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  • Salerno – Fondi Ue verso il Porto Puropeo, intanto chiude la Metro

    Salerno – Fondi Ue verso il Porto Puropeo, intanto chiude la Metro

    Martedì, Aprile 1st/ 2014

    – Redazione Qui Europa –

    Salerno, Bruxelles, metropolitana, Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, porto di Salerno, comunità europea, finanziamenti Ue, chiusura della metro dopo soli 4 mesi, antitrust europeo, trenitalia, commissione europea, FESR 

    Salerno – Fondi Ue verso il Porto Puropeo,

    intanto chiude la Metro

    7,1 milioni di euro di fondi FESR per il potenziamento del

    porto di Salerno, ma da oggi chiude la metro,

    dopo solo 4 mesi: grande Pesce d'Aprile!

         

    Redazione Quieuropa

    Salerno  porto - metropolitana

     Salerno: fondi Ue al porto della perla del Sud… rimasta senza metro     

    Salerno, Bruxelles – Nelle ultime ore è giunto il via libera da parte della Commissione europea ad un cospicuo finanziamento pari a 71,1 milioni di euro diretti al potenziamento del porto di Salerno, perla del Mezzogiorno considerata tra le città più vivibili d'Italia e – tra l'altro – nella top-ten europea dei lungomare più belli, davanti a Napoli e Reggio Calabria.  Il piano di interventi rientra nella programmazione dei cosiddetti fondi regionali europei (FESR), ed è stato giudicato dall'Antitrust Ue come "conforme" alle norme europee in materia di aiuti di stato. Il progetto dovrebbe garantire il miglioramento dei collegamenti marittimi integrati in Europa, partendo proprio dalla città campana, sita alle porte della celebre Costiera Amalfitana: il progetto, infatti – secondo quanto riporta anche una nota ANSA – è "finalizzato al miglioramento delle strutture esistenti nel porto di Salerno, con la concessione di sovvenzioni provenienti dai fondi regionali dell'Ue (…) al fine di garantire una maggiore sicurezza per l'ingresso in porto per navi di dimensioni più grandi, e prevede l'allargamento dell'imboccatura, il dragaggio del fondale marino e del canale di accesso, oltre al consolidamento di parte di uno dei moli esistenti".

     La definizione dei contratti di concessione                                                       

    I contratti di concessione per l'uso delle strutture portuali – secondo una nota della Commissione europea – "saranno aggiudicati mediante procedure di appalto pubbliche, aperte e non discriminatorie, nel rispetto delle disposizioni previste dal diritto dell'Ue e dell'Italia in materia di appalti pubblici". Questa precisazione è piuttosto rilevante, in quanto – almeno in teoria – rappresenterebbe una sorta di garanzia sul fatto che i futuri operatori portuali – e gli stessi utilizzatori finali del porto – non beneficeranno di alcun aiuto di Stato che possa andar contro le cosiddette "leggi sulla libera concorrenza"… Anche se parlare di libera concorrenza, in un mondo globalizzato a trazione "multinazionale" è davvero paradossale… Il mercato ha ed avrà sempre dietro la cabina di regia, nomi e cognomi ben precisi. Inutile illudersi!

    Salerno  porto - metropolitana

     Pesce d'Aprile – Intanto chiude la metro, dopo quattro mesi…                  

    Ma proprio in queste ore – sempre per quel che attiene al settore dei trasporti – la città vive un altro capitolo importante della sua storia, in merito alla questione della neo-nata metropolitana. Oggi Martedì primo aprile, infatti – "Pesce d'Aprile" davvero pesante – dopo solo quattro mesi dalla loro attivazione, i treni della Metropolitana di Salerno si fermeranno. Ciò in ragione della scadenza della proroga (finanziariamente stimata in circa 300 mila euro al mese) chiesta a proprie spese dal Comune di Salerno a Trenitalia per l'effettuazione del servizio. Quello della metro che è sempre stato un cavallo di battaglia di Vincenzo De Luca, sindaco che amministra la città per il quarto mandato e che – bisogna dargliene atto – negli ultimi 15 anni ha letteralmente cambiato il volto di Salerno, contribuendo a far decollare il turismo, malgrado la cris-truffa dell'Eurozona. Un piccolo miracolo nel Mezzogiorno delle contraddizioni.

     Odissea Metropolitana…                                                                                         

    La pratica che ha portato alla realizzazione della metro leggera salernitana è stata particolarmente lunga, sia per la carenza di fondi che per l'ostruzionismo politico dei governatori che si sono succeduti sulla poltrona della Regione Campania: dal momento che quella dei trasporti è, come noto, una competenza regionale. Nelle ultime ore il sindaco stesso ha scritto su Facebook quanto segue: “Il Consiglio Comunale di Salerno ha chiesto alla Giunta Regionale della Campania: l’immediato ripristino della delibera regionale n. 166 del 25/2/2010 (revocata nel marzo 2010) con la quale si stabiliva di inserire il servizio ferroviario “Metropolitana di Salerno” nell’ambito del vigente contratto di servizio con Trenitalia; di comunicare immediatamente a Trenitalia l’inserimento del servizio di metropolitana salernitana nel contratto di servizio in essere tra Regione Campania e Trenitalia stessa”.

    Redazione Quieuropa (Copyright Qui Europa © 2014 ) 
     
     
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  • Usura e Lotta alla Criminalità Economico-Finanziaria: Le Banche iniziano a tremare

    Usura e Lotta alla Criminalità Economico-Finanziaria: Le Banche iniziano a tremare

    Martedì, Ottobre 8th/ 2013

     – di Sergio Basile e Alessio Orsini –

    Padova, Roma, Alessio Orsini, Sergio Basile, Italia, Piazza Cavour, Corte di Cassazione, Criminalità Economico-Finanziaria, Giudiziaria, sistema bancario, banchieri, debito illegittimo, Qui Europa, Usura Bancaria, Strozzinaggio bancario, Salerno, Frosinone, Unicredit, Banca Intesa, Popolare Bari, Popolare Penisola Sorrentina, BCC Scafati, BCC di Capaccio, Carime / UBI Banca 

    Usura e Lotta alla Criminalità Economico-Finanziaria: 

    Le Banche iniziano a tremare

    Qualche magistrato ora c'è! Gli emblematici casi di Padova

    e Frosinone e il silenzio dei media

    Salerno – in due anni oltre 100 bancari rinviati a giudizio per usura

     

     di  Sergio Basile e Alessio Orsini

    usura - consulta nazionale

     Nel Sottobosco dell'Usura Bancaria                                                                     

    Catanzaro, Padova, Frosinone, Salerno – di Sergio Basile e Alessio Orsini – Lo scorso 24 Settembre a Roma – malgrado la solita censura mediatica di carta stampata e tv di regime, in un Paese come l'Italia che sprofonda nell'oceano dell'usurocrazia e del debito indotto, col pretesto della "crisi", ha avuto luogo, come detto (vedi allegati) la prima manifestazione nazionale contro la criminalità economico-finanziaria e giudiziaria. Tra i temi affrontati e denunciati – e successivamente inseriti in un documento programmatico sottoscritto e condiviso da oltre 30 enti ed organizzazioni di rilievo nazionale (vedi lista in allegato) – la lotta comune all'usurocrazia e la costituzione di una consulta nazionale antiusura. Ciò anche sulla scia di un fenomeno non meno grave dell'usura indiretta o da debito pubblico gonfiato (a suon di spread e Target2): l'usurocrazia bancaria diretta. Molti, in merito, sono ad oggi i casi esaminati e le controversie aperte contro istituti bancari in palese posizione di abuso. E non si parla delle solite e paradossali strette sul credito (credit crunch) favorite ed indotte dall'innalzamento ad hoc (votato con la complicità dello stesso Europarlamento) dei coefficienti bancari di riserva patrimoniale, con l'alibi fittizio della "crisi", ma anche di veri e propri casi ben mascherati di usura propriamente detta. Ecco, di seguito, alcuni degli ultimi casi più eclatanti, nei quali lo strapotere bancario ha  tuttavia trovato – finalmente – "pane per i propri aguzzi denti".

     I Casi di Padova e Frosinone                                                                                  

    1) Padova – Di recente, il titolare di una ditta si era visto esecutare da una Banca Veneta per circa un milione di euro. Da una verifica contabile, però, risultò che la Banca aveva incamerato indebitamente quasi un milione e quattrocentomila euro, dei quali, oltre seicentocinquantamila euro a titolo di usura. Quindi l'imprenditore comprese che non era Lui il debitore e che il mutuo ipotecario (che la banca gli impose di sottoscrivere qualche anno prima, per chiudere precedenti esposizioni chirografarie in conto corrente) non si sarebbe dovuto nemmeno accendere. Scoprì anche che detto mutuo era in usura pattizia. Nell’agosto 2013 partì la Denuncia querela che trovò tempestivo provvedimento di sospensione da parte della Procura (vedi qui –  );  lo scorso 05/09/2013 anche il Giudice dell’Esecuzione sospese la procedura esecutiva, già in stato avanzato (si sarebbero dovute fissare le aste), poiché “il parere del P.M. è vincolante per il G.E.”; 2) Frosinone – Il titolare di una ditta, nelle scorse settimane, apprese che anche i mutui possono essere in usura all’atto della stipula. La Banca gli stava vendendo gli immobili. Il Consulente accertò – anche in questo caso – che il mutuo era in usura pattizia. Depositò, dunque, la denuncia-querela e il 18/09/2013 ottenne la sospensione dalla Procura di Frosinone. Il G.E. di Cassino, il giorno stesso dispose la sospensione della vendita e fissò l’udienza al 23/09/2013, nel corso della quale rinviò la procedura esecutiva al 22/09/2014 ( );

     Salerno – Usura Bancaria – Oltre 100 bancari rinviati a giudizio               

    3) Salerno – Numerosi casi di usura sono stati ad oggi presentati all'attenzione della Procura di Salerno. Numerosi, come vedremo, i rinvii a giudizio decisi. Ecco alcuni dei casi più emblematici. 1) Nell’autunno del 2011, hanno avuto inizio due processi a carico di oltre cinquanta persone (amministratori e dirigenti / funzionari di banche) per violazione dell’art. 644 c.p. terzo comma (seconda parte). Quarantacinque sono stati imputati nel caso D’Angelo, in cui il sostituto procuratore (dr.Senatore) ha chiesto ed ottenuto dal GUP (dr.ssa Lerose), il rinvio a giudizio di amministratori e dirigenti di tre banche (Banca Popolare di Bari, Banca Popolare della Penisola Sorrentina e BCC Scafati) che avevano chiesto / preteso il pagamento di tassi “sproporzionati” ad un’impresa edile; l’indagine, che in un primo momento il GIP aveva rinviato al PM, è terminata nella primavera del 2011 e nell’udienza preliminare, tenutasi nel mese di maggio, il GUP ha rinviato a giudizio i vertici di tre istituti di credito.

    usura - consulta nazionale

     Il Caso D'Alessio                                                                                                         

     2) Il secondo clamoroso caso in esame, verificatosi nella città campana, ha riguardato altri sette dirigenti bancari (un direttore di filiale e sei funzionari) coinvolti poi nel "caso D’Alessio", relativo ad un’impresa informatica che ha denunciato la sproporzione, nei rapporti di finanziamento con Banca Intesa, tra il capitale avuto in prestito ed i costi sopportati; dopo le indagini condotte dalla Gdf, il GUP (sempre la dr.ssa Lerose), su richiesta del PM (dr. Senatore), ha proceduto al rinvio a giudizio degli indagati;  3) Nell'aprile del 2012 nel Tribunale di Salerno il gup (dott.ssa Verderosa) manda alla sbarra due direttori di filiale della Banca di Roma/Unicredit;

     I casi Carucci e Alimentari S.P.A.                                                                        

    4) A novembre 2012 nel Tribunale di Salerno il GIP (dr.ssa Mancini), accogliendo la richiesta del PM (dr. Senatore), rinvia a giudizio ventidue persone: venti componenti dei consigli di amministrazione e due direttori generali della BCC di Capaccio tra il 1996 ed il 2005, per avere praticato tassi usurai nei prestiti ad un commerciante della zona che per l’usura bancaria era caduto nella rete di usurai comuni (caso Carucci), cui prima udienza si è tenuta già ad aprile 2013.  5) Nel Dicembre 2012, ancora il GIP del Tribunale di Salerno (dr. De Filippis) ha respinto la richiesta di archiviazione del PM per ventitre tra amministratori e funzionari indagati e accogliendo le osservazioni della parte offesa, ha disposto nuovi accertamenti sugli abusi delle banche (tra cui Banco Napoli / Intesa e Carime, gruppo Ubibanca), che avrebbero portato al fallimento un’azienda di Nola (la “Alimentari srl”); in questo caso la denuncia alla magistratura è stata presentata non dall’imprenditore, ma dal curatore fallimentare che imputa alle banche la causa del fallimento. Nella successiva udienza preliminare il GIP ha nuovamente respinto la richiesta di archiviazione, ma ha prosciolto cinque accusati, in quanto è risultato che all’epoca del fatto lavoravano in istituti non coinvolti nell’inchiesta ed ha ordinato ulteriori indagini con eventuale sostituzione del c.t.. 

      Alla sbarra funzionari di 7 banche                                                                    

     6) Nel gennaio 2013 alcuni dipendenti di Unicredit sono stati rinviati a giudizio per usura aggravata dal GUP (dr. De Filippis), su richiesta del PM (dr.ssa Guglielmotti): il reato viene contestato sull’erogazione, nei confronti di un’impresa, di un mutuo di 600 milioni di lire, nel 1996.  In sintesi, dunque, a Salerno, nel 2013, sono a giudizio per usura bancaria, in cinque processi (casi D’Angelo, D’Alessio, Carucci, Alimentari), oltre cento persone tra amministratori e funzionari di sette banche (Unicredit, Banca Intesa, Popolare Bari, Popolare Penisola Sorrentina, BCC Scafati, BCC di Capaccio, Carime / UBI Banca). Notizie, queste, silenziate dai grandi media, ma che provano due cose: l'esistenza di reati fatti spesso e volentieri alla luce del sole, o meglio sotto una cappa di apparente legalalità e normalità; la prova che le banche non sono mostri invincibili ed onnipotenti, ma attori del sistema – spesso e volentieri, come noto, collusi con lo stesso – che possono essere messi a bada. E' ora di alzare la testa! E come vedete qualcosa si muove.

    Sergio Basile, Alessio Orsini (Copyright © 2013 Qui Europa)  

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     Consulta Nazionale Antiusura                                                                                                         

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  • Ladri di cartone: Altri paradossi della “crisi”

    Ladri di cartone: Altri paradossi della “crisi”

    Domenica, Aprile 22th/ 2012

    – di Mirella Fuccella –

    Italia / Crisi Ue / Campania / Salerno / Ladri di cartone / Povertà / Dignità umana / Multe salate / Mirella Fuccella  / Guerra tra pazzi e disperati / Austerity  

    Ladri di cartone: i paradossi al tempo della crisi

    Nullatenenti multati a Salerno. L'accusa?:

    "Sono ladri di cartone!"

    Salerno – È partita di recente a Salerno la “crociata” contro i ladri di cartone… A quanto pare si tratterebbe di bande di extracomunitari che ruberebbero la carta ed il cartone che vengono conferiti dai cittadini nella raccolta differenziata. Alcuni di questi nullatenenti sono stati fermati dalla polizia e puniti con multe molto salate. Qualunque sia l’uso che queste persone farebbero dei cartoni, c’è tuttavia da chiedersi se davvero possano essere trattati come ladri, questi poveracci che si inventano un particolare tipo di “riciclo creativo” dei rifiuti. Siamo al punto che la spazzatura è considerata un bene della collettività. E chi se ne appropria dunque è un ladro? Da sempre i più poveri hanno cercato di vivere con le briciole che cadono dalla tavola dei ricchi. Adesso però anche questo è vietato. Sono inoltre stati diffusi appelli ai cittadini affinché si sforzino di conferire la carta nella raccolta differenziata, in quanto il calo, oltre ad essere dovuto ai segnalati furti, sarebbe anche un “calo fisiologico”. Se questo significa che la carta viene per errore gettata con l’indifferenziato, allora è giusto ricordare ai cittadini che essa va invece riciclata. Tuttavia, una vera educazione ambientale dovrebbe essere rivolta, al contrario, alla riduzione dello spreco. La carta che ho in casa non deve servire ad arricchire le casse della nettezza urbana, ma deve essere usata con la consapevolezza che per produrla sono stati abbattuti molti alberi. Dunque ben venga se prima di gettare via un foglio lo uso da entrambi i lati. Ben venga se per scrivere la lista della spesa riciclo il retro degli scontrini, o se uso le scatole vuote dei biscotti per “fabbricarmi” contenitori un po’ originali! Prima di buttare via la carta dobbiamo pensarci bene, perché è vero che essa può essere riciclata, ma non è riciclabile all’infinito. Più carta gettiamo, più alberi abbattiamo.

      Una guerra tra pazzi e "ladri di cartone"  

    Sui ladri di cartone c’è da dire che, in base alle indagini e alle segnalazioni ricevute, alcuni di essi si sarebbero organizzati con furgoni e che il furto potrebbe essere finalizzato alla rivendita del cartone. In tal caso è vero che c’è dietro un’attività illecita, tuttavia non si può far finta di non vedere lo stato di necessità in cui vivono le persone che hanno compiuto queste azioni (rumeni, extracomunitari e senza tetto) nell'estremo tentativo di salvare la propria vita, difendendosi dalla morza del gelo notturno. E rinunciando a tal fine ad ogni forma di pudore, dignità e orgoglio. Che civiltà è mai questa? Che fine ha fatto la pietà cristiana? E poi, d'altra parte, per restare al gioco di chi giudica "fuori-legge" tali disperati e diseredati: noi stessi siamo proprio certi di non aver mai prelevato un cartone all’esterno di un supermercato? Magari ci serviva per il trasloco o per spedire un pacco postale. Ci è mai passato per la mente che quello forse era un furto? Durante questa pazza ed insensata "pseudo-crisi" qualcuno ci sta costringendo a far passare per normale anche ciò. Ma i pazzi alla fine chi sono?

    Mirella Fuccella (Copyright © 2012 Qui Europa)