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  • La Sinistra Italiana del “Partito Unico” premia Soros, Profeta del Nuovo Ordine Mondiale

    La Sinistra Italiana del “Partito Unico” premia Soros, Profeta del Nuovo Ordine Mondiale

    Giovedì, Giugno 20th/ 2013
     

    – di  Sergio Basile –

    Nuovo Ordine Mondiale, ControstoriaEconomiaGeo&PoliticaNotizie and tagged with: , Milena , George , NWO, New York, London School of Economics, Open Society Foundation, Open Society Organization, Premio Terzani 2013, Soros Fund Management, Occupy Wall Street, Inet, Institute for New Economic Thinking 

    La Sinistra Italiana del "Partito Unico" premia

    Soros, Profeta del Nuovo Ordine Mondiale 

    Tutti i retroscena del pioniere dell'Open Society,

    creatore di Otpor e Profeta Mondialista

    L'Intellighenzia di sinistra assegna a George Soros il

    Premio Terzani 2013

     

    di Sergio Basile

    George Soros - Premio Terzani 2013

      George Soros – Nascosto tra le pieghe della storia del 2° Novecento       

    Roma, New York Chi è George Soros? Uno speculatore? Un milardario filantropo con un patrimonio di oltre 35 miliardi di dollari? Un "benefattore" di acclarata fama? Un membro di punta del gota della finanza internazionale? No! Egli è semplicemente un UFO, cioè un oggetto volante non ben identificato, almeno per il 99% della popolazione mondiale, che pur subendone – come vedremo – le politiche e le scelte, non ne comprende la vera natura e gli scopi, perchè celati dai media di regime, impegnati a dipingere un personaggio "diverso" e nobile. Egli nasce nel 1930 a Budapest da una famiglia dell'alta borghesia ebraica, d'ispirazione sionista.

     L'Influenza del Maestro Popper                                                                            

    Nel 1947 diventa uno degli studenti più noti e coccolati della London School of economics, dove diventa discepolo di Karl Popper, filosofo liberale tra i maggiori negazionisti della "Teoria del Complotto". Il filosofo in "Open Society" sostiene come la  teoria del complotto della società non può essere vera, perché equivale all'affermazione che tutti gli eventi, anche quelli che a prima vista non sembrano essere pilotati e condizionati da nessuno, sono i risultati attesi delle azioni di persone che  interessate a questi risultati … Ma evidentemente alla luce di quello che accade oggi (e riesaminando i principali fatti e accadimenti succedutisi dalla Rivoluzione Francese ad oggi, passando per la Rivoluzione Bolscevica e dalle Guerre Mondiali) non si può essere d'accordo con Popper: un tale punto di vista negazionista è da considerarsi semplicemente un falso storico. La storia è influenzata dalle tendenze economiche, da fattori ambientali, dal progresso scientifico e, in effetti, non si può parlare assolutamente di casualità totale. E questo Soros lo sa bene!

    George Soros - NWO

     L'ebreo europeo Soros negli States – la Svolta                                                   

    Nel 1956 la vera svolta del miliardario mondialista: si trasferisce a New York, dandosi all'alta finanza e costruendo ben presto un impero sulle speculazioni di settore. Nel 1969 fonda la Quantum Fund, non a caso considerata la finanziaria di gestione di capitali più capitalizzata del mondo per lunghi anni. La notte del 16 settembre 1992, mediante una mirata e sistematica speculazione al ribasso provocò la crisi di sterlina e lira. Quest'ultima fu costretta alla fuoriuscita dallo SME. Per Soros fu una benedizione: guadagnò dall'operazione "affossamento lira" una marea di quattrini: oltre un miliardo di dollari.

    George Soros - Premio Terzani 2013

      Il profeta dell'"Open Society"                                                                                 

    Ma pochi sono a conoscenza del fatto che George Soros (papà di Otpor: la celeberrima società dedita al rovesciamento pilotato dei governi "scomodi" nata in Serbia negli Anni Novanta) già nel 1989 in sintonia con altri gruppi di pressione contribuì anche al crollo del famoso Muro di Berlino, che andò giù il 9 Novembre del 1989, favorendo mediante l'opera di indottrinamento portata avanti da due delle sue creature più iper-liberiste "nobili" (la Open Society Foundation e l'Open Society Institute oggi operante "a pieno regime" in oltre 60 paesi– a dire dei suoi seguaci – lo smantellamento dell'ideologia comunista (?). Ma, come vedremo, così non fu. Anzi! Infatti Soros – di pari passo con la strategia nota come "Perestroika" implementata da Mikhail Gorbachev in Russia – contribuì alla diffusione in Europa del liberismo capitalista più selvaggio e deleterio puntanto sulla confutazione della teorie collettivistiche. Anche se come noto tali teorie (portate avanti ad esempio da uomini come Stalin e Lenin: privatizzatori della Banca Centrale Russa e  membri della setta degli illuminati) storicamente hanno da sempre finito per rivelarsi le armi collettiviste più potenti e subdole, contribuendo all'impoverimento dei ceti medio-bassi e regalando il controllo dell'economia ad una stretta élite di oligarchi capitalisti.

    Thatcher e Reagan

     Il Paese più collettivista al Mondo e l'azione di Soros                                    

    Non a caso molti studiosi considerano oggi i liberali USA (oltre la contro-propaganda di facciata) come il Paese più collettivista al mondo. E dando un'occhiata alla struttura sociale degli States, possiamo comprendere come questa tesi sia più che fondata. Oggi il 2% della popolazione Usa possiede oltre l'80% della ricchezza. Oltre il 20% della popolazione vive sotto la soglia di povertà. Eguali ma poveri! E questa la chiamano democrazia? Alla luce di ciò forse appaiono più chiare la motivazioni che stanno dietro l'opera ciclopica di finanziamento della campagna presidenziale dei Democratici portata avanti proprio da Soros negli ultimi anni negli States, e l'appoggio alle politiche mondialiste che stanno compromettendo tutti gli equilibri del mondo. Come d'altra parte non considerare le pesanti influenza della mondialista e "comunitarista" (collettivista) Fabian Society (vedi video in allegato) sulle politiche dei laburisti ninglesi (Vedi Margaret Thatcher – foto in basso e in alto e articolo in allegato) e sulla stessa "reaganomics" Usa di Ronald Reagan? Ma a farci storcere ancor più il naso un fatto particolare: l'attenzione che l'intellighenzia di sinistra italiota ha da sempre prestato al "liberista" Soros. Non trovate? Se ciò che dico vi sembra strano ed infondato, leggete di seguito e vi ricrederete!

    Margaret Thatcher

      N.W.O. – L'Intellighenzia di sinistra premia il "Mondialista Soros"         

    L'ultimo episodio, in tal senso, si è registrato nei giorni scorsi ad Udine, dove una giuria "rossa" di giornalisti “d’assalto” – vedi Milena Gabanelli e Tony Capuozzo – ha assegnato proprio a George Soros il Premio Terzani 2013 per il suo libro ”La crisi globale e l’instabilità finanziaria europea". Ma sentite un pò la motivazione ufficiale del premio e tremate: “Gli articoli raccolti nel suo ultimo libro, "La crisi globale", scardinano il pensiero economico prevalente e sostengono la necessità di una diversa organizzazione della finanza internazionale. Soros invita a considerare il mercato non un fine, ma piuttosto un mezzo per assicurare un equo benessere al maggior numero di persone possibile, in un quadro di garanzie democratiche (??) . Fa appello alla classe dirigente europea affinché si assuma la responsabilità di ricercare soluzioni condivise che affrontino non solo la riduzione dei debiti (??), ma anche la crisi valutaria, quella bancaria e il rilancio dell’economia nel rispetto di una più equa redistribuzione delle risorse. Nell’assegnare il Premio a George Soros la giuria intende riconoscere valore alla straordinaria esperienza di un attore economico atipico e contemporaneamente offrire al pubblico una eccezionale occasione di conoscenza, nello spirito di Tiziano TerzaniLa sua analisi è persuasiva e autorevole, forgiata in anni di esperienza come manager di fondi e sostenitore dell’integrazione europea. La sua preoccupazione per il futuro dell’Eurozona è palpabile, oggi che i mercati mettono alla prova le banche (Cosa?? ho capito bene??) e i processi politici europei, portandoli sull’orlo del tracollo come mai prima era accaduto – né era stato previsto – fin dalla nascita della Comunità Europea”.

    George Soros - Premio Terzani 2013

     Profeta del Nuovo Ordine Mondiale                                                                     

    Sono in molti a sostenere – ed esistono in merito numerosi documenti e prove – che egli abbia finanziato organizzazioni come Radio Free Europe, Charta 77 e addirittura – sembrerebbe – Solidarnosc in Polonia, incidendo – tra l'altro – sui processi politici ed economici dell'Ex-Jugoslavia (Vedi Otpor in Serbia – video in allegato) e di numerosi paesi dell’est europeo, tra i quali Georgia, Ucraina, Kirghizistan) per non parlare delle cosiddette "Rivoluzioni Colorate" (apripista delle cosiddette "Primavere Arabe" – Vedi Articolo in allegato) e delle sommosse scoppiate e fomentate ad arte in Azerbaigian e Libano (2005); Bielorussia (2006) e Iran (2009). Insomma potremmo definire Soroso uno dei profeti di un Nuovo Ordine Europeo e Mediorientale. Anzi – per dirla tutta – "il profeta del Nuovo Ordine Mondiale". Come d'altronde ammesso dallo stesso in una sconcertante intervista rilasciata il 4 settembre del 2011: “È necessario – affermò – portare la Cina nella creazione del Nuovo Ordine Mondiale, che è il Nuovo Ordine Finanziario. Attualmente, la Cina segue la corrente, ma non fa parte della contribuzione. La sua quota e i suoi diritti al voto non sono proporzionali al suo peso. Credo ci sia bisogno di un Nuovo Ordine Mondiale, dove la Cina deve far parte del processo di creazione e deve appoggiarlo. La Cina – continuò Soros – emergerà come motore, andando a sostituire i consumatori americani. Questo è l’adeguamento che dev’essere compiuto”.
     
    Primavere-Arabe-ed-Altri-Accidenti
     
     Occupy Wall Street e primavere arabe                                                                  
     
    Ma ancor più sconvolgenti furono le dichiarazioni del "neo-premiato" Soros, in occasione della celeberrima "Occupy Wall Street" (operazione di "marketing dell'insurrezione" pare portata avanti dallo stesso miliardario mondialista, nella quale spiccano gli stessi simboli utilizzati da Otpor nelle altre rivoluzioni colorate e primavere arabe indotte in Europa, Africa e Medioriente – Vedi immagini in basso e in alto). “Le proteste – affermò nel gennaio del 2012 – diventeranno ingestibili se l’economia americana continuerà a peggiorare. Si andrà verso la rivolta civile. Gli Stati Uniti si devono preparare a un’insurrezione sociale violenta nelle strade. Per le autorità sarà una scusa per utilizzare tattiche repressive molto dure, che rischiano di creare un sistema politico repressivo, una società dove le libertà individuali saranno soggette a vincoli sempre maggioriSiamo – concluse – in un periodo estremamente critico, un periodo di restrizioni e stenti nel mondo industrializzato, una situazione che minaccia di farci cadere in un decennio di stagnazione. Nel migliore dei casi dobbiamo prepararci alla deflazione. Nel peggiore dei casi al collasso del sistema finanziario".
     
    Otpor
     
      L'auspicio di Soros – La Nascita degli Stati Uniti d'Europa                          
     

    L'ultima profezia mondialista fu esternata da Soros in Europa presso l'Institute for New Economic Thinking (presieduto dallo stesso) in piena  crisi-truffa, ovvero nell'estate dello scorso anno. “L'Europa rischia una bancarotta se non accetta la monetizzazione del debito da parte della Banca centrale europea". La soluzione della crisi secondo Soros & Co. sarebbe passata dunque sempre dall'Eurozona. Cioè dalla gabbia costruita dal Nuovo ordine Mondiale per schiavizzare 500 milioni di ignare vittime. Complimenti! Come? Semplice, attraverso la trasmissioni di maggiori poteri alla BCE stile FED (Unione Bancaria e creazione di un prestatore unico di ultima istanza); Two Pack (Vedi articolo in allegato); l'estinzione del "debito illegale e truffaldino" creato ad hoc dal sistema (Vedi articoli in allegato)  e – in ultima istanza – attraverso il completamento del progetto mondialista per eccellenza: la nascita dell'impero degli Stati Uniti d'Europa modello USA e la correlata abolizione di fatto degli stati sovrani. Fondamentale – secondo la cricca dell'INET – anche la "stabilizzazione degli squilibri della bilancia dei pagamenti all’interno dell’eurozona". Ma nessuno – nemmeno stavolta – ha ammesso l'evidenza: cioè che lo squilibrio della bilancia dei pagamenti e la creazione di decifit indotto ai danni dei Paesi dell'Eurozona è stato voluto e creato ad hoc attraverso l'introduzione (nel 2007) del Sistema Target2 (vedi articolo in allegato, con spiegazione del meccanismo di funzionamento del Target2). Possibile che il colto Soros non lo sappia? Come direbbe il principe De Curtis: Ma ci faccia il piacere! Ma la sinistra italiana (ma neppure gli altri partiti e movimenti politici) sembra non vedere ciò, e premia il "filantropo" Soros, ultimo degno erede e messia del verbo mondialista. Nobile padre di Otpor e del Nuovo Satanico Ordine Mondiale.

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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      Allegati                                                                                                                                             

     

     
    Qui Europa – FABIAN SOCIETY – PILASTRO COLLETTIVISTA E COMUNITARISTA DEL NUOVO ORDINE MONDIALE – http://www.youtube.com/watch?v=87ExPqtTNhY

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    Venerdì,  Marzo 8th/ 2013 – L'editoriale di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Nuovo Ordine Mondiale, Mondialismo, Messia, Capitalismo internazionale, Multiculturaismo, Premio Carlo Magno, Gli Stati uniti e l'Unità Europea, Wiston Crurchill, Loggia B'nai B'rith, Usa, Stati uniti, Teoria delle Razze, Teorie dei […]

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta -Seconda Parte

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta

    Sabato,  Marzo 9th/ 2013 – L'editoriale Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Multiculturalismo, Premio Carlo Magno, Premio Kalergi, Mescolanza razziale, Terzomondializzazione dell'Europa, Gerd Honsik, Mondialismo, NWO, Angela Merkel, Herman van Rompuy, Denuncia, Coppia tedesca, Crimini contro l'umanità, primavera araba, Robert Schuman, Mediterraneo, G.Brock Chisholm, OMS, […]

    Ungheria – La Rivoluzione di Orban e il Piano antico degli Illuminati

    Ungheria – La Rivoluzione di Orban e il Piano antico degli Illuminati

    Sabato, Marzo 9th/ 2013  – di Sergio Basile e Vincenzo Folino – Ungheria, Victor Orban, Rivoluzione Costituzionale, Tradizioni Nazionali, Piano mondialista, lluminati, Adam Weishaupt, Aleister crowley, occultismo, satanismo, Piano diabolico, Distruzione della Famiglia Tradizionale, Distruzione del cristianesimo, promiscuità sessuale, Abolizione degli stati, Storia, economia, Hitler, Stalin, Lenin, Nazismo, Comunismo, Novecento, Werth, Courtois, Panné, Kauffer, Bartosek, Margolin, […]

    Femen: Le Strategie del Nuovo Ordine Mondiale

    Femen: Le Strategie del Nuovo Ordine Mondiale

    Mercoledì, Maggio 29th/2013 – di Sergio Basile  –   Bruxelles, Cristianofobia, omofobia, Omosessualità, Persecuzione cristiani, Cattolici, Chiesa, Femen, Nuovo Ordine Mondiale, Vescovo di Bruxelles, Acqua santa, Francia, Belgio, Sindaci francesi, Omosessualità, Matrimoni, Pussy Riot, Francois Hollade, proteste, sindaci francesi, Strategie mondialiste, Massoneria, Monsignor Leonard, Chiesa, Arcivescovo del Belgio  Femen: Le Strategie del Nuovo Ordine Mondiale col pretesto […]

  • L’Inganno delle Riforme Strutturali e la Morsa del Rating Sovrano – La Costituzione ora la scrive Moody’s

    L’Inganno delle Riforme Strutturali e la Morsa del Rating Sovrano – La Costituzione ora la scrive Moody’s

    Sabato, Dicembre 15th/ 2012 

    – di Vincenzo Folino – 

    Rating Sovrano / Moody’s / Agenzie di rating / Silvio Berlusconi / Mario Monti / Elezioni politiche / Pierluigi Bersani / Previsioni economiche / Pil Eurozona / Pigs / Legge di Stabilità / Jean Claude Juncker / Imu / Vetice Ue di Giugno 

    Nella Morsa del Rating Sovrano – La

    Costituzione ora la scrive Moody's

    Il tempo della democrazia Formale e della

    Dittatura Reale

    L'inganno delle cosiddette "Riforme Strutturali"

    Bruxelles, Roma, New York – Dati, statistiche, tabelle, previsioni e declassamenti. In una parola: agenzie di rating. Bestie rare che agiscono indisturbate e sovrane in una galassia di incongruenze ed ipocrisie uniche nella storia moderna. Una storia costellata di falsità ed arbitrarietà; di giudizi manipolabili, come quelli di altri organismi internazionali di controllo; di – connesse – riforme e misure di austerity, con conseguente restrizione della domanda interna; storie (tristi, drammatiche) di interi paesi al collasso; disoccupazione dilagante e malcontento sociale. Più la crisi va avanti più vengono perpetuate le stesse strategie che ci hanno condotto fin qui; più lo spazio d’azione si restringe più la Bce rimane a guardare, come fosse uno spettatore più che uno degli attori principali della “contesa” in atto. Tutt’al più aggiorna le sue previsioni, e non sono positive: infatti a distanza di soli tre mesi dalle ultime, solo tre mesi, la forchetta del PIL dell'eurozona  – specie quello dei Pigs – peggiora di minimo 0,5 punti percentuali nella sua stima ottimistica; e dell' 1,1% in quella pessimistica. Ciò mentre ormai entriamo nel secondo anno successivo di recessione. Un disastro. Ma in questo scenario, come ciliegina sulla torta, non potevano mancare le ultime stime di Moody’s (della pluri-indagata ma pluri-legittimata ed osannata Moody's) riguardo il nostro Paese.

     La Costituzione non esiste perchè la sovranità nazionale non c'è più 

    L’agenzia di rating statunitense ci concede qualche mese di tregua, un intervento sicuramente insolito che a qualcuno potrebbe far pensare, con un pò di “malafede”, che ci sia sotto una questione di “stima personale” nei confronti di un suo ex consulente, il nostro (loro) "super" Mario Monti. Le previsioni di Moody’s si sono incentrate sui risultati delle future elezioni politiche, sostenendo che le attuali turbolenze avranno, per quanto attiene all’affidabilità creditizia del nostro Paese, conseguenze limitate sul medio e lungo termine. Secondo l’agenzia, infatti, la fine del governo Monti non dovrebbe portare a nessun cambiamento delle linee generali della politica economica. Il nostro giudizio a proposito, se le cose dovessero andare così, sarebbe molto diverso, e in tal caso preferiremmo parlare di ristagnazione, per di più voluta e perseguita. Tornando alle dichiarazioni di Moody’s (una vera e propria minaccia indiretta) si prevede che il centro-sinistra montiano esca vincente dalle politiche, e che la guida del nuovo governo venga affidata a Pierluigi Bersani, il quale – come già dichiarato – manterrà praticamente inalterati gli elementi chiave della Legge di Stabilità. Un’affermazione, anche questa, dal tono ambiguo, che spazia dalle speranze alle minacce. Contemporaneamente, infatti, viene confermato il giudizio negativo (Baa 2) sui Btp decennali dell'Italia e sulle nostre prospettive economiche complessive. Una sorta di monito, un modo come un altro per ricordare ad un qualsiasi paese quale sono i compiti da svolgere a casa e, soprattutto, che non può decidere di studiare per conto proprio. Cioè non può permettersi assolutamente di esercitare la propria sovranità e di far valere la propria Costituzione. Né più né meno di carta straccia. E pensare che quelli di Moody's & Co. dovrebbero essere meri "consigli". Perchè i giornalisti delle grandi testate non lo dicono? 

     L'inganno delle cosiddette "Riforme Strutturali" 

    "Compiti a casa" che ci vengono propinati come prerogative essenziali, come indispensabili per preservare la stabilità finanziaria del nostro Paese e continuare a percorrere la via delle riforme strutturali, le “loro” riforme strutturali  iperliberiste (cioè di regalare il Paese ai privati) e del consolidamento di bilancio. Ed ecco qui apparire super Monti insieme alle previsioni sul suo imminente futuro. Secondo Moody’s il suo ex consulente rimarrà il vero protagonista della nostra scena politica, ed anche se non dovesse candidarsi alle future elezioni politiche: l’Italia – secondo i compari di Moody's – non potrebbe fare a meno del suo apporto. Quest’ultimo potrebbe concretizzarsi in diversi scenari, potrebbe svolgere un ruolo di super ministro dell’Economia, ma potrebbe anche essere richiamato alla guida del governo per superare l’impasse di un Parlamento senza maggioranza. Previsioni legittime? Giudicate voi. Previsioni amichevoli, un pò di parte? Credo di sì.

     Organi Ue – le Sentinelle del Sistema 

    Quello che non possiamo smettere di ripetere, per quanto seccante possa apparire, è che la storia recente ha falsificato – ed in più occasioni – sia la legittimità scientifica (ovvero i numeri), sia la legittimità etica (l’imparzialità) di queste agenzie di rating: nient’altro che società private, ribadiamo anche questo, al servizio dei propri datori di lavoro (lobby e grandi gruppi bancari ed industriali); e nonostante siano ormai numerosi i casi comprovati in cui tali agenzie abbiano clamorosamente sbagliato le valutazioni sulla solidità finanziaria e patrimoniale di Stati e società, i loro giudizi e i loro commenti vengono comunque presi in grande considerazione dai principali attori del mercato: smuovono il mercato, hanno provocato e provocano  conseguenze devastanti per i titoli di questo o quel soggetto. Il tutto inserito in una logica di amicizie e alleanze strategiche, con il benestare delle grandi sentinelle del sistema: gli organi dell'Unione europea: Commissione, Consiglio e Parlamento europeo.  Ma come abbiamo appena detto i loro moniti smuovono il mercato e, per forza di cosa, dobbiamo commentarne il “pensiero”.

     Democrazia Formale, Dittatura Reale 

    Arriviamo così al Cavaliere. Tra i motivi che hanno spinto Moody’s alla cautela c’è stata proprio la mezza marcia indietro di Berlusconi, che dopo aver criticato l’operato del governo Monti si è parzialmente corretto, sostenendo che non si ricandiderà a Palazzo Chigi se Monti accetterà di essere il candidato di un vasto raggruppamento di centro-destra moderato da contrapporre alla sinistra: il classico cabaret all’italiana. E non manca certamente la suspance: come avvenuto ieri durante la votazione alla Camera del decreto legge sullo Sviluppo, un’approvazione tirata per i capelli con una percentuale di voti ridicola (261 favorevoli, 55  contrari, 131 astenuti e 183 assenti), che denota il malumore (o comunque la schizofrenia acuta) di tutti i partiti verso l’attuale governo e la paura di essere puniti alle elezioni per aver avallato, come punta di un’iceberg, l’introduzione dell’Imu. Manca una piccola precisazione, ovvero che queste dichiarazioni e questa ritrovata disponibilità al dialogo da parte di Silvio Berlusconi, fanno seguito ai sottili attacchi ricevuti in sede europea. Meno di quarantotto ore fa a Bruxelles, in occasione del vertice del Partito popolare europeo, il Cavaliere veniva accolto in un clima di gelo e indifferenza da gran parte dei suoi colleghi. Per tutti ha parlato Jean Claude Juncker ,presidente dell'Eurogruppo e primo ministro lussemburghese, che alla domanda cosa pensasse della presenza di Berlusconi, ha replicato di chiedere a lui cosa ne pensasse di essere a Bruxelles. Non aggiungiamo altro. Eccetto il fatto che lo stesso Cavaliere, dal 2007 ad oggi non ha fatto assolutamente nulla per delegittimare le agenzie di rating: pur avendo a Bruxelles – in veste di eurodeputati – una folta schiera di seguaci, ad iniziare dal capogruppo italiano, nonché ex vicepresidente dell'Europarlamento, Mario Mauro. Segno che l'Europarlamento in effetti non conta nulla, e che quelli che comandano davvero sono i membri della Commissione (tecnocrati rigorosamente non eletti e provenienti da ambienti "particolari") assieme ad una manciata di leader europei: alcuni dei quali "nominati" (i cosiddetti tecnici) e provenienti dagli stessi ambienti dei primi; altri eletti ma compiacenti ai diktat dei primi; altri ancora contrari ma costretti all'obbedienza; ed infine alcuni di essi (le mosche bianche) rappresentano i cosiddetti "dissidenti": isolati o comunque posti in posizioni di netta inferiorità numerica per poter contare qualcosa. Risultato? Democrazia formale, Dittatura reale!

     Due ultime osservazioni 

    Concludo lasciandovi due piccole osservazioni, dopo aver detto delle previsioni di Moody’s. Due conclusioni differenti riguardo sempre le prossime elezioni politiche. La prima riguarda Monti, il quale ha assicurato che qualunque sarà l'esito delle elezioni italiane, ci sarà un governo che si collocherà nella linea tradizionale di un forte appoggio all'integrazione europea, perché questo è – a parer suo – "nel nostro interesse nazionale" (?). E non è una battuta! La seconda è di chi scrive: qualunque sia la falsa coalizione (in quanto non di valori e di programmi ma di voti e di numeri si parla) che dovesse vincere le prossime elezioni, l’unica soluzione, lo dico non so quanto ironicamente, sarebbe “un’insurrezione”. E questa volta non è l'Europa delle banche o delle mafio-massonerie a chiedercelo, ma sono i nostri figli!

    Vincenzo Folino (Copyright © 2012 Qui Europa)

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     Per non dimenticare – Approfondimenti – Il Vertice Ue di Giugno 

    Domenica, Luglio  1st/ 2012 

    – L'Editoriale, di Sergio Basile – 

    Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Mario Monti / Angela Merkel  / Contro informazione / Dittatura del debito / Dominio tedesco / Nazismo Bianco / Crisi indotta / Euro / Misure fittizie / Speculazione / Delegittimazione degli stati / Anarco-capitalismo / Iper-liberismo / Politiche liberiste / Leviatano / Morte degli stati nazionali / Privati e lobby al potere / Accentramento / Stati Uniti d'Europa / Banca Europea degli Investimenti / BEI / Eurobond / Project Bond / Fondi Strutturali / Union Bond / Super-stato Federale / Ipotesi antistorica / Efsf / Scudo Anti-Spread / Resolution Fund / Ricapitalizzazioni bancarie / Unione bancaria / Tobin Tax / Unione Fiscale / Garanzia Europea sui Depositi Bancari / Target 2 / Redemption Fund / Mutualizzazione dei Debiti Pubblici / SMP / Security Market Program / Contro informazione / Europa / Qui Europa / Sergio Basile 

    Bruxelles – Vittoria di Monti e dell'Italia?

    No! Vittoria di Banche, Lobby e

    Anarco-capitalisti

    Una colossale Montatura Mediatica – Media 

    casta esultano: "Monti meglio di Balotelli!"

    Italia ed Eurozona, verso la Dittatura dei Privati, 

    affogano nel debito – "Qui Europa" vi spiega

    perchè, punto per punto

    Vertice Bruxelles – La Falsa Vittoria dell’Italia – La Vittoria di Monti e delle Lobby

    Bruxelles – Nelle scorse ore, a Bruxelles, presso Palazzo Justus Lipsius i 27 del Consiglio europeo hanno concluso l'atteso  vertice sulla crisi dell'Eurozona. Un summit molto propagandato, che tuttavia – nei fatti – si è trasformato in una rimpatriata di leaders (e lobbisti) votati in gran parte all'anarco-capitalismo ed all'istituzionalizzazione del debito, dell'austerity e dei tagli pubblici. Obiettivo vero, dietro la facciata di miracolistiche misure "anti-crisi", è stato il tema dell'accentramento in un Super-Stato Ue, nonché il definitivo predominio dei privati sugli stessi stati (ex-sovrani). Principio di incubazione di quelli che – nelle ambizioni imperialistiche della tecnocrazia – sono i cosiddetti "Stati Uniti d'Europa": disegno antistorico e mondialista che si sta abbattendo come uno tsunami sull'Eurozona e sulla povera e provata Italia. Un Paese – come visto – in balia della recessione e degli attacchi dello spread. Ciò sotto un velo di disinformazione mediatica e di un perfetto mix di ignoranza (del popolino) e mala fede (di interessate caste). Il tutto in diretta, e sotto lo sguardo smarrito, ed a tratti attonito, di un popolo "teledipendente", addomesticato a dovere – cioè – dalla solita mamma TV. Al centro della scena, sul parter di Bruxelles, un pimpante Mario Monti, vicino al suo "vero" obiettivo come un falco sulla preda, per la gioia non tanto dei tartassati Italiani, quanto piuttosto – evidentemente – della sua carissima Commissione Trilaterale.

      Il vertice al netto della propaganda 

    Ma per comprendere ciò che davvero è accaduto a Bruxelles (nella sua reale gravità) dobbiamo innazitutto buttare il telecomando, spegnere la tv e avere l'onesta intellettuale di sgombrare i facili entusiasmi (ingenerati ad arte dai media) nati anche sull'onda  dell'euforia dell'Italia calcistica nella notte di Varsavia. Varsavia-Bruxelles, dunque! Sarebbe bello credere in una doppia schiacciante vittoria dell'Italia, (e magari entrambe ai danni della Germania) ma così non è stato. Non è tutto oro quel che luccica! Per capirlo, è necessario analizzare – passo passo, e con un pizzico di buona volontà – la reale portata del cosiddetto "Growth Compact" (Patto per la Crescita da 130 miliardi di euro – 1% del Pil degli stati Ue) e dei suoi elementi accidentali: 1) Ricapitalizzazione della (privata) Banca Europea degli Investimenti (BEI); 2) riutilizzo dei Fondi Strutturali (sottratti ai cittadini delle aree più arretrate, perchè non utilizzati dalle regioni); 3) massiccio ricorso al Fondo Salva Stati (EFSF); 4) Attivazione del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES); 5) Creazione di Fondi di contenimento "Anti-Spread"; 6) Project Bond.  

      La Via maestra del Debito, dell'Austerity e del Centralismo   

    Possibili aperture future anche sulla  ricapitalizzazione diretta delle banche e sulla mutualizzazione del debito dell'Eurozona (eurobond) e delle garanzie dei depositi bancari. Ipotesi tuttavia, specie queste ultime, fortemente osteggiate da Angela Merkel. In cantiere anche il "Resolution Fund" (fondo per la liquidazione pilotata delle banche non ritenute suscettibili di auto-reggersi); la Tobin Tax (tassazione sulle transazioni finanziarie) e "dulcis in fundo" l'Unione Bancaria (sotto l'egida della BCE: cosiddetta "Vigilanza Integrata") e l'Unione Fiscale (Unione di Bilancio): cioè l'unione di tutti i bilanci degli stati membri dell'Ue, in un unico bilancio "confederale".  

      La Morsa dei padroni 

    Lontana resta la "Licenza Bancaria", cioè la possibilità del "liberticida e dittatoriale" MES di avere accesso immediato alla liquidità illimitata della BCE. Ciò – evidentemente – eviterebbe al famigerato MES di finanziarsi salassando i contribuenti europei. Cioè eviterebbe di incrementarsi e vivere alle spalle (in quota) anche delle famiglie italiane. Ma in tal modo la "stretta" dei padroni sui servi, evidentemente, si allenterebbe, e poi (elemento molto pretestuoso) in tal senso alcuni leader (tra i quali la Merkel) hanno notato ed obiettato che così facendo si aggirerebbe il vincolo del Trattato di Lisbona, che vieta alla BCE di finanziare direttamente gli stati membri (Art. 123). Perciò la via più corta scelta dagli euro-padroni dei popoli europei è quella di continuare a fare il gioco della speculazione, continuando a tenere aperto il rubinetto del finanziamento "intermedio" dei privati e – quindi – spalancando la porta alla speculazione sul debito.

     Speculazione a piede libero   

    In tal modo, infatti, gli Europei acquistano il proprio denaro ad "usura", ovvero pagando all'emissione già il 6% d'interesse. Come credete che si gonfi il debito pubblico degli stati? Proprio con questo diabolico stratagemma! La prima cosa che il Consiglio europeo e Mario Monti dovevavo fare era dunque rinazionalizzare le Banche Centrali, evitando che il nostro denaro fosse in realtà gestito e rivendutoci dagli intermediari privati (banche private). In un parola, dovevamo riappropriarci della nostra sovranità monetaria: facile mossa per neutralizzare l'incremento ingiustificato e immorale del debito pubblico degli stati. Debito che alla luce di quanto detto si rivela ciò che in verità è: la morza pretestuosa ed infame che i nostri aguzzini usano contro di noi; contro le famiglie e le imprese italiane, per porci in stato di schiavitù controllata. Niente più di questo!

     La Balla del fondo Anti-Spread  

    Come già trattato in precedenti articoli, e come noto, ciò che contribuisce a far lievitare il debito degli stati è il libero giudizio delle società (private) di rating, che influenzano e "controllano" – in maniera illegittima e gravissima, e tra l'indifferenza dei politici europei – il "rischio paese": cioè l'interesse in più (rispetto all'interesse dei titoli tedeschi, considerati i più affidabili) che i sottoscrittori devono avere in premio per acquistare BOT e BTP italiani. Cioè per finanziare il sistema Italia. Peggiore è il giudizio verso l'Italia, maggiori saranno lo spread e l'interesse sul debito addossato sulle spalle degli Italiani. Con questo illusorio  Meccanismo Anti-Spread (attivabile tramite gli acquisti di titoli di stato da parte del MES: che ha una dotazione di 500 miliardi di euro), pertanto, anziché provvedere a delegittimare tali agenzie, che dovrebbero rispettare la sovranità statale e non mettere "voticini" agli stati, come fossero "scolaretti", si prendono dalle casse dei contribuenti altri fondi (attraverso la tassazione ovvio!) per "fronteggiare" all'occorrenza spread troppo alti. Ma non sarebbe più facile mandare al diavolo lo spread e le pluri-indagate agenzie di rating? Società queste, tra l'altro, accusate – come già visto – di manomissione fraudolenta e pluriaggravata del mercato, e di voti sballati sugli stati. Come dimostrano le indagini in corso  presso numerose Procure, in Italia (Procura di Trani), negli Usa e non solo.

      Il complotto mercatista  

    Ciò, dunque,  evidenzia sempre meglio i contorni di un complotto mercatista ai danni della democrazia. Complotto ovviamente taciuto e mascherato dai media che continuano a parlare incomprensibilmente di "successo di Mario Monti e dell'Italia". Da voltastomaco! D'altronde lo capiscono anche i bambini: perchè "illudersi di contenere" lo spread (creando nuovi fondi e nuovo debito) quando si potrebbe annullare in una semplice mossa?

     Come funziona l'Anti-Spread  

    Esso – come detto sopra – funziona attraverso i "Fondi Salva Stati" (o sarebbe meglio dire "Fondi Ammazza Stati" – EFSF e MES) che si attiveranno immediatamente per acquistare titoli di stato. Ciò, tuttavia, senza risolvere a monte – come detto – il problema della lievitazione d'interessi da spread e la speculazione. Quindi, detta in parole povere, si usano soldi pubblici (che l'Ue potrà prelevare quando vorrà ed entro una settimana di tempo dalla richiesta fatta agli stati, cioè ai contribuenti) per continuare a speculare sul debito, che intanto si lascia "scoppiare" indisturbato. Ma la cosa che fa più sorridere (o piangere) e che lo chiamano "meccanismo anti-spread"!

     Inganno MES – creditore privilegiato 

    Tale "salvataggio" passa attraverso il MES: discusso e liberticida fondo – operativo fin dai prossimi giorni – che avrà lo statuto di "creditore privilegiato": in parole povere, in caso di insolvenza di uno stato finanziato, esso avrà il diritto di essere rimborsato prima dei creditori privati. Fatto sta che MES e speculatori privati terranno sotto scacco gli stati, leggittimati a diventare una sorta di "nuovi padroni" dei popoli. Con la recessione difficilmente i cittadini avranno altro sangue da spremere e buttare nel calderone delle tasse, annullandosi completamente. Ridotti praticamente in schiavitù! Un imbroglio totale dunque!

     Europa – Il Paradiso delle lobby  

    Ma un'altra perla regalata dal club dei 27 è stata la proposta di definitiva rimozione (dall'autunno) delle Barriere al Mercato Unico Europeo. Un pacchetto che la Commissione presenterà dopo l'estate e che si presta al definitivo dominio delle multinazionali e delle lobby, ai danni dell'economia delle piccole imprese, sempre più esposte ad una concorrenza spietata, immorale ed incontrastabile, favorita dall'Ue e proveniente dalla Cina, dagli altri BRICS (Brasile, Russia, India e Sudafrica) e dai grandi colossi mondiali dell'economia. Quindi altre misure inique dopo i disastri (ad esempio) provocati con l'apertura del libero mercato ai paesi africani in agricoltura. Qual'è stata la conseguenza? E' sotto gli occhi di tutti: invasione di arance e olio di oliva a prezzi stracciati (3o cent al chilo per le arance) nel mercato europeo e nei mercati di Calabria e Sicilia. Prezzi anti-concorrenziali (vista l'abissale differenza del costo della monodopera italiana rispetto a quella africana) che stannno portando al fallimento migliaia di aziende agricole, specie nel Sud Italia, ma anche nel Nord e nelle aree a tradizionale vocazione agricola. Per non parlare dell'invasione di manufatti e tessuti (tossici) cinesi sotto il naso dell'Ue, e contestuale crisi del Made in Italy.

     La Ricapitalizzazione della BEI  

    Entro fine anno la BEI (la Banca Europea degli Investimenti, controllata da un "board", consiglio, di privati) sarà ricapitalizzata (con soldi pubblici dei contribuenti) di 10 miliardi di euro. In tal modo l'istituto bancario (controllato dalla tecnocrazia) potrà "prestare" 60 miliardi l'anno per tre anni per gli scopi che intenderà perseguire "per il bene comune". Inizialmente il tetto dei 10 miliardi era stato alzato, ma poi c'è stata l'opposizione della Germania.

     La ricollocazione dei Fondi Strutturali  

    Il Consiglio ha poi preso in considerazione il riutilizzo dei Fondi Ue non spesi dalle regioni (per inerzia delle amministrazioni regionali – Es.: 30 miliardi di Euro del FSE solo in Calabria) al fine di ricollocarli verso la creazione di grandi opere infrastrutturali. Che non si ripresenti il tormentone del "Ponte sullo Stretto"? Anche qui leviamo una critica necessaria. Quei fondi che i nostri amministratori regionali non hanno usato (come avrebbero dovuto) per il bene comune e per scopi sociali, potevano ugualmente essere lasciati alle regioni per fronteggiare la crisi, ed integrare i redditi di giovani precari o disoccupati. Così facendo verranno dirottati verso "secondarie" opere infrastrutturali. E come se l'Ue ha un moribondo a casa e invece di comprare le medicine pensa  a ristrutturargli la casa. Paradossale! Da morto che beneficio ne avrà? Che ne sarà di quella casa?  Senza dimenticare che in tal modo l'Ue (governata da tecnocrati non eletti: vedi Manuel José Barroso e Herman Van Rompuy) si sta arrogando le funzioni economiche e d'investimento che prima spettavano agli stati (ora posti sotto lo scacco del pareggio di bilancio e della "spesa zero") ed a governanti regolarmente votati ed eletti democraticamente. Cosi Monti & Co stanno finendo per cedere pieni poteri (contro la Costituzione) a privati e tecnocrati, ed in maniera sempre più irreversibile.

     Unione Bancaria  

    L'Unione Bancaria – come detto in altri articoli – detta anche "Vigilanza Integrata" consiste nel rafforzamento della strapotere della "privata" BCE, che così facendo va verso il controllo diretto di tutte le banche più grandi. In pratica un unico grande inciucio bancario sganciato dal controllo democratico dei cittadini. Una élite posta sotto al controllo diretto e totale di coloro che stanno facendo scoppiare il debito pubblico degli stati a danno dei cittadini, e che ora muoveranno con maggior disinvoltura le fila dell'economia e della finanza, segnando un baratro sempre maggiore tra la plebe europea e la tecnocrazia. All'EBA (Autority Bancaria Europea) andrebbe il controllo delle banche minori: la stessa EBA che fu all'origine dell'inasprirsi della stretta creditizia delle banche ai danni delle imprese (credit crunch) alzando i coefficienti di riserva patrimoniale obbligatoria delle banche europee.

     Unione di Bilancio – Stati Uniti d'Europa   

    Oltre al già attuato "Patto di Stabilità", nel cantiere del Consiglio europeo e del (liberista) Mario Monti vi è inoltre un'ulteriore tentativo di  disintegrazione degli stati nazionali tramite la creazione di un unico bilancio confederale al posto dei 27 bilanci degli stati. in pratica l'Italia avrà in Europa lo stesso peso che avranno la Luisiana o il Kansas negli Usa. Quasi zero! Ipotesi pazzesa e completamente fuori dalla storia per mille motivi. Sarebbe come buttare dalla finestra, ed in pochi mesi, duemila anni di storia, tradizioni e cultura! Così, tuttavia, il controllo dell'élite ("non eletta") europea e dei club occulti che ne reggono le fila, sarebbe totale, con tutti gli aspetti deleteri e gli ulteriori diktat che ne potrebbero venir fuori. Ulteriore richiesta è stata quella di rafforzare i poteri del Parlamento europeo: cosa buona, se non fosse che tale ipotesi sarebbe accostata dall'insana idea di mandare letteralmente in pensione i Parlamenti nazionali ed i nostri rappresentanti (che qualcuno – seguendo probabilmente i "suggerimenti" della famigerata loggia massonica P2 – ha già pensato di dimezzare, anziché pensare a dimezzarne gli stipendi, con contestuale evidente deficit democratico).

     Garanzia Europea dei depositi Bancari  

    La Garanzia Europea dei depositi è una ipotesi – quindi per ora non passata, ma in cantiere – che ha trovato l'opposizione della Germania, rimanendo quindi al palo. Essa consiste in una copertura assicurativa uniforme dei depositi bancari. Un meccanismo che permetterebbe di garantire e "salvare" i depositi, facendo cadere però sempre sui cittadini europei (che con altissimi livelli di tassazione contribuiscono a creare, di fatto, anche il suddetto fondo) il peso di questa "fantasiosa ed ingannevole forma di salvataggio":  che entrerebbe in funzione automaticamente in caso di fallimento delle banche.

     Resolution Fund e Ricapitalizzazione Diretta delle Banche 

    Il Resolution Fund, poi, implicherebbe l'ipotesi (non attuata  per il "no" della Merkel, ma – forse – attuabile in futuro) di garantire una liquidazione ordinata delle banche non in "condizioni di reggere". Ma come vedremo nel prossimo editoriale del lunedì (Schiavi di un Debito Illegale – Terza Parte – Il Sistema TARGET 2) il sistema bancario è fortemente condizionato dal predominio tedesco: possibile grazie ad un paradossale e squilibrato sistema europeo dei pagamenti, chiamato "Target 2". Un sistema che analizzeremo in tutti i suoi devastanti effetti, domani lunedì 2 luglio. Per ora, dunque, l'ipotesi di "Ricapitalizzazione Diretta" delle banche tramite il MES è solo rimandata. Ciò per l'opposizione di una Germania, che intanto sta continuando ad arricchirsi sulla base di questo pazzesco sistema bancario e dei pagamenti trans-nazionali. Infatti i tedeschi – con la ricapitalizzazione diretta – vedrebbero svanire parte dei loro guadagni indotti (Tramite il sistema TARGET 2) essendo – in tal caso – chiamati a partecipare direttamente – e pro-quota – al rifinanziamento diretto delle suddette banche. In attesa di analizzare le altre disastrose e recessive misure adottate e proposte dal consiglio Ue, frattanto, limitiamoci a digerire queste finora analizzate, con l'aiuto di un buon amaro e di qualche confezione di malox. Ciò nella consapevolezza di essere finiti, come dimostrato,  in una vera e propria dittatura. Quindi caro Monti, non c'è proprio nulla da festeggiare!

    Sergio Basile 

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    Trani inguaia Moody’s. Gli Scheletri nell’armadio di Monti

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  • L’Europarlamento scopre l’acqua calda e prepara l’Impero delle Banche e dei Tecnici, stile Monti

    L’Europarlamento scopre l’acqua calda e prepara l’Impero delle Banche e dei Tecnici, stile Monti

    Mercoledì, Novembre 21th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    L'Impero delle Banche  / L'Europarlamento prepara l'Impero delle Banche e dei Tecnici, stile Monti / Parlamento europeo / strasburgo / Unione europea/ Europa / Mes / Meccanismo europeo di stabilità / Finanza / Economia / Interessi / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Sovranità / Silenzio mediatico / Media / Rigore finanziario / Debito pubblico / Speculazione / Impero mascherato / Mario Monti / Commissione europea / Unione di bilancio / bilancio unico europeo / Manuel Barroso / Correttivi / Dissoluzione delle sovranità nazionali / Herman Van Rompuy / Junker / Mario Draghicoefficienti di riserva patrimoniale / Credit Crunch / Basilea 3 / Klaus Regling 

    L'Europarlamento scopre l'acqua calda e

    prepara l'Impero delle banche e dei

    Tecnici, stile Mario Monti

    I deputati a Strasburgo: "c'è poca democrazia nel

    modello Barroso-Van Rompuy-Draghi-Junker!"

    Ecco gli ultimi palliativi votati a Strasburgo dalla

    maggioranza dei deputati europei in plenaria 

    Verso lo sfaldamento finale delle nazioni e la dissoluzione

    dei parlamenti democraticamente eletti

    Strasburgo – Finalmente gli eurodeputati, riuniti nell'assemblea plenaria, scoprono l'acqua calda. Era ora! "C'e' poca democrazia nella riforma dell'Eurozona proposta dai quattro presidenti Van Rompuy-Barroso-Draghi-Juncker e che sarà al centro del vertice europeo di dicembre, avente ad ogetto temi quali "Fondo Salva Stati Permanente" (MES o ESM) e Unione Bancaria sotto l'egida della BCE". Ecco come hanno commentato il MES e gli altri euro-accidenti – nelle scorse ore – i capigruppo dei partiti europei di maggioranza. Per questo il Parlamento europeo avrebbe chiesto, tra l'altro, che il presidente del futuro organo della supervisione bancaria centralizzata e dell'Esm riferiscano all'Eurocamera sul loro operato. La decisione è stata presa nelle ultime ore da Strasburgo (dagli eurodeputati) attraverso la votazione di un rapporto (risoluzione) approvato con 482 voti favorevoli  e 160 contrari. 35, per la cronaca, gli astenuti.

     Nessuna novità sotto il cielo di Strasburgo 

    Ma a ben vedere qual'è la novità? L'Europarlamento come noto non è un organo dotato di poteri legislativi, pertanto non vediamo davvero come il piccolo correttivo possa influire sugli effetti perversi e destabilizzanti (in senso autoritaristico e totalitaristico) di questa pesante e liberticida forma di accentramento imperialistico, qual'è stata la creazione del MES (come visto un vero e proprio stato autonomo e dotato di pieni poteri – approfondisci negli articoli in allegato) e di un organismo di unione bancaria: unione cioè nelle mani di chi ha già contribuito a snaturare e imbastardire il circuito del credito proponendo l'innalzamento dei coefficienti di riserva patrimoniale delle banche di Basilea 3. Cosa che ha influito in maniera preponderante sul recessivo e dannosissimo fenomeno passato alla storia come "credit crunch". fenomeno che a sua volta ha determinato la chiusura di migliaia di imprese in tutta Europa (specie nei paesi Pigs ed in Italia) gettando sul marciapiede intere famiglie ed avallando – gioco forza – privatizzazioni e svendite forzate, assieme a pignoramenti di massa.

     L'Impero mascherato e la sconfitta dell'umanità e della democrazia 

    Il testo  approvato nelle scorse ore a Strasburgo sottolinea come "affinché si possa avere una completa Unione economica e monetaria ed una svolta per un'Europa veramente federale (Stati Uniti d'Europa) siano necessarie modifiche ai trattati, anche se non immediate". Secondo i deputati europei così facendo "si potrebbe dare alla Ue un bilancio fondato totalmente su risorse proprie e non sui contributi nazionali". Ma questo, cari amici, è un gioco subdolo e pretestuoso, poichè significherebbe annientare definitivamente le sovranità nazionali degli stati, a vantaggio della "democrazia delle banche" e di soggetti sovranazionali non eletti. Un Impero mascherato! Apriamo gli occhi! E poi necessiterebbe si la riforma del Trattato di Lisbona, ma al fine di bloccare l'emorragia del debito (alimentata dall'art.123 dello stesso trattato, che ci obbliga ad acquistare i nostri stessi soldi a tassi da usura, usurpando il famoso "diritto di signoraggio" agli stati sovrani) deprivatizzando le banche centrali e recuperando la sovranità monetaria e finanziaria in seno ai singoli stati. E non al fine – dunque – di creare un impero tecnico-lobbistico-bancario ancor più potente e posto nelle mani di logge e multinazionali. Che fine farebbe, ci domandiamo con serio pathos, la già risicatissima democrazia (o pseudo-tale) rimasta in Europa. Sarebbe la sconfitta definitiva dell'uomo e dell'umanità a diktat disumani del denaro ed al mercatismo.

     L'inutilità dei parlamenti democraticamente eletti 

    Ma i deputati non si sono limitati a tali cusiose proposte spacciate per correttivi democratici. Essi hanno anche posto l'accento sulla necessità di porre in essere un "nuovo patto sociale per non aggravare – dicono – le conseguenze dell'aumento della disoccupazione nella fase di consolidamento dei bilanci". Cioè in pratica hanno già stabilito la morte ad orologeria degli stati ed il predominio di Barroso e della sua commissione di tecnici stile Mario Monti, su governi e parlamenti democraticamente eletti. La risoluzione mirerebbe in realtà ad un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali in questa fase di "pericolosissimo accentramento", ma davvero non si comprende che ruolo e che contributo tali organi nazionali in dissoluzione potrebbero dare alla causa. Traspare allora – in tutta la sua evanescenza – il fantasma di un grande ed ennesimo bluff.

     L'Impero mascherato 

    Per il processo di accentramento bancario (cosiddetta supervisione bancaria) poi,  i deputati votanti hanno sostenuto che il Parlamento "dovrebbe avere il potere di approvare il futuro presidente dell'organismo di supervisione, che dovrebbe essere obbligato a informare regolarmente il Palamento e a partecipare ad audizioni, mentre i deputati dovrebbero avere il diritto di investigare, con vere e proprie inchieste, su possibili errori nel meccanismo di supervisione". Nel contempo, secondo i deputati riunitisi a Strasburgo, il tedesco Klaus Regling, cioè il presidente del Fondo Salva Stati Permanente,  (MES o ESM) "dovrebbe essere confermato con un voto del Parlamento e obbligato a informarlo regolarmente". Ma la puzza di impero – provvidenziali ed estemporanee dichiarazioni e palliativi a parte – è palese e forte.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Eurozona – Benvenuta Dittatura Finanziaria!

    Eurozona – Benvenuta Dittatura Finanziaria!

    Giovedì, Settembre 13th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea/ Europa / Germania / Italia / Berlino / Karlsruhe / Mes / Meccanismo europeo di stabilità / Finanza / Economia / Interessi / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Sovranità / Silenzio mediatico / Media / Rigore finanziario / Debito pubblico / Bundestag / Bundesrat / Bund / Spread / Bonos / Btp / Speculazione 

    Eurozona – Benvenuta Dittatura Finanziaria

    A Karlsruhe la Corte Costituzionale tedesca dice “sì”

    al Mes e impone l’addio alla Democrazia ed alla

    Sovranità Nazionale

    Ecco i veri obiettivi perversi del MES

     

     di Maria Laura Barbuto

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il Fondo Ammazza Stati Permanente                                                                    

    Karlsruhe, Berlino, Roma – Dire “Addio” alla libertà ed alla democrazia! Cari cittadini europei, prepariamoci tutti a farlo – tra l'indifferenza ed una disinformazione dilagante – a partire dall’8 ottobre prossimo. Eh già, la dittatura delle banche, dell’economia e dei mercati finanziari è ormai alle porte e ad essa si aggiunge – come abbiamo più volte riportato dalle pagine di "Qui Europa" – anche quella mediatica, che  ha sempre fatto e continuerà a fare da spalla ai signori del potere. Grazie alla proclamazione ed al definitivo avallo istituzionale del Meccanismo Europeo di Stabilità, il Mes, avvenuta  ieri a Karlsruhe ad opera della Corte Costituzionale tedesca, che si è pronunciata favorevolmente in merito al Fondo Salva Stati permanente. L’Eurozona ha pertanto ufficialmente inaugurato – nostro malgrado – una nuova era, sicuramente e – aggiungeremmo sfortunatamente –  "senza precedenti". In poche parole sarà cancellata ogni traccia di sovranità nazionale e questo meccanismo di finta stabilità condannerà gli Stati membri ad ulteriori sforzi economici da pagare – probabilmente – con le celeberrime lacrime e sangue.

     Addio all'ultimo briciolo di Sovranità Nazionali                                                 

    Ovviamente, gli Stati dovranno versare nelle casse del Mes quote nazionali obbligatorie che aumenteranno i debiti pubblici già alti e difficili da contenere. Come se non bastasse, il tanto acclamato Meccanismo Europeo di Stabilità, qualora dovesse concedere “prestiti” agli Stati in difficoltà, imporrà loro rigidissime condizioni (stile Troika) da rispettare per ottenere l’aiuto finanziario richiesto. Ma questa non è una novità: in Europa, ormai, non si fa altro che parlare della politica di austerità e rigore finanziario voluta e imposta dalla Germania in complicità con l'Ue, che ha più volte dimostrato di tenere in mano malamente le redini del Vecchio Continente, di dettarne le leggi finanziarie e morali e di stabilire le regole del “gioco” internazionale. Eppure, come abbiamo più volte dimostrato, il rigore e l’austerità non ci hanno portato ad una via d’uscita, anzi, al contrario  hanno permesso di disegnare i contorni di un labirinto nel quale saremo costretti a vivere, probabilmente, per lunghissimo tempo. Forse per sempre, se nulla dovesse cambiare, e se i popoli decidessero di aderire per sempre all'euro e all'Eurozona!

     Porte spalancate alla speculazione sui titoli pubblici                                        

    Oltre al riconoscimento della legittimità del Fondo Salva Stati, la Corte Costituzionale Tedesca ha imposto anche il limite finanziario che riguarda la partecipazione di Berlino al Mes, che non potrà essere superato: 190 miliardi di euro e non oltre, se non con un’eventuale interrogazione del Bundestag e del Bundesrat, il Senato federale regionale. Quindi, tutti pronti ai nastri di partenza per acquistare eventuali titoli pubblici degli Stati in difficoltà e sottoposti a rigore finanziario, al fine di far scendere l’ormai famosissimo quanto odiatissimo spread con gli altrettanto famosi Bund tedeschi. “Si tratta di una vera e propria speculazione resa praticamente legale – come ci ricorda anche “Rinascita”-  dai mercati anglofoni che nell’ultimo anno hanno preso di mira i Bonos spagnoli e i Btp italiani , in particolare quelli a 10 anni , la cui quotazione di mercato dà il senso dello stato di salute attribuita alle finanze pubbliche di questo o quel paese”.

     I veri obiettivi perversi del MES                                                                               

    Unici obiettivi del MES, quindi, sarebbero quelli di 1) Elevare il grado di debito dei paesi dell'Eurozona e contestualmente il grado di dipendenza e schiavitù dei cittadini nei confronti del sistema-gabbia: ciò mediante il dirottamento di fondi pubblici verso il MES; 2) indebolire, in forma vertiginosa e senza alcun riparo, la moneta unica;  3) Mettere in crisi l’intero scacchiere europeo, privilegiando così il ruolo del dollaro e della sterlina inglese per gli scambi internazionali; 4) Continuare a privilegiare l'industria pesante e le banche tedesche, mediante la conservazione di tutti i meccanismi perversi del Sistema Target 2;  5) Privare i singoli Stati della propria sovranità. Cosa che pare sia diventato ormai un gioco da ragazzi, soprattutto se l’informazione – così come avvioene – non passa attraverso il sistema mediatico e tutto avviene dietro le quinte e nel silenzio generale cui sono sottoposti i cittadini europei, come del resto è accaduto in Italia.

     Cari lettori, non rendiamoci complici della nostra fine                                    

    Da parte nostra, non ci stancheremo mai di ripetere che questa crisi, il cui prezzo è interamente pagato dai cittadini europei – ai quali ancora oggi vengono richiesti sacrifici e sforzi per salvare i Paesi di appartenenza – è un vero e proprio fotomontaggio creato ad hoc dagli avvoltoi della speculazione, dalle banche e dai singoli Governi. La nave Europa è costretta ad andare avanti nella tempesta, pur consapevole che alla guida del timone vi sono capitani che non la porteranno in salvo. Ma non possiamo rimanere fermi a guardare, non siamo solo spettatori: rendiamoci parte attiva del processo di informazione e diffondiamo a casa, in ufficio, nelle scuole ed in tutti i luoghi della nostra quotidianità, tutte le notizie “oscurate” dal sistema mediatico. Non rendiamoci complici della nostra fine.   

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

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    Sabato, Luglio 21th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle   Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact e […]

    Grecia – Debtocracy: Cittadini, non siete responsabili? Bene! Allora pagate il conto

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    Martedì, Maggio 29th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione europea / Commissione Europea / Consiglio europeo / Bruxelles / Grecia / Atene / Crisi / Banche / Finanziamenti / Piano di aiuti / Trojka / Economia / Pil / Debito pubblico / Barroso / Van Rompuy / Debitocrazia / Herman Van Rompuy […]

    Paul Krugman: follia dell’eurocasta, vogliono curare il Debito con altri Debiti

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    Martedì, Agosto 28th/ 2012 – di Sergio Basile – Bundesbank / Jens Weidmann / Eurozona / Francoforte / Berlino / SEBC / Articolo 11 del SEBC / Wolfgang Schauble / Francoise Hollande / Angela Merkel / Mario Monti / Mario Draghi / Grecia / Italia / Antonio Samaras / Austerity / MES / ESM / […]

    Strache e il Post della verità! L’Europa sulla scia di Adolf Hitler

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    Mercoledì, Agosto 22th/ 2012  – Reportage-Dossier di "Qui Europa" –   Austria / eurozona / dittatura / Banchieri / FPO / Heinz-Christian Strache / Facebook / Banksters / Stella di David / Povero col piatto vuoto /Der Sturmer / Iconografia antisemita / Protesta / Associazioni ebraiche / Proteste strumentali / MES / Fondo Salva Stati / Dittatura […]

    Insolvenza: maglia nera ai Piigs – La battaglia per il riscatto del Prof Kerber contro Mes ed Euro

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    Sabato, Agosto 17th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / […]

  • Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

    Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

    Lunedì, Settembre 10th/  2012

    – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile –

    Italia / Roma / Bari / Cernobbio / Palazzo Chigi / Intervento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Fiera del Levante / Golpe / Colpo di stato Speculazione / Rovina dell'Italia / / Crescita / Menzogne / Recessione / Disoccupazione / Accise statali / Commissione Trilaterale / 666 / Simbologia / Vangelo Secondo Matteo / Gesù Cristo / Forum Ambrosetti / Sacco del Britannia / Debito Illegale / Tradimento dei Trattati / Tradimento della Costituzione / Credit Crunch / Eba / ESM / MES / Inside Job 

    Monti-Napolitano: "Italia sulla Buona Strada" 

    Il Consiglio di "Qui Europa": Dimettetevi!

    Recessione e Commissariamento: le uniche costanti

    nel presente e nel futuro dell'Italia targata Monti

    Tutte le contraddizioni e le ipocrisie della coppia neoliberal

    Monti-Napolitano nei sermoni di Roma, Cernobbio e Bari 

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Annus Orribilis                                                                                                                

    Roma, Bari, Cernobbio – Il 2012 è stato in assoluto "l'annus horribilis" di quello che una volta (cioè fino al 2011) era noto nel mondo come il Bel Paese: la settima economia del mondo ed il Paese dell'arte, degli inventori, dell'artigianato, del turismo, della moda, del buon cibo, dei santi e dei navigatori! Tutto un bel ricordo ormai! Il 2012, dopo il golpe neo-liberista favorito da Giorgio Napolitano sarà ricordato dai posteri come l'anno della recessione; dei licenziamenti di massa; della svendita del Patrimonio Nazionale; del fallimento e contestuale svendita dei fiori all'occhiello del "Made in Italy" (prima rete d'imprese in Europa e tra le prime al mondo); delle bugie sistematiche; del tradimento della Costituzione e dei Trattati europei; del tradimento del Principio di Sussidiarietà; della rottura del "Patto sociale"; della speculazione legalizzata; dell'usura legalizzata; della distruzione dello "Stato Sociale"; del disprezzo di ogni forma di dignità umana; del tradimento dei capisaldi della nostra tradizione cattolica e della "Rerum Novarum" (principi incarcati benissimo in politici cristiani del calibro di "Giorgio La Pira" che conribuirono a far grande l'Italia); del Debito Illegale; del tradimento della Democrazia; degli scandalosi aumenti record (7) delle accise statali sul carburante; del primato mondiale sulla tassazione, e chi più ne ha più ne metta! Ma alla fine, il messaggio che i nostri governanti (non eletti) hanno voluto far passare nel week-end è stato quello della necessità e della continuità di questo pandemonio artificiale nel nome dell’emergenza e del debito pubblico (debito – ricordiamolo – creato artificiosamente dalle banche al 90%, e dagli stessi politici – figli del "Porcellum" – che oggi occupano ancora le poltroncine rosse del Parlamento, per il restante 10%).

     Monti-Napolitano – Un'accoppiata vincente                                                        

    Dunque, per ora, avanti tutta con la menzogna liberista! Almeno fino a quando Eni, Enel e Finmeccanica e le altre società controllate dallo stato, non saranno state gettate nel calderone della speculazione. Nel fine settimana (Venerdì, Sabato e Domenica) abbiamo assistito, in tal senso, ad una serie infinita di prove verbali propagandistiche di più alta scuola, protese a mistificare come non mai la realtà dei fatti, malgrado il palesarsi di impietosi numeri ed indici recessivi. Protagonisti sempre loro! Gli artefici del colpo di stato iberista che ha distrutto l'Italia – uno dei paesi più robusti e ricchi al mondo – nonché le famiglie italiane oneste e lavoratrici, milioni delle quali ridotte sul lastrico. Chi sono? Semplice! I "già denunciati" professor Mario Monti e "l'ex-comunista" (convertitosi al neoliberismo più selvaggio e bieco) Giorgio Napolitano.

     Il miglior modo per inaugurare la "Fiera del Levante"                                      

    Ma esaminiamo nel dettaglio i passaggi più significativi dei loro contraddittori e folli sermoni neoliberisti. ''Condivido alcune critiche rivolte all'azione di governo, anzì le condividerei se non avessi presente la drammaticità della sfida che avevamo da affrontare''. Così – mettendo le "mani avanti" – il professor Monti ha inaugurato la 76ma Fiera del Levante a Bari. "Molte cose fatte – ha detto – hanno sofferto di angustia, ma prese insieme hanno permesso di evitare che l'Italia avesse un tracollo, forse per lungo tempo irreversibile, e con essa l'Europa". Ma evidentemente il professore ha dimenticato di far cenno al fatto che neppure un anno fa l'Italia aveva 100 miliardi di euro in meno di debito pubblico, e godeva di un avanzo primario invidiabile. Come invidiabile era il debito privato delle imprese: 40 miliardi di euro contro gli 8000 miliardi di euro delle imprese francesi. Paese, quest'ultimo, al contrario dell'Italia, stranamente  fatto salvo dalle grinfie degli speculatori. Ma dopo quello del debito, il secondo alibi di Monti – ormai si sà – è quello dell'evasione fiscale: quella che lo stesso ha osato definire una "guerra di civiltà". Dimenticando forse – da sedicente cattolico –  che la stessa dottrina cattolica dei dottori della Chiesa (San Tommaso d'Aquino, Sant'Agostino, Leone XIII, ecc..) non riconosce la validità, la legittimità e la legalità di forme di tassazione iniqua che superano addirittura il 10% del reddito del capo-famiglia. Percentuale giunta oggi al 60-70% del reddito, considerando anche lo scandalo dei 7 successivi aumenti record delle accide statali sul carburante: un fenomeno che probabilmente neppure Hitler nella sua follia avrebbe mai attuato per i suoi stessi connazionali! Per il liberista Mario Monti, tuttavia, "gli sforzi in programma non sono stati fatti nella misura necessaria per decenni". Pertanto – si giustifica – "il Governo ha dovuto concentrare il loro avvio in poco tempo". Ma sapete a partire da quale anno il debito pubblico iniziò a scoppiare? Dal 1981! L'anno in cui iniziò la collaborazione del giovane Mario Monti con i governi italiani. In quell'anno furono sdoganati i titoli di stato come strumenti di reperimento dei fondi statali. Da allora in poi crebbe progressivamente il ruolo della speculazione bancaria, culminato con l'approvazione dell'art. 123 del Trattato di Lisbona. Ma la memoria di "Super-Mario" è davvero corta! Complice evidentemente l'età!

     Le contraddizioni sui Giovani: "i nemici del sistema"                                        

    Altra perla, poi, quella sui giovani. "I giovani – ha sostenuto – sono la componente più largamente inutilizzata e demoralizzata del capitale umano del Paese, specialmente al Sud". Da tempo – ha poi continuato l'ipocrita Monti – ricevono incentivi incoerenti e segnali di disattenzione. (…) E'  maturata in molti giovani la sensazione di non potercela fare con i propri mezzi". Ciò spingerebbe i giovani a cercare vie traverse e raccomandazioni.  Ma la verità è che la recessione – da lui stesso ingenerata – ha inevitabilmente esasperato le condizioni di vita dei giovani – specie al Sud – spingendoli a volte, inutile negarlo, verso le lusinghe della criminalità e del malaffare. Lo dicono i dati ufficiali, secondo i quali i reati e gli stessi suicidi sono in perenne aumento. Un aumento anche questo da record!

     Recessione e Commissariamento: i veri obiettivi del governo?                     

    "La ripresa non si vede dai numeri ma l'Italia è ripartita. (…) Spesso mi domandano, dopo oltre quattro anni di crisi economica internazionale, quando arriverà la ripresa. E' vero, rispondo ai miei interlocutori, la ripresa oggi non la si vede nei numeri ancora, salvo qualche barlume, ma io invito a constatare che la ripresa, se riflettiamo, (?) è veramente dentro di noi ed ed è una cosa che è alla portata del nostro Paese. (?) L'Italia da questo punto di vista è già ripartita – ha poi aggiunto con innegabile faccia tosta – ma non bisogna però prendere queste considerazioni come bollettini di un istituto di statistica o di un istituto di studi congiunturali. (…) Un anno fa – ha ricordato il professore  amico dell'FMI e dei poteri forti ed occulti – non eravamo ancora ben consapevoli ma rischiavamo di essere travolti (?) da una crisi finanziaria com'è avvenuto al di là del mare, in Grecia. Quest'anno questa prospettiva si è decisamente allontanata, siamo tra i Paesi che contribuiscono a spingere l'Europa verso l'essere una vera Europa. Adesso – ha aggiunto – l'impegno comune di Governo, imprese, parti sociali è quello di creare le condizioni per un nuovo sviluppo economico che si poggia però su basi più solide, rompendo questa gabbia di austerità che ha avvolto la nostra economia, se sapremo muoverci in stretta intesa tra i livelli di governo, se praticheremo bene quel principio di partenariato che l'Unione europea vuole assai pragmatico , se i giovani si convinceranno di questo percorso, e vi contribuiranno individualmente e collettivamente, allora il viaggio faticoso della rinascita dell'Italia può davvero dirsi cominciato a partire dal Sud , a partire da questa terra di Puglia". In sintesi: siamo in recessione, migliaia di aziende sono fallite, milioni di Italiani hanno perso il lavoro per sempre, ma era tutto previsto! Infatti a detta dell'impresentabile Monti, ciò farebbe parte della "misteriosa" strada per la crescita!

     Mario Monti – L'uomo sbagliato al momento sbagliato                                     

    Ma già il meglio di sé l'ex (?) boss per l'Europa della "Trilateral Commission"(la celeberrima super-loggia mondialista, con logo un triplice "6" stilizzato: secondo molti studiosi di settore, simbolo biblico dell'Anticristo) lo aveva dato venerdì, nel corso dell’incontro tenutosi con le imprese a Palazzo Chigi. "L’Italia si troverà presto al di fuori della crisi, ed è tutto merito mio", ha  blaterato nell'occasione il professore, col pensiero probabilmente rivolto alle elezioni politiche del 2013. "Certo la ripresa non si vede – ha ammesso – ma essa è dentro di noi". Ma – come detto – dappertutto è un'ecatombe di imprese che falliscono grazie al credit-crunch, al cuneo fiscale, alla concorrenza sleale ed incontrastata delle imprese cinesi. Ciò mentre le banche, chiusi i rubinetti del credito, ormai si sono trasformate esclusivamente in società dedide agli espropri ed alla speculazione, mediante l'acquisto di titoli di stato, in "aste" false.  Complici l'Europarlamento (che ha avallato tale iniquo status quo, contribuendo a "cristallizzarlo" in nome della "democrazia" con la ratifica dell'innalzamento delle riserve di riserva patromoniale delle banche: già per altro piuttosto elevati con gli accordi di Basilea 3); l'Eba (l'Autorità Bancaria Europea, guidata da un altro italiano,  Andrea Enria); e gli assurdi accordi di Basilea 3  che – come non tutti sanno – hanno  blindato tali coefficienti, contribuendo a condannare di fatto migliaia di piccole imprese – assorbite da multinazionali e gruppi bancari – alla legge del "Credit Crunch". 

     Sulla strada del Commissariamento                                                                          

    Senza scordare che la cura Monti, finora, come detto, è servita solo a svendere irrimediabilmente – e imperdonabilmente – il patromonio nazionale e le robuste e gloriose aziende italiane, che il mondo ci invidiava. Forse – a quanto pare – troppo! Con il "Cavaliere Mascarato", poi,  il rapporto Debito Pubblico / Pil toccava quota 120,1%. Oggi tocca quota 123,2%. Trend, tra l'altro, in costante aumento, per la gioia delle banche d'affari e degli avvoltoi della finanza. Ma dopo il danno la beffa! Oggi oltretutto, e lo si è capito molto bene sempre nel fine settimana dal discorso di Mario Draghi, il nostro Paese rischia il commissariamento! Quindi ciò vuol dire che a dettar legge in un prossio futuro non sarà più la politica italiana (quello ormai non lo fa in maniera evidente da più di un anno, dall'invio di quella famosa "letterina" della BCE "Draghi-Trichet" del 2011). In realtà, quindi – smentendo clamorosamente le insensate e folli parole del professore – il sistema Italia in Europa non conta più nulla! Infatti è erroneo confondere l'Italia intesa come "Mario Monti" – che dell'Italia e della democrazia è inubbiamente oggi il principale nemico – con l'Italia intesa come "Forza Lavoro", "Forza-Paese" o "Sistema-Paese". 

     Come può Satana scacciare Satana?                                                                          

    Fesserie a profusione, dunque, dinnanzi ad una "selezionata" platea applaudente! L'aggettivo "selezionata" è d'obbligo! Altrimenti non si spiega come a non poterne più di Monti – in base ai dati raccolti in mesi di ricerche ed analisi dall'Osservatorio Nazionale "Qui Europa" – siano oggi la stragrande maggioranza dei piccoli imprenditori (e non solo), dei disoccupati e dei giovani dimenticati, mentre Rai, Mediaset, La7, Sky e compagnia bella finiscano sempre per diffondere immagini del professore che offre le sue impeccabili prove verbali tra tripudi di applausi e trombe squillanti! Evidentemente c'è qualcosa che non torna! Specie adesso che qualcuno parla addirittura di un Monti Bis. Vedi ad esempio, le ultime dichiarazioni da Firenze di Matteo Renzi – il "cosiddetto rottamatore" – che nelle scorse ore ha reso noto che in caso di una sua elezione sarebbe "pronto a fare un passo indietro cedendo il posto al professore !" Roba da matti! Ma l'esercito (o la setta) dei neoliberisti, non sta a guardare neanche al di fuori dei confini nazionali, e da Washington a Londra, da Berlino a Francoforte e Bruxelles  è partito un coro unanime in favore dell'investitura  del "Salvatore Monti" a Palazzo Chigi anche dop il 2013. L'unico, secondo Obama, Merkel, Cameron, Barroso, Moody's e compagnia bella – anche se non si sa in base a quale misterioso criterio – ad esser capace di far ripartire l’economia italiana (dopo averla affossata) tenendo sotto controllo il livello dello spread. E' Curioso, tuttavia, notare come dietro a questi burattini parlanti ci siano uomini vicini a lobbies, banche e multinazionali. Uomini che ne popolano all'inverosimile i rispettivi gabinetti di governo ed i consigli di amministrazone. "Come può Satana essere contro Satana!" Lo dice Gesù, Nostro Signore, in un celebre brano del Vangelo di Matteo (Mt 12, 25-26)!  "Ma egli, conosciuto il loro pensiero, disse loro: Ogni regno discorde cade in rovina e nessuna città o famiglia discorde può reggersi. Ora, se Satana scaccia Satana, egli è discorde con se stesso; come potrà dunque reggersi il suo regno?". Penso, francamente, che nessuna metafora poteva essere più calzante! 

     L'Italia nel mirino dei privatizzatori del "Britannia"                                             

    Ma d'altronde il celeberrimo "Sacco del Britannia" sotto la regia inglese – avviato nel 1992 – ed il piano mondialista dei falchi della Goldman, dovranno pur avere un obiettivo finale! Ed in tal senso emblematiche ed eloquenti sono state le ultime dichiarazioni di Knight Winke – anglosassone azionista Eni con un risicatissimo 2% – secondo il quale "per Wall Street e la City  le privatizzazioni sono più importanti della riduzione del debito pubblico". Molto significativo, inoltre, il tenore delle trame intessute da Goldman Sachs e dalle altre banche d'affari con la stessa Authoriy di controllo voluta da Obama sul sistema bancario Usa, all'indomani dello scandalo Lehman Brothers (come denunciato nel celebre film inchiesta Usa, "Inside Job"). Va ricordato, in tal senso, come una delle banche che più ha speculato al ribasso contro i nostri Btp (così come accaduto con il caso Lehman Brothers) sia stata proprio la Goldman Sachs. La stessa banca d'affari della quale Mario Monti è ancora oggi interlocutore affezionato. Come d'altronde lo furono altri europiesti (e neoliberisti doc) come Mario Draghi e  Romano Prodi. Uomini Goldman – tra i più prestogiosi di sempre –  a tutti gli effetti.

     Napolitano – L'assurdo monologo del Presidente golpista                                 

    Sulle stesse imbarazzanti frequenze l'ultimo intervento di Giorgio Napolitano a Cernobbio. "La situazione sta migliorando, ma non bisogna farsi troppe illusioni, perché molto resta da fare per far uscire il Paese dalla crisi. E in questo contesto il Quirinale intende vigilare affinché, a prescindere dall'esito del voto, l'Italia prosegua nel solco tracciato in Europa dal governo Monti per mettere definitivamente l'Italia in sicurezza". Giorgio Napolitano, ha scelto la prestigiossa platea del Forum Ambrosetti per prendere per l'ennesima volta posizione a favore della "sua creatura", del suo "amato figlioccio". E il suo intervento ha tutta l'aria di una campagna elettorale dal retrogusto neoliberal, in aperta convergenza, dunque, verso un "Monti-bis".  Secondo il nobile Re Giorgio, infatti, il suo "professore", "sostenuto dal senso di resposabilità dei principali partiti, è riuscito a tenere fede agli impegni, contribuendo al superamento della crisi del debito (?). Grazie a questi sforzi – ha ribadito – l'Italia ha riguadagnato credibilità internazionale e sui mercati. Ma, certo – nota il Presidente –  la strada è ancora lunga, non bisogna farsi illusioni perché molto resta da fare". 

     Monti e la campana elettorale di Napolitano                                                           

    Secondo Napolitano, dunque, in vista delle elezioni del prossimo aprile 2013, le forze politiche dovrebbero "riformare la legge elettorale, dando maggiore governabilità al sistema". E questo con o sensa Monti, l'importante è seguire la sua strada. Magari – ci sembra di leggere tra le righe – cercando di prendere tutte le più adeguate precauzioni verso ipotetiche ( e non improbabili ) vittorie di partiti contrari al disegno neoliberista dei seguaci di Monti (Vedi Movimento 5 Stelle). Ma per Re Giorgio, non ci sarà problema! Per il padrino della Seconda-Repubblica bisogna confidare "sulla maturità delle nostre opinioni pubbliche". Purché il tutto si uniformi – ovviamente – ai diktat imposti da Monti, dall'eurocasta e dalle lobbies bancarie (chiamate con l'appellativo più digeribile di "mercati"). In tal senso per l'anglofono Napolitano "gioverebbe – infatti – un pò di self restraint (o self-control) per non generare confusione e incertezze tali da ripercuotersi sui mercati". Cioè cari Italiani, per uscire dalla crisi (da loro stessi creata e favorita) secondo Napolitano bisognerebbe: 1) Annullare sempre più il Principio di Sussidiarietà: principio, ricordiamolo, che riconosce il primato delle istanze e necessità dei cittadini su quelle – evidentemente – dei mercati;  2) Accettare la dittatura totalitaristica dell'Esm e del Fiscal Compact; 3) Evitare populismi e continuare a restare nell'euro-gabbia, come la Grecia; 4) Formare – con o senza Monti – al più presto gli Stati Uniti d'Europa. E Napolitano, ciò lo dice chiaramente quando asserisce che  bisogna muoversi verso "una vera e propria unione politica". Alla luce di questi insensati sermoni, chiaro e lineare è invece il consiglio che noi di "Qui Europa" ci sentiamo di dare ai nostri carissimi ed amati presidenti: "Per cortesia, Dimettetevi!"

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    pagare un Debito illegale ed inestinguibile

     

    di Sergio Basile

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La banda Monti e lo stupro dell'Italia                                                                    

    Roma – Con l'approssimarsi del Ferragosto, ormai possiamo dire che la festa dei settari fanatici del liberismo e dell'iperliberismo è giunta nella sua fase più calda ed attesa. Sono ormai centinaia, infatti, i palazzi storici dei più gloriosi e noti borghi italiani e delle città d'arte ad essere stati letteralmente gettati nelle tentacolari braccia degli speculatori. Centinaia di "gioielli" svenduti col pretesto (perchè di un assurdo pretesto si tratta) per fingere di ripagare un debito (illegale), che si autorigenera e che è stato gonfiato ad arte con le diaboliche armi della finanza, complici le istituzioni comunitarie (tutte) e la famigerata "Banda Monti". Ci sembra di rivivere, come una sorta di film horror, i capitoli più bui della celeberrima Reaganomics di Ronald Reagan, negli Usa degli anni Ottanta, dove una sorta di "pseudo-crisi" permise al governo Usa di trasferire – attraverso il solito copione ormai ampliamente rodato – l'80% della ricchezza statunitense nelle mani del 2% della popolazione. Ma evidentemente la fame dei padroni del mondo non ha mai fine! Anzi!

     Un crimine contro l'Italia e gli Italiani                                                                  

    Ma com'è possibile che oggi questo scempio sia stato provocato dinnanzi a migliaia di occhi "vigili" di giornalisti, politici, economisti e noti commentatori tv italiani? Semplice! La setta iper-liberalista ed i suoi arcani progetti e disegni sembrano aver trovato molti adepti che – pur di restar fedeli alla causa e di guadagnare la stima dei vertici di queste organizzazioni criminali e mondialiste – non hanno esitato a rottamare il proprio cervello e la propria coscienza. Nulla da recriminare e da far corregere dinnanzi agli abusi delle istituzioni comunitarie e del professor Monti (il nome premier, in questi mesi, non lo abbiamo volutamente mai usato). L'importante è ingenerare e promuovere la svendita dell' "oro" di famiglia. Non bastavano i migliaia di punti vendita "compro oro" spuntati come funghi in tutta la penisola per speculare sulla crisi indotta e succhiare il sangue a pensionati e disoccupati in difficoltà, costretti magari a dilapidare fortune economiche ed affettive (collane, fedi, bracciali o cornici) pur di sopravvivere all'imbroglio della "Banda Monti" e dei loro degni compari.

     350 Pezzi d'Italia "rubati" per colmare un debito illegale                              

    Davvero no! E allora via libera alla vendita "diretta" di antichi castelli, musei, casolari, palazzi nobiliari, caserme dismesse, ospedali, strade, ecc.. Circa 350 solo nelle scorse settimane, e per un valore corrispettivo di circa un miliardo e mezzo di euro. Una bazzecola, un buco nell'acqua: si pensi che oltre 40 miliardi l'anno sono gli interessi sul "debito fittizio ed illegale" che paghiamo alle banche degli strozzini. Per non parlare del 5-6% del nostro Pil che viene dirottato a finanziare Ue e MES. Senza dimenticare che il 40% delle risorse di bilancio nazionale vengono impiegate ogni anno in guerra e in diaboliche e vergognose guerre: anche contro popoli sovrani ed impunemente attaccati dagli Usa e dai suoi alleati. Vedi Siria di Assad. 

      La "Banda Monti"  stupra l'Italia                                                                          

    Una sorta di "prostituzione" forzata, di abuso, di violenza contro l'Italia, e proprio a ridosso del suo 150° compleanno. Un colpo di stato insomma! Ma d'altra parte, si sà! Vendere le proprie ricchezze in un periodo di recessione equivale ad un vero e proprio suicidio economico, finanziario e sociale. Un qualcosa di abberrante che molti giornalisti intervistati dalla casta dei media (Rai, Mediaset, La7, Sky, ecc..) hanno dall'avvio della calda estate, addirittura consigliato – in palese mala fede – come panacea per "Salvare l'Italia". Altri professoroni hanno addirittura consigliato di disfarsi delle succulenti ed ambite riserve auree nazionali (le terze del mondo). Come dire ad un padre di famiglia vittima di un furto – e mentre i ladri continuano a scorrazzargli di fronte, ed a svaligiargli le stanze con le mani nel sacco, impuniti, spavaldi e tra l'indifferenza delle guardie  – che per evitare di essere buttato in mezzo alla strada con tutta la sua famiglia (visto che d'improvviso si è trovato in stato di povertà) la cosa da fare immediatamente è vendere la sua casa (magari alle grandi società finanziarie della City e di Wall Street) per poter mangiare. Ma in che razza di Paese viviamo? Dov'è l'orgoglio nazionale?

     Un crimine anti-storico contro l'umanità                                                          

    Di sicuro c'è che siamo di fronte al più alto livello di immoralità mai toccato dai nostri pseudo-governanti. Che ne sarà infatti di quella famiglia finita sul marciapiede in stato di povertà, una volta che i soldi della "svendita" necessari per sopravvivere ai morsi della fame saranno esauriti? Risposta scontata anche questa: diverranno schiavi alla mercè dei capricci dei loro padroni. A completa disposizione dei burattinai e dei costruttori di questo sistema criminale  finanziario-mafioso. Saranno alla merce di chiunque possa garantire loro un pezzo di pane. Un dì, nel Dopoguerra, per combattere l'esclusione sociale e le sue connesse piaghe riconducibili alla povertà imperante ed alla distruzione (prostituzione, malaffare, criminalità organizzata, furti, omicidi e corruzione dilagante) il Parlamento legiferava attivamente per far risorgere gli Italiani, riuscendo a fare dell'Italia la settima potenza economica al mondo. Un'impresa titanica, per un Paese di 60 milioni di abitanti. Oggi, invece, con il pretesto dei tagli agli sprechi e della "crisi" creata a tavolino si legifera per aumentare il livello di esclusione sociale, criminalità e corruzione. Vergogna!

     L'insurrezione del Pdl? Bianconi contro Monti e Alfano                             

    Allora finalmente  – ogni tanto, anche per sbaglio, magari accade – qualche irrigimentata recluta del berlusconismo più cieco ed insolente (ricordandosi che a tenere in vita e legittimare la "Banda Monti" è oggi proprio il Cavaliere, con la sua maggioranza parlamentare e con ben 32 fiducie accordate)  illuminato da un tardivo ma pur sempre provvidenziale raggio di umanità ha osato – nella settimana appena conclusasi – "insorgere" contro ABC, ed in partocilare contro il suo segretario (Pdl) Angelino Alfano, reo – questa volta – non solo di aver continuato ad appoggiare il governo dei banchieri, ma di aver addirittura (udite udite) proposto la costituzione di un fondo immobiliare con gli immobili di proprietà dei MinisteriE' stato il caso del tesoriere del Pdl Maurizio Bianconi, che dopo aver inveito contro Alfano e le scellerate speculazioni in atto, ha definito Mario Monti come "il più classico degli strozzini".

      Monti?  Il più classico degli strozzini                                                                 

    Per Bianconi, infatti "l’idea di aggredire il debito mediante la vendita del patrimonio dello Stato, in questa circostanza, non rappresenta altro che il completamento dell’opera di Monti e dei suoi noti mandanti, mirata a rovinare l’Italia”. Secondo Bianconi il professore avrebbe in pratica toccato il fondo: “Monti  ha prima distrutto la produzione industriale, ridotto il reddito dei cittadini e contratto i consumi, ha fatto svalutare il valore immobiliare dei beni pubblici e privati, e poi ha svilito il valore delle aziende nazionali al solo scopo di procurare i soldi per pagare gli interessi a chi lo ha mandato a rovinare l’Italia”. “Ora – continua Bianconi – con il valore del patrimonio statale ridotto all’osso, Monti propone di mettere in vendita beni che neanche un anno fa valevano assai di più, con l’obiettivo evidente di svendere l’Italia ai suoi mandanti: la stessa manovra che si verifica nelle aziende private quando la ditta indebitata viene affidata all’avvocato degli strozzini”.

     Necessita un fronte comune: la politica dei carrozzoni è morta               

    Insomma, una cosa è certa, assodato che la politica è ormai morta, non resta che ammainare le vele dei partiti dei banchieri, uscendo in massa da queste piramidi di potere marcio. Pena, la certrezza di restare, come schiavi impotenti e con i giorni contati, a vedere lo spettacolo della nascita di questi nuovi faraoni del XXI secolo e delle loro infauste piramidi di vergogna. Pdl (e alleati), Pd (e alleati) Udc e Sel ci stanno portando alla rovina. E' l'ora della nascita di un fronte comune trasversale contro i falsi profetti ed i neo-colonizzatori dell'iper-liberismo e dell'anarco-capitalismo. E tu con chi stai con i banchieri o con gli Italiani? Decidi in fretta! In un prossimo futuro, presto, molto presto, potresti non aver più alcuna scelta. Dio, dall'alto della Sua immensa Misericordia vede e provvede, suscita in molti uomini sentimenti di giustizia. Tuttavia sta a noi dimostrare la più cieca e biasimevole indifferenza, lasciando che il male vinca, oppure decidere di cooperare con Lui al fine di cercare ogni giorno verità e giustizia, scardinando i piani diabolici dell'Avversario: il dio del denaro, della corruzione e di ogni ingiustizia. D'altra parte l'Italia è nostra madre. Non dimentichiamolo! Lascereste vostra madre nelle grinfie di una banda di approfittatori?

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • I fallimenti del Governo Monti:  Pil in caduta libera e Debito Pubblico alle stelle

    I fallimenti del Governo Monti: Pil in caduta libera e Debito Pubblico alle stelle

    Venerdì, Agosto 10th/ 2012

    – Sergio Basile  – 
     
    Italia / Mario Monti / Governo tecnico/ Banche e Finanza / Speculazioni / Economia della Truffa / Pil / Debito Pubblico / recessione / Robin Hood / Commissariamento dell'alta finanza / Morte della politica / Annientamento degli stati / Annientamento dei parlamenti / Club del coccodrillo / Goldman Sachs / Silvio Berlusconi / spread / Bilderberg Club / Commissione trilaterale / Moody's / IVA / IMU / Accise statali / Fallimento del governo Monti  
     
    I fallimenti del Governo Monti e il  Golpe
     
    legalizzato della finanza internazionale
     
    Pil in caduta libera e Debito Pubblico alle stelle
     
    La ricetta Monti:  una cura tutta italiana dal 1981
     

    Roma – El Buho (il Gufo) Mario Monti – com'è stato soprannominato al suo arrivo in Spagna – l’ex consulente dell'indagata agenzia di rating Moody’s e di Goldman Sachs, nonché ex-consulente economico e finanziario sottobanco (dal 1981) dei precedenti governi italiani succedutisi nell'ultimo trentennio, dopo aver umiliato per l'ennesima volta un accucciato e remissivo Silvio Berlusconi – con l'ormai arcinota battuta sul differenziale spread a 1200 punti qualora il Cavaliere fosse rimasto al suo posto e non avesse favorito il golpe dei banchieri – è tornato ad avere qualche problemino con la matematica. Infatti a Dicembre 2011 (malgrado tasse ed austerity) il debito pubblico è rovinosamente aumentato, passando dal al 120,1%  al 123,4%. E’ colpa della crisi, si difenderebbe l’ex (?) membro della  Trilateral e del Club del Coccodrillo; è colpa della crisi che ha ridotto le entrate fiscali! Ma anche un bambino comprende come da misure recessive non possa giungere alcuna crescita, vista la compressione dei consumi che ne consegue e la stessa riduzione delle entrate fiscali (IVA). 
     
      La fallimentare Ricetta Monti. Pil in caduta libera, debito alle stelle 
     
    L'unico modo per far crescere l'economia è quello di incrementare la capacità di acquisto delle classi medie e deboli, diminuendo altresì la tassazione. Fare il contrario vuol dire attuare un colpo di stato, infischiarsene degli Italiani e far Commissariare a tempo indeterminato l'Ex-Bel Paese dalla finanza internazionale e presto dall'FMI. Ma ad incidere sull'aumento esponenziale del debito pubblico (è bene ricordarlo al professor Monti: poichè i giornali ed i TG non lo fanno, e blaterano il contrario) vi è anche un altro pesante e mortificante elemento, ideato proprio da Monti e dai suoi colleghi del Consiglio europeo: il MES (Fondo salva stati permanente o Meccanismo europeo di Stabilità). Il contributo delle famiglie italiane versato ai fondi Salva Stati (MES e EFSF) è infatti pari al 3% del Pil. Pagato a suon di accise sul carburante, IMU e caro bollette. Non a caso, dunque, nel secondo trimestre del 2012 il Pil è diminuito dell'0,7% rispetto al trimestre precedente e del 2,5% rispetto al 2011.
     
     Mario Monti: un Robin Hood al contrario  
     
    Ma il professore, a dispetto di ogni morale cristiana o di qualsivoglia principio etico, sembra soffrire di un pericoloso sdoppiamento di personalità: come una sorta di poliziotto che lotta il crimine, ma di notte si appresta a svuotare le cassaforti delle vecchiette, nonché le casse dei rapinatori e/o dei presunti rapinatori che si è affannato di arrestare. "Sono stato chiamato a salvare l’Italia – ha dichiarato nelle ultime ore Monti con toni da messia – (….) il governo tecnico è nato con questo intento. Un governo che raccogliesse consensi parlamentari tali da poter mettere mano a riforme fondamentali per il Paese oltre che per far approvare misure sicuramente impopolari ma non più rimandabili. Misure (pensioni e lavoro) che i partiti avrebbero avuto vergogna a varare ma che hanno accettato di votare nascondendosi dietro la scusa dell’interesse nazionale e dietro i meccanismi anonimi dell’appoggio esterno e del voto di fiducia. Gli unici – ha ammesso l’ex consulente Goldman Sachsche hanno permesso di superare l’abitudine dei governi italiani di non decidere e di ricorrere invece alla concertazione". Ma il professor (una sorta di Robin Hood al contrario) è andato oltre: "occorre che mettano radici nei comportamenti degli Italiani idee nuove, in modo da sopravvivere anche a governi vecchio stile. Governi tipo quelli che potrebbero emergere dalle elezioni del 2013 e che sarebbe deteriore per l’Italia se continuassero a non decidere e a trattare su tutto. Governi che non dovrebbero essere messi nelle condizioni di nascere".
     
      Avanti tutta con il Partito della Recessione   
     
    Meglio quindi andar avanti con il partito  unico della "Recessione", anche se il golpista Monti continua a blaterare che spera di esaurire nel 2013 il suo compito di salvatore dell’Italia: ciò nasconde quindi la serissima possibilità che questo colpo di stato legalizzato possa andare avanti anche dopo il 2013, ovvero che questa sorta di commissariamento indiretto dell’Alta Finanza internazionale possa continuare a travolgere gli Italiani. Ormai Italo-africani: e ci scusiamo a priori con gli Africani per il paragone e l'accostamento.
     
       La Tomba della Politica e della Democrazia  
     
    Un dato – tra l'altro – emerge chiaro: l'insofferenza per il maggiordomo dei banchieri per i Parlamenti e la Democrazia. Meglio ricorrere a mezzi decisionali più veloci, a prescindere (ovviamente) dall'integrità morale, dai conflitti d'interesse e dall'onestà intellettuale dei messia tecnici che dovessero essere invocati ad assolvere a questo impegnativo compito di (improbabili) salvatori della Patria. Governi tecnici a vita dunque! E' questa – per estensione – l'idea dominante del Monti's Pensiero. Tecnici (possibilmente banchieri e uomini Bilderberg o Trilateral) per "rispondere prontamente alle impennate dei mercati (?) e quindi alle manovre della speculazione". Banchieri per rispondere alle esigienze dei banchieri. Pazzesco! Ma se essi poi falliscono e svendono irrimediabilmente l'Italia agli squali esteri? Che importa! Pazienza, la vita va avanti lo stesso! La tomba della Politica e della Democrazia? Senza alcun dubbio!
     
      La risposta e il compito di noi cittadini   
     
    Cosa fare allora nel nostro piccolo e nel nostro quotidiano, in attesa delle prossime elezioni (o di dimissioni che non giungeranno mai)? Diffondere incessantemente e capillarmente queste verità ad amici e parenti; confrontarsi attraverso la rete o personalmente nei nostri abituali luoghi d'incontro; aprire gli occhi all'opinione pubblica, visto che a disinformare ed a diffondere falsità ci pensano in maniera "scientifica", meschina e deplorevole giornali e TG, 24 ore su 24. Siamo in guerra! Che vi piaccia o no! E ciascuno di noi deve sentirsi chiamato in causa, se ha a cuore il futuro dei propri figli!
     
    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)
  • Dall’Europa a Wall Street, l’egemonia del lobbismo e l’economia della truffa

    Dall’Europa a Wall Street, l’egemonia del lobbismo e l’economia della truffa

    Mercoledì, Agosto 8th/ 2012

    – L'editoriale di Sergio Basile – 
     
    Banche e Finanza / Unione europea / New York / Bruxelles / Wall Street / Borsa / Speculazioni / Economia della Truffa / Galbraith / Wall Street /  Traders / Pil / Economia reale / Borsa / MES / Project bond / Knight Capital / Qui Europa / Sergio Basile /  Super computer / Operazioni short / operazioni Over-nigth / Liberismo / Anarco capitalismo 
     
    Dall'Europa a Wall Street, l'egemonia del 
     
    lobbismo e l'economia della truffa
     
    Il Caso Knight Capital e le "Menzogne" dei
     
    profeti del dio-Mercato
     
    Cosa fare nel concreto? Lo spunto di Galbraith e
     
    l'appello di "Qui Europa"
     

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    New York, Bruxelles – Mentre l'Europa continua ad essere vessata dai diktat dei mercati, del rating e del debito illegale, oltreoceano, a New York, altri paradossi finanziari si susseguono di giorno in giorno. Segno di come questo modello capitalistico sia ormai "globalmente" fuori controllo e suscettibile di immediate "rivoluzionarie" misure correttive. In particolare, nella settimana appena conclusasi nel tempio mondiale della finanza per antonomasia, Wall Street, ha tenuto banco il caso della Knight Capital, società affondata nel vortice della speculazione elettronica e nel mare burrascoso del trading. Ciò, proprio nell'ambito dell'inaugurazione da parte del New York Stock Exchange di una nuova "piattaforma di scambio" esclusa alle grandi-movimentazioni e protesa a proteggere – solo in teoria – i piccoli risparmiatori dalla speculazione dei super-compures.
     
      Knight Capital – Quando la volpe cade nella sua stessa trappola  
     
    In pratica è accaduto che la Knight Capital, pur di continuare a speculare anche in questo nuovo "limitato orticello del trading" ha bluffato, modificando i codici dei propri programmi, al fine di anticipare gli altri concorrenti specialisti del “Flash Trading” (contrattazioni lampo che avvengono in frazioni di secondo). Dunque, per farla breve, questa volta qualcosa non avrebbe funzionato a dovere, ed ecco che la volpe è finita inconsapevolmente col diventare la preda del sistema, trovandosi costretta a vendere milioni di titoli acquistati erroneamente, e subendo una imprevedibile perdita pari a 440 milioni di dollari in un solo giorno. 
     
      L'economia dell'azzardo e della truffa   
     
    Questa grave vicenda ha riacceso i riflettori di "Qui Europa" sul rapporto bizzarro oggi esistente tra economia, finanza e società civile, partendo dalla constatazione  che il 50/70% delle contrattazioni nelle principali piazze finanziarie è di fatto controllato da “traders specializzati” muniti di super-computer. Speculatori artefici di un'economia dell'azzardo che devasta l’economia reale. In questo mare scuro e burrascoso un "potente e luminoso faro" che ci aiuta a ritrovare la via ed a comprendere il reale rapporto "malato" che lega il comune cittadino alla moderna società capitalistica, è senza'altro “L’economia della truffa” di John Kenneth Galbraith. L'autore si chiede: può una truffa essere innocente? Può l’innocenza essere disonesta? E’ questo l'interrogativo, il filo conduttore dell'opera che offre scenari di preziosa riflessione sui paradossi del nostro tempo e sulle priorità "economico-sociali" da rivoluzionare, al fine di potersi considerare davvero cittadini, ovvero membri attivi di una società civile e giusta. 
     
       Gli aspetti ambigui del cosiddetto "Mercato"  
     
    La disquisizione di Galbraith, in particolare, gioca sul sottile ed ambiguo filo del significato letterale delle parole, che nella moderna società capitalistica vengono spesso alterate o deformate, divenendo strumenti impropri di condizionamento e "conversione di massa" abilmente veicolati dai media di regime. L'autore, in tal senso, nota innanzitutto come il nuovo nome attribuito al sistema socio-economico moderno (monopolizzato dalle lobby) non sia più "capitalismo", ma bensì "mercato": termine "alternativo" al primo e molto più digeribile, più accettabile, meno ingombrante. Una sorta di "alternativa benevola al capitalismo" frutto di pura cosmesi terminologica. Termine che tuttavia, nella sostanza, non muta il concetto di base e l'immagine di una società completamente asservita alla logica delle lobbies, della produzione. Un modello socio-economico dominato dai privati, capace abilmente di manipolare la domanda e di controllarla; ma capace anche di tirare le fila della stessa finanza, finanziarizzando l'economia attraverso veri e propri golpe democratici tendenti a ridimensionare il ruolo ed i diritti degli stessi cittadini, a tutto vantaggio di una stretta élite ( o loggia ) di privati
     
     Il predominio del lobbismo privato  
     
    Lo spunto di Galbraith ci aiuta a capire come alla radice dei mali ci sia – dunque – il predominio anarchico del lobbismo privato sulla politica e sulla società: meri esecutori delle decisioni prese all'interno di gruppi di potere più o meno occulti o di Cda di grandi multinazionali. Un asservimento, questo, che attutisce e spesso annienta sia i "valori" di una comunità (religiosi, etici, statali e giuridici) sia la "morale". Tutto in nome del dio danaro. Allora comprendiamo perchè leggi assurde continuano a seminare ingiustizia ed iniquità, negli Usa come in Europa ed in Asia:  vedi  depenalizzazione del falso in bilancio; predominio assoluto delle agenzie di rating sulla sovranità nazionale degli stati (vedi Eurozona); inesistenza, a livello internazionale, di precise regole che colpiscano le speculazioni finanziarie, le operazioni off-shire, le operazioni in derivati, ecc.. Ciò nonostante gli abili ed avidi profeti di questa nuova forma di religione pagana (gli adoratori del dio mercato: liberisti; neo-liberisti, anarco-capitalisti e turbo-capitalisti) attribuiscano gli sfaceli da essi stessi cagionati, allo stato istituzione o al fallimento dei più antichi e sacri valori morali, spirituali e culturali: eredità più antica, fondante e preziosa delle stesse comunità sociali occidentali, e non solo.
     
     Il Nuovo Totalitarismo imperialistico dei "mercati" 
     
    Essi, oggi, sono gli stessi che auspicano il predominio totalitaristico del mercato sugli investimenti un tempo spettanti agli stati (vedi concepimento in ambito comunitario, da parte dell'Ue, dei "project bond") o la stessa creazione di un super-stato europeo, accentratore e liberticida: vedi MES e Stati Uniti d'Europa, proteso ad annientare gli stati nazionali e ad omologare culture, usi e costumi in un unico minestrone "mondialista". Tali falsi profeti sono gli stessi che difendono con mille sotterfugi i profitti faraonici dei banchieri e delle banche e nel contempo predicano ipocritamente e falsamente il libero mercato e la libera concorrenza, gettando fumo negli occhi ai cittadini.
     
     La deleteria propaganda liberale e l'uso distorto delle parole  
     
    Gli stessi che – tra l'altro – mandano avanti le industrie della guerra, destinando oltre il 40% del bilancio degli stati a spese belliche o militari nel nome (anch'esso ipocrita) di improbabili "missioni di pace". Spesso e volentieri vere e proprie "Occupazioni" militari animate da beceri interessi privatistici, e mascherate da missioni umanitarie (vedi caso Siria).
     
     Il Privato che occupa il pubblico  
     
    Scenari nei quali la pace e la guerra cessano di essere, anche formalmente, una dimensione del pubblico e diventano espressione di un privato che occupa il pubblico. Disorientando l'opinione pubblica e facendo scordare come in effetti la guerra sia la  sconfitta dell’umanità, e come il centro dell'economia e della politica non siano né il profitto, né il pil, né tantomeno il reddito; ma bensì l'uomo e le sue prerogative sociali. D'altra parte ciò che importa non è tanto "restare vivi" in questa società, quanto "restare umani".
     
     Un buon inizio   
     
    Un buon inizio, nella nostra "Nuova Europa ideale", sarebbe pertanto quello ti tagliare le unghie alla finanza, definanziarizzando l'economia. Come? Tanto per iniziare delegittimando le agenzie di rating; mettendo al bando da subito le operazioni short e i supercomputers; riformando o abolendo le operazioni in derivati, i depositi over-nigth e le operazioni off-shore.  Tutte misure che dobbiamo iniziare a pretendere con forza fin dalle prossime settimane – e col dialogo attivo – da chi oserà candidarsi alle prossime elezioni, malgrado in Italia, le prospettive del "gran partito" pro-banchieri e pro-Monti (A.B.C. più Vendola) non promettano, in tal senso, nulla di buono.
     
    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)
     

     

  • Trani inguaia Moody’s.  Gli Scheletri nell’armadio di Monti

    Trani inguaia Moody’s. Gli Scheletri nell’armadio di Monti

    Sabato, Luglio 14th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Moody's / Declassamento Nuovo ai danni dell'Italia / Ross Abercromby / Vice president / Senior analyst financial institutions group / Moody’s Investors Service / Johannes Wassemberg / Managing director financial institutions / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Fitch Ratings / Declassamenti pilotati / Incriminazione / Europa / Commissione europea /  Speculazione / Critiche al sistema europeo / Mario Monti / Europa / Azioni anti-truffa / Sergio Basile / Qui Europa / Ricapitalizzazioni bancarie / Truffe / Rating e Spread  / Alfano / Bersani / Casini / Unione europea responsabile 

    L'Economia della Truffa che dissangua l'Italia:

    Rating e cricche, Moody's nei guai

    La Procura di Trani smaschera gli analisti di

    Moody's, Abercromby e Wassemberg .

    Moody's e gli scheletri nell'armadio di Mario Monti

    Roma – Soddisfazione per Adusbef e Federconsumatori che ora

    chiedono di bandire le Agenzie di Rating in sede di G20

    Trani, Roma  – E' ufficiale! Mentre Mario Monti era impegnato negli Usa in un summit di potenti banchieri  (ironia della sorte) "a porte rigorosamente chiuse"  ed a poche ore dall'ennesimo meschino e deplorevole attacco della speculazione internazionale ai danni dell'Italia per mezzo dell'agenzia di rating statunitense Moody's – che ha rideclassato il nostro paese – poichè lasciata libera di farlo sia dall'Unione europea (Commissione e Parlamento) che dai singoli leaders dei paesi europei del Consiglio Ue (compreso un impresentabile Mario Monti) – è giunto, provvidenziale, il responso dell'indagine della Procura di Trani, portata avanti dal Pm Michele Ruggiero su denuncia di Adusbef e FederconsumatoriRuggiero ha concluso le delicate indagini indicando nella sua relazione finale nomi e cognomi precisi:  Ross Abercromby, vice president e senior analyst financial institutions group Moody’s Investors Service, e Johannes Wassemberg, managing director financial institutions group Moody’s Investors Service.

      Co-responsabili della distruzione dell'Italia   

    Sono loro i due indagati appartenenti al gruppo Moody’s che dovranno rispondere dinnanzi al tribunale per i reati di aggiotaggio e manipolazione del mercato pluriaggravata. A darne notizia, nelle scorse ore, in un comunicato congiunto, sono stati i proprio i presidenti di Adusbef e Federconsumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, che nel ringraziare  la Procura di Trani e il Pm Michele Ruggiero per il coraggioso e puntuale lavoro svolto, hanno ricordato come essi stessi ed il Pm Ruggiero in questi mesi siano stati fatti oggetto di molteplici tentativi mediatici di discredito e di denigrazione. Ciò a mezzo stampa e tv, e perfino con attacchi diretti ed ingiustificati da parte di quotidiani economicì vicini ed "evidentemente amici" delle  famigerate tre sorelle del rating

      Informazioni distorte, tendenziose e false   

    Abercromby e Wassemberg, i ceffi del rating e del declassamento facile e pilotato (che tradotto in soldoni equivale a qualcosa come decine di miliardi di euro di interessi sul debito gonfiati a vantaggio di banche e speculatori e a danno dei portafogli delle famiglie italiane)  "fornivano intenzionalmente ai mercati – si legge nella nota – informazioni tendenziose, distorte e come tali falsate". A scriverlo è lo stesso Pm Ruggiero nell’atto di chiusura delle indagini che ha evidenziato con grande onestà intellettuale (la stessa che sembra aver lasciato definitivamente l'animo e lo spirito critico di un buon 90%  degli analisti e giornalisti economici italiani, e di un buon 98% dei politici) sia la "scelta mirata dei tempi" degli analisti di Moody's, sia l'impiego da parte loro "di tecniche argomentative suggestive, ambigue e foriere di allarme".

      Il Dossier del Pm – Moody's: giudizi infondati   

    Il procedimento nei confronti di Moody’s, per la cronaca, risale al report diffuso il 6 maggio 2010 a mercati aperti, nel quale si sosteneva che il sistema bancario italiano fosse a rischio. Cosa che provocò – come noto – il repentino crollo in Borsa dei titoli bancari (con danni immani per l'economia italiana, e con tutto quel che ne è conseguito e ne consegue ancora oggi). Report che la Procura ha oggi definitivamente giudicato come incentrato e basato su giudizi "infondati e imprudenti". Ciò – accanto agli altri attacchi di Standard & Poor's e Fitch – contribuì in maniera decisiva al repentino inasprimento di questa paradossale "crisi indotta", cui effetti, oggi, noi tutti conosciamo. Successivamente i riflettori – come qualcuno ricorderà e come più volte ricordato da "Qui Europa" – furono aperti, anche su Standard & Poor's (altra genzia di rating sempre "controllata da lobbies private") più volte finita – assieme alle altre sorelle del rating – nell'occhio del ciclone per accuse di irregolarità ed abusi nell'ambito della tradizionale attività di monitoraggio dei mercati, e degli stessi stati. Attività quest'ultima – ricordiamolo – "relativamente nuova", che ha causato incomprensibili e arbitrari declassamenti anche a paesi economicamente robusti, come l'Italia, con lo scopo di destabilizzarne l'economia ed aprire la porta alla speculazione internazionale sui titoli del debito pubblico. 

      Un vergognoso baraccone    

    Ne esce, qunque, l'immagine di un vergognoso baraccone (un complotto mondialista che va dalla finanza alla politica; dai media alla speculazione internazionale) costruito, come leggiamo tra le righe del dossier del Pm Ruggiero, su falsità e inciuci. Perchè allora continuare a bollare come fantasiose ed inaffidabili le teorie complottiste di sociologi, giornalisti d'inchiesta ed analisti economici (come Giulietto Chiesa o Paolo Barnard)  che da anni mettono in guardia economisti e politici dai terribili rischi che questo sistema consacrato al mercato avrebbe potuto generare in Europa e in italia?

      Il Fallimento dell'Unione europea   

    Lo smascheramento di questi diabolici giochini, nel contempo, finisce per aumentare il discredito e l'inaffidabilità di quegli organismi e quei soggetti che avrebbero divuto vigilare sul sistema: Commissione europea, Parlamento europeo, Consiglio europeo, tra tutti. Organismi da rivoluzionare in senso democratico, perchè tecnicamente e moralmente falliti. Per non parlare dei politici che per mesi hanno sorretto Mario Monti e la balla colossale del rating e dello spread (vedi Alfano, Bersani e Casini) avallando le sue distruttive e recessive manovre da emerito psicopatico, che hanno spogliato l'Italia delle sue ricchezze principali in favore di falchi e speculatori internazionali come Goldman Sachs.

      Provvedimenti urgenti   

    Ma nella nota diramata nelle ultime ore dalle associazioni di consumatori Adusbef e Federconsumatori, c'è dell'altro: "ritenendo non più accettabile lo stillicidio continuo di pagelle ad orologeria emesse per finalità speculative – si legge –  chiediamo che i Governi possano porre all’ordine del giorno nelle prossime agende in sede di G20, norme penali internazionali, per punire condotte criminali che manipolando i mercati, arrecano danni ai risparmiatori minando la sovranità degli Stati, messi sotto attacco dalle consolidate cricche di banche di affari e fondi azioniste delle stesse sorelle del rating, che si arricchiscono manovrando i corsi regolari dei mercati". 

      Scheletri nell'armadio del professor Monti  

    Certo, prima sarebbe doveroso ed opportuno chiarire per il caro professor Monti i suoi rapporti tutt'altro che disinteressati proprio con l'agenzia di rating Moody's: conflitti d'interessi e strani trascorsi sui quali è bene far piena luce. Ricordiamo per la cronaca che il professor Monti fu membro del Senior European Advisory Council di Moody’s da luglio del 2005 fino al gennaio del 2009. Oltreché affezionato frequentatore del Bilderberg Club (da 30 anni) e membro "Goldman Sachs" assieme ai suoi affezionati "amici europeisti" Mario Draghi e Romano Prodi. Che combinazione! Davvero una curiosa combinazione! E che fantasia questi complottisti!

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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