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  • Botti di Capodanno – L’Idea del Cavaliere

    Botti di Capodanno – L’Idea del Cavaliere

    Mercoledì, Gennaio 2nd/ 2013

    – di Sergio Basile –                                                                                          

    Botti di Capodanno / Silvio Berlusconi / Commissione d'inchiesta / Complotto dei tecnici / Complotto tecnocratico / Giorgio Napolitano / Discorso di fine anno / Bce / Angela Merkel / Sarkozy / Roma / Italia / Declassamenti immotivati / Debito pubblico / signoraggio bancario / Agenzie di rating / Debito privato d'impresa /Ronald  Reagan / Margaret Thathcher / Spread / Mondadori / Fininvest / Procura di Trani / Euro gabbia / Fiscal Compact / Quirinale / 2013 / Auguri d'inizio anno 

     Roma   Italia                                                                                                       

    Botti di Capodanno – L'Idea del Cavaliere

    Berlusconi spara i botti e pensa ad una Commissione

    d'inchiesta sul Complotto dei Tecnici e dell'Ue

    Peccato che tra i principali sostenitori di Monti e

    dell'Eurogabbia ci sia stato proprio lui

    Roma – Digerito a fatica, con un provvidenziale amaro, il discorso di fine anno di Napolitano alla Nazione –  anche se tale era la noia che ho cambiato canale dopo pochi minuti – a tenere banco sulla scena politica romana, dopo i botti di Capodanno, è il solito Cavaliere con i suoi colorati "botti" d'inzio anno. Un Berlusconi che – nel tentativo di raggranellare qualche voto in più – dismessa la maschera di fedele sostenitore del professor Monti, dopo oltre 40 fiducie accordategli, sembra aver dimenticato di essere stato, volente o nolente, il principale complice dei misfatti montiani, trasformandosi per ovvie ragioni di opportunismo nel suo peggior "nemico". Tra le priorità della sua agenda 2013 sulla scrivania di Arcore, infatti, vi sarebbe la  richiesta d'istituzione di una commissione d'inchiesta sui fatti  e sul complotto internazionale che sul finire del 2011 portarono alle sue dimissioi "forzate". Dimissioni, come ricorderete, favorite ed auspicate dallo stesso Napolitano in seguito alla celeberrima letterina firmata Bce; sulla scia di uno spread (arma terroristico-finanziaria impropria) allora salito sorprendentemente ben oltre quota 500; nonché sotto la minaccia di possibili declassamenti in vista paventati allo stesso Silvio dai burattinai dell'alta finanza e delle lobby bancarie, contro alcuni tra i suoi gioielli di famiglia. Fininvest e Mondadori, giusto per fare due nomi.

     Le Ragioni del Cavaliere  Alle radici del complotto 

    Certo, cari lettori, è ormai storia acquisita e scritta – e già denunciata in tempi non sospetti da "Qui Europa" – come le banche tedesche, prima dell'estate del 2011, vendettero d'un colpo miliardi di euro di Btp italiani, innescando un deleterio effetto a catena che finì per destabilizzare il sistema Italia e per creare l'alibi di successivi – quanto inoppotuni e fraudolenti – declassamenti da parte delle sorelle del rating ai danni del  Paese: fin ad allora tra i più robusti e ricchi d'Europa. All'epoca, giusto per ricordare qualche dato, il debito privato delle imprese italiane era di appena 40 miliardi di euro, contro gli 8 mila miliardi di debito delle scombinate imprese private fancesi; per tacere sull'invidiabile livello dell'avanzo primario italiano (differenza tra entrate fiscali ed uscite). Ma questo non sembrò interessare né all'Unione Europea, né alla Bce, né alla Merkel, né al carissimo amico Sarkozy: protesi a giudicare a "senso unico" ed all'unisono la pagliuzza inventata nell'occhio altrui, anziché pensare alle proprie  enormi e putride travi.

     L'alibi imperfetto  e l'imbroglio calcolato 

    I fatti di cui sopra rappresentarono l'alibi perfetto per la realizzazione di un vero e proprio saccheggio – stile Reaganomics Usa, Anni Ottanta – ai danni di oltre 50 milioni di Italiani: fatta eccezione per qualche migliaio di eletti e "protetti". Un sacco – con Equitalia a fare da sponda ideale – cui disastrosi effetti sono sotto gli occhi di tutti. Come cosa nota è il fatto che il debito pubblico italiano – gonfiato dal signoraggio bancario e dallo spread, ed in misura irrisoria dalla "cattiva politica" –  con la cura thathcheriana del professor Monti sia lievitato (come i panettoni di capodanno) di quasi 100 miliardi di euro. Evidentemente – alla luce dei fatti – ha ragione Berlusconi nel dire – come l'Osservatorio "Qui Europa" sostiene da sempre – che dietro lo spread e l'avvento dei tecnici ci sia stato e c'è ad oggi un'enorme macchinazione, un colossale imbroglio internazionale: l'unico "rammarico" per il Cavaliere è quello di aver scoperto questa ovvietà in drammatico ed imperdonabile ritardo. Più credibile Berlusconi sarebbe stato se avesse staccato la spina al professore già fin dalla scorsa estate, magari prima dell'approvazione (e senza neppure confronto in aula)  del recessivo e distruttico "Fiscal Compact". Ma questo probabilmente faceva parte di un preciso copione deciso in qualche élitario club, e nei meandri più nascosti dei palazzi di Bruxelles, Londra, Berlino e Francoforte.

     Il Sacco Neo-liberal  Grinfie sul 1° sistema d'impresa europeo  

    Ma – come accade ai tempi di Reagan e della Thathcher – il vero obiettivo dei compari dello spread e dei loro fedeli alleati anglofoni era quello di allungare le mani sulle aziende italiane indotte in crisi: cioè sul più robusto ed efficiente sistema di rete d'impresa del continente. Una roba che se fosse possibile rivendicare dinnanzi a leader e garanti costituzionali seri e coscenziosi – tirando le giuste conclusioni alle indagini portate avanti nel corso del 2012 dalla Procura di Trani, sugli inciuci del rating – e se su questa Terra esistesse ancora almeno un briciolo di giustizia, dovrebbe valere migliaia di anni di "reclusione con lavori forzati annessi" per l'élite della finanza internazionale e per molti leader. Ma su questo punto, nutro parecchie riserve. 

     Il cruccio dell'Eurogabbia   L'Occidentalizzazione del Medioriente 

    Come riserve (per usare un eufemismo) nutro sul ruolo super-partes e "benevolo" dell'Europa dei tecnocrati (e di Mario Monti) verso quel che resta di un paese chiamato Italia. Un'Europa (o meglio Eurogabbia infernale) a trazione "Trilaterale" e "filo-Usa" protesa esclusivamente a favorie i giochi di Barack Obama nell'area mediorientale ed in Siria – e di quelli del Gasdotto statunitense Nabucco: l'antagonista "povero" del gigante russo Gazprom – piuttosto che aver a cuore le sorti dell'Italia e dei suoi milioni di giovani "schiavi" senza futuro, ma – in compenso – freschi di brindisi e di "auguri" di Capodanno.

     Un buon inizio   L'addio ai discorsi d'inizio anno di Napolitano 

    Ma una cosa è certa amici: l'unica consolazione, per il momento, è quella di non ritrovarci l'anno prossimo a dover ricommentare la patetica scena del discorso di fine anno di Giorgio Napolitano. Per fortuna, infatti, presto il difensore della Costituzione andrà in pensione. Già, senza alcun dubbio, un buon modo di guardare al futuro! Anche se sulla bontà dei nomi che per il momento gravitano attorno al toto-Quirinale non ci giocherei neanche un centesimo! Auguri a tutti! Ne abbiamo bisogno davvero!

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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     Approfondimenti e Schede                                                            

     

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    L’Italia come la Grecia – I Numeri del Fallimonti a un anno dal golpe di Palazzo Chigi

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    Martedì, Novembre  13th/ 2012 –  di Sergio Basile –   Atene / Troika / Italia / Parlamento / DebitoPubblico / Udc / Pd / Pdl / Syriza / Bruxelles / Atene / Roma / Mario Monti / Antonis Samaras / Proteste / Bilancio 2013 / Merkel / Sarkozy / Armamento pesanti / Hitler / Merkel / […]

    Monti Traditore, in Galera! La Denuncia di Estulin su RAI 2

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    Lunedì, Ottobre 29th/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile  –  Daniel Estulin / Denuncia / Mario Monti / Rai 2 / Italia / L'Ultima Parola / Daniel Estulin / Panorama televisivo italiano / Silvio Berlusconi / Elsa Forneno / Complotto internazionale / Golpe finanziario / Merkel / Sarkozy / Bce / Letterina Bce / Mario Draghi / […]

    Trani inguaia Moody’s. Gli Scheletri nell’armadio di Monti

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    Sabato, Luglio 14th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Moody’s / Declassamento Nuovo ai danni dell’Italia / Ross Abercromby / Vice president / Senior analyst financial institutions group / Moody’s Investors Service / Johannes Wassemberg / Managing director financial institutions / Michele Ruggiero […]

    L’Olezzo delle Carogne della Macelleria Sociale sale fino a Bruxelles

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    Martedì, Ottobre 2nd/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Unione europea / Disoccupazione / Eurostat / Euro / Moneta Unica / Target 2 / Spagna / Grecia / Mezzogiorno d'Italia / Osservatorio "Qui Europa" / Carrozzoni politici / Mes / Fiscal Compact / Propaganda mediatica / Mentana / Macelleria Sociale / Ambigui sondaggi […]

    I mille volti del Cavaliere: il letargo e la complice resa alla dittatura dei banchieri

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    Mercoledì, Settembre 19th/ 2012 – di Sergio Basile e Mario Luongo  – Italia / Roma / Bari / Milano / Eurozona / Germania / Grecia / Angela Merkel / BCE / Antonis Samaras / Silvio Berlusconi / Calo di consensi / Critiche governo Monti / Fiscal compact / Fondo monetario / Il Giornale / Abolizione […]

    Renzi, Bersani e il Festival dell’ipocrisia

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    Lunedì, Settembre 17th/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Silvia Laporta e Sergio Basile – Bersani/ Renzi / Pd / Casini/ Berlusconi/ tecnocrati/ crisi economica/ festa del Pd / Reggio emilia/ tasse/ austerity/ stipendi dimezzati/ banche/ unione europea/ governo dei banchieri/ finanzieri/ Pdl/ Udc / Capo dello Stato / Mes/ Alcoa / Sardegna / Giampaolo […]

    Monti: “Statuto dei Lavoratori responsabile della disoccupazione”

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    Venerdì, Settembre 14th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Roma / Governo / Articolo 18 / Statuto dei Lavoratori / Decreto Legge 138 del 2011 / Referendum / Occupazione / Disoccupazione / Sinistra Italiana / Università Roma 3 / Cassazione / Sinistra Ecologica e Libertà / Italia dei Valori / Verdi / […]

    Gli Ignoranti del Debito

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    Martedì, Settembre 11th/  2012 – Redazione Qui Europa  – Italia / Roma / Mario Monti / Pierferdinando Casini / Rocco Buttiglione / Matteo Renzi / Pierluigi Bersani / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Trattato di Lisbona / Benito Mussolini / Ignoranza / Signoraggio Bancario / UDC / PD / Ventennio fascista / Contestazioni a Fassina […]

    Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

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    Lunedì, Settembre 10th/  2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – Italia / Roma / Bari / Cernobbio / Palazzo Chigi / Intervento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Fiera del Levante / Golpe / Colpo di stato Speculazione / Rovina dell'Italia / / Crescita / Menzogne / Recessione / Disoccupazione / Accise statali […]

    Spending Review e Neoliberismo, il Nocciolo della Menzogna

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    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Max Cittadino – Italia / Spagna / Unione europea / Crisi economica / Spending review / Tagli alla spesa Pubblica / Pagine economiche dei TG / Welfare / Politiche liberiste / Neoliberismo / Scuola Austriaca / Shumpeter / Keynes / Lavoro produttivo / Scandali bancari / […]

    Monti Bis – I compari del Bilderberg scendono in campo

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    Sabato, Settembre 29th/ 2012  – di Sergio Basile e Federica Santoro – Italia / Roma / Bilderberg Club / Guerra Mediatica / Mario Monti / Monti Bis / Campagna elettorale / Miliardi / Investimenti / Sky / Mediaset / Rai / La Repubblica / Il Corriere della Sera / Pierferdinando Casini / Pierluigi Bersani / […]

    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

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    Martedì, Giugno 26th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

    L’Economia della Truffa – Moody’s ora attacca Cipro

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    Lunedì, Giugno 18th / 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile –  Unione europea / Cipro / Nicosia / Eurozona / Commissione europea / Troika / Fondo Monetario Internazionale / Christine Lagarde / Russia / Cina / Pechino / Mosca / Germania / Egemonia delle banche private / Liquidità / Crisi / Attacco speculativo […]

    Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

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    Domenica, Giugno 3rd / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer […]

    Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 5 – Denaro e Banche: i Segreti dei nuovi Padroni del Mondo

    Schiavi di un Debito Illegale, Capitolo 5  – Denaro e Banche: i Segreti dei nuovi Padroni del Mondo

    Lunedì, Novembre 5th/ 2012  – L'editoriale del Lunedì, di Sergio Basile e Silvia Laporta –  Schiavi di un Debito Illegale / Denaro e Banche / Segreti dei nuovi Padroni del Mondo /  Crisi eurozona / Le Confessioni di Sir Josiah Stamp / Denaro / Bibbia / Vangelo / Mammona / Francoforte / Bruxelles / Sistema Bancario / Società moderna […]

    Renzi, quei 14 milioni di voti e il futuro di Monti

    Renzi, quei 14 milioni di voti e il futuro di Monti

    Martedì, Ottobre 23th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Matteo Renzi / Pierluigi Bersani / Primarie Pd / Tony Blair / Mario Monti / Quirinale / Palazzo Chigi / Tg 3 / Beppe Grillo /  Trasparenza finanziamenti / Fondo Algebris / David Serra / Sondaggi pre elettorali / Ipr Marketing   

    Legge di Stabilità – Spaccature tra i Carrozzoni Montiani

    Legge di Stabilità – Spaccature tra i Carrozzoni Montiani

    Martedì, Ottobre 16th/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Legge di Stabilità / Italia / Corrado Passera / Irpef / Iva / Aumento aliquota Iva / Tagli sui trasferimenti regionali / Guido Crosetto / Povertà dilagante / Confcommercio / Mario Mauro / Albertini / Regione Lombardia  Legge di Stabilità – Critiche asprissime anche […]

    Mobilitazione Nazionale contro il Governo Monti in Difesa della Costituzione – Tre Giovani Catanzaresi Depositano la propria Denuncia presso la Caserma dei Carabinieri

    Mobilitazione Nazionale contro il Governo Monti in Difesa della Costituzione – Tre Giovani Catanzaresi Depositano la propria Denuncia presso la Caserma dei Carabinieri

    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – Appello di www.maxiprotestadelpopolo.jimdo.com –  Unione Europea / Italia / Catanzaro / Denunciato il Governo Monti / Mobilitazione Nazionale / Difesa della Costituzione / Suicidi di imprenditori / Austerity / Macelleria sociale / Distruzione del Welfare / Stati Uniti d'Europa / Accentramento Dittatoriale / Caserma dei Carabinieri / Difesa dei Principi Costituzionali […]

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

    Venerdì, Settembre 7th/ 2012 – di Serena Spagnolo e Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / ICE / Iniziativa Europea dei Cittadini / Liberismo / Neoliberismo / Privatizzazioni / Capitalismo / Noam Chomsky / Duccio Cavalieri / Università di firenze / Dio / Fede / Uomini liberi / Libertà / Rivoluzione / TG / […]

     

  • Approvato il Decreto della Vergogna della Politica Italiana

    Approvato il Decreto della Vergogna della Politica Italiana

    Mercoledì, Dicembre 12th/ 2012

    – di Sergio Basile –

     

    Approvato il Decreto della Vergogna della Politica Italiana  / Decreto Di Paola / Italia / Incremento delle spese militari / Guerra / Articolo 11 della Costituzione / Armamenti / F-35 / Ordigni di morte / Nato / Pazzie della Guerra / Disarmo / Roma / Francesco Vignarca / Immoralità diffusa / Disarmo / Palazzo Chigi / 230 miliadi di euro / Grecia / Merkel / Sarkozy / Signori della Guerra / Andrea Sarubbi 

    Approvato il Decreto della Vergogna della

    Politica Italiana 

     

    Si ripete dopo due anni il medesimo copione seguito 

     

    con la Grecia: schiavi Italiani costretti ad indebitarsi 

    fino al 2024 per 230 miliardi di euro per l'acquisto 

    di distruttive ed immorali macchine di morte

     

    L'ultimo regalo del "Dimissionario" Governo Monti

    e del Parlamento Italiano all'amata Nazione 

     

    Roma – Nella giornata di ieri, malgrado gli appelli dell'Osservatorio Nazionale sulle politiche comunitarie – "Qui Europa" – e le lettere inviate dalla nostra redazione a tutti i deputati italiani – unite a quelle inviate da centinaia di attivisti per la pace e associazioni laiche e cattoliche – il Ddl del "tecnico" Di Paola sulla Difesa è diventato legge di Stato: indubbiamente uno degli ultimi scempi, forse il più grande – anche se in effetti c'è l'imbarazzo della scelta – del governo Monti, del "governo dimissionario". Un'eredità niente male! Quella che potremmo definire la degna ciliegina sulla "torta dei tecnici".

     Il Decreto della Vergogna  della politica italiana 

    Ma perchè potenziare all'inverosimile (e nel tempo della cosiddetta crisi) le Forze Armate italiane? Chi dovremmo attaccare e distruggere? L'Italia non era forse, come ci ricorda l'art.11 della Costituzione) una nazione che ripudiava la guerra? Quali interessi dovremmo servire nel prossimo futuro? Forse quelli della Nato in una guerra "palese" contro Siria o Iran? Per non parlare poi dei "sacrifici" fatti dalle famiglie italiane in nome del dittatoriale "Fiscal Compact" e sull'onda di misure diaboliche quali la spending review ed il Patto di Stabilità preteso dall'impero Ue. Che fine hanno fatto dunque i risparmi degli Italiani e le accise darecord sul carburante? Che beneficio ha avuto il popolo italiano dall'essersi trasformato forzosamente in un esercito di schiavi muti ed obbedienti? Ve lo dico io: un incremento del debito pubblico di quasi 100 miliardi di euro, l'oblio sensa fine della recessione perenne (regalone di Natale 2012 e dei prossimi natali… ); ricapitalizzazioni bancarie "facili"; pagamento di interessi bancari da usura alle solite mafio-banche e – dulcis in fundo –  porte aperte alla Guerra.

     230 miliardi in armamenti – I deputati italiani dicono si 

    Come visto in precedenti articoli, con Di Paola – il tecnico-ammiraglio amicone della Nato e dalla spesa facile – l'Italia è diventata una delle più potenti, spietate e ciniche macchine da guerra europee (e non solo), cui costi esorbitanti pari a 230 miliardi di euro – tra l'altro – saranno pagati a suon di lacrime e sangue dagli Italiani tutti fino – udite, udite – il 2024. E’ vero che il decreto prevede maggiori controlli sulle procedure di acquisizione degli armamenti per le FFSS, ma per contro è anche vero che tali controlli parlamentari saranno efficaci solo per i programmi di armamento futuri. cioè per quelli dei prossimi decenni. Ennesima presa in giro insomma!

     La lista della morte – Stesso copione della Grecia 

    Per ora via libera a spese pazze ed immorali in armi di morte. Non solo F 35. La lista è piuttosto corposa: velivoli blindati “Freccia” di Iveco e Oto Melara (che gli Italiani avranno sul groppone fino al 2016);  sottomarini U 212;  elicotteri d’attacco NH90 di AugustaWestland (che dovremmo di finire nel 2021); aerei AW101; missili “Spike” in rifornimento ai Mangusta”; 40 blindati multi-uso e anti-mine del consorzio tedesco Iveco-Krauss (costo 120 milioni di euro ma c’è l’opzione per altri 40); velivoli  senza pilota tattico UAV; aerei da guerra MC-27J. Insomma, questi signori hanno fatto con noi Italiani, la stessa cosa che la coppia Sarkozy-Merkel fece con i Greci nel 2011, costringendo il pacifico popolo ellenico in recessione a dissanguasi per acquistare sottomatini, carri amati e via dicendo, per miliardi di euro. Tutto a vantaggio delle lobby che servono gli interessi globali dei signori della guerra. Da voltastomaco!

     Dittatura pura  

    D'altra parte – come ha notato in queste ore anche il coordinatore della Rete Disarmo per l'Italia, Francesco Vignarca – "perchè ipotecare i prossimi 12 anni del nostro Paese, se non sappiamo nulla di chi governerà, di quali saranno gli interessi in gioco e le necessità?”. E' evidente! Un passo strategico quanto inutile, immorale e che aggrava ancor di più la spesa pubblica italiana in uno dei periodi più bui della storia del Paese e dell'Europa intera. E poi come dimenticare il fatto che l’industria delle armi è responsabile del 40% della corruzione mondiale, e che noi ogni anno – da parte nostra – già destinavamo il 40% del nostro budget in armamenti e difesa? Se non lo avete ancora capito, questa è dittatura pura cari lettori! La Democrazia – in coma da decenni – è definitivamente morta e sepolta da un anno a questa parte. Per la verità – a parer nostro – dall'ingresso nell'Eurozona. ma questa è un'altra storia…

     Un Crimine  

    Ma la cosa pazzesca è che ancora una volta il decreto è passato anche con i voti di membri del Pdl. Lo stesso Pdl che fino a ieri  inscenava l'ennesima pubblica protesta contro l'imbroglio del debito da "spread pazzo" avallato ed alimentato da Monti e dai suoi compari. Alla faccia dei poveri, dei disagiati, dei disoccupati e di quanti aspettano da quasi un anno ricoveri improbabili, visti i tagli del 50% fatti alla sanità ed ai posti letto. Un crimine! Sfido chiunque a dire e sostenere il contrario! I criminali dovrebbero stare in galera. Ma in Italia ciò non accade, e ce li troviamo ancora a Palazzo Chigi. E buona parte di essi, in Parlamento.

     La scusa ufficiale 

    Sapete qual'è stata la scusa posta a difesa del decreto dallo stesso Di Paola? Che il mercato delle armi va intensificato poichè genera ricchezza e nuovi posti di lavoro. altra bugia assoluta, carissimo ammiraglio! Decine di studi di settore lo dimostrano. Ma ciò non sembra più interessare a nessuno, in uno stato di assoluta decadenza morale ed anomia acuta. L'unica consolazione, almeno per chi è cristiano, è sapere che dall'altra parte che un Dio che vede e provvede, ed al momento giusto presenterà a tutti il debito conto. Questo delirio di onnipotenza dei "nobili burattini" del sistema, è davvero patetico, cari lettori. Per fortuna che Dio esiste! Da parte nostra è l'unica certezza che ci è rimasta in un mondo marcio ed avvolto nelle tenebre. 

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Per onor di cronaca alleghiamo un articolo giratoci nei giorni

    scorsi dall'On. Andrea Sarubbi (Pd) datato 5 Dicembre 2012.

    Diamo merito all'On. Sarubbi di non aver avallato questa assurdo

    decreto e di aver difeso i suoi valori cristiani  e morali in Aula.

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    "Quanta fretta" 

        di Andrea Sarubbi, deputato

    Con una rapidità estrema, rispetto ai tempi biblici del Parlamento, è arrivata in Aula la delega al governo per la revisione dello strumento militare. È una legge con parecchi chiaroscuri: non per quello che c’è scritto nel testo, ma per lo spazio enorme di manovra che lascia al ministro della Difesa e per la tempistica a mio parere inopportuna, trovandoci ormai a fine legislatura e dunque ad un passo dal cambio di governo. Dalla Tavola della pace e dalla Rete disarmo sono arrivate parecchie critiche, alcune un pò forzate ma altre no: nel mio intervento di stamattina, alla Camera, ho esposto anche i miei dubbi, convinto che non siano poi così isolati nel resto d’Italia.

    ANDREA SARUBBIParto da lontano: due anni e mezzo fa, Savino Pezzotta ed io presentammo una mozione, che chiamammo mozione Colomba e che arrivò in quest’Aula il 28 marzo scorso. La mozione approvata (poi divenuta risoluzione, per qualche inghippo procedurale, ma il senso è quello) era un po’ più morbida di quella inizialmente presentata, ma ci sembrò comunque un bel passo in avanti: impegnava il governo a “subordinare qualunque decisione relativa all’assunzione di impegni per nuove acquisizioni nel settore dei sistemi d’arma al processo di ridefinizione degli assetti organici, operativi e organizzativi dello strumento militare italiano”. Per dirla con le parole della Tavola della pace, della Rete disarmo e di tutte le associazioni che invitavano in quei giorni il Parlamento a resistere alla tentazione di giocare a Risiko con i cacciabombardieri, “prima discutiamo compiti e obiettivi delle nostre Forze armate e poi decidiamo gli acquisti di cui abbiamo bisogno”.
    Oggi, in teoria, dovrebbe essere una bella giornata: il giorno in cui, appunto, discutiamo tutti insieme compiti e obiettivi delle nostre Forze armate. La realtà è invece diversa: innanzitutto – per quanto non ignori la richiesta del Consiglio supremo di Difesa, formulata pochi giorni fa, di approvare questa riforma entro fine legislatura – mi riesce molto difficile spiegare ai miei quattro elettori, e anche a me stesso, come mai questo Parlamento riesca a marciare così veloce quando si tratta di spese militari e poi si impantani sulle riforme più attese. Inoltre, ed è questa la mia critica principale, io davvero pensavo che avremmo discusso il modello di difesa tutti insieme. Tutti insieme: lei, signor ministro ammiraglio, ed io, obiettore di coscienza a mani nude provvisoriamente deputato della Repubblica. Non avevo capito, perché non c’era scritto da nessuna parte, che il Parlamento avrebbe firmato una carta quasi in bianco – e se non è proprio in bianco il merito è del Pd – al ministro della Difesa, quando ormai la legislatura sta per finire, e che gli avremmo detto di pensarci lui. No, non era questo che noi intendevamo quando parlavamo di “revisione dello strumento militare”.
    Come gli addetti ai lavori ricorderanno, e come tutto il mondo pacifista sa bene, la proposta iniziale del PD, più di un anno fa, era quella di formare addirittura una “bicameralina”: la revisione dello strumento militare è una cosa seria e quindi bisognava farla bene, affidando al Parlamento il compito di procedere ad una revisione complessiva del modello militare, partendo dagli scenari internazionali e dai nostri obiettivi strategici. Perché il Parlamento rappresenta tutta la Nazione, tutte le sensibilità che – in modo particolare sulla difesa – nell’opinione pubblica sono davvero variegate. L’idea della bicameralina è saltata – per colpa di chi qua dentro è ancora maggioranza, fortunatamente ancora per poco – ma non viene meno l’esigenza che sia appunto il Parlamento a riscrivere una strategia di sicurezza nazionale. E dovrà avvenire nella prossima legislatura.
    Non solo il Parlamento qui rischia di non toccare palla, ma all’inizio questa revisione dello strumento militare assomigliava terribilmente a un blitz, che per fortuna al Senato è stato ridimensionato. Mi riferisco alla possibilità di acquistare armamenti da parte del ministero della Difesa: inizialmente si pensava a un parere solo consultivo delle commissioni parlamentari, ora – e di questo ringrazio i miei colleghi senatori che ci hanno lavorato – si dà la possibilità al Parlamento di bloccare un programma d’acquisto deciso dal governo, se questo programma non convince. Finalmente arriva un po’ di trasparenza, anche se la maggioranza richiesta è qualificata e anche se – come ho cercato di argomentare finora – mi sarebbe piaciuto che questo criterio valesse per tutto il contenuto del provvedimento, per tutta la revisione dello strumento militare.
    L’ultimo punto di grande preoccupazione, da parte mia, riguarda la tempistica. Non voglio sminuire il ruolo del governo – anche se ha una data di scadenza prossima, è un governo nella pienezza dei poteri – ma mi pare una leggerezza la previsione del “silenzio-assenso”: il fatto, cioè, che prima il ministro uscente scriva da solo i decreti attuativi, e poi – nel momento in cui le Camere si sciolgono – questi attuativi entrino in vigore perché il Parlamento è stato zitto. So che il ministro si è impegnato ad accogliere un ordine del giorno del Partito democratico che lo impegna a non avvalersi di questo silenzio-assenso, ma un ordine del giorno – come sappiamo – è cosa diversa da un testo di legge. E in ogni caso, per quanto mi riguarda, rimane un motivo di opportunità: con un governo e una legislatura ormai agli sgoccioli, con una maggioranza – e dunque, mi auguro, anche una linea politica – che è in procinto di cambiare, noi mettiamo mano oggi allo strumento militare, rischiando poi di dover ricominciare da capo tra qualche mese. Ha senso tutto questo, in un momento così difficile per l’Italia? Secondo me no, signor presidente e signor ministro, e per questo motivo – pur riconoscendo al mio partito un ruolo importante nel miglioramento del testo – sto pensando seriamente di non votare questo provvedimento.

    On. Andrea Sarubbi 

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  • L’Italia come la Grecia – I Numeri del Fallimonti a un anno dal golpe di Palazzo Chigi

    L’Italia come la Grecia – I Numeri del Fallimonti a un anno dal golpe di Palazzo Chigi

    Martedì, Novembre  13th/ 2012

    –  di Sergio Basile – 

     Atene / Troika / Italia / Parlamento / DebitoPubblico / Udc / Pd / Pdl / Syriza / Bruxelles / Atene / Roma / Mario Monti / Antonis Samaras / Proteste / Bilancio 2013 / Merkel / Sarkozy / Armamento pesanti / Hitler / Merkel / Sarkozy / Nuova austerity / debtocracy / Grecia  

    L'Italia come la Grecia – I Numeri del Fallimonti

    a un anno dal golpe di Palazzo Chigi

    Il Parlamento ellenico approva tra le proteste la nuova

    sanguinosa austerity. Soddisfazione dall'Impero 

    I risultati delle ricette liberiste e rigoriste dell'Europa

    per Italia e Grecia

    Bruxelles, Atene – Barroso, Draghi e Lagarde chiamano, Samaras risponde! E così, come paventato alla vigilia, il primo ministro greco nelle scorse ore, malgrado scioperi e mobilitazioni nazionali, mai viste prima in Europa – almeno dai tempi della Sconda Guerra Mondiale – ha avallato i tanto odiati e temuti tagli e le nuove meschine e indignitose tasse, che sono state approvate dal Parlamento greco ed inserite nel bilancio 2013. E ciò, in cambio di nuovi "aiuti" internazionali da usura, protesi a far fronte ad un debito indotto, fittizio e gonfiato all'inverosimile – oltre che dallo spread – dall'acquisto forzoso (e bene non scordarlo) di armamenti pesanti per miliardi di euro, imposti l'anno scorso da Merkel e Sarzozy alla Grecia, per fare un grosso favore agli amici dell'industria bellica dei rispettivi Paesi. Ovviamente sulla stampa di regime la questione passò quasi del tutto inosservata, tranne qualche piccola eccezione. Sottomarini, aerei e armi pesanti (inutili alla piccola e pacifica Grecia) comprati a discapito del welfare state, per i quali ora il prezzo si sta chiedendo a giovani disoccupati, neo-licenziati e pensionati. Probabilmente neppure Hitler osò mai tanto, orrori dei campi di concentramento a parte.L’approvazione del pacchetto di austerity, in Grecia, ha comunque scatenato l'ira di decine di migliaia di cittadini, riversatisi nel cuore di Atene. Innumerevoli le manifestazioni di protesta. Calma piatta, invece, nel cuore dell'impero. Domenica scorsa il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha dichiarato come il rapporto redatto dalla Troika è “fondamentalmente positivo, dal momento che Atene ha mantenuto le sue promesse”. Già, ma il fantasma dell’insolvibilità è dietro l'angolo, e ciò mentre in terra ellenica il partito anti-austerity, Syriza, vola e si appresta a diventare nettamente il primo partito della nazione. 
     
     L'Italia come la Grecia – Lo dicono i numeri di Fallimonti  
     
    La nuova austerity è stata avallata  dal Parlamento con 167 voti a favore, 128 contrari e quattro astenuti: un pò quello che potrebbe avvenire e consolidarsi per sempre in Italia se a vincere le prossime elezioni saranno i partiti che appoggiano Mario Monti. Mister "Fallimonti", che proprio oggi (13 Novembre) festeggia il suo anno di governo, tra il plauso del suo apripista, Giorgio Napolitano. Un anniversario "festeggiato" tra i fischi e gli impietosi numeri emersi dal monitoraggio di tutti gli indicatori economici. Un fallimento totale!  Come fallimentari e falsi sono stati i proclami dei media di regime, che da mesi parlano impropriamente – al fine di abbonire le furie delle masse – di "prossima fuoriuscita dal tunnel della crisi". La prova – non c'erano dubbi – del regime dittatoriale meschino e viscido in cui viviamo e del quale vi parliamo da un anno esatto. Ma andiamo per ordine. Italia e Grecia: stesse ricette, stessi risultati. Vediamo perchè. Il Pil in Italia è passato dallo +0,7% al -2,5% (giù il Pil e giù – ovviamente – il potere d’acquisto) pertanto il rapporto debito/Pil dal 119% di un anno fa, è passato al 123,1%, per arrivare  – secondo le stime – al 126,1% l’anno prossimo; la disoccupazione dal 9,8% al 10,8% (in alcune regioni, supera abbondantemente il 50%, proprio come in Grecia); il Debito Pubblico è letteralmente scoppiato – crescendo di oltre 100 miliardi di euro, rispetto agli ultimi giorni dell'era Berlusconi – in un trend di crescita irreversibile; il welfare distrutto; i fenomeni migratori di famiglie italiane all'estero è ripreso a ritmi vertiginosi (paragonabile a quello di inizio Novecento). Insomma, questa è la ricetta che Pd, Pdl e Udc vorrebbero propinarci anche per i prossimi anni. Vergogna! E pensare che l'Italia nell'estate del 2011 godeva dei fondamentali economici più robusti d'Europa, appena un passo in dietro a quelli della Germania. Ma la cosa più assurda è che questo caos è scoppiato grazie all'azione coordinata e complice dei falsi profeti del debito e delle agenzie di rating: per le quali ieri la Procura di Trani ha rinviato a giudizio i boss di Standard & Poor's e Fitch, per manomissione di mercato aggravata e diffusione di dati falsi a mercati aperti. Dati protesi a mettere in cattiva luce – illegittimamente – il Bel Paese, favorendo il "lavoretto" di Mario Monti e dei suoi compari. Insomma, il complotto liberista prende sempre più forma ogni giorno che passa, e la vergogna aumenta. Anche se A,B,C fanno finta di niente. Quindi, come vedete, l'Italia non teme il fantasma della Grecia! Ma semplicemente perchè è già in Grecia! Cari amici – ci chiediamo – fino a quando gli Italiani che malgrado tutto imperterriti continuano a votare per i montiani  capiranno il male che stanno facendo al loro Paese? Quando capiranno che sarà impossibile ripagare i debiti contratti con i padroni d'Europa e dei mercati?
     

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Lunedì, Ottobre 29th/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile  –  Daniel Estulin / Denuncia / Mario Monti / Rai 2 / Italia / L'Ultima Parola / Daniel Estulin / Panorama televisivo italiano / Silvio Berlusconi / Elsa Forneno / Complotto internazionale / Golpe finanziario / Merkel / Sarkozy / Bce / Letterina Bce / Mario Draghi / […]

    Atene abbraccia Tsipras, Madrid si affida al diktat del Rating Europeo

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    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – di Vincenzo Folino – Unione Europea / Spagna / Grecia / Atene / Madrid / Angela Merkel / Mariano Rajoy / Antonis Samaras / Alexis Tsipras / Syriza / Pazok / Anni Podimata / Agenzie di Rating / Dittatura nazi-fascista / Dittatura Comunista / Axesor / Cancellazione del Debito / Danza Macabra […]

     

    Grecia, Recessione al 5% – Ministero della Difesa occupato dai leoni feriti della Hellenic Shipyards

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    Sabato,  Ottobre 6th/ 2012  – di Sergio Basile – Grecia / Atene / Manifestazione contro il governo / polizia / crisi economica / scontri / governo greco / Troika / Bce /  tagli allo stato sociale / tasse / Fmi / rivolta / Antonis Samaras / sciopero /  Grecia / categorie sociali in rivolta / feriti / […]

    In Grecia e Spagna Scoppia la Rivoluzione

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    Giovedì,  Settembre 27th/ 2012  – di Silvia Laporta – Grecia / Spagna / Madrid / Atene / Manifestazione contro il governo / polizia / crisi economica / scontri / governo spagnolo / governo greco / Troika / Bce / Christian Laguarde / tagli allo stato sociale / tasse / Fmi / rivolta / Europarlamento / Antonis […]

    Grecia: Samaras oggi ufficializza la nuova macelleria sociale

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    Mercoledì, Agosto 22th/ 2012  – Sergio Basile –  Grecia /Antonio  Samaras / Troika / Platone e Socrate / Lucas Papademos / Ue / Bce / Fmi / Tagli alla spesa pubblica / Trilateral Commission / Merkel / Sarkozy / Pacchetto Salva Grecia / Stournaras / Adriano Celentano / Democrazia / Europa / Pazzia nell'Eurozona  Grecia: […]

    L’impegno Greco: Tasse in cambio di Privatizzazioni e Licenziamenti

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    Giovedì, Luglio 26th/ 2012 – di Vincenzo Folino – Grecia / Crisi Eurozona / Atene / Bruxelles / Troika / Samaras / Barroso / Commissione europea / Privatizzazioni / Licenziamenti / Reuters / Fondo Monetario Internazionale  / Trattativa  / Alexis Tsipras / Bce / Antoine Colombani  / Ateneo Magna Graecia / Catanzaro  Crisi Eurozona – […]

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    L’Ue dei banksters e delle lobbies teme l’evasione greca

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    Venerdì, Maggio 25th / 2012 – di Sergio Basile –   Unione europea / Eurovertice / Consiglio europeo / Grecia / Eurozona / Fallimenti Ue / Troika / Commissione europea / Fondo Monetario Internazionale / Bce / Bundesbank / Washington / Christine Lagarde / Mario Draghi / José Manuel Barroso / Angela Merkel / Lucas […]

    Insolvenza: maglia nera ai Piigs – La battaglia per il riscatto del Prof Kerber contro Mes ed Euro

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    Sabato, Agosto 17th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / […]

    Dall’Europa a Wall Street, l’egemonia del lobbismo e l’economia della truffa

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    Mercoledì, Agosto 8th/ 2012 – L'editoriale di Sergio Basile –    Banche e Finanza / Unione europea / New York / Bruxelles / Wall Street / Borsa / Speculazioni / Economia della Truffa / Galbraith / Wall Street /  Traders / Pil / Economia reale / Borsa / MES / Project bond / Knight Capital […]

    Spagna, tra Accentramento e Pareggio di Bilancio: le Regioni insorgono alla Macelleria Sociale

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    Martedì, Luglio 24th/ 2012  – di Mario Luongo – Crisi economica Spagna / Mariano Rajoy / Sistema amministrativo spagnolo / Partito popolare / Andalusia / Consiglio di politica fiscale e finanziaria / Spending review / Bilanci truccati / Madrid / Valencia / Catalogna / Mercati obbligazionari / Titoli di Stato / Belgio /  Rapporto tra […]

    Trani inguaia Moody’s. Gli Scheletri nell’armadio di Monti

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    Sabato, Luglio 14th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Moody’s / Declassamento Nuovo ai danni dell’Italia / Ross Abercromby / Vice president / Senior analyst financial institutions group / Moody’s Investors Service / Johannes Wassemberg / Managing director financial institutions / Michele Ruggiero […]

    Madrid: La “Marcia Negra” avanza contro l’Europa dell’Austerity

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    Giovedì, Luglio 12th/ 2012 – di Vincenzo Folino – Spagna / Madrid / Mariano Rajoy / Manovra / Euro / Marcia Nera / Tagli / Movimento di protesta / Soppressione della tredicesima / Dipendenti statali / Austerity / Iva al 21% / Minatori spagnoli  Spagna: varata una nuova manovra da 65 miliardi di euro Madrid monta […]

    Europa in fermento: qualcosa finalmente si smuove

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    Giovedì,  Luglio 12th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Germania / Finlandia / Olanda / Romania / Euro / Crisi economica / Esm / fiscal compact / Andreas Vosskule /  Jyrki Katainen / agenzie rating / Badescu / Usl / referendum popolare / malcontento / Fmi / Venti nuovi in Europa: […]

    Post-Vertice Ue: Menzogne Mediatiche ed Economia della Truffa

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    Martedì, Luglio 3rd / 2012 – di Silvia Laporta – Commissione Ue / casta / disinformazione / Consiglio Europeo / Vertice Europeo sulla crisi / lobby / politiche di austerity / Germania / Finlandia / Olanda / Vittorio Emanuele Tasi / Marcello De Cecco / Agenzie di Rating / Bce / Spread / Provvedimento Anti-Spread / Hollande […]

    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

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    Martedì, Giugno 26th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

    L’Economia della Truffa – Moody’s ora attacca Cipro

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    Lunedì, Giugno 18th / 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile –  Unione europea / Cipro / Nicosia / Eurozona / Commissione europea / Troika / Fondo Monetario Internazionale / Christine Lagarde / Russia / Cina / Pechino / Mosca / Germania / Egemonia delle banche private / Liquidità / Crisi / Attacco speculativo […]

    Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

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    Domenica, Giugno 3rd / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer […]

    Spagna – Calcio e Paradossi del sistema bancario

    Spagna  – Calcio e Paradossi del sistema bancario

    Lunedì, Giugno 11th / 2012 – di Sergio Basile –  Unione europea / Parlamento europeo / Mario Borghezio / Mara Bizzotto / Spagna / Ucraina / Polonia / Euro 2012 / Sistema bancario europeo / Banche / Commissione europea / Finanziamento ai clubs iberici / Finanziamenti miliardari / Debiti miliardari / Paradossi / Euforia per Euro […]

    I mercati minacciano Madrid – Rajoy s’inchina ai banksters

    I mercati minacciano Madrid – Rajoy s’inchina ai banksters

    Martedì, Maggio 29th /  2012 – di Silvia Laporta – Spagna / Madrid / Crisi Ue / Eurozona / Unione europea / Debtocracy / Mariano Rajoy / Bankia / Aiutare le povere banche / Dittatura dello spread / Diktak del rating / Alibi / Paradossi della casta bancaria / Controinformazione / Qui Europa / Fallimento dell'economia europea / […]

    Italia-Spagna: Guerra tecnocratica

    Italia-Spagna: Guerra tecnocratica

    Giovedì, Aprile 12th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Spagna / eurozona / Unione Europea / Crisi / Spread / Investitori / Debito Pubblico / El Mundo / Monti / Rajoy / Pagliuzza e trave / Spread  Italia-Spagna: colpi bassi a suon di dichiarazioni  El Mundo: "E’ una guerra sporca!" Rajoy […]

    Madrid sotto assedio – Tagli e diktat

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    Mercoledì, Aprile 11th/ 2012 – di Sergio Basile –  Spagna / Crisi Ue / Eurozona / Euro / Commissione europea / Approvazione tagli / Madrid / Misure di Austerity / Olivier Bailly / Governo Rajoy / Governo Zapatero / Dittatuta del mercato / Democrazia / Spread / Deficit regionale / Eurostat /  Dopo Lisbona, nuove […]

    Spagnoli sconfitti in casa: Madrid-Spread (0 – 1) – Partita truccata? Arbitra la “Troika”: Spread in rialzo a Madrid – Intanto l’Olanda ci “euro-ripensa”

    Spagnoli sconfitti in casa: Madrid-Spread       (0 – 1) – Partita truccata?  Arbitra la “Troika”: Spread in rialzo a Madrid – Intanto l’Olanda ci “euro-ripensa”

    Giovedì, Marzo 29th / 2012 Eurozona / Bce / Europa / Spagna / Citi / Spread / Real / Crisi / Willem Buiter / Olanda / Euro  Spagnoli sconfitti in casa: Madrid-Spread ( 0-1 ) – Partita truccata? Arbitra la triade Troika: Bce, Ue, Fmi –  Spagna in crisi, spread in rialzo a Madrid Intanto […]

    Bilancio: Bruxelles bacchetta Madrid

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    Lunedì, Marzo 5th / 2012 Commissione europea / Commissione Affari / Spagna / Bilancio / Rehn / Rajoy Bilancio: Bruxelles bacchetta Madrid Scostamento rispetto a 2011 Bruxelles – Nelle scorse ore il commissario Ue agli Affari Economici e Monetari, Olli Rehn, tramite il suo portavoce Amadeu Altafaj, ha espresso le sue perplessità sulla situazione di […]

     

  • Monti Traditore, in Galera! La Denuncia di Estulin su RAI 2

    Monti Traditore, in Galera! La Denuncia di Estulin su RAI 2

    Lunedì, Ottobre 29th/ 2012

    – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile  –

     Daniel Estulin / Denuncia / Mario Monti / Rai 2 / Italia / L'Ultima Parola / Daniel Estulin / Panorama televisivo italiano / Silvio Berlusconi / Elsa Forneno / Complotto internazionale / Golpe finanziario / Merkel / Sarkozy / Bce / Letterina Bce / Mario Draghi / Osservatorio Nazionale "Qui Europa" / Media di regime / Omertà / Matteo Colaninno / Modern Money Theory /  Warren Mosler / Paolo Barnard / Giorgio Cremaschi / Giulio Sapelli / Trattato di Lisbona / Commissione europea / Parlamento europeo / Gianluigi Paragone / Rai 2 / Esautoramento dei parlamenti / Democrazia immaginaria / Fallimento dell'Unione europea / Cancro / Crisi dell'umanità / Unione Sovietica / Dissidente politico / Bilderberg Club / Conferenza Bilderberg in Canada / 1968 

    Monti Traditore, in Galera! Lo sfogo di Estulin

    Da Berlusconi, a Barnard ad Estulin: i colpi di

    scena più clamorosi della settimana televisiva

    Mario Monti? Un Cancro da estirpare. Siamo sull'orlo 

    della più terribile crisi dell'umanità:parola di Estulin  

    La durissima denuncia TV dell'autore di  "The Bilderberg Club"

    su RAI 2, contro Mario Monti e il Golpe Finanziario all'Italia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – Nella settimana appena conclusasi, tra i pochi eventi davvero degni di nota, nell'ambito del panorama televisivo italiano, segnaliamo lo sfogo alquanto strategico e tardivo di Silvio Berlusconi, che curiosamente – "tornando in campo" dopo la condanna a 4 anni di reclusione, in primo grado, decisa e comminata dai giudici di Milano nel processo Mediaset – ha scoperto l'acqua calda, accorgendosi pare (sola ora)  come la robusta e florida Italia sia stata fatta oggetto da un anno a questa parte  – ed in maniera fraudolente ed illegittima – di un complotto internazionale (un golpe finanziario) guidato dalla Germania, e politicamente favorito dai famosi sorrisini sarcastici della coppia Merkel-Sarzozy, che precedettero – ad orologeria – la lerrerina diktat della BCE che portarono, come ben ricordiamo, alle dimissioni del Cavaliere.

     Le ammissioni TV e il Paradosso di Berlusconi 

    Certo, poteva forse pensarci prima! D'altra parte il nostro osservatorio – come in verità pochi altri – è da quasi un anno che sostiene questa mistificata e scomodissima verità, invano e tra l'omertà quasi generale dei media di regime. Ciò, assieme ad altri pochissimi quotidiani di rilievo nazionale, intellettualmente onesti. Ma allora – come direbbe il miglior Marzullo d'annata – la "domanda sorge spontanea": perchè dunque il signor Berlusconi ha continuato a spalleggiare il governo golpista di Monti, accordandogli oltre 35 fiducie? Perchè questa gravissima complicità con quanti stavano aiutando Monti & Co. a svendere il Paese e il Sistema Italia alla speculazione internazionale, avallando strumenti recessivi come il Fiscal Compact? Certo detto a questo punto del film, quando il dramma di milioni di Italiani si è ormai consumato tra l'indifferenza generale è davvero paradossale ed ancor più grave. Come dire: "sapevo che ci stavano uccidendo, ma non ho fatto nulla di quanto in mio potere (avendo la maggioranza in Parlamento) per impedirlo!" Ma accanto a quest'altra tristissima pagina della storia nera della nostra pseudo "Repubblica delle Banane", un altro evento Tv, ha meritato la nostra viva attenzione.

     Media di Regime – Il Silenzio quasi assoluto sul "No Monti Day" 

    Certo, ci sarebbe piaciuto aggiungere alla lista anche magari uno "speciale TV" (mai andato in onda) sul "No Monti Day", ma i TG lo hanno letteralmente ignorato, destinando alla massiccia mobilitazione nazionale capitolina (contro i tecno-vampiri di Palazzo Chigi) solo servizi di pochi secondi. Nulla, se consideriamo la gravità della situazione di fallimenti, suicidi, povertà estrema e disoccupazione che milioni di famiglie italiane stanno oggi vivendo. Ma in compenso i TG (Sky TG casta-24 in testa) hanno dedicato lunghissime dirette alle futili ed insipide prediche difensiviste di Mario Monti ed Elsa Fornero, che non hanno perso occasione per autoincensare la bontà dei loro "lavoretti tecnici", proprio mentre a roma "scoppiava" il "No Monti Day". Che tempismo!

     L'Evento TV della settimana? In tarda serata su Rai 2 

    Alla luce di ciò, l'evento mediatico a nostro avviso più significativo – anche se andato in onda in seconda serata, e ad un orario davvero proibitivo per una larghissima fetta di Italiani, già al settimo sonno – è stato una spumeggiante puntata di "L'Ultima Parola" – ben condotta da Gianluigi Paragone – andata in onda Venerdì scorso, 26 Ottobre, su Rai2. Puntata memorabile, con almeno due mattatori d'eccezione: lo studioso/giornalista/scrittore Paolo Barnard e lo scrittore russo – di fama internazionale – Daniel Estulin, che senza peli sulla lingua hanno espresso il loro lapidario e schietto giudizio sui disastri perpetrati dalla banda Monti, e non solo.

     I mattatori de "L'Ultima Parola" 

    Dal canto suo, Barnard non è proprio quel che si dice un giornalista presenzialista o amante delle ospitate TV. Uomo schivo ma pungente, riservato ma schietto, introverso ma coinvolgente e dirompente come pochi. L'ex collaboratore di Report, ha ricordato agli Italiani (soprattutto a quelli più distratti e plagiati: trovando in questo piena intesa con quanto da sempre sostenuto dal nostro Osservatorio Nazionale Indipendente) come lo scoppio della pseudo-crisi finanziaria, non sia stato qualcosa di casuale o di ereditato dalla crisi dei sub-prime Usa, per "contagio", ma sia stato bensì il frutto di un vero e proprio complotto internazionale. Davvero buffo, cari lettori, è notare come a distanza di poche ore dai loro due rispettivi interventi, due personaggi in pressocché totale antitesi, come Berlusconi e Barnard, abbiano invero finito col dire  la stessa cosa. Per motivazioni diverse, ovviamente, ma giungendo allo stesso risultato: quello del professor Monti è stato un golpe – un colpo di stato – pensato nei salotti occulti ed élitari della finanza internazionale.

     Barnard e "Il più Grande Crimine" 

    Teoria messa da Barnard nero su bianco nel suo libro “Il più grande crimine”: scritto di grande successo, ma disponibile solo in rete. Un intervento durissimo quello dello studioso: un attacco diretto al professor Mario Monti,  definito apertamente “criminale e bugiardo, mero esecutore di una sorta di disegno ordito dalla lobby della finanza per distruggere il Sud Europa”. Intervento subito dopo “censurato” – seguendo il tradizionale copione del "politically correct"  oggi in voga nei principali salotti televisive e tra centinaia di asservite redazioni giornalistiche – dell’onorevole Matteo Colaninno (Pd). Ottimo rappresentante d'occasione della casta montiana: esemplare – come si dice in questi casi –  "avvocato del diavolo". 

     Sovranità Monetaria Rubata e "Modern Money Economy" 

    Una puntata, questa di "L'Ultima Parola", interamente dedicata all'annoso e spinoso  tema della sovranità monetaria rubata agli stati. Al centro del dibattito, vi è stata la Modern Money Theory, con interessanti spunti e documenti video dello studioso Warren Mosler. Tra gli interventi più interessanti, prima del gran finale, quello di Giorgio Cremaschi (Fiom), che ha posto il dito nella piaga dei trattati-truffa di Bruxelles che hanno finito per regalare la sovranità ad una ristretta élite di banche private (come sapete, quel che sosteniano noi di "Qui Europa" da sempre); intervento seguito dall'appunto dell’economista Giulio Sapelli, che ha invece notato la reale ed effettiva inutilità dell'Europarlamento a livello decisionale e legislativo. Tutto, infatti – come molti ignorano – dipende ormai dalla Commissione europea di Manuel Barroso: un organismo élitario e davvero poco democratico, costituito da membri rigorosamente non eletti, ma bensì nominati. "E’ ora di dire la verità alla gente – ha sbottato Sapelli – possiamo votare solo per il Parlamento Europeo, un organo che alla luce dei fatti non conta niente!". Morale della favola: fine della democrazia reale, ed esautoramento dei Parlamenti: sia quello europeo che quelli nazionali. 

     Daniel Estulin – Un Fiume "Notturno" in Piena 

    Non meno dirompente e "rivoluzionario" (per la compassata ed irregimentata RAI) sul finale di trasmissione (quando ormai a guardare la tv saranno rimasti solo qualche migliaio di telespettatori) è stato l'intervento di Daniel Estulin – giornalista lituano-russo autore del best seller "The Bilderberg Club" – che dalla sua poltroncina ha tuonato: "Il vostro nemico è Mario Monti! E’ un traditore della nazione italiana e dovrebbe essere messo in prigione!" D'altronde Estulin è uno che di violenze, prigioni e torture ne ha una certa esperienza di vita ben impressa nel ricordo e nel cuore: suo padre era un dissidente politico, e per questo imprigionato e torturato,  in quanto reo di essere stato un attivista a favore della libertà di espressione in Unione Sovietica.

     Estulin – "Monti Traditore della Patria! In carcere!" 

    "Stiamo vivendo la crisi finanziaria più terribile di tutta la storia dell’umanità – ha denunciato lo scrittore – ma si tratta di una crisi che riguarda miliardi e miliardi di dollari che non potranno mai essere ripagati. Qualunque governo che cercherà di ripagare questo debito – ha proseguito – distruggerà il proprio paeseTutto quello che finora si è cercato di fare – ha poi aggiunto –  è stato obbligare i cittadini a pagare un debito pubblico, gonfiato da interessi usurai della finanza internazionale e aggravato, nell’Eurozona, dall’impossibilità di ricorrere all’ossigeno della moneta sovrana. Ciò – ha ammesso – dal momento che noi non possiamo pagare, e non può pagare neanche il governo (…)  In Italia – ha allertato Estulin – persone come Mario Monti, che sanno esattamente quello che sta succedendo nel mondo, distruggeranno il Paese di proposito". Morale della favola? Monti è un traditore della Patria: crimine che andrebbe punito con il carcere! Parola di Estulin! Pensiero evidentemente – all'inconfutabile luce dei fatti – di tutti i pochi giornalisti, politici e scrittori intellettualmente e moralmente onesti ancora in circolazione nel nostro Paese.

     Il Cancro da Estirpare e la più Terribile Crisi dell'Umanità 

    Ma Estulin – alla luce dei suoi scritti e dei suoi studi – è andato ben oltre la mera accusa. C'è di più! "Si parlò di quel che sta avvenendo – ha denunciato con coraggio lo scrittore, ben dopo la mezzanotte, su RAI 2 – già nel 1968 alla conferenza Bilderberg in Canada, dove si disse che non era più possibile avere fiducia negli Stati-nazione e sperare che facessero il “lavoro sporco” delle grandi corporations. Troppi rischi: la democrazia avrebbe potuto correre il rischio di  dare alla luce politici onesti. Tanto valeva spegnerla, annullarla e commissariare gli stati, distruggendone la sovranità. La soluzione? Creare un’unica azienda globale a responsabilità limitata – ha sottolineato  – perché le aziende hanno molto più potere di qualsiasi altro governo al mondo. E creature come Mario Monti sono, semplicemente, il sottoprodotto di questo sistema. Se non ci liberiamo da questo cancro – ha concluso – saremo di fronte alla più terribile crisi dell’umanità. Siamo alla svolta della storia, e la strada che prenderemo adesso deciderà il futuro dell’umanità". A voi, cari lettori, le ovvie conclusioni.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – Appello di www.maxiprotestadelpopolo.jimdo.com –  Unione Europea / Italia / Catanzaro / Denunciato il Governo Monti / Mobilitazione Nazionale / Difesa della Costituzione / Suicidi di imprenditori / Austerity / Macelleria sociale / Distruzione del Welfare / Stati Uniti d'Europa / Accentramento Dittatoriale / Caserma dei Carabinieri / Difesa dei Principi Costituzionali […]

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

    Sabato, Luglio 21th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle   Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact e […]

    Da Twitter a Facebook le secche repliche alle sparate del Cavaliere

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    Giovedì, Settembre 20th/ 2012 – di Federica Santoro e Sergio Basile  – Italia / Le sparate del Cavaliere / Roma / Eurozona / Germania / Angela Merkel / BCE / Silvio Berlusconi / Calo di consensi / Critiche governo Monti / Fiscal compact / Imu / Grillo / Movimento 5 Stelle / Francesco Storace / […]

    Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

    Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

    Lunedì, Settembre 10th/  2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – Italia / Roma / Bari / Cernobbio / Palazzo Chigi / Intervento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Fiera del Levante / Golpe / Colpo di stato Speculazione / Rovina dell'Italia / / Crescita / Menzogne / Recessione / Disoccupazione / Accise statali […]

    La “Banda Monti” e lo stupro dell’Italia: un crimine contro l’umanità – Bianconi insorge

    La “Banda Monti” e lo stupro dell’Italia: un crimine contro l’umanità – Bianconi insorge

    Lunedì, Agosto 13th/ 2012  – di Sergio Basile – Italia / Iperliberismo / Mario Monti / Svendita del Paese / Patrimonio Pubblico Nazionale / Maurizio Bianconi / Angelino Alfano / Ronald Reagan / Reaganomics / Castelli / Speculazione / Banche / Goldman Sachs / Setta / Pensionati / Palazzi nobiliari italiani / Fronte comune / […]

    I fallimenti del Governo Monti: Pil in caduta libera e Debito Pubblico alle stelle

    I fallimenti del Governo Monti:  Pil in caduta libera e Debito Pubblico alle stelle

    Venerdì, Agosto 10th/ 2012 – Sergio Basile  –    Italia / Mario Monti / Governo tecnico/ Banche e Finanza / Speculazioni / Economia della Truffa / Pil / Debito Pubblico / recessione / Robin Hood / Commissariamento dell'alta finanza / Morte della politica / Annientamento degli stati / Annientamento dei parlamenti / Club del coccodrillo […]

    Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

    Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

    Domenica, Giugno 17th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Unione Europea / Italia / Eurozona / Commissione europea / Casta Parlamentare / Olli Rehn / Michel Barnier / Pierluigi Bersani / Pierferdinando Casini / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Manuel José Barroso / Doppiogioco dell'Ue / Accentramento / Crisi / Lavoro / […]

    Trani inguaia Moody’s. Gli Scheletri nell’armadio di Monti

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    Sabato, Luglio 14th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Moody's / Declassamento Nuovo ai danni dell'Italia / Ross Abercromby / Vice president / Senior analyst financial institutions group / Moody’s Investors Service / Johannes Wassemberg / Managing director financial institutions / Michele Ruggiero […]

    L’Ue vuol Delegittimare le Regioni: un altro passo verso la Dittatura degli Stati Uniti d’Europa

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    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Regioni / Stato / Competenze Stato-Regioni/ principio di sussidiarietà/ dottrina comunitaria / Trattato di Lisbona/ Stato / Meridione / Borghezio/ Ocm / finanziamenti  / Premio Nobel per la Pace / Imperialismo / Stati Uniti d'Europa / Bersani / Casini / Berlusconi […]

    “Basta Monti, basta Europa, basta multinazionali”! Di Finizio insegna!

    “Basta Monti, basta Europa, basta multinazionali”! Di Finizio insegna!

    Venerdì, Ottobre 5th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Cupola Vaticano / Monti / austerity / unione europea / striscione di protesta / Città Eterna / Direttiva Bolkesterin / protesta / Marcello di Finizio / Trieste / giovani italiani in rivolta / piazze italiane / contro l'austerity / contro monti / contro […]

    Studenti, l’Ora della Protesta – Scoppia l’Autunno Caldo: loro sono il futuro dell’Italia

    Studenti, l’Ora della Protesta – Scoppia l’Autunno Caldo: loro sono il futuro dell’Italia

    Venerdì, Ottobre 5th/  2012   – di Sergio Basile – Mario Monti / Proteste studentesche / Roma / Torino / Proteste studenti / Elsa Fornero / Profumo / Austerity / Rivoluzione sudentesca / Unione europea / Palermo / Milano  Studenti, l'Ora della protesta. Scoppia l'Autunno Caldo: loro, il futuro dell'Italia Studenti in piazza in tutte le maggiori città […]

    Roma – Tagli per Regioni e piccoli tagli per Parlamentari

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    Venerdì, Ottobre 5th/  2012   – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Mario Monti / indennità parlamentari / tagli / numero dei consiglieri / Palazzo Chigi / Corte dei Conti / Trasparenza / Spesa Pubblica / Filippo Patroni Griffi / Titolo V Costituzione / Autonomia della Regioni / collaboratori dei parlamentari / portaborse  Padri […]

    Italia – Ricetta Ammazza-Crescita

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    Mercoledì, Ottobre 3rd/ 2012 – di Mario Luongo – Italia / Giorgio Napolitano / Euro / Crescita impossibie / Mariano Rajoy / Paul Krugman /Integrazione politico – economica / Abbandono Euro /  Scandalo Regione Lazio / Francesco Fiorito / Andrea Augello / Sfaldamento Pdl / Commissariamento regione Lazio / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Andrea […]

    L’Olezzo delle Carogne della Macelleria Sociale sale fino a Bruxelles

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    Martedì, Ottobre 2nd/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Unione europea / Disoccupazione / Eurostat / Euro / Moneta Unica / Target 2 / Spagna / Grecia / Mezzogiorno d'Italia / Osservatorio "Qui Europa" / Carrozzoni politici / Mes / Fiscal Compact / Propaganda mediatica / Mentana / Macelleria Sociale / Ambigui sondaggi […]

    Spending Review e Neoliberismo, il Nocciolo della Menzogna

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    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Max Cittadino – Italia / Spagna / Unione europea / Crisi economica / Spending review / Tagli alla spesa Pubblica / Pagine economiche dei TG / Welfare / Politiche liberiste / Neoliberismo / Scuola Austriaca / Shumpeter / Keynes / Lavoro produttivo / Scandali bancari / […]

    Monti Bis – I compari del Bilderberg scendono in campo

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    Sabato, Settembre 29th/ 2012  – di Sergio Basile e Federica Santoro – Italia / Roma / Bilderberg Club / Guerra Mediatica / Mario Monti / Monti Bis / Campagna elettorale / Miliardi / Investimenti / Sky / Mediaset / Rai / La Repubblica / Il Corriere della Sera / Pierferdinando Casini / Pierluigi Bersani / […]

    Welcome in Italy, L’ex Giardino d’Europa

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    Venerdì, Settembre 28th/ 2012  – di Federica Santoro – Italia / Roma / Milano / Bruxelles /  Welcome in Italy / Agenzia Ue per l'Ambiente / Inquinamento e polveri sottili / Record Negativo / Mobilità innovativa / Corrado Clini / Schiavi italiani / Accise statali / Biciclette / Rischio cancro  Welcome in Italy – Monossido […]

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    Mercoledì, Settembre 19th/ 2012 – di Sergio Basile e Mario Luongo  – Italia / Roma / Bari / Milano / Eurozona / Germania / Grecia / Angela Merkel / BCE / Antonis Samaras / Silvio Berlusconi / Calo di consensi / Critiche governo Monti / Fiscal compact / Fondo monetario / Il Giornale / Abolizione […]

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    Martedì, Settembre 18th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile –  Italia / Ue / Roma / Politica / Agorà / Antica Grecia / Confronto Politico / Porta a Porta / Ballarò / Piazza Pulita / Mercatismo / Bilderberg Club / Trilateral Commission / Bersani / Berlusconi / Casini / Stati Uniti d'Europa / Riscatto sociale […]

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    Mercoledì, Settembre 5th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile –  Ue / Italia / crisi eurozona / Mario Monti / Casta parlamentare / MES / Evasione Fiscale / Faccenda notarile / San Tommaso d'Aquino / Sant'Agostino / Morale cattolica / Padri della Chiesa / Debito illegale / Legge iniqua / Abuso di potere / Tasse giuste […]

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    Martedì, Settembre 4th/ 2012  – di Sergio Basile e Vincenzo Folino –  Ue / Bce / Berlino / Roma / Bruxelles / Angela Merkel / Mario Draghi / Mario Monti / Finlandia / Unione Bancaria / Esm / Scudo Anti-Spread / Acquisto titoli di Stato /  Covered Bond / Rating / Moody's / Lehman Brothers / Kere […]

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    Venerdì, Agosto 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Europa / Unione europea / Eurozona / Euro / Hans Magnus Enzensberger / L'Espresso / Romano Prodi / Mario Monti / Mario Draghi / Angela Merkel / Signorotti / Padroni dell'Europa / Neo-colonialismo / Imperialismo Usa / Adolf Hitler / Barack Obama / Ronald Reagan / […]

     

  • Grecia: Samaras oggi ufficializza la nuova macelleria sociale

    Grecia: Samaras oggi ufficializza la nuova macelleria sociale

    Mercoledì, Agosto 22th/ 2012 

    – Sergio Basile – 

    Grecia /Antonio  Samaras / Troika / Platone e Socrate / Lucas Papademos / Ue / Bce / Fmi / Tagli alla spesa pubblica / Trilateral Commission / Merkel / Sarkozy / Pacchetto Salva Grecia / Stournaras / Adriano Celentano / Democrazia / Europa / Pazzia nell'Eurozona 

    Grecia: Samaras oggi ufficializza la nuova

    macelleria sociale

    Tagli per 13,5 miliardi per pagare gli interessi ai

    falchi della speculazione: una bomba ad orologeria

    destinata ad esplodere

    Quel buco in bilancio da "armamenti" che pesa come un

    macigno sulla coscienza dei potenti d'Europa

    Atene – Ennesima alba davvero triste per la patria di Platone e Socrate. Infatti nelle scorse ore è giunta ufficiale la notizia che Antonio Samaras – leader sostenuto dal centro-destra e dai socialisti – ha accettato i diktat della Troika (Ue, Bce, Fmi) e che di conseguenza si appresterà a completare l'avvio della macelleria sociale già inaugurata dall'uomo (guardacaso) della Trilateral Commission e di Goldman Sachs, Lucas Papademos, ad inizio 2012. I dati parlano da soli: tagli alla spesa pubblica per 13,5 miliardi (un'enormità, considerando anche che la popolazione greca è oggi un sesto di quella italiana); Inizialmente si era parlato di 11,5 miliardi, ma pare che i conti dei macellai non tornassero, e quindi giù con altri 1,5 miliardi di euro. Samaras darà l'ufficialità del nuovo "Pacchetto Salva-Grecia" (?) al presidente dell'Eurogruppo Jean Cloude Junker, oggi in visita ad Atene.

      Macelleria Atene: Ipotesi proroga al 2016  

    L'unica consolazione per i poveri Greci viene dalle parole del Ministro delle Finanze ellenico Stournaras, che ha parlato di una eventuale proroga nell'applicazione dei nuovi tagli, facendo slittare il tutto – con l'eventuale benestare dell'Ue e degli altri padroni dell'Europa – dal 2014 al 2016. Davvero una magrissima consolazione per giovani disoccupati e pensionati, oggi ridotti in stato di estrema povertà. Ma che razza di economia è mai questa, che non riesce (non vuole) a porre l'essere umano al centro dello sviluppo della società. Ma ormai si sà, la soglia della pazzia nell'Eurozona è stata ampliamente superata da un pezzo.

     La bomba è innescata 

    Viviamo in una società completamente disumanizzata ed impazzita. La vera scommessa è quella di comprendere chi sarà il primo dei nostri cari euro-potenti a rinsavire ed a mettersi una mano sulla coscienza. Per il momento, comunque, pare che la decisione di Samaras non abbia ancora suscitato alcuna sommossa o protesta nelle piazze, ma c'è chi giura che sia solo una questione di ore. Una bomba ad orologeria destinata ad una imminente deflagrazione.

      Interessi da speculazione e ….. 

    In tal drammatico contesto, a far riflettere sono – tra l'altro – le dichiarazioni di Norbert Barthle (autorevole membro del Cdu al Bundestag tedesco) che non ha escluso una revisione al ribasso degli interessi passivi di Atene sugli "aiuti" (per così dire) ricevuti. Sarà, ma questa operazione di usura legalizzata sulla pelle di milioni di famiglie, proprio non ci va giù. Ma sentite come ha commentato la notizia il liberale tedesco Christian Lindner: "l'ipotesi di una deroga non deve preoccupare nessuno. Non bisogna lasciare che tutto vada a rotoli per qualche giorno di ritardo". Certo, l'importante – sembra di capire – è tutelare i guadagni della speculazione!

     …buchi in bilancio da "armamenti imposti" 

    Come, d'altra parte, l'importante è aver continuato a perseverare diabilocamente nell'avallare la stipula di ottimi contratti miliardari tra i gerarchi dell'industria bellica tedesca e francese (inutili e costosissimi sottomarini, elicotteri e carri armati) e gli esponenti del governo ateniese, nel nome e per conto del "popolo sovrano". Per la cronaca, era il tempo del "mostro Merkozy". Risorse "rubate" ai cittadini greci ed alle speranze delle nuove generazioni, giusto l'anno scorso. Nel Bel Paese, l'unico ad accennare ad una plateale forma di protesta pubblica ed a cantarle ai tecnocrati – come ricorderete – fu Adriano Celentano a San Remo. Un cantante, per l'appunto! Adriano, snobbato dalla stampa nazional-popolare completamente asservita al potere, fu – come noto – duramente criticato e ammonito dalla stessa Rai. Ma capace comunque, con coraggio, di accendere i riflettori sul terribile scandalo delle risorse sottratte al bilancio pubblico greco – dal potentato franco-tedesco – per miliardi di euro. Risorse che oggi mancano clamorosamente all'appello. Poco importa! Tanto a saldare il conto ci penseranno sempre i soliti noti. Solo un altro piccolo, piccolissimo esempio, su come si eserciti oggi la Democrazia in questo inferno a cielo aperto chiamato Europa.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

    ______________________________________________________

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  • Allargamento Ue – Erdogan e Barroso premono per ingresso Turchia

    Allargamento Ue – Erdogan e Barroso premono per ingresso Turchia

    Venerdì, Maggio 18th / 2012

    – di Domenico Apicella –

    Unione europea / Allargamento Ue / Commissione europea / Consiglio europeo / Turchia / Erdogan / Barroso / Sarkozy / Hollande / Monti / Francia / Armenia / Nodo armeno / Crimine di genocidio / Interessi economici forti / Commercio e trasporti / Strategia doganale / Liberismo / Geopolitica / Matrimonio difficile / Cultura / Divergenze culturali   / Minareti / Casa comune  / Nuova potenza economica / G20 / Ocse  

    Allargamento – Erdogan e Barroso spingono

    per l'ingresso della Turchia nell'Ue

    L'Europa divisa, gli Europei ancor di più!

    Alla fine prevarranno gli interessi economici Ue o le

    differenze culturali?

    Per Hollande Re dell'Eliseo, felicità tra i minareti, oltre

    le mura della "casa comune"

    Ankara, Istanbul, Bruxelles – I “prossimi fratelli”turchi infatti hanno gioito- più che della vittoria del socialista- della sconfitta dell’uomo dei veti Sarkò,che ha reso impossibili,per tutta la durata del suo mandato, i colloqui e le convergenze di vedute tra le popolazioni dell’Ue ed il suddetto paese. La stampa turca scommette in una ripresa delle trattative che verosimilmente si riattiveranno vista la particolare congiuntura che interseca inesorabilmente gli interessi dell’Ue  e quelli della Turchia:l’una,afflitta dai colpi sempre più insistenti di una speculazione inarrestabile,spinge per l’annessione di un forte partner economico(necessità più che reale volontà);l’altra,in linea con i parametri di Maastricht,spinge da sempre verso un’integrazione totale nell’Ue. Superato il mancato requisito geografico,che non consentirebbe alla Turchia- vista la sua doppia natura per metà europea e per metà asiatica- l’annessione all’UE,gli altri sono meri vizi politici-ideologici,ed uno su tutti emerge come un fulmine a ciel sereno: i crimini di genocidio ai danni degli Armeni.

      Il nodo armeno  

    Analizziamo nel dettaglio la situazione e ragioniamo insieme – a prescindere dai  vantaggi economici “certi”che l’Ue trarrebbe da questo matrimonio – la ragione delle ragioni per la quale la Turchia è stata lasciata sull’uscio della porta europea: il crimine di genocidio ai danni della popolazione armena;è un crimine deprecabile tanto quanto i crimini commessi dalla Germania nazista  o dall’Italia fascista,riconosciuti tali dal celeberrimo “processo di Norimberga”;ecco allora che se si concede la “redenzione” ad un popolo,per analogia dovrebbe essere estesa anche ad altri,e se si supera il mero problema geografico cosa osterebbe questa annessione?

      La Commissione e il solito liberismo  

    Intanto:“I negoziati sono ufficialmente ripresi”,ad annunciarlo è il commissario europeo all’allargamento Stefan Fule e la Turchia ha concordato,dal canto suo, la creazione di otto gruppi di lavoro, legati ai parametri delle regole comunitarie previsti nei negoziati. Fule ha auspicato un risultato ottimale in termini di commerci ed investimenti e su un unione doganale da modernizzare ed espandere. Anche il commissario Ue ai trasporti Kallas si è dimostrato entusiasta alla prospettiva di allargamento,visto l’apertura a più ampi collegamenti aerei sia per i cittadini dell’UE  che per quelli della Turchia, e per questi ultimi un’ulteriore diminuzione dei costi con una maggiore e garantita sicurezza. Nei suoi colloqui Kallas,ha discusso della creazione di una roadmap ad hoc, che includa riunioni regolari di alto livello e l'avvio di un dialogo specifico con le autorita' turche. ''Nei colloqui – afferma il commissario Ue – ci siamo occupati del futuro della nostra partnership nei trasporti''.

     Foto di una nuova super-potenza  

    L'economia turca, in effetti,  ha conosciuto una sensibile espansione negli ultimi anni facendo guadagnare al paese – già membro fondatore dell'Ocse (nel 1961) e del G20 (nel 1999) la top ten dei paesi più sviluppati al mondo.  Motore di questo sviluppo, sicuramente politiche di stampo keynesiano, che hanno favorito interventi statali massicci in settori strategici e tali da garantire un ammodernamento del Paese graduale e costante, nonché un benessere piuttosto diffuso. C’è da sottolineare come i vari governi succedutisi negli ultimi decenni hanno favorito una politica sana di “golden share” statali, all’interno delle maggiori aziende private, incrementando sia gli scambi che gli investimenti all'estero. Dagli anni Ottanta in poi l'economia di mercato ha avuto la meglio: il Paese ha continuato a crescere, ma – contestualmente – si sono verificati periodi di recessione, specie dal 1994 al 1999, dovuto anche alla crescita di fenomeni corruttivi e collusivi, tra imprenditoria e politica. Ciò ha causato sconquassi nel settore bancario di carattere macro, e microeconomico.

      Un matrimonio molto chiacchierato  

    L’Unione europea, dunque, è davanti ad un bivio che segnerà il suo futuro o la sua fine; non saremo noi a suggerire quale delle due ipotesi paventate sia più congeniale ad un sistema in “stallo” ma di certo non possiamo permettere che i tentativi possibili non siano perseguiti per volere di alcuni o per sistematici veti non motivati o motivati in maniera sommaria ed indefinita. Attendiamo con ansia gli sviluppi e ci auguriamo che il buonsenso prevalga sulla partizione politica. Ah, quasi dimenticavo: Monti,dopo un incontro con Erdogan(primo ministro della repubblica turca) a roma,ha dichiarato: “il matrimonio tra Ue e Turchia,potrà portare un valore aggiunto economico, geopolitico, strategico, culturale a una Europa anziana demograficamente, stanca, e non piena di impulso economicamente''. Analisi impeccabile,peccato che l’autore è uno dei principali fautori della politica dell’austerità e del rigore,che questo impulso di certo non lo favorisce.

    Domenico Apicella (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Grecia – L’era del “Nazismo Bianco” o dello “Stalinismo Rosso”?

    Grecia – L’era del “Nazismo Bianco” o dello “Stalinismo Rosso”?

    Giovedì, Maggio 10th / 2012

    – di Sergio Basile e Franco De Domenico – 

    Europa / Germania / Grecia / Francia / Euro / Mario Monti / Romano Prodi / Surplus / Nicolas Sarkozy / Crisi / Lira / Marco / Nazismo Bianco /  Lucas Papademos / Armamenti / Industria bellicas / Scandali / Perdita di diritti / G20 / Trilateral Commission / Alexis de Tocqueville / La Democrazia in America  / You Tube  / Qui Europa / Adriano Celentano / Wall Street Journal  

    Con l'euro e le armi, la Germania ingrassa

    Il plusvalore tedesco viene dalla moneta unica

    Bene anche l'industria bellica: ai danni della Grecia

    E' l'era del "Nazismo Bianco" o dello "Stalinismo Rosso"?

    Berlino – Lo sapevate che l’aeroporto di Atene sarà per 100 anni di “proprietà” tedesca e che la Germania non pagherà un euro di Iva alla popolazione ellenica? Questa è solo una delle molteplici tristi storie che “Qui Europa” vuole raccontare ai suoi lettori, al fine di creare consapevolezza sulla reale sorte della Democrazia in Europa. Roba che farebbe rivoltare nella tomba lo stesso Alexis de Tocqueville, mitico autore de “La Democrazia in America”. Ma non è finita!Una nuova leggenda metropolitana, diffusa nell'era Monti – ribadita con spudorato coraggio nelle scorse ore dal professore, e rimpallata da firenze a Bruxelles, e da Bruxelles a Berlino – è quella che la Germania ci imporrebbe vincoli, tasse e pareggio del bilancio per farci del bene, e lei stessa non ci guadagnerebbe nulla, ma anzi, ci rimetterebbe. Non è proprio così, e lo dice in un'intervista disponibile su YouTube uno dei padri stessi dell'euro, Romano Prodi. Ci informa, l'ex premier italiano che, ricordiamo con nostro impegno e sacrificio di tutti, ci traghettò nella – ormai possiamo dirlo, perlomeno controversa e criticata, per non dire "fallimentare" e "scellerata" –  moneta unica. Dati alla mano, dunque, ci si accorge che la ricca ed organizzata Germania, udite udite, ha accumulato – da quando l'euro stesso esiste – ben 200 miliardi di surplus.  Mentre l'economia tedesca, prima dell'euro, non riusciva a creare surplus, quindi non era in credito. Dobbiamo noi ringraziare i potenti creditori tedeschi, ormai banchieri d'Europa, o devono loro ringraziare noi, per i lauti guadagni che stanno incamerando? La risposta la lasciamo a voi, ed ai poveri pensionati o disoccupati greci! 

       Grecia: da "patria del diritto" a "terra senza diritti"   

    D’altra parte, a prova di ciò, non dobbiamo dimenticare che la Troika (Bce-Fmi-Ue) in perfetta linea con la "strategia Merkel" sta riducendo la Grecia – come arcinoto letteralmente alla fame, con misure mai viste a memoria d’uomo. Per contro – ed i giornali italiani in questo sembrano essere colpiti da una strana amnesia – abbiamo l’obbligo morale, nonché il dovere civile e cristiano,  di ricordare che entro la fine del 2012 la povera e disperata Grecia, spenderà – come ci racconta il Corsera in un articolo dello scorso 13 febbraio – 7 miliardi di euro (il 3% del suo già risicatissimo Pil) in armi (carri armati, sottomarini, navi da guerra e caccia) gentilmente fornite dalle industrie  tedesche e francesi: prezzo da pagare alla caritatevole e prodigale Angela Merkel ed allo stesso governo francese, per avere in cambio degli "aiuti" inutili e costosissimi.

      Nazismo Bianco o Stalinismo Rosso? 

    Molti osservatori internazionali hanno ribattezzato questo status quo, con il termine di “nazismo bianco”, altri di "Stalinismo Rosso". In effetti, tali barbare ingerenze liberticide di Berlino (e Parigi) su Atene sono state denunciate in tempi non sospetti dalla stessa allibita e sconcertata stampa tedesca, la quale ha puntato il dito sullo smisurato cinismo della Merkel: capace di imporre sacrifici ai cittadini ellenici, favorendo nel contempo l'industria bellica della Germania. Roba che Freddy Krueger al pari è un dilettante! Come ci ricorda Adriano Celentano in uno dei suoi pezzi più belli dell’ultimo album: “Quando ero giovane ho visto altri mondi. Un’altra razza di esseri umani!”. Come dargli torto? In pratica 11 milioni di persone ridotte in schiavitù dall’avvento di organismi parassitari esterni e dall'asse franco-tedesco, le cui banche – ricordiamolo – hanno in portafoglio rispettivamente 47,9 e 18,6 miliardi di dollari di titoli del debito greco. C’è di nuovo che gli esiti delle elezioni europee ed il voto ellenico hanno rispostato il baricentro della questione verso le ansiose istanze democratiche del popolo. Ma di fatto oggi la Grecia è un Paese commissariato dall'Europa: metodo molto simile a quello utilizzato da Stalin nell'Unione Sovietica.

      Nulla di nuovo sotto il sole di Atene  

    Inoltre, andando a spulciare nelle pagine più curiose della recente storia di Grecia e Germania, ci si accorge che fino al 2009 – cioè sino alla fine del mandato del governo Karamanlis (centrodestra) – l’industria bellica tedesca è stata una dei principali motori del Pil germanico. L’industria bellica ha infatti guadagnato miliardi di euro: anche grazie alla dismissione e successiva vendita di armamenti obsoleti. Davvero Nobile! Nel 2008 la Grecia si posizionò al quinto posto – dato facilmente riscontrabile del sito ufficiale della difesa ellenica, o comunque sul web – nel mondo come nazione importatrice di strumenti bellici. Molto scalpore, in merito, fecero i 4 sottomarini prodotti dalla ThyssenKrupp, che Karamanlis chiese alla Germania quale sorta di ultimo riconoscente regalo. Operazione, poi, comunque bloccata dal governo Papandreou. Ciò, almeno, fino alla scorsa estate, quando il Wall Street Journal pubblicava – tra lo sconcerto generale – la notizia che Angela Merkel e Nicolas Sarkozy avevano preteso l'acquisto degli armamenti (e non solo i sottomarini: poi ridotti a due, ed acquistati  al modico prezzo di 1,3 miliardi di euro) quale condizione per approvare il piano di “salvataggio” (o sarebbe meglio dire, di affossamento definitivo) della Grecia. Diabolico! Come diabolico è stato il “consiglio di acquisto” dell’ex Re dell’Eliseo, Nicolas Sarkozy, che convinse il primo ministro greco – per amor di patria – ad acquistare 6 fregate, 15 elicotteri e svariate motovedette, per l’altrettanto irrisorio prezzo di 4,400 miliardi di euro. Ciò in attesa della rapida liquidazione del fastidioso politico, poi – come noto – sostituito da un membro della Trilateral – ed ex Bce – quale Lucas Papademos. Fantastico! Così va la geopolitica in questo pazzo e miserabile mondo delle lobby e senza Dio. Così accade che, mentre milioni di uomini muoiono agni anno di fame e stenti, nel mondo del “disarmo nucleare” e del “G20”, le spese militari crescono come per magia a ritmi assurdi. 1800 miliardi di dollari solo nel 2011: il 50% in più rispetto a dieci anni prima. Ma è davvero questa l’Europa che vogliamo?

    Sergio Basile, Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Austerity: la nota stonata dell’Europa

    Austerity: la nota stonata dell’Europa

    Martedì, Maggio 8th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Vecchio Continente /Francia / Germania /Grecia / Italia / Crisi Economica / Elezioni / Estremismo / Partiti / Austerità / Troika /Verdi /  Partito dei Pirati / Banca Centrale Europea / Giorgio Gaber / Hobbit / Merkel /Hollande / Sarkozy / Monti 

    Austerità: la nota stonata dell’Europa

    I risultati elettorali in Grecia, Francia e Germania 

    impongono un’inversione di rotta della

    politica europea.

    Parigi, Berlino, Atene, Roma“Grande Europa, la tua stella torni a brillare! Grande Europa, tu sei terra di eroi e condottieri, ma cosa vogliono questi mercanti e questi banchieri! Vecchio Continente che triste destino nel vedere la tua gente camminare a capo chino, accecati dall’oro, soffocati dall’usura, han venduto l’anima agli yankee e alla mezzaluna!”. Così cantano gli Hobbit in un inno al Vecchio Continente, ormai rimasto solo, ormai privato della sua anima popolare, della sua identità. Ebbene sì, questa Europa non è di nessuno. L’Europa dell’austerità, dell’asse franco-tedesco, delle banche, della Troika e della mancata sovranità popolare è stata ampiamente condannata  dall’elettorato: in Francia, il socialista Hollande ha trionfato su Sarkozy; in Grecia sono stati messi in ginocchio i partiti principali e gli elettori hanno favorito quelli radicali; in Germania i Verdi ed il Partito dei Pirati hanno fatto lo sgambetto alla Merkel. Che l’Europa non sia pronta a trasformarsi nel Continente degli estremismi? 

      La sconfitta della tecnocrazia e della politica compiacente  

    Una cosa è certa: a seconda del punto di vista che si stabilisce, più che di vittoria di partiti “nuovi” potremmo parlare di sconfitta totale della politica portata avanti dai leader europei fino a questo momento. Il Diktat della Banca Centrale Europea non è stato di certo una mossa vincente: anzi! Lo scacco matto questa volta arriva dalla popolazione che, attraverso il voto, ha detto basta alle misure di austerità e ha fatto sentire la voce della propria sovranità che sembrava, ormai, persa. Anche il Caro Prof. Mario Monti in Italia è arrivato, probabilmente, alla frutta: le elezioni sono inevitabili e, soprattutto, non talmente lontane da permettere al premier di dormire sonni tranquilli.

      Una necessaria ed acclamata inversione di rotta   

    L’inversione di rotta dell’Unione Europea interpreta lo stato d’animo collettivo che, anche in Italia, sembra essere diffuso da nord a sud in modo capillare: Monti si prepari a lasciare la poltrona, si prepari a cedere il testimone a qualcuno che viene “scelto” dal corpo elettorale e non a chi, come lui, si è trasformato nel Napoleone dei nostri tempi, “autoincoronandosi” e presentandosi come il “Salvatore della Patria”. Che poi, non ha salvato proprio nulla: fatta eccezione per i “conti” dei potenti.

      Omaggio a Giorgio Gaber   

    Sarebbe il caso di concludere sulle note di Giorgio Gaber che cantava della nostra Italia “Questo bel Paese, pieno di poesia, ha tante pretese ma nel nostro mondo occidentale è la periferia. Mi scusi Presidente, ma questo nostro Stato che voi rappresentate, mi sembra un pò sfasciato. E’ anche troppo chiaro agli occhi della gente che è tutto calcolato e non funziona niente”. Forse, chi ci governa è questo che non ha capito: agli occhi della gente è tutto chiaro. E noi di "Qui Europa" ci divertiamo sempre a “cantarle”… sì, ma al Governo, ed ai governi dei tecnocrati non eletti!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Grecia – Le Cariatidi votano “dracma”

    Grecia – Le Cariatidi votano “dracma”

    Giovedì, Aprile 26th / 2012

    Europa / Grecia / Euro / Francois Hollande / Marine Le Pen / Sarkozy / Francia / Angela Merkel / Mario Monti / Dracma / Rigore / Austerity / Una crisi figlia del liberismo / Franco De Domenico / Qui Europa     

    Contro l’euro con furore

    La Grecia vota per la dracma,

    la Francia contro il rigore

    Bruxelles – Gli equilibri dell’Ue, e della sua creatura principale, l’euro, si stanno scompagnando, disegnano nuove strategie, come su una cartina del Risiko, gioco strategico per conquistare il mondo. Soltanto che, ora, sembra che si faccia a gara non ad allargare, ma a chiudersi ognuno nei propri confini; soprattutto i Paesi più deboli. E’ il caso della Grecia, che il sei maggio voterà se tornare o no alla moneta locale, e non dimentichiamo che, la sera stessa, l’uno o l’altro dei due contendenti alla presidenza francese  prenderà atto che anche la maggioranza dei transalpini non vuole più stare nell'Europa così come è oggi. Se vincerà Hollande, si tratterà di  rinegoziare il patto fiscale (Fiscal Compact) appena  sottoscritto in seno al Consiglio Ue con la Germania di Angela Merkel e gli altri partner dell'Unione. Ma anche se vincesse Sarkozy, ad ascoltare i suoi ultimi comizi a caccia di voti lepenisti, il futuro non sembra meno tempestoso: «Ora basta, cambiamo o non ci sarà più l'Europa».

      Una politica del rigore che non convince più nessuno  

    E venti di cambiamento, o almeno venticelli, si annunciano, non solo a Parigi. Infatti, nell’economia dell’euro, nessuna cura sembra funzionare. I mercati (impazziti e nevrotici) hanno prima punito il poco rigore dei Paesi debitori, poi hanno punito l'eccesso di rigore imposto ai Paesi debitori, e ora sembrano temere che gli elettori fermino la politica del rigore. Insomma, è ormai chiaro che quella dei mercati traspare sempre più come un alibi preconfezionato da quanti evidentemente puntano su un ridimensionamento della democrazia degli stati e su politiche iperliberiste di privatizzazione. In Italia stiamo eseguendo, più o meno bene, tutti i compiti a casa che ci sono stati richiesti, eppure lo spread – a controprova di quanto detto – resta stranamente sotto la sufficienza. C’è un governo che doveva essere – secondo i proclami di Napolitano, Mont & Co. – di Unità nazionale, ma i partiti pensano ai loro nomi e ai loro soldi, i giornali pensano di nuovo a Ruby – senza spiegare quasi mai in maniera sistematica e trasparente cosa davvero si celi dietro questa pseudo-crisi indotta – mentre i sindacati pensano a far chiudere i supermercati il 25 Aprile. Ciò, mentre la grande maggioranza degli Italiani deve fare i conti con stipendi  ai minimi storici rispetto all’inflazione.

       I limiti dello strumento "eurobond" e l'asse Merkel-Monti   

    In tutto questo, qual è la soluzione che trovano i governanti europei? Naturalmente, una task  force italo–tedesca, un’asse Roma–Berlino, Merkel–Monti che tamponi le falle create dall’eventuale elezione di Hollande. Qualcuno dovrà per forza rimettere insieme le due ruote dell'asse di eurolandia, e quel qualcuno – secondo la tecnocrazia dominante – non può che essere il professor Monti. La strategia consisterebbe nell'aiutare la Merkel a tenere a freno le bizze di Hollande sul rigore, in cambio di una seria apertura sulla crescita. Ma a giudicare dagli effetti recessivi dell'austerity, quella della crescita resta l'ennesima vuota propaganda. Roma vuole in cambio due cose, e ora sa che le vuole anche Hollande: bond europei (cioè in pratica altri "debiti" con l'Europa, sempre per non deludere gli affezionati fans della debitocrazia) per – pare – finanziare grandi progetti (da non confondere con gli eurobond, cioè titoli comuni del debito, sui quali nessuno si illude di convincere oggi Berlino) e nuovi capitali per la Banca europea degli investimenti (Bei). L’euro, tanto agognato, ci ha messo in queste condizioni: e i suoi fautori corrono a riparare la moneta unica. Sperando che non cada a pezzi. Ciò mentre salgono alti i cori pro-dracma in grecia e pro-lira in Italia. Già, proprio lei, la cara vecchia lira, a questo punto non sembra essere più un tabù, e ad affermarlo è il fior fiore di premi Nobel come Paul Krugman.  

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)