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  • Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

    Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

    Domenica, luglio  1st / 2012 

    – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima )

    Vertice Ue  / Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Mario Monti / Angela Merkel  / Contro informazione / Dittatura del debito / Dominio tedesco / Nazismo Bianco / Crisi indotta / Euro / Misure fittizie / Speculazione / Delegittimazione degli stati / Anarco-capitalismo / Iper-liberismo / Politiche liberiste / Leviatano / Morte degli stati nazionali / Privati e lobby al potere / Accentramento / Stati Uniti d'Europa / Banca Europea degli Investimenti / BEI / Eurobond / Project Bond / Fondi Strutturali / Union Bond / Super-stato Federale / Ipotesi antistorica / Efsf / Scudo Anti-Spread / Resolution Fund / Ricapitalizzazioni bancarie / Unione bancaria / Tobin Tax / Unione Fiscale / Garanzia Europea sui Depositi Bancari / Target 2 / Redemption Fund / Mutualizzazione dei Debiti Pubblici / SMP / Security Market Program / Contro informazione / Europa / Qui Europa / Sergio Basile 

    Bruxelles – Vittoria di Monti e dell'Italia?

    No! Vittoria di Banche, Lobby e

    Anarco-capitalisti

    Una colossale Montatura Mediatica – Media 

    casta esultano: "Monti meglio di Balotelli!"

    Italia ed Eurozona, verso la Dittatura dei Privati, 

    affogano nel debito – "Qui Europa" vi spiega

    perchè, punto per punto

     

    di Sergio Basile

    Vertice Bruxelles – La Falsa Vittoria dell’Italia – La Vittoria di Monti e delle Lobby

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Vertice Ue – Mario Monti, le lobby e gli anarco-capitalisti al potere             

    Bruxelles – Nelle scorse ore, a Bruxelles, presso Palazzo Justus Lipsius i 27 del Consiglio europeo hanno concluso l'atteso  vertice sulla crisi dell'Eurozona. Un summit molto propagandato, che tuttavia – nei fatti – si è trasformato in una rimpatriata di leaders (e lobbisti) votati in gran parte all'anarco-capitalismo ed all'istituzionalizzazione del debito, dell'austerity e dei tagli pubblici. Obiettivo vero, dietro la facciata di miracolistiche misure "anti-crisi", è stato il tema dell'accentramento in un Super-Stato Ue, nonché il definitivo predominio dei privati sugli stessi stati (ex-sovrani). Principio di incubazione di quelli che – nelle ambizioni imperialistiche della tecnocrazia – sono i cosiddetti "Stati Uniti d'Europa": disegno antistorico e mondialista che si sta abbattendo come uno tsunami sull'Eurozona e sulla povera e provata Italia. Un Paese – come visto – in balia della recessione e degli attacchi dello spread. Ciò sotto un velo di disinformazione mediatica e di un perfetto mix di ignoranza (del popolino) e mala fede (di interessate caste). Il tutto in diretta, e sotto lo sguardo smarrito, ed a tratti attonito, di un popolo "teledipendente", addomesticato a dovere – cioè – dalla solita mamma TV. Al centro della scena, sul parter di Bruxelles, un pimpante Mario Monti, vicino al suo "vero" obiettivo come un falco sulla preda, per la gioia non tanto dei tartassati Italiani, quanto piuttosto – evidentemente – della sua carissima Commissione Trilaterale.

      Il vertice al netto della propaganda                                                                          

    Ma per comprendere ciò che davvero è accaduto a Bruxelles (nella sua reale gravità) dobbiamo innazitutto buttare il telecomando, spegnere la tv e avere l'onesta intellettuale di sgombrare i facili entusiasmi (ingenerati ad arte dai media) nati anche sull'onda  dell'euforia dell'Italia calcistica nella notte di Varsavia. Varsavia-Bruxelles, dunque! Sarebbe bello credere in una doppia schiacciante vittoria dell'Italia, (e magari entrambe ai danni della Germania) ma così non è stato. Non è tutto oro quel che luccica! Per capirlo, è necessario analizzare – passo passo, e con un pizzico di buona volontà – la reale portata del cosiddetto "Growth Compact" (Patto per la Crescita da 130 miliardi di euro – 1% del Pil degli stati Ue) e dei suoi elementi accidentali: 1) Ricapitalizzazione della (privata) Banca Europea degli Investimenti (BEI); 2) riutilizzo dei Fondi Strutturali (sottratti ai cittadini delle aree più arretrate, perchè non utilizzati dalle regioni); 3) massiccio ricorso al Fondo Salva Stati (EFSF); 4) Attivazione del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES); 5) Creazione di Fondi di contenimento "Anti-Spread"; 6) Project Bond.  

      La Via maestra del Debito, dell'Austerity e del Centralismo                            

    Possibili aperture future anche sulla  ricapitalizzazione diretta delle banche e sulla mutualizzazione del debito dell'Eurozona (eurobond) e delle garanzie dei depositi bancari. Ipotesi tuttavia, specie queste ultime, fortemente osteggiate da Angela Merkel. In cantiere anche il "Resolution Fund" (fondo per la liquidazione pilotata delle banche non ritenute suscettibili di auto-reggersi); la Tobin Tax (tassazione sulle transazioni finanziarie) e "dulcis in fundo" l'Unione Bancaria (sotto l'egida della BCE: cosiddetta "Vigilanza Integrata") e l'Unione Fiscale (Unione di Bilancio): cioè l'unione di tutti i bilanci degli stati membri dell'Ue, in un unico bilancio "confederale".

      La Morza dei padroni                                                                                                     

    Lontana resta la "Licenza Bancaria", cioè la possibilità del "liberticida e dittatoriale" MES di avere accesso immediato alla liquidità illimitata della BCE. Ciò – evidentemente – eviterebbe al famigerato MES di finanziarsi salassando i contribuenti europei. Cioè eviterebbe di incrementarsi e vivere alle spalle (in quota) anche delle famiglie italiane. Ma in tal modo la "stretta" dei padroni sui servi, evidentemente, si allenterebbe, e poi (elemento molto pretestuoso) in tal senso alcuni leader (tra i quali la Merkel) hanno notato ed obiettato che così facendo si aggirerebbe il vincolo del Trattato di Lisbona, che vieta alla BCE di finanziare direttamente gli stati membri (Art. 123). Perciò la via più corta scelta dagli euro-padroni dei popoli europei è quella di continuare a fare il gioco della speculazione, continuando a tenere aperto il rubinetto del finanziamento "intermedio" dei privati e – quindi – spalancando la porta alla speculazione sul debito.

     Speculazione a piede libero                                                                                          

    In tal modo, infatti, gli Europei acquistano il proprio denaro ad "usura", ovvero pagando all'emissione già il 6% d'interesse. Come credete che si gonfi il debito pubblico degli stati? Proprio con questo diabolico stratagemma! La prima cosa che il Consiglio europeo e Mario Monti dovevavo fare era dunque rinazionalizzare le Banche Centrali, evitando che il nostro denaro fosse in realtà gestito e rivendutoci dagli intermediari privati (banche private). In un parola, dovevamo riappropriarci della nostra sovranità monetaria: facile mossa per neutralizzare l'incremento ingiustificato e immorale del debito pubblico degli stati. Debito che alla luce di quanto detto si rivela ciò che in verità è: la morza pretestuosa ed infame che i nostri aguzzini usano contro di noi; contro le famiglie e le imprese italiane, per porci in stato di schiavitù controllata. Niente più di questo!

     La Balla del fondo Anti-Spread                                                                                   

    Come già trattato in precedenti articoli, e come noto, ciò che contribuisce a far lievitare il debito degli stati è il libero giudizio delle società (private) di rating, che influenzano e "controllano" – in maniera illegittima e gravissima, e tra l'indifferenza dei politici europei – il "rischio paese": cioè l'interesse in più (rispetto all'interesse dei titoli tedeschi, considerati i più affidabili) che i sottoscrittori devono avere in premio per acquistare BOT e BTP italiani. Cioè per finanziare il sistema Italia. Peggiore è il giudizio verso l'Italia, maggiori saranno lo spread e l'interesse sul debito addossato sulle spalle degli Italiani. Con questo illusorio  Meccanismo Anti-Spread (attivabile tramite gli acquisti di titoli di stato da parte del MES: che ha una dotazione di 500 miliardi di euro), pertanto, anziché provvedere a delegittimare tali agenzie, che dovrebbero rispettare la sovranità statale e non mettere "voticini" agli stati, come fossero "scolaretti", si prendono dalle casse dei contribuenti altri fondi (attraverso la tassazione ovvio!) per "fronteggiare" all'occorrenza spread troppo alti. Ma non sarebbe più facile mandare al diavolo lo spread e le pluri-indagate agenzie di rating? Società queste, tra l'altro, accusate – come già visto – di manomissione fraudolenta e pluriaggravata del mercato, e di voti sballati sugli stati. Come dimostrano le indagini in corso  presso numerose Procure, in Italia (Procura di Trani), negli Usa e non solo.

      Il complotto mercatista                                                                                                 

    Ciò, dunque,  evidenzia sempre meglio i contorni di un complotto mercatista ai danni della democrazia. Complotto ovviamente taciuto e mascherato dai media che continuano a parlare incomprensibilmente di "successo di Mario Monti e dell'Italia". Da voltastomaco! D'altronde lo capiscono anche i bambini: perchè "illudersi di contenere" lo spread (creando nuovi fondi e nuovo debito) quando si potrebbe annullare in una semplice mossa?

     Come funziona l'Anti-Spread                                                                                      

    Esso – come detto sopra – funziona attraverso i "Fondi Salva Stati" (o sarebbe meglio dire "Fondi Ammazza Stati" – EFSF e MES) che si attiveranno immediatamente per acquistare titoli di stato. Ciò, tuttavia, senza risolvere a monte – come detto – il problema della lievitazione d'interessi da spread e la speculazione. Quindi, detta in parole povere, si usano soldi pubblici (che l'Ue potrà prelevare quando vorrà ed entro una settimana di tempo dalla richiesta fatta agli stati, cioè ai contribuenti) per continuare a speculare sul debito, che intanto si lascia "scoppiare" indisturbato. Ma la cosa che fa più sorridere (o piangere) e che lo chiamano "meccanismo anti-spread"!

     Inganno MES – creditore privilegiato                                                                        

    Tale "salvataggio" passa attraverso il MES: discusso e liberticida fondo – operativo fin dai prossimi giorni – che avrà lo statuto di "creditore privilegiato": in parole povere, in caso di insolvenza di uno stato finanziato, esso avrà il diritto di essere rimborsato prima dei creditori privati. Fatto sta che MES e speculatori privati terranno sotto scacco gli stati, leggittimati a diventare una sorta di "nuovi padroni" dei popoli. Con la recessione difficilmente i cittadini avranno altro sangue da spremere e buttare nel calderone delle tasse, annullandosi completamente. Ridotti praticamente in schiavitù! Un imbroglio totale dunque!

     Europa – Il Paradiso delle lobby                                                                                  

    Ma un'altra perla regalata dal club dei 27 è stata la proposta di definitiva rimozione (dall'autunno) delle Barriere al Mercato Unico Europeo. Un pacchetto che la Commissione presenterà dopo l'estate e che si presta al definitivo dominio delle multinazionali e delle lobby, ai danni dell'economia delle piccole imprese, sempre più esposte ad una concorrenza spietata, immorale ed incontrastabile, favorita dall'Ue e proveniente dalla Cina, dagli altri BRICS (Brasile, Russia, India e Sudafrica) e dai grandi colossi mondiali dell'economia. Quindi altre misure inique dopo i disastri (ad esempio) provocati con l'apertura del libero mercato ai paesi africani in agricoltura. Qual'è stata la conseguenza? E' sotto gli occhi di tutti: invasione di arance e olio di oliva a prezzi stracciati (3o cent al chilo per le arance) nel mercato europeo e nei mercati di Calabria e Sicilia. Prezzi anti-concorrenziali (vista l'abissale differenza del costo della monodopera italiana rispetto a quella africana) che stannno portando al fallimento migliaia di aziende agricole, specie nel Sud Italia, ma anche nel Nord e nelle aree a tradizionale vocazione agricola. Per non parlare dell'invasione di manufatti e tessuti (tossici) cinesi sotto il naso dell'Ue, e contestuale crisi del Made in Italy.

     La Ricapitalizzazione della BEI                                                                                    

    Entro fine anno la BEI (la Banca Europea degli Investimenti, controllata da un "board", consiglio, di privati) sarà ricapitalizzata (con soldi pubblici dei contribuenti) di 10 miliardi di euro. In tal modo l'istituto bancario (controllato dalla tecnocrazia) potrà "prestare" 60 miliardi l'anno per tre anni per gli scopi che intenderà perseguire "per il bene comune". Inizialmente il tetto dei 10 miliardi era stato alzato, ma poi c'è stata l'opposizione della Germania.

     La ricollocazione dei Fondi Strutturali                                                                      

    Il Consiglio ha poi preso in considerazione il riutilizzo dei Fondi Ue non spesi dalle regioni (per inerzia delle amministrazioni regionali – Es.: 30 miliardi di Euro del FSE solo in Calabria) al fine di ricollocarli verso la creazione di grandi opere infrastrutturali. Che non si ripresenti il tormentone del "Ponte sullo Stretto"? Anche qui leviamo una critica necessaria. Quei fondi che i nostri amministratori regionali non hanno usato (come avrebbero dovuto) per il bene comune e per scopi sociali, potevano ugualmente essere lasciati alle regioni per fronteggiare la crisi, ed integrare i redditi di giovani precari o disoccupati. Così facendo verranno dirottati verso "secondarie" opere infrastrutturali. E come se l'Ue ha un moribondo a casa e invece di comprare le medicine pensa  a ristrutturargli la casa. Paradossale! Da morto che beneficio ne avrà? Che ne sarà di quella casa?  Senza dimenticare che in tal modo l'Ue (governata da tecnocrati non eletti: vedi Manuel José Barroso e Herman Van Rompuy) si sta arrogando le funzioni economiche e d'investimento che prima spettavano agli stati (ora posti sotto lo scacco del pareggio di bilancio e della "spesa zero") ed a governanti regolarmente votati ed eletti democraticamente. Cosi Monti & Co stanno finendo per cedere pieni poteri (contro la Costituzione) a privati e tecnocrati, ed in maniera sempre più irreversibile.

     Unione Bancaria                                                                                                               

    L'Unione Bancaria – come detto in altri articoli – detta anche "Vigilanza Integrata" consiste nel rafforzamento della strapotere della "privata" BCE, che così facendo va verso il controllo diretto di tutte le banche più grandi. In pratica un unico grande inciucio bancario sganciato dal controllo democratico dei cittadini. Una élite posta sotto al controllo diretto e totale di coloro che stanno facendo scoppiare il debito pubblico degli stati a danno dei cittadini, e che ora muoveranno con maggior disinvoltura le fila dell'economia e della finanza, segnando un baratro sempre maggiore tra la plebe europea e la tecnocrazia. All'EBA (Autority Bancaria Europea) andrebbe il controllo delle banche minori: la stessa EBA che fu all'origine dell'inasprirsi della stretta creditizia delle banche ai danni delle imprese (credit crunch) alzando i coefficienti di riserva patrimoniale obbligatoria delle banche europee.

     Unione di Bilancio – Stati Uniti d'Europa                                                                 

    Oltre al già attuato "Patto di Stabilità", nel cantiere del Consiglio europeo e del (liberista) Mario Monti vi è inoltre un'ulteriore tentativo di  disintegrazione degli stati nazionali tramite la creazione di un unico bilancio confederale al posto dei 27 bilanci degli stati. in pratica l'Italia avrà in Europa lo stesso peso che avranno la Luisiana o il Kansas negli Usa. Quasi zero! Ipotesi pazzesa e completamente fuori dalla storia per mille motivi. Sarebbe come buttare dalla finestra, ed in pochi mesi, duemila anni di storia, tradizioni e cultura! Così, tuttavia, il controllo dell'élite ("non eletta") europea e dei club occulti che ne reggono le fila, sarebbe totale, con tutti gli aspetti deleteri e gli ulteriori diktat che ne potrebbero venir fuori. Ulteriore richiesta è stata quella di rafforzare i poteri del Parlamento europeo: cosa buona, se non fosse che tale ipotesi sarebbe accostata dall'insana idea di mandare letteralmente in pensione i Parlamenti nazionali ed i nostri rappresentanti (che qualcuno – seguendo probabilmente i "suggerimenti" della famigerata loggia massonica P2 – ha già pensato di dimezzare, anziché pensare a dimezzarne gli stipendi, con contestuale evidente deficit democratico).

     Garanzia Europea dei depositi Bancari                                                                     

    La Garanzia Europea dei depositi è una ipotesi – quindi per ora non passata, ma in cantiere – che ha trovato l'opposizione della Germania, rimanendo quindi al palo. Essa consiste in una copertura assicurativa uniforme dei depositi bancari. Un meccanismo che permetterebbe di garantire e "salvare" i depositi, facendo cadere però sempre sui cittadini europei (che con altissimi livelli di tassazione contribuiscono a creare, di fatto, anche il suddetto fondo) il peso di questa "fantasiosa ed ingannevole forma di salvataggio":  che entrerebbe in funzione automaticamente in caso di fallimento delle banche.

     Resolution Fund e Ricapitalizzazione Diretta delle Banche                              

    Il Resolution Fund, poi, implicherebbe l'ipotesi (non attuata  per il "no" della Merkel, ma – forse – attuabile in futuro) di garantire una liquidazione ordinata delle banche non in "condizioni di reggere". Ma come vedremo nel prossimo editoriale del lunedì (Schiavi di un Debito Illegale – Terza Parte – Il Sistema TARGET 2) il sistema bancario è fortemente condizionato dal predominio tedesco: possibile grazie ad un paradossale e squilibrato sistema europeo dei pagamenti, chiamato "Target 2". Un sistema che analizzeremo in tutti i suoi devastanti effetti, domani lunedì 2 luglio. Per ora, dunque, l'ipotesi di "Ricapitalizzazione Diretta" delle banche tramite il MES è solo rimandata. Ciò per l'opposizione di una Germania, che intanto sta continuando ad arricchirsi sulla base di questo pazzesco sistema bancario e dei pagamenti trans-nazionali. Infatti i tedeschi – con la ricapitalizzazione diretta – vedrebbero svanire parte dei loro guadagni indotti (Tramite il sistema TARGET 2) essendo – in tal caso – chiamati a partecipare direttamente – e pro-quota – al rifinanziamento diretto delle suddette banche. In attesa di analizzare le altre disastrose e recessive misure adottate e proposte dal consiglio Ue, frattanto, limitiamoci a digerire queste finora analizzate, con l'aiuto di un buon amaro e di qualche confezione di malox. Ciò nella consapevolezza di essere finiti, come dimostrato,  in una vera e propria dittatura. Quindi caro Monti, non c'è proprio nulla da festeggiare!

    Sergio Basile – Direttore "Qui Europa"

     

     

     

     

     

     

     

     

  • La Campagna Propagandistica dei Padroni d’Europa

    La Campagna Propagandistica dei Padroni d’Europa

    Venerdì,  Giugno 29th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Unione Europea / Bruxelles / Mes / Fiscal Compact / Viviana Reding / Federazione degli Stati Uniti / Stati Uniti d'Europa / Commissione Europea / debito pubblico / bond / Italia / dittatura / Unione Economica e monetaria Europea / Bce / Piigs / Gendarmeria Europea 

    Il vertice a Bruxelles è iniziato: La

    catastrofe MES si abbatte

    sull’Europa

    Intanto la vice-presidente della Commissione Ue,

    Vivian Reding manda messaggi falsi e

    propagandistici ai popoli europei

    Viviane Reding – Vicepresidente della Commissione europea – Tra le artefici della Propaganda del Superstato Ue

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – Ore decisive per il futuro dell'Europa e per la sua involuzione. Ed ecco che la campagna propagandistica dell'Ue, con precisione (però) svizzera, si attiva tempestivamente, e addirittura dalle pagine del "cattolico" – si fa per dire – quotidiano "Avvenire". Dalle colonne del quotidiano di stamane parla nientepopodimenoché il vicepresidente della Commissione Europea Vivian Reding. Ciò mentre i  leader europei, sono riuniti nella capitale belga per sancire il nostro futuro economico, finanziarion e non solo. La Reding  pensa bene allora di mandare un messaggio fasullo; il solito appello ricco di ipocrisie, bugie, castronerie e chi più ne ha più ne metta.

      Gli Usa – Un Modello antistorico ed Improponibile  

    Ma esaminiamola nei passaggi più "fantasiosi". Il vicepresidente esordisce definendo la grave recessione economica come “una crisi di fiducia”, portando ad esempio da seguire per migliorare la situazione europea, guardacaso, la Federazione degli Stati Uniti. Cioè lo stato massonico per eccellenza che esiste sul pianeta Terra! Un modello improponibile quanto antistorico da tutti i punti di vista. "L’Europa, deve seguire il modello di unione fiscale e politica americana, che a partire dal 1970,  a seguito della recessione avvenuta dopo la Guerra d’Indipendenza, permise di ripartire il debito degli Stati ed emettere nuovi bond garantiti dal tesoro americano, che tuttora ne finanziano il dollaro, come il sistema bancario ed economico degli Stati Uniti". Davvero sconcertante: soprattutto se si pensa – come largamente dimostrato da "Qui Europa" – che gran parte di questo debito è fittizio ed atifizioso! Creato dai mercati in complicità con le istituzioni europee e le agenzie di rating.

      L'inaccettabile proposta di chi ha contribuito al disastro del Debito 

    Seconda la Reding, dunque, nei prossimi anni l’Europa dovrebbe arrivare a un risultato simile. Ma è bene ricordare ai nostri lettori che è stata proprio la signora Reding – rimembriamolo con sconcerto – tra le artefici dell'accantonamento del "Pacchetto Barnier" anti-rating presentato alla Commissione europea circa 6 mesi fa, ma completamente ignorato da Manuel Barroso – assente per altri impegni – & Co. Il pacchetto di misure "urgentissime" la cui inattuazione ha permesso alle agenzie di rating di mettere sotto scacco e declassare completamente indisturbate gli stati, ingigantendo "artificialmente" il loro debito pubblico.

      Anziché rinazionalizzare le Banche Centrali …  

    "I leader europei – continua dalle pagine di "Avvenire" la Reding – stanno lavorando a questo progetto con un’autorità di sorveglianza bancaria unica e un sistema europeo di garanzia dei depositi.  Il modo più efficace per arrivarci, sarebbe trasferire alla Banca Centrale europea, le competenze di sorveglianza si tutte le banche rilevanti per il sistema. I trattati attuali lo consentono". Il cammino che si prospetta è chiaro: nei prossimi anni, bisogna arrivare alla costruzione di un’Unione economica e monetaria in una federazione politica forte; passo dopo passo, seguire questo progetto,  per arrivare al raggiungimento del risultato del 2020. Ovvero al predominio della finanza privata (perchè la BCE è controllata di fatto da banche private) anziché la restituzione monetaria agli stati sovrani ed ai popoli.

      Cara Reding, ci vuol tanta faccia tosta!  

    Ci vuol davvero coraggio e tanta faccia tosta! Tanta faccia tosta al fine di indorare e zuccherare un veleno atroce e potentissimo da farci mandar giù con estrema disinvoltura. Farci bere cioè la storia di una provvidenziale confederazione di stati sotto il pieno controllo delle banche (private) e della tecnocrazia illuminata e non eletta; la storiella di  un vero e proprio regime dittatoriale mascherato, quale panacea a tutti i nostri mali. Ma fino a che punto – ci chiediamo – può essere messa alla prova l'intelligenza (o la stupidità) umana?

      Un affronto all'intelligenza umana  

    Vi siete mai chiesti perché l’Italia da uno dei paesi economicamente più floridi si è trasformato in un paese sull’orlo della forte recessione economica, nonché sociale e valoriale? Sono state le politiche di austerity dettate dall’Unione e il suo riflesso sui cittadini; accompagnate dalla fine dello Stato Sociale, che fin dal dopo guerra, si era contraddistinto per aver rappresentato la garanzia di benessere sociale ed economico europeo. Se il Welfare è morto, i trattati appena approvati ossia  il Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità), e quello Coordinazione e governance (TSCG o Fiscal Compact), ne decretano la tumulazione.  La messa  in comune il debito, e l’emissione di nuovi bond, sono la mossa più sbagliata da adottare in questo momento. Certo perché, come vi ripetiamo da tempo, l’emissione di "Nuovo Debito" da destinare ai Piigs, non  è una salvezza, ma il contrario! Certo! Perchè saremo sempre noi a pagare, e perchè il rubinetto del debito è rotto, e qualcuno a Bruxelles ha pensato bene di spanarlo, per farlo defluire a più non posso. Non trovate che sia un vero affronto all'intelligenza umana?

      Un Super-Stato Dittatoriale e non eletto nel cuore dell'Europa  

    Una volta che l’Unione Europea, elargirà un prestito nei confronti, per esempio dell’Italia, come potremmo ripagarlo, se non abbiamo soldi? Saremo costretti a emettere titoli di debito pubblico e quindi farci prestare “gli euro necessari” dalla Banca Europea, a un tasso di interesse altissimo; mentre a loro, quello stesso denaro, è stato fornito a interessi bassissimi, precisamente dell’ 1%. Quindi il debito – come detto e ridetto – continuerà a perpetuarsi all’infinito. Con la creazione degli Stati Uniti d’Europa, saremo obbligati a ripagare questo debito e sottoposti a sanzioni, in caso di remissione. Inoltre avremmo l’obbligo di rimanere nell’Unione Fiscale e Monetaria a vita. E quel che è peggio ci rimarranno anche i nostri figli ed i figli dei nostri figli. Intanto, invece, gli euro-dittatori, godranno di qualsiasi immunità giudiziaria e dell’insidacabilità dei loro documenti.  E saranno anche ben protetti: La Gendarmeria europea (con sede europea a Vicenza, nei pressi dell'altra base Usa di Camp Ederle) riconosciuta in Italia dalla Camera il 14 maggio 2010 (con 442 voti su 442 votanti) assumerà tutte le funzioni delle normali forze dell’ordine (carabinieri e polizia), indagini e arresti compresi. 

      Cosa fare nel concreto?  

    Una catastrofe taciuta da tutti i mezzi di comunicazione, che malgrado il nostro disaccordo, si abbatterà su di noi. Cosa possiamo fare? Mettere sotto pressione i nostri politici e mutare questo sfacelo mandando a casa chi sostiene questo impresentabile governo. Auguri! Ne avremmo davvero bisogno.

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Roma, Bruxelles e gli Euro-Ipocriti

    Roma, Bruxelles e gli Euro-Ipocriti

    Venerdì, Giugno 29th /  2012

    – di Sergio Basile e Silvia Laporta –

    Parlamento europeo / Bruxelles / Europarlamento / suicidi / Crisi economica / Fine dello Stato sociale / Grecia / Stati Uniti d'Europa / Roberto Bertolini / Madrid / Josè Luis Ayuso Mateos / Organizzazione mondiale della sanità / Commissione All'ambiente / Indifferenza dei media / Anarco-capitalismo / Mario Monti / Parlamento italiano / Democrazia / Morte del welfare / Ronald Reagan / Margaret Thatcher / Bersani / Alfano / Casini / Berlusconi / Skt TG24 / Rai / Mediaset / La7 / Media / Onestà intellettuale  

    I cittadini europei piangono la morte dello

    Stato Sociale, mentre gli eurodeputati

    "chiacchierano" sulla crisi

    Aumenta il tasso di suicidi e malattie mentali nei

    paesi europei a causa della crisi economica

    Gli euro-ipocriti rispondono con disarmante

    superficialità

    Italia allo sfascio – La Casta degli Imptresentabili

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles, Roma – Durante il workshop organizzato dalla Commissione Ambiente dell'Eurocamera il 19 Giugno scorso, si è parlato finalmente di problemi sociali. In termini – ovviamente – tutt'altro che confortanti. Secondo alcuni studi europei, infatti, numerose patologie psicologiche – che si spingerebbero spesso addirittura fino al suicidio – sono aumentate considerevolmente negli ultimi tempi: tempi di crisi e di contestuale quanto assurda delegittimazione di un modelo di welfare che dal dopoguerra ad oggi aveva contraddistinto il benessere e la ripresa della società europea, nei diversi stati e specie in Italia: fino a qualche mese fa tra le prime 10 economie del mondo, ma poi – inspiegabilmente – degradata da insane politiche di austerity antiwelfare, e dunque ridotta – nei fatti – a Paese da quarto mondo.

     Il prezzo dell'Anarco-capitalismo europeo 

    In considerazione di ciò, pertanto, c'è da ribadire come l'attuale società "iper-liberista", "mercatista" o "anarco-capitalista" targata Ue sia fondata non sulla roccia dell'umanesimo e dei valori cristiani, ma bensì sulle sabbie mobili della mercificazione  del lavoro e (spesso e volentieri, per statuto e contro ogni costituzione democratica e morale) anche delle stesse persone: ormai considerate solo nella loro mera ed avvilente dimensione di consumatori  o produttori. Cosa che evidentemente non giova sulla psicologia e sulla salute degli stessi cittadini. Questa è la sconcertante e più autentica testimonianza  della fine della Democrazia (o dell'illusione di essa)  e dello Stato Sociale: privatizzazioni, disoccupazioni, nessuna tutela sul lavoro, tagli alle spese pubbliche e alle istituzioni ecc.. Tutti chiari sintomi che questa società non è fatta a misura di uomo, ma si ispira ad altri “principi”, quelli diabolici del “dio denaro”: evidentemente contrari a qualsiasi principio morale, cristiano ed umano.

     Il Vangelo di Monti e degli euro-tecnocrati  

    Principi che sono però diventati – con la complicità della casta politica italiana e dietro i diktat di quella europea – il vangelo di Mario Monti e dei suoi impresentabili seguaci. Politiche che stanno portando al disfacimento dell'uomo e della stessa aurea di umanità che dovrebbe avvolgere chi ha la responsabilità delle leggi e delle azioni di governo. Dall' "ex-comunista moderato"  (o presunto tale) in "odore di Tav", Pierluigi Bersani, al "cattolico  dichiarato (della domenica)",  Pierferdy Casini; dai paladini "delle libertà" (o del libertinaggio) Silvio Berlusconi e Angelino Alfano (suo fedelissimo avatar) a tutti coloro che, malgrado le vuote chiacchiere in tv, continuano a permettere che i predoni dello stato italiano continuino a depredare le ricchezze del Bel Paese, in nome di un balla, di una bugia assurda, di un inganno generazionale chiamato "crescita". Ciò mentre – ad esempio – i cantieri della Tav vanno avanti e continuiamo a gettare "letteralmente nel cesso" (scusate per l'audacia del termine, ma non trovavamo espressione migliore) miliardi di euro per treni supermoderni che potranno permettersi solo i membri delle caste e delle consorterie di vario tipo (che tra l'altro ne hanno avuto i miliardari appalti). Personaggi appartenenti ad una élite di illuminati che hanno preso il sopravvento affibiando in sorte alla povera e malcapitata Italia, ed in tempo di una crisi  indotta e senza eguali, 4 dei 10 miliardari eurocorridoi europei. Eurolinee che potranno trasportare a velocità siderale le loro sporche merci. Si sporche: sporcate ed intrise dal rosso vivo del sangue di pensionati, disoccupati e padri di famiglia disperati e morti suicidi. E' questo il macabro e abominevole "contro-vangelo" in cui crede Mario Monti: espressione di un paganesimo selvaggio e becero.

     Propaganda e uso distorto delle parole 

    Ma i montiani si sa, sono abituati in puro stile "Seconda Repubblica" (o meglio in puro stile Trilateral) a modificare e cambiare il senso delle parole. Allora il termine "recessione" diviene sinonimo di "Fase Uno della crescita" (evidentemente della loro miserabile e parassitaria crescita); la parola "povertà" diviene sinonimo di "rilancio economico"; "tassazione disumana delle classi più povere" diviene una sorta di "atteggiamento eroico" dovuto per il bene del Paese. Ma l'economia e la politca, in origine, non dovevano servire a permettere una redistribuzione equa delle risorse in favore dei più poveri? Lo era, di certo, negli intenti e nelle azioni della stragrande maggioranza dei nostri padri costituenti. I primi deputati e senatori della Repubblica Italiana che per "Servire la Patria" non percepivano alcuno stipendio. Anzi prendevano quotidianamente l'autobus (o il tram) a loro spese. Non lo è stato assolutamente – come la storia ci insegna – nelle distruttive esperienze liberali e liberiste degli anni Ottanta di Ronald Reagan e di Margaret Thatcher: esperienze allora propagandate come "miracolistiche", ed oggi riproposte in maniera ancor più violenta e subdola dal tecnico Mario Monti (e dall'Unione europea dei banchieri e delle consorterie) e malgrado lo strascico delle pesantissime sperequazioni sociali che esse causarono (allora come oggi) impoverendo senza misericordia le classi "deboli" inglesi e statunitensi (oggi gli Europei del Sud Europa)  in favore della solita élite.

     Un mondo a parte 

    Ma in che mondo vivono Monti e la Fornero? Chi è il dio minore che anima la loro indole e detta le loro scellerate scelte. Che fine hanno fatto l'orgoglio e l'onestà intellettuale del 90-95% dei giornalisti italiani? Perchè un giornale che si spaccia di essere "filo-cattolico" come Avvenire non ascolta – a questo punto – il "consiglio sanremese" di Adriano Celentano e chiude definitivamente i battenti? A chi giova tutta questa disinformazione? Di certo non a noi cattolici credenti! Di certo anon a noi Italiani onesti, ed a prescindere dal credo o dall'orientamento politico: ammesso che ancora esista un orientamento politico, o che ne sia mai esistito uno. 

     Tutto ha un prezzo? 

    Di fronte a ciò, a questi disagi ed a questi morti, ci chiediamo se tutto nella vita abbia un prezzo. ma la risposta che noi di "Qui Europa" ci diamo, è unica ed incontrovertibile. No! Non tutto e non tutti hanno un prezzo! Che schifo! Scusate lo sfogo – poco giornalistico – ma è un vero schifo credere e vivere per il contrario. Ma apparentemente i Tg fanno finta di nulla. Per loro tutto è normale. Anche per Sky lo è! Certo, non si può pretendere che il multimiliardario boss di Sky, il carissimo Rupert Murdoch, sia dalla parte delle classi plebee e subalterne. Sarebbe troppo! Queste devono  solo "servire"  – ovviamente – a rinnovare gli abbonamenti mensili alla Pay Tv, finendo per vivere in un continuo stato di alienazione mentale e per "svagarsi" dalle continue vessazioni dell'onorata società, vivendo in un mondo immaginario, fatto di fiction, suoni, colori e vuote immagini. Magari sperando di cancellare dalla mente le "lacrime da coccodrillo" della Fornero o il robotico fare del professore del Bilderberg. Ma la vita!? Quella è un'altra cosa evidentemente! Pagare in cambio di bugie, dunque! E' questo il solito paradigma. Ed anche Sky TG24 sembra essersi adeguato perfettamente al sistema. Addirittura forse meglio della Rai, di La7 e Mediaset e dei salotti di Floris e Vespa! D'altra parte Murdoch ci chiede solo una cosa: di stare buoni e di rinnovare l'abbonamento. Ma sicuramente da questo mese noi della redazione di "Qui Europa" non seguiremo questo consiglio. Malgrado l'incombere dello straordinario spettacolo delle Olimpiadi di Londra. Non più davvero! A tutto c'è un limite! 

     Suicidi e Disagio sociale – Le chiacchiere di Bruxelles  

    Ma torniamo ai suicidi e a Bruxelles, assumendo come riferimento "parole" che si  rispecchiano bene e pienamente nelle cifre: in Grecia il tasso di suiciidi è aumentato del 40%-50%. Su questa stessa percentuale si attesta approssimativamente la situazione in Italia. Un problema da non sottovalutare. La soluzione, dovrebbe essere l’annullamento della crisi economica, della recessione e della disoccupazione mediante la de-finanziarizzazione dell'economia e il bando delle società di rating (per esempio); ma gli eurodeputati arrivano a un’altra conclusione: un rafforzamento dei servizi sociali per formare una struttura sociale più forte, che faccia da sostegno ai cittadini. Il professore di psichiatria all’Università autonoma di Madrid, Josè Luis Ayuso-Mateos, ha infatti sottolineato come "la storia ci dimostri che i paesi in cui i servizi sociali sono stati presenti, il tasso di omicidi non è aumentato durante i periodi di crisi". Che conforto! Che sospiro di sollievo! Grazie professore! Ci verrebbe da dire. E’ intervenuto, durante l’incontro dell’Assemblea di Bruxelles, anche il rappresentante dell’Organizzazione Mondiale della Sanità presso l’Ue, Roberto Bertolini, il quale ha precisato che per ridurre il rischio di omicidi legati alla crisi è necessario creare dei programmi per il lavoro e l’alleviamento del debito, il miglioramento dei sistemi di sanità e il rafforzamento delle reti familiari. Tutto cio – sempre a detta di Bertolini – sarebbe necessario per garantire una giustizia sociale all’interno del nuovo Stato Federale: si riferisce agli Stati Uniti d’Europa. Cioè stanno già avvisandoci – in pratica – di che morte dovremmo morire! Schiacciati come asfalto fresca sullo stradone dell'Unità del Super-Stato Ue. Quello che Alexis de Tocqueville avrebbe chiamato il "Nuovo mostruoso Leviatano".

     Il più grande Peccato  

    Interventi interessanti nella forma, dunque, ma non nel contenuto. Invece di commentare la situazione, la cui tragicità è palese agli occhi di tutti, sarebbe meglio affrontarla con i mezzi adeguati per evitare che essa si aggravi ulteriormente. E gli eurodeputati, sanno benissimo a cosa questi interventi dovrebbero mirare;  ma pare più comodo organizzare convegni, il cui unico risultato pratico è quello di scambiarsi delle opinioni inutili. Una grande ipocrisia: sono stati loro  a creare questa crisi a tavolino e adesso, “chiacchierano” comodamente seduti in poltrona, su come far finta di volerla risolvere. Un bello spettacolo di facciata, mentre le famiglie di tutta Europa, piangono. Mentre siamo a pochi giorni dalla ratifica del diabolico e dittatoriale Mes. Ma a Bruxelles, come in Italia, nessuno sembra accorgersene, mentre si continua a morire.

    Sergio Basile, Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Quale Europa vogliamo?

    Mercoledì, Giugno 27th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –

    Italia / Unione Europea / Europa / Roma / Stati Uniti d’Europa / Chiesa / Cristianesimo / Cristianità / Radici cristiane europee / Unità politica / Spiritualità / Educazione / Storia / Tradizione / Civiltà / Persona / Società / Bioetica / Guido Gonella / Simon Veil / Stefano Zamagni / Nicola Antonetti / Simona Beretta / Accentramento / Barroso / Super-Stato ue / Stati uniti d'Europa  / 

    La Rinascita dell'Europa passa dalla riscoperta 

    delle vere radici cristiane e non dal distruttivo

    Accentramento degli Stati Uniti d'Europa.

    L'Appello-Denuncia di "Qui Europa"

    A Roma la manifestazione “Costruiamo gli Stati

    Uniti d’Europa” – Note positive ma anche molte note

    stonate di un europeismo liberista e pro-lobby, che

    ci ha portato alla catastrofe

    Dal passato all’attualità: il punto di forza del Vecchio Continente

    è il Cristianesimo. Il punto debole è l'accentramento liberticida

    negli "Stati Uniti d'Europa" del Faraone Illuminato, Barroso

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma –  “L’unica strada che può ancora condurre alla salvezza dell’Europa è quella di restaurarne l’unità europea, intesa come unione di civiltà” – affermava il politico e giornalista democristiano, Giudo Gonella, nel lontano 1946, in occasione del discorso tenuto nel Salone delle Vittorie a Palazzo Chigi davanti ai diplomatici e ai funzionari del Ministero degli Esteri – “Ma l’unità dell’Europa – continuava – bisogna costruirla dall’interno e non dall’esterno, e per riuscirvi dobbiamo avere chiara consapevolezza del suo significato. Quando diciamo ‹‹unità›› non intendiamo negarne le differenze e la complessità (…) , ma essa è sintesi superiore, è una  superiore armonia , è la coordinazione di un dinamismo vitale.

     Un'Europa Democratica e Giusta? Il contrario di quella Monti-Barroso 

    Un falso Messia di nome Mario Monti ed i suoi Fedelissimi ed Interessati Seguaci

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Quindi, per restaurare l’unità è necessario restaurare la tradizione europea e la tradizione è un elemento metafisico che implica una permanenza di valori. La tradizione europea è intellettuale nella dignità di un pensiero comune, è giuridica nel patrimonio di un diritto comune, è spirituale nelle affinità. Bisogna quindi tornare alle fonti della civiltà europea, che sono tre: la greca, la romana e la cristiana. Tutto il contrario, dunque, di ciò che ci stanno propinando Mario Monti (ed i suoi fedelissimi seguaci) Manuel Barroso, Angela Merke, Herman Van Rompuy e gli altri loro fedeli "compari".

      Ruolo del Cristianesimo nel futuro dell'Europa  

    Il Cristianesimo – secondo Vonella –  è, certamente, il più potente ausilio alla restaurazione della unità spirituale dell’Europa, è il genio della sintesi. Esso è, infatti – continua – sintesi di autorità e libertà, di tradizione e progresso, di legge umana e divina. Il Cristianesimo è il genio dell’astrazione e dell’integrazione, il genio che resiste alle forze della dispersione. E’ affermazione della socialità dell’uomo e dell’umanità della società, poiché salva l’individuo dalla massa, ma salva anche la massa dall’egoismo dell’individuo. E la Chiesa è il paradigma di questo universalismo.

      Ruolo degli intellettuali cristiani oggi  

    Gli intellettuali, oggi, devono far convergere i loro sforzi per restaurare questi valori umani e cristiani, che sono il principale presupposto di una nuova unità europea. E i diplomatici, invece, sapranno lavorare per restaurare con la dignità cristiana dell’uomo, l’unità e la grandezza spirituale della nuova Europa.” Una società, dunque, quella elaborata da Gonella, che si fonda sulla persona, della quale egli ne esalta la centralità. Il discorso tenuto dal politico e giornalista, nonché vicepresidente del Parlamento Europeo nel 1979, sotto la presidenza di Simon Veil, ben si lega con l’attualità, nonostante abbia addirittura circa 70 anni. 

      Il Forum di Roma sull'Europa  

    Ieri, a Roma, in occasione della manifestazione “Costruiamo gli Stati Uniti d’Europa”, organizzata tra l'altro da alcuni movimenti di "cosiddetta" ispirazione cattolica o "pseudo-cattolica", è emersa l’importanza, peraltro innegabile, delle radici cristiane del Vecchio Continente, ma non solo. Ben lo ha sottolineato l’economista Stefano Zamagni, primo di quattro relatori, che ha posto l’accento sulle atrocità bioetiche che, ogni giorno, mettono in ginocchio la dignità dell’essere umano. “I processi democratici non si esauriscono nelle istituzioni – ha, invece, affermato il docente di dottrine politiche dell’Università di Parma, Nicola Antonetti, ricordando che “ la cultura giudaico–cristiana che abbiamo avuto la fortuna di ereditare, ci insegna che la storia ha permesso sempre il superamento dell’immobilità di certe situazioni e può e deve essere determinata – per quanto possibile – dalla nostra volontà”.  La situazione di crisi che sta vivendo la nostra Europa “si può superare solo ed esclusivamente – secondo quanto affermato dalla docente di politica economica dell’Università Cattolica, Simona Beretta – puntando sulla forza dei soggetti : persone, famiglie, imprese e istituzioni educative”. Noi di "Qui Europa" non possiamo che dirci pienamente d’accordo con l’analisi portata avanti dai docenti relatori e dallo stesso Guido Gonella: infatti, l’importanza dell’impegno dei cattolici europei per la conquista di un’unione di civiltà non si esaurisce in una “politica di partito”, piuttosto nel tentativo di formare una coscienza religiosa, l’unica capace di preparare ed educare i cittadini alla vita pubblica, permettendo di gestire l’economia (attualmente malata) partendo da una questione etica che, oggi, purtroppo, passa sempre in secondo piano. 

      L'appello-Denuncia di "Qui Europa"

      la Rinascita dell'europa non passa dall'Accentramento  

    Fin qui tutto bene! L'unica nota decisamente stonata è rappresentata dal fatto che questa rinascita non può essere – come proposto da alcuni relatori e dallo stesso sindacalista Cisl, Raffaele Bonanni – perseguibile tramite l'accentramento dei poteri nell'ambito di un nuovo super-stato liberticida posto nelle mani del Faraone Manuel Barroso e dei suoi fedelissimi sudditi illuminati. Ciò sarebbe distruttivo e porterebbe ovviamente l'Europa verso una china antistorica e pericolosissima. C'è chi parla addirittura di una nuova Weimar. Sappiamo però che Weimar sfociò poi in nazismo. Come dunque pretendere di disintegrare gli stati nazionali in favore di un unico super-stato dotato di pieni poteri e retto e governato da tecnocrati non eletti democraticamente, ma semplicemente chiamati a governare in base a pure logiche di convenienza? sarebbe la fine dell'Europa! Ed oggi ne abbiamo già un tutt'altro che "gustoso" antipasto. L'involuzione definitiva e terribile del progetto di Unione europea: quello al quale – secondo molti sociologi e studiosi – invero gli euro-tecnocrati starebbero preparando da decenni, e segretamente. Ma sinceramente, come cittadini in primis, e poi come Cristiani, non è questa l'Europa che auspichiamo e che vogliamo. No davvero, grazie!

      Da un'Europa di Faraoni, a un'Europa di Santi e Giusti 

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Il nostro sogno di Europa. è quello di un Continente unito nel rispetto della dignità umana (e non del sopravvento dei mercati e delle lobby); un Continente di uomini liberi (e non schiavi della finanza e degli interessi delle élite); un Continente si Pace e Giustizia sociale, sull'esempio di Giorgio la Pira (il politico santo che donava il proprio stipendio ai poveri, e che si batteva per il salvataggio della "Nuova Pignone" – da sicuro fallimento – e di migliaia di famiglie italiane minacciate dal baratro della disoccupazione e della povertà) e di Giovanni Paolo II; Un'Europa di Cultura e Crescita economica (sull'esempio "dell'Ora et Labora" di San Benedetto da Norcia, patrono d'Europa, iniziatore e promotore del monachesimo e dell'edificazione di migliaia di abbazie e centri di cultura e sviluppo, disseminati  in tutto il Vecchio Continente); un'Europa delle genti in difesa degli ultimi e dei piccoli, sul modello di  San Francesco d'Assisi; un'Europa contro le classi e i totalitarismi (sull'esempio di Edith Stein e del suo sacrificio dinnanzi allo sfacelo nazista); Un'Europa dove governare non vuol dire "regnare da monarca assoluto", ma servire tutti, e soprattutto gli ultimi e i più indifesi (sull'esempio di Santa Brigida di Svezia: che governò assieme al suo sposo il Paese, con rettitudine, giustizia, gratuità e spirito di servizio). Carissimo Monti, caro barroso, non vogliamo, dunque, un'Europa di faraoni!

     Maria Laura Barbuto, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Ue, Bilderberg e Laqueur: Profezie Avverate

    Ue, Bilderberg e Laqueur: Profezie Avverate

    Venerdi, Giugno 22th / 2012

    – di Federica Santoro e Sergio Basile – 

    Unione europea / Eurozona / Euro / Accentramento / Stati Uniti d'Europa / Walter Laqueur / Nuovi modelli d'integrazione / Trilateral Commission / Bilderberg Club 2012 / Nigel Farage / Herman Van Rompuy / Super-stato Ue fine a se stesso / The Last Days of Europe /  Spagna / Italia / Usa / Cina / Fed / Dollaro / Rating / Declassamento / Rating  

    Le profezie del Bilderberg Club 2012

    e la profezia di Walter Laqueur:

    Eurozona, una strage predetta

    Lo storico tedesco: "Si a nuovi modelli

    nazionali  d'integrazione;  No a

    Super-stato Ue fine a se stesso

    Le "azzeccate previsioni" dei signori del

    Bilderberg Club su Spagna, Eurozona,

    Cina ed Usa

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    Roma, Berlino – Ebbene sì, la nostra cara e grande Europa – anche nella crisi indotta – ha trovato posto nella mente di storici e scrittori. Come sempre del resto! E’ diventata fonte di ispirazione anche nel disastro e nell'indecente spettacolo offerto negli ultimi mesi, una musa a trecentosessanta gradi insomma! Nelle ultime ore ci ha molto incuriosito una intervista pubblicata sul Corriere della Sera, fatta al celebre scrittore "europeo" Laqueur. Ad offrirci interessanti spunti di riflessione sul disastro in cui incorre questa grande famiglia denominata Europa è dunque proprio lui, il noto storico Walter Laqueur, nato in Germania da famiglia ebrea e considerato uno dei massimi studiosi della storia europea del Novecento. Laqueur si è occupato, nei suoi molti libri – tra l'altro – di fascismo, sionismo, terrorismo, antisemitismo ma anche del  disastro e del declino europeo targato Ue. E questo lo faceva già 5 anni fa, in The Last Days of Europe (Gli ultimi giorni dell’Europa) con uno spirito alquanto profetico. Perché troppo presto? Beh, perché fino a 5 anni fa non si parlava di disastro, tragedia, declino dell'Eurozona e del progetto europeo di accentramento. Pertanto possiamo tranquillamente ammettere che quella di Laqueur è stata un’anticipazione di quello che poi è realmente accaduto: una vera profezia dell'era contemporanea.
     
      L'intervista al Corsera: "Un'Europa senza basi!"  
     
    In un’intervista lasciata per il Corriere della Sera, lo storico 91 enne, parla di un’Europa costruita senza le basi, ironizzando legittimamente sulla moneta unica, l’amato-odiato euro. Lequeur nel suo libro oltre a parlare di demografia sempre incerta, denuncia anche l’allargamento del progetto di Unione europea come fine a se stesso e, – sempre nell’intervista rilasciata per il Corriere della Sera – afferma che l’Unione europea si è inventata delle strutture superflue come la presidenza, occupate da personaggi non all’altezza. Aggiungiamo "rigorosamente non elette" (ma nominate per chiamata diretta) e spesso e volentieri pescati in contenitori di promiscuità ed ambiguità come quelli della Trilateral Commission e del lobbismo internazionale. Credibilità zero!
     
      Ricordate l'attacco di Nigel Farage?  
     
    Vedi Herman Van Rompuy, ad esempio: criticatissimo – circa tre mesi orsono – da un inviperito e coraggioso Nigel Farage (eurodeputato inglese indipendente) in una Parlamento europeo strapieno quanto basito, in un video che ha fatto ben presto il giro del Web, con un record di visualizzazioni mai visto (vedi galleria multimediale di "Qui Europa".
     
     No al Super-Stato Ue, Si a modelli nazionali d'integrazione 
     
    Laqueur – nell'intervista – continua dicendo che l’Europa ha perso credibilità e deve ridimensionarsi e quindi i Paesi membri dovranno fare una serie di scelte. Scelte che non sono ancora chiare. Che si arrivi a una Unione a più velocità o che alcuni Paesi decidano di staccarsi  del tutto dall’Unione, secondo Laqueur è forse  impossibile. Nella trama del suo libro è spiegato come con l’arrivo di popolazioni straniere provenienti dall’Asia, dall’Africa e dal Medio Oriente in Europa, esse non riescano a integrarsi  ai servizi sociali, all’assistenza medica convenzionata, ai sussidi di disoccupazione che vengono offerti loro dai Paesi ospitanti. Ecco perché secondo Laqueur per affrontare questo cambiamento radicale bisogna riformare la politica e ogni paese deve valutare con maggior attenzione i suoi interessi nazionali adottando nuovi modelli di integrazione.
     
      Altre Profezie? – Indiscrezioni dal Bilderberg Club 2012  
     
     Gli Usa manipoleranno la caduta del dollaro? 
     

    Ma accanto alla profezia (avveratasi dopo 5 anni) dello storico tedesco, altre recenti sibilliache rivelazioni hanno destato il nostro interesse, riguardanti sempre l'Europa ed il futuro del progetto "Eurozona". Infatti, secondo fondate indiscrezioni trapelate dall’ultima riunione del "famigerato" Bilderberg Club (vedi nota) dietro una svalutazione del dollaro si nasconderebbe la precisa volontà della "casta che domina il mondo" di "sacrificare" il potere d'acquisto del dollaro – d’intesa con Pechino – al fine di aiutare Washington ad inflazionare i suoi debiti dando più voce a Pechino nell'economia globale.  Tra l’altro, lo confermerebbe il fatto che Fu Ying – vice ministro cinese agli Esteri – è stato eccezionalmente invitato (è la prima volta che accade) alla conferenza 2012 del Bilderberg , assieme a Huang Yiping, professore universitario di economia del "Cina Center for Economic Research" di Pechino. Una ragione potrebbe essere quella di giungere alla svalutazione del dollaro ed al contestuale default (pilotato) sulle obbligazioni nazionali ed internazionali.  Una sorta di choc “Lehman Brothers Bis” che interesserebbe, evidentemente, anche l’Eurozona. Staremo – nostro malgrado – a vedere! Un’altra indiscrezione (profezia) interessante riguarderebbe poi  quel che è accaduto in Spagna. Secondo Daniel Estulin – fonte autorevole del Bilderberg – in occasione del recente meeting 2012 i potenti del gruppo, avrebbero deciso di "sacrificare" la Spagna, di fatti poi declassata impietosamente da Fitch il giorno seguente alla suddetta dichiarazione. Inquietante!

     Bilderberg 2012 – Disastro Spagna: una profezia già avveratasi  

    Un altro fatto degno di nota riguarda il terribile declassamento intervenuto a poche ore dalla chiusura del meeting Bilderberg 2012, letteralmente "profetizzato" (ma guarda un pò!) da Daniel Estulin, autorevole membro dell'élitario club di illuminati ed eletti, giusto il giorno prima che l'agenzia di rating Fitch entrasse in azione. Poi sarebbe stato – come visto – il momento di Moody's. Ulteriore declassamento che – come trattato da “Qui Europa” nei giorni scorsi – si sta ripercuotendo in modo devastante sull’economia iberica – ed il resto dell'Eurozona – con dei tassi d’nteresse da usura che la Spagna (gli Spagnoli e non solo: se verrà azionato, come pare,  il MES – vedi nota)  dovrà corrispondere per i 100 miliardi di "liquidità" ottenuti dalle sue banche (non dai suoi cittadini).  Al Bielderberg la sanno proprio lunga. Ed il nostro Mario Monti, membro abituale di Bielderberg (nonché, oggi, membro onorario di punta della Trilateral Commission, dopo aver diretto fino a qualche mese fa la Commissione trilaterale per l'Europa) lo sa bene. Non è che per caso lo sappia anche il suo grande amico e fan,  Giorgio Napolitano? Magari si "saranno parlati"!

    Federica Santoro, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa) 

      Appendice Tecnica – Le Parole chiave  

      Bilderberg Club  

    Il Bilderberg Club è un circolo (fondato nel dopoguerra) di carattere mondialista, ristretto ed élitario, costituito  da personaggi – invitati di anno in anno – che rappresentano il gota della finanza, dell'economia, della politica, della stampa, dei media e del lobbismo mondiale. esso è composto da ex membri dell'alleanza Nato, Usa, Canada ed Europa. Nell'ultima riunione 2012, anche Cina. Nel 1990, dopo la caduta del Muro di Berlino (1989), gli ex membri del Patto di Varsavia (ad eccezione dell Russia) sono stati inseriti nell'organizzazione. Nel 1950 il Bilderberg era un elemento molto importante delle strutture oligarchiche del periodo della guerra fredda, perché si trattava di un veicolo attraverso il quale interessi finanziari privati oligarchici imponevano le loro politiche sui governi sovrani. In pratica molti osservatori internazionali e studiosi del fenomeno "Bilderberg Club" sostengono che esso (cosi come la più potente ed istituzionalizzata Trilateral Commission) tiri nei fatti le fila dei burattini che muovono (per loro conto) l'economia degli stati, e non solo. Oggi, come allora, il Bilderberg è un potentissimo mezzo "informale e rapido" per riunire e – pare – guidare le istituzioni finanziarie, politiche ed economiche che dovrebbero esprimere gli interessi dei popoli che rappresentano (in teoria) ma che finiscono per rispondere ad un unico disegno mondialista ed egemonico, sull'onda di una dilagante "modello neo-liberista" nato ad opera di "falsi profeti" dell'anarco-capitalismo generati in alcune delle più prestigiose università americane: le stesse dalle quali per tradizione si sono formati una buona maggioranza di presidenti Usa. In questo momento, è questa élite che sappresenta il peggior nemico dell'umanità e della democrazia reale, e con il beneplacido degli stessi leader occidentali ed europei, che ne affollano le fila in buona percentuale. vedi il "liberale" e "liberalista" Mario Monti.

      Rating e Spread  

    Il rating può essere definito come un "giudizio" sulle condizioni generali o particolari di un'azienda, una società e (da quando l'Ue ed i politici europei hanno permesso questa gravissima ingerenza dei privati nella vita e nella stessa sovranità delle  nazioni) anche degli stessi stati: ex-sovrani. Il rating è emesso da agenzie private (guidate da multinazionali e lobby) in base all'esame di indicatori di carattere economico e finanziario analizzati da vere e proprie équipe di analisti. Certo credere alla loro trasparenza ed autonomia (soprattutto dopo gli scandali dei "rating sballati" scoppiati nel caso Lehman Brithers negli Usa; dopo le gravissime accuse di brogli piovute da ex-analisti dimissionari delle suddette agenzie; dopo le inchieste e le indagini portate avanti da molte procure; e dopo i disastri che tali agenzie stanno provocando nell'Eurozona) è davvero paradossale. Finora ci ha creduto solo l'Ue ed i grandi burattinai dell'economia mondiale. E ne abbiamo visto i risultati.  Lo spread è invece il differenziale d'interesse tra gli interessi sui titoli del debito pubblico di uno stato (es.: BTP italiani) ed i Bond tedeschi (perchè sembrerebbe considerati i più solidi d'Europa, visto che l'economia tedesca dovrebbe essere la più "forte" d'Europa. Ma – come ha dimostrato in più articoli "Qui Europa" – sappiamo che non è proprio così. Almeno fino all'ingresso nell'euro). Più aumenta lo spread più saranno gli interessi sul debito che gli stati dovranno pagare, e maggiori i "sacrifici" cui dovranno andare incontro i cittadini per ripagarlo (grazie a questo assurdo sistema fittizio e speculativo) a sottoscrittori, speculatori e banche.

      Come funziona il Rating  – Il rapporto con lo Spread  

    Più il rating si abbassa (quindi più il giudizio delle agenzie di rating è negativo) più una società o (purtoppo) una nazione è considerata "a rischio" e maggiore è il tasso di interesse che deve corrispondere a chi investe sui propri titoli. Cioè maggiore è lo "spread"e più soldi andranno nelle casse dei sottoscrittori e degli speculatori. Un meccanismo, dunque, perverso (tenuto in piedi dalla stessa speculazione internazionale e dalle stesse lobby che controllano le agenzie di rating) che non può che affossare definitivamente un paese già instabile o reso tale in maniera artifiziosa (vedi il caso dell'Italia: paese ricchissimo primo della scorsa estate. Poi grazie al rating negativo fatto cadere in disgrazia).

      Come funziona il Rating – Un facile esempio  

    Un esempioE' come se ad una famiglia che deve pagare un mutuo e che è già in difficoltà (perché ad esempio il padre di famiglia ha perso il lavoro)  la banca (o uno strozzino) decidesse di aumentare il tasso degli interessi che la famiglia deve pagare, perché – essendo in difficoltà – è cresciuto il rischio di insolvenza. Sembra assurdo ma è proprio ciò che avviene nell'Eurozona tra l'indifferenza dei nostri politici nazionali ed europei, che per mesi hanno fatto finta di niente pur conoscendo la realtà delle cose. Stessa cosa (ad esempio) per la Spagna, la Grecia e l'Italia. Nel momento in cui avrebbero più bisogno di  ottenere liquidità per riprendersi (ottenendo finanziamenti a tassi agevolati) al contrario tali nazioni dovranno corrispondere interessi più elevati. Effetti collaterali frequenti di tali politiche sono ad esempio le svendite e privatizzazioni facili; o l'intervento distruttivo del Fondo Monetario Internazionale (che presta fondi – "cosiddetti aiuti" – ad altissimi tassi d'interesse, approfittando dei drammi e delle difficoltà degli stati e dei suoi malcapitati cittadini).

      MES  – Meccanismo Europeo di Stabilità  

    MES ("Meccanismo Europeo di Stabilità'"  o Nuovo "Fondo "Salva Stati Permanente") è un ente dotato di personalità giuridica,  (poteri simili a quelli di uno stato sovrano e dotazione illimitata) che agisce con lo scopo – almeno quello dichiarato – di aiutare gli stati dell'Eurozona in Crisi. Un "Fondo" finanziato dai cittadini, ma anche con la partecipazione di ricchi lobbisti ammessi come contribuenti e difesi da una sorta di immunità legislativa – già approvata dai leader Ue: con in testa il caro Mario Monti – che saranno i nuovi creditori diretti degli stati soggiogandone l'autonomia e la sovranità.  E' lo stesso meccanismo dei mutui casa: così come le banche che concedono un mutuo "posseggono di fatto la casa" fino a mancata estinzione del debito o in caso di inadempimento del debitore; ambigui personaggi privati saranno i nuovi "padroni" degli stati. L'aggravante questa volta però e che gli stessi stati non sono debitori per loro "natura" o "volontà" ma lo sono diventati in maniera indotta, forzosa e fraudolenta per imposizione degli stessi ambigui personaggi di cui sopra. Gli stessi che – in una struttura di potere rigidamente piramidale e "ritualistica" detengono le fila dei burattini delle logge-partitiche. Il MES dovrebbe entrare in vigore il prossimo luglio 2012.  Tra pochi giorni, cioè, sarà pieno regime! Gli Italiani, per volontà di uno "scandaloso" professor Mario Monti, contribuiranno alla formazione di questo "Fondo" – dotato come detto di personalità giuridica e diritti equiparabili a quelli degli stessi stati – con la "modica cifra" di circa 150 miliardi di euro. Tra i tanti lussi e stranezze che ne contraddistinguono l'ambiguo funzionamento, anche il privilegio del divieto assoluto di perquisizione e controllo presso le sedi dello stesso MES. Pura dittatura!

     

  • Merkel esce allo scoperto: “Lavoriamo per l’accentramento!”

    Merkel esce allo scoperto: “Lavoriamo per l’accentramento!”

    Giovedì, Giugno 7th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Unione Europea / Commissione europea / Commissario al Mercato Interno / Germania / Angela Merkel / Manbuel Barroso / Michel Barnier / Belgio / Berlino / Francoforte / Bruxelles / Accentramento del sistema bancario / Accentramento politico / Stati Uniti d'Europa / Nuovo Leviatano / Perdita definitiva della sovranità statale / Soluzioni liberticide / Trattato di Lisbona / Tecnocrazia dominante / Impero tecnocratico / Mario Monti / Surrogato di Costituzione / Morte della Democrazia / Monarchi non eletti / Europa a due velocità / Serie A / Serie B / Pigs / Italia / Sergio Basile / Qui Europa/ Europa / Futuro / Non è questa l'Europa che vogliamo  

    Anche Lady Merkel esce allo scoperto: "stiamo

    lavorando per l'accentramento europeo!"

    La rivelazione choc – L'Eurocasta vuole un'unione politica,

    economica e bancaria dell'Ue: parola di

    Merklel, Barroso e Barnier

    EuroAccentramento

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Berlino, Bruxelles  – La notizia dell’ultim’ora è di quelle che ci aiutano meglio a capire quale sia il reale piano al quale stanno lavorando con abnegazione, e da tempo, i leader europei: creare gli Stati Uniti d’Europa. Così, dopo le pesanti dichiarazioni di Mario Draghi ed Herman Van Rompuy sull’unione bancaria e sugli eurobond – rese a ridosso dello scorso fine settimana – anche il discusso panzer tedesco, Lady Angela Merkel, ieri sera è uscita  allo scoperto dichiarando – alla tv pubblica tedesca – di “voler lavorare per una unione politica in Europa, anche se ciò dovesse comportare la creazione di una Europa a due velocità, qualora alcuni paesi dovessero rallentano il definitivo processo d’integrazione dell'Ue”. Leggendo tra le righe, traspare chiaro a questo punto l’obiettivo reale che è quello dell’accentramento di tutte le prerogative “ex-statali” nelle mani di un unico superstato nelle mani della tecnocrazia dominante di Barroso & Co: cioè di gente non eletta. E’ la morte della democrazia? Pensiamo proprio di si. E lo si vede anche dall’ipotesi di creare una Europa di serie A contrapposta ad una di serie B (fatta evidentemente dai Pigs più l’Italia: ma fino a qualche mese fa, non eravamo forse la settima economia del mondo?).

      La morte della Democrazia?  

    Per la Merkel, in tal senso, l’eurovertice di giugno potrebbe essere visto solo come un piccolo passo verso tal direzione. Ma ciò, è ovvio, a discapito sempre della volontà di maggior democrazia e più diritti rivendicata da 500 milioni di Europei, o almeno – per il momento – da quelli del Sud, che dovrebbero assistere inermi alla nascita di quello che Alexis De Tocqueville – l’autore de “La Democrazia in America” – avrebbe chiamato con l’appellativo di “grande e mostruoso Leviatano”. “Abbiamo bisogno di più Europa! Abbiamo bisogno di un’unione di bilancio, ma prima di tutto di una unione politia!”: sono state le lapidarie e chiare parole del leader tedesco. Ma probabilmente Angela Merkel con l’espressione “Noi abbiamo bisogno”, intendeva “Noi casta”.

      Surrogato di Costituzione e Superstato che nessuno vuole  

    Chi infatti tra i tartassati e bistrattati europei potrebbe augurarsi la definitiva e totale cessione di sovranità popolare e statale verso questa specie di euro-monarchi: gli stessi che ci hanno propinato un “Trattato di Lisbona” (che in realtà sarebbe un surrogato di costituzione europea) fattoci passare per buono e giusto, in tutta fretta, e dietro una semplice ratifica di una manciata di leader, alle spalle ed alla faccia degli Olandesi, dei Francesi e degli Irlandesi – nonché di altri milioni di europei – che si erano espressi direttamente (con referendum) o indirettamente (nei sondaggi) contro questo tipo di “euro-fregatura”.

      Nel cuore dell’Europa imperiale  

    “Passo passo dobbiamo cedere delle competenze all'Europa – ha concluso con estrema e disarmante disinvoltura la Merkel – e non dobbiamo restare immobili se l’uno o l’altro paese non può ancora venirci dietro”. Tanto – avrebbe potuto aggiungere – a comandare saremo sempre noi, in compagnia della Bce e della Bundesbank (entrambe curiosamente posizionate nel cuore della “Germania imperiale”: Berlino e Francoforte).

      La scusa della crisi  all’altro lato dell’impero stessa musica

    Nel contempo, è giunta con una puntualità “svizzera”, dall’altro versante dell’impero tecnocratico – quello belga – l’eco della Commissione europea, che nelle scorse ore ha approvato la proposta di direttiva verso una “repentina unione bancaria” protesa – come detto – all’analogo prima occulto, ora dichiarato, piano di accentramento. Barroso ed i suoi, infatti – per la gioia di Monti, Merkel e Draghi, tra tutti – vanno per loro stessa ammissione verso la definizione di un “nuovo quadro normativo bancario di lungo periodo”. Ciò con la malcelata scusante di “far fronte alla crisi bancaria”. Ma non erano i cittadini in crisi? E' forse questa l'ultima direttiva impartita in gran segreto nei grigi e occulti salotti del Bilderberg e della Commissione Trilaterale?  Dunque un giovedì europeo che si apre all’insegna delle barzellette. Ma a ricordarci la tristissima situazione assistenzialista circa la casta dei banchieri ci ha pensato a stretto giro il collega di Barroso – al Mercato Interno – Michel Barnier, il quale ha dichiarato come tra il 2008 e il 2011 gli Stati Ue (e quindi gli stessi contribuenti europei, non dimentichiamolo) hanno dirottato verso le “povere banche” aiuti di stato per qualcosa come 4.500 miliardi. Una cifra che da sola potrebbe ovviare al problema del precariato e delle pensioni per intere generazioni di europei.

      Almeno 3 buoni motivi per dire "No"  

    Secondo Barnier “le nuove norme, una volta entrate in vigore consentiranno di non scaricare più sulle spalle degli Stati, e quindi dei contribuenti, il peso dei salvataggi degli istituti di credito in crisi”. Ma questa spiegazione non ci convince per nulla. 1) perché le risorse che si sottrarranno al sistema in favore delle banche vanno comunque scomputate dalle disponibilità che potevano essere indirizzate in maniera più etica e morale verso altri settori economici arretrati ed in crisi; 2) perché così facendo si vuol far passare il concetto che le banche vanno sistematicamente in crisi, ma mai nessuno in realtà ci ha offerto controprove credibili di ciò; 3) perchè sarebbe molto più semplice – anziché cavarsela con perentorie ed azzardate uscite tv – deligittimare la macchina del debito e far ripartire l’economia con un semplicissimo provvedimento anti-rating ed anti-spread. Ma evidentemente la volontà è proprio quella di causare crisi per avere il pretesto di risolverle in “casa” con proposte liberticide.

      L'Europa che non augureremmo mai ai nostri figli  

    Scusateci tanto, ma non è proprio questa l’Europa che vogliamo lasciare in eredità ai nostri figli. Figli che fin dalla nascita avranno una certezza: di giocare in una serie inferiore. Ma almeno, cara euro-casta, avrebbero – grazie a voi – la certezza di avere a disposizione un settore bancario robustissimo e di primo livello. Peccato solo che non ci saranno più le disponibilità economiche da conservare nei loro spaziosissimi e dorati caveau. Non stiamo a guardare! La storia si può ancora cambiare: tutti gli imperi, anche i più liberticidi sono caduti. L’interessante e chiedersi da che parte stiamo e agire di conseguenza!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Accentramento! – Draghi e Barroso spingono per gli “Stati Uniti d’Europa”

    Accentramento! – Draghi e Barroso spingono per gli “Stati Uniti d’Europa”

    Venerdì, Giugno 1st / 2012 

    – di Sergio Basile –

    Parlamento europeo / Bce / Mario Draghi / Audizione / Commissione europea / José Manuel Barroso / Fantasia / Angela Merkel / Debtocracy / Eurobond / Speculazione / Qui Europa / Europa / Controinformazione / Sergio Basile / Olanda / Stati Uniti d'Europa / Piano della Tecnocrazia dominante 

    Draghi in audizione all'Europarlamento: Creiamo

    una Unione Bancaria – Prove di accentramento

    Barroso rilancia: unione economica ed eurobond

    L'Ue vuol creare gli "Stati Uniti d'Europa"

    Verso gli Stati Uniti d’Europa?

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – Nelle scorse ore, durante un audizione al Parlamento Ue, il presidente dalla Bce, Mario Draghi, ha dichiarato che il sistema creditizio europeo dovrebbe andare decisamente verso un'unione bancaria, mediante una garanzia dei depositi bancari a livello continentale e una sorveglianza sulle banche più centralizzata.

      Un Fondo Salva Stati per le Banche – Ue alla Frutta!  

    Secondo il boss dell'Eurotower ''si sta cercando il modo per utilizzare il fondo Salva-Stati per ricapitalizzare'' le banche in difficoltà. Anche se alla fine gli unici in difficoltà solo gli europei del Sud. Ma questo, evidentemente, sembra non interessare all'ex italiano Mario Draghi, secondo il quale "nella gestione di alcune emergenze finanziarie in Europa si è sottovalutata l'importanza del problema'' e questo è  ''il modo peggiore di fare le cose''. 

      Paradosso Draghi: L'Accentramento è la "soluzione per la crescita"  

    Il presidente ha poi concluso – in un perfetto inglese – che l'istituto ''non può ''sostituirsi ai governi nel fronteggiare la crisi, nella quale il debito di alcuni paesi non è più percepito come sostenibile. Ma la Bce farà comunque – ha continuato – tutto il necessario per evitare qualsiasi fuga dei depositi dalle banche solvibili''. Draghi ha quindi chiamato in causa i leader europei affichè chiariscano la loro visione sul futuro dell'euro e  si decidano ad appoggiare il progetto, che ha presentato – secondo il "privatizzatore" Draghi –  senza mezzi termini, "il miglior contributo alla crescita, che permetterà di ridurre i premi di rischio pagati oggi dai singoli Paese, da attuarsi celermente". Peccato che a crescere saranno le banche. Ma che importa! Sempre crescita è! Diavolo di un "Drago"!

      Il miope Barroso insiste con la carta eurobond  

    Le dichiarazioni di Draghi delle ultime ore hanno fatto eco alle precedenti dichiarazioni di Manuel Barroso, secondo il quale, in pratica, urgerebbe porre in essere una convinta unione economica, a completamento dell'unione monetaria, con la scusante "ufficiale" della garanzia dei depositi bancari. Quale miglior occasione, dunque, se non unificare il sistema bancario e creare un'unica grande mostruosa creatura élitaria? Caro Manuel, complimenti vivissimi per la fantasia! Anche se il boss della Commissione Ue ha omesso di spiegare i termini di questo "ambizioso" processo, ripresentando piuttosto il tormentone degli eurobond, caro agli speculatori privati e alla casta di Debtocracy. Ma per ora Angela Merkel e la stessa olanda si sono posti di traverso a questa opzione. Staremo a vedere! Tuttavia appare ormai chiaro il piano dell'eurocrazia dominante: creare al più presto un superstato (Stati Uniti d'Europa) prima che i Piigs fuoriescano dall'Eurozona, mandando in frantumi l'euro e i sogni dorati della speculazione internazionale. Un ultimo eloquente indizio in tal senso lo ha fornito il Presidente della Bundesbank, il tedesco Jens Weidman, che ha ribadito come "siano giunto il tempo che gli stati dell'Unione si decidino a cedere altre cospicue fette di sovranità nazionale".

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

     

     

     

     

  • Risiko Ue: “Progetto nato per fallire”

    Risiko Ue: “Progetto nato per fallire”

    Mercoledì, Maggio 30th / 2012

    – di Domenico Apicella e Sergio Basile –

    Unione europea / Fallimento / Eurozona / Euro / Piigs / Bruxelles / Crisi / Portogallo / Irlanda / Italia / Grecia / Spagna / Sovranità monetaria persa / Sovranità nazionale smarrita / Nato / Usa / Europa / Russia / Risiko / Indifferenza dei media / Geopolitica / Dittatura / Corsa all'accaparramento delle risorse / Vangelo / Stati Uniti d'Europa / Domenico Apicella / Sergio Basile / Quii Europa / Barack Obama / Delors / Piano Delors  

    Risiko Ue: “Progetto nato per fallire”

    E' tutto un grande Risiko" per l'accaparramento

    delle risorse: Delors sapeva tutto!

    L'euro ci ha portatoverso una nuova dittatura

    Siamo già senza saperlo gli Stati Uniti d'Europa

    Risiko Ue – Un Piano nato per fallire

    Bruxelles – Ci domandiamo oramai costantemente che fine faremo oppure se saremo in grado di reggere le politiche imposte dal “fiscal compact” o ancora se riusciremo a rimanere in un regime monetario europeo che si fa sempre più pressante; domande senza risposta,oppure no? I mercati hanno perso la fiducia nei confronti dei paesi Pigs (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna), ed in coda a questa classifica possiamo senza dubbio aggiungere l’Italia. Tuttavia fino a pochi anni fa il rendimento dei titoli dei paesi poc’anzi citati era perfettamente allineato con quelli dei paesi economicamente più avanzati, come la Germania  (anzi per il vero la Germania non riusciva ad avere un surplus, mentre l'avanzo dell'Italia era da record: il Nord Italia era la regione di gran lunga più sviluppata d'Europa, tra le prime al mondo)  ed allora nell’arco di un lasso di  tempo così residuale, quale fattore scatenante ha innescato questo repentino e radicale mutamento di circostanze? Intorno al 2007/2008, come noto, ci fù la crisi finanziaria americana, che illustri economisti della stessa area avevano definito un episodio circoscritto al continente di riferimento; d’improvviso poi in Europa si  percepì il sentore che questo fenomeno distruttivo si fosse spostato verso est, avesse oltrepassato l’atlantico sino al definitivo approdo nelle coste spagnole, per diffondersi poi rapidamente su tutto il vecchio continente. Geograficamente sarebbe difficile giustificare una concatenazione così capillare di eventi tra continenti differenti,finanziariamente invece è semplicissimo: è stato il sistema bancario europeo, strettamente connesso a quello statunitense a trasportare questa crisi ed a contribuire al raggiungimento di due risultati diametralmente opposti: da una parte l’inizio della fine dell’euro, dall’altra il “rinsaldamento” del dollaro.

     

      Perché il crollo dell’euro?  

     

    Perché si sommeranno due problematiche: 1) la non sostenibilità dei debiti sovrani per stati in difficoltà economica; 2) Una pseudo-crisi bancaria europea senza precedenti: che per la verità non convince molto, visti i lauti e continui regali  della Bce al sistema bancario, la speculazione sul debito degli stati in difficoltà e il monopolio del sistema bancario privato di rifinanziare l'economia dagli stati (affidatogli proprio dall'Ue, in virtù a quando previsto nell'Art. 123 del Trattato di Lisbona). Si aprirebbe allora uno scenario alternativo di salvezza, dove si paventa che i paesi della tripla A (oggi Germania, Finlandia eLussemburgo) possano garantire, insieme a tutti gli altri paesi dell’eurozona, il debito europeo (interamente considerato) attraverso la costituzione degli “eurobond”. Ma sinceramente vediamo questa soluzione come un’ulteriore cessione di sovranità, questa volta non ad un entità sovranazionale come l’Unione europea ma ad uno stato o ad un’elite di stati parimenti importanti a livello internazionale, che ci porterebbe ad una dipendenza non più soltanto nei confronti dei “super paesi mondiali”  come Stati Uniti d'America e Cina, ma anche nei confronti di paesi microscopici a livello demografico come il Lussemburgo (con il Belgio, tra le patrie europee più ambite dalle multinazionali).

      Un semplice esempio  

    Per realizzare concretamente l’idea che vorremmo far passare è utile un esempio: sarebbe come se chiedessi ad uno strozzino dei soldi da destinare ad un altro strozzino a cui mi ero rivolto in precedenza (un circolo vizioso che comporterebbe una situazione ancora più insostenibile). O si ricorre ad interventi strutturali a livello interno ed a livello europeo o non esiste più la speranza di un’Europa coesa e solida. Perchè piuttosto non rinazionalizzare le Banche centrali? Ciò porterebbe i cittadini a non esser costretti ad acquistare a tassi da usura il proprio denaro.

      Gli "insensibili"  

    Secoli di travaglio per far nascare degli stati sovrani ed indipendenti e poi una manica di tecnocrati in pochi mesi ci vorrebbe costringere a buttare tutto nello scarico. Ma è mai possibile che importanti giornali come Il Sole 24Ore, La Repubblica e Il Corriere della Sera non lo capiscano e non sensibilizzino intal direzione l'opinione pubblica?

      "Welcome" negli "Stati Uniti d'Europa"! 

     

    Se da un punto di vista economico non siamo indipendenti ed autonomi, nondimeno  possiamo ritenerci tali da un punto di vista politico-militare: infatti dal summit di Chicago è emerso che la Nato vorrebbe estendere lo “scudo” nel Vecchio continente, per ottenere una difesa più forte e più capace in Europa, a patto tuttavia che la Nato stessa rimanga sempre sotto il comando USA, praticamente un indiretto esercizio del potere militare statunitense nei confini europei. Installare radar in Turchia, missili intercettori in Romania e Polonia e navi da guerra “Aegis” nel Mediterraneo, è questo il piano degli Usa. Si azionerebbe così, un controllo sistematico e costante negli stati baltici ed in tutta l’Europa; ciò non lascia impassibile Vladimir Putin, ed evidentemente la reazione Russa non tarda ad arrivare. I Russi, infatti, in questa sorta di "Grande Risiko" mondiale, interpretano il tutto come un chiaro avvertimento, un’evidente minaccia, rilanciando contromisure attraverso l’installazione di un radar e di missili mobili Iskander, nell’enclave Kalliningrad. Gli Usa, dal canto loro, nelle scorse ore hanno tranquillizzato (si fa per dire) la reazione dell’ex armata sovietica, sostenendo che questo sia semplicemente un atto precauzionale nei confronti delle minacce iraniane. Ma in questa lotta per l'accaparramento delle risorse mondiali, è tutta una questione di geopolitica. Tutto un bluff dunque! Ovvio! Forse anche noi siamo un bluff, anche il progetto europeo è stato un bluff: e il vecchio caro Delors, nel suo celeberrimo "Piano", ne sapeva di certo più di noi. Lui la sapeva davvero "lunga"!  

      Qualcuno lassù vede e provvede  

    Ciò accade sotto il nostro naso e tra la "distrazione di massa" generale, dunque, mentre si instaura un clima di tensione mondiale, ci si prepara ad uno scenario apocalittico di guerre atomico-nucleari, e dal canto suo l’Europa che fa? Dice: "prego entrate, fate come se foste a casa vostra! O forse lo è già da un pezzo? A voi la facile e sconcertante risposta. Allora in questo clima surreale e pesante, se non fossimo evidentemente illuminati dalla luce della fede nell'unico vero Dio e del Vangelo, non vedremmo all’orizzonte nessun lume di salvezza, forse è vero: siamo nati per fallire. Ma evidentemente c'è lassù qualcuno infinitamente più saggio ed "infinito" rispetto alle piccole, meschine e scellerate divinità terrestri, che vede e al tempo giusto provvede! Amen!

    Domenico Apicella, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)