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  • Vasco Rossi e i profeti del nuovo millennio

    Vasco Rossi e i profeti del nuovo millennio

    Mercoledì, 5 luglio/ 2017  

    Patrizia Stella

     Redazione Quieuropa,  Gesù, Patrizia Stella,  Vasco Rossi, Modena, Concerto, arroganza, profeti del nuovo millennio  

    Vasco Rossi e i profeti del nuovo millennio

    I giovani nascondono la loro paura sotto una scorza di sfida,

    arroganza, aggressione, superbia, autosufficienza..

    Eppure gli stanno tremando le gambe.

    Ma noi non siamo soli!

     

    di Patrizia Stella

    noi-non-siamo-soli

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Moi però non siamo soli!                                         

    Modena – di Patrizia Stella Un cantante come Vasco Rossi o come molti altri in giro per il mondo che attirano migliaia di fans a suon di biglietti d’ingresso salati per sentire inneggiare a droga, sesso libero, esoterismo o peggio, un cantante che non fa mistero di chiedersi quale senso ha la vita, perché mai si trova in questo sporco mondo ecc. non può che lasciar perplessi quando alla fine esordisce invitando i giovani a “Non avere paura”!   Paura di che cosa? Del terrorismo? Della guerra? Del terremoto? Del futuro? Ma se sono tutti lì in migliaia, felici e contenti, spavaldi e orgogliosi, a inneggiare davanti a un idolo che assume l’aria di profeta del nuovo millennio pronto ad offrire la nuova ricetta della felicità… dove sta tutta questa paura da sconfiggere? Eppure la gente adesso ha paura,

                     i giovani nascondono la loro paura sotto una scorza di sfida,

                    di arroganza, di aggressione, di superbia, di autosufficienza…

                                      eppure gli stanno tremando le gambe…

    non riescono a stare un minuto da soli perché cadono in depressione o si sentono soffocare dall’angoscia e allora vanno alla ricerca spasmodica di amici, di alcool, di spinelli, di sesso occasionale, di slogans per dare un senso alla loro vita superficiale e vuota applaudendo come idioti un povero giullare di turno, pieno di paure egli stesso, che ti riempie di euforia per qualche ora per poi lasciarti più vuoto di prima. C’è stato un altro personaggio famoso, un santo uomo per la verità, Giovanni Paolo II, che esordì con questa stessa frase

                                             “NON ABBIATE PAURA”

    però subito dopo proseguiva dando la motivazione chiara e precisa del perché non si deve avere paura.  Perché cari giovani, cari anziani, cari malati, cari bambini, perché non dovete avere paura? Perché c’è Gesù Cristo con noi, fonte della nostra speranza, al quale dobbiamo spalancare le porte.

                                    “Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo”

    diceva questo santo Papa, e allora tutte le paure, i timori, i dubbi, le angosce, le depressioni, insomma tutto sparirà perché la vita stessa troverà una risposta in Lui, in Gesù, Dio con noi, e non in altri personaggi sia pure potenti del mondo.  Quel Gesù meraviglioso che abbiamo emarginato per far spazio ai nuovi falsi profeti, presenti sia dentro che fuori la sua Chiesa, i quali, vuoi attraverso canzoni assordanti, vuoi attraverso omelie martellanti, hanno finito per stordire l’umanità riducendola a un branco di pecore disperate e ignoranti. Resta con noi Signore Gesù perché si fa sera, e solo con te il cuore palpita di vera gioia e l’intelletto si riempie di quella Luce che proviene dalla conoscenza della Verità, che sei TU, Dio con noi. Dovesse crollare il mondo, sei Tu, Gesù, l’unico mio Bene.

    Patrizia Stella (Copyright © 2017 Qui Europa)

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    Vasco Rossi e un marziano a Modena

    Vasco Rossi e un marziano a Modena

    Martedì, 4 luglio/ 2017   Roberto Pecchioli  Redazione Quieuropa,  Roberto Pecchioli,  Vasco Rossi, Modena, Concerto, marziano, rivoluzione, media  Vasco Rossi e un marziano a Modena Per i mille drammi di questa nazioni non si muove nemmeno l'1% dei 230 mila del concerto di Vasco   di Roberto Pecchioli                 […]

     

  • Vasco Rossi e un marziano a Modena

    Vasco Rossi e un marziano a Modena

    Martedì, 4 luglio/ 2017  

    Roberto Pecchioli

     Redazione Quieuropa,  Roberto Pecchioli,  Vasco Rossi, Modena, Concerto, marziano, rivoluzione, media 

    Vasco Rossi e un marziano a Modena

    Per i mille drammi di questa nazioni non si muove

    nemmeno l'1% dei 230 mila del concerto di Vasco

     

    di Roberto Pecchioli

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     Qual è il senso?                                                          

    Modena – di Roberto Pecchioli Il concerto di Vasco Rossi a Modena, evento musicale dell’anno, è uno di quegli avvenimenti che non si possono derubricare a cronaca o confinare nella pagina degli spettacoli. Nel bene e nel male, è uno spartiacque, un segnavia, una data che esce dal calendario ed entra – a suo modo – come metafora e simbolo, nella storia del costume dell’Italia tardo moderna. Nessuna esaltazione o entusiasmo da adepti del rocker di Zocca, al contrario. Ma neppure scuotimento di testa, o liquidazione sommaria, bensì il tentativo di riflettere su un concerto diventato evento di massa. Quando 230 mila persone pagano da 50 a 75 euro, salvo bagarinaggio, per ascoltare un cantante, e soprattutto per “esserci”, sfidando il caldo, i disagi, le code, in molti una notte all’addiaccio, non vale nulla prendere posizioni moralistiche, condannare una vera o presunta stupidità di massa e

                       rilevare che per i mille drammi di questa nazione

                        non si muove nemmeno l’uno per cento di chi,

                                             sabato 1 luglio 2017,

                     era al parco Enzo Ferrari per assistere al concerto.

    E’ la verità, ma le chiacchiere stanno a zero. I nudi fatti sono che un cantante ha saputo unire, emozionare, trascinare grandi masse umane, eterogenee per età, classi sociali, provenienza geografica, valori di riferimento. Un evento nazionalpopolare che non può essere liquidato né dalla boria intellettuale, né dal buon senso rasoterra da comari del mercato rionale. Vediamo allora di orientarci, ed anche prendere posizione, accettando il ruolo ingrato di marziani a Modena. Un marziano a Roma fu una sapida commedia di Ennio Flaiano. Narrava di un marziano, Kunt, la cui astronave atterrò a Roma, Villa Borghese, accolto dallo sconcerto popolare e con immensa eco internazionale, ma poi venne ignorato dall’eterna Roma del cinismo e del disincanto.  A Modena sarebbe stato trattato come un marziano chi, come noi, non avesse partecipato all’evento – il fatto in sé – tentando però di coglierne il senso, se ce n’è uno. Proprio Vasco ci mise in guardia, nel brano intitolato appunto “Un senso”, cantando “voglio trovare un senso a questa vita, anche se questa vita un senso non ce l’ha”. Brutto messaggio, che fa il paio con l’apertura del concerto sulla musica di Richard Strauss Also sprach Zarathustra, Così parlò Zarathustra, famosa soprattutto come colonna sonora di 2001 Odissea nello spazio che narra un viaggio oltre l’umano che, già nel film del 1968, lambiva il transumano. Non l’Oltreuomo di Nietzsche, temiamo, ma, nel gran calderone di massa, l’esaltazione dell’opposto, ovvero degli “ultimi uomini” sudati, trasognati e sovreccitati dei grandi eventi musicali rock, Bacco e Sileno più che Dioniso.

     I giorni di una ribellione insensata, astratta 

    Poi c’è Modena non per caso, provincia d’origine di Vasco, ma anche la città di Enzo Ferrari, l’eroe della velocità, il creatore dei bolidi rossi sogno di generazioni intere. Noi crediamo che sia proprio il sogno l’elemento trainante di quella mobilitazione totale (povero Ernst Junger!) che ha portato in Emilia una folla pari alla popolazione di città come Messina o Trieste. Tuttavia, ed è un primo segno che ci sembra di cogliere, nessuna vicinanza o paragone con analoghi eventi del passato. A Woodstock e all’Isola di Wight la generazione dei settantenni di oggi – in fondo i coetanei di Vasco Rossi, che di anni ne ha 65 – scrissero a loro modo la storia del costume insieme con quella della musica rock. Pace, amore e musica, proclamarono, e quella retorica zuccherosa è rimasta appiccicata per mezzo secolo come una colla. Oggi, si chiude il cerchio, siamo tutti più vecchi, la rappresentazione finisce. Ci fu, a partire da quei giorni lontani,

                 una ribellione insensata e spesso astratta (vietato vietare!)

    e poi la sessualità esibita per la prima volta, ostentata come una liberazione,

                                o forse una regressione al puro istinto,

                i paradisi artificiali, la droga, i ritmi arrembanti ed ossessivi

                       scanditi dalla batteria e dalle chitarre elettriche,

                   lo scatenamento pulsionale che seppellì un mondo.

    Un passato che non passa, assorbito, quasi sussunto nel puro sfruttamento commerciale da parte del mercato che cambiò pelle da allora, assecondando con gioia malcelata il nuovo corso. Perfino Che Guevara è diventato un marchio registrato; non è diverso Vasco Rossi. La Rai che ha promosso e trasmesso in diretta l’evento, chaperon Paolo Bonolis, la rete dei cinema (circa 200!) che hanno trasmesso il tutto in diretta, i discografici che venderanno il DVD “live”, bagarini, operatori turistici di ogni tipo possono festeggiare. Il concerto è un successo economico colossale, alcune decine di milioni di euro la fattura complessiva,

                                Vasco, come Atlante con la Terra,

                         si carica sulle spalle l’incremento del PIL!

      Feste, farina e forca                                              

    Naturalmente, la chiamano trasgressione, fuoriuscita dai canoni, gioia popolare. Il governo ci ha prontamente messo il cappello, non solo attraverso la televisione pubblica. Gentiloni ha parlato di festa di libertà, il ministro dell’Interno, in un attimo di pausa delle attività di favoreggiamento dell’invasione del territorio da parte dei barconi di Soros e delle ONG, si è congratulato per l’ottimo esito dell’ordine pubblico. Qualche arresto per spaccio, ampia attività di contrasto alla contraffazione (non sia mai che le royalties dei DVD e della paccottiglia targata Vasco Rossi non vada interamente alle multinazionali proprietarie dei mitici marchi!), per il resto tutto bene. Un solo morto per infarto – pace all’anima sua… direbbe qualcuno lì nei piani alti dei palazzi del potere –  e se a migliaia si saranno imbottiti di sostanze di vario genere, certo la polizia avrà avuto ordine di chiudere un occhio. E poi, siamo antiproibizionisti, chi siamo noi per negare il libero sballo? Il Governo, intanto, come dominus: ecco il punto dolente, trasgressori professionali in servizio permanente effettivo. Voi credete di aver dato uno schiaffo al potere, tutti in massa al concerto dell’anarchico numero uno. Loro vi hanno usato senza fatica, panem et circenses… "feste, farina e forca". Manca la forca, dite? Ma non è forca il carico delle tasse, il raddoppiato potere dell’Agenzia delle Entrate che incorpora Equitalia, non è forca la precarietà di migliaia di voi, che magari avete risparmiato all’osso per andare a Modena, non è forca la solitudine e l’abbandono di milioni di altri, forse dei vostri stessi genitori o fratelli, non è forca la trasgressione obbligatoria cui vi orientano, corse in autostrada, musica a tutto volume, bere sino a scoppiare, pasticche, polveri ed altro in gola o nelle vene, scatenamento (ma preferiscono dire liberazione) degli istinti, compulsione, consumare tutto e subito? Lo chiamano acting out gli psichiatri, l’agìto, consumare la vita ed i desideri, tutti, in fretta, meglio se uniti nel gregge.

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     Gliene dàmo un pò dei nostri!                                

    Lo ha spiegato lo stesso artista in una recente intervista. Vasco ormai è nonno, dopo aver faticato tantissimo per essere padre davvero, anche per lui è tempo di bilanci. Ha detto che in fondo anche quella della vita spericolata era una routine, vivere di corsa (Vado al massimo, erano i performanti anni 80 di Reagan, della Thatcher, Milano da bere e riflusso nel privato) tornare a casa quando gli altri erano già al lavoro, litigare con chi ci manteneva. Un curioso terzo turno, diverso da quello degli operai che facevano la notte per la pagnotta. Le musiche di Vasco Rossi sono belle ed accattivanti, del resto non si spiegherebbe un successo che ha quasi quarant’anni, ma resta irresistibile il commento di Nino Manfredi al primo passaggio televisivo della Vita spericolata.

                                              “Vòle ‘na vita piena de guai,

                                           gliene dàmo un po’ dei nostri!”.

    Saggezza contadina del grande attore ciociaro. I testi della canzoni tanto amate dal pubblico sono mediocri e soprattutto, equivoci. Non si chiede agli artisti di essere dei monaci, ma la vita spericolata, di nome e di fatto, quella come Steve Mc Queen, quella in cui non si dorme mai, aiutati magari da certe pastiglie, non ha prodotto più libertà, come dice il nobile Gentiloni Silverj.

     Decadenza travestita da liberazione                        

                          Ha contribuito a diffondere stili di vita distruttivi,

    ha banalizzato quando non propagandato apertamente l’uso delle droghe,

                    ha decostruito quel che c’era sostituendolo con il nulla,

                                  tutt’al più con la corsa a perdifiato,

                                  tanto la vita un senso non ce l’ha.

    A voler essere generosi, il mondo di cui Vasco è il vessillo italiano, ha prodotto una materialistica Caduta degli Dei. Poiché ha talento, le sue musiche incantano e trascinano. Ma verso il basso, purtroppo, con l’approvazione dei superiori, che fanno tintinnare il registratore di cassa come una slot machine al momento del jackpot.  Nel caso specifico, Vasco (è comunque grande chi riesce ad essere citato con il solo nome di battesimo!) a Modena ha probabilmente recitato, con la perizia dei consumati animali da palcoscenico, il suo canto del cigno. Non contano le vecchie accuse di recita a soggetto, mosse forse da un pizzico d’invidia, che gli lanciò Jovanotti, un altro beniamino del sistema dello spettacolo che finge distanza, impegno, trasgressione (la magica parolina del nuovo conformismo). Semplicemente, anche per lui il tempo passa. L’alba chiara si trasforma lentamente in tramonto, la salute non è più quella, il ricordo, le foto ed i DVD del concerto diventeranno autentiche reliquie, col tempo. Non vorrà sciupare un immagine di eterno giovanotto ribelle presentandosi, a 70 o più anni, come profeta multigenerazionale, né, crediamo, si ridurrà alla patetica maschera di hippy della terza età di uno Shal Shapiro, quello di Ma che colpa abbiamo noi? altro inno della decadenza travestita da liberazione.

      Vasco, il Mercato, il potere politico                              

    Oltre a lui, che ci ha messo la faccia e l’anima, altri due vincitori, il Mercato misura di tutte le cose, che incassa ed incasserà, perfino dalla rimozione e dallo smaltimento delle cento tonnellate di rifiuti del popolo del concerto, ed il potere politico, che ha capito al volo, ed ha trasferito nell’evento modenese, neutralizzandolo, tutto il potenziale di rabbia, disagio sociale, opposizione di centinaia di migliaia di persone. Da millenni, e senza bisogno di Freud, della proiezione o della sublimazione, chi comanda sa che la vita spericolata spiace al potere. Meglio cantarla, far sognare e poi, fatti o semplicemente disfatti per la fatica e l’emozione, tornare a casa e tirare la vita. Cantiamo “siamo noi, siamo solo noi,” ma il gioco lo comandano sempre loro. Ci lasciano urlare e sfogare tutti insieme per una notte, per di più ci fanno pagare il conto. Il banco, riconvertito in società dello spettacolo, vince sempre, ed i cornuti sono pure contenti. In mezzo secolo, gli artisti della musica, specie quelli delle varie anime del rock, sono stati i più potenti alleati di un sistema che ci sta portando ad un pietoso declino. Rimossa la figura del padre, ridicolizzata la famiglia, screditata qualunque forma di ordine civile e morale in nome della lotta all’autorità, ci consoliamo con le canzoni. Anche nonno Vasco, ringraziato il pubblico pagante, ripiegati gli abiti di scena, riposta la chitarra nell’apposita custodia sponsorizzata, torna a casa. Mette le pantofole, abbraccia il nipotino, probabilmente si sottopone alle terapie a protezione di una condotta disordinata. Ha fatto felice tanta gente: la prestazione, anzi la performance, è stata degna di una carriera straordinaria.

     Una grande domanda inevasa                                      

                                              Resta una grande domanda inevasa:

                               perché la folla si riunisce solo per eventi di questo tipo?

    Pensiamo anche all’imbarazzante serata torinese con la fuga di massa tra bottiglie infrante di trentamila convenuti da tutta Italia per assistere in piazza alla finale di Coppa dei Campioni. Al di là della legittima passione sportiva, ed oltre gli eventi di Piazza San Carlo, dovrebbe essere chiaro a tutti che lo sport professionale, specialmente il calcio, non è altro che un’industria quotata in Borsa, e accapigliarsi, talvolta persino morire per questo non è rispondere ad un’appartenenza o ad una bandiera, ma gioire per l’arricchimento altrui. Ancora non ci sono, per fortuna, tifosi dei titoli quotati in Borsa che esultano se sale il MIB 30 e piangono per un calo del Dow Jones senza essere investitori. Lasciamo la risposta al quesito iniziale a sociologi e filosofi, ma almeno due elementi ci sembrano chiari. Al di là dei gusti, delle preferenze e delle tifoserie – musicali, sportive o di altro tipo – c’è un desiderio inevaso di stare insieme, di essere comunità, di gioire ed anche soffrire per qualcosa che unisce. E poi, un’ansia nostalgica di identità, di appartenenza, di avere una bandiera, dei simboli da amare, altri da odiare rispecchiandosi nel vicino, finalmente amico, non più competitore, come nella giungla di ogni giorno.

                                  Non crediamo che Vasco Rossi, la Juventus, la Sampdoria,

                        la Ferrari o la rock star del momento rispondano alle esigenze di cui sopra.

                                            Al contrario, sono falsi miti, oppio dei popoli,

    come avrebbe detto (parlando della religione cristiana) il vecchio (falso profeta – Ndr) Marx

                                             che sapeva di struttura e sovrastruttura,

                                           addirittura imbrogli organizzati dal potere.

      Ha il pessimo vizio di tornare a galla…                           

    Ma è stato facile convincere del contrario gli eterni Peter Pan che siamo diventati. Vietato vietare, ma innanzitutto, proibito crescere, diventare adulti, assumere responsabilità, farsi carico. Meglio la vacanza continua, dove vai ad agosto, Sharm o Maldive, e poi, nel week end (fine settimana non si può dire) mi rilasso in discoteca ed al mare. Dicono proprio “mi rilasso”, dimentichi di code, spese, promiscuità, scarichi di CO2. Poi, arriva il giorno dopo, con la delusione, la disillusione, il Paese dei Balocchi che non c’è più, e neppure l’Omino di Burro con il suo carro trainato da asinelli. Ci ha consolato Vasco, a caro prezzo.

                             Poi, torna la realtà, che ha il pessimo vizio di tornare a galla.

     Siamo soli noi… Marziani a Modena…                             

    Siamo noi, siamo solo noi, anzi siamo soli noi. Dovremmo essere soddisfatti: in qualche modo, ci hanno dato ciò che avevamo chiesto, per il tramite dell’artista. La vita spericolata l’abbiamo avuta, ed anche piena di guai. Steve Mc Queen è morto da tempo e non può dirci come la pensa. Restiamo marziani, questo ci è chiaro, ma non riusciamo a identificarci con i 230 mila di Modena, anzi, sotto sotto facciamo il tifo per governo Gentiloni, industria musicale, show business che hanno vinto ancora. Vi ribellerete, immaginiamo, solo il giorno in cui vi toglieranno Vasco e la finale di Coppa dei Campioni. Tranquilli: loro lo sanno, e non lo faranno mai. Noi pochi, noi pochi infelici, noi banda di ribelli, ce ne torniamo su Marte, nel giorno di Vasco, Crispino e Crispiano…

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2017 Qui Europa)

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  • Verità e menzogne – La realtà fotografata da Danilo Quinto, ex-tesoriere di Pannella

    Verità e menzogne – La realtà fotografata da Danilo Quinto, ex-tesoriere di Pannella

    Mercoledì, 1 Giugno/ 2016   

     – di Sergio Basile 

    Redazione quieuropa, Sergio Basile, Danilo Quinto, Marco Pannella, Verità e Menzogne, radicali, islamizzazione programmata del paese, influenza dei gruppi di potere internazionalisti, massoneria, deriva europeista, schiavitù monetaria, mercificazione del sesso, omosessualizzazione indotta della società; stranezze post-conciliari, Chiesa, due papi, foibe, Patto del Nazareno, Silvio Berlusconi, Giulio Andreotti ,  George Soros, Vasco Rossi, Giorgio Gaber, Emma Bonino, Erri De Luca, Totò Riina, Pier Paolo Pasolini, Massimo D’Alema, triade dei governi tecnici, Monti-Letta-Renzi, Umberto Veronesi, Eugenio Scalfari, Romano Prodi, Ignazio Marino, Giorgio Napolitano, Aldo Moro, Papa Benedetto XVI, Papa Francesco 

    Verità e menzogne – La realtà fotografata da Danilo

    Quinto, ex-tesoriere di Pannella

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     Profilo dell'autore – Chi è Danilo Quinto?                                                     

    Roma  di Sergio Basile  Danilo Quinto è stato per lungo tempo tesoriere del Partito Radicale, realtà politica su più fronti dipinta come la "più formidabile macchina mangiasoldi della partitocrazia italiana(1). Quinto, trovandosi a "gestire" milioni e milioni di euro, è stato per molti anni braccio destro di Marco Pannella: politico e "amico" al quale – sia pur rinnegando i suoi trascorsi coi radicali – riservò una toccante "lettera d'amore"(2) – scritta e resa pubblica in un video (3) pochi giorni prima della morte del leader radicale – contenente un accorato invito alla Conversione (e Confessione). La vita del "tesoriere dei radicali" conosce però una svolta ben più rilevante dell'incontro con Pannella: la Conversione a Gesù Cristo, avvenuta tramite il provvidenziale incontro con la moglie e compagna di vita, cresciuta – come confessatomi dallo stesso – nell'humus della spiritualità benedettina.

    (1) Come, tra l'altro, ben illustra Mauro Suttora in «Pannella & Bonino Spa» – vedi qui: Pannella & Bonino spa, una holding con bilanci da decine di miliardi

    (2) Vedi qui: Lettera d’amore a Marco Pannella – di Danilo Quinto 

    (3) Vedi qui: Video – Lettera d'amore a Marco Pannella

    Danilo Quinto - Verità e Menzogne

     Verità e menzogne – Un libro "non politicamente corretto"                     

    Nel suo ultimo libro "Verità e menzogne" (4) (ed. Solfanelli) l'autore prende nettamente le distanze da quel mondo di ambiguità, ben incarnato "dall'anima radicale" che, dopo la sua conversione al Cattolicesimo, guarda con distacco e preoccupazione. Egli esamina con lucido spirito critico – proprio di chi è passato "dall'altra parte della barricata", dopo un profondo esame di coscienza – le più calde vicende di cronana e politica, nazionali ed internazionali, denunciando il declino pilotato e silenziato della società italiana, finita in un tenebroso vortice di autolesionismo cronico. L'autore spazia dall'islamizzazione "programmata" del paese all'influenza dei gruppi di potere internazionalisti e giudeo-massonici; dalla deriva europeista alla schiavitù monetaria; dalla mercificazione del sesso (sempre più accettata e normalizzata dai gruppi di potere e dai sottoposti della politica) all'omosessualizzazione indotta della società (5); dalle stranezze post-conciliari alla presenza (unica nella storia della Chiesa) di due papi; dalle foibe al "Patto del Nazareno" (6).

    (4) Vedi qui: Edizioni Solfanelli – Danilo Quinto, Verità e Menzogne

    (5) Vedi qui: Oltre il matrimonio sodomitico – Porte aperte alle adozioni gay

    (6) Forse, visto quel che sta accadendo, sarebbe stato più coerente chiamarlo "Patto Contro il Nazareno" (Ndr)

    Danilo Quinto - Verità e Menzogne

     Controcorrente                                                                                                   

    Molti anche i personaggi citati e "radiografati" – con critica misurata ma pungente – appartenenti al mondo della cultura, della politica, della Chiesa e dell'industria dell'intrattenimento: da Marco Pannella (il grande manipolatore) a Silvio Berlusconi; da Giulio Andreotti a George Soros; da Vasco Rossi a Giorgio Gaber; da Emma BoninoErri De Luca; da Totò Riina a Pier Paolo Pasolini; da Massimo D’Alema alla triade dei governi tecnici – imposti dall'alto –  Monti-Letta-Renzi; da Umberto Veronesi a Eugenio Scalfari; da Romano Prodi a Ignazio Marino; da Giorgio Napolitano ad Aldo Moro; da Papa Benedetto XVIPapa Francesco: passando per il paradosso dei "parlamentari cattolici firmatari di appelli a favore di Radio Radicale", ai "vescovi che parlano di Costituzione e non di Vangelo". Insomma un'opera intrigante, "politicamente scorretta" e coraggiosa, ricca di spunti e frecciate. Un libro, da leggere d'un fiato, che si scaglia, con onestà intellettuale, decisamente controcorrente rispetto all'impetuoso fiume del pensiero unico dominante che tutto travolge.

    Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)   

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     Videomessaggio in allegato                                                                                                
     

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  • In morte di Marco Pannella: coerente Mefistofele vicino al potere

    In morte di Marco Pannella: coerente Mefistofele vicino al potere

    Sabato, 21 Maggio/ 2016   

    – di Roberto Pecchioli –

    Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Marco Pannella, Mefistofele, massoneria, Englaro, Partito Radicale, Sergio Mattarella, Emma Bonino, Vasco Rossi, Welby, diffusione della droga, aborto, finto pacifismo di Marco Pannella 

    In morte di Marco Pannella: coerente Mefistofele

    vicino al potere

    Le strategie, il finto pacifismo e lo stile del gran sacerdote

    della politica italiana

     

    di Roberto Pecchioli

    Pannella – Coerente Mefistofele vicino al potere

     Sulla morte di Marco Pannella                                                                        

    Roma  – di Roberto Pecchioli – Un vecchio proverbio spagnolo ammonisce “non si fa legna con l’albero caduto”. Marco Pannella è morto, e sia dunque pace all’anima sua, se ne possedeva una. Tra le idiosincrasie di chi scrive c’è il fastidio per l’unanimità: il coro di elogi, il “coccodrillo” dolciastro nei confronti dell’icona radicale mi è estraneo. Da cristiano, ho l’obbligo di pregare per lui, ma, parlandone da vivo, come diciamo dalle mie parti, mi spiace soltanto che Pannella sia campato così a lungo. Pure il Dalai Lama si mostra dispiaciuto per la dipartita di Pannella, e la sala stampa vaticana elogia il suo lavoro politico (1). L’Osservatore Romano si limita a titolare che le sue battaglie furono “talora discutibili”. Incredibilmente, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ne sottolinea “la distanza dal potere”, tutti parlano di un "guerriero non violento".  Non ci sto, non sono d’accordo su nulla, e se anche fossi l’unico italiano anti-pannelliano, ne sono orgoglioso. Marco Pannella ha condotto, e purtroppo spesso vinto, battaglie disgustose. Anche senza parlare del divorzio… rimane tutto il resto: aborto, eutanasia, liberalizzazione della droga, omosessualismo, finto pacifismo, femminismo ideologico, mondialismo, europeismo esasperato ed antinazionale, transumanesimo, scissione delle biotecnologie  e della riproduzione artificiale da qualsiasi considerazione etica, disprezzo della religiosità .

    (1) Vedi qui video: Pannella / Padre Lombardi: "Una bella eredità???"

     L'eredità di Marco Pannella e la distruzione della famiglia                       

    Sono questi i valori, o disvalori per cui si è battuto Pannella. Il risultato è sotto gli occhi di tutti . Un’Italia in cui la famiglia è praticamente distrutta, ed il divorzio, da "triste necessità" è diventato routine e le convivenze hanno sostituito lo stesso matrimonio civile, solo gli invertiti aspirano a diventare sposi. L’eutanasia, che Pannella ha ampiamente sdoganato con i casi Welby ed Englaro è diventata pressoché normale agli occhi della maggioranza, e non ci si chiede neppure più se è lecito essere padroni della vita.

     Il feto radicale: semplice, banale, escrescenza nel corpo della donna     

    Quanto all’aborto, una cosa è ammetterne alcuni casi in situazioni molto difficili (es.: il rischio della vita della madre), un altro è farlo diventare un diritto civile della donna. Il feto è stato derubricato, come nelle elaborazioni del femminismo più estremo, quello della sua sodale Bonino e di Adele Faccio di qualche decennio fa, ad escrescenza nel corpo della donna, da estirpare, espellere, buttare via senza alcun rimorso. Le foto di Emma Bonino che pratica personalmente aborti con pompe di bicicletta sono scolpite nel mio animo come qualcosa di grave e persino empio. Sulle pratiche di fecondazione eterologa e di uteri in affitto, parlano le cronache recenti, a partire dall’arresto del ginecologo Antinori e dal caso del “figlio” di Nichi Vendola (2).

    (2) Vedi qui: Marxismo e Nuovo Disordine Familiare – Fusaro contro Vendola?

    Pannella – Coerente Mefistofele vicino al potere

     Vicino al potere, finanziato dal potere                                                           

    Il vescovo di Roma sembra suo amico, e non mi stupisco più, ma le parole dei cattolici su Marco Pannella fanno male: sindrome di Stoccolma o capovolgimento epocale della dottrina e della prassi ? La sua ideologia, il suo essere liberale, liberista e libertario (presumo anche libertino) lo rende , a miei occhi, il nemico assoluto. In anni diversi, i radicali si facevano chiamare compagni, il che mi sembra una mancanza di rispetto per quanto di umanistico e di sinceramente vicino ai poveri c’era nei socialisti e comunisti d’antan (sia pur con tutti orrendi limiti e palesi abbagli – Ndr). Poi, riuscì ad avvicinarsi a Berlusconi, per poi fare nuove piroette. In questo, aveva ragione : erano gli altri a girare attorno a lui, Pannella non ha mai cambiato le sue convinzioni. Era vicino, vicinissimo al potere, che infatti gli ha lisciato il pelo per molti anni, ed ha sempre finanziato largamente Radio Radicale.

     Le strategie di Pannella                                                                                     

    I suoi metodi erano quelli di un ricattatore, che gettava in pasto ai gonzi i casi estremi per far passare i suoi pessimi principi, urlava che i radicali stavano per sciogliersi per mancanza di denaro e riempiva le casse del partito con campagne strappalacrime. Da iperindividualista, utilizzava il digiuno come arma impropria per imporre le leggi o le idee che di volta in volta scagliava, come corpi contundenti, contro la cosiddetta partitocrazia, di cui era egli stesso esponente. Per quale motivo dovevamo occuparci dei suoi digiuni? Che si alimentasse o meno, fatti suoi, proprio nell’ottica liberal libertaria. Il suo antiproibizionismo sulla droga, così individualista, ne fa un complice indiretto degli spacciatori assassini e dei diffusori dell’anticultura dei paradisi artificiali, che sono poi inferni per tutti. L’abuso dell’istituto del referendum ha reso quasi impraticabile l’unico strumento di democrazia diretta in mano agli italiani.

     Il nonviolento Pannella?                                                                                   

    Fece campagne per introdurre il bipartitismo, come se democrazia significasse contare sino a due, o se l’imitazione del peggio dell’America fosse il destino ineluttabile dell’Italia. La sua non violenza non è stata mai sincera, poiché violenza morale pura era gran parte del suo linguaggio, fatto di disprezzo per chi dissentiva dal suo esasperato libertarismo. Ed è stata violenza esibire come fenomeni da baraccone poveri invalidi come Welby o Coscioni. La sua è stata l’ideologia della morte, l’enfatizzazione di un Occidente malato e nichilista, il cui simbolo è un cimitero senza croce, o un deserto cosparso di cenere. Sul piano economico, i radicali hanno spesso taciuto, per non crearsi nemici a sinistra, ma il loro liberismo era così evidente ed estremo che sorprende davvero l’accoglienza positiva che Pannella ebbe e mantenne a sinistra.

    Pannella – Coerente Mefistofele vicino al potere

     Verso il "Partito Radicale di massa"                                                               

    L’intuizione giusta fu quella di Augusto Del Noce, il grande filosofo che comprese che, dopo l’azionismo torinese di Bobbio, Galante Gallone e compagnia brutta, un’altra mosca cocchiera era balzata in groppa al corpaccione del Partito Comunista, i radicali appunto, trasformandolo in un partito radicale di massa. Oggi il percorso è compiuto definitivamente, tanto nel PD dei cattolici “adulti” e di Monica Cirinnà dai “figli non umani”(3), che nella  finta sinistra vendoliana, ma ha ampiamente infettato anche il moderatismo. Penso a Forza Italia ed a molte posizioni di Gianfranco Fini.

    (3) Vedi qui: Unioni civili: la prevalenza del cretino

     Il gran sacerdote                                                                                                 

    L’omosessualismo dei radicali è stato un’altra delle loro bandiere, probabilmente anche per le inclinazioni private di non pochi tra loro. Il risultato è sotto gli occhi di chi vuol vedere, con l’apostasia di una parte rilevante di un popolo una volta saggio e della sua classe politica dai principi della legge naturale e del buon senso. Le adozioni per invertiti sono ad un passo, la maternità e paternità surrogata sono già un fatto, basta avere denaro da spendere. Marco Pannella è stato il gran sacerdote di tutto questo, e di tanto altro ancora. Mi viene in mente un altro vocabolo: untore, ecco, egli è stato il più infaticabile, convincente, ascoltato untore di molti costumi che sono la fine della civiltà nostra per eutanasia, o per abuso dionisiaco. Sorella morte non riesce ad umanizzarlo ai miei occhi; negli ultimi anni il suo aspetto aveva assunto tratti satanici, o almeno è così che io immagino il male. E’ stato un Mefistofele italiano che ha conquistato l’anima di molti. Gli va riconosciuto il merito della coerenza, ma la chiamerei recidiva con l’aggravante della continuazioneDa credente, dovrei recitare l ”Eterno Riposo” anche per la sua anima. Mi perdoni il Signore se davvero non ci riesco.

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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     Video in Allegato                                                                                                          

    Pannella / Padre Lombardi: "Una bella eredità???"

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    La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione – Prima Parte

    La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione – Prima Parte

    Martedì,  Maggio 5th/ 2015       – di Timothy Matthews – Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Timothy Matthews, Scuola di Francoforte, Paolo Baroni, società comunista, Satana lavora nell'ombra, Satana lavora nel silenzio, Joseph de Maistre, Hegel, da Marx, da Nietzsche, da Freud e da Weber, Istituto Marx-Engels di Mosca, Lenin, György Lukács, Willi Münzenberg, Felix Weil, Università di Tübingen e di Francoforte, Martin Jay, Carl Grünberg, Max Horkheimer, Adolf Hitler, Columbia, […]

    La Scuola di Francoforte: dalle droghe al gender – Seconda Parte

    La Scuola di Francoforte: dalle droghe al gender – Seconda Parte

    Giovedì,  Giugno 25th/ 2015       – di Timothy Matthews – Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Timothy Matthews, Scuola di Francoforte, Paolo Baroni, società comunista, Satana lavora nell'ombra, Satana lavora nel silenzio, Università di Tübingen e di Francoforte, Martin Jay, Carl Grünberg, Max Horkheimer, Adolf Hitler, Columbia, Princeton, Brandeis, California, Bibbia, Famiglie, Corruzione programmata, Università, Nevitt Sanford, Aldous Huxley, L'impatto della scienza sulla società, uso delle droghe psichedeliche, Joseph Califano […]

    Schema temporale di scristianizzazione della società

    Schema temporale di scristianizzazione della società

     Domenica, Febbraio 7th, 2016 – Redazione Qui Europa  – Redazione Qui Europa, Schema della scristianizzazione della società temporale, Rivoluzione nella Chiesa, Rivoluzione Umanista, Rivoluzione Protestante, Rivoluzione Bancaria, Rivoluzione Monetaria, Rivoluzione Socialista, rivoluzione Liberale, Nuova Rivoluzione, Nuovo Ordine Mondiale, satanismo pratico, satanismo scientifico    Schema temporale di scristianizzazione della società  La Cristianità non è un ordine qualsiasi, ma l'unico vero […]

    Padre Siano – Aspetti iniziatici ed esoterici nella Massoneria – La Conferenza

    Padre Siano – Aspetti iniziatici ed esoterici nella Massoneria – La Conferenza

    Domenica, Ottobre 11st, 2015 – Conferenza sulla Massoneria di Padre Paolo Maria Siano –  Redazione Quieuropa,  Padre Paolo Maria Siano, Massoneria, demonio, diavolo, esoterismo, cultura gnostica, Ermetismo, alchimia e cabala ebraica, Padre Massimiliano Maria Kolbe  Società, Religione e Massoneria Aspetti iniziatici ed esoterici nella Massoneria  Conferenza di Padre Paolo Maria Siano – Modena 25 Gennaio 2014 Un interessante […]

    Padre Kolbe e la Massoneria – 4 – Tattiche e strategie dell’Armata dell’Anticristo

    Padre Kolbe e la Massoneria – 4 – Tattiche e strategie dell’Armata dell’Anticristo

    Mercoledì,  Marzo 18th/ 2015 – A cura di Centro San Giorgio e Redazione "Qui Europa"   – Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Redazione Qui Europa, Milizia dell'Immacolata, Padre Massimiliano Kolbe,  Il Cavaliere dell'immacolata, Massoneria, Piano massonico del 1953, Protocolli dei Savi di Sion, monopolio assoluto su stampa e media, Attacco alla Chiesa, Mano nascosta, pestinenza e armata dell'Anticristo, aborto, divorzio, […]

    Padre Massimiliano Kolbe e la Giudeo-Massoneria – 2 – Denuncia di Leone XIII sull’associazione infernale

    Padre Massimiliano Kolbe e la Giudeo-Massoneria – 2 – Denuncia di Leone XIII sull’associazione infernale

    Venerdì,  Marzo 6th/ 2015 – A cura di Centro San Giorgio e Redazione "Qui Europa"   – Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Redazione Qui Europa, Milizia dell'Immacolata, Padre Massimiliano Kolbe,  associazione infernale, Naturalismo, massoneria, Papa Leone XIII, Milizia dell'Immacolata, Il Cavaliere dell'immacolata, Massoneria  Padre Massimiliano Kolbe e la Giudeo-Massoneria – 2 Denuncia di Leone XIII sull'associazione infernale Naturalismo, Ossessione per il Segreto, liquidazione sistematica […]

    Padre Massimiliano Kolbe e la Massoneria – Prima Parte

    Padre Massimiliano Kolbe e la Massoneria – Prima Parte

    Giovedì,  Marzo 5th/ 2015 – A cura di Centro San Giorgio e Redazione "Qui Europa"   – Redazione Quieuropa, Centro San giorgio, Redazione Qui Europa, Milizia dell'Immacolata, Padre Massimiliano Kolbe, massoneria, naturalismo, Papa Leone XIII, Milizia dell'Immacolata, Giacinto auriti, processione massonica inneggiante a Lucifero, dogma dell'Immacolata Concezione, Sete di Giustizia, Europa, Giappone, Giacinto Auriti, Redazione Quieuropa, naturalismo massocino, Il Cavaliere dell'immacolata, Hiram Abiff, architetto del Tempio […]

    Corruzione Satanica degli adolescenti – 2

    Corruzione Satanica degli adolescenti – 2

    Sabato,  Febbraio 28th/ 2015  – di Lasha Darkmoon  – Traduzioni a cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Lasha Darkmoon, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, rivoluzioni anti-cristiane, anticristo, pornografia, Usa, femminismo, preservativo, Satanismo nelle scuole, setta satanica, Alice nel paese delle meraviglie, strega, Aleister Crowley, masturbazione, dildo, Satanic Temple, La Grande Bestia, 666  […]

    Corruzione Satanica degli adolescenti – 1 – Giudaizzazione di ogni persona

    Corruzione Satanica degli adolescenti – 1 – Giudaizzazione di ogni persona

    Mercoledì,  Febbraio 25th/ 2015  – di Lasha Darkmoon  – Traduzioni a cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Lasha Darkmoon, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, rivoluzioni anti-cristiane, anticristo, pornografia, Usa, femminismo, preservativo, Satanismo nelle scuole, setta satanica, Alice nel paese delle meraviglie, strega, Aleister Crowley, masturbazione, dildo, Satanic Temple, La Grande Bestia, […]

    Essenza ed inganni del Talmudismo in chiave anticristiana

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    Giovedì,  Agosto 7th/ 2014 – di Massimo Mancinelli e Redazione QE –  Iniziativa di libero confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Talmud, Massimo Mancinelli, apogeo del popolo perfetto massonico, yashivah, ebraismo sefardita e aschenazita, ebreo adottivo, uomo senza dio, Cardinale Carafa,  Papa Leone X, Sinagoga di Satana, Storia del popolo ebraico,  Vittorio Eliano, Elia Levita, Cecil Roth, Campo dei Fiori, Inquisizione, eretici giudaizzanti, Processi di Luis de […]

    Padre Massimiliano Kolbe – La Milizia dell’Immacolata e la lotta contro Massoneria e Sionismo

    Padre Massimiliano Kolbe – La Milizia dell’Immacolata e la lotta contro Massoneria e Sionismo

    Mercoledì,  Agosto 6th/ 2014 – di  A. Serramazza, Pres. Milizia dell'Immacolata Calabria e S. Basile – Redazione Quieuropa, Rita Angela Serramazza, Sergio Basile, Milizia dell'Immacolata, Padre Massimiliano Kolbe, massoneria, naturalismo, Papa Leone XIII, Milizia dell'Immacolata, Giacinto auriti, processione massonica inneggiante a Lucifero, dogma dell'Immacolata Concezione, Sete di Giustizia, Europa, Giappone, Giacinto Auriti, Redazione Quieuropa, naturalismo massocino, Il Cavaliere dell'immacolata, Hiram Abiff, architetto del Tempio di Salomone, vertice […]

    Gli artefici della dissoluzione – Il male dell’ora presente e i suoi “quattro” complici

    Gli artefici della dissoluzione – Il male dell’ora presente e i suoi “quattro” complici

    Giovedì, 12 Maggio / 2016 – di Massimo Viglione  – Redazione Qui Europa, Massimo Viglione, Confederazione Civiltà Cristiana, quattro complici, colpevole materiale, mandante, sostenitori, ignavi, processo dissolutorio, servitori del male,  Aprire gli occhi agli ingenu, pieno controllo del popolo italiano, ignavia dei buoni  Gli artefici della dissoluzione – Il male dell'ora presente e i suoi "quattro" complici  Siamo dinanzi al compimento di un pluridecennale  processo di […]