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  • Accordo sul Bilancio Ue, ma a quale Prezzo?

    Accordo sul Bilancio Ue, ma a quale Prezzo?

    Sabato, Febbraio  9th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –

    Unione Europea / Parlamento Europeo / Consiglio Europeo / 27 stati membri / Bilancio Ue / Trattative finanziarie / Crisi / Tagli / Germania / Regno Unito / Banca Centrale Europea / Euro / Ripresa economica / Van Rompuy / Cameron  

    Accordo sul Bilancio Ue, ma a quale prezzo?

    Mario Draghi promette la ripresa nel 2013

    e parla di ritrovata fiducia nell'euro.

    Ma di quale Europa parla?

    Budget 2014-2020 EU

    Bruxelles – L'intransigente Cameron nell'ultimo vertice Ue aveva convinto un terzo dei Paesi dell'Unione a tagliare e di molto sul budget infrannuale da destinare al funzionamento degli organi comunitari. In effetti nel corso del 2012 il ritorno a spinte "nazionali" – anche a ruota delle profonde delusioni scaturenti dalle insensate politiche di austerity e dagli inganni celati (Vedi Sistema Taget 2 e mancata applicazione dell'Art. 11 dello statuto del SEBC sull'emissione diretta di moneta da parte della BCE in tempi di crisi e circostanze straordinarie per superare le crisi) – è stato molto forte. Spinte che alla lunga hanno fatto lievitare il sentimento euroscettico di gran parte degli europei. Tra i Paesi più delusi e nostalgici del precedente modello europeo a trazione "nazionale" sicuramente la Repubblica Ceca. Molti dunque (compresi ovviamente i cittadini di Italia, Grecia, Cipro, Romania, Spagna, Portogallo, Irlanda e Francia: solo per fare alcuni esempi) si chiedono oggi se sia davveo il caso di intestardirsi a restare in questa Unione: un'Ue che ha di fatto tradito il Principio di Sussidiaietà e il senso più profondo dei Trattati Comunitari, facendo incetta di denunce, plateali proteste di piazza in mezz'Europa e aspre, asprissime critiche.

     Il Budget Ue – la posizione dell'Italia 

    Nella giornata di ieri il Presidente del Consiglio Ue Van Rompuy, aveva presentato una proposta di budget per 960 miliardi di euro contro i 1.033 miliardi proposti dalla Commissione Barroso. L’Italia alla fine ha ottenuto uno sconto di 500 milioni di euro l’anno. Ma la sproporzione tra ciò che diamo all'Ue rispetto a quello che riceviamo annualmente è ancora troppo evidente: 4 miliardi di euro non sono bruscolini. Senza contare i tagli al deficit spending statale imposti dal Fiscal Compact per 40 miliardi l'anno e la partecipazione al MES per 4 miliardi di euro l'anno: un fondo ingannevole creato anche in funzione anti-spread (vedi articoli in allegato), senza però delegittimare le agenzie di rating dall'emettere voticini agli stati sovrani; ed in chiave di salvataggio automatico degli istituti bancari. Gli stessi istituti (di credito e speculazione) che continuano d'altronde a gozzovigliare sulle spalle dei cittadini con interessi su titoli stratosferici ed altri accidenti. Vedi ad esempio "l'accidente" chiamato Equitalia: ente al 50% di proprietà delle stesse banche responsabili, mediante il credit crunch, della caduta in disgrazia di milioni di attori economici. Pazzesco! A che giova dunque stare nell'Ue? A noi sembra davvero una colossale presa in giro.

     Gli abbandonati d'Europa e la Solidarietà sugli Accordi Bancari 

    Ma a parte tutto, praticamente nulla è stato fatto per sostenere le famiglie e le imprese, nonché milioni di giovani disoccupati e senza futuro. Si pensi – in tal senso – che la dotazione per il fondo-aiuti verso i poveri è stato ridotto da 2,5 a 2,1 miliardi di euro.  Ma in effetti aspettarsi "grazie e favori" dai promotori a tavolino di una crisi indotta sarebbe davvero paradossale. La sensazione che il vertice europeo sul bilancio Ue 2014-2020 sarebbe stata cosa lunga e difficile, lo avevamo già detto qualche giorno fa, era fin troppo chiara dall'inizio. Per contro gli unici accordi che sembrano sempe mettere daccordo la tecnocrazia di Bruxelles in tempi brevissimi sembrano essere quelli sulla tutela ed il salvataggio automatico delle banche: vedi sempre MES (leggi articoli in allegato). Nell’Europa della disonestà, delle banche, dei banchieri e delle disuguaglianze sostanziali, dunque, trovare un accordo “solidale, familiare ed univoco” è davvero cosa rara, per non dire impossibile. 

     Merkel chiama Draghi – La Grande Mediatrice e il Grande Profeta 

    Ma bilancio e tecnicismi a parte, la cosa che ha destato maggior ilarità a nostro avviso è stata quella di vedere la Germania del panzer Merkel fare da mediatrice nella maratona belga: proprio la Germania che solo grazie al Sistema Target 2 (sistema di regolamentazione interbancaria tra le banche centrali degli stati appatenenti all'Eurozona)  è potuta diventare (in maniera indotta) la leader indiscussa ed incontrastata del mercato europeo, accumulando surplus in maniera artifiziosa e colonizzando di fatto i mercati dei Paesi Pigs. Vedi ad esempio tutte le catene tedesche della grande distribuzione alimentare diffusesi in Italia dal 2007 ad oggi: vedi Lidl ed Eurospin tra tutte. Molto interessante, per il vero, anche l'ultima uscita dell' “l’italianissimo” Mario Draghi, nominato in modo univoco profeta dell’anno: “Ritorno di  fiducia nell’euro e al via la ripresa dalla seconda metà del 2013”. Sono state queste le sue ultime curiosissime e sibilliache previsioni. Ma la ripresa l'avevano prevista un pò tutti, seppur con tempi diversi: chi nel 2010, chi nel 2011, chi nel 2012, chi nel 2013 e c’è anche chi continua a fare profezie a lungo termine proiettandosi ben oltre il 2014. Barzellette insomma, che non fanno neanche troppo ridere.

    Maria Laura Barbuto, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Lunedì, Gennaio 21st/ 2013 – Dott.ssa Patrizia Stella –   Iniziativa di Libero Confronto – Pensa e Scrivi di Qui Europa Unione europea / Crisi morale / Piano Massonico / Ilva / Sovranità Nazionale / Sovranità Rubata / Complicità dei Media / Demonio / Distruzione della Famiglia / Nuovo Ordine Mondiale / Laicismo / Lobby […]

    21 gennaio 2013No CommentRead More#

     

     Eurozona – Benvenuta Dittatura Finanziaria!

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    Giovedì, Settembre 13th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea/ Europa / Germania / Italia / Berlino / Karlsruhe / Mes / Meccanismo europeo di stabilità / Finanza / Economia / Interessi / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Sovranità / Silenzio mediatico / Media / Rigore finanziario / Debito pubblico / […]

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    Giovedì, Giugno 28th / 2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mes / Esm / TSGC / Dittatura europea / Stati Uniti d'Europa / Omertà / Austerity / Bruening / Immunità giudiziaria / Messaggi falsi / Manipolazione / Eurobonds /  L’Eurodittatura è alle porte : Trattati Blindati immunità giudiziaria e inviolabilità documentale MES e Fiscal Compact: Non […]

    MES – The End

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    Giovedì 28th / Giugno 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Mes / Fondo Salva Stati / Italia / crisi / disinformazione / economia / debito pubblico / Bce / Trattato di Lisbona / Luglio 2012 / Congresso direttivo del Fondo / capitale sociale / morte del welfare / dittatura  […]

    I “Nuovi Padroni del Mondo”

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    Lunedì, Giugno 11th / 2012 – L'Editoriale del lunedì, di Sergio Basile – Banche e Finanza / Italia / Eurozona / Caste partitiche / Disinformazione di tv e giornali amici / Partiti di maggioranza / Governo Monti / Padroni del mondo / Dismissione del patrominio statale / Tentacoli onnipresenti / L'arma della democrazia / Loggia […]

    Nell’Ue arriva il MES – E’ la fine della democrazia: benvenuti nella nuova dittatura

    Nell’Ue arriva il MES  – E’ la fine della democrazia: benvenuti nella nuova dittatura

    Giovedì, Giugno 7th / 2012 – di Silvia Laporta –  Unione europea / Bruxelles / Mes / Fondo Salva Stati permanente / Crisi / Economia / Finanza / Eurozona / Dittatura / Annullamento dei diritti e del Costituzionalismo / Potere illimitato alla tecnocrazia di Bruxelles /  Compressione delle libertà personali / Omertà / Fascismo   Bruxelles – […]

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

    Sabato, Luglio 21th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle   Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact e […]

    Eurosistema – in Europa il modello finanziario più perverso? Europei vittime sacrificali? La vera storia delle Banche Centrali

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    Mercoledì, Marzo 21th / 2012 – di Sergio Basile – Bce / Eurogruppo / Banche e finanza / Eurozona / Sebc / Bankitalia / Spread / Rating / Agenzie di rating / Ricapitalizzazioni / Basilea II / Basilea III / Coefficienti di riserva patrimoniale / Modello Fed / Bank of England / Crisi / Speculazione […]

    Banche – Commissione Ue: Barnier promette guerra alle banche e … rinvia. Morsa del credit crunch ancora su Europa

    Banche – Commissione Ue: Barnier promette guerra alle banche e … rinvia. Morsa del credit crunch ancora su Europa

    Venerdì, Marzo 20th/ 2012 Commissione europea / Commissione al Marcato Interno / Michael Barnier / Sistema bancario / Conto Base / Cambio Isttuti / Eba / Basilea / Switching / Credit crunch / Correntisti / Potere banche Banche – Commissione Ue: Barnier promette guerra alle banche e … rinvia. Morsa del credit crunch ancora su Europa […]

    Crisi Eurozona: signoraggio bancario, privatizzazioni e ruolo Bce

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    Giovedì, febbraio 22th / 2012 – di Sergio Basile – Eurogruppo / Crisi euro / Bce / Signoraggio / Coefficiente di riserva frazionale / Maastricht / Privatizzazioni / Ungheria Crisi Eurozona:  signoraggio bancario, privatizzazioni e ruolo Bce  Privati al potere. Le contromisure degli economisti euroscettici: rinazionalizzare le banche centrali e abbandonare l’euro Francoforte – Sotto l’Eurotower […]

     

  • Crisi Eurozona – Strasburgo loda Austerity e chiede legislazione per Settembre

    Crisi Eurozona – Strasburgo loda Austerity e chiede legislazione per Settembre

    Parlamento europeo – Strasburgo

    Sessione Plenaria – 3, 4, 5 Luglio 2012

    – Venerdì, Luglio 6th/ 2012 – 

     

      Crisi Eurozona 

      Strasburgo loda Austerity e chiede legislazione per Settembre  

    Strasburgo – L’Europarlamento approva il ‘Rapporto Van Rompuy’, loda l’Austerity e Chiede alla commissione una Legislazione per Settembre

    Strasburgo – Sembra davvero un paradosso, ma la maggioranza dei deputati europei riuniti in plenaria ritiene che "le ultime conclusioni del Consiglio europeo vanno nella direzione giusta per affrontare la crisi dell'Eurozona, ma – continua la nota – una risposta è talmente urgente che la Commissione deve presentare un disegno di legge entro settembre al fine di attuare rapidamente i quattro principi della relazione Van Rompuy". A stabilirlo, dunque – in un risoluzione passata mercoledì con 501 voti, 32 contrari e 38 astensioni – il Parlamento europeo. Una risposta (discutibile risposta) del PE al Vertice della settimana scorsa: lo stesso che in pratica ha finito per istituzionalizzare una sorta di perenne stato di debito nell'Eurozona, ponendo le basi per un Super-Stato Ue. Lo stesso che ha avallato il regime di "Debtocracy" creato fin dai mesi scorsi, e contro il quale veementi proteste sono scoppiate in mezz'Europa, daMadrid ad Atene, da Lisbona a Roma e Dublino. Lo stesso che ha avallato il distruttivo e liberticida MES (vedi articoli precedenti) lasciando invariato lo status quo delle agenzie di rating, dello spread e della speculazione.

      Uno strano amore per le politiche élitarie 

    La risoluzione – adottata come visto – a larga maggioranza, ha accolto con favore le misure adottate da Mario Monti & Co, nel nome di un (presunto)  impegno per un risanamento di bilancio propizio alla crescita. Ma i deputati votanti non ci hanno spiegato quale santo dovrebbe operare il miracolo della trasformazione di misure altamente recessive (per non dire distruttive) causa di licenziamenti di massa e livelli di tassazione da record, con la "crescita". Una relazione davvero impossibile ed illusoria che dimostra come l'Europarlameno sia diventato una sorta di automatico sottoscrittore di politiche élitarie nate in circoli segreti ed entrate come per magia negli ordini del giorno di Consiglio e Commissione. Ne è la prova ulteriore, il fatto che il testo approvato mercoledì considera inoltre le conclusioni del vertice come "una tappa importante verso la realizzazione di una vera e propria unione bancaria per l'Unione europea nel suo insieme". Sconcertante!

      L'Eurocamera loda il Rapporto Van Rompuy   

    Il (famigerato) rapporto Van Rompuy, per i 501 deputati votanti,  è stato considerato pertanto come "una buona base di partenza" nel quale coinvolgere, però, anche le parti sociali e la società civile. Anche se ne ignoriamo per il momento le dinamiche: non si comprende cioè come tale compresenza tra i diktat della tecnocrazia e le esigienze dei cittadini europei (palesemente opposte alle prime) possano trovare un punto di contatto. Malgrado ciò, i deputati hanno chiesto alla Commissione di Barroso di presentare un testo legislativo per applicare le proposte avanzate nella relazione Van Rompuy. I deputati, stranamente compiaciuti dell'impegno a trasformare il bilancio dell'Unione europea in uno strumento di "controllo accentrato", hanno inoltre sottolineato che "un accordo in merito al prossimo Quadro finanziario pluriennale può essere raggiunto solo se il sistema delle risorse proprie dell'Ue verrà riformato". 

    Osservatorio Nazionale Indipendente – "Qui Europa"

    Sergio Basile

     

  • Grecia – Debtocracy: Cittadini, non siete responsabili? Bene! Allora pagate il conto

    Grecia – Debtocracy: Cittadini, non siete responsabili? Bene! Allora pagate il conto

    Martedì, Maggio 29th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione europea / Commissione Europea / Consiglio europeo / Bruxelles / Grecia / Atene / Crisi / Banche / Finanziamenti / Piano di aiuti / Trojka / Economia / Pil / Debito pubblico / Barroso / Van Rompuy / Debitocrazia / Herman Van Rompuy / Manuel Barroso  / Cittadini greci dimessi nel dimenticatoio della storia / Emarginazione sociale / Dittatuta / Nazismo bianco / Qui Europa / Maria Laura Barbuto  / Tecnocrazia / Controinformazione / Giustizia sociale / Equità / Proclami iniqui di Bruxelles 

    Grecia: il governo provvisorio finanzia le maggiori

    banche nazionali con 18 miliardi di euro

    Barroso e Van Rompuy: “Non sarà possibile nessun

    passo indietro. Non esistono soluzioni rapide

    Catastroika – L’Inferno greco e la dittatura delle caste bancarie sull’Europa dei Piigs

    Atene – In Grecia, la dittatura delle banche non si ferma: il governo provvisorio ateniese, proprio ieri, ha finanziato i maggiori istituti di credito del paese con ben 18 miliardi di euro, al fine – dicono – di garantire che le stesse banche permettano di rimettere in moto, seppur nel lungo termine, l’economia greca. Circa l’8% del Pil nazionale termina così nelle casse – e nelle tasche – dei banchieri: nulla di nuovo, quindi. La Trojka aveva previsto tutto: infatti, questi soldi arrivano direttamente dal piano di aiuti stabilito per la Grecia e servirebbero alle “povere” banche per limitare la fuga di capitali delle ultime settimane. Intanto, i poveri, quelli veri (per intenderci) continuano ad essere considerati inutili numeri e ad essere sistematicamente ignorati e rimessi nel dimenticatoio della storia. Che indecenza!

      Non siete responsabili? Bene! Allora pagate il conto  

    In attesa delle elezioni del 17 giugno, che saranno decisive, i cittadini greci devono fare i conti con un passivo che ammonta a 77 miliardi di euro del quale, ne pagano le spese, senza esserne responsabili. Già in precedenza, il presidente della Commissione europea, Manuel Barroso era stato chiaro nei confronti di Atene: “La Grecia deve continuare a sacrificarsi perché sarà ricompensata” – aveva blaterato il portoghese – aggiungendo che “le prossime elezioni avranno un significato storico e la necessità del rispetto delle direttive indicate da Bruxelles”. E se Barroso ha fatto capire che non è possibile nessun passo indietro, il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, proprio ieri ha affermato che “ci vorrà del tempo affinchè le norme varate da Bruxelles possano esprimere il loro pieno impattoNon ci sono né soluzioni rapide, né alcuna formula magica”. Ma questo lo sapevamo: a queste assurde condizioni non può esserci nulla di positivo. Ciò che preoccupa maggiormente sono proprio le riforme imposte dall’Ue. Come al solito, del resto!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • L’Europa va al G8

    L’Europa va al G8

    Venerdì, Aprile 13th / 2012

    – di Franco De Domenico –

    Unione europea / Stati Uniti / G8 / José Manuel Barroso / Van Rompuy / Camp David / Speculazione / Multinazinali / Politiche neo-liberiste  

    L’Europa va al G8

    Barroso e Rampuy negli Usa

    Bruxelles – E’ notizia dell’ultima ora che il presidente della commissione Ue, José Manuel Barroso, e il presidente del consiglio europeo Herman Van Rompuy parteciperanno sia agli incontri di Camp David, sia al G8 di Washington. E’ una buona avvisaglia per chi vuole una “politica estera europea”, e per chi vuole un ruolo più attivo dell’Europa nelle trattative di pace, ora che la Siria appare in cerca di un dialogo, mentre tra Israele e Palestina le mediazioni internazionali sono spesso state molto utili. Per un mondo più pacifico, speriamo che l’Europa porti il suo patrimonio – con l’eccezione dei Paesi slavi – di sane abitudini di pace, dal 1945 ad oggi. Ma è anche vero che negli ultimi G8 le politiche neoliberiste hanno trovato sempre terreno fertile e porte spalancate, spingendo l'economia reale nelle braccia delle multinazionali, confinando sempre più la ricchezza nelle mani di una élite mondiale di lobbisti e banchieri, con i risultati che sono oggi sotto gli occhi di tutti.

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)       

     

  • Il trappolone Merkel-Ue: più prestiti, in cambio di più rigore

    Il trappolone Merkel-Ue: più prestiti, in cambio di più rigore

    Mercoledì, Marzo 14th / 2012

    Consiglio Europeo / Economia / Esm / Fondo salva stati / Van Rompuy

    Il trappolone Merkel-Ue: più prestiti, in cambio di più rigore

    Fondo salva stati: iniezioni di capitali. Ma a che prezzo?

    Bruxelles – Il presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy, ha annunciato nuovi fondi dall’Esm. La ricetta europea, secondo il teorema Merkel, è: riduzione del debito pubblico degli Stati, e maggiori risorse in campo per la ripresa. Il Governo tedesco intanto, poche ore fa, ha formalmente approvato la partecipazione della Germania al finanziamento, pro quota, del Fondo salva-stati europeo (Esm). Il Consiglio di Gabinetto ha accettato un contributo della Germania per un valore complessivo di 500 miliardi di euro. L'importo, secondo gli accordi iniziali, avrebbe dovuto essere pagato in cinque tranches, ma un recente accordo fra i leader europei ha stabilito che due rate saranno pagate nel 2012. Per la Germania significa sborsare almeno 8,7 miliardi quest'anno. Quindi, il motore principale dell’Europa continua a mettersi in moto. Ma molti Paesi vedono la ricetta tedesco-europea, riduzione della spesa e insieme misure per la crescita e l’occupazione, come una contraddizione in termini. Dunque la crisi continua, le difficoltà per affrontarla anche. Sperare che i tedeschi, fornitori di denaro, non pretendano troppo in cambio dei "cari e dolorosi" aiuti, sembra francamente paradossale. Ormai si ha sempre più l'impressione che l'Europa sia finita in un grande e pantanoso trappolone. Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)       

  • Van Rompuy: “Il modello sociale europeo non è morto”. Replica del presidente del Consiglio Ue alle dichiarazioni di Mario Draghi

    Van Rompuy: “Il modello sociale europeo non è morto”. Replica del presidente del Consiglio Ue alle dichiarazioni di Mario Draghi

    Martedì, Marzo 6th / 2012

    Consiglio europeo / Summit Ue / Bce / Crisi / Speculazione / Draghi / Van Rompuy

    Van Rompuy: “Il modello sociale europeo non è morto”. Replica del presidente del Consiglio Ue alle dichiarazioni di Mario Draghi

    Bce responsabile della crisi. Draghi come Trichet.

    Bruxelles –  L’Unione Europea e la Bce non si trovano proprio d’accordo: se Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea, in un intervista rilasciata al Wall Street Journal, aveva dichiarato ormai morto il modello sociale europeo, la risposta del presidente stabile del Consiglio Ue Herman Van Rompuy, è arrivata, nelle scorse ore, in occasione dell’ultimo summit a Bruxelles. “Il modello sociale europeo ha solo bisogno di alcuni aggiustamenti e di potenziamenti del Welfare per i cittadini penalizzati dalla crisi” ha dichiarato Van Rompuy, mettendo un punto ai dubbi sollevati da Draghi. La speculazione finanziaria di cui la Bce si è resa protagonista con mega prestiti assistenziali nei confronti del sistema bancario privato, è forse stata sottovalutata dal Presidente della Bce, che sembra ripercorrere la linea di pensiero del suo predecessore francese, Jean Claude Trichet. Entrambi, infatti, hanno identificato il problema dell’economia europea nel costo del lavoro e hanno “costretto” gli Stati coinvolti nella crisi a salvarsi con l’impiego di denaro pubblico, a seguito dei prestiti elargiti a bassissimo costo e non vincolati al solo finanziamento dei settori produttivi e delle famiglie . Se Draghi avesse valutato prima le conseguenze e le ricadute che le speculazioni avrebbero sul sistema europeo, di certo non avrebbe parlato di morte del modello sociale dell’Europa. Le sue dichiarazioni hanno fatto storcere il naso ai tanti manifestanti scesi nelle piazze europee per protestare proprio contro le manovre delle banche. Draghi, quel modello sociale che secondo lui non esiste più, avrebbe potuto ricostruirlo non in base ai suoi “interessi”, ma in base a quelli dei cittadini europei. Interessi che non sono quelli dei prestiti. Maria Laura Barbuto(Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • La crisi dell’Eurozona al vertice Cina-Ue

    Mercoledì, Febbraio 15th / 2012

    Commissione europea / Consiglio Ue / Cina / Esteri / Vertice / Eurozona / Wen Jiabao / Van Rompuy / Manuel Barroso

    La crisi dell’Eurozona al vertice Cina-Ue

    La Cina pronta a comprare l’Europa

    Pechino – Nelle scorse si è aperto l’atteso vertice tra i leader dell’Ue e i reggenti della Repubblica Popolare Cinese. Al centro del summit c’è stata la partecipazione cinese nell’acquisto del debito sovrano europeo: operazione finanziaria comunque osteggiata da molti analisti e politici del Vecchio continente, timorosi che dietro l’apparente salvataggio ci sia in realtà la volontà di acquisire comparti strategici dell’economia e dei servizi europei. Ad accogliere Herman Van Rompuy e Manuel Barroso il Consigliere del Ministero agli Affari Esteri Hua Chunying e – ovviamente – il premier, Wen Jiabao (al centro della foto) il quale ha dichiarato che il suo paese sarebbe “preparato a un dialogo anche sulle questioni più delicate, tra le quali i diritti umani, in un confronto aperto con l’Unione Europea.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Van Rompuy: acquietare il “dio mercato” con ridimensionamento sovranità nazionali

    Van Rompuy: acquietare il “dio mercato” con ridimensionamento sovranità nazionali

     Giovedì, 1st Dicembre/ 2011

    – di Sergio Basile –

    Consiglio Ue / Crisi / Sovranità Nazionale / Summit /  Van Rompuy / Monti

    Van Rompuy, per acquietare il “dio-mercato”

    auspica ridimensionamento  delle sovranita’

    nazionali

    La probabile nascita di un superstato Ue dietro

    gli euro summit  di 8 e 9 dicembre

    Bruxelles – Ormai appare chiaro come la risposta dell’Ue alla crisi palesi una precisa volontà di riforma dei trattati europei, protesa ad irrobustire l’accentramento dell’Ue e dei poteri della stessa Commissione Europea. In merito non lascia dubbi – infatti – l’ultima esternazione del presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy (foto): “per stare in una zona euro che abbia una struttura credibile occorre sacrificare la sovranità nazionale”. Il fine di tutto ciò sarebbe – a giudicare anche dall’eco di risposta del premier italiano Mario Monti – l’acquietamento della fame dei “mercati”: “Il 10 dicembre – ha dichiarato – avremo una visione presso i mercati sulla bontà di quello che avremo fatto o meno”.Ma in attesa dei fatidici summit, i paesi dell’eurozona sono ancora lontani su quasi tutto: ruolo della Bce ed eurobond in testa. Intanto il dio Mercato ingrassa.

    Sergio Basile