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  • Viva la Speculazione – Credit Default Swap: Record da Dicembre 2011

    Viva la Speculazione – Credit Default Swap: Record da Dicembre 2011

    Venerdì, Marzo 1st/ 2013

    – di Vincenzo Folino – 

    Credit Default Swaps, Ingovernabili,  Spread, Elezioni, Rendimenti sui tassi d'interesse, Titoli Pubblici, Londra, Parigi, Francoforte, Madrid, Intesa San Paolo, Credit Default Swaps, Martin Schulz, Italia, Philipe Roesler, Angela Merkel, Germania, Riforme al Massacro, Vincenzo Folino, Qui Europa, Piazza Affari, Milano 

    Viva la Speculazione – Credit Default Swap:

    Record da Dicembre 2011

    Il Vero successo del "Porcellum" è la "crisi dei mercati":

    una pacchia per gli speculatori

    Speculation - Eurozone - Milan

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Berlino – Siamo ingovernabili! Questo il risultato delle urne, anche se a ben vedere si tratta ormai di una nostra specifica peculiarità piuttosto che di una sorpresa. Comunque, com’era prevedibile, il rischio di ingovernabilità ha portato con sé un brusco calo delle borse europee, riportando in alto le tensioni sull'odiato ed ingannevole spread. O meglio dando adito ai falsari dei mercati a mandare giù la credibilità dell'Italia e – di conseguenza – su i rendimenti dei tassi d'interesse sui titoli pubblici, per la gioia degli speculatori che – in virtù di questo sporco trucco – sono tornati a guadagnare  in pochi secondi quanto un buon padre di famiglia fa in una vita intera.

     Il "Successo del Porcellum" e il Paradiso degli Speculatori  

    Pazzesco! Affonda, dunque, Piazza Affari, che ha bruciato il 4,89%; Londra cede l’1,34%; Francoforte il 2,27%; Parigi il 2,67%; e Madrid il3,2%. Particolarmente preoccupante la caduta di Intesa Sanpaolo (precipitata del 10,4%), tanto da provocare l’intervento della Consob che martedì ha vietato alcune vendite allo scoperto. Insomma, anche se forse non c’è neanche il bisogno di specificarlo, la speculazione è ripresa.

     Credit Default Swaps – Record da Dicembre 2011 

    Milano manda in fumo oltre 17 miliardi e apre la porta all’incubo spread che schizza a quota 344. Mica male come scatto! Per di più l’effetto domino si è subito propagato sul debito pubblico. Così il prezzo dei “credit default swaps” (le assicurazioni contro il fallimento) sull’Italia è salito di 48 punti base a quota 289 punti, segnando il rialzo più forte da dicembre 2011. Da qui le paure strategiche (anzi la scusa) sia in Europa che oltreoceano, per un possibile "contagio", insieme con il timore legato all’incertezza del quadro politico nazionale. La preoccupazione principale, infatti, è quella che l’Italia interrompa la strada intrepresa dal governo Monti delle cosiddette "riforme" (al massacro) sotto il dictat tedesco.

     Il Gioco Tedesco 

    Queste, per esempio, le parole del presidente dell’Europarlamento Martin Schulz, che ha parlato di una situazione “molto difficile per l’Italia e per l’Europa, in cui tutte le forze democratiche devono cercare la strada del dialogo e della collaborazione. Occorre un governo stabile perché quello che succede a Roma ha conseguenze in tutta la Ue”. Nella stessa direzione si possono inquadrare le dichiarazioni del ministro tedesco dell’Economia, Philipe Roesler, il quale si sarebbe “immaginato un risultato migliore per le forze riformiste". Secondo Roesler "Non c’è alternativa alle riforme strutturali già avviate, con il consolidamento del budget e la spinta alla competitività”. Ma questa volta – confessa il ministro – "vogliamo essere positivi, non pessimisti come Bersani!" Allora chiudiamo con le dichiarazioni ottimiste dell'amata Cancelliera Angela Merkel: “Troverete la strada giusta”. In Italia sono già in milioni a fare gli scongiuri.

    Vincenzo Folino (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Il nuovo assetto dell’Europarlamento: 12 nuovi Deputati per ingresso Croazia

    Il nuovo assetto dell’Europarlamento: 12 nuovi Deputati per ingresso Croazia

    Lunedì, 25th Febbraio/ 2013

    – di Vincenzo Folino –

    Ingresso Croazia, Parlamento europeo , Nuovo assetto , Ingresso Croazia , Trattato di Lisbona , Principio di Proporzionalità Regressiva , Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo , Assemblea plenaria, Qui Europa, Vincenzo Folino, Strasburgo 

    Il nuovo assetto dell'Europarlamento:

    12 nuovi deputati per ingresso Croazia 

    La proposta della commissione Affari Costituzionali

    Il Numero totale dovrebbe passare da 766 a 751 entro il 2014

    Allargamento Ue

    Strasburgo – La commissione agli Affari costituzionali  del PE ha adottato una nuova proposta relativa alla composizione del Parlamento europeo (attualmente composto da 754 deputati, ai quali se ne aggiungeranno altri 12 in seguito all’adesione della Crozia il primo luglio 2013). Secondo tale proposta, a seguito delle elezioni del 2014, i deputati del PE passerranno da 766 a 751 (750 +  1 presidente). Un cambiamento che riflette non soltanto  l’evoluzione della popolazione negli  Stati membri, ma anche le nuove regole stabilite dal Trattato di Lisbona:  un numero massimo di deputati europei (750 + 1); un numero massimo di deputati per Stato membro (96); un numero minimo di deputati per paese. Ciò in base al principio di proporzionalità regressiva. Questi, conseguentemente, i numeri della proposta della commissione agli Affari costituzionali:  durante la legislatura 2013/19 la Germania perderà tre parlamentari, altri 13 paesi (Romania, Grecia, Belgio, Portogallo, Repubblica Ceca, Ungheria, Austria, Bulgaria, Irlanda, Croazia, Lituania e Lettonia) ne perderanno uno. Infine aggiungiamo che la relazione della commissione agli Affari costituzionali sarà discussa il 13 marzo e votata il 14, durante la prossima plenaria a Strasburgo.

    Vincenzo Folino  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • La Germania rimpatria l’Oro: Ecco cosa si Nasconde Dietro il Mistero delle Riserve Auree Richiamate

    La Germania rimpatria l’Oro: Ecco cosa si Nasconde Dietro il Mistero delle Riserve Auree Richiamate

    Venerdì, Gennaio 18th/ 2013

    – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – 

    Oro tedesco / La Germania rimpatria l'Oro / Germania / Riserva aurea / Federal Reserve / Bundesbank / Vincenzo Folino / Osservatorio Nazionale sulle politiche dell'Ue / Qui Europa / Handelsblatt / Banque de France / Bank of England / Debtocracy / Eurobond / mani sulle riserve auree / Debiti Fittizi / Eurozona / Disastro / Bluff / Strategia / Garanzia / Bene rifugio / Deutsche Bank / Angela Merkel / Crimini contro l'umanità / Denuncia / Coppia tedesca / Troika / Usa / Scandalo delle barre di tungsteno / default / Lehman Brothers / Bloomberg / Simon Johnson / assets bancari / Quadro Curzio / Romano Prodi 

     Germania     Riserva Aurea                                                                                                        

    La Germania rimpatria l'Oro: le previsioni

    di Qui Europa e le Possibili strategie

    dell'Eurocasta

    La Deutsche Bank smuove la 2a Riserva Aurea al Mondo

    Ritiro dell'oro – Strategia stile "Debtocracy" a garanzia Eurobond?

    Arma di difesa contro la denuncia per crimini contro l'umanità 

    piovuta sulla Merkel, o Rischio Default dietro l'angolo?

    Riserve Auree Germania

    Berlino – Dopo le indiscrezioni apparse nei giorni scorsi sul quotidiano economico “Handelsblatt”, la notizia che la Germania sarebbe in procinto di rimpatriare gran parte dell’oro conservato nelle varie banche centrali sparse per il mondo è stata ufficializzata da una nota della Deutsche Bank. Secondo quanto reso noto dalla banca centrale tedesca  verranno rimpatriate 700 tonnellate di oro entro il 2020, con l’obiettivo di conservare nei caveau nazionali metà delle 3.391 tonnellate del "principale bene rifugio" in proprio possesso . Più esattamente, a partire dall’anno in corso, la Deutsche Bank ritirerà tutto l’oro collocato nella Banque de France (circa 374 tonnellate), e ridurrà di 300 tonnellate il volume di riserve auree (dal 45 al 37%) conservate presso la Federal Reserve statunitense. Al contrario, nessun ritiro è previsto dai forzieri della Bank of England, che continuerà a detenere il 13% delle riserve auree tedesche.

     La Seconda Riserva Aurea al Mondo  

    Una notizia scottante, di quelle che non possono passare in alcun modo  inosservate e che dovrebbe destarci più di una preoccupazione, se non altro perché  non stiamo parlando di una riserva aurea qualsiasi, ma della seconda maggiore riserva aurea del pianeta dopo quella degli Stati Uniti. Per la cronaca, la terza è quella italiana, malgrado gli ingiustificati declassamenti subiti dall'ex "Bel Paese".

     Usa – Lo Scandalo delle Barre di Tungsteno dipinte d'oro  

    Il ragionamento di fondo di tale iniziativa, pensato con un pò d’ironia e visto in ottica tedesca, potrebbe essere il seguente: in questo periodo di crisi, nell'era di "Debtocracy", meglio riportarsi l’oro a casa, non si sa mai! Ma al di là delle battute, le incognite legate al “cosa potrebbe succedere” se tale provvedimento dovesse divenire realtà sono tante, a partire dalla stessa capacità degli Stati Uniti di restituire l’oro in custodia (ricordiamo a proposito lo scandalo delle barre di tungsteno dipinte in color oro e conservate alla Fed) .

     La Corsa all'oro? 

    Inoltre, il repentino cambio di strategia da parte della Banca Centrale Tedesca potrebbe indurre ad un ulteriore inasprimento della crisi, del clima di sfiducia sulle "nuove divinità" chiamate mercati;  e sull'innesco di un possibile effetto emulativo da parte della altre banche centrali che, sulle orme della Bunca tedescsa, potrebbero essere tentate ad agire alla stessa maniera dando il via ad una vera e propria corsa all’oro. Insomma, dovremmo chiederci dove stiamo andando, o meglio, dove ci hanno portato i signori dell’austerity insieme a tutto il sottobosco della finanza: i veri padroni di questo sistema malato e colluso che i nostri politicanti nei talk show serali fingono di non conoscere.

     Oro per coprire i debiti fittizi mediante garanzia sugli Eurobond? 

    Per quanto riguarda il “presunto” oro italiano, il mistero continua, anche se nei mesi scorsi non sono mancati coloro i quali – i falchi della finanza ed i loro compari – osarono proporre l'emissione di eurobond coperti dalle riserve auree o peggio ancora la vendita diretta dell'oro per coprire un debito fittizio e creato ad arte dal sistema per depredare i popoli delle loro ricchezze reali. (Vedi Quadio Curzio e Romano ProdiVedi articoli in allegato)

     Mossa per difendersi dalla pesante denuncia di crimini contro l'umanità? 

    La bontà della mossa strategica – dando comunque per buone le conclusioni illustrate finora – potrebbe rientrare anche in un'altra logica: potrebbe essere un'ulteriore arma di difesa contro la pesantissima denuncia per crimini contro l'umanità piovuta sulla testa di Angela Merkel e dei membri della Troika nei giorni scorsi (anche se in Italia nessun giornale ne ha parlato) su iniziativa di una coppia tedesca.

     Deutsche Bank sulla via di Lehman Brothers?  

    Infine l'ultima ipotesi che formuliamo è quella legata alle poco pubblicizzate reali condizioni di salute della Deutsche Bank. La Banca Centrale Tedesca detiene oggi un bilancio pari all’80% dell’intero prodotto interno lordo della Germania.  Un'enormità! Pertanto essa può definirsi oggi una delle maggiori banche centrali al mondo. Ma secondo Bloomberg è anche una delle più sottocapitalizzate: il 30 giugno 2012 l'istituto centrale tedesco sarebbe stato  al quintultimo posto tra le 24 maggiori banche europee quanto a patrimonio (Tier 1 capital ratio). E ciò in base ai dati forniti di recente dalla misurazione della leverage ratio (confronto tra bilancio complessivo della banca e dotazione di capitale) da parte di Simon Johnson, ex capo economista dell'FMI, secondo il quale le attività di Deutsche Bank ammontano a 2.241 miliardi di euro, a fronte di un capitale di soli 55,75 miliardi di euro. In altre parole, il capitale reale di Deutsche Bank ammonterebbe a poco meno del 2,5% rispetto agli assets della banca. Basterebbe in effetti una perdita del 3% sul totale del portafoglio bancario per mandare  in fallimento la banca, azzerandone il capitale. Deutsche Bank sulla scia di Lehman Brothers? Il mistero si infittisce! Parimenti a quello delle riserve auree tedesche! 

    Vincenzo Folino, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Assenteismo: All’Eurocamera l’Italia è Quart’ultima – Bene Mara Bizzotto, nella Top Ten Ue

    Lunedì, Gennaio 14th/ 2013

    – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – 

    Eurocamera / Parlamento europeo / Mara Bizzotto / Cristiano Magdi Allam / Bruxelles / Strasburgo / Licenziamento / Eurodeputati / Cattivo tempo / Anima demnocratica / Inattività / Vincenzo Folino / Osservatorio Nazionale sulle politiche dell'Ue / Qui Europa / Mepranking.eu 

     Assenteismo     Parlamento Europeo                                                                                    

    Assenteismo Medio – All'Eurocamera

    l'Italia è quart'ultima 

    L'eurodeputata Mara Bizzotto la più prolifica e

    presente. Maglia nera per Magdi Allam

    Eurocamera: assenze non penalizzanti in sede retributiva

    Strasburgo – Come sappiamo, ogni linguaggio proprio di ogni popolo è in costante cambiamento, seguendo un'evoluzione naturale o forzata (a volte involuzione) che va al di là della mera adozione di nuovi vocaboli, di "prestiti", di semplici significati lessicali o espressioni  linguistiche. Si tratta infatti di un'evoluzione nella quale si riflette il mutamento della società, la trasformazione di coloro che quella lingua la utilizzano tutti i giorni. Un processo, vale la pena sottolinearlo, estremamente lento e arbitrario. Arriviamo così alla parola “Assenteismo”. Questo termine è diventato col passare del tempo di così largo uso che non lo si riferisce più al mondo dell’istruzione, all’immagine dello studente che “marina” la scuola. Ormai esso evoca nell'immaginario di ciascuno, immediatamente ed in maniera crescente – oggi come mai – la figura del politico ozioso e incurante, privo di stimoli e ancor prima – spesso e volentieri – di etica. L'mmagine speculare della nostra società insomma!

     Eurodeputati italiani – Primi per interrogazioni, ma… 

    Utilizziamo questo incipit per illustrarvi i dati raccolti ed alaborati dai colleghi del sito Mepranking.eu – e confermati dall'Osservatorio Nazionale sulle politiche Ue, "Qui Europa", in seguito ad accurato riesame – il quale ha proceduto a compilare una serie di classifiche in base alle presenze ed alle iniziative degli europarlamentari a Strasburgo. Così abbiamo potuto constatare in prima persona come gli europarlamentari italiani –  malgrado risultino primi per numero di interrogazioni e dichiarazioni di voto; secondi in merito alle relazioni e ai provvedimenti legislativi presentati; quarti per mozioni – siano solo ventiquattresimi in quanto al numero di presenze medie registrate in occasione delle sedute plenarie.

     Assenteismo Medio – Italia quart'ultima in Europa 

    La media delle loro presenze si è infatti fermata a fine 2012 ad una quota poco superiore all'86%, collocando l’Italia nella parte più bassa (il ventiquattresimo posto) della graduatoria dei Paesi UeNiente di nuovo, ma tanto, tanto sconcerto: specie se si considera la posizione drammatica dell'Italia in seno all'Eurozona – specie nel corso dell'anno appena conclusosi – ed i necessari correttivi – finora piuttosto evanescenti – necessari al caso, ma mai davvero adottati con incisività. Si pensi ad esempio alla mancata delegittimazione delle agenzie di rating, che continuano a fare il bello e cattivo tempo (pur essendo semplici aziende private e controllate più o meno direttamente da lobby) alle spalle degli stati cosiddetti  "sovrani" (si fa per dire) e sulla pelle dei rispettivi cittadini. Ma lo sconcerto s'allarga anche se consideriamo il fatto che l'Europarlamento dovrebbe essere – così dicono – la cosiddetta "anima democratica" dell'Ue, l'anello di congiunzione tra la fredda tecnocrazia dominante (non eletta) e l'elettorato attivo. Bah! Finora non se n'è accorto quasi nessuno: non a caso il sentimento "europeista" è oggi – a ragione – in  caduta libera. A dirlo sono tutte le statistiche.

     Italia – Maglia Rosa per Mara Bizzotto, carbone per Allam 

    Per onor di cronaca aggiungiamo che, tra i 73 eurodeputati che compongono la "brigata tricolore", la leghista vicentina Mara Bizzotto ha conquistato la maglia rosa risultando la più attiva e  prolifica, e piazzandosi – buon per lei – al settimo posto nella graduatoria generale europea. La "maglia nera" è toccata invece a Cristiano Magdi Allam, il quale si è collocato al posto numero 678 sui 752 eurodeputati esaminati in base ai suddetti parametri (a fronte dei 754 membri totali). Insomma, che bella vita quella dell’europarlamentare! Almeno  quella dei cosiddetti "assenteisti". A pensarci bene deve essere proprio una bella sensazione. Un giorno ti alzi, magari piove e allora decidi che a lavoro non vai. Fai al massimo un paio di telefonate, disdici ristorante e albergo e poi via, di nuovo sotto il piumone. Ma guarda un pò. A saperlo prima!

     Eurocamera – Assenze non penalizzanti in sede retributiva 

    Il problema vero è che questa regola del gioco – tra l'altro – non  vale per la cassiera del supermercato sotto casa; per l’impiegato "medio"; per l'imbianchino, il muratore o la maestra d'asilo. Anzi! Mentre un comune lavoratore è tenuto a giustificare la propria assenza che, peraltro, implica effetti riduttivi e detrattivi sul proprio stipendio – e può addirittura causarne il licenziamento – il mondo ovattato della politica – e quella "europea" non è assolutamente da meno – gode anche in questo caso di inspiegabili privilegi. Per gli eurodeputati, infatti, le assenze non sono penalizzanti in sede retributiva, ovvero, non vanno ad intaccare il loro ricco stipendio, ma soltanto alcune indennità accessorie come l’indennità di soggiorno e quella per le spese generali. L'unica speranza è che questo trend possa invertirsi nel 2013, almeno per due ragioni: la prima (essenziale) aiutare l'Italia a venir fuori da questa gabbia chiamata Eurozona o a mutarne radicalmente i caratteri; la seconda (accessoria) evitare di finire nuovamente sulla lista nera di "Qui Europa". Parlamentare avvisato, mezzo salvato!

    Vincenzo Folino, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Italia – Tra Carcerati Abusati e Carcerati di Massa

    Italia – Tra Carcerati Abusati e Carcerati di Massa

    Sabato, Dicembre 12th/  2013  

    – di Vincenzo Folino e Sergio Basile –

    Europa Chiama Italia – Tra Carcerati Abusati e Carcerati di Massa / Corte Europea dei diritti Umani / Strasburgo / Sovraffollamento / Carceri / detenuti / Carcere di Busto Arsizio / Carcere di Piacenza / Roma / Catanzaro / Bologna / Palermo / Carcere di Rebibbia / Piano carceri / Nuovi Penitenziari / Pene detentive / Pene alternative / Costruzione di Nuovi Penitenziari / Inganno totale / Crisi indotta / Spread / Carcerati nelle proprie case / Tutti in carcere / Crisi fasulla / Crisi indotta / Vincenzo Folino 

    Italia – Carcerati Abusati Carcerati di Massa

    Carceri – la Corte Europea condanna l'italia: 

    Vivere in 3 metri quadrati è una follia!

    Nel 2009 la Prima condanna, poi il Bluff del Piano Carceri 

     

     di Vincenzo Folino e Sergio Basile

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Italia – Carcerati abusati e Carcerati di massa                                                     

    Strasburgo – Qualche giorno fa la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo ha condannato il nostro Paese per trattamento inumano e degradante, su ricorso di sette  detenuti del carcere di Busto Arsizio e in quello di Piacenza. Secondo la sentenza l’Italia avrebbe violato i diritti dei soggetti  ricorrenti, tenendoli in celle dove gli stessi avrebbero avuto  a disposizione meno di 3 metri quadrati; così l’Italia dovrà pagare ad ognuno di essi un risarcimento di 100 mila euro per danni morali. I giudici si sono soffermati sulle condizioni generiche delle nostre carceri, con particolare attenzione al problema del sovraffollamento: condizioni  per cui l’appellativo di “incivili” non è affatto abusato.

     Vivere in 3 metri quadrati – Problema di natura Strutturale                          

    Il problema, infatti, non riguarda esclusivamente i due istituti presi in esame, ma si tratta bensì di un fenomeno che potremmo definire “tipico” del nostro Paese, anzi, per usare le parole della Corte, si tratta di un "problema di natura strutturale” che coinvolge un pò tutti, da Roma a Catanzaro, da Bologna a Palermo. Dato purtroppo confermato dai più di 550 ricorsi di altri detenuti,  giunti alla stessa Corte in seguito alla sentenza.  Da qui l’invito alle autorità italiane a dotarsi, entro un anno, di un sistema di ricorso interno che dia modo ai detenuti di rivolgersi ai tribunali italiani per denunciare le proprie condizioni di vita nelle prigioni e avere un risarcimento per la violazione dei loro diritti. Il tutto, è bene ribadirlo, non costituisce affatto una novità. E lo stesso vale per la condanna ricevuta dal nostro Paese: non è la prima e molto probabilmente non sarà nemmeno l’ultima.

     Il Bluff del "Piano Carceri" e la Prima Condanna – Luglio 2009                   

    La prima condanna – luglio del 2009 – riguardò un detenuto del carcere romano di Rebibbia. In seguito a questa prima condanna l'Italia mise a punto il cosiddetto ''Piano carceri'', un programma che avrebbe dovuto portare alla costruzione di nuovi penitenziari, all'ampliamento di quelli esistenti, oltre che allo sviluppo di pene alternative al carcere. Inutile dire che la gran parte di questi progetti (fatta qualche minima accezione) non ha ancora visto la luce. Lasciamo le vostre considerazioni a questo semplice dato: dalla contabilità speciale del Commissario delegato fu tirato fuori – tra 2010/2011 –  1 milione e seicentomila euro. Fondi, di conseguenza, presumibilmente riferibili alle sole spese di funzionamento della struttura commissariale e ai compensi dei vari soggetti attuatori e consulenti. Soggetti questi, i cui curricula e le cui competenze in materia di appalti pubblici di lavori e di edilizia penitenziaria, ad oggi, non è ancora dato conoscere.

     Italia – "Magagne Strutturali" e "Interessi ad orologeria"                                

    Non aggiungiamo altro! Le magagne sono una caratteristica intrinseca del nostro sistema e per approfondire l’argomento non basterebbe un intero quotidiano. Ma i problemi non sono solo di natura pratica. Altri problemi vanno a toccare il cuore della “società civile”, il suo quasi completo disinteresse verso l’altro, verso i problemi degli altri. Il fatto è che in Italia si parla davvero raramente di Diritti Umani, e quando se ne parla, guarda caso, siamo in periodo di campagna elettorale. Inoltre quando si parla di diritti lo si fa sempre dandone una visione edulcorata, limitandosi a delle affascinanti ma inutili posizioni di principio. Dopodicchè tutto torna alla normalità: torna il disinteresse generale.

     L'Eta dell'Inganno chiamato crisi – Il Carcere dentro Casa                             

    Tutti noi sappiamo di vivere in un periodo di forte tensione, questi – dicono i "custodi" del sistema – sono anni duri, gli anni della crisi e dello spread. Ma pochi, pochissimi sanno davvero la verità: cioè che siamo nel tempo dell'inganno totale, della falsità sistematica e della crisi indotta, spacciata per crisi globale. Tutto questo ha portato tantissime persone, tantissime famiglie, a vivere ogni giorno il proprio carcere dentro la propria casa, dentro la propria mente. L'Italia è diventata una società di carcerati, di ergastolani, destinati a scontare una colpa (?) perenne all'interno delle quattro mura domestiche. Ma questo – per quanto gravissimo – non fa che darci un quadro più completo del grado di involuzione della nostra cosiddetta "società civile". D'altra parte, tuttavia, ciò non giustifica assolutamente l’indiferrenza verso il dolore degli "altri reclusi", il popolo dei penitenziari. E questo vale a maggior ragione se abbiamo a che fare con un dolore indotto, ovvero evitabile. Per tornare al "poblema carceri", dunque, esse non devono essere degli hotel a 5 stelle, la permanenza – ovviamente – non può e non deve essere neanche lontanamente paragonata ad una vacanza, ma la dignità dei detenuti, quella, non la si dovrebbe toccare. 

    Vincenzo Folino, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    L’Italia non rispetta i diritti umani

    L’Italia non rispetta i diritti umani

    Venerdì, Maggio 4th / 2012 Unione europea / Italia / Diritti / Corte europea / Carceri / Giustizia lenta / Sovraffollamento  / Record di ricorsi / Amnistie / Irragionevole durata dei procedimenti / Credibilità internazionale / Durata dei procedimenti / Inefficienze sistematiche / Sovraffollamento delle carceri / Credibilità internazionale / Margine di valutazione nazionale / […]

    Austerity e Nuova Legge di Stabilità: La Dittatura che uccide la Cultura e gli Italiani

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    Giovedì, Ottobre 11th/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Italia / Cultura / Tagli alla cultura / Progetto erasmus / Nuova Legge di stabilità / Parlamento Italiano / Unione europea / Disoccupazione / Carrozzoni politici / Mes / Fiscal Compact / Propaganda mediatica / Macelleria Sociale / Ambigui sondaggi / Disoccupazione / Welfare […]

    Italia – La Regina Nera delle Infrazioni comunitarie, perchè?

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    Giovedì, Ottobre 11th/ 2012 – di Sergio Basile e Federica Santoro – Italia / Unione europea / procedure d'infrazione /  Joaquin Almunia / Mario Monti / Innalzamento aliquota IVA / Romano Prodi / Commissione Prodi / Direttiva Bolkestein /  Ici / Imu / Chiesa cattolica / Principio di Sussidiarietà / Politiche liberiste / Politiche neoliberiste […]

    Dittatura colorata di Democrazia – Così la Casta ci Distrae dal Cancro Europeo

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    Venerdì, Gennaio 4th/2013 – di Sergio Basile – Dittatura colorata di Democrazia / Roma /  Italia / Mario Monti / Beautifull / Silvio Berlusconi / Mario Monti / Pieluigi Bersani / Niki Vendola / Cimitero galleggiante / Spinte verso l'astensionismo / Eurogabbia / Rottamazione dell'Eurogabbia / Susanna Camusso / CGIL / CGA di Mestre / Tassazione […]

    Diritti fondamentali: nell’Ue regna la Menzogna. Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione

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    Mercoledì, Dicembre 19th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Diritti fondamentali nell'Ue / Menzogna / Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione  / Unione Europea / Parlamento europeo / Risoluzioni / Assistenza sanitaria / Aborto / Minoranze nazionali / LGBT / Diritti fondamentali / Libertà civile / Uguaglianza / Salute sessuale / Pianificazione […]

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    Direttive Ue – La Maglia Nera dell’Italia e la Linea Repressiva di Bruxelles

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    Martedì, Dicembre 4th/ 2012 – Sergio Basile, Maria Laura Barbuto –  Linea Repressiva di Bruxelles / direttive Ue / Maglia Nera dell'Italia / Unione Europea / Europa / Commissione Ue / Corte di Giustizia / Crisi / Infrazioni / Diritto Ue / Leggi europee / Norme  / Trasporti / Mercato interno /    Direttive Ue – […]

  • La Romania verso le Elezioni con le pezze ai pantaloni: stipendi medi a 340 euro

    La Romania verso le Elezioni con le pezze ai pantaloni: stipendi medi a 340 euro

    Sabato, Dicembre 8th/ 2012 

    –  di Vincenzo Folino –

    La Romania verso le Elezioni col le pezze ai pantaloni: stipendi medi a 340 euro / Romania / Ponta / Basescu / Elezioni / Troika / Fmi/ Christine Lagarde / Manuel Barroso / Pensioni bassissime / Stipendi da fame / Imprese / Bucarest / USL / ARD / Election Day / Bulgaria / Lettonia / Cipro / Eurostat / Bruxelles / Politiche iperliberiste / Minacce / Dracula / Austerity / Esclusione Sociale / Povertà dilagante / Dan Diaconescu / Vincenzo Folino 

    La Romania verso le Elezioni col le

    pezze ai pantaloni

    E' la legge dell'Unione europea e dell'FMI

    Stipendi a 340 euro e pensioni a 170 euro

    d'altra parte crescono i super-ricchi

    Bucarest, Sibu – La crisi economica indotta e pianificata, in Europa, sta colpendo un pò tutti, e noi lo sappiamo bene.  Ma tra i paesi in maggiore difficoltà, loro malgrado, oltre ai cosiddetti "Pigs" (maiali) vanno menzionati quelli dell’Europa Orientale. Come emerso dall’ultimo rapporto Eurostat. Secondo  l’ufficio statistico dell’Unione europea, nel 2011 il 24% della popolazione Ue è stato a rischio povertà, entrando nell'oscura sfera dell'esclusione sociale. Una cifra drammatica che la dice lunga sulla bonta di questa Unione targata Troika (Ue, Bce, Fmi). Come anticipato, le percentuali più preoccupanti  sono state riscontrate in Europa Orientale, con in testa Bulgaria, Romania e Lettonia.  In particolar modo, per quanto riguarda  la Romania questi sono giorni molto particolari e duri. Per le strade di Sibu, nel cuore del Paese, si possono vedere centinaia di persone in fila per ricevere generi alimentari di prima necessità concessi  in parte "gratuitamente" dall’Unione europea – una sorta di razionamento comunista – che paradossalmente però è una delle principali artefici di questa drammatica involuzione socio-economica della Nazione, come analizzato in diversi articoli pubblicati dall'Osservatorio "Qui Europa" nei mesi scorsi (vedi allegati). Ma un altro stretto nodo che angoscia e non poco i Romeni, è quello delle elezioni politiche, che avranno luogo domani, Domenica 9 Dicembre. 

      Election Day – Dracula ci riprova, ma a regnare è sempre la Troika  

    Prima di concentrarci sui diversi schieramenti che si contenderanno la partita elettorale, credo sia importante rammentare alcuni punti semplici e concisi, ma molto significativi. Ovvero come il Paese balcanico, con l’aggravarsi della crisi economica indotta, a causa di una base industriale antiquata e inadatta ai suoi bisogni, grazie alla cura "Fmi" favorita dai magheggi del Presidente Basescu (che il premier Ponta aveva pubblicamente accusato, tentando senza successo una procedura di impeachment, fallita anche grazie al "provvidenziale" intervento delo zar Manuel Barroso) e – soprattutto – ad una serie di misure iperliberiste imposte dall'Ue, attualmente sia il secondo paese più povero dell’Unione stessa. Nel 2010 il salario netto medio mensile è stato addirittura pari a 340 euro; le pensioni medie, invece, pari a 170 euro. Roba da Africa! Ma come sempre esistono delle contraddizioni interne: e così accade che se da una parte un quarto della popolazione continua a vivere in povertà, nel Paese di Dracula l’industria del lusso è in continua espansione, trainata dal settore auto, dalla moda e dai gioielli. In più, ad aggravare la situazione, vi è l’impossibilità da parte del paese balcanico di ripianare il debito con il Fondo Monetario Internazionale (il vero Dracula della situazione) il che ha già portato al taglio dei salari dei dipendenti statali e all’aumento dell’IVA. Il tutto per cercare di arginare l’aumento di un deficit pubblico, in buona parte creato ad hoc. Stile Grecia, Italia e Spagna, per comprenderci. Anche se questa volta la colpa principale è dell'Fmi (Fondo Monetario Internazionale).

     La novità "Diaconescu", la morsa dell'FMI e le solite promesse 

    Insomma, niente di nuovo, la solita storia che serve ad incatenare un paese e a renderlo schiavo, così come il suo popolo. Questo il desolante panorama che troverà all’orizzonte il vincente delle prossime elezioni politiche romene, ma – come vedremo – ciò non ha affatto scoraggiato i diversi candidati dall’usufruire, ed in modo particolarmente massiccio, della più classica delle attività in periodo di campagna elettorale: fare quante più promesse possibili. La coalizione che i sondaggi danno come favorita è quella del centro-sinistra, l’Unione Social Liberale (USL) del premier in carica da maggio 2012Victor Ponta. Questa coalizione, composta dai socialdemocratici del PSD (Partito Social Democratico), dal Partito Nazional Liberale –  di Crin Antonescu – e dal Partito Conservatore, è infatti già uscita vincitrice alle elezioni amministrative di giugno ed ora confida di ripetere il risultato alle politiche.  L’alternativa consiste nella formazione di centro-destra, l’Alleanza Romania Giusta (ARD)  del contestatissimo presidente Bǎsescu – colui che aprì le porte all'FMI –  che include il Partito democratico liberale (PDL), il Partito Nazionale Contadino Democristiano e Forza Civica.  Toccherà proprio al presidente rumeno Bǎsescu , in forza della sua carica istituzionale, dare l’incarico al prossimo esecutivo. Il tutto dopo un anno di politica interna più che travagliata, caratterizzata dalle incomprensioni (per usare un eufemismo) fra lo stesso presidente ed il premier Ponta, incomprensioni arrivate al loro punto più alto – come detto – col tentativo, fallito, di un referendum indetto proprio per destituire o meno il presidente. Tentativo bloccato – come i nostri lettori ricorderanno – grazie allo zampino di Manuel Barroso (vedi allegato). Queste scintille destano particolari preoccupazioni anche a Bruxelles, infatti con all’orizzonte una coabitazione sempre più difficile, la futura stabilità del Paese è già messa in discussione. Per tornare ai diversi schieramenti, la novità di queste elezioni è rappresentata dal Partito del popolo (PPDD), fondato dal magnate della tv rumena Dan Diaconescu. Come accennavamo prima, in tema di promesse nessuno si è sprecato. Dan Diaconescu ha annunciato la costruzione di 200.000 abitazioni per le persone più bisognose; l’ARD ha promesso l’aumento degli stipendi pubblici del 50%; e l’USL, attualmente al governo, promette la costruzione di nuovi ospedali e la diminuzione graduale dell’IVA. Noi, visto quanto abbiamo già detto, queste promesse non le commentiamo nemmeno.

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Articolo in Romeno                                                          

     

    Sâmbătă, Decembrie 8th/ 2012 

    –  di Vincenzo Folino –

    România a alegerilor cu patch-uri pentru pantaloni: salarii medii la 340 € / România / Ponta / Băsescu / Alegeri / troicii / FMI /, Christine Lagarde / Manuel Barroso, / Inns foarte scăzute / salarii de foame / Companii / Bucuresti / USL / ARD / Ziua alegerilor / Bulgaria / Letonia / Cipru / Eurostat / Bruxelles / / Politici iperliberiste amenințărilor / Dracula / austeritate / excluziunii Sociale / sărăciei agresiv / Dan Diaconescu / Vincenzo Folino 

    România a alegerilor cu patch-uri pentru

    pantaloni

    Și "dreptul Uniunii Europene și FMI

    Salariilor și a pensiilor la 340 euro la 170 euro
     
    pe de altă parte, să crească super-bogați
     

    Bucuresti, Sibu – criza economică indusă și planificate în Europa este lovind un pic de tot, iar noi o cunoaștem bine. Dar printre țările cu cele mai mari dificultăți, în ciuda ei înșiși, în plus față de așa-numitele "PIGS" (porci) să fie menționate cele din Europa de Est. După cum a ieșit din ultimul raport Eurostat. Conform biroul de statistică al Uniunii Europene, în 2011 24% din populația UE a fost expuși riscului de sărăcie, care intră în sfera intunecata a excluziunii sociale. O cifră dramatică care vorbește volume despre bunătatea acestui Uniunii înmatriculare Troica (UE, BCE, FMI). Asa cum anticipam, cea mai mare îngrijorare au fost găsite în Europa de Est, condusă de Bulgaria, România și Letonia. În special, în ceea ce privește România în aceste zile sunt foarte special și greu. Pe străzile din Sibu, în inima țării, puteți vedea sute de oameni au aliniat pentru a primi capse alimentare acordate în parte "gratis" de Uniunea Europeană – un fel de raționalizarea comuniste – care, în mod paradoxal, cu toate acestea, este un important arhitecții acestei dramatice socio-economică declinul națiunii, așa cum sa discutat în mai multe articole publicate de "Aici" Europa în ultimele luni (a se vedea anexa). Dar un alt nod strans ca anxietatea, nu doar românii, este faptul că a alegerilor, care va avea loc mâine, duminică, 9 decembrie.
     
      Ziua alegerilor –  să se pronunțe este întotdeauna Troica  
     
    Înainte de a concentrându-se pe diferitele părți care vor contesta jocul electoral, cred că este important să ne amintim câțiva pași simpli și concise, dar foarte semnificativă. Sau ca țara balcanică, cu agravarea crizei economice indusă ca urmare a unei baze industriale depășite și inadecvate pentru nevoile lor, prin grija "FMI", favorizat de magheggi de președintele Băsescu (Ponta că primul ministru a acuzat public, încercând o procedură de suspendare nereușite, nu a reușit datorită "providențială" intervenție delo țar Manuel Barroso) și – cel mai important – la o serie de măsuri impuse de UE iperliberiste, este în prezent cea mai săracă țară din două Uniunii. În 2010, salariul mediu lunar net a fost chiar egal cu 340 €, pensii medii în loc de 170 €. Chestii în Africa! Dar, ca întotdeauna, există contradicții interne: și așa se întâmplă că, pe de o parte sfert din populație trăiesc în continuare în sărăcie în țara lui Dracula industriei de lux continua sa se extinda, condus de industria auto, de la modă și bijuterii . În plus, pentru a face lucrurile mai rău, nu există incapacitatea de această țară pentru a achita datoria cu Fondul Monetar Internațional (Dracula reală situația), care a condus deja la reduceri salariale pentru angajații la stat și o creștere a TVA-ul. Toate acestea pentru a încerca să oprească ascensiunea unui deficit public, în mare măsură ad-hoc. Stilul de Grecia, Italia și Spania, în scopul de a înțelege. Deși acest moment vina principală este FMI (Fondul Monetar Internațional).
     
     Noul "Diaconescu," prindere a FMI și promisiunile obișnuite  
     
    Pe scurt, nimic nou, aceeași poveste veche, care servește la lanț și înrobi o țară, precum și oamenii lui. Acest punct de vedere sumbră a orizontului, care va găsi câștigătorul român următoarele alegeri, dar – după cum vom vedea – acest lucru nu a descurajat deloc dall'usufruire diferite candidați, și a fost deosebit de ridicat, cel mai clasic de toate activitățile, în perioada de campanie : face cât mai multe promisiuni posibil. Coaliție că sondajele, ca un favorit este faptul că de centru-stânga Social Liberal Uniunea (USL) a primului-ministru în funcție în mai 2012, Victor Ponta. Această coaliție, formată din Partidul Social Democrat, PSD (Partidul Social Democrat), Partidul Național Liberal – din Crin Antonescu – și Partidul Conservator, este, de fapt, deja a iesit victorios la alegerile locale din iunie, iar acum speră să repete rezultatul politicilor. Alternativa este formarea de centru-dreapta Alianța România Dreapta (ARD) din extrem de contestată președintele Bǎsescu – cel care a deschis porțile pentru FMI – care include Partidul Democrat Liberal (PDL), Creștin Democrat Partidul Național Țărănesc și Forța de aderență Civica. Acesta va deține președintele român Bǎsescu, în virtutea poziției sale constituționale, da locuri de muncă pentru următorul guvern. Toate acestea, după un an de politică internă mai degrabă decât probleme, caracterizate prin neînțelegeri (ca so spunem), între președinte și prim-ministru Ponta, neînțelegeri ajunge la punctul cel mai înalt – după cum sa menționat – cu tentativa eșuată a unui referendum dreptul de a demite sau nu președinte. Încercați blocat – ca cititorii nostri vor aminti – datorită mâna lui Manuel Barroso (a se vedea atașamentul). Aceste scântei de îngrijorare, de asemenea, la Bruxelles, în fapt, cu coabitarea orizontul ce în ce mai dificilă, stabilitatea viitoare a țării este deja contestată. Pentru a reveni la partide diferite, noutatea acestor alegeri este reprezentată de Partidul Poporului (PPDD), fondat de mogulul român de televiziune Dan Diaconescu. Așa cum sa menționat anterior, în ceea ce privește promite nimeni nu este pierdut. Dan Diaconescu a anunțat construirea a 200.000 de case pentru cei mai nevoiași, ARD a promis o creștere a salariilor funcționarilor publici cu 50%, iar USL, în prezent la putere, promite construirea de spitale noi și scăderea treptată a "TVA-ul. Am văzut ceea ce am spus deja, aceste promisiuni nu comenteze, fie.
     
    Vincenzo Folino – Traduzione di Sergio Basile 
     
    (Copyright © 2012 Qui Europa)
     
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  • Crisi in Calabria – Studio e Trasporti? Non Diritti ma Lussi, Privilegi  Medievali

    Crisi in Calabria – Studio e Trasporti? Non Diritti ma Lussi, Privilegi Medievali

    Sabato, Novembre 3rd/ 2012 

    – di Vincenzo Folino –

    Calabria / Studio e trasporti / Crisi / Ferrovie della Calabria / Cassa Depositi e Prestiti / Trasporto Pubblico in Calabria / Diritto all'istruzione / Diritto ai Trasporti / Diritto allo Studio / Precarietà / Scuola / Sogni / Materità / Roma / Catanzaro / Crisi /Università / Costituzione Italiana / Spending Review / Nord Sud / Disoccupazione / Mali del Mercato / Vincenzo Folino / Mancati Pagamenti degli Stipendi / Fondi Fas / Classe Dirigente da rottamare / Unità d'Italia / Mediterraneo / Magna Graecia / Alibi / Rivoluzione 

    Crisi in Calabria – Studio e Trasporti? 

    Non diritti ma lussi, privilegi 

    medievali 

    Il Patto di Stabilità e il caso "Ferrovie della Calabria":

    vergogne da "Quarto Mondo"

    Una Regione intera rimasta a piedi: non ci sono più

    euro per carburante e stipendi. Lo studio ed il lavoro 

    diventano lussi

    Catanzaro – Il capoluogo calabrese è stato teatro, nelle scorse ore e fin dallo scorso lunedì, della grande protesta delle Ferrovie della Calabria: manifestazioni che hanno causato il blocco del traffico su tutte le vie d'accesso. I motivi del pubblico dissenzo sono amaramente semplici, e riguardano il persistere dei mancati pagamenti degli stipendi e la generica mancanza di liquidità aziendale, con conseguente indisponibilità di carburante per autobus e treni. Insomma, o si sciopera perchè non vengono pagati i dipendenti, o non si effettuano le corse perchè manca il carburante; in ogni caso il risultato è il seguente: una regione rimasta a piedi, quasi completamente ferma, immobile, in attesa che qualcosa si smuova. La situazione, perciò, è diventata ormai insostenibile e nel giro di pochi giorni si dovrà obbligatoriamente arrivare ad una soluzione, che se non sarà definitiva, dovrà almeno tamponare il rischio di paralisi di una larga fetta di trasporto pubblico calabrese, senza dimenticare il personale che ormai da mesi attende pagamenti per centinaia di migliaia di euro, tra stipendi arretrati, competenze e quattordicesime.

     Diritto allo Studio? Cos'è? 

    Una crisi indotta (ingigantita anche – tra l'altro – dallo scandalo del caro carburanti in virtù delle accise decise dalla banda Monti: da primato mondiale) che sta uccidendo i trasporti e il diritto allo studio di migliaia di studenti, senza contare l'ingiustizia verso coloro che, dopo aver pagato dei cari abbonamenti si trovano impossibilitati a raggiungere scuole, università e luoghi di lavoro, con ulteriori e personali coseguenze. Così non ci vuole molto a capire che ci troviamo a fare i conti con una situazione più che ingarbugliata e drammatica. Una paralisi che, come abbiamo detto, vede come protagonista una grande azienda, Ferrovie della Calabria – con i suoi 850 dipendenti – e che adesso diventerà interamente di proprietà regionale, anche se non si sa bene con quali prospettive. Insomma, niente di nuovo all'orizzonte, se non il sommarsi di problematiche sempre maggiori, che stanno portando inevitabilmente al collasso questa terra di per sè già martoriata fin dall'Unità d'Italia. Ancora una volta le ferrovie ed i trasporti diventano l'ago della bilancia per misurare la democrazia nel Mezzogiorno (vedi articolo in allegato, sulle Ferrovie Sud).

     Ferrovie Calabria: Una storia controversa 

    Per completezza e onor di cronaca pensiamo sia giusto aggiungere i tratti salienti di un  percorso storico che ci ha portato fino a questo punto di rottura, di resa dei conti, e lo facciamo attraverso la nota del blog "ferrovie in Calabria". Tutto inizia nell'ormai lontano 2000: ann in cui doveva essere avviato il progressivo trasferimento delle Ferrovie della Calabria dalla gestione statale a quella regionale. Tutto questo però non avvenne in maniera integrale; si attese il risanamento dell'azienda, per consegnarla nelle mani della Regione Calabria con i conti in ordine. Da anni i fondi di gestione "ordinaria" delle FC, escludendo le criticità varie di cui parleremo tra poco, provengono direttamente dalla Regione, che però per più di dieci anni non ha mai coperto totalmente, a livello finanziario, il fabbisogno annuale per assicurare i servizi di trasporto ed il mantenimento della stessa "macchina aziendale. Accanto a ciò, pare, anche sperperi aziendali, hanno finito per tingere di tinte opache ed a tratti scure (scurissime) un quadretto già abbastanza eloquente e disarmante.

     La ciliegina sulla torta – Il Patto di Stabilità della Banda Monti 

    Risultato? Debiti su debiti, che si sono accumulati per anni. Come se non bastasse, le spesso pessime dirigenze (e non di meno alcuni sindacati…) dell'impresa regionale, hanno fatto sì che alla carenza di fondi e conseguenti debiti, si andassero a sommare anche – ceme detto – ingenti sprechi del poco denaro disponibile! In tempi recenti, inoltre – amara ciliegina sulla torta –  la crisi economica e il conseguente celeberrimo ed insensato "patto di stabilità" ha finito per aggravare e rendere ancor più proibitivo il ritardo nei trasferimenti di fondi dallo Stato alle Regioni, vincolato come noto, da determinati limiti nelle spese.

     La Guerra dei Fondi 

    L'unica possibilità per salvare l'azienda, almeno temporaneamente, sarebbe quella di attingere a fondi comunitari per lo sviluppo, e ed eventuali mutui: sarebbero infatti necessari almeno 16 milioni di euro presi in prestito dalla Regione Calabria dalla Cassa Depositi & Prestiti, per l'esecuzione di lavori infrastrutturali (tra cui il ripristino integrale della linea Catanzaro Lido-Cosenza, ancora interrotta tra Soveria Mannelli e Rogliano); altri 20 milioni – di provenienza statale – per completare il passaggio delle FC alla Regione Calabria (da completarsi entro il 31 dicembre, e previsto secondo voci entro la prossima settimana), e 100 milioni di fondi FAS per coprire gran parte dei debiti esistenti. Di questi ultimi al momento ne sono stati approvati solo 60, mentre facciamo notare – come leggiamo sul sito della stessa azienda – che i 16 milioni di provenienza regionale, destinati all'infrastruttura, erano in origine 20: molto probabilmente ridotti, in quanto oltre 3 milioni figuravano per l'acquisto di ulteriori 3 complessi Stadler. Spesa evidentemente incoerente con la destinazione prettamente infrastrutturale del mutuo. Sicuramente, però, mantenere inalterata la cifra ed utilizzare i tre milioni di Euro per ulteriori lavori, non sarebbe stata la fine del mondo. E come se non bastasse, al momento non sono stati "elargiti" neppure i circa 10 milioni di euro di trimestralità di provenienza regionale, destinati alle aziende di trasporto pubblico su gomma e su ferro, comprese quindi le FC: un segnale molto pericoloso anche per le imprese di autoservizi private calabresi, che se in caso estremo di assenza di fondi pubblici dovessero unirsi alle proteste delle FC, porterebbero davvero ad un blocco quasi totale del trasporto pubblico in Calabria! Paradossi su paradossi, dunque.  Ed a farne le spese migliaia di studenti pendolari e padri di famiglia.

     Calabria – Il Declino della Società dei Diritti e il Riscatto 

    Ma – morale della favola – una cosa è certa: oggi il diritto allo studio ed al trasporto per decine di migliaia di studenti e lavoratori – dal futuro già incerto ed in parte segnato – ed il diritto ad una vita decorosa, sembra essere diventato un lusso. Un "regalo" da ottenere a suon di proteste e battaglie. Un'altro storia triste di questo disgraziato 2012: l'anno del golpe finanziario, l'anno della crisi indotta, che – in Calabria come in altre regioni del Sud – ha finito per esasperare situazioni già deplorevoli e gravi, figlie dell'abbandono del governo centrale e di latrocini riconducibili ad una classe dirigente locale vergognosa e da resettare. Ma anche figlio di un'Unità d'Italia fittizia, che fin dal 1861 danneggiò regioni come la Calabria – e non solo – privandole delle loro risorse migliori e distruggendo un tessuto economico e socio-economco di prim'ordine, capace di attrarre mercanti e traffici economici considerevoli da tutto il Mediterraneo, e di fare di regioni come questa il centro del  Mediterraneo e del mondo (Magna Graecia) per oltre due millenni. E questa è storia. Cosa fare ora? Continuare a stare con le mani in mano o scendere in piazza e pretendere la fine dell'austerity e il licenziamento in tronco degli amministratori disonesti? Noi siamo per la seconda ipotesi. D'altra parte cambiare si può, anche in Calabria! E le ultime Regionali in Sicilia ce lo hanno insegnato. Non ci sono più alibi!

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Articolo 1, l’Italia è una Repubblica ex Democratica fondata sulla Precarietà

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    Martedì, Settembre 25th/ 2012  – di Serena Spagnolo e Sergio Basile – Italia / istruzione / Precarietà / Scuola / Formazione / Sogni / Materità / Roma / Catanzaro / Crisi /Università / Francesco Profumo / Ministero dell'Istruzione / Miur / Precarietà / Test d'ingresso / Costituzione Italiana / Spending Review / Nord Sud / […]

    La “Banda Monti” e lo stupro dell’Italia: un crimine contro l’umanità – Bianconi insorge

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    Lunedì, Agosto 13th/ 2012  – di Sergio Basile – Italia / Iperliberismo / Mario Monti / Svendita del Paese / Patrimonio Pubblico Nazionale / Maurizio Bianconi / Angelino Alfano / Ronald Reagan / Reaganomics / Castelli / Speculazione / Banche / Goldman Sachs / Setta / Pensionati / Palazzi nobiliari italiani / Fronte comune / […]

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]

    Fiscal Compact, Quando la Scuola diventa un Nemico

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    Martedì, Settembre 25th/ 2012  – di Alessandra De Rose – Scuola / Concorsone / Fiscal Compact / Italia / Consiglio europeo / Mario Monti / Spending Review / Patto di Bilancio / Istruzione / Europa / Crisi / Concorsi / Miur / Ministro Profumo / Costi sociali / Posti di lavoro / Cittadinanzattiva / Concorso […]

    Università: defezioni record e “palliativi governativi”

    Università: defezioni record e “palliativi governativi”

    Sabato, Aprile 28th / 2012 – di Sergio Basile e Maria Laura Barbuto –  Italia / Crisi Ue / Internazionalizzazione / Università / Studenti stranieri / Francesco Profumo / Defezioni / Calo delle iscrizioni / Perdita del valore legale delle lauree   Profumo – Università:  “per crescere bisogna puntare sull'intrernazionalizzazione!"  Ma intanto defezioni a livello record La […]

    Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

    Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Catanzaro / Ateneo Magna Graecia / Regione Calabria / Convegno sulla crisi Sociale ed Economica dell’Ue / Facoltà di Giurisprudenza / Attacco all’Italia / Liberalismo / Liberismo / Speculazione / Bce / Sovranità / Giulietto Chiesa / Mario Caligiuri / Alessandro Morelli […]

    Catanzaro Unicz – Convegno Nazionale sulla Crisi nell’Ue

    Catanzaro Unicz – Convegno Nazionale sulla Crisi nell’Ue

    CONVEGNO – UNICZ  La Crisi Economica e Sociale dell'Unione Europea: Analisi e Prospettive                                            Con il Patrocinio del Parlamento Europeo – Ufficio per l'Italia Presenta La Crisi Economica e Sociale dell'Unione Europea:   Analisi e Prospettive"   […]

    La Crisi Economica e Sociale dell’Ue: analisi e prospettive di una studentessa del Mezzogiorno

    La Crisi Economica e Sociale dell’Ue: analisi e prospettive di una studentessa del Mezzogiorno

    Giovedì, Giugno 7th / 2012 – di Federica Santoro –   Articolo selezionato nell'ambito del concorso interscolastico lanciato dal quotidiano "Qui Europa" tra gli studenti delle quarte e quinte classi  degli Istituti d'Istruzione Secondaria Superiore di Catanzaro sul tema "La crisi Economica e Sociale dell'Ue: Analisi e Prospettive " in occasione del Convegno Nazionale Organizzato presso l'Ateneo UMG […]

    Roma – Uova e fischi per Draghi, duramente contestato a La Sapienza

    Roma – Uova e fischi per Draghi, duramente contestato a La Sapienza

    Martedì, Maggio 29th  / 2012  – di Silvia Laporta – Italia / Roma / La Sapienza / Università / Protesta dergli studenti / Mario Draghi / Visco / Bce / Bankitalia / Austerity / Politichese / Dittatura della casta bancaria / I giovani aprono gli occhi / Commemorazione caffè / Mario Monti / Lezione di politichese / […]

    La “lauretta” nella Repubblica della sfiga

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    Giovedì, Febbraio 23th/ 2012 Italia / Università / Istruzione / Laurea / Perdita valore legale / Martone / Monti  La “lauretta” nella Repubblica della sfiga In pericolo il valore legale della laurea Roma – Nelle scorse è giunto il monito da parte della VII commissione al Senato sui dubbi relativi alle “minacce di annullamento” del valore […]

    Ventotto anni per una “lauretta” nella “Repubblica della sfiga”

    Ventotto anni per una “lauretta” nella “Repubblica della sfiga”

    Mercoledì, Febbraio 1st / 2012 – di Sergio Basile – Italia / Istruzione / laurea / universitari / Sfigati / Valore titoli di studio / Martone / Monti   Ventotto anni per una “lauretta” nella "Repubblica della sfiga" Minacce di annullamento del valore legale delle lauree Roma  – Nelle scorse è giunto il monito da […]

    Intervista a Giulietto Chiesa – The Show? Is Running Out!

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    Giovedì, Maggio 17th / 2012 – di Sergio Basile – Crisi europea / Crollo dei grandi partiti / Delusione dell'elettorato europeo / Democrazia / Rivoluzione elettorale / Nazismo Bianco / Italia / Francia / Spagna / Grecia / Portogallo / Fiscal compect / Crecita economica bloccata / Disillusione degli Europei / Coraggio degli Europei / Consapevolezza […]

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

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    Sabato, Luglio 21th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle   Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact e […]

    L’Era della Videocrazia e il Tempo del Non Ritorno

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    Martedì, Settembre 18th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile –  Italia / Ue / Roma / Politica / Agorà / Antica Grecia / Confronto Politico / Porta a Porta / Ballarò / Piazza Pulita / Mercatismo / Bilderberg Club / Trilateral Commission / Bersani / Berlusconi / Casini / Stati Uniti d'Europa / Riscatto sociale […]

    I sorprendenti sondaggi di Eurobarometro: in Europa oltre 55 milioni di Disoccupati, ma l’Europeismo sarebbe in ascesa

    I sorprendenti sondaggi di Eurobarometro:  in Europa oltre 55 milioni di Disoccupati, ma l’Europeismo sarebbe in ascesa

    Giovedì, Settembre 6th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Eurobarometro / Bruxelles / Perplessità / Sondaggi / Giulietto Chiesa / Osservatorio Nazionale Indipendente / Qui Europa / Parlamento europeo / Elezioni europee / Atene / Madrid / Lisbona / Dublino / Roma / Helsinki / Berlino / Francoforte / Parigi / Calabria […]

    Meeting di Rimini – Il miracolo del Professore: il tecno-messia muta l’acqua inquinata in vino

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    Lunedì, Agosto 20th/ 2012  – di Sergio Basile – Italia / Rimini / Meeting / Crisi Eurozona / Meeting CL / Comunione e Liberazione / Uscita dalla crisi / Rai / Euro / Europa / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Giovani allontanati per proteste contro Monti  Meeting di Rimini – Il miracolo del Professore: […]

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]

    Borghezio attacca Napolitano – E’ polemica!

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    Mercoledì, Luglio 4th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Roma / Verona /  Presidente della Repubblica / Lega Nord / Carroccio / Politica / Radio / La Zanzara / Foto / Italia Unita / Politica / Politichese / Dichiarazioni Borghezio / Umberto Bossi / Mario Borghezio / Giorgio […]

    Italia – Crisi Istruzione e Cultura: armi di manipolazione di massa

    Italia – Crisi Istruzione e Cultura: armi di manipolazione di massa

    Mercoledì, Giugno 13th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Università/ scuola / Crisi / Riforme / Docenti / Alunni / Studenti / Cultura / Istruzione / Ignoranza / Comunicazione / Società / Attualità / Merito / Miur / Francesco Profumo  / Manipolazione di massa / Popolo di servi ignoranti / Ignoranza […]

    Dall’Europa pioggia di euro per i giovani, ma qualcosa non torna: la disoccupazione nell’Ue aumenta

    Dall’Europa pioggia di euro per i giovani, ma qualcosa non torna: la disoccupazione nell’Ue aumenta

    Lunedì, Marzo 5th / 2012 Commissione Ue / Programmi formativi / Fondi Ue / Disoccupazione / Crisi / Mobilità  Dall’Europa pioggia di euro per i giovani, ma qualcosa non torna: la disoccupazione nell’Ue aumenta La politica del gambero dell’Ue, tra investimenti e assurde paralisi Bruxelles – L’Ue, in tempo di crisi, con disoccupazione alle stelle, […]

     

  • Eurozona – Referendum Paneuropeo: Si ma attenti alle trappole della Terza Roma Mazziniana

    Eurozona – Referendum Paneuropeo: Si ma attenti alle trappole della Terza Roma Mazziniana

    Sabato, Ottobre 27th / 2012

    – di Vincenzo Folino –

    Unione europea / Seconda Guerra Mondiale / Lobby finanziarie / Giuseppe Mazzini / Moavero / Terza Roma / Unione monetaria / Dittatura / Austerity / Referendum europeo / Eurozona / Vincenzo Folino / Lucio Battisti 

    Referendum Paneuropeo: Si ma attenti alle

    trappole

    Cresce il Malcontento in tutta l'Eurozona, i cittadini

    chiedono il Referendum sull'Europa

    L'Unione Federale? Un pericolosissimo Bluff:

    l'Ombra nera della Terza Roma Mazziniana

    Strasburgo, Bruxelles – Da quando il dorato e maestoso edificio europeo ha cominciato a porre i suoi primi mattoni, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale e nei duri anni della "guerra fredda", che ha rilanciato con forza il piano imperialistico Usa a livello mondiale, le questioni inerenti l'Unione politica e la sua leggittimità democratica, sono sempre state al centro del dibattito politico dei singoli Stati nazionali: tanti discorsi, tante parole, e tanti progetti ai quali non hanno poi fatto seguito azioni concrete volte alla realizzazione di una reale giustizia sociale ed economica; alla realizzazione di tale progetto. Tali questioni sono rimaste, per così dire, fluttuanti, al di sopra delle nostre teste. E convenite con me, in "democrazia" non dovrebbe essere così, in democrazia  governare non dovrebbe assumere il significato di  "dominare", come avviene oggi per mezzo di banche e lobby finanziare, (Bce in testa) senza tralasciare il ruolo giocato dai mezzi di informazione governativi. 

     I Tecnocrati e la distruzione delle democrazie 

    E' quindi inutile tragiversare nell'ammettere come la democrazia non sia nella realtà quello che è a parole, e che continuerà a non esserlo finchè il suo significato teorico non verrà ampliato alle dimensioni economica, civile e politica. Ma, ciò, non di certo attraverso la realizzazione dei piani  totalitaristici chiusi nei cassetti della tecnocrazia di Bruxelles e nella maggior parte delle valigette ventiquattrore dei leaders europei piegati a tali oscure manovre. Una condizione quella idealizzata, ancora lontana, molto lontana, troppo lontana, sia all'interno dei singoli paesi, sia (a maggior ragione) per quanto riguarda l'Europa nel suo insieme. Così, quando sentiamo parlare, come avviene in questi giorni, di Unione politica, di Unione federale, della necessità di creare un "legame emotivo" tra l'Europa e i suoi oltre 500 milioni di abitanti, dobbiamo tenere i piedi per terra e non farci abbindolare da facili entusiasmi ed ideologie alla moda (come diceva il buon vecchio Lucio Battisti) e da tanti e falsi bei paroloni.

     Il Referendum Paneuropeo e la Sovranità Monataria 

    Sempre in questi giorni si sente parlare, a proposito, di un referendum continentale, proposta che viene rilanciata a gran voce. In questo caso gridiamo sì, un referendum paneuropeo sarebbe fondamentale, e lo sarebbe perchè farebbe emergere con chiarezza il malcontento dei cittadini – tranne manipolazioni e colpi bassi – coloro che hanno realmente subito sulla loro pelle l'aumento del costo della vita, il raddoppiameto dei prezzi, l'austerità quotidiana derivante dalla crisi, la vostra crisi. Non la nostra! Insomma, sì al referendum, ma per motivi opposti a quelli di una "missione europea", opposti a quelli paventati dal Governo e dal ministro Moavero Milanesi, il quale parla dell'Europa come della nostra unica ancora di salvezza per il futuro… e vista la situazione, non possiamo che essere scettici, e anche tanto incavolati (per usare un eufemismo)! Senza contare che in questo piccolo excursus non si è fatta mensione di altre importanti questioni tutt'ora irrisolte. Come la restituzione della propria sovranità monetaria agli stati membri: vero nocciolo della questione!

     Il Grande Bluff dell'Unione Federale – Giù le mani dagli stati 

    Per esempio, dal punto di vista teorico, pensiamo alla "democrazia come aggregato numerico o come suddivisione della sovranità fra tutti i singoli cittadini", oppure alla sua adeguatezza come forma di governo su larga scala, tutte questioni ampiamente dibattute e verso le quali si registra tutt'ora una davvero minima omogeneità di vedute. Dal punto di vista pratico, invece, basti accennare al diverso peso che assumono le diverse nazioni all'interno del processo decisionale europeo, un diverso peso che si scontra di per sè con l'ideale democratico. Insomma, non siamo pronti, e non lo siamo nemmeno a livello dei singoli paesi; non lo eravamo prima, quando per esempio "hanno" deciso di adottare l'euro, e non lo siamo ancora, neanche all'orizzonte.  Infatti, l'idea di una "democrazia europea" mantiene un pesante spettro. La paura concreta (e della quale abbiamo avuto già ampi assaggi) è che possa, a causa di problemi per così dire tecnici e/o burocratici, risolversi in una nuova aristocrazia, una aristocrazia europea delle banche (tecnocrazia), dove gli "aristoi" platonici vengono sostituiti dai nuovi tecnici e operatori finanziari, dai massoni e dai banchieri tecnocrati, appunto. Allora ci pare che dietro i democratici "Stati Uniti d'Europa" che s'invocano come panacea ai disastri degli stati nazionali, altro non si celi che il celeberrimo progetto massonico-mazziniano della "Terza Roma", la Roma degli Illuminati. l'ideale aristocratico, non scordatelo, è stato "falsificato" dalla storia, la quale ha dimostrato che la conseguenza pratica del conferire il potere ai pochi saggi e buoni, è che questi smettono di essere saggi e buoni. Se poi abbiamo a che fare con speculatori, con maghi della finanza, e con maestri del debito, il risultato non è neanche difficile da immiginare. Come detto e scritto nei giorni scorsi: "Benvenuti nel Terzo Reich euro-tedesco"!

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)
     

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    Martedì, Ottobre 23th / 2012  – di Sergio Basile – Joseph Stiglitz / Paul Krugman / Austerity / Predatory lending / Buffet Rule / Pretesto della recessione / Deficit Spending / Unione europea / Surplus / Eurozona / Economia / Finzanza / Premio Nobel per l'economia / Politiche di austerity / Debito pubblico / Controinformazione / Qui […]

    Vignette su Maometto – Bene la libertà di stampa, ma non prestiamo il fianco agli avvoltoi del Nuovo Ordine Mondiale

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    Venerdì, Settembre  21st/ 2012 –  di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Europa / Francia / Parigi /  Religione / Islam / Cristianesimo / Maometto / Profeta / Islamici / Musulmani / Stampa / Cinema / Libertà di espressione / Al Qaeda / Satira / Settimanale francese / Charlie Hebdo / Vignette / Scandalo […]

    Europa in fermento: qualcosa finalmente si smuove

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    Giovedì,  Luglio 12th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Germania / Finlandia / Olanda / Romania / Euro / Crisi economica / Esm / fiscal compact / Andreas Vosskule /  Jyrki Katainen / agenzie rating / Badescu / Usl / referendum popolare / malcontento / Fmi / Venti nuovi in Europa: […]

    La Campagna Propagandistica dei Padroni d’Europa

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    Venerdì,  Giugno 29th / 2012 – di Silvia Laporta – Unione Europea / Bruxelles / Mes / Fiscal Compact / Viviana Reding / Federazione degli Stati Uniti / Stati Uniti d'Europa / Commissione Europea / debito pubblico / bond / Italia / dittatura / Unione Economica e monetaria Europea / Bce / Piigs / Gendarmeria Europea  […]

    Quale Europa vogliamo?

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    Mercoledì, Giugno 27th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Unione Europea / Europa / Roma / Stati Uniti d’Europa / Chiesa / Cristianesimo / Cristianità / Radici cristiane europee / Unità politica / Spiritualità / Educazione / Storia / Tradizione / Civiltà / Persona / Società / Bioetica […]

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    Mercoledì, Giugno 27th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Commissione Europea / Bruxelles / Economia / Stipendi gonfiati / CorrierEconomia / Paradisi fiscali / Agevolezioni fiscali / Cittadini / Euroburocrazia / Sindacati / Giornalisti / Dati stipendi / Api / Ferruccio de Bortoli / Ivo Caizzi / Manuel Barroso / […]

    Pura propaganda – Chi vorrebbe i Deleteri “Stati Uniti d’Europa”?

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    Martedì, Giugno 26th / 2012 – di Silvia Laporta – Italia / Unione europea / Falsa Propaganda / Accentramento / Forum / Università Gregoriana / Coldiretti / Cisl / Confartigianato / Compagnia delle Opere / Stati Uniti d'Europa / Raffaele Bonanni / Grande Fratello / Propaganda mediatica / Appello ai lettori di Qui Europa  / […]

    Stati Uniti d’Europa: Verso un Nuovo Regime Liberticida

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    Lunedi,  Giugno 25th / 2012 – di Silvia Laporta – Commissione Europea / dittatura / rapporto commissione europea / ministro degli Esteri Europei / Superstato Ue / Presidente del Consiglio Europeo / Governo Europeo / crisi / Italia / Francia /  Belgio / Danimarca / Lussemburgo / Spagna / Paesi Bassi / Svezia / Londra / […]

    Accentramento! – Draghi e Barroso spingono per gli “Stati Uniti d’Europa”

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    Venerdì, Giugno 1st / 2012  – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Bce / MarioDraghi / Audizione / Commissione europea / José Manuel Barroso / Fantasia / Angela Merkel / Debtocracy / Eurobond / Speculazione / Qui Europa / Europa / Controinformazione / Sergio Basile / Olanda / Stati Uniti d'Europa / Piano […]

    Lavoro – Giovani: i dimenticati d’Europa

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    Martedì, Aprile 10th / 2012 – di Franco De Domenico – Europa / Italia / Economia / Crisi / Disoccupazione / Disoccupazione giovanile / Roosvelt / Europeo / Unione politica / Commissione europea / Westerwelle / Unità europea     Ti mando a non–lavorare! Giovane e disoccupato: ecco l’individuo dimenticato in Europa   "Non è un paese per […]

     

  • Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo per salvare il dio-euro

    Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo per salvare il dio-euro

    Mercoledì, Luglio 18th /  2012 

    – Dossier-Inchiesta, di Vincenzo Folino e Sergio Basile  –

    Eurozona / Italia / Ingresso nella zona euro / Romano Prodi / Goldman Sachs / Moneta unica / Roberta Angelilli / Unione monetaria / Crisi economica / Vicepresidente parlamento europeo /  Euro / Bilderberg Club / Commissione Trilaterale / SME / IRI / Britannia / Prvatizzazioni / Mario Draghi / Mario Monti / Eurogabbia / Disinformazione dei media / Contro informazione  / Statio Uniti d'Europa / Accentramento / Svendita del patrimonio nazionale / 20 miliardi di euro all'anno  / progetto Mondialista / Jim O'Neill / Sergio Basile / Vincenzo Folino / Qui Europa / Europa / Sistema Target 2 / Paul Krugman / Quadrio Curzio  / Trattato di Lisbona / Art. 123 / SEBC / Bce / Piano mondialista / Riserva aurea italiana  

    Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo

    per salvare il dio-euro

    Secondo l’europarlamentare Angelilli, è tutta colpa di

    Prodi. In effetti non ha tutti i torti!

    ll ruolo del Trio delle Meraviglie – Prodi, Draghi, Monti –

    nell'Euro-disastro

    Roma – Ieri, ne il "Secolo d'Italia", ha fatto molto discutere l'intervista ad uno dei 14 vicepresidenti del Parlamento europeo, l'europarlamentare Roberta Angelilli, in merito allo "stato di salute" in cui versa la nostra moneta, l'euro. E' già dal mese di giugno che nel nostro paese si è riaperto uno di quelli che potrebbe essere tra i temi più caldi dell'estate: euro sì, euro no. All'intensificarsi del dibattito  hanno contribuito anche le esternazioni dell'ex premier Silvio Berlusconi, il quale ha affermato, in sostanza, la possibilità per l'Italia di uscire dall'euro e tornare alla Lira ("non credo sia una bestemmia" ha detto). Ma è da oltre 8 mesi che alcuni eurodeputati euro-scettici vedono nel ritorno alla lira l'unica via di salvezza. Vedi Magdi Cristiano Allam; come pure molti economisti e Premi Nobel, come Paul Krugman.

     Un euro a due velocità? 

    A queste esternazioni hanno fatto seguito le voci provenienti dall'altra parte della barricata, con Romano Prodi in testa, secondo cui abbandonare l'euro sarebbe una follia. Polemiche che fanno seguito all'evidente constatazione (che aggiungiamo essere "piuttosto tardiva", ma giusto per voler essere educati), della presenza, per così dire, di due euro: un super-euro dei paesi "forti e virtuosi", trainato dalla Germania; ed un euro-debole, di "serie b", che caratterizza i paesi dell'area mediterranea. Intervistata intorno a questi temi, l'europarlamentare Roberta Angelilli, ha concentrato la sua argomentazione sul ruolo giocato in quegli anni decisivi (gli anni del TUE e dell'Unione Monetaria), da Romano Prodi, all'epoca premier ed anche commissario europeo.

       Prodi e la Marginalizzazione dell'Italia   

    A riguardo la Angelilli ha parlato di "scelte anti-italiane", accusando Prodi di essere stato tra i maggiori responsabili della marginalizzazione dell'area mediterranea, di non essersi battuto abbastanza sul tasso di cambio lira/euro, "sfavorevole per noi", di aver giocato come se fosse un "nemico dell'Italia", e di averlo fatto in momenti decisivi. Altro "errore fatale" dell'euroentusiasta Romano Prodi, fu quello – dichiara – di non aver contrastato l'egemonia ed il rafforzarsi del "direttorio franco-tedesco: infatti i due paesi hanno goduto di "mille eccezioni rispetto alle regole del Patto di Stabilità". Insomma, gli anni del governo Prodi ci lascierebbero un bilancio catastrofico

       Prodi – Chiacchiere da accentratore  

    ovviante il professore non la vedrebbe così! Dalle sue ultime interviste, conferenze ed articoli (tra cui gli ultimi pubblicati si "Famiglia Cristiana"), emerge infatti che, se gli ponessimo domande di questo genere: come mai l'Eurozona è la vittima numero uno della crisi? Cos'è che ha fatto dell'Europa Meridionale il capro-espiatorio? La risposta di Prodi (ed è lui stesso a dirlo), sarebbe "estremamente semplice". Secondo lui il punto fondamentale è che "l'Europa è divisa", è diventata la principale vittima della crisi a causa della frammentazione che la caratterizza. Egli sostiene che, insieme e parallelamente all'Unione Monetaria, si sarebbero anche dovute prevedere delle “azioni comuni” in campo economico, mentre ciò non è avvenuto; a suo avviso si è risentito della mancanza di un'autorità che controllasse i conti ed i bilanci, e per questo spinge nella prospettiva di creare un “Tesoro europeo”, che si occupi proprio di svolgere tali funzioni (sarà, ma questa proposta – come dimostrato più volte – oltre a non convincerci per nulla, sarebbe una mossa di autolesionismo senza remissione e ritorno). A questi elementi ne aggiunge altri, come il fatto che i tedeschi hanno ristrutturato la loro economia, ottenendo dei grandi vantaggi, che hanno creato un "distacco reale" con gli altri paesi. Conclusione completamente falsa ed errata perchè il vantaggio per i tedeschi è stato creato – come dimostrato – a tavolino  e proprio nel 2007, quando il caro Prodi dominava la scena, con il SISTEMA TARGET 2 dei pagamenti transnazionali. (vedi articoli correlati)

       Euro: l'alibi per la nascita di un Super-Stato Ue 

    Ma a ben vedere, ed esaminando con un briciolo in più di onestà intellettuale le reali ragioni della crisi – come la redazione di "Qui Europa" ha fatto fin dall'inizio della sua fondazione – vediamo come quelle di Romano Prodi siano in fondo vuote chiacchiere da accentratore: il vero obiettivo degli europeisti più intransigenti e miopi – legato all'instabilità dell'euro – infatti,  sarebbe quello di avere un buon alibi per l'accentamento dei pieni poteri (un tempo prerogative degli stati membri) nelle mani di un unico ed egemonico super-stato europeo: gli Stati Uniti d'Europa. Progetto "mondialista" che evidentemente, come dimostrato in più sedi, fu concepito in tempi non sospetti e da lungo tempo, in esclusivi ed élitari club: club cari da decenni alla tecnocrazia ed allo stesso Romano Prodi. 

      Il Trio delle Meraviglie e la Fine del Sogno Italia 

    Si proprio lui, il nostro carissimo "europeista Prodi", affezionato frequentatore – tra l'altro –  del Bilderberg Club, (assieme agli amici Mario Monti e Mario Draghi) nonchè (curiosamente) "ex" uomo di fiducia di Goldman Sachs  (vedi sempre Mario Monti e Mario draghi) e privatizzatore a buon mercato (IRI, SME e Cirio-Bertolli-De Rica): vedi – tanto per cambiare, e 2 più 2 fa quattro – Mario Monti e Mario Draghi. Il primo (che dopo aver distrutto, svenduto e mandato in recessione la "ricca Italia", ora vorrebbe – per comlare un debito illegale creato in maniera fittizia (ingerenze del rating, sistema TARGET 2, Art. 123 del Trattato di Lisbona)  inestinguibile e che si auto-alimenta – svendere 20 miliardi l'anno di beni pubblici rientranti nel patrimonio immobiliare "storico" italiano e magari scendere la nostra riserva aurea – la terza del mondo – per finanziare il dittatoriale MES).

      I Capolavori di Mario Draghi  

    E poi c'è l'europeista Mario Draghi: tra i principali artefici di un piano di privatizzazione nazionale senza precedenti (avviatosi segretamente sul piroscafo della Regina Elisabetta – "Britannia" – nel 1992 a Largo di Civitavecchia) e poi – da capo della Bce – sordo ed inerte attore di un mancato salvataggio dell'Eurozona. Mario Draghi, come molti ignorano (a causa ad una vergognosa e dilagante disinformazione di TV giornali) prima dell'ingresso sulla scena di Monti e del "golpe tecnico" ai danni della democrazia, si rifiutò di intervenire in favore dell'Eurozona, mantenendo volutamente chiusi i rubinetti della BCE. Malgrado l'art. 11 del SEBC (Sistema Europea delle Banche Centrali) prevesse in casi urgenti interventi simili (vedi protocollo SMP ). Il signor Mario Draghi, cioè, pur potendo intervenire personalmente (con le illimitate disponibilità della Banca Centrale Europea) nell'acquisto dei titoli italiani del debito pubblico, non fece assolutamente nulla, contribuendo in maniera sostanziale ad esporre l'Italia (la "sua Italia") alle grinfie della speculazione internazionale sul debito pubblico: cosa che come noto ha innescato una spirale diabolica di debito, tassazione, recessione e privatizzazioni. Ciò lo fece pronunziando 3 celeberrimi "No": "No, No, No!". Emulo della "collega liberista" Margaret Thatcher. Prima, tuttavia, contribuì ad accelerare – con ingerenza gravissima – la caduta del governo Berlusconi (vedi "antidemocratica" letterina BCE a Napolitano) favorendo – complice lo stesso Napolitano – la salita al trono del professor Monti: divenuto nel giro di poche ore da "semplice" uomo di fiducia di banche d'affari e club-loggia mondialisti – gran parte dei quali segretissimi ed occulti –  a senatore a vita e leader del governo italiano. Nonchè autorevole membro di punta (per l'intera Europa) della Commissione Trilaterale (poi dimessosi per tentare – invano – di salvare la faccia). 

     Gli "amici" di Goldman Sachs "salvano" l'Europa   

    Ma c'è di più! Jim O'Neill,  presidente di Goldman Sachs Asset Management, in tempi non sospetti dettò 3 punti per "salvare l'Europa": 1) l’Europa deve parlare con voce unica nei summit internazionali (non 27 voci – troppo rischioso – ma una) e al G8: magari utilizzando uomini di fiducia come lo stesso Monti 2) creare gli Eurobond, (cioè altri debiti mascherati per i cittadini dell'Eurozona): interessante è il piano di Prodi-Goldman per gli Eurobond 3) Attivare il Fondo Salva-Stati (e magari renderlo permanente: vedi ESM o MES) proteso – inoltre – ad aiutare le "povere banche europee", e non – badate bene – gli schiavi Piigs, le imprese alla canna del gas e le famiglie degli stati dell'Eurozona. Il piano è stato ovviamente avallato da tutti e tre i nostri patriottici eroi, e poi controfirmato anche da un economista di nota fama: Quadrio Curzio.

      Italia – Tentacoli sulla riserva aurea  

    Vediamo ora l'altro problema risolto dal magnifico trio. Come si partecipa al capitale del MES, visto che la maggioranza degli Stati Piigs sono in grave recessionerisposta: si compartecipa in quote (ovviamente con soldi pubblici statali) e poi "magari" si  versano le riserve auree del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC). E se non basta si procede con la sottoscrizione di obbligazioni e azioni stimate a "valori reali" e non a prezzi di mercato! Tanto a decidere sono in fondo uomini ("ex") di Goldman Sachs! Ma chi ci garantisce – tra l'altro – da un altro mega-pacco di Romano Prodi, come quello dell'IRI e della SME?  Goldman Sachs?  La Banca che ha contribuito a far svendere (gettandone a terra le valutazioni) già una grossa fetta di patrimonio italiano: vedi caso di "Credito Italiano". Ecco, dunque, cosè l'Eurogabbia: un luogo di perdizione: nonché un mezzo proteso a creare debito, dipendenza e precariatà per sempre; schiavizzare i cittadini al dio euro  – con l'alibi della crisi "indotta" –  ed infine privare gli Stati della sovranità e – già che ci siamo – delle riserve auree: e l'Italia, come detto, ha l'ambitissima terza riserva aurea del mondo!  

      Prodi, Monti, Draghi e il piano Mondial-liberista  

    Dopo la svendita del Patromonio immobiliare italiano (per 20 miliardi l'anno: annunciato nelle ultime ore da Monti ne Grilli) sarà la volta magari della svendita di Enel, Eni e Finmeccanica (già girano voci)! Insomma è la realizzazione pratica del "Progetto Britannia" di cui sopra, delle macchinazioni Goldman Sachs e dei progetti mondialisti Bilderberg e Trilateral. E quando i beni saranno tutti svenduti (invano!)  chi o cosa svenderanno ancora, per salvare il dio euro?

    Vincenzo Folino, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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