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  • Accentramento Ue tra Baratti Negoziali e Condoni del Debito Fittizi

    Accentramento Ue tra Baratti Negoziali e Condoni del Debito Fittizi

    Venerdì, Novembre 30th/ 2012 

    – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – 

    Grecia Accentramento Ue / Baratti Negoziali / Condoni del Debito Fittizi / terzo pacchetto di aiuti salva Grecia / Bruxelles / Atene / Debito iniquo / Eurogruppo / FMI / BCE / UE / Commissione europea / Aiuti / Usura / Christine Lagarde / Manuel Baroso /Sistema Target 2 / Strozzinaggio / Non onorabilità / Debito illegale / Unione Monetaria / Unione di Bilancio / Unione Bancaria / Budget Unico per l'Eurozona / Baratti Negoziali / Strastegia del Condono / Stati Uniti d'Europa / Annientamento degli Stati Nazionali 

    Barroso – Accentramento Ue tra Baratti

    Negoziali e Condoni del Debito Fittizi

    La folle strategia liberticida degli Stati Uniti d'Europa

    e il definitivo annientamento degli stati nazionali

    Gli ultimi sviluppi del caso Grecia

    Bruxelles – Subito dopo l’accordo raggiunto dall’Eurogruppo nella notte di lunedì, avente come obiettivo il via libera al terzo pacchetto di aiuti “salva-Grecia”, nel quale si apre la porta ad una mutualizzazione indiretta dei debiti, il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, ha presentato ieri a Bruxelles un rapporto riguardante il prossimo futuro dell’Unione monetaria. Come detto dallo stesso Barroso, si tratta di un piano “per una profonda e autentica unione economica e monetaria” che prevede, tra le altre cose, quelli che i “benpensanti tecnocrati di Bruxelles” ritengono essere i passi necessari per creare una Unione di Bilancio. L’accordo – mentre la speculazione detta ancora la sua iniqua e perversa legge, in Grecia, come nel Sud Europa ed in Italia – prevede una serie di misure per "ridurre" (parola grossa ed inflazionata) il passivo greco dal 160% di giugno, al 124% entro il 2020. Ovviamente a farne le spese sempre il Welfare ed i cittadini: ormai storicamente bollati come le vittime sacrificali di questa sporca faccenda.

     La Road Map di manuel Barroso 

    Ma nel comunicato di lunedì notte si legge anche che, se necessario, “i Paesi della zona euro valuteranno nuove misure e assistenze in modo da raggiungere un’ulteriore riduzione credibile e sostenibile del rapporto debito-Pil greco”, con l’auspicio di riuscire a portare l’indebitamento “significativamente sotto al 100% del Pil entro il 2022”. Nel breve periodo la priorità dovrebbe consistere nell’applicare le riforme già approvate (come six pack e two pack), sostenere i Paesi che gioco forza sono stati costretti ad avviare sanguinosissimi e deleteri "aggiustamenti strutturali" (li chiamano così), e realizzare – udite, udite – l’unione bancaria, prevedendo anche un meccanismo di risoluzione che aiuti (guardacaso) le banche in difficoltà che intanto però continuano a spadroneggiare col potere di signoraggio estorto ai popoli, con leggi truffa, o truffe legalizzate. Ciò sarebbe in programma nel medio termine. Altro obiettivo di Barroso, è poi quello di costruire un’area euro più integrata e coordinata nelle aree della tassazione e del lavoro: ovviamente a discapito delle sovranità nazionali. Tutte! Infine, nel lungo termine (5 anni ed oltre) l’Ue sarà pronta, secondo Barroso, ad un budget unico per l’Eurozona che possa intervenire nel caso in cui un Paese dovesse trovarsi in difficoltà.

     Il Nuovo Imperatore ci ha stufato! 

    Ma Barroso – ci chiediamo ormai da un anno a questa parte – perchè non si decide ad ammansire e/o ingabbiare i cani feroci e sciolti della speculazione, con direttive ad hoc? Che fine ha fatto il Pacchetto Barnier anti-rating della Commissione europea che doveva partire giusto un anno fa? Sotto quali scartofie sarà sepolto? Tutto questo caos legislativo e questo accentranento liberticida, in tal modo non sarebbero minimamente necessari! Anzi si dimostrerebbero in assoluto superflui, per non dire antistorici e devastanti per la Democrazia e la Libertà, qual sono. Questo gli "europeisti a tutti i costi" (in Italia come a Bruxelles) lo sanno benissimo, ma continuano a fare i finti tonti! I loro veri obiettivi, evidentemente, sono diversi, e – a quanto pare – largamente antitetici rispetto a quelli dei comuni cittadini europei. Questo atteggiamento da imperatore, ha davvero stufato tutti da un pezzo. Gli unici ad applaudire sono gli "europeisti" ad ogni costo. Sempre e solo loro! Una manciata di tecnocrati e fidi supporters: un nulla dinnanzi a 500 milioni di europei che lavorano, soffrono e sperano – ogni giorno di più – che il palazzo rinsavisca. Quegli europeisti davvero lontani – oggi – dal messaggio di De Gasperi, che si nascondono dietro vuoti e vani slogan, ormai vecchi e sepolti, alla luce dell'involuzione liberticida e debitocratica di questo mostro chiamato Ue.

     Le ultime dall'Ue – Grecia: Baratti Negoziali e Condoni Fittizi 

    A Bruxelles, inoltre, nelle ultime ore, si è aperta la strada (anch'essa come vedrete illusoria e pretestuosa) verso l’ipotesi di un “condono del debito greco”. Un’ipotesi  molto teorica che ovviamente, qualora dovesse diventare realtà, non sarà libera e a costo "zero" (non facciamoci illusioni), ma si attiverà solo – e solo se – le misure per ridurre il debito al 124% del Pil  entro il 2020 si dimostreranno insufficienti, il che è più che probabile. Ma per ora avanti tutta sulle spalle dei poveri e disperati Pigs. Un condono, dunque, che puzza d'imbroglio, e che è stato interpretato come un nuovo tassello verso una graduale mutualizzazione dei debiti pubblici nell'Eurozona e non bensì come il disfacimento e la rottamazione di un gabbia debitocratica creata dalla stessa Ue a pennello, con la complicità (involontaria?) dei lobbisti privati del rating. A proposito aggiungiamo che, è da diverso tempo che il Fmi invoca la necessità di una ristrutturazione finanziaria in Grecia, ma fino ad adesso l’Eurogruppo, ed in particolar modo la Germania, si era opposta. Una sola considerazione. Ovviamente queste misure, questi accordi, o come li ha recentemente chiamati il collega Mario Seminerio, questi "baratti negoziali", sono giustificati, voluti e realizzati con lo scopo di alimentare l’ormai più che antipatica fiducia nei mercati. Basta! Siete in mala fede e ridicoli!

     Palliativi Rating 

    In tal senso, anche le ultime mosse "antirating" poste in essere ieri da Barroso e dai suoi, francamente non ci soddisfano per nulla (o quasi). E stata chiesta – attraverso un accordo raggiunto a Bruxelles tra  Parlamento europeo, Consiglio europeo e  Commissione Ue – una maggiore trasparenza nella valutazione degli Stati, è vero! Nuove regole e responsabilità in caso di errori,  in merito all’attività svolta dalle ormai famigerate agenzie; una minore dipendenza dal rating, accanto alla regolamentazione dei tempi “tecnici” relativamente ai giudizi sui vari debiti pubblici  e riduzione dei conflitti di interesse. Cosa buone! Ma il punto è che tali agenzie devono essere delegittimate in maniera definitiva e convinta. Non è concepibile che un lobbista privato metta sotto scacco una stato. E che questo stato finisca per questo in rovina, portando alla rovina milioni di famiglie. E un concetto molto semplice. Punto e basta!

    Vincenzo Folino, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Sabato, Agosto 17th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / […]

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    Mercoledì, Agosto 8th/ 2012 – L'editoriale di Sergio Basile –    Banche e Finanza / Unione europea / New York / Bruxelles / Wall Street / Borsa / Speculazioni / Economia della Truffa / Galbraith / Wall Street /  Traders / Pil / Economia reale / Borsa / MES / Project bond / Knight Capital […]

    Spagna, tra Accentramento e Pareggio di Bilancio: le Regioni insorgono alla Macelleria Sociale

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    Martedì, Luglio 24th/ 2012  – di Mario Luongo – Crisi economica Spagna / Mariano Rajoy / Sistema amministrativo spagnolo / Partito popolare / Andalusia / Consiglio di politica fiscale e finanziaria / Spending review / Bilanci truccati / Madrid / Valencia / Catalogna / Mercati obbligazionari / Titoli di Stato / Belgio /  Rapporto tra […]

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    Sabato, Luglio 14th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Moody's / Declassamento Nuovo ai danni dell'Italia / Ross Abercromby / Vice president / Senior analyst financial institutions group / Moody’s Investors Service / Johannes Wassemberg / Managing director financial institutions / Michele Ruggiero […]

    Madrid: La “Marcia Negra” avanza contro l’Europa dell’Austerity

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    Giovedì, Luglio 12th/ 2012 – di Vincenzo Folino – Spagna / Madrid / Mariano Rajoy / Manovra / Euro / Marcia Nera / Tagli / Movimento di protesta / Soppressione della tredicesima / Dipendenti statali / Austerity / Iva al 21% / Minatori spagnoli  Spagna: varata una nuova manovra da 65 miliardi di euro Madrid monta […]

    Post-Vertice Ue: Menzogne Mediatiche ed Economia della Truffa

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    Martedì, Luglio 3rd / 2012 – di Silvia Laporta – Commissione Ue / casta / disinformazione / Consiglio Europeo / Vertice Europeo sulla crisi / lobby / politiche di austerity / Germania / Finlandia / Olanda / Vittorio Emanuele Tasi / Marcello De Cecco / Agenzie di Rating / Bce / Spread / Provvedimento Anti-Spread / Hollande […]

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    La Troika, la “Rerum Novarum” e il baratro Grecia: fantasmi del progresso e nuovi diseredati

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    Sabato, Marzo 17th/ 2012 Grecia / Troika / Fmi / Bce / Ue / Chiesa / Dottrina Sociale / Ripresa /Parti sociali / Massoneria / Capitalismo / Diktat / Neo-liberismo / 2013 / Crisi / Debito sovrano / Solidarietà sociale / Organizzazioni cristiane / Leone XIII  La Troika, la Rerum Novarum" e il "baratro Grecia": […]

     

  • Eurozona – Referendum Paneuropeo: Si ma attenti alle trappole della Terza Roma Mazziniana

    Eurozona – Referendum Paneuropeo: Si ma attenti alle trappole della Terza Roma Mazziniana

    Sabato, Ottobre 27th / 2012

    – di Vincenzo Folino –

    Unione europea / Seconda Guerra Mondiale / Lobby finanziarie / Giuseppe Mazzini / Moavero / Terza Roma / Unione monetaria / Dittatura / Austerity / Referendum europeo / Eurozona / Vincenzo Folino / Lucio Battisti 

    Referendum Paneuropeo: Si ma attenti alle

    trappole

    Cresce il Malcontento in tutta l'Eurozona, i cittadini

    chiedono il Referendum sull'Europa

    L'Unione Federale? Un pericolosissimo Bluff:

    l'Ombra nera della Terza Roma Mazziniana

    Strasburgo, Bruxelles – Da quando il dorato e maestoso edificio europeo ha cominciato a porre i suoi primi mattoni, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale e nei duri anni della "guerra fredda", che ha rilanciato con forza il piano imperialistico Usa a livello mondiale, le questioni inerenti l'Unione politica e la sua leggittimità democratica, sono sempre state al centro del dibattito politico dei singoli Stati nazionali: tanti discorsi, tante parole, e tanti progetti ai quali non hanno poi fatto seguito azioni concrete volte alla realizzazione di una reale giustizia sociale ed economica; alla realizzazione di tale progetto. Tali questioni sono rimaste, per così dire, fluttuanti, al di sopra delle nostre teste. E convenite con me, in "democrazia" non dovrebbe essere così, in democrazia  governare non dovrebbe assumere il significato di  "dominare", come avviene oggi per mezzo di banche e lobby finanziare, (Bce in testa) senza tralasciare il ruolo giocato dai mezzi di informazione governativi. 

     I Tecnocrati e la distruzione delle democrazie 

    E' quindi inutile tragiversare nell'ammettere come la democrazia non sia nella realtà quello che è a parole, e che continuerà a non esserlo finchè il suo significato teorico non verrà ampliato alle dimensioni economica, civile e politica. Ma, ciò, non di certo attraverso la realizzazione dei piani  totalitaristici chiusi nei cassetti della tecnocrazia di Bruxelles e nella maggior parte delle valigette ventiquattrore dei leaders europei piegati a tali oscure manovre. Una condizione quella idealizzata, ancora lontana, molto lontana, troppo lontana, sia all'interno dei singoli paesi, sia (a maggior ragione) per quanto riguarda l'Europa nel suo insieme. Così, quando sentiamo parlare, come avviene in questi giorni, di Unione politica, di Unione federale, della necessità di creare un "legame emotivo" tra l'Europa e i suoi oltre 500 milioni di abitanti, dobbiamo tenere i piedi per terra e non farci abbindolare da facili entusiasmi ed ideologie alla moda (come diceva il buon vecchio Lucio Battisti) e da tanti e falsi bei paroloni.

     Il Referendum Paneuropeo e la Sovranità Monataria 

    Sempre in questi giorni si sente parlare, a proposito, di un referendum continentale, proposta che viene rilanciata a gran voce. In questo caso gridiamo sì, un referendum paneuropeo sarebbe fondamentale, e lo sarebbe perchè farebbe emergere con chiarezza il malcontento dei cittadini – tranne manipolazioni e colpi bassi – coloro che hanno realmente subito sulla loro pelle l'aumento del costo della vita, il raddoppiameto dei prezzi, l'austerità quotidiana derivante dalla crisi, la vostra crisi. Non la nostra! Insomma, sì al referendum, ma per motivi opposti a quelli di una "missione europea", opposti a quelli paventati dal Governo e dal ministro Moavero Milanesi, il quale parla dell'Europa come della nostra unica ancora di salvezza per il futuro… e vista la situazione, non possiamo che essere scettici, e anche tanto incavolati (per usare un eufemismo)! Senza contare che in questo piccolo excursus non si è fatta mensione di altre importanti questioni tutt'ora irrisolte. Come la restituzione della propria sovranità monetaria agli stati membri: vero nocciolo della questione!

     Il Grande Bluff dell'Unione Federale – Giù le mani dagli stati 

    Per esempio, dal punto di vista teorico, pensiamo alla "democrazia come aggregato numerico o come suddivisione della sovranità fra tutti i singoli cittadini", oppure alla sua adeguatezza come forma di governo su larga scala, tutte questioni ampiamente dibattute e verso le quali si registra tutt'ora una davvero minima omogeneità di vedute. Dal punto di vista pratico, invece, basti accennare al diverso peso che assumono le diverse nazioni all'interno del processo decisionale europeo, un diverso peso che si scontra di per sè con l'ideale democratico. Insomma, non siamo pronti, e non lo siamo nemmeno a livello dei singoli paesi; non lo eravamo prima, quando per esempio "hanno" deciso di adottare l'euro, e non lo siamo ancora, neanche all'orizzonte.  Infatti, l'idea di una "democrazia europea" mantiene un pesante spettro. La paura concreta (e della quale abbiamo avuto già ampi assaggi) è che possa, a causa di problemi per così dire tecnici e/o burocratici, risolversi in una nuova aristocrazia, una aristocrazia europea delle banche (tecnocrazia), dove gli "aristoi" platonici vengono sostituiti dai nuovi tecnici e operatori finanziari, dai massoni e dai banchieri tecnocrati, appunto. Allora ci pare che dietro i democratici "Stati Uniti d'Europa" che s'invocano come panacea ai disastri degli stati nazionali, altro non si celi che il celeberrimo progetto massonico-mazziniano della "Terza Roma", la Roma degli Illuminati. l'ideale aristocratico, non scordatelo, è stato "falsificato" dalla storia, la quale ha dimostrato che la conseguenza pratica del conferire il potere ai pochi saggi e buoni, è che questi smettono di essere saggi e buoni. Se poi abbiamo a che fare con speculatori, con maghi della finanza, e con maestri del debito, il risultato non è neanche difficile da immiginare. Come detto e scritto nei giorni scorsi: "Benvenuti nel Terzo Reich euro-tedesco"!

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)
     

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    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Regioni / Stato / Competenze Stato-Regioni/ principio di sussidiarietà/ dottrina comunitaria / Trattato di Lisbona/ Stato / Meridione / Borghezio/ Ocm / finanziamenti  / Premio Nobel per la Pace / Imperialismo / Stati Uniti d'Europa / Bersani / Casini / Berlusconi […]

    Euro, una parentesi verso un Nuovo Ordine Mondiale?

    Euro, una parentesi verso un Nuovo Ordine Mondiale?

    Martedì, Agosto 14th/  2012 – di Sergio Basile –   Eurozona / Expo 2015 / Crisi / Moneta unica / Mondialismo / Nuovo Ordine Mondiale / NWO / Eurodollaro / Moneta Unica / Barack Obama / Beppe Grillo / Mario Draghi / BCE / Lira / Dracma / Teschi / Farfalla Monarch / Bohemian Wood […]

    Ue, la deriva di un Continente nel nome dell’Euro

    Ue, la deriva di un Continente nel nome dell’Euro

    Giovedì, Agosto 2nd/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Europa / Unione Europea / Bruxelles / Debito Pubblico / Sovranità nazionale / Euro / Moneta unica / Politica / Economia / Finanza / Comunità / Unità politica / Deficit / Crescita / Crisi / Mercati finanziari / Francia / Spagna / Finlandia / Monti […]

    Austerity e Nuova Legge di Stabilità: La Dittatura che uccide la Cultura e gli Italiani

    Austerity e Nuova Legge di Stabilità: La Dittatura che uccide la Cultura e gli Italiani

    Giovedì, Ottobre 11th/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Italia / Cultura / Tagli alla cultura / Progetto erasmus / Nuova Legge di stabilità / ParlamentoItaliano / Unione europea / Disoccupazione / Carrozzoni politici / Mes / Fiscal Compact / Propaganda mediatica / Macelleria Sociale / Ambigui sondaggi / Disoccupazione / Welfare […]

    Ora l’Eurodittatura ci toglie anche il Made in Italy

    Ora l’Eurodittatura ci toglie anche il Made in Italy

    Giovedì, Ottobre 25th/ 2012 – di Vincenzo Folino  –  Commissione europea / Made in Italy / Confindustria / Roberto Snaidero / Marchio di Qualità / Contraffazione / WTO / OMC / World Trade Organization / Morte dell'economia italiana / Cina / Contraffazione /  L'Eurodittatura ci toglie anche il Made in Italy Via libera alle merci […]

    Parlamento Europeo – Bilancio 2013, Ingiustizia è Fatta

    Parlamento Europeo – Bilancio 2013, Ingiustizia è Fatta

    Giovedì, Ottobre 25th/ 2012 – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Strasburgo / Bruxelles / Fondi per pagamenti 2013 / Bilancio 2013 / Austerity / Aumenti nel Bilancio dell'Unione europea / Giovanni La Via / PPE / Doppia anim del PPE / Zagabria / Congo / Pace in Medioriente / Siria / Bani Walid […]

    Benvenuti nel Quarto Reich. Il Mostro è tornato: Ecco il suo Volto

    Benvenuti nel Quarto Reich. Il Mostro è tornato: Ecco il suo Volto

    Giovedì, Ottobre 25th/ 2012 – di Sergio Basile – Quarto reich / Benvenuti / Spread / unione Bancaria / Eurozona / Accentramento Bancario / Spread / Rating / Procura di Trani / Mario Monti / Angela Merkel / Mario Draghi / BCE / Merrill Lynch / Klaus Regling / Quanto Reich / ESM / MES / Fondo […]

    Spread e Unione Bancaria: i Grandi falsari Smascherati dal loro stesso Gioco

    Spread e Unione Bancaria: i Grandi falsari Smascherati dal loro stesso Gioco

    Mercoledì, Ottobre 24th/ 2012 – di Sergio Basile – Spread / unione Bancaria / Eurozona / Renato Brunetta / Accentramento Bancario / Spread / rating / Procura di Trani / Mario Monti / Angela Merkel / Mario Draghi / BCE / Decreto Salva Italia / Decreto Cresci Italia / Recessione / Risparmio delle Famiglie / Mercato primario […]

    Monti scambia gli Euroscettici per Nazionalisti e Rilancia l’Unione Bancaria per fine 2012

    Monti scambia gli Euroscettici per Nazionalisti e Rilancia l’Unione Bancaria per fine 2012

    Mercoledì, Ottobre 17th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Parlamento Europeo / Bruxelles / Crisi / Eurozona / Mercato unico europeo / Debito pubblico / Mario Monti / Angela Merkel / Corrado Passera   Mercato Unico Europeo: Monti avverte “Attenzione, potrebbe scomparire!” Il premier italianoscambia gli "euroscettici" per "nazionalisti" e […]

    Luoghi comuni sull’Austerity – L’analisi del Professor Giavazzi sul Governo Monti

    Luoghi comuni sull’Austerity – L’analisi del Professor Giavazzi sul Governo Monti

    Mercoledì, ottobre 17th/ 2012  – di Silvia Laporta – Italia / Francesco Giavazzi /Mario Monti / governo tecnico / analisi economica / Università Bocconi / intervista /  tagli alla spesa / spending rewiew / Europa / Pil / Stato Sociale  / Campagna per la legalità economica / Rosario Fiorello  Luoghi comuni sull'Austerity. L'analisi del Professor […]

    Legge di Stabilità – Spaccature tra i Carrozzoni Montiani

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    Martedì, Ottobre 16th/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Legge di Stabilità / Italia / Corrado Passera / Irpef / Iva / Aumento aliquota Iva / Tagli sui trasferimenti regionali / Guido Crosetto / Povertà dilagante / Confcommercio / Mario Mauro / Albertini / Regione Lombardia  Legge di Stabilità – Critiche asprissime anche […]

    Stiglitz: Combattere il Debito con la Spesa Produttiva

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    Martedì, Ottobre 23th / 2012  – di Sergio Basile – Joseph Stiglitz / Paul Krugman / Austerity / Predatory lending / Buffet Rule / Pretesto della recessione / Deficit Spending / Unione europea / Surplus / Eurozona / Economia / Finzanza / Premio Nobel per l'economia / Politiche di austerity / Debito pubblico / Controinformazione / Qui […]

    Vignette su Maometto – Bene la libertà di stampa, ma non prestiamo il fianco agli avvoltoi del Nuovo Ordine Mondiale

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    Venerdì, Settembre  21st/ 2012 –  di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Europa / Francia / Parigi /  Religione / Islam / Cristianesimo / Maometto / Profeta / Islamici / Musulmani / Stampa / Cinema / Libertà di espressione / Al Qaeda / Satira / Settimanale francese / Charlie Hebdo / Vignette / Scandalo […]

    Europa in fermento: qualcosa finalmente si smuove

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    Giovedì,  Luglio 12th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Germania / Finlandia / Olanda / Romania / Euro / Crisi economica / Esm / fiscal compact / Andreas Vosskule /  Jyrki Katainen / agenzie rating / Badescu / Usl / referendum popolare / malcontento / Fmi / Venti nuovi in Europa: […]

    La Campagna Propagandistica dei Padroni d’Europa

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    Venerdì,  Giugno 29th / 2012 – di Silvia Laporta – Unione Europea / Bruxelles / Mes / Fiscal Compact / Viviana Reding / Federazione degli Stati Uniti / Stati Uniti d'Europa / Commissione Europea / debito pubblico / bond / Italia / dittatura / Unione Economica e monetaria Europea / Bce / Piigs / Gendarmeria Europea  […]

    Quale Europa vogliamo?

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    Mercoledì, Giugno 27th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Unione Europea / Europa / Roma / Stati Uniti d’Europa / Chiesa / Cristianesimo / Cristianità / Radici cristiane europee / Unità politica / Spiritualità / Educazione / Storia / Tradizione / Civiltà / Persona / Società / Bioetica […]

    Euro-Casta: Quello che i TG tacciono

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    Mercoledì, Giugno 27th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Commissione Europea / Bruxelles / Economia / Stipendi gonfiati / CorrierEconomia / Paradisi fiscali / Agevolezioni fiscali / Cittadini / Euroburocrazia / Sindacati / Giornalisti / Dati stipendi / Api / Ferruccio de Bortoli / Ivo Caizzi / Manuel Barroso / […]

    Pura propaganda – Chi vorrebbe i Deleteri “Stati Uniti d’Europa”?

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    Martedì, Giugno 26th / 2012 – di Silvia Laporta – Italia / Unione europea / Falsa Propaganda / Accentramento / Forum / Università Gregoriana / Coldiretti / Cisl / Confartigianato / Compagnia delle Opere / Stati Uniti d'Europa / Raffaele Bonanni / Grande Fratello / Propaganda mediatica / Appello ai lettori di Qui Europa  / […]

    Stati Uniti d’Europa: Verso un Nuovo Regime Liberticida

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    Lunedi,  Giugno 25th / 2012 – di Silvia Laporta – Commissione Europea / dittatura / rapporto commissione europea / ministro degli Esteri Europei / Superstato Ue / Presidente del Consiglio Europeo / Governo Europeo / crisi / Italia / Francia /  Belgio / Danimarca / Lussemburgo / Spagna / Paesi Bassi / Svezia / Londra / […]

    Accentramento! – Draghi e Barroso spingono per gli “Stati Uniti d’Europa”

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    Venerdì, Giugno 1st / 2012  – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Bce / MarioDraghi / Audizione / Commissione europea / José Manuel Barroso / Fantasia / Angela Merkel / Debtocracy / Eurobond / Speculazione / Qui Europa / Europa / Controinformazione / Sergio Basile / Olanda / Stati Uniti d'Europa / Piano […]

    Lavoro – Giovani: i dimenticati d’Europa

    Lavoro – Giovani: i dimenticati d’Europa

    Martedì, Aprile 10th / 2012 – di Franco De Domenico – Europa / Italia / Economia / Crisi / Disoccupazione / Disoccupazione giovanile / Roosvelt / Europeo / Unione politica / Commissione europea / Westerwelle / Unità europea     Ti mando a non–lavorare! Giovane e disoccupato: ecco l’individuo dimenticato in Europa   "Non è un paese per […]

     

  • Epilogo Euro: la fine della moneta unica  è solo rimandata!

    Epilogo Euro: la fine della moneta unica è solo rimandata!

    Giovedì, 23 agosto / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Europa / Italia / Spagna / Germania / Roma / Moneta unica / satanismo / simbologia     

    Epilogo Euro: la fine della moneta unica

    è solo rimandata!

    La moneta della "Bestia" nata per distruggre l'Europa?

    L'analisi di "Qui Europa" sulle teorie complottiste

     

    di Maria Laura Barbuto

    Roma, Berlino, Strasburgo, Francoforte – In questi ultimi scampoli di Agosto, in Europa si è tornati a parlare insistentemente e per ovvi motivi, dell’Euro, della crisi e del ripristino “delle vecchie tradizioni monetarie”: anche se la profezia relativa alla fine della moneta unica europea non ha trovato fondamento concreto nell'estate 2012 – per come avevamo in parte previsto, e per come avevano previsto diversi accreditati osservatori europei e premi Nobel – è anche vero che, probabilmente, essi hanno sbagliato di poco. Smentita, ma solo per il momento, la previsione, il "temuto pericolo" (o l'auspicata liberazione) – tuttavia – non è ancora passato, anzi! Ormai siamo nel pieno della crisi ed ogni minimo miglioramento della drammatica situazione finanziaria europea, purtroppo, non assume il significato di superamento dei problemi legati all’economia. Agosto sarebbe stato il mese più caldo anche per l’euro, in quanto le previsioni parlavano di un crollo definitivo della moneta e delle Borse e di un’impennata dello spread (dello strategico e subdolo spread) che avrebbe toccato quota 700: non è successo, ma il tracollo pare sia solo rimandato. Ma in questi ultimi scampoli di agosto, il declino dell'Europa, sempre più affossata dall'euro e dai suoi accidenti, si sta tingendo anche di "funeste fantasie" o "terribili verità" (dipende sempre dai punti di vista) innescate da divagazioni sul tema "euro" di un esercito di studiosi, cosiddetti "complottisti", e non solo. 

      Digressioni sulla natura occulta dell'euro  

    Fantasie, che tuttavia, a ben vedere presentano curiosi e sconcertanti indizi. Che l’Euro fosse nato per distruggere le monete nazionali e per sovvertire la sovranità nazionale degli stati è ormai storia assodata e largamente condivisa. Ma a sostenere, invece, che esso sarebbe potuto diventare una trappola mortale per l'intero Vecchio Continente, davvero pochi erano pronti a scommetterci. Certo, fermandoci per un momento ad ascoltare le supposizioni di molti complottisti, ed analizzando la grafica impressa sulle monete emergono particolari davvero inquietanti. Simboli spudoratamente massonici e mondialisti, come noto, si sono sprecati sul dollaro Usa: il dollaro è il capolavoro massonico per eccellenza, con le sue inequivocabili frasi (es.: "novus ordo seclorum"), la piramide tronca in bella vista e l'occhio onnivegente luciferiano. Perchè dunque precludere questa possibilità per la moneta unica europea?

     Quegli strani disegni sull'euro: il marchio del diavolo?  

    Allora, senza voler trasformarci in "improbabili complottisti della Domenica", ma fermandoci per un momento soltanto ad ascoltare ed esaminare le prove delle cosiddette tesi complottiste, forse molti tra noi potranno finire per concordare con quanti sostengono che gli strani simboli impressi sull'euro non siano casuali, ma che in realtà rivelino la natura occulta dell'euro stesso. Certo, la grafica della moneta unica é stata pensata, ponderata e valutata chissà quante volte prima di essere imposta. Pertanto risulta difficile pensare che i disegni sull'euro siano casuali o che siano semplici decori grafici. In tal senso molti cosiddetti "complottisti" e molti accreditati studiosi di numismatica vedono nelle 6 stelle, nelle 6 linee e – di nuovo – nelle 6 stelle unite tra loro, da un'unica linea retta, il simbolo biblico della bestia "666". Sarà un caso? Chissà. Ma non è finita! accanto a questa curiosa combinazione geometrica vi sono altri due simboli che ci lasciano perplessi: in alto, la penisola scandinava assumerebbe una curiosa simbologia fallica (ricordiamo, in tal senso, come proprio il culto del fallo sia uno dei tre principali culti massonici) mentre al centro della moneta, spostato a destra, si può notare uno strano simbolo a forma di numero "4". Secondo molti esperti di antiche scritture, esso non sarebbe altro che l'espressione dello stesso numero "666" scritto in sanscrito. Dunque euro e dollaro sarebbero legati da sottili significati esoterici, che aprirebbero ad altre sconcertanti  riflessioni.

     L'insostenibile leggerezza dell'essere 

    Ma, mettendo per un momento da parte esoterismo ed occultismo, e tornando all'economia, all'Eurozona e ai danni "pratici" dell'euro sulle finanze e sulla stabilità delle nazioni europee, come ormai noto, è assodato come l’Italia (tra le vittime sacrificali predilette dell'Euro-gabbia) sia nel mirino degli speculatori a causa proprio del suo "debito gonfiato". Un debito indotto favorito ed alimentato dall'euro stesso e dal Sistema target 2: sistema di regolamentazione interbancaria ed internazionale (interno all'Eurozona) nato proprio per supportare l'euro, nel 2007, sulle ceneri del precedente "Sistema Target". Prova, questa, che la crisi non sia affatto né arginata, né casuale. Ma bensì voluta ed indotta da oscuri burattinai, con un fine ben preciso, quello di creare un unico superstato europeo, egemone e totalitario (Vedi MES). Ma in molti si ostinano ancora a non capire. Assistiamo ancora al triste spettacolo di una parte dell'Italia (credulona), che continua a far finta di non comprendere, e che continua a considerare “veritiere e soddisfacenti” le parole del professor Mario Monti che – imperterrito – continua ad affermare, con una disarmante leggerezza, di aver "voltato le spalle alla crisi”. E come dargli torto? Lui, il Buon Mario, le spalle le ha voltate davvero, ma al nostro "Paese della crisi": del quale risulta essere uno dei maggiori responsabili. Probabilmente, nel prossimo caldo autunno, in Europa a muovere le pedine dello scacchiere e ad alimentare questa danza macabra dinnanzi alla "vittima sacrificale Italia", sarà la Germania che potrebbe dare all’Ex-Bel Paese la cosiddetta “botta di grazia”, imponendo un rigore autunnale ancora più austero che – come più volte abbiamo sottolineato noi di Qui Europa – non farebbe altro che peggiorare la situazione. E tutto per difendere il solito crudele, pagano e vorace dio euro.

     L'irrefrenabile disgregazione dell'Europa  

    Intanto, all’interno dei confini nazionali di ogni singolo Paese, si fanno progetti per mettere eventuali toppe ad una bandiera europea ormai logora, qualora gli ipotetici e fasulli piani europei di "rinascita" non dovessero andare a buon fine e la crisi avesse, così,  la meglio sulle tasche e sul sangue dei cittadini del Vecchio Continente. Vedi caso Finlandia. Tra le soluzioni possibili, per molti paesi potrebbero esserci allora, in previsione, l’abbandono della moneta unica ed il rispristino di una propria moneta nazionale: beh, se l’euro è nato con l’obiettivo di raggiungere e stabilire un’unità politica equa, indolore ed armoniosa, oggi possiamo dire a gran voce che la missione è totalmente fallita. L’unico “traguardo” che si potrebbe raggiungere è, dunque, l’ulteriore disgregazione di un’Europa già in contrasto ed in difficoltà. La fine – per ora solo ipotizzata – della moneta unica potrebbe diventare, quindi, una vera e propria scommessa. C’è chi crede che rivedrà la lira, c’è chi ne avrà solo nostalgia e continuerà ad averne; o chi, ancora, crede nell’euro e sostiene che possiamo farcela da soli, perché la nostra situazione è diversa da quella della Spagna o della Grecia. Ma chi confida in ciò , evidentemente dimentica che ad alimentare la "crisi indotta"  – come abbondantemente dimostrato da "Qui Europa" dall'avvio della disastrosa disavventura del governo Monti – non sono fantomatiche, ipotetiche o comunque secondarie bolle immobiliari, ma è ben altro! Ma si sa: le parole se le porta via il vento e  l’unico vento che continua a soffiare è quello della "crisi pilotata". Quello della speculazione. Un ottimo e provvidenziale vento per i lauti introiti delle banche: nazionali ed estere.

     Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo per salvare il dio-euro

    Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo per salvare il dio-euro

    Mercoledì, Luglio 18th /  2012 

    – Dossier-Inchiesta, di Vincenzo Folino e Sergio Basile  –

    Eurozona / Italia / Ingresso nella zona euro / Romano Prodi / Goldman Sachs / Moneta unica / Roberta Angelilli / Unione monetaria / Crisi economica / Vicepresidente parlamento europeo /  Euro / Bilderberg Club / Commissione Trilaterale / SME / IRI / Britannia / Prvatizzazioni / Mario Draghi / Mario Monti / Eurogabbia / Disinformazione dei media / Contro informazione  / Statio Uniti d'Europa / Accentramento / Svendita del patrimonio nazionale / 20 miliardi di euro all'anno  / progetto Mondialista / Jim O'Neill / Sergio Basile / Vincenzo Folino / Qui Europa / Europa / Sistema Target 2 / Paul Krugman / Quadrio Curzio  / Trattato di Lisbona / Art. 123 / SEBC / Bce / Piano mondialista / Riserva aurea italiana  

    Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo

    per salvare il dio-euro

    Secondo l’europarlamentare Angelilli, è tutta colpa di

    Prodi. In effetti non ha tutti i torti!

    ll ruolo del Trio delle Meraviglie – Prodi, Draghi, Monti –

    nell'Euro-disastro

    Roma – Ieri, ne il "Secolo d'Italia", ha fatto molto discutere l'intervista ad uno dei 14 vicepresidenti del Parlamento europeo, l'europarlamentare Roberta Angelilli, in merito allo "stato di salute" in cui versa la nostra moneta, l'euro. E' già dal mese di giugno che nel nostro paese si è riaperto uno di quelli che potrebbe essere tra i temi più caldi dell'estate: euro sì, euro no. All'intensificarsi del dibattito  hanno contribuito anche le esternazioni dell'ex premier Silvio Berlusconi, il quale ha affermato, in sostanza, la possibilità per l'Italia di uscire dall'euro e tornare alla Lira ("non credo sia una bestemmia" ha detto). Ma è da oltre 8 mesi che alcuni eurodeputati euro-scettici vedono nel ritorno alla lira l'unica via di salvezza. Vedi Magdi Cristiano Allam; come pure molti economisti e Premi Nobel, come Paul Krugman.

     Un euro a due velocità? 

    A queste esternazioni hanno fatto seguito le voci provenienti dall'altra parte della barricata, con Romano Prodi in testa, secondo cui abbandonare l'euro sarebbe una follia. Polemiche che fanno seguito all'evidente constatazione (che aggiungiamo essere "piuttosto tardiva", ma giusto per voler essere educati), della presenza, per così dire, di due euro: un super-euro dei paesi "forti e virtuosi", trainato dalla Germania; ed un euro-debole, di "serie b", che caratterizza i paesi dell'area mediterranea. Intervistata intorno a questi temi, l'europarlamentare Roberta Angelilli, ha concentrato la sua argomentazione sul ruolo giocato in quegli anni decisivi (gli anni del TUE e dell'Unione Monetaria), da Romano Prodi, all'epoca premier ed anche commissario europeo.

       Prodi e la Marginalizzazione dell'Italia   

    A riguardo la Angelilli ha parlato di "scelte anti-italiane", accusando Prodi di essere stato tra i maggiori responsabili della marginalizzazione dell'area mediterranea, di non essersi battuto abbastanza sul tasso di cambio lira/euro, "sfavorevole per noi", di aver giocato come se fosse un "nemico dell'Italia", e di averlo fatto in momenti decisivi. Altro "errore fatale" dell'euroentusiasta Romano Prodi, fu quello – dichiara – di non aver contrastato l'egemonia ed il rafforzarsi del "direttorio franco-tedesco: infatti i due paesi hanno goduto di "mille eccezioni rispetto alle regole del Patto di Stabilità". Insomma, gli anni del governo Prodi ci lascierebbero un bilancio catastrofico

       Prodi – Chiacchiere da accentratore  

    ovviante il professore non la vedrebbe così! Dalle sue ultime interviste, conferenze ed articoli (tra cui gli ultimi pubblicati si "Famiglia Cristiana"), emerge infatti che, se gli ponessimo domande di questo genere: come mai l'Eurozona è la vittima numero uno della crisi? Cos'è che ha fatto dell'Europa Meridionale il capro-espiatorio? La risposta di Prodi (ed è lui stesso a dirlo), sarebbe "estremamente semplice". Secondo lui il punto fondamentale è che "l'Europa è divisa", è diventata la principale vittima della crisi a causa della frammentazione che la caratterizza. Egli sostiene che, insieme e parallelamente all'Unione Monetaria, si sarebbero anche dovute prevedere delle “azioni comuni” in campo economico, mentre ciò non è avvenuto; a suo avviso si è risentito della mancanza di un'autorità che controllasse i conti ed i bilanci, e per questo spinge nella prospettiva di creare un “Tesoro europeo”, che si occupi proprio di svolgere tali funzioni (sarà, ma questa proposta – come dimostrato più volte – oltre a non convincerci per nulla, sarebbe una mossa di autolesionismo senza remissione e ritorno). A questi elementi ne aggiunge altri, come il fatto che i tedeschi hanno ristrutturato la loro economia, ottenendo dei grandi vantaggi, che hanno creato un "distacco reale" con gli altri paesi. Conclusione completamente falsa ed errata perchè il vantaggio per i tedeschi è stato creato – come dimostrato – a tavolino  e proprio nel 2007, quando il caro Prodi dominava la scena, con il SISTEMA TARGET 2 dei pagamenti transnazionali. (vedi articoli correlati)

       Euro: l'alibi per la nascita di un Super-Stato Ue 

    Ma a ben vedere, ed esaminando con un briciolo in più di onestà intellettuale le reali ragioni della crisi – come la redazione di "Qui Europa" ha fatto fin dall'inizio della sua fondazione – vediamo come quelle di Romano Prodi siano in fondo vuote chiacchiere da accentratore: il vero obiettivo degli europeisti più intransigenti e miopi – legato all'instabilità dell'euro – infatti,  sarebbe quello di avere un buon alibi per l'accentamento dei pieni poteri (un tempo prerogative degli stati membri) nelle mani di un unico ed egemonico super-stato europeo: gli Stati Uniti d'Europa. Progetto "mondialista" che evidentemente, come dimostrato in più sedi, fu concepito in tempi non sospetti e da lungo tempo, in esclusivi ed élitari club: club cari da decenni alla tecnocrazia ed allo stesso Romano Prodi. 

      Il Trio delle Meraviglie e la Fine del Sogno Italia 

    Si proprio lui, il nostro carissimo "europeista Prodi", affezionato frequentatore – tra l'altro –  del Bilderberg Club, (assieme agli amici Mario Monti e Mario Draghi) nonchè (curiosamente) "ex" uomo di fiducia di Goldman Sachs  (vedi sempre Mario Monti e Mario draghi) e privatizzatore a buon mercato (IRI, SME e Cirio-Bertolli-De Rica): vedi – tanto per cambiare, e 2 più 2 fa quattro – Mario Monti e Mario Draghi. Il primo (che dopo aver distrutto, svenduto e mandato in recessione la "ricca Italia", ora vorrebbe – per comlare un debito illegale creato in maniera fittizia (ingerenze del rating, sistema TARGET 2, Art. 123 del Trattato di Lisbona)  inestinguibile e che si auto-alimenta – svendere 20 miliardi l'anno di beni pubblici rientranti nel patrimonio immobiliare "storico" italiano e magari scendere la nostra riserva aurea – la terza del mondo – per finanziare il dittatoriale MES).

      I Capolavori di Mario Draghi  

    E poi c'è l'europeista Mario Draghi: tra i principali artefici di un piano di privatizzazione nazionale senza precedenti (avviatosi segretamente sul piroscafo della Regina Elisabetta – "Britannia" – nel 1992 a Largo di Civitavecchia) e poi – da capo della Bce – sordo ed inerte attore di un mancato salvataggio dell'Eurozona. Mario Draghi, come molti ignorano (a causa ad una vergognosa e dilagante disinformazione di TV giornali) prima dell'ingresso sulla scena di Monti e del "golpe tecnico" ai danni della democrazia, si rifiutò di intervenire in favore dell'Eurozona, mantenendo volutamente chiusi i rubinetti della BCE. Malgrado l'art. 11 del SEBC (Sistema Europea delle Banche Centrali) prevesse in casi urgenti interventi simili (vedi protocollo SMP ). Il signor Mario Draghi, cioè, pur potendo intervenire personalmente (con le illimitate disponibilità della Banca Centrale Europea) nell'acquisto dei titoli italiani del debito pubblico, non fece assolutamente nulla, contribuendo in maniera sostanziale ad esporre l'Italia (la "sua Italia") alle grinfie della speculazione internazionale sul debito pubblico: cosa che come noto ha innescato una spirale diabolica di debito, tassazione, recessione e privatizzazioni. Ciò lo fece pronunziando 3 celeberrimi "No": "No, No, No!". Emulo della "collega liberista" Margaret Thatcher. Prima, tuttavia, contribuì ad accelerare – con ingerenza gravissima – la caduta del governo Berlusconi (vedi "antidemocratica" letterina BCE a Napolitano) favorendo – complice lo stesso Napolitano – la salita al trono del professor Monti: divenuto nel giro di poche ore da "semplice" uomo di fiducia di banche d'affari e club-loggia mondialisti – gran parte dei quali segretissimi ed occulti –  a senatore a vita e leader del governo italiano. Nonchè autorevole membro di punta (per l'intera Europa) della Commissione Trilaterale (poi dimessosi per tentare – invano – di salvare la faccia). 

     Gli "amici" di Goldman Sachs "salvano" l'Europa   

    Ma c'è di più! Jim O'Neill,  presidente di Goldman Sachs Asset Management, in tempi non sospetti dettò 3 punti per "salvare l'Europa": 1) l’Europa deve parlare con voce unica nei summit internazionali (non 27 voci – troppo rischioso – ma una) e al G8: magari utilizzando uomini di fiducia come lo stesso Monti 2) creare gli Eurobond, (cioè altri debiti mascherati per i cittadini dell'Eurozona): interessante è il piano di Prodi-Goldman per gli Eurobond 3) Attivare il Fondo Salva-Stati (e magari renderlo permanente: vedi ESM o MES) proteso – inoltre – ad aiutare le "povere banche europee", e non – badate bene – gli schiavi Piigs, le imprese alla canna del gas e le famiglie degli stati dell'Eurozona. Il piano è stato ovviamente avallato da tutti e tre i nostri patriottici eroi, e poi controfirmato anche da un economista di nota fama: Quadrio Curzio.

      Italia – Tentacoli sulla riserva aurea  

    Vediamo ora l'altro problema risolto dal magnifico trio. Come si partecipa al capitale del MES, visto che la maggioranza degli Stati Piigs sono in grave recessionerisposta: si compartecipa in quote (ovviamente con soldi pubblici statali) e poi "magari" si  versano le riserve auree del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC). E se non basta si procede con la sottoscrizione di obbligazioni e azioni stimate a "valori reali" e non a prezzi di mercato! Tanto a decidere sono in fondo uomini ("ex") di Goldman Sachs! Ma chi ci garantisce – tra l'altro – da un altro mega-pacco di Romano Prodi, come quello dell'IRI e della SME?  Goldman Sachs?  La Banca che ha contribuito a far svendere (gettandone a terra le valutazioni) già una grossa fetta di patrimonio italiano: vedi caso di "Credito Italiano". Ecco, dunque, cosè l'Eurogabbia: un luogo di perdizione: nonché un mezzo proteso a creare debito, dipendenza e precariatà per sempre; schiavizzare i cittadini al dio euro  – con l'alibi della crisi "indotta" –  ed infine privare gli Stati della sovranità e – già che ci siamo – delle riserve auree: e l'Italia, come detto, ha l'ambitissima terza riserva aurea del mondo!  

      Prodi, Monti, Draghi e il piano Mondial-liberista  

    Dopo la svendita del Patromonio immobiliare italiano (per 20 miliardi l'anno: annunciato nelle ultime ore da Monti ne Grilli) sarà la volta magari della svendita di Enel, Eni e Finmeccanica (già girano voci)! Insomma è la realizzazione pratica del "Progetto Britannia" di cui sopra, delle macchinazioni Goldman Sachs e dei progetti mondialisti Bilderberg e Trilateral. E quando i beni saranno tutti svenduti (invano!)  chi o cosa svenderanno ancora, per salvare il dio euro?

    Vincenzo Folino, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Euro: non è nato sotto una buona stella,  e si è visto…

    Euro: non è nato sotto una buona stella, e si è visto…

    Mercoledì, Giugno 20th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Europa / Roma / Francoforte / Bruxelles / Euro / Lira / Moneta Unica / Unione Monetaria / Unione politica / Maastricht / Tangentopoli / Spot euro / Euroscettici / Giulio Andreotti / Gianni de Michelis / Guido Carli / Pierre Beregovoy / Paolo Villaggio / Mario Giordano /

    Euro: non è nato sotto una buona stella,

    e si è visto…

    Qualcuno lo aveva previsto ed è stato definito

    euroscettico.

    Interessante ricostruzione di Mario Giordano, che

    analizza la moneta senza storia.

    Storia di una moneta nata sotto una funesta stella

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Bruxelles, Francoforte – Stamattina, la penna del noto giornalista Mario Giordano – da "Il Grillo Parlante" su "Anna" – ha stimolato riflessioni importanti sul percorso intrapreso dalla moneta unica, dalla sua nascita alla sua – oseremmo dire – morte. La mponeta unica europea, come ricorda lo scrittore, non è nata di certo sotto una buona stella: il tentativo di creare l’unione politica, passando per quella monetaria, non si è trasformato in un traguardo ma in una strada tortuosa, sanguinosa e difficile. Una sorta di percorso ad ostacoli senza fine in cui, ad ogni passo, l’ostacolo successivo è sempre più difficile da superare. Lo sanno bene i Greci, gli Spagnoli, i Ciprioti, i Portoghesi, gli Irlamdesi e – ovviamente – anche gli stessi Italiani, molti dei quali nostalgici della cara e vecchia lira. Già, l’euro non ha una storia, non è rappresentativo di una cultura, non raffigura i grandi uomini europei del passato: è una moneta creata ad hoc con l’obiettivo – si pensava facile – di garantire l’unione politica tra i paesi dell’Unione Europea o – peggio – di creare un antistorico e liberticida superstato Ue. Obiettivo mancato!

     Un destino curiosamente e funestamente segnato 

    Nella sua lucida analisi, Giordano ha ricordato che il destino dell’euro è come se fosse stato scritto sin dalla formulazione dell’idea della sua nascita: “basti pensare che nella lista dei ministri presenti a Maastricht nel dicembre del 1991, figuravano i nomi di Giulio Andreotti, poco dopo accusato di essere legato alla mafia, di Gianni de Michelis sul capo del quale cadde come un macigno “Tangentopoli” , Guido Carli morto l’anno dopo – e responsabile, è bene ricordarlo, come noi di "Qui Europa" abbiamo più volte riportato, della privatizzazione della Banca d'Italia e conseguente perdita della nostra sovranità monetaria, d'intesa con Giuliano Amato – e Pierre Beregovoy, di lì a poco, suicida”. Che sia stata una casualità o meno, sembrava davvero una profezia.

     Un destino curiosamente e funestamente segnato 

    Il giornalista ha ricordato anche che lo spot pubblicitario legato all’introduzione della moneta unica ha avuto un testimonial d’eccezione, ovvero Paolo Villaggio, il quale – intervistato sull’euro da alcuni colleghi – ha pensato forse di interpretare il Fantozzi nazionale affermando di non sapere nulla a riguardo. Conoscenze limitate ad uno spot, quindi, come quelle di molti Europei ed Italiani (alcini dei quali "pro-euro" senza sapere neanche perché) che, se dapprima, accoglievano la moneta unica con entusiasmo e come una “novità importante”, oggi rimpiangono la vecchia lira e le altre monete nazionali, per le qualei nutrono profonda nostalgia. Eppure, c’era chi aveva previsto i rischi e le battute d’arresto che avrebbe provocato l’euro: “la fortuna di una moneta dipende dalla fiducia del Paese che la emette”, scrive Giordano , e non a torto! Egli si chiede anche “che tipo di fiducia si potrebbe avere nei confronti di un’Europa divisa” ed – aggiungiamo noi – imbrigliata dalla volontà della Germania, dei lobbisti che satellitano intorno all'Europarlamento ed alla Commissione europea e delle banche.

     Gli "euroscettici" e quel "provvidenziale anacronismo"  

    Chi aveva previsto questa situazione tanti anni fa era stato definito “scettico”, o comunque "fuori dalla storia": allora, forse – ci permettiamo di dire – avremmo dovuto  essere tutti un po’ più scettici e anacronistici.  Ma con la mentre di poi capiamo sempre più – come dimostra lo straordinario successo del balzo del partito greco di Siriza alle ultime elezioni elleniche di Domenica scorsa: +700% rispetto al 2009 – che i veri uomini fuori dalla storia sono gli euroburocrati ed i tecnocrati amici dei banchieri.

     Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)