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    Dialoghi con la Polis 2014 – Due domande a Marco Tarquinio: Grecia e Nuovo Disordine Mondiale

    Domenica, 13 Aprile / 2014

     – L'Editoriale, di Sergio Basile –

    Catanzaro, Dialoghi con la Polis, Marco Tarquinio, Arcivescovo di Catanzaro, Avvenire     

    Impegno politico e comunicazione pubblica tra nuove tecnologie

    ed emergenza educativa. Dialoghi con Marco Tarquinio e…

    Dialoghi con la Polis 2014 – Due domande a Marco 

    Tarquinio: Grecia e Nuovo Disordine Mondiale

    La Grecia ritorna sui mercati. La società contemporanea travolta dal 

    nuovo pensiero unico denunciato da Papa Francesco e da Ratzinger

    nel 1997. Ne abbiamo parlato con il direttore di Avvenire 

     

    L'Editoriale, di Sergio Basile

    Catanzaro - Dialoghi con la Polis 2014 - Due domande a Marco Tarquinio - Grecia, Nuovo Disordine Mondiale

     Catanzaro – Dialoghi con la Polis: Impegno politico e comunicazione    

    Catanzaro – di Sergio Basile – Nel capoluogo calabrese, presso il palazzo della Provincia, lo scorso venerdì 11 aprile – alle ore 20,00 – si è concluso il ciclo di incontri “Dialoghi con la Polis 2014”, promosso dall’Arcivescovo di Catanzaro-Squillace, Mons. Vincenzo Bertolone,  in occasione dell'anno pastorale dedicato alle opere di misericordia. "Il fine degli incontri – ha ribadito Bertolone – è stato quello di coinvolgere la comunità ecclesiale, laica e religiosa, in un percorso di rinnovamento, aggiornamento e confronto su tematiche di grande attualità".  L'ultimo convegno della stagione, dal titolo “Rendere ragione della propria speranza. Impegno politico e comunicazione pubblica tra nuove tecnologie e emergenza educativa” – moderato dal prof. Antonio Viscomi: ordinario in Diritto del Lavoro presso l'Università Magna Grecia di Catanzaro – ha visto tra gli altri la partecipazione del direttore di “Avvenire”, Marco Tarquinio, in qualità di ospite d'onore della serata.

     Tre parole chiave                                                                                                        

    Tre le parole chiave del convegno: “comunicazione”; "impegno (politico ed etico)" e "trasparenza" (nell'informazione) in un mondo, come quello del giornalismo odierno, sovente nell'occhio del ciclone ed accusato (non a torto, e come ammesso, sia pur con vena ironica, dallo stesso Tarquinio) "di non fornire un'informazione trasparente e obiettiva". Come dargli torto? D'altra parte il direttore di Avvenire, da oltre trent'anni sulla scena, è sicuramente un personaggio che in merito ha, ed avrebbe, tanto da dire…

     Marco Tarquinio – L'ultimo erede                                                                        

    Ma chi è Marco Tarquinio? Vediamo: direttore di "Avvenire" dal 2009, il giornalista – classe '58, sposato e padre di due figlie – è oggi a capo del principale quotidiano d'ispirazione cattolica, anche se non legato direttamente alla Santa Sede. Avvenire fu fondato nel 1968 a Milano e "fu pensato e voluto – come ricordato dallo stesso direttore – direttamente da Papa Paolo VI". "Il pontefice – spiega – lo volle quale strumento di evangelizzazione e di dialogo con il mondo moderno e quindi di missione, in considerazione al repentino evolversi dei tempi". "Mai un Papa – come ricorda il collega Francesco Ognibene – aveva partecipato con tanta solle­citudine alle vicende di un giornale, che non fos­se L’Osservatore Romano" (fonte: Avvenire, Cfr.: "Avvenire, il sogno di Paolo VI", 25 marzo 2014(1 – vedi nota in basso)

     Marco Tarquinio – Il personaggio                                                                         

    Un curriculum niente male quello del direttore, folignese di nascita e assisano d'adozione: oltre trent'anni di carriera, percorso iniziato dalle colonne de "La Voce", settimanale cattolico umbro, del quale rivendica con orgoglio l'appartenenza storica. Poi l'esperienza con il "Corriere dell'Umbria" (dal 1983) e il passaggio alla sede centrale romana de "La Gazzetta" (1988). Poi sarà la volta de "Il Tempo di Roma" (1990) e così via, fino ad approdare alla direzione di Avvenire: prestigioso traguardo giunto dopo le chiacchierate ed improvvise dimissioni di Dino Boffo, in reazione – almeno questa fu la versione ufficiale – all'infondata campagna di stampa scatenata contro quest'ultimo (vedi qui – 2 – vedi nota in basso) Un contributo importante all'ascesa di Tarquinio fu senza dubbio la nomina decisa da Benedetto VXI, in data 13 dicembre 2011, a consultore del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali (3 – vedi nota in basso). Numerosi anche i riconoscimenti, tra i quali il "Premio Penna d'Oro" (Sanremo); il "Premio Volpini"(Pesaro-Urbino-Fano) e – tra gli ultimi – il "Premio Fregene" per il giornalismo (2011) e il "Premio Renzo Foa" (2012). Inquadrato il personaggio, veniamo al nocciolo dei "dialoghi catanzaresi".

     L'invito di Tarquinio e la denuncia di Papa Francesco                                 

    Tra i passaggi più interessanti della serata, sicuramente l'invito del direttore – rivolto specialmente ai cattolici – ad una maggiore partecipazione al dibattito politico, "a maggior ragione – nota Tarquinio – in una terra come la Calabria, traviata da annosi problemi, tra i quali quello della criminalità organizzata". Ma sullo sfondo del dibattito, quasi assunta a cornice ideale, non potevamo fare a meno di  riportare ed attualizzare la netta denuncia di Papa Francesco, giunta negli ultimi giorni (4 – vedi nota in basso) e afferente alla nube che oggi s'insinua sull'intero globo e sulla nostra Europa dei popoli, minacciando il cielo delle nostre stesse coscienze: "l'asfissiante dittatura del pensiero unico". Notizia ripresa proprio da "Avvenire" nell'editoriale di fondo di Venerdì 11 aprile, firmato dalla pregevole mano dell'articolista Marina Corradi. Ma che gradita "combinazione!"

     2 domande a Tarquinio: Nuovo Dis-Ordine Mondiale e Caso Grecia     

    Vista la portata del tema affrontato – per il vero passato in sordina presso numerosi quotidiani di "regime" – non potevamo perdere l'occasione per porre al direttore Tarquinio, negli ultimi scampoli di tempo rimasti a margine del suo lungo intervento, due domande attinenti proprio a questo poco indagato "malessere" dei tempi moderni: 1) la sua personale visione su questo misterioso (per usare un eufemismo) "Nuovo Ordine", prendendo a spunto proprio l'articolo della Corradi, di cui sopra; 2) l'attualizzazione pratica di questo modello – o "Nuovo Dis-Ordine" – applicato sistematicamente, e quasi come se si trattasse di un esperimento chimico di uno scienziato pazzo, alla GreciaLa prima vittima sacrificale dello spread e del rating; dell'euro e più in generale della diabolica moneta-debito gettata senza pietà sulle spalle dei popoli (vedi qui – Legittimazione di uno Strumento di Dominio Mondiale – Nota 5 ). In quest'ultimo caso lo spunto ci è stato (provvidenzialmente) fornito ancora una volta da "Avvenire" che proprio in ben tre articoli – tra Pag. 4 e Pag. 5 di Venerdì 11 Aprile – salutava il ritorno della Grecia sui mercati internazionali, dopo oltre quattro anni di assenza, come un fatto confortante ed incentrato sull'accomodante espressione "fiducia dei mercati". Ma andiamo per ordine.

     La prima domanda a Tarquinio – Un parere sul "Nuovo Ordine"            

    La prima domanda al direttore di "Avvenire" è stata preceduta da una breve introduzione ambientale: "Egregio direttore… parliamo di un particolare fenomeno sociale, di un humus ideologico che in molti – noi tra questi – pongono da anni a perno dell'attuale deriva sociale, che dall'economia alla finanza, dalla letteratura alla politica, dall'intrattenimento alla moda e alla famiglia, sta letteralmente travolgendo l'uomo del terzo millennio, rappresentando, senza se e senza ma, la più robusta spallata della storia portata contro l'intera societò, contro la cristianità e contro l'uomo. Parliamo di quell'ideologia modernista, progressista e globalizzante innalzata a religione che oggi passa dietro l'espressione di "Nuovo Ordine Mondiale"(6 – vedi nota in basso).

     Ratzinger e il libro-denuncia di Mons. Michel Schooyans                         

    Abbiamo poi rammentato a Tarquinio – in quanto profondo e diretto conoscitore di Benedetto XVI – come lo stesso Papa Emerito – nonché probabilmente il più grande intellettuale vivente – nel 1997, nel preambolo all'opera "Nuovo Disordine Mondiale. La Grande trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell'umanità" di Mons. Michel Schooyans (7 – vedi nota in basso) osò rappresentare questo nuovo "caos mondialista programmato " come la più grande bugia della storia, capace di minare le basi stesse del cristianesimo e della famiglia umana". Abbiamo ricordato inoltre un altro piccolo aneddoto: cioè come il libro-denuncia fosse oggi curiosamente introvabile in qualsiasi libreria italiana e negli stessi cataloghi on-line… Ma prima di andare oltre, ci scuserete l'apertura di una piccola – ma doverosa – parentesi in merito.

     Il Nuovo Disordine Mondiale nell'accorata denuncia di Ratzinger          

    Così, nel 1997, l'allora cardinal Ratzinger fotografava l'inquietante realtà in rapido divenire (Joseph Ratzinger – Introduzione al libro di mons. Michel Schooyans – "Nuovo Disordine Mondiale", San Paolo Edizioni, 2000 – intro scritta a Roma il 25 aprile 1997vedendo proprio nell'era dell'occultamento dell'imagine di Dio (il Settecento dei lumi e degli "Illuminati") l'origine del male medesimo. "Sin dagli inizi dell’Illuminismo – nota Ratzinger –  la fede nel progresso ha sempre messo da parte l’escatologia cristiana, finendo di fatto per sostituirla completamenteLa promessa di felicità non è più legata all’aldilà, bensì a questo mondoEmblematico della tendenza dell’uomo moderno è l’atteggiamento di Albert Camus, il quale alle parole di Cristo “il mio regno non è di questo mondo” oppone con risolutezza l’affermazione “il mio regno è di questo mondo”. Promessa-fede che – a suo giudizio – assunse poi nel XX secolo una "connotazione politica". L'immagine che Ratzinger da del morbo ideologico dilagante è chiara: la politica si sostituisce alla fede nel Dio vivo… Come dire: la falce dell'ideologia tentò – con formidabili risultati – di tagliar le gambe alla fede ed alla teologia cristiana.

     Le due facce del "Nuovo Disordine"                                                                     

    Ratzinger nel libro pone al centro del "mondialismo" dilagante due facce apparentemente contrarie ed opposte ma che lo stesso giudica, a ragione, come parti complementari della stessa medaglia: il liberal-capitalismo (e le sue tradizioni liberali) e il social-comunismo (e le sue teorie marxiste e materialiste, nettamente e – aggiungiamo – letteralmente anti-cristiane). "Questi tentativi – spiega Ratzinger – stanno assumendo una configurazione sempre più definita, che va sotto il nome di Nuovo Ordine Mondiale; trovano espressione sempre più evidente nell’ONU e nelle sue Conferenze internazionali, in particolare quelle del Cairo e di Pechino, che nelle loro proposte di vie per arrivare a condizioni di vita diverse, lasciano trasparire una vera e propria filosofia dell’uomo nuovo e del mondo nuovo (…) che fissa i limiti del benessere (…) senza preoccuparsi minimamente della cura di coloro che non sono più produttivi o che non possono più sperare in una determinata qualità della vita".

     L'imposizione di un modello nichilista innalzato a religione                      

    Un mondo, quello mirabilmente dipindo da Ratzinger, che guarda solo alla produzione e al successo di una ristretta cerchia di eletti, a discapito del resto dell'umanità e della stessa donna, condannata alla disumanità: "principali ostacoli che si frappongono tra lei (la donna) e la sua autorealizzazione – spiega – sono però la famiglia e la maternità. Per questo, la donna deve essere liberata, in modo particolare, da ciò che la caratterizza, vale a dire dalla sua specificità femminile. Quest’ultima viene chiamata ad annullarsi di fronte ad una “Gender equity and equality” (…). (Cit.: introduzione – "Nuovo Disordine Mondiale"). L'essenza del nuovo ordine mirabilmente catturata da Ratzinger, è dunque l'innalzamento della “filosofia dell’egoismo”  al grado di religione. Il nichilismo contrapposto alla “filosofia dell’amore”. Satana contrapposto a Dio. I testimoni di Satana, contrapposti ai testimoni di Gesù Criso.

     Le armi del cristiano contro il mondialsimo                                                      

    "È a questo punto – nota Ratzinger in un altro passaggio fondamentale – che deve emergere chiaramente ciò che di positivo il cristiano può offrire nella lotta per la storia futura". Egli individua due strumenti da utilizzare in maniera risoluta e consapevole: 1) l'opposizione dell’escatologia all’ideologia (il richiamo alla vita eterna); 2) la coraggiosa denuncia: "È chiaro – ribadisce – che la storia non deve mai essere semplicemente ridotta al silenzio: non è possibile, non è permesso ridurre al silenzio la libertà!". Come dire: non si può tacere dinanzi a tutto ciò!

    Marco Tarquinio - Dialoghi con la Polis

     La risposta di Tarquinio                                                                                   

    Chiusa questa doverosa parentesi, utile a sgombrare il campo da fuorvianti interpretazioni di comodo sul "Nuovo Ordine" e da eventuali battutine ironiche di "critici" e pseudo-giornalisti evidentemente poco attenti a ciò che avviene nel mondo, passiamo ora all'ermetica risposta del direttore Marco Tarquinio. "Nel mondo esistono tante teorie e linee di pensiero pericolose – ha controbbattuto il Direttore – ma l'importante è guardare alla croce di Cristo!". Certo forse un pò troppo sintetica la risposta. Tarquinio ha colto senz'altro l'essenza della "contro-strategia" cristiana, ma sicuramente – per mancanza di tempo, s'intende – non ha fornito altre utili chiavi di lettura personali sulla nuova e distruttiva religione mondialista imperante. Peccato, perchè sarebbe stato davvero interessante ascoltare il parere del direttore del più noto e diffuso quotidiano cattolico. Sarà per la prossima! Ce lo auguriamo davvero!

     La seconda domanda a Tarquinio – Caso Grecia e ritorno sui mercati     

    La seconda domanda – come detto – è stata la naturale continuazione della prima. "La Grecia, dopo quattro anni è tornata a piazzare i suoi titoli del debito pubblico sui mercati a medio termine. Atene ha dato mercoledì sera mandato alle banche per collocare 2,5 miliardi di bond a cinque anni e l'accoglienza degli investitori e dei falchi della finanza è stata entusiastica: ne hanno addirittura offerto 20. Il suo giornale riporta la notizia, tuttavia, con toni quasi trionfali, ma comunque non allarmistici. Leggo testualmente: "Ora tutti vogliono i bond della Grecia!"; e ancora "Greci stremati.. piccoli segnali di ripresa, ma la disoccupazione resta al 27%". Come giudica questa operazione, in considerazione al fatto che gli interessi sul debito pubblico a causa dell'alto spread e del basso rating schizzeranno alle stelle, per la gioia della speculazione internazionale, costringendo a nuovi dolorosissimi sacrifici un popolo (quello greco) già stremato e terzomondializzato?".

     La risposta di Tarquinio                                                                                           

    "Giudico i titoli del debito pubblico uno strumento utile – ha controbattuto in direttore – ma come tutti gli strumenti la bontà degli stessi dipende dall'uso che il governo ne farà! La bontà dell'utilizzo dello strumento dei titoli del debito pubblico dipenderà, pertanto, dal fatto che le risorse che la Grecia acquisirà dal piazzamento sul mercato degli stessi, saranno usate in maniera utile o meno...".

     Titoli del Debito Pubblico, uno strumento utile?                                            

    Beh, dalla risposta parziale di Tarquinio possiamo notare che la sua impostazione economica ricorda molto quella dei docenti dell'Università americana dello Yale, la stessa alla quale attinse il giovane Mario Monti fino al 1981, anno che – dopo il conseguimento della laurea – lo vide protagonista in Italia alla corte dei vari governi succedutisi fino al 2012, in veste di consulente economico e finanziario e di primo supporter della finanziarizzazione dell'economia italiana mediate un iper-ricorso allo strumento del titolo di stato. Peccato per Monti – e soprattutto per gli Italiani – che da quel lontano 1981 in poi il debito pubblico sarebbe scoppiato in maniera impressionante ed irrefrenabile, affogando in un mare di debiti l'Italia e gli Italiani: in quell'anno si consumò anche il celeberrimo divorzio tra Tesoro e Banca d'Italia, che con l'asta dei BoT di luglio diede luce verde alla speculazione internazionale. Ma a infondere coraggio, per fortuna, ci pensa sempre "Avvenire" di Venerdì 11 Aprile, che sul taglio medio di Pag 5, riporta un'altra quantomeno "curiosa" dichiarazione della Banca Centrale Europea: "BCE: il peggio è alle spalle. La disoccupzione migliora. "Pronti a misure eccezionali anti-deflazione". Ai governi: ancora necessari interventi di riforma". Bontà loro!

    Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa) 

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     Note / Approfondimenti                                                                                        

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    Legittimazione di uno Strumento di Dominio Mondiale – 4

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Legittimazione di uno Strumento di Dominio Mondiale

    Martedì, Marzo 25th/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Quarta Parte – di Giacinto Auriti  – I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, crollo dell'impero romano, i popoli cristiani erano demonetizzati, i misteriosi signori della moneta, sovranità politica e sovranità monetaria, legittimazione di uno strumento di dominio mondiale, […]

    (6) – Un processo destabilizzante avviato su un nuovo livello programmatico – come sostenuto da "Qui Europa" in altri contesti: vedi qui Un Piano Perseguito da Secoli – a partire dal lontano 1° Maggio 1776, su precisa commissione della famigerata dinastia di banchieri identificati dallo scudo rosso: i Rothschild. Un fenomeno che in Italia conobbe uno dei suoi periodi di maggior penetrazione tra gli anni Sessanta e Settanta, ma che oggi ha trovato – come fatto notare dal sottoscritto allo stesso direttore di "Avvenire", Marco Tarquinio – una sorprendente corrispondenza in tutti i settori sociali ed economici, ben occultata dietro tutte le diverse accezioni del sostantivo "crisi".

    Ecco Perchè L’Europa Rema Contro la Famiglia – Un Piano Perseguito da Secoli

    Ecco Perchè L’Europa Rema Contro la Famiglia – Un Piano Perseguito da Secoli

    Lunedì, 25th Febbraio/ 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Famiglia Tradizionale / Unione Europea / Corte dei diritti umani / Strasburgo / Vienna / Coppie gay / Adozioni / Rispetto diritti umani / Discriminazione ed uguaglianza / Sentenza / Stati europei / Vita / Natura / madre e padre / Sionismo […]

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  • Spread e Unione Bancaria: i Grandi falsari Smascherati dal loro stesso Gioco

    Spread e Unione Bancaria: i Grandi falsari Smascherati dal loro stesso Gioco

    Mercoledì, Ottobre 24th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Spread / unione Bancaria / Eurozona / Renato Brunetta / Accentramento Bancario / Spread / rating / Procura di Trani / Mario Monti / Angela Merkel / Mario Draghi / BCE / Decreto Salva Italia / Decreto Cresci Italia / Recessione / Risparmio delle Famiglie / Mercato primario / Mercato Secondario / Titoli del Debito Pubblico / Bund tedeschi / Consigli europei / Supercommissario Ue / Accentamento totalitaristico / Totalitarismo Ue / Landesbanken / Sparkasse / Suicidi / Gianfranco Camerin / Vittorio Celotto / Giancarlo Mocci / Fondo Salva Stati Permanente / MES / ESM / Sovranità Monetaria / Signoraggio bancario / Euro Zona / Euro / Lira / Stati Uniti d'Europa / Disfacimento degli stati nazionali / Pacchetto Barnier 

    Spread e Unione Bancaria: i Grandi falsari

    smascherati dal loro stesso Gioco

    Ecco perchè rigettare le tre aleatorie componenti dello

    spread e perchè evitare accentramenti bancari.

    L'Europa e l'Italia procedono verso un critico punto di

    "Non ritorno", intanto aumentano suicidi in Italia

    tra disoccupati e imprenditori sull'orlo del fallimento

    Gli errori nell'analisi di Renato Brunetta nella controanalisi 

    dell'Osservatorio "Qui Europa"

    Roma, Berlino, Bruxelles, Francoforte – Il "Gran Maestro" dell'iperliberismo, Sua Maestà Mario Monti, negli ultimi 12 mesi ha partecipato a ben 4  inutili  Consigli europei: il primo è stato quello dell'8-9 dicembre 2011; poi è stata la volta dell'incontro pre primaverile del dell'1-2 marzo 2012; quello pre estivo del 28-29 giugno ed ora quello autunnale del 18 e 19 ottobre. Tutti protesi alla creazione dell'euro-mostro unitario (gli Stati uniti d'Europa) e al disfacimento degli stati nazionali. ovviamente!

     Ammazza italia  e Recessitalia – i primi "assi" di Monti 

    L'inutilità (e la dannosità) alla causa nazionale è sotto gli occhi di tutti! Ricordate il "Salva Italia"? Doveva servire ad abbassare il famigerato e mitico spread, "raffreddando" i mercati. La storiella ufficiale, almeno, narra così! Ma misteriosamente il dio pagano dello spread dopo il varo dell'Ammazza-Italia (decreto che iniziò a imbrigliare in una asfissiante camicia di forza la macchina statale degli investimenti) s'arrabbiò facendo lievitare lo spread da 368 punti base a 444 in soli due giorni, come CI ricorda "Il Giornale" di ieri. Dopodicché in concomitanza al secondo suddetto euro-meeting, fu la volta dell'altro blasfemo e sarcastico (almeno nel nome) decreto battezzato beffardamente "Cresci Italia". Ma di crescita neanche l'ombra. Il "Cresci Italia" divenne ben presto il "RecessItalia", e la settima potenza economica al mondo raggiunse ben presto livelli di crescita simili a quelli dei più arretrati stati africani. Anche in questo caso la farsa spread tornò a ripetersi, con perentori cali seguiti da rapide impennate. Il 27 giugno la Camera (del partito unico A,B,C) approvò, con il voto dell'ennesima "fiducia", la riforma del mercato del lavoro gettando al vento diversi decenni di conquiste sociali e di dure lotte sindacali. Tutto in fumo in pochi minuti. Ma questo (come ovvio che fosse) non servì a placare l'ira delle "divinità di cartapesta" del mercato. Lo spread salì addirittura quasi verso quota 500.

     L'italia della Recessione e dei Suicidi 

    Ma intanto l'Italia sprofondava nella recessione e la notizia dei suicidi di imprenditori italiani saliva alla ribalta delle cronache giornalistiche sui tabloid e quotidiani internazionali. Per la cronaca, se ne sono registrati altri tre solo nelle ultime ore nel trevigiano, un imprenditore e due disoccupati vittime della depressione, tutti morti impiccati: Gianfranco Camerin (disoccupato di 58 anni – Santo Stefano di Pinidello, Cordignano); Vittorio Celotto (Imprenditore di 62 anni – titolare della ditta Old Beton di Susegana, azienda operante nel settore della ghiaia) e Giancarlo Mocci (disoccupato di 48 anni – Treviso, quartiere Ghirada).

     I grandi Falsari Smascherati dal loro stesso gioco 

    Ma, per contro, tuttavia, è davvero curioso constatare come il nulla di fatto portato a casa da Monti lo scorso 19 ottobre, in Europa, non abbia sortito alcun effetto sullo spread, questo volta fermatosi a quota 318 punti. Segno che – come nota lo stesso Giornale – dimostra come tra i fondamentali dell'economial'andamento degli spread non ci sia nessuna correlazione. Chi sostiene il contrario dice il falso! E' tutta una grossa balla! Un complotto mercatista.

     Le tre presunte e aleatorie componenti dello spread 

    Lo spread d'altra parte  – come notato nelle ultime ore anche dall'ex ministro Renato Brunetta – si compone di 3 variabili: 1) merito di credito dei Paesi; 2) rischio di implosione della moneta unica; 3) effetto fuga degli investitori verso il Bund tedesco. Ma a ben vedere, non possiamo che contestare almeno i 2/3 di tali parametri adottati come Vangelo dai nostri politici e giornalisti filo-mercatisti. 1) Il merito di credito dei paesi non è stato mai davvero considerato: la Procura di Trani – d'altronde – lo riconobbe chiaramente nelle indagini condotte sulle agenzie di rating, indicate quali responsabli di declassamenti iniqui e fraudolenti. Esse infatti declasssarono – in favore della speculazione internazionale e della svendita dell'Italia che sarebbe seguita da lì a poco – il bel Paese quando esso godeva di fondamentali economici di prima grandezza, tra i quali spiccavano un robustissimo tasso medio di risparmio delle famiglie; una robustissima riserva aurea (la terza del mondo) ed un bassissimo debito privato d'impresa (soli 40 miliardi dieuro, contro gli 8000 miliardi di euro del debito privato d'impresa francese: il 2° migliore d'Europa, quello italiano, dopo quello tedesco). 2) Quanto all'altro parametro di riferimento,cioè il rischio d'implosione dell'euro, esso dovrebbe considerarsi un merito, e non un demerito: lo dimostra il fatto che il debito è ingenerato proprio dall'adesione dell'Italia alla moneta unica, mediante i fenomeni del signoraggio bancario e del sistema di regolamentazione interbancaria "Target 2" (vedi approfondimento in allegato). Pertanto allontanarsi dall'Eurozona – se questo non fosse un complotto (qual è in realtà secondo la nostra tesi) – dovrebbe essere una nota di merito e non di demerito. Non trovate?

     Lo stratagemma delle banche tedesche per mettere in crisi i Piigs 

    Ma il vero motivo del contendere che sta innescando questa perversa spirale debitoria, accanto al fenomeno degli spread (che riguarda come noto il cosiddetto "mercato secondario") si manifesta in tutto il suo potenziale speculativo e distruttivo fin dal mercato primario, quello delle cosiddette aste (che vere aste in effetti non sono) della BCE. Nei primi mesi del 2011, i rendimenti dei titoli del debito pubblico tedeschi (famosi bund)  erano su una curva ascendente, in virtù – sostanzialmente – di tre elementi: 1) l'elevato rischio da speculazione finanziaria imputato alle banche tedesche; 2) il dubbio valore dei titoli tossici in portafoglio; 3) le perdite sui titoli greci nei portafogli delle stesse banche tedesche. Tale situazione, evidentemente, avrebbe dovuto ingenerare la crisi dell'economia tedesca: travolta dagli squilibri finanziari interni al settore bancario. Ma ciò non è mai avvenuto, come mai? Semplice! I rischi sono stati gettati sui Paesi Piigs (tra i quali l'Italia) ad opera delle stesse banche tedesche, attraverso una massiccia vendita degli stessi titoli del debito sovrano di tali Paesi (specie titoli greci e BTP ialiani) sul mercato secondario, quello cioè apeto alla speculazione privata. Ciò al fine di aumentarne i rendimenti sul mercato primario e lo spread. Un aumento spropositato delle vendite dei titoli suddetti sul secondario è stato in parte letto dai mercati come una mancanza di fiducia degli operatori finanziari verso Paesi sovrani (si fa per dire) come Italia e Grecia. 

     La complicità dell'Unione europea 

    Dunque un altro pezzo di debito nazionale (oltre a quello generato dal signoraggio e alimentato dall'Art. 123 del Trattato di Lisbona) dipende proprio dagli esorbitanti interessi passivi pagati sui titoli del debito pubblico – sottoscritti a banche e speculatori – proprio grazie a questo meschino e perverso meccanismo dello spread, tollerato in maniera scellerata e complice dall'Unione europea (Commissione, Parlamento e Consiglio europeo) soprattutto con l'archiviazione del poco noto "Pacchetto Barnier" Antirating, che lo stesso Parlamento aveva chiesto in tempi non sospetti, senza per altro far riemergere il polverone nei mesi successivi al silenzio tombale stesosi sulla questione. Ma l'Europa dei tecnocrati ora vorrebbe risolvere tutto propinandoci un accentramento bancario da pura dittatura e sotto i soliti diktat (finora seguiti a puntino dal diligente Monti ) di Angela Merkel e dai suoi soci di Berlino, Bruxelles e FrancoforteAnche in questo caso la soluzione sarebbe semplice: vigilanza unica affidata alla Bce, sulle banche di rilevanza sistemica. Esclusi – per volere della Merkel – gli  istituti regionali – le Landesbanken tedesche – e le casse di risparmio, ovvero le celebri Sparkasse tedesche. Proprio gli istituti più incriminati di aver alimentato la speculazione.  E ciò, magari, anche accanto all'istituzione di un "Supercommissario" dotato di totalitaristici poteri di veto sui bilanci nazionali.  Ipotesi nelle ultime ore in parte fugata da Monti. Quasi come se il fascista (o stalinista) MES (Fondo Salva Stati Permanente) non fosse sufficiente già di per sé ad annichilire la capacità di reazione democratica degli europei intrappolati nell'Eurozona.

      L'errore di Brunetta 

    Ma per lo stesso Brunetta, tuttavia, la soluzione della crisi non sarebbe (come logico che fosse)  il naturale e "spontaneo" frutto di una provvidenziale liberazione monetaria (cioè di un'autonomia "monetaria"; di un affrancamento dalla schiavitù dell'euro-trappola); ma bensì l'improbabile ed acerbo frutto di una ulteriore ed assurda accelerazione delle ricapitalizzazioni bancarie dirette delle banche, nonché di un più rapido accentramento bancario.

      Verso un punto di non ritorno? 

    Buoni i presupposti, dunque, caro Brunetta, ma pessimi i suggerimenti e le proiezioni per uscire da questa crisi indotta. Una palude per cittadini ed imprese creata proprio dalle banche che ora si vorrebbero premiare con indegni potenziamenti, accentramenti totalitaristici e legittimazioni gravissime ed inverosimili: ben al di là della soglia del razionale e del cosiddetto viver civile. Ma può la dignità di una vita umana spentasi valere più dell'autonomia e del bilancio di una banca? Può indirettamente essere condizionata dal livello dello spread? Se così continuerà ad essere, ciò equivarrà al raggiungimento di un cruciale e disumano punto do non ritorno per l'intera umanità. I tempi sono maturi e più che mai decisivi, nel bene e nel male.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

    Martedì, Giugno 26th / 2012

    – L'Editoriale, di Sergio Basile –

    Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli del Debito Pubblico / Eurobond / Sistema speculativo / Target2 / Bretton Woods / SEC / Destabilizzazione del Sistema Economico / Creazione di uno stato di Schiavitù / Creazione di uno stato di Schiavitù /  Creazione di una Dittatura tramite il Debito 

    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte

    Ecco perchè il Debito che ci impongono è in

    gran parte illegittimo e non onorabile

    Una Truffa per ingabbiare e schiavizzare i cittadini

    Così l'Euro-Regime ci controlla col Debito

    Schiavi di un Debito Illegale – Seconda Parte – Il Grande Inganno di Mario Monti

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles, Roma – Nella Prima Parte dell'Editoriale sulla fondatezza e legittimità del "Debito" degli stati di Eurolandia (Qui Europa – Giovedì 21 Giugno) abbiamo visto come l’accumularsi del suddetto debito, malgrado le crescenti ed incalzanti chiacchiere e menzogne mediatiche diffuse da un tipo di giornalismo propagandistico e spudoratamente di parte, non sia qualcosa di “naturale” e “legale”, ma bensì sia (in larghissima parte) un qualcosa di costruito  ad arte. Di seguito – Prima di passare alla Terza parte inerente al ruolo del Sistama Bancario nel suo complesso ed inerente al ruolo delle banche centrali con il nuovo sistema "Target2" introdotto dall'Unione europea contestualmente all'adozione dell'Euro – riproponiamo ai nostri lettori una sintesi schematica, su quanto concluso nella "Prima Parte", al fine di migliorarne la comprensione e l'apprendimento.

     Una premessa essenziale – Il Debito è in gran parte  illegale  

    Il “Debito” al quale quotidianamente, ormai da mesi, immoliamo gran parte del nostro lavoro e della nostra ricchezza, è un qualcosa di “indotto”, un raggiro verso i cittadini del Sud-Europa e dell’Italia, perpetrato allo scopo di creare precarietà diffusa ed una becera ed immorale subalternanza classista. In parole povere il debito, che l’Ue e il professor Monti ci dicono di pagare a caro prezzo, è fittizio e proteso a “schiavizzare” i cittadini, imprigionandoli in una gabbia finanziaria sempre più asfissiante. Ciò mediante la cosiddetta "finanziarizzazione dell'economia". Vediamo perché, in questo "Secondo Capitolo", dopo una breve sintesi di quanto detto finora.

      Sintesi 1ª Parte – L’Europa e l’Inganno del Debito  

    Il Grande Inganno di Mario Monti – Schiavi di un Debito Illegale – Seconda Parte

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Gran parte del debito pubblico che stiamo “fingendo” di pagare (e poi vedremo perché ho usato il verbo “fingere”) è come detto nella "Parte Prima" (e come dimostreremo ancor meglio di seguito) dunque, illegale e “non onorabile”. Ciò, come ribadiamo, malgrado la disinformazione sul tema e la gravissima reticenza della stragrande maggioranza dei media nazionali, controllati direttamente dal governo o da grandi lobby e multinazionali in palese conflitto d’interesse, che impediscono di comprendere le vere motivazioni della crisi in atto. Come detto nell’articolo pubblicato su “Qui Europa” lo scorso giovedì 21 giugno, dobbiamo ricordare ai nostri lettori almeno 6 cose.

      1 – Il valore del denaro non equivale  più all’oro  

    Nel 1933 – come spiegato – gli stati del mondo sono andati verso una bancarotta generale e concordata dai leader delle nazioni che azzerrarono i rispettivi debiti a prezzo (di lì a poco) della incontrovertibilità (divieto di cambio) della carta moneta in oro, e della concentrazione dell'oro mondiale (principale bene rifugio) nei caveau degli stessi stati, poi controllato attraverso la nascita della "Bank for International Settlement" (BIS), con sede in Svizzera, a Basilea. Le nazioni divennero in pratica società di diritto privato registrate presso la SEC (Securityand Exchange Commission) di New York. Stesso destino toccò alla "Società Italia" che si trasformò, di fatto, in una “ Società Privata”.

      2 – Il denaro, dal 1944, non vale nulla – È un Semplice Strumento 

    Abbiamo visto, inoltre,  che dopo gli accordi di  Bretton Woods del 1944, con l'incontrovertibilità dei biglietti nel corrispettivo in oro – cioè con il divieto di cambiare una banconota di carta con l’analogo corrispettivo in oro: operazione prima ammessa – la moneta sia diventata una "ricchezza fittizia" contrapposta alla “ricchezza reale”: oro, case, terreni, appartamenti, pietre preziose, ecc.. (cose che invece rappresentano la vera ricchezza, quella – come vedremo – ambita dai furbi del sistema). La moneta divenne uno strumento di controllo di massa e tale da favorire lo spostamento della ricchezza reale, mediante la creazione di crisi e l’autoalimentazione del debito: per ogni euro che la “privata” BCE emette, come visto, c’è un automatico interesse da pagare.

      3 – Nasce l’Economia della Truffa – I Privati controllano gli stati  

    Abbiamo poi visto come il debito pubblico iniziò a “scoppiare e moltiplicarsi” con la successiva privatizzazione delle banche centrali e contestuale perdita della sovranità monetaria degli stati: come detto, Bankitalia fu privatizzata nel 1992 grazie al decreto Carli-Amato, che “regalò” – con l’assegnazione del 96% delle azioni – alle banche ed assicurazioni private il controllo dell’istituto un dì responsabile dell’emissione della moneta nazionale, la lira, sottraendo tale “controllo” ai cittadini ed agli organi prima deputati alla salvaguardia della sovranità monetaria degli stati: il Tesoto prima, e la Banca d’Italia poi. In seguito, il potere di batter moneta passò – in un palese disegno di accentramento – nelle mani dei “banchieri privati” della Bce (Banca Centrale Europea, con sede a Francoforte, in Germania). Questa iniziò a “regalare” (attraverso aste fasulle, ed a tassi bassissimi: es.: 1%) gli euro stampati alle banche europee (ovviamente private). Banche private che poi ancora oggi, rivendono lo stesso denaro (che dovrebbe essere di proprietà dei cittadini) agli stati europei e quindi ai cittadini a tassi da usura (oggi 6%) con ricavi altissimi (es.: 5% netto) e senza muovere un dito. Con un solo click di un pc. A istituzionalizzare e legalizzare questa vera e propria “truffa”, poi, ci ha pensato l’Ue, con l’Art. 123 del Trattato di Lisbona, che “obbliga gli stati a rifinanziarsi sui mercati internazionali, e presso le banche private”. Cioè gli stati – addirittura – diventano semplici correntisti. Paradossale ma vero!

      4 – L'Arma impropria dei Titoli del Debito Pubblico  

    Lo stesso Mario Monti, come trattato in precedenti articoli, fu consulente di molti governi avvicendatisi negli ultimi decenni in Italia, e fu tra gli artefici della diffusione dei titoli del debito pubblico su larga scala. Come noto tali titoli permisero agli stati di ottenere liquidità da investire nell’economia. Come premio i sottoscrittori (privati e banche) ottenevano a scadenza del titolo, il capitale “prestato” maggiorato di interessi. Tale prassi iniziò ad ingenerare l'impennata del debito pubblico statale e gli interessi passivi a carico dei cittadini crebbero a vista d'occhio (oggi, paghiamo solo di interessi circa 80 miliardi all'anno alle banche private). Oggi, in aggiunta, lo stesso Monti in veste di premier ha di fatto esautorato lo stato italiano, privandolo della facoltà di investire in economia, (Vedi Fiscal Compact) vietando  con la complicità della Germania e dell'Unione europea (con la scusante del controllo sul debito – che lo stesso Monti ha contribuito a creare) il cosiddetto "Deficit Spending": possibilità prima riconosciuta allo stato di investire a debito nell'economia nazionale, per creare e moltiplicare la ricchezza. Funzione attribuita, oggi, al solo capitale privato ed alla speculazione.

      5 – L'Europa nelle grinfie dei Privati – Rating e Spread  

    Come visto, un tempo le agenzie di rating (agenzie private controllate da lobby) giudicavano la “salute” delle sole società private. Successivamente i politici europei le legittimarono a “giudicare” anche gli stati sovrani, causando una nuova esplosione del debito pubblico degli stati (non più sovrani, ma trattati come semplici società, o meglio, come burattini). Ciò fu “favorito” dall’euro: la moneta comune permise di mettere in paragone economie differenti della stessa Ue e di far esplodere il cosiddetto spread, favorendo l'esplodere la speculazione. Il meccanismo fu incentivato proprio dagli attacchi delle famigerate agenzie di rating. Ecco un piccolo esempio: il declassamento di uno stato come l’Italia (declassamento – come visto nei precedenti articoli – improprio e pretestuoso) rispetto alla Germania  implica un aumento del differenziale d’interesse tra titoli (spread). Tale "declassamento", cioè, implica l’aumento del differenziale (espresso in punti: come accade per un termometro che misura il livello della febbre) tra gli interessi sui titoli pubblici italiani, rispetto a quelli tedeschi. Risultati? Sette  almeno, e tutti distruttivi:

     6 – Effetti disastrosi dello Spread sull'Economia Reale  

    Spread – La Bestia è libera e vuol divorare l’Italia e l’Eurozona

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    A) Aumentano di Miliardi gli Interessi sul Debito da pagare 

     A carico dei cittadini e a vantaggio di chi sottoscrive (anche a speculatori, dunque) i titoli italiani: oggi – come detto – paghiamo ogni anno alle banche private circa 80 miliardi (l'equivalente del valore di due manovre finanziarie);

    B) Aumenta la Tassazione  

    Aumentano le trattenute statali, le accise sul carburante, le tasse e le imposte da pagare, sulle spalle dei cittadini;

    C) Aumentano i Ricavi degli Speculatori  

    Aumentano i ricavi della speculazione e delle banche: peggiore è il giudizio delle agenzie sull’Italia, maggiore sarà lo spread, maggiori saranno i ricavi della speculazione.

    D) Destabilizzazione del Sistema economico  

    La ricchezza economica reale, visto l’abbassamento dei consumi e della produzione si riduce, e si crea prima la crisi del sistema e poi la recessione, con contestuale peggioramento della situazione iniziale ed aumento della disoccupazione;

    E) Creazione di uno Stato di Schiavitù  

    Si crea uno stato di gravissima schiavitù reale che impedisce di reagire e di vivere decorosamente, aumentando il controllo da parte delle classi politiche compiacenti e colluse, nonché delle stesse banche. Non va dimenticato, infatti, che in una situazione di crisi la gente ingabbiata dal lavoro e dalle scadenze ha meno tempo per riposarsi, pensare, crescere e cambiare il sistema, che in tal modo si autoconserva e autodifende.  

    F) Spostamento della Ricchezza Reale  

    Spostamento della ricchezza Reale  (non denaro, ma case, terreni, oro, gioielli, pietre preziose, ecc..) o redistribuzione di classe, nelle mani di una ristretta élite di grandi speculatori (grandi gruppi bancari e finanziari) ed impoverimento delle classi medie e basse. Ciò anche attraverso l’impossibilità di pagare i debiti (es.: mutui casa) in corso visto l'altissimo livello raggiunto dal cuneo fiscale. Tali beni sono dunque soggetti a pignoramenti o a processi di svendita (quando i debitori sono semplici cittadini e padri di famiglia); privatizzazione (quando i "cosiddetti" debitori sono gli enti locali); fallimento (quando a non poter onorare più i "debiti" sono le imprese.

    G) Creazione di una Dittatura tramite il Debito 

    Si propagandano false panacee economiche (eurobond, project-bond e Fondo Salva Stati) anziché delegittimare la speculazione e "de-finanziarizzarel'economia" (ad esempio delegittimando le agenzie di rating, impedendo loro di "giudicare arbitrariamente gli stati sovrani) e intanto si procede verso un maggior accentramento del potere (vedi Stati Uniti d'Europa, MES, Fiscal Compact, Two Pack – vedi articoli precedenti) nelle mani di chi ha provocato la crisi, creando una sorta di regime che comprime e controlla sempre più ogni singola libertà dei cittadini, ridotti a mere pedine, meri schiavi obbedienti e muti. Nonché ignoranti, "grazie" alla complicità degli organi d'informazione (o disinformazione) compiacenti. Insomma, è una vera e propria "Truffa Legalizzata". Dunque, finché le banche commercializzeranno “derivati” guadagnando sul nulla (vedi in archivio – operazioni off-shore e depositi over-night); ma soprattutto finché la BCE non comprerà direttamente i titoli del debito pubblico degli stati dell’Ue; oppure finché non si tornerà alla stampa diretta delle monete da parte del Ministero del Tesoro e delle Banche Centrali (a costo zero); finché non si delegittimeranno le agenzie di Rating (ponendo fine alle ingerenze dello spread) o – in ultima ed estrema istanza – non si abbandoni l'euro attraverso un percorso di uscita controllato, la truffa continuerà, e la nostra economia continuerà ad essere basata prevalentemente sul debito inestinguibile ed illusorio, che accumuliano – come visto – addirittura ancor prima di nascere. Pazzesco, ma vero! 

      Riepilogo Conclusioni  Prima Parte 

    1) Il Debito aumenta a discrezione dei privati  

    Il debito Pubblico non l'hanno fatto gli Italiani, ma bensì esso è esploso a causa della "Finanziarizzazione dell'Economia". Il debito non è qualcosa di definito ma aumenta a "volontà" e "assoluta discrezione" dei privati.

    2) Il Debito è in gran parte illegale  

    Il debito – come detto – non è qualcosa di definito ma aumenta a "volontà" e "assoluta discrezione" dei privati, dunque è un circolo vizioso che non avrà mai fine. Dunque esso è in gran parte da considerare come illegale.

    3) Il Debito è in gran parte da considerare come "non onorabile"  

    Essendo sostanzialmente – ed in gran parte – "illegale", esso è ingannevole e pertanto può essere considerato in gran parte "assolutamente non onorabile". Ciò in quanto è in gran parte "non certo" e "non esibibile". E' la Costituzione Democratica e le Leggi della Repubblica Italiana che lo prevedono. Inoltre -come vedremo nel dettaglio, nella successiva Terza Parte di "Schiavi di un Debito Illegale" – il debito pubblico degli stati dell'Eurozona è alimentato in maniera subdola e forzata, grazie alla complicità di un sistema bancario creato ad hoc e grazie al metodo "TARGET 2".

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     Mercoledì 27 Giugno – Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte 

    Ruolo dell'Ue e del Sistema Bancario – TARGET 2