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  • E’ Morto il Lavoro – L’Italia è una Repubblica fondata sull’Emarginazione

    E’ Morto il Lavoro – L’Italia è una Repubblica fondata sull’Emarginazione

    Giovedì, Giugno 28th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Consiglio Europeo / Parlamento italiano /Italia / Roma / Bruxelles / Lavoro / Articolo 18 / Costituzione / Modifiche / Sindacati / Cgil / Diritti / Libertà / Welfare / Occupazione / Disoccupazione / Licenziamenti /Camera / Senato / Immigrazione / Emigrazione / Popolazione / Mario Monti / Elsa Fornero / Serena Sorrentino/

    Il lavoro? "Non è un Diritto!" – la solita Fornero

    non si smentisce mai

    La riforma del Lavoro si trasforma in legge con 393

    voti favorevoli alla Camera: licenziamenti più facili e

    aumento della disoccupazione.

    A spasso a 50 anni: così inizia la Crescita di Monti

    E' La Morte del Lavoro e la vittoria della società

    dei banchieri e delle consorterie occulte mondialiste

    Italia – E’ Morto il Lavoro

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      L'Italia è una Società fondata sul licenziamento  

     Roma–  “Il lavoro non è un diritto!” : questa la clamorosa dichiarazione rilasciata “dall’illustre” Ministro del Welfare (o meglio dell'Ammazza Welfare) Elsa Fornero, che alla vigilia della riunione del Consiglio Europeo, prevista per oggi, si è resa indiscussa protagonista di una gaffe da Oscar che, in un attimo, ha cancellato metaforicamente un passato di conquiste sudate e di dure lotte per il riconoscimento dei diritti e delle libertà. Così, la riforma del lavoro si trasforma in legge: dopo aver ottenuto per quattro volte la fiducia al Senato, anche la Camera si è pronunciata a favore del Ddl firmato “Elsa Fornero” con 393 voti favorevoli, 74 contrari e 46 astenuti. Scendono in piazza a protestare, seppur debolmente, i sindacati, con in testa Fiom e Cgil, per una riforma, ormai legge, che fa storcere il naso e salire la pressione ai lavoratori italiani. Il Governo, però,  si ritiene soddisfatto di poter depositare, oggi stesso,  sul tavolo del Consiglio Europeo la nuova legge che, in altri termini, riconosce la “libertà di licenziare” e fa tremare la nostra Costituzione.

      Golpisti e liberisti hanno Stracciato la Costituzione  

    Eppure l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro o, per meglio dire, lo era. Probabilmente, non lo è più e a distruggere un diritto ci ha pensato la stessa politica: quella dei potenti, quella di coloro che dettano leggi autoritarie in un sistema a-democratico. I sindacati (quel che ne è rimasto, s'intende) dicono, però, di non rassegnarsi  e continuano a portare avanti la propria battaglia. “Il disegno di legge va cambiato – ha dichiarato la segreteria Cgil, Serena Sorrentino – e per noi l’emergenza vera è rappresentata dal contrasto della precarietà perché, in questo momento, abbiamo bisogno di occupazione”. Come darle torto? In un’Italia colpita da una crisi creata ad hoc, la riforma del lavoro piomba come un macigno sulla testa di tutti gli Italiani, occupati e non.

      Uccidere il lavoro in Italia – Biglietto da visita per Bruxelles 

    L’approvazione del Ddl, voluta ed ottenuta a tutti i costi entro il 28 giugno, la dice lunga: apparire diligenti e mantenere gli impegni previsti agli occhi dei padroni dell'Europa di certo conviene al Prof. Mario Monti ed ai suoi colleghi, ma non conviene di certo alla nostra Nazione incapace di reagire perché messa in ginocchio dal potere e dalla smania europea di omologazione e di rispetto di norme austere e controproducenti, protese a creare un classe di schiavi subalterni, paganti, e con pochissimi diritti "apparenti" e zero welfare. E controproducente è la riforma proposta dalla Fornero che non ha fatto altro che istituzionalizzare la precarietà ma, ovviamente, la "signora" non intendeva dire ciò che ha detto riguardo al lavoro ma, di certo, lo ha pensato: un incidente diplomatico gravissimo e foriero – in un Paese normale – di licenziamento su due piedi.

      I Partiti uccidono il lavoro – I Lavoratoti uccideranno i Partiti 

    Una legge al servizio dello Stato, quello stesso Stato che dovrebbe garantire il riconoscimento dei diritti, tra i quali, Fornero o no, quello del lavoro. Nessuno sciopero generale, nessuna protesta degna  di nota e questo, implicitamente e tra le righe, lo ha fatto capire anche la Fornero stessa la quale ha dichiarato che “Il Governo ha avuto un dialogo per circa tre mesi con le varie parti sociali per arrivare ad un documento che alla fine tutti hanno condiviso, tranne la Cgil”. Una Cgil che, da sola, non è riuscita a mettere i bastoni tra le ruote ad un governo tecnico che detta legge secondo la volontà “assoluta e non contestabile” del caro premier Mario Monti e dei suoi suggeritori occulti e palesi. Tra la soddisfazione di Pierferdinando Casini, Pierluigi Bersani e – malgrado le flebili ripicche degli ultimi giorni – di tutto il Pdl: sempre più in calo di consensi popolari, come del resto gli stessi Udc e Pd, in favore del Movimento 5 Stelle di Grillo, che nei sondaggi, e stando ai trend progressivi di crescita  di appresta a diventare il primo partito del Paese.

      Anche gli immigrati più poveri snobbano l'Italia 

    “Responsabilità” di certo non è parola chiara per il Consiglio dei Ministri: lo dimostrano i dati che emergono dal rapporto Ocse 2012 sull’immigrazione, che è stato presentato, ieri, a Bruxelles. Secondo quanto rilevato, anche gli immigrati cercano di evitare la crisi italiana optando per lo spostamento in altri Paesi europei, visto il notevole calo della richiesta di manodopera nella nostra penisola. Un’Italia povera che, oggi, viene “snobbata” anche da coloro che, in passato, l’hanno considerata una  sorta di ancora di salvezza e di speranza.

      Italia – Dal Giardino d'Europa a Terra d'emigranti ed emarginati 

    Il Governo, quindi, a lungo andare, potrà di certo evitare i problemi legati all’immigrazione ma sarà costretto a fronteggiare (o meglio gestire strategicamente) quelli dell'emarginazione sociale e dell’emigrazione: forse, l’unica via di uscita per gli italiani sarà la fuga verso altri paesi europei, una tendenza già sottolineata che rischia di trasformarsi in un vero e proprio “esodo” alla ricerca di una “Terra Promessa”. Ad emigrare saranno soprattutto i giovani che non potranno mai contribuire allo sviluppo politico, sociale, culturale, economico del proprio territorio. I giovani, coloro che dovrebbero rappresentare il futuro di una Nazione, coloro le cui energie mentali e fisiche dovrebbero essere spese per il progresso di una terra che, dal nostro punto di vista, sarà caratterizzata da una popolazione vecchia e rassegnata.

      Monti: sacrifica il lavoro sull'altare dei padroni del mondo 

    Ma tutto questo appare in linea con la politica montiana, una politica che dimostra di voler bene alla Merkel, alla Banca Centrale Europea, ad Obama ed Hollande, ma non alla nostra Italia ed agli Italiani che non appartengano ad élite massoniche, bancarie e politiche. Ma non stiamo dicendo nulla di nuovo: del resto, Mario Monti non si smentisce mai. E che gliene importa se rende l’Italia lo zerbino dell’Europa? L’importante è rispettare gli impegni imposti dai suoi compari e suggeriti da lui stesso e dai suoi amici del Bilderberg Club e della Commissione Trilaterale. L’unica Italia che ci fa sorridere, in questo periodo, è quella che sta affrontando sì gli Europei…ma di calcio!

    Maria Laura Barbuto  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

  • Lavoratori europei: alla ricerca della “vita” in polvere

    Lavoratori europei: alla ricerca della “vita” in polvere

    Venerdì, Maggio 18th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Consiglio d’Europa / Strasburgo / Eurofound / Statistiche / Alcool / Droghe / Cannabis / Oppiacei / Cocaina / Acidi / Tossicodipendenza / Alcoolismo / Lavoro / Abuso sostanze stupefacenti   

     

    Lavoratori europei: alla ricerca della

    “vita” in polvere, in pillole e fatta

    di bollicine.

    Eurofound: Il 5%-20% degli occupati europei abusa

    di droghe ed alcool sul posto di lavoro.

    Strasburgo – Il noto detto “si beve per dimenticare” sembra che sia diventato il motto principale di molti lavoratori europei: infatti,  secondo i dati raccolti e presentati dalla fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, Eurofound, attiva in tutti i 27 stati membri dell’Unione, una percentuale di lavoratori europei compresa tra il 5% ed il 20%, abusa di alcool e droghe sul posto di lavoro.  Codice rosso, quindi, davanti all’allarme lanciato a Strasburgo in occasione della conferenza per la prevenzione di alcool e droghe sul posto di lavoro, organizzata dal Consiglio d’Europa. Purtroppo, non è una questione che riguarda solo ed esclusivamente l’individuo interessato ma si estende alla società intera, in quanto qualsiasi lavoro funziona come una sorta di catena di montaggio in cui la “sobrietà” di tutti concorre a determinare un prodotto finito: sia esso un servizio reso al cittadino o un prodotto da consumare. Solo un individuo sano e lucido può permettere lo sviluppo della società: alcool e sostanze stupefacenti alterano l’equilibrio del sistema psicofisico e, di conseguenza, la propria prestazione lavorativa.

      Disoccupazione e alienazione: le nuove schiavitù dell'era  della crisi  

    Puntando la lente di ingrandimento sul nostro Paese, secondo i dati raccolti da una ricerca condotta nel 2007 su un campione di 3000 lavoratori di età compresa tra i 18 ed i 35 anni, emerge che più del 13% ha fatto uso di cannabis nei dodici mesi precedenti, il 4,5% ha fatto uso di cocaina, l’1,2% di acidi e l’1% di oppiacei. Per quanto riguarda i lavoratori con mansioni a rischio – e quindi sottoposti periodicamente a controlli –  la musica cambia: su 87.000 lavoratori testati, nel 2010,  551 di essi sono risultati positivi al test  e tra loro, 23 persone sono state considerate tossicodipendenti abituali, mentre per tutti gli altri l’uso di sostanze stupefacenti è stato solo occasionale. Un altro dato allarmante riguarda la tipologia di droga di cui si abusa: tra i giovani con età inferiore ai 30 anni, le droghe più  consumate sono i cannabinoidi (64%), seguite dalla cocaina (19%) e dagli oppiacei (4,2%).  Giovani alla ricerca costante della vita in polvere, in pillole o fatta di bollicine… ma non è così che si vive e si lavora! Malgrado chi ci governa faccia poco e "disfaccia" troppo, sopratutto oggi, la vita resta comunque il bene più prezioso, da gustare e godere, sempre con spirito di ringraziamento verso il Creatore, qualunque prova possa trovarsi sul nostro cammino, e soprattutto in piena consapevolezza e alieni da qualsivoglia forma di dipendenza e schiavitù.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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  • Crisi – Europarlamento: la difesa di Barroso

    Crisi – Europarlamento: la difesa di Barroso

    Giovedì, Aprile 19th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Commissione Europea / Strasburgo / Occupazione / Lavoro / Crisi /Povertà / Giovani / Donne /Anziani / Disoccupati / Eurobond / Fondo di riscatto / Barroso /Andor / Rehn / Arigho / Monti / Maria Laura Barbuto  

    "All in" dell’Europa per crescita e occupazione.

    Che non sia un bluff?

    Barroso a Strasburgo – “Nuovi posti di lavoro:

    investiamo su Economia verde, assistenza sanitaria e sociale

    e telecomunicazioni.

    Bruxelles, Strasburgo –  L’Unione Europea gioca la carta “occupazione e crescita economica” con un tris di misure che punta allo sviluppo dei settori dell’economia verde, dell’assistenza sanitaria e sociale e delle telecomunicazioni, nel tentativo di creare, entro il 2020, 17.600.000 posti di lavoro e raggiungere, così, l’obiettivo del 75% di occupazione nel mercato del lavoro internazionale. La Commissione Europea cala il poker “vincente” mirando a coniugare la flessibilità dell’impiego con un salario minimo, sussidi e dialogo sociale per come esposto nella comunicazione “Verso una ripresa ricca di lavoro”, presentata e discussa questa mattina, al Parlamento di Strasburgo, dal presidente della Commissione Josè Manuel Barroso e dai commissari alle politiche sociali e all’economia, Laszlo Andor ed Olly Rehn. Nella relazione imposta all’attenzione degli europarlamentari vengono tracciate linee guida che dovrebbero “rappresentare una pietra miliare nella costruzione di un dinamico mercato di lavoro”, per come ha affermato Barroso, e che fanno riferimento ad un salario minimo adeguato e a sussidi di inserimento per le categorie “svantaggiate” come quelle dei giovani, delle donne, lavoratori anziani e disoccupati da lungo tempo. La portavoce di Andor, Cristina Arigho, ha specificato che “La Commissione non mira ad imporre una soglia europea di salario, ma i salari minimi svolgono un ruolo importante nella lotta alla povertà” che riguarda l’8% dei cittadini europei.

      Barroso si difende con gli Eurobond  

    Ma se da un lato la buona volontà dell’Unione Europea cerca di mettere una toppa “ideale ed ipotetica” alla crisi del mercato del lavoro, dall’altro l’Europarlamento non subisce passivamente i buoni propositi della Commissione, che pone sotto accusa insieme ai vari governi, per aver ignorato gli stimoli per la crescita e abbracciato misure di austerità troppo pesanti per i bilanci pubblici. Barroso, davanti al Parlamento europeo riunito in seduta plenaria, ha affermato di “non aver mai dichiarato che la crisi è passata” e ha invitato gli europarlamentari a “riconsiderare gli Eurobond o il fondo di riscatto per mutualizzare il debito pubblico europeo”. Rimane solo da chiedersi se, per il problema del mercato del lavoro, quello dell’Unione Europea  sarà un “All in” vincente oppure un grande Bluff? E intanto, in Italia, il caro Prof. Monti, pensa ancora all’articolo 18 ma, qualora lo avesse dimenticato, gli ricordiamo che non si può  vincere sempre bluffando!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Mezzogiorno–Lavoro: Agevolazioni rimandate

    Mezzogiorno–Lavoro: Agevolazioni rimandate

    Giovedì, Aprile 12th / 2012

    di Maria Laura Barbuto

    Italia / Unione europea / Mezzogiorno / Incentivi / Agevolazioni / Stato / Regioni / Occupazione / Lavoro 

    Mezzogiorno–Lavoro: Agevolazioni rimandate

    Creazione di 40.000 posti di lavoro

    subordinata ad accordo da raggiungere

    in Conferenza Stato-Regioni

    Roma –  Un incentivo da 500 milioni di euro  per la creazione di 40 mila posti di lavoro nel Mezzogiorno: un tema che mette tutti d’accordo e infonde tante speranze che, però, dovranno essere subordinate ad un accordo da raggiungere nella Conferenza Stato–Regioni, che stabilirà come verranno gestiti tali fondi destinati all’agevolazione e quali saranno le quote previste per ciascuna regione del Mezzogiorno. Di Certo una buona notizia, se non fosse che questo argomento della distribuzione dei fondi non è mai stato discusso in nessuna Conferenza Stato–Regioni. Si preferisce discutere della regolamentazione del mercato del lavoro, piuttosto che della possibilità concreta di agevolare lavoratori e imprese, tema sul quale, tra l’altro, tutti, indipendentemente dal colore politico, concordano pienamente. Sarà che le cose buone, ormai, non fanno più notizia? 

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)