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  • Fame, Expo,  lotta agli sprechi e propaganda

    Fame, Expo, lotta agli sprechi e propaganda

    Giovedì,  Maggio 7th/ 2015    
     

    – di F.L. Sete di Giustizia Genova –

    Redazione Quieuropa, Sete di Giustizia Genova, Mons. Galatino, sprechi, Tobin Tax, Moneta Debito, palliativi, usura monetaria, banche centrali, propaganda, Expo 2015, Milano 

    Fame, Expo,  lotta agli sprechi e propaganda 

    Il cuore del problema che genera la fame del mondo

    oltre i facili slogan

     

    di F.L. Sete di Giustizia Genova

    fame expo 2015

     Expo e la "lotta agli sprechi"                                                                            

    Milano, Genova, Roma – di Sete di Giustizia Genova  Expo 2015 entra nel vivo della sua prima settimana con una notizia che sta girando rapidamente sul web e presso le redazioni dei maggiori quotidiani nazionali e non: "Niente più pane, chili di pane, che finisce nella spazzatura. E niente più foto come quelle circolate mercoledì su Facebook, con i mucchi di filoni dentro i sacchetti e a bordo strada, a fine giornata. Expo volta pagina e, nel suo rodaggio, inserisce un tassello fondamentale: d’ora in poi, le eccedenze di tutti i ristoranti potranno essere affidate alle sapienti mani del Banco Alimentare. Che le porterà, come da tradizione, nelle mense per i più bisognosi. Ma servirà l’aiuto di tutti. L’accordo con Expo è già stato siglato e coinvolge anche Cascina Triulza, il laboratorio equo e sostenibile dell’esposizione. Ma per passare ai fatti manca la collaborazione dei singoli ristoranti" (fonte La Stampa). Lotta agli sprechi dunque! Ma propaganda a parte, c'è qualcosa che non torna… Qual è l'approccio verso la questione "cibo" in rapporto agli sprechi mondiali? Perchè miliardi di uomini oggi vivono in condizioni di povertà o addirittura sotto la soglia limite?

    fame expo 2015

     L'intervento del segretario generale della CEI                                             

    S.E. Mons Nunzio Galantino, vescovo emerito di Cassano all'Ionio e dal 25 marzo 2014 segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana – già Consulente stabile della Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Italiana per il “Progetto di riordino della formazione teologica in Italia” – nei giorni scorsi ha puntualizzato due questioni importanti: 1) Il cibo per sfamare tutti gli abitanti della terra esiste: “siamo difronte – ha detto – ad uno scandalo che coinvolge circa un sesto della popolazione mondiale; siamo difronte a un miliardo di uomini  che soffrono dell’insicurezza alimentare (…) persone e non numeri. Essi – ha cocluso – per la loro dignità di persone vengono prima di ogni calcolo o progetto economico(ricordando il messaggio di Papa Francesco al Direttore generale della FAO per la Giornata Mondiale dell’alimentazione). Tanto più che il cibo a disposizione nel mondo sarebbe veramente sufficiente per sfamare tutti quanti, mentre si preferisce sprecarne ogni anno circa 1,3 miliardi di tonnellate (sì, ci sarebbe davvero già ora “cibo per tutti”…”  “Oggi produciamo una volta e mezzo la quantità di cibo necessario a sfamare tutti gli abitanti della terra” ha rincarato il Professor Becchetti, docente all’università di Tor Vergata).

    fame expo 2015

     Scelte coraggiose contro fale e disparità… Tobin Tax?                               

    2) Mons. Galatino è poi ritornato sul richiamo ad un modello di sviluppo alternativo e solidale: “Nell’enciclica citata (1), Paolo VI evidenziava che «nessuno è autorizzato a riservare a suo uso esclusivo ciò che supera il suo bisogno, quando gli altri mancano del necessario». Ne consegue l’urgenza di scelte coraggiose per combattere la povertà globale al fine di rimuovere le cause della fame e le fonti di una disuguaglianza sempre più profonda; l'urgenza di porre un freno alle derive di un sistema finanziario fuori controllo e rispondere alla domanda di giustizia che sale dalla terra al cielo. "Sono richieste – ha ribadito l'alto prelato – per le quali non dobbiamo smettere di importunare i nostri rappresentanti politici: penso, ad esempio, all’approvazione di misure come la «Tobin tax», che tassando le transazioni finanziarie potrebbero ridare ossigeno all’economia reale.” Certo per chi ha ben presente la truffa monetaria dell'emissione a debito della moneta da parte delle banche centrali ovviamente il richiamo alla "panacea" Tobin Tax rappresenta un semplice palliativo, assolutamente inconsistente.

    (1) Populorum Progressio, Paolo VI

    fame expo 2015

     Oltre gli slogan…                                                                                                

    3) "Tocca a noi… – ha poi concluso Mons. Galatino – ho lasciato volutamente per ultimo, come riconoscendovi la risposta alla questione di fondo, la parte conclusiva dello slogan: “è compito nostro”. Mi piace questa responsabilità inclusiva, come personalmente diffido di chi è pronto a invocare le riforme purché coinvolgano sempre e solo gli altri… Ci sarà cibo per tutti, mi vien da dire, nella misura in cui sapremo lavorare nella prospettiva di costruire una sola famiglia umana; e questo, appunto, non sarà possibile senza l’apporto di ciascuno, senza che ciascuno riconosca che è anche compito suo, senza che arriviamo insieme a riconoscere: “Sì, è compito nostro!”. Le strade per tradurre tali indicazioni in percorsi sono frutto dell’impegno di ciascuno, che cresce nel confronto e nella condivisione.”Parole sicuramente condivisibili, ma oltre agli slogan cosa si sta facendo per affrontare il cuore del problema?

    Lettera a Papa Francesco – Uniti contro la Grande Usura Internazionale

    Lettera a Papa Francesco – Uniti contro la Grande Usura Internazionale – di Sergio Basile e Rocco Carbone

    Mercoledì,  Gennaio 15th/ 2014 –  Lettera a Papa Francesco

     

     

     

     Giacinto Auriti inquadra il cuore del problema che sfugge a Galatino…  

    Proprio perché è compito nostro – riprendo in questo lo slogan di Galatino – vogliamo dare il nostro contributo come Sete di Giustizia ripartendo da quello che sosteneva con forza e in ogni contesto il professor Giacinto Auriti: “I Popoli del Terzo Mondo prima di essere dilaniati dalla fame sono dilaniati dal debito. 50.000.000 di uomini muoiono di fame ogni anno, non per mancanza di derrate alimentari, ma del denaro per comprarle (come è provato dalla distruzione abituale delle eccedenze di prodotti agricoli). Poiché il denaro in circolazione è emesso, a costo nullo, dalle banche centrali, solo prestandolo, balza evidente che i vuoti monetari sono arbitrariamente pianificati dalla parsimonia feroce dei grandi usurai che dominano il sistema monetario. Solo su queste premesse ci si spiega perché l'Europa con l'avvento dell'EURO rischia di far parte del Terzo Mondo” (G. Auriti)

    fame expo 2015

     Un meccanismo che umilia i popoli e crea disparità e povertà diffusa   

    Se non capiamo che il problema che sta alla radice è l’emissione monetaria da parte delle banche centrali (Spa private) troveremo solo piccoli palliativi alla fame del mondo. Infatti quando la Bce stampa una banconota da 10 euro trasforma il "cliente" in debitore (dello stato) che riceve la banconota a debito e per il suo valore nominale. (Eppure il valore di intrinseco di quella banconota è di circa 0,30 cent. Visto che non esiste più la riserva aurea). Alla scadenza lo stato dovrà restituire la banconora da 10 euro con gli  interessi (Oggi assistiamo ai "prodigi" del "miracolistico" Quantitative Easing che viene gestito in questo modo bizzarro e meschino – vedi qui BCE e Quantitative Easing: il trucco per estorcere col sorriso la ricchezza reale dei popoli).

    fame expo 2015

     Il potere e il divere della denuncia… oltre la becera propaganda             

    E’ chiaro che in questo sistema alla scadenza i popoli più forti riusciranno a restituire il dovuto e avranno pane in abbondanza sulle loro tavole;  i popoli più poveri – al contrario – saranno insolventi e non avranno un pezzo di carta (banconota) in mano per poter comprare il cibo per sfamarsi.  Allora la battaglia contro la speculazione finanziaria e la "fame" va fatta a monte: solo arrivando a dichiarare la proprietà popolare della moneta, tutti i popoli saranno liberi dal debito e non ci sarà una guerra tra i più forti e più deboli (come assistiamo oggi in Europa, ad esempio tra Germania e Grecia… o addirittura tra la ricchissima Italia – trattava d'improvviso come una Cenerentola senza arte né parte – e la stessa Germania) e tutti potranno avere il cibo per sfamarsi. Da questa analisi e dal tenore delle dichiarazioni rilasciate finanche da molti alti prelati notiamo come sia difficile schierarsi contro il vero male dei giorni nostri… Tuttavia i veri uomini di fede – specie quelli che hanno compreso fino in fondo l'iniquità che sta dietro l'inganno più atroce della storia (quello monetario) –  non devono aver paura di denunciare la vera truffa che si cela dietro l’emissione monetaria. Solo così potremo vincere davvero la fame e le sperequazioni sociali ed economiche. Tutto il resto è pura propaganda!

    F.L. Sete di Giustizia Genova (Copyright © 2015 Qui Europa) 

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  • Speciale – Guerra, Caos Mondiale e ONU: fumi nella chiesa post-conciliare

    Speciale – Guerra, Caos Mondiale e ONU: fumi nella chiesa post-conciliare

    Mercoledì,  Luglio 2nd/ 2014

     – Speciale di Sergio Basile e Vincenzo Mannello  

    Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Vincenzo Mannello, Peter Kodwo Appiah Turkson, Mondialismo, Matteo Renzi, Giacinto Auriti, Globalizzazione e Mondialismo, Tobin Tax, Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, George Orwell 1984, Fondo Monetario Internazionale, fumi di Satana nella Chiesa, ONU, Ucraina, internazionale socialista, Protocolli dei Savi di Sion, Origini dell'UE, Piano Kalergi 

    Speciale – Guerra, Caos Mondiale e ONU:

    fumi nella chiesa post-conciliare

    La contraddittoria e ambigua nota mondialista del

    Pontificio Consiglio Giustizia e Pace del 2011

    Video in allegato

     

    Speciale di Sergio Basile e Vincenzo Mannello

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

      Uno sparo dal mondo                                                                                               

    Bagdad, Damasco, Gerusalemme, Kiev, Roma, Bruxelles – di Sergio Basile e Vincenzo Mannello  Uno sparo dal mondo! Ecco il titolo piú appropriato per una fotografia su quanto sta avvenendo oggi nel mondo, mentre scriviamo e mentre incalzano gli spot europeisti del premier non eletto Matteo Renzi, che nelle ultime ore ha inaugurato il sementre italiano di Presidenza dell'Ue. Per ora, almeno per ora, questo emblematico "sparo" s'ode appena fuori dai nostri confini o piú in là ove tramonta il sole. Ucraina, Libia, Egitto, Siria, Israele e Gaza, Libano, Irak, Nigeria, Sudan, Somalia, Yemen, Pakistan, Afghanistan sono i territori della morte nei quali il fatidico "sparo" trova grosso riscontro sui media mondiali, anche se ciò avviene in maniera strumentale ed artefatta, ed in funzione dell'asservimento ad interessi geopolitici, economici e ideologici precostituiti.  Una caterva, in aggiunta, gli "spari con silenziatore": quelli "locali" che ancora non innescano alcun interesse o  quelli considerati circoscritti a nazioni ancora "controllabili". Ciad, Sierra Leone, Repubblica del Congo, Centrafrica nel continente nero. Cina (con gli Uiguri musulmani) Ceylon, Filippine, India e tante altre nazioni nel mondo. Si tratta in molti casi di paesi e regioni dei quali molti ignoravano o ancora ignorano l'esistenza, almeno fin a quando non ne  hanno letto e/o sentito il nome in tv o non ne abbiano avuto notizia dai giornali e da internet. 

     Cinquant'anni di Pace?                                                                                             

    Già! In Europa "siamo in pace" grazie all'Unione Europea! Così almeno – con spot di tal guisa rimpallati di continuo da mamma Rai –  pontificano i signori della dittatura UEistaPeccato che abbiano scatenato una guerra economica coinvolgendo 530 milioni di cittadini europei e ponendo – in aggiunta – sotto schiavitù sostanziale gli abitandi delle 6 nazioni a tradizione più spiccatamente cristiana cattolica (e ortodossa) come Italia, Portogallo, Grecia, Spagna, Irlanda e Cipro. Anche se questo particolare ("insignificante"?) sfugge a molti. Troppi! Per tacere su quanto innescato in Ucraina, nazione già tristemente famosa durante il secondo conflitto bellico mondiale: guerra, non dimentichiamo, voluta dall'Internazionale Socialista (Illuminati di Baviera e soci) per destabilizzare e conquistare l'intera Europa (Stalin fece perire tre milioni di Ucraini per foraggiare le azioni belliche dell'amico-"nemico" Hitler). Guerra, quest'ultima, che se da una parte, oggi, sembra far emergere l'"eroe Putin", dall'altra getta inquietanti aloni di dubbio su quella che agli occhi di molti non è stata altro che una spartizione concordata tra due vecchi blocchi storicamente vicini ma sulla carta contrapposti, come Usa e Russia… Strategia già usata e iper-inflazionata.

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

     Le vere origini dell'Unione Europea                                                                    

    Ma lor signori continuano ad insegnare ai nostri figli, tra i banchi di scuola, a ringraziare i padri fondatori dell'Europa, omettendo verità inoppugnabili come quelle che si celano dietro il "Piano Kalergi" (vedi giù il link in allegato e il video) ad esempio, e dietro le reali origini del movimento ispiratore della stessa Ue: l'organizzazione Paneuropea. Braccio destro continentale della globalizzazione delle culture e dell'economia che illustri studiosi già all'indomani della Seconda Guerra Mondiale etichettarono con l'espressione di "Nuovo Ordine Mondiale". Per fortuna, però, migliaia di cittadini italiani ed europei aprono gli occhi ogni giorno e si destano dal sonno mortale, comprendendo magari il reale volto dell'UEismo (non è mai troppo tarti) al servizio degli Usa e della Nato (e dei loro padroni occulti che alloggiano nei piani alti) per fini tutt'altro che nobili. Allora ecco cadere il celeberrimo velo dagli occhi e comprendere magari la verità sull'aggressione all'ex-Jugoslavia: vedi Serbia, "creazione indotta" del Kosovo e partecipazione attiva a molti criminosi embarghi (es.: Aleppo – Siria – Iran e Iraq), nonché a tutte le cosiddette "primavere arabe" che hanno portato al bagno di sangue odierno destabilizzando al pari di una nuova guerra mondiale (che già tra Settecento e Ottocento, come visto, i capi della massoneria internazionale e le grandi famiglie di banchieri avevavo accuratamente previsto e orientato affinché si potesse realizzare il loro insano progetto di dominio globale sotto un'unica bandiera: vedi "Protocolli dei Savi di Sion" e "Agenda degli Illuminati" – vedi qui Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista).

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – 1a Parte

     ONU – Un silenzio assordante ed emblematico                                             

    E l'Onu in tutto ciò che fa? Assiste, dibatte, ammonisce e – soprattutto – tace. Certo non è l'Occidente il solo "male del mondo"! Il demone della guerra alligna ovunque e si nutre dell'indifferenza e della complicità degli organismi mondialisti nati dopo il 1945 proprio con questo scopo. Filosofia a parte, dunque, ci accorgiamo ogni giorno di più come il Grande Satana ci abbia messo lo zampino, lavorando sullo spirito critico e sulla reattività morale della comunità mondiale, pienamente avvinta – pur senza particolare clamore – in veri e propri sabba infernali. Dimensioni agghiaccianti che gli accomodanti, "rassicuranti" e teatrali faccioni alla Renzi sembrano non voler cogliere. Non sembrano cioè accorgersi di questo fatidico "sparo dal mondo" …. quasi come se l'Italia fosse avvolta da un'aurea di inviolabilità. La stessa illusione che nutrirono molti dei nostri padri e nonni nei primi del Novecento… e che poi di colpo si ritrovarono a mangiare bucce di patate. La storia, come ci insegna Vico, si ripete!

     La posizione ambigua di alcuni cardinali della chiesa post-conciliare    

    Ma la chiesa post-conciliare, ci chiediamo, in tutto questo dov'è? E' indubbio, infatti, come alcuni vescovi e cardinali (e di riflesso alcuni sacerdoti) abbiano finito – in maniera palese quanto sconcertante ed anti-cristiana – per abbracciare ideologicamente questo status quo. Perchè continuano dunque a dar credito e piena adesione alle strategie mondialiste dell'ONU? E ciò malgrado le denunce levate da molteplici papi, compreso lo stesso Cardinal Ratzinger negli Anni Novanta (vedi qui – Dialoghi con la Polis 2014 – Due domande a Marco Tarquinio: Grecia e Nuovo Disordine Mondiale). Ci chiediamo ancora, alla luce degli insegnamenti del Vangelo e dei padri della Chiesa: esiste oggi un'alternativa credibile e "cristiana" a questo folle mondo globale?

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

     In Guerra – La Prediletta del Dragone e la Sposa di Cristo                           

    E – soprattutto – ci ritorna in testa na domanda: fino a qual punto la "prediletta del Dragone" è penetrata nella Chiesa di Cristo? In attesa di rispondere a questo quesito inerente a quella che rimane l'autorità morale per eccellenza – la chiesa Cattolica – vi invitiamo a leggere il documento in allegato, elaborato nel 2011 dal Pontificio Consiglio "Giustizia e Pace" e titolato (vedi nel link a lato l'originle sul sito del Vaticano) Nota del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, 24 ottobre 2011: "Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale"Un documento che anziché da un cardinale (qual è l'autore della nota, nonché Presidente del Pontificio consiglio della Giustizia e della Pace: il cardinale ghanese Peter Kodwo Appiah Turkson) sembra scritto da Ban Ki-Moon in persona… o magari da Christine Lagarde. Va ribadito chiaramente come lo scritto non sia stato assolutamente firmato e fatto proprio da Papa Benedetto VXI, è bene ricordarlo onde evitare caos e giudizi azzardati e sommari. 

     L'opposizione di Benedetto XVI                                                                            

    Papa che, anzi, in numerose circostanze – tra le quali nella prefazione al libro di Mons. Michel Schooyans "Nuovo Disordine Mondiale" – attaccò e denunciò con vigore il mondialismo incarnato dall'ONU e dalle sue pertinenze (vedi qui Nuovo Disordine Mondiale) pagandone il prezzo in prima persona (vedi i particolari nel video allegato). Leggendo il documento in del Pontificio consiglio Giustizia e Pace del 2011 (vedi allegato) e facendo attenzione soprattutto alle frasi evidenziate in grassetto, ci accorgiamo come le citazioni riportate in merito al pensiero dei alcuni papi (e coorrelate encicliche) siano state spesso e volentieri inserite in maniera impropria e decontestualizzata. Cioè strumentale. Ci auguriamo allora che la Chiesa possa prendere le distanze da tutto ciò (mondialismo e globalizzazione) e possa andare presto (e speditamente) verso un "Concilio Vaticano Terzo", iniziando magari dalla proposta di una riforma finanziaria e monetaria in chiave evangelica ed anti-usurocratica (vedi qui la lettera scritta a Papa Francesco – Lettera a Papa Francesco – Uniti contro la Grande Usura Internazionale).

     

     Un Concilio Vaticano Terzo contro il mondialismo?                                       

    Un Nuovo Concilio che (tenendo conto dei 600 documenti di condanna contro la Massoneria emessi nella storia della chiesa e delle ultime riflessioni di Papa Francesco in merito: vedi qui Papa Francesco condannò la massoneria ma nessuno riportò la notizia) possa spazzare via dalla Casa di Cristo – e definitivamente – tutti i sulfurei fumi che – suo malgrado – oggi la avvolgono, debellando ogni morbo massonico e mondialista, in linea con quanto profeticamente rivelato dalla Madonna a Fatima nel 1913 e da Paolo VI nel 1972 «Attraverso qualche fessura» denunciò Paolo VI «il fumo di Satana è entrato nella Chiesa!». Un grido che allora scandalizzò molti anche all’interno del mondo cattolico, ma che oggi appare in tutta la sua disarmante verità e dal quale dobbiamo ripartire se vogliamo realizzare quel mondo di vera pace al quale volgiamo le nostre preghiere quotidiane.  Amen!

    Sergio Basile, Vincenzo Mannello (Copyright © 2013 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

    __________________________________________________________________________________________________________________
     
     Allegato – Doc. del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace 2011  

    A cura del

    Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace 

    Per una riforma del sistema finanziario e monetario

    internazionale nella prospettiva di un’autorità

    pubblica a competenza universale

    Città del Vaticano, 24 ottobre 2011

    N.B.:

    I sottoparagrafi sono stati titolati dalla redazione di Quieuropa

    al fine di facilitare la comprensione del complesso testo.

    Anche i video sono inseriti per mettere in evidenza la

    contraddittorietà di quanto affermato nella nota

    del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace nel 2011

    N.B.:

    La nota in questione non fu controfirmata e fatta propria

    da Papa Benedetto XVI

     

    Prefazione

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

     La situazione attuale del mondo esige un'azione d'insieme                       

    Città del Vaticano – «La situazione attuale del mondo esige un’azione d’insieme sulla base di una visione chiara di tutti gli aspetti economici, sociali, culturali e spirituali. Esperta in umanità, la Chiesa, lungi dal pretendere minimamente d’intromettersi nella politica degli Stati, “non ha di mira che un unico scopo: continuare, sotto l’impulso dello Spirito consolatore, la stessa opera del Cristo, venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità, per salvare, non per condannare, per servire, non per essere servito” ».(1) Con queste parole, Paolo VI, nella profetica e sempre attuale Enciclica Populorum progressio del 1967, tracciava in maniera limpida « le traiettorie » dell’intima relazione della Chiesa con il mondo: traiettorie che si intersecano nel valore profondo della dignità dell’uomo e nella ricerca del bene comune, e che pure rendono i popoli responsabili e liberi di agire secondo le proprie più alte aspirazioni. La crisi economica e finanziaria che sta attraversando il mondo chiama tutti, persone e popoli, ad un profondo discernimento dei principi e dei valori culturali e morali che sono alla base della convivenza sociale. Ma non solo. La crisi impegna gli operatori privati e le autorità pubbliche competenti a livello nazionale, regionale e internazionale ad una seria riflessione sulle cause e sulle soluzioni di natura politica, economica e tecnica. In tale prospettiva, la crisi, insegna Benedetto XVI, « ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno, a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative. La crisi diventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità. In questa chiave, fiduciosa piuttosto che rassegnata, conviene affrontare le difficoltà del momento presente ».(2) Gli stessi leader del G20, nello Statement adottato a Pittsburgh nel 2009, hanno affermato come « The economic crisis demonstrates the importance of ushering in a new era of sustainable global economic activity grounded in responsibility ».(3). Raccogliendo l’appello del Santo Padre e, al tempo stesso, facendo proprie le preoccupazioni dei popoli – soprattutto di quelli che maggiormente soffrono il prezzo della situazione attuale – il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, nel rispetto delle competenze delle autorità civili e politiche, intende proporre e condividere la propria riflessione « Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale ». Tale riflessione vuole essere un contributo ai responsabili della terra e a tutti gli uomini di buona volontà; un gesto di responsabilità non solo nei confronti delle generazioni presenti, ma soprattutto di quelle future; affinché non sia mai perduta la speranza di un futuro migliore e la fiducia nella dignità e nella capacità di bene della persona umana.

    Note:

    1 PAOLO VI, Lettera enciclica Populorum progressio, n. 13.

    2 BENEDETTO XVI, Lettera enciclica Caritas in veritate, n. 21.

    3 Leaders’ Statement, The Pittsburgh Summit, September 24-25, 2009; Annex, 1.

    Premessa

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

    Ogni singola persona, ogni comunità di persone, è partecipe e responsabile della promozione del bene comune. Fedeli alla loro vocazione di natura etica e religiosa, le comunità di credenti devono per prime interrogarsi sull’adeguatezza dei mezzi di cui la famiglia umana dispone in vista della realizzazione del bene comune mondiale. La Chiesa, per parte sua, è chiamata a stimolare in tutti indistintamente « la volontà di partecipare a quell’ingente sforzo con il quale, nel corso dei secoli, [gli uomini] cercano di migliorare le proprie condizioni di vita, corrisponde[ndo così] alle intenzioni di Dio ». (4)

     1. Sviluppo economico e disuguaglianze                                                                

    La grave crisi economica e finanziaria, che il mondo oggi attraversa, trova la sua origine in molteplici cause. Sulla pluralità e sul peso di queste cause persistono opinioni diverse: alcuni sottolineano anzitutto gli errori insiti nelle politiche economiche e finanziarie; altri insistono sulle debolezze strutturali delle istituzioni politiche, economiche e finanziarie; altri ancora le attribuiscono a cedimenti di natura etica intervenuti a tutti i livelli, nel quadro di un’economia mondiale sempre più dominata dall’utilitarismo e dal materialismo. Nei diversi stadi di sviluppo della crisi, si riscontra sempre una combinazione di errori tecnici e di responsabilità morali. Nel caso di scambio di beni materiali e di servizi, sono la natura e la capacità produttiva, il lavoro in tutte le sue molteplici forme, che pongono un limite alle quantità determinando un insieme di costi e di prezzi che permette, sotto certe condizioni, un’allocazione efficiente delle risorse disponibili.

     Dinamiche in materia monetaria e finanziaria                                                    

    Ma in materia monetaria e finanziaria le dinamiche sono diverse. Negli ultimi decenni sono state le banche ad estendere il credito, il quale ha generato moneta, che a sua volta ha sollecitato un’ulteriore espansione del credito. Il sistema economico è stato in tale maniera spinto verso una spirale inflazionistica che inevitabilmente ha trovato un limite nel rischio sostenibile per gli istituti di credito, sottoposti ad un pericolo ulteriore di fallimento, con conseguenze negative per l’intero sistema economico e finanziario. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, le economie nazionali sono avanzate, sebbene con enormi sacrifici per milioni, anzi per miliardi di persone che avevano dato fiducia, con il loro comportamento di produttori e imprenditori da un lato, di risparmiatori e consumatori dall’altro, a un progressivo regolare sviluppo della moneta e della finanza in linea con le potenzialità di crescita reale dell’economia. Dagli anni Novanta dello scorso secolo, si riscontra invece come la moneta e i titoli di credito a livello globale siano aumentati in misura molto più rapida della produzione del reddito, anche a prezzi correnti. Ne sono derivate la formazione di sacche eccessive di liquidità e di bolle speculative che poi si sono trasformate in una serie di crisi di solvibilità e di fiducia che si sono propagate e susseguite nel corso degli anni. 

     Le crisi dagli Anni settanta a quella del 2007                                                   

    Una prima crisi si è verificata negli anni Settanta fino ai primi anni Ottanta, ed era relativa ai prezzi del petrolio. In seguito si sono avute una serie di crisi in vari Paesi in via di sviluppo. Si pensi alla prima crisi del Messico negli anni Ottanta, oppure a quelle del Brasile, della Russia e della Corea, quindi di nuovo del Messico negli anni Novanta, della Tailandia, dell’Argentina. La bolla speculativa sugli immobili e la recente crisi finanziaria hanno la medesima origine nell’eccessivo ammontare di moneta e di strumenti finanziari a livello globale. Mentre le crisi nei Paesi in via di sviluppo, che hanno rischiato di coinvolgere il sistema monetario e finanziario globale, sono state contenute con forme di intervento da parte dei Paesi più sviluppati, la crisi scoppiata nel 2008 è stata caratterizzata da un fattore decisivo e dirompente rispetto a quelle precedenti. Essa è stata generata nel contesto degli Stati Uniti, una delle aree più rilevanti per l’economia e la finanza mondiale, coinvolgendo la moneta a cui fa tuttora capo la stragrande maggioranza degli scambi internazionali. Un orientamento di stampo liberista – reticente rispetto ad interventi pubblici nei mercati – ha fatto propendere per il fallimento di un importante istituto finanziario internazionale, immaginando in tal modo di delimitare la crisi e i suoi effetti. Ne è derivata purtroppo una propagazione di sfiducia che ha spinto a mutare repentinamente atteggiamento, sollecitando interventi pubblici sotto varie forme, di enorme portata (oltre il 20% del prodotto nazionale) al fine di tamponare gli effetti negativi che avrebbero travolto tutto il sistema finanziario internazionale.

    Note:

    4 CONCILIO VATICANO II, Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo

       Gaudium et spes, n. 34.

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

     Conseguenze della crisi                                                                                            

    Le conseguenze sulla cosiddetta « economia reale », passando attraverso le gravi difficoltà di alcuni settori – in primo luogo dell’edilizia – e attraverso il diffondersi di aspettative sfavorevoli, hanno generato una tendenza negativa della produzione e del commercio internazionale, con gravi riflessi sull’occupazione, e con effetti che ancora non hanno probabilmente esaurito tutta la loro portata. I costi per milioni, anzi miliardi di persone, nei Paesi sviluppati ma anche soprattutto in quelli in via di sviluppo, sono rilevanti. In Paesi ed aree dove mancano ancora i beni più elementari della salute, del cibo, del riparo dalle intemperie, oltre un miliardo di persone sono costrette a sopravvivere con un reddito medio di poco più di un dollaro al giorno. Il benessere economico globale, misurato in primo luogo dalla produzione del reddito ed anche dalla diffusione delle capabilities, si è accresciuto, nel corso della seconda metà del XX secolo, in una misura e con una rapidità mai sperimentate nella storia del genere umano. Ma sono anche aumentate enormemente le disuguaglianze all’interno dei vari Paesi e tra di essi. Mentre alcuni Paesi e aree economiche, quelle più industrializzate e sviluppate, hanno visto crescere notevolmente la produzione del reddito, altri Paesi sono stati di fatto esclusi dal miglioramento generalizzato dell’economia, e persino hanno peggiorato la loro situazione. 

     1967 – La denuncia di Paolo VI – Populorum Progressio                               

    I pericoli di una situazione di sviluppo economico, concepito in termini liberistici, sono stati lucidamente e profeticamente denunciati da Paolo VI – per le conseguenze nefaste sugli equilibri mondiali e sulla pace – già nel 1967, dopo il Concilio Vaticano II, con l’Enciclica Populorum progressio. Il Pontefice indicò come condizioni imprescindibili, per la promozione di un autentico sviluppo, la difesa della vita e la promozione della crescita culturale e morale delle persone. Su tali basi, affermava Paolo VI lo sviluppo plenario e planetario « è il nuovo nome della pace ».(5) A quaranta anni di distanza, nel 2007, il Fondo Monetario Internazionale riconobbe, nel suo Rapporto annuale, la stretta connessione tra un processo di globalizzazione non adeguatamente governato da un lato, e le forti disuguaglianze a livello mondiale dall’altro. (6) Oggi i moderni mezzi di comunicazione rendono evidenti a tutti i popoli, ricchi e poveri, le disuguaglianze economiche, sociali e culturali che si sono determinate a livello globale generando tensioni e imponenti movimenti migratori. Tuttavia, va ribadito che il processo di globalizzazione con i suoi aspetti positivi è alla base del grande sviluppo dell’economia mondiale del XX secolo.

    Note:

    5 Lettera enciclica Populorum progressio, nn. 76 ss.

    6 Cf. INTERNATIONAL MONETARY FUND, Annual Report 2007, pp. 8 ss.

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

     Osservazioni sulla globalizzazione                                                                       

    Vale la pena di ricordare che tra il 1900 e il 2000 la popolazione mondiale si è quasi quadruplicata e che la ricchezza prodotta a livello mondiale è cresciuta in misura molto più rapida cosicché il reddito medio pro capite è fortemente aumentato. Allo stesso tempo, però, non è aumentata l’equa distribuzione della ricchezza, piuttosto, in molti casi essa è peggiorata. Ma cosa ha spinto il mondo in questa direzione estremamente problematica anche per la pace? Anzitutto un liberismo economico senza regole e senza controlli. Si tratta di una ideologia, di una forma di « apriorismo economico », che pretende di prendere dalla teoria le leggi di funzionamento del mercato e le cosiddette leggi dello sviluppo capitalistico esasperandone alcuni aspetti. Un’ideologia economica che stabilisca a priori le leggi del funzionamento del mercato e dello sviluppo economico, senza confrontarsi con la realtà, rischia di diventare uno strumento subordinato agli interessi dei Paesi che godono di fatto di una posizione di vantaggio economico e finanziario. Regole e controlli, sia pure in maniera imperfetta, sono spesso presenti a livello nazionale e regionale; tuttavia, a livello internazionale tali regole e controlli fanno fatica a realizzarsi e a consolidarsi. 

    L'ideologia utilitaristica                                                                                        

    Alla base delle disparità e delle distorsioni dello sviluppo capitalistico c’è, in gran parte, oltre all’ideologia del liberismo economico, l’ideologia utilitarista, ossia quella impostazione teorico-pratica percui: « l’utile personale conduce al bene della comunità ». È da notare che una simile « massima » contiene un’anima di verità, ma non si può ignorare che non sempre l’utile individuale, sebbene legittimo, favorisce il bene comune. In più di un caso è richiesto uno spirito di solidarietà che trascenda l’utile personale per il bene della comunità. Negli anni venti del secolo scorso alcuni economisti avevano già messo in guardia dal dare eccessivamente credito, in assenza di regole e controlli, a quelle teorie oggi divenute ideologie e prassi dominanti a livello internazionale. Un effetto devastante di queste ideologie, soprattutto negli ultimi decenni del secolo scorso e i primi anni del nuovo secolo, è stato lo scoppio della crisi nella quale il mondo si trova tuttora immerso.

    Benedetto XVI – Natura morale e ideologica della crisi                                

    Benedetto XVI, nella sua enciclica sociale, ha individuato in maniera precisa la radice di una crisi che non è solamente di natura economica e finanziaria, ma prima di tutto di natura moraleoltre che ideologica. "L’economia, infatti – osserva il Pontefice – ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento, non di un’etica qualsiasi, bensì di un’etica amica della persona".(7) Egli, poi, ha denunciato il ruolo svolto dall’utilitarismo e dall’individualismo, nonché le responsabilità di chi li ha assunti e diffusi come parametro per il comportamento ottimale di coloro – operatori economici e politici – che agiscono e interagiscono nel contesto sociale". Ma Benedetto XVI ha anche individuato e denunciato una nuova ideologia, l’ ideologia della tecnocrazia.

    Note:

    7 Cf. Lettera enciclica Caritas in veritate, n. 45.

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione

     2. Il ruolo della tecnica e la sfida etica                                                                 

    Il grande sviluppo economico e sociale dello scorso secolo, certamente con le sue luci ma anche con i suoi gravi coni d’ombra, è dovuto anche al continuato sviluppo della tecnica e, nei decenni più recenti, ai progressi dell’informatica e alle sue applicazioni, all’economia e in primo luogo alla finanza. Per interpretare con lucidità l’attuale nuova questione sociale, occorre senz’altro, però, evitare l’errore, figlio anch’esso dell’ideologia neoliberista, di ritenere che i problemi da affrontare siano di ordine esclusivamente tecnico. Come tali, essi sfuggirebbero alla necessità di un discernimento e di una valutazione di tipo etico. Ebbene, l’enciclica di Benedetto XVI mette in guardia contro i pericoli dell’ideologia della tecnocrazia, ossia di quell’assolutizzazione della tecnica che « tende a produrre un’incapacità di percepire ciò che non si spiega con la semplice materia » (8ed a minimizzare il valore delle scelte dell’individuo umano concreto che opera nel sistema economico-finanziario, riducendole a mere variabili tecniche. La chiusura ad un « oltre », inteso come un di più rispetto alla tecnica, non solo rende impossibile trovare soluzioni adeguate per i problemi, ma impoverisce sempre più, sul piano materiale e morale, le principali vittime della crisi. Anche nel contesto della complessità dei fenomeni la rilevanza dei fattori etici e culturali non può, dunque, essere trascurata o sottostimata.

    Note:

    8 Cf.  Lettera enciclica "Caritas in Veritate", n. 77.

    La logica del bene comune mondiale e il senso dei beni                              

    La crisi, di fatto, ha rivelato comportamenti di egoismo, di cupidigia collettiva e di accaparramento di beni su grande scala. Nessuno può rassegnarsi a vedere l’uomo vivere come « un lupo per l’altro uomo », secondo la concezione evidenziata da Hobbes. Nessuno, in coscienza, può accettare lo sviluppo di alcuni Paesi a scapito di altri. Se non si pone un rimedio alle varie forme di ingiustizia gli effetti negativi che ne deriveranno sul piano sociale, politico ed economico saranno destinati a generare un clima di crescente ostilità e perfino di violenza, sino a minare le stesse basi delle istituzioni democratiche, anche di quelle ritenute più solide. Dal riconoscimento del primato dell’essere rispetto a quello dell’avere, dell’etica rispetto a quello dell’economia, i popoli della terra dovrebbero assumere, come anima della loro azione, un’etica della solidarietà, abbandonando ogni forma di gretto egoismo, abbracciando la logica del bene comune mondiale che trascende il mero interesse contingente e particolare. Dovrebbero, in definitiva, avere vivo il senso di appartenenza alla famiglia umana in nome della comune dignità di tutti gli esseri umani: « prima ancora della logica dello scambio degli equivalenti e delle forme di giustizia, […] che le sono proprie, esiste un qualcosa che è dovuto all’uomo perché è uomo, in forza della sua eminente dignità »(9). Già nel 1991, dopo il fallimento del collettivismo marxista, il Beato Giovanni Paolo II aveva messo in guardia nei confronti del rischio di « un’idolatria del mercato, che ignora l’esistenza di beni che, per loro natura, non sono né possono essere semplici merci ».(10) Oggi occorre senz’indugio accogliere il suo ammonimento e imboccare una strada più in sintonia con la dignità e con la vocazione trascendente della persona e della famiglia umana.

    Note:

    9 GIOVANNI PAOLO II, Lettera enciclica Centesimus Annus, n. 70.

    10 Ib., n. 40.

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     3. Il governo della globalizzazione                                                                          

    Nel cammino verso la costruzione di una famiglia umana più fraterna e giusta e, prima ancora, di un nuovo umanesimo aperto alla trascendenza, appare inoltre particolarmente attuale l’insegnamento del Beato Giovanni XXIII. Nella profetica Lettera enciclica Pacem in terris del 1963, egli avvertiva che il mondo si stava avviando verso una sempre maggiore unificazione. Prendeva quindi atto del fatto che, nella comunità umana, era venuta meno la rispondenza fra l’organizzazione politica « su piano mondiale e le esigenze obiettive del bene comune universale ».(11) Per conseguenza auspicava la creazione, un giorno, di « un’Autorità pubblica mondiale ».(12A fronte dell’unificazione del mondo, propiziata dal complesso fenomeno della globalizzazione; a fronte dell’importanza di garantire, oltre agli altri beni collettivi, quello rappresentato da un sistema economico-finanziario mondiale libero, stabile e a servizio dell’economia reale, oggi l’insegnamento della Pacem in terris appare ancor più vitale e degno di urgente concretizzazione. Lo stesso Benedetto XVI, nel solco tracciato dalla Pacem in terris, ha espresso la necessità di costituire un’Autorità politica mondiale.(13) Tale necessità appare del resto evidente, se si pensa al fatto che l’agenda delle questioni da trattare a livello globale diventa costantemente più ampia. Si pensi, ad esempio, alla pace e alla sicurezza; al disarmo e al controllo degli armamenti; alla promozione e alla tutela dei diritti fondamentali dell’uomo; al governo dell’economia e alle politiche di sviluppo; alla gestione dei flussi migratori e alla sicurezza alimentare; alla tutela dell’ambiente. In tutti questi ambiti risulta sempre più evidente la crescente interdipendenza tra Stati e regioni del mondo e la necessità di risposte, non solo settoriali e isolate, ma sistematiche e integrate, ispirate dalla solidarietà e dalla sussidiarietà e orientate al bene comune universale.

    Note:

    11 GIOVANNI XXIII, Lettera enciclica Pacem in terris, n. 70.

    12 Cf. ib. nn. 71-74.

    13 Cf. Lettera enciclica Caritas in veritate, n. 67.

    Autorità mondiale?                                                                                                    

    Come ricorda Benedetto XVI, se non si persegue questa strada anche « il diritto internazionale, nonostante i grandi progressi compiuti nei vari campi, rischierebbe di essere condizionato dagli equilibri di potere tra i più forti ».(14Lo scopo dell’Autorità pubblica, rammentava già Giovanni XXIII nella Pacem in terris, è anzitutto quello di servire il bene comune. Essa, pertanto, deve dotarsi di strutture e meccanismi adeguati, efficaci, ossia all’altezza della propria missione e delle aspettative che in essa sono riposte. Questo è particolarmente vero all’interno di un mondo globalizzato, che rende persone e popoli sempre più interconnessi ed interdipendenti, ma che mostra anche il peso dell’egoismo e degli interessi settoriali, tra cui l’esistenza di  mercati monetari e finanziari a carattere prevalentemente speculativo, dannosi per l’economia reale, specie dei Paesi più deboli. È un processo complesso e delicato.

    Avanti con la logica della gradualità                                                                    

    Tale Autorità sovranazionale deve, infatti, avere un’impostazione realistica ed essere messa in atto con gradualità, con l’obiettivo di favorire anche l’esistenza di sistemi monetari e finanziari efficienti ed efficaci, ossia mercati liberi e stabili, disciplinati da un adeguato quadro giuridico, funzionali allo sviluppo sostenibile e al progresso sociale di tutti, ispirati ai valori della carità nella verità.(15) Si tratta di un’Autorità dall’orizzonte planetario, che non può essere imposta con la forza, ma dovrebbe essere espressione di un accordo libero e condiviso, oltre che delle esigenze permanenti e storiche del bene comune mondiale e non frutto di coercizione o di violenze. Essa dovrebbe sorgere da un processo di maturazione progressiva delle coscienze e delle libertà, nonché dalla consapevolezza di crescenti responsabilità.

    Note:

    14 Ib.

    15 Cf. ib.

    Mondialismo e adesione dei popoli                                                                     

    Non possono, per conseguenza, essere tralasciati come superflui elementi quali la fiducia reciproca, l’autonomia e la partecipazione. Il consenso deve coinvolgere un sempre maggior numero di Paesi che aderiscono in maniera convinta, mediante quel dialogo sincero che non emargina, bensì valorizza le opinioni minoritarie. L’Autorità mondiale dovrebbe, dunque, coinvolgere coerentemente tutti i popoli, in una collaborazione in cui essi sono chiamati a contribuire con il patrimonio delle loro virtù e delle loro civiltà. La costituzione di un Autorità politica mondiale dovrebbe essere preceduta da una fase preliminare di concertazione, dalla quale emergerà una istituzione legittimata, in grado di offrire una guida efficace e, al tempo stesso, di permettere a ciascun Paese di esprimere e di perseguire il proprio bene particolare. L’esercizio di una simile Autorità, posta al servizio del bene di tutti e di ciascuno, sarà necessariamente super partes, ossia al di sopra di ogni visione parziale e di ogni bene particolare, in vista della realizzazione delì bene comune. Le sue decisioni non dovranno essere il risultato del pre-potere dei Paesi più sviluppati sui Paesi più deboli. Dovranno, invece, essere assunte nell’interesse di tutti, non solo a vantaggio di alcuni gruppi, siano essi formati da lobby private o da Governi nazionali. Un’Istituzione sopranazionale, espressione di una « comunità delle Nazioni », non potrà peraltro durare a lungo, se le diversità dei Paesi, sul piano delle culture, delle risorse materiali ed immateriali, delle condizioni storiche e geografiche non sono riconosciute e pienamente rispettate. L’assenza di un consenso convinto, alimentato da un’incessante comunione morale della comunità mondiale, indebolirebbe l’efficacia della corrispettiva Autorità.

    L'autorità mondiale

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione                                                                                                  

    Ciò che vale a livello nazionale vale anche a livello mondiale. La persona non è fatta per servire incondizionatamente l’Autorità, il cui compito è quello di porsi al servizio della persona stessa, in coerenza con il valore preminente della dignità dell’uomo. Parimenti, i Governi non devono servire incondizionatamente l’Autorità mondiale. È piuttosto quest’ultima che deve mettersi al servizio dei vari Paesi membri, secondo il principio di sussidiarietà, creando, tra l’altro, quelle condizioni socio-economiche, politiche e giuridiche, indispensabili anche all’esistenza di mercati efficienti ed efficaci, perché non iperprotetti da politiche nazionali paternalistiche, perché non indeboliti da deficit sistematici delle finanze pubbliche e dei Prodotti nazionali, che di fatto impediscono ai mercati stessi di operare in un contesto mondiale come istituzioni aperte e concorrenziali. Nella tradizione del Magistero della Chiesa, ripresa con vigore da Benedetto XVI,(16) il principio di sussidiarietà deve regolare le relazioni tra Stato e comunità locali, tra Istituzioni pubbliche e Istituzioni private, non escluse quelle monetarie e finanziarie. Così, su un ulteriore livello, deve reggere le relazioni tra una eventuale futura Autorità pubblica mondiale e le istituzioni regionali e nazionali. Un tale principio è a garanzia sia della legittimità democratica sia dell’efficacia delle decisioni di coloro che sono chiamati a prenderle. Permette di rispettare la libertà delle persone e delle comunità di persone e, al tempo stesso, di responsabilizzarle rispetto agli obiettivi e ai doveri che loro competono.

    Note:

    16 Cf. ib., nn. 57 e 67.

    Necessità dell'autorità mondiale                                                                           

    Secondo la logica della sussidiarietà, l’Autorità superiore offre il suo subsidium, ovvero il suo aiuto, quando la persona e gli attori sociali e finanziari sono intrinsecamente inadeguati o non riescono a fare da sé quanto è loro richiesto.(17) Grazie al principio di solidarietà, si costruisce un rapporto durevole e fecondo tra la società civile planetaria e un’Autorità pubblica mondiale, quando gli Stati, i corpi intermedi, le varie istituzioni – comprese quelle economiche e finanziarie – e i cittadini prendono le loro decisioni entro la prospettiva del bene comune mondiale, che trascende quello nazionale. « Il governo della globalizzazione » – si legge nella Caritas in veritate – « deve essere di tipo sussidiario, articolato su più livelli e su piani diversi, che collaborino reciprocamente ».(18) Solo così si può evitare il pericolo dell’isolamento burocratico dell’Autorità centrale, che rischierebbe di essere delegittimata da un distacco troppo grande dalle realtà sulle quali si fonda, e potrebbe facilmente cadere in tentazioni paternalistiche, tecnocratiche, o egemoniche. Un lungo cammino resta però ancora da percorrere prima di arrivare alla costituzione di una tale Autorità pubblica a competenza universale. Logica vorrebbe che il processo di riforma si sviluppasse avendo come punto di riferimento l’Organizzazione delle Nazioni Unite, in ragione dell’ampiezza mondiale delle sue responsabilità, della sua capacità di riunire le Nazioni della terra e della diversità dei suoi compiti e di quelli delle sue Agenzie specializzate.

    Note:

    17 Cf. ib., n. 57.

    18 Ib.

    Verso scelte mondiali vincolanti                                                                           

    Il frutto di tali riforme dovrebbe essere una maggiore capacità di adozione di politiche e scelte vincolanti poiché orientate alla realizzazione del bene comune a livello locale, regionale e mondiale. Tra le politiche appaiono più urgenti quelle relative alla giustizia sociale globale: politiche finanziarie e monetarie che non danneggino i Paesi più deboli; (19politiche volte alla realizzazione di mercati liberi e stabili e ad un’equa distribuzione della ricchezza mondiale mediante anche forme inedite di solidarietà fiscale globale, di cui si dirà più avanti. Nel cammino della costituzione di un’Autorità politica mondiale non si possono disgiungere le questioni della governance (ossia di un sistema di semplice coordinamento orizzontale senza un’Autorità super partes) da quelle di un shared government (ossia di un sistema che, oltre al coordinamento orizzontale, stabilisca un’Autorità super partes) funzionale e proporzionato al graduale sviluppo di una società politica mondiale. La costituzione di un’Autorità politica mondiale non può essere raggiunta senza la previa pratica del multilateralismo, non solo a livello diplomatico, ma anche e soprattutto nell’ambito dei piani per lo sviluppo sostenibile e per la pace. A un Governo mondiale non si può pervenire se non dando espressione politica a preesistenti interdipendenze e cooperazioni.

    Note:

    19 Cf. CONCILIO VATICANO II, Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo

         contemporaneo Gaudium et spes, n. 70.

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     4. Riforma del sistema finanziario e monetario internazionale                 

    Verso una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale rispondente alle esigenze di tutti i Popoli In materia economica e finanziaria, le difficoltà più rilevanti derivano dalla carenza di un insieme efficace di strutture, in grado di garantire, oltre ad un sistema di governance, un sistema di government dell’economia e della finanza internazionale. Che dire di questa prospettiva? Quali passi muovere in concreto? Con riferimento all’attuale sistema economico e finanziario mondiale vanno sottolineati due fattori determinanti: il primo è il graduale venire meno dell’efficienza delle istituzioni di Bretton Woods, a partire dai primi anni Settanta. In particolare, il Fondo Monetario Internazionale ha perso un carattere essenziale per la stabilità della finanza mondiale, quello di regolare la creazione complessiva di moneta e di vegliare sull’ammontare di rischio di credito assunto dal sistema. In definitiva non si dispone più di quel « bene pubblico universale » che è la stabilità del sistema monetario mondiale.

    Gestione del mercato finanziario globale                                                               

    Il secondo fattore è la necessità di un corpus minimo condiviso di regole necessarie alla gestione del mercato finanziario globale, cresciuto molto più rapidamente dell’economia reale, essendosi velocemente sviluppato per effetto, da un lato, dell’abrogazione generalizzata dei controlli sui movimenti di capitali e dalla tendenza alla deregolamentazione delle attività bancarie e finanziarie; e dall’altro, dei progressi della tecnica finanziaria favoriti dagli strumenti informatici. Sul piano strutturale, nell’ultima parte del secolo scorso, la moneta e le attività finanziarie a livello globale sono cresciute molto più rapidamente della produzioni di beni e di servizi.

    G20 e Rischi – Questione monetaria e questione bancaria                              

    In tale contesto, la qualità del credito ha teso a diminuire sino ad esporre gli istituti di credito ad un rischio maggiore di quello ragionevolmente sostenibile. Basti guardare alle sorti di grandi e piccoli istituti di credito nel contesto delle crisi che si sono manifestate negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso e infine nella crisi del 2008. Sempre nell’ultima parte del XX scorso, si è sviluppata la tendenza a definire gli orientamenti strategici della politica economica e finanziaria all’interno di club e di gruppi più o meno estesi di Paesi più sviluppati. Pur non negando gli aspetti positivi di questo approccio, non si può non notare che esso non sembra rispettare pienamente il principio rappresentativo, in particolare dei Paesi meno sviluppati o emergenti. La necessità di tener conto della voce di un maggiore numero di Paesi ha, ad esempio, indotto l’allargamento dei suddetti gruppi, passando così dal G7 al G20. Questa è stata un’evoluzione positiva, in quanto ha consentito di coinvolgere, negli orientamenti all’economia e alla finanza globale, la responsabilità di Paesi con più elevata popolazione, in via di sviluppo ed emergenti.

    Dallo Shutdown Usa a quello Italico: fili spezzati

    Efficacia e ruolo dei G20 – Nuova era dell'economia Globale  

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione                  

    Nell’ambito del G20 possono pertanto maturare indirizzi concreti che, opportunamente elaborati nelle appropriate sedi tecniche, potranno orientare gli organi competenti a livello nazionale e regionale al consolidamento delle istituzioni esistenti e alla creazione di nuove istituzioni con appropriati ed efficaci strumenti a livello internazionale. Gli stessi leader del G20, nella Dichiarazione finale di Pittsburgh del 2009, affermano del resto come « la crisi economica dimostra l’importanza di avviare una nuova era dell’economia globale fondata sulla responsabilità ». 

    Crisi e riforma dell'Architettura Globale                                                            

    Per fare fronte alla crisi e aprire una nuova era « della responsabilità », oltre alle misure di tipo tecnico e di breve periodo, i leader avanzano la proposta di una « riforma dell’architettura globale per fare fronte alle esigenze del 21° secolo »; e quindi quella di « un quadro che consenta di definire le politiche e le misure comuni per generare uno sviluppo globale solido, sostenibile e bilanciato ».(20) Occorre quindi avviare un processo di profonda riflessione e di riforme, percorrendo vie creative e realistiche, tendenti a valorizzare gli aspetti positivi delle istituzioni e dei forum già esistenti. Un’attenzione specifica andrebbe riservata alla riforma del sistema monetario internazionale e, in particolare, all’impegno per dar vita a qualche forma di controllo monetario globaleperaltro già implicita negli Statuti del Fondo Monetario Internazionale. È chiaro che, in qualche misura, questo equivale a mettere in discussione i sistemi dei cambi esistenti, per trovare modi efficaci di coordinamento e supervisione.

    Note:

    20 Leaders’ Statement, The Pittsburgh Summit, September 24-25, 2009;

    cf. Annex, paragrafo 1; G-20 Framework for Strong, Sustainable, and Balanced Growth,

    §1; Leaders’ Statement, nn. 18, 13.10

     Controllo Monetario Globale                                                                                  

    È un processo che deve coinvolgere anche i Paesi emergenti e in via di sviluppo nel definire le tappe di un adattamento graduale degli strumenti esistenti. Sullo sfondo si delinea, in prospettiva, l’esigenza di un organismo che svolga le funzioni di una sorta di « Banca centrale mondiale » che regoli il flusso e il sistema degli scambi monetari, alla stregua delle Banche centrali nazionali. Occorre riscoprire la logica di fondo, di pace, coordinamento e prosperità comune, che portarono agli Accordi di Bretton Woods, per fornire adeguate risposte alle questioni attuali. A livello regionale tale processo potrebbe essere praticato con la valorizzazione delle istituzioni esistenti, come ad esempio la Banca Centrale Europea. Ciò richiederebbe, tuttavia, non solo una riflessione sul piano economico e finanziario, ma anche e prima di tutto, sul piano politico, in vista della costituzione di istituzioni pubbliche corrispettive che garantiscano l’unità e la coerenza delle decisioni comuni. Queste misure dovrebbero essere concepite come alcuni dei primi passi nella prospettiva di una Autorità pubblica a competenza universale; come una prima tappa di un più lungo sforzo della comunità mondiale di orientare le sue istituzioni alla realizzazione del bene comune. Altre tappe dovranno seguire, tenendo conto che le dinamiche che conosciamo possono accentuarsi, ma anche accompagnarsi a cambiamenti che oggi sarebbe vano tentare di prevedere. In tale processo, occorre, recuperare il primato dello spirituale e dell’etica e, con essi, il primato della politica – responsabile del bene comune – sull’economia e la finanza. Occorre ricondurre queste ultime entro i confini della loro reale vocazione e della loro funzione, compresa quella sociale, in considerazione delle loro evidenti responsabilità nei confronti della società, per dare vita a mercati ed istituzioni finanziarie che siano effettivamente a servizio della persona, che siano capaci, cioè, di rispondere alle esigenze del bene comune e della fratellanza universale, trascendendo ogni forma di piatto economicismo e di mercantilismo performativo.

    Tobin Tax – Tassazione delle Transazioni Finanziarie                                        

    Sulla base di un tale approccio di tipo etico, appare, quindi, opportuno riflettere, ad esempio: su misure di tassazione delle transazioni finanziarie, mediante aliquote eque, ma modulate con oneri proporzionati alla complessità delle operazioni, soprattutto di quelle che si effettuano nel mercato « secondario ». Una tale tassazione sarebbe molto utile per promuovere lo sviluppo globale e sostenibile secondo principi di giustizia sociale e della solidarietà; e potrebbe contribuire alla costituzione di una riserva mondiale, per sostenere le economie dei Paesi colpiti dalle crisi, nonché il risanamento del loro sistema monetario e finanziario; su forme di ricapitalizzazione delle banche anche con fondi pubblici condizionando il sostegno a comportamenti « virtuosi » e finalizzati a sviluppare l’economia reale; sulla definizione dell’ambito dell’attività di credito ordinario e di Investment Banking. Tale distinzione consentirebbe una disciplina più efficace dei « mercati-ombra » privi di controlli e di limiti. Un sano realismo richiederebbe il tempo necessario per costruire consensi ampi, ma l’orizzonte del bene comune universale è sempre presente con le sue esigenze ineludibili. È pertanto auspicabile che tutti coloro che, nelle Università e nei vari Istituti, sono chiamati a formare le classi dirigenti di domani si dedichino a prepararle alle loro responsabilità di discernere e di servire il bene pubblico globale in un mondo in costante cambiamento. È necessario colmare il divario presente tra formazione etica e preparazione tecnica, evidenziando in particolar modo l’ineludibile sinergia tra i due piani della praxis e della poièsis. Lo stesso sforzo è richiesto a tutti coloro che sono in grado di illuminare l’opinione pubblica mondiale, per aiutarla ad affrontare questo mondo nuovo non più nell’angoscia ma nella speranza e nella solidarietà.

     Conclusioni                                                                                                            

    Nelle incertezze attuali, in una società capace di mobilitare mezzi ingenti, ma la cui riflessione sul piano culturale e morale rimane inadeguata rispetto al loro utilizzo in ordine al conseguimento di fini appropriati, siamo invitati a non arrenderci e a costruire soprattutto un futuro di senso per le generazioni a venire. Non bisogna temere di proporre cose nuove, anche se possono destabilizzare equilibri di forze preesistenti che dominano sui più deboli. Esse sono un seme gettato nella terra, che germoglierà e non tarderà a portare i suoi frutti. Come ha esortato Benedetto XVI, "sono indispensabili persone ed operatori a tutti i livelli – sociale, politico, economico, professionale –, mossi dal coraggio di servire e promuovere il bene comune mediante una vita buona".(21) Solo loro riusciranno a vivere e a vedere oltre le apparenze delle cose, percependo il divario tra il reale esistente ed il possibile mai sperimentato. Paolo VI ha sottolineato la forza rivoluzionaria dell’« immaginazione prospettica », capace di percepire nel presente le possibilità in esso inscritte, e di orientare gli uomini verso un futuro nuovo.(22) Liberando l’immaginazione, l’uomo libera la sua esistenza. Mediante un impegno di immaginazione comunitaria è possibile trasformare non solo le istituzioni ma anche gli stili di vita, e suscitare un avvenire migliore per tutti i popoli. Gli Stati moderni, nel tempo, sono divenuti insiemi strutturati, concentrando la sovranità all’interno del proprio territorio. Ma le condizioni sociali, culturali e politiche sono progressivamente mutate. È cresciuta la loro interdipendenza – sicché è divenuto naturale pensare ad una comunità internazionale integrata e retta sempre più da un ordinamento condiviso –, ma non è venuta meno una forma deteriore di nazionalismo, secondo cui lo Stato ritiene di poter conseguire in maniera autarchica il bene dei suoi cittadini. Oggi tutto ciò appare surreale e anacronistico.

    Note:

    21 Cf. Lettera enciclica Caritas in veritate, n. 71.

    22 PAOLO VI, Lettera apostolica Octogesima adveniens, n. 37.

    Oltre la dimensione di stati nazionali?    

    Fumi di Satana - Mondialismo e Globalizzazione                                                           

    Oggi tutte le nazioni, piccole o grandi, assieme ai loro Governi, sono chiamate a superare quello « stato di natura » che vede gli Stati in perenne lotta tra loro. Nonostante alcuni suoi aspetti negativi, la globalizzazione sta unificando maggiormente i popoli, sollecitandoli a muoversi verso un nuovo « stato di diritto » a livello sopranazionale, sostenuto da una collaborazione più intensa e feconda. Con una dinamica analoga a quella che in passato ha messo fine alla lotta « anarchica » tra clan e regni rivali, in ordine alla costituzione di Stati nazionali, l’umanità deve oggi impegnarsi nella transizione da una situazione di lotte arcaiche tra entità nazionali, a un nuovo modello di società internazionale più coesa, poliarchica, rispettosa delle identità di ciascun popolo, entro la molteplice ricchezza di un’unica umanità. Un tale passaggio, peraltro già timidamente in corso, assicurerebbe ai cittadini di tutti i Paesi – qualunque ne sia la dimensione o la forza – pace e sicurezza, sviluppo, mercati liberi, stabili e trasparenti. « Come all’interno dei singoli Stati […] il sistema della vendetta privata e della rappresaglia è stato sostituito dall’impero della legge » – avverte Giovanni Paolo II – « così è ora urgente che un simile progresso abbia luogo nella Comunità internazionale ».(23) I tempi per concepire istituzioni con competenza universale arrivano quando sono in gioco beni vitali e condivisi dall’intera famiglia umana, che i singoli Stati non sono in grado di promuovere e proteggere da soli. Esistono, quindi, le condizioni per il definitivo superamento di un ordine internazionale « westphaliano», nel quale gli Stati sentono l’esigenza della cooperazione, ma non colgono l’opportunità di un’integrazione delle rispettive sovranità per il bene comune dei popoli. È compito delle generazioni presenti riconoscere e accettare consapevolmente questa nuova dinamica mondiale verso la realizzazione di un bene comune universale.

    Note:

    23 Lettera enciclica Centesimus annus, n. 52.

    Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista

    Il trasferimento dei poteri verso un'autorità mondiale                                          

    Certo, questa trasformazione si farà al prezzo di un trasferimento graduale ed equilibrato di una parte delle attribuzioni nazionali ad un’Autorità mondiale e alle Autorità regionali, ma questo è necessario in un momento in cui il dinamismo della società umana e dell’economia e il progresso della tecnologia trascendono le frontiere, che nel mondo globalizzato sono di fatto già erose. La concezione di una nuova società, la costruzione di nuove istituzioni dalla vocazione e competenza universali, sono una prerogativa e un dovere per tutti, senza distinzione alcuna. È in gioco il bene comune dell’umanità e il futuro stesso. In tale contesto, per ogni cristiano c’è una speciale chiamata dello Spirito ad impegnarsi con decisione e generosità, perché le molteplici dinamiche in atto si volgano verso prospettive di fraternità e di bene comune. Si aprono immensi cantieri di lavoro per lo sviluppo integrale dei popoli e di ogni persona. Come affermano i Padri del Concilio Vaticano II, si tratta di una missione al tempo stesso sociale e spirituale, che, « nella misura in cui può contribuire a meglio ordinare l’umana società, è di grande importanza per il regno di Dio ».(24) In un mondo in via di rapida globalizzazione, il riferimento ad un’Autorità mondiale diviene l’unico orizzonte compatibile con le nuove realtà del nostro tempo e con i bisogni della specie umana. Non va, però, dimenticato che questo passaggio, data la natura ferita degli uomini, non avviene senza angosce e senza sofferenze. La Bibbia, con il racconto della Torre di Babele (Genesi 11,1-9) avverte come la « diversità » dei popoli possa trasformarsi in veicolo di egoismo e strumento di divisione.

    Speciale – L’Inganno monetario dietro le grandi manovre di Bruxelles e Francoforte

    Nota 24 CONCILIO VATICANO II, Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo

          contemporaneo Gaudium et spes, n. 39.

    Lo spirito di Babele                                                                                                    

    Nell’umanità è ben presente il rischio che i popoli finiscano per non capirsi più e che le diversità culturali siano motivo di contrapposizioni insanabili. L’immagine della Torre di Babele ci avverte anche che bisogna guardarsi da una « unità » solo di facciata, nella quale non cessano egoismi e divisioni, poiché non sono stabili le fondamenta della società. In entrambi i casi, Babele è l’immagine di ciò che i popoli e gli individui possono divenire, quando non riconoscono la loro intrinseca dignità trascendente e la loro fraternità. Lo spirito di Babele è l’antitesi dello Spirito di Pentecoste (Atti 2, 1-12), del disegno di Dio per tutta l’umanità, vale a dire l’unità nella diversità. Solo uno spirito di concordia, che superi divisioni e conflitti, permetterà all’umanità di essere autenticamente un’unica famiglia, fino a concepire un nuovo mondo con la costituzione di un’Autorità pubblica mondiale, al servizio del bene comune. (Città del Vaticano, 24 ottobre 2011)

    Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace

    Città del Vaticano, 24 ottobre 2011

    Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia

    Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia

     

     

     

     

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     Lettere Allegate – a Papa Francesco e al Patriarca di Venezia, Mons. Moraglia   

    Lettera a Papa Francesco – Uniti contro la Grande Usura Internazionale

    Lettera a Papa Francesco – Uniti contro la Grande Usura Internazionale – di Sergio Basile e Rocco Carbone

    Mercoledì,  Gennaio 15th/ 2014 – di Sergio Basile e Rocco Carbone – Lettera a Papa Francesco, Sergio Basile, Rocco Carbone, Padre Quirino Salomone, Giacinto Auriti, Moneta-Debito, Proprietà Popolare della moneta, Reddito di Cittadinanza, Papa Benedetto XVI, Grande usura Internazionale, Debito usurocratico, Egoismo sistemico, Distruzione dell'Italia, Commonwealth, Enrico VIII, Nascita della banca d'Inghilterra, Papa Francesco Risponde, Roma, Città del […]

    Lettera al Patriarca di Venezia – Attualità della Dottrina Sociale della Chiesa e Sistema della Moneta-Debito

    Lettera al Patriarca di Venezia – Attualità della Dottrina Sociale della Chiesa e Sistema della Moneta-Debito

    Venerdì, Febbraio 7th/ 2014  – di Nicola Arena / Sete di Giustizia / Redazione Qui Europa – Attualità della Dottrina Sociale della Chiesa, Patriarca Francesco Moraglia, Sovranità Monetaria, Giacinto Auriti, Nicola Arena, Proprietà popolare della Moneta, Lettera al patriarca di Venezia, Giacinto Auriti, Nuova povertà, Padre Nostro, De Gasperi congedò la dottrina sociale della chiesa, Einaudi e La […]

    Papa Francesco condannò la massoneria ma nessuno riportò la notizia

    Papa Francesco condannò la massoneria ma nessuno riportò la notizia

    Martedì,  Luglio 1st/ 2014  – di Daniele Di Luciano  – Redazione Quieuropa, Daniele Di Luciano, Massoneria, Papa Francesco, Video, dichiarazioni del 12 giugno, GOI, condanna verso la massoneria, Chiesa cattolica, inconciliabilità con la massoneria, Benedetto XVI, Massoni del Grand'Oriente d'Italia, Concilio Vaticano II, Stefano Bisi, scomunica, lobby massoniche, lobby gay, 600 documenti della chiesa cattolica condannano la […]

    Lettera aperta al Presidente della CEI: Il ruolo della Chiesa nella società

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    Sabato, Aprile 26th/ 2014  – di Patrizia Stella   – Patrizia Stella, legge contro l'omofobia, lettera al presidente della CEI, deriva gender, convocazione di tutti i movimenti e i gruppi cattolici, reazione convinta e unita della chiesa, omosessualità e pedofilia, Decreto Scalfarotto  Lettera aperta al Presidente della CEI: Il ruolo della Chiesa nella società Lettera di Patrizia Stella […]

    Papa Francesco attacca le Banche Usuraie! E i Mass Media Censurano

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    Giovedì, Gennaio 30th/ 2014  – di Daniele Di Luciano, Sergio Basile e Padre Quirino Salomone – Papa Francesco, Udienza Generale del Mercoledì, Mercoledì 29 Gennaio 2014 udienza di Papa Francesco, Sistema Bancario, Moneta, Padre Quirino Salomone, Moneta-Debito, Giacinto Auriti, Daniele Di Luciano, Sergio Basile, Losai.eu, quieuropa.it, Lettera a Papa Francesco, Papa Francesco parla dell'usura e i media censurano, Lotta all'usurocrazia, […]

    Dialoghi con la Polis 2014 – Due domande a Marco Tarquinio: Grecia e Nuovo Disordine Mondiale

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    Domenica, Aprile 13th/ 2014  – L'Editoriale, di Sergio Basile – Catanzaro, Dialoghi con la Polis, Marco Tarquinio, Arcivescovo di Catanzaro, Avvenire, Direttore Avvenire, Benedetto VXI, Cardinal Ratzinger, Mons. Michel Schooyans, Caso Grecia, La Grecia torna sui mercati, Nuovo Disordine Mondiale, Ruolo dei cattolici nella società, Papa Francesco, impegno dei cattolici in politica, titoli di stato, Black Rock, Speculazione […]

    Moneta-Debito: Potete nascondere la verità a tutti per un determinato periodo di tempo…

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    Giovedì, Gennaio 30th/ 2014  – di Grupponovelty / Sete di Giustizia / Qui Europa / Losai – Sistema Bancario, Moneta, Gruppo Novelty, Lincoln, Usa, Banca d'Inghilterra, Moneta-Debito, Giacinto Auriti, Valore indotto della moneta, Manifesto per la giustizia monetaria, Art. 71 Cost., Moneta come strumento di Diritto Sociale  Moneta-Debito: Potete nascondere la verità a tutti per un determinato […]

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     Video allegato                                                                                                              
     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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     Altri Articoli allegati                                                                                                  

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    Mercoledì,  Giugno 18th/ 2014  – di Nicola Arena e Sergio Basile – Redazione quieuropa,  Nicola Arena, Sergio Basile, Moneta e Dimensione Spirituale del Valore, Il Mondo di Quark, tv  spazzatura, L'uomo dell'era del consumismo e della povertà assoluta, celebrazione dei mondiali di calcio, Padre Pio, Piano Dullas, darwinismo, Giacinto Auriti, Ezra Pound, Karl Marx, Darwin, pensiero di stampo illuministico–massonico, beneamata pay-tv, anima Latina, Lucio Battisti, Mondiali di calcio, Brasile 2014, spiagge atlantiche, […]

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    Martedì,  Luglio 1st/ 2014  – Giorgio Bongiovanni / integrazioni Redazione QE – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa   Integraz. a cura della Redaz. Quieuropa (Copyright © 2013 Qui Europa)   Redazione Quieuropa, Giorgio Bongiovanni, Mistero Marx, I Signori del Mondo, internazionale socialista, Karl Marx, Il Manifesto, élite occulta, nobiltà nera, comunismo, Protocolli dei Savi di Sion, banche internazionali, settore petrolifero, infiltrati nella […]

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    Martedì,  Luglio 1st/ 2014  – di Sergio Basile  – Redazione Quieuropa, Siria, Iraq, terroristi, Terrorismo e Guerra a Cristo, forze occulte, massoneria, sionismo e integralismo islamico, Iraq, siria, Bagdad, Damasco, Croazia, Giordania, Arabia Saudita, Usa, vescovi italiani e prelati, ISIS, Eliot Higgins, quiz coranico, Shakir Wahiyib  Guerra a Cristo – L'islamizzazione del mondo e i pericoli gravissimi che corre l'Italia L'integralismo islamico che […]

    La Chiesa Post-Conciliare si svegli e denunci il Nuovo Disordine Mondiale

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    Sabato, Giugno 14th/ 2014 – di Antonio Bassi e Sergio Basile, in risposta all'articolo di A. Socci  – Iniziativa di Libero confronto, Redazione Quieuropa Redazione Qui Europa, Antonio Bassi, Antonio Socci, leppo, Brasile, mondiali di calcio, Genocidio idrico, guerra nuova, Micalessin, Giornale, Testimonianza oculare di padre George, Crimini di Guerra e Crimini contro l'Umanità, da Aleppo J'Accuse!, Occidente, ONU, Unicef, Complici di Crimini […]

    Perle montiane al festival del giornalismo di Perugia

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    Sabato, Maggio 3rd/ 2014  – di Sergio Basile – Quieuropa, Perugia, Parigi, Bruxelles, Redazione Qui Europa,  Sergio Basile, Perugia, Parigi, Bruxelles, Mario Monti, ex commissario europeo, full immersion nelle scuole neoliberiste Usa, arma impropria dell'iper emissione di titoli di stato del debito pubblico, Parlamento europeo, Monti il saggio al Festival del giornalismo di Perugia, balla dello spread, L'uomo della provvidenza del mondiaismo internazionale, L'accantonamento del "Pacchetto Barnier anti-rating", Il solito falso dissidio con […]

    Documento shock del 1959 su Crisi, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione: verità occultate

    Documento shock del 1959 su Crisi, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione: verità occultate

    Mercoledì, Aprile 30th/ 2014  – A cura di Massimo Mancinelli –  Iniziativa di Pubblico Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Quieuropa" Da un Estratto di "Rivoluzione e Contro-rivoluzione" di Plinio Correa de Oliveria – San Paolo, Brasile 1959  – 1a Ed. "Dell'albero – Torino – 1963 – Traduzione Giovanni Cantoni – – Ultima edizione – Associazione Luci sull'Est, Roma – Massimo Mancinelli, […]

    Oltre… Una Carta dei doveri universali degli stati: Limiti di Norberto Bobbio

    Oltre… Una Carta dei doveri universali degli stati: Limiti di Norberto Bobbio

    Martedì, Aprile 29th/ 2014  – di Sergio Basile (su contributo di Vittoriano Mezzi)  – Iniziativa di Pubblico Confronto, Pensa e Scrivi di "Qui Europa" Iniziativa di Pubblico Confronto, Pensa e Scrivi di "Qui Europa", democrazie cosmopoliten di Sergio Basile e Vittorio Mezzi, Carta dei doveri degli Stati, MondOperaio, Quale socialismo, Bobbio critica sia la dialettica marxista sia gli obiettivi dei movimenti rivoluzionari, Destra e […]

  • L’euforia di Regling, il MES avrebbe Raggiunto il suo Obiettivo

    L’euforia di Regling, il MES avrebbe Raggiunto il suo Obiettivo

    Martedì, Maggio 6th/ 2014 

    – di Sergio Basile –

    Bruxelles, MES, Fondo Salva stati, Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Klaus regling, Elsa Fornero, Mario Monti, 80 miliardi di euro pubblici, Outright monetary transactions, Mario Dragh, Ecofin, Eurogruppo, Tobin Tax, Global Investment Conference, OMT, BCE 

    Continua la propaganda europeista su MES, OMT e Tobin Tax

    L'euforia di Regling, il MES avrebbe raggiunto

    il suo obiettivo 

    Raggiunta quota 80 miliardi di euro, rubati alle casse degli stati 

    Ecofin e Consiglio ripropongono sul tavolo la decisione sulla Tobin Tax

     

    di Sergio Basile 

    MES - ESM - REGLING

     Il MES avrebbe raggiunto il suo obiettivo?!                                                     

    Bruxelles, Francoforte – Sergio Basile – Due anni fa, nell'estate del 2012, mentre in Italia Elsa Fornero si apprestava a precarizzare il mercato del lavoro e Mario Monti avviava la svendita del Paese col pretesto della "cosiddetta crisi economica" (generata dal golpe mondialista) l'élite europeista (liberal-capitalista e social-comunista) unita al potere, tirava fuori dal suo cilindro, dal cuore dell'impero, l'arma "vincente": il MES o ESM. Il presunto "Fondo Salva Stati Permanente" (o "Meccanismo Europeo di Stabilità) ribattezzato da "Qui Europa" – per il suo marcato carattere recessivo e debitocratico e per la sua irriverenza verso le costituzioni – con l'espressione di "Fondo Ammazza Stati Permanente". Nelle uktime 48 ore il MES è stato irrazionalmente portato agli onori della cronaca dagli stessi personaggi che oggi chiedono a 500 milioni di europei di cerarsi alle urne per rinnovare il patto fiduciario verso questa "unione criminale". Il fondo è stato salutato con favore dall'eurocasta, che ha sbandierato l'avvenuto raggiungimento dell'obiettivo dichiarato dai padri del MES stesso:  il raggiungimento di 80 miliardi di euro pubblici, sottratti alle già disastrate casse delle famiglie e versati a Regling e soci, per la costituzione dello stesso fondo (vedi qui – Fondo salva-Stati Esm fa il pieno di munizioni anti-crisi ). Costituzione avvenuta – come avvenne per gli schiavi d'Egitto con le piramidi – ad opera dei cittadini dei malcapitati 18 Paesi del'Eurozona. La sola differenza con quattro/settemila anni fa e che di tutto ciò oggi, tra gli ignavi europei, manca la contezza e l'assoluta consapevolezza… mentre in Egitto, almeno gli schiavi, come magra consolazione, potevano vedere il frutto del loro lavoro, proteso – allora come oggi – a celebrare le glorie dei faraoni.

     L'euforia di Regling                                                                                                   

    A dare la "felice" notizia con estrema enfasi (fonte ANSA – vedi qui – Fondo salva-Stati Esm fa il pieno di munizioni anti-crisi è stato lo stesso reggente tedesco del MES, Klaus Regling, secondo il quale "ora il MES avrebbe una "potenza di fuoco", in termini di prestiti concedibili a Paesi in difficoltà, per 500 miliardi di euro, di cui 450 ancora disponibili". Ma come spiegato in più sedi dal nostro osservatorio sulle politiche UE, il meccanismo di funzionamento del fondo è tutt'altro che limpido ed efficace per l'economia degli europei. Anzi! Ricordiamo, prima di entrare nei dettagli che l'Italia resta il terzo azionista del MES con la sua percentuale di contributo obbligatorio pari al 17,86%, avendo versato ad oggi – nel silenzio più totale dei media di regime –  14,3 miliardi di euro.

    MES - ESM - REGLING

     Propaganda su MES e OMT                                                                                    

    Secondo la propaganda europeista l'European Stability Mechanism sarebbe stato creato "per dotare l'Eurozona di uno strumento-bazooka per fronteggiare la crisi da debiti sovrani da affiancare eventualmente all'Omt (Outright monetary transactions) varato dalla Bce" (ANSA). Cioè, detta in altri termini (più realistici e consoni), da affiancare alle bizzarre operazioni (cosiddette OMT) della Banca Centrale Europea che implicano l’acquisto diretto da parte della stessa di titoli di stato a breve termine emessi da paesi in cosiddetta "difficoltà" macroeconomica (cioè sotto usurocrazia indotta e fittizia) grave e conclamata (requisito di condizionalità). La situazione di difficoltà economica grave e conclamata – secondo il board della BCE e lo stesso Mario Draghi, come ribadito nel discorso di Londra dello scorso 26 luglio 2012 alla Global Investment Conference – sarebbe identificata dal fatto che "il paese abbia avviato un programma di aiuto finanziario o un programma precauzionale con il Meccanismo Europeo di Stabilità o con la Struttura Europea per la Stabilità Finanziaria". Detta in parole povere, abbia accettato di buon grado di mettere il cappio al collo. Quello che la BCE non dice è che questi acquisti (stile MMT per intenderci) avverrebbero e avvengono sempre ingenerando altro debito connaturato all'emissione… Quindi – mi chiedo – a che servono? Beh, rispondetevi da soli!

     Il siparietto euro-tedesco                                                                                       

    Come qualche nostro lettore ricorderà,  al momento della costituzione del MES, i suoi padri-ideatori (tra i quali Mario Monti, sempre lui…) contemplarono anche la possibilità che lo stesso avesse potuto ricapitalizzazione in maniera diretta le banche dell'Eurozona in presunta crisi. La questione fu tuttavia sospesa a tempo indeterminato, per dar credito al siparietto tedesco del finto dissenso o dissenso controllato, proteso a gettare la colpa di questo sistema usurocratico sulla sola matrigna Germania, anziché su Bruxelles, Berlino e il resto dell'allegra brigata. Fu deciso infatti di non permettere al MES di intervenire direttamene in merito alla ricapitalizzazione delle banche in presunta crisi, a causa dell'opposizione fittizia della Germania, e in attesa del completamento della famigerata Unione BancariaOvviamente la verità è completamente diversa da quella presentata. Infatti – premesso che gli accordi di Basilea 3 hanno di fatto imposto alle banche di chiudere il rubinetto del credito ai cittadini dell'eurozona e che le stesse banche ad oggi godono degli extra-profitti illegittimi provenienti dall'esercizio criminoso del cosiddetto signoraggio di secondo grado o da "riserva frazionaria") per salvare l'Europa dall'usura basterebbe uscire dalla gabbia usurocratica chiamata UE, o almeno pretendere che l'euro venga emesso dalla stessa BCE a credito e non sa debito dei cittadini europei, così come previsto dal disegno di legge sulla proprietà dell'euro, presentato dal professor Giacinto Auriti e dai suoi studenti nel 2002 al Parlamento Italiano.

    MES - ESM - REGLING

     La verità che banchieri, disinformatori, giornalisti di regime e politici odiano      

    Così facendo verrebbe meno l'insulso meccanismo di vendita, acquisto e rivendita dei titoli del debito pubblico da parte delle banche private nei confronti degli stati membri; verrebbero meno gli interessi illegittimi sul debito pubblico e quindi sarebbe vanificato lo stesso alibi posto a sostegno della presunta crisi, che in tal modo svanirebbe in un sol colpo. Lo stesso MES non avrebbe alcun ragione di esistere, fermo restando che la sua esistenza è un mistero irrazionale anche oggi. Ma ovviamente i cittadini non devono sapere questo, non devono cioè sapere che il denaro pubblico è loro di diritto e non deve essere loro né prestato da una banda di criminali privati, né prestato ad interessi… Né tantomeno gli stessi devono essere costretti ad indebitarsi con altri fondi debitocratici inestinguibili (come proprio nel caso del MES) per fingere di pagare i suddetti debiti originari creati ad arte dall'UE.

     La legittima e provvidenziale moratoria del Debito                                       

    Nell'antichità – in Italia, nel Medioevo di san Bernardino da Siena ed in Medioriente durante l'epoca pre-cristiana di Mosè –  dinanzi a palesi casi di usura – come questo – si proponeva saggiamente e si ricorreva – non di rado – semplicemente ad una moratoria del debito, cioè ad una sua semplice e legittima cancellazione (vedi qui – Giacinto Auriti – Origini della Moneta). Ma questo ad oggi nessun politicante di destra, sinistra o centro lo dice: ci si limita a sostenere il dibattito tra pro-euro e no-euro, senza dire che in entambi i casi sopra descritti il sistema continuera ad inondarci ed affogarci in una mare di carta-moneta-debito emessa senza nessuna copertura aurea che ne possa legittimare l'esistenza stessa.

    MES - ESM - REGLING

     MES – Italia penalizzata tre volte                                                                         

    Quindi col MES, ribadiamo, l'Italia è penalizzata tre vole: 1) Paga interessi sul debito illegitimi e maggiorati – in aggiunta – dallo spread; 2) Partecipa al fondo come terzo azionista 3) Finisce attraverso lo stesso MES – come visto in un articolo dello scorso 31 Ottobre 2013 – vedi qui Dittatura MES – per finanziare la Germania. Infatti la Germania – come detto – ha la doppia A, e quindi il MES può acquistare titoli tedeschi contribuendo a tenere bassi gli interessi e speculando sulla pelle degli Italiani, e non solo. Questo perchè i paesi con un rating inferiore alla doppia A restano esclusi dai suoi presunti e sia pur discutibili "favori". Ma pur giungendo un dì all'allargamento delle garanzie del fondo ai paesi oggi esclusi, il sistema resterebbe – come spiegato ampliamente sopra – comunque usurocratico e non assolutamente risolutivo. Insomma, ribadiamo: l'Italia instabile e vessata presta soldi alla ricca e stabile Germania e all'UE dell'usura. Ancora una volta i "Crimini contro l'Umanità" si chiamano "Meccanismi di Stabilità". E' il solito giochetto dell'inversione tra male  e bene, tra bianco e nero, tanto caro alle élite occulte. Nulla ni nuovo insomma.

     Uno schiaffo alla dignità e all'intelligenza                                                        

    Per contro, bisogna ricordare come il MES è e resta un vero e proprio schiaffo alla dignità e all'intelligenza umana. Il suo meccanismo di funzionamento anti-costituzionale pretende infatti che europei ed italiani: 1) Paghino Subito e Senza Discutere: L’Art. 9.3, afferma (come ricorderete – vedi qui Dittatura MES) che i paesi membri s’impegnano irrevocabilmente e incondizionatamente  a pagare on demand ogni richiesta di capitale fatta dall’amministratore del Fondo, e a versare il capitale richiesto entro 7 giorni dalla ricezione della richiesta; 2) Paghino anche di più di quanto stabilito inizialmente e Senza Discutere  – L’Art. 10 autorizza il C.d.a. del MES a decidere di cambiare lo stock di materiale autorizzato, cioè ad esigere più denaro dai governi nazionali senza consultarli; 3) Contraggano nuovi Debiti, autorizzandone la messa in Circolazione sottoforma di eurobond (anche il M5S appoggia questo strazio, come dimostra il suo programma stilato per le europee, al punto 3 "adozione eurobond": vedi qui Ecco perché non voterò il Movimento 5 Stelle alle elezioni europee)  – L’Art. 21 del MES, infatti, rende possibile la creazione di Eurobond, e cioè la messa in comune del debito, con tutte le anomalie di cui sopra; 4) non abbiano alcun potere di rivalsa legale contro il MES, fondo ipergarantito ed inviolabile, grazie ad una Assoluta Immunità  – L’Art.32, 2 garantisce all’Esm la piena immunità legale, da ogni forma di procedimento giudiziario; 5) non possano rivalersi in alcun modo sugli stessi membri del MES, per "legge" non perseguibili per qualsiasi atto posto in essere mediante il MES stesso  – L’Art. 35 stabilisce che l’amministratore e gli altri membri dello Staff saranno immuni dalle procedure legali rispetto ad atti da essa compiuti nella loro funzione ufficiale e godranno dell’inviolabilità rispetto ai loro documenti e alle loro carte ufficiali.

    MES - ESM - REGLING

     MES – I Reali Obiettivi                                                                                            

    Unici, reali, obiettivi del MES, quindi – come detto nei precedenti articoli – restano essenzialmente 3: 1)Elevare il grado di debito dei paesi dell'Eurozona; 2) indebolire, in forma vertiginosa e senza alcun riparo, la moneta unica e passare magari con estrema nonchalance alla moneta elettronica, alla moneta unica mondiale (vedi qui – ) o alla lira (ma sempre emessa a debito dagli stati, come avvenuto fino al 2002, malgrado la vana opposizione di uomini come Aldo Moro);   3) Privare i singoli Stati della propria sovranità e dei propri diritti costituzionali.

     Nessuno parla di moneta-credito                                                                        

    Vista la gravità della situazione, ci si aspetterebbe una reazione dai vari euro-candidati all'Europarlamento carichi di buoni propositi (e demagogia…). E invece, nulla! Nessuno parla di moneta-credito (vedi qui – Nell’era della moneta-debito, tutto il male viene raccolto dentro un simbolo) ! Anzi il cruccio principale dell'euro-casta, nelle ultime ore, è quello di riproporre l'introduzione in Europa di una tassazione comune sulle transazioni finanziarie (Tobin tax) per raccimolare qualche altro spicciolo proteso a ripagare parte del debito da essi stessi creato. La tassa, infatti, ieri è tornata con "urgenza" sul tavolo de ministri delle Finanze dell'Unione dopo essere rimasta in stand-by per oltre un anno.

    MES - ESM - REGLING

     Fumo Tobin Tax                                                                                                          

    Una decisione in merito potrebbe giungere tra lunedì e martedì prossimi prima presso l'Eurogruppo e poi presso l'Ecofin. Il progetto varato dalla Commissione Ue a febbraio 2013 – dopo l'accordo a undici – prevederebbe un'imposta minima comune dello 0,1% sulle transazioni relative a tutti gli strumenti finanziari ad eccezione dei derivati, sui quali verrebbe applicata una tassa dello 0,01%. In pratica l'ennesimna presa in giro! Mentre il signoraggio bancario continua a mietere vittime. Infatti il gettito complessivo dell'imposta è stato stimato in circa 35 miliardi di euro l'anno, una bazecola dinanzi agli attuali oltre 90 miliardi di euro di interessi passivi che solo l'Italia paga ogni anno agli usurai ed agli speculatori-usurai sui titoli del debito pubblico. Una bazecola rispetto alla scadenza delle stesse rate del MES e del Fiscal Compact ed all'inganno del patto di stabilità (vedi qui – Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana).

     Cosa fare di concreto?                                                                                               

    Cosa fare dunque? Nell'immadiato almeno due cose: 1) Sputtanare i "nostri" (loro) euro-candidati in tutti i comizi elettorali dove essi si radunano per dar fiato alle loro pochezze ideologiche, mettendoli in difficoltà con la sacrosanta verità del paradosso monetario (vedi qui – Il Vero Volto del Consumismo e l’inganno del Rapporto Debito/PIL ); 2) incontrarsi in tutti i luoghi e parlare di questa situazione insostenibile, facendo rete attraverso liberi comitati di cittadini, coinvolgento gruppi, associazioni e parrocchie e scardinando ogni ideologia politica e partitica di regime, precostituita. Magari dedicandosi con impegno a studiare gli scritti del professor Giacinto Auriti, liberamente accessibili negli archivi del nostro sito. In tutto ciò, lasciamo agli "europeisti" le loro euro-cavolate! Elezioni europee comprese: tanto questa gabbia non si cambia dall'interno, non ve ne sono né i mezzi, né i presupposti. Da essa si può solo evadere al più presto, per conservare la pelle.

    Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

    Partecipa al pubblico dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Articoli allegati                                                                                  

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    Giovedì, Aprile 17th/ 2014  – di Vincenzo Mannello e Sergio Basile – Iniziativa di Libero confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" Europa, Unione europea, Parlamento europeo, Vincenzo Mannello, Redazione Quieuropa, Crosetto Meloni, Beppe Grillo, europeismo, anti-politica, dissenso controllato, falsi profeti dell'europeismo contemporaneo, Piano Kalergi, Piano Delors, 25 maggio non votare, non legittimare il sistema bancario usurocratico, Marine Le Pen, […]

    Ecco perché non voterò il Movimento 5 Stelle alle elezioni europee

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    Lunedì,  Aprile 7th/ 2014 – di Daniele Di Luciano / Redazione Losai / Redazione Qui Europa  – Daniele Di Luciano, Beppe Grillo, Elezioni europee, programma del movimento 5 stelle, Eurobond, Fiscal Compact, Referendum sull'euro, permanenza nell'euro, deputato Sorial, Mario monti, Nuovi Debiti, Debtocracy, perchè non voto il movimento 5 stelle, il referendum è una presa in giro  Ecco […]

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    Domenica, Aprile 6th/ 2014  – di Sergio Basile – Sergio Basile, Beppe Grillo, Ancona, europeismo, anti-politica, dissenso controllato, falsi profeti dell'europeismo contemporaneo, Piano Kalergi, Piano Delors  Europa, alzati e Cammina, ma fuori dall'UE  La Risurrezione dell'Europa dei popoli e delle sovranità non può passare per l'Europa del mondialismo, chiamata Ue  Paradossale Grillo ad Ancona:

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    Dittatura UE 

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    Giovedì, Febbraio 27th/ 2014  – IVA Lavori Europarlamento Settimana 26 Febbraio 2014 – – di Sergio Basile – Parlamento Europeo, Strasburgo, Assemblea,Sessione 26 Febbraio 2014, Iva, Tassazione, Regime usurocratico, MES, Fiscal Compact, Stati Uniti d'Europa, Dichiarazione IVA unica, accentramento, Paradisi fiscali, Lussemburgo, Two Pack, Commissario Semeta, evasione fiscale e usurocrazia, MES, Fiscal Compact, Dittatura […]

    Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana

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    Lunedì, Marzo 10th/ 2014 – di Sergio Basile –  Trattato di Maastricht, Romano Prodi, Trattato di Lisbona, Trattati di Roma del 1957, Iniquità del rapporto debito/Pil, Parametri di Maastricht, Redazione Quieuropa.it, Redazione losai.eu, Alessio Pascucci, Losai.eu, Patto di Stabilità, Sindaco di Cerveteri, Dentro la Notizia, Conseguenze del Patto di Stabilità, Conseguenze del patto […]

    Matteo Renzi e il Malconsiglio Europeo

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    Lunedì, Marzo 24th/ 2014 – di Sergio Basile  – Italia,  Matteo Renzi, consiglio europeo, Bruxelles, Pier Carlo Padoan, Herman Van Rompuy, Manuel Barroso, Unione europea, vincolo del 3%, Patto di stabilità, impossibilità della crescita, Commission eeuropea, riformeliberiste, privatizzazioni indotte, Distruzione dell'economia italiana, vicolo cieco, Pie Carlo Padoan, tagli e nuove privatizzazioni, Poste Italiane, […]

    Dittatura MES – Roma Ancora Schiava di Berlino: pagati 11,4 Mld

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    Giovedì,  Ottobre 31th/ 2013 – di Sergio Basile – Italia, MES, Fondo Salva Stati Permanente, Schiavitù, Meccanismo Europeo di Stabilità, Berlino, Bund, Titoli di Stato, Pagare on Demand, Nuovi Debiti in Circolazione, Saccomanni, Dittatura Europea  Dittatura MES – Roma Ancora Schiava di Berlino: pagati 11,4 Mld MES – "Diversa" che annienta le Nazioni ►MES: l'Italia vessata finanzia la […]

    Two pack – Ora l’Ue potrà imporre anche modifiche alle leggi finanziarie

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    Sabato, Giugno 1st/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois –   Commissione europea, Two Pack, Fondo monetario internazionale, Meccanismo europeo di stabilita', Italia, politiche finanziarie, strozzinaggio internazionale, Unione europea, Bruxelles, sistema bancario internazionale, Equitalia    Two pack – Ora l'Ue potrà imporre anche modifiche alle leggi finanziarie  Nuovi poteri alla Commissione Liberal-Stalinista Le ultime reazioni dopo l'approvazione del […]

    Il Progetto Finale di Bruxelles – Vogliono Distruggere le Nazioni

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    Domenica, Febbraio 24th/ 2013 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Nazioni, Ue, Bruxelles, Accentramento, Parlamento Europeo, Hans Gert Poetterong, Altiero Spinelli, Distruzione degli Stati Nazionali, Massoneria Internazionale, Progetto Mondialista, Nuovo Ordine Mondiale, Mariolina Sattanino, Mondialismo, Enzo Moavero, Gianni Pittella, Ferdinando Nelli Feroci, Esercito Comune, Politica Estera Comune, Mani sui popoli europei  […]

    24 febbraio 2013No CommentRead More#

    Unione Europea – Ci Vogliono Rovinare!

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    Lunedì, Gennaio 21st/ 2013 – Dott.ssa Patrizia Stella –   Iniziativa di Libero Confronto – Pensa e Scrivi di Qui Unione europea / Crisi morale / Piano Massonico / Ilva / Sovranità Nazionale / Sovranità Rubata / Complicità dei Media / Demonio / Distruzione della Famiglia / Nuovo Ordine Mondiale / Laicismo / Lobby […]

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    Rubrica – Le Verità Nascoste sul Premio Nobel – Prima Parte

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    Giovedì, Agosto 1st/ 2013 – Rubrica, Le Verità nascoste sul Premio Nobel –  Premio Nobel, Accademia di Norvegia, Svezia, Paride Nobel, Premio Nobel per la Pace  all'Unione Europea, Ue, Manuel Barroso, Herman Van Rompuy, Angela Merkel, Jacques Delors, Piano Delors, Francois Hollande, Orwell 1984, Jacques Barrot, Barack Obama, Hillary Clinton, Sarah Luzia […]

    Il Vero Volto del Consumismo e l’inganno del Rapporto Debito/PIL

    Il Vero Volto del Consumismo e l’inganno del Rapporto Debito/PIL

    Giovedì, Ottobre 3rd/ 2013  – di Gerardo Campagna – Sete di Giustizia – e Sergio Basile – Italia, Aumento Iva, Gerardo Campagna, Sete di Giustizia, Sergio Basile, Debito Pubblico, Rapporto Debito/Pil, Eurozona, Parlamento, Gioco delle parti, Soviet, Ue, Eurss, Barroso, Movimento 5 Stelle, Casta Partitica filo-europeista, BCE, Opere pubbliche e interessi sul debito  Il Vero Volto […]

    Euro – La Coerenza del Grillo e la Morte dell’Italia

    Euro – La Coerenza del Grillo e la Morte dell’Italia

    Sabato, Settembre 28th/ 2013 – di Daniele Di Luciano –   Crisi democratica, Video, Daniele Di Luciano, Italia, privatizzazione, moneta unica, euro, Beppe Grillo, coerenza e parole al vento, sovranità monetaria, Auriti, Marcia in dietro  Euro – La Coerenza del Grillo e la Morte dell'Italia Moneta Unica – Grillo prima: “Uscire dall’Euro!” Grillo dopo: “Mai detto di uscire […]

    Parlamento Europeo: Nouvo Vergognoso passo verso l’Impero ​Euro-Bancario Unico

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    Giovedì, Settembre 19th/ 2013  – Analisi Lavori Europarlamento Settimana 9-12 Settembre 2013 – Parlamento Europeo, Strasburgo, Assemblea, Bruxelles, Unione Europea, Bollettino della sessione 9-12 Settembre 2013, Supervisione , Manuel Barroso, Discorso sullo stato dell'Unione,  Supervisione Bancaria, Mutui per chi acquista casa  Parlamento Europeo: Nouvo Vergognoso passo verso l'Impero ​Euro-Bancario Unico Unione Bancaria – Analisi lavori Parlamento Europeo     […]

    Il Volto di Satana e i Demoni del Danaro

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    Martedì, Agosto 6th/ 2013 – Redazione Qui Europa – I Demoni del denaro – Video di "Poetainazione" – Satana, Demoni del Danaro, Poeta in Azione, Lotta tra bene e Male, Guerre, Demoni, Debiti Fittizi, Crisi Fittizie, Massoneria, Logge, Avvocati Corrotti, Giudici Corrotti, Sacrifici Umani, Discorso della Montagna, Il Serpente Antico, Economia, Violenza, Sesso, Droga, Indifferenza ed assuefazione […]

    Schiavi Moderni – Nell’era della Moneta di Satana…Un Gioco a Perdere

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    Sabato, ottobre 5th/ 2013   – Qui Europa – "Schiavi Moderni", di Cosimo Massaro – Schiavi Moderni, Cosimo Massaro, Crisi truffa, Euro, Sovranità Monetaria, Moneta di Satana, Banche centrali, Signoraggio bancario, euro, Gioco a perdere, Sottrazione dei beni ai popoli, Crimini del sistema bancario  Schiavi Moderni – Nell'era della Moneta di Satana… Un Gioco a Perdere Il Video-Documentario […]

    Le Ultime Follie dell’Eurocasta – Nuova Sede BCE e Super Finanziamenti ai Partiti

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    Mercoledì, Settembre 11th/ 2013 – Comunicato Stampa di Mario Borghezio, eurodeputato –    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi di Qui Europa", Bruxelles, Banca centrale Europea, BCE, Mario Borghezio, Torri Gemelle, Grossmarkthalle, Nuova Sede BCE, Faraonismo Architettonico, Costi segreti, Tempi di Spending Review, Preventivo iniziale BCE, Partecipazione alla costruzione della nuova sede della BCE dei […]

    L’Ultima Vergogna: Violare l’Austerity si, ma solo per “Salvare le Banche”

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    Lunedì,  Ottobre 21st/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" – – Comunicato di Mario Borghezio, Eurodeputato – Commissione europea, Unione europea, Parlamento europeo, Mario Borghezio, Bruxelles, Salvataggi Over the Counter, speculazione, Violazione delle regole sull'austerity, Comunicato stampa, Olli Rehn, Interrogazione alla Commissione europea, Misure auna tantum, Dittatura finanziaria, Monte dei Paschi […]

    Harvard – Draghi chiude l’Eurogabbia. Letta, Cdm da pazzi

    Harvard – Draghi chiude l’Eurogabbia. Letta, Cdm da pazzi

    Giovedì,  Ottobre 10th/ 2013 – di Sergio Basile – Usa, Italia, Genocidio di greci ed italiani, Harvard, Mario Draghi, Unione Bancaria, Euro, Eurogabbia, Impero bancario, nazionale, speculatori e banchieri statunitensi,  stabilizzazione permanente del "Comitato (stalinista) di privatizzazione", Cdm Letta, Debito pubblico  Harvard – Draghi chiude l'Eurogabbia. Letta, Cdm da pazzi   L'Euro è irreversibile! La salvezza? […]

    La Bufala: Tagli Tasso Bce e MES – Draghi idolatrato dai Media

    La Bufala: Tagli Tasso Bce e MES – Draghi idolatrato dai Media

    Mercoledì, Maggio 8th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois – Banca centrale europea, Mario Draghi, sistema bancario internazionale, strozzinaggio bancario, Bce, Enrico Letta, Tassi d'interesse Euro, Organi d'informazione, Europa, Fondo Monetario Internazionale, Meccanismo Europeo di Stabilità  Tasso Bce 0,5%: Draghi idolatrato dai Media. Nuovo Furto MES da 2,8 Mld  generale  Un vantaggio per le banche, non […]

    Eurozona – Benvenuta Dittatura Finanziaria!

    Eurozona – Benvenuta Dittatura Finanziaria!

    Giovedì, Settembre 13th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea/ Europa / Germania / Italia / Berlino / Karlsruhe / Mes / Meccanismo europeo di stabilità / Finanza / Economia / Interessi / Crisi / Banche /  finanziaria / Sovranità / Silenzio mediatico / Media / Rigore finanziario / Debito pubblico / […]

    Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria che Dissangua l’Italia

    Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria che Dissangua l’Italia

    Lunedì, Febbraio 11th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile – Sistema Target2 / Mario Draghi / Angela Merkel / Svalutazione dell'euro / Francois Hollande / Parlamento europeo / Tunisia / Paradigma dell'allevatore / Fronte / Pigs / BCE / Euro / Eurozona  Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa […]

  • Rubrica: Monitor sull’Europa in Pillole

    Rubrica: Monitor sull’Europa in Pillole

    Mercoledì, Aprile 24th/2013

     Rubrica: Monitor sull'Europa in Pillole  

    A Cura di Sergio Basile e della Redazione di Qui Europa

    Union europea,  Austerity, Barroso, Unione Bancaria, Stati uniti d'Europa, Integrazione, Allargamento, Serbia, Portogallo, Spagna, Regno Unito, Germania, Italia, Angela Merkel, Italia, Bilancio, Evasione Fiscale, Paradisi Fiscali, Eurostat, Medicine, Tasse, Fisco, Economia, Università di Coimbra, Hollande Stuart, Finanza, Tobin Tax, Decreto Sblocca Crescita in Spagna, Governo Sararas, Grecia, In Cella 

    Rubrica: Monitor sull'Europa. Le News

    dall'Ue in Pillole

    Le Ultime notizie dall'Unione Europea e dai Paesi membri

    Unione Bancaria, Cosa bolle in pentola?

    Stati Uniti d'Europa: Gli Usa e Barroso fremono e spingono

    Italia. Per l'Ue Napolitano è una garanzie per le riforme

    – Italia: Befera e Moavero benedicono Redditometro e Manovra

    Evasione Fiscale: arriva la Piattaforma Ue anti-evasione

    – La Germania e le spinte Anti-Euro

    Spagna: Venerdì il governo presenta Piano Stabilità Triennale

    Grecia. Clamoroso: cella per chi non paga il debito fittizio

    Olanda: ora anche asterdam sfora Maastricht. Indulgenza Ue

    Portogallo. Il Prof. Stuart Holland e la curiosa ricetta per l'Ue

    Allargamento: Via Libera alla Serbia

    Regno Unito: ora anche Londra fa Ricorso contro la Tobin Tax

     

    A Cura di Sergio Basile e della Redazione di Qui Europa – Il punto

    Unione europea in Pillole

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Unione Europea – Bruxelles                                                                                          

    Austerity/Barroso. Propaganda della Commissione Ue: Stop all'austerity

     Ma ci chiediamo: MES,  Fiscal Compact, Patto di stabilità e credit Crunch dove li mettiamo? Come si può disseminare ai quattro venti – mezzo stampa – tali frottole, quando l'austerity è oggi il pilastro che regge l'intera costruzione comunitaria?

     Unione Bancaria: da Bruxelles i padroni della Fed Usa, Dettano legge:

       subito l'Unione bancaria. Kerry:  "Il mondo inchiodato nei vecchi conflitti"        

    – Stati Uniti d'Europa: per Barroso non sono un tabù.

      Barroso: non bisogna aver paura del federalismo    

    Stati uniti d'Europa. L'Ue rincara la dose: più integrazione 

    Come trattato in più occasioni il punto è proprio questo: l'Unione Bancaria e gli Stati uniti d'Europa sono il reale obiettivo degli Usa, di Israele e delle altre potenze anglofone alleate che tengono sotto scacco i popoli europei, con la complicità di molti governi Ue, cosiddetti "liberali", capeggiati dalla Germania 

    Bilancio. Ue:bilancio 2014-2020: tempi stretti, a rischio i pagamenti      

    Evasione Fiscale. Commissione Ue: al Via la piattaforma Anti-evasione.

       La proposta è stata presentata ieri dal Commissario alla Fiscalità, Semeta.  

    La Commissione Barroso ha creato un apposito comitato anti-evasione fiscale (fenomeno che ogni anno incide sull'economia continentale per qualcosa come oltre 1000 miliardi di euro)  formato da autorità nazionali ed esperti di settore. Ciò al fine dichiarato di combattere l'evasione nei paradisi fiscali, di combattare i problemi legati alla doppia tassazione e di tutte quei mezzi (tristemente noti) utilizzati per pagare meno tasse. Ci chiediamo alla luce di ciò: la Commissione prenderà in esame il caso delle multinazionali che pagano imposte indirette irrisorie non nel Paese di vendita (es.: L'Italia, come dovrebbe essere in un mondo normale) ma nel Paese in cui hanno sede fiscale? (es.: il Lussemburgo).

    Salute e Medicina. Agenzia Ue: no a staminali senza regole precise        

    Statistiche/Eurostat. Eurostat: in italia deficit giù al 3%.

       Ma Bruxelles avverte: avanti con il risanamento.

    Governo o non Governo, ci pare di capire che le cosiddette "riforme"  (distruttive e scellerate riforme) dovranno continuare lo stesso.  Chi lo ha deciso – ci chiedimo – la Trilaterale, il Bilderberg Club o forse la Casa Bianca?  La scelta comune sembra l'ipotesi migliore. Voi che dite?

       Italia – Roma                                                                                                                  

    Riforme/PDR Secondo Bruxelles Napolitano è una garanzia.

       Ma l'Europa – ovviamente – vuole le riforme. Le distruttive riforme coloniali     

    Guardacaso lo Spread è sceso a quota 282, la Borsa corre – I media parlano di effetto fiducia: ma  in vero è più onesto parlare di grandissima presa per i fondelli. Come mai – ci chiediamo – fino a qualche giorno fa – con Napolitano sul trono del Quirinale – lo spread minacciava di riscoppiare. Quando ci faranno la grazia i TG di finirla nel ripetere queste assurdità bestiali? spread a 282 punti             

    Tasse/Fisco/Redditometro Redditometro:

      Befera lo vuole contro gli spudorati?

    Cioè – aggiungiamo – i poveri Italiani tartassati, con una pressione fiscale dittatoriale e da Recod del mondo.Ciò mentre Equitalia continua a mietere vittime, in tutti i sensi, sotto la sapiente regia delle banche che la controllano e dell'INPS 

    Tasse/Fisco. Il Saggio Moavero (l'Emminenza Grigia)

       benedice la nuova manovra-Italia

    Grandi lodi dell'ex-ministro (saggio) Moavero Milanesi (l'emminenza grigia) verso la nuova manovra finanziaria. Secondo Moavero si guadagnerà oltre 1 mld. Peccato che alla banche gli Italiani ne continuino a pagate 90 di miliardi  l'anno! Assurdo P.S.: Qualcuno lo spieghi al povero Moavero!

    Agricoltura. Il Ministro Catania: l'Ue chiarisca sulle misure transitorie 2014  

      Portogallo – Lisbona – Coimbra                                                                                     

    – Banche/Credito/Economia: Idee anti credit-crunch

       La ricetta Curiosa ricetta del Professor Holland Stuart (amico di Giuliano Amato)

    Keynes a quanto pare aveva ragione su molte cose: anche in merito al riciclo dei surplus globali, e non soltanto sul condivisibile pilastro dogmatico del "Deficit Spending". Ma a quanto pare la ricetta promossa dal Professor Hollande Stuart dell'Università di Coimbra (Portogallo), già collaboratore di Delors,  non promette nulla di buono. Cosa propone il professor Holland Stuart (caro a Giuliano Amato): il ricorso a bond (quindi nuove forme di debiti ed indebitamenti) del FEI (Fondo Europeo degli Investimenti). Una soluzione che secondo il professore potrebbe far ripartire la domanda interna all'Eurozona e favorire anche la Germania. Ma ciò – ci chiediamo – a prezzo di che? Semplice!: a prezzo di nuovi interessi sul debito, per la gloria della speculazione internazionale. Non sarebbe meglio rottamare il Sistema target2, ed impugnare i dittatoriali parametri fissati a Basilea 3, sull'innalzamento dei coefficienti di riserva patrimoniale obbligatori delle banche? Credo proprio di si! Spiegatelo ad Hollande Stuart e ad Olli Rehn. Per l'amor del Cielo! Non ci proviamo da due anni dalle colonne di Qui Europa, ma la tecnocrazia legge solo i giornali che si offrono al dettato dell'euro-casta.

     Spagna – Madrid                                                                                                                     

    Economia: Al Via il Presunto Piano "Sblocca-Crescita" in Spagna?

       Non c'è da fidarsi! Ovviamente!

    Venerdì il Governo Spagnolo presenterà il documento di Stabilità per i prossimi 3 anni: all'orizzonte tagli e tasse. Ma i media parlano – così come avvenne in italia con il decreto "Salva Italia" – di misura sblocca crescita. Insomma, sempre la stessa minestra velenosa.

     Germania – Berlino                                                                                                                 

    Euro/Angela Merkel: Alla Merkel, l'Europa comincia a stare stretta?

       Tutta tattica!    

    – Euro: Le Spinte anti-euro spaventano la Germania? Certo! Ecco il perchè!

    Si vocifera su uno presunto disinteresse della Germania verso l'Eurozona e l'Europa, in generale Ovviamente è solo pura e semplice strategia mediatica: infatti l'euro – come ormai noto – avvantaggia in mille modi l'egemonia economica tedesca sulla colonia anglofona chiamata "Unione europea". O meglio – come detto in più occasioni – sull'Eurozona e i suoi altri 16 sventurati membri che in virtù del diabolico Sistema Target2 (vedi il funzionamento nell'articolo in allegato) riesce a creare surplus commerciale che non riusciva minimamente ad ottenere fino al 2007: anno d'inaugurazione del famigerato Sistema di Regolamentazione Interbancaria tra banche centrali, di cui sopra.

      Olanda – Amsterdam                                                                                                  

    Conti Pubblici: L'Olanda sfora i limiti di Maastricht

    Guardacaso ora L'Ue allenta il super-rigore. Perchè lo stesso trattamento non si è avuto verso i Piigs? Due pesi e due misure, nella dittatoriale Ue. Ulteriore prova che l'Eurozona è una gabbia costruita appositamente per tagliare le gambe ai cittadini di particolari stati, in favore di altri. 

      Grecia – Atene                                                                                                                

    Carcere/Drebito. Grecia choc, in cella chi non paga i debiti con lo Stato 

    Ma cosa accade agli usurai internazionali dell'FMI e della Troika? Nulla!

      Serbia – Belgrado                                                                                                           

    Allargamento. Via libera Ue ai negoziati per l'adesione della Serbia    

    Molti dei 17 Paesi dell'Eurozona pensano alla fuga, ma i Paesi dell'Ex Jugoslavia tenuti sotto controllo dai rispettivi governi, si preparano ad entrare nell'Ue. A Luglio – come detto – toccherà alla Croazia.

      Regno Unito – Londra                                                                                                  

    Finanza/Tobin tax. 

       Londra fa ricorso sulla tassa alle transazioni finanziarie adottata dai 11

       Paesi Ue: secondo Cameron, tale tassa starebbe bloccando

       gli investimenti anche nella City

    Finora la stampa ha ben accolto l'ingresso della tobin Tax ad 11, pur sapendo che la mancata adozione da parte di tutti sarebbe stata controproducente per gli stessi Paesi adottanti, poichè avrebbe inibito gli investimenti e favorito la fuga di capitali all'estero. Ma evidentamente ora gli effetti si avvertono anche sulla "co-padrona" dell'Europa: la grande alleata Usa, chiamata Inghilterra.   

    di Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Lunedì, Gennaio 21st/ 2013 – Dott.ssa Patrizia Stella –   Iniziativa di Libero Confronto – Pensa e Scrivi di Qui Europa Unione europea / Crisi morale / Piano Massonico / Ilva / Sovranità Nazionale / Sovranità Rubata / Complicità dei Media / Demonio / Distruzione della Famiglia / Nuovo Ordine Mondiale / Laicismo / Lobby […]

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    Venerdì, Febbraio 22th/ 2013 – – di Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois –  Impariamo dagli Islandesi, Lezione Islandese, Islanda, Grecia, tasse, bollette, Unione Europea, BCE, Troika, Fondo Monetario Internazionale, Media Occidentali, Censura mediatica, Dittatura, Notizie da Bassa campagna elettorale, Unione europea , Colonialismo, Einar, Már Guðmundsson, Reykjavik, Rivoluzione silenziosa, sistema economico, Inghilterra, Olanda, Economia della Truffa, Porcellum, […]

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    Venerdì, Ottobre 12th/ 2012 – di Max Cittadino – Unione bancaria / Bruxelles / Francoforte / Roma / Eurozona / Bce / Mario Draghi / Too Big To Fail / Rinazionalizzazione della banca d'Italia / Nazionalizzazione dei Gruppi bancari / Humus criminogeno / Project Bond / Unione Bancaria / Signoraggio bancario / Euro / Lira […]

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    Martedì, Agosto 28th/ 2012 – di Sergio Basile – Bundesbank / Jens Weidmann / Eurozona / Francoforte / Berlino / SEBC / Articolo 11 del SEBC / Wolfgang Schauble / Francoise Hollande / Angela Merkel / Mario Monti / Mario Draghi / Grecia / Italia / Antonio Samaras / Austerity / MES / ESM / […]

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    Giovedì,  Aprile 11th/ 2013  – di Sergio Basile e Giuseppe Sacco – Prima rete continentale d'imprese distrutta, Giardino d'Europa trasformato in un orrido deserto, Industria Italiana, Indagine Cerved, Credit Crunch, Pressione fiscale, società protestate Italia, ecatombe di imprese, Prima rete d'impresa continentale, Ricette Ue, Ricetta Monti, Parlamentari italiani, Pd, Pdl, Udc, Svendita del Paese, Fallimento migliaia […]

    Il Progetto Finale di Bruxelles – Vogliono Distruggere le Nazioni

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    Domenica, Febbraio 24th/ 2013 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Nazioni, Ue, Bruxelles, Accentramento, Parlamento Europeo, Hans Gert Poetterong, Altiero Spinelli, Distruzione degli Stati Nazionali, Massoneria Internazionale, Progetto Mondialista, Nuovo Ordine Mondiale, Mariolina Sattanino, Mondialismo, Carlo De Benedetti, Enzo Moavero, Gianni Pittella, Ferdinando Nelli Feroci, Esercito Comune, Politica Estera Comune, Mani sui popoli europei  […]

    La Campagna Propagandistica dei Padroni d’Europa

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    Venerdì,  Giugno 29th / 2012 – di Silvia Laporta – Unione Europea / Bruxelles / Mes / Fiscal Compact / Viviana Reding / Federazione degli Stati Uniti / Stati Uniti d'Europa / Commissione Europea / debito pubblico / bond / Italia / dittatura / Unione Economica e monetaria Europea / Bce / Piigs / Gendarmeria Europea  […]

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    Venerdì, Giugno 1st / 2012  – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Bce / Mario Draghi / Audizione / Commissione europea / José Manuel Barroso / Fantasia / Angela Merkel / Debtocracy / Eurobond / Speculazione / Qui Europa / Europa / Controinformazione / Sergio Basile / Olanda / Stati Uniti d'Europa / Piano […]

    Signoraggio – Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 6: Evoluzione della Truffa e Stati Uniti d’Europa

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    Venerdì, Febbraio 8th/ 2013 – Redazione Qui Europa – La Truffa Bancaria  / Schiavi di un Debito Illegale – Le Repubbliche Marinare / Truffa Bancaria / Crisi dell'Eurozona / Crisi del 1929 / Federal Reserve Act / FED / Signoraggio Bancario / Rinascimento  / Mercantilismo / Monte dei Paschi di Siena / Casa delle compere / […]

    La Grande Menzogna della Tassazione – Prima Parte

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    Lunedì,  Aprile 8th/ 2013 – L'Editoriale di Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois  –  Unione Europea, Fmi, Mes, Bce, Ue, Tasse, Imposte, Imu, Craxi, Partito socialista italiano, Aldo Moro, Mani pulite, Usa, Germania, Inghilterra, truffa dell'Eurozona, Sacco del Britannia, Caso Ferrovie Sud, Massoneria, MES, FMI, Meccanismo Europeo di stabilità, truffa dell'Eurozona, Equitalia  La Grande Menzogna della Tassazione – Prima […]

    Euro, Moneta ormai inutile a Livello Mondiale. Yuan verso la Leadership

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    Giovedì,  Aprile 4th/ 2013  – di Sergio Basile  – Unione europea, Euro, Ue, Eurozona, Youan, Brucs, Competitività, Mercato mondiale, ruolo della moneta unica, inflazione, recessione, basilea 3,Credit Crunch, Aggiustamenti fiscali, Mario Draghi, BCE, Sovranità Monetaria, India, Cina, Italia, Pechino, New Dehli, Usa, Russia, Sudafrica, BRIC    Euro, moneta ormai inutile. Yuan verso   la leadership mondiale col […]

    Cricche Francesi Straricche, Cittadini Francesi in Recessione: Debito al 90%

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    Giovedì,  Aprile 4th/ 2013  – di Sergio Basile e Silvia Laporta – Francia, Unione europea, Ue, Parigi, Roma, Italia, Francois Hollande, Recessione, Colonie Africane, Bruxelles, Francoforte, eurozona, Paesi membri dell'euro zona, Insee, Istituto Nazionale di Statistica Francese, Record, Debito Pubblico, Pierre Moscovici, Colonialismo in Africa, Gerard Depardieu, Napoleone Bonaparte, Italia, Italia capro espiatorio dell'Eurozona    Cricche Francesi […]

    Italia – Commissariamento dietro l’angolo: l’Ultimatum di Bruxelles

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    Mercoledì,  Aprile 3rd/ 2013  – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Ue, Deficit, Commissione europea, Olivier Bailly, Spagna, Portogallo, Francia, Olli Rehn, Eurostat, MES, Fiscal Compact, Eurostat, Affari Economici e Monetari, Eurozona, Palazzo Chigi  Italia – Commissariamento dietro l'angolo: l'ultimatum di Bruxelles  Debtocracy – Dalla Commissione Europea, proroghe solo per Francia, Portogallo e Spagna Italia sulla scia […]

    Lisbona – Chiesa ed Esercito contro il Governo. Cittadini in Maschera per protesta contro l’Austerity

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    Sabato,  Marzo 30th/ 2013  – di Sergio Basile – Portogallo, Eurozona, Pigs, Austerity, Lisbona, Bruxelles, Euro, Truffa dell'Eurozona, Passos Coelho, Disumane politiche di austerity, Tagli istruzione, Protesta in maschera, Disoccupazione, Analfabetismo, Giovani generazioni perse  Lisbona – Chiesa ed Esercito contro il Governo. Cittadini in Maschera per protesta contro l'Austerity Analfabetismo – Al Portogallo il record europeo […]

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    Mercoledì,  Marzo 27th/ 2013  – L'Editoriale di Ylenia De Marco e Sergio Basile – Italia, Economia, Crisi Economica, Truffa dell'Eurozona, Euro, Dittatoriale Eurozona, Ylenia De Marco, Ritorno alla Lira, Unione, Vademecum per distruggere l'economia di un Paese, Catanzaro, Auchan, IVA, Made in Italy, Confesercenti, Chiusura esercizi commerciali, Regime mediatico, Dominio Tedesco, Germania, Eurospin, Shopping, Cina, Vino, […]

    La Merkel annuncia i passi finali per il Super Stato Ue e suona la carica all’euro casta

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    Sabato, Novembre  10th/ 2012 –  di Sergio Basile –  La Merkel annuncia i passi der il Super Stato Ue e suona la carica all'euro-casta / Europa / Unione Europea / Germania / Italia / Angela Merkel / Mario Monti / Mario Draghi / Giorgio Napolitano / Stati Uniti d'Europa / Piano mondialisyta / Lobby bancarie […]

     

  • Non solo Signoraggio: Il Cancro dei Manager Bancari

    Non solo Signoraggio: Il Cancro dei Manager Bancari

    Lunedì,  Marzo 11th/ 2013 

    – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  

    Italia, Svizzera, germania, Unione europea, Roma, Sistema bancario Enzo Chiesa, Jonella Ligresti, Paolo Ligresti, Manager Bancari, Bpm, Fonsai, Conti Correnti falsi, Buonuscita, Monte dei Paschi di Siena, MPS, Antonio Vigni, Jamie Dimon, JP Morgan, Scandalo balena Bianca, Bob Diamond, Barclays, Alfredo Saenz, Banco Santander, Josef Ackermann, Deutsche Bank, Signoraggio bancario, Giacinto Auriti, Parlamento europeo, Consiglio europeo, Regno Unito, City, Rothschild, Banchieri ebraici, Banco popolare di milano, Fonsai, Nuovo ordine mondiale, NWO, Tobin Tax 

    Non solo Signoraggio: Il Cancro dei

    Manager Bancari

    Da Milano a Siena, da New York alla City: il

    cancro dell'economia Mondiale 

    I Paradossi Marchionni, Chiesa, Ligresti e Vigni 

     

    di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile

    La Casta - MPS - JP MORGAN & Co

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Lo scandalo dei manager bancari  

    Roma, Milano, Siena, Bruxelles, New York, Londra – Fausto Marchionni, Enzo Chiesa, Jonella e Paolo Ligresti; sono questi i nomi dei principali manager bancari, nostri connazionali, che hanno portato i fondi nazionali privatizzati allo sfacelo, adottando politiche di condotta disastrose. In seguito agli insediamenti di questi illustri nomi in imperi capitalistici del calibro di Bpm e Fonsai, il cancro dei conti correnti falsi ha accerchiato prepotentemente l’economia italiana, contribuendo a ridurre il popolo alla fame. In seguito ai numerosi scandali emersi negli ultimi tempi, ci si chiede quale possa essere la pena esemplare per questi loschi individui. Fustigazioni medievali? Assolutamente no! Un pochino di carcere? Ma neanche per sogno! La verità è che nessuno di loro avrà mai a che fare con la legge ma, anzi, riuscirà ad andarsene con un grosso premio di buonuscita. Non ci credete? Vediamo: dieci milioni e mezzo di euro per Marchionni, reo di aver distrutto il capitale Fonsai, ridotto dell’ 83 % nel solo 2011; due milioni e trecentocinquantamila a Chiesa, nonostante la situazione gravissima in cui versa il Banco Popolare di Milano; Jonella e Paolo Ligresti intascheranno invece – rispettivamente – due milioni e mezzo e due milioni centocinquantamila euro, nonostante la palese colpevolezza di entrambi al crollo della sopracitata Fonsai.
     
     Antonio Vigni – L'Uomo dei Record 
     
    Persino Antonio Vigni, direttore generale del Monte dei Paschi di Siena, tristemente noto in seguito al recente scandalo dei falsi in bilancio, detiene più di un record: oltre ad essere il manager bancario più pagato d’Italia, otterrà una buonuscita di 4 milioni di euro che andranno ad aggiungersi ai 5,4 già presi per il ‘’lavoro’’ svolto. E’ stato inoltre l’unico uomo capace di aver fatto perdere all’istituto bancario più antico del mondo il 65% del proprio valore, in quasi seicento anni di storia.
     
     Italia – Un Paese ambiguo nel DNA 
     
    Invece di condannare duramente i criminosi intenti di queste persone, vediamo paradossalmente riconosciute loro cifre esorbitanti, pur avendo contribuito massicciamente alla distruzione dello Stato. Del resto il nostro bel Paese è solito stupirci con questi paradossi, sbattendoci quotidianamente di fronte la realtà italiana, colma di ingiustizie. Del resto anche gli altri Paesi continuano a finanziare cospicuamente gli amministratori delegati dei propri istituti bancari, nonostante le recessioni e i fallimenti registrati.
     
     Da MPS a JP Morgan, a Barclays – La Musica non Cambia 
     
    Primo fra tutti Jamie Dimon, della Jp Morgan, manager più pagato del mondo, al quale, tuttora, spettano 11,5 milioni di dollari. Quest’uomo era stato il principale indiziato dello scandalo ‘’balena bianca’’, un’operazione finanziaria su territorio inglese, fallita rovinosamente che ha portato a un buco di 6 miliardi di euro, dando inizio alla valanga finanziaria che ha poi sommerso tutta l’Europa. Lo stesso Bob Diamond, di Barclays, nel 2011 era arrivato a guadagnare la cifra da capogiro di 17,5 milioni di euro mentre Alfredo Saenz del Banco Santander e Josef Ackermann della Deutsche Bank, si sono aggiudicati 16 e 9 milioni di euro l’anno. L’esempio d’oltreoceano e d’oltremanica si è esteso quindi anche al mercato italiano, nell’intento di destinare buona parte "dell'oro dei popoli" agli stessi complici degli scandali (personaggi al servizio dei grandi burattinai del sistema lobbistico-bancario) lasciando fuori dai giochi i contribuenti. Anzi, per il vero anche questi partecipano alla farsa, ma solo passivamente!
     
     La Truffa più Grande della Storia – Il Sistema Bancario 
     
    Chi credete abbia elargito le somme per riempire le casse dell'FMI? Ovviamente centinaia di milioni di ignari contribuenti, oppressi dai continui rincari dei prezzi, da tassazioni sempre più salate, da folli politiche d’austerità. Vi sembra giusto dover continuare a pagare ville, cene, yacht e prostitute a tale classe dirigente parassitaria, che fino ad oggi ha contribuito solo in negativo al "mutamento" del volto della nazione? Non bastava già la grande truffa del signoraggio bancario denunciata – tuttavia – solo da pochissime ed oneste menti. Vedi  l'indimenticato (o troppo in fretta dimenticato) egregio professor Giacinto Auriti. 
     
     Ue – La Sentinella della gabbia 
     
    Ma come affronta il problema l'Ue di Basilea 3 e del credit crunch? Sicuramente i sostenitori più accaniti dell’euro e delle politiche del Vecchio Continente saranno certi dell’arrivo di misure severe nei confronti di chi ha contribuito alla schiavizzazione delle popolazioni del Sud Europa, ridotte alla rovina. E invece no! Anche in questo caso sono pronti ricchi premi. Nonostante le intenzioni espresse da Italia e Svizzera, mediante voto e referendum, siano ostili a ogni maggiorazione degli stipendi dei manager aziendali, Parlamento e Consiglio Europeo non "riescono" a trovare un buon accordo tra i Paesi. Ma c'è di più! Nella colonia anglofona chiamata Europa, la proposta di porre un tetto alle retribuzioni medesime è stata aspramente criticata – ovviamente – dal governo britannico che sostiene di "temere una fuga all’estero da parte dei suoi 144 mila banchieri". Come mai – ci chiediamo – la stessa preoccupazione non ha neppur minimamente sfiorato la mente degli 11 leader europei firmatari della Tobin Tax a "regime ridotto?
     
     Una Messa in Scena globale 
     
    Ancora una volta il quadro politico da l’idea di essere una messa in scena studiata a tavolino e ad esclusivo vantaggio di poche famiglie di banchieri. L'esempio più emblematico è sicuramente quello della dinastia ebraica Rothschild (la dinastia dello Scudo Rosso di Re Davide) considerata la famiglia che "possiede" l'Europa. E non è un eufemismo! Intanto, la filosofia del "me la canto e me la suono’’ viene messa di nuovo in pratica da parte dei vertici europei che, in concerto, propongono e bocciano proposte all’ordine del giorno. Sarebbe bello, per una volta, se i nostri soldi venissero investiti nelle infrastrutture del Paese, ormai in ginocchio. Sarebbe davvero un sogno poter veder tornare indietro i nostri quattrini, in favore di strutture scolastiche,  sanitarie e di cantieri di lavoro. Invece assistiamo quotidianamente al triste copione con protagonisti – loro malgrado – i proletari europei, ridotti a non avere più un guadagno, una possibilità, un’identità. L'unica certezza che abbiamo – tra il silenzio della politica e della "cosidddetta antipolitica" – e che essi continueranno a fare la fame, piegati dall’infame beffa di dover contribuire al pagamento di chi li costringe quotidianamente alla miseria, proiettati verso un insano piano di omologazione continentale e planetaria che trae origine da quella folle teoria ormai accreditata al di fuori di ogni ragionevole dubbio: quella del "Nuovo Ordine Mondiale" massonico-bancario.
     
    Giovanni Antonio Fois, Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)
     

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    Venerdì, Febbraio 8th/ 2013 – Redazione Qui Europa – La Truffa Bancaria  / Schiavi di un Debito Illegale – Le Repubbliche Marinare / Truffa Bancaria / Crisi dell'Eurozona / Crisi del 1929 / Federal Reserve Act / FED / Signoraggio Bancario / Rinascimento  / Mercantilismo / Monte dei Paschi di Siena / Casa delle compere / […]

    Scandalo MPS – Le Curiose Affermazioni di Profumo e la Soluzione Monti-Bond

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    Giovedì, Febbraio 7th/ 2013 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Scandalo MPS / MPS / Corte dei Conti / Scandalo bancario / Italia / Corruzione / Monte dei Paschi di Siena / Monti Bond / Alessandro Profumo / Mario Boghezio / Antonveneta / Denuncia MPS / Procura della Repubblica / Andrea Enia / Mario Draghi […]

    Scandalo MPS – L’Ombra di Goldman Sachs e il Ruolo Ambiguo di Draghi

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    Mercoledì,  Gennaio 30th/ 2013 – Comunicato Stampa di Mario Borghezio, eurodeputato –  Scandalo MPS – L'Ombra di Goldman Sachs e il Ruolo Ambiguo di Draghi / Monte dei Paschi di Siena / Scandalo del Monte dei Paschi di Siena / MPS / Banca Antonveneta / Bruxelles / Parlamento europeo / Commissione / Italia / Mario Borghezio / Denuncia […]

    Subprime – Le ovvie ammissioni della FED e l’altra Crisi Indotta, quella dell’Eurozona

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    Lunedì, Gennaio 28th/ 2013 – di Vincenzo Folino –  Subprime ed Eurozona – due crisi Diverse / Usa / Crisi Mutui Sub Prime / Crisi Usa / Crisi Eurozona / Federal Reseve / Bear Stearns / Lobby / Errori calcolati / Milliam poole / Euro   Federal Reserve     Washington             […]

    Scandalo MPS – Eppure io Denunciavo già nel 2008

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    Giovedì,  Gennaio 24th/ 2013 – di Mario Borghezio, eurodeputato –    Iniziativa di libero confronto "Pensa e Scrivi" di Qui Europa Monte dei Paschi di Siena / Scandalo del Monte dei Paschi di Siena / MPS / Banca Antonveneta / Bruxelles / Parlamento europeo / Commissione / Italia / Mario Borghezio / Denuncia / Procura della Repubblica […]

    La Germania rimpatria l’Oro: Ecco cosa si Nasconde Dietro il Mistero delle Riserve Auree Richiamate

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    Venerdì, Gennaio 18th/ 2013 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile –  Oro tedesco / La Germania rimpatria l'Oro / Germania / Riserva aurea / Federal Reserve / Bundesbank / Vincenzo Folino / Osservatorio Nazionale sulle politiche dell'Ue / Qui Europa / Handelsblatt / Banque de France / Bank of England / Debtocracy / Eurobond / mani […]

    Signoraggio Bancario – Dopo Auriti il Buio: Il Silenzio della Politica e dei Falsi Profeti

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    Mercoledì, 16th Gennaio / 2013 – di Maria Laura Barbuto – Europa / Italia / Crisi / Economia / Banche / Signoraggio bancario / Truffa / Falso in bilancio / Banca d'Italia / Elezioni politiche / Mes / Fiscal Compact / Movimento 5 stelle / Moneta / Euro / Beppe Grillo / Giacinto Auriti / […]

    Finanza ed Egemonia Anglofona sull’Europa – La linea Delors

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    Giovedì, Gennaio 3rd/2013 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Egemonia anglofona / Delors / Egemonia Anglofona sull'Europa / Gran Bretagna / Jacques Delors / Commissione europea / Ue / Charles De Gaulle / Mario Monti / David Cameron / Tobin Tax / City / Usa / Neocolonialismo / Board Bce / Sacco del Britannia /Bce […]

    Grillo Casca sul Signoraggio Bancario – Bluff M5S?

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    Sabato, Dicembre 29th/ 2012  – di Vincenzo Folino –  Signoraggio / Grillo e il Signoraggio / Beppe Grillo / Farsa / Signoraggio Bancario / Truffa / Maschere / Populismo / Movimento 5 Stelle / Programma M5S / scomparsa genetica dei partiti / Primarie on-line / Aspen Institute / JP Morgan / Casaleggio  Grillo casca sul Signoraggio Bancario: la radice di […]

    Strasburgo dice si alla Tobin Tax a metà: Speculazioni finanziarie e fughe di Capitali all’orizzonte

    Strasburgo dice si alla Tobin Tax a metà:  Speculazioni finanziarie e fughe di Capitali all’orizzonte

    Giovedì, Dicembre 13th/ 2012 – Redazione Qui Europa  – Strasburgo / Tobin Tax / Parlamento europeo / Assemblea plenaria / Adesione Italia / Cooperazione rafforzata / No della Gran Bretagna / James Tobin / Delocalizzazione finanziaria / Fuga di capitali europei all’estero / Angela Merkel / Francois Hollande  / Tassa sulle transazioni finanziarie / Codecisione […]

    Fiscal Compact ed Euribor: Ingannevoli strumenti imperiali

    Fiscal Compact ed Euribor: Ingannevoli strumenti imperiali

    Mercoledì, Dicembre 12th/ 2012 –  di Sergio Basile – Euribor / Fiscal Compact / Mario Borghezio / Parlamento europeo / Strasburgo / sistema di connivenza nella fissazione dell'Euribor / Ministro Moavero / Emminenza grigia / Giuseppe Guarino /  commissione Crim del Parlamento europeo / Nuovo Ordne Mondiale / global governance / Eba / andrea Enria / Procura di Trani / Truffa alle […]

    Crisi – Digressioni sul Sistema Bancario e sulle Strategie di Draghi

    Crisi – Digressioni sul Sistema Bancario e sulle Strategie di Draghi

    Sabato, Dicembre 8th/ 2012  – L'Editoriale, di Franco Cima e Sergio Basile  –   Crisi – Digressioni sul Sistema Bancario / Mario Draghi / Bce / Francoforte / Roma / Banche / Signoraggio / Truffa del sistema monetario /  Il potere delle banche / Sistema bancario / Franco Cima  / Target 2 / Francoforte / Germania / Sergio Basile […]

    Digressioni sul Signoraggio Bancario e sulla più Grande Menzogna Liberale dei Nostri Tempi, in attesa delle Elezioni

    Digressioni sul Signoraggio Bancario e sulla più Grande Menzogna Liberale dei Nostri Tempi, in attesa delle Elezioni

    Martedì, Dicembre 4th/ 2012  – L'Editoriale, di Franco Cima e Sergio Basile –  Digressioni sul Signoraggio Bancario / Grande Menzogna Liberale / Elezioni / Banche / Signoraggio / Truffa del sistema monetario /  Il potere delle banche / Sistema bancario / Franco Cima  / Benito Mussolini / Banca d'Italia  Signoraggio / Bri / Maurice Allais / Bretton Woods / […]

    Rating e Speculazione, da Bruxelles Palliativi o Azioni Concrete?

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    Sabato, Dicembre 1st/ 2012  –  di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –  Unione Europea / Europa / Bruxelles / Madrid / Atene / Commissione Europea / Parlamento europeo / Consiglio europeo / Grecia / Spagna / Banche / Ricapitalizzazione / Crisi / Economia / Agenzie di Rating / Manifestazioni  Rating e Speculazione – Da […]

    L’Europarlamento scopre l’acqua calda e prepara l’Impero delle Banche e dei Tecnici, stile Monti

    L’Europarlamento scopre l’acqua calda e prepara l’Impero delle Banche e dei Tecnici, stile Monti

    Mercoledì, Novembre 21th/ 2012 – di Sergio Basile – L'Impero delle Banche  / L'Europarlamento prepara l'Impero delle Banche e dei Tecnici, stile Monti / Parlamento europeo / strasburgo / Unione europea/ Europa / Mes / Meccanismo europeo di stabilità / Finanza / Economia / Interessi / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Sovranità / Silenzio […]

    Standard & Poor’s e Fitch rinviate a giudizio, si delinea il complotto mercatista

    Standard & Poor’s e Fitch rinviate a giudizio, si delinea il complotto mercatista

    Mercoledì, Novembre 14 th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Complotto mercatista / Agenzia di Rating / Standard & Poor's / Procura di trani / Adusbef / Federconsumatori / Manipolazioni di mercato / Complotto mercatista / Mario monti / Goldman Sachs / Rating / Spread  Standard & Poor's e Fitch: le agenzie […]

    Barnard e la Modern Money Theory: la soluzione alla crisi che Keynes conosceva benissimo

    Barnard e la Modern Money Theory: la soluzione alla crisi che Keynes conosceva benissimo

    Lunedì, Novembre 12th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Modern Money Theory / Paolo Barnard / RAI / Report  / Georg Friedrich Knapp / John M. Keynes / Warren Mossler / Centro per la piena occupazione e la stabilità dei prezzi / Conferenza Cagliari 27-28 Ottobre / Sovranità monetaria dello Stato / Capacità […]

    Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 5 – Denaro e Banche: i Segreti dei nuovi Padroni del Mondo

    Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 5  – Denaro e Banche: i Segreti dei nuovi Padroni del Mondo

    Lunedì, Novembre 5th/ 2012  – L'editoriale del Lunedì, di Sergio Basile e Silvia Laporta –  Schiavi di un Debito Illegale / Denaro e Banche / Segreti dei nuovi Padroni del Mondo /  Crisi eurozona / Le Confessioni di Sir Josiah Stamp / Denaro / Bibbia / Vangelo / Mammona / Francoforte / Bruxelles / Sistema Bancario / Società moderna […]

    Monti scambia gli Euroscettici per Nazionalisti e Rilancia l’Unione Bancaria per fine 2012

    Monti scambia gli Euroscettici per Nazionalisti e Rilancia l’Unione Bancaria per fine 2012

    Mercoledì, Ottobre 17th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Parlamento Europeo / Bruxelles / Crisi / Eurozona / Mercato unico europeo / Debito pubblico / Mario Monti / Angela Merkel / Corrado Passera   Mercato Unico Europeo: Monti avverte “Attenzione, potrebbe scomparire!” Il premier italiano scambia gli "euroscettici" per "nazionalisti" e […]

    Unione Bancaria: Diciamo un Secco No!

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    Venerdì, Ottobre 12th/ 2012 – di Max Cittadino – Unione bancaria / Bruxelles / Francoforte / Roma / Eurozona / Bce / Mario Draghi / Too Big To Fail / Rinazionalizzazione della banca d'Italia / Nazionalizzazione dei Gruppi bancari / Humus criminogeno / Project Bond / Unione Bancaria / Signoraggio bancario / Euro / Lira […]

    Tobin Tax – L’Italia ci Ripensa e dice Si. La tassa Partirà con soli 11 Paesi

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    Mercoledì, Ottobre 10th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Tobin Tax / Adesione Italia / Cooperazione rafforzata / Ferdinando Nelli Feroci / George Osborne / Ecofin / No della Gran Bretagna / Algirdas Semeta / James Tobin / Delocalizzazione finanziaria / Fuga di capitali europei all’estero / Angela Merkel / Francois Hollande […]

    Via al Fondo Ammazza Stati: 11° Comandamento, Servi il Mercato Dio Tuo!

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    Martedì, Ottobre 9th/ 2012 – di Sergio Basile – Germania / Italia / Lussemburgo / Francoforte / Board BCE / Verona / Arena di Verona / Ecofin / Unione europea / BCE / Mario Graghi / Mario Monti / Olli Rehn / Manuel Barroso / Vittorio Grilli / MES / ESM / Fondo Salva Stati / Fondo […]

    Basilea 3 e la nuova ricetta per cambiare il settore bancario? Diffidiamo!

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    Giovedì, Ottobre 4th/ 2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta – Banche / Basilea 3 / Settore Bancario / riforma Banche / Josè Barroso / Ue / crisi economica / Banca centrale finlandese / Erkii Liikanen / presidente del mercato interno Michel Barnier / borsa / speculazioni bancarie / Basilea 3 / Confindustria/ Abi/ Cooperative/  rete imprese […]

    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4: Banche Centrali e Signoraggio. Una storia che tutti dovrebbero conoscere

    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4:  Banche Centrali e Signoraggio. Una storia che tutti dovrebbero conoscere

    Lunedì, Agosto 27th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile – Europa / Italia / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Banche Centrali / Signoraggio / Banca d’Inghilterra / Banca d’Italia / Lira / Conio / Louis Even / William Paterson / Debito illegale / Legge 262/2005 / Mario Monti / John Kennedy / Carlo Azeglio […]

    Spread, Tragedia annunciata – la BCE di Capitan Draghi rimanda tutto a Settembre

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    Venerdì, Agosto 24th/ 2012 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Unione Europea / Europa / Germania / Roma / Francoforte / Euro / Moneta Unica / Previsione fine euro / Borse / Spread / Finanza / Mario Monti  /  Dittatura MES / ESM / Previsioni di Moody's / Bundesbank / Autunno caldo / […]

    Insolvenza: maglia nera ai Piigs – La battaglia per il riscatto del Prof Kerber contro Mes ed Euro

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    Sabato, Agosto 17th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / […]

    Dall’Europa a Wall Street, l’egemonia del lobbismo e l’economia della truffa

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    Mercoledì, Agosto 8th/ 2012 – L'editoriale di Sergio Basile –    Banche e Finanza / Unione europea / New York / Bruxelles / Wall Street / Borsa / Speculazioni / Economia della Truffa / Galbraith / Wall Street /  Traders / Pil / Economia reale / Borsa / MES / Project bond / Knight Capital […]

    Mutui – Caso Euribor: Ecco come milioni di Italiani potrebbero essere stati truffati per miliardi di euro

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    Sabato, Luglio 4th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea/ Europa / Italia / Finanza / Economia / Interessi / Mutui / Manipolazione indici / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Scandalo Libor / Libor / Euribor / Barclays / Procura di Trani / Antitrust / Avaz / Indici truccati: scandalo in […]

     

  • La Strategia del “Non diritto” e i  Benefit del Regno Unito

    La Strategia del “Non diritto” e i Benefit del Regno Unito

    Giovedì,  Marzo 7th/ 2013

    – di Sergio Basile e Giuseppe Sacco – 

    Unione Europea, Londra, Dadid Cameron, Margaret Thatcher, City of London, United Kingdom, Childcare, Sussidi, Servizio Sanitario Nazionale, Downing Street, Tobin Tax, Margaret Thatcher, Benefit tourism, Daily Express, Fenomeni migratori, Africa, paesi arabi, Commissione europea 

    La Strategia del "Non diritto" e i Benefit

    del Regno Unito 

    Cameron e le rivelazioni del Daily Express: il

    pretestuoso problema del "Benefit Tourism"

    Qual è la strategia di Bruxelles sul fenomeno migratorio

    in Europa?

    David Cameron e i Flussi Migratori

    Londra, Bruxelles – L’Antieuropeismo strategico ed interessato di David Cameron e soci viene palesemente usato in chiave elettorale, evitando di mettere nella bilancia dei "pro" e dei "contro" i copiosi e fruttuosi vantaggi che l'UK – in particolare la City of London – e gli speculatori britannici conservano rispetto alla propria "non appartenenza" all'euro ed all'Eurozona. Ultimo, tra tanti, la non adesione alla tassa sulle transazioni finanziarie e – per contro – l'adesione di soli 11 paesi dell'Eurozona – tra i quali l'Italia – alla medesima Tobin Tax, con conseguente fuga di capitali ed investitori dai paesi Pigs verso la City. E' proprio il caso di parlare di paradosso britannico! L’integrazione non è mai avvenuta in realtà, ma si è rivelata finora solo un subdolo pretesto per mantenere una posizione di vantaggio e controllo che possiamo idealizzare e cristallizzare nelle posizioni "antieuropeiste" espresse negli anni Ottanta dalla cosiddetta "Lady di ferro", Margaret Thatcher  (Vedi – Discorso al Colleggio d'Europa – "Il Discorso di Bruges" del 20 settembre 1988)

     Una Questione di Benefit? 
     
    Ma nelle ultime ore il tema più caldo all'attenzione dei sudditi di Sua Maestà è stato quello dei benefit: agevolazioni previste per chi risiede in Gran Bretagna. Si pensi – ad esempio – all’accesso al Servizio Sanitario Nazionale, all’assistenza legale in cause civili ed al famosissimo Childcare: sussidio di 8 sterline per ogni figlio nato. In merito, negli ultimi giorni Cameron è stato "attaccato" (si fa per dire) dai falchi di Bruxelles, a causa della sua campagna di soppressione dei benefit. Che paradosso! I tecnocrati denunciati per "crimini contro l'umanità" appena poche settimane orsono – per avere distrutto il welfare ed aver affamato interi popoli: e soprattutto quello greco (vedi allegato) – ora fanno la morale all'amico Cameron sul cosiddetto "Benefit Tourism", cioè su quella tendenza che individuerebbe la "moda" del diventare cittadini “britannici” in relazione alla possibilità di avere accesso alle agevolazioni sociali di sorta. 
     
     La nota del Daily Express 
     
    A supporto di quanto detto possiamo citare un recentissimo articolo pubblicato dal Daily Express. Il quotidiano anglosassone ha rivelato – in merito – come "Cameron starebbe approntando norme più severe per consentire la fruizione dei suddetti benefit al fine di garantire che gli immigrati siano scoraggiati dall'espatriare nel Regno Unito e magari solo per servirsi dei vantaggi del diventare Inglesi. Tendenza oggi molto forte anche nel resto dell'Europa: area continentale diventata zona rossa di fughe verso zone franche (come Svizzera ed Inghilterra) e sempre più preda di un neo-stalinismo dal sapore aspramente anglofono. Tutto ciò – secondo alcuni osservatori internazionali – sarebbe stato proposto da Cameron in risposta alle pressioni del Partito Conservatore che non vuole che la Gran Bretagna "diventi una calamita per Bulgari e Romeni". Ma in fondo, come capirete, c'è molto di più!
     
     Cameron e la Strategia al Ribasso di Bruxelles 
     
    Pronta è giunta la replica di Bruxelles che non ha perso occasione per "suggerire" la solita linea di "iniqua austerity al ribasso". Secondo la Commisione Ue, infatti, affinché le  (ammesse, legittimate e benedette) limitazioni dei diritti per i migranti dell'Unione possano divenire valide ed effettive per tutti, ciò dovrebbe estendersi anche ai cittadini del Regno Unito, in conformità alla norma europea contro la discriminazione. David Cameron pare essersi mostrato concorde all’applicazione estensiva di tale legge: dobbiamo operare nel rispetto della legge europea – ha dichiarato nelle scorse ore – Non si può discriminare tra nazionalità UE nell’ambito di tale legge”.
     
     Morale della Favola 
     
    Quindi la morale della favola sembra recitare più o meno così: non importa difendere diritti acquisiti e welfare. Quel che importa è comprimere i diritti di tutti nel nome di una presunta uguaglianza. nel nome della democrazia. Raccapricciante! Si può quindi parlare tranquillamente di un ennesimo cavallo di troia. Di un platonico anello di Gige che potrebbe rendere invisibile il danno a tutti i cittadini britannici. Questo, signori, è solo uno dei mille volti subdoli di questa Europa mondialista che – distruggendo le politiche per la famigliafavorisce la denatalità e contestualmente l'ondata "compensativa" di migranti dall'Africa e dai paesi arabi. Un'Europa che con la mano destra scoraggia l'immigrazione e con la sinistra – sottobanco – la favorisce all'inverosimile.
     

    Sergio Basile, Giuseppe Sacco (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Direttive Ue – La Maglia Nera dell’Italia e la Linea Repressiva di Bruxelles

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    Zone Franche, Spot per gli Schiavi del Sud

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    Giovedì, Settembre 27th/ 2012  – di Sergio Basile e Vincenzo Folino  – Italia / Spot / Zone Franche / Fabrizio Barca / Coesione Territoriale / Mezzogiorno / Russia socialista / Stalin / Dittatura / Zone franche urbane / Regime fiscale facilitato / Schiavi del sud / Animali da traino / Il Sud sta morendo  Coesione […]

    La Solidarietà di Strasburgo

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    Martedì, Settembre 11th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Parlamento europeo / Strasburgo / Immigrazione / Diritto d'Asilo / Politiche neoliberiste / EASO / Profughi / Barroso / Land Grabbing / Kyriacos Triantaphyllides / Norvegia  Asilo Politico: Strasburgo chiede solidarietà per gli stranieri, ma affama e condanna oltre 116 milioni di Europei Immigrazione – L'Europarlamento chiede più fondi agli stati Ue per prevenire […]

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    Giovedì, Giugno 28th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Consiglio Europeo / Parlamento italiano /Italia / Roma / Bruxelles / Lavoro / Articolo 18 / Costituzione / Modifiche / Sindacati / Cgil / Diritti / Libertà / Welfare / Occupazione / Disoccupazione / Licenziamenti /Camera / Senato / Immigrazione / Emigrazione / Popolazione […]

    Amsterdam: Permessi di soggiorno esosi

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    Venerdì, Aprile 27th / 2012 – di Mirella Fuccella – Europa / Corte di Giustizia Ue / Commissione europea / Immigrazione / Paesi Bassi  / Permessi di soggiorno / Mirella Fuccella / Qui Europa   Paesi Bassi – Permessi di soggiorno troppo esosi  La Ue tutela i diritti dei cittadini stranieri Amsterdam, Bruxelles, Lussemburgo – L’importo […]

     

  • Finanza ed Egemonia Anglofona sull’Europa – La linea Delors

    Finanza ed Egemonia Anglofona sull’Europa – La linea Delors

    Giovedì, Gennaio 3rd/2013

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile –

    Egemonia anglofona / Delors / Egemonia Anglofona sull'Europa / Gran Bretagna / Jacques Delors / Commissione europea / Ue / Charles De Gaulle / Mario Monti / David Cameron / Tobin Tax / City / Usa / Neocolonialismo / Board Bce / Sacco del Britannia /Bce / Imperialismo anglofono / Transazioni finanziarie / Direttive europee / Wall Street / Paradisi fiscali / Silvia Laporta / Sergio Basile / Tecnocrazia / Consiglio europeo / Euro / Masochismo dei popoli europei / Muro di Berlino 

    Finanza – L'Egemonia Anglofona sull'Europa

    E' giusto che Londra rimanga nell'Ue? Il parere di Delors

    L'analisi dettagliata del socialista francese, già presidente

    della Commissione Europea e la truffa finanziaria e

    mercatista che rende l'Europa schiava dei Paesi anglofoni

    L'Analisi di "Qui Europa": la gabbia europea ci sta portando

    all'autodistruzione! Uscirne al più presto la priorità dei popoli!

    Cosa si nasconde dietro la strategia di accentramento continentale:

    Il Piano Delors

     

    di Silvia Laporta e Sergio Basile

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Finanza   L'egemonia anglofona sull'Europa                                   

    Parigi, Londra – Mentre i Francesi sono alle prese con il caso Depardieu (Putin ha offerto cittadinanza russa all'attore) e con la fuga dei super-ricchi dalle grinfie del nuovo "fisco all'austerity" imposto dal governo di Francois Hollande, Jacques Delors, socialista francese e già Presidente della Commissione Europea (nonchè membro della celeberrima Commissione Tilaterale) ha inscenato una sorta di polemica (o pseudo-tale) nei confronti della Gran Bretagna. Ma a ben vedere le argomentazioni poste  sono venute da un tecnocrate, ossia da una delle persone che vorrebbe vedere i 27 abbandonare pian piano la propria sovranità  politica ed economica per sottostare ai diktat pieni della Commissione Europea e alla scure della Bce.  Le sue obiezioni di primo acchitto sono apparse apparentemente condivisibili, ma da un'analisi più dettagliata, come vedremo, in larga parte totalmente pive di senso. L'interpetazione del "Delors pensiero" potrebe aprire, infatti, ad ancor più pericolose derive colonialistiche. Vediamo perchè!

     Le ragioni di Delors  La Gran Bretagna fuori dall'Ue                      

    In una intervista ad un quotidiano tedesco, l'ex-politico ha esposto le sue ragioni:  "la Gran Bretagna dovrebbe uscire dall'Ue ed optare per un'altra forma di legame privilegiato politico ed economico". Il motivo? "Gli Inglesi – nota Delors – vivono in una situazione di estrema comodità". Bella scoperta, caro Delors! "Troppo semplice – ha sostenuto ancora Delors – appartenere all'Unione Europea, senza però prendersi le responsabilità di questo legame!". Considerazione inoppugnabile! In parole spicciole – come ampliamente dimostrato da "Qui Europa" finora –  i britannici fanno i propri interessi, sia politici che economici, mantenendo però saldamente la loro posizione di appartenenza condizionata ai 27 paesi. La posizione di Delors risalirebbe – secondo l'intepretazione ufficiale manifestata da molti tabloid europei – al lontano 1972, quando il socialista francese era consigliere del primo ministro gollista, Jacques Chaban Delmas. Delors sarebbe stato totalmente contrario all'entrata di Londra nell' Unione Europea e  l’allora Presidente della Repubblica, Georges Pompidou,  – secondo l'interpretazione che va per la maggiore – avrebbe salvato la City definendo "senza senso" un'Unione Europea senza Londra.

     L'egemonia anglofona   UK complice Usa                                          

    Ma nel tempo molte sono rimaste le anomalie intorno al rapporto "privilegiato" tra Londra e Bruxelles. Aggiungiamo per dovere di cronaca, per completezza, che la stessa Banca d'Inghilterra (in assoluta autonomia rispetto a Bce ed Eurozona) detiene ancor oggi la maggioranza relativa delle quote bancarie della stessa Bce. Pazzesco ma vero!  Pertanto non solo predominio finanziario indiretto della City (predominio recentemente rafforzato dalla stessa tecnocazia del Consigio Europeo, nel quale Monti è stato determinante, con l'adozione di una Tobin Tax non estesa a tutti ma estesa a soli 11 Paesi (fessi): manovra autolesionista tale da favorire  (vedi allegato) la controproducente fuga dei capitali di tali Paesi proprio verso la City di Londra) ma anche altre forme di sottile e strategico controllo. 

     Dietro le ovvietà   Il sottile gioco dei tecnocrati                                

    Delors si è detto altresì convinto – in un festival delle ovvietà e delle mezze verità – come d'altra parte anche lo stesso Charles De Gaulle (presidente francese dal 1958 al 1969) che la  Gran Bretagna fosse solo un escamotage che gli Usa volevano utilizzare per tenere sotto controllo  un’Europa che era forte politicamente, militarmente ed economicamente e non perdere la propria supremazia. E su questo c'è piena identità di vedute. Cosa diversa, invece, sulle conclusioni poi tirate da Delors. La Gran Bertagna – inutile negarlo – ha sempre privilegiato (per motivi linguistici, legami storici ma, soprattutto, interessi finanziari) gli Stati Uniti, trincerandosi fittiziamente dietro sentimenti europeisti (a corrente alternata): un lavoro certosino e sistematico di disgregazione dell'Europa e della sua economia

     Il Liberismo europeo?   Una bomba per distruggere l'Europa!       

    Delors è parso apparentemente indignato davanti ad un'apertura dei mercati realizzata solamente per aiutare le banche e le multinazionali. Un'apertura che – come evidente a tutti – ha provocato l'abbassamento del costo del lavoro provocando nel contempo il fallimento di decine di migliaia di piccole imprese.  Ad oggi lo stato delle cose è dunque davvero pessimo. Ma le conclusioni alle quali è giunto l'ex Presidente della Commissione Europea  non sono per nulla  condivisibili. In tali condizioni di disordine economico-finanziaio e di disagio – ci viene da obiettare – caro "presidente" lei propone il modello di un'Europa più "continentale",  e "che non abbia bisogno dell'Inghilterra e degli Usa per andare avanti".  Ma lasciando tutto invariato e consentendo la definitiva fuga dalla gabbia della sola Gran Bretagna, la situazione giocherebbe ancora una volta a solo vantaggio del colonialismo anglofono. Non trova caro Delors?

     Un'osservazione fondamentale   Il nocciolo del cancro mercatista 

    Permettere ora la sola fuoriuscita dell'UK di Cameron dall'Ue, senza prima porre fine a questo distruttivo liberismo e senza invertire il processo di distruzione e disintegrazione degli stati in effetti farebbe proprio il gioco del colonialismo anglofono sulla stessa Europa, rafforzando ancor più tale tendenza. D'altronde il caso lapalissiano dell'anomala presenza di Londra nell'Unione è la non partecipazione al sistema dell’euro va proprio letta in tal direzione. Un rappoto storico di pura convenienza! Allora ci chiediamo: Perchè Londra ha un peso determinante nella Bce – banca a carattere privatistico che stampa le banconote dell'euro senza  adeguata copertura in oro – senza aver adottato l'euro stesso come propria moneta? Gli inglesi, dal canto loro, pensano bene a mantenere la sterlina, garanzia ed espressione del suddetto colonialismo, senza incorrere  nei disastrosi effetti collaterali dell'iniquo euro. Ciò mentre il 70% delle transazioni di titoli emessi in euro passa sempre  per la piazza di Londra, tanto che – come denunciato in più occasioni da "Qui Europa" – la City of London si è trasformata nel maggior centro finanziario continentale (il secondo al mondo dopo Wall Street) fornendo nel contempo servizi finanziari all’intera unione economica europea, ma traendo dall'Unione soli vantaggi. Una sorta di secondo "Sacco del Britannia" (vedi allegato) però di dimensioni ancora maggiori: per l'appunto continentali.

     La priorità   Porre fine al colonialismo Commonwealth                   

    Al tempo stesso la City è rimasta una piazza finanziaria che risponde in minima parte alle direttive europee. Il risultato – riepilogando – è che  la Gran Bretagna non fa parte dell'Eurozona, ma condiziona pesantemente la nostra moneta unica e lo stesso spread  tra i titoli pubblici più forti, i tedeschi Bund, e quelli sottoposti ad attacchi speculativi: come Bonos spagnoli e Btp. Una speculazione che inizia da Wall Street, dalla City e dai paradisi fiscali posti sotto la sovranità anglo-americana: iIl che testimonia non solo l’approccio autolesionista  dei Paesi europei – incapaci non soltanto di tutelare i propri interessi ma anche di individuare i propri nemici reali – ma anche il loro tentativo, per mezzo della tecnocrazia dominante, di salvaguardare per copione gli interessi anglofoni contro gli interessi degli stessi popoli europei. Stesso dicasi sul piano "prettamente industriale" con il predominio delle lobby tedesche. Basta! O questa dittatuta cambia o è meglio uscire tutti da questa gabbia di matti chiamata Unione europea, che ci costa miliardi di euro l'anno a fronte di lacrime e sangue, e zero vantaggi. E' l'ora di capirlo, cari lettori! Ma gli europei – ci chiediamo – sono davvero un popolo di masochisti o eterni illusi? 

    Silvia Laporta, Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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     Schede e Approfondimenti                                                                                    

     Il Piano Delors e il Mondialismo                                                    

    Il Piano Delors – Nel 1989, quasi contestualmente alla caduta del Muro di Berlino, il Rapporto Delors (allora Presidente della Commissione della CEE) delineava i tre passaggi chiave verso la realizzazione dell'unione economica e monetaria europea. Il primo fu sancito nel luglio 1990, attraverso lo SME (Sistema Monetario Europeo) proteso a rafforzare il raccordo tra le monete dei Paesi comunitari, e la creazione del SEE (mercato interno europeo): il secondo fu proteso alla creazione del SEBC (Sistema Europeo di Banche Centrali) a carattere sostanzialmente privatistico (con pieni poteri di signoraggio, a discapito della sovranità monetaria e finanziaria degli stati nazionali) e con poteri di controllo enormi.

     Il Piano – Le strategie eseguite in Italia                                          

    In Italia contestualmente Draghi & C. sul panfilo della Regina Elisabetta (Britannia) davano luogo all'ominimo "sacco", iniziando un programma di privatizzazioni senza precedenti. Nel 1992 il Decreto Carli-Amato portò alla privatizzazione della Banca d'Italia, che divenne succube delle scelte dei banchieri privati (che ottennero di fatto il 96% delle quote azionarie); Il terzo passaggio verso l'accentramento portò alla ceazione di tassi di cambio fissi e alla moneta unica: la cosiddetta "moneta imperiale" del nuovo super-stato accentratore chiamato Unione europea, l'euro.

     Il trattato di Maastricht                                                                     

    Fondamentale fu poi il Trattato di Maastricht, firmato anch'esso nel 1992 (in una strategia ben studiata e pianificata) con lo scopo di dare agli organismi Ue (specie consiglio e Commissione) più poteri in campo politico e organizzativo, favorendo unione monetaria e di politica estera (e di sicurezza) comune (ma ovviamente filo Nato). 

     Il vincolo del 3%, la BCE e l'ingresso nell'euro-gabbia                

    Il trattato stabiliva inoltre le condizioni per entrare nell'UEM: tra l'altro fu stabilito che il tasso di sconto non avrebbe dovuto essere superiore al 2% rispetto a quello dei tre Paesi a più bassa inflazione. Infine, e qui ricasca l'asino, fu stabilito che le finanze pubbliche avrebbero dovuto contenere le spese correnti entro il 3% del PIL e il debito pubblico complessivo doveva dimostrare di scendere verso il 60% del PIL. Pur sapendo che a lingo temine – vista la futura ceazione del sistematarget 2 di regolamentazione interbancariatra banche centrali – ciò sarebbe stato semplicemente impossibile ed implosivo per l'intera Unione, visto la profonda differenza tra le economie dei diversi stati dell'Unione. Porli sullo stesso piano equivalse dunque ad un vero e proprio suicidio. Nel 1994 fu poi la volta dell'Istituto Monetario Europeo (IME) – preparatorio alla transizione verso l'euro – e la Banca Centrale Europea (BCE) che lo sostituì. 

     Delors e la Commissione Trilaterale                                               

    Curioso è notare come lo stesso Delors – cui posizioni ufficiali in merita ai problemi di sovranità si mostrarono da sempre vicine ad un ridimensionamento reale della democrazia dei paesi comunitari, a vantaggio di una cerchia ristretta di personaggi – provenisse dalla Commissione Trilaterale – come d'altronde altri autorevoli personaggi del mondo politico e bancario come Robert D. Hormats, anche membro del Bilderberg Group e vicepresidente della banca ebraica Goldman Sachs. La molti sono i personaggi vicini ai progetti di accentramento europeo e provevienti dagli ambienti della Trilaterale. Tra di essi Henry Kissinger, Helmut Schmidt, il giapponese Ogata e Richard Gardner (esponente di punta della comunità ebraica americana) giusto per fare qualche nome. Senza ovviamente dimenticare gli italiani Giorgio La Malfa (Bilderberg Group, Commissione Trilaterale, Istituto Affari Internazionali italiano); lo stesso Silvio Berlusconi (anche come noto ex membro della P2); Luciano Benetton; Gianni e Umberto Agnelli e Giorgio Benvenuto (sindacalista della U.I.L.). Ma la lista è lunga e corposa, da destra a sinistra, al centro. Il trasversalismo politico è sempre stato la principale costante. Ciò dimostra anche come la politica di oggi sia diventata per lunghi tratti una sorta di segreteria del mondialismo dominante e lontanissima dal considerare l'uomo e la sua dignità (e sacralità) quali epicentri dello sviluppo della società civile, contrariamente a quanto sostenuto da Papa Leone XIII nella sua Rerum Novarum: enciclica oggi di fatto ridotta a carta straccia. E le conseguenze si vedono!

    Redazione Qui Europa

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    Lunedì, Dicembre 10th/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile –   Crisi di Governo – Da Beckett a Monti al Cavaliere: l'evoluzione del teatro dell'Assurdo / Italia / Mario Monti / Samuel Beckett / Dimissioni / Governo tecnico / Fiscal Compact / Trilateal Commission / Giorgio Napolitano / Iva e Irpef / teatro dell'assurdo / nuova stagione teatrale / Bruxelles / Mario Mauro […]

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    Giovedì, Ottobre 25th/ 2012 – di Sergio Basile – Quarto reich / Benvenuti / Spread / unione Bancaria / Eurozona / Accentramento Bancario / Spread / Rating / Procura di Trani / Mario Monti / Angela Merkel / Mario Draghi / BCE / Merrill Lynch / Klaus Regling / Quanto Reich / ESM / MES / Fondo […]

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    Mercoledì, Ottobre 24th/ 2012 – di Sergio Basile – Spread / unione Bancaria / Eurozona / Renato Brunetta / Accentramento Bancario / Spread / rating / Procura di Trani / Mario Monti / Angela Merkel / Mario Draghi / BCE / Decreto Salva Italia / Decreto Cresci Italia / Recessione / Risparmio delle Famiglie / Mercato primario […]

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    Venerdì, Settembre 21th/ 2012 – di Silvia Laporta –  Italia / Napoli / Praga / Repubblica Ceca / Presidente della Repubblica / Vàclav Klaus / Moneta unica / Euro / Democrazia / Università di Napoli Federico II / Incontro coi giovani dell'Ateneo Federico II / Stati Uniti d'Europa / Massimo Marrelli / Bruxelles /  Napoli  […]

    Dittatura Ue: Madrid deve chiedere aiuto alla Bce – Prodi loda Monti

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    Mercoledì, Settembre 19 th/ 2012 – di Silvia Laporta – Mario Monti /  intervista a Romano Prodi /  Bce /  Mario Draghi /  Unione Europea / Crisi Economica / Mariano Rjoy /  Jean Claude Juncker / Povertà / dittatura Europea /  Mes /  Spagna / Madrid /  Roma /  Leggo / Portogallo  La dittatura Europea […]

    I mille volti del Cavaliere: il letargo e la complice resa alla dittatura dei banchieri

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    Mercoledì, Settembre 19th/ 2012 – di Sergio Basile e Mario Luongo  – Italia / Roma / Bari / Milano / Eurozona / Germania / Grecia / Angela Merkel / BCE / Antonis Samaras / Silvio Berlusconi / Calo di consensi / Critiche governo Monti / Fiscal compact / Fondo monetario / Il Giornale / Abolizione […]

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    Lunedì, Settembre 10th/  2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – Italia / Roma / Bari / Cernobbio / Palazzo Chigi / Intervento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Fiera del Levante / Golpe / Colpo di stato Speculazione / Rovina dell'Italia / / Crescita / Menzogne / Recessione / Disoccupazione / Accise statali […]

    Paul Krugman: follia dell’eurocasta, vogliono curare il Debito con altri Debiti

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    Martedì, Agosto 28th/ 2012 – di Sergio Basile – Bundesbank / Jens Weidmann / Eurozona / Francoforte / Berlino / SEBC / Articolo 11 del SEBC / Wolfgang Schauble / Francoise Hollande / Angela Merkel / Mario Monti / Mario Draghi / Grecia / Italia / Antonio Samaras / Austerity / MES / ESM / […]

    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4: Banche Centrali e Signoraggio. Una storia che tutti dovrebbero conoscere

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    Lunedì, Agosto 27th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile – Europa / Italia / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Banche Centrali / Signoraggio / Banca d’Inghilterra / Banca d’Italia / Lira / Conio / Louis Even / William Paterson / Debito illegale / Legge 262/2005 / Mario Monti / John Kennedy / Carlo Azeglio […]

    Crisi – Digressioni sul Sistema Bancario e sulle Strategie di Draghi

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    Sabato, Dicembre 8th/ 2012  – L'Editoriale, di Franco Cima e Sergio Basile  –   Crisi – Digressioni sul Sistema Bancario / Mario Draghi / Bce / Francoforte / Roma / Banche / Signoraggio / Truffa del sistema monetario /  Il potere delle banche / Sistema bancario / Franco Cima  / Target 2 / Francoforte / Germania / Sergio Basile […]

    La “Banda Monti” e lo stupro dell’Italia: un crimine contro l’umanità – Bianconi insorge

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    Lunedì, Agosto 13th/ 2012  – di Sergio Basile – Italia / Iperliberismo / Mario Monti / Svendita del Paese / Patrimonio Pubblico Nazionale / Maurizio Bianconi / Angelino Alfano / Ronald Reagan / Reaganomics / Castelli / Speculazione / Banche / Goldman Sachs / Setta / Pensionati / Palazzi nobiliari italiani / Fronte comune / […]

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    Germania – La Bild fa chiarezza sulla Crisi e sulla Dittatura Tedesca

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    Sabato, Agosto 4th/ 2012 – di Silvia Laporta –  Eurozona / Germania / Berlino / Merkel / La Bild / Hollande / Draghi / Eurozona / Banche / Moneta unica / Friedrich Sell / Hans Werner Sinn / Financial Times / Bulgaria / Fondo Monetario Internazionale / Piigs / Informazione / Crisi economica  / Euribor / Target […]

    Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte: Il Sistema TARGET 2

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    Luglio 9th/ 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

    Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

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    Domenica, luglio  1st / 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima ) Vertice Ue  / Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / […]

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    Venerdì, Giugno 29th /  2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta – Parlamento europeo / Bruxelles / Europarlamento / suicidi / Crisi economica / Fine dello Stato sociale / Grecia / Stati Uniti d'Europa / Roberto Bertolini / Madrid / Josè Luis Ayuso Mateos / Organizzazione mondiale della sanità / Commissione All'ambiente / Indifferenza dei media […]

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  • Strasburgo dice si alla Tobin Tax a metà:  Speculazioni finanziarie e fughe di Capitali all’orizzonte

    Strasburgo dice si alla Tobin Tax a metà: Speculazioni finanziarie e fughe di Capitali all’orizzonte

    Giovedì, Dicembre 13th/ 2012

    – Redazione Qui Europa  –

    Strasburgo / Tobin Tax / Parlamento europeo / Assemblea plenaria / Adesione Italia / Cooperazione rafforzata / No della Gran Bretagna / James Tobin / Delocalizzazione finanziaria / Fuga di capitali europei all’estero / Angela Merkel / Francois Hollande  / Tassa sulle transazioni finanziarie / Codecisione / Consiglio europeo / Germania / Francia / Italia /Austria / Spagna / Belgio / Estonia / Grecia / Portogallo/ Slovacchia / Slovenia / 90% del Pil dell'Eurozona / No Tobin Tax / Paesi contrari / Lussemburgo / Finlandia / Irlanda / Olanda / Malta / Cipro 

    Strasburgo dice si alla Tobin Tax a metà:

    Speculazioni finanziarie e fughe di

    capitali all'orizzonte

    I vantaggi saranno per i soliti noti: il paradigma

    francese e quello tedesco – nell'industia – la dicono 

    lunga sull'effetto boomerang di questa TFT

    Si materializza il peggior incubo dello stesso James

    Tobin, il papà morale della TFT

    Pigs supercolonie della colonia anglo-americana?

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Strasbugo – Nelle ultime ore la plenaria del Parlamento europeo con 533 voti a favore (sebbene ci siano stati ben 91 no e 32 astenzioni) ha dato il proprio nulla osta alla Tobin Tax optando per la cooperazione rafforzata tra 11 Paesi. Certo, coplisce molto di primo acchito  vedere come tra i paesi dell'Eurozona ad aver dato il proprio consenso ci siano stati praticamente 4/5 dei cosiddetti Pigs. Colpisce ancor di più vedere fuori, tutavia, Paesi come il Regno Unito di David Cameron (considerando le nella City avvengono la stragrande maggioranza della transazioni finanziarie del Continente) e la stessa Malta: da sempre una sorta di protettorato anglosassone. Ora la palla passerà alla Commissione europea di Barroso, che potrà così presentare la propria proposta legislativa. Il voto di ieri, per l'appunto, serviva ad autorizzare l'esucutivo "tecnico" di Bruxelles a predisporre il testo della TFT: la sigla ufficiale scelta per battezzare la nuova tassa protesa a colpire le Transazioni Finanziarie. Ora essa – come si evince dai trattati – dovrà essere sottoposta al tradizionale percorso istituzionale della co-decisione, passando al vaglio del Consiglio europeo e poi nuovamente dello stesso Parlamento.  Adotteranno la Tobin Tax Germania, Francia, Italia, Austria, Spagna, Belgio, Estonia, Grecia, Portogallo, Slovacchia e Slovenia. Paesi che nel complesso rappresentano il 90% del Pil dell'Eurozona. Non adotteranno la tassa – per "comoda" decisione dei propri leader – oltre al Regno Unito, anche Lussemburgo, Finlandia, Irlanda, Olanda, Malta e Cipro.

     Tobin Tax a metà – Fuga di capitali e speculazione 

    Ora la domanda nasce spontanea: questa adozione parziale ad esclusiva spettanza di una parte dell'Europa, che vede fuori USA e BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) ed il resto del mondo (e d'altra parte posta in essere da Paesi come l'Italia, già dissestati e traviati da folli politiche di austerity, svendite e privatizzazioni) finirà per incrementare i fenomeni speculativi a vantaggio di Londra e Washington, allontanando gli investitori da Paesi come l'Italia? La risposta è ovvia: certo! I nostri timori – palesati già in precedenti articoli e legati al pericolo della delocalizzazione – sono ed erano gli stessi dell'ideatore della tassa, il professor James Tobin. Il rischio di un clamoroso e distruttivo flop finanziario è altissimo. Troppo alto per l'Italia. troppo per Spagna, Grecia e Portogallo, che in tal modo anziché trovar grazia, troveranno giustizia. Ma ciò non sembra preoccupare Monti e Grilli. Come del resto buona parte dei nostri eurodeputati a Strasburgo.

     Il paradigma francese 

    Si profila dunque (e quei 123 voti non faverevoli in Parlamento la dicono tutta) un disastroso boomerang speculativo ai danni dell'Eurozona e dei soliti Pigs (eccetto che per l'Irlanda, paese non aderente). Una fuga di capitali all'estero, o comunque verso zone franche come Regno Unito, Svizzera e Lussemburgo. Un pò quanto sta avvenendo in questi giorni in Francia, Paese nel quale i super ricchi per sfuggire ed eludere il fisco e le manovre di austerity di Francois Hollande stanno trasferendo fuori i loro capitali, cambiando addirittura residenza e cittadinanza.

     Non era questa l'idea di James Tobin 

    La TFT in quest'ottica potrebbe avere come effetto quello di distruggere ancor più le finanze dei paesi aderenti, a vantaggio di City of London e Wall Street, le due maggiori piazze finanziarie al mondo: suggellando ancor di più ed in maniera "definitiva" la loro indiscussa egemonia finanziaria. Non erano questi, i progetti di James Tobin. Questi, al contrario rappresentarono da sempre i suoi incubi peggiori. In tal modo la speculazione – come detto – anziché diminuire ed essere posta sotto-controlo finirebbe per esplodere a svantaggio dei Paesi aderenti ed esposti in prima linea: Spagna, Portogallo, Grecia ed Italia, in testa. Nuove super-colonie finanziarie della colonia finanziaria anglo-americana, chiamata Europa.

     La situazione della Germania 

    Quanto all'altro Paese egemone, la Germania, poco male: gli effetti negativi della Tobin non toccheranno gli interessi d'oro delle grandi lobby industriali tedesche, che potranno continuare in tal modo ad esercitare il loro dominio continentale in maniera indisturbata, grazie al permanere del Sistema Target 2, e grazie allo smantellamento di intere economie ad opera di leader compiacenti, come nel caso emblematico del governo Monti, sulla rete produttiva del Sistema Italia, assoggettato – su "suggerimento" della Merkel – a regimi tassativi e costi da vero e proprio regime dittatoriale, quale in effetti si è dimostrato quello dei "tecnici", col benestare della stragrande maggioranza dei "nostri"  rappresentanti "Parlamento" Italiano. Quella italiana era l'unica economia europea capace – fino a pochi anni fa, ovvero prima dell'introduzione del "Sistema Target 2" – di superare quella tedesca e di creare surplus commerciale come in nessun altro Paese europeo: cosa che non riusciva assolutamente – guardacaso – alla "ricca" Germania. In tal senso – giusto per fare un esempio – la diffusione di catene teutoniche della grande distribuzione alimentare a "buon mercato" come Lidl ed Euorospin nel nostro paese, a discapito delle catene nazionali, la dice lunga. Ma gli esempi sono migliaia e sotto gli occhi di tutti.

    R. Q. E.

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  • Ora anche i Giovani di Confindustria attaccano Monti

    Ora anche i Giovani di Confindustria attaccano Monti

    Martedì, Ottobre 30th/ 2012 

    – di Mario Luongo –

    Giovani di Confindustria / Mario Monti / Jacopo Morelli / No Monti Day / Elsa Fornero / “Choosy” / Tobin Tax / Elezioni Sicilia / Astensionismo record / Antipolitica / Populismo / Piccole e medie imprese / Pressione fiscale 

    Ora anche i Giovani di Confindustria attaccano

    il Governo Monti

    Giovani "Choosy" e Finanza: Errori ed Orrori

    Lo sfogo di Jacopo Morelli

    Roma, Palermo – In un momento così delicato come quello che stiamo vivendo, in questi giorni, tra votazioni con risultati sorprendenti in Sicilia, astensionismo record, crisi dei partiti, revival populistici e tutto quello che ne segue, non c’è da sorprendersi se il governo diventa per l’ennesima volta bersaglio di critiche da parte di associazioni di categoria tra le più disparate. Insieme al governo tecnico non vengono risparmiati i rappresentanti politici, quelli che tecnici non lo sono per niente e se vogliamo dirla tutta non sono neanche rappresentativi del voto dei cittadini, sempre più scontenti di una classe politica che diventa sempre più casta, spavalda ed arrogante, e lontana anni luce dalle istanze di chi dovrebbero rappresentare in Parlamento. La critica questa volta viene da una parte ancora relativamente poco avvezza  a tali uscite, ma che rappresenta l’unione di due categorie molto colpite dalla crisi, ognuna a modo loro: i giovani e gli imprenditori. Stiamo parlando appunto dell’insoddisfazione verso il governo e le sue politiche esternata dal presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, Jacopo Morelli, classe ’75, imprenditore nel campo dell’arredamento e titolare di una società di consulenza internet.

     Morelli e i Choosy della Fornero 

    Jacopo Morelli ha lavorato fin dal conseguimento della laurea in Economia nella ditta di famiglia, la Mobil Market di Figline Valdarno, che vende mobili e arredamenti per una clientela medio alta, nonostante lo slogan degli ultimi anni sia diventato (seguendo il trend lanciato da Ikea su tutti) “lusso democratico”. Jacopo non è esattamente uno di quei giovani precari dal futuro incerto, di quelli che sabato scorso sono scesi per le strade italiane per manifestare contro il governo e i  suoi pesanti tagli, nel No Monti Day; non si sente chiamato in causa tra i giovani “choosy” che il ministro Elsa Fornero ha portato alla ribalta, quei giovani schizzinosi, che non si accontentano delle opportunità che il mercato del lavoro offre (?). Il mercato italiano, famoso in tutto il mondo per le molteplici, variegate e vantaggiose opportunità lavorative offerte. Proprio quello, si! E non storcete il naso, non siate choosy anche voi!

     Giovani e Finanza – Errori ed Orrori  

    Dicevamo dunque, Morelli non è proprio il simbolo dei giovani italiani in questo periodo, ma è comunque il presidente dei giovani imprenditori della “principale organizzazione rappresentativa delle imprese manifatturiere e di servizi italiani” e, giustamente, si è sentito in dovere di dare voce a quella parte che, a suo modo, per i suoi motivi, è insoddisfatta dall’andamento dell’economia italiana. Un’economia che soffoca le piccole imprese, blocca i giovani imprenditori, appesantisce le transazioni  finanziarie con provvedimenti come la Tobin Tax (strumento potenzialmente valido qualora non fosse stato ristretto – come nel caso dell'Italia – ad un piccolo gruppo di sfortunati paesi). Una tassa imposta contro gli squali della finanza (operanti – tuttuvia – per lo più nella zona franca della City of London)  ma che in realtà colpisce molti tranne che loro. E per tutti si intendono appunto le piccole e medie imprese, i brokers, chi investe in borsa, chi sottoscrive in Banca prodotti finanziari.

     Le critiche dei giovani di Confuindustria e di Morelli 

    Morelli, portavoce di questa fetta di Italia, tutt’altro che trascurabile, critica fattori come la pressione fiscale che graverebbe sulle imprese quasi per il 70%, comportando una grossa riduzione della base industriale e un conseguente aumento della disoccupazione in questo campo. Troppe tasse, pochi sgravi fiscali e agevolazioni per le imprese, quindi meno capitali, quindi meno occupazione. Tristemente lineare. Ciò che il presidente dei giovani industriali chiede è meno rigore, meno pressione, una politica che punti più sui giovani e dunque sul futuro, anziché un’austerità che bruci tutto ciò che di buono si può ancora fare per le giovani imprese. Un ragionamento che fila, soprattutto se portato avanti da Jacopo Morelli. Il problema è che la questione non è solo ascrivibile alle scelte economiche più o meno criticabili del governo Monti. Certo, quando si parla di austerità, di rigore, di Tobin Tax, non si può fare a meno di pensare al tecnicismo del governo, ma le cause non si esauriscono qua. È anche una questione di classe politica, di professionalità perduta nelle sedi istituzionali, di cittadini lontani – dicevamo – anni luce dalla politica, disamorati della cosa pubblica e viceversa. Non è un caso che alle elezioni in Sicilia a farla da padrone sia stato l’astensionismo, unito ad un risultato che segnala chiaramente un cambiamento nella politica siciliana, specchio di quella italiana intera. Un "cambiamento" (?) che odora di "tecnico"!

    Mario Luongo (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    L’Ue vuol Delegittimare le Regioni: un altro passo verso la Dittatura degli Stati Uniti d’Europa

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    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Regioni / Stato / Competenze Stato-Regioni/ principio di sussidiarietà/ dottrina comunitaria / Trattato di Lisbona/ Stato / Meridione / Borghezio/ Ocm / finanziamenti  / Premio Nobel per la Pace / Imperialismo / Stati Uniti d'Europa / Bersani / Casini / Berlusconi […]

    Austerity e Nuova Legge di Stabilità: La Dittatura che uccide la Cultura e gli Italiani

    Austerity e Nuova Legge di Stabilità: La Dittatura che uccide la Cultura e gli Italiani

    Giovedì, Ottobre 11th/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Italia / Cultura / Tagli alla cultura / Progetto erasmus / Nuova Legge di stabilità / Parlamento Italiano / Unione europea / Disoccupazione / Carrozzoni politici / Mes / Fiscal Compact / Propaganda mediatica / Macelleria Sociale / Ambigui sondaggi / Disoccupazione / Welfare […]

    “Basta Monti, basta Europa, basta multinazionali”! Di Finizio insegna!

    “Basta Monti, basta Europa, basta multinazionali”! Di Finizio insegna!

    Venerdì, Ottobre 5th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Cupola Vaticano / Monti / austerity / unione europea / striscione di protesta / Città Eterna / Direttiva Bolkesterin / protesta / Marcello di Finizio / Trieste / giovani italiani in rivolta / piazze italiane / contro l'austerity / contro monti / contro […]

    Studenti, l’Ora della Protesta – Scoppia l’Autunno Caldo: loro sono il futuro dell’Italia

    Studenti, l’Ora della Protesta – Scoppia l’Autunno Caldo: loro sono il futuro dell’Italia

    Venerdì, Ottobre 5th/  2012   – di Sergio Basile – Mario Monti / Proteste studentesche / Roma / Torino / Proteste studenti / Elsa Fornero / Profumo / Austerity / Rivoluzione sudentesca / Unione europea / Palermo / Milano  Studenti, l'Ora della protesta. Scoppia l'Autunno Caldo: loro, il futuro dell'Italia Studenti in piazza in tutte le maggiori città […]

    Italia – Ricetta Ammazza-Crescita

    Italia – Ricetta Ammazza-Crescita

    Mercoledì, Ottobre 3rd/ 2012 – di Mario Luongo – Italia / Giorgio Napolitano / Euro / Crescita impossibie / Mariano Rajoy / Paul Krugman /Integrazione politico – economica / Abbandono Euro /  Scandalo Regione Lazio / Francesco Fiorito / Andrea Augello / Sfaldamento Pdl / Commissariamento regione Lazio / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Andrea […]

    Enzensberger: l’Ue ha tradito Popoli, Trattati e Principio di Sussidiarietà – L’Omertà dei Padrini

    Enzensberger: l’Ue ha tradito Popoli, Trattati e Principio di Sussidiarietà – L’Omertà dei Padrini

    Venerdì, Agosto 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Europa / Unione europea / Eurozona / Euro / Hans Magnus Enzensberger / L'Espresso / Romano Prodi / Mario Monti / Mario Draghi / Angela Merkel / Signorotti / Padroni dell'Europa / Neo-colonialismo / Imperialismo Usa / Adolf Hitler / Barack Obama / Ronald Reagan / […]

    Monti Traditore, in Galera! La Denuncia di Estulin su RAI 2

    Monti Traditore, in Galera! La Denuncia di Estulin su RAI 2

    Lunedì, Ottobre 29th/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile  –  Daniel Estulin / Denuncia / Mario Monti / Rai 2 / Italia / L'Ultima Parola / Daniel Estulin / Panorama televisivo italiano / Silvio Berlusconi / Elsa Forneno / Complotto internazionale / Golpe finanziario / Merkel / Sarkozy / Bce / Letterina Bce / Mario Draghi / […]

    Benvenuti nel Quarto Reich. Il Mostro è tornato: Ecco il suo

     Volto

    Benvenuti nel Quarto Reich. Il Mostro è tornato: Ecco il suo Volto

    Giovedì, Ottobre 25th/ 2012 – di Sergio Basile – Quarto reich / Benvenuti / Spread / unione Bancaria / Eurozona / Accentramento Bancario / Spread / Rating / Procura di Trani / Mario Monti / Angela Merkel / Mario Draghi / BCE / Merrill Lynch / Klaus Regling / Quanto Reich / ESM / MES / Fondo […]

    Luoghi comuni sull’Austerity – L’analisi del Professor Giavazzi sul Governo Monti

    Luoghi comuni sull’Austerity – L’analisi del Professor Giavazzi sul Governo Monti

    Mercoledì, ottobre 17th/ 2012  – di Silvia Laporta – Italia / Francesco Giavazzi / Mario Monti / governo tecnico / analisi economica / Università Bocconi / intervista /  tagli alla spesa / spending rewiew / Europa / Pil / Stato Sociale  / Campagna per la legalità economica / Rosario Fiorello  Luoghi comuni sull'Austerity. L'analisi del Professor […]

    Legge di Stabilità – Spaccature tra i Carrozzoni Montiani

    Legge di Stabilità – Spaccature tra i Carrozzoni Montiani

    Martedì, Ottobre 16th/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Legge di Stabilità / Italia / Corrado Passera / Irpef / Iva / Aumento aliquota Iva / Tagli sui trasferimenti regionali / Guido Crosetto / Povertà dilagante / Confcommercio / Mario Mauro / Albertini / Regione Lombardia  Legge di Stabilità – Critiche asprissime anche […]