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  • Lo Stato Uccide – Aborti e Suicidi da Record

    Lo Stato Uccide – Aborti e Suicidi da Record

    Giovedì, Maggio 2nd/2013

    di Sergio Basile e Maria Laura Barbuto

    Europa , Italia , Crisi economica, Stato sociale, Stato assassino, Suicidi, Suicidio sociale, Famiglia, Aborti, Interruzione di Gravidanza , Dignità umana, Rispetto diritti fondamentali, Etica, Società, Indifferenza delle istituzioni, Politica 

    Aborti e Suicidi Record – Vittime della pseudo-crisi, 

    dello Stato assassino! 

    Suicidi e borti in aumento esponenziale. Lo Stato rimane a guardare. 

    Nessuna garanzia di una vita dignitosa: la persona è calpestata da

    una governance disumana

     

    di Sergio Basile e Maria Laura Barbuto

    Aborti e Suicidi di Stato - Lo Stato Uccide

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'Italia dei sacrifici                                                                                            

    Roma – La cosiddetta "crisi economica" (cioè Truffa Coloniale dell'Eurozona: chiamiamo le cose con il loro nome, per cortesia!) continua a fare vittime ed  i suicidi sono ormai all’ordine del giorno: senza distinzione alcuna di sesso, età o nazionalità. Il numero di coloro che decidono di porre fine alla propria vita, perché privati della possibilità di un’esistenza dignitosa, è in costante aumento. Ma – ci chiediamo – leggendo tra le righe, intendeva dire e prospettare forse questo la Fornero nel suo discorso di insediamento in Parlamento, quando tra le lacrime di coccordillo pronunziò la parola "sacrifici". Che genere di sacrifici dunque? Fose sacrifici umani? E questo l'inquietante interrogativo che ci assale e turba.

      Sociologia del Suicidio – Stato Assassino                                                      

    Ricorrere ad un gesto così estremo sembra, per molti, l’unica via d’uscita dalle difficoltà economiche, da uno stato di anomia (assenza di protezione legislativa – vedi "Sociologia del Suicidio" in Emile Durkheim Vedi video in allegato) ed indifferenza istituzionale permanente ed indecifrabile, se non alla luce di un ormai palese complotto internazionale, proteso a colonizzare e distruggere quegli stati e quei popoli appartenenti alle nazioni di più spiccata tradizione cristiana (Vedi tutti i Paesi del Sud Europa, vedi l'Irlanda, vedi la Siria ed il Libano). Suicidi legati spesso a doppio filo con uno stato di esasperazione e disperazione e con la responsabilità di dover mandare avanti una famiglia senza alcuna assistenza o aiuto da parte dello Stato. Anzi! E proprio lo Stato, fin troppo spesso, a tenere in mano i fili della vita di moltissimi cittadini, gestendoli “a proprio piacimento” come fosse un grande burattinaio matto. Una sorta di Mangiafuoco moderno, anche se nella favola persino il barbuto Mangiafuoco scopre di avere un cuore. Cosa che non riesce assolutamente all'euro-casta ed alle alte cerchie massoniche che oggi credono di poter gestire a proprio piacimento la vita di oltre 200 milioni di europei, solo nel Vecchio Continente.  Prerogativa a dir poco diabolica, nel senso stretto del termine.

      L'Inganno più Grande – L'Inganno contro la Vita e la Persona                

    Le istituzioni  avrebbero il compito e il sacrosanto dovere di tutelare la persona: sono gli stessi principi desumibili da molti trattati europei a riconoscerlo. Vedi "Principio di Sussidiarietà" e "Principio di Uguaglianza". Le istituzioni anche nel rispetto del dettato costituzionale avrebbero il compito di intervenire laddove situazioni economiche disastrose potrebbero trasformarsi in un tragico epilogo. A meno che per Democrazia  non s'intenda il più grande inganno perpetrato ai danni dei popoli, dalla Rivoluzione Francese ad oggi. Ipotesi – come sostenuto in altri articoli dall'Osservatorio Qui Europa – tutt'altro che azzardata e folle, alla luce di numerosi studi ed approfondimenti! In Karl Marx lo stato è concepito – notoriamente – come un momento di transizione destinato a dissolversi, nella realizzazione dell'ideale comunista, della "società" di eguali. Ma ci chiediamo che tipo di eguaglianza è quella prospettata dall'autore de "Il Capitale"? Per caso un'uguaglianza nella povertà e nell'annullamento? Nella creazione di una massa informe senza fede, speranza e carità?

    Aborti e Suicidi di Stato - Lo Stato Uccide

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Genocidi programmati – Genocidi di Massa                                                

    Provata l'esistenza inequivocabile di un "Great Plane" per il dominio dei popoli e dell'umanità intera in un "Nuovo Ordine Mondiale" d'ispirazione satanica, e provata la relazione filosofico-religiosa ed il sottile filo rosso che lega nei secoli personaggi come Mayer Amshel Rothschild (iniziatore della omonima dinastia – 1744) Adam Weishaupt (fondatore della setta degli illuminati, su commissione dello stesso Rothschild) Theodor Herzl (padre del sionismo moderno) con personaggi come lo stesso Karl Marx, Lenin e Stalin; e vagliando molti scritti degli stessi, dai quali si desume un palese odio verso il Cristianesimo ed il sacro che esso incarna, i nostri dubbi in merito tendono a zero. D'latronde come visto tra i punti essenziali del piano portato avanti dagli illuminati, dalla Rivoluzione Francese ad oggi, vi sono proprio la distruzione delle nazioni e della cultura nazionale, la distruzione della famiglia tradizionale e – soprattutto – la distruzione del Cristianesimo, assieme alla riduzione programmata delle nascite. Tutte prerogative che rientrano – in chiave escatologica – nelle stesse profezie insite nelle Sacre Scritture. Vedi Apocalisse. Elementi che compaiono con disarmante "freschezza" anche nei miracolistici progetti del Club di Roma: cenacolo di pensatori e profeti del mondialismo moderno – fondato nell'Aprile del 1968 dall'italiano Aurelio Peccei – che trovano nell'eugenetica  – come approfondito in altre occasioni – e nella riduzione controllata o indotta delle nascite la chiave del loro credo. Tra i più accaniti supporters del Club – è bene ricordarlo per onor di cronaca – il mondialista Mickhail Gorbachev ed il suo braccio destro italiano, Giulietto Chiesa. Una curiosità. Tra le dichiarazioni più tristemente note di Peccei, ve ne fu una in merito che vi riproponiamo, al fine di comprendere la considerazione che il Club di Roma ed i suoi falsi profeti del nulla hanno verso la sacralità della vita umana. "Per me luomo…. non è altro che un cervello ad una estremità e una fabbrica di merda dall'altra". 

     La Chiamano Democrazia – Lo Chiamano Progresso                                   

    Oggi in Italia tale piano – con la complicità divertita e compiaciuta dei burattini Usa (filo-sionisti ed illuminati) che di anno in anno si sono succeduti a Palazzo Chigi nascondendosi dietro la bandiera di turno: blu, bianca o rossa che sia – sembra esser giunto ad uno stadio avanzato. La stessa SS. Vergine Maria in diverse apparizioni (da Fatima a Lourdes, passando per Medjugorje) ha più volte messo in guardia dai pericoli corsi dall'Europa e dall'Italia. La Vergine ha in più occasioni parlato dei "pericoli e degli errori del comunismo" e di come essi sarebbero stati diffusi nel mondo, al fine di creare una nuovo ordine. E proprio con maggior accanimento – aggiungiamo – in quei Paesi che si sono autoproclamati da sempre ostili al comunismo e ad i suoi ideali materialistici e dissacranti, innalzandosi a paladini della Democrazia mondiale. Si sà, il modo migliore per portare avanti un progetto egemonico e coloniale è quello di mentire, smentire l'evidenza e crearsi attorno un'aura di credibilità mediatica inattaccabile. Al mostro di turno basterà – con la complicità dei media – auto-proclamarsi democratico o "giusto" o magari perfino "anti-comunista" per acquistare come per magia una patente di verità, credibilità e di giustizia universale. Quasta in un mondo normale si chiamarebbe follia. In un mondo a trazione satanica, la chiamano "Democrazia Liberale". Vedi Grecia, vedi Italia, vedi Siria. 

     Aborti e  Suicidi Indotti – Attentato alla Famiglia                                      

    In tal contesto, ad esserne colpita al cuore è, senza dubbio, la famiglia ed il riferimento non è solo alla disgregazione fisica della cellula fondamentale della società. Padri che si tolgono la vita perché non capaci (e non per propria volontà) di garantire un futuro ai propri figli, madri indotte all'aborto o che non riescono a far crescere serenamente i bimbi, a permettere loro di studiare, di fare sport, di dedicarsi alle proprie passioni ed ancora e nei casi più drastici di sfamarsi o curarsi; uomini e donne che non possono permettersi il “lusso” di diventare genitori perché non hanno né una casa né un lavoro.

    Aborti e Suicidi di Stato - Lo Stato Uccide

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Italia – Il Lusso di Diventare Genitori                                                            

    La natalità zero, vi assicuriamo che non è un qualcosa di casuale o fisiologico, ma è un qualcosa di voluto e programmata negli anni! Preparato per l'Italia da tempo. Lo dimostrano l'assenza di adeguate politiche per la famiglia, la cosiddetta riforma del lavoro e le bugie sulla "crisi". Sempre più spesso si decide di morire per scappare da una società che ti priva della dignità umana e dei diritti fondamentali che, però, gli stessi governanti riconoscono a pieno titolo con vergognosi luoghi comuni e abusi dialettici, dinnanzi alle telecamere. Ciò con discorsi istituzionali fatti di parole che si disperdono nell’aria  immediatamente dopo essere state pronunciate. Non possiamo rimanere impassibili e non sapere di chi è la colpa! Non possiamo rifugiarsi dietro la falsa ed ipocrita espressione mediatica "crisi economica internazionale"! Ormai anche i bambini lo hanno capito. Perfino le pietre.

     Lo Stato Uccide!                                                                                                  

    Ebbene sì, lo Stato uccide! lo fa in maniera silenziosa, senza trovare un colpevole che possa scontare una pena, lo fa in modo subdolo, senza che nessuno possa gridare “giustizia”. La pseudo-crisi agisce sulle coscienze, sulle menti e sui corpi dei cittadini e ha la capacità di modificare la natura umana rendendola modellabile sulla base delle esigenze statali. Non c’è cosa più degradante di questa, soprattutto se spostiamo la nostra analisi su quanto la crisi economica possa incidere sulla famiglia: sia quella già formata, sia quella destinata a formarsi in un futuro. Non è casuale, infatti, che nell’ultimo anno il numero degli aborti sia aumentato in modo del tutto esponenziale, raggiungendo cifre allarmanti e rendendo crescente il numero di coppie di genitori mancati. In particolare, tra le cause principali che inducono le donne ad interrompere volontariamente la gravidanza, rientrano quelle legate a relazioni extramatrimoniali e tradimenti, diagnosi prenatali di patologie e sindromi. Ancor più gravi gli aborti praticati a giovani minorenni a causa di “figli indesiderati” e le gravidanze interrotte  a causa di problemi economici: la nuova bestiale realtà che dovremmo accettare come se nulla fosse!

    Aborti e Suicidi di Stato - Lo Stato Uccide

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Le dinamiche abortistiche in Italia                                                                 

    Il dato sconcertante – dall'analisi di ciò che accade in numerosi ospedali del Sud Italia – però, non è tanto il fatto che il numero di operazioni abortive sia aumentato, rispetto ad una decade fa, in valore assoluto (relativo quindi alla quantità di aborti) piuttosto colpisce in modo clamoroso con il quale le curve delle percentuali di incidenza (cioè le percentuali delle motivazioni per le quali si interrompe una gravidanza) stiano seguendo andamenti totalmente diversi rispetto al passato. Infatti, se rispetto al 2001 il numero delle interruzioni volontarie di gravidanza, legate a rapporti extraconiugali  e diagnosi prenatale, è pressocchè rimasto invariato, allarma in modo spaventoso il fatto che siano aumentati a dismisura gli aborti da parte di minorenni (appoggiate, quindi, dai propri genitori) e di famiglie con più di un figlio a carico. Coscienze sporche che, probabilmente, non riusciranno mai ad essere ripulite né dal tempo, né dalla vita. Solo Dio lo sa! Coscienze rese putride anche per colpa dello Stato che, silenziosamente – come fa lo scorpione con la sua preda – punge ed induce alla morte “facile”. Ciò per illudesi di scappare da una società che non ha a cuore il bene comune, ma solo la dimensione economica del suo essere.

      Sarà Pianto e Stridore di denti…                                                                      

    “Basta” a queste esecuzioni, a queste stragi di innocenti, a questi omicidi ed a questi orrendi crimini (i più grandi secondo Madre Teresa di Calculla) evitabili tranquillamente con un’adeguata attività istituzionale, sociale, etica, morale, culturale ed umana (ma soprattutto spitiruale) che ogni governante (ma anche ogni signola famiglia) dovrebbe portare avanti a tutela dei propri cittadini e dei propri "cari": quell’attività che, da troppo tempo, l’Italia ha posto come l'ultimo dei suoi pensieri privilegiando il dio denaro, gli oscuri progetti di cui sopra e la finanza internazionale. Prendiamo spunto ed esempio dalle famiglie numerose, che pur in questo inganno chiamato crisi, riscoprono ogni giorno il miracolo della vita. Un ultimo pensiero – infine – lo leviamo al neo-governo Letta,  e soprattutto al neo-ministro degli Esteri, abortista convinta (vedi foto, Anni '70) Emma Bonino (curiosamente al governo anche se i radicali non sono nemmeno riusciti ad entrare in Parlamento), prendendo in prestito un'espressione che Giovanni Paolo II usò nel suo discorso contro le mafie in Sicila, nella Valle dei Templi di Agrigento: "pentitevi e convertitevi! Non illudetevi di farla franca, non almeno davanti a Dio. Un giorno verrà il giudizio di Dio!". E allora aggiungiamo: "per i malvagi e gli assassini (abortisti ed istigatori alla morte) sarà pianto e stridore di denti". (Vangelo Secondo Matteo – Cap. 22, 1-14). Salvezza eterna per i giusti.

    Sergio Basile, Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)

                                                                                                                                                                                                                                                                                                 

     Video e Articoli Correlati  – Approfondimenti                                                                

    Sacralità della Vita e straordinaria Testimonianza di Gloria Polo

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    Sabato, Giugno 9th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Corte di Giustizia Europea / Lussemburgo / Roma / Fatima / Caracas Fecondazione Artificiale / Aborto / Sacralità della Vita / Convegno / Magna Carta / Nuova Italia / Legge 194 / Eugenia Roccella / La straordinaria esperienza di Gloria Polo / Gloria Polo […]

     

     

    Testimonianza di Gloria Polo – Prima Parte (Video)

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    Aborto – Discorso di Madre Teresa di Calcutta al Premio Nobel per la Pace (Video)

    Aborto: “Non uccidiamo il futuro, Viviamolo!”

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    Martedì, Maggio 15th / 2012 – di Maria Laura Barbuto –  Italia / Roma / Aborto / Interruzione di Gravidanza / Legge 194/1978 / Marcia per la vita / Vita / Feto / Nascite / Renato Zero / Madre Teresa di Calcutta / Alemanno / Binetti / Gasparri / De Lillo / Allam /  Il dono […]

     

    Ecco Perchè L’Europa Rema Contro la Famiglia – Un Piano Perseguito da Secoli

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    Lunedì, 25th Febbraio/ 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Famiglia Tradizionale / Unione Europea / Corte dei diritti umani / Strasburgo / Vienna / Coppie gay / Adozioni / Rispetto diritti umani / Discriminazione ed uguaglianza / Sentenza / Stati europei / Vita / Natura / madre e padre / Sionismo […]

    Francia – Manifestazioni di piazza in favore della Famiglia sedate con Lacrimogeni

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    Venerdì,  Aprile 5th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto –  Unione Europea / Francia / Parigi / Governo francese / Tutela coppie omosessuali / Famiglia / Adozioni gay / Manifestazioni di piazza / Etica / Morale / Matrimonio / Dimostranti francesi / La Manif pour tous / Homovox / Francois Hollande  Hollande impopolare: sposta l'attenzione dalla […]

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    Domenica, Gennaio 6th/ 2013 – di Franciscus Petragrammuli – – Associazione Culturale La Torre – – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi – Francia cattolici discriminati / Francia / Unione europea / cattolici / Civitas / francia / ministro / Omosessualità / patologia religiosa / persecuzione cattolici / rivoluzione francese / tradizionalisti / Manuel Valls / […]

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    Giovedì, Aprile 4th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto –  Mondo / Onu / Aborto / Interruzione volontaria di gravidanza / Vita / Morte innocenti / Genitori Mancati / Torture / Diritti umani / Trattamenti e pene crudeli / Rifiuto della vita / Rischi dell'aborto / Juan E. Mendez  Onu: "Negare l'aborto è una tortura!" […]

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    Venerdì,  Marzo 15th/ 2013 – di Silvia Barbuto – Gran Bretagna / Miracolo della VITA / Aborto / Gravidanza / Ru 486 / Vita / Mamma / Interruzione di gravidanza / Rischi pillola abortiva / Genitori  Il Miracolo della vita: Bimbo sopravvive a 3   tentativi di aborto La natura ed il disegno divino mettono ko la scienza: la […]

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    Martedì, 19th Marzo / 2013 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Belgio / Bruxelles / Eutanasia / Vita / Morte / Pratiche illegali / Medici / Legge / Illegalità delle cure somministrate per l'eutanasia / Bambini / Minorenni / Trionfo della morte / Morte indotta  / Malati di Alzheimer /Dominique Biarent  Estendere l'Eutanasia anche […]

     

    La Vergine Maria ad Anguera: “La Morte passerà dall’Italia. Un avvenimento simile accadrà a Lima”

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    Domenica, Aprile 21st/2013 – Messaggio della SS. Vergine Maria ad Anguera, Martedì 16 Aprile 2013 – Europa,  Italia, Brasile, Vergine Maria, Madonna di Anguera, Apparizioni Mariane, Chiesa, Benedetto XVI, Medjugorie, Martedì 16 Aprile, Pedro Régis, Messaggio, Morte, Tribolazioni per la Chiesa  Il Messaggio della Madonna ad Anguera: "La morte passerà dall'Italia" "Un avvenimento simile accadrà a Lima: […]

     

    Matrimoni Omosessuali imposti a tutti gli stati: Ecco la “Direzione Europea”, la Dittatura del Relativismo

    Matrimoni Omosessuali imposti a tutti gli stati: Ecco la “Direzione Europea”, la Dittatura del Relativismo

    Lunedì,  Marzo 11st/ 2013 – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Qui Europa – – Associazione Culturale la Torre –   Bruxelles, Adozioni, Bambini, Diritti, Elezioni, Gay, Matrimonio, Omosessuali, Unione Europea, Distruzione del Matrimonio tradizionale, Omobobia, Dittatura del Relativismo, Distruzione della Famiglia Tradizionale, Report sui Diritti Civili, Parlamento Europeo, Cristianesimo, Ateismo, Piano Mondialista per Distruggere la famiglia […]

    Democrazia in Israele – Razzismo, Sterilizzazioni e Violenze sugli Immigrati Etiopi Falasha

    Democrazia in Israele – Razzismo, Sterilizzazioni e Violenze sugli Immigrati Etiopi Falasha

    Venerdì, Gennaio 4th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto – israele falasha / Falasha jews of ethiopia / Democrazia in Israele – Razzismo, Sterilizzazioni e Violenze sugli Immigrati Etiopi Falascia / Esteri / Israele / Occidente / Stati Uniti / Tel Aviv / Razzismo / Sterilizzazioni / Violenze / Immigrati etiopi / Falascia /  Persecuzioni / Ebrei […]

    Ungheria – Si alla Vita e Sgambetto all’Aborto

    Ungheria – Si alla Vita e Sgambetto all’Aborto

    Lunedì, Ottobre 8th/ 2012  –  di Maria Laura Barbuto –  Europa / Unione Europea / Ungheria / Budapest / Aborto /  Diritto alla vita / Famiglia / Concepimento / Vittime / Genocidio / Madri / Figli / Genitori / Costituzione / Uno di Noi / Movimento per la vita / Antonio Socci / Madre Teresa […]

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

  • Vademecum su come Distruggere l’Economia di un Paese, tra Eurotruffa e Liberismo

    Vademecum su come Distruggere l’Economia di un Paese, tra Eurotruffa e Liberismo

    Mercoledì,  Marzo 27th/ 2013 

    – L'Editoriale di Ylenia De Marco e Sergio Basile 

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    Vademecum su come Distruggere l'Economia

    di un Paese, tra Eurotruffa e Liberismo

    Il Declino del "Made in Italy": dall'euro alle "ricette

    dei profeti del Liberismo"

    Un Nuovo modo di fare shopping: dalla rete, al market sotto casa.

    L'Analisi di "Qui Europa" e il "Modello Catanzaro"

     

    L'Editoriale di Sergio Basile e Ylenia De Marco 

    Italia - Liberismo ed Euro

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Un luogo comune chiamato "Crisi Economica" 

    Roma, Catanzaro – Ormai l'ingannevole espressione "crisi economica" è entrata a far parte del nostro quotidiano, grazie soprattutto all'incessante martellamento mediatico dei TG: media che – per contro – non dicono assolutamente nulla sul reale motivo del declino dell'Italia, cioè sulla "Truffa dell'Eurozona", ma ci suggeriscono addirittura metodi "alternativi" protesi ad una lenta ed inesorabile decrescita verso il baratro. Molti la chiamano "Decrescita Felice" (Vedi articolo in allegato – Ecco perchè non crediamo alla Teoria della Decrescita Felice).

     Eurozona: la tempesta perfetta nel mare del liberismo 

    Eurozona che fin dal 2002, dietro il paravento di un presunto "benessere economico" profetizzato dai padrini della moneta unica (vedi Romano Prodi) ci ha costretto ad accettare "allegramente" un tasso d'inflazione pari al 100%, comprimendo drasticamente fin da allora il livello dei consumi. Altro che crisi internazionali e contagi! Questa è stata una truffa, e continua ad esserlo! Mentre a Roma si discute e litiga ancora per le poltrone e i "figli del porcellum" (senza essersi dati una legge elettorale seria, hanno gettato il Paese in uno stato di strategica, quanto anacronistica sospensione democratica) è ormai all’ordine del giorno vedere apposte sulle vetrine dei negozi e sulle saracinesche serrate delle attività commerciali più disparate la scritta “vendesi". Ciò accade anche per quegli esercizi fino a ieri considerati solidissimi e per quelle aziende leader nei rispettivi settori. Sono circa 1000 le società che ogni giorno chiudono o falliscono. Secondo una recente indagine Istat, ne chiuderebbe una ogni 5 minuti.

     I Parchi Commerciali e il "Modello Catanzaro" 

    Accanto alla tempesta dell'Eurozona (alimentata a dovere dal Sistema Target2 – Vedi allegato)  uno dei fenomeni più preoccupanti di questa deriva liberista è, in aggiunta, la proliferazione di parchi commerciali di ogni sorta, che sorgono come funghi quasi in ogni angolo delle città. Esempio emblematico – nel Sud Italia – è il capoluogo della regione Calabria, Catanzaro: il centro storico e il corso sono sempre più vuoti, mentre il cuore pulsante della città batte ormai all'interrno dei suddetti poli commerciali, a discapito delle attività storiche del centro e ad vantaggio di multinazionali come Decathlon, Mediaworld e Auchan. Colossi commerciali esteri che tra l'altro – spesso e volentieri – non versano allo Stato neanche un euro di IVA, corrisposta al 4% negli stati – come il Lussemburgo – ospitanti le sedi legali delle medesime società (Vedi Auchan).

     Il Paradiso delle lobby e l'altra crisi 

    Ma se da una parte i parchi commerciali sono luoghi di svago e di divertimento viste le varie attività che offrono al loro interno, dall’altra – dunque – vanno a contrastare con la sopravvivenza dei piccoli distributori. Un tempo era piacevole fare la spesa nel market sotto casa  o passare dal fruttivendolo o dal pescivendolo di fiducia per farsi consigliare la "roba più fresca". C'era un qualcosa di quasi poetico e familiare in tutto ciò. Oggi invece si preferisce comprare qualsiasi cosa, dal genere alimentare ai prodotti di igiene domestica o personale, nei supermercati “sottocosto” come i discount. Si pensi alla tedesca "Eurospin", che col pretesto della crisi indotta dell'Eurozona ha moltiplicato i propri fatturati lanciandosi con successo in una sorta di colonizzazione del mercato italiano, a discapito del "Made in Italy". Una famiglia composta da più di tre persone difficilmente riesce ad arrivare a fine mese, considerando il fatto che il più delle volte è solo il capo famiglia a lavorare e a mantenere la moglie e la prole. Per illudersi di contrastare la crisi si preferisce dunque la quantità alla qualità, cosa che alcune volte va a discapito della propria salute fisica. Si pensi al successo del Made in China ed alla vendita di massa di prodotti spesso cancerogeni realizzati con materie prime contaminate o scarti di lavorazioni chimiche altamente nocivi (Vedi articolo in allegato – Cina: I Villaggi del Cancro).

     Italia – Siamo finiti nella Rete 

    Con le nuove tecnologie poi, è facile acquistare tutto tramite internet e spesso basta un click per avere in pochi giorni a casa un nuovo paio di scarpe o un intero guardaroba. Il punto principale – come nota anche Confesercenti – e che solo nei primi mesi del 2013 in Italia hanno chiuso quasi 10.000 negozi e il trend – come detto – va peggiorando. Altro che crescita! Inoltre c'è da dire come la scomparsa dei piccoli distributori vada ad incidere negativamente sui processi concorrenziali. Minori sono gli attori commerciali in uno specifica area geografica, maggiore potrebbe essere la tentazione ad alzare i prezzi, operando in regimi di  mercato di "quasi monopolio". Le statistiche parlano chiaro: se al Sud il fenomeno in questione è più contenuto, vista la "mentalità meridionale" che vede in genere passare il testimone delle piccole attività familiari di generazione in generazione, dal bisnonno al pronipote; al Nord e al Centro invece si registrano sconcertanti cali nell’apertura di nuove attività commerciali con crolli del 50%.  Se da una parte è vero che acquistare su un sito internet permette di risparmiare tempo e denaro, è anche vero che non è possibile carpire tramite una foto la qualità di un prodotto, in quanto vengono meno fattori primari nell’acqusto come la vestibilità di un capo e la qualità del tessuto che non possiamo toccare con mano. Ma anche i profumi, gli aromi, la densità ed i colori: si pensi ad esempio alla vendita on-line di generi alimentari essenziali come  il vino e l'olio d'oliva. Molti siti spacciano prodotti per biologici vendendoli magari a 3 euro al litro, bottiglia compresa. Ma siamo matti! Mi chiedo dove andremo se continueremo indefessamente a perseverare in questo nuovo modo di fare shopping;  o se continueremo ad accontentarci di un cibo sottomarca che nella maggiorparte dei casi non soddisferà le nostre esigenze, invece di aiutarci l’un l’altro ritornando ai vecchi tempi, e magari tornando a coltivare sia i nostri orti, che i "rapporti umani" coi nostri simili, nei market sotto casa.

    Ylenia De Marco, Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Grecia, Recessione al 5% – Ministero della Difesa occupato dai leoni feriti della Hellenic Shipyards

    Grecia, Recessione al 5% – Ministero della Difesa occupato dai leoni feriti della Hellenic Shipyards

    Sabato,  Ottobre 6th/ 2012 

    – di Sergio Basile –

    Grecia / Atene / Manifestazione contro il governo / polizia / crisi economica / scontri / governo greco / Troika / Bce /  tagli allo stato sociale / tasse / Fmi / rivolta / Antonis Samaras / sciopero /  Grecia / categorie sociali in rivolta / feriti / indignados / Rivoluzione / Nuova Costituzione / Dimissioni del Governo / Dimissioni del Parlamento / Hellenic Shipyards / Recessione / Ministero della Difesa / Ministero della Sanità / I nuovi Hitler / Manuel Barroso / Christine Lagarde / Mario Draghi / Herman Van Rompuy / Antonis Samaras / Qui Europa / Sergio Basile / Sciopera Generale in Grecia 

    Grecia, Recessione al 5% – Ministero della

    Difesa occupato dai leoni feriti della

    Hellenic Shipyards

    Nuovi aspri scontri di operai e medici contro i

    macellai della troika e i tagli governativi

    Indiscrezioni dalla stampa francese: "La Grecia potrebbe

    garantire gli aiuti con le riserve di gas di cui dispone".

    In vista nuovo sciopero generale per 17 e 18 Ottobre

    Grecia, Occupato il Ministero della Difesa

    Atene – Recessione al 5%Non è un dato sballato fuoriuscito da un calcolatore elettronico in tilt, ma bensì è l'amara realtà delle stime sull'economia ellenica, nell'era dell'Eurozona e dei vampiri della Troika. Intanto nelle ultime ore nuovi aspri scontri si sono registrati al Pireo – zona portuale di Atene – dove un centinaio di lavoratori dei cantieri navali dell’Hellenic Shipyards, azienda in odore di fallimento, sono tornati in pazza per protestare contro i nuovi tagli ai salari,  decisi dal governo Samaras su imposizione della solita "bestiale" Troika (Ue, Bce, Fmi).

     L'Odissea della Hellenic Shipyards 

    Storia davvero singolare quella dell'azienda greca, che già era stata venduta  nel 2010 dal gruppo tedesco ThyssenKrupp, al gruppo Abu Dhabi Mar. Ma i lavoratori dell'Hellenic Shipyards dimostrandosi solidali con il resto della popolazione ellenica, hanno rivendicato anche giustizia in merito alla  macelleria sociale fatta attraverso il gravissimo sfoltimento delle pensioni, mediante l'attuazione di privatizzazioni insensate a favore della speculazione estera, e soprattutto verso gli stipendi da terzo mondo che – tra l'altro – spesso e volentieri non vengono neppure pagati. Eppure – come puntualmente nota, stamane, la stampa francese – una domanda sorge spontanea: "ma la Grecia non potrebbe garantire il suo debito attraverso le ingenti riserve di gas di cui dispone, anziché avviare tali misure disumane e recessive?

     Ministeri sotto assedio 

    Ma andiamo ai fatti, e che fatti! Nelle scorse ore la protesta per la prima volta si è spostata addirittura all'interno di un palazzo istituzionale: i lavoratori del gruppo, infatti, eludendo ed in parte forzando la sorveglianza, come leoni feriti, sono irrotti all'interno del Ministero della Difesa, facendo vivere a tutta la popolazione greca incollata alla tv, lunghe ore di altissima tensione. Tensioni anche dinnanzi al Ministero della Sanità, per la protesta dei medici e del personale ospedaliero, denuncianti la distruzione del "Sistema Nazionale della Sanità e degli ospedali pubblici” ad opera dei padroni illegittimi dell'Europa. I nuovi dittatori (a tutti gli effetti, e senza eufemismi di sorta) dei popoli del Vecchio Continente. Intanto le forse sociali si stanno mobilitando attraverso una febbrile organizzazione per dar luogo ad una nuova giornata di sciopero generale per il 17 e 18 ottobre.  .

     Dramma Grecia – Le soluzioni ci sono, ma non si vogliono prendere 

    Ma la pazzia dittatoriale dei nuovi "Hitler" della Troika (Barroso, Van Rompuy, Lagarde e Draghi) – fautori di una dittatura di tipo economico-finanziario – non si è fermata neppure dinnanzi a tali proteste, ma anzi ha rincarato la dose, annunciando – sempre nelle ultime ore – un aumento dei tagli previsti nel 2013 e – addirittura –  l’approvazione di un nuovo pacchetto di austerità che permetterà – pensate un pò – l'accesso a "nuovi aiuti da usuraio". E pensare che basterebbe  abbandonare l'iniquo e subdolo sistema europeo di regolazione interbancaria "Target 2" (vedi approfondimento in allegato) o rinazionalizzare la Banca Nazionale ellenica, riformare il Trattato di Lisbona (Art.123) ed abbandonare l'Eurozona atraverso forme di "uscita" progressive e controllate per risolvere la situazione. Ma l'Europa dei tecnocrati preferisce far finta di niente, e continuare a tirare la corda, alla faccia dei principi di sussiduarietà ed uguaglianza tanto decantati dagli stessi trattati europei (completamente traditi) e dei diritti umani.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Martedì, Luglio 24th/ 2012  – di Mario Luongo – Crisi economica Spagna / Mariano Rajoy / Sistema amministrativo spagnolo / Partito popolare / Andalusia / Consiglio di politica fiscale e finanziaria / Spending review / Bilanci truccati / Madrid / Valencia / Catalogna / Mercati obbligazionari / Titoli di Stato / Belgio /  Rapporto tra […]

    Farsa Spagna – 100 miliardi di ricapitalizzazioni bancarie

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    Venerdì, Luglio 20th/ 2012 – di Sergio Basile – Spagna / Crisi Eurozona / Ue / Consiglio europeo / Cristobal Montoro / Olli Rehn / Mariano Rajoy / Proteste e manifestazioni pubbliche / Manuel Barroso / Ricapitaliazzazioni bancarie / 1000 miliardi / Wolfgang Schaeuble / Bendestag / Vittorio Grilli / Giorgio Squinzi / Debitocrazia / Furto legalizzato […]

    Madrid: La “Marcia Negra” avanza contro l’Europa dell’Austerity

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    Giovedì, Luglio 12th/ 2012 – di Vincenzo Folino – Spagna / Madrid / Mariano Rajoy / Manovra / Euro / Marcia Nera / Tagli / Movimento di protesta / Soppressione della tredicesima / Dipendenti statali / Austerity / Iva al 21% / Minatori spagnoli  Spagna: varata una nuova manovra da 65 miliardi di euro Madrid monta […]

    Europa in fermento: qualcosa finalmente si smuove

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    Giovedì,  Luglio 12th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Germania / Finlandia / Olanda / Romania / Euro / Crisi economica / Esm / fiscal compact / Andreas Vosskule /  Jyrki Katainen / agenzie rating / Badescu / Usl / referendum popolare / malcontento / Fmi / Venti nuovi in Europa: […]

    Grecia – Barroso chiama, Samaras si dà per Malato

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    Domenica, Giugno 25th / 2012 – di Silvia Laporta – Eurozona / Elezioni Grecia / Grecia / Atene / Unione europea / Commissione europea / Bruxelles / Governo di Coalizione Greca / Nea Dimokratia / Pasok / partito socialista / partito di centro destra / crisi / economia / collasso economico/  Sinistra Democratica / Evangelos Venizelos / […]

    Grecia – Syriza “festeggia”: +700% rispetto al 2009

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    Mercoledì, Giugno 20th / 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Eurozona / Grecia / Italia / Germania / Spagna / Economia / Banche e finanza / Strategie / Accentramento Ue / Contro informazione / Proposte / Qui Europa / Syryza / Nuova Democrazia / Pasok / Alexis Tsipras / Paolo Ferrero / […]

    La Spagna, il Rating e il pozzo senza fondo del debito – Prossima vittima l’Italia?

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    Giovedì,  Giugno 14th / 2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta – Spagna / Eurozona / Declassamento / Rating / Fitch / Commissione Ue / Speculazione / Sistema perverso / Strategie mercatiste dittatoriali / Italia / Debito fittizio / Pozzo senza fondo / Il pozzo senza fondo della speculazione / Il debito senza fine  Spagna: i […]

    100 miliardi per ingrassare banche Spagnole – Pagano anche Italiani

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    Martedì, Giugno 12th / 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Spagna / Banche e Finanza / Frode Ue / Frob / Stratagemma del governo spagnolo / Mariano Rajoy / Anche l'Italia paga per le banche spagnole / Piigs / Grecia / Irlanda / Italia / Mario Monti / Governo servo dei banchieri / Dittatura […]

    Spagna – La truffa del “salvataggio”

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    Martedì, Giugno 12th / 2012 – di Sergio Basile – Spagna / Unione europea / Aiuti alle banche / 100 miliardi dui euro / Il più grande regalo della storia dell'Europa fatto alle banche / Troika / Madrid / Banca e Finanza / Pseudo-crisi / Bankia / Inganno / Truffa / Dittatura delle banche / […]

    I mercati minacciano Madrid – Rajoy s’inchina ai banksters

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    Martedì, Maggio 29th /  2012 – di Silvia Laporta – Spagna / Madrid / Crisi Ue / Eurozona / Unione europea / Debtocracy / Mariano Rajoy / Bankia / Aiutare le povere banche / Dittatura dello spread / Diktak del rating / Alibi / Paradossi della casta bancaria / Controinformazione / Qui Europa / Fallimento dell'economia europea / […]

    Grecia – Debtocracy: Cittadini, non siete responsabili? Bene! Allora pagate il conto

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    Martedì, Maggio 29th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione europea / Commissione Europea / Consiglio europeo / Bruxelles / Grecia / Atene / Crisi / Banche / Finanziamenti / Piano di aiuti / Trojka / Economia / Pil / Debito pubblico / Barroso / Van Rompuy / Debitocrazia / Herman Van Rompuy […]

    L’Ue dei banksters e delle lobbies teme l’evasione greca

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    Venerdì, Maggio 25th / 2012 – di Sergio Basile –   Unione europea / Eurovertice / Consiglio europeo / Grecia / Eurozona / Fallimenti Ue / Troika / Commissione europea / Fondo Monetario Internazionale / Bce / Bundesbank / Washington / Christine Lagarde / Mario Draghi / José Manuel Barroso / Angela Merkel / Lucas […]

    Troika e Merkel, dal G8, tentano l’ultima carta per ingabbiare la Grecia

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    Sabato, Maggio 19th / 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Unione europea / Grecia / Troika / Ue / Bce / Fmi / Karel De Gucht / Antonio Tajani / Atene / Camp David / G8 / Angela Merkel / Austerity / Debtocracy / Paul Krugman / Fuoriuscita dall'Eurozona / Strategia di exit / Regno […]

    Grecia – La rinascita di Afrodite e l’anima dell’Europa

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    Mercoledì, Maggio 16th / 2012 –  di Domenico Apicella – Unione europea / Eurozona / Euro / Grecia / Germania / Democrazia / Tecnocrazia / Germania / Dracma / Troika / Europa senz’anima / Comunità / Polis / Araba fenice / Antica Grecia / Rinascita / Anima europea / Istanze popolari / Partiti politici greci […]

    La Grecia, la Merkel e l’era del “Nazismo Bianco”

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    Giovedì, Maggio 10th / 2012 – di Sergio Basile e Franco De Domenico –  Europa / Germania / Grecia / Francia / Euro / Mario Monti / Romano Prodi / Surplus / Nicolas Sarkozy / Crisi / Lira / Marco / Nazismo Bianco /  Lucas Papademos / Armamenti / Industria bellicas / Scandali / Perdita […]

    Grecia: cavia del fallimentare neo-liberismo

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    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Silvia Laporta – Unione Europea / Grecia / Crisi / Governi Ue / Neo-liberismo / Nuova Democrazia / Pasok / Vassilis Primikiris / Syrizia / Berlinguer / Fallimento dei tecnocrati / Troika / Eurozona / Fallimento del dogmatismo neo-liberal / Abolizione del piano di Salvataggio / Austerity / […]

    La rivincita dell’Olimpo

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    Lunedì, Maggio 7th/ 2012 – di Sergio Basile – Grecia / Crisi Ue / Elezioni / Voto di protesta / Atene / Fondo Monetario Internazionale / Troika / Lucas Papademos / Destrra / Nuova democrazia / Sconfitta dell'austerity / Governo di unità nazionale / Governo tecnico / Rivincita / Aiuti   Atene / Merkel / Lagarde […]

    Tragedia Greca – l’Olimpo cede agli dei della Troika

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    Venerdì, Aprile 27th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Grecia / Atene / Ocse / Troika / Crisi / Lavoro / Disoccupazione / Suicidi / Pensione / Tagli / Giovani / Pasok / Chrisoxoidis / Polibos / Metoikidis  / Perdita delle radici cristiane dell'Europa  La Grecia nelle sabbie mobili della crisi […]

    Grecia – l’altra crisi: quella dell’infanzia

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    Venerdì, Aprile 27th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Commissione Europea / Grecia /Atene / Crisi / Minori / Soglia di Povertà / Lavoro Minorile / Esclusione Sociale / Reddito Minino / Unicef / La condizione dell’infanzia in Grecia 2012 / Eapn / Barroso  Grecia: la vera crisi è quella dell’infanzia […]

    Italia-Spagna: Guerra tecnocratica

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    Giovedì, Aprile 12th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Spagna / eurozona / Unione Europea / Crisi / Spread / Investitori / Debito Pubblico / El Mundo / Monti / Rajoy / Pagliuzza e trave / Spread  Italia-Spagna: colpi bassi a suon di dichiarazioni  El Mundo: "E’ una guerra sporca!" Rajoy […]

    Madrid sotto assedio – Tagli e diktat

    Madrid sotto assedio – Tagli e diktat

    Mercoledì, Aprile 11th/ 2012 – di Sergio Basile –  Spagna / Crisi Ue / Eurozona / Euro / Commissione europea / Approvazione tagli / Madrid / Misure di Austerity / Olivier Bailly / Governo Rajoy / Governo Zapatero / Dittatuta del mercato / Democrazia / Spread / Deficit regionale / Eurostat /  Dopo Lisbona, nuove […]

    Bilancio: Bruxelles bacchetta Madrid

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    Lunedì, Marzo 5th / 2012 Commissione europea / Commissione Affari / Spagna / Bilancio / Rehn / Rajoy Bilancio: Bruxelles bacchetta Madrid Scostamento rispetto a 2011 Bruxelles – Nelle scorse ore il commissario Ue agli Affari Economici e Monetari, Olli Rehn, tramite il suo portavoce Amadeu Altafaj, ha espresso le sue perplessità sulla situazione di […]

    Grecia: sovranità nazionale da 130 miliardi?

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    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Grecia / Commissione Ue / Eurogruppo / Debito / Crisi / Papademos / Barroso   Grecia: sovranità nazionale da 130 miliardi ? N0n convine l'accordo "Salva-Grecia" Atene – E’ stato raggiunto, la notte scorsa, l’accordo Salva-Grecia che prevede, da parte dell’Unione Europea un prestito […]

    Grecia verso nuova crisi: il “prestito” solo un palliativo

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    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012 Grecia / Eurogruppo / Crisi Ue / Debito / Prestiti / Contagio / Paliativo / Katseli   Grecia verso nuova crisi:  il "prestito" solo un paliativo L'analisi dell'ex-ministro del Lavoro, Katseli: "La Grecia difficilmente tornerà ad essere uno stato sovrano" Atene – Probabilmente la Grecia si salverà per un pò […]

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    Mercoledì, Febbraio 8th / 2012 Troika / Crisi Ue / Grecia / Atene / Default / G20 / Nuovo Ordine Mondiale / Crisi / Now / Banksters / New Order World / Default / Corriere della Sera  La culla della civiltà, verso il fallimento La patria di Platone e Socrate verso un Nuovo Ordine Mondiale  […]

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    Martedì, Febbraio 7th / 2012 Crisi Ue / Grecia / Atene / Euro Salvare Atene senza uccidere l'euro: qualcuno ci crede ancora  Usa ed Europa: pronti gli avvoltoi della speculazione Pressioni su Papademos di Merkel e Sarkozy: "Non ha scelta!” Atene – Da 150 a 250 miliardi di euro di passivo.. Queste le cifre deprimenti […]

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  • Basilea 3 e la nuova ricetta per cambiare il settore bancario? Diffidiamo!

    Basilea 3 e la nuova ricetta per cambiare il settore bancario? Diffidiamo!

    Giovedì, Ottobre 4th/ 2012

    – di Sergio Basile e Silvia Laporta –

    Banche / Basilea 3 / Settore Bancario / riforma Banche / Josè Barroso / Ue / crisi economica / Banca centrale finlandese / Erkii Liikanen / presidente del mercato interno Michel Barnier / borsa / speculazioni bancarie / Basilea 3 / Confindustria/ Abi/ Cooperative/  rete imprese Italia / Antonio Tagliani / Pmi / assets bancari 

    Basilea 3 e la nuova ricetta per cambiare

    il settore bancario? Diffidiamo!

    Separare il settore bancario da quello

    dell'investimento

    Intanto Confindustria,  Abi, Cooperative e "Rete Imprese

    Italia"  scrivono una lettera a  Barroso per dissentire

    dalle nuove riforme di Basilea 3

     

    di Sergio Basile e Silvia Laporta

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Deriva Basilea 3                                                                                                             

    Bruxelles – Ristrutturare il settore bancario. E' questo il proposito avanzato da un gruppo di alto livello di 11 persone presiedute dal governatore della Banca Centrale Finlandese, Erkii Liikanen, incaricato un anno orsono –  dal commissario europeo del mercato interno Michel Barnier –  di proporre un assetto nuovo rispetto al precedente, per evitare che ulteriori crisi finanziarie e bancarie sconquassino l'Europa, già completamente dissanguata.  Erkii Liikanen – almeno nei suoi trionfalistici proclami delle ultime ore – vuole modificare il sistema bancario per renderlo più "sicuro, stabile, efficiente e al servizio delle esigenze dei cittadini e dell'economia", come egli stesso afferma. Per ora le sue sono proposte, che promette di trasformare in vere e proprie ordinanze entro l'estate, rimangono delle idee. Un'impresa ardua. Ci sarà da fidarsi? In cosa consiste il cambiamento dell'assetto bancario ad opera di Liikanen?

      La proposta di Liikanen                                                                                             

    L'idea – per altro già paventata da economisti e osservatori internazionali, da mesi – è quella di imporre una separazione netta tra attività di servizio al risparmio e alle imprese e quella di trading ed azioni di borsa o derivati; creando per quest'ultima un'entità legale separata, sempre all'interno dello stesso gruppo bancario. I soldi dei risparmiatori, quindi, non dovrebbero più essere usati per speculazioni o qualsiasi altro tipo di investimento pericoloso. Il gruppo di Liikanen, tuttavia, non chiede lo smembramento delle grandi banche ma solo una separazione interna. C'è da dire che questa separazione scatterebbe solo al di sopra di una certa soglia, ossia " solo qualora gli assets bancari detenuti per il trading disponibile per la vendita eccedessero la soglia del 15-25 % degli assets totali dell'istituto di credito o una somma di 100 miliardi di euro. In una seconda fase – ribadisce Liikanen – starà ai supervisori determinare la necessità di separazione sulla base di una quota degli assets ai quali sarebbe implicato tale principio ".

     Revisione dei requisiti di capitale Minimo                                                           

    Ma questa non è la sola proposta di riforma giunta dalla Finlandia e dall'europeista. Il gruppo presieduto da Liikanen chiede inoltre una revisione dei requisiti di capitale minimo di alta qualità per le operazioni di trading di azioni  e per i prestiti immobiliari. Un'altra proposta è quella di limitare i bonus ai manager o di versarli in forma di azioni del gruppo: in questo modo sarà il manager in prima persona a pagare per i propri errori e per le proprie politiche speculative, qualora ce ne fossero.

     Una letterina a Barroso                                                                                               

    Nel frattempo industria e banche vanno  – per usare un eufemismo – contro Josè Barroso, presidente della Commissione Ue,  e contro i commissari Ue all'Industria – Antonio Tajani – e al Mercato Interno – Michel Barner – per sostenere la posizione delle Pmi, nell'ambito del meccanismo di sconto di Basilea 3. Infatti, con un meccanismo di sconto nel calcolo degli assets ponderati per il rischio assunto dalle banche per i prestiti, questo stesso fantomatico sconto pari al 23,81% non avrebbe gli effetti desiderati. Confindustria, Abi, Alleanza Cooperative e Rete imprese Italia nelle scorse ore hanno dunque scritto una lettera indirizzata alla Commissione europea nella quale hanno spiegato come "la nuova versione del fattore di sostegno delle piccole e medie imprese darà pochi vantaggi a quelle banche che operano in paesi a bassa crescita e un forte supporto la dove ce n'è meno bisogno".

     Basilea 3 – Il Nocciolo del problema                                                                       

    Ma il vero nocciolo del problema a nostro avviso, sta proprio nel cosiddetto “Pmi Supporting Factor”, ovvero il presunto fattore di sconto per l’accesso al credito, rivolto alle piccole e medie imprese, che in teoria dovrebbe permettere agli istituti di credito di operare con maggiore libertà nella concessione dei prestiti alle piccole e medie imprese. Cosa finora rimasta una lontana chimera, visto il meschino e gravissimo fenomeno del credit crunch: stretta del credito, che strozza l'Europa avallando dismissioni, privatizzazioni, fallimenti e speculazioni aggiuntive. Basilea 3, in tutto questo, resta oggi quel "sacro ed inviolabile regolamento delle banche sovrane" fuori dal mondo reale e dai problemi del tessuto economico e sociale che ruotano intorno a famiglie e imprese. Ciò continuando a legittimare l’innalzamento del capitale che le banche  devono detenere (passato come pochi in Italia sanno, dall’8%  al 10,2% del patrimonio) per aumentare – secondo la casta tecnocratica europea – “la stabilità del sistema bancario e la sua capacità di assorbire le perdite”, scongiurando – secondo la retorica più becera – l’innescarsi di altri focolai di crisi. Ma questo è quello che dicono loro – i membri della casta bancaria  al potere, ed i maggiordomi sottostanti –  gli inquilini dei lussuosi e dispendiosi palazzi di Bruxelles e Strasburgo, compresa la maggioranza delle caste che si annidano tra i banchi dell'Europarlamento: oggi pronti ad avallare il mostro nascente dell'Unione Bancaria; ieri ad innalzare i coefficienti di Risarva Patrioniale delle stesse banche. Paradossale, ma vero!

       La dittatura delle banche  e il "Caso Equitalia"                                                 

    La verità è che – come denunciato dall'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa" – ciò sta favorendo la nascita di una vera e propria dittatura finanziaria. Non a caso, sull'altro fronte – quello nazionale, ad esempio – c'è da notare come il 50% circa delle azioni di Equitalia (l'azienda più odiata dagli Italiani) sia oggi nelle mani delle stesse banche, che prima chiudono i rubinetti del credito, e poi lucrano sugli interessi passivi maturati sugli scoperti e sulle disgrazie degli Italiani. Basilea 3, non fa altro che regalare la piena autonomia alle banche, dunque. In questo modo, infatti, si fornisce  loro un insolito e pericoloso arbitrio: quello di decidere autonomamente di chiudere o limitare il “rubinetto del credito” da erogare. Ma non spettava al popolo ed ai suoi rappresentanti decidere ciò?

     La cancrena del Credit Crunch                                                                                 

    Il "Credit Crunch", in tal contesto, non è un fenomeno naturale della crisi, ma bensì uno scellerato patto tra lobby bancarie (le stesse che oggi, in effetti controllano la stessa BCE)  in base al quale per adeguarsi all’accordo, le banche, o raccolgono nuovo capitale, oppure riducono – come sta avvevendo da mesi a questa parte – le attività di portafoglio, aumentando tra l'altro il costo del credito. Se non è dittatura questa? Il problema è come trasmettere il messaggio ad un Europarlamento che sembra essere sordo, cieco e muto. E' questa la vera sfida del 2013.

      Sovranità monetaria rubata – Il Vero dramma dell'Europa                           

    In tal contesto l’azione del suddetto Pmi Supporting Factor, mirerebbe in teoria – ma solo in teoria – proprio a ridurre la quantità di capitale che le banche devono accantonare per statuto  per i crediti erogati alle piccole e medie imprese. Ciò in virtù di uno speciale moltiplicatore, pari al 76,19%, per far si che per i prestiti alle Pmi siano concessi con uno sconto tale da  consentire che l’accantonamento di capitale resti invariato rispetto alle norme attualmente in vigore. Ma il vero problema è che le norme attualmente in vigore non hanno proprio nulla di democratico. Come nulla di democratico ha il fatto che la BCE non finanzi direttamente gli stati ma si serva delle banche private, alimentando in maniera esponenziale il debito npubblico degli stati stessi. Sono queste le vere manovre da affrontare.

     Politici in TV – Diffidate dai venditori di Fumo!                                                  

    E questo i nostri politici venditori di fumo dovrebbero saperlo bene, ma persistono nel far finta di niente, riempiendoci la testa con i mali assoluti dell'evasione fiscale. Ed arrovellandosi su finti problemi legati a nuovi provvidenziali tagli o all'innalzamento dell'aliquota IVA. Buffonate, ovviamente! Populismo, puro ignorante e fastidioso populismo! E di populismo sono ricche le ultme dichiarazioni pro-euro di Giorgio Napolitano, riportate nell'articolo di ieri da "Qui Europa": in quest'ottica primo streguo e strategico difensore della perdita della sovranità monetaria, e di conseguenza della speculazione bancaria.

    Sergio Basile, Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Venerdì, Agosto 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Europa / Unione europea / Eurozona / Euro / Hans Magnus Enzensberger / L'Espresso / Romano Prodi / Mario Monti / Mario Draghi / Angela Merkel / Signorotti / Padroni dell'Europa / Neo-colonialismo / Imperialismo Usa / Adolf Hitler / Barack Obama / Ronald Reagan / […]

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    Lunedì, Agosto 27th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile – Europa / Italia / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Banche Centrali / Signoraggio / Banca d’Inghilterra / Banca d’Italia / Lira / Conio / Louis Even / William Paterson / Debito illegale / Legge 262/2005 / Mario Monti / John Kennedy / Carlo Azeglio […]

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    Sabato, Agosto 17th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / […]

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    Sabato, Luglio 4th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea/ Europa / Italia / Finanza / Economia / Interessi / Mutui / Manipolazione indici / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Scandalo Libor / Libor / Euribor / Barclays / Procura di Trani / Antitrust / Avaz / Indici truccati: scandalo in […]

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    Sabato, Agosto 4th/ 2012 – di Silvia Laporta –  Eurozona / Germania / Berlino / Merkel / La Bild / Hollande / Draghi / Eurozona / Banche / Moneta unica / Friedrich Sell / Hans Werner Sinn / Financial Times / Bulgaria / Fondo Monetario Internazionale / Piigs / Informazione / Crisi economica  / Euribor / Target […]

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    Mercoledì, Luglio 25th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Eurozona / Banche e Finanza / Ruolo della BCE / SEBC / Acquisto bond / Crisi fittizia e speculativa / Thomas Sankara / Mario Draghi / Mario Monti / Euro-gabbia / Neo-colonialismo / Norvegia / Corona norvegese / Austerity / Bugie / Schiavizzazione […]

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    Martedì, Giugno 26th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

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    Giovedi, Giugno 21th / 2012 – Reportage-Inchiesta, di Sergio Basile e Silvia Laporta  – Italia / Eurozona / Tasse / Federalismo / Regione Veneto / Luca Zaia / Debito / Debito pubblico / Crisi / Banche / Miliardi di euro / Unione Europea/ Germania / Spagna / Grecia / imprese / Piigs / Debito illegale / Economia della truffa / Silvia Laporta […]

     

  • Schiavi europei, da oggi attenti a quello che mangiate

    Schiavi europei, da oggi attenti a quello che mangiate

    Venerdì, Settembre 28th/ 2012 

    – di Silvia Laporta –

    Parlamento europeo / Unione Europea / Schiavi europei / Mangiare sano / carne / pesce / orgine controllata / abolizione del marchio di qualità / prodotti ittici / Angelo Rosso / European Joint Research Center  / Massimo Gallesio / Carmen Fraga / Europarlmento / Lobby / Iva / Crisi economica / Cooperativa Agricola Buschese / Coonfcoperative Cuneo / OGM / DNA 

    Schiavi europei, da oggi attenti a quello

    che mangiate!

    Né carne né pesce: addio ai bovini di origine

    controllata e contraddizioni sui prodotti ittici

    Il Parlamento europeo danneggia la zootecnica

    per  gli interessi delle lobbies

    Non bastavano già l'inganno del Debito e l'Austerity?

    Bruxelles – Si sa che in Unione europea i parlamentari hanno sempre attuato politiche “mangerecce”, nel senso che spesso e volentieri hanno cercato di anteporre esplicitamente il bene della casta, sul bene dei cittadini. Ma portare gli interessi delle Lobby anche a tavola – nel vero senso della parola –  sembra un tantino esagerato anche per loro! Senza dimenticare tuttavia il già ampliamente accettato ed avallato lancio e sdoganamento dei dannosissimi cibi OGM, che – come denunciato finora dall'Osservatorio Nazionale sulle politiche dell'Ue, "Qui Europa" in molti articoli – recherebbe addirittura alterazioni al Dna umano. Politiche, quelle della diffusione dei ciBi Ogm, promosse da numerosissime lobbies d'oltreoceano e finanche da pseudo-sette filo-Usa come gli stessi "Testimoni di Geova".

     Indecente Stop all'etichetta sui bovini 

    Ma di nuovo ora cosa bolle nel pentolone europeo? Di cosa stiamo parlando? Semplice! Di un provvedimento pericoloso, quanto assurdo: lo stop all’etichetta sui boviniApprovato dal Parlamento Europeo la scorsa settimana, il provvedimento, mette la parola fine alla qualità e garanzia di sicurezza dei cibi, incontrando, ovviamente, lo scontento di chi considera la qualità e la garanzia di sicurezza uno degli strumenti primari di certificazione di un prodotto; di chi rispetta e gratifica il consumatore

     Abolizione del marchio di garanzia – Zootecnia alla deriva 

    Così Angelo Rosso, presidente della Cooperativa agricola Buschese, aderente a Coonfcoperative Cuneo, nelle scorse ore ha criticato duramente la disdarmante linea   adottata da Strasburgo e dalla maggioranza dei deputati europei votanti il provvedimento. “L’abolizione dell’etichetta delle carni bovine del Parlamento Europeo – ha dichiarato Rosso – è un provvedimento assurdo e incomprensibile che danneggia la zootecnica di qualità ed in particolare la razza piemontese.  Chi da  decenni si batte per la trasparenza, la rintracciabilità e la tutela del consumatore – ha poi continuato, nel suo comprensibile sfogo – si vede punito da una politica sensibile solo agli interessi delle grandi  Lobby, dell’import-export che porta sulle nostre tavole carni provenienti dalle varie latitudini dove la produzione e i controlli sono diversi ed inesistenti”.

     Benvenuti nell'Unione lobbistica europea 

    A questo punto consentiteci una considerazione: Si sono già presi i nostri soldi, la nostra dignità, il nostro futuro come giovani (creando ad arte un debito gonfiato ed illegale)  ma è mai possibile che queste iene in giacca e cravatta, ora  vogliano prendersi anche la nostra salute? La nostra stessa vita? Allora ci chiediamo: perché abolire un controllo ed un marchio di garanzia, che rappresenta una sicurezza per migliaia di famiglie italiane. Forse l’intento dell’Unione lobbistica europea è quello di far crescere i bambini delle famiglie del Vecchio Continente con carne al sapor di steroidi per aumentare un ulteriore business? Una vergogna senza limiti davvero! Una vergogna da gridare in faccia agli autori di tal scempio ed ai loro sciagurati elettori che ne reggono il gioco sporco contro il loro stesso interesse e contro l'interesse dei loro stessi figli e nipoti. Un indicibilità rimarcata ancora e ancora dal presidente della cooperativa agricola di Buschese e a cui ci associamo pienamente, amplificandone lo sfogo attraverso le colonne del nostro giornale.

     Lo sfogo di Gallesio: "Un provvedimento iniquo!"

    Salla faccenda è intervenuto anche il direttore, Massimo Gallesio: “Il brusco stop alle etichette volontarie per le carni bovine – ha dichiarato Gallesio – ha sollevato molte perplessità tra le nostre associate . Per le cooperative che aderiscono a Fedagri, che sono state le pioniere a introdurre questo sistema di garanzia nella qualità della produzione e di corretta informazione – ha aggiunto – si tratta di un provvedimento iniquo nei confronti dei sistemi produttivi di qualità e dei consumatori. Da parte delle nostre associate l’impegno per la tutela della qualità e della tracciabilità delle carni bovine – ha concluso Gallesi – rimane comunque fondamentale e saldo, in attesa che i legislatori ne riconoscano l’importanza.

     L'Europarlamento e i macelli del settore ittico 

    Ma siccome, in quanto a sorprese negative e giochi al massacro, oggi in quest'aborto mostruoso di Europa tecnocratica non ci facciamo mancare proprio niente, bisogna stare attenti anche al pesce. Bruxelles ha ritenuto importante determinare la provenienza del pescato per contrastare il fenomeno della pesca di frodo. Il Joint Research Center dell’Ue ha messo a punto un metodo – totalmente inutile- per distinguere le provenienze di quattro specie ittiche: merluzzo, nasello, sogliola comune e aringa dell’Atlantico. Quando la definiamo “inutile” ci riferiamo al fatto che, seppur  vengano utilizzate come marcatori piccole variazioni del Dna di queste specie per riconoscerne la provenienza, quando l’origine “controllata" viene comunicata al cittadino consumatore si trasforma in una informazione irrilevante. Questo perché, sempre il Parlamento europeo ha recentemente bocciato, su proposta dell’eurodeputata galiziana Carmen Fraga ( del Partito Popolare Europeo – PPE ), l’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei prodotti ittici conservati contenuta nell’art. 42.2 del cosiddetto Rapporto Stevenson della Commissione pesca del Parlamento stesso.

     Porte aperte ai corsari del pesce 

    Secondo voi l’origine dei prodotti ittici viene controllata, per poi non essere neppure scritta sull’etichetta? Secondo noi no. A nostro parere si tratta più di un altro sotterfugio per aprire un mercato del pesce, come quello della carne, diverso, probabilmente più comodo per le Lobby ed i padroni disumanizzati e freddi della colonia Europa. Colonia e facile approdo per i corsari delle multinazionali.

     Cibo per Schiavi 

    Insomma, da oggi, sarà bene controllare bene al supermercato i prodotti alimentari che compriamo. Perché da qualche giorno, oltre al valore dell’Iva lievitato piano piano, che ci costringe a pagare a peso d’oro i beni di primaria necessità, l’Unione europea ci ha fatto un altro regalo: ci ha levato la certificazione di qualità. La sicurezza per tantissime madri italiane, e non solo, di far mangiare alla propria famiglia una pietanza sana, genuina e di orgine controllata. Dove andremo a finire? Diventeremo tutti vegetariani? Ma d'altronde ogni categoria di persone ha il cibo che si merita! Agli schiavi d'Europa si addice un cibo da schiavi!

     Un consiglio di tutto cuore … 

    Ma infondo il consiglio che ci sentiamo di dare a tutti – con umiltà – è quello di valutare l'ipotesi di ritornare alla terra: di darsi all'agricoltura in proprio, tornando a coltivare – così come saggiamente facevano molti dei nostri nonni, e dei nostri avi –  il nostro piccolo orticello dietro casa! Comprare qualche gallina da uova e riprendere la tanto bistrattata – ma gloriosa e nobile – zappa in mano. Ricordandosi tuttavia di acquistare solo semi rigorosamente non OGM. Torniamo al biologico! Torniamo alla vita!

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    – di Silvia Laporta –

    Unione Europea /  Olanda / Elezioni Olanda 12 Settembre 2012 /  Mark Rutte / Diederik Samsom / Berlusconi / Mario Monti / Mario Draghi / Bce / Crisi economica / elezioni italiane / Pdl / Pd / Barroso / Palazzo Chigi 

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    pre-elezioni: Monti alla Commissione europea

    Draghi capo dello stato

    Amsterdam, Roma – Sembrava un secco “No” all'Europa quello dell’Olanda. I sondaggi sembravano alquanto chiari! All’interno del Paese erano tutti d’accordo. Destra, sinistra e soprattutto cittadini. Ogni membro della comunità voleva, insomma, chiudere i ponti col passato. Basta austerity, basta tasse, basta tagli ma soprattutto basta all’Europa con le sue politiche dittatoriali. Gli Olandesi non volevano certo vedere le loro autonomie nazionali sparire ed essere assorbite, piano piano, dal blocco finanziario degli Stati Uniti d’Europa. Il 12 Settembre, giorno delle elezioni olandesi, doveva essere un giorno di cambiamento e rivoluzione. 24 ore in cui finalmente qualcosa si sarebbe smosso e l’Unione europea, questa deriva di Unione "delle banche", avrebbe incassato un bel pugno nello stomaco. Il welfare doveva essere protetto con le unghie e con i denti! E invece… no!

     La sorpresa – Amsterdam, la dittatura delle banche continua!

    I risultati delle elezioni , a prima vista, sembrano infatti favorire il ritorno dell’Olanda alla normalità politica e al consenso europeista. Il partito del premier uscente, il liberale di destra Mark Rutte, si è imposto con il 26,6% dei voti. I laburisti di Diederik Samsom hanno realizzato un grande recupero ottenendo il 24,8%. Il Partito Socialista è rimasto fedele agli stessi voti di sempre, ossia circa il 9%. Con 41 e 39 seggi ciascuno, dunque, in un Parlamento di 150 membri, i liberali e i laburisti sono in grado di formare un governo stabile e duraturo. Sono partiti che non intendono mettere in discussione la potestà imperialista dell’Unione europea. Il leader liberale insiste: “ la politica dell’austerità deve proseguire”. Insomma un fuoco di paglia: anche in Olanda la dittatura continua.

     La sorpresa italica – Che aspetta Silvio? 

    In casa nostra, invece, non sono mancati gli spunti sarcastisi ed ilari! Sarà forse il clima pre-elettorale che stimola tanto la fantasia e la creatività dei "vecchi e prodi eroi" candidati al governo? A ben vedere, ed a sentire i loro ultimi proclami, infondo uno peggio dell’altro! Berlusconi che cosa farà? Questo sembra l'interrogativo del momento attorno al quale si arrovellano i penseri ed i timori dei seguaci fedeli del Pdl. Ma, in affetti, quanto meno per curiosità, se lo stanno chiedendo tutti gli Italiani. Desiderosi di capire fin dove possa arrivare il coraggio del nostro "caro" ex premier. Silvio, a nostro avviso, prima di scoprirsi aspetta in modo cauto due eventi: le elezioni siciliane – per verificare lo stato di salute del Pdl – e le primarie del Pd , per valutare il potenziale di uno dei suoi avversari.

     Ecco il "Toto-Monti" 

    In molti nel Pdl – e non è un mistero – non sono certo contrari a un Monti–Bis, ma con una correzione sul fronte fiscale. Tradotto per i comuni mortali: una bella ipocrisia e un bell’inganno per mandare avanti sempre le solite politiche pro-casta. Ma Monti – e neppure questo è ormai un mistero – vorrebbe puntare al Colle. Non ha mai nascosto il desiderio di abbandonare il governo per recarsi dove le decisioni vengono prese con “maggiore autorevolezza” ; insomma parafrasando, come sempre, un altro bel palliativo per nascondere i propri brogli. Oppure , il professore, potrebbe puntare all’all-in: la candidatura a presidente della Commissione europea, dopo Barroso in scadenza nel 2015.  E lì le cose si metterebbero ancora peggio!

     Il futuro dell'élite tecnocratica e il consiglio di "Qui Europa" 

    Continuando con la fantapolitica, qualcuno nelle ultime ore ha ipotizzato addirittura Mario Draghi  a Palazzo Chigi o al Quirinale. Ma di certo non c'è bisogno di alcun commento! A noi viene soltanto da ridere! Ma, nello stesso tempo, confidiamo nell’ingordigia del presidente della Bce. Potrebbe mai  lasciare le riserve di soldi di uno degli ingranaggi più potenti del signoraggio bancario? Mah! Forse per entrambi il pensionamento sarebbe l'idea migliore: speriamo che ci ascoltino! Ma ovviamente non è neppure escluso che tornino ad occuparsi a tempo pieno dei loro passatempi migliori: aggirarsi per i corridoi a scacchi del Bilderberg Club e della Commissione Trilaterale o studiare qualche altra mega strategia speculativa presso i piani alti del grattacielo della Goldman Sachs. Vediamo chi indovina, sono aperte le scommesse!

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Venerdì, Marzo 30th / 2012 – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Commissione europea / Derivati / Regolamentazione / Commissione Industria / Antonio Tajani / Speculazione / Bce / Trichet / Mario Draghi / Mario Monti / Trasparenza / Swap / Bolla Usa / Crisi / Esma / Cers / Obblighi informativi / Reporting […]

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    Mercoledì, Marzo 21th / 2012 – di Sergio Basile – Bce / Eurogruppo / Banche e finanza / Eurozona / Sebc / Bankitalia / Spread / Rating / Agenzie di rating / Ricapitalizzazioni / Basilea II / Basilea III / Coefficienti di riserva patrimoniale / Modello Fed / Bank of England / Crisi / Speculazione […]

     

  • Dittatura Ue: Madrid deve chiedere aiuto alla Bce – Prodi loda Monti

    Dittatura Ue: Madrid deve chiedere aiuto alla Bce – Prodi loda Monti

    Mercoledì, Settembre 19 th/ 2012

    – di Silvia Laporta –

    Mario Monti /  intervista a Romano Prodi /  Bce /  Mario Draghi /  Unione Europea / Crisi Economica / Mariano Rjoy /  Jean Claude Juncker / Povertà / dittatura Europea /  Mes /  Spagna / Madrid /  Roma /  Leggo / Portogallo 

    La dittatura Europea inizia alla grande:

    "Madrid deve chiedere aiuto alla Bce"

    Cordialità tra professori –  Intanto il Professor

    Prodi fà i suoi complimenti al

    Professor Monti

    Madrid – Roma – Non per essere retorici, ma noi di "Qui Europa" ve l’avevamo detto, cari lettori. Più volte, nei nostri articoli, vi abbiamo spiegato dettagliatamente tutte le magagne e gli inghippi dei provvedimenti e dei piani dell’Unione europea in materia fiscale, bancaria ed economica;  ma, soprattutto, vi abbiamo raccontato ed allertato in merito alle mire totalitaristiche dei nuovi padroni arroganti dell’Europa di ultima generazione, d'intesa con la casta bancaria, o meglio con l'élite dei banchieri europei ed internazionali. Partendo da una dittatura economica finendo con quella lesiva della nostra libertà di espressione e azione, l’Unione europea sta inglobando piano piano, nelle sue maglie – e proprio sotto il nostro naso –  i poteri e le sovranità di tutti e 27 i paesi facenti  parte del Vecchio Continente. Presto 28, con l'ingresso della Croazia. Ebbene, arriva proprio oggi, l’esempio pratico di come questa dittatura sia concreta e di come, i suoi despoti, la applichino attraverso il ricatto.  E precisamente l’allarme arriva dalla Spagna.

      Le pressioni dell'Eurogruppo sulla povera Spagna 

    La Spagna dovrà prepararsi ad accettare condizioni molto dure se vorrà avere gli aiuti internazionali”. Dopo aver accettato di rivedere e ammorbidire gli obbiettivi di risanamento concordati ( ovviamente disattesi ) e dopo aver sorvolato sulle indecisioni e sui ritardi nel chiedere il salvataggio delle Banche, l’Unione Europea non è più disposta a fare concessioni al governo Spagnolo. Ma questo è quello che afferma Jean-Claude Juncker – Presidente dell'Eurogruppo, cioè dei 17 Paesi Ue aderenti all'euro –  nel ricordare a Mariano Rajoy che non ci sono più margini di trattativa. O forse questo è quello che vogliono farci credere!

      Le pressioni di Draghi e l'impazienza del "dio mercato" 

    Opporremo a queste parole una semplice domanda: come si fa a cavar sangue da una rapa? Come si possono chiedere altri soldi o voler concedere forzatamente dei prestiti al fine di “risanare l’economia” se non fanno che aumentare artifiziosamente e senza sosta alcuna il debito pubblico di un paese ormai in ginocchio, in preda a una gravissima recessione economica? Beh non è, ovviamente, né possibile né ammissibile. Ma sembra che Mario Draghi non la pensi cosi. “Ci troviamo in una sorta di limbo politico nel quale i mercati stanno aspettando che la Spagna chieda aiuto. Qualora la Spagna non richiedesse l’aiuto dell’Unione europea, aumenterà la frustrazione e impazienza dei mercati e gli annunci fatti alla Bce, non potranno avere alcun effetto.” E’ cosi che Mario Draghi lancia il suo avvertimento semi-mafioso alla Spagna.

      I Vuoti richiami all'unità di Re Juan Carlos e la Recessione 

    A Madrid, intanto, Re Juan Carlos invita il paese a rimanere unito contro la crisi economica; annunciando che la recessione è nel suo pieno e che dividersi aumentando i dissensi è l’ultima cosa da fare in questo momento. Ma sappiamo tutti benissimo che la recessione è solo all'inizio per l'intera Eurozona! Rajoy, intanto, dal canto suo, guarda ai mercati e rifiuta per ora di ospitare la Troika  a casa sua! Madrid sta valutando, dunque, i tempi, i modi e i dettagli della richiesta di salvataggio all’Unione europea: un passaggio che nasconderebbe – a detta del primo ministro spagnolo, amico dei tecnocrati di Bruxelles –  la ferma volontà,  di decidere da soli (?) le proprie strategie economiche e non farsi imporre da nessuno le misure da adottare. La Spagna vuole avere le carte in regola per chiedere aiuto senza doversi piegare alle condizioni di Bruxelles. I rendimenti dei titoli del debito spagnolo, sono troppo alti da sostenere nel lungo periodo. Lo sarebbero per qualunque paese!  Dunque, con i bonos decennali sempre vicini al 6%. la situazione è davvero tragica. E Madrid diventa sempre più vittima alla mercè dei carnefici europei che sguazzano nelle difficoltà economiche del paese ed esigono sempre più soldi, sempre più sacrifici e sempre più ristrettezze decisionali nei confronti dellintera Penisola Iberica (cioè anche nei confronti del vicino e sventurato Portogallo).

      Il "Dramma Italia" e l'ipocrisia dei "Professori" 

    Nel nostro paese, intanto, non si ferma il festival dell’ipocrisia pre-elezioni. Il professor Romano Prodi si lascia andare, in un’intervista su "!Leggo", a discorsi e frasi veramente scandalosi. Sarà forse la solidarietà tra professori, (europeisti ed entrambi ex colleghi alla Goldman Sachs ed ex colleghi tra i banchi di Bruxelles) ma Prodi sostiene con fermezza le politiche di Monti. “Mario Monti ha finalmente dato dignità all’Italia: prima eravamo esclusi da decisioni importanti perché gli altri capi di stato non capivano quale fosse la nostra politica economica.” Continua poi Prodi :” Gli eurobond servono per raggiungere la vera integrazione . E poiché la Merkel ha lavorato contro di noi in questi anni, a questo risultato si arriverà dopo le elezioni tedesche del 2013.” Eccone un altro. Ecco l’ennesimo politico italiano che si è dimenticato, forse volutamente, di accendere il cervello. Dire che Monti ha dato dignità all’Italia è come sputare in faccia alla sofferenza e al dolore delle migliaia di famiglie italiane che, grazie al professore, vivono in un'estrema condizione di povertà ma, soprattutto, significa non portare rispetto a chi , per le condizioni italiane, sulla propria di dignità c’è passato sopra. Stiamo parlando di tutti gli imprenditori che hanno deciso di togliersi la vita, piuttosto che vedere crollare il proprio futuro come un castello di carte.

      L'Ora della Reazione e del Buon Senso! 

    Ma sembra che il rispetto per la nostra dignità sia ormai un optional, un qualcosa che non è obbligatorio portare. Spagna, Italia ma anche tanti altri paesi europei come la Grecia, sono l’esempio calzante di come l’Europa ci sta facendo sprofondare in un baratro oscuro e prima che la luce non s’intraveda più alla fine del tunnel, dobbiamo reagire. Dobbiamo riprenderci quello che è nostro. 

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Germania – La Bild fa chiarezza sulla Crisi e sulla Dittatura Tedesca

    Germania – La Bild fa chiarezza sulla Crisi e sulla Dittatura Tedesca

    Sabato, Agosto 4th/ 2012

    – di Silvia Laporta – 

    Eurozona / Germania / Berlino / Merkel / La Bild / Hollande / Draghi / Eurozona / Banche / Moneta unica / Friedrich Sell / Hans Werner Sinn / Financial Times / Bulgaria / Fondo Monetario Internazionale / Piigs / Informazione / Crisi economica  / Euribor / Target 2 

    Il  quotidiano tedesco Bild fa chiarezza sulla

    crisi dell'Eurozona

    Il tabloid tedesco mette l’accento sul ritorno indotto

    che la Germania ha dalla crisi europea e dall'euro

    I moniti di Hans Werner Sinn e Friedrich Sell: ipotesi

    ritorno temporaneo alle "monete nazionali" per

    sfuggire dall'Eurogabbia

    Berlino – Si alza a gran voce il coro degli euroscettici, anche in Germania! Hans Werner Sinn, uno tra i più autorevoli e popolari economisti tedeschi, insieme a Friedrich Sell, sferrano un aggressivo attacco all’Eurozona, dalle colonne del Financial Times. Due fra le voci più ascoltate nel recente dibattito – più che infervorato – sulla crisi, in Germania. I due economisti credono che l’unità dell’Eurozona, potrebbe essere temporaneamente spezzata per consentire ai Paesi in difficoltà di recuperare competitività e rimettersi al passo dei grandi. L’idea di fondo – dicono gli autori –  è fornire ai paesi uscenti lo status di membri associati, consentendo di adottare temporaneamente la loro moneta con l’opzione di rientrare nell’euro in seconda fase”. Affermazioni queste che nelle scorse ore, ovviamente, hanno trovato  in completo disaccordo Mario Monti, Mario Draghi, Francoise Hollande, Angela Merkel e tutto il baraccone europeo!

     La Bild getta la maschera  

    Ma è proprio La Bild – tra i più letti tabloid tedeschi – a spiegare dalle sue colonne il perché di questo disaccordo: “ Berlino non paga soltanto perché con i bassi tassi d’interesse ad avvantaggiarsi massicciamente sono i consumatori e lo Stato”. Insomma un vero e proprio investimento sulla crisi; un'ingiustizia che "Bild" è finalmente pronto a smascherare.  Grazie a questo scenario, la Germania, ha guadagnato in 3 anni fino a 100 miliardi di euro! Per non dimenticare gli enormi vantaggi – esaminati nelo specifico da "Qui Europa" – indotti dal tasso Euribor e dal Sistema dei pagamenti interbancari "Target 2" (vedi articoli in allegato). Una vera e propria manna dal cielo per i banchieri tedeschi, ai danni dei partner europei e soprattutto dei Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, grecia e spagna). In un sistema definito da "Qui Europa" e da alcuni autorevolissimi osservatori internazionali (Giulietto Chiesa, per citarne uno molto autorevole) con l'appellativo di "Nazismo Bianco". Come scordare infatti l'altra faccia della medaglia? Interi stati economicamente e finanziariamente dissanguati e distrutti; intere popolazioni poste sotto vergognose forme di schiavitù economiche e sociali (si pensa per oltre 20 anni o più: se passa il MES); emarginazione e povertà dilaganti; suicidi quadruplicati in pochi mesi e migliaia di aziende fallite. Tutto perchè? Per prostrarsi ad adorare un dio euro costruito ad immagine e somiglianza della Germania e dell'euro-casta dei banchieri e dei loro fedelissimi sudditi.

      Una guerra mediatica   

    Il rapporto tra informazione e andamento dell’economia, infatti, non è poi cosi svincolato come si potrebbe pensare e come dimostrato in centinaia di articoli dal nostro osservatorio. Se le notizie venissero riportate nella loro dimensione più veritiera, sicuramente la strada per uscire dalla crisi sarebbe molto meno ripida. Per esempio, ci troveremo sicuramente in uno scenario diverso, se le agenzie di rating, avessero diffuso le reali informazioni circa l’affidabilità di determinati strumenti finanziari! O non avessero fatto sciacallaggio sugli stati più in difficoltà dell'Eurozona. Certo, qualcuno a Bruxelles – è bene riconoscerlo – ha dato loro mano libera e piena legittimità! La colpa maggiore è quindi proprio dell'Unione europea. Ed è per questo che il popolare quotidiano tedesco ha deciso di informare i cittadini e in generale l’opinione pubblica, circa le ragioni della crisi e le conseguenze  che spesso e volentieri vengono assolutamente celate, al fine di coprire i vari orrori economici che pesano sulle nostre spalle.

      Un'Europa Made in Deutschland   

    Basta negare le responsabilità di alcune nazioni e delle loro banche e i vantaggi conseguiti con l’unione monetaria e con la crisi indotta (e fittizia) del debito; perché si tratta di veri e propri vantaggi delineatisi sulle spalle del popolo ormai diventato schiavo. Un esempio lampante è la Grecia. La Germania trae parecchi vantaggi dall’inclusione del Paese ellenico nell'Eurozona. Cioè vive di rendita sulla carcassa di uno tra i più deboli Paesi "cosiddetti Piigs" dell’Eurozona: beneficia, per esempio, di un cambio più debole rispetto a quello che avrebbe avuto mantenendo il marco tedesco; avvantaggiandosi cosi nelle esportazioni fatte fuori dall’Eurozona. Inoltre i tassi d’interesse più bassi favoriti dall’euro nelle nazioni del Sud, hanno spinto la gente ad aumentare i consumi indebitandosi ed acquistando cosi, più prodotti made in Germany. Come un clamoroso tilt delle bilance commerciali interne, incapaco di pareggiare la situazione e quindi penalizzate oltremisura dal Sistema target 2 (vedi approfondimenti negli articoli in allegato).

      La gravissima Gaffes della solita Merkel  

    E di fronte a tutta questa situazione, a coraggioso quanto doveroso outing di "Bild" che avviene? Semplice, il Panzer Merkel fa una delle sue solite e imperdonabili gaffes. “Fate come i Bulgari!” ha proposto ai Greci. L’esempio di virtù riportato dalla Merkel è quello di una nazione che, dopo aver passato anni di crisi ed estrema povertà, è riuscita a rientrare nell’Unione europea “grazie” al Fondo Monetario Internazionale. Peccato però, che sia la nazione più povera d’Europa, e che sia stata da questo dissanguata completamente. Paese oggi in coda a tutte le classifiche europee sullo sviluppo e la ricchezza, con un reddito pro capite di 11 mila euro annui, mancanza di infrastrutture per la mobilità;  carte di credito ancora rare e Bulgari costretti ad emigrare per sopravvivere! Un bell’esempio incoraggiante da proporre! Ma soprattutto, un quadro di come ci vorrebbe Angela Merkel: tanti schiavi, poveri e svuotati della propria dignità.

      I Tedeschi insegnano  

    Una Europa di nomadi in cerca di improbabili fortune all'estero. Ma la stessa Germania (intesa come cittadini tedeschi) è un esempio di come le cose possono essere ancora cambiate, ma soprattutto di come l’informazione vada pari passo con il futuro e la salvaguardia dei cittadini. La stampa italiana e i TG – oggi in maniera pressocché totale asserviti a questo sistema totalitario e schiavista –  dovrebbero imparare molto da ciò! E i Tedeschi, questo – soprattutto quelli già vittima dell'austerity – lo hanno capito benissimo. Non dimentichiamo, ad esempio, che il destino stesso del dittatoriale e liberticida MES (Meccanismo Europeo di Stabilità, ribattezzato "Morte Europea Sicura") è stato messo in dubbio proprio da cittadini tedeschi ricorrenti presso la Consulta di Berlino. Forse dovremmo imparare di più dai Tedeschi e affidarci meno ai "professoroni" italiani, alla Monti o alla Prodi. Che dite?

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Dittatura MES: la Germania dice No alla licenza bancaria, pagheranno i cittadini

    Dittatura MES: la Germania dice No alla licenza bancaria, pagheranno i cittadini

    Giovedì, Agosto 2nd/  2012

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile – 

    Eurozona / Vertici Ue / Monti / Hollande / Crisi economica / Bce / Merkell / Germania / Esm / Fondo salva stati permanente / Barack Obama / Palazzo Chigi / Democrazia / Radio Uno / Eurozona / Austerità / Mario Draghi / scudo anti- spread 

    MES: la Germania indietreggia, No alla licenza 

    bancaria per fronteggiare il debito

    dell'Eurozona

    Le famiglie italiane ed europee provvederanno a

    finanziare il dittatoriale MES con tagli e tasse

    Monti – Hollande – Obama – Merkel: un pò di sano teatro

    in attesa della decisione della Consulta Tedesca

    sulla legittimità del MES

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Parigi – Quella di Martedì scorso è stata una giornata alquanto positiva per il nostro premier Mario MontiIncontratosi con il presidente francese Francoise Hollande a Parigi, ha discusso circa i problemi e le presunte soluzioni da intraprendere per il "bene dell’Eurozona" e dell'euro, fissando un appuntamento per un formale ennesimo vertice bilaterale a dicembre. In mattinata, in preda ad una indecifrabile euforia, si era addirittura sbilanciato intervenendo in diretta in un programma radiofonico su Radio Uno, dicendo : “Ci stiamo avvicinando alla fine del tunnel, intravediamo una luce”. Ma probabilmente doveva trattarsi di un messaggio in codice: non c'è altra spiegazione razionale! Peccato, infatti, che a questa farlocca, impossibile e pretestuosa “fine del tunnel” il popolo italiano troverà soltanto una gabbia, una trappola dalla quale non potrà più uscire. E forse era proprio questo a rendere così felice il professore. 

      Vogliono salvare l'euro sulla pelle dei cittadini   

    Ma da notare come, sempre Martedì, mentre il professore si trovava faccia a faccia con il collega Francoise Hollande,  sia giunta a Parigi con tempistica svizzera una notizia "inattesa" ma comunque già caldeggiata in tempi non sospetti dallo stesso panzer tedesco, Angela Merkel: la Germania non fornirebbe la licenza bancaria all’Esm (o Mes). Cioè non avallerebbe la possibilità per il celeberrimo Fondo Salva Stati Permanente (di cui più volte vi abbiamo indicato i caratteri negativi ed estremamente dittatoriali) di avere accesso immediato alla liquidità illimitata della BCE. Cosa quest'ultima che – evidentemente – eviterebbe al famigerato MES di finanziarsi salassando i contribuenti europei. Cioè eviterebbe di incrementarsi e vivere alle spalle (in quota) anche delle famiglie italianeMa in tal modo la "stretta" dei padroni della Germania e dell'euro-casta sui servi, evidentemente, si allenterebbe, e poi (elemento molto pretestuoso) in tal senso alcuni leaders (tra i quali la stessa Merkel) hanno notato ed obiettato che così facendo (cioè utilizzando direttamente gli euro della Bce) si aggirerebbe il vincolo del Trattato di Lisbona, che vieta alla BCE, in condizioni normali, di finanziare direttamente gli stati membri (Art. 123). Ma perchè barricarsi ancora impietosamente dietro questo dogmatico Trattato?

      Una amnesia nociva alle famiglie italiane   

    Ma d'altra parte i leaders europei e la stessa Merkel sembrano soffrire di una strana forma di amnesia e di non ricordare che il finanziamento diretto del debito statale da parte della BCE sarebbe previsto nei casi di emergenza (e questo che viviamo è un contesto di emergenza estrema) dall'articolo 11 del SEBC (Sistema Europeo delle Banche Centrali). Perciò la via più corta scelta dagli euro-padroni dei popoli europei (in un continuo teatrino di responsabilità, volto allo scaricabarile) anziché decidere di far intervenire in maniera indolore la Bce, è quella di continuare a fare il gioco della speculazione, continuando a tenere aperto il rubinetto del finanziamento "intermedio" dei privati e – quindi – spalancando la porta alla speculazione sul debito.

      L'Eroica opposizione legale dei cittadini tedeschi  

    Il MES – e con esso il sedicente "Scudo Anti-Spread", ricordiamolo – entrerà in vigore, salvo imprevisti, il prossimo 12 Settembre, ovvero dopo che la Consulta tedesca ne avrà eventualmente valutato la costituzionalità. Poco tempo fa, infatti, un  gruppo di cittadini  formato da professori, avvocati e  attivisti, avevano portato, davanti alla Corte Costituzionale, un ricorso circa la conformità costituzionale del MES. Cittadini che ci hanno visto lungo e che stanno tentando l'ostica strada "legale" per ribellarsi alla conseguenze che seguiranno alla ratifica del trattato e del suo statuto: stanchi di pagare il prezzo della crisi e le conseguenze amare dell'austerità che oggi colpisce indiscriminatamente anche gli stessi cittadini tedeschi, a vantaggio dei banchieri tedeschi.

      Ue-Usa – Un pò di teatro non guasta  

    La decisione di Angela Merkel – a detta di Monti ed Hollande – sarebbe giunta come un fulmine a ciel sereno sull'Eliseo, innescando un allarme avvertito fino agli Usa: dove Barack Obama, sempre più in "tensione" per gli esiti della crisi dell’Eurozona (che per ora, tuttavia, vista la situazione sta tornando utile alle banche d'affari Usa) si è subito apprestato a contattare Roma, chiedendo garanzie sul fatto che la difesa della moneta unica resti di fatto l'obiettivo primario e costante dei leaders europei; e che tutte le misure (misure-gabbia) decise nel vertice del 28 e 29 Giugno, possano essere attuate in breve tempo. 

     Tagli e Tassazione per finanziare i folli MES e Scudo anti-spread 

    Davanti a questa situazione Mario Monti e Francoise Hollande hanno confermato il mandato pieno alla Bce di Mario Draghi, omettendo però di ricordare agli europei – come detto – che non sarà la Bce a tirar fuori la provvidenziale grana per coprire i debiti fittizi degli stati, ma bensì la Bce sarà soltanto l'organo deputato a controllare e gestire il MES: fondo autonomo i cui fabbisogni finanziari di copertura saranno ovviamente garantiti dal Pil degli stati, pro-quota: cioè da noi cittadini tramite la tassazione e i tagli alla spesa. Tagli, inutile dirlo, operati con la disastrosa e pretestuosa Spending Review.

     UE-MES: Pura Dittatura! 

    Ma la cosa ancor più grave e vergognosa è che se l'Italia e gli altri Paesi in difficoltà non si impegneranno a ridurre il proprio debito (debito tra l'altro illegale ed auto-rigenerante) per 40 miliardi l'anno, potrebbero perdere anche il diritto di voto alle elezioni. Dittatura pura! Il politico Hitler, a confronto, era un vero dilettante!

      L'Ultima speranza dei cittadini dell'Eurozona  

    La pretestuosa parola d'ordine, come detto, è: “far di tutto per salvare l’euro” e mettere in pratica le misure decise il 28 e il 29 Giugno inerenti all'entrata in funzione dell'ingannevole scudo anti-spread. Quindi, per ora, non ci rimane – paradossalmente – che sperare in un no categorico della Consulta Tedesca al MES e – di conseguenza – al suddetto scudo, sperando che i cittadini tedeschi non mollino nella loro eroica e nobilissima attività di contestazione verso forme e misure economiche così palesemente inadatte e anti-democratiche.

    Silvia Laporta, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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