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  • Agricoltura: Nuova Riforma PAC, Beffa sulla Trasparenza

    Agricoltura: Nuova Riforma PAC, Beffa sulla Trasparenza

    Mercoledì, Febbraio 6th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto – 

    Agricoltura: Nuova Riforma PAC, Beffa sulla Trasparenza / Riforma della Pac / Unione Europea / Parlamento Europeo / Commissione agricoltura / Bruxelles / Politica Agricola Comune / Pac / Agricoltori / Agricoltura / Finanziamenti / Trasparenza / Socialisti & Democratici / Conservatori / Pdl / PPe / Ciolos / Capoulas Santos / La Via 

    Pac-Ue: "Valorizziamo lavoro e imprese": 

    eppure si vota contro la trasparenza 

    Polemica tra Socialisti & Democratici e conservatori

    nel giorno del voto sulla riforma della Pac:

    un teatrino tutto made in Ue che favorisce

    la criminalità e gli inciuci

    European Parliament - PAC

    Bruxelles- Il Parlamento europeo nella settimana appena conclusasi ha approvato  la proposta di riforma della politica agricola comune, Pac post-2014. L’obiettivo che la Commissione agricoltura e sviluppo rurale dell'Eurocamera si è proposta di raggiungere – alemo stando a quanto dichiarato – consiste nel tentativo di rendere protagonisti il lavoro e l’impresa.  “l’Approvazione dei quattro testi di cui si compone la riforma rappresenta una tappa importante – sostiene il commissario europeo alla politca agricola , Dacian Ciolos – in quanto essa prevede una distribuzione più equa degli aiuti diretti ai produttori, l’introduzione di un tetto sull’ammontare dei contributi per agricoltore, la nozione di agricoltore attivo, e l’aver collegato il 30% degli aiuti all’attuazione di misure ambientali”. Maggiore razionalizzazione delle risorse, dunque, nei confronti dell'agricoltura europea, anche se questo non basta per cantare vittoria. Il problema è infatti a monte: non si può continuare a parlare di liberalizzazione del settore puntando solo sulle sovvenzioni. E poi perchè nessuno parla dei gravissimi danni che gli OGM stanno causando all'umanità? (vedi allegati)

     PAC – Un Problema di Trasparenza Sostanziale  

    Ma in questo frangente a far storcere il naso è soprattutto la trasparenza. Dagli eurodeputati conservatori, infatti, è arrivato il rigetto della proposta della Commissione europea che prevedeva di rendere pubblici i nomi di tutti i beneficiari  delle sovvenzioni Ue  alle aziende agricole e l’importo ricevuto: come avveniva fino a qualche tempo fa. “Nessuno può invocare privacy quando si tratta di denaro pubblico” – ha affermato il relatore della riforma sulla Pac e portavoce del gruppo Socialisti e Democratici, S&D, Louis Capoulas Santos – “Si tratta di una mossa scandalosa che va contro la trasparenza e l’equità e che danneggia la stessa agricoltura e non dimentichiamo che la sicurezza avvantaggerebbe, probabilmente, le organizzazioni criminali”.

     La Responsabilità del PPE  

    Le parole di Copoulas Santos hanno tuttavia generato un'eco negativa e fastidiosa alle orecchie dei conservatori e del Partito Popolare Europeo (PPE) che sono considerati i primi responsabili della mancata trasparenza a seguito del voto espresso e fanno sentire la propria voce attraverso le dichiarazioni rilasciate dall’eurodeputato italiano per il gruppo del Pdl, Giovanni La Via. “Questo attacco gratuito contribuisce a rendere una visione distorta della realtà e l’articolo 35 del Regolamento finanziario dell’Unione Europea prevede già specifiche indicazioni  riguardanti la pubblicazione delle informazioni sui destinatari di tutti i finanziamenti Ue”.

     Un Regalo alla Criminalità Organizzata  

    E quindi, alla luce di ciò, perché rigettare la proposta? L’unione Europea continua a riempirsi la bocca di belle parole, ma scivola continuamente su bucce di banana facilmente evitabili. Eppure parlano della valorizzazione di imprese e lavoro. Con quale coraggio? Queste sono cose serie che non meritano di essere ridotte a fenomeni da circo o barzellette. Eppure, non si rendono conto, questi nostri rappresentanti, che ormai fanno davvero ridere. E pensare che il 40% dei fondi del budget complessivo dell'Ue ogni anno va proprio all'agricoltura. Sarebbe interessante, a questo punto, sapere la percentuale che finisce nelle tasche della criminalità organizzata. Ma qualcuno a Bruxelles vuole abbassare il sipario anche su quest'ennesimo atto.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Bruxelles verso il libero ingresso agli Ogm – Fermiamoli! Pretendiamo solo Biologico

    Bruxelles verso il libero ingresso agli Ogm – Fermiamoli! Pretendiamo solo Biologico

    Sabato, Ottobre 20th/ 2012

    –  di Silvia Laporta e Sergio Basile –

    Commissione Europea / Ogm/ prodotti alimentari industriali / Efsa / mais transgenico/ trasparenza/ interventi legislativi Ue/ Mara Bizzotto / appello / John Dalli / clausola di salvaguardia / Syngenta / Brasile / Valmir mota de oliveira / pistoleiros / Aspartame / coca cola / Merendine / Zucchero industriale / Apocalisse / Cancro / Multinazionale svizzera / Ciorrado Clini / Manuel Barroso / Cavie da laboratorio / Landgrabbing 

    Contraddizioni Ue sull'alimentazione:

    rendere sicuro l'utilizzo di sostanze

    aromatizzanti e dare il libero

    ingresso ai funesti Ogm

    L'eurodeputata leghista Mara Bizzotto rivolge

    un'accorato appello alla Commissione Barroso

    Gli Ogm sono tra noi e danneggiano anche in Dna umano 

    Bruxelles –  La Commissione europea, nelle scorse ore, ha adottato due atti legislativi per regolarizzare l'uso delle sostanze aromatizzanti nei prodotti alimentari di tipo industriale. Grazie a questi due interventi, promossi ad opera dell'Autorità Europea della Sicurezza Alimentare (EFSA) e di altri organismi scientifici, sarà possibile migliorare la trasparenza dell'informazione  in merito ai cibi di produzione industriale. Sarà più facile sapere quali sostanze vengano utilizzate ed in quali dosi esse siano usati per la lavorazione dei suddetti alimenti. Ma a quanto pare – come vedremo più avanti – ciò non rappresenta una "sicurezza" in senso assoluto. lo è fino ad un certo punto! Le sostanze autorizzate andranno a far parte di determinati elenchi in base alla categoria del prodotto al quale possono essere aggiunte. Questi elenchi saranno poi resi disponibili in un database on-line, in modo da offrire una maggiore trasparenza nei confronti dei consumatori, che potranno confrontare i prodotti acquistati. Ma ce la vedete una nonna di 85 anni a navigare in internet per sapere se ciò che mangia possa nuocere alla propria salute o a quella dei suoi nipolti, o possa presentare spiacevoli controindicazioni? Io no, per nulla!

     4oo sostanze (ancora) sospette mantenute sul mercato unico 

    Il primo testo legislativo licenziato da Bruxelles, nelle scorse ore, prevede una nuova lista di sostanze aromatizzanti. Solo quelle che appaiono sull'elenco saranno legali, le altre verranno abolite in un tempo massimo di 18 mesi. Infatti il provvedimento avrà efficacia da Aprile 2013. Fino a quel periodo tanti auguri a tutti! Il secondo testo legislativo riguarda, invece, le misure transitorie per gli aromi e sarà applicato già dal corrente mese di Ottobre. Nell'elenco sono presenti ben 2100 sostanze aromatizzanti autorizzate, 400 delle quali, tuttavia, sono ancora oggetto di valutazione da parte dell'EFSA. Pertanto di ambigua ed incerta natura e portata. Ma Bruxelles non sembra porsi con troppi patemi d'animo il problema.

     Il provvidenziale e coscienzioso appello della Bizzotto 

    Intanto l'europarlamentare della Lega Nord, Mara Bizzotto, in risposta a ciò ha scritto un provvidenziale appello al ministro per le Politiche Agricole Mario Catania e al ministro dell'Ambiente Corrado Clini, per chiedere l'applicazione della clausola di salvaguardia prevista dalla stessa normativa Ue, per mantenere l'Italia un paese "Ogm Free". Si fa per dire! Essi sono tra noi! Come direbbe la protagonista di uno horror in puro stile holliwoodiano! La Commissione europea, infatti, sta valutando – accanto agli Ogm già presenti in territorio europeo – la possibilità di importare in Europa anche una "nuova perla", il celeberrimo mais geneticamente modificato "Mir 162", prodotto dalla multinazionale Syngenta: lobby svizzera leader mondiale nel settore, che nel 2007 finì nell'occhio del ciclone dell'opinione pubblica mondiale per le accuse mossele contro dal movimento "Via Campesina", secondo il quale la multinazionale in Brasile avrebbe  addirittura assoldato i pistoleiros della milizia privata NF, responsabili dell'uccisione dell'attivista Valmir Mota de Oliveiradel Movimento ecologista dei Sem Terra (Mst) – e membro della stessa Via Campesina – a Santa Tereza do Oeste, nello stato brasiliano del Paranà. 

     Test parziali e largamente insufficienti 

    Ma c'è un altro punto molto oscuro da mettere a fuoco: Il mais transgenico, al quale la  Commissione europea di Manuel Barroso vorrebbe dare l'ok, senza tanti fronzoli, ha già ricevuto (addirittura) il parere favorevole dell'Efsa: l'ente che – come visto – sarebbe deputato proprio alla sicurezza dei cibi diffusi nell'Unione. Ma a quanto pare tutto ha un prezzo nel nuovo paradiso delle lobby Ue! Ciò, ovviamente, non è affatto sufficiente a scongiurare possibili effetti negativi sulla salute dell'uomo. I test effettuati, infatti, risulterebbero essere addirittura troppo brevi, per rilevare gli effetti nocivi a lungo termine sull'uomo. Una fregatura bella e buona, cari lettori! Di più, uno scempio disumano!

     L'agghiacciante studio di Sèralini sulla pericolosità degli Ogm 

    Ma l'eurodeputata leghista Mara Bizzotto, non si è fermata qui, ed ha richiesto al Commissario alla Sanità John Dalli di prendere in considerazione una valutazione ufficiale e certificata posta in essere sulla base di un altro studio condotto – sugli stessi alimenti transgenici – dal ricercatore francese, dell'università di Caen, Gilles-Eric Sèralini, che ha dimostrato la pericolosità degli Ogm, in particolare del mais trasgenico NK603, già incautamente e paradossalmente autorizzato dall'Unione europea, per fare l'ennesimo favore alla multinazionale di turno.

     NO agli OGM – Chiedete solo Biologico: Danni enormi 

    Il rilascio delle autorizzazioni, sia di coltivazione che di importazione, dovrebbe essere sospeso ad ogni livello: esso rappresenta un gravissimo ed imponderabile  pericolo sia per l'agricoltura (poichè, come noto, inibisce la fertilità naturale dei terreni, legando a vita i piccoli agricoltori alle multinazionali fornitrici dei semi geneticamente modificati in laboratorio) che per i consumatori, non risolvendo affatto il problema della fame del mondo (poichè come visto la capacità di produzione  dei terreni diminuisce progressivamente ed inesorabilmente) e creando addirittura danni allo stesso DNA umano, come dimostrano recenti ricerche (vedi link del video in allegato). Senza parlare del vergognoso fenomeno del landgrabbing, che consiste nell'espropriazione di migliaia di ettari di terreni agricoli, in molti stati africani – come già trattato e denunciato in altri articoli dal nostro osservatorio – a discapito delle popolazioni autoctone e delle tribù che vivono in tali aree, al fine di destinarli a coltivazioni intensive per scopi industriali. Macelli su macelli, insomma! Fenomeni disumani che costringono alla fame milioni di uomini e con-causano ogni giorno la morte di migliaia di bambini africani, tra l'indifferenza dei potenti della Terra.

     OGM – Un terreno minato, un potenziale sconosciuto 

    Ma gli effetti deleteri degli Ogm potrebbero essere tanti altri, ad oggi sfuggenti, poichè non accuratamente studiati ed approfonditi, ma non per questo magari meno nocivi o cancerogeni rispetto ad altri noti. Ne è esempio lo studio fatto sull'ormai celeberrimo aspartame (lo zucchero prodotto a livello industriale e presente in cibi e bevande di larghissimo uso e consumo come la coca-cola, le merendine. le gomme da masticare o lo yogurt industriale, solo per citarne alcuni) che secondo recenti studi, assunto in dosi giornaliere eccessive, causerebbe addirittura la leucemia. eppure l'aspartame era stato bollato e spacciato, anni fa, come prodotto sicuro, sulla base di superficiali esami, rivelatisi poi inconsistenti e addirittura fraudolenti. Alla luce di ciò, non c'è da stare tranquilli: dareste ai vostri figli alimenti geneticamente modificati dei quali non conoscete accuratamente gli effeti collaterali che essi potrebbero causare a distanza di dieci anni o più? Penso proprio di no! Alla luce di ciò possiamo parlare di un ennesimo grande tranello messo a punto tra gli euro-burocrati e le grandi multinazionali. Un tranello dalla portata devastante per noi e per il Creato che Nostro Signore ci ha provvidenzialmente donato nel Suo immenso Amore.

     Il mercato invaso 

    Intanto, senza dare nell'occhio e con molta superficialità, sono già 8 i paesi che coltivano prodotti Ogm, in Europa: Spagna, Romania, Slovacchia, Portogallo, Polonia, Germania, Svezia e Repubblica Ceca. Pertanto, nel mercato unico, prodotti derivanti da Ogm possono potenzialmente finire quotidianamente nei nostri piatti, e nel nostro organismo, sotto i nostri nasi. Per tacere sui semi che ogni giorno invadono incontrollati il mercato unico. Nel mese di giugno scorso, il nostro osservatorio ha voluto vagliare sul campo il grado di penetrazione dei semi Ogm nei consorzi agrari e nei mercati italiani. Ci siamo recati in Calabria, nel capoluogo della regione, Catanzaro. Su 10 marche diverse di semi di avena, mais, orzo, solo uno su dieci non era Ogm. "Questo perchè – ci spiegava uno dei rivenditori intervistati –  costano meno, in quanto frutto di produzioni industriali, e pertanto più appetibili per gli agricoltori che vogliono spendere di meno perchè i costi di produzione di settore sono già troppo alti per colpa delle politiche neo-liberiste dell'Ue che ci aprono alla concorrenza di Paesi come la Cina o dei Paesi del Mediterraneo come Algeria e Tunisia, sono per fare un esempio". Paesi dove produrre lo stesso chilo di arance o avena costa un quarto rispetto ad un paese Ue come l'Italia. Fenomeno, questo della proliferazione degli Ogm, comune oggi a tutte le regioni italiane.

     L'Appello di "Qui Europa" – Mangiamo "Biologico"! 

    Ad andarne di mezzo ovviamente sempre i cittadini dell'Unione, diventati una sorta di cavie umane da laboratorio. Ed i risultati ovviamente li vedremo magari tra vent'anni. Uno scempio che deve finire! Il nostro governo deve intervenire applicando la clausola di salvaguardia , al fine di tutelare tutti i cittadini italiani. Altrimenti sarà l'Apocalisse! Ma la responsabilità maggiore, oltre che dei nostri cari amici agricoltori, deve essere anche nostra: prima di coltivare o di fare la spesa dovremmo chiedere e pretendere solo cibi (o semi) rigorosamente biologici e "NON OGM", anche se costano qualcosa in più. Ne va della nostra vita e del futuro del nostro pianeta!

    Silvia Laporta, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Roma – Tagli per Regioni e piccoli tagli per Parlamentari

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    Venerdì, Ottobre 5th/  2012  

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile –

    Mario Monti / indennità parlamentari / tagli / numero dei consiglieri / Palazzo Chigi / Corte dei Conti / Trasparenza / Spesa Pubblica / Filippo Patroni Griffi / Titolo V Costituzione / Autonomia della Regioni / collaboratori dei parlamentari / portaborse 

    Padri Costituenti, Casta Costituita

    Monti: in arrivo tagli anche per gli enti 

    regionali e i parlamentari

    Controlli più stringenti, trasparenza di bilancio

    e sforbiciata al numero dei consiglieri ed alle

    indennità

    Ma la politica è ancora lontana da quella "Missione"

    che dovrebbe essere. Ancora troppo lontana

    dall'esempio straordinario dei nostri 

    nobili "Padri Costituenti"

    Roma – I tagli continuano. Ma questa volta non tutti i "tagli" vengono per nuocere. Questa mattina arrivano anche – anzi finalmente – a Palazzo Chigi. All'ordine del giorno del Consiglio dei ministri, convocato ieri, disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti locali. Il governo intende sfoltire il numero dei consiglieri e quello delle indennità. L'obbiettivo è quello di introdurre controlli molto più attenti e stringenti conferendo, tra l'altro, più poteri alla Corte dei Conti, in modo da arrivare ad una piena trasparenza di bilanci e gestione della spesa.  Nel mirino dei cambiamenti, anche il titolo V della Costituzione. Ci sono, secondo il ministro della pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi, diverse funzioni che oggi non servono, in quanto non riescono ad essere svolte.  Come sappiamo, il Titolo V, è quella parte della Costituzione che all'incirca 10 anni fà venne modificata dal Centro Sinistra. Il cambiamento riguardava un decentramento del potere dello Stato a favore delle Regioni. Mentre prima lo Stato possedeva la maggior parte dell' autonomia decisionale rispetto alle Regioni, con la modifica del Titolo V, a quest'ultime, venne conferita la piena competenza su materie come l'istruzione, i trasporti, la sanità.. etc.

     La Riforma dei Portaborse 

    Dal Parlamento, intanto, arrivano buone  notizie: passa la riforma dei collaboratori (i cosiddetti portaborse). Da oggi Camera e Senato smetteranno di rifornire di soldi cash tutti i parlamentari, al fine di pagare i loro collaboratori. Soldi che, molto spesso, finivano nelle tasche degli onestissimi parlamentari che, fingendo di avere collaboratori che poi si rivelavano collaboratori fantasma, pensavano bene di metterseli in saccoccia! Da oggi, ogni parlamentare, dovrà pagare di tasca propria i propri portaborse; oppure potrà finalmente capire che non è poi così faticoso portare da soli una semplice ventiquattroreDa parte nostra, nessuna lode al Professore. Sia ben chiaro! Certo, questi tagli sono giusti (almeno questi); ma sono , a dir poco, obbligatori! Siamo l'unico paese europeo con una classe politica così ridicola, ignorante e disonesta! "Requisiti" e "qualità" abbondantemente oltre la media continentale e mondiale, ed a dirlo sono quasi tutti i parametri di riferimento! I privilegi e le indennità dei parlamentari sono a dir poco imbarazzanti: è sotto gli occhi di tutti, da troppo tempo.

     L'esempio dei Padri Costituenti 

    E allora perchè questi tagli non sono stati fatti prima? Perchè i primi ad essere tassati siamo sempre e solo noi "comuni mortali", mentre i parlamentari, come tutti gli altri politici, hanno continuato a legittimare questo status quo, con i loro sporchi guadagni e sotto gli occhi di tutti? Senza contare che, se davvero ci si vorrebbe mettere a "tagliare" tra le mura parlamentari, se ne vedrebbero delle belle!! Quella di oggi è solo la punta di un gigantesco iceberg! E non basterà di certo a riguadagnare la fiducia di noi cittadini! E poi non bisogna scordare, quando si parla di politica con la "P" maiuscola, che i nostri padri constituenti, gente come La Pira, Dossetti, Mortati, Ambrosini, Calamandrei, Lazzati (solo per citarne alcuni tra i più "nobili", nel senso più alto del termine, ed intellettualmente onesti) andavano a Montecitorio , anche col freddo e con la pioggia, col tram (e non con l'auto blu) ed ogni giorno a loro spese, privandosi di qualcosa per la causa nazionale. Che esempio fantastico amici! La politica in quel tempo (quasi preistoria, se paragonato al tempo odierno degli sfarzi e dei latrocini) era spirito di servizio, amore per la Patria e per la "Cosa Pubblica"; amore per il "Prossimo" e per la rinascita di un Paese che aveva conosciuto gli orrori della guerra. Chi faceva politica non prendeva dal paniere pubblico, ma vi metteva – a proprie spese – denaro, sacrifici e sonno. La domanda è: quando torneranno quei tempi d'oro? Quando si farà avanti una nuova classe dirigente svincolata per il meschino amore per il dio danaro? Oggi più che mai la politica deve essere una missione, ed i politici devono tornare ad essere dei "missionari". Al pari di medici, preti di confine e giudici (quelli onesti ovviamente!).

    Silvia Laporta, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Commissione Ue – Chiesta Riforma delle Statistiche

    Commissione Ue – Chiesta Riforma delle Statistiche

    Mercoledì, Aprile 18th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Commissione Europea / Strasburgo / Statistiche europee / Eurostat / Lotta Antifrode / Trasparenza / Eurostat / Algirdas Semeta 

    Statistiche europee più credibili, affidabili

    ed indipendenti

    Lo ha stabilito la Commissione Europea:

    i pro e i contro della riforma prevista

    Bruxelles  –  Statistiche europee attendibili, affidabili, di qualità superiore e, soprattutto, indipendenti per rafforzare la fiducia del pubblico e dei mercati finanziari riguardo le decisioni adottate: lo ha stabilito, nelle scorse ore, la Commissione Europea e lo ha reso noto con il comunicato stampa divulgato a seguito dell’adozione della proposta. L’indipendenza degli istituti nazionali di statistica e dei loro dirigenti che saranno nominati sulla base del rispetto del solo criterio della “professionalità” e non di quello legato al “colore politico”per il quale sono schierati, è l’obiettivo primario contenuto nella proposta avanzata dalla Commissione che ha deciso anche l’obbligo, per i capi degli istituti, di presentare alle autorità competenti una relazione annua sulle attività statistiche e sulla situazione finanziaria dell’organismo che dirigono, cercando così di garantire una maggiore trasparenza.

      Richiesta di impegni agli Stati membri  

    Gli Stati membri dovranno, inoltre, “sottoscrivere obbligatoriamente impegni per assicurare la fiducia nelle statistiche”, che saranno controfirmati dalla Commissione la quale avrà il compito di garantirne il rispetto. “La crisi economica ha evidenziato quanto dipendiamo da dati affidabili per prendere decisioni sensate e ha sottolineato l'importanza di statistiche affidabili per la definizione di politiche programmatiche basate sui fatti” – ha spiegato il commissario Ue per la fiscalità e l’unione doganale, l’audit e la lotta antifrode, Algirdas Semeta, che ha presentato la proposta. “Oggi più che mai dobbiamo essere in misura di rassicurare i cittadini sul fatto che le politiche proposte, soprattutto le politiche economiche, si fondano su dati affidabili e di qualità – ha aggiunto il commissario – La proposta odierna sancisce per legge l'indipendenza delle statistiche europee e ne garantirà la massima qualità in futuro”.

      Eurostat  

    Anche l’Eurostat sarà indipendente e, a breve, saranno chiariti l’assetto istituzionale, il ruolo e la responsabilità all’interno della Commissione.  Il programma statistico europeo di riferimento sarà relativo al periodo che va dal 2013 al 2017 e i lavori in “cantiere” sono attivi già da tempo al fine di raggiungere gli obiettivi previsti. Le statistiche risultano di grande importanza per coinvolgere i cittadini nel processo democratico e far conoscere loro l’Unione Europea ed il programma pluriennale previsto dalla Commissione sarà finanziato con 300 milioni di euro circa.

      Il dubbio legittimo – Trasparenza fittizia o Democrazia reale?  

    E in periodo di crisi 300 milioni di euro fanno gola: ma sarà giusto  investire tutti questi soldi per migliorare la qualità delle statistiche? Se le stesse hanno il potere di influenzare il cittadino e coinvolgerlo nel processo democratico non avranno anche il potere di influenzare gli elettori? Che non ci sia dietro l’obiettivo di una trasparenza fittizia e l’interesse anche degli istituti di statica per far progredire obiettivi interni? Non per niente, ma fino ad oggi le statistiche parlavano anche di un tamponamento della crisi che, nella realtà dei fatti, non corrisponde per niente alla verità dei cittadini che la crisi la sentono eccome e di certo non si affidano alle statistiche per capire che “A fine stipendio avanza troppo mese”. Va bene che la matematica non è un’opinione ma, forse, la nostra opinione è matematica.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • WEB – Le denunce: Salvati o Spiati ?

    WEB – Le denunce: Salvati o Spiati ?

    Martedì,  Aprile 10th/ 2012

    Consiglio d'Europa / Trasparenza / Interrogazioni / Dati personali /  Telecomunicazioni / Web / Google / Gmail / i-Phone / BlackBerry / Acta / Trattato internazionale più liberticida di sempre / Dittatura / Democrazia / Libertà personali / 150 organizzazioni internazionali / Controllo di massa / Grande Fratello / Capi di stato e dittatori / Villaggio globale / Rispetto della privacy / Influenza delle lobby / Julian Assange e  Wikileaks / Londra / Parlamento europeo  

    Web – Il Consiglio d'Europa e lo spy-internet:

    Ingerenze totalitaristiche o rispetto dei Diritti Umani?

    Rete di spiati? Le raccomandazioni del Consiglio d'Europa e

    la denuncia di Julian assenge e Wikileaks

    Bruxelles, Londra – Fanno discutere in tutta Europale ultime dichiarazioni Consiglio d’Europea in materia di web e trasparenza. Il progetto al quale starebbe lavorando il “Consilium” implicherebbe l’adozione di misure adottate ad hoc per rendere – almeno a quanto dichiarato dai portavoce del Consiglio – più “trasparenti” i criteri impiegati dai motori di ricerca e dai social network per “selezionare, ordinare o rimuovere” le informazioni da internet. Il Consilium non si è limitato a render noto il proprio parere in merito, ma ha levato richiesta ufficiale mediante ben due raccomandazioni – tramite il suo Comitato dei ministri – indirizzate ai leader dei 47 Stati membri dell’organizzazione paneuropea.  

      Ingerenze totalitaristiche o rispetto dei diritti umani?  

    Qualcuno parla già di pesanti ingerenze nelle sfere di competenza e nei diritti personali degli internauti, e di preparazione o predisposizione del Consiglio europeo a reperire anche in Europa – preparando il terreno ai lavori assembleari dell’Europarlamento del prossimo 12 giugno – il discusso ACTA (vedi precedenti articoli in “Qui Europa”) individuato dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica mondiale come il “trattato internazionale più liberticida di sempre” (per saperne di più vedi video “ACTA” nella galleria multimediale di “Qui Europa”) una vera e propria forma di dittatura commerciale e web: un attacco alla libertà ed alla democrazia senza precedenti nella storia. Comunque, stando ai fatti, le due raccomandazioni del Consilium – secondo lo stesso Consiglio – mirerebbero ad “aumentare il rispetto dei diritti umani, in particolare la libertà di espressione, l’accesso all’informazione, il diritto alla libertà di associazione e il diritto alla vita privata degli utilizzatori dei motori di ricerca e dei social network”.

      La questione dell’utilizzo dei dati personali  

    Pertanto, il suddetto Comitato dei ministri avrebbe raccomandato agli stati sopraindicati particolare attenzione specie per quanto riguarda l’utilizzo dei dati personali. Ma – a parte la solita propaganda – la questione merita il massimo controllo e la massima cautela, visti gli enormi interessi in ballo e la capacità delle multinazionali e delle lobby di influenzare le politiche europee mediante pressioni di gruppi di potere a loro collegati a vario titolo. D’altra parte, la storia ci insegna, che in nome della libertà e dei diritti umani sono stati commessi i maggiori disastri nella storia umana. E’ ciò specie da inizio Novecento ad oggi: con una notevole impennata – spesso malcelata da media compiacenti – dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi. Inoltre, vista la grande presa dei social network a livelo continentale, il controllo di tali mezzi di ICT potrebbe equivalere al controllo diretto e silenzioso di miliardi di cittadini di questo pazzo villaggio globale. Si pensi ad esempio, solo per un attimo, all’enorme quantità di dati aggregati ed all’uso più disparato che di tali dati potrebbero farne astuti burattinai mediatici o addirittura governi: magari proprio in nome del rispetto della privacy.

      La denuncia di Julian Assange e  Wikileaks  

    In merito fa molto discutere l’ultima uscita del fondatore di Wikileaks, Julian Assange, che nei giorni scorsi, da Londra, ha messo in guardia gli utilizzatori di smartphone ed e-mail dalle ingerenze liberticide delle aziende produttrici che stanno dietro le Ict che rilasciano account email. Assange, infatti, ha pubblicamente denunciato il fatto che tali aziende multinazionali starebbero vendendo, a più di 150 organizzazioni di tutto il mondo, dittatori e capi di stato “più o meno democratici”, le informazioni private ottenute dai telefoni cellulari e computer, raccogliendole mediante accurata selezione dei fruitori di tali servizi, divise per categoria e per oggetto d’interesse. Un vero e proprio spy-game, dove però gli ignari protagonisti del gioco saremmo noi: popolo di spiati ed intercettati. E tutto ciò – strano ma vero – in nome della privacy. Tra le ignare vittime, secondo il fondatore di Wikileaks che ha parlato in merito di un vero e proprio “stato totalitario di sorveglianza” – una sorta di Grande Fratello Mondiale – vi sarebbero i possessori di Ict quali i-Phone, BlackBerry e  Gmail. In tal senso nei giorni scorsi Wikileaks, in Paresi come Usa, Regno Unito, Australia, Sud Africa e Canada, ha rilasciato ben 287 documenti – d’intesa con il sito Web spyfiles.org – informando gli internauti su tali gravissime forme globali di spionaggio dell’informazione. Ciò spiegherebbe anche il fatto – secondo Assange – delle grandi difficoltà finanziarie che il progetto Wikileaks starebbe affrontando, per mano di società come Paypal, Mastercard, Visa, Bank of America e Western Union . Non ci resta che vigilare, informarci costantemente e non molare la guardia. Il gioco in ballo è la nostra stessa libertà!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Speculazione e “Derivati”:  i ruoli di Ue, Draghi e Monti

    Speculazione e “Derivati”: i ruoli di Ue, Draghi e Monti

    Venerdì, Marzo 30th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Parlamento europeo / Commissione europea / Derivati / Regolamentazione / Commissione Industria / Antonio Tajani / Speculazione / Bce / Trichet / Mario Draghi / Mario Monti / Trasparenza / Swap / Bolla Usa / Crisi / Esma / Cers / Obblighi informativi / Reporting / Democrazia / Alexis de Tocqueville  / Manuel José Barroso 

    Finanza – L'Europarlamento regolamenta i

    "Derivati" 

    Quello che si ignora sulla speculazione dei derivati:

    I ruoli di Bce, Commissione europea e Governo Monti

    Bruxelles – Nella giornata di ieri il Parlamento europeo, in seduta plenaria – anche se con tremendo ritardo – ha votato in maggioranza la Relazione, presentata dal cristiano-democratico tedesco Werner Langen, sulla modifica della regolamentazione dei derivati “otc”. Per quanto concerne i “Fondi pensione” i deputati hanno chiesto l'intervento di una camera di compensazione quale forma di “garanzia” della esecuzione del contratto, e per ridurne le componenti di maggiore aleatorietà. Tra le maggiori novità introdotte, l’obbigo di trasparenza e la disponibilità dei dati a favore di Esma, Cers, autorita' di vigilanza sulle banche centrali – ''un pilastro per il regolamento dei mercati finanziari'' – e l’obbligo del “reporting” di ogni transazione di derivati. L’obbligo è stato ben salutato dalla presidente della Commissione parlamentare per gli affari economico-finanziari, Sharon Bowles, che lo ha definito alla stregua di un faro sui contratti e sulle speculazioni che hanno creato la bolla speculativa: tra le cause della crisi attuale, e della famosa bolla scoppiata nel 2008 negli Usa.

     Critiche dalla Commissione Ue  

    L’obbligo, tuttavia, è stato aspramente – e stranamente – contestato dal vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, che lo ha bollato come “inaccettabile” e – a suo dire – “contrario al Trattato di Lisbona”. Il relatore Langen ha invece definito il regolamento necessario e prioritario. Ora la stessa perizia e puntualità dovrebbe essere messa in campo per bloccare il rating sugli stati sovrani: ciò che costringe gli europei a sacrifici pazzeschi per pagare gli interessi lievitati col perverso meccanismo dello spread, e ciò che ha fatto diventare l’Europa unita lo zimbello della “Democrazia”. E ciò che fa impallidire il caro Alexis De Tocqueville dalla tomba: tessitore di lodi della “Democrazia in America”. Oggi patria "a-morale" degli strumenti speculativi, cui contagio ha destabilizzando – da almeno vent'ann a questa parte – una buona fetta di economia reale anche nel Vecchio Continente.

     Cosa sono i derivati  

    Nella moderna finanza, i derivati sono quei contratti o titoli il cui prezzo è basato sul valore di mercato di uno o più beni connessi (esempio: azioni, indici finanziari, valute, tassi d'interesse). Gli utilizzi principali degli strumenti derivati sono l'arbitraggio (acquisto di un prodotto in un mercato e la sua vendita in un altro mercato: operazione di per se speculativa al nascere) la speculazione e la strategia di copertura di un rischio finanziario, nota come hedging: quella che destabilizzo il mercato Usa – devastando migliaia di contribuenti – con il Caso Lehman Brothers – Banca giudicata inaffondabile dalle "affidabilissime" e "trasparenti" agenzie di rating, fino al giorno prima – e con i Sub-prime Usa accesi a garanzia dei mutui casa.

     Il punto della discordia  

    La miccia sui derivati, dopo aver fatto scoppiare la polveriera Usa, ha toccato – come non tutti sanno – anche gli interessi del Governo italiano – ma con effetti completamente silenziati – che grazie alle operazioni in derivati, apparentemente avrebbe pagato circa 2,5 miliardi di euro (cifra che potrebbe tradursi come lo 0,2% del Pil nazionale, o come una “manovra finanziaria lacrime e sangue) alla banca stanunitense d’affari ( e che affari!) Morgan Stanley. Ciò, malgrado quella che l’economista e giornalista Gustavo Piga giudica – con rigor di causa ed apprezzabile onestà intellettuale – la scandalosa servitù della stampa nazionale, rea di non approfondire – come giusto e doveroso – tali spinose questioni, che affondano nella speculazione le loro devastanti radici: peccato che a farne le spese siamo noi poveri ed “ex-membri” di un popolo “pseudo-sovrano”, tristemente noti come “contribuenti”. Ma ultimamente molto si perde nel silenzio e nell’oblio, nella più totale indifferenza di una “informazione” (carta stampata e tg)  troppo distratta – come mi auguro che sia – o in mala fede. Ma, per il momento, crediamo ancora nella prima conclusione!

     L’interrogazione indiscreta alla Bce  

    Ma la lezione di giornalismo all’Europa, sulla speculazione e sui derivati, giunge puntuale da oltreoceano, grazie all’”impertinente” interrogazione dell'agenzia di stampa Usa, “Bloomberg”, che – nelle scorse ore – ha chiesto lumi alla Bce di Mario Draghi – oggi vero ed incontrastato re dell’Europa, e della sua finanza – sui contenuti dello swap greco. Pertanto, alla luce della gravità dell’attuale condizione generale dell’economia dell’Eurozona – e di riflesso dell’Europa intera – facendo nostro l’appello di migliaia di europei lasciati allo scuro di molte attività collaterali della Banca Centrale Europea, ci domandiamo cosa abbia spinto Jean-Claude Trichet (ex capo della Bce, predecessore di “Supermario”) a non rivelare tutti i retroscena delle operazioni in derivati. Problema al quale Mario Draghi potrebbe dare oggi una risposta concreta ed esaustiva.

     La critica – i “Doveri” di  Mario Monti e della Commissione europea  

    Inoltre, il Commissario all’Industria dell’Ue, Antonio Tajani, anziché battibeccare in aula sulla bontà del regolamento proposto nelle ultime ore sui derivati, potrebbe chiedere ufficialmente alla “Sua” Commissione europea di pubblicare tutti i dati delle operazioni in derivati poste in essere dai paesi dell'Uè negli ultimi vent’anni, impegnandosi ufficialmente a pubblicare e diffondere con perizia tutte le prossime operazioni di derivati. D’altra parte anche lo stesso Mario Monti (che come ex uomo “Goldman Sachs”, di speculazione ne capirà certamente qualcosa) dovrebbe tralasciare magari l’ossessionante pressione contro l’Art.18, e rimuovere piuttosto ogni ambiguità di sorta, facendo piena luce ed informando tutti gli Italiani sulle posizioni sui derivati ancora pendenti, nonché sul loro valore di mercato. Questa si chiama “Democrazia!”

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)