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  • Caso Alberton – L’ennesimo suicidio di un imprenditore che passa in silenzio

    Caso Alberton – L’ennesimo suicidio di un imprenditore che passa in silenzio

    Mercoledì, 2 Settembre 2015

     di Vito Piepoli  / Redazione Qui Europa / Sete di Giustizia   

    Redazione Quieuropa,  Sete di Giustizia, Vito Piepoli, Suicidi, Stato, Moloch, Iva, Palazo chigi, Edoardo Alberton, Giordano Riello, Matteo Renzi, Usura monetaria 

    Economia, Stato e Società / L'ennesimo suicidio invisibile

    L’ennesimo "suicidio di Stato" di un imprenditore 

    che passa in silenzio

    "Imposta sulla Vita Assediata" – Il caso Alberton e il Moloch

    dell'Iva al tempo della crisi-truffa

     

    Premessa di Sergio Basile, Direttore Qui Europa

    suicidio

     Premessa                                                                                                              
     

    Roma, Bassano – di Sergio Basile –  Secondo i dati Istat diffusi nelle ultime ore, "il Pil sale, la disoccupazione scende e l'Itala riparte" (vedi qui Sorpresa Istat sulla crescita: il Pil rivisto in rialzo). Un'aurea di "sano ottimismo" aleggia su Roma e Palazzo Chigi: è l'immagine della "Nuova Italia", maldrado gli assedi da guerra civile in corso; malgrado, cioé, il debito da usura monetaria dilagante (vedi qui Grecia Gabbia Sociale – Il lavoro imposto tramite il ricatto monetario qui Moratoria e Delegittimazione della BCE: Rottamare la Fabbrica del Debito,  qui Grecia e Disintegrazione dei popoli europei – Usura Ue e Realtà Deformata e qui L’Europa che ci rovina) e l'iper immigrazione di massa indotta del "Piano Kalergiche sommerge e annega il Paese (vedi qui La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmata e qui  ).

     Renzi: Italia sulla strada giusta!                                                                      

    Ma il governo, come sempre, sembra non avvertire nulla di tutto ciò, tollerando l'intollerabile. I detentori del potere dimostrano ancora una volta un tasso di dissociazione cognitiva dalla realtà davvero imbarazzante. Il "premier" Renzi si è detto soddisfatto, dichiarando con fierezza come "L'Italia sia sulla strada giusta"… E solo per una presunta parvenza di "crescita", impercettibile, infinitesimale e beffarda, che sembra, tuttavia, dare dell'Italia un'immagine rinnovata…

     Diabolico ottimismo                                                                                          

    L'imperativo è sempre il solito: diffondere "ottimismo". L'ottimismo del cane affamato che muore, mentre un'aurea diabolica di omertà "illuminata", avvolge il Paese.  Dichiarazioni di fierezza e gaudio, queste del "premier", assolutamente irrispettose di dozzine di vite che continuano a spegnersi tra il silenzio generale Affermazioni che sanno di beffa e che destano il rinnovato sconcerto di milioni di italiani. Tra le tante storie di morte e degrado della dignità umana, quest'oggi vogliamo accendere i riflettori sul caso di Edoardo Alberton, morto suicida nelle scorse ore nel vicentino (vedi qui Azienda fallisce, imprendotore si toglie la vita). 

     La Contro-Rivoluzione del Credito                                                                

    Alla famiglia Alberton tutta la nostra solidarietà e comprensione! A Palazzo Chigi il nostro biasimo… malgrado il "grottesco ottimismo". Malgrado l'usura da moneta-debito che continua a uccidere. Eppure basterebbe applicare il modello dell'economia del credito studiato e teorizzato dall'indimenticato Professor Auriti (vedi qui La Contro-Rivoluzione di Giacinto Auriti: l’era del Credito Pubblico) e qui Proprietà Popolare della Moneta – Come uscire dalla crisi-truffa e riprendersi i propri soldi), per trasformare molte tragedie e in storie quotidiane con finali dall'esito lieto.

     

    di Vito Piepoli

    suicidio

     Tra i Moloch anche l'IVA – Imposta sulla Vita Assediata                          

    Bassano – di Vito Piepoli – La stampa scrive soprattutto di cose che fanno notizia. Parlare di suicidi di buon mattino è spesso sconveniente e non concilia l'aurea di "ottimismo generale" (falsamente ingenerata) e i distensivi effetti del cappuccino, con una sana digestione. D'altro canto, ormai siamo assuefatti ad episodi del genere e quindi molte testate e tg decidono di non riportarli; oppure, magari, decidono di commentare queste notizie col silenziatore, deformando la realtà con pennellate di luoghi comuni che alterano il reale corso delle cose. Tra le "verità" mistificate, anche l’ennesima oscenità di uno Stato che ti chiede un "acconto Iva", vantando pretese su quello che avresti dovuto incassare… malgrado i mancati guadagni.

     Storie di poveri depressi?                                                                                 

    I "suicidi di Stato" (Ndr) diventano allora, spesso e volentieri, "storie di poveri depressi o squilibrati per mere questioni personali" che non ci riguardano, se non per il biasimo suscitato. Allora si scade nel pettegolezzo, mettendo in rilievo incomprensioni familiari sopraggiunte, personalità fuori le righe, separazioni, ecc.. Considerazioni che distraggono dal nocciolo vero della questione. L'usura (Ndr). Società stupida ed ipocrita la nostra; meschina e diabolicamente, "religiosamente", reticente (Ndr). Intanto l'ennesimo imprenditore muore e l'ennesima azienda chiuse, lasciando a casa altre dozzine di padri di famiglia.

     Alberton – L'ennesimo suicidio di Stato… da usura                                    

    Edoardo Alberton è solo l'ultimo della serie. Il giovane imprenditore, reo di non aver versato l’Iva, si è ritrovato a processo nel settembre del 2014 e a distanza di un anno si è tolto la vita nel suo capannone. Era stata l’Agenzia delle Entrate ad accorgersi del mancato versamento e a segnalarlo alla procura, la quale, al termine delle indagini, ha ritenuto di chiedere il processo per il giovane. In base a quanto ricostruito dalla pubblica accusa, l’imputato non avrebbe versato il dovuto – l'Iva dell’anno d’imposta precedente – entro i termini stabiliti dalla legge. L'accaduto ha destato, tra l'altro, la reazione del presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto, Giordano Riello, che, nelle scorse ore, ha scritto a Renzi, chiedendo un'immediata revisione del sistema di pagamento dell’Iva. "Le imprese – si legge nella lettera  sono allo stremo soffocate da un sistema fiscale e giudiziario che non le fa crescere e che distrugge vite e famiglie… e ciò, in aggiunta, anche dinanzi a tasse da corrispondere a fronte di situazioni fallimentari". 

    Vito Piepoli / Redazione "Qui Europa" / Sete di Giustizia

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  • Iniziativa Editoriale di Pubblico confronto  “Pensa e Scrivi” – di “Qui Europa”:  Lettera Aperta al Direttore – Finanziamento Pubblico ai Partiti

    Iniziativa Editoriale di Pubblico confronto “Pensa e Scrivi” – di “Qui Europa”: Lettera Aperta al Direttore – Finanziamento Pubblico ai Partiti

    Sabato, Dicembre 1st/ 2012

    – di Vito Piepoli –

    Finanziamento Pubblico ai Partiti / Ilef / Lettera aperta al Direttore / Vito Piepoli / Giovanni Palladino / Italiani Liberi e Forti /( Qui Europa / Iniziativa di Pubblico confronto / Pensa e Scrivi / Italia / Pierluigi Bersani / Matteo Renzi / Primarie Pd / Finanziamento Pubblico ai Partiti / Vuoto normativo / Operazioni Over the Counter / Las Vegas / Prodotti finanziari non quotati in borsa / Dipendenza dei partiti / OTC 

    – Lettera Aperta al Direttore, di Vito Piepoli –

    – "Italiani Liberi e Forti" –

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    Iniziativa Editoriale di Pubblico confronto

    "Pensa e Scrivi" – di "Qui Europa"

    Lettera Aperta al Direttore – Elezioni Regionali Sicilia 

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    Cari lettori, nell'ambito dell'iniziativa di pubblico confronto, "Pensa e Scrivi", promossa dall'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa" – posta in essere nel mese scorso in collaborazione e su richiesta di enti, associazioni, Atenei, istituti scolastici e diocesi nazionali ed europee – potrete inviare i vostri testi o le vostre "lettere aperte", che da parte nostra cercheremo di pubblicare, nel limite del possibile e compatibilmente con le nostre priorità redazionali. Ciò permetterà a voi lettori di confrontarsi direttamente – e da protagonisti – su importanti temi di rilievo europeo, nazionale e regionale. Ricordiamo che quanti fossero interessati all'iniziativa potranno scriverci all'indirizzo infounicz.europa@gmail.com

    N.B.:L'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa" si limita a pubblicare la presente lettera aperta – e gli ulteriori appelli, articoli o lettere aperte che ci dovranno pervenire – senza ovviamente entrare nel merito del suo (e del loro) contenuto, dal quale per ovvi motivi prende le distanze: nel senso che non esprime alcun giudizio di merito sulla bontà dei contenuti in essa espressi, cui responsabilità è pensiero sono da attribuire in maniera univoca allo stesso soggetto scrivente.

    Il Direttore – Sergio Basile ( infounicz.europa@gmail.com )

    La Segreteria di Redazione – ( infounicz.ue@gmail.com )

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    Lettera Aperta al Direttore di "Qui Europa"

    Primarie Pd e Finanziamento ai Partiti

     Lettera Aperta al Direttore – di Vito Piepoli  

    Gentile Direttore, Gentile Redazione, Scrivo questa mia lettera aperta, ed accorata, aderendo all'iniziativa da voi promossa ("Pensa e Scrivi") e chiedendovi di pubblicarla sull'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa". Cordiali Saluti, Vito Piepoli – "Italiani Liberi e Forti"

    Primarie Pd – Il Punto sul Finanziamento

    Pubblico ai partiti

    La prospettiva di ILeF e il dualismo Renzi-Bersani

    Il Segretario Nazionale, Palladino: "C'è un vuoto normativo sulle

    regole che disciplinano il finanziamento pubblico ai partiti". 

    "Se la politica vuole davvero acquistare credibilità deve 

    sganciarsi non solo dalla dipendenza del denaro pubblico,

    ma anche da quello privato interessato" 

    Roma, Palermo –  Già dal  20 gennaio s.v. Giovanni Palladino segretario nazionale politico di Italiani Liberi e Forti, così si era espresso in merito al finanziamento dei partiti: ”Non saremo il partito dei leader dotati di milioni di euro, ma saremo il partito della gente normale; partiamo con scarse risorse finanziarie, ma non abbiamo paura… siamo razionalmente convinti che le risorse arriveranno e sarà tutto denaro pulito. Non vogliamo che il partito sia finanziato dal denaro pubblico, preferiamo che tutte le risorse siano private e che ovviamente non provengano da lobby economico-finanziarie, né tanto meno da logge massoniche.” L’argomento sempre in voga è stato toccato nel duello all’americana avutosi in questi giorni tra Bersani e Renzi in vista dell’ormai prossimo ballottaggio. E Palladino è ritornato sull’argomento per esprimere le sue valutazioni in merito alle osservazioni rese note in diretta tv dalle scaramucce dei due duellanti.

     Finanziamento Pubblico ai Partiti – Il contrasto Renzi-Bersani 

    A mio parere Renzi ha surclassato Bersani su RAI 1, ma gli è mancato il colpo del KO, colpo  che in un caso non poteva avere. Mi riferisco allo spinoso problema del finanziamento pubblico dei partiti.  Bravo Renzi nel ricordare a Bersani la vergogna delle leggi  – via via più generose  – sui rimborsi elettorali, che hanno sostituito le norme di finanziamento alla politica antecedenti al 1993 e che un referendum popolare aveva abolito.” – sono le parole di Palladino. Renzi vuole fare “tabula rasa” dei rimborsi, aprendo al solo finanziamento privato della politica.  Ma Bersani gli ha obiettato: “Caro Matteo, io non voglio che la politica possa essere fatta solo dai ricchi!”. 

     Tetto Massimo di contributi – Soluzione o Palliativo? – La posizione di ILeF 

    Ma Renzi, sempre secondo Palladino,  non avrebbe potuto replicare proponendo la soluzione che è poi quella di ILeF e di “Fermare il declino”, ed ovverosia che per evitare il monopolio dei ricchi nella vita economica di un partito è sufficiente porre un tetto ai contributi versati dai soci e dai simpatizzanti (10.000 euro per ILEF e 40.000 euro per FID). Non poteva farlo, perché la sua campagna per le primarie è stata finanziata in minima parte dai “poveri” (contributi di piccolo importo che Renzi ha pubblicizzato “on line”),  mentre i versamenti dei “ricchi” non sono stati dichiarati con altrettanta trasparenza – ci ha tenuto a precisare il segretario ILeF.

     Lobbismo – Chi sono i ricchi amici di Renzi? 

    Chi sono i ricchi amici di Renzi?  Sono per lo più provenienti dal mondo finanziario di nuova generazione, che io definisco appartenere al capitalismo stile Las Vegas. È  quel capitalismo d’affari di carta che tanto male ha fatto negli ultimi anni al mondo produttivo, ossia al capitalismo dell’economia reale, cioè delle imprese vere, che producono beni e servizi utili per la gente comune.” – sostiene Palladino.  Il capitalismo speculativo stile Las Vegas è un sistema ideato a Londra e a New York dalle cosiddette “banche d'investimento”, che – nel vedere i loro guadagni erosi dalla concorrenza nella compravendita dei titoli quotati in Borsa – ebbero l’infelice idea di creare prodotti finanziari non quotati in Borsa, ma “fuori Borsa” (OTC = Over The Counter), dove le regole sono per lo più fatte dagli stessi intermediari.

     La "Legge" degli "Over The Counter

    In tal modo si può sfuggire all’occhio vigile degli “arbitri”.  Inutile dire che gran parte di questi prodotti finanziari sono del tutto scollegati dal finanziamento delle imprese produttive e che il loro obiettivo è di attrarre l’avidità di guadagno di brevissimo termine, tipica di chi opera “fuori Borsa”. Palladino di questo ne aveva già parlato il 31 gennaio scorso nel suo  articolo “Occupare Wall Street? No, occupare le banche che fanno a meno di Wall Street” in www.ilef.it – nella sezione “Noi la pensiamo così”.

     Da chi devono dipendere i Partiti? 

    Allargando poi il discorso il segretario politico di ILeF si è così espresso: ”Sono  convinto che l’economia reale non potrà riprendere la strada di un sano e sostenibile sviluppo, se il mercato non verrà liberato dalla presenza degli intermediari finanziari “di carta”.  C’è bisogno di una legislazione che proibisca le scommesse fatte a danno delle imprese produttive. È  pertanto dannoso che i partiti dipendano finanziariamente da  certi  “ricchi amici”, che prima o poi presentano il conto per condizionare il legislatore. Se la politica vuole davvero acquistare credibilità e autonomia (oltre che “pulizia”) deve sganciarsi non solo dalla dipendenza del denaro pubblico, ma anche dalla dipendenza del denaro privato “interessatoIl suo articolo del 31 gennaio si concludeva così: La diffusione del  capitale di rischio (quello di tipo produttivo e non di tipo speculativo) è di fondamentale importanza per una sana economia sociale di mercato, che non può dipendere solo dal credito bancario o, peggio, dallo Stato per essere finanziata correttamente.  A una funzionante democrazia politica (che non si regga sui “padroni” dei partiti) va affiancata una funzionante democrazia economica (che non si regga sui  “padroni” delle banche e delle imprese).  Indigniamoci contro questi “padroni”, che non hanno futuro, ma che mettono in pericolo il nostro futuro.”

    Vito Piepoli – Italiani Liberi e Forti

    Articolo/Lettera aperta a "Qui Europa"

    Iniziativa di Pubblico Confronto – Pensa e Scrivi – Qui Europa

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  • Regionali Sicilia – Lo Sfogo di ILeF: i Media ci hanno Oscurato

    Regionali Sicilia – Lo Sfogo di ILeF: i Media ci hanno Oscurato

    Mercoledì, Ottobre 31th/ 2012

    – di Vito Piepoli –

    Lettera aperta al Direttore / Vito Piepoli / Giovanni Palladino / Qui Europa / Iniziativa di Pubblico confronto / Pensa e Scrivi / Italia / Regione Sicilia / Lombardo / Sturzo / Candidato a Presidente / Giorgio Napolitano / Gaspare Sturzo / Italiani Liberi e Forti / Eugenio Guccione / Giovanni Palladino / Casini / Bersani / Renzi / Berlusconi / Di Pietro / Diffida al Giornale di Sicilia / Cuffaro / Lombardo / Elezioni Regionali Sicilia / Vito Piepoli / Crocetta / Regionali Sicilia / Pd / Udc / M5S Primo partito / Italia / Sicilia / Elezioni Regionali / Candidati / Politica / Governatori / Pdl / Pd / Udc / Movimento 5 stelle / Grillini / Beppe Grillo / Cancellieri / Musumeci / Mario Monti / Lorenza Morello / Scuola Privata / Boicottaggio della Stampa / Avvocati per la Mediazione / 

    – Lettera Aperta al Direttore, di Vito Piepoli –

    – Segretario "Italiani Liberi e Forti"-

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    Iniziativa Editoriale di Pubblico confronto

    "Pensa e Scrivi" – di "Qui Europa"

    Lettera Aperta al Direttore – Elezioni Regionali Sicilia 

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    Cari lettori, nell'ambito dell'iniziativa di pubblico confronto, "Pensa e Scrivi", promossa dall'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa" – posta in essere nel mese scorso in collaborazione e su richiesta di enti, associazioni, Atenei, istituti scolastici e diocesi nazionali ed europee – potrete inviare i vostri testi o le vostre "lettere aperte", che da parte nostra cercheremo di pubblicare, nel limite del possibile e compatibilmente con le nostre priorità redazionali. Ciò permetterà a voi lettori di confrontarsi direttamente – e da protagonisti – su importanti temi di rilievo europeo, nazionale e regionale. Ricordiamo che quanti fossero interessati all'iniziativa potranno scriverci all'indirizzo infounicz.europa@gmail.com

    N.B.:L'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa" si limita a pubblicare la presente lettera aperta – e gli ulteriori appelli, articoli o lettere aperte che ci dovranno pervenire – senza ovviamente entrare nel merito del suo (e del loro) contenuto, dal quale per ovvi motivi prende le distanze: nel senso che non esprime alcun giudizio di merito sulla bontà dei contenuti in essa espressi, cui responsabilità è pensiero sono da attribuire in maniera univoca allo stesso soggetto scrivente.

    Il Direttore – Sergio Basile ( infounicz.europa@gmail.com )

    La Segreteria di Redazione – ( infounicz.ue@gmail.com )

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    Lettera Aperta al Direttore di "Qui Europa"

    Elezioni Regionali Sicilia

     Lettera Aperta al Direttore – di Vito Piepoli  

    Gentile Direttore, Gentile Redazione, Scrivo questa mia lettera aperta, ed accorata, aderendo all'iniziativa da voi promossa ("Pensa e Scrivi") e chiedendovi di pubblicarla sull'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa". Cordiali Saluti, Vito Piepoli – "Italiani Liberi e Forti"

    Regionali Sicilia – Lo sfogo del Direttivo

    di Italiani Liberi e Forti

    Lotta impari e viziata – ILeF ha corso contro tutti!

    Il Segretario Nazionale, Palladino: "Imbarazzante

    astensionismo,  noi soffocati dalla stampa!"

    Palermo –  “È  imbarazzante il dato dell’astensionismo in Sicilia – secondo Giovanni Palladino, segretario politico nazionale di Italiani Liberi e Forti – tutti si aspettavano il 40% invece si è andati oltre il 50%. È  la prima volta che in una competizione elettorale il numero degli astensionisti supera quello dei votanti”.  “Per quanto riguarda la Lista 'Sturzo Presidente', che rappresentava la vera novità – ha aggiunto – devo rilevare che i media le hanno dato poca visibilità in queste elezioni. Noi ci presentavamo come alternativa alla protesta di Grillo, abbiamo presentato una proposta seria, ma non ci è stato dato spazio su giornali e tv. Siamo stati quindi soffocati dalla stampa.”

     La Diffida al Giornale di Sicilia 

    Ricordiamo a tal proposito, la diffida inviata da ILeF al Giornale di Sicilia che raccoglie solo alcuni esempi dell’atteggiamento dei media lamentato da Palladino, che, o non hanno scritto nulla a riguardo o male. Si legge nella diffida di reiterati errori commessi dal giornale negli articoli dei giorni precedenti  (nome e simbolo della lista errati, assenza nell’articolo, a firma di Pipitone, del giorno 9 Ottobre, della candidatura di Gaspare Sturzo alla Presidenza della Regione), nonché delle reiterate ed immotivate assenze dei giornalisti della testata alle numerose conferenze stampe indette da ILeF. Ed ancora in un altro articolo del 27 ottobre, il giorno prima delle votazioni, altri errori alcuni dei quali anche risibili, come quello secondo cui don Luigi Sturzo sarebbe stato il bisnonno di Gaspare e non il prozio, come se avesse avuto prole. O quello per cui il Gaspare Sturzo sarebbe stato magistrato  della Direzione Distrettuale antimafia (ODA), che è cosa ben diversa dall’istituzione dell’Alto Commissario Anticorruzione di cui invece ha fatto parte. Gaspare Sturzo poi non avrebbe mai proposto “aiuti alle scuole cattoliche gestite dai Salesiani”,  ma ha proposto una cosa ben diversa, cioè “la reintroduzione del buono scuola”, al fine di consentire ai genitori la libertà di educazione ed istruzione per propri figli, scegliendo liberamente tra scuola pubblica e paritaria, senza distinguo alcuno tra le scuole paritarie. 

     Interpretazioni errate 

    Questo lascerebbe presupporre nel lettore una discriminazione, da parte del candidato Gaspare Sturzo, in primo luogo tra scuola pubblica e scuola paritaria a favore di quest’ultima ed in secondo luogo tra le stesse scuole paritarie, cosa che non risponde al vero perché per il candidato di ILeF hanno pari dignità. Tornando alle dichiarazioni in merito all’esito delle elezioni regionali siciliane, riportiamo quella rilasciata da Lorenza Morello, presidente nazionale di Avvocati Per la Mediazione, associazione molto radicata in Sicilia, secondo la quale l’astensione mette a rischio il patto costituzionale.

     Patto Costituzionale a Rischio – La Riflessione della Morello 

    Crocetta vince, il dellutrismo è sconfitto ma sono elezioni senza schede o quasi,  avanza 5 stelle, diviso fra i suoi vari istinti, i moderati già sommano sigle ma ci vi vuole altra tempra, mentre Grillo si autonomina “capo”. “Il risultato delle elezioni regionali siciliane è la fotografia di un Paese senza rotta scattata in una delle sue regioni storicamente più significative, di certo non una di quelle che fanno da “traino” al Paese (anche se, specie alla luce degli ultimi accadimenti, c'è da chiedersi verso dove, in questi anni, la Lombardia abbia trainato l’intera nazione), e però assai rappresentativa delle culture politiche e delle vicende del Paese” – ha continuato Lorenza Morello – "Se in Italia l’astensione supera la soglia rossa del 50% e raggiunge addirittura il 53%, vuol dire semplicemente che sta andando in pezzi il patto costituzionale e che, al di là dei ragionamenti, si sta rompendo la democrazia.” In conclusione per la Morello si tratterebbe più un voto di disperazione che di speranza.

     Il Punto di Sturzo – "I Media ci hanno oscurato!" 

    Della stessa idea sul rischio di democrazia è Gaspare Sturzo, che ha ricordato come lui e la sua lista abbiano corso contro tutti e tutto.  “Il dato eclatante, certo, è l’astensionismo e credo sia un dato preoccupante per la democrazia. Chi è stato eletto è delegittimato dalla percentuale di chi si è astenuto dall’andare a votare (ndr  ricordiamo che Crocetta governerà con poco più del 10% di consensi considerando gli elettori).  Per quanto ci riguarda, la nostra lista ha fatto una campagna elettorale contro tutti, contro il sistema dell’informazione che ci ha oscurato, senza disporre di ingenti finanziamenti come gli altri partiti ma fondando la nostra competizione sul finanziamento privato. Siamo sereni! La percentuale ottenuta è il frutto del nostro lavoro". "Tutti, comunque, alla vigilia –  ha concluso Palladino – ci davano con una percentuale di poco superiore allo 0, ma  in alcune province siamo vicini al  2%. Per noi si tratta di un buon inizio e ci proiettiamo da subito alle politiche”.

    Vito Piepoli – Italiani Liberi e Forti

    Lettera aperta a "Qui Europa"

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    Regionali Sicilia – Lettera Aperta al Direttore, di Vito Piepoli

    Giovedì, Ottobre 4th/ 2012

    Lettera Aperta al Direttore, di Vito Piepoli – 

    Lettera aperta al Direttore / Vito Piepoli / Qui Europa / Iniziativa di Pubblico confronto / Pensa e Scrivi / Italia / Unione europea / Fondi comunitari / Federalismo / Regione Sicilia / Lombardo / Sturzo / Candidato a Presidente / Giorgio Napolitano / L'Espresso / La Repubblica / Gaspare Sturzo / Italiani Liberi e Forti / Eugenio Guccione / Giovanni Palladino 

    Iniziativa Editoriale di Pubblico confronto

    "Pensa e Scrivi" – di "Qui Europa"

    Lettera Aperta al Direttore

     

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    Cari lettori,

    nell'ambito dell'iniziativa di pubblico confronto, "Pensa e Scrivi", promossa dall'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa"posta in essere nel mese scorso in collaborazione e su richiesta di enti, associazioni, Atenei, istituti scolastici e diocesi nazionali ed europee – potrete inviare i vostri testi o le vostre "lettere aperte", che da parte nostra cercheremo di pubblicare, nel limite del possibile e compatibilmente con le nostre priorità redazionali.

    Ciò permetterà a voi lettori di confrontarsi direttamente – e da protagonisti – su importanti temi di rilievo europeo, nazionale e regionale. Ricordiamo che quanti fossero interessati all'iniziativa potranno scriverci all'indirizzo infounicz.europa@gmail.com

    N.B.:

    L'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa" si limita a pubblicare la presente lettera aperta – e gli ulteriori appelli, articoli o lettere aperte che ci dovranno pervenire – senza ovviamente entrare nel merito del suo (e del loro) contenuto, dal quale per ovvi motivi prende le distanze: nel senso che non esprime alcun giudizio di merito sulla bontà dei contenuti in essa espressi, cui responsabilità è pensiero sono da attribuire in maniera univoca allo stesso soggetto scrivente.

    Il Direttore – infounicz.europa@gmail.com

    La Segreteria di Redazione – infounicz.ue@gmail.com

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    Lettera Aperta al Direttore 

    Elezioni Regionali Sicilia

     Lettera Aperta al Direttore – di Vito Piepoli 

    Gentile Direttore, Gentile Redazione, scrivo questa mia lettera aperta, ed accorata, aderendo all'iniziativa da voi promossa ("Pensa e Scrivi") e chiedendovi di pubblicarla sull'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa". Cordiali Saluti, Vito Piepoli

    "Federalismo – Dopo diciotto anni di chiacchiere, che condizioni di salute presenta il nostro stato? Sta meglio il Nord, il Sud o ambedue? Probabilmente è  peggio per entrambi!  Ma qual è il problema del Sud? Per esempio qual è la struttura tecnica che è stata capace in questi ultimi anni di utilizzare neanche un quarto delle risorse che l’Unione europea ci ha dato? Si tratta delle Regioni!  Esse, non hanno uffici tecnici in grado di scrivere progetti che siano in linea con gli standard europei. Però al Sud, a mio avviso, non bisogna fare il san leghismo neoborbonico contro le regioni del Nord! Sicuramente alle prossime elezioni penso che in merito vedremo l’esplosione del fenomeno nelle liste locali del Sud, quelle dei vecchi partiti. Questa sarà la loro risposta. Ne vedremo delle belle in Sicilia, ma le stiamo già vedendo!  Il Pdl – ad esempio – ha cambiato tre candidati in quarantott'ore. Miccichè, Musumeci poi Miccichè – che se ne è già andato – e così via.  Sicuramente oggi c'è da dire che nel  fare politica la forza che ha le idee più chiare si chiama mafia! Vedi l'emblematico caso della copertura delle perdite dell’acquedotto siciliano, ente pubblico. Nonostante tutti ci tengano a ripetere che l’acqua è pubblica, visto che il "pubblico" non ha i soldi, le condizioni del suddetto acquedotto sono ancora come erano nel 1956: cioè accade che in un terzo della Sicilia  l’acqua arriva in autobotti, e queste sono gestite dalla mafia. Ebbene lo sanno tutti, ma nessuno fa nulla!

      Gravi omissioni e curiosi episodi 

    C’è, ad esempio, un curioso filmato di Lombardo padre e Lombardo figlio firmato nel cortiletto di un ospedale. Lombardo, come noto, va via dalla Regione Sicilia, ma ora c’è il figlio che si candida. Ovviamente! Ecco la scena: cortiletto dell’ospedale, nessuno pensava di essere ripreso, ed invece un passante col telefonino lo ha fatto. Lombardo parla e presenta suo figlio ad un tizio, promettendo assunzioni. Sembra la caricatura del film “Le mani sulla città” di Francesco Rosi che è del 1963.  Ma questa è la realtà! In merito a ciò, ricordo come sia di questi giorni la notizia della lettera aperta sullo stato delle elezioni in Sicilia e sul diritto a un’informazione elettorale corretta e imparziale indirizzata al presidente Napolitano, da parte di Gaspare Sturzo, candidato di ILeF alla Regione Sicilia. Sturzo, di Italiani Liberi e Forti, elenca alcuni casi eclatanti in cui è stato ignorato, come nel caso de L’Espresso in edicola dal 14 settembre, che inspiegabilmente oscura totalmente la sua presenza, omettendo di indicarlo quale candidato presidente della Regione Siciliana, ed omettendo – altresì – di menzionare l’iniziativa politica di Italiani Liberi e Forti (ILeF).

      Regionali Sicilia – Una campagna elettorale disinformata? 

    Aggiungo inoltre che in certe realtà territoriali dell’isola i responsabili di ILeF riferiscono che è in corso una vera e propria azione di disinformazione, dove la loro assenza dai giornali è utilizzata strumentalmente come prova dell’irrilevanza e dell’impossibilità di superare l’ingiusto limite della soglia di sbarramento del 5%. "In qualche caso – riferisce in merito all'accaduto il candidato pronipote di Don Luigi Sturzo – si ricorda ai supporter come ai candidati di ILeF che metterci la faccia, sporcarsi le mani per ottenere il cambiamento della Sicilia contro la spartitocrazia clientelare è un affare non conveniente. Anzi, viene evidenziato il pericolo per il futuro di chi vive di commesse pubbliche, opera come professionista, dipende da contributi regionali o è dipendente pubblico, perché il potere delle vecchie caste potrebbe ricordarsene in futuro"Questi elementi, secondo Sturzo,  stanno turbando il sereno svolgimento della campagna elettorale “isolandoci e indicandoci al mondo degli affari oscuri come scomodi nelle nostre denunce contro il parassitismo delle corruttele, il lobbismo dei modelli massonici, le segrete stanze degli affari privati, il controllo mafioso del territorio e dell’economia” – così si legge nella sua lettera a Napolitano.

      La lettera a "La Repubblica" di Gaspare Sturzo 

    Ed inoltre, come segue, Sturzo conclude la lettera indirizzata il 27 settembre al direttore del quotidiano La Repubblica, dove lamenta lo stesso problema : “Per il Paese onesto è essenziale l’informazione onesta. E’ il motivo per cui ho indirizzato un appello al Presidente della Repubblica, custode dei valori costituzionali della lotta alla corruzione. Sono certo che, meglio approfondita la questione e libero da ogni pregiudizio, parteciperà con noi alla lotta di liberazione democratica del Paese. La prego di cominciare pubblicando questa mia accorata lettera.” Ebbene, si fa per dire, staremo a vedere cos’altro ancora potrà succedere.

      Sicilia – Il biglietto da visita di "Italiani Liberi e Forti" 

    Dunque, cari lettori di "Qui Europa", ci presentiamo. Italiani Liberi e Forti, partito d'ispirazione cattolica, corre alle regionali in Sicilia, con il suo candidato Gaspare Sturzo. A suo tempo Giovanni Paolo II era stato chiaro nel corso di un incontro con i dirigenti della provincia di Roma: “E’ necessario far crescere più radicalmente una nuova mentalità e una nuova cultura, caratterizzate dal gusto dell’impegno e dell’accettazione del rischio, in una prospettiva di libertà e, insieme, di solidarietà”. Ugualmente chiaro è stato l’appello-invito di Benedetto XVI: “Occorre una nuova generazione di cattolici impegnati in politica”. Così è maturato il “noi ci siamo !” dei  soci fondatori di questo nuovo partito (sigla ILeF), che si propone di operare nel solco del profondo pensiero politico, economico e, soprattutto, morale di Don Luigi Sturzo, fondatore nel 1919 del Partito Popolare Italiano e poi profeta inascoltato dai democristiani. Sturzo sosteneva che “la politica è di per sé un bene: fare politica è un atto di amore per la collettività; tante volte può essere un dovere del cittadino”. I fondatori di ILeF non provengono dal mondo della politica, ma dal vasto mondo delle professioni. Hanno deciso di “salire” in politica in un momento in cui questa sta “scendendo” penosamente agli occhi dell’opinione pubblica. Il nostro  ambizioso obiettivo è di “ridare agli italiani l’orgoglio di essere italiani” con un programma di forti riforme, a partire dallo stesso modo di fare politica, riducendo il costo del pesante apparato statale e dando maggiore spazio e dinamismo al settore privato dell’economia. ILeF si dichiara laico e aconfessionale; non pretende di essere il partito dei cattolici, ma un partito di cattolici aperto a tutte le persone di buona volontà.

      Un manifesto liberale? 

    Il Prof. Eugenio Guccione, Presidente del Consiglio Nazionale di ILeF, ha affermato: “Non vogliamo essere il partito di tutti i cattolici, né proporre  nostalgicamente ricette sturziane a scatola chiusa, cioè riproporre alla lettera progetti e soluzioni indicate da Luigi Sturzo per situazioni e problemi del suo tempo. Siamo consapevoli che da allora a oggi molte cose sono cambiate; pertanto vanno affrontate e risolte con mentalità e tecniche moderne. Lo stesso Sturzo, uomo di grandi ideali, ma allo stesso tempo un politico con un profondo senso dello Stato e della realtà, teneva sempre in conto il mutare degli eventi e la necessità di comprenderli e di adeguarsi a essi. (…) Non saremo il partito dei leader dotati di milioni di euro, ma saremo il partito della gente normale; partiamo con scarse risorse finanziarie, ma non abbiamo paura. Siamo razionalmente convinti che le risorse arriveranno e sarà tutto denaro pulito”.   Così si è inoltre espresso il Segretario Politico di ILeF,  Giovanni  Palladino: “Queste risorse faranno parte di un bilancio trasparente e certificato da una società indipendente di revisione dei conti. La nostra sarà una ‘casa di vetro’, ogni tre mesi pubblicheremo il conto economico nel nostro sito web. Non vogliamo che il partito sia finanziato dal denaro pubblico, preferiamo che tutte le risorse siano private e che ovviamente non provengano da lobby economico-finanziarie, né tanto meno da logge massoniche. Punteremo molto sui giovani, perché vogliamo fare molto per i giovani.” Più competizione, più meritocrazia, più senso di responsabilità con l’assunzione di rischi ben ponderati all’interno di una economia sociale e solidale di mercato, dove lo Stato deve assumere il ruolo di arbitro e non anche quello improprio di giocatore, come è purtroppo avvenuto negli ultimi 50 anni (finendo così di fare un pessimo “arbitraggio” e un pessimo “gioco”). E' questo il manifesto del nuovo soggetto politico nato. Rischiare è mettere in campo qualcosa che ci appartiene e ci caratterizza, a qualsiasi livello, da quello intellettuale a quello economico, da quello politico a quello imprenditoriale.

     Liberisti, Meritocratici, o entrambi? 

    C’è bisogno di ripensare allo Stato in modo diverso, iniziando con il porre limiti alla sua attività, nel pieno rispetto delle libertà individuali e delle capacità dei singoli. Rischiare quando si è garantiti dallo Stato porta a una falsa crescita e a una illusione. Alcune attuali circostanze ci suggeriscono, in conclusione, di  riproporre queste parole pronunciate profeticamente da Sturzo il 4 novembre 1951: “Oggi si è arrivati all’assurdo di voler eliminare il rischio per attenuare le responsabilità fino ad annullarle…Gli amministratori degli enti statali sanno in partenza che se occorrono prestiti, garantisce lo Stato; se occorre lavoro, dovrà trovarlo lo Stato; se si avranno perdite, si ricorre allo Stato; se si produce male, ripara lo Stato; se non si conclude un granché, i prezzi li mantiene alti lo Stato. Dov’è il rischio? Svaporato. E la responsabilità? Svanita. E l’economia? Compromessa. In Italia oggi solo le aziende dei poveri diavoli possono fallire; le altre sono degne di salvataggio. Il rischio è coperto in partenza, anche per le aziende che non sono statali, ma che hanno avuto gli appoggi dello Stato. In un Paese, dove la classe politica va divenendo impiegatizia, dove la classe economica si statalizza, dove molti lavoratori passano alle dipendenze dirette o indirette dello Stato, non solo va a morire la libertà economica, ma viene messa in pericolo la libertà politica”. La ringrazio per lo spazio che vorrà concedere a questa accorata lettera. Cordiali Saluti

    Vito Piepoli – Lettera Aperta al Direttore

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