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  • Ecco perché evadere le tasse può essere Lecito e Doveroso

    Ecco perché evadere le tasse può essere Lecito e Doveroso

    Mercoledì, Settembre 5th/ 2012

    – L'Editoriale di Sergio Basile – 

    Ue / Italia / crisi eurozona / Mario Monti / Casta parlamentare / MES / Evasione Fiscale / Faccenda notarile / San Tommaso d'Aquino / Sant'Agostino / Morale cattolica / Padri della Chiesa / Debito illegale / Legge iniqua / Abuso di potere / Tasse giuste e tasse ingiuste / Moralisti / Gesuiti / Bocconi / Diavolo / Mammona / Gesù Cristo / Nuovo Ordine Mondiale / Resistenza / Rerum Novarum / Ergastolo domestico / Ergastolo / Padre Andrea Oddone / Papa Leone XIII / Corruptio Legis / Speculazione bancaria / Diktat dei mercati / Stato di polizia / Tirannide / Risvaglio / Rinascita / Resurrezione / Sergio Basile / Qui Europa / Europa 

    Crisi Eurozona: Ecco perché evadere le

    tasse può essere Lecito e Doveroso

    Tasse giuste e tasse ingiuste: la saggezza della

    dottrina cattolica e la stoltezza di Mario Monti

    e dell'Europa dei tecnocrati

    Leggi ingiuste, Tasse perverse e Resistenza al tiranno:

    gli insegnamenti di San Tommaso d'Aquino, Sant'Agostino,

    Papa Leone XIII e Padre Andrea Oddone 

    La Tirannide e le derive della Democrazia e del fisco in Italia:

    l'Analisi di "Qui Europa" alla luce dei Principi della Dottrina

    della Chiesa e dei principi economici e giuridici europei

    Roma, Bruxelles – Ne è passata di acqua sotto i ponti dalla nomina di Mario Monti! Dall'usurpazione antidemocratica del potere di quel governo tecnico che avrebbe dovuto limitarsi al disbrigo dei soli affari urgenti e di ordinaria amministrazione, e che ha invece finito per trasformarsi clamorosamente – facendosi beffa della Costituzione – in governo politico, grazie alla complicità del partito unico della "sacra" casta trinitaria unita, Berlusconi-Bersani-Casini. Intanto, mentre tra un paio di settimane l'Eurozona conoscerà il suo destino, che potrebbe sfociare in una sistematica ed ancor più schiacciante dittatura, qualora  la Consulta Tedesca dovesse approvare il MES, una cosa è sicura: nel Bel Paese (o in quel che ne resta) la politica è ormai morta e sepolta, e con essa la democrazia; o quella pallida immagine di democrazia che ci soggiunge alla memoria come una vecchia foto sbiadita. Ormai la banalizzazione del Parlamento, del ruolo dei partiti e dei mandati elettorali è totale: chi comanda sono i mercati e le agenzie di rating, grazie al nullaosta generale rilasciato dall'Unione europea (i controllori e notai del sistema) e al rifiuto di Mario Draghi, da inizio anno ad oggi, di acquistare titoli di stato in maniera sistematica e continuativa (lo prevedeva l'art.11 del SEBC per i casi di emergenza come questo) esponendo intenzionalmente i cittadini italiani, e non solo, alle sanguinose frustate della speculazione bancaria. La sovranità monetaria, quella politica, fiscale ed economica sono state tutte smantellate in favore del lobbismo dominante: un lobbismo travestito da "comunitarismo  Ue o europeismo", ma che ha finito anche per tradire – come visto – gli stessi principi cardine dei trattati europei, come il principio di Sussidiarietà che riconosce la preminenza delle esigienze dei cittadini rispetto a tutte le altre. I mercati e le lobbies decidono, dunque, sotto i nostri nasi, giorno dopo giorno, il livello degli interessi che gli Italiani devono pagare; il livello ed il numero dei sacrifici (inutili) che devono compiere; il tempo e le modalità secondo le quali devono lavorare (o devono essere licenziati); la possibilità o meno di riuscire ad onorare un debito o un mutuo; l'impossibilità di avere un prestito (vedi credit crunch e regole di Basilea 3); o le modalità con le quali un povero padre di famiglia soffocato dalle tasse e dalle imposte (o magari precario) d'improvviso venga marchiato a fuoco (ed a vita) come "evasore fiscale", rischiando magari di perdere la casa, morire di fame, evitare di curarsi (e magari morire) o finire in galera.

     Una pura faccenda notarile                                                                                          

    Non scordiamo poi che a Giugno l'affezionato uomo del Bilderberg Club e della Commissione Trilaterale, Mario Monti, ha ratificato per conto degli Italiani (ma senza il nostro mandato elettorale) il Fiscal Compact (Patto di Bilancio europeo) che ci impone di reperire 40-50 miliardi all'anno (per 20 anni, o forse più) per colmare un debito pubblico accumulato in gran parte a causa della speculazione bancaria. Inoltre l'Italia dovrà pagare 80 miliardi l’anno solo di interessi passivi sul debito. Senza contare il 3% del Pil che regaliamo all'Ue (spesso senza neppur utilizzare i fondi europei) ed i miliardi pubblici che verranno dirottati verso i cosiddetti "Fondi Salva Stati" (MES e EFSF). Ciò vuol dire che sia gli Italiani che i politici italiani non contano più nulla: è tutta diventata, come dire, una pura faccenda "notarile" senza via d'uscita! A meno che non si decida di abbandonare l'euro e rigettare Monti e la sua assurda austerity. Ma è giusto sottostare a tutto ciò? E' lecito? E' normale non poter più arrivare al 15 del mese, o morire di fame e per giunta esser bollato come un evasore, come il peggiore criminale?

     San Tommaso d'Aquino e la questione del Principe tiranno                           

    La stessa morale cattolica, in questo ci viene incontro, e ci insegna – attraverso gli insegnamenti del dottore della Chiesa "calabrese", San Tommaso d'Aquino – nel "De Regimine Principum"  che, “se appartiene di diritto alla moltitudine di darsi  un capo, essa può, senza ingiustizia, condannare il principe a disparire, o può mettere freno al suo potere se ne usa tirannicamente…”.  Oggi l'alibi a giustificazione della dittatura esistente – sorretto ad arte negli stati dell'euro da Hollande, Monti, Merkel, Rajoy & Co – e in Italia dalla casta parlamentare montiana, verte univocamente – l'avrete notato – proprio sul "danno grave" che arrecano alla società gli evasori fiscali.

     La Dottrina Cattolica: Tasse giuste e tasse ingiuste                                             

    Ma la stessa dottrina cattolica ci insegna che vi sono tasse giuste – che vanno pagate seguendo gli stessi insegnamenti di Gesù Cristo, Nostro Signore – "Date a Cesare quel che è di Cesare" – e sotto pena di peccato mortale e di reato penale – e tasse ingiuste e perverse, che si possono evadere senza peccato e senza reato poiché frutto di "debiti illegali" o "pressione fiscale iniqua". Tale soglia oggi può evincersi, evidentemente con un livello di pressione fiscale superiore al 30-40%. Livello questo, abbondantemente superato, e addirittura sormontato se si considerano le aberranti accise statali sul carburante: il quarto più caro al mondo! Oggi per gli Italiani, la pressione fiscale è dunque vicina o addirittura superiore al 50-60% dei propri redditi. Essa è dunque contraria sia ai principi costituzionali (e comunitari) di Equità, Uguaglianza e Sussidiarietà, che ai principi della stessa legge divina. Insegnamenti "sacri" che insegnano come tasse inique – che magari mettono a repentaglio la propria vita o quella dei propri cari – non devono essere pagate, e ciò anche a rischio della propria vita. Le tasse che non giovano al bene pubblico, dunque, anche se ce lo chiede l'Europa (?) o un "padreterno della Bocconi" non devono essere assolutamente pagate, in quanto – anche cristianamente parlando – non obbligano in coscienza nessuno.

     Abuso di Potere – Qual è l'imposta giusta?                                                              

    Addirittura, leggendo gli scritti antichi degli studiosi latini e greci, cosiddetti "moralisti",  apprendiamo come l’imposta giusta non dovrebbe superare il 10-20% del salario o del proprio reddito. Ciò ci obbliga a compiere un grosso balzo in avanti, entrando nella consapevolezza che oggi la cosiddetta "Europa" (ridotta ormai ad una mera élite di personaggi impresentabili, alcuni dei quali mai eletti da nessun cittadino) sta palesemente abusando del suo potere, e del suo diritto – indiretto – di imporre  tributi. Tasse elevate a livello esponenziale senza un’adeguata ragione di bene comune (i servizi sono stati ridotti al lumicino o addirittura annulati con l'abolizione del "Deficit Spending") o una reale motivazione economica, visto che il debito dell'Eurozona è in gran parte un "Debito illegale", come dimostrato dall'Osservatorio Nazionale "Qui Europa" in centinaia di articoli, da nove mesi a questa parte. Non a caso molti teologi e vescovi intellettualmente onesti e di buona volontà, parlano di rieducazione dello Stato e dei cittadini alle proprie responsabilità. Nazionali o europei che siano! Tutti comunque complici e rei di difendere ed esaltare allo spasmo il dio mercato: trasposizione moderna del dio pagano e mentitore – "fin dal Principio" – che la Bibbia indica anche col i nomi di Mammona o Diavolo o Satana.

     Quei vergognosi spot sull'Evasione Fiscale                                                            

    Tutti i giorni la tv ci martella con vergognosi spot sull'evasione fiscale. I cosiddetti "evasori" sono dipinti tutti, e senza distinzione di sorta, come i responsabili dei mali dell'Italia. Accusa falsa ed iniqua! Infatti si omette di riconoscere in tali spot che vi sono tasse giuste e tasse perverse. Lo Stato, dunque,  deve essere rieducato ad imporre tasse giuste trattando i contribuenti come esseri umani innanzitutto, e poi come cittadini e menti pensanti. E non come schiavi o come sudditi, pecore o numeri insignificanti! Tutti i tiranni della storia (tutti finiti poi nella polvere) hanno imboccato questa distruttiva strada. Una strada crudele e tirannica, ma in verità molto corta: cioè che non ha mai portato da nessuna parte.

     Il nemico delle Nazioni e la Nuova Resistenza                                                      

    Questa disumana globalizzazione economica e culturale che l'Ue incoraggia con scandalose politiche neo-liberiste e mercatiste, evidentemente (e fino a prova contraria) protese alla realizzazione del piano "Bilderberg" per un Nuovo Ordine Mondiale, entro il 2012, è oggi il principale nemico delle Nazioni, della fede (per i credenti) e del bene comune per tutti i cittadini. In tal senso lo "Stato di polizia" montiano, questo colpo di stato, sta ormai sovvertendo ogni libertà personale, autorizzando cattolici e laici ad adottare nuove forme lecite di resistenza verso tali iniqui dictat mascherati di patriottismo ed europeismo.

     L'Era dell'Ergastolo Domestico                                                                                   

    In questo ci vengono incontro ancora una volta i Padri della Chiesa e gli scritti sacri. Secondo la morale cattolica, infatti, una legge può essere ingiusta per due vie: 1) se prescrive un qualcosa di contrario al diritto divino (es. aborto, latrocinio sistematico e permanente o eutanasia); 2) Se si oppone al diritto umano: come nel caso esaminato di imposte troppo onerose, che – addirittura – nella morale cattolica sorpassano il  10-20% di quanto guadagna il capo famiglia. Se considerate che solo di benzina un capofamiglia che lavora – magari fuori città – arriva oggi a spendere mediamente 600-700 euro al mese (guadagnandone magari 1000-1200) capirete come la situazione è più che drammatica: non più assolutamente tollerabile! Per non parlare dei pensionati, ormai costretti a non uscire più di casa! Una sorta di moderna cella sociale perenne. Di ergastolo domestico! Inoltre c'è da notare come le stesse tasse ingiuste (contrarie cioè al diritto umano) se sono utilizzate dallo Stato per fini cattivi o ingannevoli (ad esempio per pagare interessi bancari spropositati o usurai) diventano indirettamente contrarie al diritto divino, e pertanto non più degne di essere rispettate sia laicalmente, che cristianamente parlando!

     Leone XIII – Perchè Evadere può esser Lecito e Doveroso                                

    E' lo stesso Pontefine Leone XIII (l'autore della Rerum Novarum) a ricordarcelo! "Non rispettabili – nota il Pontefice – poichè contrari con i princìpi della retta ragione e gli interessi del bene pubblico (…) e quindi – continua – esse non obbligano in coscienza". Nella dottrina della Chiesa, questa è la famosa  "compensatio occulta", in virtù della quale le tasse "possono essere evase", e, qualora vengano impiegate direttamente per un fine contrario alla legge divina (rubare favorendo la speculazione privata in questo caso è peccato) possono – o addirittura devono – essere evase. Ma Monti ed i suoi fedelissimi potrebbero benissimo obiettare: "Chi ha il diritto di giudicare se una legge è nociva?" La risposta ce la dà sempre la dottrina cattolica (secondo la quale ogni coscienza retta è normalmente in grado di discernere) e per di più la  tradizione scolastica, che riconosce alla Nazione – nei casi citati – il diritto di resistenza, che può giungere, come extrema ratio – e non bisogna scandalizzarsi di ciò –  anche fino alla sommossa ed alla deposizione del tiranno.

     Il Diritto alla Resistenza                                                                                                  

    A ricordarci questa somma verità vi è anche il Padre gesuita Andrea Oddone, il quale durante la Seconda Guerra Mondiale giunse a scrivere ed insegnare che "la resistenza passiva è sempre lecita nei riguardi di una legge ingiusta". Mentre "La resistenza attiva legale, in casi in cui la religione è messa in pericolo, è lecita, anzi occorre deplorare  – come insegna lo stesso Papa Leone XIII in "Sapientiae Christianae" – l’attitudine di coloro che rifiutano di resistere per non irritare gli avversari”.  D'altronde il caro professor Monti, che almeno davanti alle telecamere si dice cattolico, e lo stesso "Avvenire" (che troppo spesso gli regge incautamente e con sconcerto il moccolo) dovrebbero saperlo benissimo, corregendo la loro condotta. Poco male se non lo sanno! Glielo ricordiamo noi di "Qui Europa"!

     Sant'Agostino e la "Legge Nulla"                                                                                  

    D'altrocanto lo stesso Sant'Agostino cui scritti il dotto Monti sicuramente conoscerà – parla chiaro in merito, ammonendo:  “legge ingiusta, legge nulla!” Chi oserebbe mettere in dubbio questa somma verità? Mario Monti forse? Alla luce di quanto detto si può tranquillamente concludere che la stessa resistenza attiva armata è legittima. Almeno nei casi in cui, come ci insegna l'infinitamente saggia morale dei "Padri della chiesa" : 1) la tirannia è costante (col MES lo sarebbe, ed a livelli ingiustificati); 2) Se la tirannide è manifesta o giudicata tale dalla “sanior pars” della società (ed oggi lo è senza alcun dubbio); 3)  se le probabilità di successo sono numerose (la crisi indotta sta oggi schiavizzando milioni di cittadini, schiacciati dal volere di una cerchia ristretta di eurocrati e tecnici non eletti); 4)  Se la situazione successiva non si prevede peggiore dell’anteriore (col la fine del diktat dei mercati e delle banche, i cittadini sarebbero nuovamente al centro delle dinamiche di sviluppo degli stati, e le risorse anziché finire nei caveau delle banche sotto forma di interessi passivi o nei portafogli di ricchi speculatori, potrebbero essere riutilizzate ed impiegate per creare lavoro e benessere). Pertanto, a voi la scontata risposta!

     La corruzione della Legge e del Tiranno                                                                   

     Oggi la legge, dunque, non è più tale ma è divenuta "corruptio legis". Citando nuovamente il Padre gesuita Andrea Oddone, allora possiamo concludere che “un’autorità che non s’ispirasse alla giustizia  sarebbe tirannide e la sua legge non avrebbe più un valore intrinseco di giuridicità, ma sarebbe solo una perversione della legge, più che una legge sarebbe un’iniquità, per cui non ha più natura di legge, ma di in-giustizia. Quindi essa non è più assolutamente vincolante, perché nulla che è contro la ragione è permesso”. In questi casi, se ne deduce che è assolutamente lecito non ubbidire! 

     "Abbasso il Servilismo!" – Risvegliamo i maggiordomi!                                     

    “Ma – continua il gesuita – sarà moralmente legittima anche la resistenza, benché i limiti della stessa siano segnati dalla conservazione del bene comune, che deve prevalere sul bene individuale. (…) Non bisogna pertanto temere – ci rammenta ancora Padre Oddone – tra i sudditi solo lo spirito di ribellione, ma anche quello del servilismo”. E di muti ed asserviti maggiordomi in Italia, in Parlamento e nelle redazioni dei giornali ce ne sono fin troppi! Sarà il caso di svegliarci e di svegliarli dal coma!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Domenica, Giugno 17th / 2012

    – L'Editoriale, di Sergio Basile –

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    Fermiamoli! – Stanno Svendendo 

    distruggendo il Giardino

    d'Europa –  Sveglia!

    Da Bruxelles, al G20 a  Roma si sussegue

    la propaganda dell'euro-casta

    Saldi – E' iniziata la svendita del Patrimonio

    Storico Nazionale: il Giardino d'Europa

    trasformato in un arido deserto

    E i "Magnifici Tre" Stanno a Guardare!

    Fermiamoli, stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – Mentre in Italia le famiglie si apprestano a pagare la prima rata (in scadenza domani) dell'iniqua ed assurda IMU ; mentre Mario Monti e Corrado Passera propagandano il loro "Decreto Sviluppo" che riverserà fiumi di euro nelle tasche di palazzinari italiani (restituendo loro in pratica, di sottobanco ed in maniera subdola, il mal tolto dovuto al versamento della stessa IMU da parte dei re dell'impero dell'edilizia italiana) da "reinvestire" – a interesse s'intende – in strutture pubbliche (togliendo allo stato ogni iniziativa di sorta, e snaturandone il suo ruolo fondamentale); mentre la Grecia è alle prese con un voto "storico" che potrebbe scardinare la gabbia dell'Eurozona, nella quale la Troika sta lentamente dissanguando i poveri paesi del Sud Europa sotto attacco dei mercati (i cosiddetti Piigs); sul fronte dell'Ue incalza forte la propaganda "pro-crescita" di Barroso e compagni. Il cerchio dunque si chiude proprio a Bruxelles.

    L'annientamento del Mercato del Lavoro e

    l'assurdo "pizzino" della Commissione Ue 

    "L'azione messa in campo dalla Ue per fare fronte alla crisi dei debiti sovrani ha contenuto la crisi, ma non l'ha domata e tantomeno l'ha superata''. A dichiararlo – con faccia di marmo e senza alcuna vergogna di sorta – nelle scorse ore Olli Rehn – Commissario Ue, "non eletto",  agli Affari Economici e Monetari della "Banda Barroso" –  che ha bollato come ''insufficienti'' le azioni messe in campo rispetto alle sfide della crisi (e lo credo bene!). Rehn ha inviato un "pizzino" ideale al governo Monti, per  spianare la strada  dell'opinione pubblica verso un "consenso illusorio", ed al fine di garantire nella maniera più indolore possibile l'approvazione della proposta di riforma del lavoro (disoccupazione diffusa) da parte della casta-parlamentare di maggioranza che permette a Monti  di continuare le sue insensate manovre di distruzione dello stato e dello stesso Paese. "E' questione di grande urgenza" – ha dichiarato Rehn –  invitando Monti (che di certo non aveva bisogno di tali pretestuosi proclami) a portare a termine il suo lavoro (sporco lavoro) sulla riforma del mercato del lavoro nel Bel Paese. 

     Barroso-Monti – Bugie e Disinformazione  

    Secondo la Commissione europea, l'Italia affronterebbe, dunque, ''seri squilibri dovuti alla perdita di competitività nell'ultimo decennio", pertanto – secondo Rehn – ''tutte le misure prese finora dal governo per affrontare questo problema devono essere applicate in pieno e in modo rigoroso''. Ma i limiti e la pretestuosità di tali affermazioni (malgrado tv e giornali sostengano in gran parte la bontà di tali "fantasiose quanto false" ed antistoriche ricostruzioni) sono ormai ben palesi e ben comprensibili in una fetta sempre maggiore di Italiani, che hanno compreso la vastità e lo spessore della "rete del grande imbroglio" nella quale l'Italia – suo malgrado – è stata gettata. Non è vero, infatti, che da dieci anni a questa parte l'Italia attraversa un trend economico negativo.

     Tutti gli indicatori  economici smentiscono Monti,

    Bersani, Alfano, Casini e l'Ue  

    Più volte in questi mesi "Qui Europa" ha pubblicato i numeri che confutano le ricostruzioni della Commissione europea, del governo Monti e dei suoi impresentabili spalleggiatori: Bersani, Alfano (Berlusconi) e Casini. La scorsa estate l'Italia era un Paese in salute e in moderata crescita: 1) bassissimo debito privato d'impresa (appena 40 miliardi di euro, contro i ben 8000 miliardi di debito d'impresa privato delle aziende francesi – Come mai la Francia non ha subito dunque la sorte dell'Italia e il suo vergognoso declassamento?); 2) Terza riserva aurea del mondo; 3) Livello dei risparmi delle famiglie da record in Europa, e non solo; 4) Il miglior tessuto imprenditoriale d'Europa, sia per numero di attori commerciali, che per efficienza e produtività; 5) Paese leader al mondo in settori come la cantieristica navale, la metalmeccanica, l'ingegneria aereospaziale,  l'alta moda, l'impresa manifatturiera, l'industria dei servizi turistici; l'industria vitivinicola ed alimentare. Solo per citare alcuni esempi; 6) In più il Paese con il primo patrimonio artistico del mondo (il 70% delle opere d'arte sono conservate nei musei italiani: che oggi vanno verso una probabile e vergognosa privatizzazione); 7) Un Paese dalle bellezze territoriali e paesaggistiche invidiate nel mondo: non a caso prima dell'avvento del distruttivo governo dei banchieri eravamo ancora noti come gli abitanti del "Giardino d'Europa". Ciò nonostante i disastri provocati dal governo Berlusconi. A dare un quadro preciso della situazione – prima dell'invio della celeberrima letterina della (privata) Bce e dell'avvio delle ingerenze da parte dei "privati"  negli affari nazionali – fu lo stesso governo Berlusconi, come confermato (ricorderete) dallo stesso ex-ministro dell'Economia Giulio Tremonti: che nella scorsa estate fotografò nel suo rapporto semestrale la solida situazione dell'Italia, malgrado il debito pubblico di 1900 miliardi di euro. Debito – che come spiegato in decine di articoli – è stato "provocato in maniera fittizia" in seguito alla privatizzazione della Banca d'Italia e della conseguente perdita della nostra sovranità monetaria, regalata ai banchieri privati che siedono nel board della Bce. (vedi articoli nell'archivio di "Qui Europa").  

     Il gioco sporco della "Banda Barroso"  

    Ma lo smemorato Rehn – finto tonto –  ha continuato a fare il  gioco di questa cerchia di eletti – o parassiti: dipende dai punti di vista – rimettendo la salvezza della baracca allo stesso artefice del disastro: Mario Monti. ''La dimostrazione di un impegno politico degli stati membri – secondo Rehn – sarà (infatti)  il punto chiave per ripristinare la fiducia nella zona euro''. Il commissario ha indicato nelle ultime ore quattro tasselli per la cosiddetta "crescita": 1) standard unico per i requisiti patrimoniali (cioè neutralizzazione del ruolo e delle funzioni tipiche degli stati); 2) supervisione finanziaria integrata (Risorse statali nelle mani dell'Ue); 3) autorità unica per la risoluzione delle crisi (cioè accentramento imperialistico) ; schema unico di garanzia dei depositi bancari (cioè dittatura bancaria); 5)  Mutualizzazione del debito (debito – come detto – fatto non dai popoli ma dalle stesse banche) con strette regole di bilancio (cioè comprimendo i servizi pubblici essenziali elargiti ai cittadini). Tutto sommato un bel modo per affrontare una crisi provocata da loro stessi.

     Barroso decise di non bloccare la speculazione  

    Il suggello di tali scelte "dittatoriali" quanto "anti-democratiche" la "Banda Barroso" – per ammissione dello stesso presidente – lo metterà al prossimo G20 del Messico. Secondo il "Re" – non eletto – della Commissione europea, infatti, al vertice mondiale "l'Ue non lascerà alcun dubbio ai partner internazionali sulla propria determinazione a prendere ogni azione necessaria contro la crisi, difendendo la stabilità e promuovendo la crescita. Siamo determinati – continua Barroso – a mostrare al mondo che l'euro e il progetto europeo sono irreversibili''.

     In attesa del Voto greco e del G20 del Messico  

    Ma, in attesa dell'esito del voto della popolazione ellenica – che in queste ore sta affollando le urne – una domanda ci viene spontanea: se l'Ue dice di star facendo di tutto per bloccare questa "pseudo-crisi" perchè ha fatto di tutto per "non approvare" il pacchetto di misure presentato nei mesi scorsi in Commissione dallo stesso commissario al Mercato interno Michel Barnier? Perchè non si è scelti di metter fine "all'impero del rating" ed alle contestuali ingerenze dei privati e delle multinazionali (che affollano i consigli direttivi delle stesse agenzie di rating responsabili dei declassamenti all'Italia ed agli alri paesi Piigs) una volta per tutte. Appare dunque chiarissima la volontà dell'Unione europea di continuare un doppiogioco al fine di alimentare questa crisi indotta e mettere le grinfie sulla ricchezza degli stati più appetibili. E il giardino d'Europa (oggi deserto d'Europa)  è tra questi.

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

  • Milano – Il Papa abbraccia le famiglie del mondo

    Milano – Il Papa abbraccia le famiglie del mondo

    Lunedì, Giugno 4th / 2012

    – di Sergio Basile – 

     

    Italia / Milano / VII Incontro Mondiale con le Famiglie  / Benedetto XVI / Famiglie / Ricchezza della famiglia cristiana / Pellegrini / Celebrazione euraristica / Società dal volto umano / Piazza Duomo / Teatro La Scala / Stadio giuseppe Meazza / San Siro / Giovani cresimandi / Famiglia / Lavoro / Festa / elementi che costruiscono la Famiglia / Il nodo del mercato e dell'utilitarismo selvaggio / Santificare il lavoro e la festa / società dal volto umano  / Mercatismo / Logiche di mercato / Essere ed avere / San Paolo / Bellezza / Sacrificio / Crescita / Riposo / Rinascita / Pasqua / Dialogo e gioia condivisa / Gratitudine / Ringraziamento / Periodo buio / Dialogo con Dio e la Natura / Europa / Qui Europa / Sergio Basile  

     

    Milano – Benedetto XVI abbraccia le

    famiglie del mondo

    Famiglia: patrimonio principale dell'umanità per

    costruire una società dal volto umano

    Monito del Papa contro il mercatismo e le logiche

    utilitaristiche di mercato: distruggono il tessuto

    sociale

    Milano – Benedetto XVI con gli sposi nella VII Giornata Mondiale della Famiglia

    Milano – "Cari amici, la vostra storia è ricchissima di cultura e di fede. Tale ricchezza ha innervato l'arte, la musica, la cultura, l'industria, la politica, lo sport, le iniziative di solidarietà di Milano e dell'intera Arcidiocesi. Spetta ora a voi, eredi di un glorioso passato e di un patrimonio spirituale di inestimabile valore, impegnarvi per trasmettere alle future generazioni la fiaccola di una così luminosa tradizione". Così  Papa Benedetto XVI ha salutato i pellegrini accorsi nella città "ambrosiana" per la tregiorni dedicata al VII Incontro Mondiale delle Famiglie: 72 ore di partecipati e coinvolgernti incontri – culminati con la Celebrazione Eucaristica di ieri, Domenica 3 Giugno – che hanno convogliato nel complesso oltre 2 milioni di pellegrini provenienti non solo dall'Europa, ma da circa 100 paesi. La famiglia, che il Papa ha definito come il "patrimonio principale dell'umanità" è ancora – in un altro passaggio – come "il lievito evangelico". secondo Benedetto XVI è ciò che deve "animare tutto il tessuto della vita, personale e comunitaria, privata e pubblica". La tregiorni, si era aperta venerdì – con l'incontro di Piazza Duomo – ed era poi proseguita (nella giornata di sabato) con l'incontro dei cresimandi allo stadio Meazza. Molto suggestivo anche l'incontro al teatro "La Scala", dedicato alla riscoperta del messaggio salvifico di Dio attraverso la sensibilità della musica.  Ad accogliere Benedetto XVI, oltre le autorità ed il sindaco Pisapia, il Cardinal Angelo Scola  – Arcivescovo di Milano – e il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia. 

     

      Ad immagine della Famiglia di Nazaret  

     

    Nell'omelia domenicale, che è coincisa con la solennità della Santissima Trinità – il Pontefice ha ricordato alla sterminata folla – costituita da migliaia e migliaia di famiglie cristiane di ogni razza, estrazione sociale e provenienza geografica, ma con un'unica forte identità, ed un unico spirito –  che Dio, oggi più che mai, chiama la famiglia – fondata sul sacramento del matrimonio tra l’uomo e la donna – ad essere Sua stessa immagine ed immagine della stessa Trinità. Così com'era nella Genesi, prima dell'avvento del peccato e della discomunione. Il Papa, nell'epoca dell'apostasia e dei peccati contro l'uomo e la sua dignità, ha dunque invitato i fedeli a riscoprire l'originaria innocenza del nucleo familiare – costituito dai primi uomini, Adamo ed Eva – e a donarsi l'un l'altro non doni circoscritti, ma bensì  la stessa vita. Segno di ciò, per Benedetto XVI, è anche e soprattutto l'amore fecondo nella "procreazione, generosa e responsabile" e nella loro "educazione attenta e sapiente", sul modello della Santa Famiglia di Nazaret. "Quella dell’amore – ha affermata Benedetto XVI in uno dei suoi passaggi più significativi – è una realtà meravigliosa, è l’unica forza che può veramente trasformare il cosmo e il mondo". 

      Gli elementi che costruiscono la Famiglia  

    Il Papa ha poi contrapposto il perseguimento di mete "alte" (evidentemente soprattutto morali)  dei figli (supportati dalle famiglie e dalla forza della fede in Gesù Cristo) all'effimero "progresso" connesso allo sviluppo della tecnica: utile, certo, ma sicuramente non sufficiente a se stesso ed al cuore dell'uomo. Non foriero da solo di vero progresso.  "Davanti a voi – ha ribadito il Papa – avete la testimonianza di tante famiglie, che indicano le vie per crescere nell’amore". "Mantenete un costante rapporto con Dio e partecipate alla vita ecclesiale – ha continuato – coltivate il dialogo (tra i membri familiari e tra la famiglia e Dio: nella preghiera) rispettate il punto di vista dell’altro, siate  pronti al servizio, pazienti con i difetti altrui; perdonate e chiedete perdono, superate con intelligenza e umiltà gli eventuali conflitti; concordate gli orientamenti educativi, siate aperti alle altre famiglie, attenti ai poveri, responsabili nella società civile". Solo rispettando questi principi evangelici – ha monito Benedetto XVI – è possibile costruire la famiglia. Un pensiero sentito il Pontefice lo ha poi rivolto alle coppie separate. "Sappiate che il Papa e la Chiesa vi sostengono nella vostra fatica; vi incoraggio a rimanere uniti alle vostre comunità, mentre auspico che le diocesi realizzino adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza".

      Il nodo del mercato e dell'utilitarismo selvaggio  

    Benedetto XVI nella sua omelia ha poi notato come "nelle moderne teorie economiche, prevale spesso una concezione utilitaristica del lavoro, della produzione e del mercato". Tuttavia, ha ricordato come "Il progetto di Dio e la stessa esperienza mostrano, però, che non è la logica unilaterale dell’utile proprio e del massimo profitto quella che può concorrere ad uno sviluppo armonico, al bene della famiglia e ad edificare una società giusta, perché porta con sé concorrenza esasperata, forti disuguaglianze, degrado dell’ambiente, corsa ai consumi, disagio nelle famiglie. Anzi – ha continuato – la mentalità utilitaristica tende ad estendersi anche alle relazioni interpersonali e familiari, riducendole a convergenze precarie di interessi individuali e minando la solidità del tessuto sociale". Già, Benedetto XVI ha colto nel segno e ha messo in guardia – le famiglie, ma soprattutto i governanti europei – dal pericolo della corsa al profitto ed al mercato, quale tomba dell'essere, a discapito dell'avere. Parole misurate ma decise e forti: pronunciate in uno dei periodi più bui della storia dell'umanità, nell'era di quello che è stato ribattezzato il tempo del "nazismo bianco": dove l'amore per il denaro e per il potere sta depravando l'umanità e annientando la dignità della persona. Speriamo solo che i governanti presenti o collegati in diretta tv abbiamo ascoltato con attenzione e fatte loro le parole del Papa, e che invertano repentinamente rotta, comprendendo nel loro profondo che in fondo tutto ha un termine su questa Terra, e che senza amore l'uomo non potrà ereditare quel famoso Regno Celeste di cui parla Gesù nei Vangeli.

      Santificare il lavoro e la festa   

    Alla luce di ciò si rivestono di eterno e di nuova luce semplici parole come lavoro e festa. Elementi troppo importanti e sacri da ridurre a puro lucro o divertimento fine a se stesso. Elementi da vivere e riscoprire come strumenti di ringraziamento (doni da diffondere con amore, e non evidentemente eliminare o privare) ma nel contempo da vivere e proiettare in una dimensione assoluta: come chiavi di accesso per comprendere il significato più profondo di concetti come "bellezza", "sacrificio", "crescita", ma anche di altre parole come "riposo", "Rinascita (Pasqua)", tempo per il "dialogo e la gioia condivisa", "Gratitudine", "Ringraziamento" e "Dialogo con Dio e la Natura".  

       Una società dal volto umano   

    Dunque, Benedetto XVI ha posto di fronte agli sposi convenuti un modello ideale di "crescita e felicità" incentrato sul tripode: "Famiglia, lavoro e festa". Elementi considerati dal Papa quali "tre doni di Dio, tre dimensioni della nostra esistenza che devono trovare un armonico equilibrio (…) capaci di costruire società dal volto umano, privilegiando sempre la logica dell’essere rispetto a quella dell’avere, in quanto – ha monito il Papa – la prima costruisce, la seconda finisce per distruggere". Chiaro riferimento all'attuale sfacelo economico e sociale che afflige l'Europa governata da freddi e vuoti tecnocrati e dalle loro care banche. "Occorre – ha concluso citando la Lettera di San Paolo ai Corinzi – educarsi a credere, prima di tutto in famiglia, nell’amore autentico, quello che viene da Dio e ci unisce a Lui: e proprio per questo «ci trasforma in un Noi, che supera le nostre divisioni e ci fa diventare una cosa sola, fino a che – alla fine – Dio sia “tutto in tutti” (1 Cor 15,28)".

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • Dublino – Stasera l’esito del voto anti-austerity ed anti-eurocasta

    Dublino – Stasera l’esito del voto anti-austerity ed anti-eurocasta

    Venerdì, Giugno 1st / 2012

    – di Silvia Laporta – 

    Irlanda / Dublino / Eurozona / Unione europea / Referendum / Fiscal compact / Angela Merkel / Germania / Ue / Debito / Crisi / Irlandesi / Banche / Debtocracy / Voto / Referendum / Fiscal Compact / Fmi / Ue / Troika / MES / Fondo Salva Stati / Democrazia / Controinformazione / Rinascita / Silvia Laporta / Qui Europa / Controinformazione / Europa / Fondo Monetario Internazionale  

    Gli Irlandesi vogliono “cavarsela da soli” 

    Bassa affluenza al referendum, stasera l'esito!

    Dublino – Stasera l’esito del voto anti-austerity ed anti-eurocasta

    Dublino –  Tensioni politiche e aspettative differenti a proposito del referendum (Anti-Troika) sul Fiscal Compact che, nel suo primo giorno, si è chiuso ieri sera alle 22 (le 23 in Italia).  Al seggio, situato nel complesso che accoglie il Dipartimento dell’Istruzione, a  Malborought Street, solo il 50% degli Irlandesi si sono recati a votare a favore o contro  la modifica costituzionale tesa a rendere vincolante il pareggio di bilancio pubblico: istituzionalizzato dal "Fiscal Compact". Un interesse “relativo” abbinato all’importanza “relativa” dello stesso Referendum: basta infatti che i 12 Paesi su 25 firmatari, (finora sono 5), ratifichino il Trattato perché questo entri in vigore, quindi il voto irlandese non può bloccarlo. Ma un eventuale “no” si colorerebbe di sensibili e vivaci sfumature politiche. Questo referendum è stato fatto soprattutto per riflettere l’opinione pubblica dell’Irlanda sulla dissennata strategia che i governi  sotto la spinata della tecnocrazia dominante si sono dati per affrontare la crisi del debito. Qualora vincessero i si, la cancelliera  tedesca Merkel potrà dire di aver portato a casa un piccolo successo. L’idea del Fiscal Compact, e dei suoi “meccanismi automatici” di riduzione del deficit, con contestuale annientamento di importanti armi statali di sviluppo, quali tra tutte il deficit spending (vedi articoli precedenti nel motore di ricerca di Qui Europa) è tutta made in Germany, ma anche – evidentemente – made in Italy, o meglio made in Bocconi! Qualora l’esito fosse un “no”, salterebbe chiaro agli occhi, come le misure di austerity promosse dalla cancelliera, non siano poi cosi “benviste”o “utili” per la  popolazione. Tra i sostenitori della politica anti-austerity dell'eurocasta, anche Sinn Fèin, l’ex braccio politico dell’Iraq.

      Un secco "No" alla trappola dell'Austerity e a "Debtocracy"  

    Dall’altro lato, la paura  di molti Irlandesi è quella di dover occupare una posizione ai margini dell’Europa. A seguito di un “no”, infatti, non  potrebbero  più contare – stando all'euro-ricatto lanciato a mò di minaccia  da Bruxelles – sui finanziamenti a basso costo dell’Esm (Fondo Salva Stati) ma solo sulle proprie forze. Ciò diventa preoccupante per i cittadini in un momento di estrema crisi economica, in cui per far fronte al crack bancario , l’Irlanda,  è sotto programma Ue-Fmi, in cambio di un prestito di 67,5 miliardi. Ma alla fine è senz'altro la scelta giusta: dire no a "Debtocracy" ed ai suoi servi tecnocratici.

      Irlanda – Un nobile monito per tutti gli Europei? Forse si!  

    Comunque vada, la popolazione sa di star andando incontro a un periodo di crisi e povertà in cui toccherà “stringere i denti” per poter andare avanti e risollevare la situazione. Nonostante i pareri discordanti divisi tra gli euro-scettici – una maggioranza decisa a voler abbandonare le misure di austerity – e gli europeisti – in minoranza – che evidenziano, al contrario, il bisogno e la stretta dipendenza dall’Unione dei tecnocrati e dei suoi finanziamenti, bisognerà aspettare questa sera per conoscere l’esito. Un esito che, ricordiamo, non sarà estremamente vincolante a livello decisionale ma esprimerà solo l’idea politica del Paese. Alle decisioni ci pensa la Merkell, purtroppo! Ma ancora non è detto. Intanto l'Europa della Democrazia sembra voler alzare la testa e riprendersi la propria sovranità.

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Roma – Uova e fischi per Draghi, duramente contestato a La Sapienza

    Roma – Uova e fischi per Draghi, duramente contestato a La Sapienza

    Martedì, Maggio 29th  / 2012 

    – di Silvia Laporta –

    Italia / Roma / La Sapienza / Università / Protesta dergli studenti / Mario Draghi / Visco / Bce / Bankitalia / Austerity / Politichese / Dittatura della casta bancaria / I giovani aprono gli occhi / Commemorazione caffè / Mario Monti / Lezione di politichese / Federico caffè / Aula Tanarelli / Draghi emblema di una casta alla frutta / Rinascita 

    Lancio di uova contro il presidente della BCE

    Draghi: lo sdegno dei giovani della Sapienza 

    Roma – Va in scena tra uova e fischi l'ultima tristissima

    pantomima del leader della casta dei banchieri

    I giovani della Sapienza: Draghi e Monti "Go Home!"

    Roma – I Giovani della Sapienza contestano duramente il Presidente della Bce, Mario Draghi

    Roma – Il presidente della Bce, Mario Draghi, e il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco giovedì scorso erano a Roma, precisamente alla Sapienza, in occasione dei 25 anni della scomparsa dell’economista Federico Caffè, di cui sono stati affezionati allievi.  Ad accoglierli fuori dalla Facoltà, che hanno essi stessi frequentato, forse non proprio ciò che si aspettavano. Gruppi di giovani arrabbiati e armati di striscioni, con scritto “Respingiamo il debito, respingiamo Draghi” , “Draghi e Monti bocciati”, “ Non accettiamo lezioni di austerità”. Atenei arrabbiati, collettivi di rivoluzione, distribuivano fac-simili di 500 euro  con la scritta “No alla Bce.No all’austerità”. Volano uova oltre il cordone di forze dell'ordine che aveva blindato l'ingresso nel momento del passaggio dell'auto di Draghi.  Nei corridoi di Economia altri striscioni attendevano il passaggio di Draghi riportando frasi di Federico Caffè: "Da tempo sono convinto che la sovrastruttura finanziario-borsistica favorisca un gioco spregiudicato di tipo predatorio a danno della società". Il dissenso aumenta in un confronto tra polizia e studenti. "Ci sono alcuni studenti lievemente contusi per qualche manganellata" raccontano i ragazzi presenti, che si sono poi riuniti in un  corteo spontaneo e improvviso per le vie attorno alla Sapienza. La redazione di "Qui Europa" ha sentito il dovere di pubblicare la notizia perchè indice eloquente ed emblematico di un malumore ormai palpabile soprattuitto tra le nuove generazioni, che stanno cercando di manifestare puntando l'attenzione ed i riflettori su una sorta di regime (molti osservatori internazionali hanno coniato il termine di "nazismo bianco" dell'euro-casta dei banchieri & Co) che tv e giornali nazionali, in gran parte (ed in maniera grave ed incomprensibile) minimizzano e dipingono con colori inopportuni e tinte "allegre",  sotto i "grigi" di una pura propaganda di facciata pro casta.

      Nell'aula Tanarelli  

    Dentro l’aula Tanarelli, altri studenti e professori, ascoltano le parole di Draghi.“I giovani sono il vero motore dell'economia e non impiegarli non è altro che uno spreco. Il sottoutilizzo delle risorse dei giovani riduce in vari modi la crescita, ciò oltre a ferire l'equità, costituisce uno spreco che non possiamo permetterci. E' vitale per la crescita e l'occupazione che le banche tornino a porsi in condizione di rifinanziare l'economia, le due operazioni di Ltro sono di dimensione tali che ci vorrà tempo affinché dispieghino tutti gli effetti positivi per l'economia europea". Parafrasando insomma, è indispensabile l’uso dei giovani, ma non gli garantiamo un posto di lavoro, le banche devono avere i vostri soldi e  continuate a sopportare in silenzio gli effetti delle nostre infondate manovre!

      Draghi e la sconclusionata lezione di politichese alla Sapienza  

    Nascosto dietro uno strano “politichese”, difficilmente comprensibile Draghi continua: "Le misure straordinarie varate dalla Bce ci hanno fatto guadagnare tempo, preservando la funzionalità della politica monetaria, impedendo un collasso dei mercati bancari che avrebbe avuto effetti su produttività e lavoro di gran lunga più pesanti di quelli che ci sono stati. Superata l'emergenza, occorre che il consolidamento fiscale sul quale i governi dell'euro hanno compiuto straordinari progressi, si riqualifichi con una diminuzione della spesa corrente e del prelievo fiscale". Aggiunge infine che al fiscal compact va affiancato un patto per la crescita.

      Il Consiglio – Lascia perdere! Non siete più credibili! 

    Collasso dei mercati bancari? Consolidamento fiscale? Vuole ancora darcela a bere! Il Fiscal Compact non ha fatto altro che accordare le regole di bilancio tra gli stati dell’Euro su criteri stringenti,controlli severi e sanzioni per i paesi che violano le regole, con l’obbiettivo di abbassare il deficit pubblico al prezzo di gonfiare le casse delle banche! Continua Draghi: “ In Italia la debolezza degli ammortizzatori sociali si accompagna con una protezione relativamente elevata del posto di lavoro e a fronte di un'incidenza della spesa sociale sul Pil in linea con quella Ue, quella di sostegno ai disoccupati alle famiglie, in particolare quelle a rischio povertà, è su livelli pari a meno della metà rispetto a quelli europei, mentre la spesa pensionistica è nettamente superiore. Riforme del mercato del lavoro che sappiano coniugare flessibilità e mobilità, con l'equità e con l'inclusione sociale sono essenziali". 

      Mario Draghi – Emblema ci una casta dittatoriale alla frutta  

    Questo sarebbe il messaggio che Draghi vuole trasmettere ai giovani? Dove si trova “l’eccessiva protezione del posto di lavoro” in un ragazzo che lavora come precario al call center per 5 euro lorde al giorno? Anche  il prof. Monti con i suoi  recenti 17 secondi di silenzio, durante l’intervista alla trasmissione televisiva Agorà, in seguito a una domanda sulle prospettive di lavoro dei giovani, si è fermato a pensare prima di dire una castroneria simile! E invece riguardo alla  “la spesa pensionistica superiore”, forse dovremmo chiederlo a quel signore 77enne di Bergamo che è stato denunciato per aver rubato 11 euro, tra generi alimentari, perché la pensione non gli bastava per fare la spesa?

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)