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  • Erasmus – 4 milioni in 7 anni. Si chiamerà YES Europe

    Erasmus – 4 milioni in 7 anni. Si chiamerà YES Europe

    Giovedì, Febbraio 28th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto – 

    Yes Europe / Unione Europea / Parlamento europeo / Consiglio Europeo / Commissione Europea / Progetto Erasmus / Studenti all'Estero / Borse di studio per la mobilità internazionale / Estero / Vertice Ue / Giovani / Università / Formazione accademica / Androulla Vassiliou 

    Erasmus – 4 milioni di borse di studio

    per i prossimi sette anni

    Ma ancora mancano accordi definitivi

    Progetto Erasmus - Giovani Studenti in Viaggio ma Disoccupati

    Bruxelles – Studenti di tutta Europa, le vostre speranze di studiare all’estero sembrano essere salve! L’ormai famosissimo e gettonatissimo Progetto Erasmus nulla ha da temere, anzi, a quanto pare, solo da guadagnare. O almeno così pare! Borse di studio in notevole aumento quindi: per i prossimi 7 anni saranno ben 4 milioni gli studenti a spiccare il volo verso uno dei paesi europei per perfezionare e completare la propria formazione accademica. Anche se permangono ancora – non è un mistero – palesi contraddizioni e qualche problema nella convalida di esami corrispondenti a piani di studio similari. La decisione del salvataggio è stata presa  a seguito dell’accordo sul bilancio Ue, nell’ultimo vertice europeo, nel quale tra l'altro si è stabilito come i fondi destinati alla mobilità internazionale dei “futuri” laureati, dovranno essere incrementati del 40/50%.

      Palliativo Erasmus – Gli ultimi sogni non ancora bruciati… 

    Ma, purtroppo, ancora non si può cantare vittoria: il progetto dovrà essere esaminato dall’Europarlamento: organo nel quale, evidentemente, ora gli studenti di tutta Europa ripongono alcuni dei propri sogni, quelli che profumano di “estero”. O almeno quelli rimasti nel cassetto e non ancora bruciati dall'insensata austerity. Del resto l’Unione Europea, non fa in tempo a far sorridere che già crea ansia per il futuro: Consiglio, Commissione e Parlamento dell’Unione saranno chiamati ora ad accordarsi sulla definizione di vari punti del pacchetto “Erasmus”, primo tra tutti il nuovo nome dello stesso. “Yes Europe” sarà, con grande probabilità, il successore più papabile. “YES” è l’acronimo di Youth Education and Sports. “Non possiamo permetterci una generazione perduta” – ha dichiarato la commissaria Ue allo studio, Androulla Vassiliou, ponendo l’accento sull’importanza delle risorse giovanili.

     Retorica a parte  

    Ma – retorica a parte – noi pensiamo  e sosteniamo fermamente (ormai da lungo tempo) come in effetti la cosiddetta generazione perduta sia stata condannata proprio dalla volontà della stessa Unione europea. Un'Ue che mettendo sugli attenti gli Stati ed imponendo loro rigore ed austerità ha creato le condizioni e le premesse per strappare agli studenti ogni possibilità di un futuro roseo. I giovani crederanno ancora alle “buone intenzioni” europee? Le nostre riserve in merito sono davvero troppe! Come abbiamo spesso sostenuto, “tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare”. Basandoci solo ed esclusivamente sui fatti, possiamo affermare che l’unica cosa che le istituzioni europee hanno determinato con “grandissimo successo” tra gli under 30 di tutta Europa, è un profondo sentimento di sfiducia e delusione. Potranno essere risollevate le sorti dei futuri professionisti-disoccupati europei? Ai posteri l’ardua sentenza. "Per ora – sembra dire l'Ue – accontentatevi dell'Erasmus! Poi si vedrà!"

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Tragedia Greca – l’Olimpo cede agli dei della Troika

    Tragedia Greca – l’Olimpo cede agli dei della Troika

    Venerdì, Aprile 27th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Grecia / Atene / Ocse / Troika / Crisi / Lavoro / Disoccupazione / Suicidi / Pensione / Tagli / Giovani / Pasok / Chrisoxoidis / Polibos / Metoikidis  / Perdita delle radici cristiane dell'Europa 

    La Grecia nelle sabbie mobili della crisi

    Previsti nuovi tagli per il biennio 2013-2014.

    Che fine farà Atene?

    Atene –  Nikos Polibos, 38enne greco,  aspettava da 2 anni il posto che aveva vinto in concorso pubblico come docente di Geologia presso l’Università di Atene. Ma i tagli previsti per far fronte alla crisi, hanno congelato la sua nomina ed anche la sua vita. Sabbas Metoikidis, 45 anni, maestro, attivista e sindacalista, marito e padre di famiglia, rimasto nell’immaginario collettivo come uomo dotato di grande coraggio perché tre anni prima, circondato dalle forze dell’ordine, si era rivolto ai poliziotti dicendo: “Oggi quanti ne dovete arrestare? Io sono un maestro, vengo io”. Entrambi suicidi, o meglio, entrambi “uccisi”, prima moralmente e poi fisicamente, dalla crisi. E insieme a loro, tantissimi altri nomi di coloro che hanno “preferito” farla finita, chiudere gli occhi davanti un mondo governato da un’economia che mette tutti in ginocchio, fatta eccezione per i potenti.

      Il peso dell'esistenza e il demone che attanaglia la Grecia  

    E intanto, i lavoratori greci sembrano essere destinatari di soli doveri mentre i loro diritti risultano subordinati alle decisioni della politica: secondo quanto affermato dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico, Ocse, in un solo anno, i redditi hanno registrato un calo notevole, compreso tra il 25% ed il 30% e, come se non bastasse, i contratti individuali sostituiscono quelli collettivi. Il lavoro della Troika pare sia stato insuperabile, ma solo sulla carta: nonostante siano stati firmati in 2 mesi oltre 33.000 contratti di lavoro, circa la metà di essi fa riferimento a lavori precari o a orario ridotto. Lavoratori, inoltre, “sottopagati” rispetto a quelli del resto d’Europa: 17,30 euro all’ora contro i 26,9 dell’Unione Europea. Così, su 10 giovani, 7 pensano di lasciarsi alle spalle il proprio paese e partire, emigrare. E gli anziani? Loro non possono neanche pensare di andare all’estero, non possono permetterselo visto che negli ultimi anni la loro pensione ha subito tagli che vanno dal 12% al 40%.

      Previsto campo di concentramento per immigrati  

     Ma ancora non è finita: gli immigrati sono costretti a subire soprusi e maltrattamenti e c’è chi addirittura ha affermato, tra l’altro con grande soddisfazione, che “la settimana prossima sarà aperto il primo campo di concentramento per immigrati per ripulire la città Atene”. Lo ha detto il ministro socialista della Protezione del Cittadino, Chrisoxoidis che continua le “sue” retate per la città e, nel frattempo, in vista delle elezioni, per non farsi mancare nulla, pensa alla sua candidatura tra le file del Pasok.

      Grecia – La sovranità  appartiene… alla Troika… Che la esercita?  

    Mentre l’intera Grecia affonda nelle sabbie mobili della crisi, si ha anche il coraggio di parlare di elezioni: tanto lo si sa, la sovranità non appartiene più al popolo che se l’è vista strappare via dalla Troika, la quale ha già annunciato che tra il 15 ed il 21 maggio, sarà presente nella capitale greca per conoscere i nuovi rappresentanti e – soprattutto, aggiungiamo noi – per stabilire i nuovi tagli previsti per il biennio 2013-2014. La situazione della Grecia non fa altro che riflettere un’anima europea, ormai venale, che ha perso il suo spirito e le sue radici cristiane, privilegiando una politica che valuta il “sociale” sempre sulla base del denaro e dell’economia. Ma adesso quali sacrifici chiederanno ai cittadini greci? Forse chiederanno l’anima e, tra l’altro, di molti se la sono già presa nel vero senso della parola.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Fornero “indora la pillola”: li chiama “esodati”

    Fornero “indora la pillola”: li chiama “esodati”

     

    Lunedì, Aprile 23th / 2012

    – di Franco De Domenico –

    Italia / Crisi Ue / Disoccupati / Inattivi / Giovani / Esodati / Disoccupati / Istat / Linguaggio / Una crisi figlia del liberismo / Elsa Fornero / Mezzogiorno carne da macello  

    Madamina, il catalogo è questo!

    In Italia quasi 3 milioni gli “inattivi”

    Fornero "indora la pillola": li chiama "esodati"

    per non dire "rovinati"!

    Roma – L’Istat, nell’ultimo rapporto, li definisce “inattivi”: sono i giovani che non solo non hanno un lavoro, quindi figurano nelle statistiche tra i disoccupati, ma hanno anche rinunciato a cercarlo. E’ un drammatico fenomeno sociale ed esistenziale, che mette in difficoltà le famiglie, chiamate a fare da proverbiale ma provvidenziale ammortizzatore sociale; e i media non possono fare altro, a mo’ di avvoltoi, che “nominare” il problema, come il ministro Fornero ha insegnato. Ci sono tanti lavoratori che sono usciti dal mondo del lavoro, sono in cassa integrazione o hanno perso la sicurezza della loro busta – paga in età avanzata? Bisogna chiamarli “esodati”, parola che prima non esisteva, ma che suona bene, come un accordo musicale dissonante, evoca un dramma ma lo nomina, lo esorcizza in qualche modo, ne diminuisce l’impatto perché c’è uno scenario, un teatro, dei personaggi, con un nuovo nome.

      E Fornero inventò gli "esodati"  

    “Esodati”, e ora “inattivi”, ecco che l’Istat mette quasi sulle spalle dei giovani – in grandissima parte nel Sud, in grandissima parte donne – un nome che vorrebbe alleviare la pena della loro disoccupazione. Quanti sono questi giovani non più in cerca di prima occupazione, ma definiti anche, in questo arrembaggio linguistico, “sfiduciati”? Lorsignori son serviti, direbbe Leporello, servo di Don Giovanni: Madamina, il catalogo è questo, il mio signore Don Giovanni La Crisi, ne amò 3 milioni, di giovani infelici. Gli “inattivi” rappresentano l'11,6% della forza lavoro complessiva nella penisola, una cifra che supera di almeno tre volte la media negli altri paesi dell'Unione Europea. I soggetti che teoricamente sono disponibili a lavorare, ma che effettivamente non si attivano per trovare un impiego, sono ormai quasi 3 milioni, dei quali una buona parte è composta da esponenti del sesso debole, sfiduciate nella ricerca di lavoro a causa delle difficoltà di conciliazione lavoro famiglia, tanto da rappresentare ben il 16,8% dell'intera forza lavoro femminile.

      Carne da macello – Nel Sud Italia il record degli "inattivi-sfiduciati"  

    Sul fronte dell'occupazione giovanile, invece, l’Istat annota un incremento degli inattivi di circa 3 punti percentuale: se nel 2010 gli under 24 disposti ad accettare un impiego ma restii a cercarlo erano il 30,9%, nel 2011 hanno raggiunto il 33,9%. In questo caso l'istituto di ricerca mette in evidenza, naturalmente, una grande differenza tra le cifre che riguardano le Regioni del Nord e il Mezzogiorno, dove il numero degli “inattivi” è di ben sei volte superiore. "Madamina, il catalogo è questo: in Italia, quasi 3 milioni".

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Paradosso Monti: La crisi è finita! Dalla Cina con stupore

    Paradosso Monti: La crisi è finita! Dalla Cina con stupore

    Martedì, Aprile 3rd / 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Crisi Ue / Esteri / Crisi Eurozona / Cina / Asia / Investitori / Vertice / Mario Monti / Interessi privati / Liberismo / Neo-liberismo / Debito pubblico / Eni / Imprese in crisi / delocalizzazione delle imprese / Svendita dell'Italia / Terra del Gragone / De Tomaspo / Groppo Ferretti / Gruppo Gancia / Picasso / Giovani / Incapacità della classe politica / Media / Apocalisse / Suicidi / Licenziamenti / Tranquillità ostentata / Missione / Appoggio politico  / Leader politici scoppiati  

    Dalla Cina con stupore! Monti: “La crisi è finita!”    

    Il Prof. “regala l’Italia ai Cinesi” ignora

    l’Apocalisse italiana

    Privatizzazioni e liberalizzazioni selvagge:

    continua la svendita dei gioielli di famiglia all'estero

    Addio anche a De Tomaso, Ferretti e Gancia

    Roma, PechinoConclusosi il tour asiatico del Prof. Monti è tempo di bilanci, ma a pesar le parole del “salvatore tecnico” della Patria assieme alle sue azioni, c’è qualcosa che no torna, qualcosa – lo capiranno anche gli Italiani più acerbi e indifferenti alla politica – di estremamente contraddittorio e grave che ci lascia sempre più perplessi, malgrado l’assurdo velo di fiducia e normalità calato da alcuni colossi mediatici nazionali. Qualcosa che oscilla tra il sadico e l’irrispettoso. Infatti il nostro caro professore, partito per la Terra del Dragone – forse sarebbe stato meglio a Lourdes – in cerca di “acquirenti” o “generosi investitori” che come per miracolo “potessero risollevare le sorti economiche di noi Italiani”, ha dipinto un quadretto del Bel Paese ispirato forse a Picasso: strano, fantasioso, irreale, alquanto illogico! “La crisi è finita!”:  ha dichiarato compiaciuto ai leader asiatici presenti.

      Non è un film  

    Allora, come in un film dal finale incerto, noi “divertiti” spettatori italiani avremmo sperato che il protagonista della storia (suo malgrado, e per gentile concessione del neo-regista Giorgio Napolitano) il freddo Prof. Monti-San, d’improvviso si fosse destato dal sogno – abile montatura di un fantasioso direttore artistico – permettendo ai telespettatori di riprendere fiato, ed avesse magari dichiarato tutto il contrario di quanto detto. Cioè che in Italia (fino a qualche tempo fa, la settima economia del mondo ed una delle mete turistiche più ambite) la recessione sta distruggendo, ora dopo ora, l’economia del Paese in una spirale irreversibile; che la disoccupazione sta uccidendo più che la peste nella Milano manzoniana dei monatti, e che gli imprenditori – con grande equilibrio, da Nord sa Sud – si stanno suicidando a dozzine. Cose cioè finora assolutamente impossibili, impensabili fino alla dichiarazione di guerra dei mercati, dello spread e delle agenzie di rating. Ma per il nostro carissimo e beneamato professore (come si è autodefinito di fronte ai colleghi asiatici, dicendo che “oltre ad avere una solida maggioranza politica al suo fianco” gode anche di un “larghissimo consenso pubblico”) tutto procede a gonfie vele: “L’Italia è in ottime mani! Non c’è da preoccuparsi! L’Italia ha imboccato un terreno solido!” Solo per citare alcune delle sue esternazioni  “marziane”. Ma solido per chi? Non ci è dato di saperlo, e non ci è dato di capirlo.

      Liberalizzazioni selvagge e colpe della classe politica italiana   

    E’ il solito politichese di chi vive in un altro mondo, e che purtroppo gode della “stima” di leader politici scoppiati – usando un’espressione cara a Matteo Renzi – “da rottamare”, aggiungiamo – non ce ne voglia Renzi – “da rottamare in massa”. Politici capaci solo di compiacere il loro tecnocrate di turno, chiamato ad ottemperare ad una “fulminea missione tecnica” (o strategica) che – purtroppo – sta assumendo i contorni sempre più chiari della disfatta. E Monti, malgrado una innaturale ostentazione di tranquillità e normalità, lo sa bene. Ma fino a quando potrà continuare questo gioco al massacro? Quali attori politici “credibili” oggi potranno rispondere a quello che quotidianamente la maggioranza degli Italiani onesti si chiede nei mercati, alla fermata dell’autobus,  sui treni e nelle lunghissime code dinnanzi agli uffici di collocamento? Pare davvero nessuno! “La giustizia – come si suol dire –  è dell’altro Mondo”! E questo per ora è ciò che ci conforta.

      La vera risposta alla crisi  

    Forse, tuttavia, l’unica vera “risposta” a tali interrogativi restano i giovani: i disinteressati e puliti giovani, capaci di guardare al futuro con gli occhi consapevoli di chi non crede più al teatrino della politica e crede ancora meno ai trucchi di un libero mercato che oggi ci tradisce con lo spread e col debito,  e domani ci “regala” ai cinesi (che per ora possiedono già il 13% del nostro debito). Mercatismo senza regole e confini che tra poco – magari – regalerà ai nuovi voraci padroni asiatici uno dei nostri gioielli di famiglia più preziosi l’Eni (primo competitor dei colossi energetici cinesi in Africa, nonché uno dei pochi “gioielli di lusso” non ancora svenduti all’estero dall’insana logica neo-liberista) dopo aver perso – di recente – altre tre perle italiane come la casa automobilistica De Tomaso, il Gruppo Ferretti e la casa vinicola Gancia. Ciò fino a quando, magari, non saremo costretti ad alienare anche il 100% della nostra dignità italica. Svegliamoci Ora! Per l’Amor del Cielo!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)