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  • La vergogna mondialista continua: Sanzioni Ue alla Siria per il 7°anno

    La vergogna mondialista continua: Sanzioni Ue alla Siria per il 7°anno

    Martedì, 29 maggio/ 2018

    – di Sergio Basile  –

     Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Siria, Sanzioni, Unione europea, strategia mondialista    

    La vergogna mondialista continua – Sanzioni Ue

    alla Siria per il 7° anno

    Chi ha il coraggio di definirsi ancora europeista?

    L'Unione europea ha rinnovato le sue sanzioni economiche contro la

    Siria per il settimo anno consecutivo, infierendo su un popolo

    dilaniato dalla guerra e dalla fame

     

     

    di Sergio Basile

    SANZIONI UE CONTRO LA SIRIA PER IL 7° ANNO

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Sanzioni Siria – La vergogna mondialista          

    Bruxelles – di Sergio Basile – L'Ue nelle scorse ore ha rinnovato, per il settimo anno consecutivo, le sue sanzioni contro la Siria e il Consiglio Ue ha aggiornato nel suo elenco "nero"  le informazioni sensibili relative a "soggetti particolari", reputati "a rischio democrazia", e ad entità giuridiche da tempo sotto osservazione. La lista ora comprende 259 persone e 67 entità  poste sotto divieto di espatrio e blocco dei beni. I nuovi soggetti aggiunti alla lista sarebbero stati individuati, secondo Bruxelles, per il loro ruolo nell'uso di "armi chimiche", come è avvenuto per le 4 persone inserite all'elenco delle sanzioni in data 19 marzo 2018.

                               Nella giornata di ieri, 28 maggio 2018,

    il Consiglio ha prorogato le misure restrittive dell'UE nei confronti del regime siriano

                                       fino al 1 ° giugno 2019.

    "Data la repressione in atto sulla popolazione civile – si legge nel comunicato ufficiale dell'Unione – l'UE ha deciso di mantenere le sue misure restrittive nei confronti del regime siriano e dei suoi sostenitori, in linea con la strategia dell'UE sulla Siria". Più in generale, le sanzioni attualmente in vigore contro la Siria includono un embargo petrolifero, restrizioni su alcuni investimenti, il congelamento dei beni della banca centrale siriana detenuti nell'UE, restrizioni all'esportazione di attrezzature e tecnologia che – secondo il consiglio Ue – "potrebbero essere utilizzate per la repressione interna e su apparecchiature e tecnologia per il monitoraggio o l'intercettazione di comunicazioni Internet o telefoniche". Ma questi beni e strumenti di prima necessità non sono utilizzati, così come avviene in Occidente e nel resto del mondo, anche dalla gente comune? Da anziani, donne e bambini? A Bruxelles queste banali domande non se le pongono da lunghi anni.. secoli! Come mai?

     Il massimo dell'ipocrisia                                    

    Malgrado l'ennesimo pesantissimo crimine mondialista palesato contro la dignità del popolo siriano (vera vittima delle sanzioni) il massimo dell'ipocrisia "giuridica" emerge dalla seconda parte del comunicato del Consiglio europeo:

                    "L'UE rimane impegnata a trovare una soluzione politica

                               duratura e credibile al conflitto in Siria,

    come definito nella risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite

                                e nel comunicato di Ginevra del 2012.

            Come indicato nella strategia UE sulla Siria adottata nell'aprile 2017, 

               e riaffermato nella conclusione del Consiglio del 16 aprile 2018.

    L'Unione europea ritiene che non vi può essere alcuna soluzione militare al conflitto

             e sostiene con forza il lavoro dell'inviato speciale delle Nazioni Unite".

     La testimonianza delle suore trappiste siriane      

    Come hanno ricordato in più sedi le suore trappiste di siriane, vere apostole di pace e giustizia nella martoriata Siria, l'Ue nella sua "strategica azione in difesa del popolo siriano" sembra non capire che

                           «La speranza non si uccide solo con il fucile,

                                     ma anche con le sanzioni».

    Le misure rinnovate, privano l'intero popolo, per l'ennesima volta, della propria dignità e del necessario per vivere, costringendolo in condizioni sovraumane di miseria e sofferenza. Insomma una guerra mascherata e altrettato sanguinosa – che si accompagna impietosamente alla vera guerra di aggressione militare – che va avanti da sette infiniti anni. Ecco di seguito, molto interessante e degna di nota, la risposta delle suore all'ennesima criminosa ingerenza europiesta:

        "Si sa benissimo che queste misure non colpiscono affatto chi è al potere.

                   Le sanzioni colpiscono la gente, ed in modo durissimo…

    Niente materie prime per lavorare, niente medicinali, anche per le malattie gravi

        Tutto carissimo, i prezzi degli alimenti sono arrivati a dieci volte tanto…

         Senza lavoro, in un paese in guerra, dilaga la violenza, la delinquenza,

               il contrabbando, la corruzione, la speculazione, l’insicurezza.

              Questi, sono i frutti delle sanzioni.. La gente non ne può più".

     Tutto ciò è davvero senza senso…                         

    Continuano le suore: “E' proprio questo che si vuole con le sanzioni: esasperare la gente perché faccia pressione sul governo. Benissimo? E chi lo vuole? .. Otto anni di sofferenza della gente, anni di vita tirata con i denti… Provate a immaginare quanti sono otto anni per un bambino in crescita? Quanto importanti? E’ possibile pensare di usare anni di sofferenza della gente per ottenere un risultato politico, strategico? mascherandolo poi come il bene vero della gente stessa? No, non è proprio possibile. E se non sappiamo trovare altri strumenti, allora siamo veramente  indegni di chiamarci "paesi civili".. (cioè, paesi che dovrebbero avere a cuore le sorti del popolo!!!!)  E poi si continuano a mandare soldi, aiuti.. E di questo, va detto con sincerità, qui tutti sono davvero grati, perché l’Occidente sa essere davvero molto generoso. Voi stessi che leggete, sì, tante volte avete aperto il cuore". 

    "Ma non è assurdo? Non sarebbe meglio creare lavoro, creare opportunità ?

             Fermare le speculazioni che aumentano a dismisura i costi?

                      Far ripartire la vita, ed investire in progetti? "

                                   (suore trappiste siriane)

     L'amara verità                                                       

    Alla luce dell'ennesimo comunicato europeo sulla "necessità e bonta" delle sanzioni contro il "regime (popolo) siriano" e sulla scorta dello sfogo delle suore trappiste, impegnate in prima linea in difesa dei più deboli, per missione e vocazione, possiamo concludere amaramente che

             il reale obiettivo del mondialismo europeista incarnato dal Consiglio,

                          e dalle menti oscure che ne orientano la mano

                è quello di disintegrare il popolo siriano e non quello di aiutarlo.

             Popolo in gran parte reo – fino a prova contraria – di essere cristiano

    o, comunque, non fanatico o allineato a quel movimento globale, pseudo-religioso,

      che vorrebbe asservire l'intera umanità ad un impero unico su scala planetaria,

                    a trazione giudaico-massonica e a avocazione anti-cristiana.

    Ormai quasi tutti i paesi arabi e mediorientali sono stati asserviti alla causa mondialista,

           inutile nascondersi dietro inutili e ridicoli comunicati "politiamente corretti".

                       La realtà dei fatti è ciò che conta, e i fatti "parlano chiaro".

                  Le chiacchiere e i "buoni" propositi di facciata dell'Ue stanno a zero!

     Chi ha il coraggio di definirsi ancora europeista?    

    Ovviamente in Italia, nei salotti tv dei canali mainstream, come nei Tg di regime, tutto tace da anni. Nessuno osa uscire dai solchi filo-atlantisti e l'inversione della realtà, anche sulla questione siriana, è totale: passano gli anni dall'inizio dell'aggressione militare – sono 8 – si rinnovano le sanzioni – sono 7 – ma tutto procede secondo copione. Se non bastasse la politica monetaria avallata dall'Ue contro 530 milioni di europei; se non bastassero le leggi contro la famiglia naturale e le politiche al lavoro; se non bastasse l'aver rinunciato forzatamente alle nostre sovranità (politiche, alimentari, monetarie, finanziarie, agricole, biologiche, mediche, ecc..) questa esposta, potrebbe essere la prova regina per convincere anche gli europeisti più illusi del totale fallimento del progetto Ue: un piano mondialista nato contro l'uomo, la sua anima e la sua dignità. Chi ha il coraggio di definirsi ancora europeista?

     Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

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    – di Sergio Basile –

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     Consiglio Ue rinnova sanzioni contro la Siria (cioé contro il popolo)     

    Bruxelles, Aleppo, Damasco – di Sergio Basile   Lo scorso 27 Maggio, malgrado gli accorati appelli contrari provenienti da sacerdoti e laici, cristiani e non – puntualmente ignorati (1) – l'Ue ha deciso di rinnovare per un altro anno le sanzioni contro la Siria, o meglio contro il perseguitato popolo siriano. Le terribili sofferenze inferte ("secondo giustizia" – Sic!!) ad una popolazione allo stremo delle proprie forze psico-fisiche, saranno cioé riacuite fino all'1 giugno 2017. Ce lo chiede l'europeismo!

    (1) Vedi qui: Siria – La petizione per fermare le sanzioni e il doppio volto dell’Ue 

    Basta sanzioni alla Siria e ai Siriani – Lettera alla Redazione 

    La petizione, l’appello – Basta sanzioni alla Siria 

    Appello delle suore trappiste siriane – contro le sanzioni che annientano il popolo

    Siria - Bruxelles - Nuove Sanzioni Ue fino al 1° Giugno 2017

     Un voto contro il "regime siriano" ?                                                               

    Ovviamente il sito (2) del Consiglio europeo (3), organo responsabile di questo grave atto, difende la scelta, con motivazioni di facciata a dir poco disarmanti: "Il 27 maggio 2016 – si legge –  il Consiglio ha prorogato le misure restrittive dell'UE nei confronti del regime siriano. (…) con l'imposizione e l'applicazione di sanzioni nei confronti del regime e dei suoi sostenitori. L'UE mantiene l'impegno a trovare una soluzione duratura al conflitto in Siria. (…) L'UE rafforzerà il proprio ruolo politico a sostegno di una ripresa credibile dei colloqui tra le parti siriane coordinati dall'inviato speciale delle Nazioni Unite De Mistura con l'obiettivo di raggiungere un accordo su un'autentica transizione politica in Siria" (virdolettato Ndrconformemente alla dichiarazione di Vienna del 17 maggio 2016 (…). L'UE – si legge infine – continuerà a sostenere la "fornitura di aiuti umanitari" a tutti i siriani che li necessitano in zone assediate e di difficile accesso".

    (2) Vedi qui: Consilium / comunicato 295/16  – 27 maggio 2016

    (3) Consiglio europeo: organo costituito dai capi di Stato o di governo dei 28 Stati membri dell'UE, dal presidente del Consiglio europeo, dal presidente della Commissione europea e – solo quando si discutono temi di politica estera – dall'alto rappresentante Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza (oggi l'italiana Federica Mogherini, in carica dal 1º novembre 2014).

    Siria - Bruxelles - Nuove Sanzioni Ue fino al 1° Giugno 2017

     Le sanzioni votate ( sulle spalle del popolo )                                                

    "Le sanzioni in vigore al momento continua il comunicato ufficiale del Consiglio Ue –  includono segnatamente un embargo sul petrolio, restrizioni su alcuni investimenti, un congelamento dei beni della banca centrale siriana nell'UE, restrizioni all'esportazione di attrezzature e tecnologie "che potrebbero essere usate a fini di repressione interna" (virdolettato Ndsnonché di attrezzature e tecnologie per il monitoraggio o l'intercettazione delle comunicazioni telefoniche od online. Inoltre, più di 200 persone e 70 entità sono oggetto di un divieto di viaggio e di un congelamento dei beni a causa della repressione violenta contro la popolazione civile in Siria (…)".

     Denuncia del vescovo siriano di Hassaké, prima del voto europeista     

    In merito, qualche giorno prima del voto, il Vescovo siriano di Hassakè, Mons. Jacques Behnan Hindo, aveva denunciato per l'ennesima volta (come riportato dal blog "Piccole Note", del 24 Maggio)  le gravissime, scellerate, decisioni europeiste (e dell'intera comunità internazionale targata Onu) in questi termini: "Una tragedia senza fine si è abbattuta sulla popolazione siriana. Le sanzioni imposte strangolano ancora di più la Siria. In aggiunta le organizzazioni non governative e l’Onu invece di aiutarci, ci affamano". Il prelato, testimone oculare dei crimini, in attesa del voto del Consiglio europeo, aveva analizzato la questione, sostanzialmente sotto 2 punti di vista: i presunti "aiuti" e il (presunto) "contrasto alle forze del male" (identificate per Onu e Ue, nel regime di Assad).

     Quali aiuti? A chi?                                                                                               

     1) I cosiddetti aiuti – "L'Onu – aveva ammonito Mons. Hindo – compra prodotti fuori dalla Siria per poi distribuirli (sotto forma di aiuti umanitari) in mamiera scriteriata: un terzo dei finanziamenti, infatti, finisce al personale Onu; il resto viene assorbito dai costi di trasporto". Le imprese siriane, dunque, sono tagliate fuori da questo "provvidenziale" ciclo economico e in tal modo l'Onu finisce per "ingrassare" altri ingranaggi e "gonfiare" altre tasche. "All’Occidente non interessa far finire questa guerra, dal momento che persegue i propri interessi, che poi sono in linea con quelli dell’Arabia Saudita, del Qatar e della Turchia (…) e ciò sotto gli occhi complici dei servizi segreti di Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Italia (che sembrano non vedere i mercenari provenienti da tutto il mondo, assoldati dallo stesso Occidente e alleati mediorientali, per fare il gioco sporco – Nds).

    Siria - Bruxelles - Nuove Sanzioni Ue fino al 1° Giugno 2017

     Il "contrasto al Male della Siria"                                                                     

    2) Il presunto contrasto armato alle forze sovversive e distruttive che annientano la Siria (Assad, per Ue, Consiglio europeo e Onu – Nds) – "Ci sono anche dei siriani tra le fila dei miliziani – aveva denunciato il vescovo siriano – reclutati con un sistema di arruolamento antico ma sempre efficace. Il libero esercito siriano paga 10.000 lire siriane al mese: al Nusra, la più terribile milizia jihadista (le cui stragi non hanno eco in Occidente) paga 25.000 lire, mentre Daesh, ovvero l’Isis, 50.000 lireCifre astronomiche per i normali stipendi siriani, che hanno sedotto i cuori di tanta povera gente che così ha trovato l’America (…). E che dire delle migliaia di pik-up Honda bianchi, con tanto di mitragliatrice posizionata nel retro, arrivate nel Paese: veicoli nuovi fiammanti che qualcuno ha comprato e girato ai miliziani e che oggi fanno bella mostra di sé in tutto il Paese. I “ribelli moderati” non esistono! I miliziani passano da un gruppo all’altro con estrema facilità, come anche le armi che l’Occidente fornisce ai loro protetti.

     Un mondo alla rovescia: la menzogna è verità, il bianco è nero               

    Guerra sporca, quella siriana, dove tutto è ribaltato e dove tutto è usato per uno scopo diverso da quello dichiarato. Anche il recente cessate il fuoco – secondo il vescovo siriano – è stato usato a scopo bellico: per rifornire di armi i jihadisti e per farne entrare di nuovi dai confini turchi: circa diecimila. Non abbiamo bisogno di protettori, abbiamo solo bisogno di essere lasciati in pace…" (dichiarazione di Mons. Jacques Behnan Hindo).

     Il vero obiettivo dell'europeismo e della sua "anima nera"                       

    Il vero "contrasto" al neminodifeso (propagandisticamente) dalle  forze europeiste e dall'ONU (4)   alla resa dei conti è uniformato unicamente a disintegrare il popolo siriano, in gran parte reo di essere cristiano o, comunque, non fanatico o allineato al mondialismo (Nuovo Dis-Ordine Mondiale5) cioé a quel movimento globale, pseudo-religioso, che vorrebbe asservire l'intera umanità ad un impero unico su scala planetaria, a trazione giudaico-massonica e a vocazione anti-cristiana. Ovviamente in Italia, nei salotti tv dei canali mainstream, come nei Tg di regime, tutto tace. Nessuno osa  uscire dai solchi; l'inversione della realtà è totale: forse troppo evidente e folle per essere creduta fino in fondo dall'intera comunità.

    (4)  La denuncia di Mons. Hindo è stata solo una delle ultime di un'infinita, inascoltata, serie

    (5) Vedi qui:  

    Nuovo Ordine Mondiale – Sinarchia satanica che si vince con le armi dello Spirito

    Kalergi, Comenius e Saint-Yves: i Padri del Nuovo Dis-Ordine Europeo 

    Ratzinger e il Nuovo Disordine Mondiale

    Siria - Bruxelles - Nuove Sanzioni Ue fino al 1° Giugno 2017

     L'assordante silenzio dei vertici vaticani e delle reti pseudo-cattoliche 

    Ma quel che meraviglia di più è l'assordante silenzio dei cosiddetti canali filo-cattolici, ad oggi, evidentemente, controllati da una grande mano invisibile che decide ciò che e "bene" sapere. Che decide, cioé, il grado di consapevolezze che le coscienze dei fedeli devono raggiungere affinché il "Grande Fratello" non venga disturbato. Intanto i crimini europeisti contro l'umanità continuano a consumarsi sotto il cielo di Aleppo, Damasco e dintorni. L'unico slancio di umanità, per il momento, resta quello dell'accoglienza ipocrita e strategica dei disperati sui barconi: ultima frontiera del piano immigrazionista (5) verso il quale anche gran parte dei vertici vaticani sembra convergere ormai da tempo. Malgrado gli "alberi piantati " in nome della giustizia (6) e  i "crimini invisibili" celati dietro le nuove, "provvidenziali", sanzioni europee.

    (5) Vedi qui: L’élite integrazionista del “Piano Kalergi” premia Bergoglio? 

    Kalergi, Comenius e Saint-Yves: i Padri del Nuovo Dis-Ordine Europeo 

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte / Seconda Parte 

    La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmata 

    Sbarchi pilotati – Attacco al Cuore del Cattolicesimo

    (6) Vedi qui: L’incontro per la Pace in Vaticano: bilanci e prospettive oltre i cerimoniali 

    Aleppo e il genodicio idrico tra il silenzio della comunità Internazionale

     

    Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Video Allegato – il Piano Kalergi                                                                                      
     

    Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI

     
    Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI
     

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     Allegati – Approfondimenti                                                                                               

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    Lunedì, 9 Maggio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo, millenarismo «gioachimita», Gioacchino da Fiore, ecclesiologia della Nuovissima Alleanza, San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, Vangelo e Gesù, Puritanesimo, negazione della Santissima Trinità e la Divinità di Cristo, origine ebraica di Gioacchino,  Goffredo d’Auxerre, San Bernardo di Chiaravalle, Giudaismo padre della Massoneria, Massoneria anglo-americana, Rivoluzioni, Liberismo calvinista, Americanismo teo-conservatore, Plutocrazia dell’alta finanza apolide, vera Economia, Millenarismo gioachimita, Giudaismo, […]

    L’élite integrazionista del “Piano Kalergi” premia Bergoglio?

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    Mercoledì, 5 Maggio/ 2016     – di Sergio Basile – Redazione quieuropa, Sergio Basile, Premio Carlo Magno, Papa Francesco, Aquisgrana, Herman Van Rompuy, gabbia europea del debito e della moneta dell'usura legalizzata, monometallismo argenteo, Piano Kalergi, integrazionismo, giudeo-massoneria  L'élite integrazionista del "Piano Kalergi"  premia Bergoglio? UE – Il premio internazionale "Carlo Magno" a Bergoglio. Strategie mondialiste e paradossi – L'antitesi del […]

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    Venerdì, Marzo  25th/ 2016    – di Padre Giacobbe Elia – esorcista incaricato per la Diocesi di Roma dal 1987,  sacerdote, discepolo del Servo di Dio, Padre Candido Amantini Redazione Quieuropa, Padre Giacobbe Elia, Stragi a Bruxelles, Incomplrensibile minuto di silenzio, élite occidentale, guerra di religione, mondialismo luciferino, islam  Stragi a Bruxelles – Incomprensibile minuto di silenzio dell'élite europeista Stragi, ancora stragi dietro i fili di astuti burattinai occidentali   […]

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    Venerdì,  Marzo 8th/ 2013 – L'editoriale di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Nuovo Ordine Mondiale, Mondialismo, Messia, Capitalismo internazionale, Multiculturaismo, Premio Carlo Magno, Gli Stati uniti e l'Unità Europea, Wiston Crurchill, Loggia B'nai B'rith, Usa, Stati uniti, Teoria delle Razze, Teorie dei […]

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta -Seconda Parte

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    Sabato,  Marzo 9th/ 2013 – L'editoriale Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Multiculturalismo, Premio Carlo Magno, Premio Kalergi, Mescolanza razziale, Terzomondializzazione dell'Europa, Gerd Honsik, Mondialismo, NWO, Angela Merkel, Herman van Rompuy, Denuncia, Coppia tedesca, Crimini contro l'umanità, primavera araba, Robert Schuman, Mediterraneo, G.Brock Chisholm, OMS, […]

    La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmata

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    Martedì,  Aprile 7th/ 2015 – di Nabil Antaki – Redazione Quieuropa, Nabil Antaki, Siria, Aleppo, Gesù Cristo, presenza cristiana, persecuzioni in Siria, una vita costantemente in pericolo, guerra importata, gendarmi del mondo, culla del Cristianesimo  Il dramma siriano e la fede, dopo 4 anni di distruzione «Rimaniamo ad Aleppo perché qui è nata la fede» L'appello dei Maristi blu: ecco […]

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    Lunedì, Giugno 1st, 2015 – Prefazione del Card. Joseph Ratzinger – 1997 –  al libro "Nuovo disordine mondiale. La grande trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità" di Mons. Michel Schooyans Redazione Quieuropa,  Nuovo Disordine Mondiale, Papa Benedetto XVI, Cardinal Joseph Ratzinger, Gender, Conferenza di Pechino, Nuovo Ordine Mondiale, Ideologia gender, Joseph Ratzinger, Michel Schooyans, Cairo, Una […]

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    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 7 – La Bibbia Satanica del NWO

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

  • Basta sanzioni alla Siria e ai Siriani – Lettera alla Redazione

    Basta sanzioni alla Siria e ai Siriani – Lettera alla Redazione

    Domenica, 22 Maggio/ 2016   

    Comitato italiano “Basta sanzioni alla Siria e ai Siriani” –

    Redazione Quieuropa, Aleppo, Siria, Crimini contro l'Umanità, Aleppo, guerra dell'acqua, sanzioni, Unione europea,  Suore trappiste, testimonianza, genocidio del popolo siriano, Nobel per la Pace Maguire 

    Basta sanzioni alla Siria e ai Siriani – Lettera alla Redazione   

    In attesa del summit di Bruxelles, abbiamo ritenuto necessario  inviare  

    il testo della petizione  all'Alto rappresentante dell'Ue per gli esteri

    Mogherini, al Ministro degli affari esteri Gentiloni ed al

    presidente del Consiglio, Renzi.

    Tra gli ultimi firmatari della petizione anche il 

    Nobel per la Pace, Mairead Maguire

     

    Comitato italiano “Basta sanzioni alla Siria e ai Siriani”

    Sanzioni Siria – Testo petizione  inviato a Rappresentante Ue Mogherini e Renzi

     Basta sanzioni alla Siria e ai Siriani – Lettera alla Redazione                   

    Roma, Damasco, Aleppo – Gentile Direttore, la ringraziamo per aver dedicato spazio sul vostro giornale alla petizione "Basta sanzioni alla Siria e ai Siriani” (vedi qui La petizione, l’appello – Basta sanzioni alla Siria) redatta da esponenti religiosi operanti in Siria e lanciata in Italia da questo Comitato. All'appello, redatto da eminenti personalità del mondo cattolico siriano, si sono aggiunti successivamente le importanti adesioni dei Patriarchi Younan e  S. B. Gregorios Laham , del Vescovo Hindo e  di altri religiosi. L'elenco completo aggiornato è comunque disponibile in calce al testo della petizione stessa sulla pagina di 'Change.org'. Sebbene la raccolta delle firme sia ancora in corso, già oggi abbiamo ritenuto necessario  inviare  il testo della petizione  all'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Paolo Gentiloni  ed al presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi. L'incertezza sulla data della riunione dei responsabili dei rispettivi dicasteri degli esteri ci ha fatto decidere di non rischiare di vanificare lo sforzo fatto.  Infatti, a quando pare il summit sul prolungamento o meno delle sanzioni avverrà il 23 c.m (come indicato sulla pagina istituzionale).

     Tra gli ultimi firmatari anche il Premio Nobel per la Pace,  Maguire     

    In tutti i modi,  siamo lieti che le adesioni all'appello lanciato stiano crescendo e siamo grati alle numerose autorevoli personalità,  tra cui il premio Nobel per la Pace Mairead Maguire, che lo hanno firmato. Apprezziamo molto l'iniziativa di alcuni gruppi parlamentari che, rispondendo positivamente alla sollecitazione contenuta nell'ultimo punto della petizione, hanno dato e daranno vita ad alcune mozioni parlamentari. Vi ringraziamo di aver ritenuto rilevante e degno di nota il tema trattato e conseguentemente di aver voluto accendere 'un riflettore' su una vicenda vitale per la popolazione siriana,  ma che troppe volte è passata in sordina senza essere sufficientemente ponderata dai leader politici. I prossimi giorni saranno oltremodo  cruciali, vi saremo grati se vorrete seguire ancora gli sviluppi politici sul  tema  sanzioni  sia a Bruxelles nell'ambito della prevista riunione, sia in Italia in sede parlamentare. 

    Comitato italiano “Basta sanzioni alla Siria e ai Siriani”

    https://bastasanzioniallasiria.wordpress.com 

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

    ________________________________________________________________________________

      Allegato – Firma la petizione                                                                            

    La petizione, l’appello – Basta sanzioni alla Siria

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    Patriarchi d’Oriente sul fondamentalismo: immediata presa di posizione di tutti i capi religiosi e inchiesta

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    Anche tu hai una Risurrezione – Appello al mondo del Patriarca d’Oriente

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  • La petizione, l’appello – Basta sanzioni alla Siria

    La petizione, l’appello – Basta sanzioni alla Siria

    Mercoledì 18 Maggio / 2016

     – Comitato italiano contro le sanzioni alla Siria  –

    Siria, Redazione Qui Europa, Aleppo, Crimini contro l'Umanità, Aleppo, guerra dell'acqua, sanzioni, Unione europea,  Suore trappiste, testimonianza, Sanzioni, annientamento della Siria, sanzioni inique, genocidio del popolo siriano, sanzioni internazionali 

    La petizione, l'appello – Basta sanzioni alla Siria

    In questi cinque anni le sanzioni alla Siria hanno contribuito a

    distruggere la società siriana condannandola alla fame, alle

    epidemie, alla miseria, favorendo l’attivismo delle milizie

    combattenti integraliste e terroriste 

    Chiediamo che le sanzioni  che toccano la vita quotidiana di ogni

    siriano siano immediatamente sospese

     

    BastasanzioniallaSiria – Comitato italiano contro le sanzioni alla Siria

    Redazione Qui Europa

    Petizione – Basta sanzioni alla Siria

     Basta sanzioni alla Siria e ai siriani                                                                

    Aleppo – Questa la sottoscrizione che vi chiediamo di firmare (utilizzando il modulo qui Petition · Parlamentari – Sindaci: Basta sanzioni alla Siria e ai siriani). A giugno, il Consiglio dell’Unione europea dovrà pronunciarsi all’unanimità per poter rinnovare le sanzioni alla Siria. Riconoscendoci pienamente nell’appello lanciato da esponenti cattolici della comunità siriana (qui sotto riportato) chiediamo a tutti i parlamentari e ai sindaci di impegnarsi affinché il Governo italiano voti contro il rinnovo delle sanzioni alla Siria.

     Ruolo dell'Unione europea                                                                              

    Nel 2011 l’Unione Europea, varò le sanzioni contro la Siria, presentandole come “sanzioni a personaggi del regime”, che  imponevano al Paese l’embargo del petrolio, il blocco di ogni transazione finanziaria e il divieto di commerciare moltissimi beni e prodotti. Una misura che dura ancora oggi, anche se, con decisione alquanto inspiegabile, nel 2012 veniva rimosso l’embargo del petrolio dalle aree controllate dall’opposizione armata e jihadista, allo scopo di fornire risorse economiche alle cosiddette “forze rivoluzionarie e dell’opposizione”. In questi cinque anni le sanzioni alla Siria hanno contribuito a distruggere la società siriana condannandola alla fame, alle epidemie, alla miseria, favorendo l’attivismo delle milizie combattenti integraliste e terroriste che oggi colpiscono anche in Europa. E si aggiungono a una guerra, che ha già comportato 250.000 morti e sei milioni di profughi.

    Sanzioni internazionali - Siria

     Siria: condizioni disperate                                                                               

    La situazione in Siria è disperata. Carenza di generi alimentari, disoccupazione generalizzata, impossibilità di cure mediche, razionamento di acqua potabile, di elettricità. Non solo, l’embargo rende anche impossibile per i siriani stabilitisi all’estero già prima della guerra di spedire denaro ai loro parenti o familiari rimasti in patria. Anche le organizzazioni non governative impegnate in programmi di assistenza sono impossibilitate a spedire denaro ai loro operatori in Siria. Aziende, centrali elettriche, acquedotti, reparti ospedalieri sono costretti a chiudere per l’impossibilità di procurarsi un qualche pezzo di ricambio o benzina. Oggi i siriani vedono la possibilità di un futuro vivibile per le loro famiglie solo scappando dalla loro terra. Ma, come si vede, anche questa soluzione incontra non poche difficoltà e causa accese controversie all’interno dell’Unione europea. Né può essere la fuga l’unica soluzione che la comunità internazionale sa proporre a questa povera gente.

     Chiediamo che le sanzioni siano immediatamente soppresse                 

    Così sosteniamo tutte le iniziative umanitarie e di pace che la comunità internazionale sta attuando, in particolare attraverso i difficili negoziati di Ginevra, ma in attesa e nella speranza che tali attese trovino concreta risposta, dopo tante amare delusioni, chiediamo che le sanzioni  che toccano la vita quotidiana di ogni siriano siano immediatamente sospese. L’attesa della sospirata pace non può essere disgiunta da una concreta sollecitudine per quanti oggi soffrono a causa di un embargo il cui peso ricade su un intero popolo. Non solo:  la retorica sui profughi che scappano dalla guerra siriana appare ipocrita se nello stesso tempo si continua ad affamare, impedire le cure, negare l’acqua potabile, il lavoro, la sicurezza, la dignità a chi rimane in Siria. Così ci rivolgiamo ai parlamentari e ai sindaci di ogni Paese affinché l’iniquità delle sanzioni alla Siria sia resa nota ai cittadini dell’Unione Europea (oggi assolutamente ignari) e diventi, finalmente,  oggetto di un serio dibattito e di conseguenti deliberazioni.

    Padre Georges Abou Khazen – Vicario apostolico dei Latini ad Aleppo

    Padre Pierbattista Pizzaballa  – Emerito Custode di Terrasanta

    Padre Joseph Tobji  – Arcivescovo maronita di Aleppo

    Padre Boutros Marayati – Vescovo armeno di Aleppo

    Suore della Congregazione di San Giuseppe dell’Apparizione

    dell’Ospedale “Saint Louis” di Aleppo

    Comunità Monache Trappiste in Siria

    Dottor Nabil Antaki – Medico, ad Aleppo, dei Fratelli Maristi

    Suore della  Congregazione del Perpetuo Soccorso

    Centro per minori e orfani sfollati di Marmarita

    Padre Firas Loufti – Francescano

    Monsignor Jean-Clément Jeanbart – Arcivescovo greco-cattolico di Aleppo 

     

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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  • Testimonianza/Appello delle suore trappiste siriane – contro le sanzioni che annientano il popolo

    Testimonianza/Appello delle suore trappiste siriane – contro le sanzioni che annientano il popolo

    Sabato, Luglio 18th, 2015

    – Testimonianza/Appello delle suore trappiste siriane –

    Redazione Quieuropa,  Siria, Suore trappiste, testimonianza, Sanzioni, annientamento della Siria, sanzioni inique, genocidio del popolo siriano, sanzioni internazionali 

    Genocidio del popolo siriano – attacco al cuore del Cristianesimo

    Testimonianza/Appello delle suore trappiste siriane

    – contro le sanzioni che annientano il popolo

    Le Monache siriane: "vi chiediamo di operare per la cessazione

    delle inique sanzioni che uccidono la nostra gente"

     

    Testimonianza/appello delle suore trappiste siriane

    Sanzioni internazionali - Siria

     Nel Genocidio – L'appello delle monache siriane                                        

    Siria – Testimonianza delle suore trappiste siriane   Ci era giunta da un lettore la segnalazione di un appello sottoscritto in Germania, rivolto alla Cancelliera Federale Angela Merkel, ai deputati ed alle frazioni parlamentari di Berlino e di Bruxelles. Tra i firmatari sono inclusi membri del Parlamento, noti rappresentanti del movimento per la pace, personaggi della politica, delle Chiese, della Scienza e della Cultura. Lo facciamo nostro, sperando che anche in Italia vi siano personalità che lo presentino ai luoghi opportuni per intraprendere un'azione efficace per l'intervento umanitario urgente a favore del popolo sirianoSempre più persone ci chiedono: ma noi cosa possiamo fare? Ora che sono evidenti per tutti le implicazioni politiche, le manipolazioni internazionali, gli interessi che hanno provocato e mantengono vivo il conflitto siriano, ora che tutti  o quasi  ne parlano e che incredibilmente tutto – o quasi  va avanti come prima… chi davvero vorrebbe poter fare qualcosa per la Siria e soprattutto per i siriani e tutto il Medio Oriente, si sente impotente. Ma non è così, qualcosa si può fare..

    FRA IBRAHIM - ALEPPO

     Qualcosa si può fare!                                                                                          

    Prima di tutto non smettere di voler capire ciò che riguarda questa guerra, informarsi, cercare di ascoltare tutte le parti. E’ già moltissimo, perché molto di ciò che è accaduto è stato possibile grazie alla disinformazione, al potere e alla violenza di una comunicazione asservita ai vari interessi di parte, così come accade purtroppo per tante altre realtàE’ importante anche guardare “oltre” questa guerra.. Non fermiamo i nostri occhi solo sulle macerie, sugli orrori di cui può rendersi capace un’umanità abbruttita, non restiamo sospesi in questo sentimento vago e scoraggiante di qualcosa di ineluttabile che è lì, contro il quale non possiamo fare nulla. Guardiamo a cosa possiamo fare Oggi. Fare per costruire, per progettare un futuro. Che ci sarà, oh sì che ci sarà!! Noi, qui ne siamo certi, per paradossale che sembri , più le difficoltà si moltiplicano più sappiamo reagire… Quello che vogliono oggi i siriani, quello di cui hanno bisogno, è soprattutto vivere. Banale, ovvio, ridicolo dirlo. Ma oggi lo si deve dire: senza “la vita di base”, tutti gli altri valori diventano ridicoli.

    Sanzioni internazionali - Siria

     Contro le sanzioni internazionali – Iniquo strumento di "democrazia"  

    La vita c'è, in realtà, a dispetto di tutto. Solo che è messa alla prova, fa fatica ; letteralmente, fatica da morire. Perché non solo non è aiutata, ma è ostacolata, impedita da quell’iniquo strumento di “democrazia” che sono le sanzioni internazionali.. Dalla Germania, e forse da qualche altra parte , si sta muovendo qualcosa. Qualcuno ha finalmente deciso di prendere seriamente in mano la questione delle sanzioni. Mobilitatevi anche voi, appoggiateli, create altre petizioni. Fate qualcosa. E’ veramente ora di finirla con questa vergogna.. Si sa benissimo che queste misure non colpiscono affatto chi è al potere. Le sanzioni colpiscono la gente, ed in modo durissimo… Niente materie prime per lavorare, niente medicinali, anche per le malattie gravi. Tutto carissimo, i prezzi degli alimenti sono arrivati a dieci volte tanto… Senza lavoro, in un paese in guerra, dilaga la violenza, la delinquenza, il contrabbando, la corruzione, la speculazione, l’insicurezza. Questi, sono i frutti delle sanzioni..

    Siria - L'Esodo dei Cristiani

     L'obiettivo reale delle sanzioni internazionali                                             

    La gente non ne può più.. “Benissimo, è proprio questo che si vuole con le sanzioni: esasperare la gente perché faccia pressione sul governo”. Benissimo, e chi lo vuole? Quattro anni (e più) di sofferenza della gente, quattro anni di vita tirata con i denti… Provate a immaginare quanti sono quattro anni per un bambino in crescita? Quanto importanti? E’ possibile pensare di usare anni di sofferenza della gente per ottenere un risultato politico, strategico? Mascherandolo poi come il bene vero della gente stessa? No, non è proprio possibile. E se non sappiamo trovare altri strumenti, allora siamo veramente  indegni di chiamarci paesi "democratici" (o civili – Ndr).. cioè, paesi che dovrebbero avere a cuore le sorti del popolo…

    Sanzioni internazionali - Siria

     Vi chiediamo solo di aiutarci a fermare le sanzioni                                    

    E poi si continuano a mandare soldi, aiuti.. E di questo, va detto con sincerità, qui tutti sono davvero grati, perché l’Occidente sa essere, è davvero molto generoso. Voi stessi che leggete, sì, tante volte avete aperto il cuore. Ma non è assurdo? Non sarebbe meglio creare lavoro, creare opportunitàe fermare le speculazioni che aumentano a dismisura i costi? Far ripartire la vita, ed investire in progetti? Non serve aggiungere altro.. Vi chiediamo, con tutto il cuore, di smuovere questa situazione, anzi : di fermare il prima possibile l’applicazione delle sanzioni. Questo, potete farlo. Grazie.

    Testimonianza/Appello delle suore trappiste siriane

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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  • Retroscena e grandi interrogativi dietro l’incontro tra Papa Francesco e Putin

    Retroscena e grandi interrogativi dietro l’incontro tra Papa Francesco e Putin

    Lunedì, 15 giugno / 2015

     di Sergio Basile   

    Redazione Quieuropa,  Papa Francesco, Vladimir Putin, Incontro in Vaticano, Roma, Moneta Debito, 

    Retroscena e grandi interrogativi dietro l'incontro tra

    Papa Francesco e Putin

    Al tempo della grande spartizione mondialista, favorita dalle

    iniquità del sistema bancario e della moneta-debito, 

    una domanda sorge spontanea…

     

    di Sergio Basile
     
    Putin Papa Francesco
     Un incontro passato troppo velocemente sotto i riflettori dei media      
     

    Roma, Milano – di Sergio Basile – L'incontro tra Papa Francesco e Vladimir Putin dello scorso Giovedì 11 Giugno, è stato sicuramente tra gli eventi più attesi ed importanti dell'anno, probabilmente passato troppo velocemente sotto i riflettori dei media, specie alla luce delle drammatiche vicende ucraine che ci giungono con imbarazzante frammentarietà dal Donbass. Il Cremlino (nota ANSA) "non ritiene necessario commentare quanto riportato dai media sulla presunta preoccupazione di Washington per la visita in Italia di Putin", faccenda che riguarderebbe "le relazioni tra Mosca e Roma". Così ha commentato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, la reazione della Casa Bianca raccolta dall'ANSA, fornendo l'assist giusto al Ministero degli Esteri russo: "Gli Stati Uniti – ha poi spiegato il ministro degli esteri, Sergej Lavrov – "di fatto spingono le attuali autorità di Kiev a continuare il conflitto fratricida nel Donbass e, a differenza della Russia, non compiono nessuno sforzo concreto per favorire una soluzione alla crisi ucraina e per prevenire una catastrofe umanitaria" (Fonte ANSA – vedi qui Putin a Roma e Milano – ANSA).

     La questione del Donbass                                                                                 

    Certo la questione ucraina, che per certi – troppi – versi somiglia tanto ad una spartizione in puro stile "Guerra Fredda", fino ad ora non ha suscitato alcuna interpretazione in chiave mondialista, e sembra tirarsi misteriosamente fuori da quel processo di regionalizzazione mondiale pilotato che possiamo far rientrare nel fenomeno chiamato "Nuovo Ordine Mondiale". Eppure nessuno dopo Benedetto XVI – all'epoca dei fatti e della prima denuncia, ancora "il cardinal Joseph Ratzinger" – ha osato prununziare parole nette e chiare in merito. Come mai?

     Che fine ha fatto dal denuncia contro il mondialismo?                              

    Così fotografava oltre tre lustri orsono la realtà mondiale il Cardinal Joseph Ratzinger"La promessa di felicità non è più legata all'aldilà, bensì a questo mondo. Emblematico della tendenza dell'uomo moderno è l'atteggiamento di Albert Camus, il quale alle parole di Cristo "il mio regno non è di questo mondo" oppone con risolutezza l'affermazione "il mio regno è di questo mondo". Nel XIX secolo, la fede nel progresso era ancora un generico ottimismo che si aspettava dalla marcia trionfale delle scienze un progressivo miglioramento della condizione del mondo e l'approssimarsi, sempre più incalzante, di una specie di paradiso; nel XX secolo, questa stessa fede ha assunto una connotazione politicaDa una parte, ci sono stati i sistemi di orientamento marxista che promettevano all'uomo di raggiungere il regno desiderato tramite la politica proposta dalla loro ideologia: un tentativo che è fallito in maniera clamorosaDall'altra, ci sono i tentativi di costruire il futuro attingendo, in maniera più o meno profonda, alle fonti delle tradizioni liberaliQuesti tentativi stanno assumendo una configurazione sempre più definita, che va sotto il nome diNuovo Ordine Mondiale; trovano espressione sempre più evidente nell'ONU e nelle sue Conferenze internazionali, in particolare quelle del Cairo e di Pechino, che nelle loro proposte di vie per arrivare a condizioni di vita diverse, lasciano trasparire una vera e propria filosofia dell'uomo nuovo e del mondo nuovo". (1). Parole significative e cariche di pathos e verità, queste di Benedetto XVI (vedi qui la versaione integrale Ratzinger e il Nuovo Disordine Mondiale. La trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità), che oggi ormai sembrano scomparse – o quantomeno silenziate – dai grandi tavoli internazionali, completamente assuefatti ed uniformati all'unica volontà mondiale dominante, retta dietro quel profondo inganno di felicità terrena che ha estromesso Dio dal Suo creato.

    (1) Card Joseph Ratzinger (poi Benedetto XVI) – Tratto dalla prefazione – scritta il 25 Aprile 1997 – al libro di Mons. Michel Schooyans, "Nuovo Disordine Mondiale" (Ed. San Paolo 2000)

     Il nodo del faccia a faccia                                                                                  

    Ma andiamo alla cronaca della giornata: il presidente Putin – giunto a Roma con volo speciale e atterrato all’aeroporto di Fiumicino alle 17.25 – dopo la visità all'Expo e contestuale incontro con Matteo Renzi, è arrivato in ritardo in Vaticano – dove è stato accolto dall’arcivescovo Georg Gaenswein, prefetto della Casa Pontificia – sforando di circa 70 minuti il programma di marcia. Il colloquio privato con Papa Francesco è durato circa 50 minuti. Ovviamente il filo conduttore del faccia a faccia è stato quello della pace in Ucraina: il Papa ha chiesto al Presidente «un grande sforzo per realizzare la pace» nella nazione. I due tuttavia – secondo quanto riferito dal portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi – hanno convenuto «sull’importanza di ricostruire un clima di dialogo e che tutte le parti si impegnino per attuare gli accordi di Minsk» . A conclusione dell'incontro vi è stato il tradizionale scambio reciproco di doni: Putin ha donato al Papa un quadro ricamato all’uncinetto con un filo d’oro, raffigurante la Chiesa di San Salvatore, distrutta nell’epoca sovietica e poi ricostruita». Il Papa ha invece donato a Putin un medaglione con la raffigurazione dell’Angelo della Pace e una copia della sua Evangelii Gaudium.

     Oltre il "caso Ucraina"… Una domanda sorge spontanea                         

    A questo punto la domanda che in molti dei nostri lettori – e non – si sono posti è: di cosa avranno parlato Papa Francesco e Vladimir Putin, nei minuti restanti, in un tempo drammatico come questo e caratterizzato dalla presenza di un caos totalizzante che s'insinua in tutti i meandri più profondi della società? In tempi di sinarchia mondiale usurocratica, in cui la famiglia mai come nella storia si trova smarrita e tenta di sopravvivere tra mille pericoli, plagiata costantemente dalla propaganda mondialista dei media al soldo dei banchieri e travolta dal debito indotto? Entrambi – sia Vladimir Putin che Papa Francesco – almeno sulla carta e a giudicare dalle dichiarazioni e dai doni fatti, dovrebbero essere i legittimi rappresentanti e quindi custodi di quella fede cristiana verso la quale tutte le nazioni civili e progredite – disingannate dal falso mito dei "lumi" – dovrebbero sentirsi debitrici. Entrambi, almeno sulla carta, dovrebbero deplorare la guerra a partire proprio dal suo elemento portante e fondante: la moneta-debito.

     La questione monetaria e la sinarchia mondiale                                        

    Quella moneta, cioè, che emessa dal nulla e senza riserva alcuna, permette ai guerrafondai di armare arbitrariamente e facilmente gli eserciti e  di muovere contro l'uomo, inteso nella sua dignità più alta e nella sua sacralità (vedi qui La Guerra di Obama è la Guerra delle Banche Centrali: Giacinto Auriti insegna!, qui Giacinto Auriti e la Lettera aperta al Pentagono, per fermare il terrorismo, qui Gli angeli di Homs e la nostra Sete di Giustizia, qui Made in Usa – Riflessioni sui retroscena del Caso “Lo Porto” e sulla “truffa del terrorismo”, qui Assuefatti al male e alla menzogna, viviamo convinti del nulla dietro un branco di illusi, qui Strage di Tunisi – Mamma TV e il volto dei Veri Terroristi e qui Fame, Expo, lotta agli sprechi e propaganda). Ma in un mondo in cui 30mila bambini muoiono ogni giorno di fame, causa la sete di dominio e l'usura monetaria, fonte dell'inestinguibile debito che dilania l'Africa e non solo, questi incontri lasciano spesso e volentieri il tempo che trovano. Almeno questa è la sensazione dominante: critica costruttiva – la nostra – che racchiude invero una grande speranza…

     La questione delle sanzioni                                                                              

    A margine dell'incontro, Silvio Berlusconi – che ha voluto incontrare l' "amico Putin" in aeroporto prima della sua ripartenza – ha annunciato la presentazione di una mozione alla Camera per chiedere lo stop delle sanzioni contro la Russia: "Domani presenteremo alla Camera – ha dichiarato all'ANSA – una mozione che si rivolge al Governo per non continuare nelle sanzioni verso la Russia, sanzioni che ledono i nostri interessi per degli importi molto consistenti. Vorremmo inoltre – ha aggiunto – che il Governo si impegnasse a convincere più Paesi europei possibile a seguire questo esempio e che ci impegnassimo anche a convincere gli amici americani che non si può tornare ad un clima di guerra fredda".

     Intanto le potenze mondialiste…                                                                    

    Intanto le potenze mondialiste – artefici di un evidente processo di spartizione e regionalizzazione dei continenti travestite da società filantropiche e redentrici dei popoli agiscono nell'oscurità dei retrobottega della storia avendo quale unico scopo il dominio e il controllo assoluto sui popoli, nonché – ovviamente – l'annacquamento del Cristianesimo e il suo definitivo annullamento, disfacimento sostanziale: ultimo ostacolo religioso, ideologico-morale e culturale alla piena attuazione del Nuovo satanico Governo Mondiale, cioè – per rifarci ad un'espressione felice, cara al grande Papa Leone XIII – usate nell'enciclica antimassonica "Inimica Vis" – ultimo ostacolo reale a quel devastante fenomeno frutto del "sommo dell'orgoglio, della cupidigia che spoglia, della sensualità che corrompe; (…) concupiscenze che giunte al grado estremo, sono foriere di oppressioni, spogliamenti, corruttele seduttrici; esse vanno "via via allargandosi – denunciava Leone XIII fin dal lontano 1892 – prendono dimensioni smisurate, diventano oppressione, spogliamento, (…) corrompendo tutti i popoli" (2).

    (2) Papa Leone XIII Inimica Visenciclica antimassonica datata 8 dicembre 1892, scritta all’Episcopato Italiano. Questa Enciclica è la versione in latino della precedente e come la precedente è dedicata alle deplorevoli condizioni della Nazione, la cui causa è, per il Pontefice, la Massoneria

     L'augurio e la speranza … oltre il protocollo                                                

    Beh, alla luce di questi orribili scenari, ci auguriamo che i due prestigiosi interlocutori d'eccezione abbiamo trovato sul tema di fondo dell'ora presente, un comune punto di Cournot: non vi può essere, infatti, pace senza giustizia e non vi può essere giustizia senza verità; la verità è impossibile da realizzarsi e resta una mera utopia qualora l'inganno della moneta-truffa emessa a debito e sul sangue dei popoli continuerà ad essere mantenuto in vita… La moneta-debito è oggi il nutrimento dell'apocalittica bestia mondialista (vedi qui I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Schiavi del sistema bancario imperialista, qui Giacinto Auriti – Governo Occulto e Nuovo Ordine Mondiale e qui Giacinto Auriti – Dalla Nuova Torre di Babele al Tempo della Grande Speranza). Se i grandi della terra non porranno al centro delle loro rispettive analisi questa realtà, tutto resterà evidentemente nel campo delle mere e vuote utopie. Questo della moneta è il vero ago della bilancia che smaschera il potere, aiutandoci a capire qual sono i veri figli della luce e quali delle pallide controfigure della grande protagonista assente dalla scena internazionale: la Giustizia.

    Sergio Basile (Copyright © 2015 Qui Europa)   

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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     Video Allegati                                                                                                   

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    La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare l’assenso alla paneuropeizzazione programmata

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    Sabato, Giugno 13rd, 2015 – L'editoriale di Sergio Basile, Direttore "Qui Europa"  –  Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, iper immigrazione programmata, capo treno accoltellato a Milano, delinquenza in aumento, annullamento dell'identità di una nazione, promesse e strategie di Matteo Renzi, Massoneria, Cristianesimo, attacco al cuore del Cristianesimo  Società, Delinquenza e Iper-immigrazione programmata La Terza Fase del Piano Kalergi – Comprare […]

    La Guerra di Obama è la Guerra delle Banche Centrali: Giacinto Auriti insegna!

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    Mercoledì,  Agosto 27th/ 2014 – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Giacinto Auriti, Sarajevo, Genova, G8, Galli da combattimento, Barack Obama, sionismo internazionale, wahhabiti, integralismo islamico, ruolo delle banche centrali, moneta debito, Siria, Washington, intervento di Terra, debito, monopoli, globalizzazione, Abruzzo Press, Dragurin Dimitrievié, Francesco Ferdinando d'Asburgo, Norodna Obdrana, Ujedinjenje ili Smrt, Dragurin Dimitrievié, Vojislav Tancosié, Sofia Chotek  La Guerra di Obama è la […]

    Giacinto Auriti e la Lettera aperta al Pentagono, per fermare il terrorismo

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    Sabato,  Luglio 23rd/ 2014  – di Sergio Basile e Rocco Carbone / Sete di Giustizia / SAUS – Redazione Quieuropa, Rosso Carbone, Sergio Basile, Sete di Giustizia, SAUS, Giacinto Auriti, Pentagono, Terrorismo, Passo falso, Lettera aperta al Pentagono, Il Manifesto, Video Foley, guerra al terrorismo, clima da guerra fredda, Giacinto Auriti e la guerra del sangue contro l'oro  […]

    Gli angeli di Homs e la nostra Sete di Giustizia

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    Venerdì,  Ottobre 3rd/ 2014  – di Sergio Basile – Presidente Sete di Giustizia – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Homs, strage di bambini, fondamentalismo islamico, nuova consapevolezza, Giacinto Auriti, finanziamenti occulti agli squadroni della morte, moneta-debito, sistema bancario internazionale, rivoluzioni e primavere, progresso, coscienza Sete di Giustizia  Gli angeli di Homs e la nostra Sete di Giustizia Dedicato […]

    Made in Usa – Riflessioni sui retroscena del Caso “Lo Porto” e sulla “truffa del terrorismo”

    Made in Usa – Riflessioni sui retroscena del Caso “Lo Porto” e sulla “truffa del terrorismo”

    Martedì,  Aprile 28th/ 2015       – di Rocco Carbone e Sergio Basile / Sete di Giustizia – Redazione Quieuropa, Giovanni Lo Porto, Rocco Carbone, Sergio Basile, Sete di Giustizia, Afghanistan, Casa Bianca, Matteo Renzi, Barack Obama, Giacinto Auriti, Lotta al terrorismo, ruolo dei media, verità e menzogne, sistema bancario, connivenza, strategie mondialiste, Fatima e le profezie sul tempo presente  […]

  • Appello delle Sorelle Trappiste Siriane contro l’Embargo Ue in Siria

    Appello delle Sorelle Trappiste Siriane contro l’Embargo Ue in Siria

    Giovedì, Febbraio 21th/ 2013

    – di Giuseppe Sacco, Redazione "Qui "Europa" e

       "Redazione Ora Pro-Siria" – Appello Sorelle Trappiste Siriane –

        vedi anche http://oraprosiria.blogspot.it/

    Appello delle Sorelle Trappiste Siriane contro l'Embargo Ue in Siria /  sanzioni internazionali, morte provocata dalle bombe,  un padre di famiglia muore, guadagnarsi il pane, manca la benzina manca il pane, sanzioni dei nostri politici, come levare anche la speranza, vaso di pandora, siria, uccidere il lavoro per uccidere le vite umane, sanzioni, ponzio pilato odierni, promozione raccolta firme, paese che stava crescendo e ricade nell’abbisso, Unione europea 

    Bombe e Sanzioni – Il Volto iniquo

    dell'Occidente in Siria 

    Da quando le armi e gli embarghi commerciali

    contro inermi sono una trasposizione di bene? 

    L'unione europea ha deciso lunedì scorso di mantenere

    le varie sanzioni d'embargo sulla Siria, e di allentare

    quella che impediva ufficialmente il rifornimento di armi:

    ora sono legalmente permesse quelle "non letali"(?).

    Intanto il popolo  derubato e terrorizzato dai gruppi

    armati sta morendo di fame  e di freddo.

    Suore Trappiste Siriane - Appello contro Embargo Ue in Siria

    Bruxelles, Damasco, Aleppo, Roma – "Vi imploriamo di riflettere su una guerra a cui si dà il consenso in nome di una sedicente prassi democratica! Stiamo parlando delle sanzioni internazionali contro la Siria, e delle stragi quotidiane che esse provocano. Uomini che da mesi non hanno lavoro, e non hanno prospettive di trovarne: nella sola zona di Aleppo, 1.500 officine, laboratori e piccole industrie sono stati tutti distrutti e i macchinari rubati, e trasportati in Turchia. Una vera razzia. Con cosa si lavora, se manca tutto? È più crudele – ci chiediamo – raccogliere il corpo dei propri figli sotto le macerie, o vederli lamentarsi e soffrire per giorni per la mancanza di medicine?

      Le sanzioni stanno uccidendo molto più delle bombe  

    Le sanzioni stanno uccidendo molto più delle bombe. Uccidono i corpi; uccidono la speranza. In città ci si inventa qualcosa, si vende di tutto pur di guadagnare almeno il pane. Si affitta un’auto, ci si improvvisa trasportatori verso destinazioni pericolose, dove nessuno accetta di andare. Come George, padre di tre figli, che pur di lavorare è morto in questo modo ai confini della Turchia, ucciso da cecchini, "liberatori della Siria". In molte campagne i contadini non osano seminare: troppo pericoloso. I più poveri, che hanno solo qualche mucca, la stanno vendendo: tra mangimi e foraggi il costo degli alimenti è al minimo 60-70 lire siriane al chilo, quando un litro di latte si vende a 25.

     Altra conseguenza delle sanzioni – Rapimenti, in tragica crescita 

    I rapimenti, in tragica crescita, e la delinquenza, sono un’altra conseguenza delle sanzioni. Siete convinti che bisogna pur pagare un prezzo per ottenere libertà e democrazia? Allora digiunate, voi, nelle piazze europee, a favore della Siria. E lasciate che qui ognuno scelga se e come dare la vita per ciò in cui crede. Costringere un popolo alla fame, alla rabbia, alla disperazione, perché si ribelli, è forse metterlo in grado di esercitare una scelta democratica? Che razza di idea di democrazia e di libertà è mai questa? Il lavoro è una grande forza per un popolo, dà dignità, crea prospettive, educa alla libertà vera. Uccidere il lavoro è un altro modo di uccidere vite.  

     Cinquant’anni indietro  

    La Siria stava crescendo, lentamente, anche contradditoriamente, ma con continuità. È  tornata cinquant’anni indietro. E adesso si raccolgono milioni di dollari di aiuti umanitari, con spese enormi di invio, di distribuzione. Per dare cibo là dove si è lasciato bruciare il grano, per dare coperte là dove si sono lasciati distruggere i magazzini. Che senso ha? Certo, deve esserci un guadagno per qualcuno, altrimenti che interesse avrebbe il mondo politico internazionale a dirigere le cose in questo modo? Ma , alla fine, la nostra domanda è ancora: voi volete davvero questo? Volete combattere questa guerra contro un intero popolo? Se la vostra risposta è "no", fate qualcosa! Ve lo chiediamo con tutte le nostre forze e la nostra preghiera, a nome di tanti Siriani". Ecco il comunicato delle sorelle trappiste dalla Siria affinchè vengano raccolte firme per sensibilizzare gli Europei e gli Italiani. I nostri politici con l'indifferenza e il ricorso alle armi, con invio di aiuti militari e/o supporto logistico a forze esterne e bande armate stanno contribuendo a distruggere la Siria. E con essi anche noi, col nostro menefreghismo la stiamo distruggendo, spazzando via l'umanità e spezzando la speranza di chi la abita e di quanti sono costretti a lavorare per morire. E' una diabolica vocazione all’annientamento. Fermiamola!

    Giuseppe Sacco, Redazione "Qui "Europa" e "Redazione Ora Pro-Siria"

    Appello Sorelle Trappiste Siriane – vedi anche http://oraprosiria.blogspot.it/

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    Lunedì, Dicembre 10th/ 2012  – Lettera Aperta di Bülent Demiral  –  ________________________________________________________ Iniziativa Editoriale di Pubblico confronto "Pensa e Scrivi" – di "Qui Europa" Lettera Aperta al Direttore – Siria, Usa e Nato ________________________________________________________ Cari lettori, nell'ambito dell'iniziativa di pubblico confronto, "Pensa e Scrivi", promossa dall'Osservatorio Nazionale Indipendente "Qui Europa" – posta in essere in collaborazione e su richiesta di enti, […]

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    del cinema degli ultimi decenni. 
    Davvero unico per intensità e profondità morale. 
    Da vedere assolutamente in famiglia. Da consigliare agli amici.
    Un grande Andy Garcia, attore protagonista."
     
    – Redazione "Qui Europa" –
     
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    Unione Europea – Ci Vogliono Rovinare!

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    Siria – Il Discorso di Assad alla Nazione e al Mondo: Riconciliazione, Pace, Dignità e senso di Patria – Il vero volto della Siria che i Falsi Profeti dell’Imperialismo Occidentale e del Terrorismo non cercano

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    Venerdì, Gennaio 11th/ 2013 – Discorso in Forma integrale del Presidente Bashar Al-Assad –  – President Bashar Al-Assad's Speech in Full Form – – Traduzione di Sergio Basile – Qui Europa (www.quieuropa.it) Cristiani / Bashar Al-Assad / Discorso in Forma Integrale / Traduzione in Italiano / Damasco / Teatro dell'Opera di Damasco / Desiderio di Pace […]

    Siria – La Vergogna Islamica e la Complicità dell’Occidente: Ordinato lo Stupro di massa delle Ragazzine Siriane Cristiane – Istituito il Matrimonio per Coito

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    Giovedì, Gennaio 10th/ 2013 – di Maria G. Di Rienzo –  Stupro di massa delle Ragazzine Siriane Cristiane / Cristiani di Siria / Cristiani / Muhammed al-Arifi / Violenza contro le donne / Svizzera / Consiglio Centrale Islamico / Fatwa / Ordinanza religiosa / Strupro ragazze cristiane / Stupro di gruppo verso le ragazzine siriane […]

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    Venerdì, Gennaio 4th/ 2013 – Testimonianza di Mons. Giuseppe Nazzaro, Aleppo –  Le bugie sulla Siria / Guerra coloniale / Vittime cristiane / Cristianesimo, nel 2012, 105.000 vittime / Religione / Cultura / Società /  Martiri / Cammino cristiano / Sofferenze / Islamismo / Comunismo / Identità nazionale / Siria / Aleppo / Monsignor Giuseppe Nazzaro / Ciscienza nera […]

    Democrazia in Israele – Razzismo, Sterilizzazioni e Violenze sugli Immigrati Etiopi Falasha

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    Venerdì, Gennaio 4th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto – israele falasha / Falasha jews of ethiopia / Democrazia in Israele – Razzismo, Sterilizzazioni e Violenze sugli Immigrati Etiopi Falascia / Esteri / Israele / Occidente / Stati Uniti / Tel Aviv / Razzismo / Sterilizzazioni / Violenze / Immigrati etiopi / Falascia /  Persecuzioni / Ebrei […]

    2012: Ucciso un Cristiano ogni 5 minuti – La Forza della Fede nella Croce: il Perdono e la Resurrezione

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    Lunedì, Dicembre 31st/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Vittime cristiane / Cristianesimo, nel 2012, 105.000 vittime / Religione / Cultura / Società / Cristianesimo / Nigeria / Egitto / Mali / Pakistan / Corea del Nord / India / Fede / Vittime / Persecuzioni / Fedeli / Perdono / Vendetta / Santo Stefano / Martiri / Cammino […]

    Criminali, Giù le mani da Assad e dai Cristiani di Siria – Ecco perchè Satana vuol distruggere la culla della cristianità

    Criminali, Giù le mani da Assad e dai Cristiani di Siria – Ecco perchè Satana vuol distruggere la culla della cristianità

    Sabato, Dicembre 29th/ 2012 – di Sergio Basile –   Satana vuol distruggere la Siria / Criminali, Giù le mani da Assad e dai Cristiani di Siria /  chiesa di Umm al Zunnar / Dramma Siria / Guerra / Armamenti Europa / Guerra / Libertà / Diritti fondamentali / Distruzione / Crimini / Aleppo / Vergine Maria / San Giuseppe […]

     

  • Giornalismo in carcere: lo stabilisce il voto segreto del Senato

    Giornalismo in carcere: lo stabilisce il voto segreto del Senato

    Venerdì,  Novembre 16th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Giornalismo in carcere / talia / Roma / Stampa / Riforma / Diffamazione / Senato / Voto segreto / Carcere per i giornalisti / Comunicazione / Informazione / Quarto potere / Sanzioni / Lega Nord / Alleanza per l’Italia / Palazzo Madama / Rutelli / Sallusti 

     Sì al carcere per i giornalisti: al Senato 131

    voti favorevoli, 94 contrari e 20 astenuti

    La fine della libertà di stampa passa per l’Italia:

    carcerazione per il reato di diffamazione

    Il voto segreto e vigliacco a Palazzo Madama

     Roma –  Giornalisti dietro le sbarre e bavaglio di censura per la stampa: lo ha stabilito il Senato italiano che mercoledì è stato chiamato ad esprimere il voto sulla tanto chiacchierata riforma di  legge sulla diffamazione, trasformando i giornalisti in “delinquenti della carta, della radio e del web” e prevedendo per loro, in caso di reato, un anno di gattabuia, in alternativa a multe salatissime che vanno dai 5.000 ai 50.000 euro. A Palazzo Madama la vigliaccheria ha fatto da padrona: con 131 voti favorevoli, 94 contrari e 20 astenuti, è passato l’emendamento proposto dalla Lega Nord, che di fatto ripristina la carcerazione per gli operatori dell’informazione. Ciò che lascia fortemente perplessi è il fatto che i senatori italiani abbiano deciso di optare per il voto a scrutinio segreto, dietro richiesta del Carroccio e dell’Allenza per l’Italia del “buon” Rutelli: una scelta tutt’altro che coraggiosa volta a raggiungere un fine ben preciso, quello della censura. E parliamo proprio di censura senza mezzi termini. Sarà che i nostri politici, dalle coscienze non tanto pulite ed immacolate, mirino a coprire i loro sotterfugi, i “magna magna” e gli “spendi e spandi” (dei soldi pubblici), intimorendo i giornalisti e minacciando la libertà di stampa? La risposta ci pare quasi scontata: hanno tentato di porre limiti, anche psicologici, a chiunque voglia formulare un’opinione. E questo non è un vero e proprio bavaglio? Non è una dittatura?

     "Quarto Potere" depotenziato 

    La carcerazione sembra davvero troppo: questo non significa che non debbano esistere delle sanzioni previste per il professionista che commette reati a mezzo stampa, ma questa decisione destabilizzerà completamente il mondo del giornalismo – già di per sé molto fasciato – della comunicazione e dell’informazione ed il “quarto potere” sarà preda facile della politica marcia e corrotta.  “La scelta di trincerarsi è la prova regina della ferita inferta ai principi di libertà e pluralismo” – ha dichiarato il capogruppo dell’Udc, Gianpiero D’Alia – “E’ un segnale di vendetta che disonora il Parlamento”. Un emendamento vendicativo, infatti, e nient’altro: così merita di essere definito il provvedimento sulla riforma della legge sulla diffamazione con cui i senatori hanno deciso di fare la cresta ai giornalisti. Intanto l’esame del ddl sulla diffamazione viene rimandato a martedì prossimo per come stabilito dalla conferenza dei capigruppo e sarà uno dei punti all’ordine del giorno.

     Il punto di Sallusti – "Da oggi a San Vittore non sarò più solo!" 

    E intanto, a commentare in modo del tutto sarcastico la vicenda è proprio Alessandro Sallusti, direttore responsabile del Giornale dal 2012, condannato a 14 mesi di reclusione per diffamazione, la situazione del quale ha scatenato l’urgenza della riforma: “Da oggi non mi sento più solo –  ha scritto su twitter – A San Vittore saremo in tanti”. E probabilmente sarà proprio così: tanti giornalisti sbattuti dietro le sbarre e paragonati a delinquenti, criminali o rapinatori. La cosa sconcertante, in tutta questa faccenda, è che la giustizia italiana, piena di buchi, lenta e paradossalmente “fin troppo poco giusta”, lascia a piede libero i veri colpevoli. Ma questo si sa, è un problema dalle antiche radici. La cosa che fa davvero rabbia è che a votare il ddl sulla diffamazione siano i politici, appartenenti alla categoria ed alla classe più sporca di tutti i tempi, una classe per gran parte corrotta e privilegiata che si fa beffa di coloro che lavorano seriamente ed onestamente. E la legge sulla condanna dei politici chi la fa? A quella chi dovrebbe pensarci? Se la facessero i cittadini, siamo sicuri che ricorrerebbero al voto palese, al contrario di come fanno i “nostri” rappresentanti. “Se si comporta con serietà, correttezza e professionalità, il giornalista non abbia paura di avere coraggio”: peccato che la stessa massima non sarà mai applicabile alla politica che di coraggio ne ha dimostrato davvero poco.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

  • Strasburgo pensa al “Benessere degli Animali”

    Strasburgo pensa al “Benessere degli Animali”

    Parlamento europeo – Strasburgo

    Sessione Plenaria – 3, 4, 5 Luglio 2012

    – Venerdì, Luglio 6th/ 2012 – 

     

      Tutela degli animali e della Salute Pubblica 

      – Previste pesanti sanzioni  

      – Tutele estese a tutti gli animali  

      – Nuove regole per i macelli  

    Parlamento Europeo – Gli eurodeputati a Strasburgo pensano alla ‘Salute degli Animali’

    Strasburgo –  Lo scorso mercoledì, il Parlamento europeo è stato chiamato in aula a votare la risoluzione non legislativa che tutela il benessere di tutti gli animali e, indirettamente, quello di tutti i cittadini. Gli eurodeputati hanno analizzato tutti gli aspetti della risoluzione in questione ed hanno “decretato” che sarà determinante usare il cosiddetto “pugno di ferro” nei confronti dei trasgressori al fine di proteggere la salute pubblica. Maggiore serietà e certezza dell’applicazione delle regole, eliminazione di eventuali vuoti normativi e pene, non di certo leggere, per coloro che non rispettano le norme: questi i punti fondamentali determinati dal documento votato a Strasburgo, al fine “di proteggere la salute umana, prevenendo la diffusione di malattie legate agli animali e la resistenza antimicrobica”. In sostanza, l’obiettivo principale è quello di dar vita ad una legislazione unitaria attiva in tutti i Paesi dell’Unione Europea che riconosca gli stessi diritti e gli stessi doveri a tutti gli agricoltori europei.

      Tutele estese a tutti gli animali da allevamento e domestici   

    L’aspetto più importante di questa proposta è caratterizzato dai dettagli della legge quadro su base scientifica che riflettono il legame tra salute pubblica e animale – ha dichiarato la svedese, vicepresidente della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, Marit Paulsen – Dobbiamo definire insieme cosa si intende per buone pratiche zootecniche e determinare chiaramente chi è responsabile degli animali”. La novità importante è delineata dal fatto che le regole che tutelano gli animali saranno estese a tutti gli animali da allevamento e a cani, gatti randagi e altri animali domestici, che allo stato attuale non sono coperti da nessuna legge internazionale. 

      Nuove regole per i macelli  

    Ma la risoluzione diventa ancora più severa davanti agli eventuali trasgressori – siano essi persone fisiche o Stati membri – nei confronti dei quali vengono richieste “sanzioni efficaci accompagnate da opportune misure correttive” e viene disegnato il progetto di “intervento precoce” da parte della Commissione stessa per evitare lunghi ritardi nell’applicazione delle regole e verificare che tutti gli Stati rispettino le scadenze previste. Anche il macello sarà una pratica regolamentata in modo più severo: infatti, gli europarlamentari hanno invitato la Commissione a creare un’apposita etichetta per la carne da “macellazione senza stordimento” per rendere ancora più consapevoli delle proprie scelte i consumatori europei.

      Microchip obbligatori per cani e gatti?  

    Nuove regole sarebbero previste anche per gli animali da compagnia: i proprietari di cani e gatti dovranno procedere all’identificazione e alla registrazione dei propri animali da compagnia, per evitare il proliferare di canili (della morte) e rifugi senza licenza. L’iniziativa è sicuramente importante, a maggior ragione se essa troverà reale applicazione nei diversi Stati europei, ma le considerazioni relative all’analisi della risoluzione vengono da sé: il primo pensiero vola in Ucraina (paese che come noto non rientra nell'Ue) che proprio in occasione degli ultimi campionati europei di calcio si è resa protagonista di una strage canina immotivata e non giustificabile per “ripulire” le strade  del paese e “renderle presentabili e vivibili” per i tifosi delle diverse nazionali in gioco. Come dovrebbe essere punito, allora, il governo di Kiev, responsabile di questa mattanza? L’identificazione e la registrazione degli animali domestici, in più, aiuterebbe a combattere il randagismo e ad evitare che l’abbandono degli animali rimanga una pratica impunita.

      Controllati da un "Grande Fratello"? 

    Ma dall’altro lato la responsabilità normativa porterebbe molte famiglie a “ripensare” alla possibilità di avere in casa un amico a 4 zampe. E poi francamente l'idea di inserire un microchip sotto lo strato cutaneo dei nostri amici a quattro zampe è un'idea che non ci entusiasma. Sa di artifizioso. E come se un grande occhio potesse controllare in qualsiasi momento sia il nostro cane che – inevitabilmente – noi padroni. Maglio gli antichi metodi dunque!

      Sanzioni e Contraddizioni  

    L’estensione della tutela legislativa a tutti gli animali da allevamento, comprese le vacche da latte, ovviamente, contribuirebbe a regolamentare al dettaglio i prodotti di questo settore, rendondoli anche molto più sicuri per i consumatori. Soprattutto, la certezza dell’applicazione di sanzioni “importanti” per i responsabili delle violazioni accrescerebbe il senso di responsabilità di ogni individuo che opera all’interno di questo sistema. Concordando pienamente con quanto contenuto nel documento redatto circa il legame tra salute pubblica e animale, ricordiamo che il rispetto delle regole previste deve essere necessariamente e concretamente garantito dall’Unione europea, nella speranza che non passi in secondo piano, proprio come è accaduto per l’Ucraina. E nell'ulteriore speranza, tuttavia, che (evitando facili pietismi e atteggiamenti ambigui) si guardi sì alla salute degli animali, ma sicuramente di più alla salute delle famiglie greche, italiane, spagnole che non riescono più ad arrivare a fine mese.

    Osservatorio Nazionale Indipendente – "Qui Europa" 

    Maria Laura Barbuto