Qui Europa

Tag: Sovraffollamento

  • Italia – Tra Carcerati Abusati e Carcerati di Massa

    Italia – Tra Carcerati Abusati e Carcerati di Massa

    Sabato, Dicembre 12th/  2013  

    – di Vincenzo Folino e Sergio Basile –

    Europa Chiama Italia – Tra Carcerati Abusati e Carcerati di Massa / Corte Europea dei diritti Umani / Strasburgo / Sovraffollamento / Carceri / detenuti / Carcere di Busto Arsizio / Carcere di Piacenza / Roma / Catanzaro / Bologna / Palermo / Carcere di Rebibbia / Piano carceri / Nuovi Penitenziari / Pene detentive / Pene alternative / Costruzione di Nuovi Penitenziari / Inganno totale / Crisi indotta / Spread / Carcerati nelle proprie case / Tutti in carcere / Crisi fasulla / Crisi indotta / Vincenzo Folino 

    Italia – Carcerati Abusati Carcerati di Massa

    Carceri – la Corte Europea condanna l'italia: 

    Vivere in 3 metri quadrati è una follia!

    Nel 2009 la Prima condanna, poi il Bluff del Piano Carceri 

     

     di Vincenzo Folino e Sergio Basile

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Italia – Carcerati abusati e Carcerati di massa                                                     

    Strasburgo – Qualche giorno fa la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo ha condannato il nostro Paese per trattamento inumano e degradante, su ricorso di sette  detenuti del carcere di Busto Arsizio e in quello di Piacenza. Secondo la sentenza l’Italia avrebbe violato i diritti dei soggetti  ricorrenti, tenendoli in celle dove gli stessi avrebbero avuto  a disposizione meno di 3 metri quadrati; così l’Italia dovrà pagare ad ognuno di essi un risarcimento di 100 mila euro per danni morali. I giudici si sono soffermati sulle condizioni generiche delle nostre carceri, con particolare attenzione al problema del sovraffollamento: condizioni  per cui l’appellativo di “incivili” non è affatto abusato.

     Vivere in 3 metri quadrati – Problema di natura Strutturale                          

    Il problema, infatti, non riguarda esclusivamente i due istituti presi in esame, ma si tratta bensì di un fenomeno che potremmo definire “tipico” del nostro Paese, anzi, per usare le parole della Corte, si tratta di un "problema di natura strutturale” che coinvolge un pò tutti, da Roma a Catanzaro, da Bologna a Palermo. Dato purtroppo confermato dai più di 550 ricorsi di altri detenuti,  giunti alla stessa Corte in seguito alla sentenza.  Da qui l’invito alle autorità italiane a dotarsi, entro un anno, di un sistema di ricorso interno che dia modo ai detenuti di rivolgersi ai tribunali italiani per denunciare le proprie condizioni di vita nelle prigioni e avere un risarcimento per la violazione dei loro diritti. Il tutto, è bene ribadirlo, non costituisce affatto una novità. E lo stesso vale per la condanna ricevuta dal nostro Paese: non è la prima e molto probabilmente non sarà nemmeno l’ultima.

     Il Bluff del "Piano Carceri" e la Prima Condanna – Luglio 2009                   

    La prima condanna – luglio del 2009 – riguardò un detenuto del carcere romano di Rebibbia. In seguito a questa prima condanna l'Italia mise a punto il cosiddetto ''Piano carceri'', un programma che avrebbe dovuto portare alla costruzione di nuovi penitenziari, all'ampliamento di quelli esistenti, oltre che allo sviluppo di pene alternative al carcere. Inutile dire che la gran parte di questi progetti (fatta qualche minima accezione) non ha ancora visto la luce. Lasciamo le vostre considerazioni a questo semplice dato: dalla contabilità speciale del Commissario delegato fu tirato fuori – tra 2010/2011 –  1 milione e seicentomila euro. Fondi, di conseguenza, presumibilmente riferibili alle sole spese di funzionamento della struttura commissariale e ai compensi dei vari soggetti attuatori e consulenti. Soggetti questi, i cui curricula e le cui competenze in materia di appalti pubblici di lavori e di edilizia penitenziaria, ad oggi, non è ancora dato conoscere.

     Italia – "Magagne Strutturali" e "Interessi ad orologeria"                                

    Non aggiungiamo altro! Le magagne sono una caratteristica intrinseca del nostro sistema e per approfondire l’argomento non basterebbe un intero quotidiano. Ma i problemi non sono solo di natura pratica. Altri problemi vanno a toccare il cuore della “società civile”, il suo quasi completo disinteresse verso l’altro, verso i problemi degli altri. Il fatto è che in Italia si parla davvero raramente di Diritti Umani, e quando se ne parla, guarda caso, siamo in periodo di campagna elettorale. Inoltre quando si parla di diritti lo si fa sempre dandone una visione edulcorata, limitandosi a delle affascinanti ma inutili posizioni di principio. Dopodicchè tutto torna alla normalità: torna il disinteresse generale.

     L'Eta dell'Inganno chiamato crisi – Il Carcere dentro Casa                             

    Tutti noi sappiamo di vivere in un periodo di forte tensione, questi – dicono i "custodi" del sistema – sono anni duri, gli anni della crisi e dello spread. Ma pochi, pochissimi sanno davvero la verità: cioè che siamo nel tempo dell'inganno totale, della falsità sistematica e della crisi indotta, spacciata per crisi globale. Tutto questo ha portato tantissime persone, tantissime famiglie, a vivere ogni giorno il proprio carcere dentro la propria casa, dentro la propria mente. L'Italia è diventata una società di carcerati, di ergastolani, destinati a scontare una colpa (?) perenne all'interno delle quattro mura domestiche. Ma questo – per quanto gravissimo – non fa che darci un quadro più completo del grado di involuzione della nostra cosiddetta "società civile". D'altra parte, tuttavia, ciò non giustifica assolutamente l’indiferrenza verso il dolore degli "altri reclusi", il popolo dei penitenziari. E questo vale a maggior ragione se abbiamo a che fare con un dolore indotto, ovvero evitabile. Per tornare al "poblema carceri", dunque, esse non devono essere degli hotel a 5 stelle, la permanenza – ovviamente – non può e non deve essere neanche lontanamente paragonata ad una vacanza, ma la dignità dei detenuti, quella, non la si dovrebbe toccare. 

    Vincenzo Folino, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

    _______________________________________________________________________

    L’Italia non rispetta i diritti umani

    L’Italia non rispetta i diritti umani

    Venerdì, Maggio 4th / 2012 Unione europea / Italia / Diritti / Corte europea / Carceri / Giustizia lenta / Sovraffollamento  / Record di ricorsi / Amnistie / Irragionevole durata dei procedimenti / Credibilità internazionale / Durata dei procedimenti / Inefficienze sistematiche / Sovraffollamento delle carceri / Credibilità internazionale / Margine di valutazione nazionale / […]

    Austerity e Nuova Legge di Stabilità: La Dittatura che uccide la Cultura e gli Italiani

    Austerity e Nuova Legge di Stabilità: La Dittatura che uccide la Cultura e gli Italiani

    Giovedì, Ottobre 11th/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Italia / Cultura / Tagli alla cultura / Progetto erasmus / Nuova Legge di stabilità / Parlamento Italiano / Unione europea / Disoccupazione / Carrozzoni politici / Mes / Fiscal Compact / Propaganda mediatica / Macelleria Sociale / Ambigui sondaggi / Disoccupazione / Welfare […]

    Italia – La Regina Nera delle Infrazioni comunitarie, perchè?

    Italia – La Regina Nera delle Infrazioni comunitarie, perchè?

    Giovedì, Ottobre 11th/ 2012 – di Sergio Basile e Federica Santoro – Italia / Unione europea / procedure d'infrazione /  Joaquin Almunia / Mario Monti / Innalzamento aliquota IVA / Romano Prodi / Commissione Prodi / Direttiva Bolkestein /  Ici / Imu / Chiesa cattolica / Principio di Sussidiarietà / Politiche liberiste / Politiche neoliberiste […]

    Dittatura colorata di Democrazia – Così la Casta ci Distrae dal Cancro Europeo

    Dittatura colorata di Democrazia – Così la Casta ci Distrae dal Cancro Europeo

    Venerdì, Gennaio 4th/2013 – di Sergio Basile – Dittatura colorata di Democrazia / Roma /  Italia / Mario Monti / Beautifull / Silvio Berlusconi / Mario Monti / Pieluigi Bersani / Niki Vendola / Cimitero galleggiante / Spinte verso l'astensionismo / Eurogabbia / Rottamazione dell'Eurogabbia / Susanna Camusso / CGIL / CGA di Mestre / Tassazione […]

    Diritti fondamentali: nell’Ue regna la Menzogna. Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione

    Diritti fondamentali: nell’Ue regna la Menzogna. Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione

    Mercoledì, Dicembre 19th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Diritti fondamentali nell'Ue / Menzogna / Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione  / Unione Europea / Parlamento europeo / Risoluzioni / Assistenza sanitaria / Aborto / Minoranze nazionali / LGBT / Diritti fondamentali / Libertà civile / Uguaglianza / Salute sessuale / Pianificazione […]

    Borghezio: l’Ue verifichi se in Campania esiste lo Stato di Diritto

    Borghezio: l’Ue verifichi se in Campania esiste lo Stato di Diritto

    Giovedì, Dicembre 6th/ 2012 –  di Mario Borghezio, deputato europeo –    Comunicato Stampa   Borghezio: l'Ue verifichi se in Campania esiste lo Stato di Diritto / Italia / Napoli / Scampia / Bruxelles / Parlamento europeo / Omicidio Scampia / Campania / Unione europea / Eurozona / Mario Borghezio / Comunicato Stampa / Lega Nord / Programma di […]

    Schiavi europei, da oggi attenti a quello che mangiate

    Schiavi europei, da oggi attenti a quello che mangiate

    Venerdì, Settembre 28th/ 2012  – di Silvia Laporta – Parlamento europeo / Unione Europea / Schiavi europei / Mangiare sano / carne / pesce / orgine controllata / abolizione del marchio di qualità / prodotti ittici / Angelo Rosso / European Joint Research Center  / Massimo Gallesio / Carmen Fraga / Europarlmento / Lobby / […]

    Italia: record Ue di sentenze inapplicate

    Italia: record Ue di sentenze inapplicate

    Venerdì, Aprile 13th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Corte Europea / Riforma giudiziaria / Record europeo sentenze inapplicate / Lentezza processi / Risarcimenti / Michele Vietti / Roberta Angelilli / Parlamento europeo  Corte Europea – Italia: primato per inadempienze 2500 sentenze inapplicate e ritardi nei risarcimenti.   Necessita una riforma giudiziaria.   […]

    Sconcerto a Strasburgo: Famiglia tradizionale? Concetto restrittivo!

    Sconcerto a Strasburgo: Famiglia tradizionale? Concetto restrittivo!

    Mercoledì, Marzo 16th / 2012 Parlamento Europeo / Strasburgo / Famiglia / Veld / Matrimoni Gay / Cassazione / Italia / Mauro Strasburgo: Famiglia tradizionale? concetto restrittivo! Sconcerto del Ppe, delle comunità cristiane e dei giuristi del "diritto di famiglia" Dall'Europarlamento: no a definizioni restrittive di idea "famiglia". La cellula della società in pericolo Ad orologeria, […]

    Schiavitù minorile: stranieri in balia del crimine!

    Schiavitù minorile: stranieri in balia del crimine!

    Venerdì, Settembre 21st/ 2012 –  di Maria Laura Barbuto – Italia / Roma / Schiavitù / Criminalità organizzata / Reati / Libertà / Dignità umana / Minori / Minorenni /Stranieri / Immigrati / Immigrazione / Lavori forzati / Rapine / Prostituzione / Illegalità / Statistiche / Forze dell’Ordine / Distruzione dello stato sociale  Minorenni stranieri […]

    Direttive Ue – La Maglia Nera dell’Italia e la Linea Repressiva di Bruxelles

    Direttive Ue – La Maglia Nera dell’Italia e la Linea Repressiva di Bruxelles

    Martedì, Dicembre 4th/ 2012 – Sergio Basile, Maria Laura Barbuto –  Linea Repressiva di Bruxelles / direttive Ue / Maglia Nera dell'Italia / Unione Europea / Europa / Commissione Ue / Corte di Giustizia / Crisi / Infrazioni / Diritto Ue / Leggi europee / Norme  / Trasporti / Mercato interno /    Direttive Ue – […]

  • L’Italia non rispetta i diritti umani

    L’Italia non rispetta i diritti umani

    Venerdì, Maggio 4th / 2012

    Unione europea / Italia / Diritti / Corte europea / Carceri / Giustizia lenta / Sovraffollamento  / Record di ricorsi / Amnistie / Irragionevole durata dei procedimenti / Credibilità internazionale / Durata dei procedimenti / Inefficienze sistematiche / Sovraffollamento delle carceri / Credibilità internazionale / Margine di valutazione nazionale / Riforma del sistema giustizia / Mirella Fuccella / Qui Europa  

    L’Italia non rispetta i diritti umani

    Una valanga di ricorsi intasano la Corte europea

    Strasburgo – Il presidente della Corte europea dei diritti dell'uomo, il giudice britannico Nicolas Bratza, tiene periodicamente alcune visite presso ciascuno dei quarantasette Paesi del Consiglio d’Europa. Ieri è toccato all'Italia. Non si è trattato certo di una ispezione, ma gli incontri che il presidente della Corte europea ha tenuto ieri in Italia con il Presidente della Repubblica e il ministro della Giustizia sono stati l’occasione per chiarire alcuni punti critici. L’Italia ha molti conti in sospeso rispetto all’obbligo di protezione dei diritti e delle libertà assicurati dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. In primo luogo vi è la questione dell’inefficienza del nostro sistema giudiziario, con le sue complesse norme procedurali, l’uso che viene fatto delle risorse a disposizione, l’incidenza dell’imponente avvocatura italiana.

      "Irragionevole" durata dei procedimenti  e  inefficienze sistematiche  

    Da quasi trent’anni la Corte segnala il grave problema, condannando l’Italia per la continua violazione del diritto alla ragionevole durata dei procedimenti. Non solo tali condanne cadono nel vuoto, ma addirittura da qualche tempo l’Italia compie nuove violazioni, ritardando il pagamento delle somme che le Corti di appello assegnano ai ricorrenti per riparare la violazione del loro diritto. Un altro grave problema riguarda le condizioni dei detenuti, che per il sovraffollamento delle carceri sono spesso tali da poter essere definite come “trattamento inumano e degradante”.

      Questione di credibilità  

    Sono temi ormai improrogabili, che danneggiano anche la credibilità internazionale del nostro Paese. Già il governo precedente aveva dato luogo a forti proteste da parte del Consiglio d’Europa, per aver ignorato le disposizioni della Corte di non espellere alcune persone in Tunisia, dove sarebbero state esposte a rischio di torture. Si trattava di condannati in Italia per "presunte" attività di sostegno a "presunte" reti terroristiche, ma il divieto di tortura garantisce tutti ed è inderogabile. Tali violazioni commesse dall’Italia sono passate da noi quasi inosservate, ma in ambito europeo hanno leso fortemente la reputazione dell’Italia.

      "Inflazione" da ricorsi   

    I ricorsi provenienti dal nostro Paese superano la cifra di 50.000 all’anno. Tutto questo schiaccia le strutture della Corte, causando un forte ritardo nelle decisioni. Il Regno Unito, dunque, spingeva perché si inserisse nella Convenzione una disposizione che obbligasse la Corte a riconoscere agli Stati un largo margine di valutazione nazionale nell’adempiere gli obblighi. Qui però si parla di diritti inderogabili, come la libertà personale, il divieto di tortura o di trattamenti degradanti. Il tentativo del regno Unito, dunque, – per fortuna – non è andato in porto. Sarà ancora compito della Corte elaborare la propria giurisprudenza in merito, senza cedere agli interessi dei governi a danno della protezione dei singoli. Ci auguriamo che tutto questo porti finalmente ad una seria riforma del sistema giudiziario italiano, studiata in modo da rendere finalmente più “umani” i tempi della giustizia: di certo una parte del sovraffollamento delle carceri è dovuto proprio alla presenza di un gran numero di detenuti in attesa di giudizio. La vera soluzione al problema, infatti, non possono essere le periodiche amnistie, che spesso mettono in libertà indistintamente innocenti e colpevoli.

    Mirella Fuccella (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • E’ corsa all’accaparramento delle terre

    E’ corsa all’accaparramento delle terre

    Martedì, Febbraio 21th / 2012 

    – di Mirella Fuccella –

    Ue / Agricoltura / Mondo / Sovraffollamento / Risorse / Spreco / De Castro / Egoismo umano / Landgrabbing 

    E’ corsa all’accaparramento delle terre

    La condivisione dei beni come

    unica risposta possibile?

     

    Bruxelles – Si calcola che nel 2050 sul pianeta terra saremo in nove miliardi di persone. Queste previsioni, in realtà, non sono mai attendibili fino in fondo, perché il futuro riserva sempre sorprese impossibili da prevedere. In ogni caso, è un dato di fatto che per adesso la popolazione mondiale sia in costante aumento. E questo pone il problema dell’approvvigionamento delle risorse alimentari, che diventerebbero sempre più scarse. Il condizionale è d’obbligo, perché in verità, nel mondo occidentale gli sprechi alimentari sono tali che quasi la metà del cibo prodotto finisce direttamente nella spazzatura (in quanto scade prima di riuscire ad essere venduto). Nel frattempo il pesò dell' impatto-umano sul pianeta è sempre più forte. Tra il 1970 e il 2003 le specie terrestri si sono ridotte del 31%, quelle di acqua dolce del 28%, quelle marine del 27%, quelle tropicali sono diminuite del 55%. Ogni anno nel mondo vengono distrutti molte migliaia di milioni di ettari di terreno e di verde. È la corsa alle terre, all’agricoltura, anche con la nuova scoperta del mercato biologico, che attira le aziende come mosche. Si tratta del “land grabbing”, fenomeno di cui si parla nel libro di Paolo De Castro – presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo e docente di economia agraria a Bologna – dal titolo “Corsa alla terra.

      L'egoismo umano ed il "falso alibi" della "scarsità delle risorse"  

    Cibo e agricoltura nell’era della nuova scarsità”.  In pratica il patrimonio fondiario mondiale è stato preso d’assalto al fine di produrre cibo per gli allevamenti di bestiame destinati al consumo di carne nei paesi sviluppati ed in via di sviluppo o al fine di destinare sconfinati appezzamenti di terra alla coltura intensiva di mais o soia geneticamente modificati. Causando, Insomma, non pochi problemi alla pacifica e beata esistenza delle poplazioni autoctone africane (specie etiopi: vedi precedente articolo di "Qui Europa" sul fenomeno del land-grabbing). Senza dubbio in tutto questo c’è qualcosa che non va… e la risposta non sta nel cercare di accaparrarsi la terra per primi, ai danni del nostro prossimo, quanto piuttosto nel cercare di comprendere quale sia la strada giusta per riuscire a condividere i beni che la terra ci offre. D'altra parte il Buon Dio, nella Sua immensa saggezza ha creato spazio, terra e frutti per tutti. Il problema è l'egoismo: un qualcosa che fin dai tempi dell'adamitico Eden ha creato e crea ancor oggi grandi scompigli sul pianeta Terra.

    Mirella Fuccella (Copyright © 2012 Qui Europa)