Qui Europa

Tag: Riforma del lavoro

  • Sindacati – Tutti uniti contro Fornero-Monti

    Sindacati – Tutti uniti contro Fornero-Monti

    Venerdì, Aprile 20th / 2012

    – di Franco De Domenico –

    Europa / Italia / Sindacati / CGIL / CISL / UIL / Elsa Fornero / Riforma del lavoro / Pensioni / Sciopero generale / Camusso / Franco De Domenico  / Raffaele Bonanni / Luigi Angeletti / Riforma delle pensioni / Dialogo interrotto / Diktat del governo Monti / Governo delle banche / Smantellamento del Welfare / Imposizione del salario minimo 

    Riforma Pensioni, Dialogo e Salario Minimo:

    Punti caldi dello scontro Governo-Sindacati

    Camusso-Bonanni-Angeletti: uniti contro Fornero

    Roma – La più combattiva è sempre Susanna Camusso, che sprona la sua CGIL verso lo sciopero generale, insieme a CISL e UIL: questa volta i sindacati sembrano davvero uniti contro la riforma del lavoro e contro il ministro Fornero, che per ora tace. La Camusso, nelle scorse ore, ha infatti dichiarato lapidariamente che Elsa Fornero ha “sbagliato decisamente la riforma delle pensioni, ed è responsabile di tanta disperazione nel Paese”.  Il Ministro, dal canto suo, nega di aver ricevuto la missiva della Triplice sindacale, che la invitava a un incontro, e per il momento si è recata, per ora, solo al tavolo della Fiom. 

    "Ritorno al Dialogo" e "Rigetto del Salario Minimo in tutta l'Ue" 

    Ma c'è da dire che bacchettate alla Fornero sono giunte anche dalla – tradizionalmente più moderata – Cisl: Raffaele Bonanni ha proclamato la pazienza del suo sindacato, ma il governo “non si può sottrarre al dialogo”, soprattutto su un tema così delicato come quello degli “esodati”. Anche la UIL esprime scontentezza, e pretende maggiore impegno per lo sviluppo, in campo europeo ed italiano; in particolare, il sindacato di Luigi Angeletti chiede di desistere dalla “pericolosa idea di introdurre il salario minimo in tutti i Paesi”.  Governo e sindacati sono su due piani molto distinti, e lottano ognuno con le sue armi: il governo con i giornali e le Tv della “buona borghesia”, Corriere della Sera e Repubblica in testa (da una parte) e Rai, Sky, e (in parte) La7 e Mediaset dall'altra. I sindacati, dal canto loro, lottano con la piazza: infatti nelle ultime ore la Cgil è schierata in testa all’organizzazione di una manifestazione unitaria da tenersi, probabilmente, nel mese di Maggio. Sindacati di tutta Italia, dopo tante divisioni, l’attuale governo vi rende uniti!

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Nuvole su Lisbona: Pil – 3,25%

    Nuvole su Lisbona: Pil – 3,25%

    Mercoledì, Aprile 4th / 2012

    Commissione europea / Portogallo / Crisi Ue / Crisi Eurozona / Troika / Aiuti / Debito / Riforma del Lavoro / Austerity / Fmi / Fondo Monetario Internazionale / Piigs / Morte del welfare state / Lobby / Liberalizzazioni selvagge / Rerum Novarum  

    Lisbona: la Commissione Ue promuove l'Austerity

    Pil Portogallo: – 3,25% le stime attese per il  2012 

    Muore tra i diktat dei mercati un'altro pezzo d'Europa:

    cala l'economia e aumentano i suicidi, ma le morti

    non saranno sulla coscienza dello "spread"

    Bruxelles – Nelle scorse ore la Commissione europea ha “benedetto” il piano di austerity varato dal governo portoghese (fatto oggetto di una terza revisione) malgrado il riconoscimento di un palese peggioramento delle condizioni generali del mercato del lavoro (presto oggetto di una radicale riforma, seguendo l’”esempio” della Grecia, e sulla via di quanto sta avvenendo anche in Italia) caratterizzato da tassi di disoccupazione altissimi. Il Portogallo, “per far fronte alla crisi” ha ottenuto nel 2011 – in cambio di “collaborazione mansueta” nei programmi di privatizzazione, liberalizzazione, austerity e riforma del lavoro – aiuti “su interesse” per 78 miliardi di euro (con erogazioni trimestrali fino al 2014) da Commissione europea e Fondo Monetario Internazionale. Aiuti che secondo molti analisti, e premi Nobel – trovando pienamente d’accordo l’Osservatorio “Qui Europa” – non serviranno a nulla, se non a peggiorare la situazione, gravando di debiti il Paese.

      L'Austerity "del suicidio" sulla coscienza dei tecnocrati    

    Inoltre la via greca insegna molto, e il cambiamento a quanto pare corrisponderà ad un ridimensionamento, o annientamento reale del Welfare State e dei diritti dei cittadini. Stesso copione per tutti i Piigs. Tutto vertirebbe come sempre sulla maledetta “fiducia dei mercati”: paradigma che ormai non convince più nessuno, tranne evidentemente qualche leader obbediente, la stragrande maggioranza dei media di bandiera (e di stato) e qualche tecnocrate asservito alla logica della distruzione del welfare. Stato sociale che fece grande l’Europa nel dopoguerra e rappresentò da sempre l’anello di congiunzione ideale degli interessi della produzione industriale con quelli dei lavoratori e dei proletari. Modello incentrato non sulla cieca ed ossequiosa obbedienza al mercato ed alle lobby, ma piuttosto sul dialogo aperto tra le parti sociali, lo Stato e la stessa Chiesa, avendo come priorità la tutela della dignità umana. In esso si riconobbe la stessa Rerum Novarum di Papa Leone XIII: che ne gettò le basi ed il riconoscimento morale ed etico. Intanto – e non poteva essere altrimenti – le stime sul Pil 2012 non lasciano dubbi sui reali risultati di queste politiche di austerity per il Portogallo: esso passerà da -3% a -3,25%. Buone invece le stime di crescita dei profitti degli speculatori sui titoli di stato portoghesi: un vero affare! Parola di spread! Intanto anche nella penisola iberica (così come in Italia e Grecia) aumentano i suicidi, tra l’indifferenza delle “aziende politiche” e della Tecnocrazia neo-liberista dominante.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • I grandi da Seoul lodano Monti sull’art 18 – Roma, proteste contro Bin Loden

    I grandi da Seoul lodano Monti sull’art 18 – Roma, proteste contro Bin Loden

    Martedì, Marzo 27th / 2012

    – di Franco De Domenico –

      Italia / Europa / Governo Monti / Seolul / Roma /  Lavoro / Riforma del lavoro / Articolo 18 / Cgil / Pd / Elezioni in Francia / Obama / Monti / Merkel / Sarkozy 

    I grandi da Seoul lodano Monti sull'art.18

    Intanto a Roma monta la protesta

    contro "Bin Loden"

    Chi guarda a Monti come un esempio,

    chi come una piaga

    Roma – Per le piazze della capitale nelle scorse ore è esplosa la protesta proletaria e dei giovani disoccupati e disillusi contro il rigore del Governo Monti (ribattezzato per l'occasione "Bin Loden") e la sua riforma dell'Art.18 dello Statuto dei Lavoratori. Intanto, dal forum sul nucleare di Seoul (foto) i grandi della Terra lodano il Professore in loden per la sua drasticità Reaganiana sull'articolo 18 (vedi Obama) anche dall’Europa c'è qualcuno che guarda al governo italiano come a un modello da seguire. Naturalmente, sono Sarkozy (in apprensione per la campagna elettorale che lo da per ora nettamente sconfitto), le lobbies bancarie ed i capi dell’economia finanziaria, nonché i leaders della destra merkeliana: preoccupati, in questo momento, soprattutto del futuro della Francia post–elezioni. Qualcuno ha già ipotizzato un “Mariùs Montì” in salsa bourguignonne: i primi 100 giorni del nuovo governo francese dovrebbero, per piacere a questa parte politico–economica, somigliare ai primi 100 giorni del Mario nostrano. Quindi, riforma drastica delle pensioni, puntare al pareggio di bilancio, e misure draconiane, come da noi. Ma sembra molto difficile che François Hollande, che ha promesso pane e governo sociale, faccia il gioco della destra europea. Piuttosto, questa punterà su un Sarkozy–bis.  Ma dove il nostro Ambrogino d’Oro mostra già un poco la corda, è sul piano strettamente politico–diplomatico. E’ riuscito, sì, a mettere una certa zizzania sotterranea tra Cgil e Pd. Ma con un attacco troppo spinto all’articolo 18, le tensioni sociali rischiano di aumentare, e già il capo del Governo comincia a comportarsi da professore scontento dei propri allievi riottosi, che non capiscono la giusta e sacrosanta lezione. Le sue esternazioni di queste ore parlano di un Paese “non ancora pronto”, a causa del quale il governo potrebbe andarsene. E’ un modo un po’ paternalistico di trattare con le opposizioni e con i cittadini: tutti allievi da rimandare a settembre. Ma lavoratori e parti sociali scontente degli sconcertanti attacchi al Welfare State e al deficit spending, in realtà hanno già da tempo "rimandato"… il professor Monti. 

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • La Grande Balla dello spread. Lo squalo che divora l’Europa

    La Grande Balla dello spread. Lo squalo che divora l’Europa

    Domenica, Marzo 25th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Unione Europea / Economia / Riforma del Lavoro / Finanza / Spread / Rating / Agenzie di rating / Bugie / Speculazione / Tasse / Squali / Indebiti arricchimenti / Riforma dell’articolo 18 / Precarietà / Dominio delle banche / Lobbies / Monti / Tecnocrati / Standard & Poor's / Fitch / Moody's 

    La "Grande Balla" di rating e spread –

    La Riforma del lavoro e lo squalo che divora l’Europa:

    complicità di politica e lobbies 

    Ora il "dio-spread" chiede la riforma del lavoro:

    gli speculatori ringraziano, i cittadini muoiono

     Quello che i media ufficiali tacciono sullo spread e sulle misure  correttive 

     Roma – Malgrado il ventennio berlusconiano non sarà ricordato dai posteri come “l’epoca aurea della politica italiana”, con il suo strascico immenso di contraddizioni ed eccessi, nel mare tempestoso dell’economia europea ormai da quasi un anno vive in cattività un enorme e vorace squalo di nome spread, nutrito a suon di declassamenti da prodigali benefattori: Fitch, Moody’s e Standard & Poor’s. Nominati guardiani della bestia da politicanti e lobbisti internazionali, da tecnocrati e banchieri. La famigerata bestia continua indisturbata ad aggirarsi nei pressi delle coste del Mediterraneo, nello specchio d’acqua che unisce in un unico abbraccio Italia e Grecia, e non sembra frenare la sua temibile mascella, continuando a banchettare con le risorse pubbliche di due ex stati-sovrani, nonché – per ingordigia – con gli ultimi risparmi delle laboriose e virtuose famiglie italiane, dopo aver ridotto all’osso quelle greche. Famiglie già pesantemente vessate da recessione, bollette stratosferiche (le più alte d’Europa) precarietà dilagante, disoccupazione, salari e stipendi da terzo mondo (o quasi), stretta creditizia (credit crunch) premi assicurativi alle stelle; benzina ormai a quota 2,00 euro (la più cara d’Europa: come mai?).

     La "balla" spread e i tecnocrati che divorano l'Italia 

    Allora ci si accorge come le motivazioni che portarono Re Giorgio Napolitano (che fortunatamente ieri ha dichiarato che non si ricandiderà!) e la Bce (con la famosa letterina benedetta dall’Ue) pochi mesi orsono alla prematura destituzione del Cavaliere – reo di aver fatto perdere il senno al suddetto animale – siano state in realtà un subdolo pretesto. O, prendendo in prestito le espressioni usate dell’eurodeputato indipendente Nigel Farage nei mesi scorsi a Bruxelles, un puro e semplice colpo di stato di una tecnocrazia senza alcuna legittimità costituzionale. Da allora, infatti, le nevrosi dello spread non sono cessate: come nulla è cambiato nei gonfi portafogli degli avvoltoi della finanza, che hanno continuato a nutrirlo sottobanco.

     La verità sull'Italia: Paese solido con robusto avanzo primario 

    Eppure l’economia italiana, analizzata nel suo complesso non dovrebbe temerlo: ciò sulla scorta di un robusto avanzo primario (differenza tra spesa pubblica ed entrate tributarie nette) di un basso indebitamento medio delle famiglie e di un – tutto sommato – solido settore bancario. L’unica pecca è – come noto – il debito pubblico. Ma francamente non basta! Gli Usa infatti hanno un debito di gran lunga maggiore al nostro. Ma allora cos’è che innervosisce il nostro “amico squalo” spread? Perché dovremmo continuare a nutrirlo? No sarà una balla colossale? O sarà forse allergico ad un manipolo di euro-tecnocrati? Combinazione i suoi mirati attacchi giungono, infatti, ad orologeria nell’imminenza o a ridosso dei Consigli Ue e si calma in occasione di misure impopolari come l’attuale riforma dell’Articolo 18, nello Statuto dei Lavoratori. Ciò dimostra largamente l’inutilità delle manovre (da 127 miliardi) fin qui imposte agli Italiani, anzi la loro indiscussa nocività: foriere come sono di devastanti slanci recessivi che ingrassano sempre più la bestia.

     A chi giovano le agenzie di rating, il rating e lo spread? 

    Dunque c’è qualcosa che non torna. All’improvviso ci si accorge dell’arcano. In realtà lo squalo non risponde a leggi naturali, ma è un falso, un robot telecomandato che sguazza in un immenso parco acquatico, votato al fallimento. ciò tra l’indifferenza e l’indecisionismo di chi (a Bruxelles) dovrebbe porre fine ai giochi. Ma la domanda è a chi giova tenere in piedi questa grottesca baracca? Svegliamoci! Ciò auspicando che finalmente la Commissione europea blocchi questa grandissima bufala dello spread, semplicemente delegittimando Standard & Poor’s & Company dal poter emettere giudizi sugli stati sovrani, tali da far lievitare lo spread e gli interessi sui titoli del debito pubblico: regalando miliardi di euro a speculatori e banche che acquistano tali titoli, alle spalle dei precari italiani, dei pensionati greci, di tutte le oneste famiglie europee. Basta! E’ ora di finirla: e la politica se decide di non appoggiare la speculazione internazionale deve intervenire ora, altrimenti è in mala fede! Questo non è un film!    

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Art.18 – Il commissario Ue, Andor: “Ha ragione Monti, ma anche la Cgil!”

    Art.18 – Il commissario Ue, Andor: “Ha ragione Monti, ma anche la Cgil!”

    Venerdì, Marzo 23th / 20

    Italia / Commissione europea / Commissione Affari Sociali / Riforma del lavoro / Laszlo Andor / Pd / Parti sociali
     
    Art.18 – Il commissario Ue, Andor:
     
    "Ha ragione Monti, ma anche la Cgil!"
     
    Statuto dei Lavoratori:  Andor ci ripensa 
     

    Bruxelles – Il Commissario europeo agli Affari sociali, Laszlo Andor, ha affermato che è stata "un'ottima cosa investire un sacco di tempo, e anche di più, impegnando il dialogo con le parti sociali" per la riforma del mercato del lavoro in Italia, "altrimenti non sarebbe stata una buona pratica". Quanto al merito della riforma, il commissario ha detto di non poter dare ancora un giudizio, "perchè la discussione è ancora in corso al Parlamento" ma, ha sottolineato, che la riforma "va in una direzione che sostengo". Un appoggio completo a Monti e Fornero? No, perché, dopo queste dichiarazioni molto ottimistiche, il Pd ha protestato, ed è giunta una rettifica. Laszlo Andor ha confermato che non può ancora dire la sua sul merito dell’accordo, e spera che “le autorità italiane e le parti sociali continuino a lavorare insieme” per migliorarlo.  Un modo un po’ pilatesco di commentare, che equivale a dire: obbedite a chi governa, chiunque sia, ma potete chiedere delle aggiustatine qua e là! Chissà se la CGIL, in odore di sciopero generale, si accontenterà degli ottimismi magnifici e progressivi di Andor. Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)
     

     

  • Italia –  accordo sul lavoro: il gioco delle parti

    Italia – accordo sul lavoro: il gioco delle parti

    Venerdì, Marzo 16th / 2012

     Italia / Crisi Ue / Riforma del lavoro / Partiti / Rete Italia  / Cgil / Monti / Fornero / Camusso / Marcegaglia

    Italia –  accordo sul lavoro: il gioco delle parti

    Monti e Fornero fanno i conti senza la Cgil

    Roma – La Grande Riforma, quella del lavoro, sta per essere varata. Ma non senza opposizioni: in questi ultimi minuti, infatti, Susanna Camusso, leader Cgil, sta dando il suo niet sull’art. 18, in quanto – ha dichiarato –  “le proposte non sono soddisfacenti”. Anche Rete Italia, il network di imprese di commercianti e artigiani, ha molte perplessità, e potrebbe non firmare l’accordo se confermerà un aumento drastico di contribuzioni per le imprese. Nelle ultime ore, degno di note, l'incontro tra Rete Italia e i partiti di maggioranza che sostengono "tutti appassionatamente" il governo dei professori del bocconiano Mario Monti: Pd, Pdl e Udc. Permangono dunque, ancora, palesi convergenze sulle “correzioni” da apportare al progetto perché esso sia  approvato. Le ultime notizie vedono però un Angelino Alfano (leader Pdl) molto soddisfatto, mentre la sinistra sindacale frena. A pretendere invece modifiche più ampie all’articolo 18 resta Confindustria. Una riforma, dunque, che nasce con tante levatrici: parto difficile, speriamo bene. Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)