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  • La Cina e i Villaggi del Cancro

    La Cina e i Villaggi del Cancro

    Mercoledì,  Marzo 6th/ 2013

    – di C.Alessandro Mauceri – 

    Unione Europea, finanziamenti, BEI, Banca Europea per gli Investimenti, Cina, cambiamento climatico, energie alternative, efficienza energetica, Magdalena Alvarez Arza, crescita, “villaggi del cancro”, Ministero dell’Ambiente cinese, salute, Mali, Iraq, Afganistan, Pechino, morti per cancro, Philip Pan, Herald Tribune, Caijing, Xinhua, viceministro delle Risorse Idriche, WTO, G8, Olimpiadi. 

    La Cina e i Villaggi del Cancro: il Prezzo

    del Mercatismo Euro-Comunista

    Il 40% dei Corsi d'acqua altamente inquinato: 200

    milioni di condannati a morte, nelle campagne. 

    L'Ue aiuta questa macchina di distruzione di massa

    Cina – Da Paradiso Idilliaco a Bestiale Inferno – Il Progresso Mercatista

    di C.Alessandro Mauceri

    Made in China

    Bruxelles, Pechino – Qualche tempo fa destò scalpore la notizia che un istituto dell’Unione Europea che si occupa di finanziamenti, la BEI, Banca Europea per gli Investimenti, aveva concesso alla Cina un prestito da 500 milioni di Euro per aiutarla ad arginare gli effetti del cambiamento climatico attraverso investimenti nelle energie alternative e per migliorare l'efficienza energetica. Venne fuori che l'accordo era conseguenza di un prestito iniziale di 500 milioni di euro offerto alla Cina nel 2007. Al di là delle ovvie considerazioni circa quali potrebbero essere i benefici derivanti da questa azione per i cittadini europei cui dovrebbero essere rivolte le azioni della BEI, desta una  certa sorpresa il fatto che, nonostante quanto affermato dal vice-presidente della Banca, Magdalena Alvarez Arza, secondo la quale “tutti i progetti che hanno beneficiato della prima tranche del prestito hanno ottenuto come risultato una riduzione di tre milioni di tonnellate di anidride carbonica l'anno", la Cina, il mese scorso,  ha ammesso di essere quello, tra tutti i Paesi del mondo, che emette le maggiori quantità di gas nocivi che provocano il riscaldamento del pianeta. Come se non bastasse, i funzionari cinesi hanno fatto sapere, al tempo stesso, che, in barba al motivo per cui aveva ricevuto il cospicuo finanziamento da parte dell’UE, non avevano alcuna intenzione di ridurre il livello di emissioni considerato che per loro era prioritaria la crescita dell'economia! Al di là di qualsiasi ovvia considerazione circa lo sperpero dei fondi comunitari e circa le conseguenze per l’ambiente che certi modi di produrre stanno causando sull’ecosistema globale, resta il fatto che la maggior parte dei beni in circolazione in Europa e nel nostro Paese proviene dalla Cina dove vengono prodotti  con tecniche di produzione nocive alla salute degli stessi cittadini che vivono nelle vicinanza delle fabbriche.

     I Villaggi del Cancro 

    È di alcuni giorni fa la notizia che, per la prima volta in un rapporto ufficiale in materia di inquinamento e salute pubblica, il governo cinese ha ammesso l’esistenza dei cosiddetti “villaggi del cancro”. Con questo termine sono state indicate città in cui con incidenza di cancro molto superiore alla media e le cui cause sono da attribuire all’inquinamento dell’aria e dell’acqua da parte delle industrie. Il Ministero dell’Ambiente cinese, infatti, ha dichiarato che le industrie locali  utilizzano abitualmente  sostanze chimiche tossiche e nocive per la salute umana e per l’ambiente. Tralasciando quanto sia moralmente assurdo da parte di molti Paesi del mondo, vietare l’utilizzo di materiali, sostanze e di processi produttivi altamente tossici, all’interno dei propri confini e, al tempo stesso consentire (e, come visto, certe volte incoraggiare) la produzione e l’acquisto di questi beni realizzati in altri Stati con processi produttivi  gravemente nocivi per la salute, è sorprendente che nessuno, sino ad oggi, abbia mosso un dito per imporre a Paesi come la Cina il rispetto delle norme più elementari per la salvaguardia della salute dei lavoratori e della popolazione. E che nessuno pare abbia intenzione di muoverlo. Del resto, chi oserebbe mettersi contro un colosso economico come la Cina? Se una cosa del genere fosse avvenuta nel Mali, in Iraq o in Afganistan allora sarebbe risultato “necessario” intervenire per “salvaguardare la salute dei poveri cittadini”. Se, invece, a fare certe cose è un colosso economico e militare come la Cina…

     Il Dossier dell'Herald Tribune – Oltre 400 Villaggi del Cancro 

    Eppure già nel 1974, in un piccolo villaggio cinese delle montagne a Sudovest di Pechino, le morti per cancro avevano cominciato a decimare la gente senza distinzione di sesso o d'età. Gli organi colpiti erano diversi: polmoni, fegato, gola, stomaco. "All'inizio le morti non apparivano sospette. Ma, durante i successivi 27 anni, quasi tutte le famiglie sono state toccate dalla disgrazia: in alcuni casi sono morte famiglie intere" racconta Philip Pan in un reportage sull'Herald Tribune. La popolazione del villaggio sospettò che la causa dei suoi guai fossero le vicine industrie (due fabbriche di fertilizzanti e un'acciaieria, di proprietà del governo locale, e un impianto radio dei militari). Per questo motivo dei volontari cercarono, anche contro le regole imposte dal sistema politico cinese, di rilevare e far analizzare campioni di suolo che mostrarono alti tassi di sostanze cancerogene. I livelli di arsenico e piombo nella farina e nel suolo superavano di molto i livelli di sicurezza per la salute. Non servì a molto. Ci vollero due decenni perché, dopo la pubblicazione di questi dati, nel maggio 2001, il governo centrale ordinasse all'Agenzia statale per la protezione ambientale di aprire un'inchiesta. Secondo la pubblicazione finanziaria Caijing , a partire dagli anni 90, il cancro sarebbe la principale causa di morte dei Cinesi. E, secondo il portavoce di Stato, Xinhua, il numero dei "villaggi del cancro" potrebbe essere superiore a 400. La sensazione è che, se in un Paese in cui la stampa è controllata dal regime, finalmente si parla di questo problema, allora la situazione potrebbe essere ben peggiore da quanto si dice tanto da costringere il governo ad intervenire.

     Cina – Inquinato il 40% dei corsi d'acqua – 200 milioni di condannati 

    E infatti la realtà è ben peggiore di quanto si dicaIl viceministro delle Risorse Idriche ha dovuto ammettere che il 20% dei fiumi sono così tossici da sconsigliare anche solo il contatto con la pelle e che il 40% dei corsi d'acqua sono seriamente inquinati. La tv di Stato ha mandato in onda un documentario che mostra come il 55% delle risorse delle falde acquifere sotto le grandi città è pericoloso e si calcola che 200 milioni di abitanti delle campagne cinesi non abbiano accesso a fonti di acqua pulitaNon più tardi di venti o trenta anni fa, l’immagine che letteratura rurale cinese dava della Repubblica Cinese era quasi idilliaca.

     Una Metamorfosi da Film Horror – I Progressi del Mercatismo 

    Da allora c’è stato il boom economico e molto è cambiato. La Cina, fino ad allora interessata principalmente al proprio mercato interno, ha aperto le porte ai Paesi stranieri per far si che propri prodotti venissero venduti in tutti i Paesi del mondo e alle imprese estere per acquisire, producendo in Cina a condizioni eccezionali, il know how per essere sempre più competitivi sui mercati internazionali. Nel 2001 la Cina è entra nel WTO, nel G8 e si è aggiudicata le Olimpiadi del 2008. Questo decennio di crescita vertiginosa, però, ha avuto un costo, ed è il popolo cinese a pagarlo: le campagne della Cina non sono più luoghi verdi e incontaminati in cui si vive a strettissimo contatto con la natura, ma luoghi  di morte. (Continua…)

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

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    Venerdì, Settembre 7th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / ICE / Iniziativa Europea dei Cittadini / Liberismo / Neoliberismo / Privatizzazioni / Capitalismo / Noam Chomsky / Duccio Cavalieri / Università di firenze / Dio / Fede / Uomini liberi / Libertà / Rivoluzione / TG / Gabbia del Debito […]

     

  • Ue: Lettera ai Ministri delle Finanze. Il Burocratese che inganna

    Ue: Lettera ai Ministri delle Finanze. Il Burocratese che inganna

    Martedì, Febbraio 19th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto – 

    Ue: Lettera ai Ministri delle Finanze / Unione Europea / Francia /  Bruxelles / Economia / Crisi / Bilancio / Debito pubblico / Deficit / Risanamento conti pubblici / Burocratese / Crescita / Pil / Olli Rehn / Francois Hollande 

    Lettera di Rehn ai Ministri delle Finanze:

    la Francia trema

    Non ci sarà il pareggio di bilancio entro il 2013

    Le solite contraddizioni europee: fingono di concedere

    tempo ai Paesi in difficolta. Ma se e solo se…. 

    Holly Rehn - Francia

    Bruxelles – Il Dietrofront del commissario europeo all’Economia, il finladese Olli Rehn, sulla potenziale apertura  ad eventuali deroghe sul risanamento dei conti pubblici da concedere a determinati paesi in difficoltà – come da copione – aumenta le "preoccupazioni" del Presidente francese Francois Hollande, anzicchè placarle. Eh già! Holland avrebbe fatto male i suoi conti e l’economia francese sarebbe in caduta libera a causa dell’austerità e del rigore che hanno messo in ginocchio, volutamente e forzatamente, diversi Stati europei. Il “Burocratese” utilizzato sapientemente nella lettera che Rehn ha inviato a tutti i Ministri delle Finanze europei si è reso protagonista di incomprensioni, probabilmente evitabili e comunque ben studiate. Il contenuto del messaggio che arriva direttamente da Bruxelles specifica che che “la Commissione potrà concedere tempi maggiori per la correzione del deficit, a tutti i Paesi in particolare difficoltà, qualora la crescita si deteriorasse in modo inaspettato”.

     La Proroga 

    Uno Stato in difficoltà potrà chiedere una dilazione dei tempi previsti che sarà probabilmente concessa solo se verrà dimostrato che siano stati effettuati tutti gli sforzi possibili di risanamento. Nella lettera, nonostante non fosse menzionata la Francia, si legge chiaramente il riferimento ai transalpini che hanno già annunciato che non riusciranno a raggiungere la soglia del 3% del deficit entro la fine dell’anno in corso e che il pareggio di bilancio – del debito accumulato dalle banche mediante i titoli di stato, badate bene: debiti contratti da privati verso altri privati – sarà datato 2017, ultimo anno della presidenza del socialista Hollande. L’Unione Europea che si ammorbidisce, dopo anni di imposizioni di rigore e austerità, e concede maggiori dilazioni per risanare i debiti, risulta comunque poco credibile. Ridicola! Sicuramente i cavilli del linguaggio burocratico non rendono i cittadini completamente consapevoli di quanto accade. Ed è proprio dietro questo linguaggio che si celano le contraddizioni dei rappresentanti europei, che di esso ne fanno uno scudo per colorarsi di magnanimità. Ma tanto, non ci crede più nessuno: anche se questo i tiranni del debito sembrano saperlo benissimo.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Ultime da Bruxelles – Parlamento: Ok al bilancio 2012/2013 da 6 miliardi e Lodi per il Messia Monti

    Ultime da Bruxelles – Parlamento: Ok al bilancio 2012/2013 da 6 miliardi e Lodi per il Messia Monti

    Giovedì, Dicembre 14th/ 2012

    – di Sergio Basile e Maria Laura Barbuto  – 

    Ultime da Bruxelles – Parlamento: Ok al bilancio 2012/2013 da 6 miliardi e Lodi per il Messia Monti / Unione Europea / Parlamento europeo / Consiglio europeo / Commissione Europea / Pacchetto bilancio / Conti 2012 / Crescita / Produzione / Fondi Emilia Romagna / Occupazione / Ammanchi / Crisi / Esportazioni / Giovanni della Via / Mario Monti / Mario Draghi / Silvio Berlusconi / PPE / Di Paola / Siria / Crisi indotta dell'Eurozona / Fondo anti globalizzazione / Centro destra / Centro sinistra / Financial Times 

    Ultime da Bruxelles – Parlamento: Ok al

    bilancio 2012/2013 da 6 miliardi, e lodi

    per il messia dei lobbisti, Mario Monti

    Promesse di Crescita ed occupazione: le solite balle europee!

    La morte della politica e della Democrazia: Vetrina di Monti

    a Bruxelles, tra farse e ipocrisie. Draghi uomo dell'anno

    per il Financial Times; 

    Italia: centro-sinistra, centro-destra e centro, tutti montiani per

    statuto Bilderberg?

    Bruxelles – Parlamento europeo: sei  miliardi di euro per pagare i conti del 2012. Praticamente una bazecola! Ma quel che più conta, è la stata la "ferma" volontà di dar priorità a "crescita e lavoro" – si fa per dire, viste le insane strategie messe in campo dall'Ue – nel bilancio del prossimo anno; nonché una "strategia" per affrontare (evitare) i possibili blocchi nei pagamenti del 2013.

     Ok al Pacchetto-Bilancio da 6 Miliardi 

    Questi sono stati i punti principali del pacchetto-bilancio approvato dal Parlamento europeo nelle ultime ore. "L'approvazione di oggi – ha dichiarato Giovanni La Via (PPE, IT), responsabile per il Parlamento europeo del bilancio 2013 – è stato un importante segnale politico della determinazione del Parlamento europeo di garantire che l'Ue abbia tutte le risorse necessarie per attuare le sue politiche in modo corretto. I 6 miliardi di euro accordati per coprire parzialmente i pagamenti per il 2012, nonché gli impegni del bilancio per il 2013, garantiranno – secondo La Via – investimenti per la crescita e la creazione di posti di lavoro, come faranno anche i fondi aggiuntivi che il Consiglio fornirà nel 2013, secondo necessità. Abbiamo insistito su questo durante i negoziati – ha detto in conclusione – e l'abbiamo ottenuto". Il pacchetto che ha ricevuto il sostegno formale della maggioranza dei deputati ha incluso 132,8 miliardi di euro in pagamenti e altri 150,9 miliardi in impegni di spesa per il 2013. Questo bilancio ammonta oggi allo 0,99% del reddito nazionale lordo (RNL) dell'Ue per i pagamenti e all'1,13% dell'RNL in impegni di spesa. 

     "Garanzie" dai 3 presidenti 

    Sempre nelle ultime ore il Presidente del Parlamento europeo (Martin Schulz) quello della Commissione e il presidente del Consiglio hanno firmato tre dichiarazioni congiunte, promettendo di aggiungere risorse nuove (?) nel corso del 2013, non appena ciò si renderà necessario per pagare le fatture in sospeso dal 2012 e per colmare il divario tra il livello dei pagamenti e quello del fabbisogno stimato. Poco prima del voto il Commissario per i bilanci Lewandowski e il ministro cipriota Mavroyiannis hanno, ancora una volta, confermato questo impegno. Certo è curioso vedere come in tempo di austerity si parli perennemente in sede comunitaria di ulteriori aumenti di spesa e come le risorse disponibili alla voce "competitività" siano state aumentate in totale del 4,8% rispetto ai livelli degli impegni di spesa del 2012; in particolare, per il 7o programma quadro per la ricerca (+6,4%), per le reti di trasporto trans-europee (+6,3%) e per il programma quadro di competitività e innovazione (+9,6%). L'unico neo è che di fatto la competitività delle imprese europee (specie quelle del Sud Europa) si riduce di giorno in giorno in maniera drastica. Ma l'iperliberismo continua a farla da padrone, nonostante tutto.

     Politica estera – Aumentano i fondi, diminuiscono i risultati 

    Anche il bilancio degli affari esteri (malgrado i magri risultati – vedi tra tutti il paradigma Siria) è più sostanzioso: +1,9% di impegni rispetto al 2012, la maggior parte dei quali saranno destinati – pare, dal comunicato – a supporto della Palestina. Vedremo. Ciò sulla falsa riga di quanto avvenuto l'anno scorso, quando si spese più della somma stimata dalla stessa Commissione. Sulla base degli impegni dell'Ue approvati da tutte le parti, nemmeno le somme messe da parte per il 2013 – a quanto pare – saranno abbastanza: pertanto tutte e tre le istituzioni si sono impegnate a "monitorare attivamente l'uso dei fondi durante l'anno e, se necessario, – si legge in un comunicato ufficiale diramato da Bruxelles – la Commissione proporrà e il Consiglio e il Parlamento approveranno una modifica di bilancio per evitare il blocco anticipato dei pagamenti". Alla faccia dell'austerity! Ma perchè nessuno parla di tagli? Quelli spettano solo ai Pigs! Altro che aumenti dunque! Per quanto prodotto in termini di risultati in questa crisi indotta – tutta dell'Eurozona, malgrado le altre forme di crisi – il Parlamento europeo dovrebbe semplicemente chiudere baracca!

     Aiuti dal Fondo anti-globalizzazione – La Polmonite e l'aspirina 

    Ma non è finita! Sentite questa: dopo aver implementato a tutto spiano – come detto – insane politiche iperliberiste (d'intesa con gli altri organi dell'Ue) protese ad accelerare in tutti i modi possibili ed immaginabili la globalizzazione (per la felicità delle grandi lobby industriali e per la gioia dell'ormai universalmente riconosciuta "fabbrica mondiale" per eccellenza: la Cina) l'accordo sulla modifica del bilancio 2012 – secondo La Via – "rende infine possibile l'accesso agli aiuti per fronteggiare la globalizzazione, rivolti ai lavoratori rimasti disoccupati in sette Paesi: Spagna, Finlandia, Danimarca, Italia, Svezia, Austria e Romania". Come dire: causo una polmonite al mio vicino e poi compro l'aspirina per fingere di curarlo. Mah! Fatto sta che il Parlamento europeo ha poi approvato – con 586 voti a favore, 69 contrari e 16 astensioni – aiuti per circa 2.6oo.ooo euro nell'ambito del FEG.

     Lavoratori in esubero e "balla globale" – Crisi e Soluzione 

    Quanto all'Italia, il nostro Paese in tal sede ha richiesto assistenza per 502 lavoratori in esubero in dieci aziende che producono veicoli a due ruote in Emilia-Romagna. La produzione – come noto – è crollata improvvisamente a causa della crisi indotta dell'Eurozona e gli attacchi gratuiti dei mercati. Una crisi però ancora spacciata dinnanzi ai giornalisti di mezzo mondo come "crisi globale", confondendo volutamente le "acque". Un modo per chiudere gli occhi a molti cittadini ancosa intrisi di becero "europeismo a buon mercato". 

     La vetrina del professore 

    Ma quasi contestualmente a tenere banco a Bruxelles nelle scorse ore è stato ancora lui, il professor Mario Monti: passato in poche ore dal fango (dell'imbroglio della crisi indotta dell'Eurozona e dello spread, denunciato pubblicamente da Silvio Berlusconi in uno stranissimo ed anomalo attacco di "verità acuta" dinnanzia alle tv italiane nei giorni scorsi: morbo, questo della "verità acuta", come avrete capito piuttosto raro di questi tempi in Europa e non solo) agli allori ed agli incensi dei "sacri" palazzi di Bruxelles, accolto come un vero e proprio salvatore, come un messia, dalla maggioranza dei deputati europei, specie quelli del PPE (Partito Popolare Europeo: lo stesso di riferimento degli uomini di Berlusconi).

     Il Messia dell'euro-casta 

    Ma perchè tutto questo patriottico entusiasmo? Forse per il lavoretto fatto con l'istruzione e la sanità? Per la distruzione del welfare state o per l'incremento di circa 100 milioni di euro del debito pubblico nazionale? per l'acquisto ingiustificato, eccessivo ed immorale di armamenti pesanti  (che gli Italiani pagheranno fino al 2024) per – addirittura – 230 miliardi di euro (qualcosa come 5 finanziarie) in tempo di austerity? O per la linea "interventista" e filo-Nato seguita contro l'ex-oasi di pace del Mediorinete chiamata Siria? Difficile capirlo! E ciò, malgrado quest'anno l'Italia sia stato il Paese del mondo – in assoluto – a pagare più tasse, e a dispetto di zero servizi per effetto del Fiscal Compact e della Spending Review. Cose queste avallate e promosse dal professore – a quanto pare – a Lui sufficienti ed utili per accattivarsi la simpatia di tutti i leader politici dei principali carrozzoni partitici italiani (ad esclusione di patiti come la Lega, Rifondazione, La Destra di Storace e Grillo). Oggetto del mistero resta in effetti Di Pietro e il suo Idv, con dichiarazioni ed esternazioni non ancora chiarissime in merito. Forse, dinnanzi a tutto questo vaneggiamento generalizzato, sarebbe ora che qualcuno tirasse fuori i temi veri ed i veri morbi che appestano l'Europa: sovranità bancaria indiscussa e disintegrazione di tutte le sovranità nazionali, innanzitutto. Per finire con la piaga euro. Ma in troppi continuan a far finta di nulla. Compresi gli eroi del web…

     L'Orgoglio del Cavaliere 

    Perfino il prode "Cavaliere" di Arcore sembra essere tornato "misteriosamente" sui suoi passi, passando in poche ore dall'uomo "contro Monti" e "contro l'ingannevole spread" ad una sorta di zerbino vivente del professore. Addirittura nelle sue ultime esternazioni nella capitale belga avrebbe auspicato un "pieno appoggio" al tecnico "Monti", ma solo se Questi accettasse l'ipotesi di guidare un grande centro "moderato" (parola grossa e fuori luogo) affinaco allo stesso Pdl. Roba da matti! Pertanto ora si prospetta all'orizzonte una sfida interessantissima e non priva di colpi di scena (a ravvivare la Democrazia italica)  tra il centro-destra "storico" ed il centro-sinistra. Si fronteggeranno da una parte Monti Mario in Bilderberg (il moderato di "destra" e "liberale") e dall'altra un certo "Mario Monti in Bersani" (evoluzione della specie): espressione di un liberalismo "sinistro" o "di sinistra", che dir si voglia.

     La ciliegina sulla torta 

    Ma la vera ciliegina sulla torta della giornata di ieri è stata l'elezione a "uomo dell'anno" per un altro italiano d.o.c.: il benefattore dell'Europa Mario Draghi, da parte di quei generosi ed imparziali mattacchioni del Financial Time. Qualcuno avrebbe senz'altro gridato allo "scherzo di Carnevale", se solo non fossimo a ridosso del Santo Natale. Chissà come l'avranno preso la notizia ad Atene! Auguri a tutti! Ne abbiamo davvero bisogno.

    Sergio Basile, Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Hollande e la Rivoluzione Francese del Debito e delle Lobby

    Hollande e la Rivoluzione Francese del Debito e delle Lobby

    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012

    –  di Maria Laura Barbuto – 

    Europa / Rivoluzione Francese / Lobby / Unione Europea /  Italia / Francia / Grecia / Spagna / Portogallo / Parigi / Crisi / Economia / Tagli / Manovra finanziaria / Legge di Bilancio / Rigore / Austerità / Debito pubblico / Pil / Crescita / Isnee /Recessione / Efsf / Fondo europeo salva stati / Francois Hollande / Jean – Marc Ayrault / Mario Monti

    Hollande e la Rivoluzione Francese del

    Debito e delle Lobby

    Presentata venerdì la legge di bilancio per il 2013:

    manovra finanziaria da 40 miliardi e crescita nulla

    nell’ultimo trimestre. Ma il Debito Pubblico è alle stelle

    Dati allarmanti per i cugini d’Oltralpe, chi sarà il prossimo?

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Parigi  –  Quello generato dalla crisi economica indotta e pilotata è un vero e proprio effetto domino: dopo la Grecia, la Spagna, il Portogallo  e le rispettive manifestazioni di piazza che hanno coinvolto milioni di cittadini europei, anche l’ambiziosa e raffinata Francia, si prepara a svuotare ulteriormente le tasche ( dei propri cittadini )  per far fronte alla politica di austerità e rigore imposta – in un regime di pura e semplice dittatura finanziaria – dall’Unione europea. Una politica che ormai risulta, agli occhi di tutti, largamente fallimentare, ed anche tra molti europei che fino a poco tempo fa si dicevano convintamente europeisti. Una dittatura, "ovviamente" incapace di generare soluzioni che servano a giustificare sacrifici immani di comuni cittadini che non hanno alcuna responsabilità ma che si ritrovano comunque a portare sulle proprie spalle il peso e la croce sterile  delle conseguenze di un’economia malata.

     La Rivoluzione Francese delle lobby 

    Ormai cambiano solo lo scenario e la lingua in cui avvengono le proteste, ma la sostanza rimane sempre la stessa: un unico grido anti europeo che unisce i cittadini di ogni singolo paese membro dell’Unione e li induce a ribellarsi davanti all’austerità e ai debiti pubblici nazionali per i quali essi stessi dovranno provvedere al risanamento. Un risanamento ovviamente pretestuoso e fittizio che non potrà mai esserci, vista la capacità del debito (illegale e gonfiato) di autorigenerarsi in virtù degli effetti perversi del signoraggio bancario e dell'iniquo articolo 123 del Trattato di Lisbona che ne legittima lo status quo (vedi allegati).

     La promesse da pinocchio di Hollande 

    E questa volta è il turno di Parigi che, venerdì, ha dovuto fare i conti con la legge di bilancio per il prossimo anno 2013, presentata al Consiglio dei Ministri e che prevede una riduzione sensibilissima del Budget statale (cioè dei sacrosanti servizi pubblici) che richiederà sforzi immani.  Eppure, il presidente francese "socialista" (o pseudo-tale) Francois Hollande, durante la sua campagna elettorale, non aveva di certo fatto presente questa situazione ma – se la memoria non ci inganna – al contrario, puntava (strategicamente e propagandisticamente)  sulla crescita e sul rifiuto di misure austere che avrebbero condannato (così come sta avvenendo) a recessione sicura i transalpini. Oggi le cose, dunque, sembrano e sono nettamente diverse, nonostante siano passati solo 4 mesi dal trionfo elettorale del successore di Nicolas Sarkozy: secondo i dati ufficiali diffusi dall’Insee – l’Istituto francese nazionale di statistica ed economia – il Pil francese, su base annuale è aumentato miseramente dello 0,2%  e, come se non bastasse,  si registra una crescita nulla relativa al secondo trimestre del 2012. Anche le esportazioni non accennano ad aumentare, al contrario delle importazioni, ma ciò che fa sicuramente rabbrividire è il debito pubblico pari a ben 1.833 miliardi di euro, che ha addirittura registrato un aumento dell’1,7% rispetto al trimestre precedente.  E ancora, a peggiorare ulteriormente la situazione dei cugini d’Oltralpe, ci pensa l’ormai celeberrimo e dittatoriale  Fondo Europeo Salva Stati, l’Efsf, nelle casse del quale arriveranno 9,8 miliardi di euro che parlano francese. Senza scordare il finanziamento dell'altro fondo (ammazza stati), quelo permanente detto MES. Da noi di "Qui Europa" ribattezzato "Morte Europea Sicura" (vedi allegati). 

     I golpe finanziari europei da Palazzo Chigi all'Eliseo 

    Nel testo discusso nel Consiglio dei Ministri, le cifre sono davvero da capogiro: 36,9 miliardi di euro saranno recuperati dall’aumento delle imposte (pare solo per i più ricchi) e dai vari tagli previsti da Jean-Marc Ayrault. L’obiettivo principale è quello di riportare il debito pubblico alla soglia del 3%, per come previsto dai trattati europei, visto che nel 2012 ha raggiunto il 4,5%.  Il "paterno" Hollande ha promesso tagli importanti per quanto riguarda le spese dello Stato: l’Eliseo avrà a disposizione per il 2013 – a quanto pare – 10 miliardi in meno e questo – al primo impatto – sarebbe cosa buona se non fosse che l’esecutivo recupererà ben 20 miliardi di euro tra le grandi imprese ed i privati. Ma il conto ancora non è servito: nonostante si cerchi di evitare la parola “austerità”, nel mirino del rigore di regime c’è finita anche la Francia (anzi gli ignari cittadini francesi) che di certo non è la prima, ma non sarà neanche l’ultima, delle sorelle dell'Eurozona a finire in un mare di guai, anzi di debiti. La cosa che rimane da chiedersi, infatti, è “Chi sarà la prossima?”. In toto scommesse è già iniziato. Le previsioni non lasciano intravedere nulla di buono (e non poteva essere altrimenti) neanche per l’Italia, in continua e progressiva caduta libera nel burrone finanziario e nell'oblio sociale. Eppure, c’è ancora chi – senza vergogna – osa proporre il Monti Bis… 

     Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Venerdì, Giugno 15th / 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Vertice Monti-Hollande / Euro / Mario Monti / Francoise Hollande / Angela Merkel /  Roma / Parigi / Atene / Berlino / Madrid / Italia / Francia / Germania / Grecia / Crescita / Eurobond / Project Bond / Spagna / Rigore / […]

    Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

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    Domenica, luglio  1st / 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima ) Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico […]

     

    Roma – Un Eurovertice che elude la crescita

    Roma – Un Eurovertice che elude la crescita

    Sabato, Giugno 23th / 2012 – di Mario Luongo –      Unione europea / Eurozona / Eurodeputato / Francesco Speroni / Lega Nord / Europa della Libertà e della Democrazia / G20 / Elezioni Grecia / Vertice Villa Madama / Angela Merkel / Mario Monti / Francoisa Hollande / Mariano Rajoy / Giorgio Napolitano / Pierluigi […]

    Parigi-Berlino – Hollande, Merkel e il fulmine rivelatore

    Parigi-Berlino – Hollande, Merkel e il fulmine rivelatore

    Sabato, Maggio 19th / 2012  – di Sergio Basile e Domenico Apicella – Francia / Unione europea / Crisi Ue / Crisi Eurozona / Presidenza francese / Eliseo / Arc du Triomphe / Francoise Hollande / Pierre Moscovici / Austerity / Fiscal compact / Crescita che non verrà / Illusioni / Crescita impossibile / Angela […]

    Euro-Capò – Batosta Merkel-Monti e mini-rivoluzione Hollande

    Euro-Capò – Batosta Merkel-Monti e mini-rivoluzione Hollande

    Martedì, Maggio 15th / 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile –  Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Crisi Ue / Disagio sociale / Germania / Elezione regionali / Angela Merkel / Francoise Holland / Mario Monti / Nord Reno-Westfalia / Land tedeschi / Austerity / Grecia / Italia / Spagna / Francia / Ungheria / […]

    Parigi – Un neo-presidente stile bohémien

    Parigi – Un neo-presidente stile bohémien

    Mercoledì, Maggio 09th / 2012   – di Franco De Domenico – Europa / Francia / Elezioni presidenziali / Francois Hollande / Eliseo / Nicolas Sarkozy  Pranzo bohémien per il neo-presidente Francoise Hollande annuncia novità per la Francia e l'Europa Parigi – Il nuovo presidente "dei francesi", come amano dire in Oltralpe dalla Rivoluzione in poi, vuole […]

    Austerity: la nota stonata dell’Europa

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    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Vecchio Continente /Francia / Germania /Grecia / Italia / Crisi Economica / Elezioni / Estremismo / Partiti / Austerità / Troika /Verdi /  Partito dei Pirati / Banca Centrale Europea / Giorgio Gaber / Hobbit / Merkel /Hollande / Sarkozy / […]

    Sarkozy c’est fini! – Hollande all’Eliseo

    Sarkozy c’est fini! – Hollande all’Eliseo

    Domenica, Maggio 6th/ 2012 – di Sergio Basile – Francia / Unione europea / Elezioni / Francoise Hollande / Nicolà Sarkozy / Rigoristi /  Socialdemocratici / Eliseo / Tour Eiffel / Angela Merkel / Vittoria dei socialdemocratici  / Coppia scoppiata  "Sarkozy c'est fini!" – Hollande Re dell'Eliseo In Francia perde la spavalderia dei rigoristi Parigi […]

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    Martedì, Aprile 24th / 2012 – di Franco De Domenico – Europa / Francia / Elezioni / Francois Hollande / Marine Le Pen / Nicole Sarkozy   A Parigi spira vento di sinistra Hollande ottimista, ma c’è l’incognita Le Pen E' la fine del Regno di Sarkò? Parigi – Già canta vittoria, contro ogni scaramanzia […]

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    Martedì, Agosto 28th/ 2012 – di Sergio Basile – Bundesbank / Jens Weidmann / Eurozona / Francoforte / Berlino / SEBC / Articolo 11 del SEBC / Wolfgang Schauble / Francoise Hollande / Angela Merkel / Mario Monti / Mario Draghi / Grecia / Italia / Antonio Samaras / Austerity / MES / ESM / […]

    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4: Banche Centrali e Signoraggio. Una storia che tutti dovrebbero conoscere

    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4:  Banche Centrali e Signoraggio. Una storia che tutti dovrebbero conoscere

    Lunedì, Agosto 27th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile – Europa / Italia / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Banche Centrali / Signoraggio / Banca d’Inghilterra / Banca d’Italia / Lira / Conio / Louis Even / William Paterson / Debito illegale / Legge 262/2005 / Mario Monti / John Kennedy / Carlo Azeglio […]

     

    Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte: Il Sistema TARGET 2

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    Luglio 9th/ 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

    Martedì, Giugno 26th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

    L’Europa e il grande inganno del Debito: come uscirne?

    L’Europa e il grande inganno del Debito: come uscirne?

    Giovedi, Giugno 21th / 2012 – Reportage-Inchiesta, di Sergio Basile e Silvia Laporta  – Italia / Eurozona / Tasse / Federalismo / Regione Veneto / Luca Zaia / Debito / Debito pubblico / Crisi / Banche / Miliardi di euro / Unione Europea/ Germania / Spagna / Grecia / imprese / Piigs / Debito illegale / Economia della truffa / Silvia Laporta […]

     

  • Ue, la deriva di un Continente nel nome dell’Euro

    Ue, la deriva di un Continente nel nome dell’Euro

    Giovedì, Agosto 2nd/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Europa / Unione Europea / Bruxelles / Debito Pubblico / Sovranità nazionale / Euro / Moneta unica / Politica / Economia / Finanza / Comunità / Unità politica / Deficit / Crescita / Crisi / Mercati finanziari / Francia / Spagna / Finlandia / Monti / Hollande / Rajoy / Katainen  

    Unione Europea: la deriva di un Continente

    E.u.r.o.: è una Rapina Organizzata. La crisi senza fine

    del Vecchio Continente

    Intanto il Professor Mario Monti si appresta a concludere

    il suo inutile propagandistico balletto tra Francia,

    Finlandia e Spagna

    Bruxelles, Strasburgo – Che l’Unione europea non navighi in buone acque è, ormai, cosa ben nota, come noto è il fatto che le vie di fuga da una crisi “organizzata” sembrano essere lontane dalla realtà dei fatti, quanto impossibili da raggiungere stando ai fittizi mezzi messi in campo da Monti, Katainen, Hollande, e Rajoy: che in queste ore parlano impropriamente di "prossima fuoriuscita dal tunnel". “Debito” è la parola che risuona, ogni giorno, in modo continuo e costante, nelle orecchie di tutti i cittadini europei, i quali, in balìa di una politica disorganizzata e di rappresentanti parolieri e chiacchieroni, diventano, sempre di più, prede facili dei poteri forti e delle leggi dell’economia dei mercati. C’è chi crede in una Europa unita, c’è chi spera che il Vecchio Continente diventi omogeneo e che tutti i paesi raggiungano un certo equilibrio, chi confida ancora, nonostante tutto, nella moneta unica.

      La Super Unione fa la forza degli Usa  

    Eppure, in questa Europa – mentre si susseguono i propagandistici balletti ed i viaggi di Mister Monti tra Spagna, Finlandia e Francia –  da un lato la Germania (favorita dalla stessa moneta unica tramite il rating e lo spread, il Sistema Target 2 e il tasso Euribor) ingrassa le proprie banche; mentre dall’altro peggiora ogni giorno di più, oltrepassando la sfera del drammatico, la situazione di stati dell'Eurozona del Sud come la Grecia, la Spagna e l’Italia. Ciò grazie al persistere di un’unica moneta che ci si ostina a voler salvare, progettata (malissimo) e riesumata artificialmente per tentare di resistere a forme di economie e di crisi nazionali diverse. Ciò, secondo una logica comunitaria basata sulla massima “l’unione fa la forza”, che dovrebbe portare i singoli Stati a “rinunciare” definitivamente e drasticamente alle ultime  porzioni rimaste della propria sovranità – da “cedere” all’Unione europea – nel tentativo di creare una comunità in grado di raggiungere anche un’unione politica, sociale, economica e culturale. Badate bene! Anche culturale! In poche parole si usa il pretesto dell'irrinunciabilità dell'euro con l'obiettivo malcelato di porre in essere le fondamenta di un superstato totalitario che si vorrebbe creare per compiacere il disegno egemonico degli Stati Uniti e di un Nuovo Ordine Mondiale imposto da una élite di banchieri. Tutte parole insomma, quelle dei leader europei: a tratti vagamente  rassicuranti, ma nel concreto – fuor di dubbio – sconcertanti e prospettanti orizzonti liberticidi. 

      E.U.R.O. – "E' Una Rapina Organizzata"  

    Progetto mirato che in questa calda estate, va avanti con il pretesto di voler salvare una moneta, l’Euro, che potrebbe essere, pertanto, l’acronimo di “E’ Una Rapina Organizzata”. Senza scordare che – come detto – in questo scenario anche la crescita, la tanto propagandata crescita, diventa una vera e propria utopia. Eh già! Per non parlare dei sacrifici immani che ogni cittadino sta compiendo in questo periodo e che sembrano davvero non avere fine. Il deficit dei paesi dell’Eurozona nella media è pari al 3% e a questo punto la domanda sorge spontanea: come è possibile che gli Usa ed il Giappone, con un deficit rispettivamente dell’8% e del 10%, non vivano una crisi così drammatica? La risposta, se non immediata, di certo non è difficile da trovare: questi paesi hanno un potenziale di crescita notevolmente più alto rispetto a quello europeo chiamato a sottostare al barbaro rigore del Fiscal Compact e all’austerità di una selvaggia Spending Review che, fino ad adesso, non ha portato a nulla, se non a situazioni più complicate da affrontare e da vivere.

      Alla ricerca dell'Europa Perduta   

    Rimettersi, come fino ad adesso tutti hanno fatto, alle regole ed alla volontà  imposte da un’Europa guidata dalla logica finanziaria, porterebbe  ad una privazione della sovranità nazionale che costringerebbe gli Stati  che vivono con più difficoltà a sottomettersi alla nazioni più potenti. Ma del resto, fino a questo momento, i fili dei burattini tirati dall'eurocasta, dalla Germania e dalla Banca Centrale Europea, non hanno prodotto che questa situazione. Insomma, siamo tutti alla ricerca dell’Europa perduta, non quella dell’Euro,  della finanza e dei mercati, ma piuttosto quella della proclamazione dei sentimenti di unità sociale e giustizia.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Debito Pubblico e Ruolo della Bce – Un Sistema Bancario Immorale

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    Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

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    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Catanzaro / Ateneo Magna Graecia / Regione Calabria / Convegno sulla crisi Sociale ed Economica dell’Ue / Facoltà di Giurisprudenza / Attacco all’Italia / Liberalismo / Liberismo / Speculazione / Bce / Sovranità / Giulietto Chiesa / Mario Caligiuri / Alessandro Morelli […]

    Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika – Quando l’euro vale più della dignità umana

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    Giovedì, Marzo 29th / 2012 Grecia / Troika / Ue  / Bce / Fmi / Commissione europea / Crisi / Banche  / Dignità umana / Spread / Rating / Blocco consumi / Protesta / Multinazionali  Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika Quando l'euro vale più della dignità umana Ma “l’usura” non era un reato? […]

     

  • Germania-Italia: “esaltante scontro calcistico” e “finto scontro politico”

    Germania-Italia: “esaltante scontro calcistico” e “finto scontro politico”

    Venerdì, Giugno 29th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Consiglio europeo / Bruxelles / Berlino / Roma / Varsavia / Europei 2012/ Vertice europeo / Calcio / Italia – Germania / Spread / Crescita / Economia / Politica / Bilancio / Crisi europea / Tobin Tax / Esm / Banca Centrale Europea / Mario Monti / Angela Merkel / Alexander Stubb / Mario Balotelli 

    Germania – Italia: scontro calcistico e politico

    Mario Monti Vs Angela Merkel – Balotelli contro la

    corazzata tedesca. Ma in campo c'è solo il SuperMario

    del calcio

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Berlino, Bruxelles – Lo avevamo detto proprio ieri che l’Unica “Italia” che ci regala un sorriso è la Nazionale di calcio che sta disputando gli Europei e che ha conquistato la finale contro la Spagna. L’attesissimo incontro tra Germania ed Italia è terminato, come tutti sappiamo, 2 a 1 per gli azzurri che hanno portato a spasso per il campo i tedeschi, facendo loro un pò di “lezioni private” di buon calcio. Se Mario Balotelli ha permesso a tutti gli Italiani di gioire per i gol segnati, l’altro “Mario Nazionale” non ha seguito la strada del primo. L’altra partita tra tedeschi e italiani si è giocata, ieri stesso, a Bruxelles in occasione della riunione del Consiglio Europeo: Monti “contro” la Merkel per chiedere nuove misure affinchè l’Italia non soffochi nel debito e lo spread si abbassi notevolmente.

      Italia-Germania – Una doppia vittoria?  

    Nonostante si parli di una doppia vittoria, calcistica e politica, sulla seconda ci permettiamo di sollevare dei dubbi: la stampa nazionale ed internazionale ha parlato di un premier, Mario Monti, deciso a mettere alle strette la collega tedesca Angela Merkel ma, nonostante le sterili parole propagandistiche, dubitiamo fortemente del passo indietro a cui la Cancelliera si è vista costretta come dubitiamo della buona fede dello stesso premer, che ad oggi ha fatto di tutto per esporre l'Italia a rating e spread, e quindi di tutto per far esplodere il debito, lasciando mano libera – come visto in centinaia di articoli – ai suoi amici banchieri. Il professore ha chiesto (dopo mesi di gravissimo immobilismo e cecità estrema) misure anti-spread e per la crescita ed ha esordito affermando di non voler chiedere aiuto, ma soltanto capire se Italia (e Spagna) dovranno vedersela da sole oppure tutta l’Europa decida di mettere una toppa ed evitare la crisi totale. Vista così dovremmo quasi ringraziare il professore. Al pari di super-Mario Balotelli. Ma le cose non stanno come  propagandato dalla stampa vicina ed asservita alla casta.

      Italia-Germania – Una doppia vittoria?  

    Dall’altro lato, però, la Merkel è decisa a portare acqua al suo mulino e a difendere i risparmi dei tedeschi e non si è ben capito se noi Italiani, dopo l’exploit del “nostro caro" professore, dovremmo addirittura ringraziarlo  per essersi ricordato di essere a capo del Bel Paese. Come se non bastasse, a rincarare la dose ci pensa il Ministro per le Politiche Europee finlandese, Alexander Stubb, che si schiera accanto alla Germania sposando la politica del rigore e la mancata solidarietà con i paesi più deboli.

      Italia-Germania – Una doppia vittoria?  

     I lavori dei 27 capi di Stato e di Governo europei riuniti in Consiglio a Bruxelles hanno toccato diversi punti: dal bilancio comunitario alle risorse di cui potrà godere l’Ue nel periodo dal 2014 al 2020, dalla politica agricola comunitaria, all’unione bancaria, argomento che sarà ripreso sicuramente anche oggi. Monti minaccia anche di bloccare la Tobin Tax qualora la Cancelliera tedesca non si mostri più morbida nei confronti, non solo dell’Italia, ma di tutta l’Europa. Che il destino dello scacchiere internazionale sia affidato alle decisioni della Germania non è cosa nuova: peccato che Monti abbia cominciato a fingere di fare la voce grossa solo adesso dopo essere stato complice – né più némeno della Merkel – del disastro dell'Italia in primis e della stessa Eurozona. Ma d'altra parte – recite e chiacchiere a parte – la strada tracciata da Monti e Merkel è la stessa tracciata dai colleghi non eletti di Bruxelles: quella dell'accentramento e del MES. Quindi non ci resta che ringraziare – per ora e per sempre – un solo SuperMario, e non di certo quello della politica, ma quello del calcio: capace con due prodezze di piegare la Germania. Cosa che non è riuscita (ammesso che ci avesse mai provato davvero) al mario "delle banche". 

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

  • Vertice Ue verso Accentramento Bancario e Fiscale

    Vertice Ue verso Accentramento Bancario e Fiscale

    Mercoledì 27 th / Giugno 2012

    – di Silvia Laporta –

    Bruxelles / Unione Europea / Barroso / Merkell / Germania / dittatura / crisi economica / Unione economica e monetaria europea / Consiglio Europeo 28-29 Giugno / crescita / controllo centralistico / Ufficio del Tesoro Europeo / 27 Paesi dell'Unione Europea / Vecchio continente /Bci / Project bound / Fondi Europei / Commissione Europea 

    Barroso – Vertice Ue verso accentramento 

    bancario e fiscale

    Il tecnocrate propone la soluzione : la dittatura fiscale

    europea!

    Un Eurovertice per la Dittatura Finanziaria e Reale

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – Mentre la crisi continua a dilagare nel Vecchio Continente, la Commissione europea chiede più autorità. Se ne fa portavoce il tecnocrate Barroso, che sente la necessità di un salto in avanti: c'è bisogno della garanzia di maggiore stabilità all’interno dei paesi dell’Unione, di integrazione fra essi e di maggiore responsabilità. Tutto ciò deve essere accompagnato, ovviamente dall’accelerazione dell’integrazione economica anche per far aumentare la fiducia complessiva nella solidità dell’euro. Barroso, si aspetta che dal consiglio europeo del 28-29 Giugno escano misure concrete per la crescita economica e che si fissino le tappe per costruire un’Unione economica e monetaria più forte e credibile. 

     Barroso vuole l'Unione Bancaria 

    Che cosa riguarderanno mai queste “misure”? Ovviamente riguardano l’aumento del capitale della Bei (Banca europea degli investimenti), il varo dei project bound (titoli – come visto più volte – garantiti dalla Ue per finanziare specifici investimenti infrastrutturali) e un uso più mirato dei fondi europei. La Commissione Europea, intende inoltre spingere per la realizzazione di una vera Unione Bancaria che dovrebbe riunire tutti i 27 Paesi membri.   Per assicurarsi che questi seguano i ritmi di sviluppo dell’Unione, Barroso suggerisce di creare delle strutture di controllo centralistico: una vera e propria supervisione bancaria europea. Ma c’è altro. Vuole formare anche un’assicurazione comune di garanzia dei depositi bancari e un sistema per intervenire nella banche in crisi compresi prestiti reciproci tra fondi nazionali.

     Verso un fisco imposto e non negoziabile 

    Inoltre, per fortificare la portata dell’Unione finanziaria, sempre a detta di Barroso, sono necessari più coordinamento nelle politiche di tassazione e un approccio europeo molto più forte nelle questioni di bilancio. Si vuole arrivare al punto che le politiche fiscali non siano più negoziabili. In soldoni: dobbiamo diventare dei burattini asserviliti alle politiche economiche europee e pagare senza battere ciglio! Se ancora non ve ne siete resi conto, i nuovi   Stati Uniti d’Europa, avranno nuovo organismo del bilancio, un vero e proprio Ufficio del Tesoro, gestito ovviamente dalla Commissione! Prende sempre più forma questo nuovo organismo statale, questo sovrastato europeo. Pian piano gli vengono attribuite le caratteristiche pecualiari di un organismo statale vero e proprio in materia economica e non solo.

     Verso una classe di subalterni e prigionieri 

    Vi ricordiamo, però, che gli stati membri sono sovraordinati a questo. Ciò equivale al fatto che anche noi cittadini diveremo sovraordinati alle sue volontà. E quello che sarà il frutto delle speculazioni bancarie della comunità europea, diverrà il riflesso del tenore di vita e lo sfruttamento dei cittadini. Una volta rettificato il trattato, potremo considerarci ufficialmente e irrevocabilmente prigionieri.

     Chi sono i nuovi Re?  

    Tornando alle vicessitudini europee, bisogna aggiungere che la Germania, ovviamente, non sembra troppo d’accordo con Barroso e con il suo nuovo organismo di bilancio. Questo perchè ciò implicherebbe il trasferimento delle entrate a Bruxelles, e aspettare che da li, successivamente, i soldi ritornino nei singoli Stati, e quindi alla Germania stessa. Nazione che però continua grazie all'euro ed al meccanismo della bilancia commerciale "TARGET2" – introdotto dopo l'euro  – a dominare l'Europa, assieme a Bruxelles ed alla City di Londra (come noto pur non essendo nell'euro) con i suoi speculatori.

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

    Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

    Domenica, Giugno 17th / 2012

    – L'Editoriale, di Sergio Basile –

    Unione Europea / Italia / Eurozona / Commissione europea / Casta Parlamentare / Olli Rehn / Michel Barnier / Pierluigi Bersani / Pierferdinando Casini / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Manuel José Barroso / Doppiogioco dell'Ue / Accentramento / Crisi / Lavoro / Crescita /  Investimenti / Incentivi / Punti forti dell'Italia / Paese ricco / Giardino d'Europa / Svendita del patrimonio pubblico / Piano verso la dittatura bancaria /  Tessuto imprenditoriale / Indici economici / G20 del Messico / Mario Monti / Corrado Passera / Voto della popolazione ellenica / Permanenza nell'Eurozona / Mercato Interno / Complotto / Contro informazione / Sergio Basile / Qui Europa / Europa / Rinascita 

    Fermiamoli! – Stanno Svendendo 

    distruggendo il Giardino

    d'Europa –  Sveglia!

    Da Bruxelles, al G20 a  Roma si sussegue

    la propaganda dell'euro-casta

    Saldi – E' iniziata la svendita del Patrimonio

    Storico Nazionale: il Giardino d'Europa

    trasformato in un arido deserto

    E i "Magnifici Tre" Stanno a Guardare!

    Fermiamoli, stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – Mentre in Italia le famiglie si apprestano a pagare la prima rata (in scadenza domani) dell'iniqua ed assurda IMU ; mentre Mario Monti e Corrado Passera propagandano il loro "Decreto Sviluppo" che riverserà fiumi di euro nelle tasche di palazzinari italiani (restituendo loro in pratica, di sottobanco ed in maniera subdola, il mal tolto dovuto al versamento della stessa IMU da parte dei re dell'impero dell'edilizia italiana) da "reinvestire" – a interesse s'intende – in strutture pubbliche (togliendo allo stato ogni iniziativa di sorta, e snaturandone il suo ruolo fondamentale); mentre la Grecia è alle prese con un voto "storico" che potrebbe scardinare la gabbia dell'Eurozona, nella quale la Troika sta lentamente dissanguando i poveri paesi del Sud Europa sotto attacco dei mercati (i cosiddetti Piigs); sul fronte dell'Ue incalza forte la propaganda "pro-crescita" di Barroso e compagni. Il cerchio dunque si chiude proprio a Bruxelles.

    L'annientamento del Mercato del Lavoro e

    l'assurdo "pizzino" della Commissione Ue 

    "L'azione messa in campo dalla Ue per fare fronte alla crisi dei debiti sovrani ha contenuto la crisi, ma non l'ha domata e tantomeno l'ha superata''. A dichiararlo – con faccia di marmo e senza alcuna vergogna di sorta – nelle scorse ore Olli Rehn – Commissario Ue, "non eletto",  agli Affari Economici e Monetari della "Banda Barroso" –  che ha bollato come ''insufficienti'' le azioni messe in campo rispetto alle sfide della crisi (e lo credo bene!). Rehn ha inviato un "pizzino" ideale al governo Monti, per  spianare la strada  dell'opinione pubblica verso un "consenso illusorio", ed al fine di garantire nella maniera più indolore possibile l'approvazione della proposta di riforma del lavoro (disoccupazione diffusa) da parte della casta-parlamentare di maggioranza che permette a Monti  di continuare le sue insensate manovre di distruzione dello stato e dello stesso Paese. "E' questione di grande urgenza" – ha dichiarato Rehn –  invitando Monti (che di certo non aveva bisogno di tali pretestuosi proclami) a portare a termine il suo lavoro (sporco lavoro) sulla riforma del mercato del lavoro nel Bel Paese. 

     Barroso-Monti – Bugie e Disinformazione  

    Secondo la Commissione europea, l'Italia affronterebbe, dunque, ''seri squilibri dovuti alla perdita di competitività nell'ultimo decennio", pertanto – secondo Rehn – ''tutte le misure prese finora dal governo per affrontare questo problema devono essere applicate in pieno e in modo rigoroso''. Ma i limiti e la pretestuosità di tali affermazioni (malgrado tv e giornali sostengano in gran parte la bontà di tali "fantasiose quanto false" ed antistoriche ricostruzioni) sono ormai ben palesi e ben comprensibili in una fetta sempre maggiore di Italiani, che hanno compreso la vastità e lo spessore della "rete del grande imbroglio" nella quale l'Italia – suo malgrado – è stata gettata. Non è vero, infatti, che da dieci anni a questa parte l'Italia attraversa un trend economico negativo.

     Tutti gli indicatori  economici smentiscono Monti,

    Bersani, Alfano, Casini e l'Ue  

    Più volte in questi mesi "Qui Europa" ha pubblicato i numeri che confutano le ricostruzioni della Commissione europea, del governo Monti e dei suoi impresentabili spalleggiatori: Bersani, Alfano (Berlusconi) e Casini. La scorsa estate l'Italia era un Paese in salute e in moderata crescita: 1) bassissimo debito privato d'impresa (appena 40 miliardi di euro, contro i ben 8000 miliardi di debito d'impresa privato delle aziende francesi – Come mai la Francia non ha subito dunque la sorte dell'Italia e il suo vergognoso declassamento?); 2) Terza riserva aurea del mondo; 3) Livello dei risparmi delle famiglie da record in Europa, e non solo; 4) Il miglior tessuto imprenditoriale d'Europa, sia per numero di attori commerciali, che per efficienza e produtività; 5) Paese leader al mondo in settori come la cantieristica navale, la metalmeccanica, l'ingegneria aereospaziale,  l'alta moda, l'impresa manifatturiera, l'industria dei servizi turistici; l'industria vitivinicola ed alimentare. Solo per citare alcuni esempi; 6) In più il Paese con il primo patrimonio artistico del mondo (il 70% delle opere d'arte sono conservate nei musei italiani: che oggi vanno verso una probabile e vergognosa privatizzazione); 7) Un Paese dalle bellezze territoriali e paesaggistiche invidiate nel mondo: non a caso prima dell'avvento del distruttivo governo dei banchieri eravamo ancora noti come gli abitanti del "Giardino d'Europa". Ciò nonostante i disastri provocati dal governo Berlusconi. A dare un quadro preciso della situazione – prima dell'invio della celeberrima letterina della (privata) Bce e dell'avvio delle ingerenze da parte dei "privati"  negli affari nazionali – fu lo stesso governo Berlusconi, come confermato (ricorderete) dallo stesso ex-ministro dell'Economia Giulio Tremonti: che nella scorsa estate fotografò nel suo rapporto semestrale la solida situazione dell'Italia, malgrado il debito pubblico di 1900 miliardi di euro. Debito – che come spiegato in decine di articoli – è stato "provocato in maniera fittizia" in seguito alla privatizzazione della Banca d'Italia e della conseguente perdita della nostra sovranità monetaria, regalata ai banchieri privati che siedono nel board della Bce. (vedi articoli nell'archivio di "Qui Europa").  

     Il gioco sporco della "Banda Barroso"  

    Ma lo smemorato Rehn – finto tonto –  ha continuato a fare il  gioco di questa cerchia di eletti – o parassiti: dipende dai punti di vista – rimettendo la salvezza della baracca allo stesso artefice del disastro: Mario Monti. ''La dimostrazione di un impegno politico degli stati membri – secondo Rehn – sarà (infatti)  il punto chiave per ripristinare la fiducia nella zona euro''. Il commissario ha indicato nelle ultime ore quattro tasselli per la cosiddetta "crescita": 1) standard unico per i requisiti patrimoniali (cioè neutralizzazione del ruolo e delle funzioni tipiche degli stati); 2) supervisione finanziaria integrata (Risorse statali nelle mani dell'Ue); 3) autorità unica per la risoluzione delle crisi (cioè accentramento imperialistico) ; schema unico di garanzia dei depositi bancari (cioè dittatura bancaria); 5)  Mutualizzazione del debito (debito – come detto – fatto non dai popoli ma dalle stesse banche) con strette regole di bilancio (cioè comprimendo i servizi pubblici essenziali elargiti ai cittadini). Tutto sommato un bel modo per affrontare una crisi provocata da loro stessi.

     Barroso decise di non bloccare la speculazione  

    Il suggello di tali scelte "dittatoriali" quanto "anti-democratiche" la "Banda Barroso" – per ammissione dello stesso presidente – lo metterà al prossimo G20 del Messico. Secondo il "Re" – non eletto – della Commissione europea, infatti, al vertice mondiale "l'Ue non lascerà alcun dubbio ai partner internazionali sulla propria determinazione a prendere ogni azione necessaria contro la crisi, difendendo la stabilità e promuovendo la crescita. Siamo determinati – continua Barroso – a mostrare al mondo che l'euro e il progetto europeo sono irreversibili''.

     In attesa del Voto greco e del G20 del Messico  

    Ma, in attesa dell'esito del voto della popolazione ellenica – che in queste ore sta affollando le urne – una domanda ci viene spontanea: se l'Ue dice di star facendo di tutto per bloccare questa "pseudo-crisi" perchè ha fatto di tutto per "non approvare" il pacchetto di misure presentato nei mesi scorsi in Commissione dallo stesso commissario al Mercato interno Michel Barnier? Perchè non si è scelti di metter fine "all'impero del rating" ed alle contestuali ingerenze dei privati e delle multinazionali (che affollano i consigli direttivi delle stesse agenzie di rating responsabili dei declassamenti all'Italia ed agli alri paesi Piigs) una volta per tutte. Appare dunque chiarissima la volontà dell'Unione europea di continuare un doppiogioco al fine di alimentare questa crisi indotta e mettere le grinfie sulla ricchezza degli stati più appetibili. E il giardino d'Europa (oggi deserto d'Europa)  è tra questi.

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

  • Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Venerdì, Giugno 15th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Eurozona / Vertice Monti-Hollande / Euro / Mario Monti / Francoise Hollande / Angela Merkel /  Roma / Parigi / Atene / Berlino / Madrid / Italia / Francia / Germania / Grecia / Crescita / Eurobond / Project Bond / Spagna / Rigore /  Voto in Grecia /Ritorno alla dracma / Possibili scenari per l'Euro / Fondo Salva Stati / Speculazione internazionale / Disoccupazione / Indicatori economici europei pessimi / Cieca politica europeista / Bollettino mensile Bce / Mario Draghi Two Pack / Fondo di riscatto del Debito / Giorgio Napolitano / Fondo perla crescita / Bocciatura della Golden Rule / Bei / Banca Europea degli Investimenti / Cittadini europei consapevoli e stufi / Strasbismo di Monti e Napolitano / G20 / Eurovertice di fine giugno 

    Eurozona – Le prospettive del voto greco

    e lo strasbismo di Monti, Hollande

    e Napolitano

    Grecia al voto: Possibile ritorno alla Dracma e vittoria

    della sinistra radicale

    I ciechi moniti pro-euro di Schulz, Merkel e Napolitano 

    Il Bollettino Bce: malissimo tutti gli indicatori economici

    Eurozona – Prospettive e Strasbismo di un Europeismo Cieco

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Atene, Berlino, Parigi, Bruxelles – Mentre oggi alla Camera si vota sul cosiddetto "Decreto sviluppo" e sui "tagli ai ministeri", ieri nella Città Eterna è stato il giorno del mini-vertice europeo tra Mario Monti e Francoise Hollande, completamente incentrato e proteso a mantenere in vita un malato terminale chiamato euro, mentre la Grecia si prepara al voto che potrebbe sancire l'addio all'Eurozona. Parigi-Roma, dunque, inaugurano un nuovo asse pro-euro, con la benedizione di Re Giorgio Napolitano, invitato – tra l'altro – dal Presidente Hollande per fine anno all'Eliseo. Ma la parola decisiva sarà espressa nell'imminente vertice del Consiglio europeo di fine Giugno (28), ferma restando la non secondaria tappa che aspetta i leader europei e mondiali al prossimo G20 in programma in Messico. Tra i più entusiasti, ieri, dopo i tifosi italiani che al gol di Pirlo hanno praticamente fatto prendere un colpo al cuore al povero Monti, proprio nel bel mezzo del suo discorso di benvenuto all'amico Hollande – forse timoroso per un principio di rivoluzione a Palazzo Chigi – proprio Re Napolitano I, che ha commentato positivamente l'incontro franco-italiano, parlando di "occasione per la crescita e l'equità per l'intera Eurozona". Ma a ben vedere le parole di Napolitano erano intrise di un cieco europeismo strabico. 

     Giorgio Napolitano: come sempre fuori luogo!  

    D'altra parte non poteva essere alrimenti, per l'uomo grazie al quale l'Italia ha dovuto sorbire da Dicembre ad oggi la "dietetica cura Monti": e questo pur non essendo "grassa", ma anzi con qualche chilo in meno! Secondo Napolitano, infatti, questa "benedetta crescita" passerebbe per Two Pack e Fiscal Compact: ovvero per l'accentramento europeo di disciplina fiscale, pareggio ed unione di bilancio. Bella novità! E per fugare tutti i dubi e le incertezze, il caro "Re Giorgio Nazionale" ha messo in guardia la patria dai "pericoli del nazionalismo" – cioè dalla voglia esagerata dei popoli di abbandonare l'euro della discordia e della speculazione per far ritorno alle proprie valute nazionali: dracma, peseta, lira e via dicendo – che per Napolitano sarebbero "sempre in agguato". ma per adesso "l'agguato" è quello che l'Europa ha teso agli Europei. Ed a dirlo non sono i soliti antieuropeisti noiosi, ma addirittura un altro Re di quest'Europa allo sbando: nientepopodimenoché Mario Draghi, che dal bollettino mensile Bce, sull'economia dell'Eurozona reso noto nelle scorse ore, ha evidenziato come nel regno di sua maestà l'euro tutti gli indicatori economici vanno malissimo e la recessione ha ormai assunto proporzioni da codice rosso. Altro che nazionalismi, dunque,  caro Napolitano! Qui va a fondo la baracca con tutti i burattini: dipende ovviamente di quali burattini parliamo! 

     Le Misure concordate da Monti e Hollande  

    Tra le misure concordate tra Monti e Hollande – oltre agli eurobond' (vedi nota in basso) ed al già ammesso" Two Pack' (vedi nota in basso) – si è trovata un'intesa "facile" sul "Fondo Riscatto debito" e sul cosiddetto (che fantasia!) "Fondo per la Crescita". Il primo consiste nel sistema di conferire al Fondo Europeo di redenzione (European Redemption Found) la parte di "debito sovrano" (di debito fatto dai sottoscrittori per l'acquisto di titoli italiani e degli altri paesi Piigs) eccedente al 60% del rapporto Debito/Pil dei Paesi non sotto assistenza. Un qualcosa pari a 2.300 miliardi di euro, per capirci; La seconda misura concordata dalla copia italo-francese (Fondo per la Crescita) consiste nella creazione di un fondo tramite lo smobilizzo dell'1% del Pil europeo (cioè della ricchezza economica nazionale degli stati Ue) per ogni anno e per dieci anni. Tale smobilizzo sarà messo a disposizione (tanto per cambiare musica) di una banca: la BEI. La Banca Europea per gli Investimenti potrà infatti utilizzare il capitale smobilizzato (sottoforma di obbligazioni a progetto) per investimenti in infrastrutture. Permettete in merito 2 brevissime considerazioni:1) alla fine è sempre una banca – e posta nelle mani della stessa tecnocrazia europea che ha provocato con indifferenza o  premeditazione quresto eurodisastro) a gestire la ricchezza degli stati; 2) gestire obbligazioni per destinarle ad investimenti, in parole povere vuol dire creare nuovo debito da gettare sulle spalle degli europei, e d'altra parte togliere agli stati la capacità e la facoltà di investire per la propria economia (mandando al diavolo ogni politica di intervento kyenesiano per lo sviluppo) e regalare l'opportunità di creare le "cosiddette infrastrutture" (come magari la Tav della discordia) a ricchi speculatori privati che satellitano tra Bruxelles, Strasburgo, Berlino e Francoforte. Inoltre gli stati (accantonata la Golden Rule che addirittura mirava a considerare debito pubblico tutte le quote di fondi gestite dall'Europa) dovranno dettagliare le suddette spese per investimento che però gestirà l'eurocrazia, estromettendo gli stati, e pertanto i cittadini che non potranno mettere il becco su tali questioni, ma dovranno solo accollarsi il "peso" del debito. Complimenti per la genialata! 

     Il Default "controllato" degli stati e il "tiepido monito" di Schulz da Agorà 

    Secondo le ultime direttive concordate da Monti ed Hollande, nella giornata di ieri a Roma, inoltre i Paesi a rischio saranno assoggettati ad un vero e proprio commissariamento (come ai tempi della Russia di Stalin), chiamato col curioso nome di "tutela giuridica Ue". Gli interessi sui prestiti saranno "congelati" ed i crediti dovranno essere per statuto comunicati entro 2 mesi, se no si considereranno estinti. La pillola è stata ben indorata, ma la sostanza resta drammatica: si continuano a prendere misure "minori", "secondarie" quanto deleterie, anzichè bloccare la speculazione bancaria (ipotesi suggerita ieri – in diretta telefonica alla trasmissione Rai Agorà – dal presidente dell'Europarlamento Martin Schulz, poi contraddittoriamente – però – tornato a lodare le politiche recessive di Monti dimostrando una coerenza pari a zero. Non si fa nulla, in pratica, per  evitare di far speculare le banche sullo spread (cioè sui differenziali d'inetresse dei Paesi declassati dalle agenzie di rating, rispetto alla Germania)  ed evitando che le banche stesse rivendano al tasso (da usura) del 6% il danaro ricevuto in "regalo" dalla Bce (Mario Draghi) al modico tasso dell'1%, . 

     La minaccia – Dalla Gabbia dell'Eurozona è praticamente  vietato uscite: lo dicono i Trattati  

    Il Presidente del Parlamento europeo ha poi intimato il popolo greco – quasi come se esso fosse costretto in eterno in una gabbia sempre più asfissiante ed inviolabile – che uscire dall'euro (in vista dell'imminente voto per decidere su un eventuale ritorno alla dracma, sponsorizzato in tutte lre salse dalla sinistra radicale) è un'ipotesi impensabile. Secondo Schulz infatti "Non è ammesso uscire dall'Euro senza uscire dall'Ue (come dicevamo è dunque una prigione bella e buona!) e l'uscita dell'Ue è proibitiva e non conveniente per gli stati, secondo quanto previsto dallo stesso Trattato di Lisbona". Ma vorremmo ricordare al carissimo e contraddittorio Schulz che il Trattato di Lisbona resta pru sempre una mezza fregatura propinata ai popoli europei: infatti esso s'innalza a "costituzione" ma in realtà è un aborto di costituzione, un surrogato votato durante l'estate di qualche anno fa da un gruppo di leader europei, e dopo le cocenti bocciature dei referendum sulla nascta di una "Costituzione Europea" intervenute in paesi come Olanda, Francia e Irlanda. A testimonianza del fatto che i popoli credono poco in questo progetto di accentramento che facendo leva sull'instabilità cronica della moneta comune (o euro-disastro) vorrebbe propinarci quale risoluzione a questa crisi indotta dell'Eurozona un ancor più truce e deleterio accentramento di tutti i poteri statali nelle mani di un unico grande stato. Gli "antostorici" Stati Uniti d'Europa dominati da eurocrati non eletti ma chiamati per virtù sconosciute, quali Barroso, i suoi "super-commissari" e lo stesso capo del Consiglio Ue, lo "sconosciuto" signor Herman Van Rompuy, con personaggi come Monti a far da spendida cornice a tutto ciò.

     L'eco della Merkel da Berlino 

     Dal canto suo, Angela Merkel, malgrado le critiche piovute dalla stampa nazionale, dice più o meno le stesse cose di Monti e Hollande: non poteva essere razionalmente diverso. Il panzer tedesco, infatti, nella giornata di ieri – dal Parlamento tedesco – in occasione della presentazione del prossimo G20 che si terrà – come detto – in Messico, ha ribadito il concetto secondo il quale la cosiddetta crescita (che stando alle condizioni attuali è un qualcosa di impossibile ed è frutto di puro becero propagandismo populista) non può che andare di pari passo con il rigore di bilancio. Cioè ha detto in pratica – leggendo tra le righe – che (così come ribadito da Mario Monti) lo stato deve farsi da parte nello sviluppo dell'Europa, mentre i privati devono prendere il sopravvento: cioè la speculazione deve trionfare ed allargarsi a macchia d'olio, ed all'ennesima potenza.

     Cittadini stufi dell'effetto euro  

    Ma tornando ad analizzare il nodo di quest'Eurozona da quarto mondo, l'euro, dobbiamo ammettere con onestà intellettuasle che finora a ben vedere tutte le mosse dell'Ue sono state fallimenateri. Perchè dunque i cittadini dell'Unione dovrebbero continuare a fidarsi dell'Europa difesa a spada tratta da Monti, Napolitano, Merkel, Hollande, Schulz e dall'eurocasta che ne loda le distruttive gesta? Perchè continuare a dissanguare i popoli con inutili tasse che finiscono puntualmente nelle tasche dei banchieri e dei lobbisti. Finora 18 Eurosummit non sono valsi a nulla. Né tantomeno, stando alle anticipazioni rese note ieri, cambierà nulla nel prossimo vertice Ue del 28 Giugno. Ed i Greci lo sanno bene. Quasi 500 miliardi di euro sono stati spesi finora per arricchire gli speculatori  e gli acquirenti del debito ellenico. perchè dunque continuare a fidarsi delle ricette per mantenere in vita un euro-mostro a suon di nuovi debiti (MES, Project Bond, Eurobond) ed opportunità per lobbisti ultramiliardari vicini alla casta europea? La verità che Monti e Napolitano fanno finta di non comprendere ciò che invece i Greci, come gli Italiani e gli altri cittadini europei hanno compreso benissimo. I cittadini sono ormai arci stufi di queste politiche pro-eurozona e pro-euro: politiche che puntualmente si ripercuotono rovinosamente sulle spalle delle famiglie europee attarvero tasse, imposte, sacrifici rigoristi, nuovi debiti mascherati dall'ingegneria finanziaria (eurobond). E tutto ciò rispetto ad un "Debito Pubblico" che anziché diminuire (come promesso dal professore di Palazzo Chigi) aumenta ogni giorno a dismisura per la gioia dei banchieri e degli amici dei banchieri. Allora il voto greco potrebbe rappresentare davvero una svolta a questa ondata di euro-bugie.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

      Appendice tecnica – Parole chiave  

     Eurobond  

    Nel contesto della crisi economica dei debiti sovrani (cioè del debito pubblico degli stati europei) dei Paesi Ue rientranti nell'area monetaria dell'euro (17 stati su 27), a partire dalla estate 2011, il termine Eurobond (o Stability bond) è stato utilizzato per indicare l'ipotetica creazione di obbligazioni del debito pubblico dei Paesi facenti parte dell'Eurozona, da emettersi a cura di un'apposita agenzia Ue, la cui solvibilità sia garantita congiuntamente dagli stessi Paesi dell'eurozona. I detrattori di questi strumenti finanziari lamentano che atraverso gli eurobond non si faccia altro che creare nuovi debiti da immettere nel sistema economico e che in ultima istanza finiranno per pesare sugli stessi cittadini europei, senza risolvere il problema principale della crescita, che è legato allìeccessiva tassazione dovuta per pagare gli interessi bancari della speculazione.

     Two Pack  

    Proposta di conferire alla Commissione europea maggiori poteri decisionali sui bilanci nazionali. Manovra pericolosa in quanto potrebbe rappresentare un passo decisivo verso la creazione di una sorta di superstato con ingerenze sistematiche all'interno dei bilanci degli stati. Si tratta di un provvedimento ambiguo che potrebbe dare un potere enorme alla Commissione Barroso, che resta pur sempre una commissione di membri non eletti democraticamente ma nominati per chiamata diretta. Qui Europa auspica pertanto che non si vada avanti su questa strada.