belletti, secondo il quale “L’Europa sta favorendo gli interessi delle lobby più chiassose , tradendo la sua intuizione originaria che aveva come obiettivo l’unione dei popoli e non delle ideologie” . “Ogni volta che l’avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, lo avete fatto a me” recita il Vangelo di Matteo al versetto 40 del paragrafo 25. Una riflessione importante che ci ricorda che anche noi siamo stati un feto e che nessuno ci ha uccisi permettendoci di godere di una cosa unica come la vita e che un bambino è il frutto d’amore tra un uomo e una donna. Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

Mercoledì, Marzo 14th / 2012
Parlamento Europeo / Consumatori / Alimenti / Gelato / Rinaldi
Europarlamento: Rinaldi (Idv) sposa la causa del "gelato artigianale"
Serve normativa europea per tutelare consumatori
Strasburgo – Nelle scorse ore all'Europarlamento "dolce interrogazione" del deputato Idv Niccolo' Rinaldi, che ha chiesto alla Commissione Ue di difendere con esplicita dicitura il ''gelato artigianale'': passo importante per la difesa di uno dei migliori prodotti del made in Italy sia all'interno dei confini nazionali che nel mondo. Secondo il deputato, oggi, la normazione europea in merito ai criteri di riferimento e preparazione è scarsa e gli abusi sarebbero in tal senso favoriti, moltiplicando i casi di edulcorazioni del prodotto. In mancanza di tale legislazione – ha dichiarato Rinaldi – "c'e' il rischio che il consumatore sia tratto in inganno sulla reale qualita' del prodotto e che i veri artigiani del gelato siano esposti a concorrenza sleale''. La questione non poteva che essere sollevata da un italiano, visto che il gelato trae origine proprio dal nostro Paese. Come ci insegna la tradizione, infatti, nel 1686 fu un cuoco siciliano Francesco Procopio dei Coltelli (pare in disputa di paternità con un altro italiano, il macellaio toscano Ruggeri di Firenze) ad inventare questa straordinaria combinazione di gusto, sostanza e colore, realizzando una miscela rivoluzionaria. Il cuoco successivamente introdusse il “gelato” presso la corte di Francia, presso il Café Procope di Parigi e progressivamente nel resto della Paese. Quindi a Strasburgo si tratta in fondo di un dolce ricorso storico. Sergio Basile (Copyright © 2011 Qui Europa)

Mercoledì, Marzo 14th / 2012
Unione Europea / Parlamento europeo / Italia / India / Marò / Monti / Asthon
L’Ue si schiera dalla parte dei marò
Incontro tra Monti e la Ashton a Bruxelles. Impegno per i militari italiani.
Bruxelles – L’Unione Europea scende in “campo” per i marò italiani arrestati in India, ma non senza gaffe. Dopo contatti informali, è avvenuto ieri l’incontro ufficiale tra il premier italiano Mario Monti, presente a Bruxelles per partecipare all’Ecofin, e l’Alto Rappresentante per la politica estera Ue, Catherine Ashton. La Ashton si è pronunciata sull’impegno, nei confronti dei nostri connazionali, che l’Ue sta portando avanti a Nuova Delhi e si è detta “disposta ad intraprendere qualsiasi possibile ed ulteriore passo per trovare una soluzione a questa situazione” per come si legge in un comunicato diramato a Palazzo Chigi. Nella prima versione del comunicato si parlava, però, di “contractor”, una sorta di militari mercenari che svolgono il loro lavoro a scopo di lucro. A questo è dovuto qualche dubbio sulla conoscenza, da parte della Ashton, del dossier sui due marò. Ma, gaffe a parte, la portavoce dell’Alto rappresentante per la politica estera Ue ha dichiarato “la necessità di inquadrare questo incidente nel contesto della cooperazione internazionale nella lotta contro la pirateria per giungere alla definizione di regole internazionali sulla presenza di personale delle forze armate a bordo di navi mercantili”. Proprio in queste ore, a Strasburgo, Roberta Angelilli, vicepresidente del Parlamento europeo, sta presiedendo la seduta plenaria, indossando una maglia con le foto dei militari di Marina italiani e una scritta significativa “siamo dalla vostra parte”, affinchè venga posto termine al “silenzio assordante” di cui era stata accusata l’Ue. Ma se il “rumore” viene dopo il silenzio, ci tocca sperare che non sia troppo tardi per “alzare la voce” e far valere le proprie ragioni.Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

Mercoledì, Marzo 14th / 2012
Italia / Sicilia / Palermo / Elezioni primarie / Ricorso / Borsellino
Bufera "primarie" a Palermo. Zamparini: "commissariare città per 20 anni!"
Previsioni del tempo: continua la bufera "Ferrandelli-Borsellino"
Palermo – L'eurodeputata Rita Borsellino, la candidata del Pd sconfitta a Palermo, ha sporto ricorso alla Commissione elettorale, per presunti brogli. Risultato: riconta dei voti ed annullamento di quelli incriminati, del quartiere Zen. Ma – nonostante ciò – la vittoria del suo outsider Fabrizio Ferrandelli ne esce riconfermata, anche se di un’incollatura: alla fine al candidato vincitore sono andati 9.790 voti, mentre alla sorella del giudice ucciso dalla mafia 9.664. Ora, mentre Ferrandelli, come è logico per lui, invita all’unità attorno al proprio nome, gli altri politici palermitani continuano nelle discordie. In particolare, Leoluca Orlando nelle scorse ore si è detto profondamente insoddisfatto delle “primarie inquinate” e nega il suo appoggio al neo-eletto. Nella trasmissione “La zanzara”, il presidente del Palermo calcio, Maurizio Zamparini, dice di voler disertare il voto e vorrebbe la città commissariata per 20 anni. Se la Sicilia è metafora dell’Italia, dobbiamo aspettarci di tutto e di più. Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)

Mercoledì, Marzo 14th / 2012
Parlamento Europeo / Interrogazione / Coca-Cola / 4-Mei / cancro / Fontana
Coca-Cola: colorante 4-Mei a rischio cancro?
Interrogazione all'Europarlamento del deputato leghista Fontana
Strasburgo – Dopo il gelato, all'Europarlamento l'attenzione passa su coca-cola, pepsi e simili. L'eurodeputato della Lega Nord, Lorenzo Fontana, ha infatti invitato l'Ue ad occuparsi di un problema che nelle scorse ore ha fatto il giro di mezzo mondo. La notizia è di quelle bomba. Udide udite: negli Usa Coca-Cola cambia colore, abbassando il tenore di 4-metilimidazolo, il colorante marrone che lo Stato della California ha inserito a sorpresa nella lista delle sostanze cancerogene e che già da tempo l’Oms aveva inserito, ed in tempi non sospetti, nell’elenco delle 249 sostanze a rischio cancro. Fontana, cogliendo l'assist d'oltre oceano ha, dunque, chiesto alla Commissione Ue – su formale interrogazione parlamentare – una verifica sul composto chimico altrimenti noto come "4-Mei" presente nel colorante della bevanda analcolica forse più famosa al mondo. Il punto, dunque, è il 4-Mei è cancerogeno? Fontana si è detto alquanto sorpreso e sconcertato sul fatto che lo stesso composto possa essere considerato nocivo negli Usa e idoneo all'industria alimentare in Europa. Ora la palla sul soft-drink al caramello inventato ad Atlanta dal farmacista statunitense John Stith Pemberton l'8 maggio 1886 – inizialmente come rimedio per il mal di testa – passa alla Commissione. Ora i mal di testa inizieranno per Barroso & C. Sergio Basile (Copyright © 2011 Qui Europa)

Martedì, Marzo 13th / 2012
Commissione Ue / Lotta alle mafie / Confische / Malmstrom / Crocetta
Bruxelles e i profitti della mafia. Nuove regole Ue per confische – Le proposte di Malmstrom e Crocetta
Profitti criminosi: oltre 2000 miliardi di dollari all’anno
In Italia 150 miliardi di euro nel 2011.
Bruxelles – Nelle scorse ore, il Commissario Ue agli Affari Interni, Cecilia Malmstrom, ha esposto in conferenza stampa le linee generali della nuova strategia che la Commissione intenderà seguire contro la lotta alle mafie. Tra i punti caldi della proposta, la confisca dei proventi illeciti – allargata anche ad eventuali prestanome collusi e gestita dai singoli governi degli stati membri – e la lotta al riciclaggio. Tra le misure più valide esposte, sicuramente il “congelamento precauzionale” dei beni. Per la Malmstrom la vera priorità consiste nel “riportare i proventi illeciti a favore dell'economia legale”. Finalmente l’Ue si accorge – complici la crisi economica imperante e la connessa crisi finanziaria – dei dati imbarazzanti e devastanti del fenomeno mafioso sul Vecchio Continente. Secondo recenti stime Onu, ogni anno oltre 2.000 miliardi di dollari – circa il 3,6% del Pil globale – finisce nelle gringie della criminalità organizzata: un vero super-stato dedito alla destabilizzazione del sistema socio-economico planetario. Secondo Eurobarometro solo in Italia nel 2011 circa 150 miliardi di euro sarebbero stati introitati da ‘ndrangheta, mafia e camorra, e da quell’apparato affaristico-politico-imprenditoriale che vi ruota attorno. La Corte dei Conti, nelle scorse settimane, ha stimato in 60 miliardi di euro l'anno le perdite di Pil nazionale riconducibili alla corruzione. Puntuale è giunta la replica dell’eurodeputato italiano, Rosario Crocetta – oggi sotto scorta – secondo il quale “I beni confiscati dovrebbero essere gestiti direttamente dai cittadini al fine di produrre lavoro, piuttosto che essere controllati dai governi in maniera diretta ed arbitraria. Ciò onde evitare – ha continuato Crocetta – che la mafia possa riprendersi i beni confiscati tramite turbare d’aste e prestanome”. Come dargli torto? Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)