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  • Padre Kramer: il Terzo Segreto di Fatima rivela il Grande Castigo

    Padre Kramer: il Terzo Segreto di Fatima rivela il Grande Castigo

    Lunedì, 1 Agosto/ 2016   

     – di Padre Paul Kramer 

    Redazione Qui Europa, Padre Paul Kramer, Padre Malachi Martin, Madonna di Fatima, Gesù Cristo, Suor Lucia, Terzo Segreto di Fatima, verità non dette Giovanni Paolo II, Papa Pio XII,  Giovanni XXIII, Papa Ratzinger, Benedetto XVI, Wall Street Journal, Stati Uniti, Art Bell Show, Grande Castigo, ecumenismo, fedeli pagani, dissacrazione delle Chiese Cattoliche 

    Padre Kramer: il Terzo Segreto di Fatima rivela

    il Grande Castigo

    Le verità non dette sul Terzo Segreto di Fatima:  la dissacrazione

    delle chiese Cattoliche e dei santuari da parte dei fedeli pagani,

    ed il mischiarsi della vera religione con quelle false,

    sono il segnale che il Castigo avverrà presto

    Video: Padre Paul Kramer – Il Terzo Segreto spiega il mistero dell'iniquità

     

    di Padre Paul Kramer

    Terzo Segreto di Fatima

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Mezze verità e verità non dette sul Terzo Segreto di Fatima                    

    Fatima – di Padre Paul Kramer – Padre Malachi Martin, morto da pochi anni, affermò nella sua ultima intervista all’Art Bell Show (1998) che il Terzo Segreto di Fatima conteneva qualcosa di terrificante ed orrendo. Non si trattava dell’annientamento di nazioni, di una guerra nucleare o della persecuzione sanguinosa della Chiesa. Era qualcosa di molto più grave. Papa Pio XII si riferiva a questo quando affermò nel 1945 che "il mondo è sull’orlo di un abisso spaventoso… gli uomini devono prepararsi a soffrire cose che l’umanità non ha mai visto prima". Il Terzo Segreto ha un contenuto apocalittico e corrisponde, pertanto, ai testi escatologici delle Sacre Scritture. E’ questo ciò di cui parlava il Cardinal Ratzinger quando rivelò che il Segreto riguardava i "novissimi" – ovvero le "ultime cose", e corrisponde a ciò che è rivelato nelle Sacre Scritture. Papa Giovanni Paolo II, quando gli fu chiesto in Germania riguardo al Terzo Segreto, affermò che "dobbiamo essere preparati a passare grandi prove in un futuro non troppo remoto, prove che ci richiederanno di essere pronti a donare le nostre vite…" (pubblicato nel Nov. 1980 in Stimme des Glaubens). Papa Giovanni Paolo II, all’epoca ancora Cardinal Woityla, aveva elaborato questo suo pensiero durante una visita negli Stati Uniti, nel 1976:

    "Siamo di fronte al più grande e storico conflitto che l’umanità abbia mai sofferto. Penso che gran parte della Società Americana o della Comunità Cristiana non se ne rendano conto. Stiamo per assistere al confronto finale tra la Chiesa e l’anti-Chiesa, del Vangelo contro l’anti-Vangelo". E’ una prova che la Chiesa deve superare.

    " Karol Cardinal Wojtyla,Wall Street Journal, Nov. 1978

     Questo è il contenuto essenziale del Terzo Segreto di Fatima                  

    Il Cardinale Joseph Ratzinger, dopo il 26 giugno 2000, ad un amico personale di Papa Giovanni Paolo II che gli chiedeva, in un incontro privato, se "il Terzo Segreto era stato rivelato interamente durante la sua conferenza stampa?", Ratzinger ammise: "In verità, non tutto è stato pubblicato". Questo è il contenuto essenziale del Terzo Segreto di Fatima: tutta la furia dell’inferno sarà lasciata libera di scatenarsi sulla terra per cercare di detronizzare Cristo Re e per instaurare satana al suo posto – sarà il culmine del "mistero dell’iniquità" rappresentato dalla Torre di Babele – l’apocalittico "mistero di Babilonia": la "chiesa" contraffatta, la "chiesa dell’eresia" ed il suo "papa". Le antiche persecuzioni di Roma impallidiranno al confronto degli orrori che avverranno durante questa grande "tribolazione" che Nostro Signore ci ha predetto nel Santo Vangelo, e che Pio XII disse essere molto vicina. E’ questo il cuore, il nucleo del Terzo Segreto. Sembra che la consacrazione della Russia non verrà compiuta in tempo per prevenire la sofferenza del Grande Castigo, che è stato universalmente predetto nelle profezie dei santi sin dai giorni dei Padri antichi. Essa tuttavia, verrà compiuta in tempo per prevenire la perpetrazione del "mistero dell’iniquità". Gesù Cristo Nostro Signore ha annunciato che il principe di questo mondo è stato scalzato dal suo trono, sul quale pertanto non potrà mai più sedere. Il regno di Satana sarà distrutto prima che possa venire eretto di nuovo, e per questo la Torre di Babele non verrà mai completata.

    Terzo Segreto di Fatima

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La vittoria della vera Chiesa di Cristo, dopo il Castigo                              

    Sulla base delle conclusioni che ho tratto dopo aver studiato le profezie Cattoliche, sin dal 1970, ritengo che la Grande Apostasia, predetta nelle Scritture e nel Terzo Segreto di Fatima, sarà formalizzata sotto il regno dell’antipapa di cui parlò San Francesco di Assisi, durante il pontificato del prossimo successore di Papa Giovanni Paolo II, il quale dovrà fuggire da Roma e non sarà in grado di compiere la consacrazione. Sarà il Papa successivo a questo, secondo la mia umile opinione (e secondo la profezia dello stigmatico Romano Antonio Ruffini), ovvero il secondo Papa dopo Giovanni Paolo II, che consacrerà finalmente la Russia al Cuore Immacolato di Maria, insieme a tutti i vescovi del mondo. La Russia sarà convertita. Il Cuore Immacolato di Maria trionferà. Un gran numero di Tradizionalisti Russi entrerà in seno alla Chiesa Cattolica. La Russia sarà convertita e la Chiesa tornerà di nuovo alle Sue tradizioni. Vi sarà pace. Ma questo avverrà dopo il castigo.

     Il mischiarsi della vera religione con quelle false: il segno del Castigo   

    Poco dopo la primavera del 1991, quando visitai Fatima, la Madonna rivelò a Suor Lucia (secondo una fonte assai affidabile di Fatima) che il Terzo Segreto sarebbe stato rivelato durante il corso di una grande guerra. Il Terzo Segreto non è ancora stato rivelato pienamente, come lo stesso Cardinale Ratzinger ha ammesso in una conversazione privata con un amico personale di Giovanni Paolo II di nazionalità tedesca (che tra l’altro conosco personalmente); quest’ultimo aveva chiesto lumi al cardinale riguardo alla presunta pubblicazione "completa" del Terzo Segreto. Ratzinger rispose: "in verità, non tutto è stato pubblicato". Il Terzo Segreto sarà rivelato, ma sarà tardi: ciò avverrà solo dopo che la prossima guerra mondiale sarà ormai scoppiata. La dissacrazione delle chiese Cattoliche e dei santuari da parte dei fedeli pagani, ed il mischiarsi della vera religione con quelle false, sono il segnale che il castigo avverrà presto, in un futuro assai prossimo. La dissacrazione del santuario, di un Luogo Sacro a Dio, è un atto empio, sacrilego e blasfemo che chiede giustizia ed una punizione immediata ed esemplare. E’ per questo motivo e per rimanere giusto che Nostro Signore non può pazientare ancora a lungo in presenza delle abominazioni sacrileghe che vengono oggi giorno perpetrate nelle chiese e nei santuari Cattolici. E’ proprio contro questa categoria di peccati che Dio disse: "E anch'io agirò con furore; l'occhio mio non li risparmierà… e io non avrò pietà: farò ricadere sul loro capo la loro condotta" (Ezechiele 8,18; 9,10).

    Padre Paul Kramer

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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     Video correlato – Il Terzo Segreto di Fatima e il mistero dell'iniquità                
     

     

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  • USA, Armi Chimiche e Abominevoli “Pretesti Democratici”

    USA, Armi Chimiche e Abominevoli “Pretesti Democratici”

    Lunedì, Agosto 26th/ 2013

    – L'Approfondimento di C. Alessandro Mauceri –  

    Armi chimiche, Iraq, Libia, Corea del Nord, Siria, ONU, Carla Del Ponte, sarin, segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, Wall Street Journal, Giordania, Direzione generale di sicurezza turca, Emniyet Genel Müdürlügü, al-Nusra, RT, British Defence Corporation Britam, Qatar, British Defence Corporation Britam, Afp, TMNews, Putin, Bandar ben Sultan, segretario alla Difesa degli Stai Uniti, Chuck Hagel, Convenzione sulle armi chimiche, schiuma di poliuretano, fosfonato dimetile, Federchimica, Opcw, Organizzazione bando armi chimiche, Joint Non Lethal Weapons Directorate (JNLWD), Chemical Weapons Convention (CWC), Advantages and Limitations of Calmatives for Use as a Non Lethal  Technique, Marine Corps Research University, Edoardo Magnone, Federation of American Scientists, Biological and Toxin Weapons Convention 

    USA, Armi Chimiche e Abominevoli "Pretesti

    Democratici"

    Oltre la soglia dell'Informazione Occidentale: il punto

    sulle armi chimiche e sui loro reali utilizzatori

     

    L'Approfondimento di C. Alessandro Mauceri

    Armi Chimiche - USA - ONU - SIRIA

      Abominevoli Pretesti "Democratici"                                                                   

    Damasco, Washington, Riad – Che le guerre non vengano, se mai lo sono state, dichiarate e condotte per motivi ideologici in senso stretto (a parte il piano per la realizzazione di un Nuovo Ordine Mondiale) dovrebbe essere chiaro a tutti. Da sempre però, chi dichiara guerra, cerca di trovare una motivazione che possa almeno per quella fetta di opinione pubblica che ha rinunciato a pensare con il proprio cervello, motivi per giustificare la morte di migliaia di personeCosì si fa ricorso a motivazioni “umanitarie” (di cui beneficeranno solo le aziende dei Paesi che usciranno vincitori dal conflitto) o alla sete di giustizia (per "vendicare" presunte "azioni terroristiche" fatte da pochi uomini si distruggono intere nazioni) o alla volontà di salvaguardare "diritti democratici" (mai richiesti e di certo non attuati da chi ha iniziato il conflitto violando una sovranità nazionale). Oppure, come sta avvenendo da alcuni anni, si interviene contro un Paese con la scusa che “alcuni” avrebbero usato armi chimiche. L’incubo delle armi chimiche è diventato negli ultimi anni lo spettro che ha giustificato qualsiasi guerra. Prima nell’Iraq di Saddam Hussein, poi nella Libia di Gheddafi e ora contro la Siria, dopo la parentesi del nucleare della Corea del Nord (per fortuna non riuscito, per la minaccia – tra l'altro – levata dalla Corea di disattivare tutti i sistemi radar USA nel golfo antistante, tramite sofisticatissimi sistemi elettronici, nella realizzazione dei quali i Coreani sono maestri). Spesso vengono utilizzati i media per convincere l'opinione pubblica che l’intervento militare è inevitabile e poco importa se le indagini condotte dagli ispettori ONU (come è avvenuto in Libia) o i dati forniti da chi era sul posto hanno dimostrato il contrario. Ormai pare che debbano mancare poche ore al criminale e folle assalto "ufficiale" (e non sottobanco) alla Siria da parte di Francia e Stati Uniti d’America.

    Nato - Syria

     Zero prove! Tante "Controprove"                                                                          

    Eppure stando a quanto riferito da Carla Del Ponte, membro della Commissione Onu incaricata di indagare su ciò che sta avvenendo in Siria, gli «investigatori nei Paesi confinanti hanno intervistato vittime, medici e visitato ospedali da campo. Secondo il loro rapporto della scorsa settimana esistono forti e concreti sospetti, ma non ancora prove incontrovertibili dell'utilizzo di gas Sarin». Ma poi, nel caso, chi ha avrebbe davvero utilizzato il gas? (vedi allegati). Quindi chi dovrebbe giustificare la dichiarazione di guerra tra Nazioni lo farebbe sulla base di “interviste” e visite a ospedali non sul fronte ma nei Paesi confinanti? E per di più dopo aver affermato chiaramente che non esistono prove dell’utilizzo di gas nervini?

    Imperialism - Syria

     Uccidere milioni di persone… su "Indicazioni"                                                

    E non basta! Ammesso che esistano prove (che nessuno però ha mai visto) dell’uso di tali sostanze, chi ci dice che ad utilizzarle non siano stati i rivoltosi piuttosto che le forze armate governative? Lo stesso segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha affermato che «ha avuto indicazione» (si scatena una guerra sulla base di “indicazioni”?) dell'impiego di armi chimiche, ma che «non esistono prove consolidate né sulle circostanze, né su chi ne abbia fatto uso». Nessuno ha fatto notare la strana coincidenza temporale tra l’attacco con armi chimiche e l'arrivo a Damasco di Ispettori delle Nazioni Unite incaricati di indagare proprio su un presunto uso di armi chimiche (vedi articolo "Qui Europa" in allegato – "Siria – Clamoroso, alcuni Video caricati il giorno prima della Strage"). Il tutto ovviamente proprio pochi giorni prima della riunione del Consiglio dei ministri degli Esteri, dedicato all'emergenza siriana.

     La Legittima Osservazione di Frank Gardner                                                  

    E poi, come ha scritto il corrispondente della BBC, Frank Gardner: "Perché il governo di Assad, che recentemente sta riconquistando terreno sui ribelli, dovrebbe effettuare un attacco chimico, mentre gli ispettori delle Nazioni Unite sono nel Paese?"

    Assemblea ONU - Primavera Araba

     Le Armi chimiche e quel varco dalla Giordania                                              

    Anzi stando ai fatti, pare proprio che le armi chimiche non sarebbero state utilizzate dalle forze governative, ma dai terroristi, gli stessi armati, secondo un’inchiesta condotta (addirittura…) dal Wall Street Journal, proprio dall’intelligence statunitense che avrebbe trasferito le armi passando per la Giordania. Di recente, agenti della Direzione generale di sicurezza turca (Emniyet Genel Müdürlügü) hanno sequestrato alcuni chili di gas Sarin nella città di Adana. Le armi chimiche erano in possesso dei terroristi di al-Nusra che erano diretti in Siria. Questa sarebbe un’ulteriore conferma dell’uso di armi chimiche non da parte del governo siriano, ma da parte dei terroristi di al-Qaidam, ovvero dello stesso esercito rivoluzionario che prima, in Iraq, è stato combattuto e poi riarmato dalle stesse persone… Nasser al-Omari, analista politico intervistato dalla Press TV ha affermato: "Quello che vediamo in Siria in questo momento a dettare leggi in molte zone del Paese sono gli elementi di al-Qaeda o legati all'organizzazione terroristica",. Secondo al-Omari gli sforzi che l'opposizione siriana sta facendo per prendere le distanze dai gruppi filo al-Qaeda sono inutili dal momento che ad essere sempre più attivi sul campo sono gli stessi gruppi estremisti che sarebbero sostenuti da Usa e dai loro alleati.

    Strage in Siria - Altre Falsità Contro Assad

      Giochi Chiarissimi. Oggi più che mai! – Il Paradigma "Le Monde"          

    In realtà sin dall’inizio degli scontri in Siria, le agenzie di stampa internazionali hanno tentato di presentare al mondo occidentale l’invasione di al-Qaeda in Siria come una “rivolta popolare” e come una “protesta giusta” contro un “regime brutale”. Il 27 maggio 2013 Le Monde ha pubblicato un rapporto “esclusivo”, nel quale avrebbero dovuto essere contenute le “prove” dell’utilizzo di armi chimiche da parte del governo siriano. In realtà, il rapporto conteneva dichiarazioni di “attivisti” e “ribelli”, che la maggior parte dei commentatori avevano già definito come fonti inaffidabili.

    Obiettivo Siria

     Ricordate il "Gioco Sporco" di Qatar e Regno Unito?                                     

    Ancora prima, nel gennaio 2013, la televisione russa RT aveva pubblicato documenti trapelati dalla British Defence Corporation Britam, che smascherava un piano del Qatar per inviare armi chimiche in Siria con l’aiuto della Britam Defence. Russi che sono stati gli unici tra i Paesi occidentali a presentare prove concrete del fatto che le armi chimiche presenti in Siria non sarebbero in mano alle forze governative, ma in mano ai ribelli. La delegazione russa all’ONU avrebbe mostrato documenti rilevate dai satelliti russi in base (Fonte Stampalibera.com) alle quali, contestando la versione fornita dai media occidentali e dalle TV saudite, si vedrebbe che i razzi contenenti gas nervino sarebbero partiti dalle posizioni in mano alle milizie salafite. Ma – in attesa di conferma ufficiale – ribadiamo che è solo uno degli innumerevoli elementi, accanto alle altre centinaia di prove e testimonainze (foto, video e articoli) che negli ultimi due anni l'Osservatorio "Qui Europa" e tanti altri quotidiani liberi hanno riportato. E ciò malgrado il diabolico e persistente falso  martellamento mediatico delle TV e dei giornali di bandiera. Specie italiani.

    Siria - Aspettando la Conferenza di Ginevra

      Riad e il tentativo di "Comprare la Russia"                                                       

    Forse sarà un caso, ma a conferma del fatto che a fomentare i terroristi sarebbero “altri”, oltre a quanto è emerso dalle indagini della British Defence Corporation Britam, ci sarebbe anche il fatto che recentemente funzionari sauditi avrebbero proposto alla Russia di firmare una mega-commessa di armi e di poter avere più influenza sui mercati arabi in cambio della fine dell’appoggio sovietico al governo siriano. A riferirlo sarebbero fonti diplomatiche sentite dall’agenzia Afp e analisti russi. La notizia, che non ha ricevuto né conferme né smentite ufficiali (e come avrebbe potuto farlo senza scatenare un grave incidente diplomatico di portata planetaria) sarebbe però confermata da una notizia diffusa dall’agenzia TMNews, in merito ad un incontro avvenuto a Mosca lo scorso 31 luglio tra Putin e il principe Bandar ben Sultan, capo dei servizi di spionaggio sauditi. L’emissario di Riad, avrebbe proposto a Putin l’acquisto di armamenti russi per 15 miliardi di dollari, oltre ad altri investimenti “considerevoli”. Inoltre, secondo un diplomatico europeo attivo nella regione, il messo arabo avrebbe affermato che il suo Paese “è pronto ad aiutare Mosca a giocare un ruolo più importante in Medio Oriente nel momento in cui gli Usa sono piuttosto sulla linea del disimpegno” e anche rassicurazioni sugli aiuti dal punto di vista delle fonti energetiche “indipendentemente dal regime” che si potrà istaurare, dopo quello attuale, in Siria. Come se non bastasse, in cambio di un diverso atteggiamento da parte della Russia in direzione anti-Assad, l’Arabia Saudita avrebbe garantito alla Russia aiuti sotto il profilo della concorrenza per la fornitura di gas estratto nei Paesi del Golfo, assicurando  il divieto di transito sul territorio siriano, ed evitando in tal modo alla Russia di dover competere con il suo maggior concorrente a livello internazionale in questo settore.

    Siria e Nuovo Ordine Mondiale

     Il "Nuovo Ordine"… a tutti i costi!                                                                         

    Intanto, nonostante il segretario alla Difesa degli Stai Uniti, Chuck Hagel, abbia dichiarato solo pochi giorni fa di non aver visto alcuna prova dell’utilizzo di armi chimiche durante il conflitto, nonostante le dichiarazioni di ieri della Commissione d’inchiesta dell’Onu e le affermazioni di Gran Bretagna e Francia, pare che l’America non voglia perdere l’occasione di fare un’altra guerra (dei vantaggi economici che derivano dall’iniziare una guerra contro un Paese molto più piccolo ci siamo occupati in passato in altri articoli – vedi allegati).

    F 15 - Saint Louis, Riyad - Cacciabombardieri USA

      Cui prodest?                                                                                                                 

    La verità è che chi abbia usato tali armi è molto difficile saperlo (anche essendo sul posto non sarebbe facile individuarne i responsabili). Mons. Silvano Maria Tomasi, Osservatore permanente della Santa Sede presso l'Onu a Ginevra, dichiara: "Non si può, a mio avviso, partire già con un pregiudizio, dicendo che questo o quello sono responsabili. Dobbiamo chiarire il fatto, anche perché da un punto di vista d'interessi immediati, al governo di Damasco non serve questo tipo di stragedia, sapendo che ne è comunque incolpato direttamente. Come nel caso delle investigazioni di un omicidio, bisogna farsi la domanda: a chi veramente interessa questo tipo di crimine disumano?"

    Armi Chimiche - USA - ONU - SIRIA

     Il Punto sulle Armi Chimiche                                                                                 

    Sì, ma chi produce le armi chimiche? E dove sono stoccate? Chi le vende e chi le compra? Come vengono trasportate? In realtà, in teoria, queste armi non dovrebbero neanche esistere. Gli Stati che hanno aderito alla Convenzione sulle armi chimiche sono 188. E molti altri accordi internazionali sono stati sottoscritti per evitare non solo l’uso, ma anche la produzione e lo stoccaggio. Accordi che sono a dir poco restrittivi al punto da comprendere materiali di uso comune (come la schiuma di poliuretano in passato ampiamente utilizzata per imbottire divani e poltrone e ora, messa al bando essendo trattata con fosfonato dimetile che potrebbe essere trasformato in gas nervino). Al punto che Federchimica, dopo un seminario dell'Opcw, l'Organizzazione bando armi chimiche, un ente dell'Onu, ha inviato un avviso ai propri aderenti informandoli sulle conseguenze della ratifica. Anche il Congresso degli Stati Uniti emanò in seguito a tali norme, alcune leggi che prevedevano la distruzione di tutte le armi stoccate entro il 31 dicembre 2004.

    Armi Chimiche - USA - ONU - SIRIA

     Gli USA lavorano alla produzione di Armi Chimiche all'avanguardia     

    Eppure nessuno sa se ciò è davvero avvenuto …..di certo c’è che il governo americano, attraverso Joint Non Lethal Weapons Directorate (JNLWD) e diversi laboratori di ricerca universitari, starebbe sviluppando armi chimiche che violano le disposizioni della Chemical Weapons Convention (CWC). Il rapporto Advantages and Limitations of Calmatives for Use as a Non Lethal  Technique, redatto dai ricercatori che lavorano presso Marine Corps Research University (Applied Research Lab, Pennsylvania State University) nel mese di ottobre 2000, hanno dichiarato senza mezzi termini che la ricerca da loro svolta aveva come scopo la valutazione del potenziale uso di agenti Calmatives come tecnica non letale. Come riportato nello studio “Armi Chimiche e Biologiche: Come gli Stati Uniti violano le Convenzioni” realizzato dal Dr. Edoardo Magnone, “gli Stati Uniti sono oggi all’avanguardia nello sviluppo degli organismi geneticamente modificati allo scopo di distruggere materiali, sostanze e manufatti. Negli ultimi anni un certo numero di progetti di ricerca militare sono stati finanziati nel campo antimaterial technology (generalmente definiti per scopi difensivi) e svolti, in modo integrato, nei laboratori dell’US Army, Navy e Marine Corps”.

    Armi Chimiche - USA - ONU - SIRIA

      USA-Armi Chimiche – In Violazione di ogni protocollo…                           

    La stessa Federation of American Scientists, poco tempo fa, aveva accusato il governo di voler evitare le ispezioni multilaterali per coprire attività belliche in violazione sia della BTWC che della CWC (ossia i trattati per la messa al bando delle armi chimiche). Secondo i risultati delle indagini di questi enti: “il governo degli Stati Uniti continua a sviluppare agenti biologici modificati geneticamente ad usi tattici in tempo di guerra violando il protocollo previsto dalla Biological and Toxin Weapons Convention. Altresì nei laboratori statunitensi (civili e militari) sono finanziati progetti di ricerca il cui fine ultimo è quello di sviluppare armi non convenzionali incapacitanti violando il protocollo previsto dalla Chemical Weapons Convention”.

    ONU - SIRIA - PUTIN - RIAD

     L'ONU mandi i suoi ispettori anche in USA, Israele, Cina, India…          

    E che dire di Israele (che tra l’altro ha aderito al CWC ma non lo ha ratificato) o della Cina? Eppure entrambi sono stati spesso accusati di produrre armi chimiche. O dell’India che nel 1997, si pensava disponesse di oltre 1.000 tonnellate di agenti chimici non dichiarati (poi dichiarati distrutti in base al CWC a marzo 2009 – Cfr.: dati armscontrol.org). Ad oggi – secondo dati aggiornati al 28  febbraio 2013 – solo il 45.6% degli 8,67 milioni di armi chimiche (missili e quant’altro) registrate presso la CWC sarebbero state realmente distrutte. Come mai nessuno ha mai mandato in questi Paesi gli ispettori dell’ONU per controllare che fine hanno fatto le altre?

    C. Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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  • Barroso, la Commissione e lo Specchio della Meraviglia. Ora l’Ue boccia i giornalisti

    Barroso, la Commissione e lo Specchio della Meraviglia. Ora l’Ue boccia i giornalisti

    Venerdì, Luglio 12nd/ 2013

    – di Sergio Basile –

    Commissione europea, Wall Street Journal, Bruxelles, giornalismo, avvocato, sacerdote, vera missione del politico, Giorgio La Pira, Italia, livello dell'informazione, professionalità, livello di democrazia e giustizia di un paese, mestiere, attività dello scrivere, anima, vero giornalismo, prezzo offerto dal miglior offerente, la storia non si produce, bando, équipe giornalistica 

    Barroso, la Commissione e lo Specchio della

    Meraviglia. Ora l'Ue boccia i giornalisti

    La Commissione alla ricerca di nuovi "telenti filo-europeisti"

     

    di Sergio Basile

    European Commission - Eu - Journalism

      La Missione…                                                                                                              

    Bruxelles – Il giornalismo si sa, è una missione. Un pò come quella del medico, dell'avvocato o del sacerdote. Un pò come dovrebbe essere la vera "missione" del politico. Come, d'altra parte, ci insegna la nobile storia di Giorgio La Pira, probabilmente il più grande "missionario" della politica – e nel contempo cristiano autentico – che sia mai esistito nel nostro paradossale Paese. O meglio, nella colonia chiamata ItaliaDal livello dell'informazione e dalla professionalità dei suoi "maestri" si deduce, infatti, il livello di "democrazia" e "giustizia" di un paese.  Quello del giornalista, allora – concorderete con me – in valore assoluto, non può considerarsi un "mestiere" nel senso stretto del termine. Ciò semplicemente perchè l'attività dello scrivere è un qualcosa che parte dall'anima. Dall'intimo. Non è – e non potrà mai essere – un'attività soggetta ad un prezzo e/o ad un contratto. Almeno – s'intende – il vero giornalismo. Altrimenti il tenore ed il risultato della produzione di tale attività sarebbe suscettibile di variazione – al pari di un qualsiasi bene materiale – in virtù del prezzo offerto dal miglior offerente o delle esigenze del commissionante. Ma la storia non si produce. Si racconta!

    European Commission - Eu - Journalism

      Lo specchio della Meraviglia…                                                                              

    Mi incuriosisce davvero, dunque, la notizia trapelata nelle ultime ore dai palazzi dorati di Bruxelles. La Commissione europea, di Manuel Barroso & Co – si apprende da una nota ufficiale – "non sarebbe affatto soddisfatta di come i media coprono i lavori dell'Unione in tempi in cui si assiste ai terribili effetti sociali della peggior crisi economica dell'eurozona dai tempi della Seconda Guerra Mondiale". Beh, a dire il vero non lo sono neppure io. Ma per i motivi esattamente opposti a quelli rivendicati dalla Commissione. L'Italia e l'intera Europa vivono oggi in un vero e proprio regime euro-centrico. Come può dunque Barroso meravigliarsi di sé stesso? Davvero singolare! Per non dire fantasioso o bizzarro. 

    European Commission - Eu - Journalism

     Il Vero problema                                                                                                          

    Così Bruxelles avrebbe deciso di ovviare a questa "spiacevole situazione", lanciando un proprio servizio indipendente al fine di garantire "notizie accurate sull'attività della Commissione stessa". Per tal guisa l'esecutivo non eletto di Bruxelles, nelle ultime ore, ha lanciato un bando di gara, a caccia dei nuovi presunti e liberi talenti del giornalismo "europeista". Ma l'arringa mediatica di Bruxelles raggiunge livelli di pura fantascienza nella seconda parte della nota, dove si sottolinea come "la Commissione premetta e lamenti il fatto che i servizi gionalistici relativi alle questioni europee siano spesso scarsi, irregolari, e carenti di una più ampia prospettiva europea (?)". In tal modo – secondo i tecnocrati di Bruxelles – i cittadini "non avrebbero alcuna piattaforma specializzata dove possano trovare e condividere contenuti di qualità sulle questioni europee".

    European Commission - Eu - Journalism

     99%                                                                                                                                  

    Ma – come sottolineato dallo stesso Wall Street Journal – in effetti la Commissione avrebbe a sua completa disposizione già 122 impiegati stampa. Senza calcolare – ovviamente – i membri delle équipe delle rappresentanze ufficiali disseminate per i 28 Paesi dell'Unione e gli stagisti che operano quotidianamente in esse.  Solo la direzione di Bruxelles, costa agli europei qualcosa come 103,7 milioni di euro l'anno. Alla faccia dell'austerity. Ma il vero problema evidentemente è un altro. Opposto e speculare, cioè, a quello lamentato dall'euro-casta. Che dite? Beh di sicuro chi scrive non aderirà al bando. Questo onore lo lascerò tutto alle migliaia di "allegre brigate di giornalisti europeisti" che affollano come stormi – spesso impazziti – le redazioni dei giornali e delle TV di regime. Circa il 99% di quelle esistenti in Italia, per la precisione. O poco meno.

    Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Giovedì, Gennaio 10th/ 2013 – di Maria G. Di Rienzo –  Stupro di massa delle Ragazzine Siriane Cristiane / Cristiani di Siria / Cristiani / Muhammed al-Arifi / Violenza contro le donne / Svizzera / Consiglio Centrale Islamico / Fatwa / Ordinanza religiosa / Strupro ragazze cristiane / Stupro di gruppo verso le ragazzine siriane […]

    Cybersorveglianza – La Nuova Guerra USA e lo Scandalo Datagate

    Mercoledì,  Giugno 28th/ 2013  – di C. Alessandro Mauceri  – Einstein, Terza Guerra Mondiale, ARPA, Advanced Research Projects Agency, Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, ARPANET, Wikileaks, Stati Uniti d'America, Guardian, Edward Snowden, Cia, Booz Allen Hamilton, NSA, National Security Agency, Fbi, Echelon, Guerra fredda, Regno Unito, Australia, Canada, Nuova Zelanda, UKUSA, cyber sorveglianza, Blue Coat, […]

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    Mercoledì, Dicembre 19th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Diritti fondamentali nell'Ue / Menzogna / Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione  / Unione Europea / Parlamento europeo / Risoluzioni / Assistenza sanitaria / Aborto / Minoranze nazionali / LGBT / Diritti fondamentali / Libertà civile / Uguaglianza / Salute sessuale / Pianificazione […]

    Natale a Bruxelles: Laicismo a Discapito delle Tradizioni

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    Martedì, Novembre 27th/ 2012 – di Silvia Laporta –  Bruxelles / Natale a Bruxelles / laicismo a discapito delle tradizioni  / albero di natale / Grand Place / unione europea / islam / cristiani / valori / religione / laicità / Molenbeek / Ardenleecht / Mostra Europea del Presepe / European Crib Exhibition / Victor Batarseh / Betlemme / Sindaco […]

    Ue senza Radici Identitarie e Travolta dall’Onda Anomala dell’Omologazione Culturale

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    Venerdì, Dicembre 14th/ 2012 –  di Mario Borghezio, eurodeputato –     ( Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi – di Qui Europa ) Ue senza Radici Identitarie e Travolta dall'Onda Anomala dell'Omologazione Culturale / Mario Borghezio / Guy Héraud / Silvius Magnago / Rosen Plevneliev / Caso del Parlamento bulgaro / Cittadinanza in vendita / Bulgaria […]

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    Lunedì, Novembre 19th/  2012   – Don Gaetano Rocca –  Relazione Iniziale dei Lavori del Convegno  "Crisi e Famiglie: Quale Futuro per l'Italia?"  Sala Convegni del Santuario della Madonna di Termine, Pentone (CZ) – Calabria Venerdì 16 Novembre 2012   I Burattinai del "Nuovo Ordine Mondiale" e i paradossi dell'Europa della finanza malata / Una Risposta CristianaMalato chiamato Europa / Catanzaro […]

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    Mercoledì, Marzo 16th / 2012 Parlamento Europeo / Strasburgo / Famiglia / Veld / Matrimoni Gay / Cassazione / Italia / Mauro Strasburgo: Famiglia tradizionale? concetto restrittivo! Sconcerto del Ppe, delle comunità cristiane e dei giuristi del "diritto di famiglia" Dall'Europarlamento: no a definizioni restrittive di idea "famiglia". La cellula della società in pericolo Ad orologeria, […]

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    Lunedì, Dicembre 10th/ 2012  –  di Sergio Basile – Oslo – All'Ue il Nobel delle Contraddizioni e del Dissenso / Bruxelles / Oslo / Unione europea / Premio Nobel per la Pace / Defezioni / Proteste / Leader europei / Regno Unito / David Cameron/ Repubblica Ceca / Vàclav Klaus / Svezia / Fredrik Reinfeldt / Accademia di Oslo / Consiglio mondiale delle […]

    Ultime da Bruxelles – Parlamento: Ok al bilancio 2012/2013 da 6 miliardi e Lodi per il Messia Monti

    Ultime da Bruxelles – Parlamento: Ok al bilancio 2012/2013 da 6 miliardi e Lodi per il Messia Monti

    Giovedì, Dicembre 14th/ 2012 – di Sergio Basile e Maria Laura Barbuto  –  Ultime da Bruxelles – Parlamento: Ok al bilancio 2012/2013 da 6 miliardi e Lodi per il Messia Monti / Unione Europea / Parlamento europeo / Consiglio europeo / Commissione Europea / Pacchetto bilancio / Conti 2012 / Crescita / Produzione / Fondi Emilia Romagna / Occupazione […]

  • Teatrino Usa-Ue – Anche “Wall Street” tifa per gli Eurobond

    Teatrino Usa-Ue – Anche “Wall Street” tifa per gli Eurobond

    Martedì, Giugno 5th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Unione europea / Banche e Finanza / Eurozona / Eurobond / Esteri / Presidenza Barroso / Usa / Wall Street Journal / Barack Obama / Manuel Barroso / Germania / Berlino / Francoforte / Bruxelles / New York / Baraccone impresentabile / Falsa panacea degli Eurobond / Obama sta a guardare / Christine Lagarde / Fmi / Fondo Monetario Internazionale / Aiuti / Fondo Salva Stati / Mario Draghi / G20 di Londra del 2009 / Qui Europa / Europa / Controinformazione / Silvia Laporta  

    Wall Street  tifa per gli Eurobond

    Intanto Obama sta a guardare e consiglia all'Ue  

    di accelerare i tempi 

    Tra teatro e strategie stanno costruendo un

    impresentabile baraccone a loro immagine 

     

     di Silvia Laporta

    Wall Street – Anche i banksters Usa premono per gli Eurobond – Regia Unica

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Eurobond? Falsa panacea! Bisogna staccare la macchina del debito                         

    New York, Berlino, Bruxelles – Il deciso “no” della  Merkel , riguardo l’emissione degli Eurobond, nelle ultime ore, si starebbe trasformando in una “possibilità al dialogo” nel prossimo colloquio dei vertici europei. Ma non è  solo il panzer tedesco; anche il governo, intende per così dire “sforzarsi” per "salvare" (diciamo così) i 27 paesi dalla disgregazione, innescata dal crollo delle economie greche e spagnole. Ci scommette  il Wall Street Journal (il giornale espressione dello strapotere dell'alta finanza internazionale sui comuni mortali) con la convinzione di un’imminente "via libera" della Germania. Con l’emissione di Eurobond – secondo Wall Street –  si arriverebbe alla condivisione dei singoli debiti pubblici nazionali da parte dell’insieme dei paesi dell’Unione, attraverso uno strumento che verrebbe emesso e garantito da Bruxelles e che implica la progressiva cessione di potere in campo fiscale e in quello della spesa pubblica degli Stati. Ma francamente è un qualcosa che non ci convince. E' come rigettare e rinnegare per sempre l'appartenenza ad una cultura, ad una identità, ad uno stato, in cambio di un'incognita (gli eurobond per l'appunto) che potrebbe esplodere da un mese all'altro (mai provata prima e oprattutto posta nelle mani delle banche private ed a vantaggio non degli stati, ma degli investimenti in opere "gestite" dalla speculazione priovata: verso le quali evidentemente i cittadini perderanno ogni forma di controllo diretto, delegando tutto a Francoforte e Bruxelles) quando invece – qualora ci fosse la reale volontà di mettere a tacere la macchina del debito – sappiamo benissimo che per evitare il sovraccarico del sistema economico europeo basterebbe staccare la spina delle "macchine crea debito", rinazionalizzando le banche centrali e ricominciando a stampare euro – o valute nazionali – in casa propria ed a costo zero, anziché gonfiare inutilmente i portafogli dei banksters e della tecnocrazia.

      Eurobond? Pretesto alla nascita di un superstato europeo                                           

    Il “no” della Germania, potrebbe essere interpretato dall’esigenza di maggiore rigore nell’applicazione delle regole. Non è possibile infatti, procedere con l’emissione degli Eurobond se prima non si arrivi ad un’unificazione delle norme in materia fiscale e bancaria e se i vincoli all’aumento della spesa pubblica (come per le pensioni e la sanità) non vengano fatti rispettare in  maniera ferrea. Misure di questo tipo non avrebbero senso in questo momento, non facendo altro che rinviare la data della “resa dei conti”, quando i paesi in crisi non potranno più andare a “salvarsi”, grazie ai fondi europei. Questo sempre secondo la Merkel, e secondo il “progetto” dei grandi europei, che vorrebbero unificare tutti i Paesi membri in un unico continente a discapito della nostra cultura e i nostri tratti identificativi, e a favore delle proprie tasche. Ragionamento accompagnato anche dalla volontà, ormai esplicitamente economica, di mantenere Grecia e Spagna all’interno dell’Eurozona; volontà chiaramente incentrata ad evitare di perdere i crediti delle Banche Tedesche nei riguardi di questi paesi in crisi, che qualora lasciassero la moneta unica, si trasformerebbe in debiti di “carta straccia”. Ma le volpi si guardano bene dal dichiarare i loro veri scopi sui giornali di "prima fascia" e sulle tv ammiraglie. Lì evidentemente la propaganda assume un sapore molto più celato e subdolo, tendente a non far comprendere il reale evolversi dei fatti.

      Un copione perfetto – Ma Angela per il momento attende                                            

    Appaiono inutili – a quanto pare – i tentavi di Draghi, Barroso, Juncker e Van Rompuy, di convincere la collega Merkel a dire “si” all’emissione degli Eurobond, in quanto è proprio da che Berlino dovrebbe sopraggiungere l’aiuto monetario più consistente. Pur essendo parte integrante dell'eurocasta la Merkel si oppone – per il momento – o finge di farlo, a questo piano avviato con la collaborazione degli stessi deputati  dell'Europarlamento, in un trionfo di retorica e propaganda degna dei "copioni" simili seguiti secondo un disegno ben preciso, dall'unificazione dell'Italia ad oggi.

      Il teatrino europeo e l'occasione "mancata" di Obama                                                    

    Negli Stati Uniti, intanto, gli strateghi di  Obama, identificano nell’acuirsi della crisi europea, uno dei fattori che potrebbero compromettere la rielezione del presidente nelle prossime elezioni di Novembre. Vi sono state due “occasioni mancate” da parte di Obama, che avrebbero garantito all’inquilino di Pennsylvania Avenue, una leadership morale, nel palcoscenico europeo. Nel negoziato per rimpinguare le tasse del Fondo Monetario Internazionale – del falco Christine Lagarde – l’amministrazione Obama, si è sempre tenuta in una posizione neutrale, per non avere ripercussioni elettorali. L’eccessiva diplomazia dell’Amministrazione, ha impedito una negoziazione eccellente. Uno dei maggiori azionisti, infatti, precisamente il governatore della Banca Centrale di Pekino, Zhou Xiaochuan, probabilmente non sprecherà un contributo maggiore di 30 miliardi di dollari, contro la richiesta pervenutagli dal vertice dell’Fmi, maggiore di 3 terzi! Gli Usa si trovano quindi in una posizione di “spettatori” in questo teatrino di politica europea.

      Obama: una seconda occasione "mancata"                                                                         

    Inoltre, un’altra occasione mancata, risale al G20 di Londra del 2009. Fra le varie misure anti-crisi, si decise, durante questo vertice, di  raccomandare all’Fmi 250 miliardi di dollari, a beneficio di molti paesi "lenti", al fine di "arginare" il contatto con la crisi economica internazionale. Se gli Stati Uniti, avessero intrapreso un’analoga iniziativa, avrebbe allentato il vincolo di bilancio di molti paesi rafforzando il Fondo Salva Stati e beneficiando anch’essi, in quanto azionisti, di diversi benefici. Ma ciò è quello che sostengono i falchi di Wall Street. Infatti sappiamo bene che ogni qual volta che l'Fmi o il Mes (Fondo Salva Stati) si mettono in azione (sarebbe il caso di dire "minacciano" azioni di aiuti) il paese beneficiario di tali "aiuti" finisce sistematicamente con le gambe all'aria. Non è una ipotesi! E' pura matematica! E' un qualcosa di scientifico, purtroppo.

      Un "impresentabile baraccone" da smontare                                                                      

    Il commento della Commissione Europea, riguardo tutta la situazione, stempera i toni, stigmatizzando alcune “notizie di stampa”, che servirebbero solo a accendere i dissensi.  Si dice inoltre contraria, a ogni “ipotesi di complotto”, eventualmente attribuita a Barroso , Juncker, Draghi e  Van Rompuy che starebbero lavorando solo in favore dell’Unione Economica e monetaria per arrivare ad un governo comune dell’economia. Peccato che è proprio questo il problema! Forse non sarebbe il caso di affidare le sorti della nostra economia nelle mani di magnati bancari, e trasformare l’Europa in una dittatura fondata sulle banche! Che Dio ci aiuti, nell'attesa che gli europei dalle urne inizino ad aiutarsi per proprio conto, mandando a casa i tecnocrati ed i partiti che sostengono questo "impresentabile baraccone".

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Grecia – L’era del “Nazismo Bianco” o dello “Stalinismo Rosso”?

    Grecia – L’era del “Nazismo Bianco” o dello “Stalinismo Rosso”?

    Giovedì, Maggio 10th / 2012

    – di Sergio Basile e Franco De Domenico – 

    Europa / Germania / Grecia / Francia / Euro / Mario Monti / Romano Prodi / Surplus / Nicolas Sarkozy / Crisi / Lira / Marco / Nazismo Bianco /  Lucas Papademos / Armamenti / Industria bellicas / Scandali / Perdita di diritti / G20 / Trilateral Commission / Alexis de Tocqueville / La Democrazia in America  / You Tube  / Qui Europa / Adriano Celentano / Wall Street Journal  

    Con l'euro e le armi, la Germania ingrassa

    Il plusvalore tedesco viene dalla moneta unica

    Bene anche l'industria bellica: ai danni della Grecia

    E' l'era del "Nazismo Bianco" o dello "Stalinismo Rosso"?

    Berlino – Lo sapevate che l’aeroporto di Atene sarà per 100 anni di “proprietà” tedesca e che la Germania non pagherà un euro di Iva alla popolazione ellenica? Questa è solo una delle molteplici tristi storie che “Qui Europa” vuole raccontare ai suoi lettori, al fine di creare consapevolezza sulla reale sorte della Democrazia in Europa. Roba che farebbe rivoltare nella tomba lo stesso Alexis de Tocqueville, mitico autore de “La Democrazia in America”. Ma non è finita!Una nuova leggenda metropolitana, diffusa nell'era Monti – ribadita con spudorato coraggio nelle scorse ore dal professore, e rimpallata da firenze a Bruxelles, e da Bruxelles a Berlino – è quella che la Germania ci imporrebbe vincoli, tasse e pareggio del bilancio per farci del bene, e lei stessa non ci guadagnerebbe nulla, ma anzi, ci rimetterebbe. Non è proprio così, e lo dice in un'intervista disponibile su YouTube uno dei padri stessi dell'euro, Romano Prodi. Ci informa, l'ex premier italiano che, ricordiamo con nostro impegno e sacrificio di tutti, ci traghettò nella – ormai possiamo dirlo, perlomeno controversa e criticata, per non dire "fallimentare" e "scellerata" –  moneta unica. Dati alla mano, dunque, ci si accorge che la ricca ed organizzata Germania, udite udite, ha accumulato – da quando l'euro stesso esiste – ben 200 miliardi di surplus.  Mentre l'economia tedesca, prima dell'euro, non riusciva a creare surplus, quindi non era in credito. Dobbiamo noi ringraziare i potenti creditori tedeschi, ormai banchieri d'Europa, o devono loro ringraziare noi, per i lauti guadagni che stanno incamerando? La risposta la lasciamo a voi, ed ai poveri pensionati o disoccupati greci! 

       Grecia: da "patria del diritto" a "terra senza diritti"   

    D’altra parte, a prova di ciò, non dobbiamo dimenticare che la Troika (Bce-Fmi-Ue) in perfetta linea con la "strategia Merkel" sta riducendo la Grecia – come arcinoto letteralmente alla fame, con misure mai viste a memoria d’uomo. Per contro – ed i giornali italiani in questo sembrano essere colpiti da una strana amnesia – abbiamo l’obbligo morale, nonché il dovere civile e cristiano,  di ricordare che entro la fine del 2012 la povera e disperata Grecia, spenderà – come ci racconta il Corsera in un articolo dello scorso 13 febbraio – 7 miliardi di euro (il 3% del suo già risicatissimo Pil) in armi (carri armati, sottomarini, navi da guerra e caccia) gentilmente fornite dalle industrie  tedesche e francesi: prezzo da pagare alla caritatevole e prodigale Angela Merkel ed allo stesso governo francese, per avere in cambio degli "aiuti" inutili e costosissimi.

      Nazismo Bianco o Stalinismo Rosso? 

    Molti osservatori internazionali hanno ribattezzato questo status quo, con il termine di “nazismo bianco”, altri di "Stalinismo Rosso". In effetti, tali barbare ingerenze liberticide di Berlino (e Parigi) su Atene sono state denunciate in tempi non sospetti dalla stessa allibita e sconcertata stampa tedesca, la quale ha puntato il dito sullo smisurato cinismo della Merkel: capace di imporre sacrifici ai cittadini ellenici, favorendo nel contempo l'industria bellica della Germania. Roba che Freddy Krueger al pari è un dilettante! Come ci ricorda Adriano Celentano in uno dei suoi pezzi più belli dell’ultimo album: “Quando ero giovane ho visto altri mondi. Un’altra razza di esseri umani!”. Come dargli torto? In pratica 11 milioni di persone ridotte in schiavitù dall’avvento di organismi parassitari esterni e dall'asse franco-tedesco, le cui banche – ricordiamolo – hanno in portafoglio rispettivamente 47,9 e 18,6 miliardi di dollari di titoli del debito greco. C’è di nuovo che gli esiti delle elezioni europee ed il voto ellenico hanno rispostato il baricentro della questione verso le ansiose istanze democratiche del popolo. Ma di fatto oggi la Grecia è un Paese commissariato dall'Europa: metodo molto simile a quello utilizzato da Stalin nell'Unione Sovietica.

      Nulla di nuovo sotto il sole di Atene  

    Inoltre, andando a spulciare nelle pagine più curiose della recente storia di Grecia e Germania, ci si accorge che fino al 2009 – cioè sino alla fine del mandato del governo Karamanlis (centrodestra) – l’industria bellica tedesca è stata una dei principali motori del Pil germanico. L’industria bellica ha infatti guadagnato miliardi di euro: anche grazie alla dismissione e successiva vendita di armamenti obsoleti. Davvero Nobile! Nel 2008 la Grecia si posizionò al quinto posto – dato facilmente riscontrabile del sito ufficiale della difesa ellenica, o comunque sul web – nel mondo come nazione importatrice di strumenti bellici. Molto scalpore, in merito, fecero i 4 sottomarini prodotti dalla ThyssenKrupp, che Karamanlis chiese alla Germania quale sorta di ultimo riconoscente regalo. Operazione, poi, comunque bloccata dal governo Papandreou. Ciò, almeno, fino alla scorsa estate, quando il Wall Street Journal pubblicava – tra lo sconcerto generale – la notizia che Angela Merkel e Nicolas Sarkozy avevano preteso l'acquisto degli armamenti (e non solo i sottomarini: poi ridotti a due, ed acquistati  al modico prezzo di 1,3 miliardi di euro) quale condizione per approvare il piano di “salvataggio” (o sarebbe meglio dire, di affossamento definitivo) della Grecia. Diabolico! Come diabolico è stato il “consiglio di acquisto” dell’ex Re dell’Eliseo, Nicolas Sarkozy, che convinse il primo ministro greco – per amor di patria – ad acquistare 6 fregate, 15 elicotteri e svariate motovedette, per l’altrettanto irrisorio prezzo di 4,400 miliardi di euro. Ciò in attesa della rapida liquidazione del fastidioso politico, poi – come noto – sostituito da un membro della Trilateral – ed ex Bce – quale Lucas Papademos. Fantastico! Così va la geopolitica in questo pazzo e miserabile mondo delle lobby e senza Dio. Così accade che, mentre milioni di uomini muoiono agni anno di fame e stenti, nel mondo del “disarmo nucleare” e del “G20”, le spese militari crescono come per magia a ritmi assurdi. 1800 miliardi di dollari solo nel 2011: il 50% in più rispetto a dieci anni prima. Ma è davvero questa l’Europa che vogliamo?

    Sergio Basile, Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)