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  • Moro, Kissinger e l’usura: nuove ricostruzioni e ipotesi

    Moro, Kissinger e l’usura: nuove ricostruzioni e ipotesi

    Martedì, 25 settembre / 2018

    – di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa, Sergio  Basile, Henry Kissinger, Aldo  Moro,  Cinquecento  Lire,  Usura             

    Moro, Kissinger e l'usura: nuove ricostruzioni e ipotesi

    Nuovi spunti di riflessione sul caso più scottante della politica italiana

    a 44 anni dalla minaccia di Henry Kissinger, durante la storica

    visita di Aldo Moro alla Casa Bianca

    (Memorandum of Conversation, White House, Washington, 25 settembre 1974)

     

    di Sergio Basile

    moro - kissinger

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa: Sulla lunga strada della sovranità      

    Catanzaro – di Sergio Basile Il Tiramisù è uno dei dolci più conosciuti della tradizione culinaria italiana: famoso fin dagli Anni Sessanta è diventato negli ultimi decenni il simbolo per eccellenza della dolcezza nostrana nel mondo. La tradizione ne contende la paternità tra Roberto Linguanotto e Speranza Garatti. Così come avvenne per il perfezionamento della ricetta del dolce in seno a tali affermati chef, la scoperta che tutto il mondo ci invidia, la strada verso la sublime scoperta monetaria del Professor Giacinto Auriti – il genio di Guardiagrele – è stata costellata da febbrili decenni di studio in materia giuridica e monetaria, ma anche da concatenate intuizioni e stadi di crescita, progressive e rinnovate consapevolezze, esperimenti, osservazioni e comparazioni con gli studi di grandi uomini del passato che hanno portato alla prodezza empirica dell'elaborazione auritiana:

                            il dolce ideale, confezionato a vantaggio dell'umanità,

                  per contrastare l'amarezza senza fondo della piaga feneratizia!

    Serebbe un errore, tuttavia, separare e decontestualizzare la scoperta auritiana dal fil rouge della storia passata e trapassata. Auriti si pone, evidentemente, in continuità con un glorioso passato, ricapitolato mirabilmente nell'esperienza anti-usurocratica dei "francescani" Monti di Pietà medievali e nella tradizionale Dottrina Sociale della Chiesa, figlia a sua volta dell'originaria "Dottrina Monetaria di Mosé": miracolo spirituale ed economico che, oltre mille anni prima della venuta di Gesù Cristo, vide nascere in Medioriente la prima moneta-convenzionale a credito della storia (il Mamré) e le prime cooperative creditizie, organizzate in tribù. Quindi, come in pittura la perfezione del gioco d'ombre e del realismo di Caravaggio non poté realizzarsi senza le premesse sugli studi della prospettiva di Giotto;  come l'elicottero sperimentale di Enrico Forlanini (1877) non avrebbe avuto ragion d'essere senza gli studi sulla "vite aerea" del Codice Atlantico (1480) di Leonardo Da Vinci, oggi non potremmo celebrare a pieno le lodi del professor Auriti, e non potremmo apprezzarne il genio assoluto, senza riconoscere e comprendere la grandezza dei suoi predecessori ed il loro contributo alla causa della libertà. Ovviamente, cedere alla facile tentazione di tracciare un'ipotetica scala di valori sul grado di sensibilità di tali giganti della storia, "classificando" personaggi di epoche diverse – protagonisti a loro volta di diversi stadi di perfezionamento della fattispecie giuridico-monetaria – rispetto alla "verità auritiana", risulterebbe anacronistico. Ogni facile paragone tra Auriti e i suoi storici predecessori, volto magari a ridimensionare lo spessore di questi ultimi o a colorarne i contorni con un filo di ironia, risulterebbe infatti fortemente ingeneroso e inopportuno verso costoro.

    Il fatto che il genio Giotto non comprese il segreto del contrasto dei chiaroscuri e della luce

               nel miracolo della tridimensioalità delle figure, chiara al genio Caravaggio,

                                  di certo non può esser un motivo valido

                       ad adombrare la grandezza del primo rispetto al secondo.

    Ciò dal momento che gli eventi storici, come ben sappiamo e come ci insegna Gian Battista Vico, hanno sempre seguito moti evolutivi unici ma ciclici e sono stati caratterizzati da stadi di sviluppo ben definiti e ugualmente preziosi. Questa realtà evoca l'immagine dei granelli di sabbia di una clessidra, cadenti a cascata e in perfetta successione. Essi segnano il tempo e perseguono una comune missione: riempire la base dello strumento vitreo svuotando nel contempo la parte superiore, seguendo un preciso ritmo. Così è per i giganti che precedettero la scoperta auritiana: tante tessere di un domino che hanno segnato la storia degli ultimi venti secoli, facilitando la comprensione dello strumento monetario, verso lo smascheramento delle strategie dell'usura internazionale. Esse hanno riempito di valore e dignità la base della società (la comunità sociale degli esseri viventi) svuotando di senso e valore i vertici del potere monetario e politico.

                 L'inarrivabile Prof. Giacinto Auriti e i suoi illustri predecessori,

                  sul lungo e tortuoso sentiero della lotta all'usura monetaria

                 – tra i quali citiamo il tandem presidenziale Lincoln-Kennedy –

                    rappresentano un modello per tutti gli studiosi di moneta

                               che si accostano seriamente all'argomento.

    Si tratta di un terreno di ricerca ostico ed impervio che, in un modo o nell'altro, non può che ricondurre le fila dell'indagine storica ai misteri del cartello bancario e ai complotti "religiosi" orchestrati dalle grandi famiglie di banchieri internazonalisti, d'estrazione ebraica e fede talmudica, capaci di influenzare con la nascita delle banche centrali, le loro pertinenze e le loro azioni concertate, il destino di intere nazioni e continenti. La volontà univoca e il comun denominatore all'azione degli eroi che contrastarono il cartello bancario e la "rivoluzione monetaria", può evincersi nell'indomabile necessità di mettere in dubbio i dogmi bancari. Tale priorità l’aveva avvertita, sia pur parzialmente e con pathos probabilmente minore rispetto ai primi, anche Aldo Moro, dando segnali incoraggianti dal suo esecutivo, malgrado la disastrosa esperienza del “compromesso storico” sancito dalla stretta di mano con Enrico Berlinguer il 28 giugno 1977.

    Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

     

    Moro, Kissinger e l'usura: nuove ricostruzioni

    e ipotesi

    Nuovi spunti di riflessione sul caso più scottante della politica italiana

    a 44 anni dalla minaccia di Henry Kissinger, durante la storica

    visita di Aldo Moro alla Casa Bianca

    (Memorandum of Conversation, White House, Washington, 25 settembre 1974)

     

    di Sergio Basile

    Scritto tratto, in parte, da: "Il Prezzo della Libertà. La Grande Truffa della Moneta in 5 Mosse"

    di Sergio Basile, Ed. Solfanelli, 2018

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     Il Caso Moro e l'usura da moneta-debito             

    Washington, Romadi Sergio BasileMoro nella seconda metà degli anni Sessanta, decise di sottrarsi, sia pur in parte, dal pressing forzato dei potentati bancari e di "risollevare l’economia nazionale" emettendo biglietti di Stato a corso legale, "pare" senza bisogno di chiedere prestiti via Bankitalia o FMI (1): così facendo egli avrebbe posto (restiamo rigorosamente nel condizionale) l’obiettivo morale di assolvere ai bisogni del popolo italiano, ricorrendo alla cosiddetta

                                             emissione sovrana senza debito.

    Ma, come vedremo, questa pagina di storia resta ancora avvolta da dense nebbie, difficilmente diramabili, per ragioni che spiegheremo di seguito. Trent’anni dopo il Professor Auriti ebbe il gran merito di superare questa sia pur provvidenziale ricetta dei "biglietti di Stato", comprendendo — rispetto a Moro, ma anche ad Abramo Lincoln, John F. Kennedy, Andrew Jackson ed altri eroi della contro-rivoluzione monetaria — l’importanza di elargire a ciascun cittadino la propria quota di moneta-credito, attribuendone loro la proprietà diretta (reddito di cittadinanza a credito) e andando così oltre la mera spendita di moneta statale senza debito. In tal guisa Auriti aprì nuovi orizzonti di sviluppo socio-economico, sormontando l’ottica  del circoscritto limite dell'investimento statale e liberando inimmaginabili "valori" ed energie economico-finanziarie, fino ad allora sconosciuti alla sfera degli economisti classici: incapaci storicamente di comprendere a fondo il concetto di "moneta-credito". La panacea alla guerra del sangue contro l’oro giunse grazie alla scoperta della Teoria del Valore Indotto della Moneta (2), l’unica arma pacifica capace di ridonare dignità ai cittadini in un contesto di democrazia integrale, svincolando la coscienza nazionale da perigliose e fuorvianti elucubrazioni economiche innestate sia nel mito del dio-stato che nel giogo dell’onnipotente banca centrale.

    (1) Fondo Monetario Internazionale  / FMI / IFM – Il Fondo Monetario Internazionale (International Monetary Fund) è un'organizzazione internazionale a carattere universale (e mondialista) istituita il 27 dicembre 1945 (nata ufficialmente nel maggio del 1946) e composta dai governi nazionali di 189 Paesi. Con la Banca Mondiale rientra nelle cosiddette organizzazioni internazionali di Bretton Woods. (2) Cfr.: Sergio Basile, "Il Prezzo della Libertà. La Grande Truffa della Moneta in 5 Mosse", Ed. Solfanelli, 2018 – Capitolo XII; Conclusioni – par. 7.

     La politica monetaria di Aldo Moro                      

    L’impegno di Aldo Moro nella ridefinizione della politica monetaria nazionale fu significativo ma marginale, o meglio non decisivo, e comunque segnato dai ben noti fatti di cronaca nera consumatisi in quei drammatici anni. Lo statista democristiano tra gli Anni Sessanta e Settanta finanziò la spesa pubblica per cinquecento miliardi di lire attraverso l’emissione di biglietti di Stato da 500 lire (emissioni Aretusa (3) e Mercurio (4): (*) la prima emissione fu normata con i DPR del 20 giugno 1966 e 20 ottobre 1967, del Presidente Giuseppe Saragat (5); (*) la seconda mediante DPR del 14 febbraio 1974, firmato Giovanni Leone (6). Le 500 lire di Moro erano emesse senza ricorrere al processo bancario e debitocratico della cartolarizzazione (Cfr.: 8.3.1) e con dicitura “Repubblica Italiana”, perché immesse nel circuito economico direttamente dallo Stato, per la spesa pubblica. Esse prevedevano, in aggiunta, la scritta “Biglietto di Stato a corso legale”, in quanto garantite dall’autorità statale. Essendo slegati dalla Banca d’Italia, tali biglietti di Stato, secondo una delle tesi più diffuse tra numerosi studiosi di settore, “non avrebbero generavano debito e interessi passivi”: cioé sarebbero stati agli antipodi dei biglietti emessi sia da Bankitalia (1947) che dall’odierna BCE. Le 500 lire del 1947 recavano impressa, invece, la scritta “Banca  d’Italia” assieme alla dicitura “Pagabile a vista al portatore” (perché cambiabili con monete statali).

        L’Italia in quel frangente storico poteva emettere monete ma non banconote,

    che doveva acquistare dal Fondo Monetario Internazionale tramite la Zecca di Stato.

                         Moro permise l’emissione di monete a valore 500 lire,

                   nonché (in deroga) l’emissione contemporanea del cartaceo.

    In seguito all’assassinio del politico, che si consumò a Roma il 9 maggio 1978, e alle dimissioni anticipate di Leone, l’Italia smise di emettere cartamoneta di Stato, tornando sistematicamente schiava dell’usura internazionale e dei processi bancari di cartolarizzazione.

     Moro, Mattei, Caffé, Dossetti, La Pira                      

    Moro, con la sua parentesi politica, malgrado il compromesso rosso, provò in qualche modo a cambiare gli equilibri internazionali: passo sancito anche dalla sfida lanciata al monopolio dell’FMI e, in aggiunta, al tentativo di realizzare la sovranità energetica del Paese, cercata da Enrico Mattei, passando per il pieno sviluppo e l’indipendenza dell’ENI.

                Furono questi i tasselli che accomunarono nel bene e nel male

                        le vite di Enrico Mattei (ucciso nel 1962), Aldo Moro

               e Federico Caffé (scomparso misteriosamente il 15 aprile 1987).

    Va ricordato ad onor di cronaca come Caffé, sia pur formatosi nel fumoso humus statalista di stampo neo-keynesiano, fu integerrimo e prezioso consulente dello statista della DC, nonché suo collaboratore all’interno di un gruppo allargato, esteso a uomini di chiaro stampo cattolico del calibro di Giuseppe Dossetti e Giorgio La Pira.

    (3) Vedi DPR 20-06-1966 e 20-10-1967 del presidente Giuseppe Saragat per le 500 lire cartacee biglietto di Stato serie Aretusa. (4) Vedi DPR 14-02-1974, del Presidente Giovanni Leone per le 500 lire cartacee biglietto di stato serie Mercurio, DM 2/4/1979.    (5) Biglietto di Stato serie Aretusa – Legge 31 maggio 1966.   (6) Biglietto di stato serie Mercurio – DM del 2 aprile 1979.

     La fuorviante pista a senso unico                                 

    Tra l’altro, va ricordato, come lo stesso Mattei scelse di appoggiare Moro apertamente, urtando evidentemente gli interessi della grande usura internazionale, padrona della moneta-debito e, secondo proprietà transitiva, di gran parte delle fonti energetiche planetarie. Per anni si indagò sul Caso Moro a senso unico, dissertando sul ruolo delle Brigate Rosse con tesi aleatorie e parziali, cercando di dare all’omicidio una connotazione politica in senso stretto o addirittura partitica, circoscrivendo quanto accaduto all’interno dei meri confini nazionali. Seguendo l’oscuro fil rouge brigatista, un’altra curiosa analogia che unì Caffé e Moro, fu l’omicidio del professor Ezio Tarantelli, allievo, amico e collaboratore di Federico Caffé, ucciso sempre dalle “fantomatiche” BR in data 27 marzo 1985. Qualche anno dopo l’omicidio, tuttavia, un vento nuovo spirò su Roma, andando a smorzare l’afa estiva che avanzava e l’ancor più insopportabile cappa di omertà: nel giugno e luglio del 1982, qualcuno iniziò a tirare in ballo gli Stati Uniti d’America. A rompere il ghiaccio bollente fu la stessa moglie dello statista, Eleonora Chiavarelli Moro in una esplosiva testimonianza:

            l’assassinio — sostenne la Chiavarelli, in tribunale — avrebbe fatto seguito

                      a serie minacce di morte avanzate da colui che indicò come

                                    una figura politica americana di alto livello.

     L'incontro a Washington e la Minaccia di Kissinger 

    Dello stesso tenore fu la denuncia resa in sede processuale da Corrado Guerzoni, portavoce di Aldo Moro. La frase incriminata sarebbe stata la seguente:

                        Lei deve smettere di perseguire il suo piano politico (…)

                        Qui, o lei smette di fare questa cosa, o la pagherà cara,

                                          veda lei come la vuole intendere.

    Una cosa è certa: il 25 settembre 1974 il Presidente Aldo Moro, in visita ufficiale negli Stati Uniti, a Washington, incontrò il Segretario di Stato Henry Kissinger (vedi foto giù in allegato: Memorandum of Conversation, White House, Washington, 25 settembre 1974, del quale prorio oggi, 25 settembre 2018, corre il 44° anniversario). Subito dopo il colloquio lo statista fu colpito da un malore e soccorso da Mario Giacovazzo (suo medico personale) e Giuseppe Giunchi (medico personale del Presidente Giovanni Leone): entrambi spinsero affinché Moro facesse rientro anticipato in Italia. Molti storici hanno offerto ricostruzioni parallele a quella ufficiale proprio in seguito a questi poco pubblicizzati eventi, fatti di portata epocale ma inspiegabilmente epurati dai libri di “storia”. Durante il processo, Guerzoni identificò la suddetta figura politica americana di alto livello in Henry Kissinger.

     Nuove luci e ombre sul Caso Moro                               

                           Ma Moro fu dunque un eroe o la semplice vittima sacrificale

                           di un sistema di cui lo stesso, volente o nolente, era parte?

    La verità assoluta la potremo cogliere solo al cospetto di Dio. Tuttavia riteniamo che la questione dell’emissione delle 500 lire di Moro aliene da qualsiasi laccio debitocratico sia un evento storico di difficile codificazione, ancora sospeso tra verità e mito e in buona parte avvolto nel mistero. Ciò poiché, ad oggi,

                    non adeguatamente avvalorato da alcun documento probatorio,

              gap riconducibile ai polverosi ed impenetrabili archivi della Banca d’Italia,

                      di Palazzo Chigi e del Palazzo delle Finanze di Via XX Settembre.

    A sostenere questa tesi citiamo, per completezza storica, anche autorevoli studiosi auritiani del calibro del Professor Normanno Malaguti, del Professor Francesco Cianciarelli — collaboratore di una vita del grande Professor Giacinto Auriti — e del Professor Antonio Pantano, quest'ultimo tra i massimi esperti di Ezra Pound. Comunque è altrettanto vero che, come sostiene il Professor Pantano, nel recente regime repubblicano ad autonomia limitata impostoci dal 1° gennaio 1948, i “biglietti di Stato” emessi furono moltissimi, come risulta dalla pubblicazione iconografica in due volumi, degli anni Settanta, della Banca Popolare di Novara (da nostra intervista al professor Antonio Pantano – 30 luglio 2018). D’altra parte anche dalla seconda metà dell’Ottocento furono emessi molti biglietti di Stato e sicuramente senza debito (da nostra intervista al professor Normanno Malaguti – 28 giugno 2018). Come argomentato dai suddetti studiosi, le 500 lire emesse sotto il Governo Moro furono le ultime, ma — anche a loro dire — non costituirono ragione per accreditare Moro, in senso assoluto, come “virtuoso” (da nostre interviste ai professori Francesco Cianciarelli e Antonio Pantano – luglio 2018). Secondo altre tesi e come sostenuto dallo stesso Professor Pantano:

             “La soppressione dello statista fu probabilmente dovuta al non

             aver condiviso con i suoi colleghi delle ingenti somme conferite

                                        da Gheddafi a partire dal 1972”.

    A nostro avviso la pista Kissinger-Usa non è comunque trascurabile e resta fino ad ora la più accreditata, sia pur la meno battuta. Infatti concordiamo tutti sul fatto che la dissoluzione sistematica della “sovranità monetaria” italiana fu riconducibile certamente agli Americani. Come ricorda Pantano (intervista del 30 luglio 2018):

    “Gli Alleati iniziarono con 640 miliardi di Am-lire stampati negli USA nel giugno del 1942

                                     e ristampati anche in Italia fino al 1949-50.

                        Il regime usurocratico italiano nel 1965 regolò con leggi

                                         la residua circolazione assorbendola”.

    Moro comunque – e questa è una certezza storica che nessuno potrà mai sottrargli – ebbe il merito acclarato di aver sfidato apertamente il Fondo Monetario Internazionale, longa manus degli Stati Uniti d’America e del Governo Mondiale: la vera ragione della sua morte risiede, probabilmente, nella memoria storica dei fatti legati a quel Memorandum e a quella tragica, sconcertante e febbrile mattinata del 25 settembre 1974, all'ombra del bianco colonnato in stile neoclassico della White House: simbolico richiamo – ci scuserete la divagazione – dei farisaici sepolcri imbiancati di evangelica memoria.

    Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

    Scritto tratto, in parte, da:

    "Il Prezzo della Libertà. La Grande Truffa della Moneta in 5 Mosse", di Sergio Basile,

    Ed. Solfanelli, 2018

    partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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      Memorandum of Conversation, White House, Washington, 25/9/1974 

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     Video correlato – B.A.R. e sovranità monetaria   

    Intervista B.A.R. Sergio Basile e Nicola Arena – YouTube

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    – di Roberto Pecchioli

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli,  Genova,  Ponte Morandi,  Crollo, tragedia, usura, Pound  

    Genova e la tragedia del Ponte Morandi: aveva ragione

    Ezra Pound

    Un'opera così non può crollare dopo soli 50 anni…

    Senza sovranità  monetaria assistiamo, ogni giorno che passa,

    alla demolizione programmata della Nazione

     

    di Roberto Pecchioli 

    con integrazioni a cura di Sergio Basile

    Crollo Ponte Morandi Genova

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Non volevamo crederci…                                         

    Genova – di Roberto Pecchioli Non volevamo crederci. Il crollo del Ponte Morandi, che noi genovesi, con una punta di provincialismo da colonizzati chiamavamo ponte di Brooklyn, è una tragedia sconvolgente, per il suo carico di vittime, dolore, distruzione e per le conseguenze terribili che si trascineranno per anni. Non è il tempo degli sciacalli, ma dei soccorsi, del cordoglio, dell’aiuto, della collaborazione. Tuttavia, non si può tacere, tenere a freno la collera per un’altra tragedia sinistramente italiana:

                un’opera di quell’importanza non può crollare dopo soli 50 anni.

    Per chi scrive c’è un che di personale, quasi di intimo nel dolore di queste ore. Bambini, partecipammo nel 1967 all’inaugurazione del ponte con tutte le scolaresche di Genova. Muniti di bandierina tricolore, appostati di fronte al palco, seguimmo la cerimonia, vedemmo con la meraviglia dell’età il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat attorniato da uomini in alta uniforme e dall’imponente figura del grande cardinale Siri, storico arcivescovo della città. Abbiamo percorso migliaia di volte quel ponte lunghissimo, settanta metri sopra la vallata del torrente Polcevera piena di case popolari e capannoni industriali della ex Superba, ogni giorno per decenni lo abbiamo visto e sfiorato andando al lavoro. Non c’è più ed è colpa di qualcuno. Parlano di fulmini, di un intenso nubifragio e di cedimento strutturale. Aspettiamo a tranciare giudizi, ma nel mattino della vigilia di ferragosto pioveva e basta. Nessuna alluvione, dagli anni 70 ne ricordiamo almeno sei, devastanti, nella città di Genova. Non sappiamo quanti fulmini si siano abbattuti in mezzo secolo sul manufatto dell’ingegner Morandi (pochi sapevano che a lui fosse intitolata l’opera), né quanta pioggia abbia bagnato da allora le imponenti strutture. Non accettiamo, non riconosceremo mai come valida la sbrigativa giustificazione di queste ore. Sarà qualunquismo da Bar Sport,

                   ma ci risulta che ponti romani siano in piedi da due millenni

    e non crediamo nell’incapacità dei progettisti. Però, negli ultimi decenni i crolli sono stati tantissimi, come le tragedie dovute all’incuria, all’insipienza, alla corruzione diffusa.

     L'infrastruttura di base verso la Francia             

    Il ponte (lungo 1182 metri e alto 90) con la strada sopraelevata che corre a mare nella zona centrale della città (gemello del Ponte General Rafael Urdaneta, in Venezuela – foto piccola in alto a destra – e in parte del più vecchio "Ponte Morandi di Catanzaro": ponte ad arcata unica, inaugurato nel 1962, alto 112 metri e lungo poco meno di 500 – foto piccola in basso a destra – Ndr), è l’ultima grande opera di una ex grande città. Nel 1967, Genova era un polo industriale con centinaia di fabbriche, importanti compagnie navali (l’armatore Angelo Costa fu per decenni presidente di Confindustria) la sede europea di multinazionali come Shell, Mobil, Esso, i cantieri navali, il gruppo Ansaldo, il porto più importante del Mediterraneo. Dopo la strada “camionale” del 1935 verso l’appennino, per realizzare la quale con sbocco sul porto fu spianata la montagna di San Benigno che divideva Genova dal suo ponente, il ponte rappresentava l’infrastruttura base per collegare finalmente la Liguria e l’Italia con la Francia. Mezzo secolo dopo, non abbiamo quasi più industrie, Genova ha perso un quarto dei suoi abitanti, è unita al Norditalia, pardon divisa dall’area più produttiva del paese dalla stessa strada degli anni 30, mentre la ferrovia per la Francia ha ancora un lungo tratto a binario unico. Identica sorte per i collegamenti tra i porti di Savona e La Spezia e l’entroterra.

     Da metropoli a cimitero                                          

    Da oggi, dobbiamo sopportare anche la tragedia del crollo della più importante infrastruttura in esercizio, piangere decine di morti e accettare la spiegazione che trattasi di tragica fatalità, pioggia, fulmini e saette. Non ci crediamo perché abbiamo visto all’opera la classe dirigente che ha trasformato in una quarantina d’anni una metropoli in un cimitero. Clientelismo sfacciato, una politica da curatori fallimentari o da necrofori, la grande bruttezza che ha sfigurato il mare e la collina, interi quartieri indegni di una nazione civile, il Diamante, le Lavatrici, il Cep, lo stesso Biscione, parte di Begato, palazzi costruiti esattamente sull’alveo di torrenti pericolosi, con le ricorrenti tragedie di cui siamo stati testimoni. I genovesi, o quel che ne resta, hanno affidato per decenni città, provincia e regione a una classe politica di livello infimo, che ha trascinato in basso il ceto economico e finanziario. E’ crollata l’industria pubblica, la vecchia Cassa di Risparmio, ora Carige, tanto importante da detenere il 4 per cento di Bankitalia, è nella bufera da anni per affari vergognosi, deficit mostruosi e dirigenti condannati in sede penale. La vecchia Italsider, ora Ilva, in gran parte è stata smantellata e quel che resta è sotto minaccia di chiusura. Al suo posto abbiamo una strada a scorrimento (relativamente) veloce, un piccolo sollievo ora che non c’è più il ponte. Il cosiddetto Terzo Valico, ovvero la linea veloce per Milano, in ritardo di almeno 30 anni, va avanti piano, tra polemiche e denari che vanno e vengono. La multinazionale Ericsson ha suonato la ritirata, distruggendo le speranze di un’ “industria pensante” che a Nizza, 190 chilometri da qui, è realtà da decenni ( Sophie Antipolis).

     Una tragedia italiana                                                

    Madamina, il catalogo è questo. Su tutto ciò si abbatte un evento funesto e terribile come il crollo del nostro ponte di Brooklyn. L’autostrada che porta alle luci di Sanremo e all’inferno migrante di Ventimiglia era considerata la più cara d’Italia. Un dubbio privilegio.

                  Ma dov’erano i politici liguri il cui compito era imporre la manutenzione,

           sorvegliare le infrastrutture di una terra che vive essenzialmente di due attività,

                                                      il turismo e i trasporti?

    Abbiamo quattro porti mercantili, raggiungere i quali sino a oggi era difficile, adesso è un’impresa da premio Nobel; alcune delle nostre località sono mete turistiche internazionali, Portofino, le Cinqueterre, Alassio, la Riviera dei Fiori. Ma, dicono le autorità preposte, è bastato un fulmine durante un temporale estivo ad abbattere per duecento metri, esattamente al centro, un ponte costruito decenni dopo il vero ponte di Brooklyn e molti secoli dopo la Lanterna, che guarda dall’alto, illumina le vergogne e ne ha viste tante. Una tragedia italiana, metafora e paradigma di una decadenza iniziata giusto pochi anni dopo la trionfale inaugurazione del ponte. Una città, Genova, che ha anticipato storicamente eventi di portata nazionale. I primi a volere l’unificazione della Patria, i primi nell’industria e nel commercio, ma poi i pionieri della denatalità, del degrado dei centri storici (con Genova, Ventimiglia), della deindustrializzazione, i settentrionali assistiti quasi quanto certe aree del Sud, l’arretratezza delle infrastrutture, i giovani che scappano. Fummo anche tra i primi ad affidarci politicamente alla sinistra: si trattava di una sinistra in gran parte comunista, astiosa, dogmatica, chiusa, testarda.

     Con Usura nessuno ha una solida casa…            

    Hanno regnato su un giardino e lo hanno trasformato in cimitero. Non diciamo e non pensiamo che buttino giù i ponti, ma sta di fatto che le pochissime opere realizzate nell’ultimo mezzo secolo sono le bonifiche delle aree industriali dismesse, al posto delle quali sono sorti poli commerciali legati ai soliti noti (Coop e affini) e varie colate di cemento per erigere imponenti centri direzionali in buona parte deserti, poiché c’è davvero poco da dirigere, da queste parti.  Le opere del passato sono obsolete, come l’invecchiata camionale e la ferrovia, l’autostrada che sbocca in porto è un budello pericoloso con code quotidiane di mezzi pesanti, accedere all’aeroporto è impresa acrobatica, nonostante la vicinanza alla città e la possibilità di costruire una bretella ferroviaria di un chilometro o poco più. Della metropolitana genovese il tacere è bello, poiché non solo è tra le più corte dell’universo, ma le sue stazioni sono soggette a frequenti allagamenti. Il ponte che univa le due parti della Liguria da oggi non c’è più. Viene il magone al pensiero di ciò che era, visto e vissuto con i nostri occhi, e ciò che è, ma ancor più fa tremare la certezza che da molte parti d’Italia altri possano descrivere situazioni analoghe o peggiori. Per questo fa tanto soffrire la tragedia del Ponte Morandi, orgoglioso simbolo caduto della nostra infanzia. Oltre il lutto di tante famiglie, è il segnale, un altro, di una nazione che, lei sì, è ormai preda del cedimento strutturale. Se anche fosse vero che un manufatto di migliaia di tonnellate è crollato per un fulmine e un po’ d’acqua, disgraziato davvero il paese dove accadono, giorno dopo giorno, da Nord a Sud, eventi di questo tipo. La tragedia è del 14 agosto. Mezza Italia è chiusa per ferie, l’altra metà implode, si accartoccia su se stessa: cedimento strutturale. Insieme, dichiarano fallimento; bancarotta fraudolenta.

                      Eppure i fondi per far fronte alle manutenzioni straordinarie di questo

              e di altre dozzine di ponti crollati negli ultimi anni, c'erano e ci sarebbero stati!

                              Ci sarebbero in abbondanza: basterebbe stamparli dal nulla,

                  come fa ogni giorno la BCE con il denaro-debito che si annida minaccioso

             nelle nostre tasche e che viene creato senza alcuna riserva aurea a copertura.

                     La moneta infatti, essendo uno strumento puramente convenzionale,

    deve essere stampata in quantità tale da ottimizzare il livello dei beni e servizi di un Paese,

    creando altresì esternalità positive in maniera tale da rendere davvero fruibili i servizi creati

                                                        ed i beni posti sul mercato.

           Ad esempio la manutenzione di un ponte rientra nelle cosiddette esternalità positive:

       infatti non basta costruire una infrastruttura: lo Stato, o meglio il popolo di una nazione,

                              deve anche dotarsi della moneta sufficiente a garantire

                    la sicurezza ed il corretto utilizzo e funzionamento dell'opera creata.

                   Aveva ragione Ezra Pound: "Con usura nessuno ha una solida casa".

           In tempo d'usura programmata (demolizione programmata di una nazione)

    succede questo ed altro! Allora chiediamoci tutti con un briciolo di onestà intellettuale:

                                         se non ora la sovranità monetaria quando?

                                                             (Ndr / Sergio Basile).

     

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2018 Qui Europa)

    con integrazioni a cura di Sergio Basile

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     Il video del crollo del Ponte Morandi a Genova   

    Il video del crollo in diretta del ponte Morandi a Genova

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     28 – 4 – 2016: Interrogazione sul Ponte Morandi 

    ShowDoc – Interrogazione sullo stato del "Ponte Morandi" – Senato

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      Con Usura – Ezra Pound – Testo e video               

    CANTO XLV, “Contro l’usura” – Ezra Loomis Pound

     

     

     

    Con usura

    Con usura nessuno ha una solida casa
    di pietra squadrata e liscia
    per istoriarne la facciata,
    con usura
    non v’è chiesa con affreschi di paradiso
    harpes et luz
    e l’Annunciazione dell’Angelo
    con le aureole sbalzate,
    con usura
    nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine
    non si dipinge per tenersi arte
    in casa, ma per vendere e vendere
    presto e con profitto, peccato contro natura,
    il tuo pane sarà staccio vieto
    arido come carta,
    senza segala né farina di grano duro,
    usura appesantisce il tratto,
    falsa i confini, con usura
    nessuno trova residenza amena.
    Si priva lo scalpellino della pietra,
    il tessitore del telaio
    CON USURA
    la lana non giunge al mercato
    e le pecore non rendono
    peggio della peste è l’usura, spunta
    l’ago in mano alle fanciulle
    e confonde chi fila. Pietro Lombardo

    non si fe’ con usura
    Duccio non si fe’ con usura
    né Piero della Francesca o Zuan Bellini
    né fu «La Calunnia» dipinta con usura.
    L’Angelico non si fe’ con usura, né Ambrogio de Praedis,
    Nessuna chiesa di pietra viva firmata: Adamo me fecit.
    Con usura non sorsero
    Saint Trophine e Saint Hilaire,
    Usura arrugginisce il cesello
    arrugginisce arte ed artigiano
    tarla la tela nel telaio, nessuno
    apprende l ‘arte d’intessere oro nell’ordito;
    l’azzurro s’incancrena con usura; non si ricama
    in cremisi, smeraldo non trova il suo Memling
    Usura soffoca il figlio nel ventre
    arresta il giovane drudo,
    cede il letto a vecchi decrepiti,
    si frappone tra giovani sposi
                                  CONTRO NATURA
    Ad Eleusi han portato puttane
    Carogne crapulano
    ospiti d’usura.

    (Ezra Loomis Pound)

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  • Post terremoto, l’ora della sovranità monetaria, non dell’elemosina di Stato

    Post terremoto, l’ora della sovranità monetaria, non dell’elemosina di Stato

    Giovedì, 1 Settembre/ 2016   

    di Nicola Arena

     Redazione Quieuropa, Nicola Arena,  Sete di Giustizia, Terremoto e ricostruzione, usura da moneta-debito, Giacinto Auriti, Amatrice, usura 

    Post terremoto, l'ora della sovranità monetaria,

    non dell'elemosina di Stato

    La "ricostruzione" in un sistema di giustizia sociale e

    monetaria che rifiuta l'usurocrazia di Stato

     

    di Nicola Arena / Sete di Giustizia

    Post terremoto, l'ora della Sovranità Monetaria, non dell'elemosina di Stato

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa                                                                     

    Roma, Amatrice – di Nicola Arena – Ad Amatrice si è celebrato l'ultimo saluto religioso a 37 delle 293 vittime (finora accertate) del gravissimo sisma che ha colpito il centro Italia. Intanto la Procura di Rieti ha aperto un'inchiesta per disastro colposo e ha sequestrato la scuola Romolo Capranica: pare – secondo le prime indiscrezioni trapelate – costruita nel mancato rispetto della normativa nazionale anti-sismica e con materiale scadente, ma su questo si pronuncerà la magistratura.  Intanto il governo assicura "tempi certi per la ricostruzione", ma numerose restano le perplessità, e di seguito vedremo meglio il perché. Da parte nostra – e della redazione di Qui Europa – in queste giornate di lutto e d’immenso dolore per le tante vittime, non resta che unirci nel cordoglio alle famiglie che hanno perso i propri cari, e a quanti in questo momento stanno passando ore d'angoscia per questa immane tragedia, destinata a segnare le esistenze di molti. Uniamoci in preghiera con e per tutte le persone che soffrono e in solidarietà con esse cerchiamo di attivarci nel nostro piccolo, anche materialmente.

     Ricostruzione: il cuore del problema                     

    La gente semplice si stà dimostrando molto solidale con i familiari delle vittime e con gli sfollati. Le raccolte fondi – salvo qualche vilissimo caso di sciacallaggio, anche su internt (con falsi profili di richiesta fondi, creati per truffare ignari donatori) – fino ad ora stanno andando molto bene. Indubbiamente tutte lodevoli iniziative che servono a farci sentire più vicini e più umani. Detto questo spero che il dramma serva anche a far svegliare le coscienze di chi ci governa: infatti non si ricostruisce una città con sola elemosina. Il governo adesso deve fare una scelta radicale in deroga a tutti i trattati europei e internazionali e al "Patto di Stabilità", l'assurda gabbia che vincola l'Italia a folli restrizioni di bilancio. Il governo deve e dovrebbe fare una cosa soltanto: emettere a credito tutto il denaro che serve per la ricostruzione degli edifici e per dare dignità e assistenza a questa povera gente. Politici e magistratura fate, dunque, il vostro dovere! Concedete finalmente quella sovranità monetaria che manca da troppo tempo ormai! Altrimenti il tutto resterà una triste semina nel campo delle illusioni e delle false promesse di circostanza e a pagarne le conseguenze saranno ancora una volta i cittadini.

     Post terremoto, l'ora della sovranità monetaria  

    Numerose sono state le vittime (293) e ci auguriamo che il loro numero si fermi per sempre. Molte abitazioni, strutture ospedaliere e fabbricati di ogni genere sono stati distrutti o danneggiati. Dopo, quindi, i primi soccorsi di questi interminabili giorni – e dopo tutti gli aiuti d’emergenza – la macchina organizzativa per la ricostruzione totale delle infrastrutture dovrà funzionare alla perfezione e per far questo occorre operare nei molteplici settori di competenza, come gli italiani stanno già facendo. Nessuno però venga a raccontarci che mancano i soldi per la ricostruzione e per ridare dignità a quella povera gente colpita dal terremotoNel momento in cui lo Stato per motivi urgenti come disastri, calamità naturali, povertà dilagante, ecc.., ha necessità di denaro, il dovere morale dovrebbe imporre al governo di mettere da parte tutti i trattati internazionali che limitano la sovranità popolare e privano la società dalla possibilità di poter effettuare scambi commerciali fra i membri della stessa comunità.

    Post terremoto, l'ora della Sovranità Monetaria, non dell'elemosina di Stato

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Moneta: valore convenzionale a utilità ripetuta 

    La moneta è una promessa di pagamento per ricevere in cambio beni e servizi, e dev’essere emessa, dunque, da un organo rappresentante la comunità; essa ha un valore convenzionale ad utilità ripetutaPer spiegare in maniera semplice la funzione monetaria, oggi abbiamo l’esempio crudo e reale del sisma che ha mietuto già fino a questo momento 293 vittimeAndiamo sul concreto e spieghiamo con parole semplici come dovrebbe mettersi in atto la procedura: 1) lo Stato effettuerebbe gare d’appalto per le singole ricostruzioni, 2) le ditte aggiudicatrici, attraverso le loro maestranze, metterebbero in campo uomini, mezzi e conoscenze specifiche, realizzando le opere commissionate; 3) Le opere ultimate sarebbero consegnate allo Stato4) lo Stato a questo punto emetterebbe la moneta corrispondente (promessa di pagamento); 5) i titolari delle ditte distribuirebbero ai loro dipendenti, di riflesso, una quota parte del denaro emesso; 6) Tutti i riceventi la moneta si rivolgerebbero ai negozianti e agli altri membri delle categorie produttive per ricevere beni e servizi (pane, vestiti, cibo, ecc..): ultima fase, questa, di una forma di "baratto" nella quale tutti hanno ricevuto, rispettivamente, il corrispettivo per le opere prestate. Lo Stato, seguendo l'iter sopra illustrato, potrebbe ottenere facilmente le strutture necessarie, i terremotati potrebbero ottenere finalmente la propria casa e la cittadinanza nuovi ospedali, scuole, ponti, stazioni ferroviarie e servizi vari.  Con la semplice emissione di strumenti convenzionali, cioé di carta e inchiostro – o bit elettronici digitati su una tastiera – la popolazione potrebbe ottenere sia le opere compiute sia l’equivalente in moneta circolante che serve a far lavorare e produrre altre persone, mettendo in moto l'economia ed apportando un surplus di ricchezza. E' tutto molto semplice, ma – nella pratica – tutto, volutamente e maledettamente complesso…

     Non elemosina: moneta proprietà dei cittadini 

    In effetti è ora di comprendere come la moneta concepita e veicolata nel modo giusto raddoppi il valore dei beni. Si chiama “moneta proprietà”. Oggi – e da troppi secoli ormai – ci ritroviamo in un regime usurocratico nel quale i popoli sono espropriati e indebitati del loro stesso denaro in una condizione di schiavitù permanente (1) perché costretti a pagare un debito non dovuto a una cerchia ristretta di privati che si sono arrogati ilegitimamente la proprietà del danaro; i popoli sono costretti, pertato, a ripagare un debito inestinguibile, nato in maniera artificiosa in seguito alla semplice operazione di emissione di pezzi di carta, da parte della banca centrale. Purtroppo In questo regime monetario l’unico modo per costruire le opere pubbliche è quello di amplificare il debito pubblico con il sistematico e conseguente aumento delle tasseDi fronte a questi drammi la ragione etica deve prevalere sull’imposizione legale realizzata attraverso quei trattati che fungono da cappio al collo dei popoli europei. Svegliamoci da questo torpore, armiamoci di coraggio e affrontiamo le emergenze sorretti da una forza purificatrice degli animi che spinge le nostre forze al servizio del prossimo. Non basta chiedere l’elemosina, occorre infischiarsene dei padroni del denaro.

    (1)  Cfr.: La Schiavitù Monetaria: una mostruosità storica dal 1694

     L'ora propizia                                                            

    Da troppo tempo ormai la gente subisce le angherie di ignobili parassiti. E’ giunta l’ora di unirsi nella solidarietà espressa ai vari livelli con assoluta sincerità e spirito di servizio. Abbiamo visto – e il terremoto ce lo ricorda con drammatica eloquenza – come non siamo eterni a questo mondo e in qualsiasi momento potrebbe arrivare, come un ladro nella notte, il "postino" che ci recapita l'estrema lettera di precetto: quella per l’altro mondo. Stiamo quindi pronti a ogni evenienza e con l’animo pulito. Che questo terremoto  serva anche a scuotere le coscienze di governanti e banchieri. Dio aiuti la povera gente e dia forza agli uomini di buona volontà. Per contro i "signori del denaro" cessino di sfidare l'ira di Dio e invertano, finché sarà ancora possibile, i loro piani di egemonia globale. La moneta torni ad essere uno strumento di moltiplicazione della ricchezza e delle opportunità, così come fu concepita all'origine, e non più uno strumento utilizzato per dominare sul prossimo.

    Nicola Arena (Copyright © 2016 Qui Europa)

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    Noi vogliamo che nasca di proprietà dei cittadini e che sia accreditata 

    ad ognuno come " REDDITO di CITTADINANZA ".

    DISEGNO DI LEGGE N°1282 SENATO XII LEGISLATURA 

    DIS. LEGGE N°1889 SENATO XIII LEGISLATURA

    Disegno di Legge proposto dal Sindacato Anti USura 

    Segretario Generale  avv. prof. Giacinto Auriti

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  • Italia. Il piacere dell’onestà. Ma non è una cosa seria

    Italia. Il piacere dell’onestà. Ma non è una cosa seria

    Venerdì,  24 Giugno/ 2016

     – di Roberto Pecchioli –

    Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, comunali, elezioni, Raggi e Grillo, M5S, Virginia Raggi, De Magistris, onestà, usura 

    Italia. Il piacere dell'onestà. Ma non è una cosa seria

    L'onestà dei grandi architetti dell'universo: gli "onesti" 

    che se ne fregano delle stragi Usa e dell'usura BCE  

     

    di Roberto Pecchioli

    L'onestà dei grandi architetti dell'universo

     I Pirandelliani – Quelli dei coretti sull'Onestà e "Bella Ciao"                   

    Roma – di Roberto Pecchioli  Luigi Pirandello poteva nascere solo in Italia. Il suo sottile nonsenso, il suo teatro nel teatro,  con i personaggi che escono da se stessi, i titoli della sua drammaturgia così evocativi sono assolutamente “nostri”. Le recenti elezioni amministrative lo hanno confermato, per cui non si sa se è l’Italia ad essere pirandelliana, o se è il grande agrigentino ad avere espresso una parte importante dell’anima nazionale. A Napoli, i sostenitori del sindaco uscente e vincente, l’ex Saint Just della magistratura Luigi De Magistris, hanno festeggiato la larga vittoria del loro beniamino cantando Bella Ciao. A Roma, i grillini entusiasti per  Virginia Raggi, urlavano “onestà” a gola spiegataChe paese anacronistico, e purtroppo ridicolo il nostro! A Napoli non si ricordano partigiani, a meno di prendere sul serio l’epica delle quattro giornate del 1943, De Magistris è sindaco da cinque anni, i fascisti sono assenti da settanta, ma loro cantano Bella Ciao! Imbarazzante vintage, anacronismo ridicolo che però spiega molte cose della decadenza nazionale, o forse rafforza la verità delle tesi di René Girard sul capro espiatorio. La comunità, o meglio la sua parte più stupida, ha bisogno di un nemico su cui scaricare frustrazioni ed errori. Tutti i mali di Napoli, che sono davvero molti, uno dei quali, a sentire il garante dei minori della Campania, è la banalizzazione, in alcune zone e contesti subculturali, dell’incesto (!!!!!!), sono da attribuire ai fascisti, dai quali De Magistris ha liberato il generoso popolo partenopeo. Oltretutto, la grande tradizione musicale napoletana è così ricca che, per festeggiare, potevano scegliere centinaia di canzoni meravigliose, tranne ‘O surdato  ‘nnammurato – troppo militarista – o Malafemmena – maschilista. No, Bella Ciao: siamo fuori dalla storia per manifesta inferiorità, o per analfabetismo funzionale. Così è, se vi pare, scrisse Pirandello, e magari a De Magistris succederà la signora Frola . Napoli e teatro, infine, sono sinonimi! Quanto a Roma, la pur gradevole Raggi Virginia (nomen omen) è stata accolta dai sostenitori pentastellati al grido di “onestà, onestà”. Poche settimane fa, la stessa invocazione risuonò a Milano, ai funerali un po’ new age di Gianroberto Casaleggio, ideatore  e, a quanto sembra, proprietario del Movimento di cui Grillo è l’immagine esterna.  Ma non è una cosa seria, come scrivevi tu, Pirandello che sei stato anche un po’ fascista . L’onestà sembra, a chi scrive, piuttosto una premessa che un programma politico, e comunque tra un abile venditore di auto usate di incerta moralità, ma colto e capace, ed un irreprensibile cretino io scelgo il primo senza esitare.  Il cretino e l’incapace, possono diventare disonesti ed anche malvagi, ma non c’è possibilità alcuna che smettano di essere cretini o incapaci. Un pessimo soggetto, ma intelligente, è sempre più affidabile, e può cambiare condotta.

    presunti terremoti politici in Italia

     Lo specchio nostro                                                                                             

    Pirandello fu lungimirante, nel Piacere dell’Onestà. Lo spiantato  Angelo Baldovino, dopo una vita di espedienti, accetta di sposare l’amante incinta di un marchese e tenere per suo quel bambino, e cambia, profondamente, definitivamente: “Ecco qua: uno ha preso alla vita quel che non doveva e ora pago io per lui, perché se io non pagassi, qua un'onestà fallirebbe, qua l'onore di una famiglia farebbe bancarotta. Signor marchese, è per me una bella soddisfazione. Una rivincita!“. Insomma, è imbarazzante che alla politica si chieda solo una "presunta" (evanescente) onestà. E’ ben vero che i fatti indicano malaffare e  corruzione, ma che la folla invochi onestà non mi piace, e mi sembra una prova ulteriore di una schizofrenia davvero pirandelliana. Io non credo affatto che gli elettori siano migliori degli eletti, e sono quindi persuaso che il popolo italiano di oggi, quello vero e reale, non quello idealizzato da mitografia o retorica, sia rappresentato in maniera esatta, paradossalmente, (“onesta”) dai suoi politici ed amministratori. Purtroppo! Ad esempio, si fa un gran parlare di evasione fiscale, confondendo barbieri con banchieri, piccole partite IVA con società di capitali.  Ma siamo bravi a parlare di evasione  ed evasori (specie se piccoli, brutti e cattivi) in un mondo che ci ammazza d'usura, senza comprendere chi sono i veri aguzzini e chi le vittime. Senza rinunciare a tirare carrozzoni usurocratici, di voto in vto, di promessa in promessa (Ndr). Come possiamo pretendere dai politici comportamenti irreprensibili, se la corruzione, anche la più spicciola, è tanto diffusa e ci riguarda personalmente? Disonesti sono gli altri perché non sappiamo più, o non vogliamo, giudicare le nostre stesse azioni. Il nostro vergognoso e comodo collaborazionismoImmanuel Kant era certo un grande filosofo, ma  un inetto nella vita comune: senza la sorella, forse sarebbe diventato un barbone nel gelo di Koenigsberg, ma quel suo principio “il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me” ha fascino, ma è fuori dalla realtà. L’uomo, certo, possiede gli strumenti intellettuali per perseguire il bene, ma senza un fine morale esterno non sa vivere che nel male, nel peccato.

     Marxismo pratico e disonestà diffusa                                                           

    Siamo materia, intelletto, spirito, ma se conta solo la materia (marxismo pratico), il bene ed il male non esistono più, l’autonomia morale ci porta al tornaconto, alla disonestà.  Il personaggio di Raskolnikov  in “Delitto e Castigo” ne è l’emblema. Il giovane pietroburghese uccide una sordida usuraia senza un vero motivo, per affermare la sua soggettività sciolta dai principi correnti, il suo essere legge a se stesso. Attraverso Sonia, prostituta per bisogno, incontra l’amore e l’Altro, e , catturato, comprende che deve pagare il conto del male fatto. Il romanzo termina con il protagonista che va ad espiare la sua pena, sicuro che Sonia lo aspetterà, e ci sarà per entrambi, dopo, una vita nuova. Per moltissimi, non è così, il conto, con o senza fattura, si deve evitare ad ogni costo. Prendi i soldi e scappa, come il titolo del film di Woody Allen. O, per rimanere alla cinematografia, la cifra del presente è quella della “tragedia di un uomo ridicolo”, Ugo Tognazzi alias Primo Spaggiari, che di fronte al rapimento del figlio, cerca di truffare i rapitori per salvare la sua fabbrichetta in crisi.  Di che cosa stiamo parlando, quindi, se poniamo una generica “onestà” in cima ai programmi politici, ma non cambiamo di una virgola il nostro gretto materialismo, non facciamo più alcun esame di coscienza, non cerchiamo di essere migliori ed onesti soprattutto nella nostra vita individuale e sociale, per poi immaginare, progettare e realizzare i cambiamenti sociali.

    L'onestà dei grandi architetti dell'universo

     L’onestà non è un programma politico                                                          

    La favola della volpe e dell’uva di Esopo sembra scritta per l’italiano contemporaneo: molto spesso l’intransigente onestà pretesa dagli altri non è che la frustrazione per non essere al loro posto. In psicologia sociale si chiama dissonanza cognitiva.  In tutti gli ambienti, la competizione per la carriera si basa sulla maldicenza, l’opportunistica adesione ai modelli dominanti, la ricerca dell’appoggio o della tessera “giusta”, la pratica di forme sempre nuove di disonestà. Tuttavia, pretendiamo dai giustamente disprezzati politici di essere irreprensibili, migliori di noi. Nel merito, poi, l’onestà non è un programma politico.  Forse, non ruberanno, e questo è bene, ma che cosa vogliono fare? Per ora, sappiamo che un assessore della nuova giunta romana, il professor Berdini, è un sostenitore dell’abbattimento di Via dei Fori Imperiali. Un entusiasta sostenitore di De Gaulle gridò al passaggio del generale : “A morte tutti  cretini”. Il generale rispose: “Vasto programma, giovanotto“. Senza un progetto per il futuro, un’idea di città, di Italia, di mondo, tutto diventa cronaca, colore, moda. E se non si rompe con il sistema, non sarà l’onestà personale a cambiare le coseSenza una morale comune, che può venire solo da principi comunitari condivisi, il ritorno della vita spirituale “in interiore homine” , il ripristino della legge naturale, dunque della legittimità secondo coscienza ed intelletto, e non la banale legalità di un mondo che, ovviamente, detta le regole per la propria riproduzione e conservazione , non certo per affermare un’idea di bene, vietata dal liberalismo di tutti i colori e dai cascami del postmarxismo occidentale, onestà è parola altrettanto vuota che democrazia, libertà, progresso. Contenitori all’interno dei quali ognuno pone la sua soggettività verità.

     "L'onestà" di Grillo e del M5S                                                                               

    Nello specifico politico dell’attualità, poi, l’onestà del movimento di Grillo si infrange contro un paio di scogli piuttosto seri. Chi controlla, in nome della conclamata “trasparenza” la mitica rete,  il sistema operativo Rousseau inventato dai Casaleggio, che dovrebbe risolvere tutti i problemi, come l’Elisir d’Amore di Donizetti? E la famiglia Casaleggio, che cosa rappresenta, una dinastia di eminenze grigie o una forma postmoderna di monarchia ereditaria con tanto di legge salica? Anche il nome Rousseau mette i brividi, perché il pensatore ginevrino, straordinario esempio di incoerenza personale rispetto all’opera scritta, teorizza una “volontà generale” che sa tanto di follia giacobina alla Robespierre. Peraltro, anche l’Incorruttibile, devoto alla Dea Ragione, inventore del nuovo calendario illuministico (massonico – Ndr), si imbatté in qualcuno più radicale di lui, e ci rimise la testa. C’è di più: nell’orgia di idee rimasticate, i grillini parlavano di uscire dall’Euro o dall’Unione; adesso silenzio, anzi , corsa ad essere accettati nei salotti buoni, con la cravattina in tinta di Luigi Di Maio e la benedizione di alcuni settori dei poteri forti. Oppure, la vaga promessa di referendum, disonesta se non se ne chiariscono gli scopi veri e non si prende posizione, oltreché da chiarire sul piano giuridico. Una volta ancora, di che cosa stiamo parlando?

     L'onesto è chi ha onore…                                                                                        

    L’onestà cui aspirano sembra avvicinarsi alle pedanti raccomandazioni di Benjamin Franklin, la cui etica del mercante lo spingeva a non “sprecare tempo” in attività inutili (ragionare è una di queste), essere corretti e precisi negli affari perché “conviene”. Nessuna vera critica ad una realtà in cui prevalgono i numerosissimi Padron ‘Ntoni  dei Malavoglia di Verga, attaccati solo alla “roba”, o gli ipocriti, che seguono la corrente, per la quale l’onestà è un vocabolo omnibus, a definizione liberaIl vecchio, intramontabile vocabolario Zingarelli definisce l’onesto “chi ha onore”; tale è la radice latina, che richiama l’onus, il peso che si porta. Sì, perché l’onestà è un peso: costringe a non essere egoisti, a ragionare contro i propri interessi, spesso ad anteporre le ragioni altrui alle proprie. Quello è anche il concetto antico, rimosso, deriso dell’onore. Un intellettuale laico di scuola torinese “azionista”, seguace di Norberto Bobbio, Maurizio Viroli, lo definì spregiativamente un concetto premoderno. Aveva ragione: assai meglio l’immagine, ciò che sembra, appare, abbaglia, come il bel vestito, o il brutto, ma reso invidiabile come chi lo indossa dal marchio, dall’adesione acritica e cretina ad altri disonesti, quelli del consumismo!

    L'onestà dei grandi architetti dell'universo

     Gli onesti… che se ne fregano delle stragi Usa/Nato e dell'usura BCE   

    Non posso immaginare come possa essere onesta una civilizzazione che vive di pubblicità, ovvero di cosciente manipolazione della realtà, e di competizione economica, dove ogni bassezza è ammessa pur di conquistare quote di mercato.  Il punto è che per milioni di connazionali – e di europei – onestà è fare la raccolta differenziata dell’immondizia, non fumare in luogo pubblico, anzi non fumare affatto, inondare la quotidianità di regole e divieti per un mondo pulito come le stoviglie lavate con Mastro Lindo, batteriologicamente puro quanto certe acque minerali. Mi vengono in mente quelle persone che, mentre degustano una bresaola (marchio valtellinese, carne brasiliana) o una spigola al vapore, cibi energetici, salutari e leggeri, anzi light, danno degli assassini ai cacciatori, squittiscono se un genitore dà uno scappellotto al figlio, piangono per i morti del terrorismo islamico, ma se ne fregano delle stragi mostruose perpetrate nelle guerre promosse dagli Usa. Idem per l'usura esercitata dalla BCE, che anniente quotidianamente uomini, sogni, famiglie (Ndr). Ma loro sono buoni ed antirazzisti, i cattivi , come sempre, gli altri.

     L'onestà dei grandi architetti dell'universo                                                   

    E’ un’onesta igienizzata ed inutile, ed intanto in italiano se diamo del “dritto” a qualcuno, vogliamo enfatizzarne non la moralità o la probità, ma la capacità di farsi abilmente i fatti suoi. Sono persuaso che il pirandelliano “piacere dell’onestà” nulla abbia a che fare con un moto dell’animo, ma sia uno dei tanti rivoli della montante ipocrisia sociale, con l’indubbio vantaggio di porre se stessi dalla parte dei buoni, dei giusti, dei malcapitati in un mondo crudele, ma crudele solo quando non siamo noi a vincere la partita.  Pirandello allo stato puro: in tutti noi c’è un doppio, più virtuoso di quello reale, Uno, nessuno e centomila. Ciò che pretendiamo dagli altri è, di regola, quello che non riusciamo ad ottenere da noi stessi, e che, molto raramente tentiamo davvero di raggiungere . Onestà pubblica ed altrui invocata, pretesa perché le nostre sconfitte esistenziali sono colpa degli altri, della società, del destino, del cattivo di turno, come nello splendido “Siamo uomini o caporali ?” di Totò. Luigi Pirandello esordì nella grande letteratura, e forse nella filosofia, con Il fu Mattia Pascal, del 1904. Fallito sotto tutti i punti di vista, Mattia diventa Adriano Meis, ma passata l’iniziale euforia, ben poco cambia. Non si fugge da se stessi, a meno di cambiare davvero pelle. Non sembra che gli italiani abbiano questa intenzione: oggi sembra che, con il solito spirito gregario , l’Andrea Meis di turno sia a Cinque StelleIl potere vero lo sa, lo ha capito, e ce li ha mandati tra i piedi, ultimo jolly nel mazzo dei grandi architetti dell’universo. Finora, hanno vinto sempre, cambiando cavallo o fantino, persino ippodromo. Al Casinò di Sanremo , almeno c’è una possibilità su trentasette che la pallina rotoli sul numero giusto.  Altro che onestà, altro che Bella Ciao !

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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    a prestito una moneta (quindi viene indebitato) alla lunga dovrà

    pagare il suo debito con i beni reali di cui è proprietario

    o con i frutti del suo lavoro"

    Video in allegato

     

    di Francesco Lodi, Sete di Giustizia Genova

    sete di giustizia - Camere di commercio nell'occhio del ciclone

     Camere di commercio nell'occhio del ciclone                                              

    Genova – di Francesco Lodi – Cosa ci sta veramente dietro al decreto legge delega 124/2015?  Le camere di commercio hanno un costo pari zero per lo stato e sono l’unico ente che si autofinanzia e che negli ultimi due anni ha redistribuito, o messo a disposizione del mondo delle piccole medie imprese, più di 1 miliardo di euro. Con il decreto si vuol imporre un taglio indiscriminato dal 15 al 25% del personale svuotando di funzioni le camere di commercio; inoltre si obbligano le Camere a dismettere il loro patrimonio immobiliare. E’ ovvio che questo decreto sia un altro tentativo maldestro del governo di "fare cassa" a spese del piccolo tessuto industriale che già soffre. Poi, oltre a fare cassa con la svendita del patrimonio immobiliare, questo sarebbe un ulteriore regalo alle banche. Infatti tantissime imprese che oggi vanno avanti grazie al sostegno delle camere saranno totalmente in balia del sistema bancario. Infatti è innegabile che molte piccole e piccolissime aziende abbiamo attinto finanziamenti dalle camere di commercio e che queste siano servite da garante (tramite la rete confidi) in caso di prestiti bancari, abbattendo così i tassi di interesse delle banche.

    sete di giustizia - Camere di commercio nell'occhio del ciclone

     Una strategia iniziata con la svendita forzata della rete aziendale          

    Stiamo ormai raschiando il fondo del barile, infatti dopo la svendita delle aziende più importati del paese (1), rimane ben poco con cui fare cassa. Ma tutto ciò lo denunciamo ormai da anni, più e più volte: da quando, cioé, il compianto  Prof. Giacinto Auriti aveva svelato l’inganno della moneta debito e aveva avvertito che un popolo che prende a prestito una moneta (quindi viene indebitato) alla  fonte, alla lunga dovrà pagare il suo debito con i beni reali di cui è proprietario o con i frutti del suo lavoro. Siamo infatti debitori di tutto il denaro circolante emesso che dobbiamo restituire con gli interessi.

    (1) Vedi qui:

    Caso Ansaldo – L’ultima vittima coloniale della Grande Usura che ci sta devastando 

    Indesit Usa – Nel regno degli apolidi senza patria e senza Dio, un’altro caduto di lusso 

    Obama elogia Letta: Italia sulla strada giusta (il Precipizio) 

    Ciao ENI – Stratagemmi Democratici e Patetiche Lezioni – 2

    sete di giustizia - Camere di commercio nell'occhio del ciclone

     Moneta come strumento di servizio… non di dominio!                             

    Il professore aveva anche avvertito che con l’ingresso nell’euro l’Europa alla lunga avrebbe rischiato di far parte del terzo mondo (2), previsione verso la quale ci stiamo avvicinando sempre più. La povertà che avanza e la piaga del gioco d’azzardo che dilaga hanno un preciso significato: siamo in un tunnel senza via d’uscita. E' proprio vero: ci vorrebbe un miracolo, un prodigio che smuova i cuori e le coscienze dei nostri governanti, affinché decidano di emettere una moneta non come strumento di dominio sui popoli, ma una moneta al servizio dei popoli, cioè una moneta dove il popolo sia proprietario e non debitore. Quel miracolo si chiama DDL Auriti: ma nessuno in Parlamento ha osato presentarlo o difenderlo. Come mai?

    (2) Vedi qui: Moneta al popolo – 16.3 – Prof. Giacinto Auriti  

    EURO: ELIMINARE IL DEBITO O I POPOLI? – prof. Giacinto Auriti

    Francesco Lodi, Sete di Giustizia Genova (Copyright © 2015 Qui Europa) 

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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     Allegato – Svendita del Patrimonio aziendale nazionale – Nomi e Cognomi          
     
    Ecco a chi è stato svenduto il glorioso ed impareggiabile patrimonio aziendale nazionale (elenco parziale…). De Tomaso – Auto – (ai Cinesi); Ferretti-Yackt – (ai cinesi di Shig-Weichai);  Scotti – (agli spanoli Ebro foods); San Pellegrino, Buitoni, Perugina, Motta, Antica Gelateria del Corso, La Valle degli Orti, Maggi – (agli Svizzeri della Nestlè);  Gancia – (al russo Roustam Tariko); Parmalat, Galbani, Cademartori, Invernizzi, Locatelli  (ai  francesi di Lactalis); Algida – (alla Unilever, multinazionale anglo-olandese); Bertolli, Carapelli, Sasso, Minerva Oil – (agli spagonoli della Deoleo); Fiorucci alimentari – (agli Spagnoli Campofrio Food Holding);Peroni – (ai sudafricani di SABmiller); Ar Alimentari, leader nei pelati – (alla multinazionale anglo-nipponica Princes-Mitsubishi); Star – (agli spagnoli Agrolimen);Rigamonti salumi – (ai Brasiliani della Jbs); Bulgari, Emilio Pucci, Fendi, Acqua di Parma (ai francesi di  Lvmh); Chianti Classico Casanova ''azienda Gallo Nero'' –  (ai Cinesi); Gucci – (ai francesi Pinault-Printemps-Redoute); Pernigotti – (ai Turchi Sigh); Alitalia – (ai francesi); Coin –  (ai francesi di Pai Partners); Standa – (agli austriaci Billa); Gianfranco Ferrè – (al Paris Group di Dubai); Valentino – (agli ingressi di Permira); Fiorucci – (ai giapponesi di Edwin International); Bottega Veneta,Sergio Rossi calzature – (ai Francesei di François Henri Pinault); Safilo  – (agli olandesi di Hal Holding); Fastweb – (agli svizzeri Swisscom); Wind – (oggi ai russi di VimpelCom); Ercole Marelli, Fiat Ferroviaria, Parizzi,  Sasib Ferroviaria, Passoni & Villa –  (ai Francese di Alstom); Acciaierie Lucchini – (ai Russi di Severstal); Fiat Avio – (ai lussemburghesi di Bcv Investments sca); Benelli – (ai Cinesi di QianJiang); Sps Italiana Pack Systems – (agli statunitensi Pfm Spa);Edison – (ai francesi Eléctricité de France); Loquendo – (agli statunitensi di Nuance); tutta la grande distribuzione italiana è praticamente in mano ai francesi di Carrefour, Auchan, Castorama e Leroy Merlin, Leclerc. Senza scordare la leadership di aziende tedesche come Lidl ed Eurospin. Infine la Ciliegina Telecom, che – come noto – ha preso il volo verso Madrid. Per tacere sui passaggi di proprietà di squadre di calcio come Roma e Inter… ed altre assolute nefandezze di sorta, in quello che potremmo definire il "Britannia 2". (Tratto da Qui Europa)
     
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     Video in allegato – Auriti su euro e terzomondializzazione                     

    Moneta al popolo – 16.3 – Prof. Giacinto Auriti  

    EURO: ELIMINARE IL DEBITO O I POPOLI? – prof. Giacinto Auriti

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    Mercoledì, Giugno 19th/ 2013   – di  C. Alessandro Mauceri – Enrico Letta, Filippo Patroni Griffi, Monti, Berlusconi, Decreto del FARE, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Governo,  ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, Equitalia, Angelino Alfano, Pubblica amministrazione, Alessandro mauceri, Qui Europa, www.quieuropa.it  Italia – La Voglia di DisFARE del Governo Letta e la voglia […]

     

     

  • La Grecia e le forze occulte della sovversione – Burattini, Menzogneri e Usurai

    La Grecia e le forze occulte della sovversione – Burattini, Menzogneri e Usurai

    Martedì, 10 Maggio/ 2016   

     – di Sergio Basile –

    Redazione quieuropa, Grecia, Sergio Basile, Giacinto Auriti, Usura, scontri, Alexis Tsipras              

    La Grecia e le forze occulte della sovversione: 

    Burattini, Menzogneri e Usurai

    La portata distruttiva e gli ispiratori occulti delle nuove

    misure "ammazza Grecia" votate da Tsipras e dettate

    dall'UE, col benestare, sostanziale, dei sindacati

     

     

    di Sergio Basile

    Grecia e Forze occulte della Sovversione

     Grecia – Usura & Scontri                                                                                  

    Atene di Sergio Basile  Nelle ultime ore Alexis Tsipras ha trovato l'appoggio parlamentare per l'adozione di nuove misure "ammazza Grecia", che ovviamente diventano, per quel diabolico gioco di inversione dei termini e dei concetti (tanto caro al mondialismo giudeo-massonico) misure "salva Grecia". Secondo "Repubblica" Tsipras "vince un altro round in Parlamento e si prepara a giocare all'Eurogruppo l'ennesima partita cruciale per il salvataggio della Grecia". Traducendo dal gergo mondialista a quello italico (propriamente detto) potremmo dire che: Tsipras dopo aver preso in giro per l'enessima volta il popolo greco (attraverso la compiacente cricca parlamentare filo-massonica) si prepara a ricevere nuove pacche sulla spalla da Juncker (1) & soci (vedi foto sopra) in quella partita a carte truccate che porterà al definitivo annientamento del popolo greco.

    (1) Attuale presidente della Commissione europea

     Pensioni e fisco nel mirino degli usurai                                                        

    Tsipras con 153 voti a favore su 300 ha "ottenuto" il via libera alla nuova riforma delle pensioni e del fisco: un pacchetto di misure da 5,4 miliardi che dovrebbe servire a "sbloccare" l'ennesima tranche di "aiuti" necessaria per "evitare il default". Detta in altri termini: l'ennesima mossa criminale che renderà il gioco facile all'usura internazionale permettendo agli uomini della Troika di indebitare ancor più il popolo ellenico

     Le menzogne "dell'eroico" Tsipras e l'immobilismo degli "oppositori"  

    "Stiamo facendo di tutto per rimettere in piedi il paese ha esordito in Parlamento, mentendo,  Tsipras – e il 90% degli assegni previdenziali non sarà toccato. Abbiamo spostato il peso della crisi dalle spalle dei disoccupati e degli anziani a quelle di chi può permettersi di pagare un po' di più e investiremo i futuri surplus di bilancio per alleviare la crisi umanitaria". Ovviamente, menzogne a parte,  i termini usura e "moneta-debito" non sono vocaboli "autorizzati" e presenti nel repertorio del presidente del Consiglio greco. Il popolino non deve aver contezza di queste terribili verità. Ma la verità, come noto, viene sempre a galla. E' questione di tempo. Kyriakos Mitsotakis, segretario del partito "d'opposizione", Nea Demokratia, ha accusato il premier di "dire falsità", chiedendo pubblicamente elezioni anticipate (2). Anche fuori dal Parlamento – così come in aula, tra le cosiddette "forze di opposizione" – la protesta e i disordini hanno un ambiguo sapore di finzione. Alla protesta verace del popolo terzomondializzato (in 10mila si sono riuniti in piazza Syntagma per chiedere il ritiro delle riforme) si è unita quella delle forze sindacali e delle forze anarchiche: i soliti scontri e dissapori di facciata utili a far notizia; utili a dare l'illusione che qualcosa stia cambiando nella mentalità dei cittadini, ma altrettando utile ai media per sviare, dinanzi alle telecamere, il cuore della protesta: l'usura monetaria imposta dall'impero mondiale del capitale e non denunciata da chi – sindacati e oppositori – avrebbe il dovere morale di farlo.

    (2) Il centrodestra sarebbe davanti nei sondaggi. Tuttavia, mentendo/tacendo sull'usura che ha messo i sigilli alla gabbia greca, gli uomini di Mitsotakis adottano – come del resto avviene in Italia – strategie speculari a  quelle del "contestato" Tsipras e della stessa Europa giudeo-massonico-bancaria. Un giochino antico che si perde nei secoli.

     Le nuove misure ammazza-Grecia                                                                 

    Le misure ammazza-Grecia votate dai burattini del Parlamento greco porteranno ad un aumento delle tasse dirette e indirette per un "bottino" di circa 3,6 miliardi: l'Iva – già alta, quanto inutile – salirà dal 23 al 24%; mentre il reddito non tassabile scenderà a 9.091 euro.  Gli scaglioni di aliquote Irpef saranno rivisti; la mannaia della cosiddetta "tassa di solidarietà"  andrà ad abbattersi, invece, sui redditi più alti. Previsto, infine, un balzello sui giochi. All'attenzione del grande occhio dell'usura anche i cosiddetti "assegni supplementari". Il sigillo a quest'ennesimo crimine ora sarà apposto dall'Eurogruppo che – in virtù dei nuovi sacrifici umani votati – darà quasi certamente il via libera alla nuova "tranche di aiuti" (a morire) da 5 miliardi. Risorse necessarie a pagare, agli usurai della speculazione internazionale, 3,5 miliardi di debiti in scadenza (a luglio), ed "evitare il cosiddetto default". In merito c'è da dire come il ministro delle Finanze Euclid Tsakalotos, nelle ultimissime ore, abbia inviato una "proposta" a Bruxelles per trovare una "convergenza con l'Eurogruppo".

     Gli ispiratori di una strage democratica, legalizzata                                  

    Tecnicismi economici, questi elencati, degni del modus operandi dei più spietati regimi totalitari del Novecento. La sostanza, d'altronde, è proprio quella. Le forze occulte della sovversione mondiale (3) si servono ancora una volta di dogmi economici (falsi) per attuare quell'espropriamento di massa tanto caro ai regimi comunisti d'estrazione giudaico-massonica che sfruttano, per far ciò, tutte le armi messe a disposizione dal "Grande Fratello" neoliberista/mercatista (4). Non a caso Washington (uno dei centri propulsori mondiali della religione giudeo-massonica) ha chiesto alla sottoposta Unione europea  di iniziare da subito la "discussione sulla ristrutturazione del debito ellenico": preoccupazione paradossale e tendenziosa, in quanto protesa ad ingenerare nell'oponione pubblica la (falsa) consapevolezza che i grandi potentati Usa siano sensibili alla situazione greca, magari andando contro gli interessi della City of London e di Wall Street (i due grandi templi della speculazione internazionale: gli stessi che, indirettamente, finanziano le campagne politiche della Casa Bianca, attraverso le grandi corporations: lunga mano e/o costola del sistema bancario).

    (3) Vedi qui:  Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo, Bolscevismo (4) Vedi qui:  Giacinto Auriti: l’uomo che surclassò liberismo e socialismo

     Sappiamo bene che non si può "salvare" un popolo con i debiti              

    Allora ecco spuntare, ancora una volta, in diversi media tv e tabloid di regime,  il fantasioso ed ambiguo termine di "maratona negoziale" avviata per "salvare la Grecia". Ma ormai, per fortuna, grazie anche alla diffusione delle teorie auritiane, sempre più europei stanno aprendo gli occhi sul reale stato delle cose: non si può salvare un popolo con l'emissione di altri prestiti (pardon debiti) con interessi da usura, perchè caricare di interessi iniqui, per crisi indotte, le famiglie greche, italiane, ecc.., in difficoltà, equivale ad un ennesimo crimine contro l'umanità. Abominio che mamma tivvù dipinge, come sempre, addirittura come un atto eroico. Follia diabolica! E intanto i criminali dell'usura, ricevuti, nei giorni scorsi, in pompa magna dalla contro-chiesa modernista infiltratasi nelle Chiesa di Cristo, con un veleno mortale in un cibo delizioso, premiano Francesco. Vietato, nella tessitura delle laudatio della Grande Europa del "Premio Carlo Magno", parlare di usura monetaria! Ovvio! (5).

    (5) Vedi qui:  L’élite integrazionista del “Piano Kalergi” premia Bergoglio?

     Che ne è stato della grande questione morale della moneta-debito?      

    Ma che ne è stato, mi chiedo, della lettera sull'usura monetaria da moneta-debito (6) e sul sistema bancario europeista, tanto apprezzata (da Papa Bergoglio (7) ), inviata (8) a "Francesco I" in persona nell'Ottobre del 2013? Come mai Bergoglio non parla esplicitamente del grande crimine della moneta-debito che affossa paesi come la Grecia e l'Italia, nelle sue numerose esortazioni apostoliche ed encicliche sull' "economia che uccide"? Non sarebbe ora di dedicare un'enciclica anche a questo agghiacciante tema che condiziona, più di ogni altro, l'esistenza di miliardi di uomini e l'andamento di tutti i cicli economici globali?

    (6) Vedi qui:  Lettera a Papa Francesco – Uniti contro la Grande Usura Internazionale (7) Secondo quanto risulta dalla ricevuta di ritorno della raccomandata, in mio possesso. (8) Inviata Mercoledì 16 Ottobre 2013 (in forma A/R) dal sottoscritto (Sergio Basile) e dall'amico Rocco Carbone.

     Se Tsipras fosse davvero in buona fede                                                         

    Tsipras e il suo partito, dunque – tornando al "Caso Grecia" – se fossero stati davvero in buona fede – e se non fossero, come di fatto sono, burattini dell'UE – non avrebbero dovuto imbastire il nocciolo della questione sull'ottenimento o meno degli "aiuti" (a morire) da parte della Troika; piuttosto avrebbero dovuto rigettare in toto il sistema Troika e l'emissione a debito dell'euro da parte della BCE, così come lasciato intendere durante la loro campagna elettorale. Completamente tradita.

     Se i sindacati fossero davvero in buona fede                                                

    Questa situazione, tuttavia, non mi meraviglia più di tanto. Il partito politico, d'altronde, nella truffa-ideologica moderna chiamata "democrazia", si rivela sempre più quello straordinario mezzo di propaganda che illude il cittadino medio e strumentalizza, da sempre, il sindacato dei lavoratori: realtà "mitica" (come comprese benissimo il professor Giacinto Auriti) nata per rivendicare e – presumibilmente – difendere dei diritti, ma storicamente mai avversa al sistema bancario; realtà essenzialmente protesa ad innescare un eterno e fuorviante scontro tra il proletariato e la classe imprenditoriale, per l'accaparramento di quel surplus (tanto caro all'ebreo-tedesco Karl Marx) (9) già rubato a monte dai grandi controllori dell'emissione della moneta-debito. O – come avviene oggi in Grecia, nelle vane e strumentali proteste di piazza Syntagma – per fomentare un eterno ed irrisolto duello (speculare) tra tecno-finanza europeista e governo. Ma, per fortuna, le bugie hanno le gambe corte.

    (9) Vedi qui: Mistero Marx – Ruolo dei Sindacati e paradosso del Plusvalore secondo Auriti

    Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

     
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  • Europeismo e moneta-debito: armi contro la famiglia – Che fanno Adinolfi e Amato?

    Europeismo e moneta-debito: armi contro la famiglia – Che fanno Adinolfi e Amato?

    Lunedì, Marzo 14th/ 2016    

    – di Sergio Basile / Presidente Sete di Giustizia –

    Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Sete di Giustizia, partito della famiglia, Popolo della famiglia, Giacinto Auriti, moneta debito, usura, europeismo, Società per azioni, fantasma guridico, rivoluzione monetaria, reddito di cittadinanza, Mario Adinolfi, Giancarlo Amato  

    Europeismo e moneta-debito: armi sistematiche

    contro la famiglia

    Auriti e la necessaria, doverosa, rivoluzione monetaria

    per difendere la famiglia 

    Da che parte starà il neonato "Popolo della famiglia"

    targato Adinolfi-Amato?

     

    di Sergio Basile / Presidente  Sete di Giustizia

    Adinolfi-Amato - Europeismo - moneta-debito - famiglia

     Europeismo e moneta-debito: sistemi contro la famiglia                          

    Catanzaro, Roma – di Sergio Basile  Viviamo sempre più nella menzogna e subiamo, oggi più che mai, un periodo di grande confusione economica, culturale, politica e sociale. In questo marasma generale il popolo cattolico – prima vittima illustre dei fenomeni in questione – tenta di difendersi dai numerosi attacchi sferrati contro la vera Chiesa di Cristo, la famiglia nel suo complesso, l'uomo e la vita. Si tratta di una offensiva senza precedenti nella storia. Siamo nel bel mezzo di una nuova guerra di religione disputata, con nuove armi mediatiche, tra forze occulte anticristiane (ammantate di buoni propositi di facciata) e seguaci veraci di Cristo e della tradizione cattolica. Ecco perché – concordo con il professor Massimo Viglione – urge una decisa contro-rivoluzione culturale che animi l'azione del popolo cattolico (vedi qui Controrivoluzione culturale – Cattolici in politica: il vero vulnus e l’unico rimedio).

     Nasce il partito "Il Popolo della Famiglia"!?                                                 

    All'orizzonte, nel mezzo, avanza il "Popolo della famiglia" (vedi qui Convention del partito “Il Popolo della Famiglia” ) il neo-partito "pro-family" dei capofila Mario Adinolfi e Giancarlo Amato, (1tutto proteso  a porre al centro del dibattito politico una difesa del nucleo familiare, ad oggi in verità piuttosto debole, generica e monotematica, che sembra (ancora) non curarsi – a livello programmatico – di temi prioritari quali l'anti-europeismo (2) e la lotta all'usura da moneta-debito: entrambi nodi da sciogliere al più presto per tastare la buona fede del nascente e sedicente partito "pro-family".

    (1presidente di “Giuristi per la vita”

    (2atto ad oggi doveroso, per chi si professa vero cattolico e difensore della famiglia tradizionale

     Europeismo e moneta-debito: che farà il "partito della famiglia"?          

    Non è possibile, infatti, sostenere di battersi per la famiglia e dirsi nel contempo europeisti e/o magari non occuparsi della piaga della moneta-debito, emessa dalle banche centrali e creata dal nulla, senza alcuna contro-copertura aurea, nonché addebitata fraudolentamente sulle spalle dei popoli (vedi qui L’Inganno monetario dietro le grandi manovre di Bruxelles e Francoforte e qui L’essenza della truffa monetaria da Signoraggio – Il Denaro non ha Costi di Produzione) . Europeismo anticristiano, antiumano e mondialista (vedi qui     Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia) ed emissione monetaria a debito, sono oggi i due principali veicoli di annientamento della famiglia e delle sue prerogative. Entrambi fautori di debiti morali e monetari ormai insostenibili, inaccettabili. Da che parte decideranno di schierarsi tali potenziali e sedicenti "difensori della famiglia"? Sapranno davvero interpretare i sentimenti e la sete di giustizia dell'immenso popolo del family day? Staremo a vedere!

    Adinolfi-Amato - Europeismo - moneta-debito - famiglia

     Europeismo: storico difensore della moneta-debito                                  

    In attesa di segnali convincenti ed inequivocabili, cioé in attesa che il nuovo movimento politico "filo-cattolico" decida in concreto da che parte stare (a livello programmatico) dinanzi a questi due grandi temi, proponiamo di seguito una riflessione del grande professor Giacinto Auriti, il padre della "Teoria del valore indotto della moneta" (vedi qui Ecco perchè il denaro deve appartenere al popolo) e il primo a porre su scala mondiale, in maniera sistematica ed esaustiva, la grande questione monetaria dell'usura da moneta-debito, che l'europeismo (kalergiano, degasperiano, barrosiano, renziano… che sia) ha da sempre, storicamente, appoggiato e coperto (vedi qui L’Inganno monetario dietro le grandi manovre di Bruxelles e Francoforte e qui Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia).

     Grecia – Un fulgido esempio di europeismo                                                 

    D'altronde gli orrori del modello Grecia targato FMI-UE-BCE (Troika) sono sotto gli occhi di tutti (vedi qui Grecia e Disintegrazione dei popoli europei – Usura Ue e Realtà Deformata, qui Grecia Gabbia Sociale – Il lavoro imposto tramite il ricatto monetario, e qui Grecia & Co – La Crisi in Sintesi raccontata da San Tommaso d’Aquino). Altre verità di fondo, queste, che non possono indurre in errore un vero cattolico, portandolo a definirsi nel contempo cristiano e filo-europeista.

     La centralità della teoria auritiana in difesa della famiglia                       

    Auriti considerò da sempre la proprietà popolare della moneta quale vera panacea alle crisi economiche indotte e – di conseguenza – l'unica via per arginare lo sfaldamento economico e strutturale della famiglia (3) perpetrato dai grandi usurai mondialisti. Egli indicò il reddito di cittadinanza emesso a credito dei cittadini (e non a debito come sostiene il M5S) quale unica vera via per la realizzazione della democrazia integrale e della stessa Dottrina sociale della Chiesa  (vedi qui La Contro-Rivoluzione di Giacinto Auriti: l’era del Credito Pubblico, qui Reddito di Cittadinanza – Lettera Aperta ai Vescovi, di Giacinto Auriti e qui Proprietà Popolare della Moneta – Come uscire dalla crisi-truffa e riprendersi i propri soldi).

    (3vedi qui:

    La moneta Proprietà, come volano dell’economia

    Proprietà popolare della moneta: unica via

    Sovranità alimentare e sostanziale: Proprietà Popolare della Moneta unica via

    Adinolfi-Amato - Europeismo - moneta-debito - famiglia

     Giacinto Auriti: la necessaria rivoluzione monetaria                                 

    Giacinto Auriti – dichiazione video tratta da SAUS TV – "Bisogna stabilire quali sono i debiti e quali sono i crediti, se noi come cittadini abbiamo sempre pagato le tasse il cui ricavato va a finire nelle tasche degli azionisti della banca centrale, quegli azionisti hanno rubato! Ecco perchè si chiama società anonima ls.p.a.; perchè il ladro ruba di nascosto. L'anonimato serve per nascondere i grandi ladri. Come tutti i ladri rubano di nascosto. Dobbiamo fare la rivoluzione monetariaquando noi sappiamo che quel debito non esiste – perchè in gran parte noi abbiamo pagato il non dovuto – la moneta di cui siamo proprietari l'abbiamo avuta conteggiata come debito. Questo i magistrati lo devono incominciare a capire! La moratoria dei debiti è legittima in questo caso! Oramai noi siamo stanchi di queste culture serve della grande usura!

     Il grande esempio del magistrato Bruno Tarquini                                      

    Mi fa piacere ricordare una eccezione: Bruno Tarquini Procuratore Generale di Cassazione, il quale hdichiarato come "il tasso ufficiale di sconto che si paga alla banca d'Italia è il padre di ogni usura". Egli ha dato la patente di usuraio al governatore della banca centrale, in una relazione ufficiale fatta all'inaugurazione dell'anno giudiziario: questo vuol dire avere integrità morale e coraggio.  Ormai la dignità gratuita non esiste e bisognparlarne in tutti gli ambienti, sostenendo questo argomento: se sono fascisti o se sono comunisti, per me non significa nulla. Bisognrompere questo pregiudizio della destra e della sinistra ed accettare i candidati di qualunque partito purchè sostengano il principio della PROPRIETÀ  POPOLARE della MONETA.  Il grosso problema che noi abbiamo oggi è quello dell'usura…" (Giacinto Auriti)

    Sergio Basile / Presidente Sete di Giustizia (Copyright © 2016 Qui Europa)   

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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    Martedì, Marzo 25th/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Quarta Parte – di Giacinto Auriti  – I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, crollo dell'impero romano, i popoli cristiani erano demonetizzati, i misteriosi signori della moneta, sovranità politica e sovranità monetaria, legittimazione di uno strumento di dominio mondiale, […]

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Schiavi del sistema bancario imperialista – 5

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti. 5 – Moneta: Così si diventa schiavi del sistema bancario imperialista

    Martedì, Aprile 1st/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Quinta Parte – di Giacinto Auriti  – I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, crollo dell'impero romano, i popoli cristiani erano demonetizzati, i misteriosi signori della moneta, sovranità politica e sovranità monetaria, proprietà popolare della moneta, verso chi ci si inbedita, […]

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Governo Occulto e Nuovo Ordine Mondiale

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Governo Occulto e Nuovo Ordine Mondiale

    Venerdì, Marzo 11th/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Sesta Parte – di Giacinto Auriti  –  I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, Sistema Bancario, Redazione Quieuropa, il governo occulto, Nuovo Ordine Mondiale, Umanesimo Gnostico, il numero della bestia, liberalcapitalismo, Socialcapitalismo, falsa contrapposizione Usa-Urss, filiali dei […]

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Dalla Nuova Torre di Babele al Tempo della Grande Speranza

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Dalla Nuova Torre di Babele al Tempo della Grande Speranza

    Sabato, Aprile 12th/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Settima Parte – di Giacinto Auriti  –  I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, Nuovo Ordine Mondiale, Umanesimo Gnostico, il numero della bestia, liberalcapitalismo, Socialcapitalismo, Rothschild, Cavaliere rosa-croce 18° grado, valori spirituali sotto la polvere di musei senza visitatori, Il […]

  • Svizzera-Ue – Fine del segreto bancario? A quando la fine del segreto monetario?

    Svizzera-Ue – Fine del segreto bancario? A quando la fine del segreto monetario?

    Venerdì, Ottobre 30th, 2015

    – di Sergio Basile, Sete di Giustizia  –

    Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Sete di Giustizia, tassazione, controllo di massa, Svizzera, Segreto bancario, accordo con l'Unione europea, moneta debito, usura, evasione fiscale, segreto monetario, risoluzione Kofod, Jeppe Kofod 

    Banche, Economia e Società – Svizzera verso fine del segreto bancario?

    Svizzera-Ue – Fine del segreto bancario?

    A quando la fine del segreto monetario?

    Le maglie strette di "mamma unione" e l'omertà

    sul "segreto dei segreti"

     

    di Sergio Basile, Sete di Giustizia

    Segreto bancario - Svizzera

     Svizzera – Fine del segreto bancario?                                                             

    Zurigo, Bruxelles, Francoforte – di Sergio Basile, Sete di Giustizia  Nella votazione di martedì 27 Ottobre, il Parlamento europeo ha chiesto formalmente alla Svizzera di rendere più difficile per i cittadini UE esportare denaro all'estero, al fine dichiarato di stringere i cordoni contro l'evasione fiscale, rendendo più "limpidi" i conti bancari svizzeri. Secondo l'accordo di massima, siglato già in data 27 maggio 2015 (vedi qui Fisco: Ue- Svizzera, fine del segreto bancarioa partire dal 2018 l'Unione europea e la Svizzera si dovrebbero scambiare in maniera automatica informazioni afferenti ai conti bancari dei rispettivi residenti.   Il relatore che si è occupato della questione "trasparenza bancaria svizzera", Jeppe Kofod (S&D) si è espresso nei seguenti inequivocabili termini, seguendo un solo ipotetico imperativo: più trasparenza e "meno ipocrisia" (sic!). Ma sarà proprio così? "Non tollereremo – ha dichiarato il deputato Kofod – che persone fisiche o giuridiche nascondano i propri beni per evitare di pagare le tasse. Ogni volta che qualcuno commette una frode fiscale, sottrae denaro che potrebbe essere speso per l'istruzione o la sanità. Porre fine al segreto bancario è un passo importante nella battaglia contro la frode fiscale e in favore della giustizia fiscale".

     Le maglie strette di "mamma unione"                                                           

    La risoluzione "Kofod" è stata approvata ai voti con una "ovvia" e netta maggioranza di 593 preferenze, mentre solo 37 sono stati i pareri contrari e 58 le astensioni. Secondo l'Eurocamera L'obiettivo sarebbe quello di evitare che i "furbetti di turno" possano sfuggire alle maglie strette di "mamma Unione". Già nel mese di maggio 2015 l'Unione europea e la Svizzera avevano raggiunto un accordo anti-evasione (vedi qui Fisco: Ue- Svizzera, fine del segreto bancario). Lo scambio di informazioni tra Zurigo e Bruxelles riguarderebbe non solo le entrate (interessi, dividendi, ecc.) ma anche saldi e proventi derivanti dalla cessione di attività finanziarie, nel rispetto dello "standard internazionale sullo scambio automatico d'informazioni fiscali su base reciproca" definito dall'OCSE nel 2014.

    Segreto bancario - Svizzera

     L'ossessione insana dell'europeismo                                                             

    La risoluzione e il contestuale accordo di maggio con la Svizzera – come si legge nella nota diramata da Bruxelles – convergono su quattro punti al fine di permettere alle amministrazioni fiscali dei paesi europei e a quella svizzera di: 1) identificare i contribuenti coinvolti; 2)  rinforzare le leggi fiscali nazionali concernenti situazioni transfrontaliere; 3) monitorare a livello statistico i casi di evasione; 4) ridimensionare il numero e il tenore delle indagini fiscali da realizzare ex-post. L'entrata in vigore dell'accordo – in via di perfezionamento – dovrebbe scattare dal 1° gennaio 2017, mediante intesa tra Ue e governo svizzero, previa ratifica del Parlamento del paese transalpino. Il Parlamento europeo, ovviamente, non avendo alcun potere legislativo ha fornito solo un parere di merito, tuttavia – per chi avesse ancora dei dubbi in merito – palese appare l'impostazione ideologica di un Parlamento comunitario che si rivela sempre più passacarte della tecnocrazia bancaria al potere. La preoccupazione dominante è dunque ancora una volta la lotta ai "cattivi" evasori: vicenda alquanto paradossale nell'Europa dell'usura legalizzata. Tanta preoccupazione per impedire scappatorie fiscali ai tartassati cittadini che ignari continuano a sostenere, in un modo o nell'altro, coalizioni e partiti di vario colore, sedicenti europeisti. Ma che ne è del segreto de segreti? Perché cotanta preoccupazione non viene indirizzata per svelare il cancro della moneta-debito? Ancora troppi cittaddini italiani ed europei ignorano in maniera presocché totale l'inganno di base che si cela adietro le politiche di Bruxelles e Francoforte.

     L'occhio onniveggente, la trave e la pagliuzza                                              

    La moneta dovrebbe essere accreditata ai cittadini e non addebitata, per il semplice motivo che il valore monetario è oggi creato dai  cittadini del villaggio globale "accettanti", per mera convenzione: fattispecie meramente giuridica e che non ha nulla a che fare con l'economia e con le sue complesse funzioni. Il valore del denaro in verità, come dimostrò in modo esemplare il professor Giacinto Auriti, non è altro che un puro costrutto teorico e spirituale. I cittadini quotidianamente ignorano questa macroscopica verità e – plagiati dal sistema mediatico – prendono in prestito semplice carta straccia assolutamente non garantita da alcuna riserva aurea. Il valore del denaro, dunque, attraverso il pensiero umano viene rappresentato in un simbolo convenzionale, chiamato moneta (moneta-debito). Il sistema mondialista ed europeista al potere lo sa bene e da anni  utilizza questa subdola tecnica (incentrata sulla pura convenzionalità) anche per ingegnerizzare altri meccanismi monetari attualmente in uso: si pensi al esempio all'uso di moneta elettronica alla quale le banche centrali ricorrono per mantenere in piedi il "Sistema Target2" e alle connesse regolamentazioni interbancarie tra banche centrali (Vedi qui per approfondimenti – Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria che Dissangua l’Italia). La moneta, quindi, non ha alcun valore, viene creata dal nulla e addebitata ai popoli in maniera illegittima. Putroppo ancora molti, troppi, ignorano questi meccanismi. Ignorano cioé il ruolo reale delle banche centrali e, nello specifico, della BCE in Europa. Alla luce di questa incontrovertibile realtà decade ogni presunto "buon proposito" della casta europeista, tutta votata a "combattere l'evasione fiscale" (l'evalgelica pagliuzza del ben noto brano) senza guardare la trave conficcata nel proprio occhio "onniveggente".

    Sergio Basile (Copyright © 2015 Qui Europa) 
     
    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com
     

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       Video                                                                                                                

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      Approfondimenti                                                                                           

    L’età dell’inconsapevolezza – Tassazione come sistema di controllo e dominio dei popoli

    L’età dell’inconsapevolezza – Tassazione come sistema di controllo e dominio dei popoli

    Giovedì, Ottobre 15th, 2015 – di Nicola Arena / Sete di Giustizia Anguillara Sabazia – Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Sete di Giustizia, Anguillara Sabazia, tassazione, controllo di massa, l’inizio della colonizzazione mondiale da parte del Regno Britannico, informazioni inutili e fuorvianti, propaganda mediatica, professor Auriti, sistema delle imposizioni colonialiste, proprietà popolare della moneta, 3ª Guerra Mondiale, Potete ingannare tutti per qualche tempo e alcuni per tutto […]

    Moratoria e Delegittimazione della BCE: Rottamare la Fabbrica del Debito

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    Sabato, Luglio 18th/ 2015  – di Pasquale Leone e Sergio Basile / Sete di Giustizia – Redazione Qui Europa, Pasquale Leone, Fabbrica del Debito, Sete di Giustizia Lamezia Terme, Giacinto Auriti, Moratoria del debito, ruolo anacronistico della BCE, banche private, Commonwealth, Fondo Salva-Stati, sovranità politico-finanziaria  e monetaria, San Tommaso d'Aquino  Economia e Società / La fabbrica del Debito Pubblico Moratoria e Delegittimazione della BCE: […]

    Speciale – Grecia, Usura e Società Segrete

    Speciale – Grecia, Usura e Società Segrete

    Venerdì,  Luglio 17th/ 2015     – di Nicola Arena, Sete di Giustizia / Redazione QE – Redazione Quieuropa, Sete di Giustizia, Nicola Arena, Anguillara Sabazia, Giacinto Auriti,  Moneta Debito, Grecia, sistema bancario, JFK, Presidente Kennedy, Società Segrete, Massoneria, Protestantesimo, Giudaismo, Banca d'Inghilterra, Germania, Angela Merkel  Economia, Società Segrete e Moneta – Grecia, aiuti a morire Speciale – Grecia, Usura e Società Segrete […]

    Perchè non sorge la rivoluzione in Italia?

    Perchè non sorge la rivoluzione in Italia?

    Mercoledì,  Luglio 15th/ 2015       – di Giovanni Agostino, Sete di Giustizia Messina – Redazione Quieuropa, Sete di giustizia, Messina, Rivoluzione, Giacinto Auriti, Sistema bancario, rivoluzione monetaria, comune nemico, giovane media, calo dei matrimoni, concorrenza spietata, apatia generalizzata  Società ed Economia – Verso una provvidenziale rivoluzione monetaria Perchè non sorge la rivoluzione in Italia? La strada […]

  • Grecia Gabbia Sociale – Il lavoro imposto tramite il ricatto monetario

    Grecia Gabbia Sociale – Il lavoro imposto tramite il ricatto monetario

    Mercoledì,  Luglio 1st/ 2015    
     

    – di Nicola Arena, Sete di Giustizia Anguillara Sabazia 

    Redazione Quieuropa, Sete di giustizia, Nicola Arena, Anguillare Sabazia, Giacinto Auriti, guerra terrorismo, Grecia, sistema bancario, Scuola di Francoforte, ricatto monetario, moneta debito, Grande Menzogna della Tassazione, Tsipras, Caso Grecia, usura, FMI 

    Società, Economia e Moneta – E' necessario un cambiamento di rotta immediato

    Grecia Gabbia Sociale – Il lavoro imposto tramite

    il ricatto monetario

    Caso Grecia – Capire la moneta-debito: sterco satanico per eccellenza,

    utilizzato come mezzo di schiavitù per l'umanità.

    Come uscirne? La via c'è!

     

    di Nicola Arena, Sete di Giustizia Anguillara Sabazia 

    Premessa di Sergio Basile, Presidente Sete di Giustizia 

    Schiavi Grecia - Sete di Giustizia - Moneta e Lavoro

     Europa Gabbia Sociale: succo senza zuccheri aggiunti del Caso Grecia 

    Atene, Catanzaro Premessa di Sergio Basile, Presidnete Sete di Giustizia La Grecia non ha rimborsato – come ovvio che sia – la maxi rata di "prestito ad usura" all'FMI, che scadeva a mezzanotte. Alla luce di ciò, come possiamo definire oggi la Grecia, e di scorta l'Italia e la stragrande maggioranza dell'Europa, governata tramite il ricatto di un prestito monetario illegittimo da una élite liberal-capitalista e social-comunista a trazione massonico-sionista ? (1)

    (1) La legge non stabilisce di chi debba essere la proprietà della moneta e pertanto non legittima la privata BCE ad emettere euro e a prestarli a greci, italiani ed europei in generale. Viviamo dunque nella più totale illegalità e tra l'indifferenza di tutte le più influenti autorità morali, politiche, istituzionali e religiose (vedi qui Lettera a Papa Francesco – Uniti contro la Grande Usura Internazionale). 

     Verso il referendum farsa del 5 Luglio                                                             

    La Grecia è oggi costretta ad optare tra un referendum farsa (prossimo 5 luglio) per tornare alla dracma o restare nel carcere di Bruxelles; essa è dunque come quel moribondo posto dinanzi all'estrema scelta, cioé se morire impiccato o suicidarsi….  Intanto il 20 luglio scade la seconda rata di rimborso del prestito – verso la BCE – e tra un mese potrebbe esere default: ma un default sostanziale esiste già da anni!

    Schiavi Grecia - Sete di Giustizia - Moneta e Lavoro

     Grecia: omicidio o suicidio?                                                                             

    La verità è che il problema va riletto e posto al di fuori dall'opzione dracma-euro. il problema è se la Grecia deve continuare ad avere moneta a debito, o piuttosto non debba avere il necessario per "vivere" a credito (vedi qui Riflessioni sul Reddito di Cittadinanza auritiano e sull’ipotesi di fuoriuscita dall’Euro). Alexis Tsipras ha chiesto un nuovo salvataggio a FMI e BCE, ma – facendo il gioco dell'usura – non ha avuto il coraggio di dire la verità, cioé non ha avuto gli attributi per accusare di usura i propri interlocutori europei ponendosi nettamente fuori questo diabolico e "democratico" out-out (vedi qui Grecia-Italia – La Guerra del Sangue contro l’Oro non deve finire!).

     Grecia: Schiavi-lavoratori malati di debito                                                   

    La Grecia è di fatto un grande esperimento a cielo aperto: una grande gabbia sociale con 10 milioni di ignari schiavi lavoratori paganti dietro le sbarre e senza speranze, senza neppure saperlo! E' questo il succo acerbo e senza additivi e zuccheri aggiunti del "Caso Grecia" che da mesi/anni riempie senza alcun senso logico molti, o tutti i talk-show telecomandati dal banchiere di turno. La verità è molto più semplice ed immediata di quanto si possa pensare e passa dal rapporto malato tra lavoro e strumento monetario. Una rivoluzione pacifica e silenziosa, indolore ed incolore, capace però di uccidere miliardi di uomini. A capire meglio ci aiuta Nicola Arena, studioso auritiano di Sete di Giustizia, nella sua magistrale contro-analisi, focalizzata sull'interpretazione del rapporto tra lavoro e moneta.

    Sergio Basile, Presidente Sete di Giustizia 

     

    di Nicola Arena, Sete di Giustizia Anguillara Sabazia

    Schiavi Grecia - Sete di Giustizia - Moneta e Lavoro

     Gabbia Sociale – Il lavoro imposto tramite il ricatto monetario               

    Atene, Roma Nicola Arena, Sete di Giustizia Anguillara Sabazia – Ognuno deve contribuire con il suo lavoro al benessere della comunita’ in cui vive: tale giusta interpretazione del concetto di solidale convivenza civile e di obbligo morale, oltre che fisico e intellettuale, permette da sempre il raggiungimento di una progressiva forma di benessere e sviluppo della societa’. Questo comportamento sociale puo’ svilupparsi in diversi modi, 1) Può crearsi spontaneamente, come ad esempio nelle società primordiali, il lavoro, i vari ruoli e i comportamenti dei singoli individui si allineavano con dei codici esistenziali non scritti ma generati dalla necessità vitale; 2) Può essere imposto con la forza, cioè obbligando i cittadini a lavorare coattivamente, ovvero può essere prescritto in maniera meno visibile e più accettabile, cioè quella di rendere il lavoro, una necessità per l’uomo, siffatto modo di operare e programmare la società avviene per mezzo di uno strumento indispensabile che è la moneta. Il denaro assume un ruolo fondamentale nelle scelte politiche, condizionando ovviamente l'ordine precostituito e quindi degli esseri viventi.

     Moneta-Debito – Lo strumento (sterco) satanico per eccellenza              

    I detentori di questo strumento satanico (che è la moneta debito), ovverosia i grandi usurai, hanno la facoltà di rendere accettabile o meno il lavoro, inoltre possono permettersi il lusso di appropriarsi dei frutti del lavoro altrui senza lavorare e, quindi, potrebbero (e lo fanno di sicuro) corrompere intere categorie di uomini al fine di permettere l’attuazione di progetti sociali ed economici moralmente sbagliati (crisi economiche indotte, fame, miseria sociale, ingegneria sociale per destabilizzare la società – vedi qui La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmata – e corrompere e distruggere la famiglia – vedi qui La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione – Prima Parte e qui La Scuola di Francoforte: dalle droghe al gender – Seconda Parte – guerre – vedi qui La Guerra di Obama è la Guerra delle Banche Centrali: Giacinto Auriti insegna!, qui Giacinto Auriti e la Lettera aperta al Pentagono, per fermare il terrorismo, qui Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale e qui La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo: La guerra è uno sterminio di massa pianificato – ecc.);

     Moneta, Lavoro e Tasse: il giusto equilibrio della società organica            

    3)   Con la moneta proprietà dei cittadini (vedi qui Sovranità alimentare e sostanziale: Proprietà Popolare della Moneta unica via e qui Proprietà popolare della moneta: unica via) ogni essere umano avrebbe la sua quota parte di reddito che garantirebbe la propria sopravvivenza e quella dell’intera umanità (vedi qui La Contro-Rivoluzione di Giacinto Auriti: l’era del Credito Pubblico).Inoltre la moneta avrebbe anche il ruolo di monetizzare le capacità umane, renderle visibili e immagazzinabili all’interno dei simboli monetari. Le tasse sarebbero inutili (vedi qui Spinti a far Debiti dal mitico Stato-Apparato qui La Grande Menzogna della Tassazione – Prima Parte e qui La Grande Menzogna della Tassazione – Seconda Parte: Trichet difende ancora l’Euro) perché lo stato, per ottemperare ai suoi impegni, dovrebbe semplicemente emettere direttamente moneta (anche quella emessa, in luogo delle tasse, è sempre di proprietà dei cittadini che ne creano il valore accettandola) per far lavorare le persone e quindi dare loro l’opportunità di rendersi utili alla società. Senza denaro l’intera comunità, non avendo a disposizione lo strumento che monetizzi, quantifichi e quindi materializzi le capacità umane, non potrebbe svilupparsi e progredire, con la conseguente perdita di tutta la collettività.

    Schiavi Grecia - Sete di Giustizia - Moneta e Lavoro

     Solo con la moneta proprietà del portatore (e non degli spoeculatori)  

    Ogni persona per essere utile agli altri dovrebbe essere messa nelle condizioni di farlo. Solo con la moneta proprietà questo può esser reso possibile e solo nell'ambito di una società organica (vedi qui Moneta – Limiti dei sindacati e crimini moderni della società strumentale e qui Grecia & Co – La Crisi in Sintesi raccontata da San Tommaso d’Aquino). Perché la gente dovrebbe lavorare gratuitamente, quando esiste una bella invenzione, la moneta, che nasce come un contenitore, per garantire l’immagazzinamento e la trasportabilità del valore aggiunto creato dall’uomo.

     La convenzione che mette d'accordo tutti                                                     

    La convenzione mette d’accordo tutti, le leggi ne garantiscono l’applicabilità e il rispetto, sanzionandone chi ne fa un uso distorto. Una collettività che si priva dell’utilizzo di questa invenzione è masochista. Perché dovrebbe rinunciare a farlo? Quale persona sana di mente lo farebbe? Se solo le persone fossero a conoscenza della teoria del valore indotto scoperta dal professor Giacinto Auriti, (vedi qui Il Contenitore – Una truffa oltre il dualismo lira/euro) pretenderebbe immediatamente l’applicazione della proprietà della moneta al portatore, pretenderebbe inoltre la restituzione di tutti i debiti e degli interessi passivi pagati ingiustamente sui debiti non dovuti  (vedi qui Spinti a far Debiti dal mitico Stato-Apparato qui La Grande Menzogna della Tassazione – Prima Parte e qui La Grande Menzogna della Tassazione – Seconda Parte: Trichet difende ancora l’Euro).

    Schiavi Grecia - Sete di Giustizia - Moneta e Lavoro

     Dio vigila sulle nostre azioni, nel rispetto del libero arbitrio                    

    Dio vigila sulle nostre azioni, permette agli esseri umani di errare, nel rispetto del libero arbitrio che è la massima espressione di fiducia e rispetto verso i propri figli. Se l’uomo applicherà le regole consigliate da Nostro Signore Gesù Cristo, la via della salvezza sarà spianata e anticipata già in questo meraviglioso mondo. E’ necessario quindi un cambiamento di rotta, prima che questa terra sia ulteriormente oltraggiata e insieme con essa, anche l’intera sopravvivenza umana irreparabilmente compromessa.

     Un necessario cambiamento di rotta – Nella certezza del trionfo            

    Viviamo quindi sereni e vigili con la consapevolezza dei vincitori, quando riconoscono la loro forza spirituale basata sulla certezza del trionfo. Chi ha fede sa che la tempesta si placa quando è richiesto l’intervento Divino, noi quindi dobbiamo sempre operare vivendo ogni istante conoscendo di dover lasciare un giorno questa terra, nudi come siamo arrivati e consapevoli di aver vissuto per il bene proprio e nell’interesse del prossimo. (vedi qui Il messaggio di Fatima e la rivoluzione monetaria di Giacinto Auriti, qui Pasqua: il cuore del presupposto auritiano e qui Perchè Gesù Cristo è il Dio Vero – Riflessione del Prof. Giacinto Auriti per ulteriori riflessioni e approfondimenti).

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    Nicola Arena, Sete di Giustizia Anguillara Sabazia

     (Copyright © 2015 Qui Europa)

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    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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     Allegato – Supplica alla Madonna di Fatima, composta dal Prof. Auriti 

    Supplica alla Madonna di Fatima
     
    “Madre Santissima, 
    oggi i popoli del mondo sono soffocati e oppressi 
    sotto il peso della grande usura che li espropria del loro denaro e dei loro beni.
    I popoli del terzo mondo, prima di essere dilaniati dalla fame, 
    sono dilaniati dal debito.
    Noi ti supplichiamo, Madre di DIO e Madre nostra, 
    di intercedere presso il Tuo Santissimo Figlio 
    perché liberi l’umanità dall’angoscia imposta dai padroni del denaro.
    Fa che sin dall’emissione ogni popolo sia riconosciuto proprietario 
    e non debitore del suo denaro.
    Fa che si sostituisca finalmente alla moneta-debito la moneta proprietà,
    al numero della bestia il numero dell’ uomo, 
    e che l’ umanità possa vivere tempi nuovi a dimensione umana".
     
    Supplica composta dal Professor. Giacinto Auriti

    ———————————————————————————————

    Con approvazione ecclesiastica. Imola. I ottobre 2002

    Supplica alla Madonna di Fatima per la difesa dalla grande usura 

    __________________________________________________________________________

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    Grecia-Italia – La Guerra del Sangue contro l’Oro non deve finire!

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    Giovedì, Febbraio 19th / 2015     – di Giovanni Agostino e Sergio Basile, "Sete di Giustizia" – Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, Ezra Pound, Giovanni Agostino, Sergio Basile, Sete di Giustizia, Messina, guerra del sangue contro l'orob, Grecia, Alexis Tsipras, programma di aiuti, Troika, Ue, eurss, BCE  La Grecia dell'eroe di cartapesta Tsipras nella morsa dell'usura bancaria Grecia-Italia – La Guerra […]

    Pasqua: il cuore del presupposto auritiano

    Pasqua: il cuore del presupposto auritiano

    Mercoledì,  Aprile 8th/ 2015 – di Sergio Basile e Rocco Carbone – "Sete di Giustizia" – su una Testimonianza del Professor Giacinto Auriti Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, Gesù Cristo, Dio vero, Pasqua, centro del presupposto auritiano, Dio dice la verità per finire in croce, battagia sulla moneta, la più coraggiosa ed eroica battaglia della sua vita, l'uomo che denunciò i crimini del sistema bancario […]

    Perchè Gesù Cristo è il Dio Vero – Riflessione del Prof. Giacinto Auriti

    Perchè Gesù Cristo è il Dio Vero – Riflessione del Prof. Giacinto Auriti

    Mercoledì,  Settembre 3rd/ 2014 – di Giacinto Auriti – Testimonianza tratta da uno scritto del 2001 Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, Gesù Cristo, Dio vero, Vangelo secondo Giovanni, Vangelo secondo Matteo, il Corano afferma ma non dimostra la divinità di allah, il Vangelo afferma e dimostra la divinità di Gesù, Due ipotesi, due alternative, prove inconfutabili della divinità […]

    Il messaggio di Fatima e la rivoluzione monetaria di Giacinto Auriti

    Il messaggio di Fatima e la rivoluzione monetaria di Giacinto Auriti

    – di Sergio Basile, Presidente "Sete di Giustizia" – Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Madonna di Fatima, 13 Maggio, Guardiagrele, Giacinto Auriti, Supplica alla Madonna di Fatima, Approvazione eclesiastica, Sete di Giustizia, Guardiagrele, Padre Colombano, Codice Civile Greco, Nuovo Testamento, scontro finale tra bene e male di cui parla l'Apocalisse, citazione di Gesù, San Bernardino da Siena, usurai medievali ebrei, Sant’Eusanio del Sangro, testimonianza di […]

    Il Contenitore – Una truffa oltre il dualismo lira/euro

    Il Contenitore – Una truffa oltre il dualismo lira/euro

    Sabato, Aprile 12th/ 2014  – di Nicola Arena – Lavoro, moneta, il problema non è l'euro né la lira, professor Giacinto Auriti, valore e moneta, misura del valore, moneta: Dio o mammona, la moneta è un contenitore nuoto, la BCE agisce in maniera illegittima, la BCE non può prestare il denaro perchè esso è privo […]

    Grecia & Co – La Crisi in Sintesi raccontata da San Tommaso d’Aquino

    Grecia & Co – La Crisi in Sintesi raccontata da San Tommaso d’Aquino

    Lunedì,  Giugno 29th/ 2015       – Lione / Sete di Giustizia – Redazione Quieuropa, Sete di Giustizia, Lione, Grecia, Moneta, sovranità monetaria, Crisi truffa, esperimento monetario, Giacinto Auriti, San Tommaso d'Aquino, Tsipras, banche, Cipro, Proprietà popolare della moneta, BCE  Grecia e usura – San Tommaso: Una riflessione antica, sui tempi moderni Grecia & Co – La […]

    Moneta – Limiti dei sindacati e crimini moderni della società strumentale

    Moneta – Limiti dei sindacati e crimini moderni della società strumentale

    Sabato,  Marzo 28th/ 2015 – di Sergio Basile, Presidente "Sete di Giustizia"-  Redazione Quieuropa, Sete di Giustizia, Giacinto Auriti, Sergio Basile, Maurizio Landini, logiche di partito, società organica e società Strumentale, sistema bancario, ruolo dei sindacati, surplus, Banca d'Inghilterra, logica tomista, San Tommaso d'Aquino, Hegel, Jobs Act, proprietà popolare della moneta, massoneria, uomini schiavi della moneta  San Tommaso d'Aquino […]

    Spinti a far Debiti dal mitico Stato-Apparato

    Spinti a far Debiti dal mitico Stato-Apparato

    Martedì, Marzo 17th/ 2015 – di Nicola Arena e Sergio Basile / "Sete di Giustizia" –  Redazione Qui Europa, Nicola Arena, Sergio Basile, Sete di Giustizia, spinti a far debiti, rating, spread, titoli di stato del debito pubblico, Giacinto Auriti, Moneta Debito  Retroscena – Dietro l'iper emissione di titoli del debito pubblico Spinti a far Debiti dal mitico […]

    La Grande Menzogna della Tassazione – Prima Parte

    La Grande Menzogna della Tassazione – Prima Parte

    Lunedì,  Aprile 8th/ 2013 – L'Editoriale di Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois  –  Unione Europea, Fmi, Mes, Bce, Ue, Tasse, Imposte, Imu, Craxi, Partito socialista italiano, Aldo Moro, Mani pulite, Usa, Germania, Inghilterra, truffa dell'Eurozona, Sacco del Britannia, Caso Ferrovie Sud, Massoneria, MES, FMI, Meccanismo Europeo di stabilità, truffa dell'Eurozona, Equitalia  La Grande Menzogna della Tassazione – Prima […]

    La Grande Menzogna della Tassazione – Seconda Parte: Trichet difende ancora l’Euro

    La Grande Menzogna della Tassazione – Trichet difende ancora l’Euro

    Sabato, Aprile 27th / 2013 – di Giovanni Antonio Fois – Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, Francia, Italia, Sistema bancario internazionale, Credit Suisse, Tassazione, Eurozona, Unione Europea, Web, Organi informazione, Impero mediatico, Multinazionali, Mes, FMI, Controinformazione    La Grande Menzogna della Tassazione: Seconda Parte – Trichet difende ancora il Progetto Euro L'ultima balla dell'ex […]

    La Schiavitù Monetaria: una mostruosità storica dal 1694

    La Schiavitù Monetaria: una mostruosità storica dal 1694

     Lunedì, Marzo  9th / 2015       –  di Giacinto Auriti – Postfazione al libro di Bruno Tarquini: La Banca, la Moneta el'Usura – La Costituzione tradita Redazione Quieuropa, Debito, Risparmio, Giacinto Auriti, Auriti, Bruno Tarquini, Moneta Debito, Interessi passivi, tentazioni nel deserto, Banca d'Inghilterra, Costituzione tradita, commonwealth britannico, tutto il mondo è colonia monetaria, abolizione della transustanziazione, moneta di […]

    La Contro-Rivoluzione di Giacinto Auriti: l’era del Credito Pubblico

    La Contro-Rivoluzione di Giacinto Auriti: l’era del Credito Pubblico

    Mercoledì,  Aprile 8th/ 2015 – di Nicola Arena – "Sete di Giustizia" – Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, Nicola Arena, credito pubblico, debito pubblico, Teoria del Valore indotto della Moneta, adoratori del dio denaro, Banca d’Inghilterra, lavoro infinito e gratuito, potere di espropriare la gente del proprio valore, Tutte le persone nascono con un debito, Dottrina Sociale della Chiesa, tutto il denaro emesso dalle banche centrali è debito  […]

    La Contromassoneria del Bene Comune

    La Contromassoneria del Bene Comune

    Domenica, Giugno 15th/ 2014 – di Nicola Arena  – Redazione Qui Europa, Nicola Arena, L'industria dell'infelicità e il  sistema del Debito, Pericoli derivanti dal Sistema del Debito, Pericoli derivanti dal Sistema del Debito, John e Robert Kennedy e Aldo Moro, produzione di sola infelicità, La nascita della responsabilità morale, Giacinto Auriti,  La contromassoneria del bene comune  Pericoli derivanti dal Sistema del Debito Rinnovamento culturale al tempo […]

    La Guerra di Obama è la Guerra delle Banche Centrali: Giacinto Auriti insegna!

    La Guerra di Obama è la Guerra delle Banche Centrali: Giacinto Auriti insegna!

    Mercoledì,  Agosto 27th/ 2014 – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Giacinto Auriti, Sarajevo, Genova, G8, Galli da combattimento, Barack Obama, sionismo internazionale, wahhabiti, integralismo islamico, ruolo delle banche centrali, moneta debito, Siria, Washington, intervento di Terra, debito, monopoli, globalizzazione, Abruzzo Press, Dragurin Dimitrievié, Francesco Ferdinando d'Asburgo, Norodna Obdrana, Ujedinjenje ili Smrt, Dragurin Dimitrievié, Vojislav Tancosié, Sofia Chotek  La Guerra di Obama è la […]

    Giacinto Auriti e la Lettera aperta al Pentagono, per fermare il terrorismo

    Giacinto Auriti e la Lettera aperta al Pentagono, per fermare il terrorismo

    Sabato,  Luglio 23rd/ 2014  – di Sergio Basile e Rocco Carbone / Sete di Giustizia / SAUS – Redazione Quieuropa, Rosso Carbone, Sergio Basile, Sete di Giustizia, SAUS, Giacinto Auriti, Pentagono, Terrorismo, Passo falso, Lettera aperta al Pentagono, Il Manifesto, Video Foley, guerra al terrorismo, clima da guerra fredda, Giacinto Auriti e la guerra del sangue contro l'oro  […]

    Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

    Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

    Sabato, Febbraio 21st / 2015     – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Lucifero, Scontro tra civiltà, Jacob Bohme, Swedenborg, Saint-Martin, Epiphanius, William Guy Carr, Sistema Bancario Internazionale, Cabala, Satana, sterco del demonio, moneta-debito, Giudeo massoneria e Nuovo Ordine Mondiale  L'attuale scontro fomentato tra civiltà e religioni pianificato in 2 lettere del 187o e '71 La confessione […]

    La stampa di regime e la Mano Nascosta in guerra contro i popoli

    La stampa di regime e la Mano Nascosta in guerra contro i popoli

    Lunedì,  Settembre 22th/ 2014  – di Cristiano Tresoldi e Redazione QE – Premessa di Sergio Basile Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Cristiano Tresoldi, Sergio Basile, Informazione, giornalismo, disinformazione, ideologia, verità storica, Mano nascosta, giornali e sistema bancario, giornali e moneta, indipendenza, falso dissenso, Mano nascosta, Cherep Spiridovich, Wall Street, ambasciate  La stampa […]

    Nuovo Ordine – Come stravolsero il sistema dei cambi per mettere le mani sul mondo

    Nuovo Ordine – Come stravolsero il sistema dei cambi per mettere le mani sul mondo

    Venerdì, Maggio 29th/ 2015     – di Nicola Arena – con il contributo di Sergio Basile, Presidente "Sete di Giustizia" Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Giacinto Auriti, Moneta debito, lavoro umano, concetto sovversivo di moneta, Bretton Woods, Cambi fissi e cambi variabili, Hitler, Speculazioni, Nobel di Comodo, FMI, Fondo Monetario Internazionale, John Maynard Keynes, Giudeo-Massoneria, Anglo-israelismo, anglo-americamismo, socialismo, Fabian Society  Nuovo […]

    E a voi che voglio parlare! – L’unica salvezza dalla catastrofe in atto

    E a voi che voglio parlare! – L’unica salvezza dalla catastrofe in atto

    Martedì,  Giugno 30th/ 2015       – Il Lione / Sete di Giustizia Lamezia Terme e e Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Il Lione, Rivoluzione d'Ottobre, il vero Spirito della Rivoluzione, Eric Laurent, La corde pour les pendre, Gianni Agnelli, Kruscev, Radio France, Pio XI, Quadragesimo Anno, imperilismo internazionale dl denaro, comunismo e capitalismo, moneta […]

    Essenziale differenza fra il valore della moneta e il valore del lavoro umano

    Essenziale differenza fra il valore della moneta e il valore del lavoro umano

    Venerdì, Maggio 22nd / 2015     – di Nicola Arena, "Sete di Giustizia" Anguillara Sabbazia – Introduzione di Sergio Basile – Presidente "Sete di Giustizia" Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Giacinto Auriti, Sergio Basile, Moneta debito, lavoro umano, valore della moneta, valore del lavoro, paradossi moderni, borsa dei cambi, gratta e vinci, gratta e vinci, televisione, libro, previsione, fasi di tempo, […]

    L’essenza della truffa più infame della Storia: un sistema che premia furbi e disonesti

    L’essenza della truffa più infame della Storia: un sistema che premia furbi e disonesti

    Sabato,  Aprile 18th/ 2015 – di Nicola Arena e Sergio Basile, "Sete di Giustizia" – Redazione Quieuropa,  Nicola Arena, Sete di Giustizia, Giacinto Auriti, Debito Pubblico, Anguillara Sabazia, Moneta, Signoraggio bancario, contenitore vuoto, emissione senza riserva, media e università, il rovesciamento della piramide, un sistema che premia furbi e disonesti, plagio mentale e distorsioni di valore  Moneta  – Il […]

    Il messaggio di Fatima e la rivoluzione monetaria di Giacinto Auriti

    Il messaggio di Fatima e la rivoluzione monetaria di Giacinto Auriti

    – di Sergio Basile, Presidente "Sete di Giustizia" – Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Madonna di Fatima, 13 Maggio, Guardiagrele, Giacinto Auriti, Supplica alla Madonna di Fatima, Approvazione eclesiastica, Sete di Giustizia, Guardiagrele, Padre Colombano, Codice Civile Greco, Nuovo Testamento, scontro finale tra bene e male di cui parla l'Apocalisse, citazione di Gesù, San Bernardino da Siena, usurai medievali ebrei, Sant’Eusanio del Sangro, testimonianza di […]

    Grecia & Co – La Crisi in Sintesi raccontata da San Tommaso d’Aquino

    Grecia & Co – La Crisi in Sintesi raccontata da San Tommaso d’Aquino

    Lunedì,  Giugno 29th/ 2015       – Lione / Sete di Giustizia – Redazione Quieuropa, Sete di Giustizia, Lione, Grecia, Moneta, sovranità monetaria, Crisi truffa, esperimento monetario, Giacinto Auriti, San Tommaso d'Aquino, Tsipras, banche, Cipro, Proprietà popolare della moneta, BCE  Grecia e usura – San Tommaso: Una riflessione antica, sui tempi moderni Grecia & Co – La […]

    Il diavolo nella cultura gnostica ed esoterica

    Il diavolo nella cultura gnostica ed esoterica

    Lunedì, Giugno 8th, 2015 – Giuseppe Federici e Redazione Qui Europa –  Redazione Quieuropa,  Giuseppe Federici, Massoneria, demonio, diavolo, esoterismo, cultura gnostica, Ermetismo, alchimia e cabala ebraica, Padre Massimiliano Maria Kolbe  Società, Religione e Massoneria Il diavolo nella cultura gnostica ed esoterica Nella massoneria si è parlato e si parla molto del diavolo. Nella chiesa cattolica modernista ormai […]

    La scuola parentale, ancora di salvezza dei nostri giovani dall’indottrinamento pilotato

    La scuola parentale, ancora di salvezza dei nostri giovani dall’indottrinamento pilotato

    Venerdì,  Giugno 26th/ 2015       – Prof. Massimo Viglione  e Redazione Qui Europa – Premessa di Sergio Basile – Direttore "Qui Europa" / SdG Redazione Quieuropa, Professor Massimo Viglione, Sergio Basile, Scuola Parentale, ideologia gender, ideologizzazione, massificazione scolastica, Indottrinamento pilotato, ancora di salvezza, ideologia gender, Confederazione Civiltà Cristiana, concreti vantaggi, totalmente libera nell’insegnamento, I docenti possono essere facilmente controllati, mai vengono discriminati, posti di […]

    La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione – Prima Parte

    La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione – Prima Parte

    Martedì,  Maggio 5th/ 2015       – di Timothy Matthews – Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Timothy Matthews, Scuola di Francoforte, Paolo Baroni, società comunista, Satana lavora nell'ombra, Satana lavora nel silenzio, Joseph de Maistre, Hegel, da Marx, da Nietzsche, da Freud e da Weber, Istituto Marx-Engels di Mosca, Lenin, György Lukács, Willi Münzenberg, Felix Weil, Università di Tübingen e di Francoforte, Martin Jay, Carl Grünberg, Max Horkheimer, Adolf Hitler, Columbia, […]

    La Scuola di Francoforte: dalle droghe al gender – Seconda Parte

    La Scuola di Francoforte: dalle droghe al gender – Seconda Parte

    Giovedì,  Giugno 25th/ 2015       – di Timothy Matthews – Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Timothy Matthews, Scuola di Francoforte, Paolo Baroni, società comunista, Satana lavora nell'ombra, Satana lavora nel silenzio, Università di Tübingen e di Francoforte, Martin Jay, Carl Grünberg, Max Horkheimer, Adolf Hitler, Columbia, Princeton, Brandeis, California, Bibbia, Famiglie, Corruzione programmata, Università, Nevitt Sanford, Aldous Huxley, L'impatto della scienza sulla società, uso delle droghe psichedeliche, Joseph Califano […]

    Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista

    Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista

    Martedì,  Luglio 1st/ 2014  – Giorgio Bongiovanni / integrazioni Redazione QE – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa   Integraz. a cura della Redaz. Quieuropa (Copyright © 2013 Qui Europa)   Redazione Quieuropa, Giorgio Bongiovanni, Mistero Marx, I Signori del Mondo, internazionale socialista, Karl Marx, Il Manifesto, élite occulta, nobiltà nera, comunismo, Protocolli dei Savi di Sion, banche internazionali, settore petrolifero, infiltrati nella […]

    Lucifero e il Piano di Alice Bailey per un Nuovo Ordine Mondiale

    Lucifero e il Piano di Alice Bailey per un Nuovo Ordine Mondiale

    Giovedì,  Luglio 3rd/ 2014  – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio e Redazione QE – Redazione Quieuropa, Redazione Centro San Giorgio, Paolo Baroni, Nuovo Ordine Mondiale, Il piano di Alice Bailey e il Nuovo Ordine Mondiale, I 10 Punti definiti nel 1922 a cura della fondatrice della Lucis Trust, Lucifer Trust,  l'Agenda degli Illuminati del 1776, rottamare Gesù Cristo, Internazionale Socialista, New Age, Il movimento della Nuova […]

    Nuovo Ordine Mondiale – Sinarchia satanica che si vince con le armi dello Spirito

    Nuovo Ordine Mondiale – Sinarchia satanica che si vince con le armi dello Spirito

    Giovedì, Maggio 28th, 2015 – di Sergio Basile e Massimo Mancinelli  –  Redazione Quieuropa, Madonna di Fatima, Terzo Segreto di Fatima, Massimo Mancinelli, Sergio Basile, San Pio da Pietrelcina, San Giovanni Paolo II, Conciclio Vaticano II, Benedetto XV, Benedetto XVI, Popolo eletto, apostasia, tradimento di Dio, Giudeo-Massoneria, Ebraismo, Giusta interpretazione della Bibbia, nemici di Cristo, Ecumenismo, 13 Maggio 1981, Mehmet Ali Agca, […]

    Protestantesimo & Co – La falsa gnosi, da Lutero a Hegel

    Protestantesimo & Co – La falsa gnosi, da Lutero a Hegel

    Mercoledì, Giugno 24th, 2015 – di Piero Vassallo –  Redazione Quieuropa, Falsa gnosi, Piero Vassallo, protestantesimo, luteranesimo, gnosi, Karl Rosenkranz, Alma von Stockhausen, Alexandre Kojève, Jacques Lacan, Pierre Klossowski, Jean Paul Sartre, Georges Bataille e André Breton, Alexandre Kojève, Lutero, filosofia della morte  Religione – Riflessioni su gnosi, luteranesimo, protestantesimo e modernismo Protestantesimo & Co – La falsa gnosi, da Lutero a […]

    Contro la distruzione della Famiglia Naturale e l’iper-sessualizzazione precoce dei nostri figli

    Contro la distruzione della Famiglia Naturale e l’iper-sessualizzazione precoce dei nostri figli

    Mercoledì, Giugno 17th, 2015 – Comunicato Stampa – Patrizia Stella, Sergio Basile –  Redazione "Qui Europa" – Redazione "Sete di Giustizia" Redazione Quieuropa, Famiglia, Marcia 20 Giugno, Piazza San Giovanni, Sergio Basile, Patrizia Stella, Redazione Sete diGiustizia, Redazione Qui Europa, Famiglia Naturale, Giuristi Cattolici, iper sessualizzazione precoce dei nostri figli, Agenda Gender, DDL Cirinnà, DDL Scalfarotto e DDL Fedeli  Famiglia […]

    1870 – I congressi e la risposta dei cattolici alle persecuzioni dello stato giudaico-massonico liberale

    1870 – I congressi e la risposta dei cattolici alle persecuzioni dello stato giudaico-massonico liberale

    Martedì, Giugno 16th, 2015 – Redazione "Qui Europa" e Giuseppe Federici  –  tratto dal seminario di studi di Don Francesco Ricossa "i cattolici contro lo stato massonico: l'opera dei congressi (1870 – 1904)" Redazione Quieuropa, Giuseppe Federici, Don Francesco Ricossa, i cattolici contro lo stato massonico, l'opera dei congressi, liberalismo e massoneria, Giordano Bruno filosofo di riferimento della Massoneria, movimento […]

    Retroscena e grandi interrogativi dietro l’incontro tra Papa Francesco e Putin

    Retroscena e grandi interrogativi dietro l’incontro tra Papa Francesco e Putin

    Lunedì, Giugno 15th, 2015 – di Sergio Basile  –  Redazione Quieuropa,  Papa Francesco, Vladimir Putin, Incontro in Vaticano, Roma, Moneta Debito, Sergej Lavrov, questione ucraina, Donbass, Geopolitica, Nuovo Ordine Mondiale, Georg Gaenswein, Benedetto XVI, Nuovo Disordine Mondiale, Inimica Vis, Papa Leone XIII, massoneria, enciclica anti-massonica, guerra fredda, sanzioni, spartizione, Sergio Basile  Società, Geopolitica, Religione, Nuovo Ordine Mondiale Retroscena e grandi […]