Qui Europa

Tag: Vittorio Gigliotti

  • La guerra dimenticata del Donbass a 4 anni dal suo inizio

    La guerra dimenticata del Donbass a 4 anni dal suo inizio

    Venerdì, 25 maggio/ 2018

    – di Vittorio Gigliotti, Cantiere Laboratorio –

     Redazione Quieuropa, Vittorio Gigliotti, Donbass, Guerra in Ucraina, mondialismo, Europa 

    La guerra dimenticata del Donbass a 4 anni

    dal suo inizio  

    Un altro eroe caduto: Oleg Mamiev. "Speranza" manifesta

    a Roma per non dimenticare

     

    di Vittorio Gigliotti / Cantiere Laboratorio

    Donbass

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La "guerra fantasma" nel cuore dell'Europa     

    Roma – di Vittorio Gigliotti, Presidente Cantiere Laboratorio – Il leggendario comandante della Brigata “Pyatnashka”, Oleg Mamiev (foto in copertina a sinistra, in basso), è morto in trincea a Donetsk, ucciso da una granata lanciata dall’esercito ucraino la notte tra il 17 e il 18 maggio 2018. Il gigante bruno era amato e stimato dai suoi uomini e chi lo ha conosciuto da vicino ha potuto constatarne la scrupolosità, il carattere bonario e amichevole ed il suo smisurato coraggio. Oleg era una di quelle persone rare, che sapeva mantenere la calma anche nelle situazioni più complesse e difficili. Prima della guerra in Dombass, viveva in Ossezia, nella primavera del 2014 ha mollato tutto ed è andato a combattere in Donbass, sempre in prima linea. Dopo “Motorola” e “Givi”, Donetsk piange un altro eroe.

                   “Sono venuto in Donbass – ebbe a dire Mamiev – 

             non per dedicarmi alla politica, ma per proteggere i civili

                   dall’arbitrarietà delle autorità criminali ucraine.

                                   Il popolo del Donbass

       ha fatto una scelta a favore della Repubblica Popolare di Donetsk,

       ha scelto il Capo dello Stato Alexander Zakharchenco e combatte

    per la sua indipendenza e libertà ed io difenderò la volontà della gente”.

    A quattro anni dall’inizio della guerra nella regione dell’Ucraina Orientale, esattamente il 26 maggio 2014 alle ore 13.00, gli aerei ucraini sganciavano le prime bombe sull’aeroporto e la stazione ferroviaria della città di Donetsk. Da allora le azioni belliche continuano e negli ultimi giorni si sono intensificate. Solo nella città di Gorlovka, nei giorni scorsi, sono stati lanciati circa seicento missili in un attacco fortunatamente respinto. Una guerra dove si combatte e quotidianamente si muore, nel cuore dell’Europa, solo geograficamente perché sembra tanto lontana e dimenticata dal mondo cosiddetto “civile”. Migliaia di morti ed oltre 1 milione di profughi sembra non facciano notizia nella “civile” e ovviamente “democratica” Europa dei burocrati e dei mercanti. Per non dimenticare e ricordare questa tragedia, il 26 maggio 2018 l’Associazione culturale italo-russa “Speranza” organizza una manifestazione a Roma alle ore 15.00 a Castel Sant’Angelo.

    Vittorio Gigliotti, Presidente Associazione Cantiere Laboratorio

    (Copyright © 2018 Qui Europa)

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

    Segui su Facebook la nuova pagina – Qui Europa news | Facebook

     

     

     Video correlati                                                 

    The civil war in Ukraine. *GRAPHIC* +18 – YouTube

    The civil war in Ukraine. *GRAPHIC* +18 – YouTube

    ► War in Ukraine : Insane Combat footage (maggio 2018)

    ______________________________________________________________________________________________________________

     Articoli correlati                                                          

    Donbass: una guerra sulla coscienza dell’Europa

    Donbass: una guerra sulla coscienza dell’Europa

    Sabato, 15 luglio/ 2017  Cantiere Laboratorio  Redazione Quieuropa, Vittorio Gigliotti, Irina Vikhoreva, Cantiere Laboratorio, Osservatorio Comunità Cristiane in Medioriente, Donbass, Guerra in Ucraina, mondialismo  Donbass: una guerra sulla coscienza dell'Europa Lo scorso 12 luglio 2017, presso la Camera dei Deputati (Sala Stampa) si è tenuta la conferenza sul Donbass: la guerra sconosciuta nel cuore dell'Europa, […]

    Donbass: la guerra sconosciuta – La missione di “Cantiere Laboratorio” e “Speranza”

    Donbass: la guerra sconosciuta – La missione di “Cantiere Laboratorio” e “Speranza”

    Lunedì, 1 maggio/ 2017    di Vittorio Gigliotti, Cantiere Laboratorio  Redazione Quieuropa, Vittorio Gigliotti, Irina Vikhoreva, Cantiere Laboratorio, Donbass, Ucraina  Donbass: la guerra sconosciuta Missione umanitaria e politica di "Cantiere Laboratorio" e "Speranza" in Donbass. La testimonianza oculare di Vittorio Gigliotti   di Vittorio Gigliotti, Cantiere Laboratorio                   […]

    Donbass: una guerra silenziosa nel cuore dell’Europa, nell’esperienza di Irina Vikhoreva

    Donbass: una guerra silenziosa nel cuore dell’Europa, nell’esperienza di Irina Vikhoreva

    Lunedì, 21 Novembre/ 2016    Cantiere Laboratorio  Redazione Quieuropa, Vittorio Gigliotti, Irina Vikhoreva, Cantiere Laboratorio, Osservatorio Comunità Cristiane in Medioriente, Donbass, Guerra in Ucraina  Donbass: una guerra silenziosa nel cuore dell'Europa, nell'esperienza di Irina Vikhoreva Solidarietà al popolo del Donbass in un incontro organizzato da Cantiere Laboratorio a Lamezia Terme   di Cantiere Laboratorio       […]

  • Donbass: una guerra sulla coscienza dell’Europa

    Donbass: una guerra sulla coscienza dell’Europa

    Sabato, 15 luglio/ 2017 

    Cantiere Laboratorio

     Redazione Quieuropa, Vittorio Gigliotti, Irina Vikhoreva, Cantiere Laboratorio, Osservatorio Comunità Cristiane in Medioriente, Donbass, Guerra in Ucraina, mondialismo 

    Donbass: una guerra sulla coscienza dell'Europa

    Lo scorso 12 luglio 2017, presso la Camera dei Deputati

    (Sala Stampa) si è tenuta la conferenza sul Donbass:

    la guerra sconosciuta nel cuore dell'Europa, voluta

    dai poteri mondialisti

     

    di Cantiere Laboratorio

    Donbass: una guerra silenziosa nel cuore dell’Europa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La "guerra fantasma" nel cuore dell'Europa     

    Roma di Vittorio Gigliotti, Presidente Cantiere Laboratorio – Per far conoscere ed amplificare l'impatto mediatico di una tragedia umana ignorata dai grandi media di regime e sconosciuta ai più, la tragedia delle popolazioni del Donbass, si stanno moltiplicando gli incontri ed i convegni in merito, in tutto il territorio nazionale. Si tratta – come detto nei precedenti interventi: vedi qui Donbass: una guerra silenziosa nel cuore dell’Europa e qui La missione di “Cantiere Laboratorio” e “Speranza” –  di una guerra gestita e voluta dai poteri mondialisti in funzione anti-russa, una guerra giocata sulla pelle del popolo ucraino, ormai schiavo dei voleri dei burocrati di Bruxelless. Lo scorso 12 luglio 2017, su questa scia di fermento per il Donbass, presso la Sala Stampa di Palazzo Montecitorio, Camera dei Deputati, su iniziativa dell’on. Achille Totaro di FdI, si è svolta la Conferenza “Donbass: una guerra sulla Coscienza dell’Europa” che ha visto gli interventi di Maurizio Marrone, Consigliere Regionale di FdI in Piemonte nonché Rappresentante della Repubblica di Donetsk in Italia; Irina Osipova di  RIM Giovani Italo Russi; Daniele Macris del Centro di Cultura Italiana presso l’Università di Lugansk. La Conferenza Stampa, che ha visto l’attiva presenza con suoi dirigenti dell’Associazione Cantiere Laboratorio e Speranza, ha cercato di fare chiarezza sul conflitto in corso attraverso la diretta testimonianza di chi è andato sul posto a conoscere da vicino una realtà ben diversa da quella che ci viene raccontata (o addirittura ignorata sistematicamente – Ndr). Per la propaganda Ucraina il conflitto non è altro che un’occupazione russa di quella regione e quanti vanno sia personalmente o come associazioni a portare aiuti umanitari o per vedere quanto accade sono bollati dalle autorità di Kiev come fiancheggiatori dei terroristi,

                 intendendo per terroristi tutta la popolazione del Donbass,

                                (evidentemente…) bambini compresi

    che sta pagando in termini di morti distruzione e profughi a causa dei bombardamenti ucraini. Le stesse autorità ucraine hanno tentato fino alla fine di far impedire dal governo Italiano questa conferenza presentata dagli stessi come anti-ucraina: ma così non è stato. Come si è evinto dalle stesse parole di Marrone, invece, l’incontro ha avuto tutt’altro fine, “questo conflitto cerchiamo di disinnescarlo con iniziative come il Centro di Rappresentanza della Repubblica di Donetsk e con il Centro di Cultura Italiana dell’Università di Lugansk al fine di creare dei luoghi di incontro di amicizia e dialogo perché avvertiamo un’operazione di schierare di nuovo l’Italia e l’Europa contro la Russia ed il mondo russo in generale. E noi non vogliamo tornare agli anni bui della cortina di ferro e della guerra fredda (…) le istituzioni italiane ed europee devono dialogare con chi sta rivendicando in Donbass la volontà di mantenere un’identità linguistica, culturale e geopolitica, perché la popolazione del Donbass legittimamente ed in totale maggioranza di mantenere un rapporto privilegiato di alleanza e di appartenenza al mondo russo e non all’Unione Europea.

    Vittorio Gigliotti, Presidente Associazione Cantiere Laboratorio

    (Copyright © 2017 Qui Europa)

     

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

    Segui su Facebook la nuova pagina – Qui Europa news | Facebook

    ______________________________________________________________________________________________________________

     Video correlati                                                

    The civil war in Ukraine. *GRAPHIC* +18 – YouTube

    The civil war in Ukraine. *GRAPHIC* +18 – YouTube

    ______________________________________________________________________________________________________________

     Articoli correlati                                                        

    Donbass: la guerra sconosciuta – La missione di “Cantiere Laboratorio” e “Speranza”

    Donbass: la guerra sconosciuta – La missione di “Cantiere Laboratorio” e “Speranza”

    Lunedì, 1 maggio/ 2017    di Vittorio Gigliotti, Cantiere Laboratorio  Redazione Quieuropa, Vittorio Gigliotti, Irina Vikhoreva, Cantiere Laboratorio, Donbass, Ucraina  Donbass: la guerra sconosciuta Missione umanitaria e politica di "Cantiere Laboratorio" e "Speranza" in Donbass. La testimonianza oculare di Vittorio Gigliotti   di Vittorio Gigliotti, Cantiere Laboratorio                   […]

    Donbass: una guerra silenziosa nel cuore dell’Europa, nell’esperienza di Irina Vikhoreva

    Donbass: una guerra silenziosa nel cuore dell’Europa, nell’esperienza di Irina Vikhoreva

    Lunedì, 21 Novembre/ 2016    Cantiere Laboratorio  Redazione Quieuropa, Vittorio Gigliotti, Irina Vikhoreva, Cantiere Laboratorio, Osservatorio Comunità Cristiane in Medioriente, Donbass, Guerra in Ucraina  Donbass: una guerra silenziosa nel cuore dell'Europa, nell'esperienza di Irina Vikhoreva Solidarietà al popolo del Donbass in un incontro organizzato da Cantiere Laboratorio a Lamezia Terme   di Cantiere Laboratorio       […]

     

     

  • Donbass: la guerra sconosciuta – La missione di “Cantiere Laboratorio” e “Speranza”

    Donbass: la guerra sconosciuta – La missione di “Cantiere Laboratorio” e “Speranza”

    Lunedì, 1 maggio/ 2017   

    di Vittorio Gigliotti, Cantiere Laboratorio

     Redazione Quieuropa, Vittorio Gigliotti, Irina Vikhoreva, Cantiere Laboratorio, Donbass, Ucraina 

    Donbass: la guerra sconosciuta

    Missione umanitaria e politica di "Cantiere Laboratorio"

    e "Speranza" in Donbass. La testimonianza oculare di

    Vittorio Gigliotti

     

    di Vittorio Gigliotti, Cantiere Laboratorio

    Donbass, una guerra silenziosa nel cuore dell'Europa — L'esperienza di Irina Vikhoreva

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Donbass: il viaggio, la testimonianza               

    Donetsk, Donbass – di Cantiere Laboratorio – Migliaia di morti, migliaia di feriti ed oltre 1 milione di profughi di cui nessuno parla. Non accade lontano da noi, ma in Europa, nell’Ucraina Orientale, al confine con la Russia, nel Donbass, dove le due Repubbliche, di Lugansk e di Donetsk, di etnia e lingua russa, autoproclamatisi indipendenti attraverso un referendum popolare nel maggio 2014, sono da allora oggetto di una vile aggressione militare da parte del governo ucraino, europeista e filo-occidentale, mondialista, guidato da Pedro Poroshenko con lo scopo di balcanizzare quell’area ed in prospettiva destabilizzare la Russia. Una coltre di silenzio dei media che contano è calata su queste tragiche vicende e sulla vita di questo popolo che non ha accettato di essere privato della propria lingua, della propria cultura e della propria tradizione e per questo ha imbracciato le armi e si è difeso. Dal 12 al 19 aprile 2017 il Presidente dell’Associazione “Cantiere Laboratorio”, Vittorio Gigliotti e il Presidente dell’Associazione “Speranza”, Irina Vikhoreva, nativa di Donetsk, si sono recati nelle due repubbliche del Donbass a portare i fondi raccolti tra amici e militanti delle due associazioni, oltre a medicinali di prima necessità. Insieme a loro ha condiviso il viaggio e la permanenza il giornalista e reporter di guerra Sebastiano Caputo. Un gesto di solidarietà e di vicinanza verso quelle popolazioni, in particolar modo verso i bambini. Il viaggio, organizzato dalle due associazioni ha avuto anche un risvolto politico per gli interessanti incontri che i due responsabili hanno avuto, oltre alla conoscenza diretta di una realtà ben diversa dalla versione presentata in Italia dagli organi d’informazione filo-ucraini che considerano il Donbass come una regione occupata da truppe della federazione russa e da bande di terroristi.

    Trstimonianza oculare di Vittorio Gigliotti,

    Presidente di "Cantiere Laboratorio"

    La realtà che ho visto è completamente diversa da quella propinataci dai media. Nessun carrarmato russo o militare russo ho visto nelle due Repubbliche. Piuttosto un popolo straordinario che ha una coscienza civica senza eguali, ancorato ai valori della propria cultura, della propria storia, amante e rispettoso della propria libertà e della propria terra. Un popolo che ha dignità da vendere e che vuole soltanto ricominciare a vivere in pace. Il primo incontro ha avuto luogo lo scorso 12 aprile, in Russia, a Rostov, con il Deputato dell’Amministrazione Locale Anatolij Kotljarov. Il giorno seguente abbiamo attraversato la frontiera in macchina con il responsabile dei rapporti con l’Italia Andrea Palmeri alla rotta di Lugansk, nel villaggio di Krasnodon, per consegnare un amplificatore alla Casa Famiglia. Qui il commovente e partecipato spettacolo messo in scena dagli orfani di guerra presenti nella struttura, seguito da interviste di emittenti televisive e media locali. Nello stesso giorno, abbiamo visitato la scuola media di Maksim Gor’kij con un altro spettacolare benvenuto degli alunni presenti. Poi, a Lugansk è stata la volta della visita all’Università di Taras Shevchenko, maggiore poeta ucraino, ed al Centro di Cultura Italiano di cui Andrea Palmeri è responsabile, dove abbiamo tenuto una lezione agli studenti del corso. Il 14 aprile abbiamo visitato la Caserma dei “Lupi della Notte” dei militari motociclisti e il Centro Ricreativo di “Vostock”: qui abbiamo donato il secondo amplificatore. A seguire la conferenza stampa insieme al Rappresentante del Governo, il Deputato Oleg Koval’ ed Andrea Palmeri. La partecipazione alla S. Messa notturna della S. Pasqua nel rito ortodosso, nella Cattedrale di Lugansk, il 15 aprile è stato uno dei momenti più intensi e toccanti dell'intero viaggio. Un suggestivo percorso fra le steppe, le miniere ed i villaggi distrutti contrasta con l’arrivo nella stupenda città di Donetsk, dai numerosi parchi e monumenti; dalle strade pulite e dalla disarmante cortesia e gentilezza dei suoi abitanti. Qui la vita si svolge regolarmente e non sembra vero che ad un tiro di schioppo ci sia il fronte dove si spara, si combatte e si muore. Il 17 mattina abbiamo avuto un gradito incontro al Caffè “Leggenda” con il Portavoce dell’Esercito della DPR (Repubblica Popolare di Donetsk) Daniil Brezsonov e con il corrispondente di guerra dell’Esercito, Mikhail Andronik. Presenti anche il corrispondente dell'Agenzia DONI, Vittorio Nicola Rangeloni, e il corrispondente indipendente degli Stati Uniti, Patrick Lancaster. Accompagnati dai nostri angeli custodi dell’Esercito, Daniil e Mikhail, di seguito siamo giunti nel Villaggio di Oktjab’skij, nei pressi di quel che resta dell’aeroporto di Donetsk: un cumulo di macerie ed uno scheletro di pilastri a qualche centinaio di metri dalle postazioni ucraine. Nelle vicinanze il semidistrutto Monastero femminile di Iver’ e l’adiacente cimitero di Novoignat’evscoe, sulle cui tombe nel 2014 passavano i carri armati ucraini. Abbiamo poi raggiunto il vicino Villaggio di “Spartak”: villaggio che fino a qualche tempo fa contava tremila anime ed ora ridotto a 69 abitanti: oggetto dei quotidiani “grad” ucraini. Costretti a dormire nei sotterranei-cunicoli delle case bombardate, i superstiti cucinano a turno in una piccola baracca di legno la cui porta è ornata dai disegni dei bimbi nei momenti di tregua. Ovunque, in quella zona, case distrutte e macerie, compreso il ponte di Putolov, fatto saltare dall’Esercito di Donetsk per impedire ai carri armati ucraini di raggiungere la Città. Abbiamo proseguito il nostro viaggio nella periferia di Donetsk conoscendo un artista unico, un fabbro di nome Viktor Vladimir Mikhalov che trasforma il materiale bellico ucraino, lanciato sul territorio di Donetsk, in rose di metallo. Abbiamo concordato con lui una eventuale mostra in Italia delle sue uniche e straordinarie opere. Il 18 aprile, sempre al solito caffè, ci incontriamo con il corrispondente di “Life News”, Serghej Macharenko, ed il corrispondente speciale sul Donbass, che mi ha intervistato, Irina Lasckevich: inviata del famoso giornalista ucraino in esilio, Anatolij Sharij. Subito dopo siamorisaliti in macchina con Daniil e Mikhail alla volta di Avdeevka, lungo una strada molto pericolosa percorsa ad elevata velocità, nonostante le buche, per il timore di essere localizzati ed essere fatti oggetto dei colpi dell’esercito ucraino posizionato nelle vicinanze. Abbiamo così raggiunto il villaggio isolato di Pantelejmonovka, di circa 7mila abitanti, di cui 800 bambini, seguendo il camion dell’esercito che impianta nel Parco della cittadina un piccolo parco giochi. Qui abbiamo conosciuto il vice comandante dell’Esercito della Repubblica Popolare di Donetsk, Eduard Bassurin, un uomo tutto d’un pezzo, personaggio carismatico amato dai suoi soldati. Con tranquillità ci dice che ha abbastanza uomini e mezzi per difendere al meglio il suo territorio. Assieme a Questi ci siamo poi intrattenuti con il capo dell’Amministrazione locale, Svetlana Reumova, donna dal carattere forte e determinato. Il 19 aprile abbiamo attraversato le frontiere. Quel che ci ha colpito maggiormente è stato il controllo minuzioso dei Servizi della FSB, la loro professionalità e cordialità; nonché il loro sorriso nel salutarci. Si ritorna in Italia con il ricordo di quanto abbiamo visto, della gente che abbiamo conosciuto, delle parole che ci hanno rivolto, delle storie che ci hanno raccontato, delle testimonianze crude e dure rese e vissute sulla loro pelle: di quelle migliaia di morti di cui nessuno parla, di una guerra sconosciuta che da noi, per ordini di scuderia politico-giornalistico-economici, non deve essere conosciuta. A noi che siamo tornati ed abbiamo visto, il compito ed il dovere morale – da “uomini liberi” – di raccontarla senza censure e senza menzogne, nella verità.

    Vittorio Gigliotti (Copyright © 2017 Qui Europa)

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

    Segui su Facebook la nuova pagina – Qui Europa news | Facebook

    ____________________________________________________________________________________________

     Video correlato                                               

    The civil war in Ukraine. *GRAPHIC* +18 – YouTube

    The civil war in Ukraine. *GRAPHIC* +18 – YouTube

    _____________________________________________________________________________________________

     Articoli consigliati                                           

    Donbass: una guerra silenziosa nel cuore dell’Europa, nell’esperienza di Irina Vikhoreva

    Donbass: una guerra silenziosa nel cuore dell’Europa, nell’esperienza di Irina Vikhoreva

    Lunedì, 21 Novembre/ 2016    Cantiere Laboratorio  Redazione Quieuropa, Vittorio Gigliotti, Irina Vikhoreva, Cantiere Laboratorio, Osservatorio Comunità Cristiane in Medioriente, Donbass, Guerra in Ucraina  Donbass: una guerra silenziosa nel cuore dell'Europa, nell'esperienza di Irina Vikhoreva Solidarietà al popolo del Donbass in un incontro organizzato da Cantiere Laboratorio a Lamezia Terme   di Cantiere Laboratorio       […]

    Libano, una storia sconosciuta – La rivincita del “Generale” cristiano Aoun, nuovo Presidente

    Libano, una storia sconosciuta – La rivincita del “Generale” cristiano Aoun, nuovo Presidente

    Venerdì, 4 Novembre/ 2016    di Vittorio Gigliotti  Redazione Quieuropa, Vittorio Gigliotti, Cantiere Laboratorio, Osservatorio Comunità Cristiane in Medioriente, Michel Aoun, Beirut, Presidente del Libano  Libano – La rivincita del "Generale" cristiano Michel Aoun, nuovo Presidente Il Piano del "Grande Israele" per la "Terra dei Cedri" e la resistenza del popolo libanese: una storia poco raccontata […]

    La stampa di regime e la Mano Nascosta in guerra contro i popoli

    La stampa di regime e la Mano Nascosta in guerra contro i popoli

    Lunedì,  Settembre 22th/ 2014  – di Cristiano Tresoldi e Redazione QE – Premessa di Sergio Basile Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Cristiano Tresoldi, Sergio Basile, Informazione, giornalismo, disinformazione, ideologia, verità storica, Mano nascosta, giornali e sistema bancario, giornali e moneta, indipendenza, falso dissenso, Mano nascosta, Cherep Spiridovich, Wall Street, ambasciate  La stampa […]

    Propaganda e clima da Guerra Fredda dietro il Video di James Foley

    Propaganda e clima da Guerra Fredda dietro il Video di James Foley

    Sabato,  Luglio 23rd/ 2014  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, James Foley, Propaganda Neocom, Propaganda da Guerra Fredda, Casa Bianca, Cremlino, ennesima messa in scena, strategia del dissenso, Giacinto Auriti, Reagan e Gorbachev, decapitazione su Youtube, sionismo, integralismo, wahabismo  Propaganda e clima da Guerra Fredda dietro il Video di James Foley A chi può giovare la […]

    Crimea verso la Russia – Clima da Guerra Fredda?

    Crimea verso la Russia – Clima da Guerra Fredda?

    lunedì, Marzo 17th/ 2014 – di Sergio Basile  – Crimea, Simferopoli, Ucraina, Crisi Ucraina, Kiev, Angela Merkel, Referendum in Crimea sulla secessione, Gazprom, South Stream, North Stream, Vladimir Putin, Referendum, Sanzioni contro gli europei, Sergio Basile, icone russe e ucraine piangono sangue  Crimea verso la Russia – Clima da "Guerra Fredda"? La Crimea chiede l'annessione alla Russia […]

    “Questione Ucraina” dopo Eurovertice. Kiev verso Libero scambio con UE

    “Questione Ucraina” dopo Eurovertice. Kiev verso Libero scambio con UE

    Sabato, Marzo 8th/ 2014 – di Sergio Basile  – Kiev, Sebastopoli, Simferopoli, Ucraina, Bruxelles, Aiuti dell'Ue a Kiev, Crisi Ucraina, Crimea, Vladimir Putin, Consiglio straordinario a Bruxelles sull'Ucraina, Arrivo delegazione OSCE, Accordo di Libero scambio Ue, Matteo Renzi, Herman Van Rompuy, Villa Taverna, John Kerry, Boicottaggio G8 Sochi, Arseniy Yatsenyuk, Sergio Basile, Washington, Aiuti stile Troika, BEI  Sviluppi […]

     

  • Donbass: una guerra silenziosa nel cuore dell’Europa, nell’esperienza di Irina Vikhoreva

    Donbass: una guerra silenziosa nel cuore dell’Europa, nell’esperienza di Irina Vikhoreva

    Lunedì, 21 Novembre/ 2016   

    Cantiere Laboratorio

     Redazione Quieuropa, Vittorio Gigliotti, Irina Vikhoreva, Cantiere Laboratorio, Osservatorio Comunità Cristiane in Medioriente, Donbass, Guerra in Ucraina 

    Donbass: una guerra silenziosa nel cuore dell'Europa,

    nell'esperienza di Irina Vikhoreva

    Solidarietà al popolo del Donbass in un incontro organizzato da

    Cantiere Laboratorio a Lamezia Terme

     

    di Cantiere Laboratorio

    Donbass, una guerra silenziosa nel cuore dell'Europa — L'esperienza di Irina Vikhoreva

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Donbass: tra le bombe, nel cuore dell'Europa  

    Lamezia Terme – di Cantiere Laboratorio – La stampa non ne parla, la televisione nemmeno. Cosa sappiamo di una guerra nel cuore dell’Europa, nella regione ucraina del Donbass, di lingua russa e di religione cristiano-ortodossa, che ha causato finora migliaia di morti, migliaia di feriti ed un milione di profughi? Da quando ha avuto luogo il colpo di Stato a Kiev, armato, manovrato e sponsorizzato dall’Establishment americano, e che vede alleati tutti i poteri della finanza internazionale, dai Rothschild a Soros al Fondo Monetario Internazionale,

                          la Repubblica Indipendente del Donbass,

      divenuta tale attraverso un referendum popolare dell’11 maggio 2014,

         è oggetto di una guerra di aggressione, con violenze di ogni tipo

                e bombardamenti indiscriminati sulla popolazione civile

                      come a Donetsk, Lugansk, Slaviansk, Mariupol. 

    Sullo sfondo, i veri motivi: una guerra (contro l'uomo e la famiglia, contro ogni valore e dignità, commerciale, geopolitica e non solo…) combattuta da Ue/Usa nel silenzio generale e da quegli “Agenti” e “Circoli Globalisti” che hanno contribuito in maniera determinante al drammatico precipitare degli eventi in corso, attraverso ogni strumento: mediatico, sovversivo, economico e finanziario, al fine di sottrarre l’Ucraina all’influenza della Russia e destabilizzarla con l'obiettivo di imporre un mercato globale e un "Nuovo Disordine Globale". Per far conoscere questo dramma dimenticato, “Cantiere Laboratorio” – in collaborazione con la sua organizzazione giovanile “Gioventù Controcorrente” – ieri, Domenica 20 Novembre, alle ore 10,30, ha organizzato un incontro pubblico a Lamezia Terme, moderato da Ettore Scaramuzzino, Responsabile di Gioventù Controcorrente. Tra i presenti anche Simone Grisolia, di Identità Tradizionale, e Sergio Basile, direttore di "Qui Europa". Vittorio Gigliotti, Presidente di Cantiere Laboratorio e promotore dell'incontro, ha salutato i presenti, introducendo la testimonianza di Irina Vikhoreva, ospite d'onore della giornata (nativa di Donetsk, nel sud-est dell’Ucraina e Presidente dell’Associazione italo-russa “La Speranza”). Nel corso dell’incontro un collegamento live Skype da Donetsk e Mosca, due brevi filmati sulla guerra in Donbass e un collegamento in videochiamata con Andrea Palmieri dal fronte di guerra.

     Una guerra silenziosa e dimenticata                

    I fotogrammi ed i video proiettati sulla guerra nella regione ucraina sono strazianti (mai viste cose simili nei TG, mai riportate simili nefandezze sulla stampa) e hanno toccato profondamente il pubblico (circa 120 persone) accorso con gran partecipazione presso la sala congressi “Prunia”.

                   Per due ore la censura, la disinformazione e le menzogne 

                       sono state sconfitte dalla verità dei fatti raccontati 

                                e dalla testimonianza della Vikhoreva.

    La cronistoria degli avvenimenti – che dal 2013 si sono succeduti fino ai tragici eventi ed ai bombardamenti indiscriminati dell’aviazione ucraina sulla popolazione civile, in un'impressionante escalation di morte e distruzione e che hanno mietuto fino ad ora migliaia di vittime tra cui donne e bambini – è stata curata dallo stesso Vittorio Gigliotti. “Una guerra silenziosa nel cuore dell’Europa”, quella del Donbass, fomentata dai circoli mondialisti in orbita all'Unione Europea, al Fondo Monetario Internazionale, alle lobby affaristiche delle famiglie più potenti al mondo appartenenti al "credo mondialista".

          E’ emerso un preciso atto d’accusa verso quella finanza e quei personaggi

                               che considerano i popoli e le nazioni

                meri oggetti di conquista, semplici esperimenti da laboratorio, 

        per imporre un mercato globale e svuotare gli uomini della propria identità, 

                                      nel dolore e nel sangue, 

         annullando radici storiche, credo religioso, cultura, lingua e tradizioni:

         omologando tutti e tutto attraverso un comun denominatore, il dolore.

     L'altro volto della guerra in Medioriente             

    Nel caso dell’Ucraina, poi, si tratta in effetti dell’altro volto della guerra in Medioriente, quella che tende a “balcanizzare” e “sirianizzare” i Paesi limitrofi alla Russia. Il racconto di Andrea Palmieri, in collegamento via Skype da Lugansk,

              ci ha mostrato come nella vita si possano bandire le chiacchiere

                          ed abbracciare la giusta causa di un popolo,

                                    rischiando la propria vita. 

    Nazir Evloev, Presidente dell’Associazione Internazionale dei Blogger (presente in 56 Paesi), ha poi fatto considerazioni di ordine economico, parlando dei brutali metodi dei servizi segreti ucraini. Infine, in diretta sul canale di Radio Zello, Vittorio Gigliotti ha risposto alle domande dei cittadini da Mosca, Ucraina e Donbass sulla situazione internazionale e sulla situazione in Ucraina e Donbass, viste dal nostro Paese. Ciò con l’ausilio della traduzione simultanea di Irina Vikhoreva. Insomma una guerra silenziosa e vergognosa, spietata, sulla quale è bene accendere i riflettori e i microfoni. Una guerra da ricordare nelle nostre preghiere quotidiane cui verità vanno divulgate con gran senso di responsabilità e solidarietà sul web, nelle parrocchie, nelle scuole e in pubblici convegni. Non dimentichiamo il Donbass, per non perdere noi stessi!

     Cantiere Laboratorio / Giovani Controcorrente (Copyright © 2016 Qui Europa)

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

    Segui su Facebook la nuova pagina – Qui Europa news | Facebook

    ____________________________________________________________________________________________

     Video correlato                                               

    The civil war in Ukraine. *GRAPHIC* +18 – YouTube

    The civil war in Ukraine. *GRAPHIC* +18 – YouTube

    _____________________________________________________________________________________________

     Articoli consigliati                                           

    Libano, una storia sconosciuta – La rivincita del “Generale” cristiano Aoun, nuovo Presidente

    Libano, una storia sconosciuta – La rivincita del “Generale” cristiano Aoun, nuovo Presidente

    Venerdì, 4 Novembre/ 2016    di Vittorio Gigliotti  Redazione Quieuropa, Vittorio Gigliotti, Cantiere Laboratorio, Osservatorio Comunità Cristiane in Medioriente, Michel Aoun, Beirut, Presidente del Libano  Libano – La rivincita del "Generale" cristiano Michel Aoun, nuovo Presidente Il Piano del "Grande Israele" per la "Terra dei Cedri" e la resistenza del popolo libanese: una storia poco raccontata […]

    La stampa di regime e la Mano Nascosta in guerra contro i popoli

    La stampa di regime e la Mano Nascosta in guerra contro i popoli

    Lunedì,  Settembre 22th/ 2014  – di Cristiano Tresoldi e Redazione QE – Premessa di Sergio Basile Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Cristiano Tresoldi, Sergio Basile, Informazione, giornalismo, disinformazione, ideologia, verità storica, Mano nascosta, giornali e sistema bancario, giornali e moneta, indipendenza, falso dissenso, Mano nascosta, Cherep Spiridovich, Wall Street, ambasciate  La stampa […]

    Propaganda e clima da Guerra Fredda dietro il Video di James Foley

    Propaganda e clima da Guerra Fredda dietro il Video di James Foley

    Sabato,  Luglio 23rd/ 2014  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, James Foley, Propaganda Neocom, Propaganda da Guerra Fredda, Casa Bianca, Cremlino, ennesima messa in scena, strategia del dissenso, Giacinto Auriti, Reagan e Gorbachev, decapitazione su Youtube, sionismo, integralismo, wahabismo  Propaganda e clima da Guerra Fredda dietro il Video di James Foley A chi può giovare la […]

    Crimea verso la Russia – Clima da Guerra Fredda?

    Crimea verso la Russia – Clima da Guerra Fredda?

    lunedì, Marzo 17th/ 2014 – di Sergio Basile  – Crimea, Simferopoli, Ucraina, Crisi Ucraina, Kiev, Angela Merkel, Referendum in Crimea sulla secessione, Gazprom, South Stream, North Stream, Vladimir Putin, Referendum, Sanzioni contro gli europei, Sergio Basile, icone russe e ucraine piangono sangue  Crimea verso la Russia – Clima da "Guerra Fredda"? La Crimea chiede l'annessione alla Russia […]

    “Questione Ucraina” dopo Eurovertice. Kiev verso Libero scambio con UE

    “Questione Ucraina” dopo Eurovertice. Kiev verso Libero scambio con UE

    Sabato, Marzo 8th/ 2014 – di Sergio Basile  – Kiev, Sebastopoli, Simferopoli, Ucraina, Bruxelles, Aiuti dell'Ue a Kiev, Crisi Ucraina, Crimea, Vladimir Putin, Consiglio straordinario a Bruxelles sull'Ucraina, Arrivo delegazione OSCE, Accordo di Libero scambio Ue, Matteo Renzi, Herman Van Rompuy, Villa Taverna, John Kerry, Boicottaggio G8 Sochi, Arseniy Yatsenyuk, Sergio Basile, Washington, Aiuti stile Troika, BEI  Sviluppi […]

  • Libano, una storia sconosciuta – La rivincita del “Generale” cristiano Aoun, nuovo Presidente

    Libano, una storia sconosciuta – La rivincita del “Generale” cristiano Aoun, nuovo Presidente

    Venerdì, 4 Novembre/ 2016   

    di Vittorio Gigliotti

     Redazione Quieuropa, Vittorio Gigliotti, Cantiere Laboratorio, Osservatorio Comunità Cristiane in Medioriente, Michel Aoun, Beirut, Presidente del Libano 

    Libano – La rivincita del "Generale" cristiano

    Michel Aoun, nuovo Presidente

    Il Piano del "Grande Israele" per la "Terra dei Cedri"

    e la resistenza del popolo libanese: una storia poco

    raccontata

     

    di Vittorio Gigliotti

    Presidente di Cantiere Laboratorio

    Osservatorio sulle Comunità Cristiane in Medio Oriente

    Libano, Aoun Presidente - La rivincita del "generale" cristiano

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Foto sopra, in basso a sinistra: bunker del Palazzo del Governo a Baabda di Beirut, 12 agosto 1990: Vittorio Gigliotti con il Generale Cristiano Maronita Michel Aoun, nuovo Presidente del Libano

     Michel Aoun, Presidente cristiano del Libano  

    Beirut – di Vittorio Gigliotti – Cattive notizie per Israele? Beh, forse si! Infatti una vecchia conoscenza di Tel Aviv, il generale Michel Aoun, è stato eletto presidente del Libano. Ciò è avvenuto lo scorso 31 ottobre, dopo due anni e mezzo di vuoto istituzionale al vertice del Paese. Aoun è un ex generale cristiano-maronita che dagli Anni Settanta fu co-protagonista della travagliata storia di quel lembo di Medioriente di biblica memoria. L’elezione, frutto del Patto del 1943 – secondo il quale il ruolo di Presidente della Repubblica deve essere affidato ad un cristiano maronita – è il risultato di un accordo tra forze politiche e religiose avverse, ma soprattutto con il rappresentante dell'onnipresente "sponsor-guardiano" saudita, il sunnita Saad Hariri: a sua volta nominato Primo Ministro. Al fine di comprendere meglio l'attuale assetto mediorientale e dello stesso Libano, è opportuno ripercorrere, anche se in modo sintetico, la vita del nuovo Presidente e gli avvenimenti che dal 1988 ai nostri giorni si sono succeduti, in un incalzante susseguirsi di colpi di scena internazionali ed intrecci di potere.

     La terra dei cedri nei piani del "Grande Israele" 

    Michel Aoun, 80 anni, ritorna al potere, da Presidente della Repubblica, dopo che il 22 settembre 1988 il Presidente Amin Gemayel, alla fine del suo mandato, in una situazione d’emergenza, con i decreti ministeriali nr. 5387 e 5388, aveva nominato l'allora generale capo dell’esercito, Primo Ministro e capo di un governo retto da un consiglio militare costituito da cristiani, drusi e musulmani. Fu il tempo, quello che inizierà a scandire i suoi giorni dal lontano 1975, di una guerra iniziata da forze straniere sul territorio dei cedri, al fine di stabilire un "Nuovo Ordine"; tempo di una guerra lunga guerra che alla fine causerà oltre 150mila morti e decine di migliaia di feriti. Il progetto della “Grande Siria” e soprattutto del “Grande Israele” evidentemente cozzava con la determinazione del generale Aoun che sognava ivece un 

                          Libano unito ed indipendente

    Alla sua nomina, la Siria, di fatto padrona in Libano, rispose imponendo agli ufficiali musulmani e drusi di non prendere parte alle riunioni direttive e di isolare il nuovo e legittimo capo del governo. Il Generale, per contro, rispose decretando la “guerra di liberazioneda tutte le forze straniere, siriane ed israeliane, sul territorio libaneseL’accordo farsa, stipulato dai nemici del Libano a “Taif”, in Arabia Saudita, sancì di fatto l’occupazione di Damasco, stabilendo solo il ritiro delle forze israeliane dal sud del Paese ma non di quelle siriane. Il 5 novembre 1989, i deputati, ormai non più rappresentativi del popolo libanese, essendo stati eletti per l’ultima volta nel 1972, vennero condotti nella caserma di Kleiat, utilizzata dalle truppe siriane. Nell'occasione fu eletto Presidente della Repubblica del Libano il filosiriano, Renèe Moawad, che tuttavia, 17 giorni dopo, venne assassinato presso la sede dei servizi segreti siriani. Alla stessa ora falliva un attentato contro Aoun.

     Pronti a morire per il loro capo                          

    L’elezione di Elias Hrawi in un edificio controllato dai servizi segreti siriani, nella Bekaa, sdoganò l’uso di metodi cruenti per cacciare Michel Aoun dalla sua legittima sede del palazzo governativo di Beirut. Il giorno successivo alla minaccia centinaia di migliaia di cittadini libanesi si recarono presso il palazzo presidenziale, presidiandolo e facendo da scudo umano al generale Aoun e contro un’eventuale azione militare siriana. Questo presidio popolare continuò per mesi. La notte di Natale del 1989 circa 700mila libanesi assieparono il palazzo presidenziale, fin sui fianchi della collina sulla quale sorge Baabda, pronti a morire per il loro CapoIniziò una strenua difesa da parte delle forze leali al generale di quelle zone del Libano (ancora libere) e del limitato enclave cristiano di Beirut Est. L’assedio fu serrato, i bombardamenti continui; il blocco economico sulla popolazione cristiana (embargo) fu una delle armi sfoderate dallo straniero per fiaccare la resistenza di chi anelava alla sovranità e all’indipendenza del Libano. Il tutto – come sempre – nell’assoluta indifferenza delle nazioni occidentali. In questo contesto venne costituito in Italia il “Comitato di Solidarietà con il Popolo Libanese” che predispose e curò l’invio di tre container di viveri, medicinali, protesi e carrozzine per invalidi verso la martoriata biblica terra dei cedri. Circa 40 volontari, italiani e spagnoli partirono alla volta del Libano e per tutto il mese di agosto del 1990 si occuparono della distribuzione dei generi di soccorso.

     Quando si ha con se il popolo è un onore servirlo 

    Il 12 agosto 1990, alle 21.00, dopo aver attraversato Junieth, cittadina controllata dalle Forze Libanesi di Samir Geagea armate sul libro paga israeliano, e ostili ad Aoun – e superati i vari posti di blocco stradali, un gruppo di volontari (tra cui il sottoscritto) raggiunse Baabda. Perquisiti più volte da un nuvolo di militari, entrammo nella Sede governativa bombardata. Ad attenderci, nel bunker, proprio il Generale Michel Aoun, pronto a rispondere alle nostre domande. Egli nell'occasione ci ringraziò con un sentito elogio. Egli ci fu grati per aver intrapreso quella coraggiosa missione di soccorso, in uno dei luoghi più pericolosi e "caldi" del pianeta; lì accanto a lui e al suo popolo in circostanze non facili, per offrire un provvidenziale e spontaneo sostegno. Allora il ritratto che emerse fu quello di un uomo tutto d’un pezzo, amato e stimato dal popolo. Dalle sue parole emerse con chiarezza quanto, sia il generale che i suoi fedelissimi, fossero avversi agli intrighi politici ed ai giochi di potere internazionali perpetrati sulla pelle dei libanesi. Queste le parole pronunciate da Aoun:

                       “Io chiedo libere elezioni 

                  non cerco il potere con la forza,

     quando si ha con se il popolo è un onore servirlo

         quando non lo si ha è preferibile dimettersi”. 

                                   Michel Aoun

      Usa, Israele e la fine del Libano Indipendente     

    Intanto, il 2 agosto del 1990, Saddam Hussein "invase" il Kuwait occupato: gli Stati Uniti in risposta si mossero alla ricerca di alleati in Medio Oriente e pensarono bene di sollevare la Siria dall’isolamento imposto (e dal titolo di “Stato Canaglia”). Il governo siriano, dunque, da pericoloso fomentatore di terrore fu trasformato in valido e beneamato “alleato”. Fu la fine del Libano, del sogno di indipendenza e sovranità nazionale rappresentato dal “generale cristiano” e dal Popolo libanese nelle sue varie componenti etniche e religiose. Infatti il 13 ottobre 1990, alle 19.30 ore locali, violando ogni legge internazionale, l’aviazione siriana, con il permesso di Israele, attaccò e bombardò Baabda di Beirut causando oltre mille morti. Per evitare ulteriori ed inutili spargimenti di sangue, Aoun venne accolto nell’Ambasciata Francese e diede l’ordine ai suoi uomini di non opporre resistenza e di mettersi agli ordini di Hrawi. Ma non mancarono i morti (centinaia) e le vendette sulla popolazione civile.

     Aoun e il futuro del "Paese dei Cedri"                   

    Il Libano era stato “venduto” dagli americani alla Siria in cambio dell’appogio di questa nella guerra contro Saddam HusseinIl Generale Aoun venne trasferito a Parigi da dove, nei 15 anni di esilio, continuò la sua azione politica in favore del Libano; in Italia il nostro impegno culturale e "contro-informativo" continuò: informazione e denuncia le parole d'ordine! Denuncia per la sorte dei cristiani libanesi e per la sirianizzazione ed islamizzazione del Paese. Nacque in quegli anni il “Comitato per la Libertà e l’Indipendenza del Libano”.  Nel 2005, Aoun ritornò in Libano in uno scenario completamente cambiato, ma la simpatia e la fiducia del popolo libanese (specie cristiano) nei suoi confronti, non è mai mutato. Egli diede vita al “Movimento Patriottico Libero”: fu una scelta di campo che portò all'alleanza con gli sciiti Hezbollah libanesi. Nel frattempo egli, rimasto l'unico a difendere i cristiani, allacciò rapporti di amicizia e alleanza con la nuova Siria di Bashar Al Assad e con l’IranFu proprio l’asse sciita Hezbollah–Siria–Iran a sostenerlo maggiormente verso il raggiungimento della carica presidenziale. Dopo Bashir Gemayel, Aoun è certamente la figura cristiana oggi più rappresentativa del Libano. A lui guardano con fiducia la comunità Cristiano Maronita e tutto il popolo del “Paese dei Cedri”, quale simbolo e modello, dal 1943 al 1975, di convivenza civile (e religiosa) non solo per l’Oriente ma anche per l’Occidente. Di fronte alla drammatica situazione libanese, il nuovo Presidente di certo farà valere la sua esperienza e determinazione, mettendo la sua ormai non più giovane vita al servizio della “Patria Libanese”.

    Vittorio Gigliotti (Copyright © 2016 Qui Europa)

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

    Segui su Facebook la nuova pagina – Qui Europa news | Facebook

    _____________________________________________________________________________________________

     Video correlato                                               

    Libano: Michel Aoun eletto presidente

    _____________________________________________________________________________________________

     Articoli consigliati                                           

    Il Piano Kalergi e la dura parte del cattivo. Non salvare i bambini?

    Il Piano Kalergi e la dura parte del cattivo. Non salvare i bambini?

    Mercoledì, 2 Novembre/ 2016    di Roberto Pecchioli  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Piano Kalergi, Immigrazionismo, Save the Children  Il Piano Kalergi e la dura parte del cattivo. Non salvare i bambini? Siamo dinanzi all'ennesima, volgare, mistificazione della verità che sfrutta il punto debole del "buonista globale"   di Roberto Pecchioli                 […]

    A un anno dalla morte di Monsignor Giuseppe Nazzaro, una testimonianza dalla sua Siria

    A un anno dalla morte di Monsignor Giuseppe Nazzaro, una testimonianza dalla sua Siria

     Mercoledì, 26 Ottobre/ 2016    A cura delle Sorelle Trappiste di Aleppo  Redazione Quieuropa, Siria, Aleppo, Mons. Giuseppe Nazzaro, Sorelle Trappiste di Aleppo  A un anno dalla morte di Monsignor Giuseppe Nazzaro, una testimonianza dalla sua Siria Per la Siria ha messo tutto il suo cuore… ►Video in allegato: Mons. Giuseppe Nazzaro   A cura delle Sorelle Trappiste […]

    Siria – La stragrande maggioranza degli abitanti di Aleppo, plaude all’offensiva dell’esercito siriano

    Siria – La stragrande maggioranza degli abitanti di Aleppo, plaude all’offensiva dell’esercito siriano

    Mercoledì, 19 Ottobre/ 2016    – di Nabil Antaki –  Redazione Quieuropa, Siria, Nabil Antaki, Aleppo, esercito siriano, quartiere armeno, Al-Nusra  Siria – La stragrande maggioranza degli abitanti di Aleppo, plaude all’offensiva dell’esercito siriano Mons Audo: "a poco a poco sarà la fine di questa bella comunità cristiana di aleppo" Colpito ancora dai jiadisti il quartiere armeno […]

    La Canonizzazione del giovane Cristero José Del Rio: Su TV2000 alle 21,00 il Film Cristiada

    La Canonizzazione del giovane Cristero José Del Rio: Su TV2000 alle 21,00 il Film Cristiada

    Domenica, 16 Ottobre/ 2016    di Sergio Basile / Redazione Qui Europa  Redazione Quieuropa, Canonizzazione, Cristiada, Cristeros, Messico, José Del Rio, TV2000  La Canonizzazione del giovane Cristero José Del Rio: Su TV2000 alle 21,00 il Film Cristiada La storia dell'eroica resistenza di José e dei Cristeros messicani contro la repressione massonica del governo Calles   «Cara mamma, mi hanno […]