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  • La Campagna Propagandistica dei Padroni d’Europa

    La Campagna Propagandistica dei Padroni d’Europa

    Venerdì,  Giugno 29th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Unione Europea / Bruxelles / Mes / Fiscal Compact / Viviana Reding / Federazione degli Stati Uniti / Stati Uniti d'Europa / Commissione Europea / debito pubblico / bond / Italia / dittatura / Unione Economica e monetaria Europea / Bce / Piigs / Gendarmeria Europea 

    Il vertice a Bruxelles è iniziato: La

    catastrofe MES si abbatte

    sull’Europa

    Intanto la vice-presidente della Commissione Ue,

    Vivian Reding manda messaggi falsi e

    propagandistici ai popoli europei

    Viviane Reding – Vicepresidente della Commissione europea – Tra le artefici della Propaganda del Superstato Ue

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – Ore decisive per il futuro dell'Europa e per la sua involuzione. Ed ecco che la campagna propagandistica dell'Ue, con precisione (però) svizzera, si attiva tempestivamente, e addirittura dalle pagine del "cattolico" – si fa per dire – quotidiano "Avvenire". Dalle colonne del quotidiano di stamane parla nientepopodimenoché il vicepresidente della Commissione Europea Vivian Reding. Ciò mentre i  leader europei, sono riuniti nella capitale belga per sancire il nostro futuro economico, finanziarion e non solo. La Reding  pensa bene allora di mandare un messaggio fasullo; il solito appello ricco di ipocrisie, bugie, castronerie e chi più ne ha più ne metta.

      Gli Usa – Un Modello antistorico ed Improponibile  

    Ma esaminiamola nei passaggi più "fantasiosi". Il vicepresidente esordisce definendo la grave recessione economica come “una crisi di fiducia”, portando ad esempio da seguire per migliorare la situazione europea, guardacaso, la Federazione degli Stati Uniti. Cioè lo stato massonico per eccellenza che esiste sul pianeta Terra! Un modello improponibile quanto antistorico da tutti i punti di vista. "L’Europa, deve seguire il modello di unione fiscale e politica americana, che a partire dal 1970,  a seguito della recessione avvenuta dopo la Guerra d’Indipendenza, permise di ripartire il debito degli Stati ed emettere nuovi bond garantiti dal tesoro americano, che tuttora ne finanziano il dollaro, come il sistema bancario ed economico degli Stati Uniti". Davvero sconcertante: soprattutto se si pensa – come largamente dimostrato da "Qui Europa" – che gran parte di questo debito è fittizio ed atifizioso! Creato dai mercati in complicità con le istituzioni europee e le agenzie di rating.

      L'inaccettabile proposta di chi ha contribuito al disastro del Debito 

    Seconda la Reding, dunque, nei prossimi anni l’Europa dovrebbe arrivare a un risultato simile. Ma è bene ricordare ai nostri lettori che è stata proprio la signora Reding – rimembriamolo con sconcerto – tra le artefici dell'accantonamento del "Pacchetto Barnier" anti-rating presentato alla Commissione europea circa 6 mesi fa, ma completamente ignorato da Manuel Barroso – assente per altri impegni – & Co. Il pacchetto di misure "urgentissime" la cui inattuazione ha permesso alle agenzie di rating di mettere sotto scacco e declassare completamente indisturbate gli stati, ingigantendo "artificialmente" il loro debito pubblico.

      Anziché rinazionalizzare le Banche Centrali …  

    "I leader europei – continua dalle pagine di "Avvenire" la Reding – stanno lavorando a questo progetto con un’autorità di sorveglianza bancaria unica e un sistema europeo di garanzia dei depositi.  Il modo più efficace per arrivarci, sarebbe trasferire alla Banca Centrale europea, le competenze di sorveglianza si tutte le banche rilevanti per il sistema. I trattati attuali lo consentono". Il cammino che si prospetta è chiaro: nei prossimi anni, bisogna arrivare alla costruzione di un’Unione economica e monetaria in una federazione politica forte; passo dopo passo, seguire questo progetto,  per arrivare al raggiungimento del risultato del 2020. Ovvero al predominio della finanza privata (perchè la BCE è controllata di fatto da banche private) anziché la restituzione monetaria agli stati sovrani ed ai popoli.

      Cara Reding, ci vuol tanta faccia tosta!  

    Ci vuol davvero coraggio e tanta faccia tosta! Tanta faccia tosta al fine di indorare e zuccherare un veleno atroce e potentissimo da farci mandar giù con estrema disinvoltura. Farci bere cioè la storia di una provvidenziale confederazione di stati sotto il pieno controllo delle banche (private) e della tecnocrazia illuminata e non eletta; la storiella di  un vero e proprio regime dittatoriale mascherato, quale panacea a tutti i nostri mali. Ma fino a che punto – ci chiediamo – può essere messa alla prova l'intelligenza (o la stupidità) umana?

      Un affronto all'intelligenza umana  

    Vi siete mai chiesti perché l’Italia da uno dei paesi economicamente più floridi si è trasformato in un paese sull’orlo della forte recessione economica, nonché sociale e valoriale? Sono state le politiche di austerity dettate dall’Unione e il suo riflesso sui cittadini; accompagnate dalla fine dello Stato Sociale, che fin dal dopo guerra, si era contraddistinto per aver rappresentato la garanzia di benessere sociale ed economico europeo. Se il Welfare è morto, i trattati appena approvati ossia  il Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità), e quello Coordinazione e governance (TSCG o Fiscal Compact), ne decretano la tumulazione.  La messa  in comune il debito, e l’emissione di nuovi bond, sono la mossa più sbagliata da adottare in questo momento. Certo perché, come vi ripetiamo da tempo, l’emissione di "Nuovo Debito" da destinare ai Piigs, non  è una salvezza, ma il contrario! Certo! Perchè saremo sempre noi a pagare, e perchè il rubinetto del debito è rotto, e qualcuno a Bruxelles ha pensato bene di spanarlo, per farlo defluire a più non posso. Non trovate che sia un vero affronto all'intelligenza umana?

      Un Super-Stato Dittatoriale e non eletto nel cuore dell'Europa  

    Una volta che l’Unione Europea, elargirà un prestito nei confronti, per esempio dell’Italia, come potremmo ripagarlo, se non abbiamo soldi? Saremo costretti a emettere titoli di debito pubblico e quindi farci prestare “gli euro necessari” dalla Banca Europea, a un tasso di interesse altissimo; mentre a loro, quello stesso denaro, è stato fornito a interessi bassissimi, precisamente dell’ 1%. Quindi il debito – come detto e ridetto – continuerà a perpetuarsi all’infinito. Con la creazione degli Stati Uniti d’Europa, saremo obbligati a ripagare questo debito e sottoposti a sanzioni, in caso di remissione. Inoltre avremmo l’obbligo di rimanere nell’Unione Fiscale e Monetaria a vita. E quel che è peggio ci rimarranno anche i nostri figli ed i figli dei nostri figli. Intanto, invece, gli euro-dittatori, godranno di qualsiasi immunità giudiziaria e dell’insidacabilità dei loro documenti.  E saranno anche ben protetti: La Gendarmeria europea (con sede europea a Vicenza, nei pressi dell'altra base Usa di Camp Ederle) riconosciuta in Italia dalla Camera il 14 maggio 2010 (con 442 voti su 442 votanti) assumerà tutte le funzioni delle normali forze dell’ordine (carabinieri e polizia), indagini e arresti compresi. 

      Cosa fare nel concreto?  

    Una catastrofe taciuta da tutti i mezzi di comunicazione, che malgrado il nostro disaccordo, si abbatterà su di noi. Cosa possiamo fare? Mettere sotto pressione i nostri politici e mutare questo sfacelo mandando a casa chi sostiene questo impresentabile governo. Auguri! Ne avremmo davvero bisogno.

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Italia chiama Grecia: Presentato Rapporto Previsionale Ue

    Italia chiama Grecia: Presentato Rapporto Previsionale Ue

    Lunedì, Maggio 14th / 2012  

    – di Sergio Basile –

    Commissione europea / Italia / Bruxelles / Crisi Ue / Commissione agli Affari Economici e Monetari / Olli Rehn / Debito pubblico / Recessione / Crescita / Rapporto sulla crisi / Rapporto debito-Pil / Rapporto previsionale di primavera / Por-Fse 2007-2013 / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Stime  / Tecnocrazia / Nuovo ordine mondiale / Banca Europea degli Investimenti / Bei / Tobin Tax / Project bond / Banche / Interessi sul debito

    Commissione Ue – Rehn  presenta il Rapporto

    Previsionale di Primavera sull'Italia 

    Tutti pronti ad andare in Grecia!

    Bruxelles – Stamane, il vicepresidente della Commissione Ue, Olli Rehn in una conferenza stampa, ha reso noto il quadro economico previsionale di primavera del suo esecutivo, evidenziando per l’Italia nel 2012 un – aggiungiamo ovvio – peggioramento della crescita: le nuove stime economiche della Ue prevederebbero per l’anno in corso una diminuzione del Pil pari all'1,4%, contro il -1,3% previsto a febbraio. Migliorerebbe, allo stesso tempo – nota il Commissario agli Affari Economici e Monetari – il rapporto deficit/pil, con ulteriori cali a -2% nel 2012 ed a  -1,1% nel 2013. Ma francamente, questo, oltre ad essere un dato non rapportabile all'entità dei sacrifici e alla macelleria sociale fatta fino ad oggi in Italia, ci sembra un dato davvero irrisorio. Un dato che non sta minimamente in piedi, dal momento che l’ultima finanziaria varata non è servita neppure a pagare gli interessi sul debito pubblico da corrispondere alle banche: attestatisi, quest'anno, a circa 80 miliardi di euro. Ma questo elemento non sembra rientrare nel rapporto della Commissione, né tantomeno negli appunti privati di mister Rehn, che – usando toni fin troppo entusiastici – ha “profetizzato” che la ripresa ci sarà comunque l’anno prossimo, con un aumento dello 0,4% del Pil, rispetto allo 0,5% previsto dal governo. Questo, senza però dire che l’anno prossimo dovranno essere corrisposti alle banche interessi sul debito ancora più cospicui. No comment!

      Un pareggio di Bilancio insensato e sanguinoso  

    L'Italia inoltre – secondo l’ottimista supercommissario – raggiungerà nel 2013 il pareggio di bilancio in termini strutturali  “grazie alla manovra aggiuntiva” che, come dichiarato, sarà pari a oltre mezzo punto del Pil. Ma oggettivamente 1) non ci sono  dati oggettivi per sostenerlo scientificamente; 2) Non servirà pareggiare il bilancio se prima non si provvede a tappare la vasca forata della finanza, inibendo la speculazione internazionale sul debito; 3) Il prezzo da pagare fino all’anno prossimo è e sarà troppo alto. Nei prossimi mesi gli Italiani – se i dati sulla disoccupazione dovessero continuare a restare tali – potrebbero ritrovarsi in massa già in Grecia per le cavanza estive, e senza staccare alcun biglietto aereo. Drammatico!

      Un sospiro di sollievo  

    Ma poi Rehn ha pensato – giustamente – di tirar su l’animo degli Italiani presenti alla conferenza ed incollati ai teleschermi, tirando fuori un altro pò di sana matematica e dichiarando che il Bel Paese sarebbe sulla strada giusta per raggiungere il pareggio strutturale di bilancio, non avendo bisogno (per tal fine) di nuove manovre. Che bello! Un buon giorno si vede dal mattino! Rehn ha inoltre ribadito il fatto che “l’Italia raggiungerà gli obiettivi previsti per il 2013 e che – al netto degli effetti ciclici ed in termini strutturali (che non si capisce bene cosa voglia significare) –  resterà in linea con il Patto di stabilità e crescita”. Ottime notizie – si fa per dire – anche sul debito pubblico:  “esso si attesterà – ha continuato Rehn – al 123,5% del Pil nel 2012 e al 121,8% del Pil nel 2013. Stime queste, in linea con quelle del governo italiano che prevede per il 2012 il 123,4% e per il 2013 un rapporto debito/Pil del 121,6%” . Certo che detto da un ex-collega di Mario Monti (anch’egli rigorosamente non eletto) e con toni simili a quelli usati dal professore (più volte sbugiardato nelle ultime settimane in merito alla crescita ed alla ripresa) è un autentico sospiro di sollievo per tutti gli Italiani!  

      Le impalpabili e leggere previsioni dei nominati  

    Le sibilliache previsioni di Olli Rehn risultano, pertanto – nel concreto – appese e contraddette dal fatto che la disoccupazione continuerà – come visto – inesorabilmente a crescere: l'aumento sarà largamente maggiore dell'1% rispetto al biennio precedente, ed a sostenerlo vi sarebbe anche un intero capitolo della Commissione, dedicato all’Italia ed insito all’interno delle previsioni economiche di primavera. Ciò – detto in altri termini, più realistici e concreti – equivale a riconoscere ufficialmente il fallimento del caro professor Monti e del suo governo di nominati, nonché gli errori (sia pur indiretti, ma evitabili) dello stesso presidente Napolitano, che ha favorito la nomina del membro della Trilaterale (nonché arcinoto profeta di un neo-liberismo estremo) con un tempismo perfetto quanto imbarazzante. Ciò equivale a dire che l'Europa del Sud è sprofondata in una recessione senza fine alla quale, nelle ultime ore, qualcuno vorrebbe rispondere riproponendo con forza l’adozione di project bonds (in pratica nuovi debiti ad interesse per la gioia delle banche, e per finanziare progetti che qualcuno – in seno alle regioni, come visto nell’articolo precedente –  avrebbe dovuto finanziare mediante un equo e puntuale utilizzo dei fondi strutturali 2007/2013). Altre soluzioni paventate stamane nei corridoi della Commissione e dell’Europarlamento, consisterebbero nell’introduzione rapida dell'ormai celeberrima Tobin Tax e nell’aumento di capitale della Banca Europea degli Investimenti (Bei): strumento, si dimentica, totalmente nelle mani della tecnocrazia che ha contribuito a creare tale caos, evidentemente figlio di un “nuovo ordine mondiale” che si sta delineando in maniera sempre più netta, sfacciata e distruttiva.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Paradosso Monti: La crisi è finita! Dalla Cina con stupore

    Paradosso Monti: La crisi è finita! Dalla Cina con stupore

    Martedì, Aprile 3rd / 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Crisi Ue / Esteri / Crisi Eurozona / Cina / Asia / Investitori / Vertice / Mario Monti / Interessi privati / Liberismo / Neo-liberismo / Debito pubblico / Eni / Imprese in crisi / delocalizzazione delle imprese / Svendita dell'Italia / Terra del Gragone / De Tomaspo / Groppo Ferretti / Gruppo Gancia / Picasso / Giovani / Incapacità della classe politica / Media / Apocalisse / Suicidi / Licenziamenti / Tranquillità ostentata / Missione / Appoggio politico  / Leader politici scoppiati  

    Dalla Cina con stupore! Monti: “La crisi è finita!”    

    Il Prof. “regala l’Italia ai Cinesi” ignora

    l’Apocalisse italiana

    Privatizzazioni e liberalizzazioni selvagge:

    continua la svendita dei gioielli di famiglia all'estero

    Addio anche a De Tomaso, Ferretti e Gancia

    Roma, PechinoConclusosi il tour asiatico del Prof. Monti è tempo di bilanci, ma a pesar le parole del “salvatore tecnico” della Patria assieme alle sue azioni, c’è qualcosa che no torna, qualcosa – lo capiranno anche gli Italiani più acerbi e indifferenti alla politica – di estremamente contraddittorio e grave che ci lascia sempre più perplessi, malgrado l’assurdo velo di fiducia e normalità calato da alcuni colossi mediatici nazionali. Qualcosa che oscilla tra il sadico e l’irrispettoso. Infatti il nostro caro professore, partito per la Terra del Dragone – forse sarebbe stato meglio a Lourdes – in cerca di “acquirenti” o “generosi investitori” che come per miracolo “potessero risollevare le sorti economiche di noi Italiani”, ha dipinto un quadretto del Bel Paese ispirato forse a Picasso: strano, fantasioso, irreale, alquanto illogico! “La crisi è finita!”:  ha dichiarato compiaciuto ai leader asiatici presenti.

      Non è un film  

    Allora, come in un film dal finale incerto, noi “divertiti” spettatori italiani avremmo sperato che il protagonista della storia (suo malgrado, e per gentile concessione del neo-regista Giorgio Napolitano) il freddo Prof. Monti-San, d’improvviso si fosse destato dal sogno – abile montatura di un fantasioso direttore artistico – permettendo ai telespettatori di riprendere fiato, ed avesse magari dichiarato tutto il contrario di quanto detto. Cioè che in Italia (fino a qualche tempo fa, la settima economia del mondo ed una delle mete turistiche più ambite) la recessione sta distruggendo, ora dopo ora, l’economia del Paese in una spirale irreversibile; che la disoccupazione sta uccidendo più che la peste nella Milano manzoniana dei monatti, e che gli imprenditori – con grande equilibrio, da Nord sa Sud – si stanno suicidando a dozzine. Cose cioè finora assolutamente impossibili, impensabili fino alla dichiarazione di guerra dei mercati, dello spread e delle agenzie di rating. Ma per il nostro carissimo e beneamato professore (come si è autodefinito di fronte ai colleghi asiatici, dicendo che “oltre ad avere una solida maggioranza politica al suo fianco” gode anche di un “larghissimo consenso pubblico”) tutto procede a gonfie vele: “L’Italia è in ottime mani! Non c’è da preoccuparsi! L’Italia ha imboccato un terreno solido!” Solo per citare alcune delle sue esternazioni  “marziane”. Ma solido per chi? Non ci è dato di saperlo, e non ci è dato di capirlo.

      Liberalizzazioni selvagge e colpe della classe politica italiana   

    E’ il solito politichese di chi vive in un altro mondo, e che purtroppo gode della “stima” di leader politici scoppiati – usando un’espressione cara a Matteo Renzi – “da rottamare”, aggiungiamo – non ce ne voglia Renzi – “da rottamare in massa”. Politici capaci solo di compiacere il loro tecnocrate di turno, chiamato ad ottemperare ad una “fulminea missione tecnica” (o strategica) che – purtroppo – sta assumendo i contorni sempre più chiari della disfatta. E Monti, malgrado una innaturale ostentazione di tranquillità e normalità, lo sa bene. Ma fino a quando potrà continuare questo gioco al massacro? Quali attori politici “credibili” oggi potranno rispondere a quello che quotidianamente la maggioranza degli Italiani onesti si chiede nei mercati, alla fermata dell’autobus,  sui treni e nelle lunghissime code dinnanzi agli uffici di collocamento? Pare davvero nessuno! “La giustizia – come si suol dire –  è dell’altro Mondo”! E questo per ora è ciò che ci conforta.

      La vera risposta alla crisi  

    Forse, tuttavia, l’unica vera “risposta” a tali interrogativi restano i giovani: i disinteressati e puliti giovani, capaci di guardare al futuro con gli occhi consapevoli di chi non crede più al teatrino della politica e crede ancora meno ai trucchi di un libero mercato che oggi ci tradisce con lo spread e col debito,  e domani ci “regala” ai cinesi (che per ora possiedono già il 13% del nostro debito). Mercatismo senza regole e confini che tra poco – magari – regalerà ai nuovi voraci padroni asiatici uno dei nostri gioielli di famiglia più preziosi l’Eni (primo competitor dei colossi energetici cinesi in Africa, nonché uno dei pochi “gioielli di lusso” non ancora svenduti all’estero dall’insana logica neo-liberista) dopo aver perso – di recente – altre tre perle italiane come la casa automobilistica De Tomaso, il Gruppo Ferretti e la casa vinicola Gancia. Ciò fino a quando, magari, non saremo costretti ad alienare anche il 100% della nostra dignità italica. Svegliamoci Ora! Per l’Amor del Cielo!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)