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  • Tutti i Retroscena sul tour di Obama in Europa e Italia

    Tutti i Retroscena sul tour di Obama in Europa e Italia

    Venerdì, Marzo 28th/ 2014

    Sergio Basile –

    Roma, visita al Colosseo, Bruxelles, Barack Obama, Manuel Barroso, Herman Van Rompuy, Città Eterna, Accordo di libero scambio Ue-Usa, servizi segreti americani, MOUS, OGM, Papa Francesco, ANSA, WTO, OCSE, Obama in Vaticano, Obama a pranzo con Giorgio Napolitano, Obama incontra Renzi, Obama al Colosseo, apertuta dei negoziati per l'accordo di libero scambio, questione degli F35, gas russo, gas statunitense, acquisto F35, questione siriana, missioni in Medioriente, 50 minuti di dialogo tra Obama e Papa Francesco, Guido Veroi, Sergio Basile, Redazione Quieuropa 

    La verità sul Tour europeo di Mister

    "Yes We Can"

    L'avvio dei negoziati sul patto di libero scambio

    tra Ue e Usa e le reali ragioni della visita

    romana di Obama

     

    di Sergio Basile

    Barack Obama a Roma

     Il Tour europeo di Mr. "Yes We Can"                                                                  

    Bruxelles, Roma – Dopo l'atteso incontro del Presidente Usa Barack Obama con l'élite europeista – cioè con il presidente del Consiglio europeo Van Rompuy e con il presidente della Commissione europea, Manuel Barroso – mister "Yes We Can", ieri è stato protagonosta assoluto di una intensa giornata di incontri istituzionali nella Città Eterna. In tv e su tutti i giornali non si è parlato d'altro! La Capitale ha predisposto un imponente schieramento di forze di sicurezza, come folto è stato l'impiego di 007 americani e di cecchini posizionati sui palazzi lungo il percorso seguito dal corteo presidenziale e dalla celeberrima auto blindata di Obama ("The Beast" o la bestia: mai nome fu più azzeccato!). Migliaia di uomini al lavoro, selezionati tra servizi segreti italiani e statunitensi, artificieri, unità cinofile, forze di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e finanche uomini della Guardia Forestale. Al centro dell'attenzione mediatica vi è stato l'incontro con Papa Francesco in Vaticano (qualcuno ha parlato probabilmente non a torto, chissà…, di diavolo e acqua santa) ed a ruota con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e poi col premier Matteo Renzi, a Villa Madama. Nel pomeriggio, spazio invece al Barack Obama versione turista, visitatore d'eccezione del Colosseo. Un luogo per certi versi simbolo di uno status quo incarnato benissimo dall'uomo più potente del mondo… o almeno così dicono…

     "Obama ospite indesiderato"                                                                                  

    Ma diversi sono i particolari curiosi emersi dall'analisi della "due giorni". Innanzitutto una curiosa annotazione riportata dall'ANSA riguarda le rigidissime misure di sicurezza prese nei riguardi di Obama, sull'utilizzo di generi di prima necessità come cibo, sapone ed altri prodotti personali – fonte ANSA del 27/3/2014 –  giunti addirittura dagli USA a bordo di aerei C-130. Come mai tutte queste accortezze? Come mai l'uomo più potente della Terra, presunto "custode della democrazia planetaria" nutre  – a differenza di quanto accaduto per la visita di altri importantissimi leader mondiali – tutte queste preoccupazioni? Numerosi poi – anche se quasi completamente oscurati dai media – sono stati i focolai di protesta ed i cartelli esposti da non pochi  movimenti cittadini all'indirizzo del Presidente. Tra i tanti alcuni recitavano testualmente:“Roma sta con Putin, Obama ospite indesiderato!”. Qualche cartello anche a ricordare i grossolani paradossi "democratici" sulla "gestione" della spinosa e disarmante questione siriana, ad evidenziarre le dirette responsabilità di Washington in merito.

     L'incontro con Papa Francesco                                                                             

    Al centro della mattinata romana del "Presidente" vi è stato il lungo confronto – durato ben 50 minuti – con il Pontefice. L'accoglienza è stata formalmente molto cordiale da parte di Obama ("è meraviglioso incontrarla!" ha dichiarato salutando Papa Francesco il primo inquilino della Casa Bianca). Obiettivamente un pò più fredda – o comunque meno coinvolgente – l'accoglienza iniziale da parte del Papa che, a differenza del solito, ha conservato un'espressione composta e seriosa, senza lasciar trasparire alcun accenno di sorriso… Certo, formalismi e convenevoli a parte, gli argomenti toccati sono stati di non poco conto; specie per ciò che attiene alla carneficina siriana; al Medioriente; alla tutela della famiglia; alle derive gender; all'obiezione di coscienza nelle questioni sociali e politiche che chiamano in ballo la fede e la morale dei cittadini; all’esercizio dei diritti; alla libertà religiosa; alla cosiddetta riforma migratoria. 50 minuti, senza dubbio, densi e intensi. Infine – secondo una nota prodotta sala stampa vaticana – “è stato espresso il comune impegno nello sradicamento della tratta degli esseri umani nel mondo”. Emblematico è stato, poi, il tradizionale scambio finale dei doni: il presidente Usa ha donato al Papa dei semi di frutta e verdura provenienti dall’orto della Casa Bianca destinati ai Giardini Vaticani… Francesco, dal canto suo, ha offerto una copia dell'ultima esortazione apostolica Evangelii Gaudium e una medaglia – realizzata dall’artista Guido Veroi – raffigurante l’Angelo della Pace. Mai regalo fu più profetico! Almeno è quel che ci auguriamo.

    Barack Obama a Roma

     Reticenze di lusso                                                                                                       

    Tutto secondo copione, invece, l'esito degli incontri con il "grande amico" Napolitano e con il "fedelissimo" ed ossequioso premier Renzi. Il neo-inquilino di Palazzo Chigi dinanzi ad Obama – da sempre suo "modello di riferimento" – è apparso alquanto innaturale, quasi impacciato, come una sorta di scolaretto al primo giorno di scuola. Ovviamente né Renzi, né Obama né Napolitano si sono posti il problema dell'anomala presenza di oltre 100 basi ed installazioni logistiche e militari USA e NATO in Italia: installazioni e centri di potere coloniale che dal 1945 occupano zone strategiche del nostro territorio nazionale con statuto extra-territoriale. Argomenti ovviamente tabù! Silenzio anche sul contestatissimo MOUS (vedi qui Volete farci Morire di Cancro e Guerre nel Silenzio? Noi non ci Stiamo!) sulla sudditanza debitocratica europea ed italiana dinanzi allo strapotere dele agenzie di rating made in Usa ed ai loro declassamenti facili sulla colonia Italia… Dinanzi al problema dell'usurocrazia bancaria (spacciata per crisi economica internazionale). Ma non si è fatto cenno neppure alla questione dell'inutilità e – perchè no – disumanità delle missioni in Medioriente ed Afghanistan… ed alla provvidenziale ma improbabile distruzione e riconversione dei campi di oppio che ad oggi i marines custodiscono gelosamente… Nulla neppure sulle strategie imperialistiche occidentalei perseguite in Africa… e neppure sulla proliferazione dei criminosi OGM (la maggior parte dei quali prodotti dall'americana Monsanto) ormai inseriti a pieno regime nella dieta alimentare quotidiana degli italiani. Silenzio assoluto anche sull'ulteriore diffusione di questi ultimi nell'ecosistema nazionale grazie all'imminente accordo di libero scambio con l'Ue. Nessuno di questi argomenti critici ha trovato posto nelle ingessate e circoscritte scalette di Obama e Renzi. In compenso si sono sprecati i complimenti per le riforme strutturali liberiste atte a rivoluzionare ancor più – se è possibile – il volto economico del Paese e la "riorganizzazione" contestuale dei gioielli di famiglia nazional-popolari; per il blocco della riduzione delle spese militari connesse alla fornitura degli F35 Usa, alla Difesa Italiana (ribadiamo, gli inutili, disastrati ed obsoleti F35 – vedi qui Vecchie e Nuove Ombre Coloniali dietro gli F35 ) ed infine altra pioggia di complimenti per il nulla osta  all'acquisto del “gas di scisto made in Usa” a costi superiori, rispetto a quello libico e russo. Insomma ancora una volta i nostri leader politici di riferimento hanno dimostrato di esser fieri di esser membri di una colonia! Fieri di essere dipendenti in tutto e per tutto da mamma "America", schiavi psicologici di un atavico complesso di edipo.. o "complesso Marsall", che dir si voglia! Uno slancio di orgoglio, non c'è che dire!

     La vera ragione del tour europeo di Obama                                                       

    Sullo sfondo del tour europeo di Obama, ovviamente, vi è stata la presentazione dell'avvio del negoziato per l'accordo di libero scambio Ue-Usa che l'Ocse ha ribattezzato come "l'accordo del secolo": una'intesa protesa a creare la più grande area di libero commercio al mondo. La trattativa vera e propria, secondo quanto già dichiarato da Barroso, potrebbe cominciare "prima dell'estate". L'accordo – secondo stime OCSE – "potrebbe valere un aumento annuale dello 0,5% del Pil europeo e dello 0,4% di quello americano, pari ad una iniezione di 86 miliardi di euro nell'economia europea e di 65 mld in quella americana". Ma freddi dati statistici e propaganda a parte, i vantaggi maggiori saranno ancora una volta per i grandi gruppi aziendali e le multinazionali che avranno gioco sempre più facile nel controllo del mercato, attraverso la rimozione totale dei dazi sulle merci, che attualmente sono pari al 5,2% nella Ue e del 3,5% negli Usa (secondo stime Wto). All'orizzonte non si escluderanno, pertanto, nuovi mostruosi processi di acquisizione, incorporazione a fusione in grandi gruppi italo-statunitensi che parleranno sempre più uno slang amerikano. I pericoli maggiori, tuttavia, per ora sono legati all'ingresso massiccio di organismi geneticamernte modificati nel mercato europeo ed italiano. Anche su questo Mr Renzi & soci, hanno glissato brillantemente, secondo copione.

    Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

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  • La Cina e i Villaggi del Cancro

    La Cina e i Villaggi del Cancro

    Mercoledì,  Marzo 6th/ 2013

    – di C.Alessandro Mauceri – 

    Unione Europea, finanziamenti, BEI, Banca Europea per gli Investimenti, Cina, cambiamento climatico, energie alternative, efficienza energetica, Magdalena Alvarez Arza, crescita, “villaggi del cancro”, Ministero dell’Ambiente cinese, salute, Mali, Iraq, Afganistan, Pechino, morti per cancro, Philip Pan, Herald Tribune, Caijing, Xinhua, viceministro delle Risorse Idriche, WTO, G8, Olimpiadi. 

    La Cina e i Villaggi del Cancro: il Prezzo

    del Mercatismo Euro-Comunista

    Il 40% dei Corsi d'acqua altamente inquinato: 200

    milioni di condannati a morte, nelle campagne. 

    L'Ue aiuta questa macchina di distruzione di massa

    Cina – Da Paradiso Idilliaco a Bestiale Inferno – Il Progresso Mercatista

    di C.Alessandro Mauceri

    Made in China

    Bruxelles, Pechino – Qualche tempo fa destò scalpore la notizia che un istituto dell’Unione Europea che si occupa di finanziamenti, la BEI, Banca Europea per gli Investimenti, aveva concesso alla Cina un prestito da 500 milioni di Euro per aiutarla ad arginare gli effetti del cambiamento climatico attraverso investimenti nelle energie alternative e per migliorare l'efficienza energetica. Venne fuori che l'accordo era conseguenza di un prestito iniziale di 500 milioni di euro offerto alla Cina nel 2007. Al di là delle ovvie considerazioni circa quali potrebbero essere i benefici derivanti da questa azione per i cittadini europei cui dovrebbero essere rivolte le azioni della BEI, desta una  certa sorpresa il fatto che, nonostante quanto affermato dal vice-presidente della Banca, Magdalena Alvarez Arza, secondo la quale “tutti i progetti che hanno beneficiato della prima tranche del prestito hanno ottenuto come risultato una riduzione di tre milioni di tonnellate di anidride carbonica l'anno", la Cina, il mese scorso,  ha ammesso di essere quello, tra tutti i Paesi del mondo, che emette le maggiori quantità di gas nocivi che provocano il riscaldamento del pianeta. Come se non bastasse, i funzionari cinesi hanno fatto sapere, al tempo stesso, che, in barba al motivo per cui aveva ricevuto il cospicuo finanziamento da parte dell’UE, non avevano alcuna intenzione di ridurre il livello di emissioni considerato che per loro era prioritaria la crescita dell'economia! Al di là di qualsiasi ovvia considerazione circa lo sperpero dei fondi comunitari e circa le conseguenze per l’ambiente che certi modi di produrre stanno causando sull’ecosistema globale, resta il fatto che la maggior parte dei beni in circolazione in Europa e nel nostro Paese proviene dalla Cina dove vengono prodotti  con tecniche di produzione nocive alla salute degli stessi cittadini che vivono nelle vicinanza delle fabbriche.

     I Villaggi del Cancro 

    È di alcuni giorni fa la notizia che, per la prima volta in un rapporto ufficiale in materia di inquinamento e salute pubblica, il governo cinese ha ammesso l’esistenza dei cosiddetti “villaggi del cancro”. Con questo termine sono state indicate città in cui con incidenza di cancro molto superiore alla media e le cui cause sono da attribuire all’inquinamento dell’aria e dell’acqua da parte delle industrie. Il Ministero dell’Ambiente cinese, infatti, ha dichiarato che le industrie locali  utilizzano abitualmente  sostanze chimiche tossiche e nocive per la salute umana e per l’ambiente. Tralasciando quanto sia moralmente assurdo da parte di molti Paesi del mondo, vietare l’utilizzo di materiali, sostanze e di processi produttivi altamente tossici, all’interno dei propri confini e, al tempo stesso consentire (e, come visto, certe volte incoraggiare) la produzione e l’acquisto di questi beni realizzati in altri Stati con processi produttivi  gravemente nocivi per la salute, è sorprendente che nessuno, sino ad oggi, abbia mosso un dito per imporre a Paesi come la Cina il rispetto delle norme più elementari per la salvaguardia della salute dei lavoratori e della popolazione. E che nessuno pare abbia intenzione di muoverlo. Del resto, chi oserebbe mettersi contro un colosso economico come la Cina? Se una cosa del genere fosse avvenuta nel Mali, in Iraq o in Afganistan allora sarebbe risultato “necessario” intervenire per “salvaguardare la salute dei poveri cittadini”. Se, invece, a fare certe cose è un colosso economico e militare come la Cina…

     Il Dossier dell'Herald Tribune – Oltre 400 Villaggi del Cancro 

    Eppure già nel 1974, in un piccolo villaggio cinese delle montagne a Sudovest di Pechino, le morti per cancro avevano cominciato a decimare la gente senza distinzione di sesso o d'età. Gli organi colpiti erano diversi: polmoni, fegato, gola, stomaco. "All'inizio le morti non apparivano sospette. Ma, durante i successivi 27 anni, quasi tutte le famiglie sono state toccate dalla disgrazia: in alcuni casi sono morte famiglie intere" racconta Philip Pan in un reportage sull'Herald Tribune. La popolazione del villaggio sospettò che la causa dei suoi guai fossero le vicine industrie (due fabbriche di fertilizzanti e un'acciaieria, di proprietà del governo locale, e un impianto radio dei militari). Per questo motivo dei volontari cercarono, anche contro le regole imposte dal sistema politico cinese, di rilevare e far analizzare campioni di suolo che mostrarono alti tassi di sostanze cancerogene. I livelli di arsenico e piombo nella farina e nel suolo superavano di molto i livelli di sicurezza per la salute. Non servì a molto. Ci vollero due decenni perché, dopo la pubblicazione di questi dati, nel maggio 2001, il governo centrale ordinasse all'Agenzia statale per la protezione ambientale di aprire un'inchiesta. Secondo la pubblicazione finanziaria Caijing , a partire dagli anni 90, il cancro sarebbe la principale causa di morte dei Cinesi. E, secondo il portavoce di Stato, Xinhua, il numero dei "villaggi del cancro" potrebbe essere superiore a 400. La sensazione è che, se in un Paese in cui la stampa è controllata dal regime, finalmente si parla di questo problema, allora la situazione potrebbe essere ben peggiore da quanto si dice tanto da costringere il governo ad intervenire.

     Cina – Inquinato il 40% dei corsi d'acqua – 200 milioni di condannati 

    E infatti la realtà è ben peggiore di quanto si dicaIl viceministro delle Risorse Idriche ha dovuto ammettere che il 20% dei fiumi sono così tossici da sconsigliare anche solo il contatto con la pelle e che il 40% dei corsi d'acqua sono seriamente inquinati. La tv di Stato ha mandato in onda un documentario che mostra come il 55% delle risorse delle falde acquifere sotto le grandi città è pericoloso e si calcola che 200 milioni di abitanti delle campagne cinesi non abbiano accesso a fonti di acqua pulitaNon più tardi di venti o trenta anni fa, l’immagine che letteratura rurale cinese dava della Repubblica Cinese era quasi idilliaca.

     Una Metamorfosi da Film Horror – I Progressi del Mercatismo 

    Da allora c’è stato il boom economico e molto è cambiato. La Cina, fino ad allora interessata principalmente al proprio mercato interno, ha aperto le porte ai Paesi stranieri per far si che propri prodotti venissero venduti in tutti i Paesi del mondo e alle imprese estere per acquisire, producendo in Cina a condizioni eccezionali, il know how per essere sempre più competitivi sui mercati internazionali. Nel 2001 la Cina è entra nel WTO, nel G8 e si è aggiudicata le Olimpiadi del 2008. Questo decennio di crescita vertiginosa, però, ha avuto un costo, ed è il popolo cinese a pagarlo: le campagne della Cina non sono più luoghi verdi e incontaminati in cui si vive a strettissimo contatto con la natura, ma luoghi  di morte. (Continua…)

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Nuove tensioni Usa-Russia – Alla “Lista Magnitsky”  Mosca risponde con la “Legge Dima Yaklovev”

    Nuove tensioni Usa-Russia – Alla “Lista Magnitsky” Mosca risponde con la “Legge Dima Yaklovev”

    Lunedì, Dicembre 24th/ 2012 

    – di Sergio Basile e Vincenzo Folino – 

    Nuove tensioni Usa-Russia / Washington / Moscow / Mosca / Russia / Usa / Perestroika / Barack Obama / Vladimir Putin / Tensioni / World Trade Center / Guerra in Iraq / lista Magnitsky/ Norberto Bobbio / Jürgen Habermas / Reuters / Scacchiere / Strategia / Armi d distruzione di Massa / Siria / Giambattista Vico / Corsi e Ricorsi storici / Guerra Fredda / scontro ideologico del XX secolo / rispetto dei diritti umani / Medioriente / Noam Chomsky / Norberto Bobbio / uso strumentale del diritto / strumentalizzazioni vergognose / applicazioni parziali / Diritti umani / Lista Magnitsky / legge Dima Yakovlev / Duma / Adozione di bambini russi da famiglie americane / Gazprom / North Stream / South Stream e Blue Stream / Buon Natale / Valori Spirituali e Morali / Reagan / Bush / questione irachena / Questione georgiana / 

    Nuove tensioni Usa-Russia – Ecco cosa si

    nasconde dietro la Geopolitica 

    Il punto di "Qui Europa" e la questione dei Diritti

    e della democrazia in Bobbio e Habermas

    Intanto via libera degli Usa alla "Lista Magnitsky".

    Mosca risponde con la "Legge Dima Yaklovev"

    Washington, Mosca – Stati Uniti vs Russia. Periodicamente l'alterco si ripete. Un ricorso storico di "vichiana memoria" che di volta in volta riaffiora prepotentemente sulla scena internazionale, tra giochi di potere e geopolitica, per il controllo dello scacchiere globale chiamato mondo. La storia di questi due paesi, o meglio i loro rapporti/scontri, saranno certamente noti ai più: una storia fatta di rivalità (reale o apparente) e di ambiguità fin dal periodo della "Guerra Fredda" e ancor prima. Un rapporto costellato e caratterizzato da guerre, aspri contrasti, ma anche accordi segreti ed inciuci sottobanco. Vedi "Perestroika".  Un racconto che ha segnato il mondo per come lo conosciamo oggi, tracciandone i confini, e che più di ogni altra cosa  ha personificato lo scontro ideologico del XX secolo. Si tratta della storia di due colossi economici, di missili e di sottomarini.  Una storia sempre attuale. Una storia di tensioni che – come detto – ciclicamente tornano alla ribalta della scena mondiale. Una storia che si è ripetuta con un "punto di massimo" solo qualche giorno fa, in occasione di una grande conferenza internazionale tenuta a Mosca nel palazzo del World Trade Center.  

     Barack Obama e la "Lista Magnitsky" 

    In realtà, come precisato dallo stesso Putin, i “problemi” (quelli veri e non "montati" da Hollywood) tra la Russia e gli Usasono iniziati con la guerra in Iraq”, ed in seguito al conflitto si è assistito ad un lineare e drastico peggioramento delle loro relazioni bilaterali. Situazione che si è riaccesa nei giorni scorsi, quando Barack Obama ha firmato la cosiddetta “lista Magnitsky”, un provvedimento che vieta l’ingresso negli Usa dei funzionari russi implicati nella morte del giovane ed omonimo avvocato russo (scomparso in carcere, a Mosca, nel 2009) o, più in generale, a chi ha commesso gravi violazioni per quanto attiene, al cosiddetto "rispetto dei diritti umani". Anche se mai parola fu più abusata! Ma si sa, quando si parla di diritti e di Usa il terreno è sempre fortemente minato. E le guerre finora condotte in Medioriente ce lo insegnano. Molti sono stati gli autori che hanno affrontato l'argomento. Tra di essi Noam Chomsky, Norberto Bobbio e Jürgen HabermasCome ci insegna lo stesso indimenticato Norberto Bobbio – affrontando il tema dell'imperialismo Occidentale (e non solo) in opere come l'"Età dei Diritti"e "Destra e Sinistra" – l'arma del diritto si è oggi trasformata in un mezzo di giustificazione ed espansionismo in dote ai signori del neocolonialismo. E ciò in un gioco mediatico che tenta di indebolire le posizioni dei paesi dissidenti o contrari a queste logiche di potere, utilizzando la retorica ed i luoghi comuni. Come sostiene lo stesso Bobbio in "Destra e Sinistra": "Se volete far tacere il cittadino che protesta, che ha ancora la capacità d'indignarsi, dite che fa del moralismo. È spacciato"

     Una questione aperta – Diritti, Democrazia e Colonialismo 

    Secondo Bobbio, infatti, "la Tolleranza nasce da un accordo e dura quanto dura l'accordo. La Mitezza (per contro) è una donazione e non ha limiti prestabiliti e obbligati". Vedi – ad esempio – l'evoluzione e lo stravolgimento dei rapporti tra Casa Bianca e governo Iracheno, nel passaggio tra l'amministrazione Reagan e quella della dinastia Bush: come si dice, "dalle stelle alle stalle"… dalle lodi e all'amicizia, all'annientamento totale. E il tutto attraverso l'uso strumentale delle parole "diritto" e "democrazia").  D'altra parte – ci chiediamo – come è possibile parlare di libertà oggi nell'Occidente capitalistico e soggiogato da crisi economiche indotte? "È chiaro – sostiene Bobbio in "Destra e Sinistra" – che l'ideale della totale libertà non esiste in nessuna società. Insomma, ci sono maggiori e minori approssimazioni a questa idea della società libera". Come dargli torto? Come giustificare allora espressioni come "esportazione della Democrazia in Medioriente"? Chi offre la patente di legittimità ai signori della guerra per allungae le mani su intere macroaree continentali, usando il pretesto del diritto e della "Democrazia", o magari di "sommosse pilotate"? (Vedi magheggi dell'Otpor – leggi aticolo in allegato – "NWO e Strategie contro la ussia di Vladimir Putin").

     Il punto di vista di Habermas 

    da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/societa/frase-81238?f=a:2451> 

    da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/ateismo/frase-99362?f=a:2451> 

    da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/saggezza/frase-102221?f=a:2451> da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/saggezza/frase-102222?f=a:2451>

    In effetti conforto alle nostre tesi ci viene anche dagli scitti del filosofo tedesco  Jürgen Habermas, quando scrive in maniera davvero magistrale: "Indipendentemente dal loro sfondo culturale, tutti i partecipanti sanno benissimo – sul piano intuitivo – che non potrà mai nascere nessun consenso fondato sulla convinzione finché tra i partecipanti alla comunicazione non sussistano relazioni di simmetria, vale a dire che attengano al riconoscimento reciproco, alla scambievole assunzione-di-prospettiva, alla disponibilità comune a considerare le proprie tradizioni anche con gli occhi di un estraneo, nonché ad imparare gli uni dagli altri, e cosí via. Su questo fondamento – continua Habermas – diventa possibile criticare non soltanto versioni selettive, interpretazioni tendenziose e applicazioni parziali dei diritti umani, ma – denuncia il folosofo tedesco – anche quelle loro strumentalizzazioni vergognose che – dando copertura universalistica ad interessi particolari – hanno finito per fare credere che l'intero senso dei diritti umani fosse riconducibile al loro abuso".

     Due Osservazioni 

    Le osservazioni che si possono trarre da quanto detto sono almeno due: 1) l'idea di una imposizione con la forza (enforcement) dei diritti umani si presenta come un progetto altamente discutibile ed esposto a mille abusi; 2) la tesi secondo la quale oggi un simile compito (democratizzazione) possa essere affidato in gestione temporanea ad un paese – o gruppo di paesi, o alleanze militari (vedi Nato) – mediante "autoinvesitura" è del tutto inaccettabile e deleterio. Specie in una società complessa come quella odierna, dove l'imperialismo occidentale (dietro la grottesca maschera di una pseudo-democrazia) sta potando alla nascita di un mondo unipolare, di un unico omogeneizzato, di un "Nuovo Ordine Mondiale" contrassegnato dalla presenza di un leader ammantatosi di un'aurea eterea di "Democrazia". Una sola superpotenza dai caratteri spiccatamente imperialistici: gli Usa. Senza nulla nascondere e tacere, ovviamente, ai metodi non proprio "democratici" utilizzati dei russi (per usare un eufemismo) ed adottati in regioni come la Cecenia. Ma questa è un'altra storia.

     Alla base delle tensioni Usa-Russia 

    Alla luce di quanto detto e tornando ai fatti (dopo questa doverosa digressione) comprendiamo forse meglio (media di regime a parte) cosa si nasconda dietro le  nuove tensioni Usa-Russia. Come riportato dalla francese Reuters l'atteggiamento della Casa Bianca, ha provocato l’inevitabile ira di Mosca, che ha portato il Parlamento russo, la Duma, pochi giorni addietro, ad approvare un disegno di legge in risposta al provvedimento predisposto dalla White House. Si tratta della "legge Dima Yakovlev” (riguardante l’eventuale divieto di adozione di bambini russi da parte delle famiglie americane), un provvedimento che il presidente del Cremlino deve ancora decidere se firmare o meno. In ogni caso Putin ha voluto fare alcune precisazioni, sostenendo che il vero problema “riguarda il modo in cui le autorità americane reagiscono ai problemi di politica estea (…) crediamo – ha dichiarato ancora Putin, nelle scorse ore – che questo atteggiamento non sia compatibile né con lo spirito né con la lettura degli accordi che noi firmiamo ed abbiamo firmato con gli Stati Uniti”. In ogni caso, nonostante questa piccola crisi diplomaticaBarack Obama dovrebbe andare  probabilmente in visita ufficiale in Russia nella prima metà del 2013, con l'obiettivo – almeno quello dichiarato – di migliorare i rapporti tra i due Paesi, ancora evidentemente “troppo” difficili.

     Europa-Russia 

    D’altra parte Putin, nel corso della medesima conferenza stampa, non ha tralasciato di affrontare altre importanti questioni, come quella delle relazioni economiche con l’Europa. A proposito ha voluto rammentare i grandi passi avanti fatti dalla Russia per quanto riguarda le opere infrastrutturali legate alle forniture di gas naturale. Vedi Gazprom: la più grande compagnia russa ed il maggiore estrattore al mondo di gas naturale, la quale – come trattato in divesi articoli dall'Osservatorio Nazionale "Qui Europa" – sta attivamente sviluppando la sua infrastruttura nel continente europeo: si pensi ad esempio al gasdotto North Stream, attraverso il mar Baltico, e a quelli South Stream e Blue Stream, attraverso il mar Nero. Ma nella conferenza stampa tenutasi nel World Trade Center di Mosca, nei giorni scosi si è parlato anche dello sviluppo dell’Estremo Oriente, della Siria, della possibile adesione della Russia al WTO (L'Organizzazione Mondiale del Commercio) e della questione georgiana, nonché di quella iguadante regioni come l’Ossezia e l’Abkhazia.

     Natale – Intanto a Mosca cade la neve 

    Intanto, mentre l'incertezza regna nello scacchiere intrnazionale, su Mosca cadono candidi fiocchi di neve. Fiocchi che ci ricordano come il Natale sia ormai prossimo, e che forse sarebbe ora di fare un pofondo esame di coscienza, domandandosi se ci possa essere mai Pace e Benessere diffuso nel pianeta Terra, senza contribuire in prima persona alla diffusione del vero benessere: quello spirituale e morale. L'unica forma di benessere capace davvero di legittimare il diritto ed i diritti. Buon Natale a tutti!

    Sergio Basile, Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Martedì, Giugno 5th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Russia / San Pietroburgo / Vertice / Rapporti Russia – Ue / Siria / Integrazione eurasiatica / Cooperazione / Wto / Schengen / Libera circolazione / Liberalizzazione mercati Energetici / Gazprom / Estrazione Gas Naturale / Vladimir Putin / Manuel Barroso […]

     

     

     

  • Ora l’Eurodittatura ci toglie anche il Made in Italy

    Ora l’Eurodittatura ci toglie anche il Made in Italy

    Giovedì, Ottobre 25th/ 2012

    – di Vincenzo Folino  –

     Commissione europea / Made in Italy / Confindustria / Roberto Snaidero / Marchio di Qualità / Contraffazione / WTO / OMC / World Trade Organization / Morte dell'economia italiana / Cina / Contraffazione / 

    L'Eurodittatura ci toglie anche il Made in Italy

    Via libera alle merci contraffatte. Uno schiaffo alle imprese

    Fermiamo questo strazio! Il Disappunto di Snaidero e di "Qui Europa"

    Bruxelles, Roma – Dopo anni di trattative, proposte e aperti dibattiti, l'Europa dice "No" al pacchetto "Made in", la proposta di regolamento europeo per l'etichetta obbligatoria sulle merci extra-Ue. Ciò proprio a pochi giorni dalla vergognosa proposta di apertura a nuovi tipi di Ogm in agricoltura, nel mercatounico. Strazio su strazio, insomma. Una vicenda quasi paradossale – iniziata nel lontano 2003 – finita tutta d'un botto lo scorso 23 ottobre, quando la Commissione europea ha annunciato di aver ritirato la proposta, e di averlo fatto per svariati motivi, primo fra tutti quello legato alle questioni di diritto, per le quali la Commissione si appella (o meglio si nasconde) dietro un dito; più precisamente dietro a tre recenti sentenze del World Trade Organization (WTO), l'Organizzazione Mondiale del Commercio (altrimenti nota come OMC).

     Ue – Via libera alle merci contraffatte 

    Una battaglia per l'etichetta che ha visto in prima linea proprio l'Italia (che della difesa del Made in italy ha fatto da sempre il suo principale cavallo di battaglia) ed in particolar modo di Confindustria, insieme ad altri paesi appartenenti alla fascia mediterranea, i cui rapporti con il centro direzionale europeo stentano proprio a decollare. L'obiettivo del "Made in", in un periodo caratterizzato, tra l'altro, dall'evidente e massiccia diffusione di merci contraffatte, sarebbe dovuto essere quello di salvaguardare i prodotti europei di qualità dalla concorrenza sleale delle merci d'importazione prive di indicazioni d'origine.

     Carissimo Barroso, giù le mani dal Made in Italy 

    Una vicenda resa ancora più paradossale dal fatto che il dossier era già stato approvato dal Parlamento nel 2010, con una maggioranza larghissima. Il che ci consente di ribadire alcuni dei talloni d'Achille di questa Europa, in primo luogo quello relativo alla sua leggittimità democratica, ridotta nella pratica a mera apparenza; in secondo luogo quello inerente al diverso peso politico e decisonale di cui godono i diversi paesi dell'Ue. Senza dilungarci oltre sulla questione, aggiungiamo che il ritiro della proposta tocca i più svariati prodotti, dal tessile alle calzature, dalle piastrelle alle ceramiche, dai mobili ai gioielli, solo per fare qualche esempio. Immediata la reazione di Confindustria, così come quella delle imprese dei singoli settori, anche se ad oggi manca ancora un coordinamento d'insieme.

     Il Disappunto di Snaidero 

    A questo punto non possiamo che aspettare la risposta del nostro governo "tecnico", citiando a proposito Roberto Snaidero, presidente di Federlegno Arredo: "Questo è un pessimo risultato. Mi auguro – ha detto – che il nostro Governo faccia qualcosa, presto". Nel frattempo, gli unici a sorridere, sono i produttori low-cost di Cina, Vietnam, India, Brasile, Turchia, e tanti altri. Ma è veramente questa l'Europa che vogliamo? l'Europa dei "miracolistici" e liberticidi "Stati Uniti d'Europa"? Per ora non ci resta che gridarlo con forza e attraverso il web: "Barroso, giù le mani dal Made in Italy!"

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Giovedì, Maggio 24th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Parlamento Europeo / Europa /Strasburgo / Pechino / Cina / Rapporti Commerciali / Concorrenza sleale / Contraffazione / Delocalizzazione / Dumping monetario / Scambi / Organo di Controllo / Risoluzione / Review Board / Aziende / Mercati internazionali / Marielle de Sarnez / Marta Bizzotto /

    L’Europa sempre più geisha della Cina:

    “blocchiamo la concorrenza sleale”

    Il Parlamento europeo chiede l’istituzione di

    un organo di controllo nei rapporti Cina – Ue

    Intanto muore nel silenzio il Made in Italy e il meglio

    dell'industria e dell'artigianato europeo. Complici le

    politiche ultraliberiste dell'Unione europea

    Strasburgo, Pechino – “Era meglio prima , era meglio prima, quando la roba era Made in Italy e non Made in China, era meglio prima” canta J Ax in una canzone che ripropone una certa nostalgia dei “vecchi tempi”. Questo motivetto musicale ha la forza di fotografare una realtà con cui gli europei devono fare i conti: la concorrenza sleale della Cina che, sui mercati, favorisce notevolmente il gigante asiatico e mette in ginocchio il Vecchio Continente. Per tacere sulla mole di prodotti nocivi che invadono letteralmente il mercato europeo, a prezzi fuori mercato. Prodotti fabbricati, spesso, con rifiuti compattati e provenienti dall'Europa (ed anche dall'Italia)  che vengono trattati e trasformati con procedimenti che favoriscono la contaminazione delle fibre utilizzate, a contatto con agenti tossici e nocivi.  Prodotti lavorati da un esercito di schiavi – anche e soprattutto minori – in vere e proprie prigioni, e per poche decine di euro al mese.

      Chiesta l'istituzione di un organo di controllo Cina-Ue  

    Finalmente – almeno sull'aspetto economico: ancora sull'aspetto sociale ed umanitario tutto tace – l’Europa si è resa conto che gli asiatici le hanno fatto lo sgambetto: mercoledì, il Parlamento Europeo, riunito a Strasburgo in seduta plenaria ha adottato una risoluzione con la quale intende “fermare” l’ascesa scorretta degli “occhi a mandorla” e ripristinare l’equilibrio negli scambi commerciali. Un obiettivo da raggiungere, quindi: l’istituzione di un organo di controllo che valuti  (ed eventualmente limiti) l’influenza della Cina nelle economie europee sia per gli investimenti degli asiatici nelle imprese d’Europa, sia  per gli acquisti di debito sovrano. Per gli eurodeputati è quindi necessario un Review Board tutto europeo, sulla scia di quello statunitense, capace di valutare preventivamente la portata degli investimenti strategici stranieri.

      Gli atri paradossi del Dragone  

    Accanto alla concorrenza sleale, i cinesi sono responsabili della contraffazione, della delocalizzazione, barriere commerciali e dumping monetario, tutti problemi che si riflettono pesantemente sull’Europa e sui suoi cittadini. La risoluzione presentata nell’aula di Strasburgo porta la firma dell’europarlamentare Marielle de Sarnez, la quale ha dichiarato che “è necessario un nuovo partenariato tra Cina ed Europa che riequilibri le relazioni commerciali”. Il Parlamento Europeo ha chiesto, inoltre, la collaborazione della Banca Centrale Europea con gli Stati membri per individuare i detentori di debito pubblico sovrano nell’Eurozona ed ha sottolineato i vantaggi di cui gode la Cina che, in quanto membro dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc), sovvenziona in modo del tutto sleale le proprie imprese, rafforzandole inevitabilmente. Certo, in merito, fa sorridere l'atteggiamento di Mario Monti a Pechino, dell'ultimo viaggio ufficiale nella Patria del Dragone (vedi  articolo nell'archivio Qui Europa) soprattutto per ciò che attine le trattative di vendita del debito pubblico nazionale e le politiche ultraliberiste instaurate  certamente non a vantaggio dell'Italia e dell'europa, ma a vantaggio del partito unico delle lobbies internazionali. Ed in questo non esistono né confini geografici, né appartenenza culturale o identità etnica. 

      Il blocco degli appalti pubblici delle imprese europee  

    Ma non finisce qui: il paese orientale blocca gli appalti pubblici delle imprese europee, nonostante l’Ue garantisca l’accesso al proprio mercato a parti invertite. “Mentre la Cina con un prodotto interno lordo pari all’8% cresce, sfruttando i lavoratori e producendo senza regole né rispetto per l’ambiente, in Europa si contano oggi ben 23 milioni di disoccupati e altre centinaia di migliaia di lavoratori sono a rischio licenziamento – dichiara la leghista, eurodeputato, Marta Bizzotto – Le nostre imprese, soffocate dall’invasione di prodotti asiatici a basso costo, vengono così tagliate fuori dal mercato: per questo o delocalizzano, magari proprio in Cina dove il costo del lavoro è un ventesimo di quello italiano, oppure chiudono”. Una triste verità che fa male al nostro continente: l’imperativo è “Corriamo ai ripari e si salvi chi può”, nella speranza che l’Europa non si trasformi in una geisha solo per la Cina.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Parlamento Europeo – Strasburgo – Bollettino della Sessione del 25 e 26 ottobre 2012

    Parlamento Europeo – Strasburgo – Bollettino della Sessione del 25 e 26 ottobre 2012

    Mercoledì, Ottobre 24th/ 2012

    Redazione Qui Europa –

    Parlamento europeo / Martin Schulz / Premio Sacharov / Ales Bialiatski / Pussy Riot / Nasrin Sotoudeh / Jafar Panahi / Speculazione finanziaria / prodotti Finanziari / Trading ad Alta Frequenza / Mandato negoziale / Coordinamento Politiche economiche / Servizi diplomatici / Servizi Consolari / Organizzazione Mondiale del Commercio / OMC / WTO 

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    Parlamento Europeo – Strasburgo

    Bollettino della Sessione del 25-26 ottobre 2012

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     Venerdì l'annuncio del vincitore del Premio Sacharov 2012          

    Il Presidente Martin Schultz annuncerà venerdì il vincitore del Premio Sacharov 2012 per la libertà di pensiero. La decisione sarà presa dallo stesso Presidente e dai leaders dei gruppi politici. I tre finalisti sono Ales Bialiatski (attivista bielorusso per i diritti umani), il gruppo punk russo delle Pussy Riot e due iraniani, l'avvocato Nasrin Sotoudeh e il regista Jafar Panahi

     Nuove regole per limitare la speculazione sul Trading                  

    Un progetto legislativo che – almeno a sentire i proclami di Bruxelles) dovrebbe limiterare (ma non bandire, dabate bene) la speculazione finanziaria sui prodotti alimentari e il trading ad alta frequenza sarà sottoposto a votazione venerdì 26. Il testo approvato fungerà da mandato negoziale al fine del raggiungimento di un accordo sul testo finale con i governi nazionali.

     Politicizzare il coordinamento Ue delle politiche economiche     

    Il trasferimento di potere dal livello nazionale a quello Ue, deciso con la creazione del coordinamento delle politiche economiche, secondo i gruppi politici di Bruxelles – propositori del progetto – dovrebbe essere assoggettato ad un maggior controllo sugli attori coinvolti, inclusi quelli comunitari, secondo un documento che sarà posto in votazione sempre venerdì 26. I deputati valuteranno l'impatto del coordinamento del "semestre europeo" nel 2012. 

       Tutela consolare per tutti i cittadini europei all'estero                

    I servizi diplomatici e consolari di tutti gli Stati membri dell'Ue dovrebbero garantire a qualsiasi cittadino europeo all'estero la stessa protezione che offrono ai cittadini del proprio paese. È quanto afferma la risoluzione che sarà votata giovedì 25. I deputati chiederanno inoltre che le delegazioni Ue locali prendano il comando nelle situazioni di crisi. Anche se tale prerogativa lascia parecchi dubbi in sospeso, vista la delicatezza della situazione in oggetto.

     Adesione Russia all'OMC e relazioni commerciali con l'Ue          

    La Russia, secondo gli europarlamentari proponenti potrebbe avere una visione "minimalista" dei suoi impegni con l'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC): organizzazione alla quale la Russdia di Putin ha aderito in estate. I segnali di questa tendenza saranno discussi giovedì 25 dai deputati in un dibattito con la Commissione Barroso. Si discuterà anche di come l'adesione all'OMC cambierà le relazioni commerciali della Russia con l'Ue, relazioni caratterizzate – come noto – sia da interdipendenza sia da tensioni. Soprattutto in merito alle questioni di politica estera in Siria, ed Africa e Medioriente più in generale.

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    Roma, Bruxelles e gli Euro-Ipocriti

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    Venerdì, Giugno 29th /  2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta – Parlamento europeo / Bruxelles / Europarlamento / suicidi / Crisi economica / Fine dello Stato sociale / Grecia / Stati Uniti d'Europa / Roberto Bertolini / Madrid / Josè Luis Ayuso Mateos / Organizzazione mondiale della sanità / Commissione All'ambiente / Indifferenza dei media […]

    Parlamento Europeo – Bruxelles: Lavori 19 / 20 Giugno 2012

    Parlamento Europeo – Bruxelles: Lavori 19 / 20 Giugno 2012

    Parlamento Europeo – Bruxelles Lavori 19 / 20 Giugno 2012 – Redazione "Qui Europa", Mercoledì, Giugno  20th / 2012 –                                AGRI – Riforma PAC     Martedì 19 giugno, ore 13:45                     […]

    Ue – Cercasi Rappresentate Speciale per i Diritti Umani

    Ue – Cercasi Rappresentate Speciale per i Diritti Umani

    Martedì, Giugno 19th / 2012 – di Silvia Laporta – Parlmento Europeo / Strasbrurgo / Unione Europea / Risoluzione / Assemblea Plenaria / Diritti Umani /  Consiglio Europeo / Rappresentante Speciale dell'Unione Europea per i diritti Umani / Rsue / Deputati / Ministro Affari Esteri / Fine Giugno / José Ignacio Salafranca / Giustizia Internazionale / Democrazia / […]

    Sudan: a rischio un milione di vite – Appello dell’Eurocamera

    Sudan: a rischio un milione di vite – Appello dell’Eurocamera

    Martedì, Giugno 19th / 2012   – di Silvia Laporta – Unione Europea / Parlamento Europeo / Bruxelles / Sudan / Sud- Sudan / Guerre Civili / Prima Guerra Civile / Seconda Guerra civile / Accordo di pace / aiuti umanitari / accesso alle frontiere / vittime / profughi / Nazioni Unite / Onu / […]

    Ue – Continua lite Parlamento-Consiglio su controllo frontiere

    Ue – Continua lite Parlamento-Consiglio su controllo frontiere

    Giovedì, Giugno 14th / 2012 – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Consiglio Ue / Controllo frontiere / Schengen / Flussi di persone e beni / Trattato di Lisbona  Nell'Ue continua lo scontro tra Parlamento e Consiglio sul controllo delle frontiere  Il Presidente Martin Schulz blocca le trattative                […]

    Parlamento europeo – Si a Tobin Tax e Iva Europea – Nuovi tasselli alla nascita del Superstato Ue

    Parlamento europeo – Si a Tobin Tax e Iva Europea –  Nuovi tasselli alla nascita del Superstato Ue

    Giovedì, Giugno 14th /  2012 – di Silvia Laporta – Parlamento europeo / Ecofin / Ministri delle Finanze dell'Ue / Tobin Tax / Tassa sulle transazioni finanziarie / Iva europea / Prove di ulteriore accentramento / David Cameron / Regno Unito / Super stato Ue / Stati Uniti d'Europa / James Tobin / Cittadini europei abbandonati in un mare […]

    Controllo frontiere – Scontro PE-Consiglio su Schengen

    Controllo frontiere – Scontro PE-Consiglio su Schengen

    Mercoledì, Giugno 13st / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile  – Unione Europea/ Parlamento europeo / Commissione Europea / Corte di Giustizia europea / Consiglio europeo / Strasburgo / Bruxelles / Lussemburgo / Grecia / Spazio Schengen / Trattato di Lisbona / Barriere nazionali / Crisi / Euro / Processo di Codecisione […]

    Europarlamento – Sessione 11-14 Giugno

    Europarlamento – Sessione 11-14 Giugno

    Martedì, Giugno 12th / 2012   Parlamento Europeo – Strasburgo Sessione Plenaria ( 11-14 Giugno 2012 )  Parlamento europeo / Sessione Plenaria / Giugno 2012 / Strasburgo / Governance economica / Two Pack / Accentramento Ue / Superstato / Ingerenze nei bilanci degli stati Ue / Piano di riforma del bilancio Ue / Medioriente / Afghanistan / Armi […]

     

  • Putin: con l’Ue cooperazione “condizionata”

    Putin: con l’Ue cooperazione “condizionata”

    Martedì, Giugno 5th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Russia / San Pietroburgo / Vertice / Rapporti Russia – Ue / Siria / Integrazione eurasiatica / Cooperazione / Wto / Schengen / Libera circolazione / Liberalizzazione mercati Energetici / Gazprom / Estrazione Gas Naturale / Vladimir Putin / Manuel Barroso / Hernan Van Rompuy  

    Russia – Ue: il 29esimo vertice non

    cambia le carte in tavola. Con l'Ue

    solo cooperazione condizionata 

    Putin impone all'Ue le sue priorità:

    Meno vincoli alla circolazione dei cittadini russi;

    "No” alla liberalizzazione dei mercati energetici

    Vertice Ue-Russia – Verso una cooperazione condizionata

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    San Pietroburgo, Strelna – Russia ed Unione Europea ancora a colloquio: ieri, il 29esimo vertice per i rapporti tra Mosca e Bruxelles ha avuto luogo a Strelna per discutere di argomenti scottanti come quelli che riguardano la situazione della Siria, la crisi dell’Eurozona, l’ingresso della Russia nell’Organizzazione Mondiale per il Commercio e la liberalizzazione dei visti per eliminare le barriere che, ad oggi, costituiscono per i russi limiti di circolazione nel Vecchio Continente. I presidenti della Commissione europea e del Consiglio europeo, Manuel Barroso e Hernan Van Rompuy, sono stati ospiti del presidente russo Vladimir Putin il quale ha chiesto loro una maggiore cooperazione da parte dell’Europa per avviare relazioni importanti con l’Unione e per dare il via ad un’ipotetica integrazione euroasiatica.

    Mosca-damasco-Bruxelles – l'Ue, la Russia Il nodo Siria

    I rappresentanti europei, invece, hanno fatto pressione sulla Russia affinchè Putin decida di percorrere la stessa strada degli europei nei confronti della Siria, punto che difficilmente verrà accettato, dati i rapporti commerciali e politici che Mosca intrattiene con Damasco. Nonostante Barroso abbia ribadito che “rivedere” i limiti di circolazione nello spazio europeo sia un obiettivo che l’Ue si propone di portare a compimento, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che “fino a quando saranno presenti tali vincoli per i cittadini russi, la cooperazione tra Mosca e l’Ue sarà praticamente impossibile”. Mentre, quindi, la Russia chiede la revoca dei visti in tutta la zona Schengen per i propri cittadini, l’Unione Europea continua a fare la voce grossa in tema di diritti umani o qualcosa che vorrebbe far passare come tali.

      La liberalizzazione dei mercati energetici  

    Intanto, anche la liberalizzazione dei mercati energetici proposta da Bruxelles viene guardata con diffidenza dai “cosacchi”: il divieto per le compagnie di estradizione di gas naturali di possedere proprie reti di distribuzione nel territorio europeo farebbe storcere il naso a Gazprom, compagnia russa che risulta come il maggiore estrattore al mondo di gas naturale. Mosca, si prepara anche a fare il proprio ingresso nel Wto, previsto – per come confermato dal vice primo ministro Igor Shuvalov –  per il 20 luglio prossimo. Al tramonto del 29esimo vertice Russia-Ue, pare che non sia cambiato nulla: ognuno guarda sempre i propri interessi senza fare sforzi concreti per la cooperazione. Anche se a quanto pare la "cooperazione" per il progresso euroasiatico passerebbe per l'ulteriore potenziamento delle multinazionali del gas – ed accordi per contratti milionari – da una parte (contratti per i quali l'Ure, come dire, farebbe "carte false". Per usare un "eufemismo poco fantasioso") e per il lascia passare di ogni "sorta di soggetti" più o meno coscienziosi e rispettosi della legalità, dall'altra. In luglio la risposta al dilemma. 

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Commercio Estero: Ue-Cina ai ferri corti su Hi-Tech, interviene Wto

    Commercio Estero: Ue-Cina ai ferri corti su Hi-Tech, interviene Wto

    Mercoledì, Marzo 14th / 2012

    Comm. Ue Commercio / Esteri / Usa / Giappone / Hi-Tech / Wto / De Gucht

    Commercio Estero: Ue-Cina ai ferri corti su Hi-Tech, interviene Wto

    Anche Washington e Tokyo contro Pechino

    Bruxelles – Si è acuita nelle scorse ore la guerra commerciale sull'industria hi-tech e sul commercio delle terre rare tra Pechino e i grandi del mondo. In particolare, il pomo della discordia dello scontro tra Bruxelles e Pechino è da ricondursi ai limiti imposti dal Dragone alle esportazioni di materie prime di settore. La vicenda ha scomodato la Wto – Organizzazione mondiale per il commercio – su pressione – in aggiunta – di Washington e Tokyo. "Tali motivazioni – si legge nelle motivazioni del ricorso – causano danni per miliardi di euro per le industrie e ai consumatori europei". D'altra parte la torta è davvero grossa: si pensi solo all'industria degli smart phone, dei superconduttori e ai catalizzatori alle batterie per auto elettriche : quest'ultimo  monopolio incontrastato dell'industria cinese, che detiene oggi il 90% della produzione mondiale.  Karel De Gucht, Commissario Ue al Commercio, da Bruxelles ha ribadito il fatto che tali inaccettabili limiti devono essere subito rimossi, ricordando nel contempo che  gli esorbitanti prezzi dei prodotti hi-tech dipendono dal fatto che Pechino esporta 30 mila tonnellate annue a fronte di una richiesta quasi doppia. Ora la palla è passata alla Wto che passati inutilmente 60 giorni – al fine di diramare la miliardaria controversia in maniera "bonaria",  potrebbe attivare sanzioni contro Pechino. Riuscirà l'Ue a rimanere connessa al sistema? Sergio Basile (Copyright © 2011 Qui Europa)

  • Ue-Usa: Wto condanna governo Obama su caso Boeing

    Ue-Usa: Wto condanna governo Obama su caso Boeing

    Lunedì, Marzo 13th / 2012

    Commissione Ue  / Commercio Estero / Usa / Boeing / Concorrenza sleale / Aerei / Wto

    Ue-Usa: Wto condanna governo Obama su caso Boeing

    Replica dall’Ue: sovvenzioni illegali e mercato “drogato”

    Ginevra, Washington, Bruxelles – Nelle scorse ore l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) ha condannato in appello – senza mezze misure – l’amministrazione Obama per le sovvenzioni di stato alla Boeing, rivale dell’europea Airbus. La motivazione della condanna è riconducibile alla concorrenza sleale e alla destabilizzazione del mercato che avrebbe causato un ammanco di cassa, nelle casseforti di Airbus, dell’ordine di circa 45 miliardi di dollari. Wto avrebbe calcolato solo 5,3 miliardi di dollari di aiuti illegali solo per il periodo 1989-2006. Ma la questione si tinge di giallo. Infatti dagli Usa è rincalzata la secca replica del costrutture Boeing, il quale ha fatto notare che l'organismo d'appello del Wto avrebbe in effetti attestato “che in termini quantitativi, di impatto e di natura, il sostegno dato da Obama, sarebbe minimo: ovvero circa un sesto rispetto alle sovvenzioni Ue elargite ad Airbus''. Perentorio è giunto il commento di Karel de Gucht – commissario Ue al commercio estero – che ha chiesto agli Usa di cessare  gli sussidi dannosi, senza entrare ulteriormente nel merito della questione, che riserverà scottanti news nelle prossime ore. La guerra commerciale dei cieli Usa-Ue è aperta. Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)