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  • La Polonia ci ripensa: Euro? No Grazie! Per ora non ci riguarda!

    La Polonia ci ripensa: Euro? No Grazie! Per ora non ci riguarda!

    Mercoledì,  Marzo 20th/ 2013

     

     di Sergio Basile e Giuseppe Sacco  

    Polonia, Euro, Eurozona a rischio collasso, Bruxelles, Varsavia, Donald Tusk, Bronislaw Komorowski, Jacek Rostowsky, Austerity, Presidente Polacco, Premier Polacco, Banche centrali privatizzate, Sistema Target2, Varsavia, Pil polacco, Conti Pubblici, Contagio fittizio, Norvegia, Italia, Eurozona, Euro, Cenerentola, Regina d'Europa, Industria pesante tedesca, Deutsche Bundesbank, Bruxelles, Sistema d'impresa italiano, BCE 

    La Polonia ci ripensa: Euro? No Grazie!

    Per ora non ci riguarda!

    La ricca Polonia, senza euro vola: rinviato al 2015

    il dibattito sulla moneta unica

    Dal 2002 ad oggi la Cenerentola d'Europa (senza euro)

    trasformata in Regina: la strada inversa dell'Italia e dei

    Paesi Pigs umiliati dalla moneta unica e dal Target2

     

    di Sergio Basile e Giuseppe Sacco

    La fregatura EuroPolonia, Varsavia – Euro? Per il momento pare non interessare per nulla alla Polonia, che sembra tornare clamorosamente suoi suoi passi. Ma d'altra parte quale leader sano di mente e illuminato da un sia pur pallido raggio di lungimiranza oggi si prenderebbe la briga di entrare nell'Eurozona (decidendo per i suoi connazionali) senza rattristare il proprio Paese e dover fare i conti con i vulcanici e discordanti umori dei propri connazionali? Dobbiamo valutare costi e benefici”: è stata questa la diplomatica risposta tirata fuori nelle scorse ore dal cilindro del Presidente polacco Bronisław Komorowski alla stampa che incalzava. L’Europa made in Bruxelles, infatti,  non è proprio quella che si dice una meta ambita (per usare un eufemismo) ma ha per contro l'immagine di una gabbia asfissiante sia pur ben mimetizzata. Una sorta di specchietto per le allodole, destinato a fare la fortuna di pochi leader compiacenti e la fame dei popoli. I detrattori di questa sia pur incontrovertibile tesi lamentano (senza alcuna prova oggettiva) che non entrare nell'euro sarebbe controproducente, in quanto i Paesi resterebbero in tal modo tagliati fuori dal mondo. Nulla di più falso! Questa è la stessa filastrocca che ci ripetevano nel 2001 a pochi mesi dall'ingresso dell'Italia nell'euro, imbonendoci con frottole e con false promesse: "con l'Euro – dicevano i falsi profeti dell'europeismo – aumenteranno i posti di lavoro e l'Europa sarà la macroerea più concorrenziale e dinamica del mondo". E' accaduto tutto il contrario! E chi non vuol vedere o è cieco o è in mala fede!

     La Diplomatica Riluttanza Polacca alla Venerazione del "dio euro" 
     
    "Perché dobbiamo adottare l’euro adesso? Non c’è alcuna fretta! È chiaro, nonché importante e fondamentale, che ci sia un ampio sostegno pubblico. Bisogna convincere il popolo polacco che l’adesione all’euro è una buona cosa per il Paese”. Queste, in aggiunta, le parole "smarcanti" e "strategiche" pronunciate da Bronisław Komorowski alcuni giorni fa. Sicuramente i vertici di Bruxelles avranno disapprovato, ma questa decisione sostanzialmente era già nell’aria. Infatti già un anno fa il ministro delle finanze Jacek Rostowski  aveva palesato i primi dubbi sulla questione. E' stato quindi stabilito – anche in tal sede – che la Polonia prenderà una decisione sul proprio futuro solo dopo le elezioni presidenziali e politiche che si svolgeranno tra due anni. Ma per il momento dietro l'espressione "dobbiamo convincere il popolo…" si nasconde tutta la disapprovazione dei Polacchi verso il catastrofico progetto euroNel tentativo si salvare capre e cavoli (cioè di tutelare la tenuta dell'opinione pubblica e di non attirarsi contro i dissapori o le minacce – stile Ungheria – di Bruxelles) anche l’intervento del premier Donald Tusk  ha avuto il medesimo tenore. "Solo così – ha replicato Tusk alle parole del Presidente – la Polonia potrà avere tutti gli elementi che gli permetteranno di scegliere la migliore opzione, al fine di garantire la sicurezza dell’economia polacca e mantenere la propria competitività, anche dopo l’entrata nell’eurozona”. Ma per il momento – sembra dire tra le righe Tusk – "che Dio ce ne scampi e liberi!".
     
     I Motivi della Convenienza Polacca a non entrare nell'euro-Gabbia 
     
    Alcuni tra i dubbi polacchi che costituiscono il corollario di tali dichiarazioni e prese di posizione (ma che costituiscono anche la stessa causa portante di questa prospettiva) possono ricondirsi con molta concretezza ad elementi economici ben precisi: Il PIL polacco (cresciuto del 4,3% nel 2011 e del 2% nel 2012); i conti pubblici (equilibrati, con un rapporto deficit/Pil del 3,4%, in calo rispetto agli anni passati: ricordiamo che la soglia fissata dal Fiscal Compact è del 3%); ma, cosa ancora più importante,  la Polonia non ha subito il cosiddetto "contagio" della crisi che ha afflitto l’intera Eurozona. Anche se di "contagio" non sitratta affatto, ma è qualcosa di ben architettato in tempi non sospetti. La parola "contagio" non è altro che un artifizio mediatico per rincretinire il popolino, sostenendo che gli asini volino.
     
     La frode dell'Euro e il "Deficitario" tranello del Target2 
     
    Cioè, per dirla meglio, la Polonia non è incappata nella frode dell'euro e del Sistema Target2 (vedi articolo in allegato) che per statuto costringe tutti i Paesi – attraverso un bizzarro sistema di regolamentazione interbancaria tra banche centrali – ad essere succubi della Germania e ad accumulare deficit, mentre i teutonici navigano a vele spiegate in un mare di surplus. Cosa impossibile fino al 2007: anno nel quale è stato inaugurato il dittatoriale Sistema Target2, sagomato a puntino sulla silouette di Angela Merkel, della Deutsche Bundesbank e dell'industria pesante tedesca. D'altronde basta vedere la ricca Norvegia per capire che l'euro è una fregatura, come la stessa privatizzazione delle banche centrali legate – con un iniquo filo, color "rosso sangue" – alla BCE. Una banca privata posta a decidere le sorti di 500 milioni di cittadini. Semplicemente una Follia!
     
     Polonia: senza euro, da Cenerentola a Regina 
     
    Per restare in tema di banche, queste sono le parole che si possono leggere addirittura in uno studio di PKO Bank, la più importante banca del Paese: "Il più grande timore percepito è quello di un peggioramento delle condizioni economiche e di una più elevata vulnerabilità. Non sempre l’euro è visto come un’opportunità, specie in periodi di estrema sofferenza come questi.” Persino loro, le banche, ammettono tra le righe l'inconfutabile: cioè che la Polonia non ha bisogno dell'euro. D'altra parte senza euro, in pochi anni, quella che fino a qualche tempo fa era considerata la Cenerentola d'Europa, oggi siede tra i reali a banchettare lautamente con le casse piene, mentre le aziende italiane – grazie all'euro e allo strapotere delle impresentabili agenzie di rating complici del sistema – chiudono ad una media di 600/1000 al giorno! Apocalittico è dir poco! Segno che la tanto propagandata crescita non potrà mai più esserci, almeno se non si esce da questa bestiale moneta unica. Chi darà da mangiare a un padre di famiglia che a 50 anni si trova su un marciapiede? Chi, dopo il fallimento di un intero tessuto economico-aziendale nazionale? Un sistema di rete d'impresa, qual è quello italiano, fino al 2011 considerato leader a lvello continentale. Non dimentichiamolo mai! Ma a parte tutto anche i sondaggi pubblici ammettono senza giri di parole l'evidente: secondo un recente studio di PKO Bank, infatti, solo il 41% della popolazione vorrebbe l’euro al posto dello zloty. E' tempo che anche in Italia si torni alla lira, e alla svelta! Senza se e senza ma! 

    Sergio Basile, Giuseppe Sacco (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Mercoledì, Maggio 30th / 2012 – di Domenico Apicella e Sergio Basile – Unione europea / Fallimento / Eurozona / Euro / Piigs / Bruxelles / Crisi / Portogallo / Irlanda / Italia / Grecia / Spagna / Sovranità monetaria persa / Sovranità nazionale smarrita / Nato / Usa / Europa / Russia / Risiko […]

     

  • Germania-Italia: “esaltante scontro calcistico” e “finto scontro politico”

    Germania-Italia: “esaltante scontro calcistico” e “finto scontro politico”

    Venerdì, Giugno 29th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Consiglio europeo / Bruxelles / Berlino / Roma / Varsavia / Europei 2012/ Vertice europeo / Calcio / Italia – Germania / Spread / Crescita / Economia / Politica / Bilancio / Crisi europea / Tobin Tax / Esm / Banca Centrale Europea / Mario Monti / Angela Merkel / Alexander Stubb / Mario Balotelli 

    Germania – Italia: scontro calcistico e politico

    Mario Monti Vs Angela Merkel – Balotelli contro la

    corazzata tedesca. Ma in campo c'è solo il SuperMario

    del calcio

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Berlino, Bruxelles – Lo avevamo detto proprio ieri che l’Unica “Italia” che ci regala un sorriso è la Nazionale di calcio che sta disputando gli Europei e che ha conquistato la finale contro la Spagna. L’attesissimo incontro tra Germania ed Italia è terminato, come tutti sappiamo, 2 a 1 per gli azzurri che hanno portato a spasso per il campo i tedeschi, facendo loro un pò di “lezioni private” di buon calcio. Se Mario Balotelli ha permesso a tutti gli Italiani di gioire per i gol segnati, l’altro “Mario Nazionale” non ha seguito la strada del primo. L’altra partita tra tedeschi e italiani si è giocata, ieri stesso, a Bruxelles in occasione della riunione del Consiglio Europeo: Monti “contro” la Merkel per chiedere nuove misure affinchè l’Italia non soffochi nel debito e lo spread si abbassi notevolmente.

      Italia-Germania – Una doppia vittoria?  

    Nonostante si parli di una doppia vittoria, calcistica e politica, sulla seconda ci permettiamo di sollevare dei dubbi: la stampa nazionale ed internazionale ha parlato di un premier, Mario Monti, deciso a mettere alle strette la collega tedesca Angela Merkel ma, nonostante le sterili parole propagandistiche, dubitiamo fortemente del passo indietro a cui la Cancelliera si è vista costretta come dubitiamo della buona fede dello stesso premer, che ad oggi ha fatto di tutto per esporre l'Italia a rating e spread, e quindi di tutto per far esplodere il debito, lasciando mano libera – come visto in centinaia di articoli – ai suoi amici banchieri. Il professore ha chiesto (dopo mesi di gravissimo immobilismo e cecità estrema) misure anti-spread e per la crescita ed ha esordito affermando di non voler chiedere aiuto, ma soltanto capire se Italia (e Spagna) dovranno vedersela da sole oppure tutta l’Europa decida di mettere una toppa ed evitare la crisi totale. Vista così dovremmo quasi ringraziare il professore. Al pari di super-Mario Balotelli. Ma le cose non stanno come  propagandato dalla stampa vicina ed asservita alla casta.

      Italia-Germania – Una doppia vittoria?  

    Dall’altro lato, però, la Merkel è decisa a portare acqua al suo mulino e a difendere i risparmi dei tedeschi e non si è ben capito se noi Italiani, dopo l’exploit del “nostro caro" professore, dovremmo addirittura ringraziarlo  per essersi ricordato di essere a capo del Bel Paese. Come se non bastasse, a rincarare la dose ci pensa il Ministro per le Politiche Europee finlandese, Alexander Stubb, che si schiera accanto alla Germania sposando la politica del rigore e la mancata solidarietà con i paesi più deboli.

      Italia-Germania – Una doppia vittoria?  

     I lavori dei 27 capi di Stato e di Governo europei riuniti in Consiglio a Bruxelles hanno toccato diversi punti: dal bilancio comunitario alle risorse di cui potrà godere l’Ue nel periodo dal 2014 al 2020, dalla politica agricola comunitaria, all’unione bancaria, argomento che sarà ripreso sicuramente anche oggi. Monti minaccia anche di bloccare la Tobin Tax qualora la Cancelliera tedesca non si mostri più morbida nei confronti, non solo dell’Italia, ma di tutta l’Europa. Che il destino dello scacchiere internazionale sia affidato alle decisioni della Germania non è cosa nuova: peccato che Monti abbia cominciato a fingere di fare la voce grossa solo adesso dopo essere stato complice – né più némeno della Merkel – del disastro dell'Italia in primis e della stessa Eurozona. Ma d'altra parte – recite e chiacchiere a parte – la strada tracciata da Monti e Merkel è la stessa tracciata dai colleghi non eletti di Bruxelles: quella dell'accentramento e del MES. Quindi non ci resta che ringraziare – per ora e per sempre – un solo SuperMario, e non di certo quello della politica, ma quello del calcio: capace con due prodezze di piegare la Germania. Cosa che non è riuscita (ammesso che ci avesse mai provato davvero) al mario "delle banche". 

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

  • Europei 2012: un calcio a Democrazia e Diritti?

    Europei 2012: un calcio a Democrazia e Diritti?

    Venerdì, Giugno 8th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione europea / Polonia / Ucraina / Varsavia / Kiev / Kharkiv / Europei 2012 / Calcio / Odio / Razzismo / Prostituzione / Diritti Umani / Rischio aids / Democrazia / Commissione Ue / Gas / Arresto Timoschenko / Mattanza di cani / Ucraina – Russia / Stadi dell’odio / Hiv / BBc / Chris Roger / Barroso / Timoschenko 

    Europei 2012:  un calcio alla democrazia

    e al rispetto dei diritti umani?

    Euro 2012 – Polonia e Ucraina pronte per il fischio

    di inizio, ma sono in molti a storcere il naso

    Odio, razzismo e prostituzione accompagnano lo sport

    Autogol – Euro 2012: un calcio alla democrazia e al rispetto dei diritti umani

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Kiev, Varsavia – Si parte, si accendono le luci su Ucraina e Polonia per l’inizio dei campionati Europei di calcio: bandiere di ogni nazione sventolano e le città si colorano di tifosi, si animano di spirito sportivo e di giusto agonismo. Tutto il rumore che avvolge gli stati ospitanti serve a coprire, però, il silenzio calato su situazioni più drammatiche e pesanti. Il salto di qualità dal punto di vista delle infrastrutture e delle vie di comunicazione compiuto da Kiev e Varsavia, grazie all’organizzazione del Campionato Europeo di calcio 2012, è di certo lodevole: meno lo è stata la vergognosa e crudele mattanza di migliaia di cani che ha preceduto tutto il resto, al fine – dichiarato – di voler "bonificare la zona".

      Diritti umani da "cani"?  

    Purtroppo non si può dire altrettanto del mondo politico e della democrazia: la condanna a 7 anni di carcere dell’ex premier, Yulia Timoschenko, per abuso di potere, piomba come un macigno sull’Ucraina e accende forti polemiche, destinate comunque ad essere considerate di secondo piano rispetto all’evento sportivo dell’anno. Come abbiamo già riportato noi di "Qui Europa" in articoli precedenti, la Timoschenko è stata condannata, nell’ottobre scorso,  per un presunto e controverso accordo stipulato, nel 2009, con la Russia di Putin, senza preventiva consultazione del governo ucraino, e riguardante importanti forniture di gas acquistate, secondo gli oppositori politici dell’ex primo ministro, a prezzi svantaggiosi per Kiev. E’ proprio la questione del gas ad accendere gli animi: il paese ucraino acquista le forniture dagli Stati Uniti, che offrono prezzi inferiori rispetto a Mosca, probabilmente anche per evitare di sentirsi ancora un’appendice della Russia. “Ma l’Ucraina – come abbiamo sottolineato più volte – nella detenzione della rappresentante politica ha sbagliato tutto: sono stati denunciati, infatti, maltrattamenti e percosse che la Timoschenko avrebbe subìto in cella, terminati con il trasferimento della donna presso l’ospedale di Kharkiv, avvenuto il 9 maggio scorso.

      Euro 2012 – Barroso e i suoi non ci saranno  

    Ucraina, quindi, indisciplinata per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani, obiettivo da sempre rincorso – almeno stando ai proclami ed ai milioni di euro spesi in vari progetti finanziati da Barroso & Co – da tutta l’Unione europea e, per altro, sottoscritto anche da Kiev”. Per questo motivo, né lo stesso presidente della Commissione europea, Manuel Barroso, né i commissari, né i ministri dei governi francese e britannico saranno presenti alle partite e alle cerimonie ufficiali che si terranno in Ucraina.

     Euro 2012 tra razzismo, malcostume, prostituzione e rischio aids 

    Ma, evidentemente, Timoschenko a parte, i problemi di Kiev e, questa volta, anche di Varsavia, non finiscono qui: razzismo e sfruttamento della prostituzione sembrano essere fenomeni all’ordine del giorno per i paesi che ospiteranno, a partire da oggi, i “colleghi” di tutta Europa. Un reporter della Bbc, Chris Roger, ha denunciato quanto accaduto in quelli che lui stesso ha definito “stadi dell’odio”: saluti nazisti e versi scimmieschi nei confronti di calciatori di colore, pestaggi di studenti asiatici avvenuti a Kharkiv e, come se non bastasse, molte associazioni hanno lanciato l’allarme “prostituzione”. Secondo le voci pervenute nelle scorse ore dal teatro dei fatti, riportate da molteplici osservatori internazionali, tra le 52.000 e 83.000 donne si rendono protagoniste della mercificazione del corpo e lavorano per “l’industria del sesso a pagamento” e tra loro il 24% risulta sieropositivo.

      Euro 2012 – Attenzione agli autogol!  

    Dati allarmanti che rivelano la concretizzazione di un mancato e nullo rispetto della dignità della persona. Nello spettacolo sportivo del calcio, che richiama milioni e milioni di tifosi da ogni angolo del Vecchio Continente e non solo, ci auguriamo che a siglare il gol più bello siano la democrazia, il rispetto dei diritti umani e della dignità della persona e che l’unica bandiera che possa sventolare sia quella della libertà, la sola che non ha colori sociali ma che accomuna tutti! In bocca al lupo a tutta l’Europa, ma attenzione agli autogol!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)