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  • Telefoni cellulari – Sui rischi causati alla  salute che fa l’Ue?

    Telefoni cellulari – Sui rischi causati alla salute che fa l’Ue?

    Domenica, Gennaio 13th/ 2013

    – Comunicato stampa, di Mario Borghezio, Eurodeputato – 

    Telefoni cellulari / Interrogazione / Parlamento europeo / Unione europea / Telefonia / Mario Borghezio / Cellulati / Tumori / Rischio cancro / Campagna informativa / Salute dei consumatori / Commissione europea / SAR / Specific Absorption Rating / Corte d'Appello di Brescia 

     Unione Europea     Telefonia  e Salute                                                                                  

    Telefoni cellulari – Sui rischi causati alla

    salute che fa l'Ue? 

    Boghezio: la Commissione faccia chiarezza e informi! 

    Bruxelles –  Nella mia ultima interrogazione alla Commissione Europa ho fatto riferimento ad una  sentenza della Corte d'Appello di Brescia relativa ad un caso di tumore provocato dall'uso eccessivo del telefono cellulare. Quest'ultima, infatti, pone la necessità di promuovere un'azione mirata a tutela della salute dei consumatori per prevenire gli effetti dannosi delle onde elettromagnetiche, soprattutto per gli utenti più giovani. Anche le torri di antenne radio emettono tali onde, ma al momento non sono ancora stati effettuati studi per verificarne la pericolosità. I parametri attualmente utilizzati per verificare la sicurezza dei telefoni cellulari sono indicati dal SAR (Specific Absorption Rating) che ha però valutazioni contrastantiIn virtù di ciò mi è sembrato doveroso chiedere alla Commissione Europea se abbia intenzione di promuovere una campagna informativa sui rischi che i telefoni cellulari comportano sulla salute degli utenti, e se essa intenda intraprendere al più presto – inoltre – uno studio approfondito per verificare se gli effetti delle torri con antenne abbiano ripercussioni sullo stato di salute di chi risiede nelle vicinanze. Attendiamo risposta.

    Mario Borghezio – Eurodeputato

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    Borghezio: Ue e Russia si aprano al mistero di Fatima

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    Mobilitazione Nazionale contro il Governo Monti in Difesa della Costituzione – Tre Giovani Catanzaresi Depositano la propria Denuncia presso la Caserma dei Carabinieri

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    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – Appello di www.maxiprotestadelpopolo.jimdo.com –  Unione Europea / Italia / Catanzaro / Denunciato il Governo Monti / Mobilitazione Nazionale / Difesa della Costituzione / Suicidi di imprenditori / Austerity / Macelleria sociale / Distruzione del Welfare / Stati Uniti d'Europa / Accentramento Dittatoriale / Caserma dei Carabinieri / Difesa dei Principi Costituzionali […]

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

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    Venerdì, Settembre 7th/ 2012 – di Serena Spagnolo e Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / ICE / Iniziativa Europea dei Cittadini / Liberismo / Neoliberismo / Privatizzazioni / Capitalismo / Noam Chomsky / Duccio Cavalieri / Università di firenze / Dio / Fede / Uomini liberi / Libertà / Rivoluzione / TG / […]

     

  • Primarie Pd – Scontro TV Bersani – Renzi: fumo negli occhi ed Europeismo a Buon Mercato

    Primarie Pd – Scontro TV Bersani – Renzi: fumo negli occhi ed Europeismo a Buon Mercato

    Giovedì, Novembre 29th/  2012

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile – 

    Primarie Pd: tra incertezze e poca chiarezza / Bersani / Renzi / Primarie Pd/ votazioni / black out / brogli elettorali / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Bce / Fmi / mercati / Pd / 

    Primarie Pd – Scontro TV Bersani – Renzi:

    fumo negli occhi ed "europeismo"

    a buon mercato

    Temi caldi? Del Signoraggio e dello strapotere delle

    agenzie private del rating neanche il minimo cenno.

    Silenzio assoluto anche sul ruolo iniquo dell'Euro e

    del Sistema Target 2 pro-Germania

    In vista delle Primarie, il Pd continua a legittimare il colpo di

    stato dei tecnici e si perde in futili luoghi comuni

    e "problemi" secondari

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – Ieri sera  su Rai1 è andato in onda il faccia a faccia tra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi in vista del ballottaggio delle "Primarie del Pd" di Domenica prossima. Un confronto all'americana, dietro la regia di una attenta Monica Maggioni, conduttrice e moderatrice. Dal lato dell'impatto mediatico, Renzi è parso indubbiamente più efficace e fresco del "presunto rivale": d'altro canto sono mesi che attraverso una mirata campagna di "marketing politico" il giovane sindaco di Firenze si "vende" come il nuovo che avanza, il rottamatore. Le ostilità – si fa per dire – cessano alle 23,00 ma lo scontro in realtà è apparso piuttosto come una "chiacchierata da bar" tra due vecchi amici. Tutto all'insegna del fair play e del politically correct, insomma!  Dato curioso, per un Paese che affoga nei debiti e nella recessione. Zero scontri, zero  scintille o battute al vetriolo. Tutto all'insegna della pacatezza. Troppa! Alla fine ancora una volta l'apparenza ha finito per avere la meglio sulla sostanza: lo stile più sciolto di Matteo Renzi – in camicia – ha avuto la meglio sull'immagine di un Bersani più ingessato in giacca e cravatta. Ma che ne è stato dei temi caldi del Paese? Quali le prospettive delineate dai due contendenti per rilanciare il "Sistema Paese"? Quali le urgentissime cure per tentare di estirpare un cancro maligno che sta portando la malata terminale "Italia" irrimediabilmente alla tomba!

     Fumo negli occhi 

    Abbassamento delle tasse e rilancio del lavoro, le parole d'ordine per entrambi! Ma andando al nocciolo della questione, cioè alla "legittimità" della cura Monti-Ue chiamata "Fiscal Compact", davvero le conclusioni dei due sfidanti ci sono apparse come l'ennesimo malcelato tentativo di gettare fumo negli occhi degli Italiani. Il tentativo di infondere loro vane speranze inducendoli ad andare a votare e ad alimentare il "giochino delle primarie". Un gioco hainoi sterile, che non porterà davvero a nulla! E non lo diciamo per essere catastrofisti, ce ne guarderemo bene, ma soltanto realisti. Quando parliamo di "Fiscal Compact", infatti non dobbiamo dimenticare almeno tre cose: 1) E' uno strumento altamente recessivo che costringe e costringerà l'Italia a pagare qualcosa come 45 miliardi di euro all'anno per vent'anni, al fine di saldare un debito in gran parte illegale (nel frattempo fatto lievitare da Monti di oltre 90 miliardi di euro in un solo fallimentare anno di mala-gestione del Paese) fatto lievitare attraverso una truffa legalizzata (vedi articoli in allegato). Somma alla quale vanno aggiunti gli oltre 80 miliardi di euro di interessi bancari passivi sul debito pubblico, e i 5 miliardi l'anno per la partecipazione dell'Italia al dittatoriale MES (Fondo "Salva" – Ammazza – Stati Permanente); 2) Pagare il debito richiederà inevitabilmente un aumento della tassazione, a meno che non si decida di utilizzare i soldi del "Monopoli", o che la BCE decida di rinunciare al suo diritto di signoraggio: ipotesi auspicabilissima, ma piuttosto fantascientifica, visto che Draghi preme addirittura per la nascita di un'imminente "Unione Bancaria" continentale, al fine di mettere fuori gioco definitivamente gli Stati nazionali e il loro tentativo (vedi Ungheria di Orban) di riappropriarsi della propria sovranità monetaria; 3) Il PD ha contribito in maniera preponderante a legittimare tutto questo sfacelo, avallando le scelte della Banda Monti, e proponendo il "regime debitocratico" anche per i prossimi anni, rivestendo questa infame "Dittatura del Debito" di un'aurea di normalità.

     Il Nipote coraggioso e lo Zio esperto? 

    Ecco perchè non possiamo assolutamente accettare l'espressione furbetta di Matteo Renzi, che intorno alle 22,40 di ieri si dipingeva come "il figlio coraggioso contro lo zio prudente". Ma di quale coraggio parla il nostro carissimo rottamatore? Chi lo capisce è bravo!  Pierluigi Bersani – da parte sua – ribatteva alla "provocazione" – 22,42 circa – con un'alta frase a nostro modo molto infelice: "Non si prende a calci l'esperienza!". Ma quale esperienza? Se Bersani intende i macelli avallati dai suoi amici Prodi, Amato, Ciampi, Andreattà tra gli anni Ottanta e Novanta, a suon di decreti vergogna che hanno spinto la Banca d'Italia ed il Paese stesso nelle braccia della speculazione internazionale, privando gli Italiani stessi del controllo diretto sulla propria sovranità finanziaria (diritto di sottoscrizione dei nostri titoli del Debito Pubblico  riconosciuto agli investitori esteri; e poi a tassi da usura) e monetaria, davvero non possiamo che essere daccordo con lui! "Non si prende a calci l'esperienza!" Magari si manda direttamente in esilio all'estero, o in un'isola del Pacifico. Magari dove regna alcora la legge del baratto, o comunque dove emettere carta moneta non è una tragedia apocalittica, ma una normale prerogativa riservata ad un popolo sovrano, e soprattutto a costo zero! Ma questi discorsi sembrano non interessare né al "rottamatore" Renzi, né all' "esperto" Bersani.

     Discorsi da treno e Assordanti Silenzi  

    Ecco allora, come le promesse di innalzamento degli stipendi o abbassamento delle tasse, in quest'ottica cosi drammatica e palese, si rilevano essere solo futili manovrucce da bar, "discorsi da treno" e inutili palliativi! Perchè non impugnare il Trattato di Lisbona, piuttosto, e pretendere – tra l'altro – l'abrogazione dell'art. 123, che obbliga i paesi a stare sotto lo scacco della speculazione, imponendo loro di rifinanziarsi presso i "mercati internazionbali"? Perchè non decidere davvero di salvare milioni di famiglie italiane dal cappio di Equitalia (e delle banche che ne posseggono gran parte delle azioni) chiedendo all'Ue di bandire e delegittimare una volta per tutte le agenzie di rating (private, controllate – dalle lobby – e plurindagate agenzie di rating) che aiutano a far lievitare gli interessi passivi ed il debito in maniera illegittima? Perchè questa complice cecità e questo avallare scelte criminali, che stanno portando il Paese più bello del mondo (e tra i più ricchi e robusti, prima del 2011) alla rovina? Il Silenzio!

     L'esempio dei Padri Costituenti 

    D'altra parte piuttosto deludenti sono state anche le "domande da casa" rivolte ai due candidati. Renzi ha rilanciato il suo  no al finanziamento pubblico ai partiti; è tornato a parlare del dimezzamento dei parlamentari (ipotesi illusoria e da scongiurare: diminuendo la rappresentanza parlamentare, infatti, aumenterebbe il controllo sul Parlamento dei gruppi di potere e di interesse. Tra i punti del vecchio Piano della loggia P2) e dello stop ai vitalizi. La verità è che ad essere sfoltiti, e di molto, dovrebbero essere gli stipendi dei parlamentari. Può un parlamentare guadagnare più di un minatore o di un metalmeccanico (quelli rimasti in giro, s'intende)? In un mondo normale no! Come scordare l'esempio dei Padri costituenti (uno tra tutti, Giorgio La Pira, per restare nei paragi del "Comune di Firenze") che ogni mattina si recavano in Parlamento per legiferare a proprie spese, pagandosi addirittura il biglietto del tram! Questa è politica! Innamorarsi nel proprio Paese e difendere la sovranità e la dignità dei cittadini. Roba, francamente,  lontana anni luce dallo spettacolo odierno offerto da codesti attori!

     Un black Out profetico? 

    D'altra parte – ed alla luce di quanto detto – ci piace considerare lo strano black out, durato oltre sette ore, che Domenica scorsa ha avvolto nell'oscurità i votanti e gli scrutatori – ed in parte anche probabilmente la trasparenza e la coerenza di queste primarie del Pd – come uno strano segno del destino. O come un profezia. Mentre tutti brancolavano nel buio sono andati misteriosamente dispersi un milioncino di votanti che sono diventati da oltre 4 milioni a 3, mentre – come qualcuno tra i più attenti osservatori e lettori di "Qui Europa" ricorderà – la forbice dello scontro Bersani – Renzi è arrivata a 10 punti. Un buco inspiegabile, durante il quale sarebbe potuto succedere di tutto, alla faccia della trasparenza. Cose che possono succedere soltanto in ItaliaGli organizzatori si sono giustificati dicendo che il problema veniva esclusivamente  dalle sezioni del Sud ma che, nonostante tutto, ciò non avrebbe intaccato i risultati delle votazioni. Un'affermazione che puzza di sbrogli elettorali? Mah! Ognuno può tirare le proprie considerazioni e conclusioni di sorta. Certo è che il riconteggio del voto di circa 100 mila schede elettorali dubbie o sparite, magari avrebbe potuto avere un esito differente e quindi modificare i risultati di queste elezioni. Ma col senno di poi… Il leader che ne ha tratto i maggiori vantaggi è stato Bersani. Da parte sua, il comitato pro-Renzi, non è stato di certo a guardare, ed ha prontamente chiesto che venissero messi on-line i verbali di tutti i novemila seggi, contestando – ovviamente – l'esito delle elezioni.

     Burattini e Burattinai – Pinocchi e Mangiafuoco 

    Ma chiacchiere, misteri italici e gialli da bancarella a parte, Domenica prossima avverrà il "tanto atteso" (ma da chi davvero?) ballotaggio Bersani-Renzi. L'unica certezza per ora – ci pare di capire, leggendo tra le righe – è che solo chi si converte ai precetti del Montismo potrà riuscire a fare strada ai piani alti del Palazzo. E' inutile illudersi tanto amici del Pd! Quelli che prendono e prenderanno le decisioni che contano e che ci legano alla macchina del Debito, non sarete voi, scrupolosi votanti del popolo del Pd. E non saranno – a quanto pare dalle dichiarazioni "europeiste" emerse – nemmeno gli "esperti" o "rottamatori" Bersani e Renzi. Chi deciderà davvero in questo "aborto di democrazia" saranno sempre gli apparati tristemente noti ed a capo della nostra sorte : Bce,  Ue, Fmi, Germania e mercati. La vera parola chiave del 2013, ad oggi, non sarà né crescita, né lavoro, né riduzione della tasse, ma una sola: "commissariamento!". La sovranità è loro e non del popolo! Mark Twain una volta scrisse : "Se votare facesse qualche differenza non ce lo farebbero fare!". Mai come oggi questo "detto" ci pare attuale e profetico. Una citazione che rispecchia la situazione italiana ed europea del momento in maniera sibilliaca. E' già stato tutto deciso, con la complicità del nostro carissimo "Presidente della Repubblica", Giorgio Napolitano, che a farci da "buon pastore" per i prossimi 4 anni sarà il professor Mario Monti o qualcuno simile a lui. Programmato come lui. 

     I Paladini della "Giustizia Mancata" 

    Il problema è fondamentalmente nostro: vogliamo continuare a farci guidare da "pastori" ed essere delle pecore, oppure vogliamo aprire gli occhi e capire come possiamo cambiare questa situazione? Se analizziamo i fatti e pensiamo alle prossime elezioni troviamo davanti a noi una situazione a dir poco confusa. Non ci sono Bersani o Renzi che  tengano, e per il vero neppure il paladino dell'anti-politica sembra convincerci. Beppe Grillo – Casaleggio e intrecci più o meno palesi o occulti, a parte – sembra ogni giorno di più il paladino della "giustizia mancata". Parla di fuoriuscita dell'Italia dalla moneta unica solo a sprazzi ed in maniera approssimativa; non tratta a fondo i veri temi; non parla da anni ormai in maniera sistematica e convinta di signoraggio bancario e di sovranità; non mette in discussione il Trattato di Lisbona. Temi che dovrebbero essere il suo pane quotidiano, e che dovrebbe calare all'interno di ogni pubblico confronto. Ma siamo sicuri che non sia l'ennesimo retaggio e che , anch'egli, non rappresenti solo una pedina del sistema? Francamente dopo aver creduto per mesi nel progetto Grillo, anche noi – in vista delle elezioni, e quando i grandi temi dovrebbero saltare fuori – dinnazi a tanta e tale retorica, iniziamo ad avere seri dubbi sulla sua reale bontà d'intenti. Il suo silenzio e la sua volontà più o meno manifesta di non trattare i temi fondamentali di cui sopra, suonano alle nostre orecchie come una chitarra distorta. Per ora la via dell'astenzionismo ci pare la migliore! 

    Silvia Laporta, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    IVA – Monti-Grilli, Bugiardi per mandato, glielo chiedono i Mercati

    IVA – Monti-Grilli, Bugiardi per mandato, glielo chiedono i Mercati

    Mercoledì, Ottobre 31th/ 2012  – di Sergio Basile – Iva / Mario Monti / Vittorio Grilli / Bugiardi per mandato / Bubie / Governo Italiano / Ministro dell'Economia / Dittatura Fiscale / Giorgio Napolitano / Truffa Legalizzata / Gran Suggeritore / Rating / Spread / Lehman Brothers / Ezra pound / Pierluigi Bersani / Manuel […]

    Ora l’Eurodittatura ci toglie anche il Made in Italy

    Ora l’Eurodittatura ci toglie anche il Made in Italy

    Giovedì, Ottobre 25th/ 2012 – di Vincenzo Folino  –  Commissione europea / Made in Italy / Confindustria / Roberto Snaidero / Marchio di Qualità / Contraffazione / WTO / OMC / World Trade Organization / Morte dell'economia italiana / Cina / Contraffazione /  L'Eurodittatura ci toglie anche il Made in Italy Via libera alle merci […]

    Benvenuti nel Quarto Reich. Il Mostro è tornato: Ecco il suo Volto

    Benvenuti nel Quarto Reich. Il Mostro è tornato: Ecco il suo Volto

    Giovedì, Ottobre 25th/ 2012 – di Sergio Basile – Quarto reich / Benvenuti / Spread / unione Bancaria / Eurozona / Accentramento Bancario / Spread / Rating / Procura di Trani / Mario Monti / Angela Merkel / Mario Draghi / BCE / Merrill Lynch / Klaus Regling / Quanto Reich / ESM / MES / Fondo […]

    Renzi, quei 14 milioni di voti e il futuro di Monti

    Renzi, quei 14 milioni di voti e il futuro di Monti

    Martedì, Ottobre 23th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Matteo Renzi / Pierluigi Bersani / Primarie Pd / Tony Blair / Mario Monti / Quirinale / Palazzo Chigi / Tg 3 / Beppe Grillo /  Trasparenza finanziamenti / Fondo Algebris / David Serra / Sondaggi pre elettorali / Ipr Marketing  

     

     

     

    Legge di Stabilità – Spaccature tra i Carrozzoni Montiani

    Legge di Stabilità – Spaccature tra i Carrozzoni Montiani

    Martedì, Ottobre 16th/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Legge di Stabilità / Italia / Corrado Passera / Irpef / Iva / Aumento aliquota Iva / Tagli sui trasferimenti regionali / Guido Crosetto / Povertà dilagante / Confcommercio / Mario Mauro / Albertini / Regione Lombardia  Legge di Stabilità – Critiche asprissime anche […]

    “Basta Monti, basta Europa, basta multinazionali”! Di Finizio insegna!

    “Basta Monti, basta Europa, basta multinazionali”! Di Finizio insegna!

    Venerdì, Ottobre 5th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Cupola Vaticano / Monti / austerity / unione europea / striscione di protesta / Città Eterna / Direttiva Bolkesterin / protesta / Marcello di Finizio / Trieste / giovani italiani in rivolta / piazze italiane / contro l'austerity / contro monti / contro […]

    Studenti, l’Ora della Protesta – Scoppia l’Autunno Caldo: loro sono il futuro dell’Italia

    Studenti, l’Ora della Protesta – Scoppia l’Autunno Caldo: loro sono il futuro dell’Italia

    Venerdì, Ottobre 5th/  2012   – di Sergio Basile – Mario Monti / Proteste studentesche / Roma / Torino / Proteste studenti / Elsa Fornero / Profumo / Austerity / Rivoluzione sudentesca / Unione europea / Palermo / Milano  Studenti, l'Ora della protesta. Scoppia l'Autunno Caldo: loro, il futuro dell'Italia Studenti in piazza in tutte le maggiori città […]

    Roma – Tagli per Regioni e piccoli tagli per Parlamentari

    Roma – Tagli per Regioni e piccoli tagli per Parlamentari

    Venerdì, Ottobre 5th/  2012   – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Mario Monti / indennità parlamentari / tagli / numero dei consiglieri / Palazzo Chigi / Corte dei Conti / Trasparenza / Spesa Pubblica / Filippo Patroni Griffi / Titolo V Costituzione / Autonomia della Regioni / collaboratori dei parlamentari / portaborse  Padri […]

    Italia – Ricetta Ammazza-Crescita

    Italia – Ricetta Ammazza-Crescita

    Mercoledì, Ottobre 3rd/ 2012 – di Mario Luongo – Italia / Giorgio Napolitano / Euro / Crescita impossibie / Mariano Rajoy / Paul Krugman /Integrazione politico – economica / Abbandono Euro /  Scandalo Regione Lazio / Francesco Fiorito / Andrea Augello / Sfaldamento Pdl / Commissariamento regione Lazio / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Andrea […]

    L’Olezzo delle Carogne della Macelleria Sociale sale fino a Bruxelles

    L’Olezzo delle Carogne della Macelleria Sociale sale fino a Bruxelles

    Martedì, Ottobre 2nd/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Unione europea / Disoccupazione / Eurostat / Euro / Moneta Unica / Target 2 / Spagna / Grecia / Mezzogiorno d'Italia / Osservatorio "Qui Europa" / Carrozzoni politici / Mes / Fiscal Compact / Propaganda mediatica / Mentana / Macelleria Sociale / Ambigui sondaggi […]

    Spending Review e Neoliberismo, il Nocciolo della Menzogna

    Spending Review e Neoliberismo, il Nocciolo della Menzogna

    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Max Cittadino – Italia / Spagna / Unione europea / Crisi economica / Spending review / Tagli alla spesa Pubblica / Pagine economiche dei TG / Welfare / Politiche liberiste / Neoliberismo / Scuola Austriaca / Shumpeter / Keynes / Lavoro produttivo / Scandali bancari / […]

    Monti Bis – I compari del Bilderberg scendono in campo

    Monti Bis – I compari del Bilderberg scendono in campo

    Sabato, Settembre 29th/ 2012  – di Sergio Basile e Federica Santoro – Italia / Roma / Bilderberg Club / Guerra Mediatica / Mario Monti / Monti Bis / Campagna elettorale / Miliardi / Investimenti / Sky / Mediaset / Rai / La Repubblica / Il Corriere della Sera / Pierferdinando Casini / Pierluigi Bersani / […]

    Welcome in Italy, L’ex Giardino d’Europa

    Welcome in Italy, L’ex Giardino d’Europa

    Venerdì, Settembre 28th/ 2012  – di Federica Santoro – Italia / Roma / Milano / Bruxelles /  Welcome in Italy / Agenzia Ue per l'Ambiente / Inquinamento e polveri sottili / Record Negativo / Mobilità innovativa / Corrado Clini / Schiavi italiani / Accise statali / Biciclette / Rischio cancro  Welcome in Italy – Monossido […]

    SPQR – L’epilogo del caso Fiorito e le Dimissioni della Polverini

    SPQR – L’epilogo del caso Fiorito e le Dimissioni della Polverini

    Mercoledì, Settembre 26th/ 2012 – di Mario Luongo – Francesco Fiorito / SPQR / Dimissioni / Renata Polverini / Consiglio Regionale Lazio / Decentramento amministrativo / Belsito / Lusi / Pdl / Circoscrizione Frosinone / Anagni / Capogruppo regionale Pdl / Vilfredo Pareto / Merito Morale / Polis Greca  SPQR – L'epilogo del caso Fiorito […]

     

  • ACTA: l’Eurocamera boccia il Trattato più liberticida di sempre

    ACTA: l’Eurocamera boccia il Trattato più liberticida di sempre

    Giovedì, Luglio 5th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Parlamento europeo / Assemblea plenaria / Votazione / Bocciatura ACTA / Petizione popolare / Unione europea / Acta / Accordo anticontraffazione / Accordo liberticida / Multinazionali / Diktat / Diritti / Censura / Web / Europa / Usa / Obama / Fascicolo istituzionale /  Consiglio  europeo / Ratifica / Sequestro / Confisca / Arresto / Risarcimenti 

    ACTA: l'Eurocamera boccia il Trattato più

    liberticida di sempre

    Un sospiro di sollievo per milioni di europei:

    festeggia il popolo Anti-ACTA

    Il Parlamento europeo Respinge l’ACTA

    Strasburgo – Era un giorno atteso da mesi questo, e non solo per i protagonisti del voto di ieri, quanto per milioni di giovani europei con il fiato sospeso in merito al delicato passaggio dell'Eurocamera sul trattato della "Censura", il famigerato ACTA. Trattato contro il quale, nei mesi scorsi, era stata presentata al Parlamento europeo una petizione firmata da 2,8 milioni di cittadini di tutto il mondo che chiedeva il "No". Il Parlamento europeo riunito in seduta plenaria alla fine ha deciso nel migliore dei modi, ovvero respingendo seccamente – malgrado gli ultimi colpi di coda e le preoccupanti dichiarazioni pro-ACTA piovute dall'eurodeputata francese Marielle Gallo – la ratifica del controverso Trattato Internazionale sulla contraffazione di beni materiali e la tutela della proprietà intellettuale su internet. La plenaria di Strasburgo ha espresso 478 no, 39 si' e addirittura 165 astensioni.  L'ACTA, come detto negli ultimi articoli pubblicati, era già stato respinto in maniera informale da ben 5 commissioni parlamentari competenti: commercio estero, giuridica, industria, liberta' civili, giustizia e affari interni e sviluppo.

      Il primo "No" di Strasburgo su un Trattato Internazionalie  

    Con il no di Strasburgo – il primo dell'Eurocamera in materia di trattati commerciali internazionali – dunque, il Trattato Acta non potrà diventare legge nell'Ue né ovviamente in Italia e negli altri 26 stati membri. Ora spetterà capire quali vie alternative l'Unione debba indicare al fine di proteggere la proprietà intellettuale sul web senza però andar contro le libertà dei singoli, ed in palese favore di lobby e multinazionali. Secondo l'eurodeputato Francesco De Angelis, relatore ombra di Acta in commissione Industria, ''con questo voto, l'Europa si conferma baluardo dei diritti fondamentali (su questo ci sarebbe molto da dire e dissentire) anche per quanto riguarda la libera condivisione dei contenuti nello spazio digitale''.

      Ppe deluso  

    Delusione da parte dei popolari del Ppe, stranamente in gran parte schierati per il si. Ma d'altra parte ci chiediamo: come accogliere un trattato cui modalità attuative e sanzioni rischiano di limitare la circolazione di informazioni e contenuti sul web? Come accogliere un trattato che viola e mina gravemente i diritti fondamentali dei cittadini, aprendo scenari iniqui di tutela da parte dei possessori (multinazionali e lobby) di brevetti da utilizzare contro centinaia di milioni di persone? Questa posizione di una cospicua fetta di moderati del Ppe francamente ci ha lasciato addosso un certo sconcerto. Ma fortunatamente – almeno stavolta – a Strasburgo il buon senso e la volontà popolare hanno avuto il giusto peso. Ora bisognerà vedere se la Commissione europea non trovi qualche altro cavillo per far rientrare l'ACTA dalla finestra: così come aveva "minacciato" con tono arrogante il commissario Karel De Gucht. Beh! Noi di "Qui Europa" staremo a vedere ed a vigilare per voi. Ma D'altra parte i rischi dell'ACTA esaminati erano davvero troppi e troppo pericolosi. Non a caso l'ACTA è stato definito come il trattato commerciale più liberticida dai tempi dell'Antica Roma. Rivediamo insieme il perchè in questa breve sintesi che vi riproponiamo:

      Rischi e Ingerenze dell'ACTA  

    E’ doveroso ricordare che le multinazionali con l’Acta avrebbero goduto di una posizione di assoluto vantaggio sui piccoli consumatori e sulle piccole aziende, in forza della semplice esistenza di un brevetto o di un diritto d’autore, tale da permettere di porre in essere spropositate ed ambigue misure di censura e difesa che di fatto avrebbero potuto limitare fortemente le libertà dei singoli, creando una sorta di dittatura commerciale, ed imbavagliando – tra l’altro – una delle poche fonti di informazione rimasta (parzialmente libera): il web

      1 – Competenza dell'azione legale  

    L'ACTA implicava, dunque,  sconcertanti limiti alle libertà personali, che avrebbero favorito il libero gioco delle multinazionali. Esso, infatti, non chiariva in modo esaustivo e sufficientemente chiaro la "scala commerciale" e gli ambiti di competenza ed azione legale nei confronti dei diritti d'autore, e dei loro presunti violatori.

      2 – Provider poliziotti di rete  

    Inoltre l'Acta implicava il paradossale ed improprio riconoscimento dei provider e dei fornitori di servizi Internet quali "poliziotti"  di rete, con contestuale

      3 –  Riconoscimento automatico di Rimborsi e Indennizzi Iniqui  

    riconoscimento ai titolari dei diritti (diritti spesso iniqui e sbilanciati) di chiedere rimborsi elevatissimi in seno ai presunti trasgressori.  Molta confusione l'Acta faceva  poi sull'entità dei rimborsi. Insomma (come già trattato negli articoli pubblicati in "Qui Europa" nelle scorse settimane) si trattava di un documento che avrebbe potuto compromettere per sempre – ed in negativo – i rapporti tra operatori commerciali e tra operatori e società civile. Il tutto vertiva – come detto – sul rispetto dei brevetti e dei diritti d'autore acquisiti. Ma d'altra parte è anche doveroso ammettere che molte multinazionali – oggi come in passato – hanno volutamente acquistato e/o registrato dei diritti d'autore su rivoluzionarie invenzioni per poi magari naconderli nei loro cassetti, e poter godere – senza alcuna limitazione ed in regime di monopolio – di diritti illimitati. Ciò ha portato tali grandi colossi economici ad operare in mercati "anti-concorrenziali" in regime di monopolio. E questo anche in settori particolarmente delicati e ampi come ad esempio l'agricoltura o il settore farmaceutico

      4 – Blocco illeggittimo su semplici supposizioni di violazione  

    Il Trattato avrebbe permesso, inoltre, alle multinazionali di bloccare i "presunti trasgressori" senza attendere il preventivo e tempestivo intervento della legge. L'attività di un presunto trasgressore, dunque, sarebbe potuta essere stata bloccata a discrezione della multinazionale di turno, ed in maniera del tutto arbitraria e preventiva: sulla base, cioè, di semplici supposizioni di violazioneDavvero assurdo! 

     Le altre imminenti e durissime battaglie da vincere  

    Una volta tanto buone notizie da Strasburgo! Ora però le altre imminenti e grandi battaglie da disputare e vincere sono quelle per il debito iniquo e per la sovranità popolare. Dobbiamo rigettare l'idea che un Super-Stato accentrato (come quello in cantiere: gli USA d'Europa) possa risolvere i problemi dell'Eurozona. Anzi! Sarebbe la fine della democrazia o di quel che ne resta.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)