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  • Lasci stare la Siria, Sig. Macron! Lei è “fuori”

    Lasci stare la Siria, Sig. Macron! Lei è “fuori”

    Mercoledì, 4 ottobre / 2017   

    – di Bruno Guige / Redazione Mondialisation

     Redazione Quieuropa, Siria, Macron, Francia, Onu, Terrorismo, Occidente, Assad, Mondialismo 

    Lasci stare la Siria, Sig. Macron! Lei è "fuori"

    La strategia mondialista della "nuova" (vecchia)

    Francia di Macron

     

    di Bruno Guige / Redazione Mondialisation

     Redazione Quieuropa, Siria, Macron, Francia, Onu, Terrorismo, Occidente, Assad, Mondialismo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Macron: ingerenza contro la Siria all'ONU       

    Damasco, Parigi, New York  di Bruno Guige – Dinanzi all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, lei ha trattato il signor Bachar al-Assad come un "criminale" ed ha dichiarato che egli dovrà rendere conto alla "giustizia internazionale". Infliggendo una smentita a coloro che insistevano nel vedere un punto di svolta nella sua politica, ha pronunciato questa gravissima accusa contro il legittimo Capo di Stato di uno Stato membro dell'ONU. Quale giurisdizione, sig. Macron, l'ha autorizzata a emettere dei mandati di arresto contro leader stranieri che, al proposito, potrebbero avere qualcosa da dirle? Con quale diritto un capo di Stato europeo, che rappresenta l'ex potere coloniale in Siria (1920-1946), si permette di rilasciare certificati di buona o cattiva condotta ai suoi omologhi del Medio Oriente? Questa ingerenza è ancora più spaventosa in quanto, come i suoi predecessori,

                     lei persevera nel compiacere quelle petrolmonarchie

       a cui vende armi che servono a massacrare il coraggioso popolo Yemenita.

    Lei denuncia i crimini che imputa al presidente siriano, ma distoglie lo sguardo da quelli dei tagliatori di teste, questi ricchi tanto cari all'Occidente. I 10.000 morti, i 500.000 bambini malnutriti dello Yemen, l'epidemia terribile di colera causata dai bombardamenti sauditi non la disturbano, non le causano alcun rimorso, e lei vorrebbe che prendessimo sul serio la sua indignazione contro la Siria?

     La Siria era un paese di pace e senza debito       

    Che il dramma siriano abbia causato migliaia di vittime innocenti, che questo bagno di sangue sia durato troppo a lungo e che debba essere trovata una soluzione politica una volta che il conglomerato terroristico sarà eliminato, tutti lo sanno. Mentre lei parla, i Russi, gli Iraniani e i Turchi radunati ad Astana ci lavorano. Ma quando imputa crimini al presidente Assad, di cosa sta parlando? A partire dalla primavera del 2011, le proteste contro il governo sono state inquinate da ribelli che hanno aperto il fuoco sulla polizia. La Missione degli Osservatori Arabi in Siria è andata sul posto dal 24 dicembre 2011 al 18 gennaio 2012 su richiesta della Lega Araba. Nonostante le pressioni saudite, la loro relazione denuncia la violenza condotta da entrambe le parti. In Siria non ci sono né buoni né cattivi, signor Macron. Il mito di una "rivoluzione pacifica" ha fatto il suo tempo, e sarebbe ora di dire addio a questa versione romanzata. Premeditata dagli sponsor dell'opposizione, questa guerra è il risultato di un tentativo di sovvertire lo Stato siriano. Il regime Baathista avrà avuto i suoi difetti, ma la Siria era un paese senza debito, produttivo, dove coesistevano popolazioni e confessioni di origini diverse. Le maggiori manifestazioni nel 2011 erano a favore del governo e delle riforme. Addossare la responsabilità della guerra a un governo che ha affrontato un'insurrezione armata sostenuta da stranieri è distorcere la realtà. È sostenere certi fatti perché servono alla narrazione che si vuole difendere. La smetta, sig. Macron, di stravolgere i fatti così come lo fa con le vittime! Crudele come tutte le guerre, questa ha conosciuto la sua quota di esazioni.

         Ma chi sono i responsabili, se non coloro che volevano prendere Damasco

                                  per stabilirvi la sharia Wahhabita

    con l'aiuto degli Stati Uniti, della Francia, della Gran Bretagna e dei re del petrolio?

     La strategia mondialista contro Damasco           

    Anche nei bilanci pubblicati dall'OSDH, organizzazione vicina all'opposizione, il 40% delle vittime, a partire dall'estate 2011, apparteneva alle forze di sicurezza, il 35% ai gruppi armati e il 25% ai civili stretti nella trappola di combattimenti generalizzati. Se una guerra potesse risparmiare i civili, questo si saprebbe. La guerra che la Francia supporta in Yemen non lo fa, come non lo fanno i bombardamenti occidentali su Mosul o Raqqa. Ma accusare l'esercito siriano di aver deliberatamente commesso crimini contro la propria popolazione è un insulto al buon senso. Questo esercito è un esercito fatto di coscritti che difendono il proprio territorio nazionale dalle orde di fanatici. Mentre lei sproloquia all'ONU, sig. Macron, "i soldati di Assad" attraversano l'Eufrate per regolare i conti con Daech.

     False-flag chimica                                               

    Naturalmente, come carta principale in questo gioco di illusionisti, le rimane sempre la "false -flag" chimica per far girare le rotative della manipolazione. Sfruttando questa telenovela made in CIA, lei ha persino preteso di fissare una "linea rossa"! Che poi un esperto del prestigioso MIT abbia dimostrato che l'attacco del 21 agosto 2013 avrebbe potuto provenire solamente dalla zona ribelle, a lei non importa affatto. Che gli stessi esperti americani abbiano denunciato la vacuità del fascicolo accusatorio contro Damasco riguardo all'attacco di Khan Cheikhoun (aprile 2017), non la turberà ulteriormente. Né ha letto le notevoli indagini pubblicate dal miglior giornalista americano, Seymour Hersch, che demolisce la versione dell'attacco chimico siriano.

     La farsa di Macron                                               

    Attento, signor Macron, perché questa farsa chimica, vero mantra della propaganda occidentale, finisce per dare la nausea. Spodesta nella classifica delle menzogne di Stato quella precedente di Colin Powell, che brandiva la sua fialetta al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Ogni giorno che passa, perde la sua forza d'incantesimo. Coloro che ancora ci credono sono quelli che vogliono credervi, o quelli che pensano che i governi occidentali non mentono mai. Ma la maggioranza del popolo siriano non ci crede, e questo è l'essenziale. Quando un'area viene liberata dall'esercito, i rifugiati vi ritornano, la vita riprende, la speranza rinasce. Agitare le sue piccole braccia dal podio delle Nazioni Unite non cambierà nulla, e questo chiacchiericcio inutile si sta già perdendo nel brusio dei media. Il suo "gruppo di contatto", Sig. Macron, è un gadget nato-morto di cui non si parlerà più fra otto giorni.

      Lei è fuori signor Macron!                                    

    Ma perché sto ancora ascoltando il presidente francese? Questa presidenza, a prescindere da chi ne sia il titolare, che dal 2011 ha demonizzato il governo siriano, che ha portato alle stelle i traditori del loro paese mascherati da oppositori, che

                               ha sostenuto l'opposizione armata violenta,

                       ha incoraggiato la partenza dei terroristi verso la Siria,

                                  ha chiuso il Liceo francese a Damasco,

                  ha rifiutato la cooperazione per la sicurezza con i servizi siriani,

                                    ha fornito armi ai gruppi estremisti,

           ha rifiutato di combattere contro Daech quando Daech combatteva Damasco,

                       ha auspicato l'assassinio di un legittimo capo di Stato,

                      ha inflitto al popolo siriano un embargo sui medicinali…

    questa presidenza che ha violato il diritto internazionale ed è tornata al peggiore dei neocolonialismi, chi ancora la ascolta? Scegliendo di interferire negli affari di altri, la Francia si è posta fuori gioco. Lasci perdere, signor Macron, lei è "fuori"!

    Bruno Guige / Redazione Mondialisation

     

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     Mons Abou Kazen descrive le menzogne della guerra di Siria

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    Redazione Qui Europa / Nabil Antaki

    Gli ultimi terribili giorni di Aleppo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa – Terribili giorni ad Aleppo                   

    Sono giorni drammatici per gli abitanti di Aleppo, che con l'offensiva dei russi e dei governativi  iniziavano a sperare la liberazione dai micidiali ordigni che per 4 anni hanno martoriato la città, riducendo il popolo alla disperazione, come ha testimoniato la giovane Rand Mittri alla GMG.  Ci meraviglia (ma non più di tanto – Ndr) che perfino nell'informazione cosiddetta "cattolica" oggi si diffondano versioni menzognere su quanto sta accadendoSu Avvenire nei giorni scorsi fra Ibrahim ha dichiarato: «Quando l’esercito siriano avanza con forza accadono sempre ritorsioni di questa entità. La violenza di questi giorni è provocata da chi ancora non ha voluto cedere». Padre Ibrahim Alsabagh, parroco francescano di Aleppo, racconta gli scontri che stanno facendo vivere alla “capitale del Nord” i giorni «più terribili dall’inizio del conflitto». Secondo alcune Ong locali, sono almeno 50 i "ribelli" morti dall’avvio della controffensiva lanciata da Assad assieme ai russi e sono decine i caduti tra le forze del regime. Quaranta morti – più della metà donne e bambini – il bilancio degli attacchi che negli ultimi giorni hanno colpito le aree sotto il controllo delle forze del regime. «Il presidente Assad ha concesso un’amnistia completa a quanti si arrendono e lasciano le armi e, stando alle notizie che ci arrivano, una buona parte dei ribelli lo ha già fatto. I corridoi umanitari creati sono stati battuti da diverse famiglie, poi accolte». Alcuni però resistono, e rispondono al fuoco con ostinazione. «A opporre maggiore resistenza sono soprattutto i combattenti stranieri. L’esercito siriano – continua il frate damasceno – sta avanzando con determinazione, e questi piccoli gruppi di jihadisti hanno reagito violentemente perché si sentono accerchiati». Hanno cominciato a utilizzare armi chimiche, «gas nervini da cui è impossibile scappare». Alcuni colpi hanno raggiunto anche le altre succursali francescane di Aleppo, come l’ex collegio di Terra Santa. Un parrocchiano di 55 anni è morto sotto le bombe incessanti. «La gente ha paura, fatica a dormire. Nella succursale colpita di al-Ram, non abbiamo nemmeno potuto celebrare la festa della Porziuncola in chiesa. Era troppo pericoloso, ci siamo dovuti rifugiare in un seminterrato e lì abbiamo celebrato la Messa, con i pochi che avevano rischiato di uscire di casa».

     Gli aleppini non hanno più medicine                   

    È una ritorsione diversa dalle altre volte, e padre Ibrahim lo sa bene. Questa volta l’esercito è determinato a «farla finita con i terroristi che si trovano lì», come ha dichiarato l’ambasciatore di Damasco in Russia. «Sembra proprio che sia così. L’esercito ha ripreso zone sotto l’occupazione dei jihadisti, limitando i rifornimenti di armi, e gli attacchi sono diventati più violenti, più disperati ». Ultime cartucce di un’opposizione frammentaria, che tenta il tutto e per tutto per non perdere la città. «Una signora della parrocchia, sordomuta e madre di due piccoli, è stata colpita all’occhio dalla scheggia di una bomba. Se da una parte siamo convinti che questa guerra non continuerà ancora a lungo, di certo non sarà corta». Il parroco è consapevole che la crisi potrebbe durare ancora alcuni mesi, e «ho la netta sensazione che questo sia il momento peggiore. Assisto sempre più spesso a casi di febbre gialla ed esaurimenti nervosi. Il caldo è terribile e tanti soffrono di febbre notturna. Il vero dramma è che gli aleppini non sanno più dove trovare le medicine, perché anche l’emergenza sanitaria ha raggiunto picchi mai visti prima».

     Fino a quando?                                                          

    Secondo l’Unicef, «sono circa 1,5 milioni le persone, tra cui almeno 660mila bambini, che vivono in zone difficili da raggiungere tra il governatorato e la città di Aleppo: cifre impressionanti». «In questi giorni pieni di paura e di morte – conclude padre Ibrahim – andando per le strade vedevo uomini piangere come bambini. Seduti in strada, disperati. C’era un signore accovacciato sul ciglio di una strada che aveva già cambiato molte case, a causa degli scontri che mettevano in pericolo la sua famiglia. “Fino a quando?”, mi chiedeva, “Fino a quando dovremo vivere da profughi nel nostro Paese?”»(1).

    (1) Cfr.: Aleppo alla stretta finale. «I giorni più atroci»

    Gli ultimi terribili giorni di Aleppo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Antaki risponde alla giornalista Silvia Cattori    

    Aleppo – di Nabil Antaki – No, Aleppo non è assediata dall'Esercito siriano. Sono i gruppi armati che invasero alcuni quartieri orientali della città nel luglio del 2012. Si, i terroristi assediavano Aleppo da quattro anni. L'offensiva dell'Esercito siriano doveva e deve liberarare la città. In parte, la missione è stata portata a termine giovedì 28 luglio, quando l'esercito ha finalmente cacciato i gruppi armati dal quartiere Bani Zeid. Questi gruppi hanno terrorizzato durante quattro anni gli abitanti di Aleppo, lanciando quotidianamente razzi e bombole di gas riempite di chiodi ed esplosivi che ogni giorno causavano decine di morti e feriti.

     Perché Usa & Co non attaccano Al Nusra?          

    No, le strutture sanitarie non sono colpite deliberatamente dai bombardamenti aerei. Gli ospedali citati non esistevano prima della guerra e quindi, se fosse vero che esistono, questi luoghi di cura sono ospitati in edifici comuni. Inoltre, anche per ammissione di Médecins sans frontières (MSF), queste strutture sanitarie non sono state segnalate nè all'ONU, nè agli Stati Uniti, nè alla Russia. Bisogna sottolineare che gli edifici ospitanti strutture sanitarie sono anche impiegati dai terroristi per il loro sinistro lavoro: l'ospedale oftalmologico in Aleppo-est è inoltre il quartier generale di Al Nusra per la regione di Aleppo. E perché non si citano mai gli ospedali nelle zone controllate dallo Stato siriano [Ndlr], incendiati o distruttti dai terroristi sin dall'inizio del conflitto?  Si, i terroristi che occupano Aleppo-est fanno parte di Al Nusra, considerato gruppo terroristico da tutta la comunità internazionale (Europa et USA compresi). Dovrebbe essere neutralizzato come Daesh (Isis): la qual cosa gli aerei della coalizione internazionale a guida USA non fanno.

     La strategia dei terroristi                                        

    No, gli abitanti di Aleppo-est non temono di spostarsi nella parte della città controllata dallo Stato siriano, attraverso corridoi umanitari che le autorità hanno aperto perché il passaggio avvenga col minimo rischio di perdite civili, durante le incursioni o le battaglie. Al contrario, essi vorrebbero raggiungere gli altri 500.000 abitanti di Aleppo-est, già scappati dalle zone circostanti sotto controllo dei terroristi per rifugiarsi sotto la protezione dello Stato siriano. Sono i ribelli-terroristi che gli impediscono di allontanarsi e che li usano come scudi umani. Si, gli abitanti di Aleppo hanno sofferto per quattro anni. Hanno subito numerosi blocchi imposti dai terroristi.

     Manipolazione e disinformazione                        

    Un milione e cinquecentomila abitanti hanno subito penurie gravissime e nessuno ne ha parlato, nessuno si è indignato, nessuno ha protestatoNo, lo Stato siriano e gli alleati russi non vogliono fare vittime civili durante i combattimenti, nè vogliono provocare danni collaterali come è accaduto durante i bombardamenti francesi sul villaggio di al Tokhar del 19 luglio scorso con 164 vittime civili, o con il bombardamento americano dell'ospedale di Kunduz.  Si, smettetela di manipolare l’opinione pubblica con la disinformazione. Ogni volta che i terroristi sono sotto assedio in qualche parte della Siria, governi e media lanciano l'allarme con la giustificazione di voler evitare una pretesa catastrofe umanitaria, quando in realtà il vero scopo è di allentare la stretta dell'Esercito governativo sui terroristi. I terroristi non cessano di colpire. Com'è che riescono ad essere riforniti di munizioni ed armi, ma vogliono far credere che non arrivano derrate alimentari e carburanti e che i civili corrono gravi rischi? 

    Nabil Antaki

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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    Guerra in Síria – Battaglia del 2 agosto 2016 l Aleppo – YouTube

    Guerra in Síria – Battaglia del 28 luglio 2016 l Aleppo – YouTube

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  • Siria – Nuove Sanzioni Ue, Nuovi Crimini contro l’umanità

    Siria – Nuove Sanzioni Ue, Nuovi Crimini contro l’umanità

    Lunedì,  30 Maggio / 2016    
     

    – di Sergio Basile –

    Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Siria, Aleppo, Consilium, Donald Tus, Bruxelles, Ue, Unione Europea, crimini contro l'umanità, Sanzioni, Assad, Terrorismo, Testimonianza Cristiana, Terrasanta, Persecuzioni contro i Cristiani, martiri, famiglie in fuga, genocidio del popolo siriano, ipocrisia e silenzio, Onu, Vertici vaticani, europeismo, Isis, Usa, Gran Bretagna, Francia, Qatar, Arabia Saudita, Italia 

    Siria – Nuove Sanzioni Ue, Nuovi Crimini

    contro l'umanità

    Persiste l'ipocrita cappa di silenzio dell'Ue, di parte dei

    vertici vaticani, filo-europeisti, e dell'Onu.

    Il rovesciamento della verità sui crimini in Siria resta una

    delle contraddizioni più grandi del nostro tempo:

    informare è un dovere comune

     

    di Sergio Basile

    Siria - Bruxelles - Nuove Sanzioni Ue fino al 1° Giugno 2017

     Consiglio Ue rinnova sanzioni contro la Siria (cioé contro il popolo)     

    Bruxelles, Aleppo, Damasco – di Sergio Basile   Lo scorso 27 Maggio, malgrado gli accorati appelli contrari provenienti da sacerdoti e laici, cristiani e non – puntualmente ignorati (1) – l'Ue ha deciso di rinnovare per un altro anno le sanzioni contro la Siria, o meglio contro il perseguitato popolo siriano. Le terribili sofferenze inferte ("secondo giustizia" – Sic!!) ad una popolazione allo stremo delle proprie forze psico-fisiche, saranno cioé riacuite fino all'1 giugno 2017. Ce lo chiede l'europeismo!

    (1) Vedi qui: Siria – La petizione per fermare le sanzioni e il doppio volto dell’Ue 

    Basta sanzioni alla Siria e ai Siriani – Lettera alla Redazione 

    La petizione, l’appello – Basta sanzioni alla Siria 

    Appello delle suore trappiste siriane – contro le sanzioni che annientano il popolo

    Siria - Bruxelles - Nuove Sanzioni Ue fino al 1° Giugno 2017

     Un voto contro il "regime siriano" ?                                                               

    Ovviamente il sito (2) del Consiglio europeo (3), organo responsabile di questo grave atto, difende la scelta, con motivazioni di facciata a dir poco disarmanti: "Il 27 maggio 2016 – si legge –  il Consiglio ha prorogato le misure restrittive dell'UE nei confronti del regime siriano. (…) con l'imposizione e l'applicazione di sanzioni nei confronti del regime e dei suoi sostenitori. L'UE mantiene l'impegno a trovare una soluzione duratura al conflitto in Siria. (…) L'UE rafforzerà il proprio ruolo politico a sostegno di una ripresa credibile dei colloqui tra le parti siriane coordinati dall'inviato speciale delle Nazioni Unite De Mistura con l'obiettivo di raggiungere un accordo su un'autentica transizione politica in Siria" (virdolettato Ndrconformemente alla dichiarazione di Vienna del 17 maggio 2016 (…). L'UE – si legge infine – continuerà a sostenere la "fornitura di aiuti umanitari" a tutti i siriani che li necessitano in zone assediate e di difficile accesso".

    (2) Vedi qui: Consilium / comunicato 295/16  – 27 maggio 2016

    (3) Consiglio europeo: organo costituito dai capi di Stato o di governo dei 28 Stati membri dell'UE, dal presidente del Consiglio europeo, dal presidente della Commissione europea e – solo quando si discutono temi di politica estera – dall'alto rappresentante Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza (oggi l'italiana Federica Mogherini, in carica dal 1º novembre 2014).

    Siria - Bruxelles - Nuove Sanzioni Ue fino al 1° Giugno 2017

     Le sanzioni votate ( sulle spalle del popolo )                                                

    "Le sanzioni in vigore al momento continua il comunicato ufficiale del Consiglio Ue –  includono segnatamente un embargo sul petrolio, restrizioni su alcuni investimenti, un congelamento dei beni della banca centrale siriana nell'UE, restrizioni all'esportazione di attrezzature e tecnologie "che potrebbero essere usate a fini di repressione interna" (virdolettato Ndsnonché di attrezzature e tecnologie per il monitoraggio o l'intercettazione delle comunicazioni telefoniche od online. Inoltre, più di 200 persone e 70 entità sono oggetto di un divieto di viaggio e di un congelamento dei beni a causa della repressione violenta contro la popolazione civile in Siria (…)".

     Denuncia del vescovo siriano di Hassaké, prima del voto europeista     

    In merito, qualche giorno prima del voto, il Vescovo siriano di Hassakè, Mons. Jacques Behnan Hindo, aveva denunciato per l'ennesima volta (come riportato dal blog "Piccole Note", del 24 Maggio)  le gravissime, scellerate, decisioni europeiste (e dell'intera comunità internazionale targata Onu) in questi termini: "Una tragedia senza fine si è abbattuta sulla popolazione siriana. Le sanzioni imposte strangolano ancora di più la Siria. In aggiunta le organizzazioni non governative e l’Onu invece di aiutarci, ci affamano". Il prelato, testimone oculare dei crimini, in attesa del voto del Consiglio europeo, aveva analizzato la questione, sostanzialmente sotto 2 punti di vista: i presunti "aiuti" e il (presunto) "contrasto alle forze del male" (identificate per Onu e Ue, nel regime di Assad).

     Quali aiuti? A chi?                                                                                               

     1) I cosiddetti aiuti – "L'Onu – aveva ammonito Mons. Hindo – compra prodotti fuori dalla Siria per poi distribuirli (sotto forma di aiuti umanitari) in mamiera scriteriata: un terzo dei finanziamenti, infatti, finisce al personale Onu; il resto viene assorbito dai costi di trasporto". Le imprese siriane, dunque, sono tagliate fuori da questo "provvidenziale" ciclo economico e in tal modo l'Onu finisce per "ingrassare" altri ingranaggi e "gonfiare" altre tasche. "All’Occidente non interessa far finire questa guerra, dal momento che persegue i propri interessi, che poi sono in linea con quelli dell’Arabia Saudita, del Qatar e della Turchia (…) e ciò sotto gli occhi complici dei servizi segreti di Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Italia (che sembrano non vedere i mercenari provenienti da tutto il mondo, assoldati dallo stesso Occidente e alleati mediorientali, per fare il gioco sporco – Nds).

    Siria - Bruxelles - Nuove Sanzioni Ue fino al 1° Giugno 2017

     Il "contrasto al Male della Siria"                                                                     

    2) Il presunto contrasto armato alle forze sovversive e distruttive che annientano la Siria (Assad, per Ue, Consiglio europeo e Onu – Nds) – "Ci sono anche dei siriani tra le fila dei miliziani – aveva denunciato il vescovo siriano – reclutati con un sistema di arruolamento antico ma sempre efficace. Il libero esercito siriano paga 10.000 lire siriane al mese: al Nusra, la più terribile milizia jihadista (le cui stragi non hanno eco in Occidente) paga 25.000 lire, mentre Daesh, ovvero l’Isis, 50.000 lireCifre astronomiche per i normali stipendi siriani, che hanno sedotto i cuori di tanta povera gente che così ha trovato l’America (…). E che dire delle migliaia di pik-up Honda bianchi, con tanto di mitragliatrice posizionata nel retro, arrivate nel Paese: veicoli nuovi fiammanti che qualcuno ha comprato e girato ai miliziani e che oggi fanno bella mostra di sé in tutto il Paese. I “ribelli moderati” non esistono! I miliziani passano da un gruppo all’altro con estrema facilità, come anche le armi che l’Occidente fornisce ai loro protetti.

     Un mondo alla rovescia: la menzogna è verità, il bianco è nero               

    Guerra sporca, quella siriana, dove tutto è ribaltato e dove tutto è usato per uno scopo diverso da quello dichiarato. Anche il recente cessate il fuoco – secondo il vescovo siriano – è stato usato a scopo bellico: per rifornire di armi i jihadisti e per farne entrare di nuovi dai confini turchi: circa diecimila. Non abbiamo bisogno di protettori, abbiamo solo bisogno di essere lasciati in pace…" (dichiarazione di Mons. Jacques Behnan Hindo).

     Il vero obiettivo dell'europeismo e della sua "anima nera"                       

    Il vero "contrasto" al neminodifeso (propagandisticamente) dalle  forze europeiste e dall'ONU (4)   alla resa dei conti è uniformato unicamente a disintegrare il popolo siriano, in gran parte reo di essere cristiano o, comunque, non fanatico o allineato al mondialismo (Nuovo Dis-Ordine Mondiale5) cioé a quel movimento globale, pseudo-religioso, che vorrebbe asservire l'intera umanità ad un impero unico su scala planetaria, a trazione giudaico-massonica e a vocazione anti-cristiana. Ovviamente in Italia, nei salotti tv dei canali mainstream, come nei Tg di regime, tutto tace. Nessuno osa  uscire dai solchi; l'inversione della realtà è totale: forse troppo evidente e folle per essere creduta fino in fondo dall'intera comunità.

    (4)  La denuncia di Mons. Hindo è stata solo una delle ultime di un'infinita, inascoltata, serie

    (5) Vedi qui:  

    Nuovo Ordine Mondiale – Sinarchia satanica che si vince con le armi dello Spirito

    Kalergi, Comenius e Saint-Yves: i Padri del Nuovo Dis-Ordine Europeo 

    Ratzinger e il Nuovo Disordine Mondiale

    Siria - Bruxelles - Nuove Sanzioni Ue fino al 1° Giugno 2017

     L'assordante silenzio dei vertici vaticani e delle reti pseudo-cattoliche 

    Ma quel che meraviglia di più è l'assordante silenzio dei cosiddetti canali filo-cattolici, ad oggi, evidentemente, controllati da una grande mano invisibile che decide ciò che e "bene" sapere. Che decide, cioé, il grado di consapevolezze che le coscienze dei fedeli devono raggiungere affinché il "Grande Fratello" non venga disturbato. Intanto i crimini europeisti contro l'umanità continuano a consumarsi sotto il cielo di Aleppo, Damasco e dintorni. L'unico slancio di umanità, per il momento, resta quello dell'accoglienza ipocrita e strategica dei disperati sui barconi: ultima frontiera del piano immigrazionista (5) verso il quale anche gran parte dei vertici vaticani sembra convergere ormai da tempo. Malgrado gli "alberi piantati " in nome della giustizia (6) e  i "crimini invisibili" celati dietro le nuove, "provvidenziali", sanzioni europee.

    (5) Vedi qui: L’élite integrazionista del “Piano Kalergi” premia Bergoglio? 

    Kalergi, Comenius e Saint-Yves: i Padri del Nuovo Dis-Ordine Europeo 

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte / Seconda Parte 

    La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmata 

    Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo

    (6) Vedi qui: L’incontro per la Pace in Vaticano: bilanci e prospettive oltre i cerimoniali 

    Aleppo e il genodicio idrico tra il silenzio della comunità Internazionale

     

    Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Video Allegato – il Piano Kalergi                                                                                      
     

    Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI

     
    Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI
     

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     Allegati – Approfondimenti                                                                                               

    Siria – La petizione per fermare le sanzioni e il doppio volto dell’Ue

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    Giovedì, 26 Maggio/ 2016     – di Fra Firas da Aleppo / Redazione Qui Europa / Redazione Ora Pro-Siria – Redazione quieuropa, siria, Fra Firas da Aleppo, Pirellone, consiglio regionale della Lombardia, Unione europea, Raffaele Cattaneo, padre Ibrahim Alsabagh, collegio di Terra Santa dei frati francescani ad Aleppo, inermi cittadini di al-Zara, Aleppo, Latakia, Jableh, Tartous, nascita di Daesh  Siria – La […]

    Basta sanzioni alla Siria e ai Siriani – Lettera alla Redazione

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    Domenica, 22 Maggio/ 2016    – Comitato italiano “Basta sanzioni alla Siria e ai Siriani” – Redazione Quieuropa, Aleppo, Siria, Crimini contro l'Umanità, Aleppo, guerra dell'acqua, sanzioni, Unione europea,  Suore trappiste, testimonianza, genocidio del popolo siriano, Nobel per la Pace Maguire  Basta sanzioni alla Siria e ai Siriani – Lettera alla Redazione    In attesa del summit di Bruxelles, […]

    La petizione, l’appello – Basta sanzioni alla Siria

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    Mercoledì 18 Maggio / 2016  – Comitato italiano contro le sanzioni alla Siria  – Siria, Redazione Qui Europa, Aleppo, Crimini contro l'Umanità, Aleppo, guerra dell'acqua, sanzioni, Unione europea,  Suore trappiste, testimonianza, Sanzioni, annientamento della Siria, sanzioni inique, genocidio del popolo siriano, sanzioni internazionali  La petizione, l'appello – Basta sanzioni alla Siria In questi cinque anni le sanzioni alla Siria hanno […]

    Testimonianza/Appello delle suore trappiste siriane – contro le sanzioni che annientano il popolo

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    Sabato, Luglio 18th, 2015 – Testimonianza/Appello delle suore trappiste siriane – Redazione Quieuropa,  Siria, Suore trappiste, testimonianza, Sanzioni, annientamento della Siria, sanzioni inique, genocidio del popolo siriano, sanzioni internazionali  Genocidio del popolo siriano – attacco al cuore del Cristianesimo Testimonianza/Appello delle suore trappiste siriane – contro le sanzioni che annientano il popolo Le Monache siriane: "vi chiediamo di operare per […]

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    Martedì,  Febbraio 16th/ 2016 – di Sergio Basile – Dissertazioni su "The Secret World Government" di Cherep Spiridovich con il contributo di Nicola Arena Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Giovanni Caltabiano, Conflitto siriano, Siria, guerra in Siria, The hidden Hand, The Secret World Government, Cherep Spiridovich, Dinastia Romanov, Crimini del bolscevismo, La mano nascosta, The Secret World […]

    Kalergi, Comenius e Saint-Yves: i Padri del Nuovo Dis-Ordine Europeo

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    Mercoledì, 25 Maggio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Le Forze Occulte della Sovversione, Giudaismo, Massoneria, Kalergi, Comenius, Saint-Yves, Nuovo Disordine Europeo, Fratelli Moravi, Fratelli Boemi, Rosacroce, Johann Valentin Andreae, Consultatio de rerum humanarum emendazione, Descriptio de republica cosmopolita, cosmopolitismo, Nuovo Prdine Mondiale, impero giudeo-massonico anti-cristiano, protestantesimo, ecumenismo, Lux ex tenebris, Pontificio Consiglio della Cultura, L’eredità di Comenius, bilancio di un centenario, Alexandre Saint-Yves d’Alveydre, Mission des […]

    Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo

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    Lunedì, 9 Maggio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo, millenarismo «gioachimita», Gioacchino da Fiore, ecclesiologia della Nuovissima Alleanza, San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, Vangelo e Gesù, Puritanesimo, negazione della Santissima Trinità e la Divinità di Cristo, origine ebraica di Gioacchino,  Goffredo d’Auxerre, San Bernardo di Chiaravalle, Giudaismo padre della Massoneria, Massoneria anglo-americana, Rivoluzioni, Liberismo calvinista, Americanismo teo-conservatore, Plutocrazia dell’alta finanza apolide, vera Economia, Millenarismo gioachimita, Giudaismo, […]

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    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte

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    Venerdì,  Marzo 8th/ 2013 – L'editoriale di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Nuovo Ordine Mondiale, Mondialismo, Messia, Capitalismo internazionale, Multiculturaismo, Premio Carlo Magno, Gli Stati uniti e l'Unità Europea, Wiston Crurchill, Loggia B'nai B'rith, Usa, Stati uniti, Teoria delle Razze, Teorie dei […]

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta -Seconda Parte

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    Sabato,  Marzo 9th/ 2013 – L'editoriale Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Multiculturalismo, Premio Carlo Magno, Premio Kalergi, Mescolanza razziale, Terzomondializzazione dell'Europa, Gerd Honsik, Mondialismo, NWO, Angela Merkel, Herman van Rompuy, Denuncia, Coppia tedesca, Crimini contro l'umanità, primavera araba, Robert Schuman, Mediterraneo, G.Brock Chisholm, OMS, […]

    La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmata

    La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmata

    Sabato, Giugno 13rd, 2015 – L'editoriale di Sergio Basile, Direttore "Qui Europa"  –  Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, iper immigrazione programmata, capo treno accoltellato a Milano, delinquenza in aumento, annullamento dell'identità di una nazione, promesse e strategie di Matteo Renzi, Massoneria, Cristianesimo, attacco al cuore del Cristianesimo  Società, Delinquenza e Iper-immigrazione programmata La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare […]

    Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo

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    Lunedì,  Aprile 27th/ 2015       – di Arrigo Muscio, Sergio Basile e Redazione Qui Europa – Redazione Quieuropa, Arrigo Muscio, Sbarchi, colonia Italia, Unione Europea, cattolico-moderniste, giudaico-massoniche, Mare Nostrum e Triton, cercano di arrivare in Florida via mare, Cuba, prostituzione, attacco al cuore del Cattolicesimo,Usa, Cuba, Obama, social-comunismo, mondialismo  Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo La strana politica europeista sugli sbarchi e le […]

    Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

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    Sabato, Febbraio 21st / 2015     – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Lucifero, Scontro tra civiltà, Jacob Bohme, Swedenborg, Saint-Martin, Epiphanius, William Guy Carr, Sistema Bancario Internazionale, Cabala, Satana, sterco del demonio, moneta-debito, Giudeo massoneria e Nuovo Ordine Mondiale  L'attuale scontro fomentato tra civiltà e religioni pianificato in 2 lettere del 187o e '71 La confessione […]

    Banalizzazione dell’orrore: lettera dai Maristi di Aleppo

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    Domenica, Settembre 20th, 2015 – di Nabil Antaki – Redazione Quieuropa,  Siria, Suore trappiste, testimonianza, annientamento della Siria, sanzioni inique, genocidio del popolo siriano, Banalizzazione dell'orrore, problema idrico, problema elettrico, Gli sgozzamenti che non fanno più notizia,  La questione dei "veri profughi"  Genocidio del popolo siriano – La Verità che l'Occidente tace Banalizzazione dell'orrore: lettera dai Maristi di Aleppo  Siria – Le […]

    Rimaniamo ad Aleppo perché qui è nata la fede

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    Martedì,  Aprile 7th/ 2015 – di Nabil Antaki – Redazione Quieuropa, Nabil Antaki, Siria, Aleppo, Gesù Cristo, presenza cristiana, persecuzioni in Siria, una vita costantemente in pericolo, guerra importata, gendarmi del mondo, culla del Cristianesimo  Il dramma siriano e la fede, dopo 4 anni di distruzione «Rimaniamo ad Aleppo perché qui è nata la fede» L'appello dei Maristi blu: ecco […]

    Aleppo – Testimonianza di Fra Ibrahim: una comunione meravigliosa, malgrado la morte

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    Martedì,  Maggio 5th/ 2015       – Redazione Qui Europa – Testimonianza di Fra Ibrahim Sabbagh, parroco latino di Aleppo Redazione Quieuropa, Siria, Aleppo, Terrorismo, Fra Ibrahim Sabbagh, Testimonianza Cristiana, Terrasanta, Persecuzioni contro i Cristiani, martiri, famiglie in fuga, meravigliosa comunione  Aleppo – Testimonianza di Fra Ibrahim: una comunione meravigliosa, malgrado la morte Prima dell'inizio della persecuzione, vivevano ad […]

    Siria – Le Politiche Occidentali incoraggiano l’esodo dei Cristiani

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    Martedì, Ottobre 22nd/ 2013 – Redazione Qui Europa – Redazione Qui Europa, Siria, Cristiani, Esodo, Arcivescovo Marayati, Comunità Internazionale, Profughi Siriani, 17 Paesi, Europa, Esodo forzato e indotto, Genocidio di un popolo, Libano, Damasco, Aleppo, Derrate alimentari carissime, Responsabilità e doveri dellì'Occidente, Assad ripristina l'arteria stradale Aleppo-Homs  Siria – Le Politiche Occidentali incoraggiano l'esodo dei Cristiani La […]

    Aleppo e il genodicio idrico tra il silenzio della comunità Internazionale

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    Sabato, Giugno 14th/ 2014 – Redazione Qui Europa  – Siria, Redazione Qui Europa, Aleppo, Brasile, mondiali di calcio, Genocidio idrico, guerra nuova, Micalessin, Giornale, Testimonianza oculare di padre George, Crimini di Guerra e Crimini contro l'Umanità, da Aleppo J'Accuse!, Occidente, ONU, Unicef, Complici di Crimini contro l'umanità, genocidio idrico, guerra dell'acqua  Aleppo e il genodicio idrico tra il silenzio della comunità Internazionale […]

    L’incontro per la Pace in Vaticano: bilanci e prospettive oltre i cerimoniali

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    Giovedì,  Giugno 12nd/ 2014    – di Sergio Basile, Redazione Papaboys 3.0 e redazione Quieuropa – Iniziativa di Libero Confronto, di Quieuropa Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Roma, Papa Francesco, Papaboys 3.0, Shimon Peres, Mahmoud Abbas, Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I e del custode di Terra Santa padre Pizzaballa, la trama sempre più robusta di una convivenza rispettosa e pacifica, Giovanni Paolo II, Elias Akleh […]

    Frans, dì al giovane uomo vestito di bianco accanto a te…

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    Domenica, 10 Aprile/ 2016    – Testimonianza di  padre Nouras Sammour –  Redazione Qui Europa / Redazione Ora Pro Siria – Redazione Quieuropa, Redazione Ora Pro Siria, Gesù di Nazareth, Testimonianza di  padre Nouras Sammour, Ya Rabb, padre Frans van der Lugt, era il pastore, oggi la sua presenza continua  Frans, dì al giovane uomo vestito di bianco accanto a te…           […]

    Aleppo, Siria – “Qui siamo chiusi fuori dal mondo e presto senza risorse per sopravvivere”

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    Mercoledì, Marzo 9th, 2016 – di S.E. Mons. Abou Khazen, Vescovo di Aleppo – Redazione Quieuropa,  Siria, Vescovo di Aleppo, Mons. Abou Khazen, parrocchia di Imola, tagliata fuori dai rifornimenti, taglio dell'acqua  Aleppo, Siria – "Qui siamo chiusi fuori dal mondo e presto senza risorse per sopravvivere" Nuovo appello del vescovo di Aleppo, Mons. Abou Khazen […]

    Siria – Come l’Occidente appoggia l’ISIS sottobanco

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     Martedì,  Ottobrebre 27th/ 2015  – di Padre Daniel Maes, Siria – Redazione Quieuropa, Padre Daniel Maes, Siria, Qara, fabbrica di candele, gruppo Bilderberg, Francois hollande, Barack Pbama, Arabia Saudita, ISIS, Turchia, David Cameron, UK, terrorismo internazionale  Siria – Come l'Occidente appoggia l'ISIS sottobanco Lettera di Padre Daniel Maes da Qara: bugie e ipocrisie, questi i "grandi valori" di […]

    Siria – Le Politiche Occidentali incoraggiano l’esodo dei Cristiani

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    Martedì, Ottobre 22nd/ 2013 – Redazione Qui Europa – Redazione Qui Europa, Siria, Cristiani, Esodo, Arcivescovo Marayati, Comunità Internazionale, Profughi Siriani, 17 Paesi, Europa, Esodo forzato e indotto, Genocidio di un popolo, Libano, Damasco, Aleppo, Derrate alimentari carissime, Responsabilità e doveri dellì'Occidente, Assad ripristina l'arteria stradale Aleppo-Homs  Siria – Le Politiche Occidentali incoraggiano l'esodo dei Cristiani La […]

    La Guerra di Obama è la Guerra delle Banche Centrali: Giacinto Auriti insegna!

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    Mercoledì,  Agosto 27th/ 2014 – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Giacinto Auriti, Sarajevo, Genova, G8, Galli da combattimento, Barack Obama, sionismo internazionale, wahhabiti, integralismo islamico, ruolo delle banche centrali, moneta debito, Siria, Washington, intervento di Terra, debito, monopoli, globalizzazione, Abruzzo Press, Dragurin Dimitrievié, Francesco Ferdinando d'Asburgo, Norodna Obdrana, Ujedinjenje ili Smrt, Dragurin Dimitrievié, Vojislav Tancosié, Sofia Chotek  La Guerra di Obama è la […]

    Giacinto Auriti e la Lettera aperta al Pentagono, per fermare il terrorismo

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    Sabato,  Luglio 23rd/ 2014  – di Sergio Basile e Rocco Carbone / Sete di Giustizia / SAUS – Redazione Quieuropa, Rosso Carbone, Sergio Basile, Sete di Giustizia, SAUS, Giacinto Auriti, Pentagono, Terrorismo, Passo falso, Lettera aperta al Pentagono, Il Manifesto, Video Foley, guerra al terrorismo, clima da guerra fredda, Giacinto Auriti e la guerra del sangue contro l'oro  […]

    Gli angeli di Homs e la nostra Sete di Giustizia

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    Venerdì,  Ottobre 3rd/ 2014  – di Sergio Basile – Presidente Sete di Giustizia – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Homs, strage di bambini, fondamentalismo islamico, nuova consapevolezza, Giacinto Auriti, finanziamenti occulti agli squadroni della morte, moneta-debito, sistema bancario internazionale, rivoluzioni e primavere, progresso, coscienza Sete di Giustizia  Gli angeli di Homs e la nostra Sete di Giustizia Dedicato […]

    Ratzinger e il Nuovo Disordine Mondiale. La trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità

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    Lunedì, Giugno 1st, 2015 – Prefazione del Card. Joseph Ratzinger – 1997 –  al libro "Nuovo disordine mondiale. La grande trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità" di Mons. Michel Schooyans Redazione Quieuropa,  Nuovo Disordine Mondiale, Papa Benedetto XVI, Cardinal Joseph Ratzinger, Gender, Conferenza di Pechino, Nuovo Ordine Mondiale, Ideologia gender, Joseph Ratzinger, Michel Schooyans, Cairo, Una […]

    Nuovo Ordine Mondiale – Sinarchia satanica che si vince con le armi dello Spirito

    Nuovo Ordine Mondiale – Sinarchia satanica che si vince con le armi dello Spirito

    Giovedì, Maggio 28th, 2015 – di Sergio Basile e Massimo Mancinelli  –  Redazione Quieuropa, Madonna di Fatima, Terzo Segreto di Fatima, Massimo Mancinelli, Sergio Basile, San Pio da Pietrelcina, San Giovanni Paolo II, Conciclio Vaticano II, Benedetto XV, Benedetto XVI, Popolo eletto, apostasia, tradimento di Dio, Giudeo-Massoneria, Ebraismo, Giusta interpretazione della Bibbia, nemici di Cristo, Ecumenismo, 13 Maggio 1981, Mehmet Ali Agca, […]

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      Approfondimenti                                                                                                               

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – Prima Parte – Le Origini

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 2 – L’opera rinascimentale dei cabalisti

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 3 – Cabalizzazione dell’ebraismo

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 4 – Contraddizioni cabalistiche e Verità bibliche

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 5 – Attacco alla Genesi e divine alterazioni

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 6 – Gnosticismo, idolatria del nulla e ateismo pratico

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 7 – La Bibbia Satanica del NWO

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

  • Bruxelles, oblio del fariseismo, Via Crucis e Resurrezione

    Bruxelles, oblio del fariseismo, Via Crucis e Resurrezione

    Venerdì Santo,  Marzo 25th/ 2016

     – di Mons. Vincenzo Bertolone, Vescovo di Catanzaro –

    Redazione Quieuropa, Mons. Vincenzo Bertolone, Catanzaro, Bruxelles, Terrorismo, fariseismo, attentati, aeroporto Zaventem, metro, terrorismo, Venerdì Santo 

    Bruxelles, oblio del fariseismo, Via Crucis e

    Resurrezione 

    L'importanza di imparare a camminare tra il grano e la

    zizzania

    Bisogna guardare il volto di Cristo morente. Tutto ciò

    trasmette il messaggio senza tempo: l’uomo è fatto

    per vivere con Cristo, eternamente

     

    di Mons. Vincenzo Bertolone,

    Vescovo di Catanzaro – Presidente Conferenza Episcopale Calabra

    mons. Bertolone

     Bruxelles e il percorso della Via Crucis                                                         

    Catanzaro, Bruxelles – di Mons. Vincenzo Bertolone, Vescovo di Catanzaro – Dopo i fatti di Bruxelles che senso ha andare dietro ad un crocifisso? possiamo parlare ancora di Pasqua  di Resurrezione? Il percorso della via Crucis ed il triduo pasquale  esprimono, devozione, gesti, liturgia e recano con sé una forza incredibile sul piano della spiritualità e della costitutiva trascendenza dell’essere umano. Da esse si sprigiona un fascino magnetico che coinvolge ed interpella le coscienze, anche di chi è distante (o tale  si ritiene), dalla fede. Questa predisposizione spirituale  raggiunge il suo culmine nella processione del venerdì santo, che attraverso la rappresentazione della salita al Calvario del Cristo condannato alla crocifissione  si fa metafora del cammino individuale di ognuno di noi. È in questo interrogarsi, nella ricerca del sé nascosto tra le pieghe dell’anima, che la processione del venerdì santo dice ad ogni uomo che il silenzio è un’esperienza di purificazione, di profondo discernimento e perciò bisogna guardare il volto di Cristo morente. Tutto ciò trasmette il messaggio senza tempo: l’uomo è fatto per vivere con Cristo eternamente.

     L'oblio dell'Europa senza il Dio di Gesù Cristo                                            

    Ma tornando ai fatti di Bruxelles  non posso non  ripetere  che “il sonno della ragione genera mostri” e le cui azioni non hanno né il profumo dell’uomo, né tantomeno il profumo di Dio. Il mondo e l’Europa sono tanto poveri da non  riconoscere  l’oblio di Dio come “mancanza”. Per questo si deve parlare di Pasqua di Resurrezione anche in questi giorni tristi e in queste ore difficili, bagnate una volta ancora dal sangue: il dramma d’amore di Cristo ci dà la certezza che il male non avrà mai il sopravvento sul bene. Nel cuore della vecchia Europea e nel Belgio, simbolica capitale dell’indefinita Unione Europea, come nel resto del mondo, si combattono guerre dimenticate ma non per questo meno sanguinose. La Pasqua parla da sé: il figlio di Dio che sceglie la croce per la salvezza degli uomini è la dimostrazione evidente della follia della croce espressa dalla fede  al contrario di chi, invece, sceglie la via della distruzione e della morte per imporre, farneticando, il predominio del proprio “unico” dio.

     "Non pregate come i farisei!"                                                                          

    Cari amici, abbiamo bisogno di riscoprire le nostre radici cristiane e di ravvivare la  fede con i suoi valori eterni seguendo lo stile di  Cristo Crocifisso: “Non pregate come i farisei… Non fate come loro… Non così tra voi… Nessuno ha mai parlato come quell’uomo…”. E, ancora: pesate la portata dell’offerta di quella vedova, imitate l’atteggiamento umile di quel pubblicano al tempio, pensate al modo di farsi prossimo del  samaritano, non giudicate secondo le apparenze,… Sì, la vita cristiana,  alla sequela del Signore Gesù è una questione di stile che ci dà il ritratto del cristiano.

    mons. Bertolone

     Imparare a camminare tra il grano e la zizzania                                         

    Per seguire le tracce di Cristo si dovrà camminare tra il grano e la zizzania, dovremo imparare a distinguerli cominciando da quei loro semi che germogliano nel nostro cuore; si dovrà guardare il cuore dell’altro e le sue ferite, fino a scorgere persino  dentro l’omicida  l’uomo che è stato creato a immagine e somiglianza di Dio, connotati che permangono indelebili nonostante il male e il peccato. È follia pensare di fronteggiare le mafie, i corrotti, i violenti con la forza disarmata del Vangelo? Forse, ma di quella stessa follia che chiede di amare i nemici e di pregare per i persecutori, di odiare il male, ma amare le persone, anche quelle che sembrano aver smarrito la loro appartenenza all’umanità. Solo così la presenza dei cristiani nella compagine umana si rivelerà sale e luce; solo così pace e giustizia si abbracceranno, solo così vedremo germogliare nel campo del mondo arcobaleni in cieli nuovi e terra nuova, dove l’uomo non sarà più lupo all’uomo.

     Coraggio non temere!                                                                                        

    Cari amici  ecco che cosa significa essere  discepoli di Cristo, cristiani  coerenti, credibili. Dobbiamo formare i nostri giovani non al buonismo, né al catastrofismo,  ma a guardare la vita con l’occhio di Dio crocifisso e risorto, ad essere veri ad avere un’identità cristiana  genuina e autentica. Se così non sarà " il cristianesimo se ne va e con esso,  se ne va tutta la nostra cultura e, forse, come ha scritto qualcuno,  "si dovranno attraversare molti secoli di barbarie".  Certamente abbiamo il dovere non solo di curare la nostra identità, ma  di custodirla nei suoi tratti fondamentali e nella visione della vita e del mondo.  Allora, nonostante il buio del tempo presente,  ha senso parlare della Croce e della  risurrezione di Cristo che ci ricordano che ai discepoli di Gesù Cristo è dato per grazia di offrire un luogo all’utopia del bene che vince il male, in sé come nell’altro. E quel luogo può essere non al di là del mare, ma vicinissimo a noi, sulla nostra bocca e nel nostro cuore. Viviamo nel mezzo di un passaggio epocale: abbiamo il compito di costruire il mondo che verrà. Coraggio, non temere!” è la parola del Signore per l’oggi di ciascuno di noi.

    Mons. Vincenzo Bertolone (Copyright © 2016 Qui Europa)

    omelia del Venerdì Santo – Vescovo di Catanzaro

    Presidente Conferenza Episcopale Calabra

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

     
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  • Attentati Bruxelles –  La pista dello sterco di satana, per fermare gli operatori di satana

    Attentati Bruxelles – La pista dello sterco di satana, per fermare gli operatori di satana

    Mercoledì,  Marzo 23rd/ 2016

     – di Sergio Basile / Redazione Qui Europa / Sete di Giustizia –

    Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Giacinto Auriti, Sete di Giustizia, Bruxelles, Terrorismo, attentati, aeroporto Zaventem, metro, terrorismo, mondialismo luciferino, Nuovo Ordine Mondiale, satana 

    Attentati Bruxelles –  La pista dello sterco di satana,

    per fermare gli operatori di satana          

    Ecco cosa bisogna fare per fermare il Fondamentalismo e il Nuovo 

    Ordine Mondiale: impariamo dalle analisi di Giacinto Auriti

     

    di Sergio Basile

    Redazione Qui Europa / Sete di Giustizia

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     Bruxelles e il sottile inganno mondialista                                                     

    Bruxelles di Sergio Basile – Il terrorismo mondialista e "sedicente islamico" ha colpito ancora: l'Isis ha rivendicato la paternità dei massacri delle ultime ore, che hanno mietuto 34 vittimeQuesta volta sotto attacco è addirittura Bruxelles, sede dell'UE, nonché una delle capitali europee del cosiddetto "Nuovo Ordine Mondiale": repubblica universale che i mondialisti smaniano di costituire sulle ceneri delle nazioni, dell'Europa Cristiana e del pubblico buon senso; nonché sulle ali di una pesante coltre di ignoranza di massa che i media aiutano a diffondere come un morbo, in tutte le famiglie: o almeno in quelle dove brilla la "confortante" luce azzurra della tv. E in questo clima, diciamola tutta, pagare il canone è sempre più un "piacere" (1).

    (1) Anche se ormai non avremo più il gusto di recarci all'ufficio postale per pagarlo, ma, come noto, ci sarà addebitato direttamente in bolletta

     Isis – perché non staccano la spina?                                                                

    Mentre l'intera Europa – e non solo – piange i suoi morti, all'indomani delle stragi della metro di Maelbeek – nei pressi dei palazzi imperiali dell'UE – e dell'aeroporto Zaventem,  spuntano qua e là le solite strategiche bandierine dell'Isis, che qualche terrorista, probabilmente distratto, ha lasciato sui luoghi del reato e dintorni. Ma chi ci sia dietro l'Isis ormai è cosa nota, anche se i giornalisti di regime, forse troppo stanchi, vecchi e decrepiti, sembrano non ricordarlo, affetti da preoccupanti forme di morbi di alzheimer in stato cronico. In ginocchio, dunque, questa volta, è Bruxelles: o meglio i suoi abitanti. Dopo gli attentati di Parigi dello scorso 13 novembre (vedi qui Dietro gli attentati di Parigi – I Dr. Jekyll e Mr. Hyde dei giorni nostri) e l'arresto "provvidenziale" di Salah, dei giorni scorsi, la capitale belga è stata colpita da una serie di feroci attacchi: testimoni hanno riferito di aver udito urla in arabo prima delle due deflagrazioni. Le autorità belghe hanno, ovviamente, lanciato il piano catastrofi, proprio come avvenne all'indomani dell'11 settembre negli Usa. L'Europa vede evidentemente delinearsi un nuovo preoccupante stato di polizia senza confini, eppure per vincere l'Isis basterebbe non finanziarla più, basterebbe "staccare la spina".

     Propaganda & Co                                                                                                 

    Forse per capire meglio, necessita fare un piccolo salto nel passato, consapevoli che il nuovo ordine massonico-mondialista predilige da sempre il terrore, l'inganno e il caos per imporre le sue diaboliche leggi di dominio e controllo globaleRicordiamo, ad esempio, come la grande truffa storica e ideologica della Guerra Fredda tra Usa e Russia/URSS (vedi qui  Giacinto Auriti – Governo Occulto e Nuovo Ordine Mondiale sia stata sempre caratterizzata da queste gigantesche, planetarie, prese per i fondelli. Ma numerosi sono gli esempi di questa subdola pantomima. In data 26 Ottobre 2001 “Il Manifesto”, dando corda alle strategie degli "Stati Uniti" (dei sionisti e Rothschildiani States), pubblicò uno strano articolo dal titolo “Diteci cosa si deve fare per fermare il terrorismo”, accogliendo uno altrettanto bizzarro comunicato del “Pentagono” che aveva lanciato una sorta di pubblico concorso per raccogliere idee in merito. Un modo per un altro per “lavarsi la coscienza” e per fare un pò di sana propaganda neocom (2)Colse la palla al balzo il Prof. Giacinto Auriti che il giorno dopo su “L’Alternativa” (3) pubblicò un articolo dal titolo L’errore strategico del Pentagono.

    (2) I due blocchi – vicini dal 1917 e comunque dalla caduta della dinastia Romanov e dal contestuale predominio bancario e finanziario instaurato dalla dinastia Rothschild in entrambi i paesi -sono sotto il controllo dei banchieri internazionalisti e dell'élite sionista: essi hanno continuamente messo in scena strategici alterchi protesi a sorreggere un dualismo in realtà evidentemente fittizio e funzionale ai loro rispettivi piani egemonici. L'inganno durante tutto il '900 è stata la loro arma migliore! Ovviamente nell'occasione "Il Manifesto" non osò toccare argomenti scomodi quali, ad esempio, il rapporto tra sionismo e fondamentalismo islamico (vedi qui Speciale – Così il sionismo creò l’integralismo islamico).

    (3) Notiziario del Sindacato Antiusura, aderente all’associazione per la Proprietà di Popolo – del 27 Ottobre 2001, Anno XXVIII, N.3

    bruxelles - moneta debito - attentati - auriti

     L’errore strategico del Pentagono –  L'articolo di Auriti                           

    "Platone – scrisse il professore (4) – avvertiva che gli errori maggiormente devianti sono quelli iniziali: in guerra sono quelli strategici. Il Pentagono "non ha capito" che le guerre di religione – e questa lo  è – non si combattono con le armi "fisiche” ma con quelle “etiche”. Ecco perché l’unica arma valida per vincere l’integralismo è la verità! Il kamikaze dà la vita perché si illude di trovare, dopo la morte, il paradiso di Allah. Per fermare i kamikaze basta dimostrare che non è vero. L’unico insegnamento capace di tanto è solo il CristianesimoL’uomo per esperienza sa che è stato capace di vivere i tempi che è stato capace di prevedere ed ha quindi il presagio di vivere i tempi successivi alla sua morte perché li prevede. Questo presagio è il presupposto di ogni fede religiosa. Poiché il presagio non è certezza, tutte le religioni basano su un magistero che trasforma il presagio in scelta di fede. Il Cristianesimo è l’unica religione in cui la fede basa sulla certezza causata dal messaggio personale di DioVerbum caro factum est. I miracoli compiuti da Cristo e descritti nel Vangelo sono la prova del dominio sulle leggi della natura che è la prova della Divinità. Il massimo di questo dominio è stata la Resurrezione dai morti. Mai nessun mago, pur capace di notevoli prodigi, operò la resurrezione" (5). Le dichiarazioni di Auriti ci aiutano a comprendere come la verità non sia sempre come appare (bisogna sempre conservare uno spiccato spirito critico) e come l'elemento spirituale sia l'arma più potente nella ricerca della Verità e nella lotta contro il male e i suoi seguaci.

    (4) Articolo del 27 Ottobre 2001 – SAUS – Avv. Prof. Giacinto Auriti

    (5) Quando Cristo ingiunge sulla tomba: “Lazzaro vieni fuori!” e provoca la resurrezione di Lazzaro, dà la prova incontestabile di essere Dio. Ciò spiega e giustifica la preoccupata domanda di Caifa: “Sei Tu il Cristo, Figlio di Dio?” Quando Cristo conferma e risponde: “Tu lo hai detto”, dà la ulteriore prova definitiva della Sua Divinità, perché non può non essere credutoAltrimenti avrebbe mentito non per salvarsi, ma per andare in croce, il che è impossibile. Come ogni uomo, Lui non voleva morire, tanto che aveva detto al Padre: “Allontana da me questo calice amaro, ma non la mia, ma la tua volontà sia fatta”. Egli dà così, ad un tempo, la prova della Sua Divinità e del Suo amore per l’uomo. Ciò spiega perché la legge islamica vieta severamente l’apostolato cattolico: perché lo teme. Il Corano afferma la divinità di Allah, ma non la dimostra. Il Vangelo dimostra la Divinità di Cristo, del Messia Crocifisso come unica possibile nell’Unità della Trinità. Questa è anche la dimostrazione che il paradiso di Allah non esiste e che i kamikaze altro non sono che dei fanatici in cui coincidono le due qualità della onestà e della irrazionalità. ( Avv. Prof. Giacinto Auriti – Segretario Generale del sindacato Antiusura – SAUS ).

     Le 2 vie mondialiste alla globalizzazione e il teorema delle banche centrali 

    Ma il centro del discorso, in questo caso, non lo ricercherei solo nell'ambito di questioni prettamente islamofobiche. Infatti – e la Siria ce lo insegna – per oltre mille anni musulmani e cristiani, a Damasco e dintorni, sono andati sostanzialmente d'amore e d'accordo… Ciò, almeno finché il mondialismo giudeo-massonico non ha iniziato a sostenere i "ribelli" e poi a finanziare l'IsisUna delle strategie principali della religione della globalizzazione, infatti, punta sullo strumento bellico. Ma – come detto in più occasioni – esistono almeno due tipi di guerre: 1) la guerra militare: diretta o mediata; 2) le crisi economiche indotte (e i contestuali debiti correlati). Entrambi queste strade partono, come vedremo, da un luogo ben preciso: le banche centraliEsse si comportano né più né meno come dei falsari, o come i padroni del gioco del monopoli, che per convenzione stabiliscono che ciascun giocatore possa partire con un certo quantitativo di carta stampata (falsa) che avrà valore solo – ribadiamo solo – perchè accettata dai giocatori, per convenzione. A scrivere le regole di questo gioco – attraverso i loro camerieri politici – e a redistribuire nella maniera più "fantasiosa" il denaro, sono sempre le banche centrali e i loro oscuri mentori.

    bruxelles - moneta debito - attentati - auriti

     Carta straccia contro armi – il trucco da prestigiatore più diabolico      

    Lo stesso trucco da prestigiatore viene impiegato dalle banche centrali per "regalare" denaro (fittizio) alle banche e – di riflesso – ad altre organizzazioni. Questi pezzi di carta una volta girati al primo prenditore (le banche commerciali) divengono denaro (cioè vengono legittimati dal sistema) e vengono poi utilizzati (a debito) per i fini più svariati: per rifinanziare a debito le economie degli stati-debitori, ma anche per l'acquisto di armi e/o per il finanziamento occulto di guerre e guerriglie varie. In pratica chi controlla il denaro controlla automaticamente tutti gli arsenali militari del mondo e può decidere di volta in volta chi finanziare e chi distruggere. Ovviamente il tutto segue un filo molto logico: l'obiettivo finale è – come nel monopoli – il controlo totale del gioco (il mondo) ed il fallimento dell'avversario (il Cristianesimo e di seguito l'intera umanità). Se ciò non fosse vero non si comprende come l'Isis possa autosorregersi dinanzi alle presunte "pressioni" degli stati più potenti al mondo (Usa e paesi NATO in testa).

     Effetti del gioco: materiali e spirituali                                                            

    Sempre Auriti (6) così si espresse, in merito, sui fatti di Genova "Non si possono interpretare i disordini del G8 se non si considera la tecnica con cui si provocano i galli da combattimento. Come si sa, gli strumenti a tal fine necessari sono: 1) due galli, che per esigenze tecniche chiameremo gallo A e gallo B; 2) una bacchetta3) il quadrato dove il gioco si svolge4) un esperto provocatore che è il padrone del gioco. Si pongono i galli sul quadrato. Il provocatore colpisce con la bacchetta il gallo A quando volge la schiena al gallo B e ripete analoga operazione in danno del gallo B quando volge la schiena al gallo A. In tal modo i galli sono istigati l'uno contro l'altro, perché ognuno pensa che i colpi siano causati dall'unico becco dell'unico nemico presente sul quadrato. Comincia così il combattimento mortale.

    (6) articolo pubblicato su "Abruzzo Press", in data 28 luglio 2001

     Le strategie perverse dei padroni del denaro                                               

    Se si mette al posto del gallo A lo stato italiano, quale delegato del G8 (e quindi rappresentante ufficiale della globalizzazione), al posto del gallo B gli anti-globalizzatori, al posto della bacchetta il proiettile esploso dal giovane carabiniere (ma, secondo Le Monde, non è certo che sia stato lui ad uccidere) e le reciproche violente reazioni, al posto del quadrato, Genova, al posto del padrone della bacchetta i padroni del danaro, che autorizzano ufficialmente la disponibilità del "quadrato" e la presenza dei Galli, il gioco è fatto". (…) Occorre togliere dalle mani del padrone la bacchetta che comanda il gioco. Questo non fu possibile alle generazioni del Novecento che vissero le drammatiche esperienze di due guerre mondiali per mancanza di cultura. Oggi abbiamo capito che per consentire ai popoli del mondo di tornare a vivere tempi nuovi a dimensione umana, occorre sostituire alla moneta-debito, la moneta proprietà (vedi qui La Contromassoneria del Bene Comune). Dare ad ogni popolo la proprietà della sua moneta significa toglierla a chi ce l'ha, cioè alle banche centrali che comandano il gioco stando dietro le quinte(7)Ovviamente questo paradigma vale ancora oggi per centinaia di altri disordini e atti di terrore.

    (7) Prof. Giacinto Auriti – da Abruzzo Press del 28 luglio 2001

    bruxelles - moneta debito - attentati - auriti

     La pista dello sterco di satana, per fermare gli operatori di satana         

    Tornando nuovamente agli attentati di Bruxelles, ora comprendiamo come sia facile sbrogliare il nodo della "matassa terrorismo" seguendo l'olezzo quasi impalpabile dello sterco di satana: la moneta-debito, la metaforica "bacchetta di comando" di cui parla Auriti, detenuta delle banche centrali di emissione. Ad aiutarci a comprendere meglio il "caso Bruxelles" (e non solo) interviene un'altra analisi sul funzionamento del sistema bancario, afferente questa volta alla società SWIFT ( Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication ) (8) che, ad oggi, sembrerebbe attuare un comportamento piuttosto ambiguo verso le banche e la ricchezza gestita dall'Isis: infatti, come se non bastassero gli altri tipi di sostegno finanziario sottobanco (vedi qui Siria – Come l'Occidente appoggia l'ISIS sottobanco), una dozzina di banche cadute nelle mani dello Stato Islamico in Irak e Siria, oggi, “non sono state escluse da SWIFT” e continuano a poter fare transazioni internazionali, come se niente fosse…

    (8) Fondata nel 1973 a Bruxelles, in Belgio, SWIFT è un sistema di comunicazione internazionale  che consente alle banche di effettuare trasferimenti elettronici reciproci. Prima della fondazione, le istituzioni finanziarie si limitavano a comunicare con sistemi telex e telefonici. In questo senso, SWIFT è un progresso tecnologico di prima classe, in quanto ha consentito sia di aumentare la velocità del commercio e degli investimenti globali che di ridurre i costi di transazione su una scala senza precedenti. Attualmente SWIFT è usato da 10500 banche, soprattutto americane ed europee in più di 200 Paesi. Al suo culmine, nel 2015, ha elaborato 27,5 milioni di ordini. SWIFT è un meccanismo “tecnico” puramente “neutrale”, secondo i magnati di Wall Street e City di Londra

     La strategia del terrore dei seguaci di satana                                                

    Alla luce di quanto detto si comprende la pesantissima responsabilità dei privati azionisti – e dei loro mentori "religiosi" – che oggi detengono il controllo delle banche centrali e – di riflesso – delle sorti delle nazioni. Concludiamo il quadretto, concordando con le parole pronunciate nelle scorse ore dal parlamentare belga Laurent Louis e ricordando come gli attuali controllori e custodi del segreto della moneta-debito, siano gli stessi che perseguono gli obiettivi del mondialismo luciferino, sostenendo l'Isis: "è inconcepibile – ha dichiarato Laurent Louis – che degli individui siano in grado di entrare in metropolitana o nell’aeroporto nazionale con delle bombe e che riescano a farle esplodere. Non oso immaginare che i nostri servizi segreti e i nostri servizi di sicurezza siano inadempienti al punto di non poter proteggere efficacemente dei luoghi di così grande importanza. Come sapete, non ho mai nascosto di ritenere dei false flag gli attentati che sono stati perpetrati negli Stati Uniti e in Europa dall’11 settembre 2001, attentati attribuiti a delle organizzazioni terroristiche Islamiche ma che in realtà sono stati perpetrati dai nostri governi per servire gli interessi politico-economici aventi come sfondo la destabilizzazione del mondo arabo, lo sviluppo dell’islamofobia nel mondo, la concretizzazione del progetto della grande Israele e in fine la realizzazione di un Nuovo Ordine Mondiale che impone un governo mondiale che limiti i nostri diritti e le libertà fondamentali al fine di lottare contro il terrorismo creato da coloro che, nell’ombra, tirano le redini della politica mondiale".

    Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

     
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  • La polemica sul Crocifisso Comunista: simbolo massonico ed emblema dell’ecatombe più bestiale della storia

    La polemica sul Crocifisso Comunista: simbolo massonico ed emblema dell’ecatombe più bestiale della storia

    Sabato, Luglio 11st/ 2015 

    – di Sergio Basile  –

    Redazione Qui Europa, Sergio Basile, Papa Bergoglio, massoneria, comunismo, viaggio in Sudamerica, Espinal, Evo Morales, Bolivia, orrori del comunismo, crocifisso a forma di falce e martello, nemici storici della Chiesa di Cristo, ideologia capace di portare distruzione, povertà e morte, terrorismo, purghe mortali, gulag letali, lavoro forzato, deportazioni fatali, smembramenti familiari, carestie artificiali, esecuzioni extragiudiziali, processi farsa, assassini a sangue freddo 

    Comunismo e Retroscena sulla visita in Sudamerica di Papa Bergoglio 

    La polemica sul Crocifisso Comunista: simbolo

    massonico ed emblema dell'ecatombe più

    bestiale della storia

    Retroscena e punti di vista sul bizzarro dono del Presidente

    Morales a Papa Bergoglio: il "Crocifisso Comunista"

    di Espinal 

     

    di Sergio Basile
     
    Crocifisso Falce e Martello
     
     Il Crocifisso, la falce e il martello                                                                   
     

    Sucre, La Pazdi Sergio Basile – Il dono del presidente boliviano Evo Morales a Papa Bergoglio – un crocifisso a forma di falce e martello – ha secondo molti critici dell'incredibile. Almeno questa è la sensazione che ha suscitato di primo acchito il bizzarro regalo: un minestrone indigesto di simboli; un misto di cattivo gusto e blasfemia allo stato puro. Buon viso a cattivo gioco ha dimostrato Bergolgio nell'accettarlo. Una domanda, alla luce di ciò, sorge spontanea: doveva essere accettato e "incensato" – ci chiediamo – un omaggio così empio e irriverente? Questo particolare, secondo molti critici, dovrebbe evidentemente farci pensare, con pathos e preoccupazione, allo stato di resa e/o apostasia silenziosa che la chiesa sta vivendo oggi; dovrebbe allertarci e indurci a pregare ed agire affinché i nemici storici della Chiesa di Cristo anziché essere incensati o bypassati sotto l'ala del politically correct siano chiaramente smascherati; siano essi "sacerdoti", laici, laicisti, illuministi, massoni, liberali, socialisti o atei dichiarati. Solo così, infatti, potremmo individuare chiaramente i timonieri di questo mondo impazzito.

     Quale interpretazione?                                                                                    

    Tuttavia, da notare, l'interpretazione data dalla curva opposta, secondo i quali il regalo in questione non andrebbe letto come una provocazione comunista, ma come "un esplicito richiamo alla morte di un prete gesuita, punto di riferimento per tutti i cattolici andini". Di fatto, una cosa è  certa: una parte della chiesa filo-europeista e potically correct, oggi non informa a dovere sui pericoli attuali del social-comunismo e del grande alleato liberal-capitalista (vedi qui Il Piano per il Governo Mondiale nell’ora presente). La Chiesa-vertice non indica e denuncia, di fatto, i nomi – ben precisi – degli autori occulti ed unici dell'attuale caos globale, addentrandosi soltanto in generiche e sporadiche denunce.

     Il fratello Padre Espinal                                                                                    

    Possiamo cogliere la drammaticità di questa domanda di fondo, paradossalmente, dalle parole dello stesso Bergoglio: "Mi sono fermato qui per salutarvi – ha commentato dinanzi alla corposa platea boliviana – e soprattutto per ricordare. Ricordare un fratello, un nostro fratello, vittima di interessi che non volevano che si lottasse per la libertà della BoliviaPadre Espinal ha predicato il Vangelo – ha poi aggiunto Bergoglio –  e quel Vangelo dava fastidio, e perciò lo hanno eliminato (…)". Così Bergoglio, in uno dei momenti emblematici del suo viaggio apostolico in  Sudamerica e in Bolivia, ha lodato l'operato del catto-comunista spagnolo Luis Espinal. Ma quale vangelo ha predicato Espinal? E soprattutto chi è Espinal? Il nostro singolare sacerdote fu assassinato nel 1980 nell'ambito delle lotte politico-sociali del tempo. Ebbene, proprio Espinal è stato l’ideatore del bizzarro ed emblematico "crocifisso” comunista, cui riproduzione Morales ha offerto a Bergoglio.

    Crocifisso Falce e Martello

     Comunismo – Tre pugni in faccia alla verità                                                 

    Rimandando ad un prossimo futuro un identikit più approfondito sul prelato boliviano, in tal sede consentiteci almeno tre osservazioni che sentiamo l'obbligo morale di levare: 1) Il comunismo è storicamente – fin dalla rivoluzione giudaico-bolscevica ed anti-cristiana del 1917 – l'ideologia ufficiale dell'Anti-Cristo, funzionale alle mire egemoniche mondiali delle élite internazionaliste; 2) Il comunismo non ha mai difeso gli interessi del popolo, ma è stata piuttosto l'ideologia capace di portare distruzione, povertà e morte ovunque nel mondo, con oltre 200 milioni di morti ammazzati nelle modalità più aberranti, macabre e "fantasiose"; 3) Il comunismo è una creazione giudaico-massonica e poggia sul suo classico emblema massonicola falce ed il martello. Simboli, come vedremo, presenti entrambi nel quadro di loggia… (vedi anche qui 8 marzo – Mimosa, Falsità Storiche e Propaganda Illuminata)

     Il Democidio comunista                                                                                  

    Il Comunismo è stato fautore del primo vero democidio a catena della storia: cioè di una serie impressionante di genocidi pianificati e premeditati da parte di un governo – o élite statale – associata a omicidi di massa a livello globale, mediante terrorismo, purghe mortali, gulag letali, lavoro forzato, deportazioni fatali, smembramenti familiari, carestie artificiali, esecuzioni extragiudiziali, processi farsa, assassini a sangue freddo. L'ecatombe comunista non ha eguali nella storia. L'Unione Sovietica fece fuori oltre 60.000.000 di uomini, specie cristisani: sterminio accompagnato dalla distruzione sistematica e strategica di migliaia di chiese e santuari cristiani. Stalin, in particolare, fu responsabile di quasi 43 milioni di morti, la maggior parte dei quali – 39 milioni – riconducibili a lavori forzati letali  promossi all'interno dei gulag. Oggi la guerra continua sia con le bombe che con la finanza e l'economia del debito, cui meccanismi diabolici furono studiati proprio a ridosso della Rivoluzione Russa (vedi qui Il Sionismo e l’arma economico-finanziaria – Confessioni di un rabbino qui Dichiarazioni e Rivelazioni eccellenti di Sionisti doc e qui Rivoluzione e Sionismo, Rivelazioni eccellenti – 2 – Le ammissioni dei rabbini Lior e Waton). Che senso ha, dunque, apporre un simbolo tanto sacro ed alto come il Crocifisso (Gesù Cristo) su un simbolo massonico e social-comunista?

     Oltre 200 milioni di sacrifici umani al dio oscuro                                      

    Tra i comunisti più sanguinari della storia va poi annoverato Mao, che in Cina in tempo di pace fece oltre 70 milioni di vittime (vedi qui Mao, servo di Satana – Come la Cina fu asservita al Nuovo Ordine Mondiale – 1 e qui Mao, servo di Satana – Il vero volto del Comunismo: primo nemico il popolo – 2). La Cina conobbe poi, nel 1949 gli efetti "provvidenziali" della rivoluzione culturale rossa, che da  sola "produsse" un milione di omicidi. Da non scordare poi i crimini commessi in Corea del Nord, nella Jugoslavia di Tito ed in Cambogia, sotto i Khmer Rossi. Pol Pot fece fuori 2 milioni di cambogiani dall'aprile del 1975 al dicembre del 1978, su una popolazione di circa 7 milioni di cittadini: l'8/9% della popolazione fu assassinata ed immolata alla causa nobile del social-comunismo marxista.

    Crocifisso Falce e Martello

     All'origine dell'inganno marxista – il più grande sacrificio satanico       

    Va ricordato, in aggiunta, come circa 55 milioni di uomini furono fatti fuori dai comunisti russi mediante carestie indotte (come scordare l'Ucraina – vedi qui Stalin & Co – Così i comunisti spinsero a mangiare i bambini in Ucraina) e patologie associate, sulla base del falso mito del materialismo storico, espressione di una religione fanatica e giudeo-massonica. Il comunismo è stato, dunque, il più grande e satanico sacrificio pagano e – nel contempo – l'esperimento di ingegneria sociale più grande e feroce, mai realizzato. La conseguenza di un'assurda subordinazione strutturale e ideologica che il marxismo massonico operò subordinando la famiglia, lo spirito e la fede – accanto a tutte le più alte ed importanti sfere e prerogative spirituali, morali e culturali – all'onnipotente economia ed al falso conflitto di classe (vedi qui Mistero Marx – Ruolo dei Sindacati e paradosso del Plusvalore secondo Auriti) che mai denunciò la matrice monetaria e bancaria posta a perno dei disegni dei signori del male. Assodato è dunque il fatto che il comunismo non ha mai – e ripeto mai – fatto gli interessi dei popoli in nessun angolo della Terra.

     Simbolismo massonico della falce e del martello                                       

    Infine non va scordato il simbolismo giudaico-massonico insito nella falce e nel martello. Come riportammo in un articolo del 12 marzo 2014, il celebre simbolo del comunismo – falce e martello – è un qualcosa di molto caro ai grembiulini di tutto il mondo. E ce lo ricorda bene a Pag. 221 il testo di Epiphanius, "Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia", (Litografia Amorth, Trento, p. 221):  «Falce e martello sono entrambi simboli massonici, presenti nel “quadro di loggia” già nel primo grado di iniziazione, quello di “Apprendista”, in forma separata di martello e falce di luna". (Altro che alleanza tra operai e contadini dunque!). "Il martello – continua Epiphanius – (…) simboleggia il potere, la forza con lo stesso significato del pugno chiusoLa falce, invece, è l’emblema della filosofia, intesa come surrogato assoluto alla religione (…)». Interessante e molto emblematico, poi, è uno scritto del massone e parlamentare italiano Mauro Sacchi (Cfr.:  Mauro Macchi, deputato al Parlamento italiano, in Masonic Review, del 16 febbraio 1874) inerente alla funzione del martello del comunismo: «La chiave di volta di ogni sistema opposto alla Massoneria è il sentimento trascendentale che trasporta gli uomini al di là della vita presente (…). Finché questo sistema non sia distrutto dal martello della Massoneria, avremo una società di povere creature ingannate, che tutto sacrificano per ottenere la felicità in una esistenza futura».

     Una buona occasione persa?                                                                           

    Forse Papa Bergolgio – senza entrare più di tanto nel ventaglio di interpretazioni simboliche alternative del dono –  in Bolivia ha perso una buona occasione per ricordare a tutti questi orrori e questi simbolismi occulti esaltati dai profeti del social-comunismo: simboli ora finanche accostati forse troppo superficialmente all'odiato nemico per eccellenza, Gesù Cristo, Nostro Signore, il Crocifisso, Morto e Risorto.

    Sergio Basile (Copyright Qui Europa © 2015)

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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    Isis – Tunisia, Somalia, Kuwait e Francia: 96 morti in poche ore

    Sabato,  Giugno 27th/ 2015    
     

    – Redazione Qui Europa 

    Redazione Quieuropa, Terrorismo, Attentati, Terrore, Isis, Tunisia, Kuwait, Roma, Londra, Colosseo, Vaticano, Santa Sede, Fiumicino, Lione 

    Mondo – Week-end di terrore targato Isis

    Isis – Tunisia, Somalia, Kuwait e Francia: 96 morti

    in poche ore

    Il tutto a poche ore dallo storico accordo tra Santa Sede e Palestina

     

    Redazione Qui Europa

    isis - attentati

     La cappa del terrore – 96 morti in poche ore                                               

    Lione, Roma – Week-end di terrore nel mondo, sulla scia di una nuova ondata di attentati terroristici che potrebbero nascondere ancora una volta – ormai non è una novità più per nessuno – la stessa regia internazionalista. In Tunisia il fatto più grave: i miliziani dell’Isis sbarcati indisturbati con un gommone sull'affollata e paradisiaca spiaggia di Soussa, hanno aperto il fuoco facendo strage di 38 inermi turisti; altro episodio sconcertante in Kuwait: questa volta oggetto dell'attenzione particolare degli incappucciati squadroni di satana (come li ha definiti recentemente l'esorcista Padre Amorth, dopo aver interrogato un demone durante un esorcismo) è stato un luogo di culto sciita: 27 il bilancio dei morti; poi allarme rosso in Europa, nella multietnica Francia: a Lione un bizzarro e solitario attentatore ha decapitato il proprietario dell'azienda per la quale lavorava. L'uomo ha poi infilzato la testa del malcapitato nei pressi della recinzione dell'ingresso dell'azienda, tra vessilli e scritte arabe. Per la cronaca, l'azienda è la Air Products di Saint-Quintin-Fallavier. Degno di nota – a chiudere un macabro poker – anche l’attacco kamikaze degli al-Shabab in Somalia che hanno assaltano una caserma della forza d’interposizione dell’Unione africana. 30 i morti. Sventato un attentato a Londra, mentre si teme per Roma: Vaticano e Colosseo sorvegliati speciali: fermato a Fiumicino un pakistano probabilmente coinvolto con l’attentato al mercato di Peshawar del 2009. Insomma 96 moti in poche ore: una cappa di terrore targata Isis, che sta interessando l'intero globo. Ma perché questa escalation destabilizzante di terrore? A chi giova? Il tutto, poi, a ridosso del Ramadan e dell'accordo storico siglato tra Santa Sede e Palestina. Ma quel che preoccupa davvero gli Italiani e gli europei, e l'indifferenza della politica e degli uomini di responsabilità verso il fenomeno iper immigratorio, che sta affondando come una lama nel burro, lungo il fianco della nostra penisola. 

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    Aleppo – Testimonianza di Fra Ibrahim: una comunione meravigliosa, malgrado la morte

    Martedì,  Maggio 5th/ 2015    
     

    – Redazione Qui Europa –

    Testimonianza di Fra Ibrahim Sabbagh, parroco latino di Aleppo

    Redazione Quieuropa, Siria, Aleppo, Terrorismo, Fra Ibrahim Sabbagh, Testimonianza Cristiana, Terrasanta, Persecuzioni contro i Cristiani, martiri, famiglie in fuga, meravigliosa comunione 

    Aleppo – Testimonianza di Fra Ibrahim: una comunione

    meravigliosa, malgrado la morte

    Prima dell'inizio della persecuzione, vivevano ad Aleppo un

    milione di Cristiani. Fra Ibrahim: "trovo sempre persone 

    disposte ad aiutare con molta facilità… è meravigliosa

    la comunione che si è creata… malgrado tutto…"

     

    Testimonianza di Fra Ibrahim Sabbagh, parroco latino di Aleppo

    FRA IBRAHIM - ALEPPO

     La situazione ad Aleppo oggi – Secondo Fra Ibrahim Sabbagh                

    Milano, Aleppo – Mentre il mondo mediatico guarda a Milano e al suo Expo, in Siria i problemi sono ben altri: si continua a morire tra l'indifferenza generale per il solo fatto di essere cristiani: inoltre non è ormai un mistero per nessuno il fatto che le politiche occidentali negli anni, anziché porsi a tutela della civiltà cristiana siriana, abbiano incoraggiato questo orribile status quo, nonché l'esodo stessp dei cristiani (vedi qui Siria – Le Politiche Occidentali incoraggiano l’esodo dei Cristiani). L'ultimo drammatico fotogramma della situazione – raccolto da terrasanta.net – può cogliersi nelle vive parole di Fra Ibrahim Sabbagh, parroco latino di Aleppo, l'antica perla del Medioriente trasformata in una landa desolata; in terra di razzie di ogni sorta e morte: «Ad Aleppo si muore – ha dichiarato Sabato scorso il prelato – la gente diventa ogni giorno più povera e siamo certi che le cose peggioreranno. Ma quello che mi dà speranza – ha aggiunto – è che molti cristiani non vogliono andarsene. L’esercito ha aumentato le difese. Ho la sensazione che la città possa resistere e non cadere nelle mani dei fondamentalisti…(…) I nostri “martiri”, cioè i cristiani morti in città negli ultimi tre anni sotto i bombardamenti sono 178 – puntualizza fra Ibrahim – tra i quali 20 della Chiesa latina, 20 melchiti, 14 greco-ortodossi, 9 siro-ortodossi, 7 siro-cattolici, 7 maroniti e 101 armeni.

    FRA IBRAHIM - ALEPPO

     Prima della persecuzione, un milioni di Cristiani vivevano ad Aleppo   

    Aleppo prima che scoppiasse la guerra contava circa un milione di cristiani. Oggi nessuno sa quanti siamo rimasti: forse un terzo, forse un quarto… Quando facciamo l’incontro periodico tra tutti i responsabili delle Chiese di Aleppo, nessuno dice di conoscere il numero delle famiglie o il numero delle persone della sua Chiesa. Ma alcuni dati possono farci immaginare la situazione: le 9 scuole cattoliche della città due anni fa contavano 10.500 bambini iscritti, adesso il numero è sceso a 2.500. Questo confermerebbe che i cristiani sono diventati un quarto, un terzo in due anni… E quelli che rimangono, diventano più poveri di giorno in giorno. Secondo i dati di cui dispongo, abbiamo sicuramente 442 famiglie iscritte alla nostra associazione di beneficenza parrocchiale. Quando sono arrivato ad Aleppo, a fine 2014, vi erano iscritte soltanto 220 famiglie: in cinque mesi sono raddoppiate. Lentamente credo che tutte le famiglie busseranno alle porte dell’associazione… Secondo i sondaggi della Caritas, il 70 per cento delle persone che vivono oggi ad Aleppo è sotto la soglia della povertà. Diversamente da quanto avviene a Damasco, dove la maggior parte della popolazione lavora, ad Aleppo solo un quinto degli abitanti lavora ancora».

    FRA IBRAHIM - ALEPPO

     Una comunione meravigliosa                                                                          

    «Il cibo – denuncia Fra Ibrahim – in città arriva, ma a volte chi lo vende se ne approfitta e il prezzo cresce fino a diventare insopportabile. La gente è davvero molto povera: ultimamente ci capita addirittura di dover pagare tutte le spese dei funerali perché non hanno soldi neppure per questo…  Nonostante tutto, ci sono diverse cose che mi danno speranza: innanzitutto il fatto che molti cristiani di Aleppo sono decisi a non abbandonare la città. Amano Aleppo e sanno in ogni caso che se lasciano la città perderanno tutto. È positivo il fatto che pensino che ci sono ancora le condizioni per restare! Nonostante l’assedio e i bombardamenti la vita non si ferma: la biblioteca che noi frati abbiamo inaugurato alcuni mesi fa per gli studenti universitari, continua a rimanere aperta e i ragazzi continuano a studiare e a dare esami; le classi di catechismo hanno continuato a svolgersi fino all’ultima lezione, a cui erano presenti oltre 170 bambini. E poi mi consola molto vedere come ci sia tanta gente buona: trovo sempre persone disposte ad aiutare con molta facilità, disponibili, pazienti. Tra noi sacerdoti, infine, è meravigliosa la comunione che si è creata proprio in questa situazione di guerra».
     

    Redazione Qui Europa (Copyright © 2015 Qui Europa)

    Testimonianza di Fra Ibrahim Sabbagh, parroco latino di Aleppo

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    Sabato, Maggio 3rd/ 2014  – Lettera di Nabil Antaki, missionario Marista Blu –  Aleppo, Siria, 1° Maggio 2014 Aleppo, Cristianesimo, Lettera, Appello al mondo del Patriarca di antiochia, Verso la Pasqua, Siria, I figli della Risurrezione, Aleppo, Siria 1° Maggio 2014, Lettera di Nabil Antaki , Marista Blu, non appare nessuna soluzione politica all'orizzonte, le Potenze regionali e mondiali sembrano aver perso interesse a questo conflitto, […]

    7 Settembre, Giornata Mondiale di preghiera per la Pace in Siria

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    Martedì,  Settembre 2nd/ 2014   – di Padre Giuseppe Nazzaro, Aleppo  – Redazione Quieuropa, Siria, Giornata di preghiera per la Siria, Padre Giuseppe Nazzaro, Aleppo, Roma, Mons. Mtanoius Haddad, Medioriente, Gesù Cristo, presenza cristiana, persecuzioni in Siria, Vicario apostolico di Aleppo  7 Settembre, Giornata Mondiale di preghiera per la Pace in Siria  Lettera di Padre Giuseppe Nazzaro, […]

    Nasce il Coordinamento Nazionale per la Pace in Siria

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    Martedì,  Luglio 22nd/ 2014  – Coordinamento Nazionale per la Pace in Siria – Redazione Quieuropa, coordinamento Nazionale per la Pace in Siria, progetti concreti e iniziative per sostenere la Siria, creare caos e disordine, stragi di innocenti, diffusione di newsletter, incontri pubblici, articoli, sostegno all’attività dei siriani in Italia, in Europa e nel mondo, sensibilizzazione dei giornalisti, tavole rotonde, testimonianze, creazione di piccoli circoli […]

  • Piazza San Pietro: “Stop ai bombardamenti sullo Yemen!”

    Piazza San Pietro: “Stop ai bombardamenti sullo Yemen!”

    Domenica,  Aprile 19th/ 2015
     

    – Comunicato di Marinella Correggia –

    Redazione Quieuropa, Marinella Correggia, Piazza San Pietro, Yemen, Arabia Saudita, bombardamenti, terrorismo, Italia, responsabilità, crimini sauditi, Ministro Gentiloni, Vaticano, Papa Francesco 

    Nuovo Disordine Mondiale – Appello a San Pietro per lo Yemen

    Piazza San Pietro: "Stop ai bombardamenti sullo Yemen!"

    Stop all'aggressione saudita – Il grido di cessate il fuoco di una

    rete di attivisti contro l'aggressione al popolo yemenita

     

    Comunicato di Marinella Correggia

    appello yemen - san pietro

     Piazza San Pietro: Appello per lo Yemen, contro l'aggressione saudita  

    Roma, Città del Vaticano, Piazza San PietroComunicato di Marinella Correggia – Oggi, Domenica 19 aprile 2015, a oltre venti giorni dall'inizio della campagna di bombardamenti aerei in Yemen da parte dell'Arabia saudita e alleati, rappresentanti della piccola Comunità yemenita a Roma e nel Lazio e attivisti italiani di diverse sigle hanno presenziato all'Angelus a piazza San Pietro per chiedere – con uno striscione – al mondo e a papa Francesco di aiutare a mettere fine ai bombardamenti aerei perpetrati da potenze straniere, con la complicità di tanti altri paesi.  I manifestanti hanno denunciato le molte vittime civili, la distruzione delle infrastrutture di un paese già povero, la violazione del diritto internazionale e i "due pesi due misure" applicati dall'Onu e dai paesi potenti. Yemeniti, italiani e cittadini di altri paesi arabi e occidentali hanno già manifestato più volte davanti all'ambasciata dell'Arabia saudita a Roma. I cittadini yemeniti sono disponibili per interviste (per informazioni: dr. Fadhl 3283748049).

    Comunicato di Marinella Correggia

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