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  • Distruzione e Solidarietà – Amatrice e dintorni come Aleppo… Eppure…

    Distruzione e Solidarietà – Amatrice e dintorni come Aleppo… Eppure…

    Mercoledì, 24 Agosto/ 2016   

    di Sergio Basile mbria

     Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Terremoto, Amatrice, Aleppo, Siria, disastro, responsabilità, morti e feriti  

    Amatrice e dintorni come Aleppo… 

    Nel baratro della morte e della distruzione la vita

    è sacra e lo dovrebbe essere ovunque! 

    Video in allegato

     

    Sergio Basile 

    Amatrice - Aleppo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Amatrice e dintorni come Aleppo                          

    Italia, Siria di Sergio Basile – La terra trema in Italia e, per certi versi, proprio come in Siria. Secondo la Protezione civile, il bilancio del forte sisma che ha gettato nel terrore gli abitanti di diversi centri urbani – tra Lazio, Umbria e Marche – devastando il Centro Italia, è al momento di 73 vittime. Qualche centinaio i feriti, numerosi ancora i dispersi. Mentre scriviamo giunge notizia che una bimba – di Arquata del Tronto – estratta viva dalle macerie è appena deceduta in ospedale. Ad Amatrice, paesino di 2650 anime, in provincia di Rieti (Lazio) – famoso nel mondo per esser la patria degli spaghetti alla amatriciana – c'e' ancora un bambino sotto le macerie e si sta cercando di salvarlo. Il panico e lo sconforto regnano sovrani e i fantasmi de L'Aquila tornano a tormentare la memoria degli italiani. Intanto una nuova scossa di magnituto 4.9 ha colpito Arquata del Tronto. La scossa più forte (magnitudo 6) è stata registrata alle 3.36 della scorsa notte, con epicentro vicino Accumoli. A tremare anche la patria di San Benedetto, fondatore dei benedettini e patrono d'Europa: Norcia (Perugia). E ciò a poche ore dal vertice europeo convocato a Ventotene, per la "Nuova Europa"… L'altra Europa!

    Aleppo — Quando la verità è la prima cosa a Morire

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il valore della parola "solidarietà"                         

    A tremare, sia pur con meno danni, anche Castelsantangelo sul Nera (Macerata). Preoccupazioni anche per il Duomo di Urbino: alcune crepe sono state individuate e per evitare il peggio l'area circostante è stata prontamente transennata dalla protezione civile. Insomma scene che non augureremmo mai a nessuno, neppure ai nostri peggior nemici. Scene che ricordano molto quelle di distruzione e morte provenienti dai teatri di guerra, o meglio di "terrorismo pianificato". Pensiamo, su tutte, ad Aleppo: città che incarna in pieno le bestiali contraddizioni del nostro tempo. La città degli embarghi omicidi, degli esodi biblici e forzati, dei bambini uccisi e mutilati per sempre… Dei crimini contro l'umanità! Quante Aleppo nel mondo? Quanti terremoti? Una città ridotta ad un cumulo di macerie non dalla potenza incontrollabile del terremoto, bensì dalla terrificante azione dell'odio e dell'inganno mondialista. La vita – ci chiediamo – non è forse uguale sia ad Amatrice e dintorni che ad Aleppo? Curioso e tragico questo grave parallelismo… In queste ore nelle vene dei potenti scorre febbrile – come è giusto che sia – il sangue rosso della "solidarietà". La parola "solidarietà", per l'Italia e il suo terremoto, risuona da Washington a Bruxelles, da Berlino a Tel Aviv. Eppure la solidarietà dovrebbe avere un unico colore e parlare un'unica lingua: una lingua che non dovrebbe conoscere l'accezione "ipocrisia". Che il Dio della Pace possa parlare ai cuori dei potenti, oggi in maniera particolare. Amen!

     Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Video e link correlati                                                

    ► Prime immagini del terremoto Amatrice Rieti ospedale distrutto

     

    Mons Audo, Eparca di Aleppo: interessi esterni vogliono distruggere la Siria

     

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  • L’azione di Premuda e la caduta del Golia monetario

    L’azione di Premuda e la caduta del Golia monetario

    Lunedì,  13 Giugno/ 2016

     – di Nicola Arena, Sete di Giustizia / Introduzione di Sergio Basile 

    Redazione Quieuropa, Sete di Giustizia, Nicola Arena, Sergio Basile, Giacinto Auriti, moneta, moneta debito, azione di Premuda, David contro Golia, eroismo, responsabilità, Marina Militare, Corazzata austriaca, Szent Istvan, Santo Stefano, MAS 15, capitano di corvetta Luigi Rizzo, MAS 21, guardiamarina Giuseppe Aonzo, Professor Auriti, Gli usurai si sentono invincibili perchè dispongono di una poderosa macchina da guerra, gigante con i piedi d’argilla, imbarcazione satanica 

    Storia, Economia e Moneta

    L'azione di Premuda e la caduta del Golia

    monetario

    La forza del Golia monetario neutralizzata dalla fionda

    del gracile David (proprietà popolare della moneta)

    nell'emblematico ricorso storico dell'affondamento

    della corazzata "Szent Istvan" (10 giugno 1918)

     

    di Nicola Arena, Sete di Giustizia / Introduzione di Sergio Basile

    L'azione di Premuda e la caduta del Golia monetario

     Introduzione                                                                                                        

    Roma – introduzione di Sergio Basile – Un grande Golia oggi domina – evidentemente, confidiamo, ancora per poco – la creatura più preziosa che Dio abbia mai concepito: l'uomo. E lo fa principalmente attraverso il condizionamento del "ciclo economico" vitale di ogni comunità sociale, cioé mediante il controllo pressoché totale del quotidiano di ogni essere umano. La rozza clava minacciata sul collo di oltre sette miliardi di uomini si chiama moneta-debito.

     La clava dell'usura                                                                                               

    La moneta-debito (sterco di satana – 1) è, ancora oggi, il mezzo più formidabile al servizio del grande Golia dell'usura monetaria, la clava minacciata sul collo dei popoli al fine di controllare, convertire e annientare, sia spiritualmente che fisicamente, l'umanità intera. La tana del Golia è oggi la banca centrale di emissione. Il santuario è l'inferno stesso. Dio, come illustra il Genesi, creò l'uomo a Sua Immagine e, come ci ricorda il Libro di Samuele, scelse Davide (il più debole, gracile e "insignificante" dei fratelli) per manifestare la Sua gloria e la Sua umiltà, mediante l'incarnazione di Gesù: il biblico germoglio sbocciato proprio sulla scia della stirpe del Re fulvo. L'incarnazione di Cristo rappresenta l'apice dell'umiltà divina: il gesto più caritatevole della storia dell'umana vicenda. Un gesto carico di divina tenerezza. L'istituzione della moneta-debito o oro-carta (progressivamente imposta ai popoli con il riconoscimento ufficiale della Banca d'inghilterra, fin dal 1717 – (2)) è, al contrario, il momento simbolico più drammatico e violento della storia moderna, capace di condizionare, ancora oggi, la vita di miliardi di uomini.

    (1) Vedi qui: La più maestosa opera satanica della storia: la moneta-debito

    (2) Vedi qui: Commonwealth, moneta e giudaizzazione delle nazioni

     Un duello antico                                                                                                  

    Quello dell'arroganza della violenza contro l'umiltà della Carità è un atavico alterco – che segue il regolare ciclo dei secoli, destinato ad essere ovviato solo con l'annientamento finale del male – portatore sano di un germe di provvidenziale irrazionalitàMolti sono gli esempi che ci aiutano ad entrare in questo mistero, che trova nella storia diversi ricorsi. La vittoria del violento, a quanto pare, non sempre è stata così scontata. Uno spunto di riflessione, in merito, possiamo prenderlo dalla poco nota "azione di Premuda" (4), celebrata nello scorso fine settimana dalla Marina Militare Italiana. Una vicenda bellica tra forze contrapposte, tra un David ed un Golia, dove "l'eroismo del nano" riuscì a capovolgere clamorosamente "l'arroganza del gigante". Quale prezioso insegnamento possiamo trarre da questa storia?

    (3) Vedi qui: Commonwealth, moneta e giudaizzazione delle nazioni

    (4) Vedi qui: La più brillante e audace azione navale della Prima Guerra Mondiale

    Sergio Basile

     

    L'azione di Premuda e la caduta del Golia monetario

     L'incredibile affondamento della grande corazzata Szent Istvan             

    Roma – di Nicola Arena – Lo scorso 10 giugno si è celebrata la Festa della Marina Militare, data in cui si ricorda l'anniversario dell'affondamento della corazzata austriaca "Szent Istvan" (Santo Stefano), avvenuta nel Mediterraneo nel lontano 1918. L'azione di Premuda fu la più brillante e audace impresa navale della Prima Guerra Mondiale. La notte fra il 9 e il 10 giugno 1918 il MAS 15 (con capitano di corvetta Luigi Rizzo – vedi foto grande a destra) e il MAS 21 (del guardiamarina Giuseppe Aonzo), erano partiti da Ancona dirigendosi verso l'isola di Premuda dove avrebbero dovuto compiere un normale rastrellamento, allo scopo di accertare la presenza in zona di campi minati. Durante la notte intercettarono, inaspettatamente, la potente squadra navale austriaca formata da due corazzate, un cacciatorpediniere e sei torpediniere. Quest'ultima, uscita dalla base nemica di Pola, si dirigeva decisa verso il Canale di Otranto. I MAS, anziché inchinarsi allo strapotere del nemico e battere ritirata, raccolsero la sfida/opportunità di neutralizzare un così ingombrante nemico. Ebbe così luogo la più significativa delle azioni navali del primo grande conflitto mondiale del Novecento. Il comandante Rizzo, nel tentativo di colpire una delle due grosse navi, dalla minima distanza possibile, manovrò tra due caccia che fiancheggiavano la Szent István; egli aumentò la velocità a 12 nodi, riuscendo a passare fra le siluranti da una distanza non superiore ai 300 metri. Dopodiché sganciò entrambi i siluri del MAS colpendo e affondando la corazzata nemica. Anche Il MAS 21 di Aonzo lanciò i suoi siluri contro l’altra unità maggiore, la Tegetthoff, da una distanza di 500 metri circa, ma solo uno dei siluri colpì la nave. Entrambi i mas furono perentoriamente intercetati dal nemico e inseguiti da alcune torpediniere, le quali, tuttavia, furono distanziate abilmente e seminate. Rizzo e Aonzo riuscirono a rientrare mettendo in sicurezza i rispettivi equipaggi, portando a casa un "epico risultato".

     David contro Golia                                                                                            

    E' doveroso, ora, riflettere su alcuni aspetti fondamentali della vicenda, al fine di comprenderne la portata storica, nonché l’eroismo dei protagonisti. Facciamo questo, in ordine, esaminando le caratteristiche tecniche delle due imbarcazioni avversarie e definendo bene i contorni di un confronto impari (almeno sulla carta). La corazzata da battaglia Szent István presentava una lunghezza di 159 metri con un dislocamento normale di 19.698 tonn (21.595 tonn. a pieno carico); una protezione in acciaio al nickel-cromo; una cintura da 150 a 280 mm.; torri da 50 a 280 mm.; un ponte da 30 a 50 mm.; delle casematte da 120 mm.; un torrione 350 mm. Anche l'armamento era imponente e degno della sua fama: 12 pezzi trinati Skoda da 305 mm L/45 (canna 45 calibri); 12 pezzi singoli da 150 mm L/50 (canna 50 calibri); 18 pezzi singoli antiaerei SKF da 70 mm. / proietto da 11 libbre; 4 tubi lanciasiluri da 533 mm. L'equipaggio permanente effettivo contava 1.087 uomini. La Szent István era una vera e propria città fortificata, galleggiante.  Il “piccolo” MAS, al contrario, era un semplice motoscafo da 20-30 tonnellate (di dislocamento), con una decina di uomini di equipaggio e un armamento costituito da due siluri e alcune bombe di profondità, oltre ad una mitragliatrice/cannoncino. Questo confronto è essenziale per focalizzare l’importanza della coraggiosa incursione, compiuta con sprezzo del pericolo per difendere la patria. Una causa, questa,  per la quale mettere in gioco la vita, esporre se stessi all'arroganza del Golia di metallo. Possiamo paragonare il MAS ad un piccolo Davide alle prese con un enorme Golia, Questa storia è la metafora ideale del cuore del paradosso monetario dei nostri giorni.

    L'azione di Premuda e la caduta del Golia monetario

     Il Golia monetario, padre della grande usura                                              

    Esiste al mondo d’oggi una forza molto grande che minaccia l’umanità intera, si chiama USURA. E' immensa, apparentemente invincibile e nascosta fra il tenebroso mare dell’ignoranza indotta. L’usura colpisce in ogni momento, distrugge il feto nel grembo materno (affermava Ezra Pound), non ha coscienza né paura; essa dirige le sue mire contro chiunque tenta di opporvisi; ammalia con la sua forza d’odio le menti più malvage che si prostrano ad essaL’usura però, così come la Corazzata Santo Stefano, ha i suoi punti deboli, messi a nudo, verso la fine del "Secolo Oscuro", dal grande Professor Giacinto Auriti.

     L'arma dell'eroe                                                                                                  

    Con la scoperta del valore indotto della moneta, Auriti ha reso consapevoli e forti tutti quelli che hanno compreso l’importanza di esser proprietari e non debitori del proprio denaro. L’usura può essere sconfitta con la pazienza, l’audacia e la determinazione di uomini veriCon la proprietà popolare della monetase solo lo comprendessimo (5), potremmo raggiungere quella certezza del diritto orientata alla realizzazione della piena dignità umana, capace di liberare gli uomini. La forza degli eroi, è bene ricordarlo, non si basa solo sui mezzi fisici di cui essi dispongono, ma poggia soprattutto sul coraggio e sull’amore verso il proprio popolo. Nel coraggio di sposare una causa "per la vita". Per questo Ezra Pound sosteneva che la vera ricchezza di una nazione (Ndr) risiedesse non nel suo oro, ma nella sua onestà.

    (5) Vedi qui: Il Potere ce l’abbiamo noi… Se solo lo capissimo

    L'azione di Premuda e la caduta del Golia monetario

     La forza del Golia monetario e la fionda di David                                       

    Come insegnò il Professor Auriti, dall'alto della sua cattedra universitaria, Il valore del denaro di cui abbiamo bisogno nasce per convenzione, cioè grazie ad un semplice accordo fra tutti i membri di una comunità. Il valore della moneta è quindi quella geniale intuizione nata semplicemente mettendosi d’accordo nel riempire convenzionalmente un simbolo vuoto (un pezzo di carta o un tondo di metallo che sia). La convinzione, la fiducia, la certezza e la determinazione di tutti i membri di un popolo nell’accettazione di un simbolo, da loro stessi creato, generano il valore della moneta. Non abbiamo bisogno di prendere in prestito ciò che noi stessi creiamo. Gli usurai si sentono invincibili perchè dispongono di una poderosa macchina da guerra, la tipografia (Ndr) e ci fanno credere che il sistema debba funzionare così e che non vi sia soluzione alcuna. Questo status quo vige poiché, ormai, l’usura si è impadronita del mondo. Noi attraverso l’idea forza della proprietà popolare della moneta, siamo certi che la "corazzata Usura" e tutti i suoi Golia, sparsi nei cinque continenti, possano essere sconfitti. L'impresa riuscirà davvero, solo quando gli uomini smetteranno, in gran parte, di occuparsi di problemi marginali, iniziando a dirigere le proprie forze verso l’obiettivo più importante: la libertà – spirituale e materiale – dalla schiavitù del debito indotto. Nel cuore della notte, mentre l'ignaro popolo riposava, un pugno di uomini, al buio (gli equipaggi dei due MAS) si trovarono di fronte ad un pericolo smisurato, forse nessuno di loro aveva un'idea precisa della maestosità del nemico. I "nostri eroi" decisero ugualmente, con esemplare risolutezza, che fosse giunto il momento di agire. Sentivano di dover lottare per loro stessi, per i loro figli e per il popolo – che essi, in quel momento, rappresentavano – contro un nemico considerato invincibile.

     La caduta di Golia                                                                                               

    Ecco! Ognuno di noi dopo aver scoperto i punti deboli dell’usura mondiale, deve caricarsi di responsabilità e cercare di unire le forze spirituali del nostro tempo per sconfiggere il gigante con i piedi d’argilla. Il Comandante Rizzo insieme ai membri degli equipaggi dei piccoli MAS 15 e 21, riattualizzando la biblica pagina di David e Golia, hanno dimostrato che si può sconfiggere un grande nemico: basta crederci e nutrire nel petto una nobil causa, uniformata al bene comuneNonostante le apparenze e le campane a lutto, oggi, si notano all’orizzonte promettenti segnali di risveglio sociale. L’usura traballa come la corazzata colpita dai due siluri e stanno ormai nascendo nella mente degli uomini quel coraggio e quella determinazione necessari all'anelata svolta. Siamo certi che presto vedremo nascere una nuova alba di pace e prosperità. Cogliamo quindi questa giornata come spunto di riflessione per comprendere che con la forza d’animo e con la necessaria fede, l’umanità potrà risorgere e vincere definitivamente il male, attraverso la distruzione o riconversione della sua arma più potente: la moneta debito. Presto, finalmente, potremo assistere compiaciuti alla fine della grande usura globalizzata e, sotto gli occhi increduli dei perfidi usurai, potremo vedere inabissarsi tra i flutti la loro corazzata satanica.

    Nicola Arena / con contributi di Sergio Basile (Copyright © 2015 Qui Europa) 

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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    Domenica,  Aprile 19th/ 2015
     

    – Comunicato di Marinella Correggia –

    Redazione Quieuropa, Marinella Correggia, Piazza San Pietro, Yemen, Arabia Saudita, bombardamenti, terrorismo, Italia, responsabilità, crimini sauditi, Ministro Gentiloni, Vaticano, Papa Francesco 

    Nuovo Disordine Mondiale – Appello a San Pietro per lo Yemen

    Piazza San Pietro: "Stop ai bombardamenti sullo Yemen!"

    Stop all'aggressione saudita – Il grido di cessate il fuoco di una

    rete di attivisti contro l'aggressione al popolo yemenita

     

    Comunicato di Marinella Correggia

    appello yemen - san pietro

     Piazza San Pietro: Appello per lo Yemen, contro l'aggressione saudita  

    Roma, Città del Vaticano, Piazza San PietroComunicato di Marinella Correggia – Oggi, Domenica 19 aprile 2015, a oltre venti giorni dall'inizio della campagna di bombardamenti aerei in Yemen da parte dell'Arabia saudita e alleati, rappresentanti della piccola Comunità yemenita a Roma e nel Lazio e attivisti italiani di diverse sigle hanno presenziato all'Angelus a piazza San Pietro per chiedere – con uno striscione – al mondo e a papa Francesco di aiutare a mettere fine ai bombardamenti aerei perpetrati da potenze straniere, con la complicità di tanti altri paesi.  I manifestanti hanno denunciato le molte vittime civili, la distruzione delle infrastrutture di un paese già povero, la violazione del diritto internazionale e i "due pesi due misure" applicati dall'Onu e dai paesi potenti. Yemeniti, italiani e cittadini di altri paesi arabi e occidentali hanno già manifestato più volte davanti all'ambasciata dell'Arabia saudita a Roma. I cittadini yemeniti sono disponibili per interviste (per informazioni: dr. Fadhl 3283748049).

    Comunicato di Marinella Correggia

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    L'Arabia Saudita sostiene i terroristi fin dagli Anni Ottanta

     

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    Roma – Comunicato di Rete No War, Lettera al Ministro Gentiloni  Ministro, Le scriviamo mentre siamo impegnati in sit-in e digiuni contro i bombardamenti sauditi in Yemen, un ennesimo crimine. Ci sembra incredibile che Lei esprima "comprensione" per i Saud e dia a intendere che l'Arabia Saudita bombarda lo Yemen (con molte vittime civili) anche per prevenire un'ulteriore diffusione del terrorismo! I Saud, come altri petromonarchi e come gli uomini d'affari del Golfo, insieme ai paesi della Nato hanno fomentato in modo diretto e indiretto le forze terroristiche, da Al Qaeda (e Al Nusra) a Daesh/Isis. Daesh settimane fa in Yemen ha fatto una carneficina ai danni proprio delle moschee degli houthi contro i quali l'Arabia saudita combatte con i suoi aerei (italiani?) e l'appoggio determinante degli Usa.

     L'Arabia Saudita sostiene i terroristi fin dagli Anni Ottanta                    

    L'Arabia Saudita sostiene terroristi sedicenti islamici sin dai mujahidin nell'Afghanistan degli anni 1980, e in tempi recenti in Iraq, Libia e Siria. Ci sono le prove. E l'Italia per anni ha fatto parte degli "Amici della Siria" insieme a sauditi, qatarioti, statunitensi ecc… L'Italia deve dissociarsi dai bombardamenti sauditi. Così come deve dissociarsi dal continuo sostegno armato offerto da petromonarchi, Stati uniti e Turchia a gruppi armati in Siria.

    Comunicato di Rete No War – Lettera al ministro Gentiloni

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    – Comunicato Stampa di Mario Borghezio, Eurodeputato –

     – iniziativa di Libero Confronto "Pensa e Scrivi" di Qui Europa 

    Italia, Cecile Kyenge, Morte, Iper immigrazione, Unione europea, Commissione Europea, responsabilità, Parlamento Europeo, Bruxelles, Unione Europea, Mar Mediterraneo, Strategie per terzomondializzare l'Italia, Genocidio indotto, Clandestini, Mario Borghezio, Comunicato Stampa, Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi, Qui Europa, Piano Kalergi, Lampedusa 

    Borghezio – Responsabilità Strage Lampedusa

    di UE, Boldrini e Kyenge

    Morti che pesano come macigni sulle loro coscienze 

     

    di Mario Borghezio

    iniziativa di Libero Confronto "Pensa e Scrivi" di Qui Europa

    Borghezio - Strage Lampedusa

     Responsabilità della Strage di Lampedusa? di Ue, Boldrini e Kyenge    

    Iniziativa di Libero Confronto – Bruxelles, LampedusaComunicato di Mario Borghezio – "La tragedia umana che si è consumata nelle acque di Lampedusa pesa come un macigno sulla responsabilità morale anzitutto della Commissione europea, perché fino ad oggi non ha mai dato risposte concrete alle nostre richieste di accordi per impedire la partenza delle carrette della morte. Subito dopo, però, viene la responsabilità dei demagoghi di Stato – dalla Boldrini alla Kyenge – che continuano in maniera irresponsabile a diffondere dalle loro cadreghe istituzionali messaggi che non possono non essere recepiti dai disperati di tutto il mondo se non come un appello del tipo "venite qui che vi accogliamo tutti a braccia aperte".

    Mario Borghezio – Bruxelles 3 Ottobre 2013

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    Qui Europa – IPER IMMIGRAZIONE, GENOCIDIO PILOTATO 
    VIDEO – http://www.youtube.com/watch?v=HCxe6g5tixw

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    Giovedì,  Giugno 13rd/ 2013  – Strasburgo, Lavori Assemblea Plenaria – Parlamento Europeo –     13 Giugno 2013 – Approvazione Modifiche del Trattato di Schengen Strasburgo, Parlamento europeo, Assemblea Plenaria, Trattato di Schengen, Eurodeputati, Piano Kalergi, Super immigrazione, Iper immigrazione, Controlli alle frontiere  Difesa dei Territori Nazionali: L'Eurocamera apporta modifiche a Schengen, ma sono sterili palliativi La sostanza non […]

    Caso Kyenge – Il Sindaco di Colore, Sandy Cane difende Borghezio

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    Venerdì,  Giugno 7th/ 2013  – di Sergio Basile – Parlamento europeo, Mario Borghezio, Bruxelles, Cécilie Kyenge, Nigel Farage, Accuse di razzismo, espulsione di Mario Borghezio, Sandy Cane, Raccolta firme, Genocidio pilotato, governi massonici, Piano Kalergi, Sud Italia, Movimenti migratori indotti  Il Sindaco di colore Sandy Cane, difende l'eurodeputato Mario Borghezio Il sindaco: "raccoglierò io stessa le […]

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    Mercoledì,  Maggio 29th/ 2013 – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di "Qui Europa" – Comunicato Stampa dell'eurodeputato Mario Borghezio, Bruxelles Bruxelles, Parlamento Europeo, Mario Borghezio, Poligamia, Cecile Kienge, Ministro per l'Integrazione, Lucia Annunziata  Borghezio: rispetto la Kienge ma come Ministro ha il dovere di condannare la Poligamia  L'attacco di Borghezio alle clamorose dichiarazioni del Ministro […]

    La Casta-Unita dell’Europarlamento contro Borghezio. La Nostra Solidarietà!

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    Venerdì,  Maggio 17th/ 2013  – Redazione Qui Europa – Commissione europea, Unione europea, Parlamento europeo, Mario Borghezio, Bruxelles, Commissione Punitiva, Martin Schulz, Socialisti e Democratici Europei, ADLE, Guy Verhofstadt, Hannes Swoboda, Siria, Grecia, Iran, Embargo, crimini contro l'umanità, La Zanzara, Legge Mancino, Lega Araba, Estremisti, Crimini in Grecia, Crimini in Siria, Embargo in Iran, Sergio Basile, […]

    Lo Ius Soli e il Piano Kalergi: quali analogie?

    Lo Ius Soli e il Piano Kalergi: quali analogie?

    Martedì,  Maggio 14th/ 2013  – Redazione Qui Europa – Ius Soli,  Parlamento europeo, Comunicato Stampa, Mario Borghezio, Bruxelles, Governo Letta, Cécilie Kyenge, CIE di Modena, istema Italia, Piano Kalergi, Neocolonialismo Usa-Nato, Borghezio, Agressione a Picconate, Morti di Milano, tre Morti, Adam Mada Kabobo, Chiusura CEI, Giuliano Pisapia  Lo Ius Soli e il Piano Kalergi: quali analogie? […]

    Politiche sull’Immigrazione in Italia: Ecco cosa ci nascondono i Media di Regime

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    Giovedì, Maggio 9th/ 2013 – di Sergio Basile – Europa, Paneuropeizzazione del Continente, Terzomondializzazione dell'Europa, Unione europea, Bruxelles, Europa, Italia, Roma, Governo Letta, Ministro dell'Integrazione, Ilaria Leone, Cecile Kienge, Mario Borghezio, Cristiano Magdi Allam, Banca, Costituzione Italiana, CIE, Accoglienza, Lega Nord, Piano Kalergi, Herman Van Rompuy, Angela Merkel, Primavera Araba, Illuminati, Popolo bastardo, Popolo senza tradizioni, Distruzione programmata […]

    Borghezio: Cécilie, il Ministro che libera i Delinquenti Clandestini! – La Replica del PD

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    Mercoledì,  Maggio 1st/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" –     Bruxelles, 30/4/2013 – Comunicato di Mario Borghezio, Eurodeputato Parlamento europeo, Comunicato Stampa, Mario Borghezio, Bruxelles, Governo Letta, Cécilie Kyenge, CIE di Modena, Sedan Seferovic, Partito Democratico, Reazione scomposta, Ministro dell'Integrazione,  Borghezio:  "Cécilie, il Ministro che libera i delinquenti clandestini" […]

    Ue, Cooperazione Islamica e Albania: cosa non sappiamo

    Ue, Cooperazione Islamica e Albania: cosa non sappiamo

    Martedì, Settembre 17th/ 2013 – Comunicato Stampa di Mario Borghezio, eurodeputato –    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi di Qui Europa" Interrogazione alla Commissione europea, Libero Confronto, Comunicato Stampa, Bruxelles, Albania, Gruppi Islamici, Diffusione dell'islam nel mondo, Mario Borghezio, ASA, Finanziamenti IPA, OCI, Organizzazione della Cooperazione Islamica, Sviluppo delle popolazioni musulmane nel mondo, Manuel Barroso, Corruzione, […]

    Borghezio: Nuova Follia Kyenge – Ora Vuol Riformare l’Anagrafe

    Borghezio: Nuova Follia Kyenge – Ora Vuol Riformare l’Anagrafe

    Martedì, Settembre 10th/ 2013 – Comunicato Stampa di Mario Borghezio, eurodeputato –    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi di Qui Europa" Roma, Bruxelles, Deriva Mondialista, Cecile Kyenge, Mario Borghezio, Genitore uno, Genitore due, Riforma dell'Anagrafe, George Orwell, Boiata pazzesca, Ministro per l'Integrazione, Nuovo Ordine Mondiale  Borghezio – Ora la Kyenge Riforma l'Anagrafe L'Ultima Trovata della Kyenge […]

    Borghezio su Egitto e Iper–immigrazione: Dalle Piramidi alla Kyenge, a Frontex

    Borghezio su Egitto e Iper–immigrazione: Dalle Piramidi alla Kyenge, a Frontex

    Venerdì, Agosto 30th/ 2013 – Comunicato Stampa di Mario Borghezio, eurodeputato –    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi di Qui Europa" Europa, El Cairo, Roma, Mario Borghezio, Catherine Ashton, Egitto, Totò Riina, Cecile Kyenge, Ministro per l'Integrazione, Malmstrom, Padre Iper-Poligamo della Kyenge, Caso Renzi Senior, Frontex, Iper-Immigrazione  Borghezio su Egitto e Iper–immigrazione: Dalle Piramidi alla Kyenge, a Frontex […]

    Dialogo con L’Islam o Colonizzazione Silenziosa? – di Arrigo Muscio

    Dialogo con L’Islam o Colonizzazione Silenziosa? – di Arrigo Muscio

    Martedì, Agosto 13th/ 2013 – di  Arrigo Muscio, Presidente Associazione Italiana Genitori Cattolici – – Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" – Islamizzazione dell'Europa, Islamizzazione dell'Italia, Dialogo con l'Islam, Monsignor Bernardini, Vescovo di Smirne, Nuovo Ordine Mondiale, Cristianesimo, Ebraismo, Islam, Padre Raniero Cantalamessa, Qui Europa, Arrigo Muscio, Presidente Associazione Italiana Genitori Cattolici, […]

    L’Attacco di Borghezio – I Veri Leghisti la Kyenge non possono proprio digerirla!

    L’Attacco di Borghezio – I Veri Leghisti la Kyenge non possono proprio digerirla!

    Mercoledì, Luglio 31th/2013   – Comunicato Stampa di Mario Borghezio, eurodeputato – Italia, Roma, Mario Borghezio, Boldrini, Leghisti, popolo della Lega, Cecile Kyenge, Piano di islamizzazione, Ministro dell'Integrazione,  L'Attacco di Borghezio – I Veri Leghisti la Kyenge non possono proprio digerirla! Alcuni sostenitori della Lega invitano a cena la Kyenge: il contestatissimo Ministro dell'integrazione con una frangia di […]

    Lettera Aperta al Presidente del Senato, Pietro Grasso, Kyenge e Cancellieri

    Lettera Aperta al Presidente del Senato, Pietro Grasso, Kyenge e Cancellieri

    Domenica, Luglio 28th/2013 – Comunicato Stampa di Carlo Finazzi, Presidente F. R. –     Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi di Qui Europa" Lettera Aperta a Pietro Grasso, Lampedusa, Popoli Italiani, Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi, Carlo Finazzi,Iper immigrazione, Kyenge, Presidente del Senato, Ministro Kyenge, Ministro Cancellieri, Guardasigilli, Kabobo, Iperimmigrazione  Lettera Aperta al Presidente del Senato, […]

     

  • Mario Monti:  17 Secondi di  imbarazzante Silenzio TV – Le 25 Domande sulla crisi che i media non fanno

    Mario Monti: 17 Secondi di imbarazzante Silenzio TV – Le 25 Domande sulla crisi che i media non fanno

    Sabato, Maggio 26th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Crisi Ue / Italia / Catanzaro / Disoccupazione / Disagio giovanile / Governo Monti / Responsabilità / Vere ragioni della crisi / Verità nascoste / Responsabilità dei Media / Crisi figlia della speculazione bancaria / Crisi legata alla speculazione / Ruolo delle banche nella crisi / Piazza Pulita / Formigli / La7 / Intervista a Mario Monti / Silenzio imbarazzante / In tv certi silenzi valgono più di mille parole / Sergio Basile / Qui Europa / Domande a Mario Monti

    Crisi – Mario Monti:  17 Secondi di Tragicomico

    imbarazzante Silenzio TV – Le 25 Domande di

    "Qui Europa" che i media non fanno

    Il video che sta facendo il giro del web  e che mette alla luce

    il disastro della cura-Monti

    Catanzaro – Giovani disperati, senza futuro: schiavi di una crisi

    creata a tavolino dai banchieri e dai maggiordomi dei banchieri

    Mario Monti – 17 Secondi di imbarazzante silenzio TV a La7

    Catanzaro, Roma – La televisione è oggi l'indice della democrazia di un paese, non vi sono dubbi. Ed allora non possiamo che concordare con la stragrande maggioranza degli osservatori internazionali, secondo i quali l'Italia è ormai un paese senza libertà, o meglio dove la libertà viene ogni giorno tradita e mistificata, anche grazie al contributo di media che hanno perso – in grandissima parte – dignità e ruolo, confondendosi sempre più con teatrini e luoghi di vetrina di personaggi spesso equivoci ed imbarazzanti. E' questo il caso dell'intervista andata in onda ieri sera nell'ambito della trasmissione "Piazza Pulita" (La7), dove a farla da protagonista, più che un freddo e robotico Mario Monti, vi è stato il suo imbarazzante silenzio, durato lo spazio siderale di ben 17 secondi. Il silenzio di Monti è stato sicuramente rivelatorio di un governo, o meglio di un premier tecnico, Mario Monti, alla sbando ed impacciato: soprattutto quando ci si trova a parlare ed a scontrarsi direttamente con i problemi reali del Paese, di fronte ad una telecamera, e di fronte ad innegabili e gravi strategie recessive, intraprese in faccia alla democrazia e senza battere ciclio, per il "presunto bene del Paese". Però, come sarcasmo non c'è male!  E così è accaduto che il nostro carissimo professore, ha – come direbbe Ligabue in uno dei suoi più famosi tormentoni –  perso le parole.  Ma spesso, si sa, i silenzi sono più significativi di mille parole. Ma andiamo per ordine.

      17 secondi di tragicomico-eloquente-imbarazzante  silenzio  

    Al termine di uno choccante documento video (che vi riproponiamo in forma integrale nella "Multimedia Gallery" di Qui Europa) sul pesantissimo disagio sociale dei giovani impiegati (si fa per dire) nei call-center di Catanzaro (molti dei quali laureati e costretti a lavorare ore ed ore per la misera cifra di 250 euro al mese: nemmeno il prezzo del rimborso della benzina giornaliera) è accaduto che il Professore – per altri il robot Monti – chiamato, nello specifico, a commentare la vergognosa  realtà di precariato di migliaia di giovani catanzaresi, sia andato clamorosamente in corto circuito. 17 lunghi secondi di imbarazzo, di puro, rumoroso ed agghiacciante silenzio. Poverino! Non sapeva che pesci prendere. Non sapeva proprio che dire! D'altra parte non poteva dire di certo la verità! Si sa: le telecamere – sia pur amiche – potrebbero giocare sempre brutti scherzi.

      Senza futuro – Laureati-precari a 5 euro  

    A un suo figlio di vent’anni, laureato, che guadagna 5 euro al giorno in un call-center con questi tipi di contratti, cosa direbbe? Vai via dall’Italia? O come lo convincerebbe a restare?. E' stata questa la domanda a bruciapelo, nemmeno così spietata, che il gentile conduttore Formigli, senza infierire più di tanto, ha girato al prof. Il conduttore, in effetti,  ha solo chiesto come riuscir a convincere a restare  in Italia dei disperati. Magari avrebbe potuto osare di più, e dire – ad esempio – perchè le loro famiglie nei mesi passati ( ma anche oggi e domani ) sono state costrette a sostenere un regime tassativo da record del mondo ( e lo saranno a ritmi sempre maggiori in futuro) a dispetto di zero investimenti statali a debito, e quindi servizi pubblici sempre minori. Ma questo "terribile sgarro" non è stato minimamente osato. Allora è accaduto che il robot Monti si è di colpo impietrito. Passano cinque, dieci interminabili secondi ma niente: il premier tace e fissa il vuoto rintronato. Il conduttore Formigli prova a rompere l’imbarazzo creatosi e lo imbecca come un piccione: “E’ difficile?“. Solo allora, quando sono trascorsi ben diciassette secondi di silenzio Monti si sveglia dalla catalessi, riaggiusta i circuiti, e spiega: “E’ difficile, ma sto cercando le parole…“. Come direbbe il vecchio Liga!

      Le 25 domande al signor Monti, che i media non fanno  

    Certo, se al posto di Formigli ci fossimo stati noi di "Qui Europa" qualche domandina in più l'avremmo fatta al professore. Magari l'avremmo aiutato noi a trovare meglio le parole giuste. Così, tanto per gradire. Giusto per antipasto:

    1) Perchè, ad esempio, caro Monti, insistere con il rigore in un periodo di crisi gravissima (avviatasi già nell'estate del 2007) e poi sprofondata in recessione grazie alle sue manovre?  

    2) Perchè non dire la verità su chi sono i reali responsbili di questa crisi (banche e speculatori in primis) e gettare fumo negli occhi della gente, parlando di evasione fiscale ed altre cavolate simili, di secondo piano?

    3) Perché riformare l'articolo 18? Cosa c'entra con la crescita una manovra altamente recessiva?  

    4) Perchè istituzionalizzare – con l'inserimento nelle Costituzioni degli stati Ue – il fiscal compact (cioè il pareggio di bilancio) e rinunciare per sempre al ruolo statale di traino dell'economia?  L'economia italiana deve forse portarla vanti la mia famiglia? 

    5) Perchè impedire la crescita di uno stato abolendo di fatto il deficit spending (cioè la possibilità dello stesso stato di investire e creare ricchezza a debito, mediante il moltiplicatore economico) e poi parlare ipocritamente (ed in maniera meschina e menzognera) di crescita, riempiendosi la bocca davanti alle telecamere ed ai telegiornali?

    6) Perchè non dire la verità ed ammettere che con misure così recessive l'Italia non potrà riprendersi mai più, ed illudere i contribuenti su una probabile ripresa (che non ci sarà: non potrà essereci alle condizioni attuali) ?

    7) Perchè far morire migliaia di aziende italiane (e impoverire milioni di Italiani ed europei)  permettendo la chiusura dei rubinetti del credito ed assistere impassibili alla svendita del fior fiore delle maggiori società nazionali, letteralmente regalate nelle avide mani della speculazione estera ?  

    8 ) Perchè non rinazionalizzare la Banca d'Italia, regalata ai privati nel 1992 con il decreto Carli-Amato, e costringere gli Italiani ad acquistare il loro stesso denaro, al 6%, privandoli della propria sovranità monetaria?  

    9) Perchè non vietare o non chiedere alla Ue di vietare le operazioni finanziarie in derivati (operazioni che pagano anche i contribuenti italiani  – puramente speculative) le operazioni off-shore ed i depositi over-night, che fruttano miliardi di euro all'anno alle banche? 

    10) Perchè illudere con la storia del debito, quando il debito in realtà si autorigenera per via dell'articolo 123 del Trattato di Lisbona (che obbliga gli stati europei a rifinanziarsi sui mercati internazionali , cioè presso banche private, a tassi altissimi?) e per l'instabilità favorita dall'euro con la complicità delle agenzie di rating, sostituitesi agli stati quali enti sovrani assoluti?

    11) Perchè permettere alla benzina di raggiungere livelli intollerabili ed insostenibili e pesare sul bilancio familiare e non dire agli Italiani come vengono usate le altissime accise statali sul carburante, in parte utilizzate ancora per finanziare guerre e missioni finite da un pezzo?  

    12) Perchè l'Italia è il Paese al mondo che paga più tasse e con il fiscal compact riceve quote di servizi inferiori a quanto pagato dai contrinuenti?  

    13) Che fine fanno, caro Monti, i miliardi di euro che lo stato ogni anno incamerà dalle scommesse sportive (ormai diffusissime) e dalle varie lotterie o giochi d'azzardo?  

    14) Prima il pagamento delle tasse era giustificato dall'ottenimento di servizi maggiori: che senso ha pagare le tasse se lo stato non restituisce più alcun servizio per via del pareggio di bilancio? Che senso ha ripiegare sulle fasce deboli: precari e penzionati?  

    15) Perchè raccontare bugie sul debito, dicendo che la crisi è collegata al debito pubblico italiano (pari a circa 2000 miliardi di euro) quando il Giappone ha un debito di 4000 miliardi di euro ed è un paese in netta crescita, malgrado il livello di debito record e il terremoto nucleare subito?  

    16) Perchè non dire agli Italiani che paghiamo ogni anno la pazzesca cifra di 80 miliardi di euro di interessi alle banche? Compresa la Morgan Stanley: la banca della quale Giovanni Monti (figlio di Mario) è Vice-Presidente, ed alla quale di recente egli ha rimborsato 2,5 miliardi di euro di sottoscrizioni sul debito pubblico italiano.  

    17) Perchè non ammettere che oggi gli Italiani pagano le tasse e lavorano per la felicità delle banche: solo per ripagare 80 miliardi di euro di interessi gli Italiani devono sostenete qualcosa come 2 manovre finanziarie?  

    18) Perchè non dire che molti media (giornali e tv) tacciono su quelle che sono le reali mortivazioni della crisi, spostando l'attenzione su argomentazioni secondarie?  

     19) Perchè spacciare indegnamente  il riciclo al Sud di fondi europei stanziati dall'Ue e tragicamente non spesi dalle Regioni del Mezzogiorno nel periodo 2007/2013 (per i quali gli Italiani hanno già versano il 3% del loro Pil ogni anno a Bruxelles) come manovre per la crescita? Perchè spacciare normalissimi e minini interventi sociali a vantaggio delle classi più deboli come misure per la crescita? Con che coraggio? 

    20) Caro professor Monti, perchè scambia gli Italiani tutti per analfabeti e poveri ignoranti da raggirare con falsi paradigmi e vuote parole che non dicono nulla?  Sfortunatamente qualcuno tra noi ha studiato economia! 

    21) Perchè raccontare balle sull'esistenza di un'economia dinamica e sulla fuoriuscita dal tunnel della crisi, quando le uniche armi a disposizione della crescita (investimenti statali e capitali d'impresa privati) sono stati entrambi neutralizzati attraverso armi di distruzione di massa come "fiscal compact" e "credit crunch" (stretta creditizia delle banche: ingiustificata e velocemente digerita dal governo dei banchieri) ?  

    22) Perchè permetterà presto all'Iva di raggiungere un'aliquota del 23%? Non è una mossa recessiva?

    23) Perchè presto anche i dipendenti puibblici – almeno a sentire la Fornero – saranno suscettibili di licenziamento? E' anche questa una misura per la crescita?  

    24) Perchè non va mai in tv ad affrontare contraddittori con personalità della politica e dell'economia che quotidianamente dimostrano (con pochissima risonanza dei media) la portata distruttiva delle sue misure rigoriste?  

    25) Perchè non chiedere al Consiglio europeo, alla Bce ed all'Ue, di ridonare le sovranità rubate all'Italia (fiscale – con il fiscal compact – monetaria – con il controllo della Bce da parte dei privati – e nazionale – con i gravissimi dictat del rating sugli stati sovrani) ?  

    Ed infine, detto tra noi, perchè – se dice di amare il Paese – dopo questi gravissimi ed apocaittici disastri,  che Lei ha contribuito in maniera pesante a creare – con le sue politiche rigoriste, mercatiste e neo-liberiste – non dice la verità, ringrazia Giorgio Napolitano ed i partiti che sfacciatamente continuano a sostenerla e non si dimette?  Grazie! In attesa di una risposta che non verrà mai, a nome della redazione di Qui Europa, Le Porgiamo i Sensi della Nostra più Alta Considerazione.

    Sergio Basile – Direttore "Qui Europa"  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    VIDEO – Imbarazzante silenzio di Mario Monti La7 / Precariato a Catanzaro http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=L95oh5N1p_w

     

  • Crisi: Il professore se ne lava le mani

    Crisi: Il professore se ne lava le mani

    Mercoledì, Maggio 9th / 2012

    – di Sergio Basile e Silvia Laporta – 

    Crisi Ue / Italia / Mario Monti / Silvio Berlusconi / Attacco / Media / Cioerenza / Responsabilità / Attacco mercatista / Responsabilità della politica / Teatrino della politica / Misure recessive / Neoliberismo  / Responsabilità dei media  / Qui Europa / Silvia Laporta / Sergio Basile  

    Monti: Attacco a Berlusconi, sulla crisi

    La crisi? Responsabilità dei governi precedenti!

    Il professore se ne lava le mani

    Roma – Il dibattito sulla crisi, tenutosi ieri nella capitale, durante un convegno sull’Europa, si colora di sfumature prevalentemente politiche, lasciando al sociale – imperdonabilmente – uno spazio davvero limitato, malgrado l'ormai altissimo ed incontrollato numero dei suicidi, che sta scrivendo una delle pagine più buie della nostra, sia pur giovane, Repubblica. Ecco che allora il professor Mario Monti, nelle scorse ore – ed in vista del successivo meeting sullo Stato dell'Unione di Firenze, tenutosi nel pomeriggio – ha approfittato dell’occasione per togliersi una serie di “sassolini dalla scarpa” – o forse, più precisamente, per "lavarsene le mani" – inscenando una serie di veementi, quanto studiati, attacchi al mal governo dei partiti politici e dei governi precedenti, con l’intento di continuare quel gioco di “scarica barile” tipico della politica Italiana.  Vergognoso! "Le conseguenze umane della crisi – ha affermato il professore – dovrebbero far riflettere chi ha portato l’economia in questo stato e non chi da quello stato sta cercando di farla uscire". Anche se – a nostro modesto avviso – a tali affermazioni non crede neanche lui. Non ci ha mai creduto! Monti, infatti,  ha puntato il dito contro chi avrebbe ridotto – a suo dire – l’economia in queste condizioni, invitando i governi che lo hanno preceduto a riflettere sulle conseguenze umane dello sfacelo, più che a scaricarne le responsabilità sull’attuale governo. Ma forse, il caro prof, dimentica che grazie soprattutto a lui ed alle sue politiche neoliberiste distruttive, l'Italia ha accumulato un debito record. Come? Vediamo!

      Responsabilità e verità celate  

    Pochi conoscono la verità! Basterebbe tuttavia andare a sbirciare tra i siti di stato, alla ricerca dei collaboratori e dei consulenti che dagli anni Settanta in poi i vari governi hanno utilizzato per contribuire allo sfacelo. Vedremo come per magia spuntare il nome di un promettente giovane di belle speranze di nome Mario Monti. Ma che combinazione! Infatti, "Nel giugno 1981, – dato riscontrabile facilmente anche sul web –  una commissione di studio, presieduta da Paolo Baffi, direttore generale di Bankitalia, deliberò di seguire lo schema d'un giovanotto, molto stimato dai Rothschild (dinastia élitaria di banchieri) , tale Mario Monti, il quale propose l'emissione di titoli a lungo termine, con aste mensili e quindicinali, in modo che il rendimento cedolare fosse fissato dal mercato (e come poteva essere diversamente)  con scadenze tra i 5 e i 7 anni". La proposta "mercatista" passò con una vera e propria standing ovation. Con che risultati? Il deficit pubblico andò alle stelle, come le stesse spese, soprattutto quelle sanitarie, (e di riflesso) le tasse e la benzina. Ciò inaugurò, ed istituzionalizzò, l'era del debito in Italia. Una manovra mercatista – insinuatasi con la complicità della politica – nel cuore dello "stato democratico", per vincere la quale – a distanza di quarant'anni – viene chiamato ancora lo stesso professorino arrogante, ancora lui, con altre soluzioni e ricette  – guarda un pò – sempre mercatiste. Roba da matti!

      La coerenza dei media italiani  

    Ma d'altra partre tutti – tranne molti giornali e tg di bandiera – hanno ormai capito che 1) l'80-90% del debito italiano è legato alla speculazione bancaria: prima dimenticanza (o verità mistificata) di Mario Monti!; 2)  L'austerity serve solo a creare recessione, nonché uno stato perenne di precarietà e di bisogno; ed a costringere migliaia di imprenditori con l'acqua alla gola a svendere sul mercato le loro imprese – i loro gioielli di famiglia –  al più furbo, ricco o migliore, offerente. Intanto il prof, in una subdola quanto pianificatissima strategia –  la stessa utilizzata un dì dai giovani disertori "per non andare in guerra" – finge di non capire. Ostenta normalità,  attaccando – ora è il loro turno – giornali di centro-destra, ex ministri dell’esecutivo Berlusconi e esponenti dell’estrema sinistra e del centro sinistra; gli stessi che hanno chiamato esplicitamente in causa Palazzo Chigi  come mandante morale del dramma di chi si è tolto la vita. Che spettacolo è la politica in tv in questo periodo! Quasi quasi torniamo a farci l'abbonamento a Sky sport! Per disperazione, s'intende! Anzi no! D'altra parte perchè rimpinguare le casse del "democratico" Murdock?Notiamo con rammarico e sorpresa che Sky Tg24, oggi, ci sembra infondo proprio la brutta copia del Tg1, di Porta a Porta, di Ballarò o del Tg di La7. Possiamo dire che oggi, per come non si affronta il problema delle vere origini crisi fin dalle radici ed in maniera approfondita – probabilmente senza creare grattacapi o noie ad uomini di grande potere a capo di corazzate mediatiche come "Il Corriere della Sera" e "Repubblica", Ferruccio De Bortoli ed Eugenio Scalfari – oggi Sky Tg24 sta a Monti, come il buon vecchio fido-Emilio (il miglior amico… di Silvio) stava a Berlusconi. Per la gioia degli Italiani, che malgrado il pagamento di salati canoni, ancora non comprendono bene cosa c'è all'origine della crisi. Qualcuno è ancora convinto che alla base di tutto ci sia, in sé e per sé, il debito pubblico. Poveri illusi! a tali illusi sarebbe bello chiedere come mai allora il Giappone che presenta un debito doppio rispetto all'Italia, sia oggi un paese in crescita! O come mai la Francia – che presenta un debito privato d'impresa di 7000 miliardi di euro, rispetto ai soli 40 miliardi delle imprese italiane – non è in crisi, ma anzi, acquista a più non posso – ogni giorno – gioielli del made in Italy che il mondo ci invidiava!

      Il Teatrino dei dilettanti e la rabbia degli spettatori   

    Ma tornando alle ultime ridicole esternazioni del professore, in esse – ad onor di cronaca – gi attacchi più mirati sono stati proprio per l'ex premier (eletto) Silvio Berlusconi, ma anche per l'ex super-ministro Giulio Tremonti, il quale, intervistato qualche giorno fa da "La Stampa", ha espresso tutto il suo malcontento per le manovre finanziare del governo tecnico, reo – a suo dire – di aver prima aumentato le tasse e poi introdotto dei tagli, insostenibili dall’economia italiana, oggi fortemente depressa. Una depressione di cui  invece il premier attribuisce la responsabilità direttamente allo stesso Tremonti e agli esponenti berlusconiani che ora vorrebbero dissociare il Pdl dal “governo delle tasse”, ma che sono – per il bocconiano – i diretti responsabili dell’attuale pressione fiscale. Insomma una classe politica – di eletti e tecnocrati nominati all'ultim'ora – di cui andare davvero fieri. Peccato che – parole a parte – nessuno vuol prendersi la responsabilità, dinnanzi agli Italiani, di staccare la celeberrima spina ad un governo improponibile e distruttivo, capace di vivere solo di propaganda mistificatrice e retorica di bassa scuola: "La situazione in cui questo governo si è trovato ad esordire era di margine strettissimo quasi pari a zero. Lo sforzo era sottrarsi alle pressioni cui era sottoposto il governo Berlusconi perché l’Italia si sottomettesse alla tutela dell’Fmi o dal Fondo Salva Stati come successo alla Grecia. E cessasse di essere un rischio". Ma, tornando ai problemi del Paese, non sono i dibattiti, ora,  che ci interessano. In questo momento l’Italia ha bisogno di seri provvedimenti per risanare una crisi che ormai è diventata troppo invasiva della vita degli Italiani. Non sono le parole che ci salveranno!

    Sergio Basile  e  Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • “De-crescita” 2012: le stime al ribasso della Bce e le dimenticanze di Draghi

    “De-crescita” 2012: le stime al ribasso della Bce e le dimenticanze di Draghi

    Venerdì, Marzo 16th/ 2012

    Bce / Crisi Ue / Stime Pil / Ribasso / Responsabilità / Eurozona / Tecnocrati / Draghi

    "De-crescita" 2012: le stime al ribasso della Bce e le dimenticanze di Draghi

    Caro “Super-Mario”, la responsabilità è anche tua!

    Francoforte – Nelle ultime ore l’Eurotower  ha calcolato al ribasso le stime sul Pil dell'eurozona per il 2012, misuratore economico cui variazione attesa sarebbe compresa tra il -0,5% e lo 0,3%. Quindi un’ulteriore flessione rispetto alle precedenti rilevazioni che vedevano il Pil, nello stesso anno, tra lo 0,5% e il +1%. Per “Super-Mario Draghi” si tratta comunque di aspettative tutto sommato ottimistiche – alla luce di quanto sta accadendo in Europa – forse anche troppo! “Tale flessione” – si legge nel comunicato mensile – sarebbe giustificata  infatti dalla “diminuzione della domanda estera, dagli elevati prezzi del petrolio, dalle misure di risanamento delle finanze pubbliche e – a quanto pare per la Bce non in maniera determinante – dalle condizioni di offerta del credito lievemente – termine alquanto paradossale – più restrittive”. "Le prospettive economiche – continua il bollettino – dovrebbero essere sostenute dalla domanda estera, dai tassi di interesse a breve termine, molto contenuti nell'area dell'euro, e da tutte le misure adottate a sostegno del buon funzionamento del settore finanziario dell'area . Di seguito, tuttavia, Francoforte riconosce il fatto che il processo di risanamento dei bilanci “continui a frenare la dinamica di fondo della crescita",  senza nascondere la probabile propagazione dell’ira del – consentiteci l’aforisma – “dio-mercato” (ancora a quanto pare adirato per il debito sovrano) all'economia reale dell'area euro, con “contestuali ed ulteriori rincari delle materie prime”. Insomma, un disastro! Peccato che nel pandemonio il board della Bce ometta di indicare: 1) la malsana volontà della politica europea nel gestire al meglio la situazione, partendo proprio dal cuore del problema. Ometta cioè di ricordare che – ignorando, tra l’altro, le tensioni sociali sempre maggiori – l’Ue dovrebbe frenare una volta per tutte, e con tutti i mezzi possibili, le agenzie di rating – come noto controllate in gran parte da grandi multunazionali, che attraverso propri rappresentanti ne occupano i posti migliori nei consigli di amministrazione –  permettendo loro – su via libera della stessa politica – di giudicare al di sopra della sovranità statale, e di ridicolizzare le costituzioni degli stati europei, nonché la dignità degli stessi cittadini europei, con il benestare di molti presidenti; 2) Far rinsavire l’Eba dall’imporre coefficienti bancari di riserva patrimoniale troppo alti, addirittura oltre i limiti già consistenti di “Basilea 3”, alimentando gli alibi del credit-crunch; 3) Far rinsavire Barroso dall’adottare – come annunciato nei giorni scorsi – una proposta legislativa – sempre in linea con Basilea 3 – incentrata su “migliori requisiti di capitale” e “Capital Requirements Regulation” (maggiori requisiti prudenziali) per gli istituti di credito e finanziari dell’Ue; 4) Le responsabilità della stessa Bce e dei tecnocrati poco vigili – a partire dall’inizio della scorse estate – sulle politiche monetarie dell’Ue: rei di aver celato o sottovalutato per troppo tempo il problema del deficit nazionale (tirato magicamente fuori dal cilindro del Governo italiano e dell'Ue, dopo la bocciatura dei referendum sulle privatizzazioni in Italia e dopo il tardivo,  quanto fastidioso, regalo della "letterina-diktat" prenatalizia targata Bce) e di aver lasciato la formazione dei tassi di interesse in balia dei mercati e di operatori e speculatori finanziari e bancari (senza scordare, tra l'altro, il fenomeno altamente deviante dei “depositi over-night” – vedi articolo in “Qui Europa” del 6/3/2012); 5) La grave responsabilità del Consiglio Ue: reo di aver limitando incomprensibilmente il deficit-spending con il deleterio e recessivo “fiscal compact”: l’unica arma, quella dell’investimento a debito, per creare vera crescita economica, senza svendere il paese nelle mani dei soliti noti, sperando nel “miracolo dei poteri forti” o delle iper-privatizzazioni, che già molto male hanno fatto – negli Usa a partire dalla vampiresca “Reaganomics”, fino all’Europa – passando per l’ormai ex Bel-Paese, smontato a pezzi e “svenduto” all’offerente più furbo. E questo Mario Draghi lo sa bene! Farebbe meglio ad inserirlo nelle note nei prossimi comunicati Bce sul Pil. Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Scienza e tecnologia: il potere dell’uomo per creare disuguaglianze

    Scienza e tecnologia: il potere dell’uomo per creare disuguaglianze

    Martedì , Marzo 6th / 2012

    Italia / Roma / Etica / Scienza /Tecnologia / Responsabilità / Religione

    Scienza e tecnologia: il potere dell’uomo per creare disuguaglianze

    Responsabilità è la parola d’ordine per il futuro della scienza. Riflessioni sul progresso spirituale.

    Roma – Tecnologia e scienza, oggi, sono i motori che determinano i cambiamenti della società. “Responsabilità” è la parola che, invece,  deve disciplinare il loro rapporto e la loro influenza sulla vita collettiva. Proprio questo è stato il punto di partenza del convegno “Scienza e responsabilità, ricerca e sviluppo” tenutosi, nelle scorse ore, a Roma ed organizzato dal dipartimento di fisica dell’università La Sapienza e dalla fondazione Idis-Città della scienza di Napoli. Non possiamo dimenticare che la società è un prodotto culturale, una sintesi di esperienze costituita dal tempo, dallo spazio e dal fattore umano. “E’ lo smisurato potere che ci siamo dati, su noi stessi e sull’ambiente, ad imporci di sapere cosa stiamo facendo ed in quale direzione vogliamo inoltrarci” sosteneva il filosofo tedesco di origine ebraica Hans Jonas. La sua citazione ha rappresentato il nucleo centrale della conferenza e la stessa impone profonde riflessioni. Se da un lato è importante incoraggiare il progresso scientifico e tecnologico, dall’altro non vuol dire che la scienza debba avere carta bianca. L’articolo 4 della nostra Costituzione recita “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”. Ecco: il progresso spirituale. Un “progresso” che sembra regredire. “L’espansione incondizionata della scienza e della tecnologia – ha affermato il chimico Vincenzo Balzani – rischia di aumentare le disuguaglianze, rendendo il mondo ancora più fragile”. Infatti, saranno i mezzi economici a garantire l’accesso alle nuove terapie che sviluppano l’intelligenza e questo creerà delle diversità notevoli. Ecco perché, il progresso spirituale dell’uomo diventa prerogativa principale: potrà anche essere diverso il portafoglio, ma solo davanti a Dio siamo tutti uguali.   Maria Laura Barbuto  (Copyright © 2012 Qui Europa)