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  • Mentre in molti pensano alla fuga dall’Euro la Croazia entra nel club dei 27

    Mentre in molti pensano alla fuga dall’Euro la Croazia entra nel club dei 27

    Venerdì, Aprile 19th/2013

    – Parlamento europeo, Comunicato stampa, Bruxelles –

    Croazia, Unione europea, Zagabria, Bruxelles, Ue, Danimarca, Germania, Serbia, Libor Roucek, Europa, Ljubljanska Banka, Slovenia, Eurozona, Eurodeputati 

    Croazia pronta ad entrare nell'Ue 

    Mentre in molti pensano alla fuga dall'Euro

    la Croazia entra nel club dei 27

     

    Comunicato Stampa, Parlamento europeo 

    Croazia

     Parlamento europeo – La Croazia è pronta per entrare nell'Ue  

    Bruxelles, Zagabria – La Croazia è sulla buona strada per diventare il 28° stato membro dell'Unione europea il prossimo 1° luglio, secondo quanto affermano i deputati in una risoluzione approvata ieri  giovedì 18 Aprile. Nel testo, si sottolinea la stabilità della democrazia croata, l'economia sociale di mercato e la capacità del Paese di adempiere agli obblighi di adesione, e si invitano gli ultimi due stati membri che devono ancora ratificare il trattato di adesione a farlo senza indugio. La Croazia non può entrare nell'UE fino a quando tutti gli stati membri non abbiano ratificato il trattato di adesione. Finora, 25 paesi hanno completato il processo di ratifica, Danimarca e Germania devono ancora farlo. Il Parlamento europeo ha dato il proprio consenso all'adesione della Croazia il 1° dicembre 2011. "Il percorso della Croazia verso l'adesione all'Unione europea – che ha comportato una profonda trasformazione di tutti gli aspetti delle politiche pubbliche – sta per finire. L'adesione della Croazia renderà l'Unione europea più forte e più sicura", ha detto Libor Rouček (S & D, CZ), relatore. "Il successo della Croazia manda anche un segnale incoraggiante agli altri stati candidati e aspiranti tali della regione."

     Un ruolo costruttivo nella regione                                                         

    Secondo i deputati, la Croazia dovrebbe svolgere un ruolo attivo nel processo di stabilizzazione e integrazione europea dei Balcani occidentali e condividere la sua esperienza con gli altri paesi. Il Parlamento ha insistito sul fatto che le questioni bilaterali non devono essere utilizzate per ostacolare il processo di adesione dei paesi candidati ed hanno invitato la Croazia a impegnarsi attivamente con i paesi vicini per risolvere tutte le questioni ancora aperte. "I deputati – si legge nel comunicato – sostengono con favore i passi compiuti dalla Croazia e dalla Serbia per migliorare le loro relazioni, così come il protocollo d'intesa firmato con la Slovenia sulla risoluzione del caso Ljubljanska Banka".

     No a restrizioni eccessive della libertà di movimento                      

    I deputati hanno infine affermato come le restrizioni all'accesso al mercato del lavoro si siano rivelate dannose per il benessere degli stessi Stati membri che le hanno imposte e hanno dunque chiesto agli Stati membri di utilizzare tale possibilità solo quando strettamente necessaria. La risoluzione è stata approvata con 529 voti a favore, 36 contrari e 39 astensioni.

     L'Osservazione della redazione                                                                

    Certo, enfasi d'allargamento a parte, risulta davvero curioso vedere come dietro l'euro-euforia del governo e dei vertici dell'Ue, in realtà il popolo croato dimostri una sostanziale indifferenza verso l'Ue – ed oggi ancor più che nei mesi scorsi – e verso il progetto comunitario nel suo complesso. Altra osservazione riguarda poi la pseudo crisi. Ci chiediamo: la florida e giovane Croazia sarà risucchiata in questo folle vortice incentrato sulle menzogne? I Paesi dell'Eurozona, specie quelli del Sud Europa, sempre più decisi ad evadere dall'eurogabbia sembrano non aver dubbi in merito.

    Redazione Qui Europa – Comunicato Stampa P.E.

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  • Parlamento Europeo – Bilancio 2013, Ingiustizia è Fatta

    Parlamento Europeo – Bilancio 2013, Ingiustizia è Fatta

    Giovedì, Ottobre 25th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Parlamento europeo / Strasburgo / Bruxelles / Fondi per pagamenti 2013 / Bilancio 2013 / Austerity / Aumenti nel Bilancio dell'Unione europea / Giovanni La Via / PPE / Doppia anim del PPE / Zagabria / Congo / Pace in Medioriente / Siria / Bani Walid / Sprechi / Tasso d'inflazione 

    Europarlamento: Bilancio 2013, Ingiustizia

     è Fatta

    L'Austerity non vale per i palazzi dorati di 

    Bruxelles e Strasburgo 

    Aumenti e mancati tagli alla faccia dei cittadini europei

    Incrementi al budget anche per le le politiche di Pace in 

    Medioriente: peccato che in Siria e a Bani Walid, 

    nessuno se ne sia accorto

    Strasburgo, Bruxelles – Secondo l'Europarlamento, in queste ore riunito il plenaria a Strasburgo, "per permettere all'Ue di pagare i conti del 2013 è necessaria una retromarcia sui tagli proposti dal Consiglio europeo al progetto di bilancio presentato dalla Commissione". E ciò che ha sostenuto la maggioranza dei deputati europei in una risoluzione approvata martedì scorso. "Riattivare i fondi per i pagamenti del 2013 – secondo i deputati votanti a favore della stravagante e disarmante risoluzione – aiuterebbe a proteggere alcuni importanti programmi europei, come l'Erasmus Mundus e il Fondo Sociale, ora fermi per il blocco dei pagamenti di quest'anno". Ma con tali e tanti problemi legati alla disoccupazione imperante e dilagante ed a migliaia di aziende che ogni mese allungano la miserabile lista dei fallimenti negli stati del Sud Europa rientranti nella famigerata "Zona Euro", davvero non comprendiamo tale azzardata e paradossale mossa!

     Parlamento europeo – Austerity: due pesi, due misure   

    "Per creare crescita e lavoro" – secondo quanto sostenuto a Strasburgo –  il Parlamento ha dunque respinto 1,9 miliardi di euro di tagli proposti dal Consiglio a luglio, in "sedicenti" aree come la ricerca, l'imprenditoria e le misure per l'impiego, che i deputati ritengono vitali per dare un impulso all'economia. Ma non era preferibile destinare tali fondi direttamente nelle mani di imprenditori e famiglie piuttosto che perderli in programmi finora molto discutibili – quanto ad efficacia – e dispendiosi, vista la gravità della situazione?

     Commissione Ue – No Austerity per Bruxelles  – Ingiustizia è Fatta! 

    Tra i programmi oggetto di questi tagli respinti dall'eurocamera vi sono l'Erasmus Mundus, il Lifelong Learning e il Settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo, i cui fondi sono quasi finiti nel 2012 e per i quali la Commissione Barroso (sempre a spese dei già tartassati contribuenti europei: cioè dei poveri cittadini massacrati dall'austerity) ha dovuto presentare oggi un bilancio correttivo. I tagli proposti dovevano colpire anche tre nuove autorità europee, quella bancaria, quella su strumenti finanziari e mercati e quella sulle pensioni. Autorità – tra l'altro – finora piuttosto evanescenti, per usare un eufemismo. Ma evidentemente la legge dell'Austerity non è uguale per tutti: specie se "gli altri" (in questione) si trovano a Bruxelles e Strasburgo.

     Austerity – La Via, L'Europarlamento e la doppia anima del PPE 

    Il deputato italiano Giovanni La Via (PPE), responsabile per il Parlamento per la parte più sostanziosa del bilancio comunitario, nell'"onorevole" – diciamo così – tentativo di "evitare deficit di bilancio nel 2013 ha pertanto dichiarato: "L'abbiamo visto arrivare e vogliamo evitare un altro patchwork nel bilancio del prossimo anno. L'ultima cosa di cui  aziende, ricercatori, studenti e altri beneficiari dei programmi dell'UE hanno bisogno è l'incertezza sulla possibilità per la Commissione di onorare gli impegni presi. Speriamo che i ministri delle Finanze degli Stati membri riconoscano ciò e diano seguito al Patto di crescita concordato fra i loro capi di Stato e di governo in occasione del vertice di giugno". Ma che premura, mister La Via! Ci lascia davvero senza parole! Ma allora perchè proprio il PPE è stato tra i principali apri-pista all'austerity Ue e Montiana, acclamando tra applausi e grida gli interventi di Mario Monti all'Eurocamera? Patetici!

     Politiche regionali, Agricoltura e "Processo di Pace" …  in Medio Oriente  

    Per le politiche regionali, i deputati hanno, inoltre, votato la reintroduzione di 1,6 miliardi di euro tagliati dal Consiglio e bocciato molti dei tagli proposti nell'Agricoltura. Per il (cosiddetto) processo di pace nel Medio Oriente e in Palestina, i deputati hanno votato non solo per ripristinare i 200 milioni di euro previsti nella bozza di bilancio della Commissione, ma per aggiungere altri 100 milioni a questo capitolo di spesa. Peccato l'Ue non stia facendo – a conti fatti – nulla di concreto per la Siria e per la Libia, schierandosi apertamente contro Assad (a prescindere) e contro l'Iran (con distruttive e vergognose sanzioni ed embarghi economici) ed a favore delle politiche belliciste e dissennate (imperialistiche e colonialiste) di Usa e Nato. peccato davvero! Ma l'importante, come dire, e che non vengano fatti tagli ai budget, a prescindere dalla reale utilità degli stessi! Come provato dal nostro Osservatorio in dozzine di articoli dedicati alla politica estera dell'Ue. Politiche estere monopolizzate – come noto – dalla Commissione Barroso a suon di inutili, ipocrite e dolorosissime sanzioni econimiche  e commerciali: una commissione di nominati e non eletti, non dimentichiamolo!

      Alla faccia dei poveri stipendiati dell'Ue e del Tasso d'Inflazione! 

    "I deputati – leggiamo nel dispaccio stampa di Strasburgo – hanno anche approvato tagli ulteriori per 8,9 milioni di euro al bilancio del Parlamento, rispetto alla proposta iniziale". Ciò significherebbe, detto in soldoni, un aumento (e non una diminuzione) del bilancio dell'1,9% rispetto al 2012, al pari dell'inflazione. Ciò mentre tutti i lavoratoti privati e pubblici in Europa vengono salassati, e gli stipendi crescono a ritmi inferiori rispetto al tasso d'inflazione, galoppante ed incontrollato. Che esempio di coerenza, carissimi lettori! E questa sarebbe l'Europa targata Ue dei popoli e degli Stati Uniti d'Europa? Che obrobrio! Meglio espatriare in Congo, piuttosto. Con tutto il rispetto per gli abitanti del Congo: nazione fatta oggetto – tra l'altro – di vessazioni e guerriglie, sotto gli occhi indifferenti della stessa Ue. "Tuttavia – secondo i deputati votanti la risoluzione a dir poco vergognosa –  si tratterebbe di una riduzione in termini reali, poiché il bilancio per il 2013 include, a differenza del 2012, anche i costi aggiuntivi per l'ingresso della Croazia nell'UE". Ma i deputati dimenticano – tra l'altro – che la Croazia apporterà nuovi contributi finanziari diretti alla causa europea, mediante la stessa tassazione dei cittadini croati e gli apporti diretti effettuati dal governo centrale di Zagabria.

     L'ennesimo euro-scempio che si poteva impedire 

    Inoltre, c'è da notare come la conciliazione tra il Consiglio europeo e il Parlamento europeo inizierà durante la serata di venerdì 26 ottobre, con un incontro finale che avrà luogo il prossimo venerdì 9 novembre. Se si raggiungerà un accordo – cosa molto probabile – il bilancio (con tutti gli aumenti previsti) sarà inserito in una votazione finale nella sessione plenaria di novembre. Complimenti a tutti i nostri rappresentanti all'europarlamento votanti questa porcheria! A dimenticavo: per la cronaca, la risoluzione è stata approvata con 492 voti a favore, 123 contrari e 82 astensioni. per fortuna 205 menti pensanti su 607 eurodeputati presenti e ci siano ancora. Peccato che ciò non sia stato assolutamente sufficiente ad impedire l'ennesimo euro-scempio!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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