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  • Popolo ed Esercito uniti contro questi Mascalzoni: l’Appello del Generale Pappalardo

    Popolo ed Esercito uniti contro questi Mascalzoni: l’Appello del Generale Pappalardo

    Sabato, Agosto 10th/ 2013

    – Comunicato – di Antonio Pappalardo, Ex Generale dei Carabinieri – 

    –  Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" –

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    L'appello di Antonio Pappalardo, ex

    Generale dei Carabinieri

    "Uniamoci per costruire il bene dell'Italia,

    facciamolo per i nostri figli"

    La denuncia gridata di un'Italia alla deriva e la

    condanna dei media di regime

     

    Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di "Qui Europa"

    Comunicato – di Antonio Pappalardo, Ex Generale dei Carabinieri

    Generale Pappalardo

     L'Appello del Generale Pappalardo                                                                      

    Roma – Quando gli amici agricoltori mi hanno avvicinato io mi sono meravigliato. Ho fatto il sindacalista dei carabinieri, dei poliziotti ed i militari: perché state chiamando me? E loro mi hanno risposto semplicemente “perchè gli Epifani e tutti questi signori della Cgil, della Cisl e della Uil sono dei traditori. Non hanno mai e poi mai tutelato gli interessi dei lavoratori. Sono andati alla camera… chi è diventato presidente della camera, chi è diventato presidente del senato, chi è diventato sindaco di Roma". Io no, io, io sono come voi dopo che ho difeso i carabinieri. Essi possono testimoniare quello che ho fatto per loro, io sono rimasto in mezzo a voi senza aver mai chiesto nulla per la mia persona. Allora ho detto “mi volete in mezzo a voi? State attenti perché io non accetto compromessi con questo sciagurato sistema politico. Sono per lo più ladri inesperti, incapaci e mascalzoni.

     Li Conosco uno per uno…                                                                                       

    E lo posso dire perchè li conosco uno per uno. Li ho visti in faccia e gliel’ho detto direttamente perchè io non glielo dico tramite un’assemblea, io glielo dico in faccia. L’altro giorno ho visto Di Pietro e gli ho detto “anche tu rubi”. Gliel’ho detto in faccia perchè rubano tutti e il popolo paga. Ogni giorno vengono svuotate le loro tasche, continuamente. Quando hanno introdotto l’euro ci hanno detto “lo dobbiamo fare perchè la lira si svaluta continuamente, facciamo manovre finanziarie e abbiamo un grosso debito pubblico” e ci hanno dimezzato stipendi e pensioni. 

    Generale Pappalardo

     Mascalzoni!                                                                                                                   

    "Però un giorno non ci saranno più manovre finanziarie, un giorno non ci sarà più il debito pubblico"! Mascalzoni! Ne stanno facendo una dietro l’altra e ci troviamo con stipendi e pensioni dimezzate. Come facciamo ad affrontare manovre di questo genere? L’altro giorno ci hanno fatto vedere i black bloc. In televisione dalle 6 di mattino fino a mezzanotte rompevano, spaccavano. Io mi sono meravigliato. Ho chiesto al mio amico “ma quando tu sei andato con i trattori a Roma la televisione è venuta a riprendervi"? Quando i pensionati in 400 mila sono andati a Roma qualcuno li ha ripresi? Allora i picciotti che spaccano che fanno? Hanno torto? Perchè se non spaccano nessuno li riprende. Però vengono reputati disgraziati, violenti ed hanno spaccato, hanno distrutto.

     Semplici picciotti, pensionati  e 2000 miliardi di euro                                   

    Quanti danni hanno causato questi ragazzi? Un milione di euro. E i Greci che per tre giorni hanno fermato il loro Paese, quanti danni hanno causato? 10 miliardi di euro. E i banchieri che si sono fottuti i nostri soldi lo sapete quanti soldi si sono presi? 2000 miliardi di euro. Facciamo i conti per vedere chi è il vero responsabile di questa tragedia umana che vede una intera comunità mondiale allo sbando.

    Islanda - EFTA - Banche

     Il Paradigma Islandese – Banchieri in Carcere                                                 

    In Islanda è successo 10 anni fa quel che è capitato in tutto il mondo. I banchieri sono andati in fallimento e hanno chiesto i soldi allo stato. Lo stato ha fatto una cosa molto sempliceli ha arrestati tutti e poi ha dato i soldi ai cittadini per riprendersi. L’Islanda dopo 10 anni si è ripresa totalmente. 

     La Vergogna USA e UE – Soldi tolti ai poveri e dati alle banche                  

    Cosa hanno fatto, invece, negli Stati Uniti e negli stati europei? Hanno tolto i soldi a noi e li hanno dati alle banche. Con quale risultato? Che continuano a fare manovre perchè più soldi prendono e più se ne mettono in tasca. Questa è la nostra disgrazia. E poi dicono che i giovani alzano le mani. Ma ci vogliamo mettere nei panni di questi giovani? Che futuro hanno questi giovani? Avranno una pensione? Avranno un lavoro? Avranno un futuro? Avranno una speranza? Non avranno niente… e quindi che devono fare? Ci devono guardare in faccia mentre noi li stiamo completamente denudando. Gli stiamo consegnando un pianeta devastato e senza nulla e poi pretendiamo che se ne stiano con le mani in mano?

    Generale Pappalardo

     Spegniamo le TV e Restiamo Uniti                                                                       

    Noi agricoltori ce ne stiamo con le mani in mano. Andiamo in piazza e alla fine memmeno ci riprendono in tv. Chi ha torto? Hanno torto questi giovani o questi mascalzoni che dall’alto fanno quello che vogliono? Signori non vi fate ingannare dalla televisione. Aprite gli occhi cari amici. Questa televisione è devastante. Mandano le immagini che vogliono mandare per gettare veleno e creare contrasti fra il popolo. Il popolo deve restare unito e non farsi ingannare.

    Suicidi in Italia - La Denuncia shock dei Carabinieri

     Quand'ero Presidente del Cocer                                                                            

    Quando io nel 1989 sono diventato presidente del Cocer e i carabinieri ne sono testimoni: io ho fatto un documento sullo stato del morale e del benessere dei carabinieri. Vidi che stavano male, stavano malissimo. Venivano pagati male, malissimo. Non avevo soldi. Pensate che un carabiniere al cinque di ogni mese doveva mandare la moglie a casa perchè non la riusciva a mantenerla. Non arrivava alla fine del mese. Mandava la moglie a casa perchè lui andava in caserma e mangiava ma la moglie non poteva mangiare. Era un disastro. E il potere politico trangugiò male perchè disse “adesso si lamentano pure i carabinieri?”. Se li trattate male è ovvio che si lamentino. Dopo ne feci un altro di documento: lo stato del morale del benessere dei cittadini in cui dissi “guardate che i carabinieri stanno male perchè stanno male i cittadini”.

     Mi Accusarono di essere un Golpista                                                                   

    Mi hanno accusato di essere un golpista perchè ho cercato di mettere i carabinieri e il popolo insieme. Quella è una operazione brutta, cari amici. Mettere i carabinieri, i poliziotti e i militari assieme al popolo che soffre è un colpo di stato. Me ne hanno dette di tutti i colori. Mi hanno messo sui giornali. Io sono andato al procuratore militare e ho detto “mi dicono che sono golpista, che cosa ho fatto?” e il procuratore mi ha detto “ma lei che cosa vuole da me? Ma lei crede a questi buffoni? Lei sta facendo il sindacalista, continui a difendere i carabinieri onorevolmente come ha sempre fatto.” Golpista? E io dove avevo le truppe? Dove avevo i carri armati? Signori, io avevo solamente 22 delegati, come avrei fatto ad innescare un colpo di stato con 22 delegati? Cialtroni! Perchè avevo detto loro una grande verità.

    Generale Pappalardo

     Esercito e Popolo uniti! – Questi mascalzoni scapperebbero subito!       

    Mettete assieme le forze armate e le forze dell’ordine con il popolo che soffre e vedrete che questi scapperanno. Nelle scorse settimane è arrivato un comunicato stampa del Cocer, cioè dei Carabinieri. Ha attaccato duramente il governo, gliene ha detto di tutti i colori. Berlusconi di fronte ad un milione e mezzo di operai della CGIL che sono venuti a Roma ha cominciato a tremare. Perchè se si muovo i carabinieri Berlusconi se la fa addosso: questo perchè non ne possono più nemmeno loro di essere presi in giro da persone che non mantengono le loro promesse. Perchè i Carabineri sono preziosi? L’abbiamo visto. Quando c’era da raccontare la verità sulle quote latte i Carabinieri mica si son fatti mettere il cappuccio in testa dai politici o da certi magistrati! Hanno accertato la verità senza guardare in faccia nessuno.Voi dovete sapere che quando il terrorismo imperversava, i politici spaventati a morte perchè sparavano nel loro sedere hanno inventato i ROS.(…) Dopo aver preso i terroristi han preso anche i politici che rubavano insieme ai mafiosi. Allora “oh.. ma che fanno i ROS? Li avevamo fatti per acchiappare i terroristi e adesso arrestano i politici”. Beh, i carabinieri sono fatti cosi. Arrestano i ladri ovunque si trovino, ovunque si annidano. Ce ne hanno dette di tutti i colori, hanno cercato di mettere in difficoltà il ROS. Ma il ROS va avanti perchè i carabinieri da sempre servono il popolo. Hanno sempre servito il popolo.Ed ecco perchè io sono qui. Per creare questo meraviglioso binomio: carabinieri-poliziotti-militari e popolo. Perchè solo se stiamo insieme possiamo vincere una grande battaglia.

    Elezioni-2013-Il-Paese-dei-Porcellum

      Una delle più grandi truffe della Democrazia…                                              

    Il sindaco ha detto una frase che io condivido relativamente: “non bisogna allontanarsi dalla politica”. Bisogna capire cosa vogliamo intendere con questo termine. Se per politica si intende questa classe dirigente io non sono d'accordo, anche per come sono stati eletti. Ma come si fa… un deputato viene messo in testa da 4-5 segretari, e poi chiamato deputato. Lui ci dice “bisogna rispettare la carta costituzionale” ma la carta costituzionale (aggiungiamo, oggi distrutta) dice che “il voto dei cittadini deve essere libero, aperto, diretto”. Ma quale voto? Ma quale libero, aperto e diretto? Hanno detto al popolo “tu metti la croce al simbolo e poi viene eletto chi ha scelto Berlusconi, Bersani & c.”Questa è una delle più grandi truffe della democrazia". Ed ecco perchè dobbiamo far rispettare la Carta Costituzionale. E allora la classe dirigente politica che viene eletta in questa maniera a che serve? Diciamocelo in faccia. Quando i deputati venivano eletti veramente dal popolo una manifestazione così non se la facevano scappare. Io ve lo posso garantire: negli anni 80 quando c’erano le manifestazioni c’erano i deputati in prima fila perchè pensavano “questo è il mio elettorato, ci sono 400 persone, io ci vado”. Oggi non vengono più! Tanto non siete voi ad eleggerli. Li eleggono Bossi & c., perchè devono venire qui a perdere tempo? Ecco perchè questa è una falsa democrazia e non ha nessun significato dire di non allontanarsi dalla politica. Anzi…

    Generale Pappalardo

     Politica? Allontaniamoci per non Prendere la Rogna…                                 

    Da questa politica allontaniamoci perchè sennò ci prendiamo la rogna. Poi mi rivolgo all’abilità dei contadini. Quando c’è una pianta che dovete togliere dal terreno perchè è marcia, è una pianta che non rende più, è una pianta dannosa… voi che fate? La prendete per la chioma? Non si sradica la pianta prendendola dalla chioma. La tagliate? E no.. ci sono le radici sotto terra. Per togliere una pianta bisogna mettersi di piccone e di pala e farci il buco intorno, togliere la terra fino a quando la pianta non l’hai tolta totalmente. 

      Sradichiamoli dalle radici – Il Teorema dell'Agricoltore                                

    Cari amici agricoltori voi conoscete la tecnica per togliere il male, il bubbone, il cancro. C’è un solo modo: mettersi di pala e piccone e toglierla. Solo così vinciamo la grande battaglia. E ricordate che la battaglia è lunga perchè questi, soprattutto in certe zone meridionali dove c’è bisogno, c’è fame e non non c’è lavoro… promettono, danno le molliche, fanno conoscere questi mascalzoni alla gente che non ha pane… per farsi votare.

    Euro-gabbia-e-burattinai

     Recuperiamo la Dignità!  Cacciamoli Via!                                                         

    Non cadete in questa trappola. Cacciateli via, siate dignitosi. Il primo che viene a casa vostra e vi dice “io metto a posto tuo figlio; io metto a posto quella; ti faccio quella sovvenzione”… cacciatelo via. Io ve lo posso dire con grande serenità.. Perchè quando il Capo dello Stato mi ha detto “colonnello, inghiottilo sto rospo e per questa volta stai zitto”.. lo sapete cosa voleva dire questo? “Stai zitto che poi ti facciamo mangiare”. Signori.. io ho risposto al Capo dello Stato “non ho mai inghiottito i rospi, ha capito presidente? Non li ho mai inghiottiti da ufficiale dei carabinieri, non li ho mai inghiottiti da deputato, non lo farò mai perchè ho una dignità!”.

    Generale Pappalardo

     Non inghiottite il rospo!                                                                                           

    Io ve lo posso dire di non inghiottire il rospo, perchè io ho resistito davanti ad un Capo dello Stato. Fatelo cari amici. Se volete che queste bandiere siano sempre sventolanti, che l’Italia sia veramente una grande nazione dovete essere voi ad avere dignità, ad avere coraggio e ad unirvi a questo gruppo di persone che stanno insieme a me. Stiamo sputando sangue per costruire un movimento per il grande bene dell’Italia, per i nostri figli. Viva l’Italia e andiamo avanti tutti insieme.

    Antonio Pappalardo, Ex Generale dei Carabinieri

    (Iniziativa di Libero Confronto – Pensa e Scrivi di Qui Europa")

    P.S.:

    Chi volesse partecipare in maniera diretta al confronto e volesse

    girare comunicati, denunce, scritti e/o articoli personali che giudica

    importanti e/0 comunque riconducibili alle tematiche 

    trattate dall'Osservatorio Nazionale Indipendente sulle Politiche UE

    www.quieuropa.it – può farlo scrivendo alla Redazione all'indirizzo mail

    infounicz.europa@gmail.com

    Saranno pubblicati (nel limite del possibile) e compatibilmente con gli spazi ed i

    tempi della Redazione – (Iniziativa di Libero Confronto "Pensa e Scrivi di Qui Europa")

    La Redazione

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     Articoli in Allegato                                                                                                                        

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  • Viva la Speculazione – Credit Default Swap: Record da Dicembre 2011

    Viva la Speculazione – Credit Default Swap: Record da Dicembre 2011

    Venerdì, Marzo 1st/ 2013

    – di Vincenzo Folino – 

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    Viva la Speculazione – Credit Default Swap:

    Record da Dicembre 2011

    Il Vero successo del "Porcellum" è la "crisi dei mercati":

    una pacchia per gli speculatori

    Speculation - Eurozone - Milan

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Berlino – Siamo ingovernabili! Questo il risultato delle urne, anche se a ben vedere si tratta ormai di una nostra specifica peculiarità piuttosto che di una sorpresa. Comunque, com’era prevedibile, il rischio di ingovernabilità ha portato con sé un brusco calo delle borse europee, riportando in alto le tensioni sull'odiato ed ingannevole spread. O meglio dando adito ai falsari dei mercati a mandare giù la credibilità dell'Italia e – di conseguenza – su i rendimenti dei tassi d'interesse sui titoli pubblici, per la gioia degli speculatori che – in virtù di questo sporco trucco – sono tornati a guadagnare  in pochi secondi quanto un buon padre di famiglia fa in una vita intera.

     Il "Successo del Porcellum" e il Paradiso degli Speculatori  

    Pazzesco! Affonda, dunque, Piazza Affari, che ha bruciato il 4,89%; Londra cede l’1,34%; Francoforte il 2,27%; Parigi il 2,67%; e Madrid il3,2%. Particolarmente preoccupante la caduta di Intesa Sanpaolo (precipitata del 10,4%), tanto da provocare l’intervento della Consob che martedì ha vietato alcune vendite allo scoperto. Insomma, anche se forse non c’è neanche il bisogno di specificarlo, la speculazione è ripresa.

     Credit Default Swaps – Record da Dicembre 2011 

    Milano manda in fumo oltre 17 miliardi e apre la porta all’incubo spread che schizza a quota 344. Mica male come scatto! Per di più l’effetto domino si è subito propagato sul debito pubblico. Così il prezzo dei “credit default swaps” (le assicurazioni contro il fallimento) sull’Italia è salito di 48 punti base a quota 289 punti, segnando il rialzo più forte da dicembre 2011. Da qui le paure strategiche (anzi la scusa) sia in Europa che oltreoceano, per un possibile "contagio", insieme con il timore legato all’incertezza del quadro politico nazionale. La preoccupazione principale, infatti, è quella che l’Italia interrompa la strada intrepresa dal governo Monti delle cosiddette "riforme" (al massacro) sotto il dictat tedesco.

     Il Gioco Tedesco 

    Queste, per esempio, le parole del presidente dell’Europarlamento Martin Schulz, che ha parlato di una situazione “molto difficile per l’Italia e per l’Europa, in cui tutte le forze democratiche devono cercare la strada del dialogo e della collaborazione. Occorre un governo stabile perché quello che succede a Roma ha conseguenze in tutta la Ue”. Nella stessa direzione si possono inquadrare le dichiarazioni del ministro tedesco dell’Economia, Philipe Roesler, il quale si sarebbe “immaginato un risultato migliore per le forze riformiste". Secondo Roesler "Non c’è alternativa alle riforme strutturali già avviate, con il consolidamento del budget e la spinta alla competitività”. Ma questa volta – confessa il ministro – "vogliamo essere positivi, non pessimisti come Bersani!" Allora chiudiamo con le dichiarazioni ottimiste dell'amata Cancelliera Angela Merkel: “Troverete la strada giusta”. In Italia sono già in milioni a fare gli scongiuri.

    Vincenzo Folino (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Mercoledì, 16th Gennaio / 2013

    – di Maria Laura Barbuto –

    Europa / Italia / Crisi / Economia / Banche / Signoraggio bancario / Truffa / Falso in bilancio / Banca d'Italia / Elezioni politiche / Mes / Fiscal Compact / Movimento 5 stelle / Moneta / Euro / Beppe Grillo / Giacinto Auriti / Giulietto Chiesa 

    Signoraggio Bancario – Dopo Auriti il Buio:

    Il silenzio della politica e dei falsi profeti

    Argomento scomodo in vista delle elezioni politiche 

    Anche Giulietto Chiesa è cascato sul signoraggio bancario,

    mentre Grillo cala il sipario su questa truffa legalizzata

     

     di Maria Laura Barbuto

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Roma    Politica, Il Complice Silenzio sul Signoraggio Bancario               

    Roma – “Se gli americani permetteranno alle banche di controllare l’emissione della moneta da essi usata, sia con l’inflazione che con la deflazione, le banche e le corporations che prosperano intorno ad esse esproprieranno la gente a tal punto che i nostri figli si sveglieranno un giorno nullatenenti sul continente conquistato dai nostri padri. Il potere di emettere moneta dovrebbe essere tolto alle banche e restituito alla gente a cui appartiene.  Sinceramente, credo che le istituzioni bancarie che hanno il potere sulla moneta siano più pericolose per la libertà degli eserciti permanenti”.  Le parole pronunciate e le paure espresse dal terzo Presidente degli Usa, nel 1776, Thomas Jefferson, oltre ad essere adattabili perfettamente alla realtà politica ed economica attuale, rappresentano la concretizzazione di un incubo.

     Signoraggio Bancario – Qui casca l'asino!                                                         

    Ebbene sì, in piena dittatura finanziaria c’è chi, ancora oggi, ha il coraggio di negare/sottovalutare/eludere i disastrosi effetti del signoraggio bancario. Nessuno ne parla! L’argomento è di certo scottante e scomodo per le “poltrone politiche”, soprattutto alla vigilia di quella che sarà una "combattuta" (si fa per dire)  campagna elettorale in vista delle elezioni del prossimo febbraio.

     Il Diktat dell'Agenda Europea sulla politica                                                     

    Ormai i giochi delle alleanze sono fatti, anche se nella sostanza i programmi dei cosiddetti partiti sono pressocchè uguali l’uno all’altro: a comandare è sempre la cosiddetta "Agenda Europea", mentre si è aperta la stagione dei confronti politici nei salotti tv. Imu, abolizione dell’Imu, tasse, ripresa economica, crisi ed una fantomatica  crescita, sono i temi più gettonati e i discorsi creati ad hoc per fare presa (e tentare di imbambolare) la popolazione, per accaparrarsi più voti possibili ed incatenarsi a quelle “maledette” (per i cittadini comuni) e “benedette” ( per i politici ) poltrone parlamentari.

     La Denuncia del Prof Auriti contro la Banca d'Italia                                     

    Eppure l'argomento "signoraggio" risulta bandito dalle denunce "strategiche" e di facciata dei nostri impresentabili rappresentanti  che, giocando a scaricabarile, si addossano la colpa della crisi l’uno all’altro, concentrandosi su temi del tutto marginali e fuovianti, al fine di confondere il corpo elettorale.  Esso non è di certo una novità, come rivelato dallo stesso Presidente Jefferson, in tempi non sospetti. Ma non è necessario “teletrasportarsi” in tempi così lontani: già nel 1993, precisamente l’8 marzo, il giurista e politico, Professor Giacinto Auriti ufficializzò la sua teoria sulla moneta, decidendo proprio in quel giorno di denunciare espressamente la Banca d’Italia, allora guidata da Ciampi e Fazio,  per truffa, falso in bilancio, associazione a delinquere, usura ed istigazione al suicidio. Ricordiamo che solo l'anno prima – come detto più volte dall'Osservatorio Qui Europa – la Banca d'Italia veniva di fatto privatizzata in seguito all'emanazione ed appovazione del deceto Carli-Amato, che assegnava il 96% delle azioni dell'istituto centrale alle banche private. Solo il 4% – quota irrisoria – restò nelle mani dello stato attraverso Inps e Inail.

     L'Accusa di Auriti: "Siete dei Delinquenti!"                                                       

    E quando il Presidente della stessa, Antonio Fazio, affermò alla presenza di Auriti di “voler fare un rimprovero al professore per aver insinuato che quelli della Banca d’Italia fossero dei delinquenti”, il docente lo freddò con una risposta secca: “Questo è falso! Io non ho insinuato, ma ho affermato che siete dei delinquenti e se Lei si ritiene offeso, mi denunci per calunnia e se non lo fa vuol dire che quello che ho detto è vero. O devo andare io in galera per calunnia o Lei per truffa. Altrimenti è inutile parlare dello Stato di diritto.” 

     La Coerenza del Grillo Parlante                                                                             

    Ed è proprio così! Come ribadiamo da sempre! Le Banche e i banchieri privati sono i veri burattinai che tirano le fila dell’economia e, alla luce di quanto osserviamo, della stessa politica. Essi ne imprimono l’indirizzo, contribuendo in maniera sostanziale ad impoverire gli ormai già "svuotati" e fiaccati cittadini. E se la politica tutta tace e abbassa il sipario sul signoraggio,  Beppe Grillo forse per recuperare punti e credibilità dopo l'infelice uscita dei giorni scorsi sull'impossibilità (sostenuta dal comico) di ovviare alla piaga del signoraggio bancario – è tornato a parlarne sia pur in maniera piuttosto blanda. La sua resa sul tema era stata considerata da più fronti quale il segno evidente ed inequivocabile della sua resa manifesta e della sua complicità con lo stesso sistema. Dunque in tal senso Grillo sarebbe tornato in maniera obbligata sull’argomento, e comunque dopo un periodo di lunghissimo, voluto e sospetto silenzio.  In festa i seguaci del Movimento 5 Stelle, lo hanno annunciato nei giorni scorsi con entusiasmo sul blog: “Avete visto? Grillo parla ancora di signoraggio! Che credevate?"  Ma i grillini forse scordano il fatto che il comico è da anni che non parla più dell’argomento, neanche sul suo seguitissimo blog, e nel suo programma – quel che conta davvero – non c’è traccia di alcuna strategia in merito all’eliminazione della dittatura finanziaria. A ciò si aggiunge anche il fatto che il Grillo parlante, non abbia proferito alcuna parola sull’istituzione del Mes e sul dittatoriale Fiscal CompactCome mai? Cosa davvero gravissima vista la disastosa situazione in cui versa l'Italia. Dov'è finita la coerenza del "Grillo di Collodi"? Boh!

     Gli Asini Volano                                                                                                          

    In conclusione le domande da porsi sono tante e, come al solito, poche le risposte. C’è ancora chi pensa che la crisi sia reale (e non indotta) e che la nostra ancora di salvezza sia l’Unione Europea. E chi pensa che gli asini volino. Più o meno è la stessa cosa! C'è poi chi sostiene l'ambiguo e fumaiolo Grillo a distanza, razzolando male e predicando in maniera piuttosto ambigua. Vedi il "saggio amico" Giulietto Chiesa – giusto pe fare un esempio – che in due degli ultimi convegni nazionali organizzati da "Qui Europa" sui temi "Crisi dell'Eurozona" e "Signoraggio Bancario" non soltanto ha contraddetto gli altri relatori che denunciavano la gravissima truffa, dinnanzi ad una rappresentanza di ben 10 istituti scolastici (230 studenti), ma ha finanche rivendicato il ruolo dell'euro e – addirittura – minimizzato il problema del signoraggio stesso, sostenendo che non fosse quello il problema che sta dietro della crisi. Mah! Ma come si fa? Perchè? Rispondetevi da soli! Ma – non c'è due senza tre – il baffuto Chiesa, in uno dei suoi attacchi di "catastofismo acuto" ha osato addirittura rilanciare le fallimentari e "smontatissime" tesi del famigerato Club di Roma, spostando l'attenzione – con rara destrezza – dall'eurogabbia a problemi di geopolitica che in effetti con la dittatura reale instauratasi nell'Ue c'entrano come i cavoli a merenda. Insomma, ora più che mai urge aguzzare l'ingegno, azionare il cervello ed evitare di farsi prendere per fessi, in questo mondo di contraddizioni e giochi sottili.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Martedì, Gennaio 8th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – 

    Elezioni 2013 / Europa / Unione Europea / Italia / Germania / Elezioni politiche / Cittadini / Democrazia / Eurozona / Indirizzo politico / Summit / Politica / Popolo / Urne / Angela Merkel / Mario Monti / Aspen Institute / Tremonti / Lega / Antieuropeisti / Miguel martinez / Gilulio Tremonti / Beppe Grillo / Enrico Sassoon

     Roma, Berlino   Italia, Germania                                                                                  

    2013 – Elezioni politiche in Italia e Germania:

    quali saranno i possibili scenari futuri?

    L'Agenda "pro-Europa" sembra prevalere. 

    L'incognita vera – Il Pdl continuerà ad appoggiare

    l'eurodisastro come fatto nel 2012, o farà concessioni

    all'anti-europeista Lega? 

    Idea Tremonti – Una poltrona doc per l'Aspen Institute?

    Roma, Berlino – “Anno nuovo, vita nuova”, il detto parla chiaro, ma è anche vero che "tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare". Il 2013 per l’Unione europea potrebbe essere l’anno delle rivelazioni positive, della fine della dittatura dei mercati; o sarà l'anno della definitiva capitolazione nel burrone finanziario della crisi indotta e della creazione dei deleteri "Stati Uniti d'Europa"?  Le difficoltà continuano ad essere all’ordine del giorno, così come i sacrifici "inutili" richiesti dai vari governi ai cittadini. Insomma, oseremmo dire un “vecchio inizio” visto che “il lupo perde il pelo ma non il vizio”. Intanto, si parla ancora di politica ed il 2013 offre spunti eccezionali per costruire virtuali palcoscenici sui quali far esibire gli attori del momento. La rassegna teatrale politica europea del 2012 si è chiusa il 13 Dicembre scorso,  con il summit  dell’Eurozona che ha previsto la condivisione dei debiti sovrani dei singoli 17 Stati che ne fanno parte, con l’istituzione di Eurobond “leggeri”. Cioè di altri debiti da gettare sulle spalle dei popoli. Il 2013, però, non sarà di certo meno “emozionante”  (e svilente) del 2012  e, appena iniziato, già assicura una nuova stagione densa di appuntamenti: a Febbraio si partirà con le elezioni politiche in Italia; a Settembre sarà, invece, il turno della Germania. Due Paesi, questi, che restano fondamentali per l'esistenza stessa dell'Ue o per il suo fallimento istituzionale.

     La credibilità della Merkel    "Stiamo lavorando per voi"!                        

    Tra qualche mese, insomma, "in teoria" sarà possibile che l’Unione europea  modifichi il suo indirizzo politico e sociale sulla base dei risultati elettorali.  In "pratica" meno: infatti non si intrevedono per il momento segnali precisi di cambiamento dal solco europeista tracciato dai tecnocrati.  L'unica incognita sta nel fatto che nonostante la cancelliera tedesca Angela Merkel abbia tenuto in mano le redini europee per molto tempo, dovrà fare i conti con i risultati delle urne e con l'ormai poca credibilità che le viene accordata dagli stessi cittadini tedeschi. Quando afferma – come avvenuto nelle ultime ore – “Stiamo lavorando per lasciare ai nostri figli ed ai figli dei nostri figli un’Europa migliore”, chi ci crede più? In uno scenario europeo che ha rinnegato la tradizione e la democrazia e privato i cittadini della sovranità popolare, svuotando loro le tasche con una crisi creata ad hoc, non  c’è davvero mai fine al peggio!

     Italia    Panorama 2013                                                                                                             

    Prospettare un futuro diverso, dunque, appare davvero cosa difficile, soprattutto in Italia ed in Germania. E se in Germania – come detto – è tutto rimandato a settembre, l'ex Bel Paese vive con il fiato sospeso: come sarà il dopo-Monti? Anche qui, purtroppo, le previsioni non sono di certo molto rosee. Ciò che potrebbe essere peggio di un dopo-Monti è in assoluto un Monti-bis, in accoppiata, tra qualche mese, con un bis della Merkel. Ma le opzioni nefaste sono più di una. Un buco nero che si allargherebbe a dismisura in tutta Europa, fino a falcidiare qualsiasi forma di democrazia e autonomia; fino a ridurre i cittadini alla stregua di servitù di corte.  Ma d'altra parte tra i carrozzoni politici nessuno parla di fuoriuscita dall'euro-gabbia. In questo c'è una pressocchè totale inspiegabile omologazione. Neanche lo stesso Grillo (come d'altronde le sinistre e l'IDV) sembra dare garanzie in merito: oltrechè sul signoraggio bancario: cancro che il comico genovese considera stranamente come "una battaglia persa in partenza".

     Pdl-Lega    Concessioni antieuropeiste o favori all'élite dell'Aspen Tremonti?   

    Un'incognita rilevante è rappresentata in tal senso dall'unione tra Pdl e Lega. L'europeista Berlusconi, se vorrà restare a galla dovrà fare inevitabilmente concessioni alla Lega: l'unica finora a manifestare chiaramente la sua avversione per l'Europa dei debiti fittizi. Anche in seno all'Europarlamento – va ricordato per onor di cronaca – che gli unici a manifestare e votare contro le misure lacrime e sangue furono gli eurodeputati leghisti (c.d. indipendentisti), che presero fermamente le distanze da Mario Monti quando tutti gli altri a Bruxelles furuno pronti ad osannarlo pubblicamente con applausi e standing-ovation (dalla sinistra al PPE) mentre in Italia e nel Sud Europa tutto andava a rotoli e le imprese fallivano. Ma sul neo idillio Maroni-Berlusconi qualche preoccupazione desta il forte rilancio in cima a Palazzo Chigi del Presidente dell'élitario club (atlantista e filo-Usa) chiamato Aspen Institute, un certo Giulio Tremonti. Ipotesi non proprio condivisibile. Mah! E' più facile fare tredici che capirci qualcosa! Speriamo solo, dal canto nostro, che il 2013 non sia un prolungamento dell’anno precedente e che la gabbia europea possa scardinarsi permettendo ai popoli (le vere vittime del gioco) di evadere e di salvare il salvabile. Questi dovrebbero essere i buoni propositi per l’anno nuovo. 

    Maria Laura Barbuto, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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     Approfondimenti   L'Aspen Institute                                                                                     

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    favola chiamata Democrazia?

    L'élite della politica italiana, dell'economia e della cultura

    tutta insieme appassionatamente per "illuminare" il

    futuro della Nazione:

    crescita illuminata o inganno "democratico"?

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Cos'è l'Aspen Institute?   Ecco il Direttivo                                                                           

    Presidenti Onorari – Giuliano Amato, Gianni De Michelis, Cesare Romiti, 

    Carlo Scognamiglio

     

    Presidente Aspen Italia – Giulio Tremonti

    Vice-Presidenti Aspen – John Elkann, Enrico Letta,

    Paolo Savona (Vicario),Lucio Stanca (Tesoriere)

     Cos'è l'Aspen Institute?   Approfondimenti                                                                        

    Cos'è l'Aspen Institute? Pochissimi lo sanno! E la cosa non ci sorprende affatto! Il Club nasce come organizzazione internazionale non profit – a carattere mondialista – fondata nel 1950 da un gruppo di intellettuali e uomini d’affari made in USA, al fine di "incoraggiare le leadership illuminate" e affrontare "meglio" i problemi contemporanei mediante programmi culturali comuni, conferenze e iniziative di promozione della stessa  leadership. La sede centrale ufficiale è nella stessa sede dell'impero Usa, Washington. Oggi esistono sedi Aspen anche a Berlino, Lione, Tokyo, Nuova Delhi e in moltre altre nazioni.

     I Finanziatori  

    Vi chiederete, da chi è finanziata l'organizzazione? Presto detto! Carnegie Corporation, Rockefeller Brothers Fund e Ford Foundation. I criteri di finanziamento? Semplice: quote di iscrizione a seminari/stage/convegni e donazioni individuali. Walter Isaacson – ex presidente della CNN: il canale televisivo Usa più potente e noto al mondo – è il suo attuale presidente mondiale. 

     Sedi e componenti dell'Aspen Italia  

    In Italia l’organizzazione "atlantista" inzia ad operare nel 1984. Due le sedi: Roma (Via SS. Apostoli 49) e Milano (Via Vincenzo Monti 12). L’Aspen Institute Italia riunisce la créme dell’industria, del mondo bancario ed assicurativo, della cultura, del giornalismo, delle università e della politica. Fanno parte dell'Aspen uomini di punta di organizzazioni ed aziende storiche italiane come Enel, Fiat, Rai, Confindustria, Generali, Fincantieri, Mediaset, Pirelli, Poste Italiane, società Autostrade e molte altre. Tutti sostengono l'Aspen, ed in parte  (ovviamente) anche attraverso capitali pubblici. Fanno parte dell'Aspen anche uomini di punta della politica e della classe dirigente italiana come Giorgio Napolitano, Mario Draghi (BCE), Romano Prodi, Massimo D’Alema, Fedele Confalonieri, Lucia Annunziata, Paolo Mieli, Enrico Letta, Francesco Caltagirone, Cesare Geronzi, Franco Frattini, Gianfranco Fini, Luca Montezemolo, Sergio Marchionne, Emma Mercegaglia, Tommaso Padoa Schioppa, Giuliano Amato, John Elkann, Lucio Stanca e tanti altri. 

     Gli scopi ufficialie il "Metodo Aspen" – Leggendo dal Sito 

    “Aspen Institute Italia – leggiamo nel sito – è un’associazione privata, indipendente, internazionale, apartitica e senza fini di lucro caratterizzata dall’approfondimento, la discussione, lo scambio di conoscenze, informazioni e valori". Questo è il biglietto da visita dell'élite: un gruppo ben affiatato di pensatori che orientano al meglio le sorti del Paese ponendosi non il lucro come scopo ideale e reale, ma bensì valori come la "fratellanza" e "l'uguaglianza sociale", al fine dichiarato di sconfiggere i mali dell'Italia. Però! L'unico "difetto" è che il tutto avviene a porte rigorosamente "chiuse". Stile Bilderberg, per intenderci! Lo chiamano "Metodo Aspen". Che fantasia! A quanto pare, amici, il metodo del "silenzio" è diventato uno dei migliori metodi per curare le piaghe di questo mondo marcio. Che ne dite?

     Mission stretegica – Leggendo dal Sito 

    “La missione di Aspen Institute Italia è l’internazionalizzazione della leadership imprenditoriale, politica e culturale del Paese attraverso un libero confronto tra idee e provenienze diverse per identificare e promuovere valori, conoscenze e interessi comuni. L’Istituto – leggiamo dal sito -concentra la propria attenzione verso i problemi e le sfide più attuali dell’economia, della cultura e della società, con un’attenzione particolare alla business community italiana e internazionale“.

     Una Domanda scontata 

    Ma come possiamo credere che la politica e l'economia non interessino a questa élite di uomini strettamente insiti dei marchingegni più complicati e subdoli dell'alta finanza e del mondo bancario? Davvero non possiamo crederlo, malgrado ciò che sostenga la facciata del sito. Ma ciò che colpisce di più è l'altissimo grado di trasversalità politica del club. Non esiste né destra né sinistra. Tutti assieme appassionatamente. Ma tali impotanti temi, ci chiediamo, non dovrebbero essere discussi dal Parlamento. O il Parlamento è sempre più un teatro di pupi e burattini proteso a ratificare decisioni così alte e pensieri così illuminati, prese a porte chiuse? A voi la risposta!

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La critica dello studioso Miguel Martinez 

    Per questa struttura del club dai toni spiccatamente mondialisti, piramidali ed mmantati di aleatorietà e vaghezza, lo studioso Miguel Martinez ha definito l’Aspen Institute come una "fabbrica di tritanuvole" piuttosto sospetta. Ma perchè nessuno ne parla? Nessun Lerner, Gabanelli, Vespa, Travaglio, Santoro, Saviano, Fazio, ecc.. Eppure gli oggetti trattati dovrebbero essere pubblici, d'interesse pubblico e all'ordine del giorno. Molti parlano del Bilderberg! (oggi va di moda) Nessuno dell'Aspen! Come mai? Le riunioni non dovrebbero essere aperte a tutti i giornalisti, se è vero che le soluzioni proposte sono davvero prese per il bene di tutti. Non trovate anche voi?

     Oltre la nebbia  

    Certo, l'Aspen non è un’associazione segreta! I suoi membri sono conosciuti: tutti possono andare sul sito internet. Ma è anche vero che tutti possono andare sul sito della Commissione Trilaterale senza che nessuno sappia davvero cosa accada nella medesima. Anche se ciò si può intuire. Basta vedere quel che accade nel mondo, per farsene un'idea! Una cosa è certa: l'ambiguità regna sovrana! Ma se l'Aspen non è una loggia o un club che agisce nel segreto, perchè tutta questa nebbia intorno alle sulle riunioni? 

     Chi sono gli Aspen Junior Fellows? 

    Andando sul sito dell'Aspen italia, ci ha molto incuriosito l'espressione Aspen Junior Fellows: l'espressione con la quale vengono indicate le "fotunatissime" (miracolate) gionavi leve che fanno parte dei progetti “Aspen per la Nuova Leadership”. Ovviamente per farne parte come minimo devi essere "segnalato" da un socio dell’Aspen Institute. Ovvio!  D'altra parte qui si forma la classe dirigente del futuro! Mica roba per tutti! E il reclutamento, ovvio, è uno degli elementi portanti per assicurare nel lungo periodo l'esistenza "della specie".

     Il Motto dell'Aspen Institute   

    Sul sito e sul logo del "circolo culturale" appare chiara l'inquietante scritta “Timeless values, enlightened leadership” ovvero “Valori senza tempo e leadership illuminata".  Ma se ognuno di noi in una democrazia dovrebbe contribuire al bene comune avendo accesso ai palazzi che contano, come ci spieghiamo queste "anomalie democratiche"? Che significa leadership illuminata? Beh, non ci vuole troppa fantasia per capirlo! O no?

     Raschiando sul fondo del barile 

    Sarà che quella della "Democrazia liberale", amici, è stata la più grossa bufala mai raccontata? La senzazione è che – elezioni e partecipazione a parte; fazioni, colori e baracconi politici a parte – il nostro futuro sia già stato scelto per noi. In effetti più sveliamo gli altarini che si celano dietro la "politica latente" (non ufficiale); più raschiamo in fondo al barile e più cresce – purtroppo – la consapevolezza dell'inutilità di questo folle gioco chiamato "partecipazione politica". Almeno finché le regole del gioco restano quelle attuali, stile Porcellum. Anche se probabilmente i porcellum sono ormai troppi. D'altra parte si rivela parimenti inaffidabile e fumosa anche la cosiddetta antipolitica incarnata  al momento da Beppe Grillo. Sempre per restare in tema, soprende ad esempio che Enrico Sassoon, il più importante, socio/partner della Casaleggio Associati sia anche Presidente del comitato Affari Economici dell'America Chamber of Commerce in Italia: super-lobby internazionale di banche e grandi multinazionali che rappresenta da sola oltre il 2% del nosttro Pil nazionale.  Può Grillo non sapere? Può ignorare il fatto che lo stesso Enrico Sassoon siede a fianco di Monti, Tremonti & C. nell'Aspen Institute? Può l'intelligentissimo e sveglio Grillo ignorare il fatto che la gestione tecnica del suo dominio sia domiciliata nella sede di un’azienda legata al Gruppo Telecom, uno dei gruppi più "odiati" dallo stesso comico? Una cosa appare chiara: il trasversalismo regna sovrano ovunque! Quella della cosiddetta "patecipazione politica", alla luce di questi fatti, ci accogiamo come sia diventata – e sempe con maggiore evidenza – un giochino che dalle "Rivoluzioni" Settecentesche in poi (il secolo dei lumi e dei nuovi "Illuminati") passando per le Guerre Mondiali e la nascita delle istituzioni comunitarie ci ha fatto credere di essere liberi e padroni del nostro futuro, allontanandoci dal Bene Vero (che è Dio) e portandoci a sostituire alla società teo-centrica la società del teatrino della politica. Portandoci a sostituire al  culto per "Dio", il culto per la "dea ragione" ed i suoi accidenti. Questi sono i risultati! E la deriva controllata della politica e dell'economia (come del resto di alcuni ambienti élitari della stessa Chiesa: la stessa Vergine Maria lo profetizzò a Fatima, dicendo: "I fumi di Satana entreranno nella Chiesa, ma alla fine non prevarranno su di essa") ne sono il sintomo e l'effetto più evidenti. 

    Sergio Basile, Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)

     

     

     

     

  • La Romania verso le Elezioni con le pezze ai pantaloni: stipendi medi a 340 euro

    La Romania verso le Elezioni con le pezze ai pantaloni: stipendi medi a 340 euro

    Sabato, Dicembre 8th/ 2012 

    –  di Vincenzo Folino –

    La Romania verso le Elezioni col le pezze ai pantaloni: stipendi medi a 340 euro / Romania / Ponta / Basescu / Elezioni / Troika / Fmi/ Christine Lagarde / Manuel Barroso / Pensioni bassissime / Stipendi da fame / Imprese / Bucarest / USL / ARD / Election Day / Bulgaria / Lettonia / Cipro / Eurostat / Bruxelles / Politiche iperliberiste / Minacce / Dracula / Austerity / Esclusione Sociale / Povertà dilagante / Dan Diaconescu / Vincenzo Folino 

    La Romania verso le Elezioni col le

    pezze ai pantaloni

    E' la legge dell'Unione europea e dell'FMI

    Stipendi a 340 euro e pensioni a 170 euro

    d'altra parte crescono i super-ricchi

    Bucarest, Sibu – La crisi economica indotta e pianificata, in Europa, sta colpendo un pò tutti, e noi lo sappiamo bene.  Ma tra i paesi in maggiore difficoltà, loro malgrado, oltre ai cosiddetti "Pigs" (maiali) vanno menzionati quelli dell’Europa Orientale. Come emerso dall’ultimo rapporto Eurostat. Secondo  l’ufficio statistico dell’Unione europea, nel 2011 il 24% della popolazione Ue è stato a rischio povertà, entrando nell'oscura sfera dell'esclusione sociale. Una cifra drammatica che la dice lunga sulla bonta di questa Unione targata Troika (Ue, Bce, Fmi). Come anticipato, le percentuali più preoccupanti  sono state riscontrate in Europa Orientale, con in testa Bulgaria, Romania e Lettonia.  In particolar modo, per quanto riguarda  la Romania questi sono giorni molto particolari e duri. Per le strade di Sibu, nel cuore del Paese, si possono vedere centinaia di persone in fila per ricevere generi alimentari di prima necessità concessi  in parte "gratuitamente" dall’Unione europea – una sorta di razionamento comunista – che paradossalmente però è una delle principali artefici di questa drammatica involuzione socio-economica della Nazione, come analizzato in diversi articoli pubblicati dall'Osservatorio "Qui Europa" nei mesi scorsi (vedi allegati). Ma un altro stretto nodo che angoscia e non poco i Romeni, è quello delle elezioni politiche, che avranno luogo domani, Domenica 9 Dicembre. 

      Election Day – Dracula ci riprova, ma a regnare è sempre la Troika  

    Prima di concentrarci sui diversi schieramenti che si contenderanno la partita elettorale, credo sia importante rammentare alcuni punti semplici e concisi, ma molto significativi. Ovvero come il Paese balcanico, con l’aggravarsi della crisi economica indotta, a causa di una base industriale antiquata e inadatta ai suoi bisogni, grazie alla cura "Fmi" favorita dai magheggi del Presidente Basescu (che il premier Ponta aveva pubblicamente accusato, tentando senza successo una procedura di impeachment, fallita anche grazie al "provvidenziale" intervento delo zar Manuel Barroso) e – soprattutto – ad una serie di misure iperliberiste imposte dall'Ue, attualmente sia il secondo paese più povero dell’Unione stessa. Nel 2010 il salario netto medio mensile è stato addirittura pari a 340 euro; le pensioni medie, invece, pari a 170 euro. Roba da Africa! Ma come sempre esistono delle contraddizioni interne: e così accade che se da una parte un quarto della popolazione continua a vivere in povertà, nel Paese di Dracula l’industria del lusso è in continua espansione, trainata dal settore auto, dalla moda e dai gioielli. In più, ad aggravare la situazione, vi è l’impossibilità da parte del paese balcanico di ripianare il debito con il Fondo Monetario Internazionale (il vero Dracula della situazione) il che ha già portato al taglio dei salari dei dipendenti statali e all’aumento dell’IVA. Il tutto per cercare di arginare l’aumento di un deficit pubblico, in buona parte creato ad hoc. Stile Grecia, Italia e Spagna, per comprenderci. Anche se questa volta la colpa principale è dell'Fmi (Fondo Monetario Internazionale).

     La novità "Diaconescu", la morsa dell'FMI e le solite promesse 

    Insomma, niente di nuovo, la solita storia che serve ad incatenare un paese e a renderlo schiavo, così come il suo popolo. Questo il desolante panorama che troverà all’orizzonte il vincente delle prossime elezioni politiche romene, ma – come vedremo – ciò non ha affatto scoraggiato i diversi candidati dall’usufruire, ed in modo particolarmente massiccio, della più classica delle attività in periodo di campagna elettorale: fare quante più promesse possibili. La coalizione che i sondaggi danno come favorita è quella del centro-sinistra, l’Unione Social Liberale (USL) del premier in carica da maggio 2012Victor Ponta. Questa coalizione, composta dai socialdemocratici del PSD (Partito Social Democratico), dal Partito Nazional Liberale –  di Crin Antonescu – e dal Partito Conservatore, è infatti già uscita vincitrice alle elezioni amministrative di giugno ed ora confida di ripetere il risultato alle politiche.  L’alternativa consiste nella formazione di centro-destra, l’Alleanza Romania Giusta (ARD)  del contestatissimo presidente Bǎsescu – colui che aprì le porte all'FMI –  che include il Partito democratico liberale (PDL), il Partito Nazionale Contadino Democristiano e Forza Civica.  Toccherà proprio al presidente rumeno Bǎsescu , in forza della sua carica istituzionale, dare l’incarico al prossimo esecutivo. Il tutto dopo un anno di politica interna più che travagliata, caratterizzata dalle incomprensioni (per usare un eufemismo) fra lo stesso presidente ed il premier Ponta, incomprensioni arrivate al loro punto più alto – come detto – col tentativo, fallito, di un referendum indetto proprio per destituire o meno il presidente. Tentativo bloccato – come i nostri lettori ricorderanno – grazie allo zampino di Manuel Barroso (vedi allegato). Queste scintille destano particolari preoccupazioni anche a Bruxelles, infatti con all’orizzonte una coabitazione sempre più difficile, la futura stabilità del Paese è già messa in discussione. Per tornare ai diversi schieramenti, la novità di queste elezioni è rappresentata dal Partito del popolo (PPDD), fondato dal magnate della tv rumena Dan Diaconescu. Come accennavamo prima, in tema di promesse nessuno si è sprecato. Dan Diaconescu ha annunciato la costruzione di 200.000 abitazioni per le persone più bisognose; l’ARD ha promesso l’aumento degli stipendi pubblici del 50%; e l’USL, attualmente al governo, promette la costruzione di nuovi ospedali e la diminuzione graduale dell’IVA. Noi, visto quanto abbiamo già detto, queste promesse non le commentiamo nemmeno.

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Articolo in Romeno                                                          

     

    Sâmbătă, Decembrie 8th/ 2012 

    –  di Vincenzo Folino –

    România a alegerilor cu patch-uri pentru pantaloni: salarii medii la 340 € / România / Ponta / Băsescu / Alegeri / troicii / FMI /, Christine Lagarde / Manuel Barroso, / Inns foarte scăzute / salarii de foame / Companii / Bucuresti / USL / ARD / Ziua alegerilor / Bulgaria / Letonia / Cipru / Eurostat / Bruxelles / / Politici iperliberiste amenințărilor / Dracula / austeritate / excluziunii Sociale / sărăciei agresiv / Dan Diaconescu / Vincenzo Folino 

    România a alegerilor cu patch-uri pentru

    pantaloni

    Și "dreptul Uniunii Europene și FMI

    Salariilor și a pensiilor la 340 euro la 170 euro
     
    pe de altă parte, să crească super-bogați
     

    Bucuresti, Sibu – criza economică indusă și planificate în Europa este lovind un pic de tot, iar noi o cunoaștem bine. Dar printre țările cu cele mai mari dificultăți, în ciuda ei înșiși, în plus față de așa-numitele "PIGS" (porci) să fie menționate cele din Europa de Est. După cum a ieșit din ultimul raport Eurostat. Conform biroul de statistică al Uniunii Europene, în 2011 24% din populația UE a fost expuși riscului de sărăcie, care intră în sfera intunecata a excluziunii sociale. O cifră dramatică care vorbește volume despre bunătatea acestui Uniunii înmatriculare Troica (UE, BCE, FMI). Asa cum anticipam, cea mai mare îngrijorare au fost găsite în Europa de Est, condusă de Bulgaria, România și Letonia. În special, în ceea ce privește România în aceste zile sunt foarte special și greu. Pe străzile din Sibu, în inima țării, puteți vedea sute de oameni au aliniat pentru a primi capse alimentare acordate în parte "gratis" de Uniunea Europeană – un fel de raționalizarea comuniste – care, în mod paradoxal, cu toate acestea, este un important arhitecții acestei dramatice socio-economică declinul națiunii, așa cum sa discutat în mai multe articole publicate de "Aici" Europa în ultimele luni (a se vedea anexa). Dar un alt nod strans ca anxietatea, nu doar românii, este faptul că a alegerilor, care va avea loc mâine, duminică, 9 decembrie.
     
      Ziua alegerilor –  să se pronunțe este întotdeauna Troica  
     
    Înainte de a concentrându-se pe diferitele părți care vor contesta jocul electoral, cred că este important să ne amintim câțiva pași simpli și concise, dar foarte semnificativă. Sau ca țara balcanică, cu agravarea crizei economice indusă ca urmare a unei baze industriale depășite și inadecvate pentru nevoile lor, prin grija "FMI", favorizat de magheggi de președintele Băsescu (Ponta că primul ministru a acuzat public, încercând o procedură de suspendare nereușite, nu a reușit datorită "providențială" intervenție delo țar Manuel Barroso) și – cel mai important – la o serie de măsuri impuse de UE iperliberiste, este în prezent cea mai săracă țară din două Uniunii. În 2010, salariul mediu lunar net a fost chiar egal cu 340 €, pensii medii în loc de 170 €. Chestii în Africa! Dar, ca întotdeauna, există contradicții interne: și așa se întâmplă că, pe de o parte sfert din populație trăiesc în continuare în sărăcie în țara lui Dracula industriei de lux continua sa se extinda, condus de industria auto, de la modă și bijuterii . În plus, pentru a face lucrurile mai rău, nu există incapacitatea de această țară pentru a achita datoria cu Fondul Monetar Internațional (Dracula reală situația), care a condus deja la reduceri salariale pentru angajații la stat și o creștere a TVA-ul. Toate acestea pentru a încerca să oprească ascensiunea unui deficit public, în mare măsură ad-hoc. Stilul de Grecia, Italia și Spania, în scopul de a înțelege. Deși acest moment vina principală este FMI (Fondul Monetar Internațional).
     
     Noul "Diaconescu," prindere a FMI și promisiunile obișnuite  
     
    Pe scurt, nimic nou, aceeași poveste veche, care servește la lanț și înrobi o țară, precum și oamenii lui. Acest punct de vedere sumbră a orizontului, care va găsi câștigătorul român următoarele alegeri, dar – după cum vom vedea – acest lucru nu a descurajat deloc dall'usufruire diferite candidați, și a fost deosebit de ridicat, cel mai clasic de toate activitățile, în perioada de campanie : face cât mai multe promisiuni posibil. Coaliție că sondajele, ca un favorit este faptul că de centru-stânga Social Liberal Uniunea (USL) a primului-ministru în funcție în mai 2012, Victor Ponta. Această coaliție, formată din Partidul Social Democrat, PSD (Partidul Social Democrat), Partidul Național Liberal – din Crin Antonescu – și Partidul Conservator, este, de fapt, deja a iesit victorios la alegerile locale din iunie, iar acum speră să repete rezultatul politicilor. Alternativa este formarea de centru-dreapta Alianța România Dreapta (ARD) din extrem de contestată președintele Bǎsescu – cel care a deschis porțile pentru FMI – care include Partidul Democrat Liberal (PDL), Creștin Democrat Partidul Național Țărănesc și Forța de aderență Civica. Acesta va deține președintele român Bǎsescu, în virtutea poziției sale constituționale, da locuri de muncă pentru următorul guvern. Toate acestea, după un an de politică internă mai degrabă decât probleme, caracterizate prin neînțelegeri (ca so spunem), între președinte și prim-ministru Ponta, neînțelegeri ajunge la punctul cel mai înalt – după cum sa menționat – cu tentativa eșuată a unui referendum dreptul de a demite sau nu președinte. Încercați blocat – ca cititorii nostri vor aminti – datorită mâna lui Manuel Barroso (a se vedea atașamentul). Aceste scântei de îngrijorare, de asemenea, la Bruxelles, în fapt, cu coabitarea orizontul ce în ce mai dificilă, stabilitatea viitoare a țării este deja contestată. Pentru a reveni la partide diferite, noutatea acestor alegeri este reprezentată de Partidul Poporului (PPDD), fondat de mogulul român de televiziune Dan Diaconescu. Așa cum sa menționat anterior, în ceea ce privește promite nimeni nu este pierdut. Dan Diaconescu a anunțat construirea a 200.000 de case pentru cei mai nevoiași, ARD a promis o creștere a salariilor funcționarilor publici cu 50%, iar USL, în prezent la putere, promite construirea de spitale noi și scăderea treptată a "TVA-ul. Am văzut ceea ce am spus deja, aceste promisiuni nu comenteze, fie.
     
    Vincenzo Folino – Traduzione di Sergio Basile 
     
    (Copyright © 2012 Qui Europa)
     
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  • Digressioni sul Signoraggio Bancario e sulla più Grande Menzogna Liberale dei Nostri Tempi, in attesa delle Elezioni

    Digressioni sul Signoraggio Bancario e sulla più Grande Menzogna Liberale dei Nostri Tempi, in attesa delle Elezioni

    Martedì, Dicembre 4th/ 2012 

    – L'Editoriale, di Franco Cima e Sergio Basile – 

    Digressioni sul Signoraggio Bancario / Grande Menzogna Liberale / Elezioni / Banche Signoraggio / Truffa del sistema monetario /  Il potere delle banche / Sistema bancario / Franco Cima  / Benito Mussolini / Banca d'Italia  Signoraggio / Bri / Maurice Allais / Bretton Woods / Sistema di falsari legalizzati / Maurizio Blondet / Schiavi delle Banche / London / William Paterson 

    Digressioni sul Signoraggio Bancario e sulla più

    Grande Menzogna Liberale dei Nostri Tempi, 

    in attesa delle Elezioni

    Stamp, Allias, Blondet: brevi e pungenti spunti sul

    Signoraggio e su una truffa pianificata e legalizzata

    chiamata "Crisi"

     

    di Sergio Basile e Franco Cima

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Digressioni sul Signoraggio Bancario – Londra e Dintorni                              

    Londra, Francoforte, Roma – Non ci sono dubbi che chi possiede molto denaro ha molto potere. Ma chi può crearlo ha un potere ancora più grande. Immenso. Soprattutto se il suo potere si estende su centinaia di milioni di cittadini. Vedi Bce e Federal Reserve. Vedi il sistema bancario moderno: retto da mostri giuridici come Basilea 3 e da organismi come il BRI. Vedi l'Unione Bancaria che l'eurocasta sogna da decenni, a coronamento di un "piano" lungo secoli. Col denaro si possono prendere decisioni importanti come quelle che riguardano lo sviluppo, il lavoro, il miglioramento della società e della qualità della vita.  Oggi questo potere è nella mani di un gruppo di privati, che lo utilizza in maniera assolutamente arbitraria, senza tenere conto dell’interesse collettivo. Questo potere si basa sulla paradossale prerogativa di stampare denaro e di farlo pagare ai cittadini. Semplice carta dunque, specie dopo i celeberrimi accordi truffa di Bretton Woods. Carta colorata assolutamente non garantita da alcun corrispettivo in oro, già dal lontano 1933. Ma ancor prima, fin dal Seicento, già la Banca d'Inghilterra finì per emettere – accanto a quella garantita – una grande quantità di cartamoneta non garantita dal corrispettivo in oro. Tutto accade come per magia a Londra in quel lontano 27 Luglio 1694, quando William Paterson – ricco speculatore – ottenne dal sovrano il privilegio di coniare moneta. Nacque così la “Banca d’Inghilterra”: istituzione rigorosamente privata, malgrado il nome ingannevole. Paterson sintetizzò il senso dell’operazione con una frase disarmante quanto emblematica: “La banca trae beneficio dall’interesse che pretende su tutta la moneta che crea dal nulla”.

     La Chiara ed Emblematica Confessione di Sir Stamp                                        

    Come trattato in precedenti articoli da "Qui Europa", fu lo stesso Sir Josiah Stamp ad ammetterlo: autorevole direttore della Banca d’Inghilterra  dal 1928 al 1941 (la prima banca privata al mondo, nonché la prima a godere del diritto di signoraggio, un tempo esclusivo privilegio di re ed imperatori, ma poi con diabolica furbizia usurpato da un gruppo organizzato di privati).  "Il moderno sistema bancario crea denaro dal nulla – scriveva Sir Stamp –  Il processo è forse il più sbalorditivo trucco da prestigiatore che sia mai stato escogitato. Il sistema bancario fu concepito nel crimine e generato nel peccato. I banchieri posseggono il mondo; se glielo si sottraesse, ma gli si lasciasse ancora il potere di creare denaro, con un tratto di penna riuscirebbero ad avere abbastanza denaro per ricomprarselo (…) Gli si sottraesse invece il potere, tutti i grandi patrimoni come il mio scomparirebbero, rendendo il mondo migliore e più felice. Ma se tu accetti di continuare ad essere schiavo delle banche – concludeva – lascia che le banche continuino a creare denaro e controllare il credito". 

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La riflessione di Maurice Allais                                                                                  

    Il premio Nobel per l’economia Maurice Allais, riprendendo in effetti Stamp, chiarisce la truffa del sistema monetario in questi termini: “La banca crea ex nihilo. Essenzialmente , l’attuale creazione di denaro ex nihilo operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. In concreto, i risultati sono gli stessi. La sola differenza e che sono diversi coloro che ne traggono profitto”.

     Blondet, il bluf dei titoli di stato e l'eterno debito                                               

    Ma l'argomento, riproposto da numerosi, onesti e coscienziosi economisti e scrittori (anche se relativamente pochi rispetto ai "molti" allineati al "sistema" ed irrigimentati "dal sistema" che affollano altrettante numerose redazioni di giornali e cattedre universitarie) ha trovato posto anche nelle digressioni del giornalista Maurizio Blondet che,  nel suo libro “Schiavi delle banche” scrive: “La banca presta denaro che non ha, che crea dal nulla, e ci lucra gli interessi. La banca presta allo stato comprandone i buoni del tesoro, che sono cambiali, promesse di pagamento. Ma nessuno si aspetta mai che lo stato, alla scadenza dei bot, di pari ammontare, paghi se non con l’emissione di nuovi bot , di pari ammontare , a scadenza più lontana. Questo è l’eterno debito dello stato ; non risulta che nessuno stato sia mai nella storia, uscito dall’abisso del debito perpetuo”.

     Mussolini sconfisse il Debito nel 1929 – Perchè?                                               

    In Italia l'unico a riuscire nell'impresa del "pareggio di bilancio" – ed anche piuttosto facilmente, senza tragedie greche e inique manovre lacrime e sangue – fu  come detto in altre occasioni, Benito Mussolini nel 1929. Ma allora la Banca d'Italia era saldamente nelle mani dello Stato e del popolo italiano, e non delle banche private, come invece accade oggi. L'attuale sistema bancario e monetario, cari lettori, è assai costoso per tutti i cittadini, in quanto sottrae in maniera impropria ed illegittima quelle risorse che dovrebbero essere investite per migliorare la società. La moneta, da semplice unità di misura ed intermediazione negli scambi – qual dovrebbe essere – è oggi diventa una fonte di illimitato ed incontrastato potere sui popoli.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Banconote? Pezzi di carta per schiavizzare i popoli                                           

    Uno strumento per schiavizzare i popoli e misurarne i diritti, attraverso crisi indotte e "truffe legalizzate" coperte da politicanti e legislatori compiacenti. Non abbiamo moneta in tasca, cari lettori, ma diritti. Diritti che oggi qualcuno controlla e comprime a piacimento attraverso il termometro di una febbre chiamata spread. Un morbo prima sconosciuto, ma oggi improvvisamente familiare come il pane! Non vi pare strano? Bisognerebbe che i cittadini facessero pressioni sui media e sul sistema politico in maniera convinta e sistematica, al fine di far diventare la moneta un mezzo per agevolare gli scambi, e non un metodo per schiavizzare i popoli. Soltanto quando gli stati si saranno riappropriati della propria sovranità monetaria e della propria sovranità finanziaria (cioè nel momento in cui essi torneranno a controllare in prima persona l'emissione della moneta ed il diritto di signoraggio ad essa connesso, assieme al loro debito pubblico) solo allora ci potrà essere una vera democrazia ed una vera svolta da questa assurda e ridicola crisi indotta e pilotata. Una crisi alla quale l'euro – la moneta imperiale – regge il moccolo in maniera perfetta. 

     Nobel farlocchi e chiacchiere da bar                                                                       

    Chi tace su questa grande verità, politico, "divulgatore scientifico", giornalista, "blasonato professore univesitario", Nobel (farlocco) o economista che sia, e propone in alternativa tasse, regimi di polizia fiscale ed altre diavolerie per annientare i popoli, anziché dirvi la verità sul "signoraggio", sappiate che non vi sta dicendo il vero e che – gioco forza – lavora per conto del sistema. Chi pretende di parlare di crescita e superamento della crisi del debito, senza parlare di signoraggio, emissione fittizia delle banconote senza contro-copertura in oro (principio della incontrovertibilità del denaro in oro del 1933 e successivi accordi internazionali di Bretton Wood, del 1944) e privatizzazione delle banche Centrali nazionali, racconta solo chiacchiere e vi vuole ingannare. E' questo signori, senza alcun dubbio, il più grande paradosso "liberale" dei nostri tempi: parlare di libero mercato e concorrenza e poi lasciare il controllo totale della moneta a livello continentale nelle mani della "privata" Bce. Ditelo ai "cosiddetti politici" nei comizi elettorali che di qui a poco inzieranno ad affollare le piazze in tutta l'Italia, in una sorta di perverso ed euforico rito orgiastico dell'intelletto. Ci sarà da divertirsi, guardando l'imbarazzo dei loro volti.

    Franco Cima, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Martedì, Luglio 24th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

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    “Dimissioni ed elezioni anticipate”: l'accorata

    preghiera di Roberto Maroni

    Il segretario del Carroccio le canta al Governo.

    Nei prossimi giorni Maroni incontrerà i vari

    rappresentanti politici nel tentativo di

    “ripristinare la democrazia”.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma –  Che a livello nazionale, nei confronti dell’operato del governo guidato dall’illustre Professor Mario Monti, ci sia un (ri)sentimento generale, è cosa certa e diffusa: a interpretare il malcontento popolare, questa volta, ci ha pensato il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, il quale nella giornata di ieri non si è risparmiato e le ha cantate di santa ragione a tutto il team dell’esecutivo. “Dimissioni ed elezioni anticipate” sono le parole chiave utilizzate dal leader del Carroccio nei confronti del premier italiano: sul suo profilo Facebook, infatti, Maroni ha scritto proprio questo, ricordando nello specifico le responsabilità del Governo tecnico in relazione ad uno spread altissimo (che non accenna a scendere) e al caos creato nelle borse.

       Maroni: "Al voto in Autunno!"  

    Al voto in autunno” implora il segretario della Lega, che vede nelle elezioni anticipate l’unica via d’uscita in grado di ridare stabilità alla politica ed ai mercati nazionali, “visto che – precisa Maroni – quello di Monti è un governo non più stabile né affidabile”. La drammatica situazione vissuta dai mercati ha decretato la “morte” definitiva ( senza alcuna possibilità di resurrezione politica ) di questo Governo e – a detta dello stesso rappresentante della Lega Nord – “visto che peggio di così non si può andare, tanto vale prenderne atto , interrompere l’agonia (causata) da questo esecutivo  e andare al voto in autunno” .  Agonia: nessun’altra parola avrebbe espresso meglio ciò che il caro premier sta facendo vivere al popolo italiano. L’agonia di un’euroburocrazia, alla quale siamo stati – letteralmente – costretti a sottometterci, espropriati forzatamente della nostra sovranità nazionale con la complicità di Re Giorgio Napolitano – e proprio nel 150° compleanno dell'"Amata Italia" – da una "banda tencina" che avrebbe dovuto risollevare, almeno in teoria, le sorti di un’Italia malata e preda facile delle “nazioni forti europee” e soprattutto dei "poteri forti internazionali".

       Per il "Bene" dei "Poteri Forti"    

    Ma, come generalmente accade, la pratica rompe la grammatica ed il rigore e l’austerità tanto corteggiati, si sono rivelati un bluff cosmico che non ha fatto altro che aggravare una crisi – oseremmo dire – risolvibilissima se solo si fossero seguite altre strade e se si fosse pensato realmente al bene della nazione intera. “Bisogna aprire il paracadute – ha detto Maroni – altrimenti ci sfracelliamo perché non siamo più sull’orlo del baratro, ma ci siamo completamente dentro”.  Nei prossimi giorni il politico leghista ha fissato un incontro con i rappresentanti degli altri partiti affinchè ci possa essere un accordo importante per ripristinare la democrazia, profanata da una nomina a Presidente del Consiglio di un tecnico che non è stato scelto dal popolo che, come riconosce e stabilisce la nostra Costituzione, è titolare della sovranità.

       Pezzi di Politica smascherano il "Jocker Nazionale"  

    Maroni ha previsto anche un incontro con l’ex premier, Silvio Berlusconi, al fine di discutere di un possibile rilancio del Nord. Staremo a vedere cosa succederà: per il momento pare che Monti sia stato – finalmente – smascherato. Da SuperMario si è trasformato in una sorta di Jocker nazionale. Peccato, per lui, che l’abbiano capito tutti e che l’unica via di salvezza per l’Italia sarebbe la sua firma sì, ma per le dimissioni.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Monti: “Non resterò dopo il 2013”

    Mercoledì, Luglio 11th/  2012

    – di Silvia Laporta –

    Italia / Mario Monti / Crisi economica / Ecofin / Eurogruppo / Schettino / Elezioni politiche / Governo tecnico / banche / debito pubblico / Unione europea / 2013 / Fine mandato Mario Monti  

    Monti : "Non resterò dopo il 2013"

    Le perle di saggezza del professore , in

    attesa delle nuove elezioni politiche

    Mario Monti – La sua esperienza a Palazzo Chigi dovrebbe finire nel 2012

    Roma – Si chiacchiera e si parla in giro di questo strano “nuovo che avanza”. Nuovi progetti per salvare l’euro e nuovi piani per l’economia. Tuttavia queste “novità” e questo clima di curiosità per il cambiamento, sono frutto di macchinazioni politiche, e non di provvedimenti contro la recessione, che continua a dilagare indisturbata. Dopo l’Ecofin, nelle scorse ore, Mario Monti a dichiarato – un pò a sorpresa – che non rimarrà al governo. Il suo mandato di premier e capo del governo tecnico finirà nel 2013, e non è volontà del professore, quella di continuare la “carriera”. Il suo obiettivo, dice, “E’ quello di rimanere Senatore a vita”. D’altronde, chi non vorrebbe esserlo? Con tutte le provvigioni e privilegi che sono dovuti  a questa carica, tante volte immeritata, nell'Italia dei favoritismi.

      Mario Monti – Fin qui un ottimo bilancio a prescindere  

    A prescindere dall’abbandono di Monti, che ci strappa un sorriso sulle labbra ma anche un velo di preoccupazione pensando a un suo probabile “degno successore” tra i suoi fedelissimi sostenitori, la situazione politica italiana evidentemente peserà molto sulla schizzofrenia dilagante dei mercati. Monti, prima di levarsi di torno, tuttavia, ne ha combinati di "storici" (distruzioni e sfaceli) ed ancora, molto probabilmente, ne combinerà in Italia e nell'Ue, come ben sappiamo dopo le conclusioni dei vertici europei. Per adesso, la volontà di salvare l’euro (anche a discapito degli Italiani e degli Europei) è chiara, a detta del professore. Intanto, e malgrado la nuova minaccia dello presunto "Scudo Anti-spread", la nave italiana, sta  per essere travolta dall’onda anomala del debito, e Monti, capitano della nave, lo sa bene; essendo stato lui uno dei principali responsabili. Ma come Schettino insegna, a un certo punto è meglio abbandonare l'equipaggio, per salvarsi la pellaccia!

      Le ultime pillole di saggezza   

    Ma cosi parla il premier: “Oggi, il peso nel determinare lo spread dipende da quale sarà la capacità di governance dell’Italia: dalle riforme istituzionali, dal comportamento dei partiti. A novembre gli occhi di tutti erano concentrati su quanto questo governo sarebbe riuscito a fare. Quando saremo a gennaio è chiaro che sarà quasi irrilevante quanto questo governo riuscirà a fare e sarà invece dominante il peso della seconda componente”. Forse non rimarrà cosi irrilevante per tutte quelle famiglie colpite dalla crisi e le centinaia di esodati rimasti senza lavoro e tanti ragazzi che hanno perso le speranze per il futuro! Guarda un pò!

      Il sogno dell'accentramento    

    Ma seppur deciso ad andarsene,  il premier vuole portare a termine il diabolico progetto degli Stati Uniti d’Europa, prima delle prossime elezioni. “Più si va a fondo per risolvere  problemi immediati, più si vede che è difficile farlo senza ulteriori passi verso una nuova integrazione” – blatera il professore e poi aggiunge – Il lavoro svolto dall’Eurogruppo e dall’Ecofin, evidenzia la volontà di fare tutto quello che è necessario, per salvaguardare la nostra moneta e far progredire il progetto politico europeo”. Tra le proposte delineate nell’ultimo vertice europeo, quella di una sorveglianza unificata sulle banche “è tra le più urgenti”. Voi avevate dubbi? Mettiamo in stand by tutte le altre problematiche, cosi tante da poterci scrivere un trattato, perché le povere banche hanno bisogno di noi, e necessitano di un dittatore che le controlli nel modo giusto!  Cari cittadini! Ma non è finita mica qui. Nelle ultime ore Monti è stato un fiume in piena: “Per salvare l’Europa ci vuole più Europa”, ha incitato (o minacciato) il premier.. La solita frase retorica, senza un significato concreto; pura propaganda per portare avanti questo progetto liberticida , di cui più volte abbiamo parlato nei dettagli. In realtà per salvare l’Europa, ci vorrebbe tutt’altro. Tanto per cominciare, che economisti sanguisuga come Monti – con tanto di scagnozzi e fedelissimi sostenitori – e tutto il carrozzone dell'euro-casta, se andassero al diavolo!

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Sergio Basile – Italia / Crisi Ue / Sovranità popolare / Sovranità monetaria / Sovranità fiscale / Denuncia alla Procura della Repubblica / Costituzione Italiana / Vertici dello stato denunciati / Giorgio Napolitano / Mario Monti / Parlamento / Governo Monti / Paola Musu / Procura di Cagliari […]

    UE – La “sconfitta morale” del Mercato

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    Giovedì,  Aprile 26th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / politica / Rigore / Fiscal Compact / Germania / Italia / Francia / Olanda / Danimarca / Papa Giovanni Paolo II / Bob Kennedy / Discorso sul Pil / Angela Merkel / francois Hollande / Nicolas Sarkozy / Mario Monti / Geert Widers /  Beppe […]

     

    Contributi ai partiti: Italia, Record Negativo

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    Domenica, Aprile 22th / 2012 – di Mirella Fuccella e Sergio Basile –  Italia / Unione europea / Europa / Record / Finanziamento pubblico ai partiti / Casta tecnocratica / Giorgio Napolitano / Modelli europei / Controinformazione / Statistiche / Mirella Fuccella / Sergio Basile / Francia / Germania / Regno Unito / Spagna / Elite politica […]

    Paradosso Monti: “La crisi è finita!” – Dalla Cina con stupore!

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    Martedì, Aprile 3rd / 2012 Italia / Crisi Ue / Esteri / Crisi Eurozona / Cina / Asia / Investitori / Vertice / Mario Monti / Interessi privati / Liberismo / Neo-liberismo / Debito pubblico / Eni / Imprese in crisi / delocalizzazione delle imprese / Svendita dell'Italia / Terra del Gragone / De Tomaspo […]

    Monti-Obama: incontro per la “crescita” o spot neo-liberal?

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    Venerdì, Febbraio 10th / 2012 Italia / Usa / Crisi Ue / Washington / Monti / Obama / Peterson Institute / Opinione Pubblica / Mercati / Trilateral Commission / Bilderberg Club / Poteri occulti / Tempio pagano finanza  Monti-Obama: incontro per la “crescita” o spot neo-liberal? Domani, Monti a Wall Street, nel tempio pagano del […]

     

     

     

  • G20 – Crisi: dal 2008 licenziati in 21 milioni

    G20 – Crisi: dal 2008 licenziati in 21 milioni

    Martedì, Giugno 19th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile  –

    Unione Europea / Consiglio europeo / Bruxelles / Messico / G20 / Summit / Usa / Grecia / Atene / Euro / Crisi / Elezioni greche / Conservatori greci / Mercati / Economia / Crescita / Governo di corresponsabilità nazionale / Elezioni / Mario Monti / Barack Obama / Los Cabos  

    G20 Messico – Monti fa scarica barile:

    "Colpa della bolla Usa"!                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  

    Proteste Durante il Summit – La Crisi dal 2008 ha

    bruciato 21,3 mln di Posti di Lavoro

    "Soluzione" crisi Ue rimandata a fine giugno

    Monti sadicamente soddisfatto del lavoro svolto fino ad ora

    Proteste Durante il G20 del Messico – La Crisi dal 2008 ha bruciato 21,3 mln di Posti di Lavoro

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Los Cabos, Città del Messico – La Grecia continua la sua permanenza nell’Unione Europea con la moneta unica ma, ovviamente, la vittoria di misura – ed a sorpresa – delle elezioni da parte dei consevatori pro-euro non è – ovviamente – bastata per placare una crisi-indotta e pilotata (a dir poco drammatica) come quella vissuta da Atene. I vampireschi mercati, come sempre ingordi di sangue umano, quanto perennemente insoddisfatti, vivrebbero ora – secondo Mario Monti – nella paura che il contagio della crisi economica si  possa diffondere a macchia d’olio nel resto dell'Eurozona (che gli stessi leader europei si ostinano a fifendere ad oltranza) e nonostante – come è ovvio che sia  – essa non abbia soluzioni immediate ed indolore. Mario Monti, frattanto, continua a dirsi fiducioso e soddisfatto rispettivamente per il futuro dell’Europa e per i "progressi – a suo dire – portati avanti fino a questo momento". Il Professore, infatti, in occasione del G20 del Messico, al quale ha partecipato per discutere proprio dei problemi della riproposizione su scala mondiale della crisi,  ha parlato di un’economia malata e ha dichiarato che è possibile arrivare ad una svolta soprattutto con il Consiglio europeo, previsto per fine mese. Tutto rimandato a Bruxelles, dunque, seguendo il motto secondo il quale “i panni sporchi si lavano in famiglia”: pertanto, i problemi dell’Europa dovranno essere risolti giocando in casa.

     Tutto rimandato al prossimo Eurovertice di fine Giugno 

    Fervono i preparativi per gli incontri del 28 e 29 giugno, dei quali tappa intermedia sarà Roma con la “riunione” del 22 giugno, che servirà per analizzare i problemi della credibilità dell’euro e di una maggiore crescita prevista per l’Eurozona. In occasione del G20 messicano però, il “buon” Mario Monti non perde il vizio di fare lo “scaricabarile” e ricordare che la crisi economica non ha avuto origine in Europa, ma punta il dito contro gli Stati Uniti definendoli i veri responsabili della malattia dell’economia e della finanza occidentali. Il premier proprio in questa occasione ha affermato che “i leader europei presenti non hanno alcuna difficoltà a trattare l’argomento “crisi” in incontri come quelli del G20, ma sentono il diritto di risolvere i  problemi all’interno dell’Ue”.

     Monti auspica per Atene governo pro-Troika  

    Le dichiarazioni del "buon Mario" precedono l’incontro che il Professore avrà con il presidente americano, Barack Obama; intanto, una lunga sfilza di incontri diplomatici con rappresentanti del mondo politico americano, tengono occupato il nostro premier tecnico  che, come da copione, ripete a tutti di essere soddisfatto per i progressi italiani. La penisola, secondo le statistiche, si trova al terzo posto, dietro Gran Bretagna ed Unione Europea, per gli impegni mantenuti.  Il risultato del voto greco ha incontrato il sorriso del premier che ha incoraggiato Atene a stringere i denti e ad avviare un Governo di corresponsabilità nazionale che china la testa – evidentemente – alle bizzarre ed inutili soluzioni promosse dalla Troika (Ue, Bce, Fmi).

     Dal 2008 la Crisi  ha bruciato oltre 21,3 milioni di  posti di lavoro 

    Ma ciò che ha fatto davvero notizia, anche se passato completamente in sordina presso le Tv e giornali italiani, sono stati i veementi cortei di protesta che si sono alternati a Los Cabos, a ridosso dell'edificio ospitante il G20. Al centro delle manifestazioni di dissenso numeri allarmanti emersi in recenti analisi economico-statistiche ufficiali, resi noti nelle ultime ore: la Crisi, dal 2008 ad oggi ha letteralmente bruciato 21,3 milioni di posti di lavoro, distruggendo i sogni e stravolgendo la vità di altrettanti milioni di esseri umani. 

     Una sadica soddisfazione  

    Ma ci chiediamo: come fa Mario Monti  ad esprimere una tale soddisfazione davanti ad una situazione così drammatica come quella odierna? Come fa a parlare di "progressi" dinnanzi alo scempio greco ed alla stessa situazione italiana, della quale egli stesso è stato promotore, esecutore e tra i principali artefici? E di certo, progressi o no, tuttavia su un punto possiamo concordare: i cittadini del Bel Paese stanno seguendo in maniera forzata gli stessi "consigli" dittatoriali  che il premier ha dato ai greci: “cioè di aprire i portafogli e stringere  i denti”. I risultati sono sotto gli occhi di tutta, malgrado la pretestuosa e falsa cecità dei potenti del G20 e dell'Europa.

    Maria Laura Barbuto, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)