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Tag: Vittorio Grilli

  • IMU – Confagricoltura e CIA denunciano: Settore allo sfascio, l’IMU è iniqua!

    IMU – Confagricoltura e CIA denunciano: Settore allo sfascio, l’IMU è iniqua!

    Venerdì,  Febbraio 15th/ 2013

    – di Vincenzo Folino – 

    IMU / Confagricoltura / CIA / Confederazione Italiana Agricoltori / IMU agricola / Fallite migliaia di imprese / Azioni legali / Governo Tecnico / Maria Catania / Vittorio Grilli / Decreto Legislativo n.201  del 2011 / Maria Teresa Bertuzzi / Paolo De Castro / Agenda Europea / Commissione Agricoltura del Parlamento europeo / Parlamento Europeo / Mario Monti / Chiusura Imprese Agricole Italiane / Tributo Iniquo 

    IMU – Confagricoltura e CIA denunciano:

    Settore allo sfascio, l'IMU è iniqua! 

    Sensa sostenibilità economica non può esserci

    sostenibilità ambientale. Anzi: non c'è impresa!

    L'IMU col senno di poi – Ora i partiti fanno la voce grossa

    CIA Confagricoltura IMU

    Roma, Bruxelles – La CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) e Confagricoltura, in una lettera inviata ai ministri delle Politiche agricole Mario Catania e dell'Economia Vittorio Grilli, hanno chiesto al governo di fare massima chiarezza sul gettito dell’Imu agricola, ovvero, di rispettare gli impegni presi. La  richiesta di informazioni è dettata dal fatto che nei confronti del tavolo tecnico sull’Imu “il Governo – scrivono i presidenti delle due organizzazioni – si assumeva il lodevole impegno di provvedere ad un’eventuale revisione delle aliquote relative ai fabbricati rurali strumentali ed ai terreni agricoli, ad opera di un decreto del Consiglio, da emanarsi entro il 10 dicembre 2012”“A suo tempo – proseguono – abbiamo già provveduto a sollecitare l’emanazione del decreto, ben consapevoli delle difficoltà temporali rappresentate anche dal termine dell’accatastamento dei fabbricati rurali, a oggi iscritti nel catasto terreni, fissato al 30 novembre scorso”. Tuttavia, con la solita velocità e coerenza che contraddistingue chi ci governa, siamo giunti alla metà di febbraio e tutto tace.

     Cia e Confagricoltura verso possibili azioni legali? 

    Insomma,  Confagricoltura e Cia non stanno facendo altro che chiedere il rispetto degli impegni contenuti nel decreto legislativo n.201/2011 istitutivo dell’imposta, che prevede l’introduzione di una “clausola di salvaguardia” per il settore primario; e dopo “aver concesso un congruo periodo di tempo sia alla verifica del gettito Imu dell’anno 2012, sia all’attività di monitoraggio del processo di accatastamento dei fabbricati rurali”, si sono dichiarate pronte non solo ad iniziative di carattere sindacale, ma anche a vere e proprie azioni legali.

     IMU – Senza Sostenibilità Economica non c'è Sostenibilità Ambiantale  

    Nel segno della critica, per quanto attiene le politiche agricole messe in atto dal governo tecnico, possono essere inquadrate anche le recenti dichiarazioni della senatrice Pd Maria Teresa Bertuzzi, e del presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro. La prima ha dichiarato che “senza sostenibilità economica non ci sarà sostenibilità ambientale”, ricavandone la necessità e l’urgenza “di mettere al centro dell’attenzione della politica e del prossimo governo l’impresa agricola e l’imprenditore agricolo”. La Bertuzzi ha poi precisato come il saldo negativo della nostra redditività agricola sia dovuto a cause strutturali (alto costo di trasporti ed energia, peso burocratico e fiscale) sulle quali è necessario intraprendere azioni valide sul lungo periodo; nonché a cause che potremmo definire di malgoverno e sulle quali al contrario, come nel caso dell’Imu agricola, “bisogna agire da domani mattina, poiché contiene una dose di iniquità”.

     "Piove Governo Tecnico!"  

    Il presidente della Commissione Agricoltura del PE, dal canto suo, ha ribadito come “siamo davanti a un errore tecnico, l’Imu è una tassa sul patrimonio, mentre qui si tassano i mezzi di produzione, che errore!” Insomma, ci troviamo di fronte ad un tipico caso di italian tecno-style,  un “errore tecnico” commesso da un “governo di tecnici”! Forse d'ora in poi – e considerando le migliaia di aziende agricole che Monti e l'Agenda Europea" hanno fatto fallire, sarà proprio il caso di dire: "piove, governo tecnico!", in attesa che si rassereni e che finalmente si "apra" questo cielo cupo. Certo la cosa alquanto paradossale è vedere come finora i partiti di maggioranza siano stati tutti solidali nel votare e mandare avanti una porcata simile (qual è l'IMU) ed ora vestano il ruolo di oppositori della politica dei tecnici. Mah!

    Vincenzo Folino  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Lunedì, Settembre 10th/  2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – Italia / Roma / Bari / Cernobbio / Palazzo Chigi / Intervento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Fiera del Levante / Golpe / Colpo di stato Speculazione / Rovina dell'Italia / / Crescita / Menzogne / Recessione / Disoccupazione / Accise statali […]

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    Venerdì, Agosto 31th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile –  Italia / Partiti politici / Corte dei conti / Furto di 185 milioni / Regionali 2010 / Rimborsi / Partiti nazionali / popolo delle libertà / Agazio Loiero / Partito Democratico / Lega Nord / Io amo la Lucania / La Puglia prima di tutto […]

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     Giovedì, Agosto 9th/  2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta – Crisi / Debito pubblico / Roma / Bruxelles / Berlino / Londra / Referendum anti Ue / Washington / Unione Europea / Germania / Regno Unito / Italia / Corriere della Sera / Giuliano Amato / Franco Bassanini / Costituzione tedesca / Mes […]

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    Venerdì, Settembre 7th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / ICE / Iniziativa Europea dei Cittadini / Liberismo / Neoliberismo / Privatizzazioni / Capitalismo / Noam Chomsky / Duccio Cavalieri / Università di firenze / Dio / Fede / Uomini liberi / Libertà / Rivoluzione / TG / Gabbia del Debito […]

     

  • Barroso, Premio Nobel per la Fame!

    Barroso, Premio Nobel per la Fame!

    Martedì, 12 febbraio / 2013 

    – di Giovanni Antonio Fois – 

    Manuel Barroso / Commissione Ue / Commissione europea / Ecofin / Francia           

    Manuel Barroso, Premio Nobel per la Fame!

    Intanto i Grandi Vertivi Industriali si schierano apertamente

    contro la svalutazione dell'Euro: il gioco al massacro

    continua

     

    di Giovanni Antonio Fois

    Euro Disastro

    Bruxelles, Francoforte – Si prospetta un'intensa settimana di incontri finanziari, tra i diversi membri dell'Eurozona, che potrebbe far oscillare vertiginosamente i valori di cambio eurodollaro. Nel corso del meeting dell'Eurogruppo, svoltosi ieri, il Ministro delle Finanze francese, Pierre Moscovici, sulla scorta di quanto esposto pochi giorni fa dal presidente Hollande, ha sottolineato l'importanza della discussione in merito ai tassi di cambio dell'euro, sempre più forte in campo internazionale. All'incontro non era presente il ministro dell'economia italiano, Vittorio Grilli, che parteciperà invece all'incontro Ecofin, previsto per questo pomeriggio. Tuttavia, su ''consiglio'' (per non dire imposizione) del ministro tedesco Rosler,  la discussione non si riaprirà fino al prossimo weekend, quando avrà luogo l'attesissimo G20 a Mosca.

     Il Bollettino della BCE 

    Nel frattempo, giovedì, sarà diramato il bollettino mensile BCE che renderà noti i dati statistici analizzati dal consiglio direttivo in occasione dell'ultimo meeting. Tuttavia, proprio in queste ore, come un fulmine a ciel sereno, è giunta la dichiarazione da parte dei Paesi aderenti al gruppo G7. ''I ministri ed i governatori della banche centrali del G7 ribadiscono il loro impegno verso tassi di cambio determinati dai mercati e si consulteranno su eventuali azioni da intraprendere''. Ciò è quanto affermato nella nota diffusa questa mattina.

     Vertici industriali contro la svalutazione dell'euro 

    ''Le nostre politiche fiscali e monetarie – si legge ancora nella nota – sono state e rimarranno orientate verso il raggiungimento dei rispettivi obiettivi nazionali (domestici) usando strumenti nazionali e non hanno come obiettivo i tassi di cambio''. I grandi vertici industriali, riuniti in volontà congiunta espressa in questa nota ufficiale, si schierano apertamente contro la svalutazione della moneta e contro ogni altra iniziativa che non sia direttamente dettata dagli stessi mercati, dimostrando pertanto di avere una solida e congiunta identità d'intenti. Una volontà che evidentemente sovrasta e si pone in antitesi con le esigienze economico-finanziarie dei cittadini europei schiacciati dalla crisi indotta dagli stessi padroni arroganti della baracca.

     Dichiarazioni ad Orologeria 

    Sarà forse un caso che tali dichiarazioni vengano rilasciate proprio il giorno successivo all'incontro dell'Eurogruppo, durante il quale, oltre che alla suddetta questione, è stato tirato in ballo anche il tanto criticato MES? Sarà un caso che proprio ieri si è arrivati persino a discutere sulla possibilità di mettere un tetto alla liberticida e vergognosa capacità di ricapitalizzazione delle banche da parte del sopracitato Fondo di salvataggio dell'Eurozona? Evidentemente la Germania sta perdendo il controllo sulla situazione europea e necessita di un aiuto esterno, di voci autorevoli che ne supportino le intenzioni. A questo punto appare chiaro come gli stati europei, in quanto parti in gioco  del progetto internazionale "mondialista" guidato dalla Trilateral Commission, dovranno continuare a perdere denaro, lavoro ed opportunità, fin quando questo sarà necessario, nel disegno globale del quale quasi la totalità dei cittadini rimane all'oscuro. Ciò contribuirà in maniera irreversibile a creare un solco insormontabile tra plebe e casta illuminata, e aiuterà quel precesso di espropriazione di massa in atto dal 2007 a questa parte, col pretesto dello crisi indotta.

     Barroso e la Trappola Euro – Un qualcosa di irreversibile?  

    Intanto Manuel Barroso, uno dei principali colpevoli per la situazione austera nella quale ci ritroviamo oggi, trova il tempo per concedere un'intervista rilassata, sul ruolo dell'UE in campo internazionale, sull'importanza di mantenere viva la moneta unica e di mantenere in acqua, per il momento, ''scialuppe di salvataggio'' per questa tempesta finanziaria, che dura ormai da anni.''L'Euro è più di una moneta' '- sostiene con rara faccia tosta – ''E' qualcosa di irreversibile e noi abbiamo bisogno di questo simbolo d'unità per contrastare alcuni speculatori dei mercati finanziari che puntano su un collasso della nostra valuta''.

     Quando  "Il Cancro" diventa "La Cura" 

    Ma se stiamo ancora pagando debiti che non ci appartengono! Come possiamo combattere gli speculatori finanziari, se questi sono il vero cancro interno allo stesso sistema? Com'è possibile che il signor Barroso – Presidente della Commissione Ue dal 2004 e fino al 2014 –  permettendo la sottoscrizione del Trattato di Lisbona, l'instaurazione del Meccanismo europeo di stabilità (MES o ESM), la permanenza degli interessi Bilderberg-Trilateral ed affamando i popoli europei in favore dei grandi imperi bancari, il mese scorso sia stato insignito, quale rappresentante dell'UE, del Premio Nobel per la Pace? Non sarà mica l'ennesimo tentativo, vista la crescita esponenziale dei sentimenti euroscettici, di correre ai ripari? Voi che dite?

    Giovanni Antonio Fois  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • IVA – Monti-Grilli, Bugiardi per mandato, glielo chiedono i Mercati

    IVA – Monti-Grilli, Bugiardi per mandato, glielo chiedono i Mercati

    Mercoledì, Ottobre 31th/ 2012 

    – di Sergio Basile –

    Iva / Mario Monti / Vittorio Grilli / Bugiardi per mandato / Bubie / Governo Italiano / Ministro dell'Economia / Dittatura Fiscale / Giorgio Napolitano / Truffa Legalizzata / Gran Suggeritore / Rating / Spread / Lehman Brothers / Ezra pound / Pierluigi Bersani / Manuel Barroso / Unione europea / Pierferdinando Casini / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Inside Job / truffa delle agenzie di rating / Goldman Sachs / Standard & Poor's / Moody's / Sicilia / Rosario Crocetta / Beppe Grillo / Giorgio Napolitano / Legge di Stabilità / Riforma Elettorale / 

    Monti-Grilli, Bugiardi per mandato! Iva: un

    favore agli Italiani chiesto dai mercati

    Ma chi sono i mercati? Cosa sono il Rating e lo Spread?

    Aria fritta! E' una truffa, ed ecco perchè!

    La truffa Usa del 2007 insegna

    Pd, Udc e Pdl: la cecità complottista della Troika Italica

    Roma – Ennesime bugie del Ministro dell'Economia Vittorio Grilli, che stamane su Rai Uno ha nuovamente dichiarato come l'Italia sia prossima dall'uscita dalla Crisi (?) anche grazie alle misure varate dal suo governo. Ma quel che dice non è solo assurdo e completamente menzognero, ma va contro qualsiasi fondamentale economico. Contro qualsiasi legge studiata in dozzine di manuali di economia. Evidentemente anche in molti manuali distribuiti presso la Bocconi del tecnico signor Monti. E' tornato a parlare di Legge di Stabilità e di Imu Grilli, secondo il quale "la scadenza del 17 dicembre per il pagamento del saldo dell’Imu non potrà essere posticipata". Ma molti comuni non hanno ancora deciso sull'Imu. "Per i cittadini di tali comuni – chiarisce Grilli – i pagamenti dovranno comunque attenersi alle indicazioni sulle aliquote date da Palazzo Chigi".

     IVA – Vittorio Grilli, bugiardo per "chiamata" 

    Ma stamane Grilli ha parlato anche di Iva, e qui assistiamo all'apoteosi della bugia. Secondo il tecnico infatti il governo non ha aumentato l'Iva, ma l'ha diminuita. Avete letto bene, non sono impazzito! L'avrebbe diminuita: dal momento che in Giugno, la stessa – a detta di Grilli – "era stata aumentata in previsione addirittura di 2 punti percentuale (dal 21% al 23%)" grazie ai voti favorevoli di Pd, Pdl e Udc.

     Grilli – "Con l'IVA, stiamo facendo un Grande favore agli Italiani" 

    Pertanto, la Banda Monti (che ad oggi – ricordiamolo – fa un lavoro sporco senza rispondere a nessuno, perchè governa senza alcun mandato elettorale) secondo lo pseudo-ministro dell'"Economia" starebbe facendo un grande favore all'Italia ed agli Italiani. Ma ci chiediamo allora: qualora gli aumenti concordati fossero stati di 5 o 6 punti, cioè dal 21% al 26-27%, ci sarebbe stato il concreto rischio di dover assistere alla beatificazione di Mario Monti? Evidentemente si! Perchè, se il "ragionamento" (si fa per dire) di Vittorio Grilli, fosse valido, in quel caso avremmo dovuto fare un pellegrinaggio di massa a Palazzo chigi per lodare e venerare il prodigale e paterno Monti.  Ma sentite come ha risposto a quanti gli stavano facendo notare che l'aumento dell'Iva di un punto in realtà diminuisce e non incrementa le entrate statali, poichè (come noto) inibisce i consumi e fa scoppiare l'inflazione, in una spirale recessiva drammatica. "E' l'Europa che ce lo chiede! In particolare i mercati che regolametano l'economia continentale. Dobbiamo riguadagnare credibilità agli occhi dei mercati!". E' stato questo il lapidario e strampalato commento del signor Vittorio Grilli. Ma per dire certe … "cose", ci domandiamo, bisogna essere ministro dell'economia del Paese? Non bastava chiamare magari un falsario, o un ignorante al suo posto? Sarebbe stato pure più economico per le casse statali e per la Spending Review.

     Giovani di Facebook, Sveglia!

     Qui Brucia tutto! Stare a giocare è una bestemmia! 

    Certo, per contro, la cosa davvero disarmante è constatare come mentre Grili e Monti si arrampicano sugli specchi e l'Italia, la Bella e Ricca Italia, sta morendo, molta gente disoccupata e disperata per fuggire dalla realtà e non pensare a quest'inferno si alieni costantemente ed in maniera colpevolmente indifferente sui social network con futili giochini o postando idiozie, invece di prodigarsi a suonare l'allarme e la carica, ad organizzare convegni, a scendere in piazza, ad occupare scuole e ad aprire gli occhi all'elettorato attivo postando articoli seri sulla crisi, ed a tappeto, visto che l'incendio sta bruciando ormai l'intera baracca con tutti i baraccati. Se davvero capissimo la gravità di quello che sta accadendo, non dormiremmo la notte pur di ricorrere ai ripari! O ondremmo a piedi a Pompei! Vedi, ad esempio,  l'emblematico esempio di quanto accaduto in Sicilia dove – pur trionfando in proporzione il M5S –  Casini e Bersani appassionatamente e strategicamente insieme, hanno vinto di misura, potendo contare su una parte (sia pur minoritaria nel complesso) di elettorato completamente offuscato e plagiato dai media di regime o affetto da strane sindromi da "debito". 

     Il Rating? E' Una semplice opinione non vincolante! 

    Frattanto, il governo, nelle rarissime interviste davvero pungenti alle quali abbiamo lavuto a "fortuna" di assistere finora, quando non sa che pesci prendere, si rifugia nei classici luoghi comuni, come accaduto stamane al ministro Grilli. Quello più diffuso ed utilizzato si chiama "spread-rating". Tu parli, la gente non capisce, e l'intervista finisce! Tutto qui! Ma rinfreschiamo le idee a quanti – e sono ancora haimé molti, troppi – non conoscono la truffa che si nasconde dietro concetti come spread e rating. Innanziatuto il rating (dal quale si genera la differenza di interesse tra BTP e Bund tedeschi, altrimenti detta "spread") non è un diktat al quale stati e Unione europea dovrebbero essere vincolati e sottostare inermi. Non è una legge! Anzi! Il rating è una semplice opinione personale, cari lettori. Qual può essere la mia o la vostra. Nulla più! Lo spread – che fino all'anno scorso era un oggetto misterioso e alieno dal nostro dizionario – oggi improvvisamente è diventato, tuttavia, comune ed importante come il pane. Dopo le previsioni del tempo, ormai, assistiamo alle previsioni sullo spread. Ma vi pare normale? Edidentemente a Casini, Alfano, Bersani, Renzi, Berlusconi (malgrado le recite recenti in TV) e compagnia bella, si! Loro evidentemente a colazione mangiano fette biscottate e spread! Chissà!

     Il Rating? E' una Truffa! Aria fritta! 

    Ma ormai anche noi per volontà di questi "impresentabili signori della politica" mangiamo pane e spread tutti i giorni! Ma vi pare possibile? Anche qui l'ignoranza domina incontrastata! Il rating, come detto, è il nulla! Aria fritta! Ma diciamolo a tutti però! Su Facebook, a scuola, per strada, a pranzo! Non teniamocelo per noi! Diciamolo soprattutto a quei cari elettori che votano ancora Pd, Pdl e Udc. Svegliamoli dal coma mortale! Si dimentica, infatti, che all'indomani della truffa Usa del 2007, che portò al fallimento della Lehman Brothers e alla successiva crisi dei mutui  sub-Prime americani (N.B.: che non c'entra nulla con la nostra crisi del debito, contrariamente a quanto sostengono la TV, i media di regime e molti cosiddetti economisti) alla stessa banca era stato affibiato, fraudolentemente, un rating massimo da tripla A, proprio dalle stesse agenzie di rating, che hanno fraudolentemente affossato l'Italia nel 2011. In entrambi i casi – nel 2007 come nel 2011 – migliaia di investitori furono frodati. Contestualmente banche come Goldman Sachs e Morgan Stanley guadagnarono una fortuna, dal momento che si erano prodigati a scommettere sulla caduta e sul progressivo affossamento delle illustri vittime, attraverso scommesse finanziarie e acquisto di titoli di stato con interessi gonfiati. Alla luce di ciò capiamo come l'espressione usata dal ministro Grilli ("ce lo chiede l'Europa per garantire la stabilità dei mercati") in realtà sia una grossolana balla, sostenuta per zittire gli osservatori più acuti e confondere gli ignoranti ed i creduloni.

     L'errore delle agenzie e l'ammissione dell'inconsistenza del Rating 

     Rating? "Uno strumento Colpevolmente sopravvalutato!" 

    All'indomani del fallimento della Lehman – come racconta benissimo il film documentario Usa, Inside Job, che vi invito a vedere al più presto –  infatti i capi delle stesse agenzie di rating incriminate si difesero dinnanzi all'opinione pubblica Usa, dicendo che l'errore di valutazione della tripla A alla "cotta" Lehman Brothers, era stato un qualcosa di grave, ma sopravvalutato. Secondo i signori del rating (che altro non sono che privati managers interessati al lucro, operanti nei mercati ed al soldo delle multinazionali franco-anglofone) infatti la responsabilità principale di queste "crisi" indotte non era loro, ma di coloro i quali avevano affibiato questa patente di onnipotenza e valenza assoluta (per non dire istituzionale) al rating stesso. "Il rating è un semplice consiglio!" fu il commento! Fu la disarmante quanto semplice giustificazione! Dunque in Europa la colpa è in ultima istanza di Barroso, Monti e dei nostri politici? Il Discorso mi sembra davvero mlto chiaro! D'altra pèarte – se così non fosse – perchè il "pacchetto anti-rating" del Commissario al Mercato Interno, Michel Barnier, fu messo in un cassetto? Perchè l'Europarlamento ed i leaders del Consiglio europeo dormono? 

     La cecità complottistica della Triade Bersani, Casini, Berlusconi 

    Ma allora che cavolo ci chiedono i mercati? Nulla! E' un bluff! D'altra parte molte procure ci hanno dato ragione (ultima quella di Trani in Italia), ma il dio rating ed il semi-dio spread (suo figlio) regnano ancora incontrastati, e sotto gli occhi della triade delle meraviglie: Bersani, Casini e Berlusconi. I veri colpevoli di questo schifo, ancor di più – se è possibile – del tecnico Monti. D'altra parte si sa: i tecnici, da sempre nella storia, sono stati chiamati a fare il gioco sporco che i politici non volevano fare. E ciò almeno direttamente, per non essere ricordati come i diretti assassini dei popoli che avrebbero dovuto rappresentare e tutelare. I banchieri e le lobby ringraziano! D'altra parte come disse Ezra Pound: "I politici non sono altro che i camerieri dei banchieri!" Come giudicare allora la vittoria del "montiano" Crocetta in Sicilia (con tutto il rispetto per l'uomo Crocetta) se non come un atto di fiducia-ignoranza del popolo ignorante e sottomesso nei nostri carnefici?

     I Timori "condivisibili" di Napolitano 

    In questo sfacelo, comprendiamo allora tutta la preoccupazione del co-salvatore della patria, il carissimo signor Giorgio Napolitano, che nelle scorse ore,  si è sentito in dovere di richiamare il Parlamento ad agire in fretta, al fine di  approvare la riforma della legge elettorale. In Particolare poi, per il monarca del Quirinale (che spende per il suo carrozzone quattro volte di più di Buckingham Palace in London – Vedi "La Casta" di Rizzo-Stella) "un intoppo sulla legge di stabilità non renderebbe necessario lo scioglimento anticipato delle Camere". Esisterebbe, infatti, per il golpista Napolitano (come tra l'altro ha fatto intendere lo stesso Cavaliere nell'ultimo noto sfogo di stagione) la possibilità di arrivare alla formazione di una nuova maggioranza di governo, e con nuove regole ben blindate, pronte per Aprile. Certo che la  vittoria siciliana del "partito del disgusto" verso la casta – che può contare invero sul 53% dell'astensionismo, sul  4% di votanti scheda bianca, e sullo straordinario 18% conseguito dal "novellino" Beppe Grillo: che in matematica fa il 75% dei Siciliani stufi della casta attuale e bramosi di rivoluzione) deve spaventare molto, troppo, il caro inquilino del Quirinale, che intanto studia le contromosse per tutelate la sua creatura tecnica.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – Appello di www.maxiprotestadelpopolo.jimdo.com –  Unione Europea / Italia / Catanzaro / Denunciato il Governo Monti / Mobilitazione Nazionale / Difesa della Costituzione / Suicidi di imprenditori / Austerity / Macelleria sociale / Distruzione del Welfare / Stati Uniti d'Europa / Accentramento Dittatoriale / Caserma dei Carabinieri / Difesa dei Principi Costituzionali […]

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    Martedì, Giugno 26th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

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    Giovedi, Giugno 21th / 2012 – Reportage-Inchiesta, di Sergio Basile e Silvia Laporta  – Italia / Eurozona / Tasse / Federalismo / Regione Veneto / Luca Zaia / Debito / Debito pubblico / Crisi / Banche / Miliardi di euro / Unione Europea/ Germania / Spagna / Grecia / imprese / Piigs / Debito illegale / Economia della truffa / Silvia Laporta […]

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    Lunedì, Giugno 18th / 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile –  Unione europea / Cipro / Nicosia / Eurozona / Commissione europea / Troika / Fondo Monetario Internazionale / Christine Lagarde / Russia / Cina / Pechino / Mosca / Germania / Egemonia delle banche private / Liquidità / Crisi / Attacco speculativo […]

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    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Catanzaro / Ateneo Magna Graecia / Regione Calabria / Convegno sulla crisi Sociale ed Economica dell’Ue / Facoltà di Giurisprudenza / Attacco all’Italia / Liberalismo / Liberismo / Speculazione / Bce / Sovranità / Giulietto Chiesa / Mario Caligiuri / Alessandro Morelli […]

     

     

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    Martedì, Luglio 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Crisi Eurozona / Voto anticipato / Riforma elettorale / Approvazione Spending Review / Europa / Usa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Timothy Geithner / Mario monti / Vertici / Spagna / Francia / Germania / Rajoy / Holande / Merkel / Obama […]

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    Mercoledì, Luglio 25th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Eurozona / Banche e Finanza / Ruolo della BCE / SEBC / Acquisto bond / Crisi fittizia e speculativa / Thomas Sankara / Mario Draghi / Mario Monti / Euro-gabbia / Neo-colonialismo / Norvegia / Corona norvegese / Austerity / Bugie / Schiavizzazione […]

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    Giovedì, Ottobre 25th/ 2012 – di Sergio Basile – Quarto reich / Benvenuti / Spread / unione Bancaria / Eurozona / Accentramento Bancario / Spread / Rating / Procura di Trani / Mario Monti / Angela Merkel / Mario Draghi / BCE / Merrill Lynch / Klaus Regling / Quanto Reich / ESM / MES / Fondo […]

    Spread e Unione Bancaria: i Grandi falsari Smascherati dal loro stesso Gioco

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    Mercoledì, Ottobre 24th/ 2012 – di Sergio Basile – Spread / unione Bancaria / Eurozona / Renato Brunetta / Accentramento Bancario / Spread / rating / Procura di Trani / Mario Monti / Angela Merkel / Mario Draghi / BCE / Decreto Salva Italia / Decreto Cresci Italia / Recessione / Risparmio delle Famiglie / Mercato primario […]

    Legge di Stabilità – Spaccature tra i Carrozzoni Montiani

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    Martedì, Ottobre 16th/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Legge di Stabilità / Italia / Corrado Passera / Irpef / Iva / Aumento aliquota Iva / Tagli sui trasferimenti regionali / Guido Crosetto / Povertà dilagante / Confcommercio / Mario Mauro / Albertini / Regione Lombardia  Legge di Stabilità – Critiche asprissime anche […]

     

  • Grinfie sull’Oro d’Italia, ci riprovano. Intanto Monti alza l’IVA

    Grinfie sull’Oro d’Italia, ci riprovano. Intanto Monti alza l’IVA

    Mercoledì, Ottobre 10th/ 2012

    di Sergio Basile e Mario Luongo

    Italia / Banca d’Italia / Banca Centrale Europea / Riserve auree della Banca d’Italia / Debito Pubblico / Consob / Trattato sul funzionamento dell’Unione europea / Sistema europeo delle banche centrali / Central Bank Gold Agreement / Giuseppe Vegas / Obbligazioni da tripla A / Aumento aliquota Iva / Recessione / Debito illegale / Bretton Woods / Quadrio Curzio / Italia Oggi / Il Giornale / Inibizione dei consumi 

    Idea Consob – Grinfie sull'Oro d'Italia.

    Giù l'Irpef, ma IVA a +1%: le mosse

    notturne di Monti 

    L'Oro d'Italia potrebbe essere gettato nel mare della

    speculazione per fingere di ripagare un debito pubblico

    illegale che si autorigenera all'infinito

    Intanto Monti nella notte alza l'Iva di un punto aprendo 

    tutti i portoni alla recessione economica

    Roma, Bruxelles – Secondo le stime più recenti della Banca Centrale Europea, risalenti a Settembre, l’oro disponibile della Banca d’Italia ammonta a circa 108,2 miliardi di euro, aumentati di 5,2 miliardi da fine Agosto. Una bella somma, non c’è che dire, specialmente se si tiene in conto che dal 2007 ad oggi, le riserve non hanno risentito, come il resto del Paese, degli effetti della crisi. Esse, anzi, hanno avuto un incremento del 141,5%.

     Italia – La Terza Riserva Aurea: il paradiso degli speculatori 

    L'Italia possiede la terza riserva aurea del mondo: uno degli elementi più scabrosi da rinfacciare ai nostri asserviti e inconsistenti politici, nonché agli avvoltoi del rating e dello spread, al fine di smontare  le politiche distruttive dei declassamenti facili operati dalle famigerate e plurindagate agenzie di rating, che dalla primavera del 2011 presero illegittimamente di mira – e continuano a farlo ancora oggi, con lo spread a quota 350 punti – il nostro "Bel Paese" che all'epoca deteneva, tra l'altro, il maggior tasso medio di risparmio pro-capite delle famiglie d'Europa, nonché il secondo più basso debito privato d'impresa, dopo la Germania. Un Paese, l'Italia, per tali motivi considerato la "polpetta ideale" atta a soddisfare gli avidi appetiti degli speculatori internazionali più esigienti, ed i più "palati" più fini. Dati questi che non possono non lasciarci sbalorditi, soprattutto se pensiamo che nel resto d’Italia e d'Europa le banche sono parte di quella catena disastrosa che alimenta gli effetti negativi della crisi, chiudendo i rubinetti dei prestiti (credit crunch) a molte imprese – per via dei diktat imposti al sistema dagli accordi europei di Basilea 3 e dell'iniquo e funesto innalzamento dei coefficienti di riserva patrimoniale delle banche – che spesso sono costrette a chiudere o a non poter partire affatto. E l'incremento esponenziale dei fallimenti e dei suicidi di imprenditori sono, in merito, dati emblematici quanto crudi e tragici. 

     La proposta della Consob da "Italia Oggi" 

    Ma la questione rilevante, in tal sede e nell'ambito della dissertazione odierna, è però un’altra: dato il buco, o meglio la voragine, formata da un debito pubblico che in Italia ammonta a 2 trilioni di euro (precisamente a 1976 miliardi circa) la Banca d’Italia può essere effettivamente e realmente utile per smorzarne gli effetti ? Ma soprattutto come? Un articolo interessante, in merito, è apparso sul quotidiano "Italia Oggi", in edicola nella giornata di ieri, dal titolo: "Consob chiede l'oro di Bankitalia". Nell'articolo in questione – del collega Stefano Sansonetti – è stata illustrata la proposta della Commissione Nazionale per  le società e la Borsa (Consob) che ha auspicato il dirottamento e l'utilizzo di questo enorme tesoro nazionale al fine – "improbabile" – di appianare il debito italiano, nel rispetto delle regole dell’Ue e del diritto comunitario ed interno.

     L'assenza di limiti alla spoliazione dell'oro italico nei Trattati Ue 

    Dopo un’attenta analisi dei trattati e dei documenti che regolamentano la materia in ambito europeo (come il Tfue – Trattato sul funzionamento dell’Unione europea – e lo statuto del Sebc  – Sistema europeo delle banche centrali  -. che non danno alcun limite all’utilizzo della riserva aurea)  l’unico limite riscontrato dal quotidiano e dalla stessa Consob è stato quello posto dal Central Bank Gold Agreement, l'accordo firmato da alcune banche centrali del citato Sebc insieme ad alcuni paesi che non aderiscono all’Ue. Accordo firmato nel 1999 e rinnovato dieci anni dopo, nel 2009.

     Il Central Bank Gold Agreement e la Truffa di Bretton Woods 

    Pertanto, secondo il Central Bank Gold Agreement, l’oro, relativamente alla sua detenzione e gestione, non rientra tra le prerogative né tra i compiti  istituzionali del Sebc , quindi tecnicamente ogni banca centrale nazionale può disporne senza autorizzazioni preventive da parte della Bce. L’unico limite, dicevamo, è nelle quantità, e nelle misure regolamentate dal suddetto accordo internazionale, che stabilisce come le vendite di oro non possano superare le 400 tonnellate l’anno e le 2000 tonnellate nei cinque anni. Prima degli accordi di Bretton Woods, l'oro veniva utilizzato a garanzia dell'emissione delle banconote immesse in circolazione e nei circuiti economico-finanziari. Ma nel 1933 e poi nel 1944, fu istituito e legalizzato il grande inganno dell'incontrovertibilità della carta moneta in oro. In pratica dal 1944 in poi il denaro cartaceo stampato ed emesso – quello che noi abbiamo in tasca – non è altro che "carta straccia", in quanto esso non solo non è più garantito dal corrispettivo in oro, ma addirittura non può essere più convertito (cioè cambiato) in oro presso uno sportello bancario. Incredibile ma vero! (vedi approfondimenti in allegato: "Schiavi di un Debito Illegale – Parte Quarta – Il Signoraggio").

     Lo scempio della privatizzazione di Bankitalia 

    Ma tornando alle riserve auree italiane, d'altro canto c'è da notare come la Banca d’Italia (o quel che ne resta, dopo le sconcertanti privatizzazioni intervenute nel 1992 col decreto Carli-Amato, artefici di una prima grande spallata alla nostra sovranità monetaria) sia un istituto di diritto pubblico (solo in teoria), ma con le quote di partecipazione al capitale detenute (per l'appunto, e come abbondantemente trattato in precedenti articoli – vedi allegati) dalle banche private. Il 96% delle azioni di Bankitalia sono in posseso di Banca Intesa, Unicredit e compagnia bella. Solo il 4% è oggi dello stato, mediante la detenzione azionaria da parte dell'Inps e in parte ancor minore dall'Inail.

     Lo stato dovrebbe tornare ad essere azionista unico 

    In questo caso, dunque, al fine di arginare questo ostacolo – secondo la Consob –  il governo Monti dovrebbe intervenire con un regolamento ad hoc, tramite il quale lo Stato diventerebbe unico azionista della Banca centrale nazionale e, in quanto tale, sarebbe libero di disporre dei beni che, come l’oro appunto, non sono funzionali, né regolamentati dalla Sebc.  In un documento riservato della Consob si legge “la Banca d’Italia può disporre liberamente di tutti i propri beni mobili ed immobili , nei limiti in cui tali atti di disposizione non incidano sulla capacità di poter trasferire alla Bce le attività di riserva eventualmente richieste.” Da qui l’idea del presidente Giuseppe Vegas, già ventilata da mesi, di costituire un fondo con partecipazioni ed immobili, nel quale far confluire queste riserve auree cosiddette "salvifiche". In questo modo – secondo la Consob – si creerebbe uno strumento importante dal potenziale pari a 120 miliardi di euro, tramite il quale sarebbe possibile garantire emissioni di obbligazioni da tripla A (cioè fare "altri debiti su debiti già esistenti") che servirebbero, a loro volta, a trovare fondi necessari alla "presunta" chiusura di questo spaventoso debito pubblico. Cosa impossibile! Ovviamente!

     Grinfie sull'Oro – Ci riprovano 

    Anche il più ingenuo degli Italiani, infatti, riuscirebbe a sentir l'odore della fregatura a dieci miglia di distanza. Innanzitutto il Debito Pubblico italiano è illegale (come abbondantemente provato dall'Osservatorio "Qui Europa") poiché iniquo e gonfiato con strumenti speculativi (rating, spread e articolo 123 del trattato di Lisbona, che ci impone a procurarci la moneta menessaria all'economia nazionale presso i banchieri privati, a tassi degni del più spietato usuraio); in secondo luogo il Debito è illegale poiché si autorigenera per via dello stesso signoraggio bancario privato; ed infine una parte minore di esso (circa il 10-20%) è stato creato in seguito ai latrocini delle varie caste politiche. Perchè dunque dovremmo pagarlo noiP Perché dovremmo gettare nel mare sconfinato della speculazione il nostro oro? Che assurdità sono mai queste? Lo paghi piuttosto chi l'ha creato, il debito!

     Grinfie sull'Oro – Già ci avevano provato in estate 

    In merito, il 24 Luglio scorso – come illustrato a suo tempo dal nostro osservatorio nazionale – un'idea bizzarra similare, era stata già propinata all'opinione pubblica dall'economista Alberto Quadrio Curzio (professore emerito di Economia politica all'Università Cattolica di Milano) in un articolo apparso su "Il Giornale". Quadrio Curzio  – grande amico e consigliere dell'ex premier Romano Prodi – per rilanciare la "famosa" crescita – anziché sbaragliare la speculazione e tagliare le unghie alla finanza con la de-finanziarizzazione dell'economia – paventava proprio quale panacea,  il ricorso ad un "prestito garantito in oro". Cioè, la strada indicata dal fantasioso economista passava dal compromettere (a garanzia) le nostre preziosissime riserve auree nazionali. Così facendo – secondo Quadrio Curzio – il governo avrebbe evitato di innalzare il cuneo fiscale. Come dire: per guarire un malato da una forma gravissima peste (provocata tra l'altro da un contagio evitabilissimo ed indotto) il medico anzichè somministrare medicine ed antidoti che curino la malattia alla radice, decida di rischiare il taglio di una mano, per evitare – in alternativa – di tagliare una gamba. Soluzione alquanto paradossale e fuori dalle righe.

     Recessione avanti tutta – Monti nella notte aumenta l'IVA 

    Come paradossale e fuori strada ci appare l'ennesima suddetta proposta scempio, questa volta vomitata dalla Nazional popolare Consob. Poveri noi! Intanto mentre scriviamo questo articolo (alle 3:16 del mattino) il governo Monti ha appena modificato in ribasso l'IRPEF nei primi due scaglioni di riferimento (nell'ambito della Legge di Stabiltà – Legge Finanziaria) ma per contro ha innalzato in maniera scellerata l'IVA dell'1%, dichiarandolo in una pazzesca conferenza stampa tenuta alle 3, e conclusasi pochi istanti fa (ore 3,15). Una manovra suicida che non servirà evidentemente ad aumentare gli introiti statali (ciò è scientificamente provato) ma, anzi,  accentuerà ancor di più la recessione economica, inibendo i consumi. Manovra pazzesca di un governo ormai più che pazzesco: inqualificabile! In Spagna nei mesi scorsi l'innalzamento dell'IVA portò milioni di persone in piazza. Che accadrà nella nostra repubblica delle banane?

    Sergio Basile, Mario Luongo (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Tobin tax: il perchè del No pronunciato dal governo italiano

    Tobin tax: il perchè del No pronunciato dal governo italiano

    Martedì, Ottobre 9th/ 2012

    – di Silvia Laporta –

    Tobin Tax / Esm / Germania / Spagna / Grecia / Italia / Angela Merkell / Monti / Vittorio Grilli / Fondo Europeo di Stabilità / Troika / Vertice Europeo / mercati/ crisi europea/ recessione / Piigs 

    Ecofin – Tobin tax: il governo italiano

    dice "No", ecco perchè!

    Un rifiuto verso i paesi rigoristi? No, pura

    difesa della speculazione!

    La situazione Greca e Spagnola, e la visita

    della Merkel ad Atene

    Lussemburgo, Atene, Madrid – E' stato un secco "no" quello del ministro delle finanze Vittorio Grilli che ieri mattina, durante il vertice dell'Eurogruppo tenutosi a Lussemburgo, ha rifiutato la proposta dell'asse franco-tedesca di procedere con la cooperazione rafforzata sull'imposta sulle transazioni finanziarie, volgarmente detta "Tobin  Tax".

     Motivazioni Strategiche dietro iI "No" alla Tobin Tax? 

    Motiviazioni strategiche o politiche? Nella motivazione ufficiale data da Grilli, alla base del rifiuto vi sarebbe soltanto una ripicca italiana contro i paesi rigoristi (Germania, Finlandia, Paesi Bassi) che si oppongono al pieno utilizzo dell'Esm, come meccanismo anti-spread. Stessa musica e stesse onde di frequenza per la Spagna, che ha continuato ad insistere sulla possibilità che il fondo di stabilità sia utilizzato – udite, udite – direttamente per "salvare" la banche in difficoltà.  Ma i rigoristi – nel copione ufficiale diramato ai giornali – non penserebbero affatto a tali ipotesi! Quindi ricapitolando, Italia e Spagna (nella versione teatrale ufficiale) si sarebbero opposti per ripicca contro i "Paesi rigoristi"; mentre i paesi rigoristi (tra i quali la Germania) sarebbero contrari all'utilizzo del MES in chiave anti-spread (cioè per "calmare i mercati"). Tutte balle ovviamente! Teatro, puro teatro!

     La verità al netto della propaganda ufficiale 

    La verità è che la Tobin Tax rappresenta una spina nel fianco della speculazione finanziaria internazionale, ed attivarla sarebbe per Monti e l'euro-cricca uno schiaffo ai loro stessi burattinai matti: i banchieri e le grandi banche speculative concentrate per lo più tra City e Wall StreetPer la Tobin Tax, dunque, il percorso si fa irto. Seppur potrebbe rappresentare una fonte di ricavi (anche se non si sa ancora gestiti da chi) e un segnale contro la speculazione dei mercati, il suo cammino s'incrocia con le finte liti e le quisquiglie europee, nelle loro fasulle strategie anti-crisi. Mentre gli Stati Europei "litigano" – per usare un eufemismo – tra di loro, proprio ieri – tra l'altro – è stata l'alba del sacro connubbio dei 27, ovvero la nascita ipotetica degli Stati Uniti d'Europa con l'inaugurazione del MES. Ma molto eloquente è, invero, notare come di "unito" in Europa ci sia davvero molto poco. Nulla, a conti fatti, a parte la "sete di danaro" dei grandi capi europei e la convergenza di interessi delle grandi lobby bancarie ed industriali.

     La questione "Grecia" e la visita di "Angela" 

    Sul tavolo di Lussemburgo Il vertice è continuato, poi, con varie dissertazioni sulla questione Grecia. Tuttavia alla fine non si è deciso né ieri, né si deciderà al prossimo vertice del 18 e 19 Ottobre a Bruxelles. La questione sul destino dello sfortunato Paese Piigs, sarà rinviata quasi presumibilmente al 2013. E' ancora tutto in mano ai carnefici della Troika, che  stanno  discutendo con il governo di Atene e non daranno il loro responso sulla nuova tranch del prestito prima della fine del mese. Il presidente Samaras è preoccupato: "senza il prestito il paese non arriverà oltre novembre", ha sostenuto nelle ultime ore. Ma è pur vero che il prestito importerà ulteriori debiti ed interessi da usura per Atene. Frattanto, stamane, la cancelliera tedesca Angela Merkel si è recata in visita proprio nella capitale greca, accolta da un imponente dispiegamento di forze dell'ordine, e da cittadini ellenici infuriati per l'inatteso e sgradito arrivo. Numerose sono state le proteste levatesi in tutta la capitale. Ovunque – come prevedibile alla vigilia – svastiche date a fuoco ed immagini della Merkel in divisa da nazista.

     La "situazione spagnola" 

    Sul versante iberico, intanto, anche un altro capitolo dell'Esm sembra essere bloccato: quello della Spagna. Sembra che il governo Rajoy sia riuscito ad allontanare, almeno nell'imminente futuro, lo spauracchio del ricorso obbligato all'Esm, una delle dittatoriali clausole del trattato. In cambio Mario Draghi ha però parlato di condizionalità, non dure come quelle di Atene, ma egualmente pesanti da sopportare per un paese in preda alla recessione economica ed a gravi ed inusuali  tensioni sociali. Peggior ricetta davvero non si poteva prevedere, alla vigilia degli eurovertici. Ma si sà: la dittatura non è un qualcosa che bada a queste "minuzie".

     2013: l'anno dei disastrosi effetti del MES 

    Che ne sarà di loro? Che ne sarà di noi? Per il momento tutto tace, ma le conseguenze non tarderanno ad arrivare.  Il tanto temuto Esm (o Mes) è stato prima ratificato, poi approvato e adesso entrerà ufficialmente in vigore. Seppur non ce ne rendiamo conto adesso, la situazione sta per cambiare radicalmente. Non dimentichiamoci degli "obblighi" che il "preside" della Bocconi ha preso per noi Italiani con i colleghi dell'Unione europea. Saremo in grado di mantenerli con una recessione martellante e un debito illegale che continua a crescere? E soprattutto fin quando i nostri politici italiani ciechi e sordi continueranno ad avallarle?

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Martedì, Ottobre 9th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Germania / Italia / Lussemburgo / Francoforte / Board BCE / Verona / Arena di Verona / Ecofin / Unione europea / BCE / Mario Graghi / Mario Monti / Olli Rehn / Manuel Barroso / Vittorio Grilli / MES / ESM / Fondo Salva Stati / Fondo Ammazza Stati / Banche / Dittatuta Finanziaria / Tobin Tax / Fitoussì / Adriano Celentano / Gian Antonio Stella / Sergio Rizzo / La Casta / Fiscal Compact / Morgan stanley / Goldman Sachs / Giovanni Monti / Speculazione internazionale / Klaus Regling / Impero europeo / Spread / Rating / Jens Wiedmann / Bundesbank / Licenza bancaria / Schiavi dell'Eurozona 

    Ue – Via al Fondo Ammazza Stati:

    11° Comandamento, Servi il 

    Mercato Dio Tuo 

    Ecco a voi l'Accentramento Totalitaristico

    e la Dittatura Finanziaria: il punto di

    "Qui Europa" su MES, UE e BCE

    Verona: la delusione di Rock Economy e le

    superficiali osservazioni di Fitoussì sulla crisi

    Francoforte, Lussemburgo, Verona – Ieri, a Lussemburgo, in occasione dell'atteso Ecofin (Consiglio europeo dei 27 ministri finanziari dell'Ue) che si è tradotto in un nulla di fatto per la Tobin Tax (soprattutto per l'opposizione del ministro italiano Vittorio Grilli – e in maniera indiretta di Monti – alla tassa sulle transazioni finanziarie) l'Europa, in pompa magna, ha  accolto in passerella , con tanto di foto ricordo, l'entrata in funzione del dittatoriale e liberticida MES (Fondo "Salva Stati" – si fa per dire – Permanente) sul quale abbiamo fatto scorrere ideali "fiumi di inchiostro" (vedi allegati)  allertando gli Italiani ed i nostri non pochi lettori che ci seguono dal resto dell'Europa, come esso sia uno strumento altamente ingannevole e distruttivo per l'economia dei paesi membri Ue rientranti nell'Eurozona, e sul fatto che esso sia in realtà una forma di dittatura mascherata, a tutti gli effetti.

     MES-Media: Ignoranza o Mala Fede sul "Salva-Stati"? 

    Intanto, non troppo confortante è la situazione a Francoforte, malgrado gli ingiustificati toni trionfalistici usati impropriamente dai Tg nazionali di bandiera e dalla  stragrande maggioranza degli amici della carta stampata: cui redazioni evidentemente o non hanno studiato a dovere gli articoli dei nuovi trattati europei nascenti o – gioco forza – sono palesemente in mala fede. Ignoranza o mala fede? A voi la scelta, carissimi lettori!

     BCE – Draghi lascia ivariati i Tassi d'Interesse 

    Infatti nelle scorse ore, e stando alle nostre previsioni, la BCE di Mario Draghi ha deciso di lasciare invariati i tassi d'interesse: manovra non concepibile, in un tempo di credit crunch e di imprese strozzate dalla mancanza forzosa di accesso al credito. Nella tradizionale conferenza stampa che segue i consigli del board BCE (cioè la riunione di "banchieri privati"che decide le sorti economiche e monetarie dell'Europa, surrogandosi ai rispettivi ministeri del Tesoro e Banche centrali degli stati nazionali, o di quel che ne resta) Draghi, ha ribadito che la Bce si adopererà nel comprare titoli annuali o triennali  dei Paesi con lo spread alle stelle (es.: BOT italiani e Bonos spagnoli) ma sulla base di un mezzo ricatto concertato con i "compari" di Bruxelles. O meglio di un ricatto bello e buono: gli stati non solo dovranno approvare il Fiscal Compact, il Patto di bilancio, per rafforzare la fiducia dell'onnipotente ed incontrastabile dio mercato; ma anche non permettersi assolutamente di sgarrare nei conti. Detto in soldoni gli europei con l'euro in tasca (ed in particolar modo Italiani, Greci, Spagnoli, Portoghesi ed Irlandesi)  dovranno continuare a pagar tasse folli ed a tapparsi la bocca per decenni.

     La Ricetta Ue di "Fallimonti" e l'ulteriore impennata del Debito Pubblico 

    Davvero un prospettiva rincuorante, non c'è che dire! Soprattutto considerando che dall'estate 2011 ad oggi il debito pubblico – con la ricetta di "FalliMonti": come lo ha giustamente ribattezzato Bobo Maroni – è aumentato di ben 100 miliardi di euro. E malgrado un livello di tassazione record vicina al 50-60% (70% se si considerano le inique accise statali da record del mondo) e senza il corrispettivo di servizi e welfare adeguato: vedi taglio di 7000 posti letto nella sanità, solo per fare un piccolissimo esempio! Da ciò si comprende e "giustifica" l'estrema contentezza di TG e giornali nel dare la provvidenziale notizia dell'entrata in vigore del Fondo "Ammazza Stati" Permanente, per l'appunto. Roba da pazzi! I cittadini degli Stati membri dell’eurogabbia dovranno quindi  prestarsi ad essere ancora cavie sacrificali del sistema, accollandosi la riduzione del debito pubblico creato all'80/90% dalla speculazione bancaria (attraverso l'emssione a debito della moneta: signoraggio bancario) ed al 10/20% dalla mala politica. Ma poco importa! Il prezzo lo dobbiamo pagare noi onesti cittadini! E i furbetti della finanza? Quelli no! La Tobin Tax resta un miraggio! Il preside della Bocconi ha deto no!

     11° Comandamento: Servi il Mercato dio Tuo! 

    Ma ci verrebbe da prendere il primo volo per Francoforte, recarci alla BCE e chiedere al caro Draghi: che vuol dire che tutto dipende dalla fiducia dei mercati? Che senso ha parlare di spread e "fondo anti spread" quando speculatori e multinazionali che controllano i consigli di amministrazione delle private e plurindagate agenzie di rating fanno a loro uso e consumo il bello ed il cattivo tempo, orientando rovinosamente e tenendo sotto scacco l'economia di un intero continente? Non ha davvero nessun senso, carissimo Draghi! Ancora oggi, d'altronde con lo spread "stabile" a quota 350 punti, malgrado gli indicatori economici degli stati registrino ciclopici sforzi in termini di austerity, quella a goderne resta pa speculazione internazionale, che si arricchisce con gli alti tassi d'interesse da usura alle spalle dei cittadini-schiavi. E ciò mentre gli ex uomini di Goldman Sachs e Moody's (tra i quali proprio Draghi e Monti: quest'ultimo addirittura "ex" membro/dipendente di entrambi le società) continuano a reggere il moccolo della speculazione e dei loro amici d'oltreoceano. Per non tacere sul figlio (di papà) del "professore", tale Giovanni Monti, pezzo grosso della "banca d'affari" Morgan Stanley. D'altra parte il noto detto sulla Goldman parla chiaro: "Chi è entrato in Goldman Sachs resta uomo Goldman Sachs a vita". E si vede! 

     Ecco a voi l'Accentramento Totalitaristico e la Dittatura Finanziaria 

    Ma quali sono i prossimi piani di questo folle disegno speculativo e di accentramento totalitaristico? Semplice: l'Unione bancaria e il definitivo smantellamento reale delle Bance Centrali (che sarà in tal modo irreversibile, condannando per sempre i cittadini a pagare a debito il proprio denaro); l'Unione di Bilancio (definitivo svuotamento del ruolo economico e politico-economico degli stati nazionali) e l'Unione Fiscale: possibilità reale di controllare da vicino le cavie da laboratotio (per non dire i sorci) dell'Eurogabbia. Il tutto sotto l'egida della BCE, del Consiglio europeo (nel quale abbondano i leaders  in odore di Trilateral, Bilderberg e Goldman) e della  Commissione europea dei tecnocrati non eletti mai in nessun Parlamento nazionale ed in nessun collegio. Tecnocrati semplicemente chiamati (eletti) per opera e virtù dello "spirito speculativo" del sacro dio mercato. Questo signori è il quadretto che ci aspetta, inaugurato proprio ieri tra foto ricordo e sorrisi a profusione di Grilli, Rehn e combricola bella.

     BCE – L'ultima commedia, nei migliori teatri di Francoforte 

    L'ultima commedia è poi stata inscenata – per aumentare il grado di realismo e magari per non far capire che il copione da seguire era stato già scritto altrove – a Francoforte, all'interno del suddetto board BCE: in esso il prode Draghi, mistificando completamente la realtà dei fatti, ha tenuto un simpatico siparietto con Jens Weidmann (boss della Bundesbank) che aveva votato "no" all’acquisto dei titoli triennali. Ma la verità e ben diversa e – malgrado tutto – senza la rottamazione dello scellerato "Sistema Target 2" (vedi approfondimenti in allegato) la Germania delle banche e dell'industria pesante (cioè Berlino) continuerà sempre a regnare (assieme a Bruxelles, Londra – quanto a speculazioni finanziarie sull'euro – e Francoforte) nel sacro impero europeo, anglo-germanico.

     Klaus Regling e il Regno del MES 

    Ma c'è un'altra fregatura a conclusione della storia: il tanto lodato MES o ESM (Fondo "Ammazza Stati" Permanente) posto sotto il controllo (guardacaso) di un tedesco (tale Klaus Regling) da ieri è entrato in azione e potrà acquistare i titoli degli stati che dovessero avere la sventura di chiederne l'intervento (una sorta di meccanismo Ue stile FMI e Banca Mondiale, per intenderci) attraverso la dotazione di fondi pubblici, sottratti già in partenza agli stessi stati: o meglio agli stessi cittadini. Non sarà la BCE a finanziare il MES (non esiste licenza bancaria) ma bensì gli schiavi ignoranti e creduloni dell'Eurozona.

     Verona – La Delusione di Rock Economy e le Superficiali osservazioni di Fitoussì 

    Questo, a condizione, che – ovviamente – qualcuno non si decida di smontare baracca e burattini, uscendo dall'Eurozona e da questa dittatoriale Ue. Auguri! Certo ci saremmo aspettati nella serata di ieri – nella cornice mozzafiato dell'Arena di Verona – ben altre considerazioni sulla dittatura finanziaria nata. Ben altre considerazioni in merito alla "Crisi" da parte del saggio Fitoussì e di Celentano, Rizzo e Stella, nell'"Arena" di Rock Economy: ma le omissioni su tali drammatiche realtà sono state davvero tante. Troppe! Ed anche per un estimatore, qual sono, del molleggiato: soltanto l'ombra del Celentano "guerriero" apparso a San Remo. Speriamo almeno possa rifarsi nella serata di stasera!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Martedì, Ottobre 9th/ 2012 

    – di Sergio Basile e Alessandra De Rose –

    Italia / Roma / Bruxelles / Imu / Art. 91 bis DL 1 del 2012 / Chiesa Cattolica / Vittorio Grilli / Bettino Craxi / Patti Lateranensi / Esenzioni fiscali / Proprietà immobiliari / Angelo Bagnasco / Missioni / Missionari cattolici nel mondo / Nigeria / Siria / Amore al Prossimo / Welfare state / Ammortizzatori sociali / Don Verzè / San Raffaele / Hotel Giusti Roma / Suore di Sant'Anna / Mense Caritas / Oratori / Cappelle / Solidarietà cristiana / Vaticano / Benito Mussolini 

    Chiesa Cattolica – No del Consiglio di Stato

    all'IMU. Ma come stanno davvero le cose?

    Bruxelles apre una procedura d'infrazione contro

    l'Italia, ma qual è il ruolo "sociale" e "solidaristico" 

    della Chiesa?

    L'Analidi di Qui Europa sul tema più caldo del momento

    Roma, Bruxelles – Il Consiglio di Stato nelle scorse ore ha ribadito il suo "no" all'applicazione dell'art. 91 bis del dl 1/2012, ossia al decreto del Tesoro sul pagamento dell'Imu, esteso agli enti non commerciali e dunque anche alla Chiesa Cattolica. Il suddetto decreto "esula" dalle competenze che erano state affidate dalla legge stessa, soprattutto perché tuttora appare difficile una definizione precisa ed esaustiva di "ente non commerciale" a fronte della lacuna legislativa in merito. Intanto sono però ben chiare le esenzioni di ospedali, cliniche, centri ricreativi.

     Da Mussolini a Craxi  

    Il dibattito è aperto e appassiona cristiani e laici: da una parte si trovano i favorevoli all'estensione dell'applicazione del decreto; dall'altra, invece, coloro che sono contrari, e considerano quello dell'esenzione alla Chiesa un "imperdonabile regalo". Tra di essi, i laicisti tecnocrati di Bruxelles, che hanno aperto sull'Italia una procedura d'infrazione. Ma la vicenda, a ben vedere, è alquanto complessa. Storicamente essa – nella storia sia pur breve della Repubblica – nasce dall'accordo di Bettino Craxi – nella sua veste del Presidente del Consiglio – che pose in essere e reiterò gli accordi con le confessioni religiose e la stessa Chiesa Cattolica, rifacendosi ai fondamentali dei Patti Lateranensi, richiamati all'art. 7 della nostra Costituzione; ed attualizzandone i contenuti in un serrato, ma civile e democratico, confronto con le autorità vaticane. La questione Imu, tornata prepotentemente alla ribalta nelle ultime ore per via della presa di posizione del Consiglio di Stato, ora si è spostata nel delicato terreno dibattimentale dell'indipendenza ed autonomia dello Stato italiano in materia fiscale ed impositiva.

     Il valore e la destinazione degli immobili ecclesiastici 

    È utile, in tal senso, ricordare come la Chiesa Cattolica sia la prima proprietaria immobiliare in Italia, ma, nello stesso tempo, la maggior parte degli immobili di proprietà della chiesa sono utilizzati per finalità sociali e di solidarismo a beneficio dell'intera collettività italiana e non. Infatti ne fanno parte poco più di 11.000 istituti scolastici e universitari, circa 50.000 fra chiese, oratori, conventi e seminari, circa 4.500 tra ospedali, consultori, ambulatori, ecc. Pertanto si può considerare normale e auspicabile che gli enti non a scopo di lucro appartenenti alla Chiesa Cattolica vengano esentati dal pagamento di questa imposta, analogamente (né più, né meno) alle altre e diverse confessioni religiose o agli altri enti laici che utilizzano i loro immobili per fini in parte analoghi. D'altro canto lo stesso legislatore si è reso conto che vi sono aree all'interno delle quali occorre probabilmente verificare caso per caso, e si sta adoperando per colmare il vulnus legislativo. La problematica in discussione è viva e necessita di soluzioni immediate, da delineare in un confronto continuo, costruttivo e libero con le gerarchie ecclesiastiche che – da parte loro – hanno compreso la delicatezza della situazione, dimostrandosi aperte al dialogo, come dimostrato dal Presidente dei vescovi italiani, il cardinal Angelo Bagnasco.

     IMU: una tassa iniqua per tutti! 

    Indubbiamente sulla questione Ici/Imu alla Chiesa è stato fatto un gran polverone, ma ora la verità si fà strada. Nel vasto settore del no-profit, come detto, ci sono una quantità enorme di fondazioni vicine a partiti, banche, onlus, ong che non sappiamo esattamente cosa facciano. Esistono innumervoli circoli sportivi, ricreativi che svolgono attività commerciali. E tutti hanno un massimno comun divisore: sono tutti esentati da Ici/Imu. Tuttavia, cari lettori, vi invitiamo a considerare alcuni aspetti fondamentali da annettere al dibattito in corso al fine di evitare grossolani errori di giudizio ed errori di opportunità nel contemplare ed avallare metodi di attribuzione e calcolo irrazionali. Fermo restando il fatto che l'Imu è ad oggi un'anomalia per tutti i cittadini e gli attori economici e sociali! Una tassa ingiusta, inutile, iniqua e protesa solo a contribuire alla creazione di un fondo cassa per lo più destinato a pagare gli interessi passivi (gonfiati) delle banche sulle speculazioni afferenti ai titoli di stato.  Una roba mica da ridere: circa 80 miliardi di euro l'anno! Il valore di parecchie finanziarie buttato nel calderone degli speculatori e dei veneratori del dio spread. Altro che tagli! I veri tagli da fare dovrebbero essere – evidentemente – altri. Come altre le forme di tassazione (vedi Tobin Tax, ieri respinta dal signor Monti a dal ministro Grilli al Consiglio Ecofin di Lussemburgo).

     All'origine del Mito 

    Molti cittadini appartenenti a frange più "giustizialiste" – forse troppo frettolosamente giustizialiste – portano avanti il mito della Chiesa che accumula ricchezza. Ma a ben vedere tale conclusione – in valore assoluto, intendiamoci – ha tanto il sapore di un luogo comune, offrendo il fianco ad interpretazioni spesso sommarie e fuorvianti.  Per cosa la Chiesa accumulerebbe ricchezze? Per mandare le Suore o i frati alle Maldive o in settimana bianca? E' vero, qualche caso ambiguo e oscuro sarebbe ipocrita non riconoscerlo, ma da qui a bollare l'intera organizzazione ecclesiastica come protesa all'accumulo di beni effimeri e terreni votati agli eccessi ed alla bella vita, ce ne guarderemmo bene dal farlo. Sarebbe ingeneroso!

     Chi finanzia le missioni? 

    La maggior parte degli introiti provenienti da collegi e strutture di alloggio a carattere alberghiero, infatti, vanno a finanziare  le missioni del terzo mondo. Vanno a sostenere il nobile operato di migliaia di missionari che ogni giorno spendono la vita per amore al Prossimo e per amore a Nostro Signore Gesù Cristo, e nelle zone più buie e periferiche della Terra. E ciò, spesso, a costo della propria vita. Diverse centinaia sono i missionari massacrati in Nigeria, Siria, Congo, Medioriente – Asia ed Africa in genere – solo dallo scorso gennaio 2012. Sarebbe ingeneroso e gravissimo, infatti, dimenticarlo e scordare come la Chiesa sia l’unica istituzione al mondo che riserva gran parte delle sue risorse a beneficio del prossimo, ed a vantaggio di tutte le popolazioni del mondo, a prescindere da razza, appartenenza politica o religione di appartenenza. Ed anche e soprattutto nelle zone di guerra: vedi il caso esemplare della Siria. Ovviamente le mele marce, ed i paradossi sono ovunque. Inutile negarlo!  E l'esempio di Don Verzè (già sospeso a divinis) e del San Raffaele di certo rientrano in questa ristretta casistica. Ma per contro ci sono migliaia di fulgidi esempi di preti di periferia che vivono alla limpida e viva luce del Vangelo di Cristo. Che piaccia o no!

     Solo il 4% del totale 

    Ma l'ignoranza su questi temi, ed i luoghi comuni sono molti e si sprecano spesso e volentieri. Pochissimi, ad esempio, sanno che gli enti ecclesiastici finora esentati da imposta sugli immobili (ICI) sono appena il 4% di tutti gli enti esentati. La maggior parte degli enti non assoggettati ad ICI (oggi ad IMU) infatti non sono cattolici, ma bensì d'ispirazione laica (Ong, Onlus, circoli Arci, circoli sportivi e ricreativi, sedi di partito e di sindacati e relative proprietà, banche, ecc.). Il 96% del totale. Molti di questi svolgono anche attività commerciale, anche se nessuno – ci pare – abbia gridato mai allo scandalo. Come mai? E d'altronde nei mesi scorsi il cardinal Bagnasco ha invitato le autorità a verificare se ci fossero eventuali abusi. Altrettanto, tuttavia, non hanno fatto e detto i rappresentanti dei suddetti enti laici. Il doppiopesismo in alcuni casi nella nostra Italietta di corta memoria è davvero palese!  Come d'altronde altri ignorano il fatto che gli immobili della Chiesa sono in gran parte lasciti dei fedeli e servono per la sua missione. Quando ci sono profitti essi vengono utilizzati anche per i poveri: a differenza di altri enti esenti che li usano per altri scopi, sicuramente altrettanto buoni (forse), ma spesso meno nobili. I vari Don Verzè, in tal senso, sono le "vergognose" eccezioni che però confermano la regola.

     Casi di grave disinformazione – Il Caso dell'Hotel Giusti 

    Per non parlare poi dei casi di palese disinformazione che infestano i media, protesi alla creazione di un serrato clima anticlericale. Ve ne raccontiamo giusto uno, il caso dell'hotel Giusti: l’Hotel Giusti di Roma, gestito dalle Suore di Sant’anna, secondo alcuni quotidiani – evidentemente mal  informati – non pagava l’Ici. Ma la rettifica degli stessi giornali, nel momento in cui le Suore incolpevolmente accusate hanno mostrato le ricevute di pagamento degli ultimi anni di Ici, è giunta con imbarazzante ritardo. Alcuni di essi non hanno mai posto le proprie scuse. Per la cronaca, la residenza pseudo-albeghiera ospita ancora oggi persone con  limitate  dispobibilità finanziare. Per tacere poi sul fatto che le suddette suore  utilizzano il poco profitto conseguito mensilmente per sostenere una loro missione in Africa (dove garantiscono i pieni servizi ad una scuola e ad un ospedale).

     Un'osservazione finale 

    Una cosa è certa: si parla tanto di "ammortizzatori sociali statali", ma a ben vedere se oggi chiudessero tutte le opere sociali, gli oratori,  i centri di assistenza e di volontariato generate e portate avanti dai cattolici, lo stato andrebbe in tilt, ed i costi del welfare (già ridotti all'osso da Monti & Co) diverrebbero insopportabili. L'Italia, imploderebbe su se stessa. Non dimentichiamolo! E non parliamo tanto da cattolici, quanto da fotografi imparziali ed obiettivi della realtà economica del nostro Paese. Andrebbe in tilt l'intero stato, considerando – ovviamente – a parte i tilt e le crisi già ingenerate da banche, rating illegittimi, sovranità scippate, Tecnocrati (qualche prelato disonesto e una marea di politici disonesti) e "Fioriti" vari! Ma una cosa è certa: la Chiesa da sempre dà all'Italia più di quanto l'Italia di Monti dia alla stessa Italia dei cittadini. E lo sanno bene quei milioni di Italiani che trovano in essa quotidiano conforto spirituale, finanziario e morale presso mense dei poveri, Catitas, oratoti e cappelle. Non dimentichiamolo! Credenti o laici che siamo.

    Sergio Basile, Alessandra De Rose (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    speculazione dei mercati

    Intanto vola lo spread. rendimenti al 7%, e si parla di "contagio"

    Bruxelles, Madrid – Nelle ultime ore i media italiani sono tornati a parlare di "paura del contagio nella zona dell'euro" per la "presunta crisi" delle banche spagnole. Quasi come se si trattasse di un morbo contagioso, una mucca pazza o una peste. Continua, dunque, senza sosta la propaganda di regime (incentrata su una totale disinformazione, utilizzata come una vera e propria arma golpista) che sparge fumo negli occhi degli Italiani e degli Europei, anziché dire la verità sul sistema TARGET 2 e su come in realtà il sistema dei pagamenti interbancari – concepito nel 2007 – sia stato predisposto per creare un vergognosa subalternanza dei Paesi e delle banche dell'Eurozona, nei confronti della Germania e delle sue banche. Lo abbiamo spiegato chiaramente e con pratici esempi nell'articolo pubblicato 2 settimane fa, dal titolo "Schiavi di un Debito Illegale, Terza Parte: Il Sistema target 2", che vi invitiamo a leggere, per controbbattere con cognizione di causa e piena consapevolezza a quanti sostengono la necessarietà e legittimità delle ricapitalizzazioni bancarie, oggi verso la Spagna e domani verso l'Italia (vedi articoli correlati).  Il presunto virus dunque, secondo l'analisi di "Qui Europa" (come dimostrato) fittizio e "creato in laboratotio" porterà oggi l'Eurogruppo a dare l'ultimo nulla-osta su 30 miliardi di euro che saranno elargiti a breve verso i caveau degli istituti (ormai) di "ex-credito" spagnoli, per la gioia del governo Rajoy. 100 nel complesso.

       Spagna – Fregatura contro Fregatura   

    Lo stesso leader Mariano Rajoy nelle scorse ore aveva lanciato – tra le reiterate e sistematiche proteste dei cittadini spagnoli: ormai metà dei quali precari e disoccupati – un nuovo accorato appello all'Europa, alla sua cara Europa dei banchieri, d'intesa con il ministro del bilancio spagnolo, Cristobal Montoro: ''La Spagna – ha detto Montoro – non ha un soldo in cassa per pagare i servizi pubblici e se la Bce non avesse comprato i titoli di Stato, il Paese sarebbe fallito''. Intanto Rajoy ed i suoi si apprestano a varare un nuovo piano di schiavitù, cioè di austerità, da 65 miliardi: obbedendo senza batter ciglio al nuovo diktat dello zar Manuel Barroso. Fregatura posta quale condizione di un'altra fregatura (in pieno stile FMI per intendreci): cioè in cambio di un anno in più di tempo per riportare il deficit sotto la soglia del 3% del Pil. Deficit, ricordiamolo, anch'esso fittizio e causato dalla privatizzazione della banche centrali dei Paesi della Zona Euro. Ma sentite la faccia tosta di Montoro e come si è giustificato verso gli Spagnoli scesi a protestare in centinaia di migliaia per le piazze di tutto il Paese e di Madrid: ''Ecco, noi danneggiamo l'euro con l'aumento del nostro debito sovrano''. Conclusione vera, caro Montoro, ma premesse false come i soldi del Monopoli, come il Paese dei Balocchi enfatizzato da Lucignolo nelle nota fiaba. Lo stesso che la tecnocrazia ha creato: lo stesso che si vorrebbe trasformare ora in un superstato ancor più dittatoriale e deleterio noto alla cronaca come "Stati Uniti d'Europa". Cioè, il "Paese dei Balocchi Uniti d'Europa!".

       Rottamate il Sistema target 2!   

    Intanto a chiudere il cerchio pro-austerity ci hanno pensato come sempre i mercati, con lo spread: il rendimento dei titoli è volato oltre la soglia del 7%. Allora si pensa alla soluzione di un nuovo memorandum d'intesa per "aiuti" (o regali, dipende dai punti di vista) alle banche ''fino a 100 miliardi di euro'' che oggi l'Eurogruppo avallerà – come detto – in cambio di un'austerity ancor più rigida alla quale assoggettare gli schiavi spagnoli. Trenta miliardi dei quali – come anticipato in premessa – saranno elargiti subito, per illudersi di fermare questa "emorragia vergognosa ed indotta dall'eurosistema". Ennesima porcata dell'eurocasta, ai danni della democrazia. Ma perchè invece non rottamare il Sistema TARGET 2 e rinazionalizzare le banche centrali per tornare ad "acquistare" il denaro pubblico a costo praticamente zero (1% anzichè 6 o 7%, grazie all'intermediazione delle banche private e degli speculatori), anziché negoziarlo sui mercati internazionali – nelle mani di affaristi senza scrupoli – con effetti devastanti per tutta l'economia reale? Ma evidentemente questo ai media nazionali non sembra interessare, poiché non ne parla mai nessuno. Troppo scomodo! Meglio invece parlare di "febbre da spread" e fondo salva Stati (Efsf e presto MES) per calmare la fantomatica "febbre dei rendimenti".

      Nel Fasullo Paese dei Baolocchi   

    Ma fino a quando dovremmo continuare ad ascoltare simili pazzie? Probabilmente per sempre, a giudicare almeno dall'andazzo, e se non verranno presi nei prossimi mesi i relativi e giusti provvedimenti democratici (elettorali) contro questi governi acconsensienti e collusi con questo sistema corrotto ed anti-economico, che ha trasformato il continente più ricco nel Paese dei Balocchi delle élite. Un Paese dove i "pinocchi" siamo noi comuni cittadini, e le fate turchine non esistono (non esiste cioè una BCE protesa all'acquisto dei titoli del debito pubblico dei Paesi Piigs, malgrado la possibilità sia prevista dallo Statuto del SEBC – Sistema Europeo delle Banche Centrali). Vi è solo qua e là qualche scomodissimo  Grillo parlante, che però i media ignorano per copione.

     Sistema target 2 

    E la Germania in tutto ciò che fa? Semplice, mantiene lo status quo! E lo dimostra il discorso tenuto ieri dal ministro tedesco delle finanze Wolfgang Schaeuble al Bundestag, il parlamento tedesco. Secondo Schaeuble ''esiste un rischio potenziale per gli altri paesi dell'Eurozona se non si aiuta la Spagna a risollevare le sorti delle proprie banche (…) a causa dell'estremo nervosismo dei mercati. la Spagna – ha continuato, chiedendo l'appoggio del Parlamento – non è in grado di gestire da sola le difficoltà del proprio settore bancario (e ti credo le avete studiate voi per i surplus delle vostre banche, caro Schaeuble!)  messo a rischio dalla bolla immobiliare''. Ma le balle srategiche di Schaeuble (non poteva essere altrimenti) alla fine hanno "convinto" (qualora ce ne fosse stato bisogno) la grande maggioranza dei parlamentari – 473 sui 583 presenti – accentuando l'immagine di una Germania cui vesti da "fata turchina" vanno strette (e non come qualcuno vorrebbe darci a bere). Una Germania, dunque, scaltra e travestita da cinica matrigna, solidale con i "surplus fittizi" generati dal Sistema dei pagamenti internazionali dell'Eurozona ( il famigerato e sempre più "occultato" Sistema TARGET 2 ) a tutto vantaggio delle sue banche e delle sue industrie.

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Italia – Poveri? Bisogna dimostrarlo!

    Italia – Poveri? Bisogna dimostrarlo!

    Martedì, Maggio 15th / 2012

    – di Franco De Domenico –

    Unione europea / Italia / Parlamento europeo / Commissione europea / Crisi ue / Mario Monti / Enzo Moavero / Vittorio Grilli / Golden Rule / ISEE / Manuel José Barroso / Poveri / Redditometro / Luciano gallino / Proposta alternativa  

    Italia – Poveri? Bisogna dimostrarlo

    Un decreto impone nuove norme sull'ISEE

    L'Europarlamento boccia la "golden rule"

    Roma, Bruxelles – La montagna va da Maometto, si direbbe! Infatti, anche se con la proverbiale flemma più che britannica, il professor Monti è in grande pare obiettivamente in grande fermento in questi giorni. Oggi è stato a colloquio con Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea. L'incontro è durato circa un'ora e mezza e vi hanno preso parte anche il ministro per gli Affari Europei, Enzo Moavero (detto l'emminenza grigia) e il viceministro dell'Economia Vittorio Grilli.
 Si parla, al momento, di incontro "costruttivo", in cui si sarebbe discusso di misure per lo sviluppo. Ci sono novità per quello che ha già seminato super Mario, una positiva e una negativa. Quella negativa è che il Parlamento europeo ha bocciato lo scomputo degli investimenti pubblici dal debito, la cosiddetta golden rule (decisione alquanto paradossale e assurda) per pochi voti: un provvedimento a cui il nostro governo, e soprattutto gli Italiani,  tenevano molto. Invece, è passata una prima approvazione per la creazione di un redemption fund, una sorta di garanzia sovra-nazionale, in direzione degli eurobond. Una sorta di contenitore crea debito: per capirci! Un meccanismo beffardo e subdolo che alla fine istituzionalizza il danno, cioè il debito, come qualcosa da redimere ex-post, e non qualcosa da risolvere alla radice, imbavagliando e tagliando le unghie alla finanza ed alla speculazione bancaria. Insomma, una cocente disfatta!

     Caro prof,  chi sono i poveri?  Ormai una intera classe!  

    Il decreto-legge che Monti ha tirato fuori come un asso dalla manica, invece, riguarda il redditometro, il famoso o famigerato Isee, che non sempre fotografa bene il reddito di una famiglia. Dovrebbe essere reso, almeno nelle intenzioni, più realistico; favorire meno gli abbienti, e dare – solo a chi ne ha reale bisogno – agevolazioni come borse di studio, risparmio sull'energia, accompagnamento agli invalidi. Speriamo che questa nuova mossa favorisca davvero i più deboli (che alla fine sono ormai circa l'80% degli Italiani: particolare che forse l'Isee non vagliera per – evidentemente – ovvi limiti strutturali) e non si risolva, come spesso purtroppo è successo, in una semplice restrizione; tante leggi e leggine, decreti, quando aboliscono il precedente, sono semplicemente peggiorativi, o restrittivi. Così funziona il potere: ma tout va bien, madame la Marquise. Ma, Isee a parte, forse sarebbe da prendere più in considerazione la proposta dell'economista Luciano Gallino, che ha proposto l'immediata costituzione di un fondo-lavoro da 25 miliardi di euro (un quarto dei fondi regalati alle banche con le ricapitalizzazioni ultime della Bce) con il quale generare subito un milione di posti di lavoro. Meditate gente, meditate!

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)