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  • Chiudiamo Definitivamente “Strasburgo”!

    Chiudiamo Definitivamente “Strasburgo”!

    Martedì,  Marzo 5th/ 2013

    – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi –

     – Comunicato Stampa di Mario Borghezio – 

       Deputato al Parlamento Europeo

    Bruxelles, Parlamento Europeo, Strasburgo, Sede unica, Chiusura parziale, amianto, Sprechi, Mario Borghezio, Torre di babele, Genesi, Colosseo, Roma imperiale 

    Chiudiamo Definitivamente "Strasburgo"!

    La chiusura parziale dell'inutile e costosissima sede

    dell'Europarlamento di Strasburgo causa amianto

    ripone il problema della sede unica

    Mario Borghezio - European Parliament

    Strasburgo  La chiusura, parziale, dell'inutile e costosissima sede di Strasburgo del P.E. causa amianto offre un'eccellente occasione – se gli Stati Membri vorranno coglierla – per una sua definitiva chiusura. Sarebbe semplicemente doveroso, visti anche i costi aggiuntivi dei lavori di ripristino, di fronte alla mobilitazione sul web di centinaia di migliaia di cittadini europei, che continuano a chiedere di metter fine a questo dispendio di risorse pubblicheLunedì prossimo, all'apertura dei lavori, sono certo che, oltre al sottoscritto, molti deputati si uniranno in Aula a questa posizione.

    On. Mario Borghezio – Deputato al Parlamento Europeo    

     La Sede di Strasburgo – Curiosità 

    Dal 1999 i deputati dell'Europarlamento si riuniscono anche nell’edificio intitolato a Louise Weiss con sede in Strasburgo: sede aggiuntiva a quella storica di Bruxelles ed all'altra sede ausiliaria di Lussemburgo. L'Edificio faraonico – o meglio ispirato al Colosseo: simbolo ed emblema della Roma imperiale – presenta una superfice di 220.000 metri quadrati e fu intitolato alla suddetta politica francese, femminista ed europeista. Il palazzo è stato progettato dagli architetti francesi dell’Architecture Studio, vincitori della gara d'appalto indetta nel 1991. Il cerchio e l’ellisse dominano l’edificio. Esternamente, come detto, esso presenta una forma ad arco che ospita le sale per le assemblee, ed una torre riservata agli uffici dei deputati. Ad est dell'edificio si nota la parte volutamente incompiuta, chiaramente ispirata al Colosseo di Roma, (luogo del genocidio dei cristiani per antonomasia) ma anche – secondo pareri di accreditati studiosi e storici – alla Torre di Babele.

     La Torre di Babele Europea? – Storia 

    L'Edificio Weiss  è pertanto considerato da molti come la "Torre di Babele europea", costruzione ispirata cioè alla celeberrima torre biblica di cui ci parla il Libro della Genesi. La torre fu edificata nel vano ed illusorio tentativo di raggiungere il cielo e Dio, sfidando in un estremo atto di ribellione lo stesso Creatore. Sapete come andò a finire? Dio distrusse la Torre di Babele. Ma fatto ancor più emblematico è quello narrato in Genesi Cap 1,28:  "all'epoca gli uomini parlavano tutti la medesima lingua. Gli uomini volevano arrivare al cielo per farsi un gran nome e non essere dispersi su tutta la terra come Dio gli aveva comandato. Ma Dio creò scompiglio nelle genti e, facendo in modo che le persone parlassero lingue diverse e non si capissero più, impedì che la costruzione della torre venisse portata a termine". Morale della storia? L'orgoglio e la superbia umana crearono il caos e l'imcomprensione tra le genti: certo che guardando all'attuale drammatica e disumana involuzione del progetto chiamato "Unione Europea" c'è davvero da pensare… Forse nulla avviene a caso!

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  • 21 Dicembre 2012 – Non fine del mondo, ma falò di protesta per l’Europa dei Popoli

    21 Dicembre 2012 – Non fine del mondo, ma falò di protesta per l’Europa dei Popoli

    Venerdì, Dicembre 21th/ 2012

    –  Comunicato Stampa di Mario Borghezio –   

       Deputato al Parlamento Europeo 

       (Iniziativa di Libero Confonto – Pensa e Scrivi di "Qui Europa")

    21 Dicembre 2012 / Unione Europea / Mario Borghezio / Sprechi / Bruxelles / Roma / Italia / Parlamento europeo / Iniziativa di Pubblico Confronto / Mario Monti / Ponte dello stretto / Studio di Fattibilità / Governo Monti / Commissione europea / Messina / Reggio Calabria / Interrogazione alla Commissione europea / Illeciti finanziari / Milioni di euro spesi / Trecento milioni di euro spesi in 30 anni / Pensa e Scrivi / Qui Europa / Protesta / Falò da Milano a Lampedusa / Movimento Malu Entu / Toscana / Marche / Abruzzo / Sardegna / Sicilia / Democrazia reale / Democrazia sospesa / Solstizio d'Inverno / Strumentalizzazione dei media per fini politici / Campagna di Libero Confronto 

    Ponte sullo Stretto – 300 milioni di euro

    spesi in 30 Anni. E non è finita!

    Solstizio d'Inverno: falò di protesta da

    Nord a Sud per l'Europa dei Popoli

    Interrogazione alla Commissione Europea sulla

    questione "Ponte sullo Stretto" 

    Nel 2014 il Governo Monti dovrà pagare altri 10 milioni

    di euro oltre ai 6 milioni annui. Lo sprettro di presunti

    illeciti finanziari. Solstizio di Protesta da Nord a Sud

     

     Ponte sullo Stretto, Sprechie e Stranezze: Chiesti chiarimenti all'Ue 

    Bruxelles, Roma – "In trent'anni il progetto per collegare la Sicilia alla terraferma è costato circa 300 milioni di euro, senza peraltro pervenire al minimo risultato. Al momento il governo Monti ha approvato un decreto legge che fissa in ulteriori due anni uno studio di fattibilità e, in caso di cancellazione definitiva del progetto. Nel 2014 lo Stato dovrà pagare altri 10 milioni di euro, oltre i 6 milioni annui degli stipendi della società che gestisce il progetto". Pertanto mi è sembrato opportuno chiedere alla Commissione Europea notizie dettagliate sui fondi già erogati per il progetto del "Ponte sullo Stretto di Messina" e chiedere alla stessa "se i soldi spesi finora siano stati oggetto di illeciti finanziari". Certo è che gli sprechi finora sono stati gravissimi, enormi ed evidenti. A fronte: zero risultati e nuove previsioni di spesa".

     La protesta del Solstizio – Falò da Milano a Lampedusa 

    "Quest'anno – continua il comunicato stampa – anche per questo (e non solo) ed alla luce dei gravissimi fatti che stanno avvenendo nell'Eurozona e nell'Italia "tecnocratica" e della Democrazia sospesa (fatti molti dei quali completamente ignorati o trasformati dalla stampa, che sembra scegliere sapientemente e strategicamente sono alcune notizie, enfatizzandole e strumentalizzandole a dovere per fini politici, a discapito di altre ben più gravi e dannose, che vengono del tutto ignorate o "raccontate alla rovescia") il solstizio d'inverno sarà celebrato in tutto il Nord con tantissimi "fuochi indipendentisti", che intendono rinnovare – continua Borghezio – una millenaria tradizione protesa alla reale libertà dei popoli, contro ogni forma di schiavitù anti-democratica imposta. L'iniziativa si è estesa tuttavia ben oltre i confini geografici del Nord, per cui nella notte del 21 dicembre p.v. saranno accesi falò di libertà anche in Toscana, Marche, Abruzzo, Sardegna (Movimento Malu Entu) e finanche a Lampedusa, in una grande unione ideale fra etno-federalisti, autonomisti e indipendentisti. Per la libertà e l'autoderminazione! Per l'Europa dei popoli e delle regioni !"

    di Mario Borghezio, Deputato europeo

    Comunicato Stampa – Iniziativa di Libero Confronto

    Pensa e Scrivi di "Qui Europa"

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     Cos'è la Campagna di Pubblico e Libero Confronto – "Pensa e Scrivi"           

     "Pensa e Scrivi" – Aderisci alla "Campagna per la Libertà e la Giustizia"      

    Cari lettori, ormai quel che accade in Europa è palese. Abbiamo detto e scritto in merito davvero tanto. L'abbiamo fatto dalle colonne dell'Osservatorio Nazionale Indipendente sulle Politiche dell'Ue (Qui Europa) e in numerosi convegni e seminari organizzati nel corno di questo "annus horribilis" 2012.

     Il Tempo dell'Inganno 

    Viviamo tempi difficili, quello che qualcuno ha tefinito il tempo dell'inganno globale. Pertanto è necessario aprire gli occhi e comprendere a pieno la direzione imboccata dall'Ue, perchè da essa dipende il futuro nostro e dei nostri figli. Di interi popoli, e di ben 500 milioni di cittadini. non facciamoci prendere in giro da un'Unione europea e da una cerchia di tecnici ed euroburocrati che riempiendosi la bocca di concetti stereotipati (come "europeismo" ed "unità nella diversità") in fondo non hanno alcuna intenzione – come ampliamente dimostrato finora – di distruggere o scardinare la gabbia del debito, né tantomeno di riconsiderare la portata distruttiva delle loro selvagge politiche neoliberiste.

     Pensare, Scrivere e Confrontarsi Liberamente – Senza Censure 

    Da parte nostra e della nostra redazione, auspichiamo  successo della linea del libero confronto e nella campagna per la libertà e la giustizia, "Pensa e Scrivi": ma non quella propinataci strategicamente dai nostri stessi carcerieri, quella caratterizzata da notizie alterate o occultate; quella della cosiddetta "stampa di regime". Ma bensì in quella nostra personale. Quella che dovrà scaturire inevitabilmente – auspichiamo –  nei lettori di questo articolo, negli amici che vediamo tutti i giorni, nelle famiglie, nei giovani che si affacciano sempre pèiù incerti ed intmoriti verso il loro futuro; quella dei cittadini che vogliono essere padroni delle loro scelte, dei giovani studenti e negli universitari che conservano e nutrono ancora un sogno. Malgrado tutto e tutti!

     Pensa e Scrivi al di là dei recinti della politica 

    E ciò a prescindere dall'appartenenza politica di ciascuno. La libertà prescinde dai colori delle maglie. Essa riguarda tutta l'universalità degli uomini. Pertanto, per tutti coloro che volessero aderire alla campagna di "Qui Europa", "Pensa e Scrivi", (cittadini italiani ed europei di ogni cultura, credo, partito politico) sarà possibile inviare i propri testi o le proprie "lettere aperte" – che da parte nostra cercheremo di pubblicare, nel limite del possibile e compatibilmente con le nostre priorità redazionali – confrontandosi direttamente con i nostri lettori, con i professori universitari e gli economisti che collaborano con noi, e con i giornalisti "indipendenti" della nostra redazione. Quanti fossero interessati all'iniziativa potranno scriverci all'indirizzo e-mail infounicz.europa@gmail.com – Un abbraccio sincero a tutti gli "uomini liberi", dalla redazione di "Qui Europa"!

    Sergio Basile – Direttore "Qui Europa"  

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     Decreto della Vergogna – Articolo correlato – On. Andrea Sarubbi – PD            

    Per onor di cronaca alleghiamo un articolo inviatoci 

    dall'On. Andrea Sarubbi (Pd) datato 5 Dicembre 2012.

    Diamo merito all'On. Sarubbi di non aver avallato questa assurdo

    decreto e di aver difeso i suoi valori cristiani  e morali in Aula.

    ____________________________________________________________ 

     

    "Quanta fretta" 

        di Andrea Sarubbi, deputato

    Con una rapidità estrema, rispetto ai tempi biblici del Parlamento, è arrivata in Aula la delega al governo per la revisione dello strumento militare. È una legge con parecchi chiaroscuri: non per quello che c’è scritto nel testo, ma per lo spazio enorme di manovra che lascia al ministro della Difesa e per la tempistica a mio parere inopportuna, trovandoci ormai a fine legislatura e dunque ad un passo dal cambio di governo. Dalla Tavola della pace e dalla Rete disarmo sono arrivate parecchie critiche, alcune un pò forzate ma altre no: nel mio intervento di stamattina, alla Camera, ho esposto anche i miei dubbi, convinto che non siano poi così isolati nel resto d’Italia.

    ANDREA SARUBBIParto da lontano: due anni e mezzo fa, Savino Pezzotta ed io presentammo una mozione, che chiamammo mozione Colomba e che arrivò in quest’Aula il 28 marzo scorso. La mozione approvata (poi divenuta risoluzione, per qualche inghippo procedurale, ma il senso è quello) era un po’ più morbida di quella inizialmente presentata, ma ci sembrò comunque un bel passo in avanti: impegnava il governo a “subordinare qualunque decisione relativa all’assunzione di impegni per nuove acquisizioni nel settore dei sistemi d’arma al processo diridefinizione degli assetti organici, operativi e organizzativi dello strumento militare italiano”. Per dirla con le parole della Tavola della pace, della Rete disarmo e di tutte le associazioni che invitavano in quei giorni il Parlamento a resistere alla tentazione di giocare a Risiko con i cacciabombardieri, “prima discutiamo compiti e obiettivi delle nostre Forze armate e poi decidiamo gli acquisti di cui abbiamo bisogno”.
    Oggi, in teoria, dovrebbe essere una bella giornata: il giorno in cui, appunto, discutiamo tutti insieme compiti e obiettivi delle nostre Forze armate. La realtà è invece diversa: innanzitutto – per quanto non ignori la richiesta del Consiglio supremo di Difesa, formulata pochi giorni fa, di approvare questa riforma entro fine legislatura – mi riesce molto difficile spiegare ai miei quattro elettori, e anche a me stesso, come mai questo Parlamento riesca amarciare così veloce quando si tratta di spese militari e poi siimpantani sulle riforme più attese. Inoltre, ed è questa la mia critica principale, io davvero pensavo che avremmo discusso il modello di difesa tutti insieme. Tutti insieme: lei, signor ministro ammiraglio, ed io, obiettore di coscienza a mani nude provvisoriamente deputato della Repubblica. Non avevo capito, perché non c’era scritto da nessuna parte, che il Parlamento avrebbe firmato una carta quasi in bianco – e se non è proprio in bianco il merito è del Pd – al ministro della Difesa, quando ormai la legislatura sta per finire, e che gli avremmo detto di pensarci lui. No, non era questo che noi intendevamo quando parlavamo di “revisione dello strumento militare”.
    Come gli addetti ai lavori ricorderanno, e come tutto il mondo pacifista sa bene, la proposta iniziale del PD, più di un anno fa, era quella di formare addirittura una “bicameralina”: la revisione dello strumento militare è una cosa seria e quindi bisognava farla bene, affidando al Parlamento il compito di procedere ad una revisione complessiva del modello militare, partendo dagli scenari internazionali e dai nostri obiettivi strategici. Perché il Parlamento rappresenta tutta la Nazione, tutte le sensibilità che – in modo particolare sulla difesa – nell’opinione pubblica sono davvero variegate. L’idea della bicameralina è saltata – per colpa di chi qua dentro è ancora maggioranza, fortunatamente ancora per poco – ma non viene meno l’esigenza che sia appunto il Parlamento a riscrivere una strategia di sicurezza nazionale. E dovrà avvenire nella prossima legislatura.
    Non solo il Parlamento qui rischia di non toccare palla, ma all’inizio questarevisione dello strumento militare assomigliava terribilmente a un blitz, che per fortuna al Senato è stato ridimensionato. Mi riferisco alla possibilità di acquistare armamenti da parte del ministero della Difesa: inizialmente si pensava a un parere solo consultivo delle commissioni parlamentari, ora – e di questo ringrazio i miei colleghi senatori che ci hanno lavorato – si dà la possibilità al Parlamento di bloccare un programma d’acquisto deciso dal governo, se questo programma non convince. Finalmente arriva un po’ di trasparenza, anche se la maggioranza richiesta è qualificata e anche se – come ho cercato di argomentare finora – mi sarebbe piaciuto che questo criterio valesse per tutto il contenuto del provvedimento, per tutta la revisione dello strumento militare.
    L’ultimo punto di grande preoccupazione, da parte mia, riguarda la tempistica. Non voglio sminuire il ruolo del governo – anche se ha una data di scadenza prossima, è un governo nella pienezza dei poteri – ma mi pare una leggerezza la previsione del “silenzio-assenso”: il fatto, cioè, che prima il ministro uscente scriva da solo i decreti attuativi, e poi – nel momento in cui le Camere si sciolgono – questi attuativi entrino in vigore perché il Parlamento è stato zitto. So che il ministro si è impegnato ad accogliere un ordine del giorno del Partito democratico che lo impegna a non avvalersi di questo silenzio-assenso, ma un ordine del giorno – come sappiamo – è cosa diversa da un testo di legge. E in ogni caso, per quanto mi riguarda, rimane un motivo di opportunità: con un governo e una legislatura ormai agli sgoccioli, con una maggioranza – e dunque, mi auguro, anche una linea politica – che è in procinto di cambiare, noi mettiamo mano oggi allo strumento militare, rischiando poi di dover ricominciare da capo tra qualche mese. Ha senso tutto questo, in un momento così difficile per l’Italia? Secondo me no, signor presidente e signor ministro, e per questo motivo – pur riconoscendo al mio partito un ruolo importante nel miglioramento del testo – sto pensando seriamente di non votare questo provvedimento.

    On. Andrea Sarubbi – PD

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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    Giovedì, Ottobre 25th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Parlamento europeo / Strasburgo / Bruxelles / Fondi per pagamenti 2013 / Bilancio 2013 / Austerity / Aumenti nel Bilancio dell'Unione europea / Giovanni La Via / PPE / Doppia anim del PPE / Zagabria / Congo / Pace in Medioriente / Siria / Bani Walid / Sprechi / Tasso d'inflazione 

    Europarlamento: Bilancio 2013, Ingiustizia

     è Fatta

    L'Austerity non vale per i palazzi dorati di 

    Bruxelles e Strasburgo 

    Aumenti e mancati tagli alla faccia dei cittadini europei

    Incrementi al budget anche per le le politiche di Pace in 

    Medioriente: peccato che in Siria e a Bani Walid, 

    nessuno se ne sia accorto

    Strasburgo, Bruxelles – Secondo l'Europarlamento, in queste ore riunito il plenaria a Strasburgo, "per permettere all'Ue di pagare i conti del 2013 è necessaria una retromarcia sui tagli proposti dal Consiglio europeo al progetto di bilancio presentato dalla Commissione". E ciò che ha sostenuto la maggioranza dei deputati europei in una risoluzione approvata martedì scorso. "Riattivare i fondi per i pagamenti del 2013 – secondo i deputati votanti a favore della stravagante e disarmante risoluzione – aiuterebbe a proteggere alcuni importanti programmi europei, come l'Erasmus Mundus e il Fondo Sociale, ora fermi per il blocco dei pagamenti di quest'anno". Ma con tali e tanti problemi legati alla disoccupazione imperante e dilagante ed a migliaia di aziende che ogni mese allungano la miserabile lista dei fallimenti negli stati del Sud Europa rientranti nella famigerata "Zona Euro", davvero non comprendiamo tale azzardata e paradossale mossa!

     Parlamento europeo – Austerity: due pesi, due misure   

    "Per creare crescita e lavoro" – secondo quanto sostenuto a Strasburgo –  il Parlamento ha dunque respinto 1,9 miliardi di euro di tagli proposti dal Consiglio a luglio, in "sedicenti" aree come la ricerca, l'imprenditoria e le misure per l'impiego, che i deputati ritengono vitali per dare un impulso all'economia. Ma non era preferibile destinare tali fondi direttamente nelle mani di imprenditori e famiglie piuttosto che perderli in programmi finora molto discutibili – quanto ad efficacia – e dispendiosi, vista la gravità della situazione?

     Commissione Ue – No Austerity per Bruxelles  – Ingiustizia è Fatta! 

    Tra i programmi oggetto di questi tagli respinti dall'eurocamera vi sono l'Erasmus Mundus, il Lifelong Learning e il Settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo, i cui fondi sono quasi finiti nel 2012 e per i quali la Commissione Barroso (sempre a spese dei già tartassati contribuenti europei: cioè dei poveri cittadini massacrati dall'austerity) ha dovuto presentare oggi un bilancio correttivo. I tagli proposti dovevano colpire anche tre nuove autorità europee, quella bancaria, quella su strumenti finanziari e mercati e quella sulle pensioni. Autorità – tra l'altro – finora piuttosto evanescenti, per usare un eufemismo. Ma evidentemente la legge dell'Austerity non è uguale per tutti: specie se "gli altri" (in questione) si trovano a Bruxelles e Strasburgo.

     Austerity – La Via, L'Europarlamento e la doppia anima del PPE 

    Il deputato italiano Giovanni La Via (PPE), responsabile per il Parlamento per la parte più sostanziosa del bilancio comunitario, nell'"onorevole" – diciamo così – tentativo di "evitare deficit di bilancio nel 2013 ha pertanto dichiarato: "L'abbiamo visto arrivare e vogliamo evitare un altro patchwork nel bilancio del prossimo anno. L'ultima cosa di cui  aziende, ricercatori, studenti e altri beneficiari dei programmi dell'UE hanno bisogno è l'incertezza sulla possibilità per la Commissione di onorare gli impegni presi. Speriamo che i ministri delle Finanze degli Stati membri riconoscano ciò e diano seguito al Patto di crescita concordato fra i loro capi di Stato e di governo in occasione del vertice di giugno". Ma che premura, mister La Via! Ci lascia davvero senza parole! Ma allora perchè proprio il PPE è stato tra i principali apri-pista all'austerity Ue e Montiana, acclamando tra applausi e grida gli interventi di Mario Monti all'Eurocamera? Patetici!

     Politiche regionali, Agricoltura e "Processo di Pace" …  in Medio Oriente  

    Per le politiche regionali, i deputati hanno, inoltre, votato la reintroduzione di 1,6 miliardi di euro tagliati dal Consiglio e bocciato molti dei tagli proposti nell'Agricoltura. Per il (cosiddetto) processo di pace nel Medio Oriente e in Palestina, i deputati hanno votato non solo per ripristinare i 200 milioni di euro previsti nella bozza di bilancio della Commissione, ma per aggiungere altri 100 milioni a questo capitolo di spesa. Peccato l'Ue non stia facendo – a conti fatti – nulla di concreto per la Siria e per la Libia, schierandosi apertamente contro Assad (a prescindere) e contro l'Iran (con distruttive e vergognose sanzioni ed embarghi economici) ed a favore delle politiche belliciste e dissennate (imperialistiche e colonialiste) di Usa e Nato. peccato davvero! Ma l'importante, come dire, e che non vengano fatti tagli ai budget, a prescindere dalla reale utilità degli stessi! Come provato dal nostro Osservatorio in dozzine di articoli dedicati alla politica estera dell'Ue. Politiche estere monopolizzate – come noto – dalla Commissione Barroso a suon di inutili, ipocrite e dolorosissime sanzioni econimiche  e commerciali: una commissione di nominati e non eletti, non dimentichiamolo!

      Alla faccia dei poveri stipendiati dell'Ue e del Tasso d'Inflazione! 

    "I deputati – leggiamo nel dispaccio stampa di Strasburgo – hanno anche approvato tagli ulteriori per 8,9 milioni di euro al bilancio del Parlamento, rispetto alla proposta iniziale". Ciò significherebbe, detto in soldoni, un aumento (e non una diminuzione) del bilancio dell'1,9% rispetto al 2012, al pari dell'inflazione. Ciò mentre tutti i lavoratoti privati e pubblici in Europa vengono salassati, e gli stipendi crescono a ritmi inferiori rispetto al tasso d'inflazione, galoppante ed incontrollato. Che esempio di coerenza, carissimi lettori! E questa sarebbe l'Europa targata Ue dei popoli e degli Stati Uniti d'Europa? Che obrobrio! Meglio espatriare in Congo, piuttosto. Con tutto il rispetto per gli abitanti del Congo: nazione fatta oggetto – tra l'altro – di vessazioni e guerriglie, sotto gli occhi indifferenti della stessa Ue. "Tuttavia – secondo i deputati votanti la risoluzione a dir poco vergognosa –  si tratterebbe di una riduzione in termini reali, poiché il bilancio per il 2013 include, a differenza del 2012, anche i costi aggiuntivi per l'ingresso della Croazia nell'UE". Ma i deputati dimenticano – tra l'altro – che la Croazia apporterà nuovi contributi finanziari diretti alla causa europea, mediante la stessa tassazione dei cittadini croati e gli apporti diretti effettuati dal governo centrale di Zagabria.

     L'ennesimo euro-scempio che si poteva impedire 

    Inoltre, c'è da notare come la conciliazione tra il Consiglio europeo e il Parlamento europeo inizierà durante la serata di venerdì 26 ottobre, con un incontro finale che avrà luogo il prossimo venerdì 9 novembre. Se si raggiungerà un accordo – cosa molto probabile – il bilancio (con tutti gli aumenti previsti) sarà inserito in una votazione finale nella sessione plenaria di novembre. Complimenti a tutti i nostri rappresentanti all'europarlamento votanti questa porcheria! A dimenticavo: per la cronaca, la risoluzione è stata approvata con 492 voti a favore, 123 contrari e 82 astensioni. per fortuna 205 menti pensanti su 607 eurodeputati presenti e ci siano ancora. Peccato che ciò non sia stato assolutamente sufficiente ad impedire l'ennesimo euro-scempio!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Parlamento Europeo – Sessione Plenaria  21 – 24 Maggio

    Parlamento Europeo – Sessione Plenaria 21 – 24 Maggio

    Parlamento Europeo

     
    Strasburgo – Calendario Sessione plenaria  
    21-24 maggio 2012
     
     

    European Parliament – Here Europe

     
    Finanza / Tobin Tax
     
      Parlamento: no a mezze misure sulla tassa sulle transazioni finanziarie  
     
    Economia / Sprechi
     
    Ridurre gli sprechi di risorse per rilanciare l'economia  
     
    Imprese / Commercio
     
    Il Parlamento discute su Consiglio europeo e aiuti alle PMI 
     
    Esteri / Cina
     
    Quanta Cina c'è in Europa? 
     
    Esteri / Ucraina
     
    Ucraina: dibattito in plenaria dopo le concessioni ottenute dal Presidente Schulz
     
    Sociale / Omofobia
     
    Omofobia: una risoluzione per sbloccare la proposta di legge ferma al Consiglio 
     
    Lavoro / Retribuzioni salariali
     
    Divario retributivo tra i generi: i deputati chiedono sanzioni più severe  
     
    Pesca / Tonno
     
    Regole più severe per salvare il tonno rosso  
     
    Competenze eurodeputati
     
    Nuovi poteri d'inchiesta per gli eurodeputati?