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  • Commissione Ue – Italia. Vinitaly: Il fronte dei 14 contro la liberalizzazione dei diritti d’impianto delle viti

    Commissione Ue – Italia. Vinitaly: Il fronte dei 14 contro la liberalizzazione dei diritti d’impianto delle viti

    Mercoledì,  Marzo 28th/ 2012

    Italia / Commissione Europea /  Diritti d’impianto delle viti / viticoltura / Vinitaly / Commissione Europea / Liberalizzazioni / Ciolos / Provvedimento Ue / Riesame

    Il fronte dei 14 contro la liberalizzazione

    dei diritti d’impianto delle viti

    Al Vinitaly il Commissario Europeo Ciolos:

    disponibile a ridiscussione provvedimento Ue 

    Verona – Un segnale di ravvedimento giudicato positivamente dal Ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania, quello del Commissario Europeo Dacian Ciolos, che ieri al Vinitaly di Verona ha confermato l’intenzione di riaprire il dibattito sulla liberalizzazione dei diritti d’impianto delle viti, decisa dalla maggioranza dei ministri europei delle Politiche Agricole nel 2007. Al centro c’è il tema della tutela delle produzioni locali e del Made in Italy, fortemente minacciato nel campo agroalimentare in un epoca in cui i margini di profitto per i produttori sono stati fortemente erosi. L’apertura alle richieste italiane e di altri 13 Paesi UE è avvenuta in un contesto di confronto importante, quello dell’appuntamento veronese, in cui ha incontrato i favori tra gli altri di Fedagri-Confcooperative e di Cogeca, maggiori organizzazioni italiane del settore. Non si tratta tanto di una marcia indietro, quanto di una disponibilità da entrambe le parti – produttori e istituzioni europee – che spinga il settore a strutturarsi in maniera sempre più competitiva ed efficiente: da un lato viene chiesto alle aziende di migliorare l’aspetto della governance gestionale, dall’altro gli imprenditori chiedono alla Commissione Europea di attuare misure che promuovano l’economia reale delle imprese agroalimentari.

    Alessandro Pavanati (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Il vino italiano conquista il mondo

    Il vino italiano conquista il mondo

    Giovedì, Marzo 22th / 2012

    Italia / Esportazioni / Record Ue / Vino / Statistiche / Symphony-IRI / Vinitaly / Vendite 

    Il vino italiano conquista il mondo

    Una bottiglia su cinque è italiana. L’export è la carta vincente

    Roma –  Il vino italiano è il prodotto dell’export agroalimentare più importante, tanto è vero che, nel mondo, una bottiglia su 5 ha un’etichetta italiana. 23 i milioni di ettolitri di vino venduti all’estero e i mercati principali sono quello tedesco,  inglese, canadese e americano, ma anche Giappone, Svizzera ed i Paesi nordici hanno dimostrato un notevole apprezzamento per le bollicine provenienti dalla nostra penisola. Ma se il vino nostrano fa il boom all’estero, gli italiani bevono l’1% in meno rispetto ad un anno fa, ma cercano una maggiore qualità del prodotto, dato confermato dall’aumento del 2% nelle vendite di vini a denominazione di origine controllata. Che il palato italiano sia raffinato lo dimostra l’indagine condotta da Symphony-IRI Group per Vinitaly, i cui risultati parlano di un aumento dell’11,1% a volume nella vendita al supermercato di prodotti con un costo superiore ai 5 euro, di una forte riduzione della vendita dei bottiglioni da un litro e mezzo, mentre la  vendita rimane stazionaria per il vino in brick. Le bottiglie più vendute sono quelle di Lambrusco, Sangiovese e Montepulciano di Abruzzo, mentre tra quelli a maggior tasso di crescita ritroviamo il Pignoletto dall’Emilia, il Pecorino dalle Marche e dall’Abruzzo ed  Brunello di Montalcino. L’Europa, nel complesso, esporta nel mondo il 70% dei 95 milioni di ettolitri di vino prodotti in un anno e, tra tutti i paesi del nostro continente,  l’Italia ha conquistato il primo posto raggiungendo,  nel 2010, il 22% della quota di mercato.  A livello mondiale, la produzione di vino, nel 2011, è stimata intorno ai 270 milioni di ettolitri, di cui 152 vengono prodotti in Stati dell’Unione Europea, seppur con notevoli differenze tra un paese e l’altro. Al primo posto nel mondo la Francia con una produzione di più di 50 milioni di ettolitri di vino, al secondo l’Italia con più di 40 milioni di ettolitri e al terzo la Spagna, che nonostante il calo del 2% rispetto al 2010, ne ha prodotti 35,4 milioni. E mentre il Cile raggiunge il suo massimo produttivo con un aumento  pari al 15,5% e la Nuova Zelanda registra un +23,2%, sono, rispettivamente,  in calo del 10%  e del 5% le produzioni americane e argentine. L’Italia, insomma, si conferma leader nella tradizione del gusto, un primato da non confondere con quello del “buon gusto e del buon senso” che, in particolare in questo periodo, non appartiene di certo alla nostra nazione. Maria Laura Barbuto  (Copyright © 2012 Qui Europa)