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  • La Moneta è del Popolo! Ecco i Limiti della MMT – Proprietari o Debitori? Schiavi o Liberi?

    La Moneta è del Popolo! Ecco i Limiti della MMT – Proprietari o Debitori? Schiavi o Liberi?

    Lunedì, Luglio 22nd/ 2013

    – Maria Bianchi, Sergio Basile 

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    La Moneta è del Popolo! Ecco i Limiti della MMT

    – Proprietari o Debitori? Schiavi o Liberi?

    Ecco perchè la Sovranità Monetaria non basta ad evadere

    dalla Gabbia. Occorre la proprietà popolare della moneta

    Giacinto Auriti batte Barnard, Mosler e Keynes:

    MMT  e Teorie Auritiane messe a confronto.

    – Bretton Woods 1946 – La Deriva del "Mondo Nuovo"

    e il suggello liberista.

    – Le Sentinelle del Sistema – FMI, World Bank e GATT

     

     

    di Maria Bianchi e Sergio Basile

    Giacinto Auriti - I Limiti della MMT e il Problema Signoraggio

     La Moneta ed i Limiti della MMT – Proprietari o Debitori?                          

    Roma – Uno dei motti preferiti da Aldo Moro era: "Quando si dice la verità, non bisogna dolersi di averla detta! La Verità è sempre illuminate! Ci aiuta ad essere coraggiosi". Beh, come dargli torto? La maggiorparte dei cosiddetti "euroscettici" che denunciano la natura truffaldina di questa "Unione Europea" sostengono giustamente la necessità di riappropiarsi della sovranità politica e monetaria, rifacendosi alle teorie keynesiane (confluite nella cosiddetta Modern Money Teory). Noi invece siamo per le teorie auritiane e vorremmo precisarne il motivo. La MMT sebbene formulata (almeno in teoria) con le migliori intenzioni ha inevitabilmente i suoi limiti, come tutte le teorie economiche del resto! L'unico ad aver capito davvero e senza alcuna riserva il punto cruciale della questione, a nostro avviso – e ad avviso di un esercito semi-sconosciuto ma molto attivo, di economisti italiani ed internazionali – è il professor Giacinto Auriti. Per questo i cercatori di verità lo citano con così tanta riverenza. Spieghiamo il perché di questa dichiarazione che potrà sembrare eccessiva: la radice del problema non è solamente di tipo economico ma anzitutto giuridico e riguarda la proprietà della moneta. In parole semplici: vogliamo essere debitori (prendendo in prestito la moneta dalle Banche centrali) o proprietari della nostra moneta, di ciò che è nostro? per avere un quadro chiaro ed esaustivo della situazione, è fondamentale ricordare come la moneta a partire dai trattati di Bretton Woods (nel '44) sia stata sganciata dal valore dell'oro quindi il suo valore nominale è oggi puramente fittizio, creato dal nulla attraverso un computer.

      Deriva Bretton Woods                                                                                               

    Ma a ben vedere, tali "Accordi" furono fondamentali anche per altri motivi ed elementi, che furono introdotti ad hoc, a sostegno di questa sorta di nuova gabbia mondiale. Alla luce di ciò,  di fatto, con Bretton Woods  fu sdoganato un sistema di regole e procedure per regolamentare, in ogni singolo meandro, la cosiddetta "politica monetaria internazionale". Le linee guida fondamentali di Bretton Woods furono due 1) La stabilizzazione del tasso di cambio ad un valore fisso rispetto alla nuova moneta egemone (il dollaro Usa) col benestare dei Paesi Arabi del Golfo che in cambio di protezione offrirono la disponiobilità dei propri pozzi di petrolio, ottenendo precise garanzie dagli USA e viceversa; 2) La Creazione di organismi internazionali sentinella come World Bank (Banca Internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo) ed FMI. In particolare, ed in teoria (ma solo in teoria) il compito assegnato al Fondo Monetario Internazionale (posto sotto il controllo dell'Europa, ed in particolare di Paesi come la Francia, mentre Banca Mondiale fu posta alle dirette "dipendenze reali" di Washington) fu quello di intervenire perentoriamente sugli squilibri causati dai pagamenti internazionali. Tali organismi divennero operativi subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1946. 

     Il Mondo Nuovo e il suggello liberista                                                                  

    Non va poi dimenticato il suggello liberista imposto a questa deriva finanziario-monetaria, posto con la creazione del GATT: una sorta di terza gamba del tripode sopra illustrato, firmato nel 1947 come Accordo guida o la Convenzione Generale sulle Tariffe ed il Commercio, avente il compito di liberalizzare il commercio internazionale. Mossa fondamentale per i signori del Nuovo Ordine Mondiale. Passo desisivo verso quel fenomeno chiamato globalizzazione, teorizzato successivamente dallo scrittore Aldous Huxley (nel 1957) in una delle opere cult e/o manifesto della stessa globalizzazione: "Il Mondo Nuovo". 

    Cosimo Massaro - Schiavi Moderni - Qui Europa - Signoraggio

     L'Inganno del Secolo – Il Sistema della Moneta Debito                                 

    Fatte queste doverose premessa, torniamo al nodo della questione. La moneta, dunque, con Bretton Woods è stata sganciata dal valore dell'oro, divenendo pura e semplice carta. O carta straccia, che dir si voglia. E qui sta l'inganno del secolo! Il suo valore nominale – ribadiamo – puramente fittizio, da quel momento fu creato dal nulla attraverso un computer. Allora capirete come oggi la moneta abbia un valore solo perché siamo noi a darglielo! Se stampassimo euro (sempre cartastraccia quindi, tale è in fin dei conti oggi la banconota) in un'isola deserta (celebre esempio del professore) a cosa servirebbe? I media di regime non ci dicono che attraverso l'Euro siamo ridotti ad una colonia di un ente privato (di banchieri poi! la BCE) da cui dipendiamo sia politicamente (grazie ai trattati firmati a nostra insaputa dai nostri politici) che economicamente in quanto ci facciamo prestare i nostri soldi. La Banca Centrale infatti (come detto in altre sedi – vedi allegati) ci addebita non solo il valore nominale della moneta ma anche gli interessi! Questo sistema, che in realtà, come visto, esistente da secoli – la prima responsabile di tale truffa fu la Banca d'Inghilterra nel '600, altro esempio molto noto agli "auritiani": cfr.: articoli in allegato – si chiama dunque più che sistema monetario internazionale, Sistema della Moneta-Debito e sin dai tempi delle monarchie è stato adottato per schiavizzare intere nazioni. Ma ciò, ovviamente, non viene raccontato nella storia ufficiale. La moneta-debito – ribadiamo – è stato uno dei motivi che ha portato al collasso le Monarchie (Cfr. allegato – Auriti, il Commonwealth e la Moneta Debito – di Gerardo Campagna). 

      Caro Barnard… Scusa ma non ci siamo!                                                              

    Questo del Signoraggio – malgrado ciò che possano obiettare in merito Barnard e Mosler; Giulietto Chiesa (vivace sponsor del Club di Roma) ed altri economisti e giornalisti – è il vero e principale crimine perpetrato ai danni dell'umanità in quanto i banchieri sanno benissimo che il debito che le nazioni contraggono è inestinguibile (e per questo si può dichiarare "detestabile", cioè non pagabile quindi annullarlo) e per di più – come visto e dimostrato – in cambio di carta straccia si prendono e pretendono le ricchezze reali del Paese. Vedi il caso "Grecia" e la svendita presocché totale della stessa ex-regina d'Europa: la nostra povera Italia! Per tacere, ovviamente, sull'Africa, oppressa – in primis – proprio dalle politiche coloniali ed imperialiste dei suddetti organi internazionali mondialisti.

    Giacinto Auriti - I Limiti della MMT e il Problema Signoraggio

     Caro Barnard… Riprenderci la Sovranità Monetaria non basta                 

    Tuttavia, Riprenderci la sovranità monetaria (come contemplato dalla teoria keynesiana o dalla Modern Money theory – MMT) non basta perché la moneta dev'essere accreditata al singolo portatore (non più quindi addebitata). Accreditata a noi come persone in carne ed ossa e non allo "Stato". Questo semplicemente perché dietro il "fantasma giuridico" dello Stato (come diceva il professore) può celarsi un'altra grande "mangiatoia" (sempre per pochi parassiti, come nel caso delle Banche Centrali).

     Grazie Auriti! – Solo noi possiamo decidere di uscire dalla Trappola        

    Ognuno nella storia dell'umanità dà il proprio contributo, grande o piccolo che sia, nel bene o nel male. Il professor Giacinto Auriti ha dato un grande contributo, ci ha dato lo strumento indispensabile per tirarci fuori da questa trappola criminale, usuraia, che è l'UE. Siamo soli contro dei titani ma noi cittadini unendoci (ponendo fine a sterili divisioni o inopportuni protagonismi) siamo gli unici che possiamo cambiare la situazione (ad esempio stampando moneta locale, ogni comune può farlo!). I politici si sono ridotti a semplici "camerieri dei banchieri" (definizione di Ezra Pound ripresa dal professore) ma "non per spirito servile" (come diceva Auriti), il motivo è che il capitale è in mano a questi ultimi. Sono quindi le "regole del gioco" che lo prevedono.

    Giacinto Auriti - I Limiti della MMT e il Problema Signoraggio

     Lincoln, Kennedy, Moro, Auriti  e la chiamata alla "Mobilitazione"         

    Se il sistema è andato così in malora è proprio per lo strapotere bancario vigente: un sistema diabolico imposto con i peggiori crimini (non escluso l'omicidio: vedi Lincoln, Kennedy e Moro). Noi che abbiamo la possibilità di sapere (grazie ad internet, finché non lo censureranno completamente) abbiamo il dovere di mobilitarci. Non è difficile capire ma credere, plagiati come siamo da generazioni dai media. In tv parlano persino di complottismo (com'è successo sabato 20 luglio su Rai 2) seppur non a scopo "divulgativo". Anzi! 

     Il Risveglio delle Coscienze                                                                                      

    E' un segno tuttavia che hanno paura del cosiddetto "risveglio delle coscienze". Non vi sembra un caso che invece non si parli mai del signoraggio bancario (se non sulla rete) o se può capitare l'argomento viene sminuito quando non addirittura ridicolizzato (il riferimento nello specifico è ad una recente battuta infelice della Littizetto). Del professor Auriti poi se ne parla meno che mai. Lo stesso Beppe Grillo in più occasioni ha affermato che "Auriti è Morto!". "E' un concetto del passato". Vedi Video in allegato. E ciò, cari lettori, nonostante l'epocale rivoluzione che ha coraggiosamente innescato.. Domandatevi il motivo e datevi una risposta seria!

    Maria Bianchi, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

    P.S.: Aiutaci a diffondere sul web questo articolo. Grazie!

    Redazione Qui Europa

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      Articoli in Allegato, Approfondimenti                                                                                       
     
     
     
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    L'INTERA GABBIA FINANZIARIA ED ECONOMICA MONDIALE) NON VIENE RICONOSCIUTO
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    E – anostro avviso – INCONFUTABILE E, COME RICONOSCIUTO E PROVATO DA GIACINTO
    AURITI, SCHIAVIZZA I POPOLI E LE NAZIONI –EPPURE BARNARD… PERCHE'?
    – https://www.youtube.com/watch?v=UOxIfawhgIQ

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    Sabato, Giugno 22nd/ 2013   – di Rocco Carbone, Sete di Giustizia – Tavola Rotonda di L'Aquila, Padre Quirino Salomone, Redazione www.quieuropa.it, Settimanale, Giacinto Auriti, Sovranità Monetaria, Proprietà Popolare della Moneta, Canale You Tube, Daniele di Luciano, www.losai.eu, www.setedigiustizia.org, Preghiera per la Conversione, Sistema truffaldino, Sete di Giustizia  La Nostra Priorità deve essere la Proprietà Popolare […]

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    Sabato, Maggio 11th/ 2013 – di Andrea Gurioli e Sergio Basile  – Bologna, Associazione Impegno Civico, Giovanni Lazzaretti, Normanno Malaguti, Alessandra Nucci, Andrea Gurioli, Settimana antiusura, Giacinto Autiri, Usura Internazionale, Massoneria, Poteri Forti, Moneta Debito, Sottomissione dei Popoli, Moneta di Satana, Qui Europa, Sergio Basile, Signoraggio, Pescara, Catanzaro, Signoraggio, Nascita della Banca d'Inghilterra, Settimana Anti […]

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    Mercoledì, Luglio 3rd/2013 – Comunicato Stampa di Carlo Finazzi, Presidente F. R. –     Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi di Qui Europa" Grecia, Carlo Finazzi, Goldman Sachs, Rockefeller, Crac Grecia, Rpockefeller, Rothschild, Mario Draghi, Mario Monti, Goldman Sachs, Commissione europea, BCE, Federal Reserve, Stati Uniti d'Europa  Goldman Sachs, Rockeleffer e il Crack  della Grecia Stati Uniti […]

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    Martedì, Giugno 18th/2013 – di Sergio Basile –  L'Aquila, Abbruzzo, Italia, Sovranità Monetaria, Quieuropa.it, Losai.eu, Usura legalizzata, Euro, Lira, Sovranità Monetaria, Sovranità Finanziaria, uinta Colonna, Rating, Sistema Target2, Proposta di Nantes, Moneta Complementare, Suicidi in Italia, Sergio Basile, Padre Quirino Salomone, Daniele Di Luciano, Rocco Carbone, Cosimo Massaro, La Moneta di Satana, Decreto Carli-Amato, Divorzio […]

    Rubrica – Conoscere Giacinto Auriti: Digressioni su “Il Paese dell’Utopia”

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    Venerdì,  Marzo 29th/ 2013  – Rubrica: Conoscere Giacinto Auriti, di Sergio Basile – Signoraggio Bancario, Italia, Roma, Bankitalia, Banca d'Italia, Debiti Fittizi, Francoforte, bruxelles, Banca Centrale Europea, Ammissione di una truffa, Associazione Culturale la Torre, Redazione  Qui Europa, Truffa bancaria, Cipro, Caso Norvegia, Schiavi di un Debito illegale, Europa, Italia, Crisi, Economia, Banche, Signoraggio bancario, Truffa, Falso […]

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    Giovedì, Maggio 23rd/ 2013 – di Sergio Basile  –   Bruxelles, Eurovertive, Vertice Ue, Jean Cloude Junker, BCE, Mario Draghi, Angela Merkel, Euro, Eurozona, Herman Van Rompuy, Italia, Truffa dell'eurozona, Pianidi salvezza, Unione Bancaria, Paradisi Fiscali, Commissariamento, Conti Correnti, Cipro, Grecia, Portogallo, Spagna, Manuel Barroso, Enrico letta, Francois Hollande, Auchan, Amazon, Lussemburgo, Austria, Accentramento bancario, Stati Uniti d'Europa, Cayman, Isole […]

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    I Villaggi del Cancro: Dalla Cina all'Italia

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    di un Paese distrutto dall'inquinamento chimico

    L'Italia e i "Triangoli della Morte": 298 comuni Italiani

    da codice rosso. Tumori in aumento specie al Sud.

    Mezzogiorno trasformato in pattumiera d'Italia: 1200 casi

    di tumore l'anno a causa di contaminazioni industriali

    tra i silenzi delle amministrazioni

     

    L'Editoriale

    di C.Alessandro Mauceri

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     I Villaggi del Cancro 

    Pechino, Shanghai, Roma, Istambul – Nelle ultime ore è stata diffusa l'allarmante notizia seconda la quale molti generi alimentari provenienti dalla Cina e destinati a migliaia di ristoranti europei ed italiani sarebbero contaminati. Tracce di pericolosi virus, ad esempio, sarebbero stati rintracciati lungo i fiumi di Shanghaitra le carcasse di maiali destinati al consuno sui mercati del Vecchio Continente. Ma già nei giorni scorsi le autorità del governo cinese hanno ammesso come lo stato di inquinamento delle acque e dell’aria di diversi siti del Paese (specie di quelli in cui operano molte aziende statali o industrie che poi esportano i loro prodotti in Paesi come il nostro) sia gravissimo e altamente nocivo per la salute dei lavoratori e degli abitanti di quelle città: non a caso definite dallo stesso governo cinese con l'emblematica espressione di “ Villaggi del Cancro”. (vedi Prima Parte in allegato)

     Lo studio di "World Bank" 

    In realtà che la situazione fosse già estremamente grave lo si sapeva benissimo, e non solo per le indagini effettuate da qualche ecologista locale. In un documento ufficiale del 2007, ad esempio, la Banca Mondiale, ovvero proprio quello stesso soggetto che poi contribuiva economicamente allo sviluppo delle imprese cinesi di maggiori dimensioni e, pare, maggiormente inquinanti, aveva pubblicato uno studio dal titolo “I costi dell’inquinamento in Cina” dal quale risulta che già i dati rilevati nel 2003 avessero evidenziato lo stretto legame tra l'inquinamento delle falde acquifere e dell’aria, la produzione industriale e l'incidenza di alcune malattie sulla popolazione. Ciò nonostante, nessuno ha fatto niente quando la Cina ha rivendicato il proprio diritto di continuare a inquinare una parte rilevante del pianeta pur di riuscire a conquistarne – grazie ai propri prodotti – una fetta ancora più grande di mercato.

      L'élite cinese pronta alla Grande Fuga 

    Forse non c’è alcun legame tra le due cose, ma alla luce dei dati che emergono appare quanto meno strano (per non dire sospetto) il fatto che la Cina, o meglio chi impone certe scelte a chi la governa stia acquistando, grazie ai proventi della produzione realizzati a scapito della tutela del proprio  territorio, enormi fette di territorio all’estero (fenomeno del landgrabbingVedi articoli in allegato). Come investimento, si penserà! E invece non è proprio così: per trasferirsi altrove! Secondo uno studio condotto dalla China Merchants Bank e da Bain & Co., il 27% degli imprenditori con un patrimonio stimato sopra i 100 milioni di renminbi si sono già trasferiti all'estero e, della restante parte, il 47%  sta prendendo in considerazione l'idea di lasciare il Paese. Anche la famosa imprenditrice e membro della Conferenza politica consultiva del popolo cinese (CPPCC), Zhang Lan, starebbe facendo “armi e bagagli” per trasferirsi, pare ai Caraibi. La questione nei giorni scorsi ha aperto un acceso dibattito nazionale. Ma se la situazione dell’ambiente in Cina è così grave cosa avviene negli altri Paesi? In realtà, sono moltissimi i siti in tutto il mondo dove l’impatto ambientale delle imprese provoca danni terrificanti alla salute dei cittadini.

    Made in China

     Turchia – Gli altri Villaggi del Cancro del "Mondo Globale" 

    Ad esempio, in Turchia, Tuzkoy è stata dichiarata “zona pericolosa”. Nel 2004 più di 250 famiglie si sono trasferite in altri Paesi. Il resto della popolazione, circa 2.350 persone, si trasferirà non appena le nuove case, la cui realizzazione è sovvenzionata dallo Stato, saranno pronte. La crescita dei casi di mesotelioma  si sta verificando anche nei villaggi vicini di Sarihidir e Karain. "Il numero di casi di mesotelioma a Tuzkoy è stato di circa 600-800 volte superiore rispetto alla norma mondiale", ha dichiarato nei giorni scorsi Murat Tuncer, direttore del dipartimento del Ministero della Salute. “Circa il 48% di tutte le morti nei tre villaggi è causato dal mesotelioma. Si ritiene che gli abitanti abbiano inalato fibre del minerale erionite, utilizzato poi per costruire case e strade”, ha concluso Tuncer. E in Italia le cose vanno, se possibile, ancora peggio.

     La situazione in Italia 

    I dati relativi alle malattie – e relativi decessi – connessi con la vicinanza a industrie inquinanti e discariche abusive sono stati da sempre diffusi con il contagocce (altro che ammissione del governo cinese). L'Italia è avvelenata dall'amianto e dalla diossina in aree che da troppi anni aspettano di essere risanate. Ad esempio, sono stai necessari alcuni mesi per analizzare una sessantina di campioni e affermare che l’incendio della discarica di Bellolampo a Palermo aveva causato la diffusione di diossina che aveva profondamente inquinato l’indotto con livelli di contaminazione tali da vietare l’uso degli animali allevati in almeno quattro comuni del circondario. Ma in quei mesi la gente aveva continuato a mangiare quella carne e a bere il latte di quegli animali mentre il sindaco diceva che il problema era stato risolto. 

     Sicilia – Muos: una questione aperta 

    Ad esempio in Sicilia, grazie anche alle concessioni del precedente governo Berlusconi,  è stata  consentita l’installazione in una zona di riserva naturale di un impianto Muos, (vedi articolo in allegato) destinato alla trasmissione di onde radio di portata al di sopra della norma e potenzialmente nocive per la salute e per l’ambiente, e, per di più, ad uso esclusivo dell’esercito americano di stanza in Italia (e già questo non dovrebbe essere permesso). A niente sono valse, sino  ad oggi, le proteste degli abitanti, delle autorità locali e del Presidente della Regione Sicilia.  Anche in Campania si è parlato ripetutamente di problemi analoghi, ma senza mai giungere a interventi definitivi e risolutivi.

     I "Villaggi" Italiani – Siti di "Bonifica" d'Interesse Nazionale  

    Nel 2011, l'Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato i risultati di uno studio che ritrae la situazione sanitaria dei luoghi altamente inquinati, sparsi in tutta Italia, nei quali le condizioni ambientali provocano la diffusione di malattie e decessi in misura molto più alta che nel resto del Paese. Questi siti, nella speranza che siano solo questi (ma il passato ha dimostrato che, in realtà, il loro numero è ben maggiore e in costante aumento – ricordiamo che siamo in Italia e, quindi, nessuno mai ammetterà che la cattiva gestione ha prodotto morti e malati gravi) non sono stati chiamati “villaggi del cancro”, ma più eufemisticamente SIN, “Siti di bonifica di Interesse Nazionale”. Bonifiche che dovrebbero essere fatte, ma che nessuno sa come e, soprattutto, quando. I SIN sono 57. E in questi siti il tasso di mortalità è a volte di gran lunga maggiore rispetto alle medie regionali. Tra le maggiori difficoltà incontrate dai ricercatori c’è stata perfino la perimetrazione di queste aree, caratterizzate dalla presenza di impianti chimici, petrolchimici, raffinerie, industrie siderurgiche, centrali elettriche, miniere e cave di amianto e altri minerali, porti, discariche e inceneritori. Insomma, l'Italia dell'industria pesante e delle pattumiere, dove generazioni di lavoratori hanno prodotto benessere e ricchezza per tutto il Paese, e anche oltre, spesso a costo della loro salute. Come al solito, per comprendere la gravità della situazione ed evitare polemiche e osservazioni da parte dei benpensanti che affermano che “è tutto a posto” (come dichiarò il sindaco di Palermo dopo l’incendio della discarica di bello lampo sopra citato) è bene fare riferimento ai numeri.

     Italia – Cifre impressionanti 

    I morti da contaminazione industriale negli ultimi otto anni sono stati, sulla base dello studio, 3.508. E se questo numero è già spaventoso, basti pensare che, se si considera il surplus complessivo dei decessi, in queste aree si sfiorano per lo stesso periodo le 10 mila unità (su 403mila morti complessivi). In altre parole su circa 298 comuni – abitati da 5,5 milioni di abitanti: quasi un decimo della popolazione nazionale – la qualità della vita è decisamente peggiore che nel resto d’Italia e questo è dovuto “semplicemente” al fatto che questi nostri connazionali abitano in aree industriali o degradate o nelle quali pullulano le discariche abusive.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Acerra, Nola, Marigliano e gli altri "Triangoli della Morte" italiani  

    La rivista scientifica internazionale The Lancet Oncology, nell'agosto 2004, ha definito la vasta area della provincia di Napoli compresa tra i comuni di Acerra, Nola e Marigliano, (un tempo nota per essere fertile e rigogliosa) come il “triangolo della morte” a seguito di uno studio di Kathryn Senior e Alfredo Mazza, dall'eloquente titolo:  "Il Triangolo della morte italiano, collegato alla crisi dei rifiuti". Dopo nove anni niente è cambiato anzi semmai la situazione è peggiorata tanto che nelle province di Caserta e Napoli si osservano tassi più alti che nel resto d’Italia per molti tipi di tumori. Stessa situazione in Lombardia, dove da tempo la provincia di Brescia è caratterizzata da tassi di mortalità per tumore al fegato decisamente maggiori rispetto al resto d’Italia, sia negli uomini che nelle donne. I risultati dello studio sono inattaccabili: delle 63 cause di morte prese in considerazione, alcune emergono come causate, certamente,  da contaminazioni ambientali e malattie lavorative. Il caso più palese è rappresentato dai 416 decessi in eccesso per tumore alla pleura nei siti (Balangero, Casale Monferrato, Broni, i dintorni dello stabilimento Fibronit di Bari, Biancavilla, Massa Carrara, Priolo, Pitelli e alcuni comuni lungo il litorale vesuviano) contaminati da amianto, per la presenza di cave di estrazione del minerale o di impianti di lavorazione. Analogamente l'aumento di mortalità per tumore al polmone e malattie respiratorie non tumorali sarebbe riconducibile alle raffinerie di Porto Torres e Gela, alle acciaierie di Taranto, alle miniere del Sulcis-Iglesiente e alla chimica di Porto Marghera. E, così, il maggior numero di decessi  per insufficienza renale e altre malattie del sistema urinario causate da emissioni di metalli pesanti, composti alogenati e idrocarburi che caratterizza i comuni di Piombino, Massa Carrara, Orbetello o la bassa valle del fiume Chienti, gli stessi comuni in cui hanno luogo stabilimenti per la lavorazione di questi prodotti. E che dire dei tumori riscontrati in Calabria, nel comune di Paola (per fusti tossici insabbiati in prossimità di corsi d'acqua) o della situazione di Tito (una delle zone industriali più inquinate dell'ex Bel Paese) nei pressi di PotenzaLa lista sarebbe lunga, ma quello che è evidente ed inconfutabile è che esiste un rapporto diretto tra crescita del tasso di tumori e presenza dei casi in particolari aree del nostro Paese caratterizzate da una produzione industriale incontrollata ed una criminosa gestione del territorio.

     Sud – Dopo il Danno la Beffa 

    In questi numeri, tuttavia, non si tiene conto di tutta una serie di malattie che pure sono presenti in percentuali rilevanti in certe zone del Paese, ma per le quali non è stato ancora riconosciuto “scientificamente” il rapporto di causa-effetto con certe lavorazioni o con certe situazioni ambientali. Ma non è finita! Pare infatti che queste zone a vocazione industriale ed altamente inquinate siano caratterizzate anche da diseguaglianze economiche e sociali. Come sostiene, tra l'altro,  uno degli autori dello studio,  Roberta Pirastu, dell'Università La Sapienza di Roma. Il complesso delle cause di morte, se si considera anche questi fattori sale a 9.969 casi (oltre 1.200 casi all'anno) la maggior parte dei quali concentrati nel Sud Italia (8.933) pur essendo il Meridione un'area a ridotta vocazione industriale, rispetto al Nord.  “Tutta la popolazione, quindi, è stata più o meno interessata dalla contaminazione diffusa” spiega la ricercatrice. È, come confermato da Francesco Forastiere, del Dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio, “una popolazione, già penalizzata da condizioni socio-economiche sotto la media, deve per giunta fare i conti con una maggiore concentrazione di attività inquinanti. Loro pagano in prima persona con morti e malattie, mentre le bonifiche, in forte ritardo, le pagano tutta la collettività e quasi mai i privati che hanno determinato queste situazioni”.

     Eppure nessuno osa parlare di villaggi del cancro in Italia 

    Lo scandalo maggiore, tuttavia, non è il livello di inquinamento che certe aree hanno raggiunto. L'altra grande anomalia, infatti, consta nel fatto che la causa di questo inquinamento quasi sempre sia attribuibile alle industrie presenti sul luogo. Ciò che dovrebbe sorprendere tutti (ma, ormai, in Italia non ci sorprende più niente) sono le continue ammissioni pacifiche da parte delle autorità circa la gravità della situazione e le possibili connessioni con gli impianti in loco e – ciò nonostante – l’intenzione di proseguire su questa strada. Ciò che dovrebbe scandalizzarci ancor più è che nessun sindaco o presidente di regione (o ministro o premier) ammetterà mai il fatto che molte persone muoiano e siano affette da malattie gravi (spesso degeneranti) per via di fenomeni come le licenze facili rilasciate dalle stesse p.a. o la pressocché totale assenza di controlli sulla qualità degli impianti e la regolarità dei processi produttivi.

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • G20 – Crisi Ue e Rifinanziamento Fmi: Soluzioni pro banche?

    G20 – Crisi Ue e Rifinanziamento Fmi: Soluzioni pro banche?

    Martedì 19th / Giugno 2012

    – di Silvia Laporta – 

    Los Cabos / Messico / Vertice mondiale / Banche / G20/ America / Cina / Germania / Francia / Italia / Camp david / G8 / Crisi europea / Crisi economica / Banche / Politica / Potenze mondiali / Barack Obama / Angela Merkel / Troika / Banca Mondiale / Josè Angel Gurria / Robert Zoellick / Grecia / Atene / Francoise Holland / Christine Lagarde 

    G20 Messico – Crisi Ue:  per chi risolverla?

    I cittadini o le Banche?

    Ma quali sono le vere preoccupazioni  dei grandi

    della Terra? 

    Tutti i retroscena del G20 che nessuno racconta e il

    rifinanziamento dell'Fmi

    Los Cabos, Massico – I Grandi della Terra riuniti al G20 – Al Centro dei Lavori la Crisi dell’Eurozona

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Los Cabos –  Al tavolo dei lavori del G20, in Messico – il vertice che, come noto, unisce i 20 paesi più potenti del mondo (tra quelli industrializzati e quelli emergenti), non sono stati i massacri della popolazione Siriana o il genocidio di cristiani in Nigeria ad accendere le discussioni. Quello che sta più a cuore dei giganti dell’economia mondiale, come già al G8 di Camp David, è piuttosto la crisi europea dell'Eurozona, che potrebbe – secondo i grandi burattinai – "contaminare" anche il resto del mondo. Statunitensi e cinesi, giapponesi e messicani, fanno pressioni perché si trovi finalmente una soluzione credibile alla crisi dei debiti sovrani. Nessuno di loro fa però espressamente riferimento allo strapotere ed alle ingerenze delle agenzie di rating, alla riforma dell'art. 123 del Trattato di Lisbona, alla rinazionalizzazione delle Banche Centrali, né tantomeno alle altre stranezze speculative che i potenti continuano ovviamente a tollerare, perhè in palese mala fede. 

     Le preoccupazioni dei potenti e il "Piano Ue di accentramento" 

    L’Europa, infatti, è la prima destinazione dell’export di Usa e Cina, il 28% degli scambi mondiali avviene in euro, e viene ampiamente “rimproverata” al tavolo della discussione di Los Cabos.  “Gli europei, fanno finta di non vedere che siamo di fronte non a un semplice rallentamento dell’economia, ma stiamo entrando in una nuova fase della crisi, che se non troverà una nuova reazione in Europa, potrebbe contagiare il mondo”. Così tuona il presidente della Banca Mondiale (il gemello diverso dell'Fmi sul versante americano) Robert Zoellick, che abbandonando il linguaggio diplomatico e – con una buona prova teatrale – dando libero sfogo alla rabbia, aggiunge: “ La questione non è più veramente tentare di sapere quale modello scelgano gli europei, bisogna che ne individuino uno e lo facciano in fretta!  I dirigenti del G20, guardano agli europei con un misto di frustrazione, confusione e sdegno” Ma tanta veemenza, sarà dovuta alla preoccupazione delle sorti dei paesi europei,  o a quella per le sorti delle Banche dei paesi europei? Oppure sarà un subdolo e strategico tentativo di indirizzare all'arrivo il "piano d'accentramento europeo" in maniera più celere possibile? Josè Angel Gurria, segretario generale dell’Ocse, parla invece di una crisi che non colpisce solo l’Europa. Il ministro delle finanze giapponese, Jun Azumi, sprona la Germania per il buon andamento dell’economia mondiale, mentre per la Cina : “ I paesi della Zona Euro, devono tenere ben presente che sono tutti sulla stessa barca, e capire che nessuno si salverà se la nave affonda nelle  gravi tempeste economiche.”

     Le iene della Troika pronte a riassaltare la Grecia 

    Dopo il risultato delle elezioni in Grecia, l’Eurozona può tirare un sospiro di sollievo. La Germania, subito, – chissà perché particolarmente “contenta”- sembra accettare il secondo piano di aiuti, concedendo un pò più di tempo ad Atene per rispettare gli impegni presi. La famigerata Troika ( Ue, Bce, Fmi ) sarà prontamente ad Atene, appena sarà formato il nuovo governo. Più che prontamente, aggiungiamo noi, quasi come una iena che si riversa affamata sulla sua vittima da scarnificare! Con la differenza che , le vittime, sono solo ed esclusivamente i cittadini greci, che saranno sicuramente preda di misure ancora più austere di quelle precedenti.

     La preoccupazione di Obama  e dei Grandi del G20 

    Los Cabos, Messico – G20, Barack Obama e il Presidente messicano, Felipe Calderon

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Anche Obama interviene nel vertice con toni cupi, preoccupato – almeno in apparenza – per le sorti dell’economia mondiale; in particolare molto critico nei confronti delle strategie europee della Merkel: ma considerando che la City di Londra e Wall Street – che di certo non sono lontani dagli interessi della Casa Bianca – sono le realtà economiche che più di tutte stanno ingrassando su questa crisi a suon di speculazioni miliardarie, non si comprende se assistiamo ad un ennesimo colpo di gran teatro o ci troviamo dinnanzi a serie preoccupazioni. Anche se nel profondo la risposta la conosciamo bene! Il vero problema della crisi sono proprio loro, i grandi del mondo che hanno "regionalizzato" in 3 grandi macroaree il pianeta: quella asiatica, quella americana e quella europea (quest'ultima sotto l'egemonia di oscuri gruppi d'interesse e della stessa Ue). Quel che preoccupa veramente gli attori del G20 sono quindi – evidentemente – le sorti per le proprie tasche, più che quelle dei contribuenti che malamente rappresentano.

      La proposta di Hollande e il rifinanziamento dell'Fmi  

    La riunione si chiude con la proposta del presidente francese Francoise Hollande: un rilancio dell'Eurozona con l'utilizzo di 120 miliardi ad effetto rapido e con l’Ue che si sostituirebbe di fatto alle banche reticenti ai prestiti ed in preda alla sindrome del "credit crunch", attraverso l'utilizzo dei 55 miliardi di fondi strutturali 2007/2013 che dormono nei cassetti e l’intervento dei project bond. Ciò per stimolare gli investimenti nelle nuove tecnologie. Christin Laguarde, direttrice dell’Fmi, dal canto suo ha cercato di convincere i paesi emergenti (in particolare la Cina)  a rifinanziare il fondo monetario per almeno 430 miliardi. Ma gli emergenti non hanno accettano la coraggiosa quanto pretenziosa proposta fatta propria invece dagli altri leader, per bocca del presidente di turno del G20, il Presidente messicano Felipe Calderon, secondo il quale: "i contributi dei paesi mondiali al rifinanziamento dell'Fmi potrebbero superare i 430 miliardi di dollari". Ma ci chiediamo: Sarà una soluzione per risanare l’Europa, o per ingrassare le casse delle Banche ed i caveau dei potenti?

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • BRICS: Cinque nuovi super-eroi contro l’Occidente in decadenza

    BRICS: Cinque nuovi super-eroi contro l’Occidente in decadenza

    Venerdì, Marzo 30th / 2012

    Ue / Esteri / Mondo / Brasile / Russia / India / Cina / Sudafrica / Brics / Banca Mondiale / Fmi / Fondo Monetario Internazionale  

    BRICS: Una Banca per i "Fantastici Cinque"

    Cinque nuovi super-eroi contro l’Occidente

    in decadenza

    New Dehli – Il presidente cinese, Hu Jintao, ha appena dichiarato a una riunione dei Brics – Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica – che i Cinque vogliono essere difensori e promotori degli interessi dei Paesi in via di sviluppo. In tal ottica il russo Dmitri Medvedev si è lamentato che il sistema economico mondiale ad oggi non tenga nella giusta considerazione il nuovo ruolo assunto dai Brics, che ora vogliono addirittura una loro Banca. Infatti, in contrapposizione alla Banca Mondiale, che vedono non confacente con gli interessi dei Paesi meno garantiti, le nuove cinque super-potenze emergenti, che si stanno arricchendo a ritmi record, vogliono due cose: più potere all’interno del Fmi e della Banca Mondiale – e per quest’ultima hanno già proposto la loro candidatura, il nigeriano Ngozi Okonjo–Iweala, che avrebbe un curriculum più ricco del papabile sudcoreano proposto da Obama in veste di king-maker – ed in seconda istanza, una Banca per lo sviluppo. Questa dovrebbe porsi come alternativa proprio alla Banca Mondiale, controllata  su tacito accordo tra Europa e Usa – proprio dagli Stati Uniti, e avrebbe anche lo scopo di valorizzare le valute locali, che per ora non sono pienamente convertibili come il dollaro. “Non chiamateci più Paesi Emergenti!”, sembrano dire, ma piuttosto i "Fantastici Cinque" in ascesa verso il controllo dell'economia mondiale, ai danni di un’Occidente in visibile decadenza. Anche se in realtà, guardando a vaste aree dei singoli stati, la povertà è ancora molta, e più che di super-stati sarebbe più idoneo ed opportuno parlare di 5 potenti caste oligarchiche, con variegati ed estesi super-poteri.

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)