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  • ACTA: l’Eurocamera boccia il Trattato più liberticida di sempre

    ACTA: l’Eurocamera boccia il Trattato più liberticida di sempre

    Giovedì, Luglio 5th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Parlamento europeo / Assemblea plenaria / Votazione / Bocciatura ACTA / Petizione popolare / Unione europea / Acta / Accordo anticontraffazione / Accordo liberticida / Multinazionali / Diktat / Diritti / Censura / Web / Europa / Usa / Obama / Fascicolo istituzionale /  Consiglio  europeo / Ratifica / Sequestro / Confisca / Arresto / Risarcimenti 

    ACTA: l'Eurocamera boccia il Trattato più

    liberticida di sempre

    Un sospiro di sollievo per milioni di europei:

    festeggia il popolo Anti-ACTA

    Il Parlamento europeo Respinge l’ACTA

    Strasburgo – Era un giorno atteso da mesi questo, e non solo per i protagonisti del voto di ieri, quanto per milioni di giovani europei con il fiato sospeso in merito al delicato passaggio dell'Eurocamera sul trattato della "Censura", il famigerato ACTA. Trattato contro il quale, nei mesi scorsi, era stata presentata al Parlamento europeo una petizione firmata da 2,8 milioni di cittadini di tutto il mondo che chiedeva il "No". Il Parlamento europeo riunito in seduta plenaria alla fine ha deciso nel migliore dei modi, ovvero respingendo seccamente – malgrado gli ultimi colpi di coda e le preoccupanti dichiarazioni pro-ACTA piovute dall'eurodeputata francese Marielle Gallo – la ratifica del controverso Trattato Internazionale sulla contraffazione di beni materiali e la tutela della proprietà intellettuale su internet. La plenaria di Strasburgo ha espresso 478 no, 39 si' e addirittura 165 astensioni.  L'ACTA, come detto negli ultimi articoli pubblicati, era già stato respinto in maniera informale da ben 5 commissioni parlamentari competenti: commercio estero, giuridica, industria, liberta' civili, giustizia e affari interni e sviluppo.

      Il primo "No" di Strasburgo su un Trattato Internazionalie  

    Con il no di Strasburgo – il primo dell'Eurocamera in materia di trattati commerciali internazionali – dunque, il Trattato Acta non potrà diventare legge nell'Ue né ovviamente in Italia e negli altri 26 stati membri. Ora spetterà capire quali vie alternative l'Unione debba indicare al fine di proteggere la proprietà intellettuale sul web senza però andar contro le libertà dei singoli, ed in palese favore di lobby e multinazionali. Secondo l'eurodeputato Francesco De Angelis, relatore ombra di Acta in commissione Industria, ''con questo voto, l'Europa si conferma baluardo dei diritti fondamentali (su questo ci sarebbe molto da dire e dissentire) anche per quanto riguarda la libera condivisione dei contenuti nello spazio digitale''.

      Ppe deluso  

    Delusione da parte dei popolari del Ppe, stranamente in gran parte schierati per il si. Ma d'altra parte ci chiediamo: come accogliere un trattato cui modalità attuative e sanzioni rischiano di limitare la circolazione di informazioni e contenuti sul web? Come accogliere un trattato che viola e mina gravemente i diritti fondamentali dei cittadini, aprendo scenari iniqui di tutela da parte dei possessori (multinazionali e lobby) di brevetti da utilizzare contro centinaia di milioni di persone? Questa posizione di una cospicua fetta di moderati del Ppe francamente ci ha lasciato addosso un certo sconcerto. Ma fortunatamente – almeno stavolta – a Strasburgo il buon senso e la volontà popolare hanno avuto il giusto peso. Ora bisognerà vedere se la Commissione europea non trovi qualche altro cavillo per far rientrare l'ACTA dalla finestra: così come aveva "minacciato" con tono arrogante il commissario Karel De Gucht. Beh! Noi di "Qui Europa" staremo a vedere ed a vigilare per voi. Ma D'altra parte i rischi dell'ACTA esaminati erano davvero troppi e troppo pericolosi. Non a caso l'ACTA è stato definito come il trattato commerciale più liberticida dai tempi dell'Antica Roma. Rivediamo insieme il perchè in questa breve sintesi che vi riproponiamo:

      Rischi e Ingerenze dell'ACTA  

    E’ doveroso ricordare che le multinazionali con l’Acta avrebbero goduto di una posizione di assoluto vantaggio sui piccoli consumatori e sulle piccole aziende, in forza della semplice esistenza di un brevetto o di un diritto d’autore, tale da permettere di porre in essere spropositate ed ambigue misure di censura e difesa che di fatto avrebbero potuto limitare fortemente le libertà dei singoli, creando una sorta di dittatura commerciale, ed imbavagliando – tra l’altro – una delle poche fonti di informazione rimasta (parzialmente libera): il web

      1 – Competenza dell'azione legale  

    L'ACTA implicava, dunque,  sconcertanti limiti alle libertà personali, che avrebbero favorito il libero gioco delle multinazionali. Esso, infatti, non chiariva in modo esaustivo e sufficientemente chiaro la "scala commerciale" e gli ambiti di competenza ed azione legale nei confronti dei diritti d'autore, e dei loro presunti violatori.

      2 – Provider poliziotti di rete  

    Inoltre l'Acta implicava il paradossale ed improprio riconoscimento dei provider e dei fornitori di servizi Internet quali "poliziotti"  di rete, con contestuale

      3 –  Riconoscimento automatico di Rimborsi e Indennizzi Iniqui  

    riconoscimento ai titolari dei diritti (diritti spesso iniqui e sbilanciati) di chiedere rimborsi elevatissimi in seno ai presunti trasgressori.  Molta confusione l'Acta faceva  poi sull'entità dei rimborsi. Insomma (come già trattato negli articoli pubblicati in "Qui Europa" nelle scorse settimane) si trattava di un documento che avrebbe potuto compromettere per sempre – ed in negativo – i rapporti tra operatori commerciali e tra operatori e società civile. Il tutto vertiva – come detto – sul rispetto dei brevetti e dei diritti d'autore acquisiti. Ma d'altra parte è anche doveroso ammettere che molte multinazionali – oggi come in passato – hanno volutamente acquistato e/o registrato dei diritti d'autore su rivoluzionarie invenzioni per poi magari naconderli nei loro cassetti, e poter godere – senza alcuna limitazione ed in regime di monopolio – di diritti illimitati. Ciò ha portato tali grandi colossi economici ad operare in mercati "anti-concorrenziali" in regime di monopolio. E questo anche in settori particolarmente delicati e ampi come ad esempio l'agricoltura o il settore farmaceutico

      4 – Blocco illeggittimo su semplici supposizioni di violazione  

    Il Trattato avrebbe permesso, inoltre, alle multinazionali di bloccare i "presunti trasgressori" senza attendere il preventivo e tempestivo intervento della legge. L'attività di un presunto trasgressore, dunque, sarebbe potuta essere stata bloccata a discrezione della multinazionale di turno, ed in maniera del tutto arbitraria e preventiva: sulla base, cioè, di semplici supposizioni di violazioneDavvero assurdo! 

     Le altre imminenti e durissime battaglie da vincere  

    Una volta tanto buone notizie da Strasburgo! Ora però le altre imminenti e grandi battaglie da disputare e vincere sono quelle per il debito iniquo e per la sovranità popolare. Dobbiamo rigettare l'idea che un Super-Stato accentrato (come quello in cantiere: gli USA d'Europa) possa risolvere i problemi dell'Eurozona. Anzi! Sarebbe la fine della democrazia o di quel che ne resta.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • ACTA: Il voto dell’Eurocamera su Censura Web

    ACTA: Il voto dell’Eurocamera su Censura Web

    Lunedì, Luglio 2nd / 2012

    – di Sergio Basile – 

    Parlamento europeo / Petizione popolare / Unione europea / Acta / Accordo anticontraffazione / Accordo liberticida / Multinazionali / Diktat / Diritti / Censura / Web / Europa / Usa / Obama / Fascicolo istituzionale /  Consiglio  europeo / Ratifica / Sequestro / Confisca / Arresto / Risarcimenti 

    ACTA: Mercoledì il voto dell'Eurocamera sul

    Trattato pro-lobby più liberticida di sempre

    La minaccia della Commissione europea

    Petizione-record sottoscritta dal "Popolo Anti-Acta":

    2,4 milioni di europei contro la censura commerciale e web 

    e milioni di giovani a protestare nelle piazze europee

    ACTA – Europarlamento al voto sul Trattato Commerciale Internazionale più liberticida di sempre

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Libertà dei popoli a rischio – Ecco cosè l'ACTA  

    Bruxelles – In Estate, come spesso accade, vengono prese decisioni importanti destinate a mutare equilibri economici e giuridici e ad incidere sula vita democratica dei paesi. Sarà una casualità, ma fu così, ad esempio, nel 1992, quando in Italia, il governo Amato privatizzò di fatto la Banca d'Italia, regalandone il controllo alle banche private, che entrarono in possesso del 96% delle azioni dell'istituto, avviando un gravissimo processo di perdita della sovranità monetaria ai danni del popolo italiano. L'estate 2012 sarà invece ricordata (anche se la TV ed i giornali fanno finta di niente, continuando ad occuparsi di notizie secondarie) per l'entrata in vigore del distruttivo e liberticida MES (Meccasismo Europeo di Stabilità al quale abbiamo dato nella scorsa settimana moltissimo spazio) ma anche per l'imminente votazione presso il Parlamento europeo, del Trattato Internazionale chiamato ACTA: definito da numerosi osservatori internazionali e giuristi come il più liberticida ed antidemocratico trattato mai predisposto, firmato e ratificato, dai tempi dell'antica Roma. Da mesi ne parliamo, ma visto il voto impellente previsto per il prossimo mercoledì 4 luglio, proviamo a farvene una schematica sintesi.

     ACTA – Tra Retorica e Disinformazione  

    L'ACTA (Anti Counterfeiting Trade Agreement) è un accordo commerciale internazionale e plurilaterale che  – di facciata – servirebbe a dettare regole più efficaci per la cosiddetta "pirateria on-line", ovvero per contrastare la pirateria informatica e tutelare il copyright. Esso fu firmato a Tokyo lo scorso 26 gennaio 2012. Tra i paesi aderenti anche il Canada, gli Usa, l'Italia e gli altri Paesi Ue: ad eccezione di Germania, Olanda, Estonia, Slovacchia e Cipro. Ma analizzando i contenuti dell'Acta, fin dai mesi scorsi abbiamo informato i nostri lettori come in realtà, esso, dietro lo slogan retorico di una presunta difesa dei consumatori e del diritto d'autore, vada a minare una serie piuttosto ampia di diritti e libertà fondamentali dei singoli cittadini. In particolare le principali libertà economiche, così come la libera possibilità di esprimere il proprio pensiero sul web: a vantaggio delle grandi multinazionali e dei gruppi di potere. ( Per saperne di più vedi il video nella Galleria Multimediale di "Qui Europa" http://www.youtube.com/watch?v=72sxGIfqakg&feature=related)

      USA – Il Tranello di Barack Obama  

    Negli Usa, Obama, avrebbe imposto l’approvazione dell’Acta, senza passare dal Congresso: molti osservatori internazionali hanno bollato questo comportamento come gravissimo ed ingiustificabile. Come un atto di prepotenza; un inaccetabile processo antidemocratico. Il pretesto del Presidente Usa – usato a sua discolpa – sarebbe stato quello di aver agito nel tentativo di difendere i diritti d’autore ed i diritti delle aziende titolari di brevetti. Ma Obama non avrebbe replicato alle critiche dei suoi detrattori, celandosi dietro una presunta scelta di difesa della "sicurezza nazionale". 

      Petizione da Record  

    Da gennaio, dunque, è partita una dura lotta degli attivisti Anti-ACTA, che in Europa ha visto lo sfociare, il crescere e l'estendersi della protestaa a macchia d'olio e nelle principali piazze europee: da Praga a Stoccolma, da Varsavia a Berlino, da Parigi a Vienna. Tali proteste hanno portato ad un risultato storico – ciò malgrado in Italia (tra gli ultimi paesi al mondo come libertà di stampa ed informazione) giornali e Tg, come spesso accade, abbiano fatto finata di nulla, lasciando in una pressocché totale ignoranza la popolazione. Malgrado ciò, i giovani attraverso il web, hanno promosso a Roma il "No-ACTA Day", lo scorso 9 Giugno, riempiendo le piazze della capitale di migliaia di attivisti e semplici cittadini protesi a denunciare i gravissimi pericoli del trattato: tra i promotori del "No-Acta Day" il "Partito Pirata Italiano" . La petizione per il blocco dell'Acta è stata sottoscritta – dopo centinaia di manifestazioni in tutta Europa –  da 2,4 milioni di europei ed è stata ritenuta “ricevibile in via urgente” dalla Commissione parlamentare competente di Bruxelles, presieduta dall'eurodeputata italiana Erminia Mazzoni (Pdl). Tale commissione  ha impiegato meno di un mese ad accogliere la richiesta, dimezzando di fatto i tempi previsti per il rispetto dell'iter tradizionale. Nella petizione i ricorrenti  hanno sostenuto il fatto che l'accordo fosse stato negoziato in segreto da una circoscritta élite di paesi ricchi, da grandi lobby e da poteri aziendali forti, istituendo di fatto un'intesa anticontraffazione che permetterebbe a chi ha interessi privati di sorvegliare tutte le attività online e commerciali dei cittadini di tutto il mondo''. 

      Rischi e Ingerenze dell'ACTA  

    E’ doveroso ricordare che le multinazionali con l’Acta godrebbero di una posizione di assoluto vantaggio sui piccoli consumatori e sulle piccole aziende, in forza della semplice esistenza di un brevetto o di un diritto d’autore, tale da permettere di porre in essere spropositate ed ambigue misure di censura e difesa che di fatto potrebbero limitare fortemente le libertà dei singoli, creando una sorta di dittatura commerciale, ed imbavagliando – tra l’altro – una delle poche fonti di informazione rimasta (parzialmente libera): il web

      1 – Competenza dell'azione legale  

    L'ACTA implica, dunque,  sconcertanti limiti alle libertà personali, che favorirebbero il libero gioco delle multinazionali. Esso, infatti, non chiarisce in modo esaustivo e sufficientemente chiaro la "scala commerciale" e gli ambiti di competenza ed azione legale nei confronti dei diritti d'autore, e dei loro presunti violatori.

      2 – Provider poliziotti di rete  

    Inoltre l'Acta implicherebbe il paradossale ed improprio riconoscimento dei provider e dei fornitori di servizi Internet quali "poliziotti"  di rete, con contestuale

      3 –  Riconoscimento automatico di Rimborsi e Indennizzi Iniqui  

    riconoscimento ai titolari dei diritti (spesso iniqui e sbilanciati) di chiedere rimborsi elevatissimi in seno ai presunti trasgressori.  Molta confusione l'Acta la fa poi sull'entità dei rimborsi. Insomma (come già trattato negli articoli pubblicati in "Qui Europa" nelle scorse settimane) si tratta di un documento che potrebbe compromettere per sempre – ed in negativo – i rapporti tra operatori commerciali e tra operatori e società civile. Il tutto vertirebbe sul rispetto dei brevetti e dei diritti d'autore acquisiti. Ma d'altra parte è anche doveroso ammettere che molte multinazionali – oggi come in passato – hanno volutamente acquistato e/o registrato dei diritti d'autore su rivoluzionarie invenzioni per poi magari naconderli nei loro cassetti, e poter godere – senza alcuna limitazione ed in regime di monopolio – di diritti illimitati. Ciò ha portato tali grandi colossi economici ad operare in mercati "anti-concorrenziali" in regime di monopolio. E questo anche in settori particolarmente delicati e ampi come ad esempio l'agricoltura o il settore farmaceutico

      4 – Blocco illeggittimo su semplici supposizioni di violazione  

    Il Trattato permetterebbe inoltre alle multinazionali di bloccare i "presunti trasgressori" senza attendere il preventivo e tempestivo intervento della legge. L'attività di un presunto trasgressore, dunque, potrebbe essere bloccata a discrezione della multinazionale di turno, ed in maniera del tutto arbitraria e preventiva: sulla base, cioè, di semplici supposizioni di violazione. Davvero assurdo!

      La bocciatura delle Commissioni parlamentari  

    Ecco perchè fin dai mesi scorsi l'ACTA, a Bruxelles,  ha inanellato una sfilsa di pareri negativi e bocciature presso tutte le commissioni parlamentari competenti. Tra Maggio e Giugno, 5 commissioni  lo hanno rigettato: la LIBE (Libertà Civili, Industria e Affari Interni, che lo bollò come non rispettoso dei diritti fondamentali dell'Ue) la ITRE (Commissione Industria, Ricerca ed Energia, che lo bocciò ritenendolo non rispettoso degli equilibri tra stakeholder); la IURI (Commissione Giuridica); la DEVE (Commissione Sviluppo) e la INTA (Commissione Commercio Internazionale). Ciò a portato ad accogliere la petizione e a decidere di giungere alla pronunzia diretta del Parlamento europeo, senza attendere il parere della Corte di Giustizia. Dunque l'Eurocamera sarà chiamata a ratificare o respingere il trattato il prossimo 4 luglio. 

      La Minaccia della Commissione europea 

    Ma nelle score ore molto scalpore e sconcerto hanno suscitato le dichiarazioni del Commissario europeo per il Commercio – il belga Kerl De Gucht – il quale non solo si è schierato apertamente a favore dell'ACTA, ma a rilanciato la sua controffensiva in favore dei "diritti" (sarebbe più giusto parlare di ingerenze e monopoli di fatto) acquisiti dalle multinazionali e dalle grandi lobby (i veri beneficiari del trattato) sostenendo che "non importa affatto cosa voterà il Parlamento europeo il 4 luglio, poichè a decidere sarà la Corte Europea, e qualora anche quest'ultima dovesse pronunziarsi a sfavore della ratifica del trattato, l'ultima parola spetterà alla Commissione europea (che è – ricordiamolo – una commissione di non eletti) che apporterà solo piccole modifiche e comunque lo ripresenterà per l'approvazione".

      L'uscita "bassa" dell'eurodeputata Gallo 

    Ma ad accogliere e lodare le dure quanto spropositate parole del commissario De Gucht, c'ha pensato l'eurodeputata francese Marielle Gallo, secondo la quale, addirittura, "le proteste contro l'ACTA sono una forma di terrorismo". No comment! Parole, queste, davvero lontane mille miglia dai problemi di quotidiana sopravvivenza dei piccoli operatori commerciali schiacciati dallo strapotere delle multinazionali, e pronunziate con disinvoltura, malgrado i palesi limiti sopra-evidenziati, e malgrado milioni di europei siano apertamente a sfavore dell'ACTA.

      "Democrazia in Azione!" – La Replica del Partito dei Pirati  

    Evidentemente qualcosa non va! Che democrazia è mai questa? Intanto, a poche ore dal fatidico voto,  mobilitazioni anti-Acta continuano a susseguirsi in tutte le principali piazze d'Europa, sulla scia della linea cinematografica suggerita dall'ormai mitico "Anonimous", ed è giunta pronta la replica alle parole di Marielle Gallo da parte del "Partito dei Pirati", secondo il quale "se a Bruxelles pensano che la difesa dei diritti dei più deboli sia una forma di terrorismo, allora è giusto andare avanti con questo terrorismo, che gli europei giudicano invece democrazia in azione".

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • WEB – Le denunce: Salvati o Spiati ?

    WEB – Le denunce: Salvati o Spiati ?

    Martedì,  Aprile 10th/ 2012

    Consiglio d'Europa / Trasparenza / Interrogazioni / Dati personali /  Telecomunicazioni / Web / Google / Gmail / i-Phone / BlackBerry / Acta / Trattato internazionale più liberticida di sempre / Dittatura / Democrazia / Libertà personali / 150 organizzazioni internazionali / Controllo di massa / Grande Fratello / Capi di stato e dittatori / Villaggio globale / Rispetto della privacy / Influenza delle lobby / Julian Assange e  Wikileaks / Londra / Parlamento europeo  

    Web – Il Consiglio d'Europa e lo spy-internet:

    Ingerenze totalitaristiche o rispetto dei Diritti Umani?

    Rete di spiati? Le raccomandazioni del Consiglio d'Europa e

    la denuncia di Julian assenge e Wikileaks

    Bruxelles, Londra – Fanno discutere in tutta Europale ultime dichiarazioni Consiglio d’Europea in materia di web e trasparenza. Il progetto al quale starebbe lavorando il “Consilium” implicherebbe l’adozione di misure adottate ad hoc per rendere – almeno a quanto dichiarato dai portavoce del Consiglio – più “trasparenti” i criteri impiegati dai motori di ricerca e dai social network per “selezionare, ordinare o rimuovere” le informazioni da internet. Il Consilium non si è limitato a render noto il proprio parere in merito, ma ha levato richiesta ufficiale mediante ben due raccomandazioni – tramite il suo Comitato dei ministri – indirizzate ai leader dei 47 Stati membri dell’organizzazione paneuropea.  

      Ingerenze totalitaristiche o rispetto dei diritti umani?  

    Qualcuno parla già di pesanti ingerenze nelle sfere di competenza e nei diritti personali degli internauti, e di preparazione o predisposizione del Consiglio europeo a reperire anche in Europa – preparando il terreno ai lavori assembleari dell’Europarlamento del prossimo 12 giugno – il discusso ACTA (vedi precedenti articoli in “Qui Europa”) individuato dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica mondiale come il “trattato internazionale più liberticida di sempre” (per saperne di più vedi video “ACTA” nella galleria multimediale di “Qui Europa”) una vera e propria forma di dittatura commerciale e web: un attacco alla libertà ed alla democrazia senza precedenti nella storia. Comunque, stando ai fatti, le due raccomandazioni del Consilium – secondo lo stesso Consiglio – mirerebbero ad “aumentare il rispetto dei diritti umani, in particolare la libertà di espressione, l’accesso all’informazione, il diritto alla libertà di associazione e il diritto alla vita privata degli utilizzatori dei motori di ricerca e dei social network”.

      La questione dell’utilizzo dei dati personali  

    Pertanto, il suddetto Comitato dei ministri avrebbe raccomandato agli stati sopraindicati particolare attenzione specie per quanto riguarda l’utilizzo dei dati personali. Ma – a parte la solita propaganda – la questione merita il massimo controllo e la massima cautela, visti gli enormi interessi in ballo e la capacità delle multinazionali e delle lobby di influenzare le politiche europee mediante pressioni di gruppi di potere a loro collegati a vario titolo. D’altra parte, la storia ci insegna, che in nome della libertà e dei diritti umani sono stati commessi i maggiori disastri nella storia umana. E’ ciò specie da inizio Novecento ad oggi: con una notevole impennata – spesso malcelata da media compiacenti – dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi. Inoltre, vista la grande presa dei social network a livelo continentale, il controllo di tali mezzi di ICT potrebbe equivalere al controllo diretto e silenzioso di miliardi di cittadini di questo pazzo villaggio globale. Si pensi ad esempio, solo per un attimo, all’enorme quantità di dati aggregati ed all’uso più disparato che di tali dati potrebbero farne astuti burattinai mediatici o addirittura governi: magari proprio in nome del rispetto della privacy.

      La denuncia di Julian Assange e  Wikileaks  

    In merito fa molto discutere l’ultima uscita del fondatore di Wikileaks, Julian Assange, che nei giorni scorsi, da Londra, ha messo in guardia gli utilizzatori di smartphone ed e-mail dalle ingerenze liberticide delle aziende produttrici che stanno dietro le Ict che rilasciano account email. Assange, infatti, ha pubblicamente denunciato il fatto che tali aziende multinazionali starebbero vendendo, a più di 150 organizzazioni di tutto il mondo, dittatori e capi di stato “più o meno democratici”, le informazioni private ottenute dai telefoni cellulari e computer, raccogliendole mediante accurata selezione dei fruitori di tali servizi, divise per categoria e per oggetto d’interesse. Un vero e proprio spy-game, dove però gli ignari protagonisti del gioco saremmo noi: popolo di spiati ed intercettati. E tutto ciò – strano ma vero – in nome della privacy. Tra le ignare vittime, secondo il fondatore di Wikileaks che ha parlato in merito di un vero e proprio “stato totalitario di sorveglianza” – una sorta di Grande Fratello Mondiale – vi sarebbero i possessori di Ict quali i-Phone, BlackBerry e  Gmail. In tal senso nei giorni scorsi Wikileaks, in Paresi come Usa, Regno Unito, Australia, Sud Africa e Canada, ha rilasciato ben 287 documenti – d’intesa con il sito Web spyfiles.org – informando gli internauti su tali gravissime forme globali di spionaggio dell’informazione. Ciò spiegherebbe anche il fatto – secondo Assange – delle grandi difficoltà finanziarie che il progetto Wikileaks starebbe affrontando, per mano di società come Paypal, Mastercard, Visa, Bank of America e Western Union . Non ci resta che vigilare, informarci costantemente e non molare la guardia. Il gioco in ballo è la nostra stessa libertà!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • ACTA: La nuova dittatura che minaccia il mondo – Petizione record all’Europarlamento: 12 Giugno 2012, Ue al voto

    ACTA: La nuova dittatura che minaccia il mondo – Petizione record all’Europarlamento: 12 Giugno 2012, Ue al voto

    Mercoledì, Marzo 21th / 2012

    – di Sergio Basile – 

    Parlamento europeo / Petizione popolare / Unione europea / Acta / Accordo anticontraffazione / Accordo liberticida / Multinazionali / Diktat / Diritti / Censura / Web / Europa / Usa / Obama / Fascicolo istituzionale / 11 giugno 2012 / Consiglio  europeo / Ratifica / Sequestro / Confisca / Arresto / Risarcimenti / Apocalisse democratica

    ACTA: petizione all'Europarlamento contro

    l'accordo internazionale "dittatoriale" 

    Ue: 12 Giugno 2012 l'Europa al voto sull'Accordo

    commerciale più discusso di sempre

    Petizione-record sottoscritta dal "Popolo Anti-Acta":

    2,4 milioni di europei contro la censura commerciale e web 

    Bruxelles – L'Acta  (Accordo internazionale anticontraffazione) è stato definito da molti giuristi ed economisti – trovando pienamente d'accordo anche noi di "Qui Europa" – come l'accordo tra stati più liberticida e antidemocratico di sempre. Esso, infatti, va a minare – con lo slogan retorico di una presunta difesa dei consumatori e del diritto d'autore – le principali libertà economiche dei cittadini, così come la libera possibilità di esprimere il proprio pensiero sul web.

      Petizione da Record  

    La petizione per il blocco dell'Acta è stata sottoscritta – dopo centinaia di manifestazioni in tutta Europa –  da 2,4 milioni di europei ed e' stata ritenuta “ricevibile in via urgente” dalla Commissione parlamentare competente di Bruxelles, presieduta dall'eurodeputata italiana Erminia Mazzoni (Pdl). Tale commissione  ha impiegato meno di un mese ad accogliere la richiesta, dimezzando di fatto i tempi previsti per il rispetto dell'iter tradizionale. L'obiettivo raggiunto, per ora – ed in attesa del voto del Consiglio Ue previsto per il prossimo 11 giugno 2011, sul documento Acta: altrimenti noto come “Fascicolo Istituzionale 23/9/2011 n. 0166” ( per saperne di più vedi video in galleria multimediale di “Qui Europa” o http://www.youtube.com/watch?v=72sxGIfqakg&feature=related) – è stato quello di accelerarne il dibattito parlamentare. Il primo confronto ufficiale sul controverso e “liberticida” documento dovrebbe avvenire il prossimo 27 marzo presso la “Commissione commercio internazionale”. Nella petizione i ricorrenti  sostengono che “l'accordo è stato negoziato in segreto da un piccolo numero di Paesi ricchi e da poteri aziendali forti, e istituendo di fatto un'intesa anticontraffazione che permetterebbe a chi ha interessi privati di sorvegliare tutte le attivita' online e commerciali dei cittadini di tutto il mondo''. 

      I Rischi dell'ACTA  

    E’ doveroso ricordare che le multinazionali con l’Acta godrebbero di una posizione di assoluto vantaggio sui piccoli consumatori e sulle piccole aziende, in forza della semplice esistenza di un brevetto o di un diritto d’autore, tale da permettere di porre in essere spropositate ed ambigue misure di censura e difesa che di fatto potrebbero limitare fortemente le libertà dei singoli, creando una sorta di dittatura commerciale, ed imbavagliando – tra l’altro – una delle poche fonti di informazione rimasta (parzialmente libera): il web. Negli Usa, Obama, avrebbe imposto l’approvazione dell’Acta, senza passare dal Congresso: molti osservatori internazionali hanno bollato questo comportamento come ingiustificabile. Come un atto di prepotenza ed un inaccetabile processo antidemocratico.

      Il Pretesto di Obama   

    Il pretesto del Presidente Usa sarebbe stato quello di aver agito nel tentativo di difendere i diritti d’autore ed i diritti delle aziende titolari di brevetti. Ma Obama non avrebbe replicato alle critiche dei suoi detrattori, in nome di una presunta scelta di difesa della "sicurezza nazionale". Speriamo bene, e speriamo di allontanare presto – con la consapevolezza e la verità intellettuale che dovrebbe animare le azioni e le intenzioni di tutti gli uomini diresponsabilità della Terra – i fantasmi di una nuova “apocalisse democratica”.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Decreto semplificazioni: Bruxelles chiede chiarimenti all’Italia su regole web

    Decreto semplificazioni: Bruxelles chiede chiarimenti all’Italia su regole web

    Sabato, Marzo 17th/ 2012

    Italia / Commissione europea / Decreto semplificazioni / Web / Accesso alla rete / Servizi web / Grande fratello

    Decreto semplificazioni: Bruxelles chiede chiarimenti all'Italia su regole web

    La letterina dell'Ue: tutela dei consumatori o grande fratello mediatico?

    Bruxelles, Roma – Nelle capitali tiene banco il "Decreto semplificazioni", e la strategica questione dell'accesso al web. Infatti, nella giornata di ieri, la Commissione europea, in merito, ha inviato una lettera amministrativa al governo Monti chiedendo lumi al fine di confrontare la compatibilita' dell'emendamento sulle modalita' di accesso ad internet ("fornitura separata di accesso disaggregato alla rete e di servizi accessori come la manutenzione''). Nella nota Bruxelles specifica che ''in linea generale, una misura legislativa nazionale che restringa il potere decisionale dell'Authority nazionale sarebbe incompatibile con le regole europee''. L'obiettivo dichiarato sarebbe quello di evitare che le "aziende debbano pagare per servizi non necessari al servizio richiesto''.  Bruxelles in pratica vuol capire ''se il decreto legge attuato dal governo italiano imponga obblighi direttamente applicabili, come notizie sull'identita' degli operatori che sarebbero soggetti agli obblighi". Qualcuno parla di ingerenze web dell'Europa, altri di un nuovo "grande fratello mediatico". Vedremo. Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)