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Tag: Risiko

  • Lo Strano Shopping di Riyad: 84 Cacciabombardieri USA al Sultanato Saudita

    Giovedì, Maggio 16th/ 2013
     

    – S.P. Redazione Qui Europa –

     Siria, Arabia Saudita, Sultanato, Usa, Riyad, Washington, Sait Louis, Cacciabombardieri, F-15, bombe a grappolo, Mohammad bin Abdullah al-Ayesh, Sharia, Casa Bianca, Risiko 

    84 Cacciabombardieri USA al Sultanato Saudita 

    Strano shopping del Grande Alleato Mediorientale di Washington 

    Intanto i media occidentali censurano le veementi proteste interne

    al Paese Arabo

     

    S.P. – Redazione Qui Europa 

    F 15 - Saint Louis, Riyad - Cacciabombardieri USA

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      84 cacciabombardieri USA al Sultanato Saudita                                             

    Riyad, Sait Louis Lo scorso 9 Maggio, in una cerimonia particolare tenutasi negli Usa, a Saint Louis, nello stato del Missouri, la compagnia aerea Boeing ha consegnato all'aviazione saudita il primo caccia F-15 SA: il primo di una flotta pari a 84 cacciabombardieri "Strike Eagles" di nuova costruzione, acquistati dal grande alleato arabo degli Usa il 31 dicembre 2011. Riyad ha in programma l'acquisto di altri aerei che secondo il capo dell'aviazione saudita – Mohammad bin Abdullah al-Ayesh – "serviranno ad incrementare la sicurezza e la stabilità del Paese". Ma a credere alla storia della "sicurezza", visto quel che accade in Siria e Libia, sono ben pochi! Accanto all'insolito shopping gòli Usa hanno ammodernato altri 70 F-15 già in possesso del sultanato di Riyad.

      Arabia Saudita: proteste silenziate e bombe a grappolo in quantità         

    Intanto proprio in Arabia Saudita (stato del Medioriente più intransigente: vige la sharia) la petrol-monarchia saudita, è da circa due anni alle prese con veementi proteste interne, ovviamente censurate dai maggiori media internazionali, tra i quali quelli italiani.  Nel paniere degli acquisti sauditi è inoltre finito – secondo un comunicato stampa diramato dalla stessa Casa Bianca – un ingente quantitativo di bombe a grappolo. Serviranno anch'esse per la difesa? Evidentemente qualcuno si prepara a giocare a Risiko in Medioriente e… Che dite? Maditiamo e diffondiamo sul web. La consapevolezza dell'opinione pubblica sugli inganni delle Primavere Arabe e su quel che sta accadendo in Medioriente (e presto in Europa: non è da escludere) dipende anche e soprattutto da moi! Apriamo gli occhi ai camerieri della politica, travestiti da parlamentari. Proprio in queste ore si decide sull'embargo alla Siria, e Cameron spinge per la fornitura di armi (diretta) ai ribelli (mercenari) siriani.

     S.P. – Redazione Qui Europa

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  • Chiediamo le Dimissioni del Ministro Di Paola  e del Governo Monti, capace di trasformare l’Italia in un “Paese di Guerra”, tradendo l’Articolo 11 della Costituzione e gli stessi Italiani, umiliati dalla Crisi Indotta

    Chiediamo le Dimissioni del Ministro Di Paola e del Governo Monti, capace di trasformare l’Italia in un “Paese di Guerra”, tradendo l’Articolo 11 della Costituzione e gli stessi Italiani, umiliati dalla Crisi Indotta

    Giovedì, Dicembre 6th/ 2012

    – di Sergio Basile, Maria Laura Barbuto e di tutta la

     

    Redazione dell'Osservatorio Nazionale "Qui Europa" – 

     

    Di Paola e l'incremento delle "spese militari" dell'Italia  / Esteri / Palestina / Israele / Onu / Assemblea / Rivendicazioni /  Stato osservatore /  Parlamento Europeo /  Negoziati / Martin Schulz / Hannes Swoboda / Guerra / Articolo 11 della Costituzione / Armamenti / Dimissioni del ministro Di Paola / F-35 / Ordigni di morte / Giorgio La Pira / Risiko / Mali / Usa / Nato / Canada, Sud Africa, Serbia, Filippine, Somalia, Macedonia,  Libia, Polonia, Kazakhstan, Somalia, Russia, Montenegro, Lettonia, Afghanistan, Senegal, Slovenia, Vietnam, Azerbaijan, Francia, Colombia / Papa Benedetto XVI / Giulio Terzi / Tasse / Finmeccanica / Pazzie della Guerra / Impoverimento degli Italiani / Martin Schulz / 

     

    Chiediamo le Dimissioni del Ministro Di Paola

     

    e del Governo Monti, capace di trasformare 

     

    l'Italia in un "Paese di Guerra", tradendo

     

    l'Articolo 11 della Costituzione e gli

     

    stessi Italiani, umiliati dalla

     

    Crisi Indotta

     

    Spese folli in macchine di morte che gli Italiani

     

    dovranno pagare a proprie spese fino al 2021.

     

    Non è davvero questa l'Italia dei nostri Padri e 

    di Giorgio La Pira 

     

    Non bastavano già i latrocini bancari legalizzati?

    Bruxelles, Roma – "Il voto all'Assemblea generale delle Nazioni Unite renderà le rivendicazioni della Palestina più visibili, più forti e più efficaci''. Così il presidente del Parlamento Ue, Martin Schulz, ha commentato il via libera all'ammissione della Palestina come Stato osservatore non membro dell'Onu. Schulz, nelle ultime ore ha ribadito la necessità che Israeliani e Palestinesi tornino al più presto al tavolo dei negoziati, arrivando alla soluzione dei due Stati, basata sui confini del 1967 e con Gerusalemme capitale di entrambe le parti. ''Il voto dell'Onu non costituisce in nessun modo un sostituto alla ricerca di una soluzione politica'', ha sottolineato SchulzDello stesso avviso il leader del gruppo dei socialdemocratici all'Europarlamento, Hannes Swoboda, che ha chiesto a Israele e Palestina di riprendere i negoziati sotto l'egida delle Nazioni Unite. Swoboda ha comunque ''accolto con favore'' il via libera dato alla Palestina, dicendosi convinto che questa decisione sosterrà chi ''per decenni ha aspirato a una fine negoziata del conflitto''. Ma di certo – concorderete con noi – non potranno esserci le prospettive per negoziati fruttuosi se non di fronte all'abbassamento della guardia da parte dei rispettivi contendenti ed alla creazione di un clima di verità e pace in tutta l'area mediorientale, al quale devono contribuire tutti, ed in special modo Usa e Nato. Ciò vuol dire rinunciare ad ogni progetto imperialistico e neocolonialista da parte dell'Occidente, ed alla radicale revisione delle strategie per la cosiddetta "esportazione della Democrazia" in Medioriente. Luogo comune che troppo spesso ha nascosto – specie dagli anni Novanta ad oggi – menzogne "mondialiste" utilizzate per il raggiungimento di meri obiettivi geopolitici ed economici legati per lo più allo sfruttamento delle risorse energetiche, e non solo. Vedi petrolio e gas: risorsa, quest'ultima, della quale la Siria (l'ex oasi di Pace e giustizia per antonomisia, del Medioriente) è curiosamente ricca. La più ricca a livello planetario.
     
     Di Paola e l'incremento delle "spese militari" dell'Italia 
     
    In tal contesto, la vera pace non potrà esserci se non attraverso una sensibile riduzione delle spese militari da parte di tutti i Paesi, specie quelli facenti capo alla Nato. Spese che già solo in Italia assorbono, oggi, circa  il 40% del budget nazionale, malgrado i tagli lineari voluti dal governo "tecnico", la distruzione del welfare state, l'incremento del debito pubblico di quasi 100 miliadi di euro rispetto all'anno scorso e l'incancrenimento della crisi dell'Eurozona (con un nuovo record di disoccupati rilevato a livello nazionale e continentale).
     
     La Lettera di "Qui Europa" ai Deputati Italiani sul DDL "Di Paola" 
     
    Ma come riportato ieri dall'Osservatorio Nazionale "Qui Europa" , il ministro Giampaolo Di Paola vorrebbe ora, attraverso un decreto, ottenere addirittura – in totale antitesi a quanto detto ed auspicato da chi ha a cuore la Pace mondiale e la giustizia sociale – un sensibile incremento del budget destinato alla "Difesa" (o meglio sarebbe dire, alla "Guerra"). Per questo sempre nella giornata di ieri "Qui Europa" ha aderito alla campagna di sensibilizzazione contro la legge delega di "Riforma delle Forze Armate", inviando una lettera ai deputati italiani, e chiedendo loro di non votare in favore di questo insano progetto avanzato dal ministro "tecnico".
     
     Chi è Giampaolo Di Paola? 
     
    Ma per capire la "stretegia Di Paola", dobbiamo capire chi è Giampaolo di Paola. Innanziatutto va ricordato come il  pomeriggio del 16 novembre 2011, quando i ministri-tecnici del primo Governo Monti giurarono fedeltà alla Costituzione , lui non c’era: era in  missione in Afghanistan per conto dell’Alleanza atlantica. In un anno il nostro "ministro tecnico" ne ha avuto di cose da fare: tutto indaffarato a promuovere nel mondo (Mauritania, Afghanistan, Gran Bretagna, Libano, Albania, Tunisia, Belgio, Russia, Stati Uniti, Giordania, Giappone, Filippine, Francia, Germania, Algeria, Lituania, Lettonia, Cipro, Armenia, Israele) l’efficienza del suo complesso militare industriale specie per ciò che afferisce allo sviluppo dei missili e dei droni, ed all'import-export di caccia, missili, satelliti e velivoli spia. D'altra parte, quando è rimasto a Roma, l’ammiraglio non ha passato certo il suo tempo a pregare rosari. Egli è stato invece impegnato a tempo pieno nel ricevere una corposa rappresentanza  di colleghi e alti ufficiali Usa, Nato e Paesi alleati, tra i quali: Canada, Sud Africa, Serbia, Filippine, Somalia, Macedonia,  Libia, Polonia, Kazakhstan, Somalia, Russia, Montenegro, Lettonia, Afghanistan, Senegal, Slovenia, Vietnam, Azerbaijan, Francia, Colombia. Molti dei suddetti summit si sono poi conclusi con la firma di accordi di cooperazione tra le forze armate, war games, accordi di sperimentazione e acquisizione di armamenti ultra-tecnologici. E ciò nonostante la crisi stia affamando milioni di Italiani, e nonostante il cosiddetto "governo tecnico" per "contratto" non avendo alcuna legittimazione popolare, avrebbe dovuto occuparsi delle sole questioni di ordinaria amministrazione.
     
     Italia – Un cinico Paese di Guerra, contro l'Art. 11 
     
    Allora si comprende come quando si parla di "colpo di stato", l'espressione non appare come esagerata o fuori dalle righe. Chi sta legittimando l'Italia (già il secondo Paese esportatore di armi leggere nel mondo) in aperta contraddizione a quanto recita l'articolo 11 della Costituzione (L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo) a trasformarsi letteralmente in una cinica macchina da guerra? Monti e Di Paola! Personaggi ambigui in totale antitesi con l'operato e gli insegnamenti di quello che è e resta un modello d'oro (di politico e cristiano) per milioni di Italiani ed intere generazioni, che il mondo ci invidia: Giorgio La Pira. L'incontrovertibile ed inconfutabile realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti! Mentre quest'ultimo, da sindaco di Firenze, fece dell'Italia un luogo privilegiato di dialogo e pace per oltre 100 capi di stato e di governo mondiali, contribuendo in maniera nobilissima al superamento di dozzine di conflitti internazionali (tra i quali il conflitto Franco-Algerino e la stessa guerra del Vietnam); i primi stanno contribuendo a trasformare la nostra dissestata e tradita Italia in un alleato cinico dell'imperialismo di Nato e Usa. Una macchina da guerra, in antitesi – come detto – con lo stesso art. 11 della nostra sempre più "formale" Costituzione della Repubblica: diventata ormai un mero pezzo di carta, ampliamente tradito e calpestato, sotto gli occhi attoniti di intere generazioni di giovani e centinaia di associazioni, organizzazioni ed enti pacifisti, cattolici e laici. E ciò malgrado i continui ed inascoltati appelli al disarmo ed alla Pace di Papa Benedetto XVI
     

     Le strategie da "Risiko" di Di Paola 

    Ma c'è di più: Giampaolo Di Paola ha chiesto espressamente di allargare il raggio d'azione militare dell'Italia verso i burrascosi teatri della "Nuova Libia" (già duramente provata dai bombardamenti Nato – e non solo – dello scorso anno) in aggiunta a quanto già fatto e concesso ad Usa e Nato con la piena disponibilità della base di Sigonella, dalla quale partirono in tempi non sospetti – come ricorderete – agguerriti stormi di droni contro Tripoli e Bengasi. Ma "missioni" startegiche di tal specie sono ad oggi in atto anche in Maghreb, Congo, Uganda, Kenya e Mali. Paese, quest'ultimo, martoriato dalla guerra, in merito al quale Monti e Di Paola hanno garantito all'Ue  supporto all’ormai prossimo intervento d’occupazione. Insomma un grande e reale Risiko, che contraddice sistematicamente la storia e le tradizioni dell'Italia – Paese da sempre (o quasi) considerato come un luogo di dialogo tra Oriente ed Occidente – a ovvio vantaggio dell'industria bellica. Allora non stupisce come Di Paola lo scorso 6 novembre abbia lodato l'industria bellica nazionale, considerandola uno dei pilastri della "crescita" e della nostra economia; ed aggiungendo come la stessa  Finmeccanica sia oggi "la più grande delle industrie italiane nel settore ed una tra le più grandi a livello globale, impiegando 70.000 unità lavorative, con un fatturato annuo di circa 17 miliardi, di cui l’80% viene dal settore sicurezza e difesa".
     
     Il Momento del Dissenso e della Pubblica Indignazione 
     
    Secondo il ministro, inoltre, "Questa realtà tecnologica e industriale, importantissima anche per l’occupazione e la crescita a cui contribuisce, deve essere sostenuta con investimenti appropriati e collaborazioni internazionali importanti”. Ma può l'Italia fino a qualche tempo fa nota nel mondo per il suo artigianato, la sua eccezionale rete di Pmi, la moda, la cantieristica, il turismo ed altri centinaia di floridissimi settori, trasformarsi in un mostro simile che si nutre sulla creazione (ed uso) di mezzi di morte e distruzione? In casi come questi è giusto e doveroso indignarsi pubblicamente e se necessario vergognarsi di essere Italiani. O quantomeno, vergognarsi apertamente, di farsi rappresentare nel mondo da siffatti personaggi. Non è questa la cultura dei nostri padri, venuti fuori a testa alta dalle macerie del dopoguerra. Non sono i valori tipici della nostra cultura cristiana, né quelli della nostra cultura "laica" ma pur sempre pacifista. Non dovrebbero essee questi i valori dei Paesi membri dell'Ue: un'Unione europea insignita di un Nobel per la Pace che davvero non trova giustificazione e legittimazione con quanto sta avvenendo sul teatro mondiale. Ue della quale l'Italia rappresenta – malgrado tutto – una delle pedine più importanti, ed all'interno della quale Mario Monti ha giocato da sempre n ruolo di primo piano: prima nella Commissione europea, oggi nel Consiglio Ue.
     
     Dimissioni! 
     
    E' per questo che chiediamo a gran voce dalle colonne del nostro giornale, come redazione, ed a nome del nostro direttore, le dimissioni di Di Paola e dell'intero Governo Monti. Esterrefati e letteralmente schifati (scusate il termine, ma non ne abbiamo trovato uno più calzante) da questo clima surreale e grottesco che aleggia sull'Italia e sui cieli di Bruxelles. Ed è per questo che non possiamo assolutamente accettare dichiarazioni come quelle esternate negli ultimi giorni dal cosiddetto ministro, in merito agli stessi F-35: Lo strumento militare e le Forze armate italiane devono disporre di capacità operative e tecnologiche avanzate, tra le quali certamente rientrano quelle nel settore delle forze aeree, come la linea dei cacciabombardieri F-35…  L’ammodernamento dello strumento militare – ha continuato Di Paola –  però, è molto più ampio ed articolato ed investe programmi di rinnovamento delle forze terrestri, quali la Forza NEC (Network Enabled Capabilities), delle unità navali, degli elicotteri, dei sistemi satellitari, di difesa missilistica, di comando, controllo e comunicazione e dei droni, che rappresentano il futuro di questo settore. Un programma di ammodernamento ad ampio raggio, dunque, con un occhio particolare alla guerra cibernetica – secondo Di Paola – la nuova frontiera della minaccia”.
     
     Consiglio Fraterno in tempo di Natale – Datevi al Risiko o alla Play-Station 
     
    Ma se proprio vuol portare avanti questa cultura di morte e guerra, ci chiediamo, perchè non approfitta del periodo natalizio e dei tradizionali "regali di Natale" per auto-regalarsi un bel "Risiko!". Chissà quante serate divertenti potrebbero passare assieme a Terzi, Monti e compagnia bella dinnanzi ad una bella fetta di panettone! In tal modo – tra l'altro – non ci sarebbe alcun bisogno di impoverire ancor di più gli Italiani "spalmando" in bilancio le folli spese per le nuove macchine della morte su più annualità.  Meglio dunque gli innocui carri armati colorati del "Risiko" che i nuovi velivoli blindati “Freccia” di Iveco e Oto Melara (che gli Italiani avranno sul goppone fino al 2016); meglio i sottomnarini e gli aerei di plastica del "Futurisiko" che i due sottomarini U 212 e gli elicotteri d’attacco NH90 di AugustaWestland (che dovrebbero essere addebitati sul nostro bilancio nazionale, andando ovviamente a pesare sulle spalle degli Italiani dal 2017 al 2021). Così come del resto sarà per gli AW101 dell’Aeronautica; per i missili “Spike” in rifornimento ai Mangusta”; per i  40 blindati multi-uso e anti-mine del consorzio tedesco Iveco-Krauss (costo 120 milioni di euro ma c’è l’opzione per altri 40); per i velivoli  senza pilota tattico UAV e per gli aerei da guerra MC-27J. Basta! E' ora di finirla davvero e di cambiare definitivamente aria. E poi se il "Risiko" non vi piace, c'è sempre la Play-Station 3. Speriamo solo che i nostri deputati aprano gli occhi, si mettano una mano sulla coscienza e non avallino col proprio voto favorevole questo scempio. 
     
    Sergio Basile, Maria Laura Barbuto e giornalisti
     
    della Redazione di Qui Europa  

     

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    In allegato trovi la lettera tipo da inviare

    e un elenco di indirizzi e-mail

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    Appello contro l’approvazione del DDL 

    di revisione dello strumento militare

     

    Ai Deputai della Camera 

     

    Oggetto:

    Appello contro l’approvazione del DDL

    di revisione dello strumento militare

     

    Egregio Sig. Deputato,                  

    Le scriviamo per chiedere il Suo impegno personale contro l’approvazione del disegno di legge delega di revisione dello strumento militare presentato dal ministro della Difesa Giampaolo Di Paola.

    Il DDL Di Paola non riduce ma aumenta la spesa pubblica; taglia il personale per comperare i cacciabombardieri F35 e altre armi; trasforma le Forze Armate in uno strumento da guerre ad alta intensità incompatibile con l’articolo 11 della Costituzione; costringerà i comuni alluvionati o colpiti da una catastrofe naturale a pagare il conto dell’intervento dei militari; non prevede alcuna cancellazione degli sprechi e dei privilegi né una vera riqualificazione della spesa militare; impegna 230 miliardi per i prossimi 12 anni senza aumentare di un solo grado la nostra sicurezza.

    Mentre si tagliano i servizi alle persone e agli enti locali che li devono fornire e milioni di famiglie non ce la fanno più, Le chiedo di cambiare questa legge delega e di avviare una seria riforma delle forze armate coerente con una nuova idea di sicurezza e una nuova visione del ruolo dell’Italia in Europa e nel mondo e compatibile con le possibilità economiche del Paese. In attesa di un suo riscontro, Le invia,mo i più cordiali saluti e Le Porgiamo i Sensi della nostra più Alta Considerazione

     

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  • Il Grande Risiko dell’Impero ora mira al cuore dell’informazione Siriana

    Il Grande Risiko dell’Impero ora mira al cuore dell’informazione Siriana

    Mercoledì, Novembre 21th/  2012  

    – di Sergio Basile – 

    Il Grande Risiko dell'Impero ora mira al cuore dell'informazione Siriana / Gruppi armati anti Assad / Siria / Opposizione Armata / Els / Guerra / Medioriente / Damasco / Assad / Guerra della Nato / Assalto al Ministero dell'informazione / Stampa Siriana / Bavaglio mediatico / Gioco / Grande risiko / Conquista del mondo / Regole del gioco / Neocolonialismo / Imperialismo / ELS / Esercito Libero Siriano / Mercenari / Imbavagliare la protesta / Mala fede dell'Occidente / Delegazione di parlamentari siriani bloccati ai confini in Italia / Governo Monti / Giulio Terzi / Crimine contro l'umanità 

    Il Grande Risiko dell'Impero ora mira

    al cuore dell'informazione Siriana 

    I Mercenari dell'ELS ora attaccano il Ministero

    dell'Informazione a Damasco, sede dell'organo

    di stampa ufficiale del governo di Assad

    Se siete Cristiani, e amate la Pae, aiutateci a diffondere

    l'ennesino appello per la Pace in Siria e Medioriente

    Damasco, Gaza – La situazione in Medioriente si fa sempre più incandescente, e dalla Striscia di Gaza a Damasco, si muore con disarmante facilità. Il tutto sembra essere diventato un grande risiko, dove il regista per vincere deve conquistare tutto il mondo, in un piano ben orchestrato ancor prima di iniziare a giocare. E le regole del gioco (l'intero mazzo di carte con l'indicazione degli obiettivi da raggiungere) le scrive e muta lui stesso – l'oscuro "regista-giocatore" – di giro in giro, di giorno in giorno. E non importa – evidentemente – quante vite cadranno. Questo sembra non avere davvero nessuna importanza. Ciò che conta è dominare! Allora, in questa ottica neocolonialistica ed imperialistica – sigle di organismi internazionali e sovranazionali a parte; e ONG a parte – ci si accorge come i toni del conflitto siriano siano volutamente mantenuti alti ed oltre le righe.

     L'Attacco al Ministero dell'Informazione 

    Allora è accaduto che nelle scorse ore le milizie dei cosiddetti ribelli dell'ELS (cioè i mercenari assoldati dall'Occidente e facenti capo al cosiddetto "Esercito Libero Siriano") abbiano portato un duro attacco, fortunatamente senza morti (almeno in questo caso) al ministero dell’informazione di Damasco, che tra l'altro è la sede dell'organo di stampa ufficiale del partito di governo di Assad. Probabilmente l'ennesimo tentativo di imbavagliare la protesta di Assad e di inibirne un fondamentale strumento di difesa, al fine di creare una voce unica sul conflitto. Ma cioè che ha lasciato più sconcerto è il fatto che la cosiddetta comunità internazionale  (ONU e NATO) stia a guardare compiaciuta questo gioco al massacro, anziché intervenire affinché attraverso il dialogo e la diplomazia (e non avallando altre violenze insensate) si plachi lo spargimento di sangue e si possa mediare e dialogare per la pace: accogliendo tra l'altro la porta che da mesi lo stesso premier Assad ha lasciato aperta alla diplomazia, rispetto agli avversari politici.

     Italia – Porta sbattuta in faccia al Dialogo e alla Pace 

    L'invio in Italia di una delegazione di parlamentari siriani dopo l'estate (ambasciatori di pace vergognosamente bloccati alle frontiere dall'ennesimo diktat illegittimo del  governo Monti, e nel caso specifico dal "tecnico" Giulio Terzi – vedi articoli in allegato) è una delle prove più emblematiche della buona volontà di Assad e nel contempo della mala fede dell'Onu, degli Usa e degli alleati. Ma da parte nostra i giochi sono aperti, e non ci stancheremo mai di combattere questo misero ed infame velo di disinformazione di regime calato sul Medioriente e sulla Siria (come per altro sulla stessa Libia e su Bani Walid) e di lottare con i denti e con le ungie per la pace. Questo non è risiko! E' la vita reale. Il sangue versato è vero! Come vere sono le vittime – soprattutto tra le comunità cristiane – falcidiate: un numero  altissimo ed imprecisato (poiché lievita di ora in ora) quanto apocalittico. Un numero che oggi oscilla, tuttavia, tra le 30 e le 40.000 unità.  Solo 74 i morti ammazzati delle ultime ore, di cui 8 bambini. Un crimine contro l'umanità che grida giustizia agli occhi di Dio.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa) 

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    Sabato, Ottobre 6th/ 2012 – Lettere al Direttore, di Raimondo Schiavone – Questione Siriana e Gravissima Negazione del Visto da parte del Ministro Terzi alla Delegazione Siriana

    Bugie Mediatiche sulla Siria – Testimonianza di un Ingegnere Siriano

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    Lunedì, Ottobre 8th/ 2012 – Testimonianza di Iyad Khuder –  Siria / Guerra / Testimonianza / Iyad Khunder / Esteri / Europa / Esercito siriano / Media / Pace / Guerra / Libertà / Diritti fondamentali /  Distruzione / Crimini / Manipolazione mediatica / Ribelli / Armi / Controllo del territorio / Jihadisti / Terrorismo / Homs […]

    La Turchia tenta di provocare una Guerra contro la Siria

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    Venerdì, Ottobre 5th/ 2012 – di Tony Cartalucci –  Esteri / Europa / Siria / Guerra / Turchia / Stati Uniti d'AMerica / Esercito siriano / Nato / Al Qaeda / CIA / Media / Pace / Guerra / Libertà / Diritti fondamentali /  Distruzione / Crimini / Manipolazione mediatica / Ribelli / Armi / […]

    Il Paradosso dell’Italia in Crisi, Disinformata ma ben Armata

    Il Paradosso dell’Italia in Crisi, Disinformata ma ben Armata

    Martedì, Ottobre 2nd/ 2012 – di Mario Luongo – Italia / Costi politica / Paradosso / Italia in Crisi / Disinformata ma ben armata / Sprechi statali / Tavola della Pace / Guerra Afghanistan / Diritti umani / Rai / Sedi estere Rai / Flavio Liotti / Dipartimento Politiche Globali Cgil / F- 35 / […]

    Siria, il regalo degli Stati Uniti ad Al Qaeda e vice versa

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    Martedì, Ottobre 2nd/ 2012 – di Bahar Kimyongur, traduzione di Curzio Bettio – Esteri / Europa /Siria / Stati Uniti d'AMerica / Vietnam / Hiroshima / Iraq / Palestina / Libia / Afghanistan / Nicaragua /Guatemala / Ambasciata statunitense / Bruxelles / Esercito siriano / Nato / Al Qaeda / CIA / basi militari Usa […]

    L’Orrore Siriano e la Terza Guerra Mondiale

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    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012  – Reportage-Inchiesta di Fida Dakroub e Sergio Basile –  Europa / Medioriente / Italia / Giulio Terzi di Sant'Agata / Siria /  Canada / Iran / Qatar / Turchia / Arabia Saudita / Damasco / Teheran / Ottawa / Aleppo / Guerra / Regime / Incubo Siria / Democrazia / Diritti Umani […]

    ONU – Il cordiale Barack e la Pax da Primavera Araba

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    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012  – di Thierry Meyssan –  Mondo / Siria /Libia / Stati Uniti d'America /  Francia / Iran / Libano / Libia / New York /  Bengasi / Onu / Assemblea Generale Nazioni Unite /  Nato / Consiglio di Cooperazione del Golfo / Oscurantismo /Al Qaeda /  Primavera araba / Islamici / […]

    L’ONU Approva il discusso Rapporto Siria: racconti di Fonti di Parte spacciati per Prove

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    Sabato, Settembre 29th/ 2012  – di Marinella Correggia –  Siria /  Parlamento europeo / Consiglio ONU / Guerra / Regime / Incubo Siria / Democrazia / Conclusioni senza prove / Rapporto Commissione CoI / Consiglio dei Diritti Umani / Popolazione Siriana / Assad / Marinella Correggia / Prove inconsistenti / Damasco / Ginevra / Commissioni […]

    Le guerre create dagli Usa, la piaga del XXI Secolo

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    Giovedì, Settembre  27th / 2012 –  di Maria Laura Barbuto – Mondo  / Piaga del XXI Secolo / NWO / Stati Uniti d’America / Libia / Iraq / Afghanistan / Yemen / Siria / Egitto / Guerra / Dittatura / Ribelli / Armi nucleari / Regimi / Diritti umani / Libertà / Media / Dignità […]

    Siria, Conclusioni del Rapporto Onu senza Prove

    Siria, Conclusioni del Rapporto Onu senza Prove

    Giovedì, Settembre 27th/ 2012 – di Marinella Correggia –  Siria /  Guerra / Regime / Incubo Siria / Democrazia / Conclusioni senza prove / Rapporto Commissione CoI / Consiglio dei Diritti Umani / Popolazione Siriana / Assad / Marinella Correggia / Prove inconsistenti / Damasco / Ginevra / Commissioni ONG / Local Coordination Committees / […]

    Le chiamano Missioni di Pace

    Le chiamano Missioni di Pace

    Lunedì, Settembre 24th/ 2012  – L'editoriae del Lunedì, di Maria Laura Barbuto –  Missioni di Pace / Mondo / Guerra / Norberto Bobbio / Missione di Pace / Noam Chomsky / Europa / Unione Europea /  Italia / Stati Uniti d’America / Guerra / Dittatura / Ribelli / Iraq / Libia / Siria / Libano / Armi […]

    Londra, Washington e le subdole strategie della guerriglia per rovesciare Damasco

    Londra, Washington e le subdole strategie della guerriglia per rovesciare Damasco

    Giovedì, Agosto 30th/ 2012  – Reportage-Dossier di "Qui Europa" –  Ue / Esteri / Siria / Guerra / Strategia del terrore / Assad / Obama / Reagan / Nato / Consiglio di Sicurezza dell'Onu / Disastro umanitario / Dittatura dell'Occidente / Mistificazioni mediatiche / Propaganda Occidentale / Occupazione forzata / Morte / Usa / Damasco […]

    La Guerra e l’Occidente oltre il velo della propaganda mediatica – Da Pontelandolfo a Damasco

    La Guerra e l’Occidente oltre il velo della propaganda mediatica – Da Pontelandolfo a Damasco

    Giovedì, Agosto 16th/ 2012  – Reportage-Dossier di "Qui Europa" –  Italia / Siria / Medioriente / Guerra / Hitler / Garibaldi / Bush / Seconda Guerra Mondiale / Unità d'Italia / Pontelandolfo / Sant'Anna / Damasco / Esteri / Guerra / Strategia del terrore / Assad / Obama / Consiglio di Sicurezza dell'Onu / Disastro […]

    16 agosto 2012No CommentRead More#

     

    Reportage Siria – La vile e menzognera guerra per il Gas

    Reportage Siria – La vile e menzognera guerra per il Gas

    Venerdì, Agosto 3rd/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile –   Ue / Esteri / Siria / Guerra / Strategia del terrore / Assad / Obama / Putin / Georgieva / Consiglio di Sicurezza dell'Onu / Disastro umanitario / Dittatura dell'Occidente / Mistificazioni mediatiche / Propaganda Occidentale / Occupazione forzata / Morte / Nuovo Ordine […]

    La Sconcertante Verità sulla Siria, al netto della Propaganda Occidentale

    La Sconcertante Verità sulla Siria, al netto della Propaganda Occidentale

    Martedì, Luglio 31th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile –    Esteri / Siria / Usa / Ue / Italia / Sanzioni / Giulio Terzi / Barack Obama / Francia / Inghilterra / Alleati / Primavera araba / Assad / Aleppo / Conflitti / Radio francese / Testimonianze civili siriani / Ribelli controllati / esercito Libero […]

    Siria: come Iraq e Libia. Strage senza prove!

    Siria: come Iraq e Libia. Strage senza prove!

    Mercoledì, Luglio 18th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Esteri / Siria / Russia / Stati Uniti / Francia / Inghilterra / Damasco / Trimse / Hama / Vittime / Stragi / Esercito / Scontri / Ribelli / Stampa internazionale / Terrorismo / Al Qaida / Elicotteri da battaglia / Attentati / Attacchi […]

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

    Venerdì, Settembre 7th/ 2012 – di Serena Spagnolo e Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / ICE / Iniziativa Europea dei Cittadini / Liberismo / Neoliberismo / Privatizzazioni / Capitalismo / Noam Chomsky / Duccio Cavalieri / Università di firenze / Dio / Fede / Uomini liberi / Libertà / Rivoluzione / TG / […]

     

  • Reportage Siria – La vile e menzognera guerra per il Gas

    Reportage Siria – La vile e menzognera guerra per il Gas

    Venerdì, Agosto 3rd/ 2012

    – L'Editoriale di Sergio Basile –  

    Ue / Esteri / Siria / Guerra / Strategia del terrore / Assad / Obama / Putin / Georgieva / Consiglio di Sicurezza dell'Onu / Disastro umanitario / Dittatura dell'Occidente / Mistificazioni mediatiche / Propaganda Occidentale / Occupazione forzata / Morte / Nuovo Ordine Mondiale / Gazprom / Nord Stream / Gas / Riserve petrolifere esaurite / Primavera araba / Usa / Russia / BRICS / Damasco / Washington / Risiko / Imad Shuebi / Business / Bugie / Stragi di innocenti / Democrazia / Qui Europa 

    Siria – La vile e menzognera guerra per

    il Gas e il Nuovo Ordine Mondiale

    La strategia del terrore e il silenzio dei Media

    Occidentali che reggono le parti degli Usa

    Geopolitica – I ruoli di Usa, Russia, Francia e

    Germania nello scacchiere planetario del Gas

    Damasco, Aleppo, Washington – La guerra, inutile dirlo, è stata da sempre il miglior business per banche, governi, affaristi, mercenari, industriali e mercanti d'armi. Nell'editoriale di prossima pubblicazione vi daremo qualche eclatante esempio di ciò, puntando i riflettori su accadimenti e personaggi storici del Novecento dai quali è dipesa la storia del mondo e dell'Europa fino ai giorni nostri. Fatti, ovviamente ed assolutamente occultati dai libri di storia ufficiali. Allora capita che, oggi, mentre gli occhi del mondo sono rivolti ai Giochi Olimpici di Londra, in Siria – ormai da mesi a questa parte – si stia scrivendo, nel "silenzio più assordante", una delle pagine più buie ed agghiaccianti della storia moderna dell'umanità. Un vero e proprio assalto militare ai danni di uno stato sovrano, "supportato da un attacco mediatico senza precedenti, e direttamente correlato alla concorrenza globale per l’energia", come tra l'altro dichiarato, in una illuminante pubblicazione, dal professor Imad Shuebi, tra i massimi esperti mondiali di geopolitica.

     NWO – Le vere ragioni dell'Occupazione Siriana  

    Ma per comprendere le reali dinamiche economiche che si celano dietro l'attacco in Siria, bisogna partire da 3 assunti: 1) Non si tratta di una guerra per i diritti, ma di un attacco verso un Paese sovrano, ed i media occidentali che sostengono il contrario raccontano balle clamorose, reggendo il moccolo degli Usa e del Nuovo Ordine Mondiale Massonico nascente; 2) Le risorse energetiche mondiali tradizionali (petrolio, carbone, gas) sono limitate e destinate a finire; 3) l'influenza degli Usa sulla scacchiere internazionale prima dell'avvento della cosiddetta "Primavera Araba" era in calo verticale, dinnanzi all'emergere dei Peasi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica). Pertanto la vera sfida, la vera chiave di volta di questo crudele risiko è oggi il controllo dell’energia del 21° secolo. Scenario nel quale il gas rappresenta il nuovo idolo da possedere per l'immortalità, la nuova risorsa regina, visto il progressivo esaurirsi dei giacimenti petroliferi. In questa scacchiere la Siria di oggi si trova al centro delle ambizioni di giocatori senza scrupoli ed artefici di un insfausto gioco al massacro. Ciò dipende dal fatto che il Paese ha la "fortuna" di possedere il più colossale giacimento di gas del mondo. Dunque, mentre le guerre del secolo scorso furono fomentate per il petrolio,  ora ha inizio un nuovo sporco e spietato gioco,  quello delle guerre per il gas: principale fonte di energia (pulita) di questo secolo alternativa al petrolio (anche perchè l'energia solare e l'energia marina per ora sembrano non interessare ai padroni del mondo); nonché fonte energetica indispensabile per alimentare le industrie di tutti i paesi e funzionale a reggere questo abberrante e disumano modello capitalistico.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Usa-Urss: una guerra sporca che continua  

    Ma come si è giunti a questo? L'analisi storica dei fatti è alquanto semplice e logica, quanto rigorosamente offuscata dai media occidentali di regime. Dopo la caduta dell’URSS, la Russia, vista l'egemonia degli Usa sul mercato del petrolio (poi concretizzatasi ancor più con le guerre in Kuwait, Iraq e Libia) decise di investire in maniera massiccia sul gas:  ovvero su produzione, trasporto e commercializzazione su larga scala del combustibile naturale. Ad inaugurare questa nuova era fu Putin nel 1995, con la strategia di Gazprom verso Azerbaigian, Turkmenistan, Iran e Medio OrienteMosca avviò due strategie principali: 1) la prima costituita dall’istituzione di un progetto russo-cinese (collaborazione con Pechino) focalizzato sulla crescita economica del Blocco di Shanghai;  2) la seconda per controllare le risorse del gas mediante i progetti Nord Stream e South Stream: Il primo proteso a collegare la Russia direttamente alla Germania attraverso il Mar Baltico; l'altro, il progetto South Stream, orientato verso Mar Nero, Bulgaria, Italia Meridionale, Ungheria e Austria. Ciò con l’intento di competere e surclassare il Progetto antagonista, "Nabucco". Progetto Usa – supportato dall’Ue e dalla NATO – che puntava inizialmente solo sul gas del Mar Nero e dell’Azerbaigian. Da qui l'avvio di una vera e propria guerra tra i due storici schieramenti antagonisti (Usa e Russia), per il controllo dell’Europa e del Medioriente, e – di conseguenza –  il crescente interesse della Commissione europea per l'annessione della Turchia nell'Ue. Paese che, ricordiamo, ospita gli impianti di stoccaggio Usa di Nabucco: mossa strategicamente fondamentale per la tutela degli interessi Usa in Europa e per la tutela di Ankara, tagliata fuori dalla torta del gas, e dai benefici di questo "Nuovo Ordine Mondiale", poichè – alla resa dei conti – esclusa dai due progetti filo-russi (South Stream e Nord Stream) e danneggiata dai ritardi del progetto filo-Usa "Nabucco".  "Questo stato di cose, ha inciso – ma non giustificato, come spiega benissimo anche il professor Imad Shueibi – sullo spostamento del baricentro commerciale e militare di Usa e Nato sulla Siria di Assad".

      USA: I ritardi di "Nabucco" e il pretesto per le guerre  

    Nabucco è stato progettato da Washington al fine di convogliare gas per 3.900 chilometri, dalla Turchia all’Austria, e trasportare 31 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno dal Medio Oriente, e dalla regione del Caspio, ai mercati europei. NATO, Usa e Francia hanno dunque cercato di sbrigare velocemente le pratiche Siria e Libano: Paesi mediorientali non proprio allineati e confacenti agli interessi occidentali. Va ricordato, infatti, che la Siria ha firmato un contratto per forniture di gas all’Iran attraverso l’Iraq. Ciò spiega il motivo per il quale sul gas siriano e libanese oggi si concentri la battaglia tra Nabucco e South Stream (Gazprom). Inizialmente, come detto, l'ambizioso progetto statunitense doveva concentrarsi solo su Asia centrale, Mar Nero e dintorni. Esso doveva competere con i due progetti russi, ma oggi, a causa di problemi tecnici, è stato rinviato al 2017, consentendo ai russi di acquisire un indubbio vantaggio sullo scacchiere planetario del gas. Da qui, allora, la necessità per gli Stati Uniti di assicurasi delle zone gasifere addizionali e di iniziare – all'indomani dei pretestuosi fatti dell'11 Settembre 2001sui quali restano pesantissime ombre sulla stessa amministrazione Bush – una guerra contro tutti quei paesi ricchi di gas e funzionali a tal scopo. Il tutto, paradossalmente, in nome dei diritti umani e della Democrazia. Pertanto, gli ostacoli ed i ritardi che il progetto ha sofferto per oltre un anno, spiegano esaustivamente il grado di menzogne  perpetrate ai danni dell'opinione pubblica occidentale ed europea e – dall'altro canto – le atrocità perpetrate  ai danni di molti paesi mediorientali e delle loro sventurate popolazioni. 

       Il ruolo egemonico della Francia   

    In questo fosco scenario, notevole rilievo ha assunto anche il ruolo svolto dal gregario Francia: storicamente stato egemone nel Mediterraneo orientale, ma praticamente assente dalla scena fin dalla 2° Guerra Mondiale. Nazione – a prescindere dai governi succedutisi –  intenzionata a giocare un ruolo da co-protagonista con gli Usa, anche nel mondo del gas, dopo che (con i disordini provocati dalla "Primavera Araba") la nazione è tornata ad esercitare (militarmente ed economicamente) il suo status quo, acquisendo una sorta di assicurazione che si estenderebbe dalla Libia alla Siria, fino al Libano. E un domani forse all'Iran.

       Il ruolo egemonico della Germania  

    Diverso è il discorso della Germania. Per capire è utile notare come il colosso russo del gas, Gazprom, sia stato co-fondato dai tedeschi dopo la fine della Seconda Guerra mondiale. Questo impegno tra la Russia e la Germania ha avuto conseguenze anche di tipo demografico: infatti tre milioni di russofoni oggi vivono in Germania, rappresentando la comunità più grande dopo quella turca. Il progetto Nord Stream, il principale collegamento tra la Russia e la Germania, è stato inaugurato di recente con un oleodotto che è costato 4,7 miliardi di euro.

       Gazprom Il nodo Ue – Germania – Russia  

    Anche se questo gasdotto collega Russia e Germania, è stato riconosciuto come parte della sicurezza energetica europea: anche se invero, come detto, il progetto Nord Stream è strutturalmente un piano di Mosca e non europeo. Pertanto  l’uso da parte della Russia delle sue vecchie relazioni non è stato dannoso per la Germania, anzi! Ciò fa luce anche su un altro lato oscuro: la Germania ritiene che la politica dell’Ue sull'accollamentro pro-quota del debito (sia pur fittizio ed illegale com'è) dell'Eurozona potrebbe ostacolare gli investimenti russo-tedeschi nel lungo periodo. Ma questa è un'altra storia. Tuttavia, il crescente numero di impianti di stoccaggio di Gazprom in Austria sta andando a tutto vantaggio della Germania, che opererà come snodo per l’esportazione del gas dalla Russia all’Europa occidentale.  Gazprom, pertanto, oggi è il primo fornitore di gas dell'Europa, con una percentuale di fornitura pari al 41% del suo fabbisogno, ridimensionando il ruolo degli Usa e spiegandone la sua politica bellica (travestita da missione umanitaria) in MediorienteUn’espansione, quella Russa, che potrebbe toccare anche Cipro e che certamente non piace alla Turchia (anche per questo decisa a non ritirare le sue grinfie sull'isola-stato).  

      S.O.S. Siria – Reagire con il passaparola  

    Ora dunque l'attenzione dei potentati NATO e USA si è nuovamente concentrata – dietro la fitta coltre nebbiosa della propaganda della (cosiddetta) "Primavera Araba"- nel  bacino del Mediterraneo ed in particolare sulla Siria: Paese oggi immolato al posto delle altre regioni mediorientali a "vocazione più spiccatamente petrolifera" che, per contro,  potranno godere di una sorta di pax romana, proprio perchè il XXI secolo sarà quello dell’energia pulita, del gasOra che il segreto della guerra siriana per il "dio-gas" è stato svelato, tutti dovrebbero comprendere le reali ragioni e la portata delle menzogne dette sulla Siria e renderne partecipe il più possibile l'opinone pubblica con il passaparola. Chi controlla la Siria (gli Usa e la NATO) controllando l'energia, è in grado di controllare il Medio Oriente, di ostacolare pesantemente la Russia e di influenzare l'intero continente Euro-Asiatico. In pratica, è capace di governare il mondo, instaurando un "Nuovo Ordine Mondiale": quello che si sta delineando a nostra insaputa giorno dopo giorno e dietro la vergognosa disinformazione dei media. Quanto a noi non ci resta che svegliarci e passare parola, ritornando protagonisti della nostra storia: magari iniziando a chiedere le dimissioni del Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, e di quelle del Ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, nonché l'immediato ritiro delle truppe italiane dalle zone di guerra del Medioriente.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Viedo You-Tube / Shock alla radio francese (RMC): 

    un siriano racconta la verità sulla Siria

     http://www.youtube.com/watch?v=myKCs_90jKs

     

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  • Risiko Ue: “Progetto nato per fallire”

    Risiko Ue: “Progetto nato per fallire”

    Mercoledì, Maggio 30th / 2012

    – di Domenico Apicella e Sergio Basile –

    Unione europea / Fallimento / Eurozona / Euro / Piigs / Bruxelles / Crisi / Portogallo / Irlanda / Italia / Grecia / Spagna / Sovranità monetaria persa / Sovranità nazionale smarrita / Nato / Usa / Europa / Russia / Risiko / Indifferenza dei media / Geopolitica / Dittatura / Corsa all'accaparramento delle risorse / Vangelo / Stati Uniti d'Europa / Domenico Apicella / Sergio Basile / Quii Europa / Barack Obama / Delors / Piano Delors  

    Risiko Ue: “Progetto nato per fallire”

    E' tutto un grande Risiko" per l'accaparramento

    delle risorse: Delors sapeva tutto!

    L'euro ci ha portatoverso una nuova dittatura

    Siamo già senza saperlo gli Stati Uniti d'Europa

    Risiko Ue – Un Piano nato per fallire

    Bruxelles – Ci domandiamo oramai costantemente che fine faremo oppure se saremo in grado di reggere le politiche imposte dal “fiscal compact” o ancora se riusciremo a rimanere in un regime monetario europeo che si fa sempre più pressante; domande senza risposta,oppure no? I mercati hanno perso la fiducia nei confronti dei paesi Pigs (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna), ed in coda a questa classifica possiamo senza dubbio aggiungere l’Italia. Tuttavia fino a pochi anni fa il rendimento dei titoli dei paesi poc’anzi citati era perfettamente allineato con quelli dei paesi economicamente più avanzati, come la Germania  (anzi per il vero la Germania non riusciva ad avere un surplus, mentre l'avanzo dell'Italia era da record: il Nord Italia era la regione di gran lunga più sviluppata d'Europa, tra le prime al mondo)  ed allora nell’arco di un lasso di  tempo così residuale, quale fattore scatenante ha innescato questo repentino e radicale mutamento di circostanze? Intorno al 2007/2008, come noto, ci fù la crisi finanziaria americana, che illustri economisti della stessa area avevano definito un episodio circoscritto al continente di riferimento; d’improvviso poi in Europa si  percepì il sentore che questo fenomeno distruttivo si fosse spostato verso est, avesse oltrepassato l’atlantico sino al definitivo approdo nelle coste spagnole, per diffondersi poi rapidamente su tutto il vecchio continente. Geograficamente sarebbe difficile giustificare una concatenazione così capillare di eventi tra continenti differenti,finanziariamente invece è semplicissimo: è stato il sistema bancario europeo, strettamente connesso a quello statunitense a trasportare questa crisi ed a contribuire al raggiungimento di due risultati diametralmente opposti: da una parte l’inizio della fine dell’euro, dall’altra il “rinsaldamento” del dollaro.

     

      Perché il crollo dell’euro?  

     

    Perché si sommeranno due problematiche: 1) la non sostenibilità dei debiti sovrani per stati in difficoltà economica; 2) Una pseudo-crisi bancaria europea senza precedenti: che per la verità non convince molto, visti i lauti e continui regali  della Bce al sistema bancario, la speculazione sul debito degli stati in difficoltà e il monopolio del sistema bancario privato di rifinanziare l'economia dagli stati (affidatogli proprio dall'Ue, in virtù a quando previsto nell'Art. 123 del Trattato di Lisbona). Si aprirebbe allora uno scenario alternativo di salvezza, dove si paventa che i paesi della tripla A (oggi Germania, Finlandia eLussemburgo) possano garantire, insieme a tutti gli altri paesi dell’eurozona, il debito europeo (interamente considerato) attraverso la costituzione degli “eurobond”. Ma sinceramente vediamo questa soluzione come un’ulteriore cessione di sovranità, questa volta non ad un entità sovranazionale come l’Unione europea ma ad uno stato o ad un’elite di stati parimenti importanti a livello internazionale, che ci porterebbe ad una dipendenza non più soltanto nei confronti dei “super paesi mondiali”  come Stati Uniti d'America e Cina, ma anche nei confronti di paesi microscopici a livello demografico come il Lussemburgo (con il Belgio, tra le patrie europee più ambite dalle multinazionali).

      Un semplice esempio  

    Per realizzare concretamente l’idea che vorremmo far passare è utile un esempio: sarebbe come se chiedessi ad uno strozzino dei soldi da destinare ad un altro strozzino a cui mi ero rivolto in precedenza (un circolo vizioso che comporterebbe una situazione ancora più insostenibile). O si ricorre ad interventi strutturali a livello interno ed a livello europeo o non esiste più la speranza di un’Europa coesa e solida. Perchè piuttosto non rinazionalizzare le Banche centrali? Ciò porterebbe i cittadini a non esser costretti ad acquistare a tassi da usura il proprio denaro.

      Gli "insensibili"  

    Secoli di travaglio per far nascare degli stati sovrani ed indipendenti e poi una manica di tecnocrati in pochi mesi ci vorrebbe costringere a buttare tutto nello scarico. Ma è mai possibile che importanti giornali come Il Sole 24Ore, La Repubblica e Il Corriere della Sera non lo capiscano e non sensibilizzino intal direzione l'opinione pubblica?

      "Welcome" negli "Stati Uniti d'Europa"! 

     

    Se da un punto di vista economico non siamo indipendenti ed autonomi, nondimeno  possiamo ritenerci tali da un punto di vista politico-militare: infatti dal summit di Chicago è emerso che la Nato vorrebbe estendere lo “scudo” nel Vecchio continente, per ottenere una difesa più forte e più capace in Europa, a patto tuttavia che la Nato stessa rimanga sempre sotto il comando USA, praticamente un indiretto esercizio del potere militare statunitense nei confini europei. Installare radar in Turchia, missili intercettori in Romania e Polonia e navi da guerra “Aegis” nel Mediterraneo, è questo il piano degli Usa. Si azionerebbe così, un controllo sistematico e costante negli stati baltici ed in tutta l’Europa; ciò non lascia impassibile Vladimir Putin, ed evidentemente la reazione Russa non tarda ad arrivare. I Russi, infatti, in questa sorta di "Grande Risiko" mondiale, interpretano il tutto come un chiaro avvertimento, un’evidente minaccia, rilanciando contromisure attraverso l’installazione di un radar e di missili mobili Iskander, nell’enclave Kalliningrad. Gli Usa, dal canto loro, nelle scorse ore hanno tranquillizzato (si fa per dire) la reazione dell’ex armata sovietica, sostenendo che questo sia semplicemente un atto precauzionale nei confronti delle minacce iraniane. Ma in questa lotta per l'accaparramento delle risorse mondiali, è tutta una questione di geopolitica. Tutto un bluff dunque! Ovvio! Forse anche noi siamo un bluff, anche il progetto europeo è stato un bluff: e il vecchio caro Delors, nel suo celeberrimo "Piano", ne sapeva di certo più di noi. Lui la sapeva davvero "lunga"!  

      Qualcuno lassù vede e provvede  

    Ciò accade sotto il nostro naso e tra la "distrazione di massa" generale, dunque, mentre si instaura un clima di tensione mondiale, ci si prepara ad uno scenario apocalittico di guerre atomico-nucleari, e dal canto suo l’Europa che fa? Dice: "prego entrate, fate come se foste a casa vostra! O forse lo è già da un pezzo? A voi la facile e sconcertante risposta. Allora in questo clima surreale e pesante, se non fossimo evidentemente illuminati dalla luce della fede nell'unico vero Dio e del Vangelo, non vedremmo all’orizzonte nessun lume di salvezza, forse è vero: siamo nati per fallire. Ma evidentemente c'è lassù qualcuno infinitamente più saggio ed "infinito" rispetto alle piccole, meschine e scellerate divinità terrestri, che vede e al tempo giusto provvede! Amen!

    Domenico Apicella, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)