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  • La stampa di regime e la Mano Nascosta in guerra contro i popoli

    La stampa di regime e la Mano Nascosta in guerra contro i popoli

    Lunedì,  Settembre 22th/ 2014 

    – di Cristiano Tresoldi e Redazione QE 

    Premessa di Sergio Basile

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa

    Redazione Quieuropa, Cristiano Tresoldi, Sergio Basile, Informazione, giornalismo, disinformazione, ideologia, verità storica, Mano nascosta, giornali e sistema bancario, giornali e moneta, indipendenza, falso dissenso, Mano nascosta, Cherep Spiridovich, Wall Street, ambasciate 

    La stampa di regime e la Mano Nascosta in

    guerra contro i popoli

    Professione giornalista: l'invenzione moderna per

    legittimare l'informazione politically correct

    I pericoli della rete e le correnti di pensiero web

    accettate alla cieca

     

    di Cristiano Tresoldi e Redazione QE

    Premessa di Sergio Basile, Iniziativa di Libero Confronto, di QE

    caduti nella rete - giornalismo di regime e falsa controinformazione contro i popoli

     Premessa – di Sergio Basile                                                                                     

    Premessa di Sergio Basile – In uno dei best seller più occultati e compromettenti mai scritti, "The Secret World Government" o "The Hidden Hand" (New York 1926, Ed.: Anti-bolscevica Publishing Association)  il conte Cherep Spiridovich, generale Romanov profondamente avverso al bolscevismo, rivela oltre 100 dei più grandi misteri degli ultimi tre secoli e denuncia, tra l'altro, come stampa e giornali abbiano avuto un ruolo essenziale nel sistematico occultamento di tali fatti e nella loro scientifica e puntuale alterazione, in asservimento pressocché totale ai membri (satanisti) della setta della "Mano Nascosta" (c.d.: Hiddel Hand).

    "I giornali sono le cose più sporche e più sudice mai esistite"

    (Mrs. Bjurstedt Mallory, Chicago Tribune, 21 luglio 1922)

    "I giornali non danno i fatti, essi ingannano le persone regolarmente!"

    (New York Times, 16 maggio 1921)

    "Gli americani non sanno nulla di ciò che sta accadendo all'estero"

    (Shaw Desmond, The Chicago Tribune, 1 marzo 1924).

    "I giornali hanno centinaia di informatori, ma essi tacciono. Perché? 

    Perché la stampa è controllata dai "figli del diavolo!"

    (C. Spiridovich, Secret World Government, paragrafo 5)

    caduti nella rete - giornalismo di regime e falsa controinformazione contro i popoli

     Stampa e Governo Invisibile – Lo strangolamento programmato              

    Ancora, nel paragrafo 36 dell'opera in questione, il conte Cherep Spiridovich scrive: "Mr. William Gibbs McAdooSegretario del Tesoro durante la guerra,  ha sottolineato il 22 giugno 1924, il pericolo del "Governo Invisibile" (la Mano Nascosta) che si trova a Wall Street (in realtà piuttosto in Pine Street ). E' implicito, dunque, che i "giornali non danno i fatti", come ha rivelato anche il signor WJ Bryan"New York è la città di privilegio. Qui è la sede di questo potere invisibile rappresentato dalle forze alleate della finanza e dell'industria. Questo governo invisibile è reazionario, sinistro, senza scrupoli, mercenario e sordido (sudicio). Esso manca degli ideali nazionali ed è privo di coscienzaQuesto tipo di governo deve essere flagellato e distrutto". (tratto da: The Secret World Government, "La piovra finanzia lo strangolamento dell'America", Par 36).

     Una guerra tra bene e male, per la conquista delle anime!                           

    Ma perchè, mi chiedo, chi controlla la moneta, chi controlla la sua creazione dal nulla e possiede (sia pur illegittimamente) tutto il potere del mondo per poter comprare e/o assumere e/o corrompere chiunque e qualsiasi cosa, dovrebbe congiurare contro i popoli desiderandone l'annientamento totale e in molti casi la morte fisica? Perchè quando può già controllare, tramite l'economia, la finanza e la moneta, la società, in ogni suo settore? Perchè questo odio per la verità innescando guerre e distruzione ovunque? La verità è che – così come riconosciuto dallo stesso generale dei Romanov in "The Hidden Hand" – è in atto una subdola guerra spirituale tra bene e male, e  l'elemento economico e materiale, come anche la carta stampata e la rete, sono solo strumenti e mezzi atti a portare avanti questa guerra, orientata – in prima ed ultima istanza – alla conquista dello spirito umano e delle anime. Perciò è importante conoscere la storia oltre i testi ufficiali, non abbassare mai la guardia, cercare la verità e giocare questa partita in prima linea, senza alcun timore! La posta in gioco è troppo alta per desistere!

    Sergio Basile

    "Voi siete il sale della terra;

    ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato?

    A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. 

    Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, 

    né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere

    perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa".

    (Vangelo Secondo Matteo 5,13-15)

    caduti nella rete - giornalismo di regime e falsa controinformazione contro i popoli

     Al tempo dei castelli… di Cristiano Tresoldi                                                      

    Roma – di Cristiano Tresoldi e Redazione QE  Al tempo dei castelli e dei borghi c’era il passaparola, il soldato che faceva d’ambasciatore al conte o al popolo, l’araldo. Prima dell’avvento della stampa, i messaggi e le informazioni, da paesi amici e zone impervie, arrivavano a cavallo. Ma chi assicurava che le ambascerie corrispondessero al vero?  Se un esercito nemico si fermava alle dogane, i cavalli di posta potevano correre e facevano in tempo ad avvertire i nobili, i possidenti e i dignitari. I re, abituati a stare tra intrighi di corte, come potevano essere sicuri che le notizie fossero vere e non provocate ad arte per far cadere Sua Maestà, utilizzando questo e quell’accorgimento? Il fatto è che essi potevano contare su vere ambasciate; esse non conoscevano il pericolo – ammesse pochissime eccezioni "fisiologiche" – dei «falsi d’autore», né il pericolo di contaminazioni di alcune notizie magari essenziali, concernenti ad esempio la salute pubblica, la guerra e le politiche monetarie di un paese. Oggi, al contrario, nell'epoca del falso o parziale dissenso; dei troll ufficiali e non ufficiali e dei "giornalisti autorizzati" e "politically correct", tali contaminazioni sono molto in voga sulla carta stampata, nelle tv di regime e in internet: la famosa "rete" (di cattura?) dove oramai gira di tutto.

     Caduti nella rete                                                                                                           

    Noi oggi possiamo avere informazioni a livello globale e in tempo reale, ma difficilmente possiamo confrontarle quando, incrociando i dati tra loro, ci accorgiamo che una fonte non è attendibile. Altro problema è poi quello del copia-incolla, che spesso –  nell'euforia del pubblicare la notizia – non tiene conto, magari, del grado di policitizzazione del giornale e del sito o gruppo che lo dirama. Insomma il nome "rete", per indicare internet (o il web), in tal senso ci sembra davvero emblematico e rivelatorio. Si dimentica – aggiungiamo – che spesso uno dei mezzi più subdoli di controllo mentale delle masse consta nel dire la verità su una vicenda all'80-90%, salvo mentire spudoratamente sulla parte finale dell'analisi, quella che dovrebbe fornire le soluzioni. E ciò al fine di disorientare le masse. Non tutto oro è ciò che luccica! (1)

    (1)  Nota della redazione – Allora, ad esempio, assistiamo al paradosso assurdo in cui un sedicente e presunto auritiano (esperto di politiche monetarie seguace della Teoria del Valore Indotto della Moneta, del Professor Giacinto Auriti), non proponga ai suoi lettori e interlocutori la moneta-credito come soluzione alle truffe monetarie in atto! O che Questi non dia il gisto peso a reali panacee monetarie come il reddito di cittadinanza emesso a credito o la proprietà popolare della moneta, contrapposta alla proprietà illegittima della carta-moneta (nella fase di emissione) auto-arrogatasi dalle banche centrali.

    caduti nella rete - giornalismo di regime e falsa controinformazione contro i popoli

      "Professione Giornalista" –  L'invenzione moderna                                      

    Quella del giornalista è un'invenzione moderna. Se dipendesse dalla sua funzione e dal ruolo che s’è ritagliato, ci sarebbe una ben strana democrazia dell’informazione che, come un’ondata traversale, prima informa e poi deforma e travolge. Il filtro umano, insomma, è sempre indispensabile, anche nel valutare una semplice notizia. Ciò perché il sistema giornalistico è pur sempre umano, esso stesso. Non c’è solo la cronaca nera o rosa, nella quale cercare l’oggettività; bisogna ricordare che ogni giornalista ha il suo modo di esprimersi e di dare, ad un medesimo avvenimento, raccontandolo, un taglio diverso da quello di altri, corrispondente al suo punto di vista, che, inoltre, è influenzato anche dalle sue conoscenze (del diritto, delle procedure legali, di medicina, ecc…, nonché dalla sua appartenenza politica e religiosa o pseudo-tale). Un giornalista non può seguire a lungo, magari fino alla soluzione, un caso di cronaca giudiziaria, se non conosce le procedure giudiziarie, se non sa spiegare a che punto sono gli inquirenti e il nesso causa/effetto tra i fatti che descrive.

     Ambasciatore dell'informazione                                                                           

    Il lavoro di «ambasciatore dell’informazione» si svolge su un terreno molto ristretto di dati e la pratica professionale fa sì che, con la sua esperienza, il giornalista allunghi l’articolo con proprie impressioni, magari persino poetiche, come faceva lo scrittore e giornalista Dino Buzzati, conferendo così al pezzo un tono più umano e dando  comprensibilità dell’evento toccando le «corde del cuore» del lettore. Il giornalista, poi, aggiunge qua e là dei particolari, un giudizio di valore oggi, un fatto attinente come altri documenti domani, sicché rischia di creare una «scia di informazione», più o meno verosimile, alla quale si aggiungerà il giudizio ultimo del lettore, ovvero del cittadino che, affiancando lo scrivente, con conoscenze diverse da quelle del giornalista stesso (spesso inferiori, qualitativamente parlando), può farsi infine un’idea del fatto accaduto e descritto. (2)

    (2)  Nota della redazione – Una delle scie d'informazione più attuali è, ad esempio, quella che riguarda la figura di Vladimir Putin. Egli è dipinto da molti come un paladino anti New World Order, in primis per alcune sue posizioni e dichiarazioni sulla famiglia tradizionale e sulle coppie gay… ma per altri è dipinto come un puro e semplice "Ulisse" che utilizza questi "cavalli di Troia" mediatici per ottenere facili e larghi consensi presso le masse deluse e sostenere (praticamente indisturbato) un falso dissenso funzionale alle stesse politiche egemoniche del mondialismo contemporaneo: specie in chiave bellica e geo-politica (es.: vedi spartizione ucraina)

    caduti nella rete - giornalismo di regime e falsa controinformazione contro i popoli

     La verità aliena dalla legge "democratica" dei grandi numeri                     

    A volte, specie in rete, emergono dati oggettivamente poco chiari e documentati e molto legati al parere degli opinionisti. Ciò accade qauando, ad esempio, un articolo di economia fa riferimento a dati Istat diversi da quelli declamati dai telegiornali che si vedono abitualmente, e in base ad essi l'opinionista di turno dà una diversa inquadratura della pesante situazione economica in corso. Non è che il giornalista onesto sia un cervellone che ha scoperto dati nuovi! No! Semplicemente ha fornito una interpretazione della realtà, confrontando dati risaputi con altri per lo più ignorati e/o volutamente occultati; allora è quest’unico giornalista ad aver ragione e per contro sono la televisione e la stessa "controinformazione falsa ed allineata– che usano l’immagine come specchio della realtà (deformandola) – ad aver torto. La verità, dunque, spesso non ha nulla a che fare con la "legge dei grandi numeri". Quindi possiamo sostenere che entrambi  (sia il giornalista/scrittore onesto, che i media falsi) usano i linguaggi della realtà, ma ognuno in modo proprio e per fini diametralmente opposti che spesso sfuggono all’utente finale, nella giungla di internet. Anche se alla lunga la verità emerge sempre. Come si dice: "il demonio costruisce le pentole ma non i coperchi"

     Il pericolo di correnti di pensiero accettate alla cieca                                     

    Come denunciato nei primi del Novecento da personaggi del calibro di Cherep Spiridovich, esiste un potere che manipola l’informazione, ne stabilisce la forma e il contenuto, per formare una «corrente di pensiero per la massa», per formare la «coscienza delle masse» attraverso l'ideologia. e conducendole al paradosso, secondo me, che se svegliandoci  il vicino bussasse per dirci che sotto casa è scoppiata la terza guerra mondiale, andremmo subito alla televisione, a vedere se è vero. Non ci fidiamo più dei nostri sensi (del nostro vedere, del nostro sentire …); i mezzi d’informazione, che usiamo, hanno talmente addormentato la nostra vigile reazione che non ci poniamo nemmeno più le domande e intanto, a nostra insaputa, nel nostro cervello entra e passa di tutto, senza filtro, senza un nostro intervento verificatore.

    caduti nella rete - giornalismo di regime e falsa controinformazione contro i popoli

     Gli alfabetizzati dell'informazione                                                                        

    Oggi un numero crescente di cittadini ( appartenenti per lo più ai ceti sociali più istruiti ) riesce, tuttavia, a mettere in discussione quello che si vede e si sente dai mass media; questa differenza crea e accentua l’abisso, secondo me, tra i veri colti e i semplici  alfabetizzati dell’informazione, che hanno, per contro, una fiducia illimitata nei canali da cui la ricevono, e assimilano e bevono, bevono, bevono tutto, finché le notizie non li aggradano più, perché troppo pessimistiche. L’uomo medio, insomma, ha il suo sistema di difesa, nella vita di tutti i giorni, per proteggere la propria «sanità mentale», mandando tutti al diavolo e rinunciando a farsi un’opinione personale: demandando altrove ogni vitale e nobile spirito critico.

     Il paradosso dell'iper informazione                                                                        

    L’eccesso d’informazione crea dunque le masse (massificazione dell'informazione) e con esse può mandare avanti i più subdoli e distruttivi luoghi comuni: questo eccesso può dunque creare masse che non sanno più a chi credere e di chi potersi fidare per sapere la verità.  L’eccesso d’informazione – senza alcun filtro stroico e spirituale – può far tornare – paradossalmente – se non proprio ai tempi dei servi della gleba, ad una dimensione spazio-temporale nuova e piuttosto pericolosa, ad una battaglia tra informazione e disinformazione, inganno e verità: alterco, spesso creato ad hoc, che ruba al cittadino comune molte energie e serve a fare di lui un soggetto più debole nella conoscenza e nella difesa dei suoi diritti sociali e privati. Non vorrei che, tra un pò, rimpiangessimo i tempi in cui si sapeva di meno ma la realtà si percepiva in modo più sicuro e vero.

    caduti nella rete - giornalismo di regime e falsa controinformazione contro i popoli

     La verità alla lunga emerge sempre… come la menzogna                            

    Di sicuro c'è – aggiungiamo come redazione – che la verità alla lunga finisce per emergere sempre e noi abbiamo il dovere di aiutare quotidianamente noi stessi e il nostro Prossimo a ricercarla e comprenderla fornendo gli adeguati strumenti di analisi. Strumenti materiali (dati storici e numerici) ma anche spirituali. Verità di base che cogliamo nelle parole del poeta statunitense Ezra Pound, secondo il quale: "chi scrive la storia non è il politico ma il filosofo. Il politico scrive sotto dettatura e non se ne accorge nemmeno". Il giornalista onesto, oggi, partecipando al compiersi del tempo, non può ignorare la storia e, soprattutto, le dinamiche e ragioni che hanno creato il sistema bancario e monetario. I giornali, infatti, come visto, sono mossi e legati a doppio filo alla moneta e ai suoi padroni. Se vogliamo ripristinare la verità storica dei fatti, non possiamo non cogliere l'importanza dell'indipendenza spirituale dello scrittore dalla mera e vile materia.

    "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!"

    Cristiano Tresoldi, Sergio Basile

     e Redazione QE (Copyright © 2014 Qui Europa)

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    Il Potere ce l’abbiamo noi… Se solo lo capissimo

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    Venerdì,  Settembre 5th/ 2014  – di Redazione Quieuropa e Vincenzo Mannello – Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Vincenzo Mannello, Onu delle religioni, Talmud, Kabbalah, Shimon Peres, Papa Francesco, Gaza, Terrorismo, Vladimir Putin, Barack Obama, chiarezza sulla situazione palestinese, terrorismo e mondialismo, Vaticano  ONU delle religioni – Israele ora s'improvvisa promotore […]

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    Lunedì,  Settembre 1st/ 2014 – A cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio e Redazione Quieuropa – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa Redazione Quieuropa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Ebraismo, Massoneria, Affinità elettive, Léon de Poncis, bolscevismo, socialismo, Abramo Lincoln, Adam Weishaupt, diede vita alla "Setta degli Illuminati", in data 1° Maggio 1776), guerra civile americana, Padre Massimiliano […]

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    Mercoledì,  Agosto 26th/ 2014  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Padre Pio, Sergio Basile,  Jules Isaacn Paolo VI, rivoluzione bolscevica, Madonna a Fatima,  Rabbi Harry Waton, Accordo di Metz,  Eugène Tisserant, disastrosi e profetici presagi sulla Chiesa, Giovanni Paolo II, Commissione bilaterale di lavoro permanente, Giovanni XXIII, fratellanza ebraica, Cremlino  I Misteri del Concilio e il problema della fratellanza ebraica – Terza Parte La fratellanza ebraica, il Cremlino e il silenzio […]

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  • Teatro all’Italiana – Neppure Fellini avrebbe osato tanto!

    Teatro all’Italiana – Neppure Fellini avrebbe osato tanto!

    Sabato, Settembre 28th/ 2013

    – di Sergio Basile –  

    Crisi di governo, Italia, privatizzazione, Letta, Berlusconi, Napolitano, Lettera aperta di Brunetta e Schifani, M5S, Signoraggio bancario, porcellum, Wall Street, banchieri, devastazione dell'Italia, teatranti, commedianti, bluff 

    Teatro all'Italiana – Neppure Fellini avrebbe

    osato tanto!

    La Crisi di Governo e la grandezza del teatro

    Made in Italy. Retroscena e performances

     

    di Sergio Basile

    Crisi di Governo

      La Grandezza del Teatro Made in Italy                                                               

    Roma  – di Sergio Basile Ma chi l'ha detto che il teatro italiano è in crisi? Beh, in effetti a giudicare da quanto sta avvenendo in queste ore nell'ex Bel Paese, possiamo tranquillamente affermare che gli attori di qualità non mancano, sia in Parlamento che a Palazzo Chigi. A quanto pare, infatti, che per finire di distruggere l'Italia – alzare l'IVA, le accise sui carburanti e via dicendo, mandando definitivamente nel pallone l'economia italiana, dopo le ultime privatizzazioni di lusso – ci volesse un altro magistrale e plateale colpo di teatro, era nell'aria da tempo. Questa "crisi di governo" – con annesse dimissioni di massa degli uomini dell'Araba Fenice "Forza Italia" – sembra tanto, dunque, un copione già scritto. Certo lascia davvero basiti il fatto che i parlamentari dell'ex PDL non si siano dimessi per protesta contro lo straripante numero dei suicidi o contro la chiusura indotta ed il fallimento di oltre 40 mila impre; o magari per protesta contro  le agenzie di rating, Equitalia, l'usurocrazia bancaria e la moneta-debito (principale motivo di questo golpe mercatista senza precedenti nella storia) ma l'abbiano fatto per difendere un uomo che fino a ieri ha contribuito a tenere assieme questo diabolico sistema, con la piena complicità della sinistra e con la strategica indifferenza "reale" dei vertici del M5S, fatta salva una parte "sana" della base "popolare" del movimento che ancora ci crede. Crede cioè, in buona fede, in un progetto finora in gran parte – diciamocela tutta – fallimentare, poichè concentrato sulla risoluzione di problemi minori e secondari. Il vero problema dell'Italia si chiama colonialismo anglo-statunitense, perdita della sovranità monetaria, signoraggio. Ma per questo finora solo chiacchiere.

     Il Gioco delle parti                                                                                                       

    Ecco perchè la plateale svolta delle dimissioni di massa degli uomini di "Silvio" mi lascia davvero indifferente e aumenta in me un profondo senso di rabbia ed inquietudine. Frattanto il gran maestro e direttore d'orchestra, Napolitano, dal Colle inscena l'ennesima pantomima all'italiana, stracciandosi le vesti. "Grave ed inquietante evocare il golpe!": è stato questo il suo perentorio e "paterno" commento. Melodrammatico, poi, il conseguente attacco degli ex (?) amiconi Brunetta e Schifani che nella giornata di ieri hanno "attaccato" lo stesso Napolitano, con una "lettera aperta". Forse nemmeno Fellini avrebbe avuto un tale ardore nello scrivere copioni tanto fantasiosi e controversi, che per altro – a voler pensar male – sembrano essere stati concepiti più a Washington o a Wall Street che a Roma. Che dite? Ciò aspettando il 4 ottobre, cioè la data nella quale dovrà esprimersi la Giunta del Senato per la "Decadenza di Super-Silvio". 

     Ritorno alle urne o Governo di Scopo?                                                                

    All'orizzonte, dunque, non è escluso il ritorno alle urne: col porcellum, sarà un altro suicidio di massa. Ma d'altra parte lo stesso Parlamento è ormai da tempo un non-luogo, o meglio l'anticamera e la segreteria (dipende dai momenti e dalle circostanze) dell'élite bancaria internazionale. L'illegalità e l'anticostituzionalità regnano incontrastate da due anni a questa parte, e l'unica agenda "in progress" resta quella dei burattinai e profeti del "Nuovo Ordine". Intanto nelle ultime ore Schifani stesso ha ribadito come le firme per le dimissioni dei parlamentari siano state spontanee e "non pilotate". Concetto ribadito dalla Gelmini anche ieri sera a Matrix. Spontaneamente – ad esempio – sarebbero dunque arrivate 87 dimissioni su 91 al gruppo del Senato. Cosa che avrebbe fatto "infuriare" il signor Enrico Letta, travestitosi da salvatore della Patria, e davvero a suo agio tra gli avvoltoi di Wall Street.  Il prossimo atto di questa farsa sarà dunque il voto di fiducia. "Il centrodestra ha umiliato l’Italia, serve una verifica!". Questi gli ultimi "drammatici commenti" del disperato premier che sembra aprire anche ad ipotesi di un "governo di scopo". E chi lo sa che non rispuntino i nomi di Prodi o Amato. Napolitano, del resto, ci ha ormai abituato a tutto.

     La colpa è nostra                                                                                                          

    Come davvero a tutto ci hanno abituato gli stessi sindacati e associazioni nazionali di categoria che gridano il proprio disappunto invocando "stabilità", e confondendosi, in questo, proprio con i mercati ed i falchi di Wall Street che con il sole o con le nuvole sono sempre pronti a stappare le loro bottiglie di champagne alla faccia della colonia Italia. Ma la vera colpa – scusatemi  tanto – è la nostra. Che ancora continuiamo ad affollare (io no) le segreterie e le sale di aspetto dei carrozzoni politici in attesa di briciole ed elemosina, o ben asserragliati nelle varie logge e loggette americaniste e gruppi di "potere" procuriamo voti e linfa vitale a questi commedianti. Mentre davvero nessuno si straccia le vesti per lo strapotere bancario e davvero nessuno pensa che anziché devastare l'Italia con IVA, Service Tax ed altre boiate simili, basterebbe chiedere alle banche di pagare il debito pubblico che esse stesse hanno generato al 99%. Ma chi non sente la necessità di mandarli tutti al diavolo (tutti) scendendo in strada ed organizzandosi nei propri quartieri e rioni, casa per casa, davvero non può avere voce in capitolo.

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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    Mercoledì,  Marzo 20th/ 2013

     Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi, di "Qui Europa" 

    – di Mario Borghezio, deputato al Parlamento europeo 

    Eurotruffa, Bruxelles, Eurogruppo, Parlamento Europeo, Mario Borghezio, Cipro, Truffa, Eurozona, Grecia, Nicosia, Prelevamenti truffa, Privatizzazioni, Salvataggio bancario, Sistema Bancario, Truffa Bancaria, Europa, Franklin Delano Roosevelt, FDIC, Wall Street, FDR, UE, Governo cipriota, Follia europeista, Truffa ai danni dei correntisti, Risparmiatori ciprioti truffati 

    Eurotruffa a Cipro – Perfino la Subdola FED, 

    nel '33 fece meglio dell'UE

    Prelievi forzosi dai c/c: l'Economia delle Promesse-Truffa

    potrebbe ripetersi a breve anche nei Pigs

     

    di Mario Borghezio

    Mario Borghezio

    Bruxelles, Nicosia, New York  Il 15 marzo l'Eurogruppo ha deciso di costringere il governo cipriota a imporre un prelievo del 6,7% sui depositi bancari fino a 100 mila euro, e del 9,9% su quelli più elevati. L'esproprio è finalizzato a raccogliere circa 6 miliardi di euro, che si aggiungono ai 10 promessi dall'UE e ai 7-7,5 miliardi previsti dalle privatizzazioni. Questo sarebbe il pacchetto salvabanche (cipriote ed europee).

     Usa 1933 – Perfino la FED fece meglio dell'UE 

    Nel 1933, il Presidente americano Franklin Delano Roosevelt reagì alla "crisi" introducendo la protezione statale per i risparmi dei cittadini, con la Federal Deposit Insurance Corporation. La FDIC fu una pietra miliare nella politica della FED per difendere i cittadini dallo strapotere di Wall Street. O quasi!

     2012/2013 – Europa: l'Economia delle Promesse Truffa 

    Europa – 2012/2013L'UE ha intrapreso la direzione esattamente opposta, salvando le banche e derubando i risparmiatori. All'inizio della "cosiddetta crisi" si proclamò che "tutti i depositi dell'Eurozona" fossero protetti. Questa promessa si è rivelata una truffa. In realtà, solo le banche sono protette. Con l'esproprio si stabilisce un precedente dalle gravissime implicazioni. E' lecito domandarsi chi sarà il prossimo? La Grecia, la Spagna o l'Italia?

    Mario Borghezio – Deputato al Parlamento Europeo

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    Martedì, Marzo 19th/ 2013  –  di Sergio Basile – La Verità sul caso Cipro, Cipro, Nicosia, Furto sui depositi bancari, Unione europea, Target2, Euro, Russia, Bruxelles, Vertice Straordinario, Eurogruppo, Salvataggio dell'euro, Germania, Angela Merkel, Pil, Tassazione sui depositi, Nicos Anastasiades, Presidente di Cipro, Financial Times, Dissoluzione delle nazioni, Stati Uniti d'Europa, Accentramento, Sistema Bancario, Sergio Basile, […]

    L’Economia della Truffa – Moody’s ora attacca Cipro

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    Lunedì, Giugno 18th / 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile –  Unione europea / Cipro / Nicosia / Eurozona / Commissione europea / Troika / Fondo Monetario Internazionale / Christine Lagarde / Russia / Cina / Pechino / Mosca / Germania / Egemonia delle banche private / Liquidità / Crisi / Attacco speculativo […]

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    Venerdì, Giugno 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile  – Unione Europea/ Cipro / Nicosia / Crisi / Bailout / Salvataggio Europeo / Atene / Finanza / Economia / Vassos Shiarly / Kornelios Korneliou / Paracadute di salvataggio fittizio / Controinformazione / Qui Europa / Maria Laura Barbuto / sergio Basile […]

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    Giovedì, Settembre 13th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea/ Europa / Germania / Italia / Berlino / Karlsruhe / Mes / Meccanismo europeo di stabilità / Finanza / Economia / Interessi / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Sovranità / Silenzio mediatico / Media / Rigore finanziario / Debito pubblico / […]

    Crisi – Digressioni sul Sistema Bancario e sulle Strategie di Draghi

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    Sabato, Dicembre 8th/ 2012  – L'Editoriale, di Franco Cima e Sergio Basile  –   Crisi – Digressioni sul Sistema Bancario / Mario Draghi / Bce / Francoforte / Roma / Banche / Signoraggio / Truffa del sistema monetario /  Il potere delle banche / Sistema bancario / Franco Cima  / Target 2 / Francoforte / Germania / Sergio Basile […]

    Digressioni sul Signoraggio Bancario e sulla più Grande Menzogna Liberale dei Nostri Tempi, in attesa delle Elezioni

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    Martedì, Dicembre 4th/ 2012  – L'Editoriale, di Franco Cima e Sergio Basile –  Digressioni sul Signoraggio Bancario / Grande Menzogna Liberale / Elezioni / Banche / Signoraggio / Truffa del sistema monetario /  Il potere delle banche / Sistema bancario / Franco Cima  / Benito Mussolini / Banca d'Italia  Signoraggio / Bri / Maurice Allais / Bretton Woods / […]

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manu

    el Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    BCE: prestiti condizionati. Moody’s declassa ancora l’Italia

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    Venerdì, Luglio 13th/  2012 – di Silvia Laporta – Bce / Roma / Mario Draghi / Bankitalia / crisi economica / Euro / Esm / Fiscal compact / Abi / Giuseppe Mussari / Austerity / Immobilismo europeo / Banche europee / Contro informazione / Mes / Meccanismo Europeo di Stabilità  / Europa / Banca Centrale Europea / […]

    Signoraggio Bancario – Dopo Auriti il Buio

    : Il Silenzio della Politica e dei Falsi Profeti

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    Mercoledì, 16th Gennaio / 2013 – di Maria Laur

    a Barbuto – Europa / Italia / Crisi / Economia / Banche / Signoraggio bancario / Truffa / Falso in bilancio / Banca d'Italia / Elezioni politiche / Mes / Fiscal Compact / Movimento 5 stelle / Moneta / Euro / Bep

    pe Grillo / Giacinto Auriti / […]

    L’Europa s’infiamma – Europeisti ed Euroscettici ai Ferri Corti

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    Lunedì, Marzo 18th/ 2013  –  di Sergio Basile – L'Europa s'Infiamma: Europeisti ed Euroscettici ai Ferri Corti , BCE, Banca Centrale Europea, Troika, Mario Draghi, Viktor Orban, Pigs, Bruxelles, Martin Schultz, Gianni Pittella, Bollettino mensile BCE, Ue, Parlamento europeo, Manuel Barroso, Gianni Pittella, Herman Van Rompuy, Road-map èer l'Europa Unità, Stati Uniti d'Europa, Smantellamento degli stati […]

    Italia – Truffati e Commissariati a Vita: Quello che non si dice

     sull’Ue

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    Sabato, Febbraio 16th/ 2013 – di Alessandro Mauceri – Unione europea , Colonialismo euro-tedesco , Influenza anglofona , rapporto Debito/PIL, Unione Europea, Regioni Obiettivo 1, Fondi Comunitari, Eurispes, Parlamento Europeo contributi, Italia, Monti, commissario europeo, Caucaso, Asia centrale, repubbliche dell’Ex Unione Sovietica, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldavia, Federazione russa, Tagikistan, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan IVA, Gran Bretagna, Irlanda, […]

    Imbroglio Ue – La Commissione europea: l’Italia vada avanti con l’austerity. Bukovskij: l’UE come l’URSS

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    Giovedì, Dicembre 20th/ 2012 – di Sergio Basile – Ue / Urss / Bruxelles / Roma / Romania / Conti pubblici / Austerity /Elezioni / Commissario agli Affari economici / relazione sulla sostenibilità dei conti pubblici / Vladimi  r Bukovskij  / Mikhail Gorbaciov / Strangolare abbracciando / coincidenze tra Ue e URSS / Stalin / Commissioni / Troike / Ue / Bce / Fmi / Napolitano / enorme […]

    Diritti fondamentali: nell’Ue regna la Menzogna. Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione

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    Mercoledì, Dicembre 19th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Diritti fondamentali nell'Ue / Menzogna / Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione  / Unione Europea / Parlamento europeo / Risoluzioni / Assistenza sanitaria / Aborto / Minoranze nazionali / LGBT / Diritti fondamentali / Libertà civile / Uguaglianza / Salute sessuale / Pianificazione […]

    Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

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    Lunedì, Settembre 10th/  2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – Italia / Roma / Bari / Cernobbio / Palazzo Chigi / Intervento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Fiera del Levante / Golpe / Colpo di stato Speculazione / Rovina dell'Italia / / Crescita / Menzogne / Recessione / Disoccupazione / Accise statali […]

    Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

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    Domenica, luglio  1st / 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima ) Vertice Ue  / Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / […]

     

    Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

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    Domenica, Giugno 3rd / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer […]

    Il Mezzogiorno, le supercaste bancarie e le critiche di Confindustria

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    Martedì, Maggio 22th / 2012   – Di Sergio Basile – Italia / Mezzogiorno / Campania / Calabria / Crisi Ue  / Fondi Ue / Occupazione e Crescita / Derivati / Ministero per la Coesione Territoriale / Bce / Morgan Stanley / Credit Crunch  / Commissione Trilaterale / Goldman Sachs / Brueguel / Bilderberg Club […]

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    aghi e Monti

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    Venerdì, Marzo 30th / 2012 – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Commissione europea / Derivati / Regolamentazione / Commissione Industria / Antonio Tajani / Speculazione / Bce / Trichet / Mario Draghi / Mario Monti / Trasparenza / Swap / Bolla Usa / Crisi / Esma / Cers / Obblighi informativi / Reporting […]

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    Lunedì,  Marzo 4th/ 2013 – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi –  – Comunicato Stampa di Mario Borghezio –     Deputato al Parlamento Europeo Bruxelles, Uova biologiche false, Commissione europea, Der Spiegel, Uova dichiarate Biologiche, Violazioni, Ministero Agricoltura tedesco, Bassa Sassonia, Inchiesta, Laender, Nord Reno, Westfalia, Macklenburg-Vorpommern,  Nuovo Scandalo Alimentare in Europa: Uova Biologiche […]

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

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    Venerdì, Settembre 7th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / ICE / Iniziativa Europea dei Cittadini / Liberismo / Neoliberismo / Privatizzazioni / Capitalismo / Noam Chomsky / Duccio Cavalieri / Università di firenze / Dio / Fede / Uomini liberi / Libertà / Rivoluzione / TG / Gabbia del Debito […]

     

  • Finanza ed Egemonia Anglofona sull’Europa – La linea Delors

    Finanza ed Egemonia Anglofona sull’Europa – La linea Delors

    Giovedì, Gennaio 3rd/2013

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile –

    Egemonia anglofona / Delors / Egemonia Anglofona sull'Europa / Gran Bretagna / Jacques Delors / Commissione europea / Ue / Charles De Gaulle / Mario Monti / David Cameron / Tobin Tax / City / Usa / Neocolonialismo / Board Bce / Sacco del Britannia /Bce / Imperialismo anglofono / Transazioni finanziarie / Direttive europee / Wall Street / Paradisi fiscali / Silvia Laporta / Sergio Basile / Tecnocrazia / Consiglio europeo / Euro / Masochismo dei popoli europei / Muro di Berlino 

    Finanza – L'Egemonia Anglofona sull'Europa

    E' giusto che Londra rimanga nell'Ue? Il parere di Delors

    L'analisi dettagliata del socialista francese, già presidente

    della Commissione Europea e la truffa finanziaria e

    mercatista che rende l'Europa schiava dei Paesi anglofoni

    L'Analisi di "Qui Europa": la gabbia europea ci sta portando

    all'autodistruzione! Uscirne al più presto la priorità dei popoli!

    Cosa si nasconde dietro la strategia di accentramento continentale:

    Il Piano Delors

     

    di Silvia Laporta e Sergio Basile

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Finanza   L'egemonia anglofona sull'Europa                                   

    Parigi, Londra – Mentre i Francesi sono alle prese con il caso Depardieu (Putin ha offerto cittadinanza russa all'attore) e con la fuga dei super-ricchi dalle grinfie del nuovo "fisco all'austerity" imposto dal governo di Francois Hollande, Jacques Delors, socialista francese e già Presidente della Commissione Europea (nonchè membro della celeberrima Commissione Tilaterale) ha inscenato una sorta di polemica (o pseudo-tale) nei confronti della Gran Bretagna. Ma a ben vedere le argomentazioni poste  sono venute da un tecnocrate, ossia da una delle persone che vorrebbe vedere i 27 abbandonare pian piano la propria sovranità  politica ed economica per sottostare ai diktat pieni della Commissione Europea e alla scure della Bce.  Le sue obiezioni di primo acchitto sono apparse apparentemente condivisibili, ma da un'analisi più dettagliata, come vedremo, in larga parte totalmente pive di senso. L'interpetazione del "Delors pensiero" potrebe aprire, infatti, ad ancor più pericolose derive colonialistiche. Vediamo perchè!

     Le ragioni di Delors  La Gran Bretagna fuori dall'Ue                      

    In una intervista ad un quotidiano tedesco, l'ex-politico ha esposto le sue ragioni:  "la Gran Bretagna dovrebbe uscire dall'Ue ed optare per un'altra forma di legame privilegiato politico ed economico". Il motivo? "Gli Inglesi – nota Delors – vivono in una situazione di estrema comodità". Bella scoperta, caro Delors! "Troppo semplice – ha sostenuto ancora Delors – appartenere all'Unione Europea, senza però prendersi le responsabilità di questo legame!". Considerazione inoppugnabile! In parole spicciole – come ampliamente dimostrato da "Qui Europa" finora –  i britannici fanno i propri interessi, sia politici che economici, mantenendo però saldamente la loro posizione di appartenenza condizionata ai 27 paesi. La posizione di Delors risalirebbe – secondo l'intepretazione ufficiale manifestata da molti tabloid europei – al lontano 1972, quando il socialista francese era consigliere del primo ministro gollista, Jacques Chaban Delmas. Delors sarebbe stato totalmente contrario all'entrata di Londra nell' Unione Europea e  l’allora Presidente della Repubblica, Georges Pompidou,  – secondo l'interpretazione che va per la maggiore – avrebbe salvato la City definendo "senza senso" un'Unione Europea senza Londra.

     L'egemonia anglofona   UK complice Usa                                          

    Ma nel tempo molte sono rimaste le anomalie intorno al rapporto "privilegiato" tra Londra e Bruxelles. Aggiungiamo per dovere di cronaca, per completezza, che la stessa Banca d'Inghilterra (in assoluta autonomia rispetto a Bce ed Eurozona) detiene ancor oggi la maggioranza relativa delle quote bancarie della stessa Bce. Pazzesco ma vero!  Pertanto non solo predominio finanziario indiretto della City (predominio recentemente rafforzato dalla stessa tecnocazia del Consigio Europeo, nel quale Monti è stato determinante, con l'adozione di una Tobin Tax non estesa a tutti ma estesa a soli 11 Paesi (fessi): manovra autolesionista tale da favorire  (vedi allegato) la controproducente fuga dei capitali di tali Paesi proprio verso la City di Londra) ma anche altre forme di sottile e strategico controllo. 

     Dietro le ovvietà   Il sottile gioco dei tecnocrati                                

    Delors si è detto altresì convinto – in un festival delle ovvietà e delle mezze verità – come d'altra parte anche lo stesso Charles De Gaulle (presidente francese dal 1958 al 1969) che la  Gran Bretagna fosse solo un escamotage che gli Usa volevano utilizzare per tenere sotto controllo  un’Europa che era forte politicamente, militarmente ed economicamente e non perdere la propria supremazia. E su questo c'è piena identità di vedute. Cosa diversa, invece, sulle conclusioni poi tirate da Delors. La Gran Bertagna – inutile negarlo – ha sempre privilegiato (per motivi linguistici, legami storici ma, soprattutto, interessi finanziari) gli Stati Uniti, trincerandosi fittiziamente dietro sentimenti europeisti (a corrente alternata): un lavoro certosino e sistematico di disgregazione dell'Europa e della sua economia

     Il Liberismo europeo?   Una bomba per distruggere l'Europa!       

    Delors è parso apparentemente indignato davanti ad un'apertura dei mercati realizzata solamente per aiutare le banche e le multinazionali. Un'apertura che – come evidente a tutti – ha provocato l'abbassamento del costo del lavoro provocando nel contempo il fallimento di decine di migliaia di piccole imprese.  Ad oggi lo stato delle cose è dunque davvero pessimo. Ma le conclusioni alle quali è giunto l'ex Presidente della Commissione Europea  non sono per nulla  condivisibili. In tali condizioni di disordine economico-finanziaio e di disagio – ci viene da obiettare – caro "presidente" lei propone il modello di un'Europa più "continentale",  e "che non abbia bisogno dell'Inghilterra e degli Usa per andare avanti".  Ma lasciando tutto invariato e consentendo la definitiva fuga dalla gabbia della sola Gran Bretagna, la situazione giocherebbe ancora una volta a solo vantaggio del colonialismo anglofono. Non trova caro Delors?

     Un'osservazione fondamentale   Il nocciolo del cancro mercatista 

    Permettere ora la sola fuoriuscita dell'UK di Cameron dall'Ue, senza prima porre fine a questo distruttivo liberismo e senza invertire il processo di distruzione e disintegrazione degli stati in effetti farebbe proprio il gioco del colonialismo anglofono sulla stessa Europa, rafforzando ancor più tale tendenza. D'altronde il caso lapalissiano dell'anomala presenza di Londra nell'Unione è la non partecipazione al sistema dell’euro va proprio letta in tal direzione. Un rappoto storico di pura convenienza! Allora ci chiediamo: Perchè Londra ha un peso determinante nella Bce – banca a carattere privatistico che stampa le banconote dell'euro senza  adeguata copertura in oro – senza aver adottato l'euro stesso come propria moneta? Gli inglesi, dal canto loro, pensano bene a mantenere la sterlina, garanzia ed espressione del suddetto colonialismo, senza incorrere  nei disastrosi effetti collaterali dell'iniquo euro. Ciò mentre il 70% delle transazioni di titoli emessi in euro passa sempre  per la piazza di Londra, tanto che – come denunciato in più occasioni da "Qui Europa" – la City of London si è trasformata nel maggior centro finanziario continentale (il secondo al mondo dopo Wall Street) fornendo nel contempo servizi finanziari all’intera unione economica europea, ma traendo dall'Unione soli vantaggi. Una sorta di secondo "Sacco del Britannia" (vedi allegato) però di dimensioni ancora maggiori: per l'appunto continentali.

     La priorità   Porre fine al colonialismo Commonwealth                   

    Al tempo stesso la City è rimasta una piazza finanziaria che risponde in minima parte alle direttive europee. Il risultato – riepilogando – è che  la Gran Bretagna non fa parte dell'Eurozona, ma condiziona pesantemente la nostra moneta unica e lo stesso spread  tra i titoli pubblici più forti, i tedeschi Bund, e quelli sottoposti ad attacchi speculativi: come Bonos spagnoli e Btp. Una speculazione che inizia da Wall Street, dalla City e dai paradisi fiscali posti sotto la sovranità anglo-americana: iIl che testimonia non solo l’approccio autolesionista  dei Paesi europei – incapaci non soltanto di tutelare i propri interessi ma anche di individuare i propri nemici reali – ma anche il loro tentativo, per mezzo della tecnocrazia dominante, di salvaguardare per copione gli interessi anglofoni contro gli interessi degli stessi popoli europei. Stesso dicasi sul piano "prettamente industriale" con il predominio delle lobby tedesche. Basta! O questa dittatuta cambia o è meglio uscire tutti da questa gabbia di matti chiamata Unione europea, che ci costa miliardi di euro l'anno a fronte di lacrime e sangue, e zero vantaggi. E' l'ora di capirlo, cari lettori! Ma gli europei – ci chiediamo – sono davvero un popolo di masochisti o eterni illusi? 

    Silvia Laporta, Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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     Schede e Approfondimenti                                                                                    

     Il Piano Delors e il Mondialismo                                                    

    Il Piano Delors – Nel 1989, quasi contestualmente alla caduta del Muro di Berlino, il Rapporto Delors (allora Presidente della Commissione della CEE) delineava i tre passaggi chiave verso la realizzazione dell'unione economica e monetaria europea. Il primo fu sancito nel luglio 1990, attraverso lo SME (Sistema Monetario Europeo) proteso a rafforzare il raccordo tra le monete dei Paesi comunitari, e la creazione del SEE (mercato interno europeo): il secondo fu proteso alla creazione del SEBC (Sistema Europeo di Banche Centrali) a carattere sostanzialmente privatistico (con pieni poteri di signoraggio, a discapito della sovranità monetaria e finanziaria degli stati nazionali) e con poteri di controllo enormi.

     Il Piano – Le strategie eseguite in Italia                                          

    In Italia contestualmente Draghi & C. sul panfilo della Regina Elisabetta (Britannia) davano luogo all'ominimo "sacco", iniziando un programma di privatizzazioni senza precedenti. Nel 1992 il Decreto Carli-Amato portò alla privatizzazione della Banca d'Italia, che divenne succube delle scelte dei banchieri privati (che ottennero di fatto il 96% delle quote azionarie); Il terzo passaggio verso l'accentramento portò alla ceazione di tassi di cambio fissi e alla moneta unica: la cosiddetta "moneta imperiale" del nuovo super-stato accentratore chiamato Unione europea, l'euro.

     Il trattato di Maastricht                                                                     

    Fondamentale fu poi il Trattato di Maastricht, firmato anch'esso nel 1992 (in una strategia ben studiata e pianificata) con lo scopo di dare agli organismi Ue (specie consiglio e Commissione) più poteri in campo politico e organizzativo, favorendo unione monetaria e di politica estera (e di sicurezza) comune (ma ovviamente filo Nato). 

     Il vincolo del 3%, la BCE e l'ingresso nell'euro-gabbia                

    Il trattato stabiliva inoltre le condizioni per entrare nell'UEM: tra l'altro fu stabilito che il tasso di sconto non avrebbe dovuto essere superiore al 2% rispetto a quello dei tre Paesi a più bassa inflazione. Infine, e qui ricasca l'asino, fu stabilito che le finanze pubbliche avrebbero dovuto contenere le spese correnti entro il 3% del PIL e il debito pubblico complessivo doveva dimostrare di scendere verso il 60% del PIL. Pur sapendo che a lingo temine – vista la futura ceazione del sistematarget 2 di regolamentazione interbancariatra banche centrali – ciò sarebbe stato semplicemente impossibile ed implosivo per l'intera Unione, visto la profonda differenza tra le economie dei diversi stati dell'Unione. Porli sullo stesso piano equivalse dunque ad un vero e proprio suicidio. Nel 1994 fu poi la volta dell'Istituto Monetario Europeo (IME) – preparatorio alla transizione verso l'euro – e la Banca Centrale Europea (BCE) che lo sostituì. 

     Delors e la Commissione Trilaterale                                               

    Curioso è notare come lo stesso Delors – cui posizioni ufficiali in merita ai problemi di sovranità si mostrarono da sempre vicine ad un ridimensionamento reale della democrazia dei paesi comunitari, a vantaggio di una cerchia ristretta di personaggi – provenisse dalla Commissione Trilaterale – come d'altronde altri autorevoli personaggi del mondo politico e bancario come Robert D. Hormats, anche membro del Bilderberg Group e vicepresidente della banca ebraica Goldman Sachs. La molti sono i personaggi vicini ai progetti di accentramento europeo e provevienti dagli ambienti della Trilaterale. Tra di essi Henry Kissinger, Helmut Schmidt, il giapponese Ogata e Richard Gardner (esponente di punta della comunità ebraica americana) giusto per fare qualche nome. Senza ovviamente dimenticare gli italiani Giorgio La Malfa (Bilderberg Group, Commissione Trilaterale, Istituto Affari Internazionali italiano); lo stesso Silvio Berlusconi (anche come noto ex membro della P2); Luciano Benetton; Gianni e Umberto Agnelli e Giorgio Benvenuto (sindacalista della U.I.L.). Ma la lista è lunga e corposa, da destra a sinistra, al centro. Il trasversalismo politico è sempre stato la principale costante. Ciò dimostra anche come la politica di oggi sia diventata per lunghi tratti una sorta di segreteria del mondialismo dominante e lontanissima dal considerare l'uomo e la sua dignità (e sacralità) quali epicentri dello sviluppo della società civile, contrariamente a quanto sostenuto da Papa Leone XIII nella sua Rerum Novarum: enciclica oggi di fatto ridotta a carta straccia. E le conseguenze si vedono!

    Redazione Qui Europa

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  • Presidenziali Usa, le felicitazioni dell’eurocasta

    Presidenziali Usa, le felicitazioni dell’eurocasta

    Giovedì, Novembre 8th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Presidenziali Usa / Barack  Obama / Usa / Washington / Bruxelles / Mosca / Vladimir Putin / Eurocasta / Manuel Barroso / Herman van Rompuy / Casa Bianca / Ostaggi delle lobby / Ostaggio dell'alta Finanza / Lobby / Fallimento della democrazia negli Usa / Impero / Wall Street / Sfiducia / Impero Usa / Alexis de Tocqueville / La Democrazia in America / Iran / Siria / Martin Schulz / Mitt Romney / Inside Job / Lobby / Ronald Reagan / Congresso Usa / Auguri e felicitazioni / sospiro di sollievo / Bombe / Medioriente 

    Presidenziali Usa, le felicitazioni dell'eurocasta

    Mosca – Il curioso sospiro di sollievo di Vladimir Putin 

    L'ossequioso gaudio degli alleati, per il bombarolo Barack

    Washington, Bruxelles, Mosca – Gli Stati Uniti d'America, nella giornata di ieri, hanno scelto di concedere al Presidente Obama ancora fiducia. Fiducia per altri quattro anni all’ex governatore dell’Illinois che nel 2008 sembrava destinato – almeno a parole – a cambiare radicalmente il Paese, dimostrandosi tuttavia – ed a conti fatti – in larga parte un bluff, specie per ciò che riguarda il ridimensionamento del potere di Wall Street e dell'Alta Finanza, dopo lo scoppio della crisi-truffa americana dei sub-prime ed il fallimento della Lehman Brothers. Altri quattro anni di regno, dunque: una sorta di carta bianca con il più ampio margine d'azione, visto che comunque (per legge) non sarà più rielegibile (qualunque cosa accada) per un terzo mandato. Unico "limite" per quello che ciò possa significare, è la spaccatura interna al Congresso Usa. Anni nei quali  il primo cittadino d'America – dunque – non dovrà necessariamente riconquistare la fiducia dei suoi elettori: poco più di 1/4 dei cittadini statunitensi. Un misto di minoranze etniche, famiglie di ceto medio-basso, disoccupati, che molte speranze invero avevano riposto nel "Fulmine Caduto dal Cielo" (significato della parola Barack Obama). La realtà, tuttavia,  è stata ben diversa dalle aspettative e la venuta del nuovo messia capitalista e liberista, più che fulmini sull'alta finanza e sulle amiche lobby (con la nomina di una commissione di inchiesta e controllo sul mercato finanziario intrisa di personaggi riciclati tra il gota della stessa finanza Usa e del dorato mondo bancario: come denunciaro benissimo e con gran forza dal film documentario "Inside Job") ha portato pioggia e nubi sull'America e sui ceti medio-bassi, e non solo. Ma poco importa, evidentemente! D'altra parte questa è l'attuale "Democrazia in America". Forse, evidentemente, lontana anni luce da quella sognata da Alexis de Tocqueville (classe 1805) nella sua opera più celebre, dove lo spirito legistico Usa era posto a modello e faro per tutto l'Occidente e non solo. Ma di acqua sotto i ponti ne è passata, e molta. Troppa! Ma la parola d'ordine del momento è elogio! 

     Le felicitazioni dell'Euro-casta 

    Infatti dall'altra parte dell'oceano, in Europa, nelle ultime ore sono fioccati – come ovvio che sia – i "biglietti" di felicitazioni ed auguri da parte dell'euro-casta. In particolare, le più ''vive congratulazioni'' a Barack Obama per il suo secondo mandato alla White House, sono state espresse da Bruxelles, in una nota ufficiale  congiunta diramata dalle segreterie di Manuel Barroso ed Hermann Van Rompuy, rispettivamente presidenti della Commissione europea e del Consiglio europeo. ''Gli Stati Uniti sono un partner strategico dell'Unione – si legge nella nota – e intendiamo portare avanti la stretta collaborazione già stabilita con il presidente Obama in questi anni per rafforzare ulteriormente i nostri legami bilaterali e affrontare insieme le sfide globali, in particolare nei settori della sicurezza e dell'economia. La creazione di sviluppo e lavoro – continua la nota – restano le priorità di Ue e Usa e noi continueremo a lavorare con Obama per sbloccare il potenziale senza paragoni costituito dal mercato transatlantico. Siamo anche pronti a continuare la nostra intensa collaborazione in materia di politica estera per l'affermazione dei valori comuni e attendiamo di incontrare il presidente americano al più presto per riconfermare le nostre priorità e dare nuovo impeto alle azioni comuni''. Un'altra nota (che  ancora una volta, ha tanto il sapore di una maestosa sviolinata) all'indirizzo di Washington, è partita dal quartier generale del Presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz: ''Ue e Usa sono i più stretti alleati al mondo – si legge nel comunicato – (…)  e il Parlamento europeo si aspetta quindi di continuare a costruire relazioni transatlantiche forti e onnicomprensive alla cui base ci sono valori condivisi quali liberta (?), democrazia (?), rispetto per il diritto internazionale (?), lo stato di diritto e i diritti umani (?)…. la lotta al terrorismo (…) e il Parlamento europeo – conclude Schulz – lavorerà insieme agli Usa per completare il mercato unico transatlantico entro il 2015". Cioè il mercato iperliberista dei tristemente noti "Stati Uniti d'Europa"? Abbiamo capito bene? Che Dio ci aiuti, e ce ne scampi e liberi!

     La curiosa reazione di Putin 

    Ma il gaudio (l'agghiacciante gaudio) per Barack Obama (il bombarolo Obama) e l'ossequioso e religioso rispetto reverenziale si sono sprecati un pò dovunque (ma di sicuro non in paesi come Siria ed Iran) e tra tutti i leaders dei Paesi alleati: atteggiamenti direttamente proporzionali al grado di subordinazione agli Stati Uniti. Ovvio! Paradossale  quanto accaduto a Mosca, dove addirittura Vladimir Putin avrebbe confessato di aver auspicato (addirittura)  la vittoria di Obama, pur di non vedere nella Stanza Ovale il faccione sorridente del rivale Mitt Romney, che di recente aveva attaccato la Russia – travestitosi da novello Reagan – definendola "il nemico geopolitico numero uno per gli Usa, da contrastare mostrando i muscoli e maggior spina dorsale". Come dire: meglio la padella che la brace.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Presidenziali Usa, Vince l’Astensionismo, Secondo Obama

    Presidenziali Usa, Vince l’Astensionismo, Secondo Obama

    Mercoledì, Novembre  7th / 2012

    –  Redazione Qui Europa –

     Presidenziali Usa, Vince l'Astensionismo, Secondo Obama / Presidenziali Usa / Vince l'Astensionismo / Secondo Barack  / Usa / Casa bianca / Ostaggi delle lobby / Ostaggio dell'alta Finanza / Lobby / Fallimento della democrazia negli Usa / Impero / Wall Street / Sfiducia / Impero Usa 

    Presidenziali Usa, Vince l'Astensionismo,

    Secondo Obama

    Ma Romney o Obama, non sarebbe cambiato nulla!

    Comanderanno sempre l'Alta Finzanza e le Lobby

    L'astenzionismo, il vero vincitore, nella "Democrazia"

    più grande del mondo. Fallimento Usa! 

    Washington – Barack Obama è stato rieletto per un secondo mandato alla Casa Bianca. Con i 9 grandi elettori del Colorado e i 13 della Virginia, il presidente "Democratico" si sarebbe aggiudicato – secondo gli ultimi sondaggi ufficiali diramati nelle ultime ore dai media statunitensi – almeno 285 grandi elettori, contro i 203 dello sfidante (repubblicano) Mitt Romney. Per la vittoria ne servivano 270. Non sarebbero dunque più importanti i risultati della Florida e dell'Ohio, fondamentali per l'elezione del presidente George W. Bush, come ricorderete. Per quanto concerne il cosiddetto "voto popolare", invece, al momento, Obama e Romney sarebbero alla pari. "Per l'America il meglio deve ancora venire!": è stato il commento a caldo del Presidente, dinnanzi ai suoi sostenitori – in comprensibile delirio – nel suo quartier generale di Chicago. "Mi sono congratulato con Mitt Romney, lavoreremo insieme per portare avanti il Paese", ha poi aggiunto Barack. "La nostra economia si sta riprendendo", ha affermato ancora, prima di rivolgere un gesto di affetto alla moglie Michelle: "Io ti amo e l'America ti ama", ha "confessato" dinnanzi alle telecamere di mezzo mondo Obama a quest'ultima.  

     Scambio di convenevoli 

     Lo sconfitto Romney – dal canto suo – ha subito contattato Obama per congratularsi per il risultato, ammettendo la sconfitta; poi ha addirittura trasmesso in  diretta streaming sul suo sito il discorso del Presidente da Chicago. "Questo è tempo di grandi sfide per l'America e prego che il presidente abbia successo nella guida del Paese", ha detto Romney nel suo discorso al quartier generale di Boston. "Auguro al presidente, alla first lady e alle loro figlie ogni bene, questi sono tempi molto difficili per la nostra grande Nazione".

     Il Grande, Vero vincitore  

    Ma facili entusiasmi e festeggiamenti a parte, consentiteci alcune piccole riflessioni sull'involuzione di quella che viene tradizionalmente considerata la “più grande democrazia del mondo”. Su 310 milioni di abitanti e 210 milioni di elettori attivi e potenziali, negli Usa – dove non esiste un’anagrafe elettorale –  a votare materialmente sarebbero stati all'incirca il 55% degli aventi diritto. Il vero vincitore, in pratica, nell'"impero Usa" sarebbe stato Mister Astensionismo: segno di un fallimento reale delle cosiddette "politiche democratiche" poste in essere almeno nell'ultimo decennio – e senza soluzione di discontinuità da un Presidente all'altro – dagli Usa, i gendarmi del mondo ed i burattinai del grande circo della Finanza internazionale. L'altro vero vincitore (come accade sempre) è il tempio di Wall Street.

    Q.E. (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 5

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    I casi Giappone, Norvegia e North Dakota, i segreti

    e le battaglie per la sovranità di  Orban e Mussolini

    Bruxelles, Roma, Washington, Londra, Francoforte – Denaro. E' proprio lui che fa muovere il mondo; almeno quello marcio, quello che sembra poter fare a meno dell'amore. Lo è anche nelle Sacre Scritture, nella metaforica rappresentazione del male, personificato nei Vangeli nella figura di "Mammona". Da qui l'interrogativo che Gesù pone ai suoi discepoli: "chi servirete, Dio o Mammona? Nessuno può servire due padroni (si legge nel Vangelo di Matteo) perchè amando l'uno, odierà l'altro", e viceversa. Morti, guerre, disastri, diritti calpestati, ingiustizie, abusi di potere. Tutte reazioni a catena causate dal denaro, dalla sete di potere e dalla perenne ricerca dell'esercizio del controllo sul Prossimo. L'amore al denaro è la negazione di Dio, il suo tradimento più grande. Non per nulla Giuda stesso tradì per 30 danari Dio in persona, Gesù Cristo: colui che è la personificazione del bene assoluto. Azione emblematica e in fondo profetica: esempio per intere generazioni, valido ancora oggi. E' quasi come se fosse una legge di branco, applicata però alla società civile. Secondo qualche sociologo, se ci fosse ancora quel branco così selvaggio e primitivo non esisterebbero le istituzioni e non esisterebbe neanche il denaro; magari risolveremmo i nostri problemi semplicemente con la violenza, togliendoci la vita. Ma il vero problema è che ciò accade ancora! Leggi o non leggi! Diritti o non diritti! Nella società moderna uccidere qualcun'altro fisicamente – in teoria – è un reato; tuttavia ci sono molti omicidi occultati e molti altri crimini simili legalizzati, forse peggiori di questo, più efferati. Come scordarsi dell'aborto? D'altronde spesso uccisioni e torture, persistono, e non solo in continenti come Africa o Asia, o macro-aree sub-continentali come il Medioriente, ma anche in Occidente, negli Usa ed in Europa. Crimini abilmente celati dai media, occultati, magari con espressioni "politically correct" come "Missioni di Pace" o "Esportazione della Democrazia", "Primavere arabe" ed altri accidenti. Ma vi sono anche molte vittime di crimini diversi, vittime del debito e di una sorta di nazismo bianco che opprime centinaia di milioni di uomini. Il denaro sta dietro a tutto e regge tutto. Esso storicamente ha assunto – per poter sussistere – una struttura ben delineata, piramidale e gerarchica: potremmo dire quasi burocratica. Quella che potremmo definire una "piramide di potere", un'organizzazione ben definita ed autoreferenziale, che trae le sue radici moderne non dal caso o dall'imponderabile, ma bensì dalla nascita e crescita del sistema bancario. Un sistema sovranazionale capace di ergersi addirittura al di sopra delle costituzioni e dei parlamenti. Al di sopra dei popoli e delle nazioni, a suon di diktat e dogmi tecnici. 

     Le Confessioni di Sir Josiah Stamp                                                                     

    E' lo stesso Stamp ad ammetterlo!  Sir Josiah Stamp – direttore della Banca d’Inghilterra (la prima banca privata al mondo, nonché la prima a godere del diritto di signoraggio)  dal 1928 al 1941 – scrisse le seguenti gravi ed emblematiche impressioni, una sorta di vera e propria confessione: "Il moderno sistema bancario crea denaro dal nulla. Il processo è forse il più sbalorditivo trucco da prestigiatore che sia mai stato escogitato. Il sistema bancario fu concepito nel crimine e generato nel peccato. I banchieri posseggono il mondo; se glielo si sottraesse, ma gli si lasciasse ancora il potere di creare denaro, con un tratto di penna riuscirebbero ad avere abbastanza denaro per ricomprarselo (…) Gli si sottraesse invece il potere, tutti i grandi patrimoni come il mio scomparirebbero, rendendo il mondo migliore e più felice. Ma se tu accetti di continuare ad essere schiavo delle banche – concludeva Sir Stamp – lascia che le banche continuino a creare denaro e controllare il credito". Questo è forse il volto più subdolo del male signori!

     Il Fine reale del denaro della società moderna                                                

    Ma dunque a che cosa serve tutto questo denaro oggi? A cosa, in un tempo dove banche private come Federal Reserve e Bce, dotate di pieni poteri di signoraggio (potere di emissione di danaro, trattenendo un utile) sembrano essere diventate monarchie assolute ed onnipotenti, quanto incontrastabili? Semplice! A dare forza e linfa vitale al potere! A dare forza ai Signori dei mercati e della Borsa! Ed in ultima istanza – dunque – a conferire loro un potere evidentemente incondizionato ed illimitato sui popoli e sulle nazioni. Potere arrogatosi illegittimamente da una ristrettissima élite di personaggi: i nuovi veri padroni del mondo. Un potere che ci sta rendendo schiavi legalizzati, piccole pedine in un sistema mondiale troppo complicato e meschino per rispettare la nostra libertà. Peronaggi capaci di battere moneta (senza alcuna garanzia a copertura: specie dopo il divieto di conversione del denaro circolante in oro, sancito con Bretton Wood) e di controllare la vita economica e finanziaria di interi continenti.

     Il Denaro, il Potere e il lato oscuro della Crisi                                                  

    Alla luce di tale premessa, è più facile comprendere come l’attuale crisi sia stata interamente causata dal sistema finanziario e non dall’economia reale. Per non parlare poi della crisi dell'Eurozona, causata non dal "cosiddetto contagio Usa", ma da perversioni finanziarie intestine alla stessa Unione europea (sempre più colonia statunitense ed anglo-tedesca) e legittimate dagli stessi trattati Ue, come quello di Lisbona (vedi soprattutto l'articolo 123). Questo significa che colpevoli non siamo noi lavoratori e comuni cittadini, ma lo sono le banche, le grandi banche d'affari e speculative; gli agglomerati bancari; le mega unioni (vedi progetto Ue dell'Unione bancaria europea nascente) la finanza internazionale; gli speculatori del potere mondialista, ossia organismi sovranazionali – che utilizzano i politici come una sorta di camerieri privati – come la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), la Trilateral Commission, il Bilderberg Club, la Goldman Sachs e le altre grandi, enormi, banche statunistensi. Organismi che detengono oggi il potere reale e decisionale, dietro il sottile e fumoso velo della Democrazia Occidentale. Organismi ben più potenti di qualsiasi stato, e degli stessi Usa: che altro non sono – stando a quanto sta accadendo – che le segreterie burocratiche e notarili di questi grandi poteri, organizzati in rete sottoforma di vere e proprie logge mondialiste. Mammona, dunque, ha dei volti ben precisi, ed una casa ben precisa. O meglio case e templi. In tal senso, i due maggiori luoghi di culto occidentali di questa sorta di "nuova religione mondialista", possono esser considerati Wall street negli Usa e la City of London in Europa. Attenzione a questo passaggio, è fondamentale!

     Un complotto mondiale contro la civiltà – Carnefici di Noi stessi             

    La cosa paradossale è che seppur questi apparati siano totalmente colpevoli di farci vivere nella condizioni di schiavismo e povertà in cui versiamo, le decisioni dei vertici che si susseguono in giro per il mondo – i vari G20 o G8, per intenderci – sono tutti protesi ad aiutare e sostenere un siffatto sistema, cioè il sistema bancario, non i popoli. In tal senso un esempio emblematico ci pare l'ultimo G20 tenutosi in Messico (Vedi articolo in allegato). Per non parlare dei cosiddetti Terzo e Quarto Mondo.  Anzi, ai popoli si chiede di pagare il conto: da Roma a New York, da Madrid a Francoforte, da Parigi a Berlino, da Atene a Londra, senza distinzione alcuna. Ai cittadini del mondo – del villaggio globale – si chiede dunque di "consumare" e di pagare per gli errori che essi non hanno commesso. Cioè di pagare per gli abusi dei padroni, rivestendosi da agnelli sacrificali, sull'altare del liberismo economico. Gli si chiede di essere i carnefici di se stessi, e di farlo di buon grado e magari col sorriso stampato sulle labbra, accettando dogmi falsi come la "crisi", la "globalizzazione" e la "crisi globale". Un complotto a livello mondiale (o Nuovo Ordine Mondiale), una specie di mafia allargata che decide le sorti del mondo. Gli usurai comandano le nostre vite e vorrebbero farcele vivere nel rispetto dei precetti del denaro. Un inganno che oggi si alimenta con lo stratagemma del debito pubblico.
     
     Un Inganno Globale, chiamato "Debito Pubblico" – Il Caso Giappone    

    Ma come funzionano questi meccanismi di potere?  Guardiamo alle attuali statistiche e classifiche del debito pubblico.  Noteremo tra i primi posti al mondo  la Grecia,  la Spagna, l’Italia, gli Stati Uniti, l’Irlanda e il Portogallo. Ma la nazione con il debito pubblico percentualmente più alto rispetto al PIL è il Giappone, (con i suoi oltre 8000 miliardi di euro di debito: quattro volte il debito dell'Italia, per intenderci) che supera addirittura il 233%. Come mai il Giappone non figura in questa classifica? Come mai non figura nella classifica dei Paesi in crisi o dei cosiddetti "Paesi Maiali" (Pigs)? La risposta la si può trovare osservando un’altra graduatoria, quella riguardante le percentuali dei Titoli di Stato piazzati all’estero e tra gli speculatori internazionali: titoli oggi capaci di elargire – come noto – interessi d'oro grazie alle altrettanto ingannevoli e dannose armi (di supporto) quali il rating e lo spread. Nella classifica di cui sopra, troviamo al primo posto l’Irlanda, con una percentuale dell'85%. A seguire: il Portogallo col 75%, la Grecia col 70%, gli USA con il 51%, la Spagna con il 46% e l’Italia con il 44%. E il Giappone? Incredibile ma vero! Ma esso è in fondo alla graduatoria, con uno striminzito ed irrisorio 4%. Allora, possiamo comprendere come il problema reale non sia la consistenza del debito pubblico o il mancato pareggio di bilancio (come ingannevolmente nello scorso fine settimana Angela Merkel è tornata a ripetere, prospettando altri 5 anni di rigore ed austerity per l'Europa), ma il vero punto focale è comprendere chi ha in mano i Titoli. Capire chi possiede le redini del carrozzone. Se le banche internazionali o i risparmiatori nazionali. Allora il problema è di sovranità finanziaria e monetaria, non è una questione di improbabili e pretestuosi contagi o crisi cicliche mondiali. E un complotto signori! Un vile complotto!

     Il Debito italiano negli ultimi 40 Anni – ecco com'è andata                           

    A questo riguardo è molto interessante osservare il grafico del debito pubblico italiano negli ultimi quarant’anni. Con lievi oscillazioni, durante gli anni Settanta, il valore si era stabilizzato sul 50% del PIL. Nel 1981 – anno in cui, tra l'altro, un giovane Mario Monti fresco di laurea presso la Yale University, iniziò a collaborare in veste di consulente finanziario, con i precedenti governi italiani succedutisi – esso iniziò a salire fino a sfiorare il 120%. Cioè iniziò stranamente a scoppiare. Ed è proprio in questo stesso anno – tra l'altro – che  Andreatta e Ciampi esentarono la Banca d’Italia dall’acquisto dei Titoli di Stato. Da allora prese piede una spirale mortale per la Repubblica: una spirale che coincise con la ricerca di acquirenti – finanziatori – all’estero. Questo fu l'inizio della fine! Potrebbe essere dunque corresponsabile dell’aumento del debito pubblico la diminuzione di sovranità finanziaria, oltre che la perdita della sovranità monetaria? Certamente si! Inoltre è proprio negli anni Ottanta che si è verificato un aumento della pressione fiscale dal 31 al 40%. Le cose, allora, non sono proprio come ci vengono descritte. La crisi finanziaria è stata dunque frutto delle pressioni di forti poteri esterni – e relative concessioni interne da parte di politicanti e "tecnici"- che hanno reso il popolo succube, privo di libertà e di indipendenza finaziaria ed economica, senza dargli altra scelta.  

     L'Europa e la Sovranità Rubata                                                                               

    Privati della propria sovranità finanziaria i cittadini italiani sono divenuti vittime sacrificali ignare, mute e docili, immolate sull'altare del debito. La situazione si è poi aggrava – come noto – grazie all'incompetenza di una leadership politica lunga decenni,  incompetente, arrogante, impunita e devota a favoritismi e criminalità.  Ma soprattutto asservita ai grandi burattinai del sistema bancario. L'unico che provò a contrastare con forza questa china fu Mussolini, durante il suo Ventennio, rifiutandosi di privatizzare la Banca d'Italia e di sottrarla in tal modo al controllo del Parlamento. L'ultimo, in tal senso, a tentare qualcosa di simile in Europa, nei mesi scorsi, fu il premier ungherese Victor Orban, che riformò la Costituzione ponendo la Banca Centrale Ungherese sotto il controllo del Parlamento. Ma Orban, come noto, fu repentinamente bloccato nel suo intento – accusato ingenerosamente di nazionalismo e "derive liberticide" – a suon di minacce di sanzioni e sospensione di fondi dalla Commissione europea di Manuel Barroso. La Grande garante dello status quo bancario, a livello continentale.

     Tutto nel Rigoroso Silenzio                                                                                       

    Ma la cosa più grave è certamente la cappa mediatica e lo spesso velo di silenzio caduto su tutto ciò da oltre mezzo secolo a questa parte. La spirale di silenzio nella quale sono cadute e cadono ad oggi tutte queste importanti informazioni, che potrebbero – se portate al centro del pubblico dibattito politico – fare la differenza nella vita dei cittadini, nella vita di ciascuno di noi, riscattandoci da una insensata ed asfissiante dittatura chiamata austerity. Oggi, grazie al web, possiamo in parte contrastare questo grave gap culturale ed informativo, rileggere la storia e reinterpretarla. Possiamo imparare a difenderci da essa e da quanti – celandosi dietro enormi menzogne – ci hanno dipinto realtà immaginarie, finendo per rinchiuderci in una sorta di gabbia sociale, dove debito e tassazione sono diventate due armi tra loro speculari, nonchè facce opposte della stessa moneta. Una moneta coniata dai nostri stessi aguzzini per comprarci, renderci schiavi. In tal senso una storia da conoscere assolutamente, e che si ricollega prepotentemente a quanto detto finora, aiutandoci a comprendere meglio, è quella dell'americana Federal Reserve.
       
     La Nascia della Fed e il caso della Banca del North Dakota                           
     
    Nel 1913, quando fu delegata ad operare come Banca Centrale Usa la privata Fed, tutti i parlamenti dei singoli stati federali furono chiamati a ratificare il voto del Senato. Tutti approvarono, cari lettori, tranne uno. Il North Dakota, uno Stato al confine con il Canada, che anziché aderire all'inciucio bancario, diede vita ad una propria Banca di Stato, in opposizione a Wall Street e ai banchieri privati che tiravano le fila della Fed. La Banca del North Dakota è rimasta un istituto pubblico indipendente dall'iniquo sistema della Federal Reserve, con una storia costellata da successi e prosperità. Anche nel 1929, mentre la grande crisi fece traballare tutte le banche statunitensi, essa continuò imperturbabile la propria attività. Inoltre, mentre tutte le banche del circuito federale sono governate da personaggi nominati dall’"alto", cioè su investitura ufficiale e benedizione di Wall Street, la triade di massimi dirigenti della Banca del North Dakota è eletta dai cittadini, dando un esempio di democrazia e trasparenza a tutti gli Americani ed al mondo intero. Un esempio analogo in Europa, è la Norvegia (Vedi articolo in allegato). Nessun inganno, nessuna crisi!
     

    Sergio Basile, Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Venerdì, Marzo 9th / 2012 Commissione Ue / Bruxelles / Bce / Ungheria / Sanzioni /  Orban  L’Ungheria tira dritto e bacchetta Ue e Bce Lettera del Ministro dell’Economia ungherese alla Bce: “Necessitiamo di una risposta urgente” Bruxelles – L’Ue fa la voce grossa con l’Ungheria: o il paese magiaro cede alle richieste della Commissione […]

    L’Ungheria fa orecchie da mercante ai richiami dell’Ue

    L’Ungheria fa orecchie da mercante ai richiami dell’Ue

    Venerdì, Marzo 9th / 2012 Commissione Ue / Bce / Ungheria / Sanzioni / Matolcsy / Orban L’Ungheria fa orecchie da mercante ai richiami dell’Ue Lettera del Ministro dell’Economia ungherese alla Bce: “Necessitiamo di una risposta urgente” Bruxelles – L’Unione Europea fa la voce grossa con l’Ungheria: o il paese magiaro cede alle richieste della […]

    Crisi Eurozona: signoraggio bancario, privatizzazioni e ruolo Bce

    Crisi Eurozona:  signoraggio bancario, privatizzazioni e ruolo Bce

    Giovedì, febbraio 22th / 2012 – di Sergio Basile – Eurogruppo / Crisi euro / Bce / Signoraggio / Coefficiente di riserva frazionale / Maastricht / Privatizzazioni / Ungheria Crisi Eurozona:  signoraggio bancario, privatizzazioni e ruolo Bce  Privati al potere. Le contromisure degli economisti euroscettici: rinazionalizzare le banche centrali e abbandonare l’euro Francoforte – Sotto l’Eurotower […]

     

  • Dall’Europa a Wall Street, l’egemonia del lobbismo e l’economia della truffa

    Dall’Europa a Wall Street, l’egemonia del lobbismo e l’economia della truffa

    Mercoledì, Agosto 8th/ 2012

    – L'editoriale di Sergio Basile – 
     
    Banche e Finanza / Unione europea / New York / Bruxelles / Wall Street / Borsa / Speculazioni / Economia della Truffa / Galbraith / Wall Street /  Traders / Pil / Economia reale / Borsa / MES / Project bond / Knight Capital / Qui Europa / Sergio Basile /  Super computer / Operazioni short / operazioni Over-nigth / Liberismo / Anarco capitalismo 
     
    Dall'Europa a Wall Street, l'egemonia del 
     
    lobbismo e l'economia della truffa
     
    Il Caso Knight Capital e le "Menzogne" dei
     
    profeti del dio-Mercato
     
    Cosa fare nel concreto? Lo spunto di Galbraith e
     
    l'appello di "Qui Europa"
     

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    New York, Bruxelles – Mentre l'Europa continua ad essere vessata dai diktat dei mercati, del rating e del debito illegale, oltreoceano, a New York, altri paradossi finanziari si susseguono di giorno in giorno. Segno di come questo modello capitalistico sia ormai "globalmente" fuori controllo e suscettibile di immediate "rivoluzionarie" misure correttive. In particolare, nella settimana appena conclusasi nel tempio mondiale della finanza per antonomasia, Wall Street, ha tenuto banco il caso della Knight Capital, società affondata nel vortice della speculazione elettronica e nel mare burrascoso del trading. Ciò, proprio nell'ambito dell'inaugurazione da parte del New York Stock Exchange di una nuova "piattaforma di scambio" esclusa alle grandi-movimentazioni e protesa a proteggere – solo in teoria – i piccoli risparmiatori dalla speculazione dei super-compures.
     
      Knight Capital – Quando la volpe cade nella sua stessa trappola  
     
    In pratica è accaduto che la Knight Capital, pur di continuare a speculare anche in questo nuovo "limitato orticello del trading" ha bluffato, modificando i codici dei propri programmi, al fine di anticipare gli altri concorrenti specialisti del “Flash Trading” (contrattazioni lampo che avvengono in frazioni di secondo). Dunque, per farla breve, questa volta qualcosa non avrebbe funzionato a dovere, ed ecco che la volpe è finita inconsapevolmente col diventare la preda del sistema, trovandosi costretta a vendere milioni di titoli acquistati erroneamente, e subendo una imprevedibile perdita pari a 440 milioni di dollari in un solo giorno. 
     
      L'economia dell'azzardo e della truffa   
     
    Questa grave vicenda ha riacceso i riflettori di "Qui Europa" sul rapporto bizzarro oggi esistente tra economia, finanza e società civile, partendo dalla constatazione  che il 50/70% delle contrattazioni nelle principali piazze finanziarie è di fatto controllato da “traders specializzati” muniti di super-computer. Speculatori artefici di un'economia dell'azzardo che devasta l’economia reale. In questo mare scuro e burrascoso un "potente e luminoso faro" che ci aiuta a ritrovare la via ed a comprendere il reale rapporto "malato" che lega il comune cittadino alla moderna società capitalistica, è senza'altro “L’economia della truffa” di John Kenneth Galbraith. L'autore si chiede: può una truffa essere innocente? Può l’innocenza essere disonesta? E’ questo l'interrogativo, il filo conduttore dell'opera che offre scenari di preziosa riflessione sui paradossi del nostro tempo e sulle priorità "economico-sociali" da rivoluzionare, al fine di potersi considerare davvero cittadini, ovvero membri attivi di una società civile e giusta. 
     
       Gli aspetti ambigui del cosiddetto "Mercato"  
     
    La disquisizione di Galbraith, in particolare, gioca sul sottile ed ambiguo filo del significato letterale delle parole, che nella moderna società capitalistica vengono spesso alterate o deformate, divenendo strumenti impropri di condizionamento e "conversione di massa" abilmente veicolati dai media di regime. L'autore, in tal senso, nota innanzitutto come il nuovo nome attribuito al sistema socio-economico moderno (monopolizzato dalle lobby) non sia più "capitalismo", ma bensì "mercato": termine "alternativo" al primo e molto più digeribile, più accettabile, meno ingombrante. Una sorta di "alternativa benevola al capitalismo" frutto di pura cosmesi terminologica. Termine che tuttavia, nella sostanza, non muta il concetto di base e l'immagine di una società completamente asservita alla logica delle lobbies, della produzione. Un modello socio-economico dominato dai privati, capace abilmente di manipolare la domanda e di controllarla; ma capace anche di tirare le fila della stessa finanza, finanziarizzando l'economia attraverso veri e propri golpe democratici tendenti a ridimensionare il ruolo ed i diritti degli stessi cittadini, a tutto vantaggio di una stretta élite ( o loggia ) di privati
     
     Il predominio del lobbismo privato  
     
    Lo spunto di Galbraith ci aiuta a capire come alla radice dei mali ci sia – dunque – il predominio anarchico del lobbismo privato sulla politica e sulla società: meri esecutori delle decisioni prese all'interno di gruppi di potere più o meno occulti o di Cda di grandi multinazionali. Un asservimento, questo, che attutisce e spesso annienta sia i "valori" di una comunità (religiosi, etici, statali e giuridici) sia la "morale". Tutto in nome del dio danaro. Allora comprendiamo perchè leggi assurde continuano a seminare ingiustizia ed iniquità, negli Usa come in Europa ed in Asia:  vedi  depenalizzazione del falso in bilancio; predominio assoluto delle agenzie di rating sulla sovranità nazionale degli stati (vedi Eurozona); inesistenza, a livello internazionale, di precise regole che colpiscano le speculazioni finanziarie, le operazioni off-shire, le operazioni in derivati, ecc.. Ciò nonostante gli abili ed avidi profeti di questa nuova forma di religione pagana (gli adoratori del dio mercato: liberisti; neo-liberisti, anarco-capitalisti e turbo-capitalisti) attribuiscano gli sfaceli da essi stessi cagionati, allo stato istituzione o al fallimento dei più antichi e sacri valori morali, spirituali e culturali: eredità più antica, fondante e preziosa delle stesse comunità sociali occidentali, e non solo.
     
     Il Nuovo Totalitarismo imperialistico dei "mercati" 
     
    Essi, oggi, sono gli stessi che auspicano il predominio totalitaristico del mercato sugli investimenti un tempo spettanti agli stati (vedi concepimento in ambito comunitario, da parte dell'Ue, dei "project bond") o la stessa creazione di un super-stato europeo, accentratore e liberticida: vedi MES e Stati Uniti d'Europa, proteso ad annientare gli stati nazionali e ad omologare culture, usi e costumi in un unico minestrone "mondialista". Tali falsi profeti sono gli stessi che difendono con mille sotterfugi i profitti faraonici dei banchieri e delle banche e nel contempo predicano ipocritamente e falsamente il libero mercato e la libera concorrenza, gettando fumo negli occhi ai cittadini.
     
     La deleteria propaganda liberale e l'uso distorto delle parole  
     
    Gli stessi che – tra l'altro – mandano avanti le industrie della guerra, destinando oltre il 40% del bilancio degli stati a spese belliche o militari nel nome (anch'esso ipocrita) di improbabili "missioni di pace". Spesso e volentieri vere e proprie "Occupazioni" militari animate da beceri interessi privatistici, e mascherate da missioni umanitarie (vedi caso Siria).
     
     Il Privato che occupa il pubblico  
     
    Scenari nei quali la pace e la guerra cessano di essere, anche formalmente, una dimensione del pubblico e diventano espressione di un privato che occupa il pubblico. Disorientando l'opinione pubblica e facendo scordare come in effetti la guerra sia la  sconfitta dell’umanità, e come il centro dell'economia e della politica non siano né il profitto, né il pil, né tantomeno il reddito; ma bensì l'uomo e le sue prerogative sociali. D'altra parte ciò che importa non è tanto "restare vivi" in questa società, quanto "restare umani".
     
     Un buon inizio   
     
    Un buon inizio, nella nostra "Nuova Europa ideale", sarebbe pertanto quello ti tagliare le unghie alla finanza, definanziarizzando l'economia. Come? Tanto per iniziare delegittimando le agenzie di rating; mettendo al bando da subito le operazioni short e i supercomputers; riformando o abolendo le operazioni in derivati, i depositi over-nigth e le operazioni off-shore.  Tutte misure che dobbiamo iniziare a pretendere con forza fin dalle prossime settimane – e col dialogo attivo – da chi oserà candidarsi alle prossime elezioni, malgrado in Italia, le prospettive del "gran partito" pro-banchieri e pro-Monti (A.B.C. più Vendola) non promettano, in tal senso, nulla di buono.
     
    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)
     

     

  • Stati Uniti d’Europa: Verso un Nuovo Regime Liberticida

    Stati Uniti d’Europa: Verso un Nuovo Regime Liberticida

    Lunedi,  Giugno 25th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Commissione Europea / dittatura / rapporto commissione europea / ministro degli Esteri Europei / Superstato Ue / Presidente del Consiglio Europeo / Governo Europeo / crisi / Italia / Francia /  Belgio / Danimarca / Lussemburgo / Spagna / Paesi Bassi / Svezia / Londra / Wall Street / Esercito Europeo / Polizia di frontiera europea / Euro  / Accentramento / Dittatura / Piano Segreto / Europa / Qui Europa 

    Gli Stati Uniti d’Europa: ormai una triste

    realtà!

    Pubblicato il rapporto  della Commissione Ue per la

    creazione del Super-Stato fortemente accentrato

    con poteri politici, economici e fiscali

    La morte degli stati per mano di privati e lobby e l'inizio

    di una nuova e tremenda forma di dittatura

    Il Piano Segreto al quale i Tecnocrati europei lavoravano da sempre

    Stati Uniti d’Europa – L’Inizio di una Nuova Dittatura Illuminata?

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – Dada tracta est. Siamo sempre più vicini all’inevitabile dittatura che sta per abbattersi su di noi.  Un rapporto di 8 pagine pubblicato dalla  Commissione europea, sostiene apertamente la creazione di una nuova figura politica in seno all’Unione, con maggiori poteri decisionali rispetto agli attuali. La relazione, datata 15 Giugno 2012, è indirizzata a tutti i ministri degli Esteri Europei, e designa la creazione di un Superstato Ue, fortemente accentrato e in linea con il progetto mondialista – acerrimo nemico dei contribuenti europei – affermando che :” alcuni ministri, hanno suggerito di esaminare la creazione di un doppio incarico, ovvero la carica di Presidente della Commissione e quella del Presidente del Consiglio Europeo. Un passo importante sarebbe, nel futuro, quello di pensare a un presidente eletto direttamente dalla Commissione, che sceglie i membri del suo Governo Europeo.” Ecco pronta l’euro-fregatura. Uno Stato fortemente accentrato con un presidente, (dittatore) non eletto dal popolo ma dalla Commissione, che potrà eleggere anche i membri del suo “governo europeo”. In parole spicciole, un "principe" che non c’entra nulla con il popolo europeo, il quale non è responsabile della sua elezione. Cosi, potranno prendere indisturbatamente, tutte le decisioni che loro vogliono, e noi dovremmo stare belli che zitti.  I poteri dei tecnocrati di Bruxelles, col pretesto di “risolvere” la crisi,  diverranno incontrollabili, unendo quelli politici, economici e fiscali.

      La nascita di una nuova dittatura in Europa  

    Il Future of Europe Group, che raccoglie la maggior parte dei titolari del dicastero degli Esteri Europei , riunitosi a partire dallo scorso Marzo, mira ad arrivare al mese di Settembre con la versione completa del documento. Ha già raccolto l’adesione dei ministri degli Esteri di Austria, Belgio, Danimarca, Italia, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Spagna, che hanno sottoscritto la proposta; seppur con qualche ripensamento. La Francia, che ha cambiato da poco il suo ministro degli Esteri dopo le elezioni di Maggio, ma anche la Danimarca, come la Svezia e i Paesi bassi, stanno prendendo le distanze dalla proposta, cambiando le loro posizioni iniziali. Allo stesso tempo, il Regno Unito, si è detto completamente fuori dalle proposte sottoscritte dal gruppo. Una posizione tutt’altro che inaspettata: Londra, non vuole certo rischiare di perdere la sovranità nazionale rispetto all’Europa. La City (così come Wall strett negli Usa)  rappresenta la fonte primaria di questa superiorità economica e, seppur prendendosi le accuse di euroscetticismo, gli anglosassoni rimangono con un piede in due scarpe: non aderiscono ai progetti europei, ma continuano a trarre i benefici dagli “sporchi” accordi bancari di Bruxelles. E continuano a controllare inmaniera pesante la BCE e la politica monetaria dell'Eurozona (pur non facendone parte): tra le cause principali del disastro in Europa.

      Le nuove Euro-porcate – Una Nuova Weimar?   

    Ma non finisce qui: tra le altre proposte, Bruxelles, facendo capo a una maggiore unità e solidarietà tra i 27, parla anche di un futuro esercito europeo, una polizia di frontiera europea e della concessione dell’Europarlamento della capacità iniziativa legislativa  a fianco della Commissione Europea.  Si esprime poi una netta opposizione, sempre del testo della relazione, agli eurobond, ovvero  la creazione di obbligazioni del debito pubblico dei Paesi membri dell’Eurozona, da emettersi “a cura di un’apposita agenzia dell’Unione Europea, la cui solvibilità possa essere garantita congiuntamente dagli stessi Stati che adottano l’Euro."  Chissà perché somiglia tanto a una nuova agenzia di Rating.

      Adesione senza possibilità di scelta democratica!  

    La spada di Damocle dei tecnocrati Europei, pesa sempre di più sui nostri colli, già stritolati  dal cappio delle politiche di austerity dell’Unione. Anche se per ora quelle che abbiamo elencato sono soltanto delle “proposte”, è bene ricordare, ancora una volta, che il documento è già stato sottoscritto da molti dei Paesi Europei, tra cui l’Italia. Organi come l’ Esercito europeo, la  Polizia di frontiera ma sopratutto  l’iniziativa legislativa ceduta dall’Europarlamento, designano un vero e proprio organo Statale indipendente. Una sorta di “sovrastato” rispetto al nostro, a cui dovremmo aderire senza possibilità di revoca.

      Italiani ed europei sprofondati nella M….elma!  

    E se l' esempio viene dall'alto, guardando agli "esempi" di governi che si sono succeduti nella nostra patria  nel corso degli anni  anni, potremo parafrasare il tutto con un : " Italiani, siamo nella m……elma!!"

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)