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  • Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

    Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

    Domenica, luglio  1st / 2012 

    – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima )

    Vertice Ue  / Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Mario Monti / Angela Merkel  / Contro informazione / Dittatura del debito / Dominio tedesco / Nazismo Bianco / Crisi indotta / Euro / Misure fittizie / Speculazione / Delegittimazione degli stati / Anarco-capitalismo / Iper-liberismo / Politiche liberiste / Leviatano / Morte degli stati nazionali / Privati e lobby al potere / Accentramento / Stati Uniti d'Europa / Banca Europea degli Investimenti / BEI / Eurobond / Project Bond / Fondi Strutturali / Union Bond / Super-stato Federale / Ipotesi antistorica / Efsf / Scudo Anti-Spread / Resolution Fund / Ricapitalizzazioni bancarie / Unione bancaria / Tobin Tax / Unione Fiscale / Garanzia Europea sui Depositi Bancari / Target 2 / Redemption Fund / Mutualizzazione dei Debiti Pubblici / SMP / Security Market Program / Contro informazione / Europa / Qui Europa / Sergio Basile 

    Bruxelles – Vittoria di Monti e dell'Italia?

    No! Vittoria di Banche, Lobby e

    Anarco-capitalisti

    Una colossale Montatura Mediatica – Media 

    casta esultano: "Monti meglio di Balotelli!"

    Italia ed Eurozona, verso la Dittatura dei Privati, 

    affogano nel debito – "Qui Europa" vi spiega

    perchè, punto per punto

     

    di Sergio Basile

    Vertice Bruxelles – La Falsa Vittoria dell’Italia – La Vittoria di Monti e delle Lobby

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Vertice Ue – Mario Monti, le lobby e gli anarco-capitalisti al potere             

    Bruxelles – Nelle scorse ore, a Bruxelles, presso Palazzo Justus Lipsius i 27 del Consiglio europeo hanno concluso l'atteso  vertice sulla crisi dell'Eurozona. Un summit molto propagandato, che tuttavia – nei fatti – si è trasformato in una rimpatriata di leaders (e lobbisti) votati in gran parte all'anarco-capitalismo ed all'istituzionalizzazione del debito, dell'austerity e dei tagli pubblici. Obiettivo vero, dietro la facciata di miracolistiche misure "anti-crisi", è stato il tema dell'accentramento in un Super-Stato Ue, nonché il definitivo predominio dei privati sugli stessi stati (ex-sovrani). Principio di incubazione di quelli che – nelle ambizioni imperialistiche della tecnocrazia – sono i cosiddetti "Stati Uniti d'Europa": disegno antistorico e mondialista che si sta abbattendo come uno tsunami sull'Eurozona e sulla povera e provata Italia. Un Paese – come visto – in balia della recessione e degli attacchi dello spread. Ciò sotto un velo di disinformazione mediatica e di un perfetto mix di ignoranza (del popolino) e mala fede (di interessate caste). Il tutto in diretta, e sotto lo sguardo smarrito, ed a tratti attonito, di un popolo "teledipendente", addomesticato a dovere – cioè – dalla solita mamma TV. Al centro della scena, sul parter di Bruxelles, un pimpante Mario Monti, vicino al suo "vero" obiettivo come un falco sulla preda, per la gioia non tanto dei tartassati Italiani, quanto piuttosto – evidentemente – della sua carissima Commissione Trilaterale.

      Il vertice al netto della propaganda                                                                          

    Ma per comprendere ciò che davvero è accaduto a Bruxelles (nella sua reale gravità) dobbiamo innazitutto buttare il telecomando, spegnere la tv e avere l'onesta intellettuale di sgombrare i facili entusiasmi (ingenerati ad arte dai media) nati anche sull'onda  dell'euforia dell'Italia calcistica nella notte di Varsavia. Varsavia-Bruxelles, dunque! Sarebbe bello credere in una doppia schiacciante vittoria dell'Italia, (e magari entrambe ai danni della Germania) ma così non è stato. Non è tutto oro quel che luccica! Per capirlo, è necessario analizzare – passo passo, e con un pizzico di buona volontà – la reale portata del cosiddetto "Growth Compact" (Patto per la Crescita da 130 miliardi di euro – 1% del Pil degli stati Ue) e dei suoi elementi accidentali: 1) Ricapitalizzazione della (privata) Banca Europea degli Investimenti (BEI); 2) riutilizzo dei Fondi Strutturali (sottratti ai cittadini delle aree più arretrate, perchè non utilizzati dalle regioni); 3) massiccio ricorso al Fondo Salva Stati (EFSF); 4) Attivazione del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES); 5) Creazione di Fondi di contenimento "Anti-Spread"; 6) Project Bond.  

      La Via maestra del Debito, dell'Austerity e del Centralismo                            

    Possibili aperture future anche sulla  ricapitalizzazione diretta delle banche e sulla mutualizzazione del debito dell'Eurozona (eurobond) e delle garanzie dei depositi bancari. Ipotesi tuttavia, specie queste ultime, fortemente osteggiate da Angela Merkel. In cantiere anche il "Resolution Fund" (fondo per la liquidazione pilotata delle banche non ritenute suscettibili di auto-reggersi); la Tobin Tax (tassazione sulle transazioni finanziarie) e "dulcis in fundo" l'Unione Bancaria (sotto l'egida della BCE: cosiddetta "Vigilanza Integrata") e l'Unione Fiscale (Unione di Bilancio): cioè l'unione di tutti i bilanci degli stati membri dell'Ue, in un unico bilancio "confederale".

      La Morza dei padroni                                                                                                     

    Lontana resta la "Licenza Bancaria", cioè la possibilità del "liberticida e dittatoriale" MES di avere accesso immediato alla liquidità illimitata della BCE. Ciò – evidentemente – eviterebbe al famigerato MES di finanziarsi salassando i contribuenti europei. Cioè eviterebbe di incrementarsi e vivere alle spalle (in quota) anche delle famiglie italiane. Ma in tal modo la "stretta" dei padroni sui servi, evidentemente, si allenterebbe, e poi (elemento molto pretestuoso) in tal senso alcuni leader (tra i quali la Merkel) hanno notato ed obiettato che così facendo si aggirerebbe il vincolo del Trattato di Lisbona, che vieta alla BCE di finanziare direttamente gli stati membri (Art. 123). Perciò la via più corta scelta dagli euro-padroni dei popoli europei è quella di continuare a fare il gioco della speculazione, continuando a tenere aperto il rubinetto del finanziamento "intermedio" dei privati e – quindi – spalancando la porta alla speculazione sul debito.

     Speculazione a piede libero                                                                                          

    In tal modo, infatti, gli Europei acquistano il proprio denaro ad "usura", ovvero pagando all'emissione già il 6% d'interesse. Come credete che si gonfi il debito pubblico degli stati? Proprio con questo diabolico stratagemma! La prima cosa che il Consiglio europeo e Mario Monti dovevavo fare era dunque rinazionalizzare le Banche Centrali, evitando che il nostro denaro fosse in realtà gestito e rivendutoci dagli intermediari privati (banche private). In un parola, dovevamo riappropriarci della nostra sovranità monetaria: facile mossa per neutralizzare l'incremento ingiustificato e immorale del debito pubblico degli stati. Debito che alla luce di quanto detto si rivela ciò che in verità è: la morza pretestuosa ed infame che i nostri aguzzini usano contro di noi; contro le famiglie e le imprese italiane, per porci in stato di schiavitù controllata. Niente più di questo!

     La Balla del fondo Anti-Spread                                                                                   

    Come già trattato in precedenti articoli, e come noto, ciò che contribuisce a far lievitare il debito degli stati è il libero giudizio delle società (private) di rating, che influenzano e "controllano" – in maniera illegittima e gravissima, e tra l'indifferenza dei politici europei – il "rischio paese": cioè l'interesse in più (rispetto all'interesse dei titoli tedeschi, considerati i più affidabili) che i sottoscrittori devono avere in premio per acquistare BOT e BTP italiani. Cioè per finanziare il sistema Italia. Peggiore è il giudizio verso l'Italia, maggiori saranno lo spread e l'interesse sul debito addossato sulle spalle degli Italiani. Con questo illusorio  Meccanismo Anti-Spread (attivabile tramite gli acquisti di titoli di stato da parte del MES: che ha una dotazione di 500 miliardi di euro), pertanto, anziché provvedere a delegittimare tali agenzie, che dovrebbero rispettare la sovranità statale e non mettere "voticini" agli stati, come fossero "scolaretti", si prendono dalle casse dei contribuenti altri fondi (attraverso la tassazione ovvio!) per "fronteggiare" all'occorrenza spread troppo alti. Ma non sarebbe più facile mandare al diavolo lo spread e le pluri-indagate agenzie di rating? Società queste, tra l'altro, accusate – come già visto – di manomissione fraudolenta e pluriaggravata del mercato, e di voti sballati sugli stati. Come dimostrano le indagini in corso  presso numerose Procure, in Italia (Procura di Trani), negli Usa e non solo.

      Il complotto mercatista                                                                                                 

    Ciò, dunque,  evidenzia sempre meglio i contorni di un complotto mercatista ai danni della democrazia. Complotto ovviamente taciuto e mascherato dai media che continuano a parlare incomprensibilmente di "successo di Mario Monti e dell'Italia". Da voltastomaco! D'altronde lo capiscono anche i bambini: perchè "illudersi di contenere" lo spread (creando nuovi fondi e nuovo debito) quando si potrebbe annullare in una semplice mossa?

     Come funziona l'Anti-Spread                                                                                      

    Esso – come detto sopra – funziona attraverso i "Fondi Salva Stati" (o sarebbe meglio dire "Fondi Ammazza Stati" – EFSF e MES) che si attiveranno immediatamente per acquistare titoli di stato. Ciò, tuttavia, senza risolvere a monte – come detto – il problema della lievitazione d'interessi da spread e la speculazione. Quindi, detta in parole povere, si usano soldi pubblici (che l'Ue potrà prelevare quando vorrà ed entro una settimana di tempo dalla richiesta fatta agli stati, cioè ai contribuenti) per continuare a speculare sul debito, che intanto si lascia "scoppiare" indisturbato. Ma la cosa che fa più sorridere (o piangere) e che lo chiamano "meccanismo anti-spread"!

     Inganno MES – creditore privilegiato                                                                        

    Tale "salvataggio" passa attraverso il MES: discusso e liberticida fondo – operativo fin dai prossimi giorni – che avrà lo statuto di "creditore privilegiato": in parole povere, in caso di insolvenza di uno stato finanziato, esso avrà il diritto di essere rimborsato prima dei creditori privati. Fatto sta che MES e speculatori privati terranno sotto scacco gli stati, leggittimati a diventare una sorta di "nuovi padroni" dei popoli. Con la recessione difficilmente i cittadini avranno altro sangue da spremere e buttare nel calderone delle tasse, annullandosi completamente. Ridotti praticamente in schiavitù! Un imbroglio totale dunque!

     Europa – Il Paradiso delle lobby                                                                                  

    Ma un'altra perla regalata dal club dei 27 è stata la proposta di definitiva rimozione (dall'autunno) delle Barriere al Mercato Unico Europeo. Un pacchetto che la Commissione presenterà dopo l'estate e che si presta al definitivo dominio delle multinazionali e delle lobby, ai danni dell'economia delle piccole imprese, sempre più esposte ad una concorrenza spietata, immorale ed incontrastabile, favorita dall'Ue e proveniente dalla Cina, dagli altri BRICS (Brasile, Russia, India e Sudafrica) e dai grandi colossi mondiali dell'economia. Quindi altre misure inique dopo i disastri (ad esempio) provocati con l'apertura del libero mercato ai paesi africani in agricoltura. Qual'è stata la conseguenza? E' sotto gli occhi di tutti: invasione di arance e olio di oliva a prezzi stracciati (3o cent al chilo per le arance) nel mercato europeo e nei mercati di Calabria e Sicilia. Prezzi anti-concorrenziali (vista l'abissale differenza del costo della monodopera italiana rispetto a quella africana) che stannno portando al fallimento migliaia di aziende agricole, specie nel Sud Italia, ma anche nel Nord e nelle aree a tradizionale vocazione agricola. Per non parlare dell'invasione di manufatti e tessuti (tossici) cinesi sotto il naso dell'Ue, e contestuale crisi del Made in Italy.

     La Ricapitalizzazione della BEI                                                                                    

    Entro fine anno la BEI (la Banca Europea degli Investimenti, controllata da un "board", consiglio, di privati) sarà ricapitalizzata (con soldi pubblici dei contribuenti) di 10 miliardi di euro. In tal modo l'istituto bancario (controllato dalla tecnocrazia) potrà "prestare" 60 miliardi l'anno per tre anni per gli scopi che intenderà perseguire "per il bene comune". Inizialmente il tetto dei 10 miliardi era stato alzato, ma poi c'è stata l'opposizione della Germania.

     La ricollocazione dei Fondi Strutturali                                                                      

    Il Consiglio ha poi preso in considerazione il riutilizzo dei Fondi Ue non spesi dalle regioni (per inerzia delle amministrazioni regionali – Es.: 30 miliardi di Euro del FSE solo in Calabria) al fine di ricollocarli verso la creazione di grandi opere infrastrutturali. Che non si ripresenti il tormentone del "Ponte sullo Stretto"? Anche qui leviamo una critica necessaria. Quei fondi che i nostri amministratori regionali non hanno usato (come avrebbero dovuto) per il bene comune e per scopi sociali, potevano ugualmente essere lasciati alle regioni per fronteggiare la crisi, ed integrare i redditi di giovani precari o disoccupati. Così facendo verranno dirottati verso "secondarie" opere infrastrutturali. E come se l'Ue ha un moribondo a casa e invece di comprare le medicine pensa  a ristrutturargli la casa. Paradossale! Da morto che beneficio ne avrà? Che ne sarà di quella casa?  Senza dimenticare che in tal modo l'Ue (governata da tecnocrati non eletti: vedi Manuel José Barroso e Herman Van Rompuy) si sta arrogando le funzioni economiche e d'investimento che prima spettavano agli stati (ora posti sotto lo scacco del pareggio di bilancio e della "spesa zero") ed a governanti regolarmente votati ed eletti democraticamente. Cosi Monti & Co stanno finendo per cedere pieni poteri (contro la Costituzione) a privati e tecnocrati, ed in maniera sempre più irreversibile.

     Unione Bancaria                                                                                                               

    L'Unione Bancaria – come detto in altri articoli – detta anche "Vigilanza Integrata" consiste nel rafforzamento della strapotere della "privata" BCE, che così facendo va verso il controllo diretto di tutte le banche più grandi. In pratica un unico grande inciucio bancario sganciato dal controllo democratico dei cittadini. Una élite posta sotto al controllo diretto e totale di coloro che stanno facendo scoppiare il debito pubblico degli stati a danno dei cittadini, e che ora muoveranno con maggior disinvoltura le fila dell'economia e della finanza, segnando un baratro sempre maggiore tra la plebe europea e la tecnocrazia. All'EBA (Autority Bancaria Europea) andrebbe il controllo delle banche minori: la stessa EBA che fu all'origine dell'inasprirsi della stretta creditizia delle banche ai danni delle imprese (credit crunch) alzando i coefficienti di riserva patrimoniale obbligatoria delle banche europee.

     Unione di Bilancio – Stati Uniti d'Europa                                                                 

    Oltre al già attuato "Patto di Stabilità", nel cantiere del Consiglio europeo e del (liberista) Mario Monti vi è inoltre un'ulteriore tentativo di  disintegrazione degli stati nazionali tramite la creazione di un unico bilancio confederale al posto dei 27 bilanci degli stati. in pratica l'Italia avrà in Europa lo stesso peso che avranno la Luisiana o il Kansas negli Usa. Quasi zero! Ipotesi pazzesa e completamente fuori dalla storia per mille motivi. Sarebbe come buttare dalla finestra, ed in pochi mesi, duemila anni di storia, tradizioni e cultura! Così, tuttavia, il controllo dell'élite ("non eletta") europea e dei club occulti che ne reggono le fila, sarebbe totale, con tutti gli aspetti deleteri e gli ulteriori diktat che ne potrebbero venir fuori. Ulteriore richiesta è stata quella di rafforzare i poteri del Parlamento europeo: cosa buona, se non fosse che tale ipotesi sarebbe accostata dall'insana idea di mandare letteralmente in pensione i Parlamenti nazionali ed i nostri rappresentanti (che qualcuno – seguendo probabilmente i "suggerimenti" della famigerata loggia massonica P2 – ha già pensato di dimezzare, anziché pensare a dimezzarne gli stipendi, con contestuale evidente deficit democratico).

     Garanzia Europea dei depositi Bancari                                                                     

    La Garanzia Europea dei depositi è una ipotesi – quindi per ora non passata, ma in cantiere – che ha trovato l'opposizione della Germania, rimanendo quindi al palo. Essa consiste in una copertura assicurativa uniforme dei depositi bancari. Un meccanismo che permetterebbe di garantire e "salvare" i depositi, facendo cadere però sempre sui cittadini europei (che con altissimi livelli di tassazione contribuiscono a creare, di fatto, anche il suddetto fondo) il peso di questa "fantasiosa ed ingannevole forma di salvataggio":  che entrerebbe in funzione automaticamente in caso di fallimento delle banche.

     Resolution Fund e Ricapitalizzazione Diretta delle Banche                              

    Il Resolution Fund, poi, implicherebbe l'ipotesi (non attuata  per il "no" della Merkel, ma – forse – attuabile in futuro) di garantire una liquidazione ordinata delle banche non in "condizioni di reggere". Ma come vedremo nel prossimo editoriale del lunedì (Schiavi di un Debito Illegale – Terza Parte – Il Sistema TARGET 2) il sistema bancario è fortemente condizionato dal predominio tedesco: possibile grazie ad un paradossale e squilibrato sistema europeo dei pagamenti, chiamato "Target 2". Un sistema che analizzeremo in tutti i suoi devastanti effetti, domani lunedì 2 luglio. Per ora, dunque, l'ipotesi di "Ricapitalizzazione Diretta" delle banche tramite il MES è solo rimandata. Ciò per l'opposizione di una Germania, che intanto sta continuando ad arricchirsi sulla base di questo pazzesco sistema bancario e dei pagamenti trans-nazionali. Infatti i tedeschi – con la ricapitalizzazione diretta – vedrebbero svanire parte dei loro guadagni indotti (Tramite il sistema TARGET 2) essendo – in tal caso – chiamati a partecipare direttamente – e pro-quota – al rifinanziamento diretto delle suddette banche. In attesa di analizzare le altre disastrose e recessive misure adottate e proposte dal consiglio Ue, frattanto, limitiamoci a digerire queste finora analizzate, con l'aiuto di un buon amaro e di qualche confezione di malox. Ciò nella consapevolezza di essere finiti, come dimostrato,  in una vera e propria dittatura. Quindi caro Monti, non c'è proprio nulla da festeggiare!

    Sergio Basile – Direttore "Qui Europa"

     

     

     

     

     

     

     

     

  • Europe – Even prisoners! – The show must go on!

    Europe – Even prisoners! – The show must go on!

    Giovedì, Maggio 17th / 2012

    – di Domenico Apicella –

    Unione europea / Europe – Even prisoners! / Eurozona / Parlamento europeo / Crisi Ue / Dittatura europea / Nazismo Bianco / Rating sovrano / Troika / Eba / Redemption Fund / Grecia / Fmi / Cheirtine Lagarde / Barak Obama / Wall Street / Speculazione / Ecofin / Basilea 3 / JP Morgan / Corsi e ricorsi storici / Gian Battista Vico / Qui Europa / Domenico Apicella  

    The show must go on! Dall'era del "cinghiale

    bianco" all'era del "Nazismo Bianco"

    La dittatura del "Rating Sovrano" continua a reggere,

    mentre Ue e Troika fanno di  tutto per favorirla e per 

    tenersi "buona" la Grecia

    Nuovi debiti in vista per gli Europei: i paradossi

    "Redemption Fund" e "Project Bond", mentre l'Eba

    e le banche esultano per Basilea 3

    Bruxelles – Mentre il mondo si appresta a fronteggiare un nemico senza volto ed i paesi tendono il loro sguardo verso un futuro incerto e misterioso,le agenzie di rating continuano a mietere vittime declassando i paesi che, claudicanti, cercano invano di rimanere in piedi (uno sporco lavoro ma del resto qualcuno lo deve pur fare). L'Europa subisce uno scardinamento progressivo della sua struttura,ma il mondo si interroga sulla tenuta della JP Morgan; è più importante interrogarsi sulle motivazioni che inducono un paese saggio come la Grecia a rinunciare ad un progetto di intenti comuni o sapere se una banca d'affari è affidabile sui mercati internazionali? da che cosa dipendono le nostre scelte,dall'andamento delle banche o dai convincimenti degli stati sovrani? Nel frattempo negli Stati Uniti la riforma di Wall Street – non ancora raggiunta – potrebbe rilanciare Barak Obama (il Fulmine dal Cielo) nelle prossime presindenziali alla "White House", riforma che sostanzialmente dovrebbe impedire che i soldi pubblici destinati alle banche possano essere dirottati verso operazioni speculative, esigenza questa che si percepisce dall'incalzare delle proteste dei cittadini statunitensi che non tollerano più questo fraudolento sperpero del denaro pubblico. Attenzione banche! Attenzione governi! il popolo prima  subisce poi reagisce. Gian Battista Vico li definirebbe “corsi e ricorsi storici”. Nel nostro continente invece personalità illustri del mondo finanziario, dopo accurati ed approfonditi studi, hanno finalmente raggiunto un risultato scentifico-matematico sensazionale,tenetevi forte: l'Italia e gli altri paesi deboli dell'Eurozona, senza politiche improntate sulla crescita "non cresceranno" (da non credere!). Intanto la moneta unica europea si indebolisce sempre di più,le borse sono calate ed i rendimenti obbligazionari dei paesi più deboli hanno superato il 6% (tra questi, Italia e Spagna).

      Addio Eurozona!  

    Questo sconquassamento interno all'Eurozona, provocato in larga parte dalla decisione Greca del ritorno alle urne e dalla conseguente (probabile) uscita dall'Unione europea e dall'euro, mina alla tenuta dell'intero quadro comunitario e ciò provocherebbe un effetto-domino che facilmente trascinerebbe nello stesso vortice Spagna e l'Italia. Ma per molti osservatori internazionale e Nobel per l'economia (come "Qui Europa" ha più volte detto nelle scorse settimane) una fuoriuscita progressiva e programmata dall'Eurozona, per Grecia & Co, sarebbe auspicabile e provvidenziale. Infatti svalutando la dracma, la Grecia inizierebbe ad attrarre aziende e turisti, e tutta l'economia ne uscirebbe bene. Certo, uscire di botto, al contrario, provocherebbe – come visto nei precedenti articoli – effetti distorsivi e contrari.

      La "Profezia Lagarde"  

    L'ultimo tentativo in ordine di tempo del Parlamento europeo, diametralmente opposto rispetto le dichiarazioni di alcuni esponenti politici dell’Ue e del Direttore Generale del Fondo Monetario Internazionale, Cristhine Legard – che ritengono tutto sommato gestibile l’uscita della Eepubblica Ellenica dall’euro – consta (come visto ieri) nell'approvazione in commissione di una proposta che punta ad ottenere una graduale mutualizzazione dei debiti attraverso un fondo di redenzione, il cosiddetto "redemption fund", al fine di convincere, persuadere gli stati membri che la volontà dell’apparato istituzionale europeo mira a supportare  con ogni mezzo i paesi in difficoltà. Già ma a che prezzo signori? Ad un prezzo improponibile per i soliti portafogli dei cittadini dell'Ue! D'altra parte, sarà sufficiente questo provvedimento per salvare l'euro? ma soprattutto la “profezia Lagarde” relativa alla gestibile e facilmente governabile situazione europea, al venir meno di un pezzetto del puzzle, corrisponderà allo scenario “reale” che ci troveremo davanti? 

       L'alibi di Basilea 3 e la serafica calma dell'élite europea  

    Pensate che nel continente europeo abbiamo recepito in modo così solenne l’esortazione alla serenità del direttore dell'Fmi, tanto che “l’emergenza Grecia” è riuscita ad offuscare persino l’accordo raggiunto all’Ecofin sui requisiti di capitale delle banche: dopo mesi e mesi infatti i ministri delle finanze hanno trovato un compromesso adeguato per introdurre a livello Ue  le regole di Basilea 3 che permetterebbero il riconoscimento alle banche – su pressione del Regno Unito – un’ulteriore 3% di “capitale cuscinetto” a livello europeo, al fine di gonfiare ancor più i propri coefficienti di riserva patrimoniale interni (Core Tier) e crearsi alibi ad eventuali nuove strette creditizie. Insomma, l’invito alla calma decantato da Cristhine Lagarde è stato pienamente accolto da tutta la comunità europea – deputati europei e banchieri compresi – che sommessamente ricambia con un cavallo di battaglia, appositamente modificato nel testo per l’occasione, e già dedicato ad un cavaliere che non mentiva mai:  "Meno Male Che Christine C’è!”.

    Domenico Apicella (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

  • All’Eurocamera: Crescita = Debito

    All’Eurocamera: Crescita = Debito

    Giovedì, Maggio 10th / 2012

    – di Franco De Domenico –

    Europa / Italia / Europarlamento / Roberto Gualtieri / Mario Monti / Pd /  Tecnici / Eurobonds / Two Packs/ Redemption fund / Project bonds  / Indebitamento / Debtocracy   

    Parlamento europeo: varie ricette anti-crisi 

    ma tutte pro-Debtocracy

    Tante proposte, ma la salsa è sempre la stessa

    Crescita sinonimo di indebitamento?

     Qualcosa non torna!

     

    di Franco De Domenico

     

     

     

     

     

     

     

     

      Paradossi Ue – Altre Obbligazioni e altri debiti per salvare l'Europa?  

    Bruxelles – I tavoli di trattativa si riaprono in Europa, in particolare dopo l'elezione di Hollande in Francia, e con importanti scadenze nel campo della disciplina economica, con varie proposte tra regola aurea, fondo di redenzione, obbligazioni a progetto. Roberto Gualtieri, eurodeputato Pd, ha presentato in aprile un emendamento che va in questo senso e che riguarda due regolamenti presentati dalla Commissione tesi a rafforzare la disciplina di bilancio. "In passato il mio emendamento rischiava di non passare – spiegava Gualtieri il 9 maggio -. Oggi con l'arrivo di Hollande e le idee presentate da Monti sono più possibilista. Un voto in Commissione è previsto il 14 maggio. Ci potrebbe essere un rinvio, oppure i deputati potrebbero chiedere all'esecutivo comunitario di fare una proposta. L'emendamento mi sembra efficace: eviterebbe un disordinato non rispetto delle regole, che vista la situazione economica è inevitabile". La proposta di Gualtieri, in linea con quella presentata dal premier Mario Monti – a testimonianza anche di un'alleanza piuttosto solida tra Democratici e Tecnici, speriamo fruttuosa per la nostra economia – va nella direzione dello scomputo delle spese di investimenti pubblici dal deficit: un tema caro, in questi giorni, al Professore – che vede in questa operazione uno dei possibili trampolini di "rilancio". Il gruppo liberale all'Europarlamento, dal canto suo, ha presentato un altro emendamento, che prevede la creazione di un fondo di redenzione (redemption fund). Il debito dei singoli Paesi che supera il 60% del Pil verrà, in tal caso, trasferito in un fondo speciale, con l'impegno da parte dei governi di rimborsare i titoli entro scadenze prefissate. Poi, lo stesso fondo emetterà obbligazioni garantite dagli Stati membri, a tassi ridotti; in modo che i Paesi più fragili abbiano interessi sul debito ridotti. I liberali, in particolare tedeschi, affermano che questa operazione è migliore delle obbligazioni europee, o eurobonds, che obbligano gli Stati a garanzie più lunghe nel tempo. Il gruppo socialista invece è piuttosto contrario, vede nel redemtion fund una pericolosa classifica tra Paesi virtuosi e Paesi meno bravi; e molti deputati lanciano una terza proposta, le project-bonds, obbligazioni a progetto. Le ricette sono tante, anche se rischiano di assomigliarsi tutte e di parlare tutte la lingua cara all'amata debitocrazy: ma lo scopo è lo stesso? E' quello di  uscire dalla crisi? Mah!  A voi il "difficile" giudizio! Intanto  un Paese sempre più in difficoltà, la Grecia, potrebbe uscire presto dall'euro.

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)