Europa, Qui Europa, Viktor Orban, Ungheria, Josè Manuel Barroso, Unione Europea, Costituzione, Corte costituzionale, presidente commission europea, commissione europea, Consiglio d'Europa, Trattati Ue, Rosario Giglio, Budapest, Reding, lettere amministrative, Congresso ebraico mondiale
Ungheria Vs Commissione: Secondo round
Commissione Ue avvia seconda procedura di infrazione:
tra i punti più caldi, l'indipendenza della Banca Centrale Magiara
Budapest – Congresso Ebraico Mondiale, tra le proteste
Vona: "gli Ungheresi non dovrebbero leccare i piedi degli ebrei sionisti!"
di Rosario Giglio e Sergio Basile
Budapest, Bruxelles – Dopo la riforma approvata l’11 marzo 2013 in Ungheria e la relativa risposta dell’Ue, ora siamo al secondo round di questo scontro politico. Come visto (https://www.quieuropa.it/bruxelles-per-i-media-europeisti-la-difesa-della-democrazia-in-ungheria-fa-rima-con-dittatura/ – vedi allegato) la riforma approvata dal premier ungherese Viktor Orban, non è stata presa di buon grado dall’Unione europea viste le modifiche sostanziali apportate alla Costituzione magiara e – soprattutto – il tentativo di svincolarsi dalla morsa dell'usura internazionale mediante l'affermazione dell'indipendenza della Banca Centrale Ungherese. Dopo il primo botta è risposta, c’è stato un ulteriore passo da parte della Commissione Barroso e nelle scorse ore sono state inviate tre lettere amministrative verso Budapest, in modo da aumentare le pressioni su Orban, dichiarando espressamente come “la Commissione si aspetti che l'Ungheria prenda in debita considerazione il rapporto che questa sta preparando insieme alla commissione Venezia del Consiglio d'Europa, e quello in preparazione all'Europarlamento”. Per la precisione, per seguire il secondo stadio della procedure di infrazione, sono stati inviati due pareri motivati e due lettere amministrative. Siccome è stata applicata una procedura accelerata, ora invece dei classici due mesi, una risposta ungherese è attesa entro un mese.
Indipendenza Banca Centrale Magiara: la spina nel fianco dell'Ue
Per quanto riguarda la questione dell’indipendenza della Banca Centrale Ungherese, invece, la Commissione ha manifestato la propria disponibilità a non proseguire oltre nella procedura, a condizione che l’Ungheria adotti effettivamente le modifiche da quest’ultima prospettate. Una sorta di ultimatum senza condizioni!
Il possibile terzo stadio della procedura
Prima dell’estate, la Vice-presidente Reding convocherà un meeting con il Network dei Presidenti delle Corti Supreme degli Stati membri, dove i rappresentanti ungheresi saranno invitati a spiegare la situazione dell’Ungheria. Se la risposta magiara non sarà di gradimento, la Commissione europea procederà al terzo stadio della procedura d’inchiesta e quindi il governo ungherese potrebbe andare incontro a gravi conseguenze, come previsto dall'attuazione delle disposizioni dell’articolo 7 che limitano anche – addirittura – il diritto di voto in consiglio. Alla faccia dell'indipendenza e della sovranità dei popoli e delle nazioni! Ma il cristiano Orban non sembra intenzionato a mollare. Per fortuna!
Attacchi Esterni – La questione del presunto antisemitismo
Frattanto continuano gli attacchi al fastidioso governo, e proprio ieri l'esecutivo magiaro di Orban è stato invitato a sostenere la propria linea di "tolleranza zero" verso un presunto risveglio di spirali di anti-semitismo nella società ungherese: anche se a ben vedere si tratta di attacchi gratuiti tendenti a minare la credibilità della voglia di cambiamento e liberta della società ungherese. In tal senso Viktor Orban ha ribadito la linea pacifica e tollerante del suo governo, aprendo i lavori del Congresso ebraico mondiale, a Budapest. Nell'occhio del cilone, nello specifico, negli ultimi mesi era finito il partito Jobbik, accusato di posizioni "anti-semite", probabilmente per la sua dichiarata antipatia verso il sionismo ebraico. Per la cronaca va ricordato come oggi l'Ungheria ospiti la prima (a livello numerico) comunità ebraica dell'Europa dell'est, formata da circa 100mila ebrei.
La Denuncia – "Gli Ungheresi non devono leccare i piedi agli Ebrei"
Frattanto, proprio ieri, i leader di Jobbik avevano denunciato il Congresso ebraico mondiale, sostenendo come "la decisione di tenere la riunione in Ungheria sia un'aperta provocazione". Infatti va detto che curiosamente la sessione plenaria del Congresso si sta tenendo fuori da Israele solo per la seconda volta dal 1966. Seplice coincidenza? "Il nostro Paese – ha dichiarato Marton Gyongyosi, deputato di Jobbik – è vittima della sottomissione sionista, una colonia presa di mira dal sionismo dove noi, cittadini locali, giochiamo solo una piccola parte. Solo una dimostrazione di forza è efficace contro l'avanzata sionista". Dal canto suo, il presidente del partito, Gabor Vona, ha rincarato la dose, sostenendo come "gli Ungheresi non dovrebbero leccare i piedi degli ebrei. Ma al contrario – ha aggiunto – I conquistatori, gli investitori e gli espansionisti israeliani dovrebbero cercare un Paese in un'altra parte del mondo perché l'Ungheria non è in vendita".
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Bruxelles – Per i Media europeisti "Democrazia
in Ungheria" fa rima con Dittatura
Campagna mediatica vergognosa contro Viktor Orban
dopo l'approvazione delle riforme costituzionali del
Parlamento ungherese
Dio, Famiglia e Nazione al Centro: L’Ue insorge! Come mai?
di Rosario Giglio
Il "Golpe di Orban" che tanto paura all'Ue
Budapest, Bruxelles – Lo scorso 11 marzo 2013 – come detto – sono state approvate dal Parlamento ungherese tutte le riforme alla Costituzione volute dal premier Viktor Orban. Diverse le manifestazioni contro queste riforme, tra cui quella del 15 marzo, in Ungheria giorno di festa nazionale. "Muore la libertà in Ungheria!". O almeno così dicono Josè Manuel Barroso e l’Unione Europea. A quasi due mesi dalla delicata questione, dunque, torniamo sull'argomento al fine di illustrare un quadro completo delle novità che hanno fatto infuriare l'euro-casta, tutta concentrata a distruggere il senso di nazione, prospettando la nascita degli "Stati Uniti d'Europa" come soluzione finale di una crisi voluta, indotta e supportata ad hoc. Ed al fine di stemperare e far vedere sotto liucre diversa i termini della vergognosa campagna mediatica occidentale levatasi attorno alla figura del coraggioso premier magiaro. Vediamo.
Le Principali Riforme
1) La Corte Costituzionale potrà esaminare cambiamenti della Costituzione solo da un punto di vista formale, non sui contenuti. Oltretutto non potranno più essere richiamate le sentenze della corte stessa emanate prima del 2012; 2) La libertà di opinione verrà limitata se dovesse ferire la "dignità della nazione ungherese". 3) Gli studenti laureati non potranno espatriare subito dopo la laurea per un tempo minimo che va dalla durata del corso di laurea fino a dieci anni, pena il pagamento degli studi superiori sostenuti (tentativo evidente di salvaguardare l'integrità della cultura e delle tradizioni magiare); 4) Nessuno, nemmeno i senzatetto, potranno dormire sul suolo pubblico; 5) I dibattiti elettorali sono vietati su tv e radio private (se vediamo quel che accaduto in Italia durante il ventennio berlusconiano o quel che accade ancora oggi sulle reti pubbliche grazie a profeti pseudo-sinistroidi sedicenti "difensori dei popoli", probabilmente capiamo perchè); 6) Saranno considerate famiglie e avranno diritto ad agevolazioni solamente le coppie sposate con figli. (finalmente un leader che difende la cellula fondamentale della società). Per coppie omosessuali, non sposate o senza figli, nessuna agevolazione. (Ci sembra sacrosanto!) 7) Il vecchio partito comunista è considerato organizzazione criminale. (una netta rottura con la radice dello stalinismo? Probabilmente si!) 8) Tutte le confessioni religiose dovranno essere approvate dal Parlamento: probabilmente un tentativo di limitare la nascita di movimenti settari protesi a destabilizzare la società.
Opinioni europee
Il Commissario per i diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, nelle ultime settimane ha rilascito pesanti dichiarazioni in merito: “La democrazia è in pericolo in Ungheria. Dopo le recenti riforme costituzionali, che non tengono conto dei principi essenziali dei diritti umani, è in pericolo la libertà di espressione, oltre che l'indipendenza del potere giudiziario. Persino la libertà di culto è messa in discussione. Il quadro è molto preoccupante e suscita viva inquietudine”. Il Presidente della Commissione europea, Jose Manuel Barroso, insieme al segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjorn Jagland, hanno emanato un comunicato congiunto nel quale affermavano che “le modifiche della legge fondamentale ungherese sollevano preoccupazioni per quanto riguarda il principio del primato del Diritto, il Diritto dell'Unione europea e lo spirito dei suoi trattati, e le norme del Consiglio d'Europa". Ma finora ad essersi beccati una sflilsa di denuncie per "crimini contro l'umanità" per il "trattamento di favore" riservato ai Greci, sono stati Van Rompuy e il resto dell'eurocasta. Non dimentichiamolo, al fine di dare a tutto il giusto peso e la giusta gradazione di colori, al fine di non abboccare alle solite balle mediatiche che tendono sempre a criminalizzare coloro i quali tentano di prendere le distanze dall'attuale vergognoso status-quo filo-europeista.
Possibili sanzioni Ue e Abolizione del Diritto di Voto in Consiglio
Ora – come noto (?) – l’Ungheria potrebbe essere sottoposta alle disposizioni dell’articolo 7 dei Trattati Ue. Cosa comporterebbe questo? beh, un qualcosa che non ha precedenti storici nel vecchio Continente: la concreta possibilità che al Paese dei Magiari vengano applicate sanzioni economiche e politiche come la sospensione del diritto di voto in Consiglio Ue. La risposta ungherese? Alcuni responsabili della Fidesz (partito di cui il premier Orban fa parte) hanno dichiarato: “E' assurdo pretendere che noi accettiamo ordini dall'estero, che non si facciano nessuna speranza!". Ora ci viene da chiedere: è dittatura quella ungherese o anche quella che impone l’Unione europea? A voi "l’ardua sentenza".
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La Verità sul caso Cipro, Cipro, Nicosia, Furto sui depositi bancari, Unione europea, Target2, Euro, Russia, Bruxelles, Vertice Straordinario, Eurogruppo, Salvataggio dell'euro, Germania, Angela Merkel, Pil, Tassazione sui depositi, Nicos Anastasiades, Presidente di Cipro, Financial Times, Dissoluzione delle nazioni, Stati Uniti d'Europa, Accentramento, Sistema Bancario, Sergio Basile, Qui Europa
La Verità sul Caso Cipro – Un Gioco Sottile
Ecco perchè è ora di Uscire dall'Eurozona e dall'Euro.
Cosa si Nasconde dietro il Furto dei Depositi?
Oggi Vertice Straordinario Ue di "riparazione",
ma la sostanza non cambia!
di Sergio Basile
La verità sul caso Cipro – Un Gioco Sottile
Nicosia, Bruxelles – Nelle ultime ore il cosiddetto accordo europeo per salvare Cipro – dopo la vera e propria rapina in banca perpetrata ai danni dei Ciprioti sabato scorso – si è rivelato un vero e proprio fallimento. Ma il copione è sempre lo stesso: indebolire emotivamente e fattivamente fino all'annientamento gli stati nazionali ed i popoli per indurre 500 milioni di europei a cedere definitivamente la propria sovranità in favore del folle piano di accentramento chiamato "Stati Uniti d'Europa". I tecnocrati intanto si fingono "preoccupati" per le sorti del Paese: ma la loro vera preoccupazione è quella di mantenere "buono" il popolo, cioè di dar la sensazione che quella dei giorni scorsi nelle banche cipriote non sia stata una rapina, ma una "dolorosa necessità". Ma la verità non sta così. Questo è quello che raccontano i falsi TG occidentali asserviti al sistema. In realtà è andata diversamente: il governo, soggiogato dalla Troika (Ue, Bce, Fmi) e dalla Germania aveva annunciato giovedì scorso un "salvataggio delle solite banche" da 17 miliardi, una cifra a conti fatti pari proprio al PIL dell'intero stato. Ma il presunto "deficit" delle masso-mafie bancarie isolane ammonterebbe a circa 136 miliardi di euro: 8 volte la posta.
I Tg reggono il Gioco – "Bisogna Salvare l'Euro!"
I Tg hanno presentato l'operazione come un salvataggio con soldi comunitari, ma la farsa ha assunto contorni ben evidenti quando la solita Germania (il compare "nobile", nonché il palo di turno dell'Ue) ha dato il seguente ultimatum strategico per bocca del suo Cancelliere, Angela Merkel: "o fate un prelievo forzoso dai conti correnti pesantissimo o uscite dall'Euro". Il governo "europeista" di Cipro ha ovviamente scelto ancora una volta di salvare il fallimentare euro a discapito del suo popolo.
Il Furto sui Depositi e la situazione dell'Italia
Quindi dopo la contestatissima e crudele tassa sui depositi, in queste ore la strategia di Bruxelles è quella di ridiscutere in tutta fretta l'accordo, nel tentativo di assecondare i mercati (loro colplici nel genocidio dei popoli e delle nazioni). Intanto il governo di Nicosia ha deciso di correre ai ripari chiudendo le banche, forse temendo un vero e proprio assalto agli sportelli ed un effetto a catena in tutta Europa, con fuga dei capitali all'estero. Secondo il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, l'Italia non dovrebbe subire pari trattamento di Cipro, ma questa innanzitutto non è una certezza, e poi – campanilismi a parte – tutti i popoli europei sono nostri fratelli: come restare indifferenti ai veri e propri crimini perpetrati verso cittadini greci o ciprioti che vivono drammi quotidiani a poche centinaia di chilometri da casa nostra?
L'Ora della Fuga o della Guerra
E' davvero un sistema che non regge più! E' ora di uscire definitivamente dall'Eurozona e dall'euro! Secondo Vegas, "l'Eurogruppo ritiene che i piccoli depositi devono essere trattati diversamente dai grandi depositi e riafferma l'importanza di garantire quelli sotto i 100mila euro. Le autorità cipriote – a suo dire – introdurranno una maggiore progressività nella tassa una tantum rispetto a quanto deciso il 16 marzo, fermo restando il tetto degli introiti stabilito". Ma di questi tecnicismi e di questi linguaggi astrusi e doppi gli europei coscienziosi ed intellettualmente onesti non ne vogliono più sapere. E' ora di finirla definitivamente con queste prese in giro. Qui si rischia la guerra civile, e non ci saranno eurogendfor che tengano se i popoli decidono di controvertire questo inaccettabile status quo.
Sessione Straordinaria a Bruxelles
Intanto a Bruxelles i ministri dell'Eurozona in sessione straordinaria stanno cercando di "rimediare" (si fa per dire) alla contestatissima mossa di sabato, al fine di creare un "giusto" alibi per il governo centrale di Nicosia e per il Parlamento, al fine di convincere quest'ultimo – nella giornata di domani, Mercoledì 20 Marzo – a dare il via libera al cosiddetto salvataggio. Un salvataggio che ha tutto il sapore dell'ennesima beffa, stile Grecia. Infatti analizzando le contromosse di Bruxelles, in effetti non cambia praticamente nulla: per pesare di meno sui piccoli risparmiatori, i Ciprioti non verranno sollevati dal pagamento di nuove tasse, ma dovranno solo scegliere come ridistribuire l' 'una tantum'. Avete capito bene: cambia la forma ma non la sostanza! L'importante, secondo l'Eurogruppo, è che in tutti i casi l'introito previsto (pari a 5,8 miliardi di euro: un'enormità per uno stato così piccolo che conta appena un milione di abitanti) sia versato a suon di lacrime e sangue. L'ipotesi più accreditata è quella di stangare del 15% i conti sopra i 500mila euro, per la maggior parte intestati a cittadini russi. Ma il cancro non si cura con l'aspirina o producendo altri cancri: lo si cura estirpandolo dalla radice. E la radice di tutti i mali si chiama euro. E' ora di tottamare questa follia che crea surplus fittizi in favore della Germania e debito fittizio in seno ad altre particolari economie europee non aventi la struttura economica di Berlino, ma costrette ad un impari confronto grazie al diabolico Sistema Target2 (Vedi il funzionamento nell'articolo in allegato) del quale non parla praticamente nessuno!
La Ragione della Follia
Certo, per capire davvero con chi abbiamo a che fare (qualora ce ne fosse ancora necessità) è curioso vedere come esattamente giovedì scorso, a due giorni dalla "storica rapina in banca da parte dell'Europa delle lobby" il presidente di Cipro, Nicos Anastasiades, aveva dichiarato sul Financial Times che non avrebbe mai permesso ed avallato prelievi forzosi sui conti correnti. Anche – supponiamo – per non mettersi contro gli oligarchi russi che notoriamente detengono i loro depositi presso le banche cipriote. Quindi la soluzione di Nicosia è stata più "democratica": non colpire solo i conti faraonici, ma quelli di tutta la popolazione. Ovvero, massacrare tutti e indistintamente. Idea geniale: specie per compiacere la Merkel, e per farle guadagnare punti agli occhi dell'opinione pubblica tedesca in vista delle prossime elezioni di settembre.
Il Vero scopo di Bruxelles
Ma qual'è l'obiettivo che Bruxelles persegue attraverso questa apparentemente assurda strategia? Il concetto è molto sottile e lo ribadiamo ancora una volta: convincere 500 milioni di europei che la soluzione migliore per tutti, onde evitare il ripetersi di queste oscenità e quella di unire tutte le nazioni in un'unica federazione di stati (Stati Uniti d'Europa). Ma non si ammette una cosa: l'accentramento non è la soluzione, bensì il reale obiettivo perseguito dalla tecnocrazia illuminata e dalle logge europee da decenni, se non da secoli. In realtà, anziché dire a tutti la verità ed ammettere che il Sistema Target2 (vedi articolo in allegato) e l'euro son stati solo due pretesti per annientare le nazioni e creare un unico mostro facilmente controllabile, stanno proponendo ai poveri mortali come panacea ai loro mali, addirittura l'annientamento totale, la resa incontrastata: cioè la rinuncia alla propria cultura nazionale, alle proprie tradizioni, alla propria fede, ai propri principi e alla propria sovranità. E ciò come la migliore soluzione per tutti. Questa signori si chiama follia!
Venerdì, Giugno 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Unione Europea/ Cipro / Nicosia / Crisi / Bailout / Salvataggio Europeo / Atene / Finanza / Economia / Vassos Shiarly / Kornelios Korneliou / Paracadute di salvataggio fittizio / Controinformazione / Qui Europa / Maria Laura Barbuto / sergio Basile […]
Venerdì, Maggio 11th / 2012 – di Franco De Domenico – Europa / Turchia / Cipro / Presidenza Ue / Parlamento Europeo / Allargamento / Nicosia / Ankara / Ingresso nell'Ue / Usa / Ingerenze / Grecia / Eurozona / Ponte tra Europa ed Asia Cipro e Turchia parlano lingue diverse Sulla presidenza […]
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Venerdì, Marzo 8th/ 2013 – L'editoriale di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile – Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Nuovo Ordine Mondiale, Mondialismo, Messia, Capitalismo internazionale, Multiculturaismo, Premio Carlo Magno, Gli Stati uniti e l'Unità Europea, Wiston Crurchill, Loggia B'nai B'rith, Usa, Stati uniti, Teoria delle Razze, Teorie dei […]
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Domenica, Febbraio 24th/ 2013 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Nazioni, Ue, Bruxelles, Accentramento, Parlamento Europeo, Hans Gert Poetterong, Altiero Spinelli, Distruzione degli Stati Nazionali, Massoneria Internazionale, Progetto Mondialista, Nuovo Ordine Mondiale, Mariolina Sattanino, Mondialismo, Carlo De Benedetti, Enzo Moavero, Gianni Pittella, Ferdinando Nelli Feroci, Esercito Comune, Politica Estera Comune, Mani sui popoli europei […]
Mercoledì, Febbraio 20th/ 2013 – di Giuseppe Sacco e Sergio Basile – Euro – Guerra tra Falsari , Ue: Lettera ai Ministri delle Finanze, monete falsificate, Taglio da 2 euro il privilegiato, 531 mila banconote falsificate, misure preventive, Proposte, Commissione Europea, regolamento, autenticazione delle monete, euro, nuove banconote, Mario Draghi, Banda degli Onesti, Monopoli, BCE, Francoforte, Dea […]
Venerdì, Marzo 9th/ 2012 Grecia / Italia / povertà / Unione Europea / Germania / Bce Grecia e Italia (ma non solo) condannati alla povertà? Ue e Bce rinviano il problema, non lo risolvono Roma – Come ha scritto in questi giorni Marcello Veneziani sul Giornale, siamo nel baratro ma con la lode. E come […]
Venerdì, Febbraio 8th/ 2013 – Redazione Qui Europa – La Truffa Bancaria / Schiavi di un Debito Illegale – Le Repubbliche Marinare / Truffa Bancaria / Crisi dell'Eurozona / Crisi del 1929 / Federal Reserve Act / FED / Signoraggio Bancario / Rinascimento / Mercantilismo / Monte dei Paschi di Siena / Casa delle compere / […]
Lunedì, Marzo 11th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile – Italia, Svizzera, germania, Unione europea, Roma, Sistema bancario Enzo Chiesa, Jonella Ligresti, Paolo Ligresti, Manager Bancari, Bpm, Fonsai, Conti Correnti falsi, Buonuscita, Monte dei Paschi di Siena, MPS, Antonio Vigni, Jamie Dimon, JP Morgan, Scandalo balena Bianca, Bob Diamond, Barclays, Alfredo Saenz, […]
Mercoledì, Marzo 6th/ 2013 – di Sergio Basile – Bruxelles, Ecofin, Consiglio europeo, Olli Rehn, Manuel Barroso, Parlamenti, Parlamento europeo, Seduta plenaria dell'Europarlamento, Two Pack, Euro blindato, Stati Uniti d'Europa, Matteo renzi, Kalergi, Paneuropa, Giorgio La Pira, Europeismo lobbistico contemporaneo, Falsi Profesti dell'Europa unità, Romano Prodi, euro Ecofin – Europa verso il Commissariamento dei Bilanci […]
Sabato, Luglio 21th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact e […]
OGM, Bomba ecoogica, Tumoti, Topi, Veleno Verde, Free trade area, Unione europea , Liberismo Ue, Accordo Usa-Ue, State of Union, Commissione europea, Stati Uniti, Barack Obama, Manuel Barroso, Pil europeo, Organismi Geneticamente Modificati
OGM – Accordo Libero scambio Usa-Ue:
Pronti per la bomba ecologica?
Al Via l'intesa tra Obama e Barroso sul mercato
unico Usa-Ue, con il pretesto della lotta alla crisi
Ecco come il Liberismo Ue ci sta portando alla tomba!
Bruxelles, Washington – Un nuovo e temibile pericolo sta per abbattersi sulle sorti dei popoli europei. Nella settimana appena conclusasi – tra i silenzi pressocché totali dell'asservita stampa italiana – il presidente USA Barack Obama, durante il discorso tenuto a Washington DC, lo State of Union, ha annunciato l'intenzione di instaurare un'unione di libero scambio tra Stati Uniti ed UE. ''Annuncio – ha dichiarato Obama – che lanceremo colloqui per creare una partnership transatlantica su commercio e investimenti con l’Ue. L'accordo – ha continuato – può portare a creare milioni di posti di lavoro ben remunerati per gli Americani''. A poche ore da queste dichiarazioni, il presidente della Commissione europea, Manuel Barroso, senza batter ciglio, aveva già tirato le proprie somme, accogliendo festosamente le intenzioni americane e annunciando una prospettiva d'incremento del PIL europeo dello 0,5 %, qualora il piano andasse in porto. Nonostante i ''buoni propositi'' espressi dai grandi capi internazionali, l'apertura di una ''free trade area'' tra i due grandi blocchi comporta numerosi motivi di preoccupazione.
Colonia europea – Un'altro passo strategico di Obama
Il mondo mediatico, come suo solito, ha trattato l'argomento solo superficialmente, sottovalutando la rilevanza della notizia, in quanto, secondo le grandi testate, si tratterebbe, dopotutto, soltanto d'una dichiarazione ufficiosa. Eppure resta il fatto che i rappresentanti politici dei due titanici poli finanziari si siano praticamente già stretti la mano al riguardo. Ebbene, quel misero 0,5%, messo su in quattro e quattr'otto dal presidente Barroso, rappresenterebbe il taglio sui dazi doganali, già di per sè basso, attestabile sul 3%. Ma chi ne usufruirebbe? Non certo le piccole e medie imprese – reale motore propulsivo della ripresa per tutti i popoli europei – bensì, ancora una volta, le grandi multinazionali, principali (se non uniche) interessate a questi accordi planetari, dei quali i singoli contribuenti non sono nè partecipi, nè – a quanto pare – informati. Tuttavia anche le classi meno abbienti risentiranno dell'iniziativa transatlantica, ma in negativo. L'Europa, sugli OGM, tra l'altro, dovrebbe necessariamente adeguarsi al mercato americano, superando l'attuale fase di diffusione "sperimentale" del veleno verde.
OGM – Vogliono innescare la bomba ecologica?
Ma d'altronde, in Europa i semi geneticamente modificati (semi OGM) già proliferano in tutti i consorzi. Secondo un'indagine di mercato posta in essere nello scorso Aprile proprio dall'Osservatorio "Qui Europa" – infatti – su un campione di 10 sacchi di granaglie per la semina, 9 erano OGM. Sapete qual è stata la motivazione dei grossisti e deidettaglianti intervistati? Semplice!
OGM – L'intervista ai gestori dei consorsi agrari
"La produzione OGM costa meno e in periodo di crisi la gente vuol spendere il meno possibile, anche a discapito della stessa qualità e genuinità dei prodotti. Già i costi dell'agricoltura imposti dal sistema sono insostenibili, e le politiche di libero scambio imposte dall'Unione europea degenerano il fenomeno.
OGM Free – Il Pretesto della Crisi per Contaminare tutta la Natura
In effetti – hanno notato molti degli intervistati – le crisi sono il pretesto giusto per far proliferare questi prodotti innuturali e frutto di esperimenti di laboratorio, e per fare – ancora una volta – gli esclusivi interessi delle multinazionali e dei politici che mangiano su questi business alle spalle dei contribuenti e dei nostri figli. Quanto a noi, non resta che chiudere l'attività o adattarci a questo schifo!".
OGM – Non restiamo a guardare, informiamo e protestiamo
Perciò questo vuol dire che già il veleno verde è finito nei nostri piatti e sulle nostre mense con conseguenze devastanti: tumori; mutazioni genetiche sul Dna umano; inibizione della fertilità natutrale dei terreni proliferazione di parassiti inattaccabili e contaminazione dilagante di terreni e corsi d'acqua. In una parola: il completamento di un diabolico piano delle organizzazioni mondialioste e delle logge internazionali contro l'uomo e il Creato. Ovviamente questo nuovo accordo di libero mercato finirebbe per pervertire ancor di più la natura e gli equilibri biologici, mischiando sempre più il nostro DNA con quello di topi, maiali ed altri orrori da laboratorio. Inoltre dovremo abituarci – ed in maniera sempre più selvaggia – a mangiare carni di animali allevati con ormoni della crescita o di pollame trattato con cloro per abbassarne la carica batterica! Con questa le abbiamo sentite veramente tutte. Risulta palese il fatto che dovrebbe essere il mercato americano ad adeguarsi, qualora veramente intenzionato ad esportare questo tipo di prodotti. Le leggi europee e dei singoli governi, invece, sono da oggi nuovamente in discussione, sia in campo alimentare, quanto in quello farmacologico. Il mostro a stelle e strisce ha fatto nuovamente sentire il proprio peso verso il burattino europeo, assicurandosi i prodotti mediterranei senza costi aggiuntivi, e rifilandoci le loro porcherie, garantendo nuovi posti di lavoro per gli americani, nuovi casi di obesità e malessere generale in Europa. Sono politiche di esportazione e di laissez faire che non condividiamo (quale uomo sano di mente lo farebbe?) ribadendo la ferma volontà, da parte nostra, di mantenere vive le nostre tradizioni, continuando a goderci i nostri prodotti – almeno quei pochi rimasti sani – che rappresentano poi quel poco di buono ereditato dai nostri padri. Teniamo a sottolineare, invece, le vere intenzioni del governo americano che, stringendo un'alleanza finanziaria con i paesi UE, affronterebbe con maggiore incisività i mercati asiatici e quelli sudamericani, ormai altamente competitivi e sempre più diffidenti verso il mostro statunitense. A questo punto non ci resta che farci sentire con i nostri eurodeputati, chiedendo loro di difenderci da questo nuovo attacco. Anche se l'Europarlamento, come noto non conta quasi nulla nell'UE. A decidere sono i "non eletti" della Commissione. Questa amici è davvero l'ultima goccia che fa trabboccare il vaso: non ci resta che salvare la pelle ed auspicare una rapidissima uscita da questo manicomio criminale chiamato "Unione Europea". Magari raccogliendo le firme per un referendum, visto che per ora nessun politicante ne parla.
Giovedì, Gennaio 24th/ 2013 – di Sergio Basile – Crimini contro l'umanità / Nobel per la Pace / Denuncia / Quarto reich / Eurozona / Angela Merkel / Manuel Barroso / Christine Lagarde / Wolfgang Schauble / Herman van Rompuy / BCE / Quanto Reich / Troika / FMI / Federazione Europea / Unione europea / […]
Venerdì, Maggio 25th / 2012 – di Mirella Fuccella – Italia / Verona / Agricoltura / Industria / Innovazione / Biotecnologie / Paolo Campostrini / Alberto Ferrarese / Andrea Zerminiani / Metodi naturali di bonifica del territorio / Universitò di verona / Ogm / Primo premio Agristartup / Paolo de Castro / Mario Catania Agricoltura […]
Martedì, Febbraio 21th / 2012 – di Sergio Basile – Commissione Ue / Salute / Francia / Parigi / Agricoltura / Mais transgenico / Rischi / salute / John Dalli / OGM / Mais geneticamente modificato / Mon810 Francia: l’Ue sospenda la coltura del mais transgenico Mon810 Recenti studi ne proverebbero gli alti rischi per […]
Mercoledì, Febbraio 13rd/ 2013 – di Giuseppe Sacco – Carne tossica nei supermercati / Carne contaminata / Carne di Cavallo / Londra / Parigi / Bucarest / Cortisone dannoso all'uomo / Gran Bretagna / Findus / Romania / Francia / Unione europea / Commissione europea / Parlamento europeo / Supermercati di 16 Paesi / Salute umana / […]
Mercoledì, Gennaio 23rd/ 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Unione Europea / Parlamento europeo / Strasburgo / Biopirateria / Proprietà intellettuale / Paesi in via di sviluppo / Proprietà curative delle piante / Oro verde / Multinazionali / Rimedi naturali / Catherine Grèze Ue – Eurocamera contro la Biopirateria: una Risoluzione che convince […]
Giovedì, Gennaio 31th/ 2013 – Mère Agnès-Mariam – Una testimonianza contro le barbarie – Comunicato Stampa – Barbarie e Crimini Contro l'Umanità: L'Imperialismo francese in Africa / Colonialismo / Nuovo Ordine Mondiale / Francia / Onu / Nato / Bugie dei Media / Terrorismo / Signori della Guerra / Cristiani / Alauiti / Salafiti / Imperialismo Usa / […]
Giovedì, Ottobre 25th/ 2012 – di Vincenzo Folino – Commissione europea / Made in Italy / Confindustria / Roberto Snaidero / Marchio di Qualità / Contraffazione / WTO / OMC / World Trade Organization / Morte dell'economia italiana / Cina / Contraffazione / L'Eurodittatura ci toglie anche il Made in Italy Via libera alle merci […]
Sabato, Settembre 22st/ 2012 – di Federica Santoro e Sergio Basile – Europa / Italia / Cina / PAC / Politica Agricola Comunitaria / Paesi del Mediterraneo / Pomodoro / Liberismo / Politiche anti protezionistiche / Romano Prodi / Cirio Bertolli De Rica / Laogai Reasearch Foundation / Lorenzo Barzana / Coldiretti / Schiavi cinesi […]
Venerdì, Marzo 23th / 2012 Europa / Africa / Etiopia / Corno d’Africa / Siccità / Carburante / Profitti / Land Grabbing / Morte / Siccità / Fame / Carestia / Denuncia / Survival International L’Etiopia vende l’Etiopia: l'Europa sta a guardare e pensa ai profitti – "Land grabbing": l'inciucio dei potenti che annienta l'Africa […]
Martedì, Febbraio 21th / 2012 – di Mirella Fuccella – Ue / Agricoltura / Mondo / Sovraffollamento / Risorse / Spreco / De Castro / Egoismo umano / Landgrabbing E’ corsa all’accaparramento delle terre La condivisione dei beni come unica risposta possibile? Bruxelles – Si calcola che nel 2050 sul pianeta terra saremo in nove […]
La Drammatica Testimonianza di un Giovane Cristiano Siriano scampato alla Morte / Pace in Siria / Agenzia Fides / Fides / Movimenti pacifisti / cattolici / Teheran / dialogo nazionale/ Esteri /Guerra / Morti / Vittime / Patriot / Missili / Negoziati di pace / Potenziale militare / Ribelli / Misure difensive / Assad / Erdogan /pretesti per rovesciare governi / Unione europea / Usa / Nato / Onu / Ras al-Ain / Testimonianza di un giovane cristiano / Confine con la Turchia / Eufrate / Siria Orientale / esodo di civili / Hassakè e Kamishly / appello alla comunità internazionale e al Papa / fazioni militari curde e arabe / esercito regolare siriano / residenti di Ras al-Ain / case sequestrate / decenni in pace e fratellanza / cristiani espulsi dalle loro case / 70.000 persone sono fuggite / città fantasma / uccisi perché alawiti / La sorte di un maestro di scuola / Aleppo / Pulizie Etniche ed epurazioni dei "non sunniti"
La Drammatica Testimonianza di un giovane
cristiano siriano scampato alla morte
Un esodo per scampare alla morte. Pulizie etniche
ed epurazioni: altro che "Esercito Libero Siriano".
Una banda di criminali e mercanarti appoggiati
dall'esterno per destabilizzare il Paese
Sanguinosi Raid di elicotteri turchi nel cuore della
notte in territorio siriano
Hassakè, Aleppo (tratto da Agenzia Fides) – "Le minoranze della società siriana, vulnerabili e indifese, vengono schiacciate in un conflitto che cresce di intensità, si caratterizza sempre più come lotta fra fazioni diverse, si colora di settarismo e confessionalismo": è quanto dice, in una nota inviata all’Agenzia Fides, un giovane cristiano, sfollato con la sua famiglia ad Hassake, raccontando l’esperienza della cittadina di Ras al-Ain, cittadina al confine con la Turchia, nell’alta Mesopotamia. La popolazione civile nella zona al di là dell’Eufrate (Siria Orientale), è stata sconvolta dal conflitto che ha provocato un esodo di civili, rifugiatisi soprattutto nelle città di Hassakè e Kamishly.
L'Appello dei Vescovi Locali al Papa
Da lì i Vescovi locali hanno inviato un accorato appello alla comunità internazionale e al Papa, per “evitare la catastrofe umanitaria” (vedi Fides 22 e 23/11/2012). A Ras al-Ain, presa dalle truppe dell’Esercito Libero l’8 novembre scorso, oggi sono in corso scontri tra fazioni militari curde e arabe, in precedenza alleate contro l’esercito regolare siriano, segno del tasso di conflittualità generale che aumenta. Il giovane cristiano, che si professa vicino all’opposizione siriana e chiede l’anonimato per ragioni di sicurezza, spiega in un racconto inviato a Fides la drammatica condizione delle minoranze (arabi, curdi, siriaci, assiri, cristiani) in Mesopotamia.
La drammatica Testimonianza di un giovane cristiano scampato alla morte
“Nel cuore della a notte, alle due dell’8 novembre, i residenti di Ras al-Ain sono stati svegliati dal rumore di esplosioni, di elicotteri e mitragliatrici. Erano i combattenti dell’Esercito Libero e gli elicotteri turchi scesi in territorio siriano, che hanno facilmente conquistato il valico di frontiera e la città. I militari hanno iniziato a sequestrare le case dei civili per usarle come postazioni da combattimento. Tra le case sequestrate, quella di mio nonno, dove c’erano donne, bambini e mia nonna paralizzata. Tutti i civili sono stati espulsi dalle loro case in pigiama, senza poter prendere documenti, soldi o qualsiasi altra cosa. Militari e combattenti sono andati oltre: con una ‘lista nera’, sono andati casa per casa a cercare i loro nemici. Fra questi c’erano i nomi dei capi di famiglie cristiane. Perché?”.
Decenni di Pace e Fratellanza
“Da quanto detto – spiega il giovane – non si deve concludere che il nostro popolo è diviso da odio settario. Senza l'intervento di un vicino di casa della mia famiglia, un musulmano sunnita che ha pregato gli uomini armati di non farci del male, saremmo morti. Siamo salvi e siamo fuggiti. La popolazione di Ras al-Ain, musulmani e cristiani, curdi e arabi, siriaci e assiri, ha vissuto per decenni in pace e fratellanza. Ma ora ci vogliono mettere gli uni contro gli altri. Perché?”.
Cristiani – Gli unici ad essere stati immediatamente espulsi dalle loro case
Il testo prosegue: “A Ras al-Ain, le vittime non erano solo cristiane, ma i cristiani sono stati gli unici ad essere stati immediatamente espulsi dalle loro case, portando i bambini in braccio, messi in fuga per le strade disseminate di cadaveri. Un simile intervento è quello di un esercito di invasori e non di un esercito di liberatori, come si definisce l’Esercito dell’opposizione”.
70.000 persone sono fuggite, per scampare alla morte
La nota giunta a Fides continua: “Curdi, arabi e cristiani, più di 70.000 persone sono fuggite, per la maggior parte verso Hassakè. In poche ore la città si è trasformata in una città fantasma. Gli alawiti hanno avuto la sorte peggiore: uccisi perché alawiti.
La sorte di un maestro di Scuola
Una delle vittime era un maestro di scuola, che ha tanto amato la città e ha istruito per molti anni i ragazzi di tutte le famiglie. Alcuni miliziani lo hanno cercato, preso e ucciso davanti alla moglie e ai figli, che sono stati sequestrati”.
Pulizie Etniche ed epurazioni dei "non sunniti"
Il drammatico racconto conclude: “Oggi le strade sono bloccate. Un bus di linea fra Hassaké e Aleppo è stato fermato e tutti i passeggeri identificati, per eliminare quelli che non sono sunniti. Ma chi ha dato alle milizie l’ordine di uccidere sulla base di criteri religiosi? E anche se il criterio non fosse confessionale, che diritto hanno di uccidere civili innocenti? Il diritto internazionale stabilisce che, anche in guerra, è dovere dei conquistatori garantire la sopravvivenza e i diritti dei civili. Ma questo principio non sembra essere incluso fra quelli che regolano le fazioni militari dei ribelli. Perché? Abbiamo sempre accusato il regime di questi disastri. Ora parliamo dei crimini che abbiamo visto con i nostri occhi, perpetrati dal cosiddetto Esercito libero siriano”. (Agenzia Fides 30/11/2012)
Venerdì, Novembre 30th/ 2012 – di Socorro Gomes e Sergio Basile – L'Appello per la Pace in Siria dei Movimenti pacifisti mondiali laici e cattolici e la Questione Palestinese / Teheran / Socorro Gomes / attivista brasiliano dei movimenti sociali pacifisti / Lakhdar Brahimi / dialogo nazionale/ Esteri / Repubblica Islamica dell'Iran / Partito Comunista Siriano / Ahmar Bagdash / Ali Heidar / ministro per […]
Mercoledì, Novembre 28th/ 2012 – di Sergio Basile – Il Papa invia in Siria il Cardinal Sarah / Missione Speciale / Siria /Italia / Roma / Città del Vaticano / Chiesa / Papa Benedetto XVI / Missione di Pace in Siria / Mario Monti / Cardinal Sarah / Padre Lombardi / Vaticano / Guerra / […]
Martedì, Novembre 27th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Siria, Turchia, Israele: Gli interventisti sono dietro l'angolo / è solo calma apparente / Esteri / Siria / Turchia / Israele / Ankara / Damasco / Teheran / Guerra / Morti / Vittime / Patriot / Missili / Negoziati di pace / Potenziale militare / Ribelli / Misure […]
Martedì, Novembre 27th/ 2012 – di Marinella Correggia – Bombe a grappolo: Human Rights Watch dopo Misurata fa il Bis… in Siria / Gruppi armati anti Assad / Siria / Opposizione Armata / Guerra / Medioriente / Damasco / Assad / Guerra della Nato / Human Rights Watch / Cluster bombs / Bombe a Grappolo / Marinella […]
Giovedì, Novembre 22th/ 2012 – di Sergio Basile – Gaza, Israele e il nocciolo del Problema / Gaza / Israele / Palestina / Sionismo / Usa / Guerra / Noam Chomsky / Norman Finkelstein / Coraggio / Onestà intellettuale / Monte Sinai / Mosé / Dieci Comandamenti / Dio / Gesù Cisto / Sacificio sulla Croce […]
Consiglio europeo / Herman Van Rompuy / Eurobond / Angela Merkel / Unione di bilancio Eurozona / Hollande / Roberto Gualtieri / Bilancio condiviso / Vertici autunnali / Unione europea / Comunità europea / Tregua mercati / Alexis De Tocqueville / La Democrazia in America
Accentramento – Il Pressing di Van Rompuy
per l'Unionedi Bilancio Europeo
Bilancio Unico Ue: un grande passo verso il
totalitarismo?
Ma chi vuole questa unità a prezzo della propria libertà?
I tumulti antieuropeisti in Spagna e Grecia e le perplessitàdi
"Qui Europa" sulle frenetiche manovre dell'euro-casta in
vista dei prossimi "Vetrici Autunnali del "consiglio Ue"
Bruxelles – Bilancio comune nell'Eurozona? Herman Van Rompuy (il Presidente, rigorosamente non eletto ma nominato, del Consiglio europeo) e i suoi collaboratori ci stanno lavorando con frenesia da tempo, nell'ambito dello studio di presunti "progetti panacea"di riforma dell’Ue, per "uscire dalla crisi". Tra le varie "rivoluzioni" in questione quella dell'unificazione dei bilanci dei Paesi Ue in un unico "Bilancio Centrale" sta tenendo banco da più giorni tra gli affollati ed asettici corridoi degli edifici di Bruxelles. Un tassello fondamentale per il progetto di un "Superstato accentratore di ogni potere e prerogativa ex-statale" al quale la tecnocrazia dominante sta lavorando – sotto i nasi e gli occhi velati dalla disinformazione dei cittadini europei – ormai da tempo. Un passo decisivo verso i cosiddetti Stati Uniti d'Europa. Una creatura tentacolare che oggi risveglierebbe senz'altro gli incubi più tordibi e profondi dell'indimenticato autore de "La Democrazia in America", Alexis de Tocqueville.
Bilancio Unico Europeo: un azzardato passo verso gli "Usa d'Europa"
Ancora non sono chiare le modalità di applicazione di questo "presunto bilancio unico", ma stando a quanto riferito dai diplomatici del Consiglio europeo mandati in avanscoperta per misurare la pressione degli Stati, già Francia e Germania sarebbero inclini al progetto: lo sarebbero invero i rispettivi leader (Francoise Hollande ed Angela Merkel) ma meno pare – davvero molto meno – i cittadini dei due stati leader dell'Ue. Ma a ben vedere ci sono fattori interni sia a Berlino che a Parigi che renderebbero l’adesione meno facile di quanto possa apparire. Angela Merkel poi – a suo dire – temerebbe di diventare il "pater familia" dell’Ue anche dal punto di vista economico, cioè quello che paga per tutti. Per ora, però – non dimentichiamolo – in questo discusso modello di "Euro-gabbia", la Germania è il Dominus assoluto dell'Ue: il proverbiale asso piglia tutto. Sul versante Centro-occidentale dell'Europa, in Francia. invece si respira un’aria di dilagante euroscetticismo. Ormai davvero in pochi credono in questo nuovo progetto di Unione europea.
Verso un "Nuovo Leviatano"
Ma come i "padroni dell'Europa" vorrebbero ora superare questi cavilli tecnici e finanziari? Semplice: per Berlino si potrebbero prospettare trasferimenti di fondi finanziari in cambio di riforme economiche, (cioè di tasse e austerity per i cittadini); mentre per Francoise Hollande il bilancio condiviso potrebbe giovare a controbilanciare le spese di austerità, oltre che – sempre secondo quanto asseriscono i tecnocrati di Bruxelles – a diminuire l’intrusione di terzi nei bilanci francesi. Ma evidentemente – ed i cittadini dei rispettivi Paesi lo hanno capito piuttosto bene – sono solo subdole strategie per giustificare ed accellerare la nascita del "Nuovo Leviatano". Una sorta di unico grande mostro che vorrebbe nascere (come una novella Araba Fenice) dalle macerie degli stati nazionali del Vecchio continente. A nostro modestissimo parere – e non solo nostro – questa è una follia pura! Per qualcun'altro invece questa unione forzata sarebbe l'unico modo per uscire dalla crisi, ma in realtà è un ennesimo colpo di teatro, in quanto – come ormai compreso dai nostri lettori – la crisi del debito è stata solo un pretesto strategico per giungere a questa costruzione anti-democratica ed accentratrice. Peccato che nessun "TG ufficiale" vi illustrerà mai tali verità, e vi dirà queste cose.
Miglior interpretazione maschile – L'Oscar 2012 a Van Rompuy
Ma il teatro in queste ore, in Europa, continua alla grande. Per qualcuno si parla addirittura già di Oscar per la migliore interpretazione! Si comprende allora come lunedì scorso Van Rompuy abbia sollecitato i colleghi a “non perdere il senso dell’urgenza”, insomma a non perdere tempo , vista la (provvisoria) tregua dei mercati: i signorotti complici, pretenziosi, viziati e nervosi da non far andare su di giri. Ciò anche in vista del prossimo appuntamento del 18 Ottobre: il primo dei tre decisivi vertici autunnali in programma.
La Dannata fretta di Accentrare
Ma perché questa malcelata fretta se in realtà il progetto è ancora fumoso, da definire, ma soprattutto da approvare? Ci sono ancora molti punti chiave da stabilire come: 1) il numero degli stati che aderiranno; 2) quanto saranno condivisi realmente i rischi; 3) quanto sarà stabilizzante questa presunta coesione; 4) l’entità della differenza tra chi per pagare il proprio debito dovrà compiere ulteriori seri sacrifici e chi invece sarà più facilitato; 5) il ricorso o meno a qualche forma di eurobond: cioè a nuovi ingannevoli strumenti debitori. Pazzesco! Insomma è vero che i mercati non aspettano a lungo, soprattutto da quando questi sono stati equiparati (con una magia degna della miglior Fata Turchina d'annata) a tutti gli effetti al grado di uomini pensanti (paradosso clamoroso del nostro tempo), ma almeno un’idea chiara e precisa sarebbe utile. Utile al nostro Osservatorio per comprendere le tappe e le ulteriori modalità che daranno vita a questa sorta di "Nuovo Reich" filo statunitense. Una sorta di longa-manus degli Stati Uniti d'America e delle logge mondialiste più potenti ed occulte sui popoli e le nazioni del Vecchio (e glorioso) Continente. Un intero continente ridotto a povera ed arrendevole colonia grazie all'ennesimo golpe neoliberista.
Ma chi vuole questo Bilancio Unico?
Roberto Gualtieri, eurodeputato del Pd (che di questo carrozzone è oggi uno dei partiti garanti di prima fascia) che si occupa dei lavori del Consiglio sul futuro dell’Eurozona, nelle score ore ha espresso, tuttavia, i propri dubbi sull'idea del bilancio unico. “Come verrebbe finanziato il bilancio? Quale sarebbe il suo ammontare? Ha domandato il deputato europeo. Tutte questioni cruciali – queste – ancora non discusse. Ma probabilmente la vera questione cruciale è la seguente: se l'anti-europeismo e l'euroscetticismo si allargano a macchia d'olio (e il riacutizzarsi delle proteste di piazza e del caos nelle ultimissime ore in Spagna e Grecia ne sono l'esempio più calzante, sull'onda di una disoccupazione record e di inusuali soglie limite di povertà raggiunte) chi vuole il bilancio unico europeo? Perchè 500 milioni di europei dovrebbero sottostare a decisioni prese da una ristretta cerchia di euro-tecnocrati? Vale la pena continuare a pagare prezzi simili a suon di misure lacrime e sangue? Davvero "no", ci sembra!
Un'Europa Totalitaria speculare alla Germania
Intanto a Berlino, mentre la Germania nicchia (rappresentata dai banchieri e dal gota dell'industria pesante) si dice fiduciosa, le parole dell'ex-cancelliere "teutonico" Helmut Kohl – come visto – sembrano assumere il tono di un monito inquietante, di un oscuro avviso, di una minaccia: “O si europeizza la Germania – ha dichiarato lo statista – o si germanizza l'Europa".
Il fragile filo della pazienza
Lasciando stare il senso collettivo di appartenenza europea – che sembra trasudare solo dalle parole dei rappresentanti politici di questa Ue – e lasciando altresì stare la grande, enorme differenza di culture, lingue, mentalità, abitudini (tutti fattori determinanti e da non sottovalutare in un paventato e siffatto progetto di "omogeneizzazione generale") ciò che lascia maggiormente perplessi è il fatto che l'Europa non sono gli Usa. Le Nazioni europee non sono gli Stati Federali uniti d'America. I due non sono concetti accostabili e biunivocamente corrispondenti. Ma il fattore di maggior perplessità e sconcerto è soprattutto quello che impedisce ai tecnocrati di vedere come il filo della pazienza dei popoli vessati stia ormai per spezzarsi irrimediabilmente. A chi conviene, dunque, continuare a giocare col fuoco?
Giovedì, Giugno 28th / 2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mes / Esm / TSGC / Dittatura europea / Stati Uniti d'Europa / Omertà / Austerity / Bruening / Immunità giudiziaria / Messaggi falsi / Manipolazione / Eurobonds / L’Eurodittatura è alle porte : Trattati Blindati immunità giudiziaria e inviolabilità documentale MES e Fiscal Compact: Non […]
Sabato, Giugno 23th / 2012 – di Mario Luongo – Unione europea / Eurozona / Eurodeputato / Francesco Speroni / Lega Nord / Europa della Libertà e della Democrazia / G20 / Elezioni Grecia / Vertice Villa Madama / Angela Merkel / Mario Monti / Francoisa Hollande / Mariano Rajoy / Giorgio Napolitano / Pierluigi […]
Mercoledì, Giugno 13th / 2012 – di Silvia Laporta – Regno Unito / Consiglio europeo / Unione Bancaria Europea / Unione europea / Opposizione alla modifica dei trattati Ue / Opposizione a Unione Bancaria Europea / Eurozona / Euro / Sterlina / Vantaggi della sterlina / David Cameron / Sovranità Monetaria / Strategia / Indipendenza […]
Martedì, Aprile 17th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / European Stability Mechanism / Crisi / Debito Pubblico / Governatori / Ministri delle Finanze / Mario Monti / Andrea Martellini Meccanismo Europeo di Stabilità: interrogativi ed obiettivi latenti Per i Paesi in difficoltà interviene l’Esm ma prima bisogna versare dolorose quote di […]
Martedì, Marzo 27th / 2012 – di Sergio Basile – Unione Europea / Parlamento europeo / Eurozona / Ocse / Esm / Sme / Fondo Salva Stati / Italia / Debito / Dittatura / Commissione Trilaterale / Bilderberg Club / Mario Monti / Sovranità nazionale / Guerra mondiale / Agenzie di rating / Rating / […]
Mercoledì, Giugno 27th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Unione Europea / Europa / Roma / Stati Uniti d’Europa / Chiesa / Cristianesimo / Cristianità / Radici cristiane europee / Unità politica / Spiritualità / Educazione / Storia / Tradizione / Civiltà / Persona / Società / Bioetica […]
Martedì, Giugno 26th / 2012 – di Silvia Laporta – Italia / Unione europea / Falsa Propaganda / Accentramento / Forum / Università Gregoriana / Coldiretti / Cisl / Confartigianato / Compagnia delle Opere / Stati Uniti d'Europa / Raffaele Bonanni / Grande Fratello / Propaganda mediatica / Appello ai lettori di Qui Europa / […]
Venerdì, Giugno 1st / 2012 – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Bce / Mario Draghi / Audizione / Commissione europea / José Manuel Barroso / Fantasia / Angela Merkel / Debtocracy / Eurobond / Speculazione / Qui Europa / Europa / Controinformazione / Sergio Basile / Olanda / Stati Uniti d'Europa / Piano […]
Martedì, Marzo 13th/ 2012 – di Alessandro Pavanati – Consiglio Ue / Unione politica / Crisi Ue / Copenaghen / Berlino Stati Ue verso l’unione politica europea? Sovranità nazionali sempre più in bilico Ipotesi “Trattato Ue più vincolante”: Westerwelle convoca ministri degli esteri europei Berlino, Bruxelles – Evviva, finalmente ci siamo arrivati: l’unico modo per fare sì […]
Italia / Mario Monti / Crisi economica / Ecofin / Eurogruppo / Schettino / Elezioni politiche / Governo tecnico / banche / debito pubblico / Unione europea / 2013 / Fine mandato Mario Monti
Monti : "Non resterò dopo il 2013"
Le perle di saggezza del professore , in
attesa delle nuove elezioni politiche
Mario Monti – La sua esperienza a Palazzo Chigi dovrebbe finire nel 2012
Roma – Si chiacchiera e si parla in giro di questo strano “nuovo che avanza”. Nuovi progetti per salvare l’euro e nuovi piani per l’economia. Tuttavia queste “novità” e questo clima di curiosità per il cambiamento, sono frutto di macchinazioni politiche, e non di provvedimenti contro la recessione, che continua a dilagare indisturbata. Dopo l’Ecofin, nelle scorse ore, Mario Monti a dichiarato – un pò a sorpresa – che non rimarrà al governo. Il suo mandato di premier e capo del governo tecnico finirà nel 2013, e non è volontà del professore, quella di continuare la “carriera”. Il suo obiettivo, dice, “E’ quello di rimanere Senatore a vita”. D’altronde, chi non vorrebbe esserlo? Con tutte le provvigioni e privilegi che sono dovuti a questa carica, tante volte immeritata, nell'Italia dei favoritismi.
Mario Monti – Fin qui un ottimo bilancio a prescindere
A prescindere dall’abbandono di Monti, che ci strappa un sorriso sulle labbra ma anche un velo di preoccupazione pensando a un suo probabile “degno successore” tra i suoi fedelissimi sostenitori, la situazione politica italiana evidentemente peserà molto sulla schizzofrenia dilagante dei mercati. Monti, prima di levarsi di torno, tuttavia, ne ha combinati di "storici" (distruzioni e sfaceli) ed ancora, molto probabilmente, ne combinerà in Italia e nell'Ue, come ben sappiamo dopo le conclusioni dei vertici europei. Per adesso, la volontà di salvare l’euro (anche a discapito degli Italiani e degli Europei) è chiara, a detta del professore. Intanto, e malgrado la nuova minaccia dello presunto "Scudo Anti-spread", la nave italiana, sta per essere travolta dall’onda anomala del debito, e Monti, capitano della nave, lo sa bene; essendo stato lui uno dei principali responsabili. Ma come Schettino insegna, a un certo punto è meglio abbandonare l'equipaggio, per salvarsi la pellaccia!
Le ultime pillole di saggezza
Ma cosi parla il premier: “Oggi, il peso nel determinare lo spread dipende da quale sarà la capacità di governance dell’Italia: dalle riforme istituzionali, dal comportamento dei partiti. A novembre gli occhi di tutti erano concentrati su quanto questo governo sarebbe riuscito a fare. Quando saremo a gennaio è chiaro che sarà quasi irrilevante quanto questo governo riuscirà a fare e sarà invece dominante il peso della seconda componente”. Forse non rimarrà cosi irrilevante per tutte quelle famiglie colpite dalla crisi e le centinaia di esodati rimasti senza lavoro e tanti ragazzi che hanno perso le speranze per il futuro! Guarda un pò!
Il sogno dell'accentramento
Ma seppur deciso ad andarsene, il premier vuole portare a termine il diabolico progetto degli Stati Uniti d’Europa, prima delle prossime elezioni. “Più si va a fondo per risolvere problemi immediati, più si vede che è difficile farlo senza ulteriori passi verso una nuova integrazione” – blatera il professore e poi aggiunge – Il lavoro svolto dall’Eurogruppo e dall’Ecofin, evidenzia la volontà di fare tutto quello che è necessario, per salvaguardare la nostra moneta e far progredire il progetto politico europeo”. Tra le proposte delineate nell’ultimo vertice europeo, quella di una sorveglianza unificata sulle banche “è tra le più urgenti”. Voi avevate dubbi? Mettiamo in stand by tutte le altre problematiche, cosi tante da poterci scrivere un trattato, perché le povere banche hanno bisogno di noi, e necessitano di un dittatore che le controlli nel modo giusto! Cari cittadini! Ma non è finita mica qui. Nelle ultime ore Monti è stato un fiume in piena: “Per salvare l’Europa ci vuole più Europa”, ha incitato (o minacciato) il premier.. La solita frase retorica, senza un significato concreto; pura propaganda per portare avanti questo progetto liberticida , di cui più volte abbiamo parlato nei dettagli. In realtà per salvare l’Europa, ci vorrebbe tutt’altro. Tanto per cominciare, che economisti sanguisuga come Monti – con tanto di scagnozzi e fedelissimi sostenitori – e tutto il carrozzone dell'euro-casta, se andassero al diavolo!
Mercoledì, Maggio 16th / 2012 – di Silvia Laporta – Italia / Crisi Ue / Crisi agricola / Caduta della domanda agricola / Mezzogiorno / Sicilia / Siracusa / Terra aretusa / Archimede / Proteste / Movimento dei Forconi / Confagricoltura / Ribasso dei consumi agricoli / Massimo Franco / Origini del Movimento dei Forconi […]
Venerdì, Maggio 11th / 2012 – di Franco De Domenico – Europa / Italia / Crisi Ue / Golden Rule / Partito Democratico / Bersani / Equitalia / Befera Dis-Equitalia: Tra molotov, promesse di ripresa e conflitti d'interesse Ci sono proposte, ma il terrorismo avanza Roma – La sinistra "moderata", che in questo momento dà […]
Sabato, Maggio 5th/ 2012 – Di Sergio Basile – Italia / Crisi Ue / Ministro degli Esteri / Giulio Terzi / Diritti / Democrazia / Soprusi / Dittatura / Libertà / Compressione delle libertà umane / Famiglia / infanzia / Ruolo della donna / Minoranze etniche / esodati / Precarietà / Ruolo di madre / […]
Martedì, Giugno 26th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]
Giovedi, Giugno 21th / 2012 – Reportage-Inchiesta, di Sergio Basile e Silvia Laporta – Italia / Eurozona / Tasse / Federalismo / Regione Veneto / Luca Zaia / Debito / Debito pubblico / Crisi / Banche / Miliardi di euro / Unione Europea/ Germania / Spagna / Grecia / imprese / Piigs / Debito illegale / Economia della truffa / Silvia Laporta […]
Mercoledì, Giugno 6th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Italia / Roma / Consiglio dei Ministri / Palazzo Chigi / Moody’s / Agenzie di rating / Libero / Declassamento Italia / Paese a rischio debito / Presidente Bocconi / Consulenze / Procura Trani / Procura Milano / Mario Monti / […]
Lunedì, Maggio 21th / 2012 – di Domenico Apicella – Crisi Ue / Italia / Governo / Imu / ici / Anci / Ifel / Guerra di numeri / Arresti preventivi in Germania / Latitanza sindacale / Allarmismo sociale / Dipartimento delle Finanze / Qui Europa / Francoforte / Attentato Brindisi / Domenico Apicella / […]
Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]
Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]
Giovedì, Luglio 5th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Italia / Mini-Vertice Ue / Roma / Vacanze Romane / Mario Monti / Angela Merkel / Palazzo Madama / Vertice di Bruxelles / Unione Euoropea / Europei di calcio 2012 / Efsf / Fondo Monetario / Fondo Salva Stati / Mes / Diritto del […]
Giovedì, Luglio 5th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Roma / Palazzo Grazioli / Politica / Vertice Pdl / Popolo della Libertà/ Alleanza Nazionale / Unione di Centro / Partito Democratico / Esecutivo / Larga Coalizione / Elezioni Politiche / Primarie / Crisi Economica / Silvio Berlusconi / […]
Mercoledì, Luglio 4th / 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Unione europea / Potere economico e potere politico / Liberismo economico / Diritti sociali / Diritti dell’uomo / Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / Destra europea / CES / Sinistra europea / Sindacati europei / Trattato di Schengen / Partito popolare danese […]
Venerdì, Giugno 29th / 2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta – Parlamento europeo / Bruxelles / Europarlamento / suicidi / Crisi economica / Fine dello Stato sociale / Grecia / Stati Uniti d'Europa / Roberto Bertolini / Madrid / Josè Luis Ayuso Mateos / Organizzazione mondiale della sanità / Commissione All'ambiente / Indifferenza dei media […]
Mercoledì, Giugno 27th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Unione Europea / Europa / Roma / Stati Uniti d’Europa / Chiesa / Cristianesimo / Cristianità / Radici cristiane europee / Unità politica / Spiritualità / Educazione / Storia / Tradizione / Civiltà / Persona / Società / Bioetica […]
Venerdi, Giugno 22th / 2012 – di Federica Santoro e Sergio Basile – Unione europea / Eurozona / Euro / Accentramento / Stati Uniti d'Europa / Walter Laqueur / Nuovi modelli d'integrazione / Trilateral Commission / Bilderberg Club 2012 / Nigel Farage / Herman Van Rompuy / Super-stato Ue fine a se stesso / The Last Days of […]
Sabato, Giugno 2nd / 2012 – di Sergio Basile – Italia / Roma / Parata 2 Giugno / Festa della Repubblica / Demagogia / Retorica / Terremoto in Emilia / Giorgio Napolitano / Renato Schifani / Mario Monti / Roberto Maroni / Disoccupati / Perdita della sovranità nazionale / Perdita della sovranità monetaria / […]
Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Silvia Laporta – Italia / Roma / Sfacelo / Licenziamenti / Recessione / Austerity / Verso la Grecia / Distruzione dell'economia / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Mezzogiorno / Perdita di 130.000 nuovi posti di lavoro Tragedia all'italiana: in fumo nuovi 130mila posti di lavoro L'Italia sempre più […]
Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Sergio Basile – Italia / Crisi Ue / Sovranità popolare / Sovranità monetaria / Sovranità fiscale / Denuncia alla Procura della Repubblica / Costituzione Italiana / Vertici dello stato denunciati / Giorgio Napolitano / Mario Monti / Parlamento / Governo Monti / Paola Musu / Procura di Cagliari […]
Giovedì, Aprile 26th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / politica / Rigore / Fiscal Compact / Germania / Italia / Francia / Olanda / Danimarca / Papa Giovanni Paolo II / Bob Kennedy / Discorso sul Pil / Angela Merkel / francois Hollande / Nicolas Sarkozy / Mario Monti / Geert Widers / Beppe […]
Domenica, Aprile 22th / 2012 – di Mirella Fuccella e Sergio Basile – Italia / Unione europea / Europa / Record / Finanziamento pubblico ai partiti / Casta tecnocratica / Giorgio Napolitano / Modelli europei / Controinformazione / Statistiche / Mirella Fuccella / Sergio Basile / Francia / Germania / Regno Unito / Spagna / Elite politica […]
Martedì, Aprile 3rd / 2012 Italia / Crisi Ue / Esteri / Crisi Eurozona / Cina / Asia / Investitori / Vertice / Mario Monti / Interessi privati / Liberismo / Neo-liberismo / Debito pubblico / Eni / Imprese in crisi / delocalizzazione delle imprese / Svendita dell'Italia / Terra del Gragone / De Tomaspo […]
Venerdì, Febbraio 10th / 2012 Italia / Usa / Crisi Ue / Washington / Monti / Obama / Peterson Institute / Opinione Pubblica / Mercati / Trilateral Commission / Bilderberg Club / Poteri occulti / Tempio pagano finanza Monti-Obama: incontro per la “crescita” o spot neo-liberal? Domani, Monti a Wall Street, nel tempio pagano del […]
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Roma, Berlino, Bruxelles, Francoforte – Stamane è in programma l'ennesimo Euroertice tra i leader dell'Ue, un summit decisivo – tra l'altro – in merito all'entrata in funzione del dittatoriale ed antidemocratico Fondo Salva Stati Permanente (MES o Meccanismo Europeo di Stabilità), al quale abbiamo dedicato molto spazio nelle scorse settimane, illustrandone per filo e per segno tutti i punti più distruttivi ed i lati oscuri. Un Eurovertice, questo, orientato verso l'accelerazione della formazione di un Super-stato europeo che porterà alla definitiva e strategica disintegrazione degli Stati-Nazione europei e che sarà dominato dal cartello dei banchieri e da una casta rigorosamente selezionata all'interno di ambienti élitari molto (per così dire) particolari, e da sempre votati al potere. Giuseppe Mazzini probabilmente avrebbe parlato, senza peli sulla lingua, della nascita e definitiva affermazione del suo Impero della cosiddetta "Terza Roma": ovvero – come definita dallo stesso – della Nuova Roma Imperiale degli "Illuminati". Ma a questo dedicheremo altre pagine nei prossimi editoriali.
Lotta di Classe e Pretesto del Debito Pubblico
Il pretesto che ha portato a questa "rivoluzione anti-democratica" giocata non dalle "classi povere" verso i potenti, ma bensì dalla "classe degli eletti" (o vincitori storici) nei confronti di "media borghesia" e "proletariato", è – come noto – quello dell'esplosione e conseguente contenimento (o meglio "falso contenimento") del Debito Pubblico. Un debito che – come ampliamente dimostrato finora – è in realtà per un buon 80-90% fittizio ed artifizioso. Oggi, dunque, la "Terza Parte" di questo "Dossier di Qui Europa" sul "Debito Pubblico Illegale" (poiché artificiale e condizionato) sarà protesa ad analizzare il ruolo delle banche e del sistema europeo dei pagamenti nella subdola creazione del debito dell'Eurozona ad esclusivo vantaggio della Germania: il cosiddetto "SISTEMA TARGET 2".
Come noto, tutti gli stati misurano il livello della loro economia, della loro ricchezza e dei loro commerci con gli altri paesi con l'indicatore detto PIL (Prodotto Interno Lordo) e con la cosiddetta "Bilancia Commerciale". Ovviamente più alto sarà il livello delle esportazioni più questo enorme registro che contabilizza tutti i movimenti commerciali di uno stato (in termini di IMPORT ed EXPORT) riporterà saldi attivi. Quello che in gergo economico si dice "Surplus".
Gli indicatori della ricchezza
La Ricchezza Totale di uno Stato ( Y ) è data dal PIL, che può essere definito anche – tra l'altro – come la somma di tutti i beni e servizi prodotti in un anno da uno stato. Un'altra misura della ricchezza "Y" è poi data dalla seguente relazione:
Y = C + I + G + X
C = Livello dei Consumi
I = Livello degli Investimenti
G = Livello della Spesa Pubblica
X = Esportazioni Nette ( Export – Import )
La prospettiva che vi proponiamo quest'oggi riguarda proprio la "X" della suddetta relazione, che afferisce proprio alla cosiddetta "Bilancia Commerciale". Di seguito vi dimostreremo come nell'Eurozona il sistema import/export dei pagamenti (creato ad arte) finisca per "premiare" sempre e solo la Germania, a discapito degli altri 16 paesi dell'Eurozona. Ricordiamo che oggi tra i 27 paesi aderenti all'Ue, solo 17 hanno adottato l'euro, mentre i restanti 10 hanno preferito tenersi stretta la propria moneta nazionale. E ne capiremo anche il logico perchè.
Cos'è TARGET 2
Dopo gli assurdi accordi intergovernativi sul Fiscal Compact e sulle conseguenti sanzioni amministrative del Six Pack, (totalmente sbilanciati in favore della Germania che, avendo il saldo della bilancia dei pagamenti in attivo, sarà l’unico paese ad avvantaggiarsi dall’obbligo di austerità e rigore di bilancio in Europa) Il sistema TARGET2 è il modo più diretto e immediato per capire come si è formato questo vantaggio spropositato nella bilancia dei pagamenti dei tedeschi. TARGET 2, è il sistema automatico di regolamento e compensazione dei pagamenti fra le banche centrali e commerciali dei 17 stati membri dell’Eurozona ed è stato introdotto il 19 novembre 2007 in sostituzione della precedente piattaforma TARGET (Trans European Automated Real Time Gross Settlement Express Transfer System) e delle varie stanze di compensazione private (clearing house) che ancora collegavano alcune delle principali banche fra di loro.
TARGET 2 – Meccanismo di Funzionamento
Il meccanismo di funzionamento è abbastanza semplice: tutte le principali banche commerciali che operano all’interno di una data nazione sono obbligate a mantenere un particolare conto corrente presso la rispettiva banca centrale nazionale, attraverso cui vengono regolamentati i pagamenti interni fra le banche di uno stesso stato. A loro volta le 17 Banche Centrali dei paesi dell’Eurozona sono collegate fra di loro per compensare i pagamenti che avvengono fra le banche che operano in due differenti nazioni.
Premessa Tecnica
Prima di andare oltre è opportuno ricordare che i depositi dei clienti(in moneta corrente commerciale – euro) presso lebanche commerciali nelle quali risultano accesi dei conti correnti rappresentano contabilmente"Debiti" per la banca commerciale; in egual modo idepositi della banca commerciale(es.: Intesa) presso laBanca Centrale( es.: Banca d'Italia ) appresentano voci didebito per la Banca Centrale.
Riserva Obbligatoria e Moneta Elettronica
Il conto corrente che le banche commerciali detengono presso la Banca Centrale è formato dalla riserva obbligatoria (il cui livello di giacenza minima viene fissato periodicamente dalla banca centrale europea BCE e nello specifico, in base alle ultime disposizioni di Mario Draghi, è stato abbassato all’1% dei depositi e dei titoli di debito emessi dalla banca) e da una certa quota di riserve libere, che la banca può autonomamente decidere di mantenere per agevolare appunto le operazioni di compensazione dei pagamenti con le altre banche. Il saldo del conto corrente viene remunerato secondo il tasso medio di "interesse overnight" (tasso estremamente variabile dipendente dalle quantità di riserve depositate giornalmente dalle varie banche presso la banca centrale). Trattandosi di riserve detenute presso la Banca Centrale, la moneta che viene utilizzata all’interno del sistema di regolamento dei pagamenti TARGET 2 è esclusivamente la moneta di banca centrale (Moneta Elettronica), mentre non è ammesso l’utilizzo di moneta di banca commerciale ( euro ) che si origina tramite l’apertura dei prestiti ai clienti.
Un semplice esempio / Acquisto internazionale
Ora, per comprendere facilmente il meccanismo "TARGET 2" facciamo un semplice esempio: un imprenditore italiano ( A ), di Catanzaro, decide di acquistare un camion di fabbricazione tedesca (es.: Mercedes) del costo di 80.000 euro da un rivenditore tedesco ( B ), di Berlino, che ha il conto corrente presso la Deutske Bank. Contestualmente Banca Intesa, la banca dell'acquirente ( A) scalerà dal conto corrente del cliente di Catanzaro ( A ) 80.000 euro e disporrà il bonifico nei confronti del rivenditore tedesco ( B ), avente il conto – come detto – presso una banca commerciale estera ( Deutske Bank ). Di conseguenza Deutske Bank dovrà ampliare i depositi del suo cliente di Berlino ( B ) di 80.000 euro.
I Depositi dei Clienti sono "Debiti"
il meccanismo ( come detto sopra ) prevede che contestualmente Deutske Banck s’indebiti della stessa cifra, perché ricordiamo che per la banca i depositi dei clienti rappresentano dei debiti da inserire nel passivo patrimoniale di bilancio.
Banca Intesa ( A ) distrugge "Moneta Elettronica"
Contemporaneamente però il sistema TARGET 2 manderà pure un segnale a Banca Intesa, che distruggerà fisicamente 80.000 euro di moneta di banca centrale (ovviamente moneta elettronica) dal conto di riserve ( di A ) di Banca Intesa. Ciò inviando – contestualmente – una segnalazione alla Banca Centrale tedesca Bundesbankdi accreditare le riserve della Deutzsche Bank di 80.000 euro (però in moneta elettronica).
La Banca Centrale tedesca crea dal nulla 80.000 euro
Quindi il bilancio della Banca Centrale tedesca (Bundesbank) ritorna in pareggio: -80.000 euro di depositi a favore del cliente ( B ) di Berlino e +80.000 di riserve nel suo attivo di bilancio (ma in moneta elettronica). La Bundesbank a questo punto creerà dal nulla 80.000 euro e li depositerà sul conto di riserve della Deutzsche Bank. Pertanto, La scomparsa di 80.000 euro di riserve dal circuito interbancario italiano ha comportato la creazione dal nulla di 80.000 euro nel circuito interbancario tedesco.
Un Gioco a favore della Germania
Però a livello finanziario la Deutzsche Bank (la banca commerciale del venditore tedesco – B ) si è indebitata nei confronti del suo cliente di Berlino, mentre quella italiana (Banca Intesa, filiale di Catanzaro – A ) si è liberata di una passività: questo gioco tramite il sistema TARGET 2, porta il sistema finanziario della Germania a vantare un credito di 80.000 euro nei confronti del sistema finanziario italiano: credito rappresentato dal camion che si è trasferito da Berlino a Catanzaro.
Analizziamo i Bilanci – Un gioco di numeri
Analizzando i bilanci delle due Banche Centrali – Bankitalia ( Banca d'Italia ) e Bundesbank ( Banca di Germania ) – vedremo che a fronte della creazione dal nulla di un +1 nelle riserve complessive delle banche tedesche (-1, perché per la Banca Centrale Bundesbank: le riserve detenute dalle banche commerciali sono – come detto – delle passività, o liabilities), la stessa Bundesbank vanta adesso un credito TARGET di +1 (attività, assets) nei confronti dell’Eurosistema, mentre al contrario la Banca Centrale Italiana (Bankitalia) ha dovuto distruggere un -1 dalle riserve delle banche italiane (per lei corrisponde ad un +1: perché ha ridotto il saldo complessivo delle sue passività).
Ecco dove sta la fregatura
Nel bilancio della Banca Centrale Italiana ( Bankitalia) è – però – spuntato un debito TARGET di -1, che nello specifico è stato contratto con la Germania, ma in pratica viene spalmato e ripartito su tutto l’Eurosistema.
Lo stesso meccanismo degli Eurobond
Il sistema TARGET 2, quindi, non è altro che l’anticipazione del meccanismo di condivisione dei debiti voluto con gli Eurobond: per cui si capisce il motivo di antipatia ed ostacolo della Merkel nei confronti degli stessi eurobond.
Un Aumento di Credito Fittizio pro-Germania
Pertanto la Germania ha concesso un suo bene fisico, (il camion) all’Italia, in cambio di una serie di impulsi elettronici che, ovviamente, non varrebbero nulla – perché sono elettronici – ma che tuttavia rimangono all’interno del circuito interbancario come se fossero una maggiore possibilità della banca tedesca di investire ed estendere il credito ai propri clienti.
Un Gioco al Massacro
Target 2, quindi, oltre a facilitare la compensazione reciproca dei pagamenti, crea dal nulla dei veri e propri potenziali crediti in forma elettronica. Ovviamente in un gioco tra acquisti e vendite, al fine di riequilibrare lo scambio commerciale (bilancia commerciale) l’Italia dovrebbe vendere, ad esempio, una imbarcazione alla Germania. Tuttavia vista la crisi (indotta attraverso gli attacchi dei mercati) la Germania resta invano in attesa che l’Italia “ricambi il favore”. Dunque, vista la “crisi di produzione” in Italia e la recessione, dall’Italia non arriva nulla. Intanto un altro cliente di Catanzaro acquista un’auto tedesca, e la Germania continua a vendere i suoi beni, aumentando il saldo dei crediti commerciali tedeschi, nonché il saldo dei debiti finanziari italiani.
L'Eurosistema costringe a paragoni impari
Ma l’Italia (dove la crisi costringe alla chiusura oltre 1.600 aziende al giorno) presenta una struttura economica diversa da quella della Germania; stesso dicasi per gli altri paesi “cosiddetti Piigs” dell’Eurozona, come la stessa Grecia. Qui l’esempio è ancora più evidente: l’economia greca è basata prodotti e servizi agricoli e turistici: più economicamente “poveri” rispetto a quelli tedeschi (per lo più industriali) ciò di fatto impedisce alla Grecia di riequilibrare nel tempo la bilancia commerciale rispetto alla Germania.
Un Sistema Nato nello Squilibrio per Esplodere
Allora ci accorgiamo come Target 2 sia un sistema di regolamento dei pagamenti ambiguo e proteso alla sperequazione economica ed alla speculazione. I geni di Bruxelles (animati dalla superficialità o dalla mala fede) non hanno dunque tenuto conto degli squilibri macroeconomici esistenti fra i diversi paesi dell’Eurozona. L’euro, in tal senso, diventa una moneta protesa a creare squilibri.
Italia – Ingabbiata e costretta a "non svalutare"
Prima infatti l’Italia poteva svalutare la lira ed attirare nuovi acquirenti tedeschi (il saldo commerciale italiano era positivo; mentre quello tedesco negativo: la Germania non riusciva a creare surplus). All’origine del passivo commerciale, dobbiamo poi aggiungere gli attacchi del rating e l’aumento dello spread: situazione che ha fatto esplodere i conti in favore della Germania dal 2008 in poi.
"Maiali" sotto attacco
La situazione si è aggravata per i Piigs in maniera “indotta”, perché le banche greche, spagnole ed italiane sono state costrette a rifinanziarsi presso il mercato interbancario (per integrare le rispettive riserve ridotte all'osso);
Vantaggi solo per i Tedeschi
D'altro canto, invece, la banca commerciale tedesca si è trovata con un saldo enorme e spropositato, rispetto alle sue riserve, fornendo – tra l’altro – maggiore surplus di moneta di banca centrale (moneta virtuale o elettronica) utilizzabile a scopi direttamente o indirettamente speculativi:
1 – Investimenti in titoli
A) investendo in titoli: soprattutto quelli che garantiscono interessi più remunerativi (grazie agli alti spreads: finanziarizzazione dell’economia);
2 – Investimenti in Nuovi Prestiti
B) Facendo nuovi prestiti ai suoi clienti. Ciò spiega perché la Germania vuole fare di tutto per salvare l’euro e conservare lo status quo. Intanto le banche dei Piigs vengono rifinanziate dalla BCE ed i cittadini dell’Eurozona del Sud (compresa l’Italia) devono indebitarsi per rifinanziare le banche, aumentando il proprio stato di prostrazione e schiavitù.
TARGET 2 – Riequilibrio dei Conti Fittizio
Questi acquisti di titoli finanziari da parte delle banche tedesche riequilibrano i saldi TARGET dei paesi dell’Eurozona. Nel sistema economico della zona euro si creano due flussi opposti e complementari di capitali, X e Y. Nel flusso X transitano i beni industriali dalla Germania alla periferia (es.: camion e auto); nel flusso Y viaggiano i titoli finanziari (BTO, Bonos, ecc..) dai “malcapitati” paesi Piigs alla Germania. Un circuito commerciale pazzesco, vizioso e viziato da pesantissimi squilibri in favore della sola Germania che “rifinanzia” in automatico la sua stessa macchina da guerra industriale, finendo anno dopo anno per indebitare sempre di più i Piigs, costretti ad accettare gli aiuti “da usura” della Troika o a cedere agli inganni degli Eurobond, Project Bond e Fondo Salva Stati Permanente (MES).
Una bilancia che non sarà mai in Pareggio
Dal 2008 le stesse banche tedesche stanno vendendo in massa i titoli dei Piigs, ottenendo lauti profitti. Al contrario gli acquisti di titoli si sono ridotti, ma i Piigs stanno continuando ad acquistare beni e prodotti industriali tedeschi (es.: automobili tedesche) e in assenza di finanziamenti esterni, sono costrette ad indebitarsi a livelli vertiginosi. (Ecco perchè le crisi bancarie sono indiotte e fittizie, frutto di meccanismi speculativi).
Credito Germania = Debito totale dei Piigs
Tale situazione risulta chiaramente anche dall’analisi della distrubuzione dei crediti e dei debiti “Target”, misurata in miliardi di euro, fra i 17 paesi dell’Eurozona. Ad oggi la Germania presenta un saldo positivo di +450 miliardi di euro (surplus) pressappoco equivalente ai debiti accumulati dai paesi Piigs . Ne risulta un quadro chiaro quanto drammatico: i debiti di Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna sono il risvolto negativo dei crediti dei tedeschi.
Il Pretesto del Debito e La creazione di un Super-Stato
Da notare che egli Usa, pur esistendo una rete di distretti di banche centrali della Federal Reserve, diffusa nei vari stati della confederazione, simile a quella dell’Eurozona, non sono mai accaduti eventi così catastrofici. Ma evidentemente questa crisi indotta e pilotata, ha anche come obiettivo quello di proporre (quale panacea) anziché la de-finanziarizzazione dell'economia, l'accentramento dei pieni poteri nelle mani della stessa casta che ha ingenerato (come dimostrato) questa crisi.
Conclusioni
I debiti si pagano, ma se i debiti vengono fatti con un sistema palesemente squilibrato e speculativo come TARGET 2 allora sono illegittimi e pertrantoillegali. E pertanto non onorabili! Fatto reso ancor più grave dall’immobilismo “interessato” dell’Unione europea (Commissione europea, Parlamento europeo, e Consiglio europeo) e della stessa Bce di Mario Draghi. Quindi attenzione prima di concordare con gli stessi artefici di questo sistema che ora ci propinano Eurobond, Project Bond, MES e Stati Uniti d'Europa. Potrebbe essere – come dimostrato – tutta una montatura. Ciò, tuttavia, dimostra anche la palese disinformazione ( frutto di ignoranza o mala fede ) che regna nei media italiani e nelle interviste dei politici in tv e sui giornali: tutte protese a legittimare un debito illegittimo per natura e concezione (quanto auto-rigenerante) ed a legittimate le distruttive manovre di Mario Monti protese a "fingere di pagarlo". Manovre che serviranno solo a peggiorare la situazione ed a renderci sempre più precari e schiavi.
Il “Debito” al quale quotidianamente, ormai da mesi, immoliamo gran parte del nostro lavoro e della nostra ricchezza, è un qualcosa di “indotto”, un raggiro verso i cittadini dell'Eurozona, ed in particolarre – come noto – del Sud-Europa e dell’Italia, perpetrato allo scopo di creare precarietà diffusa ed una becera ed immorale subalternanza classista. Ciò – come visto – mediante la cosiddetta "finanziarizzazione dell'economia". Riassumiamone assieme le fasi:
1 – Incontrovertibilità della Moneta in Oro
Nel 1933 si va verso una bancarotta generale e concordata dai leader delle nazioni che azzerrarono i rispettivi debiti a prezzo (di lì a poco) della incontrovertibilità (divieto di cambio) della carta moneta in oro, e della concentrazione dell'oro mondiale (principale bene rifugio) nei caveau degli stessi stati, poi controllato attraverso la nascita della "Bank for International Settlement" (BIS), con sede in Svizzera, a Basilea.
2 – Trasformazione degli Stati in Società
Le nazioni divennero in pratica società di diritto privato registrate presso la SEC (Securityand Exchange Commission) di New York. Stesso destino toccò alla "Società Italia" che si trasformò, di fatto, in una “ Società Privata”.
3 – Banconote: Strumenti di controllo di massa
Abbiamo visto, inoltre, che dopo gli accordi di Bretton Woods del 1944, con l'incontrovertibilità dei biglietti nel corrispettivo in oro, la moneta sia diventata una "ricchezza fittizia" contrapposta alla “ricchezza reale”: oro, case, terreni, appartamenti, pietre preziose, ecc.. (cose che invece rappresentano la vera ricchezza, quella – come vedremo – ambita dai furbi del sistema). La moneta divenne uno strumento di controllo di massa e tale da favorire lo spostamento della ricchezza reale, mediante la creazione di crisi e l’autoalimentazione del debito: per ogni euro che la “privata” BCE emette, come visto, c’è un automatico interesse da pagare.
4 – La Privatizzazione delle Banche Centrali
Abbiamo poi visto come il debito pubblico iniziò a “scoppiare e moltiplicarsi” con la successiva privatizzazione delle banche centrali e contestuale perdita della sovranità monetaria degli stati: come detto, Bankitalia fu privatizzata nel 1992 grazie al decreto Carli-Amato, che “regalò” – con l’assegnazione del 96% delle azioni – alle banche ed assicurazioni private il controllo dell’istituto un dì responsabile dell’emissione della moneta nazionale.
5 – BCE: Morte della Sovranità Monetaria Statale
Oggi la sovranità monetaria è esercitata non più dai cittadini, ma essa è nelle mani dei “banchieri privati” della Bce (Banca Centrale Europea, con sede a Francoforte, in Germania). Questa fin dalla sua nascita iniziò a “regalare” alle banche europee private (attraverso aste fasulle, ed a tassi bassissimi: es.: 1%) gli euro stampati. Banche private che poi, ancora oggi, rivendono lo stesso denaro agli stati europei e quindi ai cittadini al 6% . Con ricavi altissimi (es.: 5% netto) e senza muovere un dito.
6 – Obbligo di Dipendenza dai Privati
A legittimare questo status ci ha pensato l'Ue, con l’Art. 123 del Trattato di Lisbona, che “obbliga gli stati a rifinanziarsi sui mercati internazionali, e presso le banche private”. Cioè gli stati – addirittura – diventano semplici correntisti. Paradossale ma vero!
7 – L'Arma impropria dei Titoli del Debito Pubblico
Lo stesso Mario Monti, come trattato in precedenti articoli, fu consulente di molti governi avvicendatisi negli ultimi decenni in Italia, e fu tra gli artefici della diffusione dei titoli del debito pubblico su larga scala e ad interesse. Come noto tali titoli permisero agli stati di ottenere liquidità da investire nell’economia. Come premio i sottoscrittori (privati e banche) ottenevano a scadenza del titolo, il capitale “prestato” maggiorato di interessi. Tale prassi iniziò ad ingenerare l'impennata del debito pubblico statale e gli interessi passivi a carico dei cittadini crebbero a vista d'occhio (oggi, paghiamo solo di interessi circa 80 miliardi all'anno alle banche private).
8 – Privati "Padroni" degli Stati
Oggi, in aggiunta, lo stesso Monti in veste di premier ha di fatto esautorato lo Stato Italiano, privandolo della facoltà di investire in economia, (Vedi Fiscal Compact) vietando con la complicità della Germania e dell'Unione europea (con la scusante del controllo sul debito – che lo stesso Monti ha contribuito a creare) il cosiddetto "Deficit Spending": possibilità prima riconosciuta allo stato di investire a debito nell'economia nazionale, per creare e moltiplicare la ricchezza. Funzione attribuita, oggi, al solo capitale privato ed alla speculazione. Vedi tra l'altro Eurobond e Project Bond.
9 – La trappola del Rating
Oggi le agenzie di rating (agenzie private controllate da lobby) non giudicano più la “salute” delle sole società private ma – grazie al "permesso" accordato dai politici europei – anche gli stessi stati sovrani (trattati al pari di burattini) causando una nuova esplosione del debito pubblico degli stati (non più sovrani ma assoggettati al giudizio delle lobby). Per la cronaca ricordiamo, inoltre, che Mario Monti fu – curiosamente – consulente dell'agenzia di rating Moody's in qualità di membro del Senior European Advisory Council dal luglio del 2005 fino al gennaio del 2009. Dopo qualche tempo Moody's declassò l'Italia e contribuì al passaggio di testimone tra Silvio Berlusconi e Mario Monti.
10 – L'Eurogabbia e lo Spread
Ciò fu “favorito” dall’euro: la moneta comune permise di mettere in paragone economie differenti della stessa Ue e di far esplodere il cosiddetto spread, favorendo l'esplosione della speculazione. Il meccanismo fu incentivato proprio dagli attacchi (spesso immotivati ed illegittimi) delle famigerate agenzie di rating. Effetti collaterali dell'aumento dello spread (premio per il "Rischio Paese" o "Differenziale d'interesse rispetto ai bund tedeschi"):
A) Aumentano di Miliardi gli Interessi sul Debito da pagare
B) Aumenta la Tassazione
C) Aumentano i Ricavi degli Speculatori
D) Destabilizzazione del Sistema economico
E) Creazione di uno Stato di Schiavitù
F) Spostamento della Ricchezza Reale
G) Creazione di una Dittatura tramite il Debito
Conclusioni – Prima, Seconda e Terza Parte
1) Il Debito aumenta a discrezione dei privati
2) Il Debito è creato in maniera da favorire la Germania
3)Il Debito è in gran parte illegale
4) Il Debito è in gran parte da considerare come "non onorabile"
Strasburgo – Era un giorno atteso da mesi questo, e non solo per i protagonisti del voto di ieri, quanto per milioni di giovani europei con il fiato sospeso in merito al delicato passaggio dell'Eurocamera sul trattato della "Censura", il famigerato ACTA. Trattato contro il quale, nei mesi scorsi, era stata presentata al Parlamento europeo una petizione firmata da 2,8 milioni di cittadini di tutto il mondo che chiedeva il "No". Il Parlamento europeo riunito in seduta plenaria alla fine ha deciso nel migliore dei modi, ovvero respingendo seccamente – malgrado gli ultimi colpi di coda e le preoccupanti dichiarazioni pro-ACTA piovute dall'eurodeputata francese Marielle Gallo – la ratifica del controverso Trattato Internazionale sulla contraffazione di beni materiali e la tutela della proprietà intellettuale su internet. La plenaria di Strasburgo ha espresso 478 no, 39 si' e addirittura 165 astensioni. L'ACTA, come detto negli ultimi articoli pubblicati, era già stato respinto in maniera informale da ben 5 commissioni parlamentari competenti: commercio estero, giuridica, industria, liberta' civili, giustizia e affari interni e sviluppo.
Il primo "No" di Strasburgo su un Trattato Internazionalie
Con il no di Strasburgo – il primo dell'Eurocamerain materia di trattati commerciali internazionali – dunque, il Trattato Acta non potrà diventare legge nell'Ue né ovviamente in Italia e negli altri 26 stati membri. Ora spetterà capire quali vie alternative l'Unione debba indicare al fine di proteggere la proprietà intellettuale sul web senza però andar contro le libertà dei singoli, ed in palese favore di lobby e multinazionali. Secondo l'eurodeputato Francesco De Angelis, relatore ombra di Acta in commissione Industria, ''con questo voto, l'Europa si conferma baluardo dei diritti fondamentali (su questo ci sarebbe molto da dire e dissentire) anche per quanto riguarda la libera condivisione dei contenuti nello spazio digitale''.
Ppe deluso
Delusione da parte dei popolari del Ppe, stranamente in gran parte schierati per il si. Ma d'altra parte ci chiediamo: come accogliere un trattato cui modalità attuative e sanzioni rischiano di limitare la circolazione di informazioni e contenuti sul web? Come accogliere un trattato che viola e mina gravemente i diritti fondamentali dei cittadini, aprendo scenari iniqui di tutela da parte dei possessori (multinazionali e lobby) di brevetti da utilizzare contro centinaia di milioni di persone? Questa posizione di una cospicua fetta di moderati del Ppe francamente ci ha lasciato addosso un certo sconcerto. Ma fortunatamente – almeno stavolta – a Strasburgo il buon senso e la volontà popolare hanno avuto il giusto peso. Ora bisognerà vedere se la Commissione europea non trovi qualche altro cavillo per far rientrare l'ACTA dalla finestra: così come aveva "minacciato" con tono arrogante il commissario Karel De Gucht. Beh! Noi di "Qui Europa" staremo a vedere ed a vigilare per voi. Ma D'altra parte i rischi dell'ACTA esaminati erano davvero troppi e troppo pericolosi. Non a caso l'ACTA è stato definito come il trattato commerciale più liberticida dai tempi dell'Antica Roma. Rivediamo insieme il perchè in questa breve sintesi che vi riproponiamo:
Rischi e Ingerenze dell'ACTA
E’ doveroso ricordare che le multinazionali con l’Acta avrebbero goduto di una posizione di assoluto vantaggio sui piccoli consumatori e sulle piccole aziende, in forza della semplice esistenza di un brevetto o di un diritto d’autore, tale da permettere di porre in essere spropositate ed ambigue misure di censura e difesa che di fatto avrebbero potuto limitare fortemente le libertà dei singoli, creando una sorta di dittatura commerciale, ed imbavagliando – tra l’altro – una delle poche fonti di informazione rimasta (parzialmente libera): il web.
1 – Competenza dell'azione legale
L'ACTA implicava, dunque, sconcertanti limiti alle libertà personali, che avrebbero favorito il libero gioco delle multinazionali. Esso, infatti, non chiariva in modo esaustivo e sufficientemente chiaro la "scala commerciale" e gli ambiti di competenza ed azione legale nei confronti dei diritti d'autore, e dei loro presunti violatori.
2 – Provider poliziotti di rete
Inoltre l'Acta implicava il paradossale ed improprio riconoscimento dei provider e dei fornitori di servizi Internet quali "poliziotti" di rete, con contestuale
3 – Riconoscimento automatico di Rimborsi e Indennizzi Iniqui
riconoscimento ai titolari dei diritti (diritti spesso iniqui e sbilanciati) di chiedere rimborsi elevatissimi in seno ai presunti trasgressori. Molta confusione l'Acta faceva poi sull'entità dei rimborsi. Insomma (come già trattato negli articoli pubblicati in "Qui Europa" nelle scorse settimane) si trattava di un documento che avrebbe potuto compromettere per sempre – ed in negativo – i rapporti tra operatori commerciali e tra operatori e società civile. Il tutto vertiva – come detto – sul rispetto dei brevetti e dei diritti d'autore acquisiti. Ma d'altra parte è anche doveroso ammettere che moltemultinazionali – oggi come in passato – hanno volutamente acquistato e/o registrato dei diritti d'autore su rivoluzionarie invenzioni per poi magari naconderli nei loro cassetti, e poter godere – senza alcuna limitazione ed in regime di monopolio – di diritti illimitati. Ciò ha portato tali grandi colossi economici ad operare in mercati "anti-concorrenziali" in regime di monopolio. E questo anche in settori particolarmente delicati e ampi come ad esempio l'agricoltura o il settore farmaceutico.
4 – Blocco illeggittimo su semplici supposizioni di violazione
Il Trattato avrebbe permesso, inoltre, alle multinazionali di bloccare i "presunti trasgressori" senza attendere il preventivo e tempestivo intervento della legge. L'attività di un presunto trasgressore, dunque, sarebbe potuta essere stata bloccata a discrezione della multinazionale di turno, ed in maniera del tutto arbitraria e preventiva: sulla base, cioè, di semplici supposizioni di violazione. Davvero assurdo!
Le altre imminenti e durissime battaglie da vincere
Una volta tanto buone notizie da Strasburgo! Ora però le altre imminenti e grandi battaglie da disputare e vincere sono quelle per il debito iniquo e per la sovranità popolare. Dobbiamo rigettare l'idea che un Super-Stato accentrato (come quello in cantiere: gli USA d'Europa) possa risolvere i problemi dell'Eurozona. Anzi! Sarebbe la fine della democrazia o di quel che ne resta.
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