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Tag: Trasparenza

  • Agricoltura: Nuova Riforma PAC, Beffa sulla Trasparenza

    Agricoltura: Nuova Riforma PAC, Beffa sulla Trasparenza

    Mercoledì, Febbraio 6th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto – 

    Agricoltura: Nuova Riforma PAC, Beffa sulla Trasparenza / Riforma della Pac / Unione Europea / Parlamento Europeo / Commissione agricoltura / Bruxelles / Politica Agricola Comune / Pac / Agricoltori / Agricoltura / Finanziamenti / Trasparenza / Socialisti & Democratici / Conservatori / Pdl / PPe / Ciolos / Capoulas Santos / La Via 

    Pac-Ue: "Valorizziamo lavoro e imprese": 

    eppure si vota contro la trasparenza 

    Polemica tra Socialisti & Democratici e conservatori

    nel giorno del voto sulla riforma della Pac:

    un teatrino tutto made in Ue che favorisce

    la criminalità e gli inciuci

    European Parliament - PAC

    Bruxelles- Il Parlamento europeo nella settimana appena conclusasi ha approvato  la proposta di riforma della politica agricola comune, Pac post-2014. L’obiettivo che la Commissione agricoltura e sviluppo rurale dell'Eurocamera si è proposta di raggiungere – alemo stando a quanto dichiarato – consiste nel tentativo di rendere protagonisti il lavoro e l’impresa.  “l’Approvazione dei quattro testi di cui si compone la riforma rappresenta una tappa importante – sostiene il commissario europeo alla politca agricola , Dacian Ciolos – in quanto essa prevede una distribuzione più equa degli aiuti diretti ai produttori, l’introduzione di un tetto sull’ammontare dei contributi per agricoltore, la nozione di agricoltore attivo, e l’aver collegato il 30% degli aiuti all’attuazione di misure ambientali”. Maggiore razionalizzazione delle risorse, dunque, nei confronti dell'agricoltura europea, anche se questo non basta per cantare vittoria. Il problema è infatti a monte: non si può continuare a parlare di liberalizzazione del settore puntando solo sulle sovvenzioni. E poi perchè nessuno parla dei gravissimi danni che gli OGM stanno causando all'umanità? (vedi allegati)

     PAC – Un Problema di Trasparenza Sostanziale  

    Ma in questo frangente a far storcere il naso è soprattutto la trasparenza. Dagli eurodeputati conservatori, infatti, è arrivato il rigetto della proposta della Commissione europea che prevedeva di rendere pubblici i nomi di tutti i beneficiari  delle sovvenzioni Ue  alle aziende agricole e l’importo ricevuto: come avveniva fino a qualche tempo fa. “Nessuno può invocare privacy quando si tratta di denaro pubblico” – ha affermato il relatore della riforma sulla Pac e portavoce del gruppo Socialisti e Democratici, S&D, Louis Capoulas Santos – “Si tratta di una mossa scandalosa che va contro la trasparenza e l’equità e che danneggia la stessa agricoltura e non dimentichiamo che la sicurezza avvantaggerebbe, probabilmente, le organizzazioni criminali”.

     La Responsabilità del PPE  

    Le parole di Copoulas Santos hanno tuttavia generato un'eco negativa e fastidiosa alle orecchie dei conservatori e del Partito Popolare Europeo (PPE) che sono considerati i primi responsabili della mancata trasparenza a seguito del voto espresso e fanno sentire la propria voce attraverso le dichiarazioni rilasciate dall’eurodeputato italiano per il gruppo del Pdl, Giovanni La Via. “Questo attacco gratuito contribuisce a rendere una visione distorta della realtà e l’articolo 35 del Regolamento finanziario dell’Unione Europea prevede già specifiche indicazioni  riguardanti la pubblicazione delle informazioni sui destinatari di tutti i finanziamenti Ue”.

     Un Regalo alla Criminalità Organizzata  

    E quindi, alla luce di ciò, perché rigettare la proposta? L’unione Europea continua a riempirsi la bocca di belle parole, ma scivola continuamente su bucce di banana facilmente evitabili. Eppure parlano della valorizzazione di imprese e lavoro. Con quale coraggio? Queste sono cose serie che non meritano di essere ridotte a fenomeni da circo o barzellette. Eppure, non si rendono conto, questi nostri rappresentanti, che ormai fanno davvero ridere. E pensare che il 40% dei fondi del budget complessivo dell'Ue ogni anno va proprio all'agricoltura. Sarebbe interessante, a questo punto, sapere la percentuale che finisce nelle tasche della criminalità organizzata. Ma qualcuno a Bruxelles vuole abbassare il sipario anche su quest'ennesimo atto.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Giovedì, Marzo 29th/ 2012 Commissione europea / Politica Agricola Comune / Pac / 2013 / Tagli / Settore primario / Greening / Limitazioni colturali / Diversificazioni colturali / Globalizzazione / Bilanci aziende agricole  PAC – Politica Agricola Comune: dall'Ue 30 miliardi in meno dal 2013 – Con il vincolo del "greening" l'Ue introdurrà limitazioni e diversificazioni […]

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  • Commissione Ue – Chiesta Riforma delle Statistiche

    Commissione Ue – Chiesta Riforma delle Statistiche

    Mercoledì, Aprile 18th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Commissione Europea / Strasburgo / Statistiche europee / Eurostat / Lotta Antifrode / Trasparenza / Eurostat / Algirdas Semeta 

    Statistiche europee più credibili, affidabili

    ed indipendenti

    Lo ha stabilito la Commissione Europea:

    i pro e i contro della riforma prevista

    Bruxelles  –  Statistiche europee attendibili, affidabili, di qualità superiore e, soprattutto, indipendenti per rafforzare la fiducia del pubblico e dei mercati finanziari riguardo le decisioni adottate: lo ha stabilito, nelle scorse ore, la Commissione Europea e lo ha reso noto con il comunicato stampa divulgato a seguito dell’adozione della proposta. L’indipendenza degli istituti nazionali di statistica e dei loro dirigenti che saranno nominati sulla base del rispetto del solo criterio della “professionalità” e non di quello legato al “colore politico”per il quale sono schierati, è l’obiettivo primario contenuto nella proposta avanzata dalla Commissione che ha deciso anche l’obbligo, per i capi degli istituti, di presentare alle autorità competenti una relazione annua sulle attività statistiche e sulla situazione finanziaria dell’organismo che dirigono, cercando così di garantire una maggiore trasparenza.

      Richiesta di impegni agli Stati membri  

    Gli Stati membri dovranno, inoltre, “sottoscrivere obbligatoriamente impegni per assicurare la fiducia nelle statistiche”, che saranno controfirmati dalla Commissione la quale avrà il compito di garantirne il rispetto. “La crisi economica ha evidenziato quanto dipendiamo da dati affidabili per prendere decisioni sensate e ha sottolineato l'importanza di statistiche affidabili per la definizione di politiche programmatiche basate sui fatti” – ha spiegato il commissario Ue per la fiscalità e l’unione doganale, l’audit e la lotta antifrode, Algirdas Semeta, che ha presentato la proposta. “Oggi più che mai dobbiamo essere in misura di rassicurare i cittadini sul fatto che le politiche proposte, soprattutto le politiche economiche, si fondano su dati affidabili e di qualità – ha aggiunto il commissario – La proposta odierna sancisce per legge l'indipendenza delle statistiche europee e ne garantirà la massima qualità in futuro”.

      Eurostat  

    Anche l’Eurostat sarà indipendente e, a breve, saranno chiariti l’assetto istituzionale, il ruolo e la responsabilità all’interno della Commissione.  Il programma statistico europeo di riferimento sarà relativo al periodo che va dal 2013 al 2017 e i lavori in “cantiere” sono attivi già da tempo al fine di raggiungere gli obiettivi previsti. Le statistiche risultano di grande importanza per coinvolgere i cittadini nel processo democratico e far conoscere loro l’Unione Europea ed il programma pluriennale previsto dalla Commissione sarà finanziato con 300 milioni di euro circa.

      Il dubbio legittimo – Trasparenza fittizia o Democrazia reale?  

    E in periodo di crisi 300 milioni di euro fanno gola: ma sarà giusto  investire tutti questi soldi per migliorare la qualità delle statistiche? Se le stesse hanno il potere di influenzare il cittadino e coinvolgerlo nel processo democratico non avranno anche il potere di influenzare gli elettori? Che non ci sia dietro l’obiettivo di una trasparenza fittizia e l’interesse anche degli istituti di statica per far progredire obiettivi interni? Non per niente, ma fino ad oggi le statistiche parlavano anche di un tamponamento della crisi che, nella realtà dei fatti, non corrisponde per niente alla verità dei cittadini che la crisi la sentono eccome e di certo non si affidano alle statistiche per capire che “A fine stipendio avanza troppo mese”. Va bene che la matematica non è un’opinione ma, forse, la nostra opinione è matematica.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • WEB – Le denunce: Salvati o Spiati ?

    WEB – Le denunce: Salvati o Spiati ?

    Martedì,  Aprile 10th/ 2012

    Consiglio d'Europa / Trasparenza / Interrogazioni / Dati personali /  Telecomunicazioni / Web / Google / Gmail / i-Phone / BlackBerry / Acta / Trattato internazionale più liberticida di sempre / Dittatura / Democrazia / Libertà personali / 150 organizzazioni internazionali / Controllo di massa / Grande Fratello / Capi di stato e dittatori / Villaggio globale / Rispetto della privacy / Influenza delle lobby / Julian Assange e  Wikileaks / Londra / Parlamento europeo  

    Web – Il Consiglio d'Europa e lo spy-internet:

    Ingerenze totalitaristiche o rispetto dei Diritti Umani?

    Rete di spiati? Le raccomandazioni del Consiglio d'Europa e

    la denuncia di Julian assenge e Wikileaks

    Bruxelles, Londra – Fanno discutere in tutta Europale ultime dichiarazioni Consiglio d’Europea in materia di web e trasparenza. Il progetto al quale starebbe lavorando il “Consilium” implicherebbe l’adozione di misure adottate ad hoc per rendere – almeno a quanto dichiarato dai portavoce del Consiglio – più “trasparenti” i criteri impiegati dai motori di ricerca e dai social network per “selezionare, ordinare o rimuovere” le informazioni da internet. Il Consilium non si è limitato a render noto il proprio parere in merito, ma ha levato richiesta ufficiale mediante ben due raccomandazioni – tramite il suo Comitato dei ministri – indirizzate ai leader dei 47 Stati membri dell’organizzazione paneuropea.  

      Ingerenze totalitaristiche o rispetto dei diritti umani?  

    Qualcuno parla già di pesanti ingerenze nelle sfere di competenza e nei diritti personali degli internauti, e di preparazione o predisposizione del Consiglio europeo a reperire anche in Europa – preparando il terreno ai lavori assembleari dell’Europarlamento del prossimo 12 giugno – il discusso ACTA (vedi precedenti articoli in “Qui Europa”) individuato dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica mondiale come il “trattato internazionale più liberticida di sempre” (per saperne di più vedi video “ACTA” nella galleria multimediale di “Qui Europa”) una vera e propria forma di dittatura commerciale e web: un attacco alla libertà ed alla democrazia senza precedenti nella storia. Comunque, stando ai fatti, le due raccomandazioni del Consilium – secondo lo stesso Consiglio – mirerebbero ad “aumentare il rispetto dei diritti umani, in particolare la libertà di espressione, l’accesso all’informazione, il diritto alla libertà di associazione e il diritto alla vita privata degli utilizzatori dei motori di ricerca e dei social network”.

      La questione dell’utilizzo dei dati personali  

    Pertanto, il suddetto Comitato dei ministri avrebbe raccomandato agli stati sopraindicati particolare attenzione specie per quanto riguarda l’utilizzo dei dati personali. Ma – a parte la solita propaganda – la questione merita il massimo controllo e la massima cautela, visti gli enormi interessi in ballo e la capacità delle multinazionali e delle lobby di influenzare le politiche europee mediante pressioni di gruppi di potere a loro collegati a vario titolo. D’altra parte, la storia ci insegna, che in nome della libertà e dei diritti umani sono stati commessi i maggiori disastri nella storia umana. E’ ciò specie da inizio Novecento ad oggi: con una notevole impennata – spesso malcelata da media compiacenti – dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi. Inoltre, vista la grande presa dei social network a livelo continentale, il controllo di tali mezzi di ICT potrebbe equivalere al controllo diretto e silenzioso di miliardi di cittadini di questo pazzo villaggio globale. Si pensi ad esempio, solo per un attimo, all’enorme quantità di dati aggregati ed all’uso più disparato che di tali dati potrebbero farne astuti burattinai mediatici o addirittura governi: magari proprio in nome del rispetto della privacy.

      La denuncia di Julian Assange e  Wikileaks  

    In merito fa molto discutere l’ultima uscita del fondatore di Wikileaks, Julian Assange, che nei giorni scorsi, da Londra, ha messo in guardia gli utilizzatori di smartphone ed e-mail dalle ingerenze liberticide delle aziende produttrici che stanno dietro le Ict che rilasciano account email. Assange, infatti, ha pubblicamente denunciato il fatto che tali aziende multinazionali starebbero vendendo, a più di 150 organizzazioni di tutto il mondo, dittatori e capi di stato “più o meno democratici”, le informazioni private ottenute dai telefoni cellulari e computer, raccogliendole mediante accurata selezione dei fruitori di tali servizi, divise per categoria e per oggetto d’interesse. Un vero e proprio spy-game, dove però gli ignari protagonisti del gioco saremmo noi: popolo di spiati ed intercettati. E tutto ciò – strano ma vero – in nome della privacy. Tra le ignare vittime, secondo il fondatore di Wikileaks che ha parlato in merito di un vero e proprio “stato totalitario di sorveglianza” – una sorta di Grande Fratello Mondiale – vi sarebbero i possessori di Ict quali i-Phone, BlackBerry e  Gmail. In tal senso nei giorni scorsi Wikileaks, in Paresi come Usa, Regno Unito, Australia, Sud Africa e Canada, ha rilasciato ben 287 documenti – d’intesa con il sito Web spyfiles.org – informando gli internauti su tali gravissime forme globali di spionaggio dell’informazione. Ciò spiegherebbe anche il fatto – secondo Assange – delle grandi difficoltà finanziarie che il progetto Wikileaks starebbe affrontando, per mano di società come Paypal, Mastercard, Visa, Bank of America e Western Union . Non ci resta che vigilare, informarci costantemente e non molare la guardia. Il gioco in ballo è la nostra stessa libertà!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Speculazione e “Derivati”:  i ruoli di Ue, Draghi e Monti

    Speculazione e “Derivati”: i ruoli di Ue, Draghi e Monti

    Venerdì, Marzo 30th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Parlamento europeo / Commissione europea / Derivati / Regolamentazione / Commissione Industria / Antonio Tajani / Speculazione / Bce / Trichet / Mario Draghi / Mario Monti / Trasparenza / Swap / Bolla Usa / Crisi / Esma / Cers / Obblighi informativi / Reporting / Democrazia / Alexis de Tocqueville  / Manuel José Barroso 

    Finanza – L'Europarlamento regolamenta i

    "Derivati" 

    Quello che si ignora sulla speculazione dei derivati:

    I ruoli di Bce, Commissione europea e Governo Monti

    Bruxelles – Nella giornata di ieri il Parlamento europeo, in seduta plenaria – anche se con tremendo ritardo – ha votato in maggioranza la Relazione, presentata dal cristiano-democratico tedesco Werner Langen, sulla modifica della regolamentazione dei derivati “otc”. Per quanto concerne i “Fondi pensione” i deputati hanno chiesto l'intervento di una camera di compensazione quale forma di “garanzia” della esecuzione del contratto, e per ridurne le componenti di maggiore aleatorietà. Tra le maggiori novità introdotte, l’obbigo di trasparenza e la disponibilità dei dati a favore di Esma, Cers, autorita' di vigilanza sulle banche centrali – ''un pilastro per il regolamento dei mercati finanziari'' – e l’obbligo del “reporting” di ogni transazione di derivati. L’obbligo è stato ben salutato dalla presidente della Commissione parlamentare per gli affari economico-finanziari, Sharon Bowles, che lo ha definito alla stregua di un faro sui contratti e sulle speculazioni che hanno creato la bolla speculativa: tra le cause della crisi attuale, e della famosa bolla scoppiata nel 2008 negli Usa.

     Critiche dalla Commissione Ue  

    L’obbligo, tuttavia, è stato aspramente – e stranamente – contestato dal vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, che lo ha bollato come “inaccettabile” e – a suo dire – “contrario al Trattato di Lisbona”. Il relatore Langen ha invece definito il regolamento necessario e prioritario. Ora la stessa perizia e puntualità dovrebbe essere messa in campo per bloccare il rating sugli stati sovrani: ciò che costringe gli europei a sacrifici pazzeschi per pagare gli interessi lievitati col perverso meccanismo dello spread, e ciò che ha fatto diventare l’Europa unita lo zimbello della “Democrazia”. E ciò che fa impallidire il caro Alexis De Tocqueville dalla tomba: tessitore di lodi della “Democrazia in America”. Oggi patria "a-morale" degli strumenti speculativi, cui contagio ha destabilizzando – da almeno vent'ann a questa parte – una buona fetta di economia reale anche nel Vecchio Continente.

     Cosa sono i derivati  

    Nella moderna finanza, i derivati sono quei contratti o titoli il cui prezzo è basato sul valore di mercato di uno o più beni connessi (esempio: azioni, indici finanziari, valute, tassi d'interesse). Gli utilizzi principali degli strumenti derivati sono l'arbitraggio (acquisto di un prodotto in un mercato e la sua vendita in un altro mercato: operazione di per se speculativa al nascere) la speculazione e la strategia di copertura di un rischio finanziario, nota come hedging: quella che destabilizzo il mercato Usa – devastando migliaia di contribuenti – con il Caso Lehman Brothers – Banca giudicata inaffondabile dalle "affidabilissime" e "trasparenti" agenzie di rating, fino al giorno prima – e con i Sub-prime Usa accesi a garanzia dei mutui casa.

     Il punto della discordia  

    La miccia sui derivati, dopo aver fatto scoppiare la polveriera Usa, ha toccato – come non tutti sanno – anche gli interessi del Governo italiano – ma con effetti completamente silenziati – che grazie alle operazioni in derivati, apparentemente avrebbe pagato circa 2,5 miliardi di euro (cifra che potrebbe tradursi come lo 0,2% del Pil nazionale, o come una “manovra finanziaria lacrime e sangue) alla banca stanunitense d’affari ( e che affari!) Morgan Stanley. Ciò, malgrado quella che l’economista e giornalista Gustavo Piga giudica – con rigor di causa ed apprezzabile onestà intellettuale – la scandalosa servitù della stampa nazionale, rea di non approfondire – come giusto e doveroso – tali spinose questioni, che affondano nella speculazione le loro devastanti radici: peccato che a farne le spese siamo noi poveri ed “ex-membri” di un popolo “pseudo-sovrano”, tristemente noti come “contribuenti”. Ma ultimamente molto si perde nel silenzio e nell’oblio, nella più totale indifferenza di una “informazione” (carta stampata e tg)  troppo distratta – come mi auguro che sia – o in mala fede. Ma, per il momento, crediamo ancora nella prima conclusione!

     L’interrogazione indiscreta alla Bce  

    Ma la lezione di giornalismo all’Europa, sulla speculazione e sui derivati, giunge puntuale da oltreoceano, grazie all’”impertinente” interrogazione dell'agenzia di stampa Usa, “Bloomberg”, che – nelle scorse ore – ha chiesto lumi alla Bce di Mario Draghi – oggi vero ed incontrastato re dell’Europa, e della sua finanza – sui contenuti dello swap greco. Pertanto, alla luce della gravità dell’attuale condizione generale dell’economia dell’Eurozona – e di riflesso dell’Europa intera – facendo nostro l’appello di migliaia di europei lasciati allo scuro di molte attività collaterali della Banca Centrale Europea, ci domandiamo cosa abbia spinto Jean-Claude Trichet (ex capo della Bce, predecessore di “Supermario”) a non rivelare tutti i retroscena delle operazioni in derivati. Problema al quale Mario Draghi potrebbe dare oggi una risposta concreta ed esaustiva.

     La critica – i “Doveri” di  Mario Monti e della Commissione europea  

    Inoltre, il Commissario all’Industria dell’Ue, Antonio Tajani, anziché battibeccare in aula sulla bontà del regolamento proposto nelle ultime ore sui derivati, potrebbe chiedere ufficialmente alla “Sua” Commissione europea di pubblicare tutti i dati delle operazioni in derivati poste in essere dai paesi dell'Uè negli ultimi vent’anni, impegnandosi ufficialmente a pubblicare e diffondere con perizia tutte le prossime operazioni di derivati. D’altra parte anche lo stesso Mario Monti (che come ex uomo “Goldman Sachs”, di speculazione ne capirà certamente qualcosa) dovrebbe tralasciare magari l’ossessionante pressione contro l’Art.18, e rimuovere piuttosto ogni ambiguità di sorta, facendo piena luce ed informando tutti gli Italiani sulle posizioni sui derivati ancora pendenti, nonché sul loro valore di mercato. Questa si chiama “Democrazia!”

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)