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  • Farsa Spagna – 100 miliardi di ricapitalizzazioni bancarie

    Farsa Spagna – 100 miliardi di ricapitalizzazioni bancarie

    Venerdì, Luglio 20th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Spagna / Crisi Eurozona / Ue / Consiglio europeo / Cristobal Montoro / Olli Rehn / Mariano Rajoy / Proteste e manifestazioni pubbliche / Manuel Barroso / Ricapitaliazzazioni bancarie / 1000 miliardi / Wolfgang Schaeuble / Bendestag / Vittorio Grilli / Giorgio Squinzi / Debitocrazia / Furto legalizzato / Sistema target 2 / Farsa / BCE / Spread / Rendimenti al 7%  

    Spagna – Stamane il Consiglio Ue avallerà 100

    mld di ricapitalizzazioni bancarie

    La farsa dei salvataggi continua, mentre nessuno

    pensa di rottamare il Sistema TARGET 2 e di

    rinazionalizzare le Banche Centrali

    BCE, falsa "Fata Turchina": lo statuto del SEBC la

    autorizzerebbe ad acquistare titoli del debito

    spagnolo, ma si preferisce esporre i titoli alla

    speculazione dei mercati

    Intanto vola lo spread. rendimenti al 7%, e si parla di "contagio"

    Bruxelles, Madrid – Nelle ultime ore i media italiani sono tornati a parlare di "paura del contagio nella zona dell'euro" per la "presunta crisi" delle banche spagnole. Quasi come se si trattasse di un morbo contagioso, una mucca pazza o una peste. Continua, dunque, senza sosta la propaganda di regime (incentrata su una totale disinformazione, utilizzata come una vera e propria arma golpista) che sparge fumo negli occhi degli Italiani e degli Europei, anziché dire la verità sul sistema TARGET 2 e su come in realtà il sistema dei pagamenti interbancari – concepito nel 2007 – sia stato predisposto per creare un vergognosa subalternanza dei Paesi e delle banche dell'Eurozona, nei confronti della Germania e delle sue banche. Lo abbiamo spiegato chiaramente e con pratici esempi nell'articolo pubblicato 2 settimane fa, dal titolo "Schiavi di un Debito Illegale, Terza Parte: Il Sistema target 2", che vi invitiamo a leggere, per controbbattere con cognizione di causa e piena consapevolezza a quanti sostengono la necessarietà e legittimità delle ricapitalizzazioni bancarie, oggi verso la Spagna e domani verso l'Italia (vedi articoli correlati).  Il presunto virus dunque, secondo l'analisi di "Qui Europa" (come dimostrato) fittizio e "creato in laboratotio" porterà oggi l'Eurogruppo a dare l'ultimo nulla-osta su 30 miliardi di euro che saranno elargiti a breve verso i caveau degli istituti (ormai) di "ex-credito" spagnoli, per la gioia del governo Rajoy. 100 nel complesso.

       Spagna – Fregatura contro Fregatura   

    Lo stesso leader Mariano Rajoy nelle scorse ore aveva lanciato – tra le reiterate e sistematiche proteste dei cittadini spagnoli: ormai metà dei quali precari e disoccupati – un nuovo accorato appello all'Europa, alla sua cara Europa dei banchieri, d'intesa con il ministro del bilancio spagnolo, Cristobal Montoro: ''La Spagna – ha detto Montoro – non ha un soldo in cassa per pagare i servizi pubblici e se la Bce non avesse comprato i titoli di Stato, il Paese sarebbe fallito''. Intanto Rajoy ed i suoi si apprestano a varare un nuovo piano di schiavitù, cioè di austerità, da 65 miliardi: obbedendo senza batter ciglio al nuovo diktat dello zar Manuel Barroso. Fregatura posta quale condizione di un'altra fregatura (in pieno stile FMI per intendreci): cioè in cambio di un anno in più di tempo per riportare il deficit sotto la soglia del 3% del Pil. Deficit, ricordiamolo, anch'esso fittizio e causato dalla privatizzazione della banche centrali dei Paesi della Zona Euro. Ma sentite la faccia tosta di Montoro e come si è giustificato verso gli Spagnoli scesi a protestare in centinaia di migliaia per le piazze di tutto il Paese e di Madrid: ''Ecco, noi danneggiamo l'euro con l'aumento del nostro debito sovrano''. Conclusione vera, caro Montoro, ma premesse false come i soldi del Monopoli, come il Paese dei Balocchi enfatizzato da Lucignolo nelle nota fiaba. Lo stesso che la tecnocrazia ha creato: lo stesso che si vorrebbe trasformare ora in un superstato ancor più dittatoriale e deleterio noto alla cronaca come "Stati Uniti d'Europa". Cioè, il "Paese dei Balocchi Uniti d'Europa!".

       Rottamate il Sistema target 2!   

    Intanto a chiudere il cerchio pro-austerity ci hanno pensato come sempre i mercati, con lo spread: il rendimento dei titoli è volato oltre la soglia del 7%. Allora si pensa alla soluzione di un nuovo memorandum d'intesa per "aiuti" (o regali, dipende dai punti di vista) alle banche ''fino a 100 miliardi di euro'' che oggi l'Eurogruppo avallerà – come detto – in cambio di un'austerity ancor più rigida alla quale assoggettare gli schiavi spagnoli. Trenta miliardi dei quali – come anticipato in premessa – saranno elargiti subito, per illudersi di fermare questa "emorragia vergognosa ed indotta dall'eurosistema". Ennesima porcata dell'eurocasta, ai danni della democrazia. Ma perchè invece non rottamare il Sistema TARGET 2 e rinazionalizzare le banche centrali per tornare ad "acquistare" il denaro pubblico a costo praticamente zero (1% anzichè 6 o 7%, grazie all'intermediazione delle banche private e degli speculatori), anziché negoziarlo sui mercati internazionali – nelle mani di affaristi senza scrupoli – con effetti devastanti per tutta l'economia reale? Ma evidentemente questo ai media nazionali non sembra interessare, poiché non ne parla mai nessuno. Troppo scomodo! Meglio invece parlare di "febbre da spread" e fondo salva Stati (Efsf e presto MES) per calmare la fantomatica "febbre dei rendimenti".

      Nel Fasullo Paese dei Baolocchi   

    Ma fino a quando dovremmo continuare ad ascoltare simili pazzie? Probabilmente per sempre, a giudicare almeno dall'andazzo, e se non verranno presi nei prossimi mesi i relativi e giusti provvedimenti democratici (elettorali) contro questi governi acconsensienti e collusi con questo sistema corrotto ed anti-economico, che ha trasformato il continente più ricco nel Paese dei Balocchi delle élite. Un Paese dove i "pinocchi" siamo noi comuni cittadini, e le fate turchine non esistono (non esiste cioè una BCE protesa all'acquisto dei titoli del debito pubblico dei Paesi Piigs, malgrado la possibilità sia prevista dallo Statuto del SEBC – Sistema Europeo delle Banche Centrali). Vi è solo qua e là qualche scomodissimo  Grillo parlante, che però i media ignorano per copione.

     Sistema target 2 

    E la Germania in tutto ciò che fa? Semplice, mantiene lo status quo! E lo dimostra il discorso tenuto ieri dal ministro tedesco delle finanze Wolfgang Schaeuble al Bundestag, il parlamento tedesco. Secondo Schaeuble ''esiste un rischio potenziale per gli altri paesi dell'Eurozona se non si aiuta la Spagna a risollevare le sorti delle proprie banche (…) a causa dell'estremo nervosismo dei mercati. la Spagna – ha continuato, chiedendo l'appoggio del Parlamento – non è in grado di gestire da sola le difficoltà del proprio settore bancario (e ti credo le avete studiate voi per i surplus delle vostre banche, caro Schaeuble!)  messo a rischio dalla bolla immobiliare''. Ma le balle srategiche di Schaeuble (non poteva essere altrimenti) alla fine hanno "convinto" (qualora ce ne fosse stato bisogno) la grande maggioranza dei parlamentari – 473 sui 583 presenti – accentuando l'immagine di una Germania cui vesti da "fata turchina" vanno strette (e non come qualcuno vorrebbe darci a bere). Una Germania, dunque, scaltra e travestita da cinica matrigna, solidale con i "surplus fittizi" generati dal Sistema dei pagamenti internazionali dell'Eurozona ( il famigerato e sempre più "occultato" Sistema TARGET 2 ) a tutto vantaggio delle sue banche e delle sue industrie.

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Germania-Italia: “esaltante scontro calcistico” e “finto scontro politico”

    Germania-Italia: “esaltante scontro calcistico” e “finto scontro politico”

    Venerdì, Giugno 29th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Consiglio europeo / Bruxelles / Berlino / Roma / Varsavia / Europei 2012/ Vertice europeo / Calcio / Italia – Germania / Spread / Crescita / Economia / Politica / Bilancio / Crisi europea / Tobin Tax / Esm / Banca Centrale Europea / Mario Monti / Angela Merkel / Alexander Stubb / Mario Balotelli 

    Germania – Italia: scontro calcistico e politico

    Mario Monti Vs Angela Merkel – Balotelli contro la

    corazzata tedesca. Ma in campo c'è solo il SuperMario

    del calcio

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Berlino, Bruxelles – Lo avevamo detto proprio ieri che l’Unica “Italia” che ci regala un sorriso è la Nazionale di calcio che sta disputando gli Europei e che ha conquistato la finale contro la Spagna. L’attesissimo incontro tra Germania ed Italia è terminato, come tutti sappiamo, 2 a 1 per gli azzurri che hanno portato a spasso per il campo i tedeschi, facendo loro un pò di “lezioni private” di buon calcio. Se Mario Balotelli ha permesso a tutti gli Italiani di gioire per i gol segnati, l’altro “Mario Nazionale” non ha seguito la strada del primo. L’altra partita tra tedeschi e italiani si è giocata, ieri stesso, a Bruxelles in occasione della riunione del Consiglio Europeo: Monti “contro” la Merkel per chiedere nuove misure affinchè l’Italia non soffochi nel debito e lo spread si abbassi notevolmente.

      Italia-Germania – Una doppia vittoria?  

    Nonostante si parli di una doppia vittoria, calcistica e politica, sulla seconda ci permettiamo di sollevare dei dubbi: la stampa nazionale ed internazionale ha parlato di un premier, Mario Monti, deciso a mettere alle strette la collega tedesca Angela Merkel ma, nonostante le sterili parole propagandistiche, dubitiamo fortemente del passo indietro a cui la Cancelliera si è vista costretta come dubitiamo della buona fede dello stesso premer, che ad oggi ha fatto di tutto per esporre l'Italia a rating e spread, e quindi di tutto per far esplodere il debito, lasciando mano libera – come visto in centinaia di articoli – ai suoi amici banchieri. Il professore ha chiesto (dopo mesi di gravissimo immobilismo e cecità estrema) misure anti-spread e per la crescita ed ha esordito affermando di non voler chiedere aiuto, ma soltanto capire se Italia (e Spagna) dovranno vedersela da sole oppure tutta l’Europa decida di mettere una toppa ed evitare la crisi totale. Vista così dovremmo quasi ringraziare il professore. Al pari di super-Mario Balotelli. Ma le cose non stanno come  propagandato dalla stampa vicina ed asservita alla casta.

      Italia-Germania – Una doppia vittoria?  

    Dall’altro lato, però, la Merkel è decisa a portare acqua al suo mulino e a difendere i risparmi dei tedeschi e non si è ben capito se noi Italiani, dopo l’exploit del “nostro caro" professore, dovremmo addirittura ringraziarlo  per essersi ricordato di essere a capo del Bel Paese. Come se non bastasse, a rincarare la dose ci pensa il Ministro per le Politiche Europee finlandese, Alexander Stubb, che si schiera accanto alla Germania sposando la politica del rigore e la mancata solidarietà con i paesi più deboli.

      Italia-Germania – Una doppia vittoria?  

     I lavori dei 27 capi di Stato e di Governo europei riuniti in Consiglio a Bruxelles hanno toccato diversi punti: dal bilancio comunitario alle risorse di cui potrà godere l’Ue nel periodo dal 2014 al 2020, dalla politica agricola comunitaria, all’unione bancaria, argomento che sarà ripreso sicuramente anche oggi. Monti minaccia anche di bloccare la Tobin Tax qualora la Cancelliera tedesca non si mostri più morbida nei confronti, non solo dell’Italia, ma di tutta l’Europa. Che il destino dello scacchiere internazionale sia affidato alle decisioni della Germania non è cosa nuova: peccato che Monti abbia cominciato a fingere di fare la voce grossa solo adesso dopo essere stato complice – né più némeno della Merkel – del disastro dell'Italia in primis e della stessa Eurozona. Ma d'altra parte – recite e chiacchiere a parte – la strada tracciata da Monti e Merkel è la stessa tracciata dai colleghi non eletti di Bruxelles: quella dell'accentramento e del MES. Quindi non ci resta che ringraziare – per ora e per sempre – un solo SuperMario, e non di certo quello della politica, ma quello del calcio: capace con due prodezze di piegare la Germania. Cosa che non è riuscita (ammesso che ci avesse mai provato davvero) al mario "delle banche". 

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

  • Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

    Martedì, Giugno 26th / 2012

    – L'Editoriale, di Sergio Basile –

    Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli del Debito Pubblico / Eurobond / Sistema speculativo / Target2 / Bretton Woods / SEC / Destabilizzazione del Sistema Economico / Creazione di uno stato di Schiavitù / Creazione di uno stato di Schiavitù /  Creazione di una Dittatura tramite il Debito 

    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte

    Ecco perchè il Debito che ci impongono è in

    gran parte illegittimo e non onorabile

    Una Truffa per ingabbiare e schiavizzare i cittadini

    Così l'Euro-Regime ci controlla col Debito

    Schiavi di un Debito Illegale – Seconda Parte – Il Grande Inganno di Mario Monti

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles, Roma – Nella Prima Parte dell'Editoriale sulla fondatezza e legittimità del "Debito" degli stati di Eurolandia (Qui Europa – Giovedì 21 Giugno) abbiamo visto come l’accumularsi del suddetto debito, malgrado le crescenti ed incalzanti chiacchiere e menzogne mediatiche diffuse da un tipo di giornalismo propagandistico e spudoratamente di parte, non sia qualcosa di “naturale” e “legale”, ma bensì sia (in larghissima parte) un qualcosa di costruito  ad arte. Di seguito – Prima di passare alla Terza parte inerente al ruolo del Sistama Bancario nel suo complesso ed inerente al ruolo delle banche centrali con il nuovo sistema "Target2" introdotto dall'Unione europea contestualmente all'adozione dell'Euro – riproponiamo ai nostri lettori una sintesi schematica, su quanto concluso nella "Prima Parte", al fine di migliorarne la comprensione e l'apprendimento.

     Una premessa essenziale – Il Debito è in gran parte  illegale  

    Il “Debito” al quale quotidianamente, ormai da mesi, immoliamo gran parte del nostro lavoro e della nostra ricchezza, è un qualcosa di “indotto”, un raggiro verso i cittadini del Sud-Europa e dell’Italia, perpetrato allo scopo di creare precarietà diffusa ed una becera ed immorale subalternanza classista. In parole povere il debito, che l’Ue e il professor Monti ci dicono di pagare a caro prezzo, è fittizio e proteso a “schiavizzare” i cittadini, imprigionandoli in una gabbia finanziaria sempre più asfissiante. Ciò mediante la cosiddetta "finanziarizzazione dell'economia". Vediamo perché, in questo "Secondo Capitolo", dopo una breve sintesi di quanto detto finora.

      Sintesi 1ª Parte – L’Europa e l’Inganno del Debito  

    Il Grande Inganno di Mario Monti – Schiavi di un Debito Illegale – Seconda Parte

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Gran parte del debito pubblico che stiamo “fingendo” di pagare (e poi vedremo perché ho usato il verbo “fingere”) è come detto nella "Parte Prima" (e come dimostreremo ancor meglio di seguito) dunque, illegale e “non onorabile”. Ciò, come ribadiamo, malgrado la disinformazione sul tema e la gravissima reticenza della stragrande maggioranza dei media nazionali, controllati direttamente dal governo o da grandi lobby e multinazionali in palese conflitto d’interesse, che impediscono di comprendere le vere motivazioni della crisi in atto. Come detto nell’articolo pubblicato su “Qui Europa” lo scorso giovedì 21 giugno, dobbiamo ricordare ai nostri lettori almeno 6 cose.

      1 – Il valore del denaro non equivale  più all’oro  

    Nel 1933 – come spiegato – gli stati del mondo sono andati verso una bancarotta generale e concordata dai leader delle nazioni che azzerrarono i rispettivi debiti a prezzo (di lì a poco) della incontrovertibilità (divieto di cambio) della carta moneta in oro, e della concentrazione dell'oro mondiale (principale bene rifugio) nei caveau degli stessi stati, poi controllato attraverso la nascita della "Bank for International Settlement" (BIS), con sede in Svizzera, a Basilea. Le nazioni divennero in pratica società di diritto privato registrate presso la SEC (Securityand Exchange Commission) di New York. Stesso destino toccò alla "Società Italia" che si trasformò, di fatto, in una “ Società Privata”.

      2 – Il denaro, dal 1944, non vale nulla – È un Semplice Strumento 

    Abbiamo visto, inoltre,  che dopo gli accordi di  Bretton Woods del 1944, con l'incontrovertibilità dei biglietti nel corrispettivo in oro – cioè con il divieto di cambiare una banconota di carta con l’analogo corrispettivo in oro: operazione prima ammessa – la moneta sia diventata una "ricchezza fittizia" contrapposta alla “ricchezza reale”: oro, case, terreni, appartamenti, pietre preziose, ecc.. (cose che invece rappresentano la vera ricchezza, quella – come vedremo – ambita dai furbi del sistema). La moneta divenne uno strumento di controllo di massa e tale da favorire lo spostamento della ricchezza reale, mediante la creazione di crisi e l’autoalimentazione del debito: per ogni euro che la “privata” BCE emette, come visto, c’è un automatico interesse da pagare.

      3 – Nasce l’Economia della Truffa – I Privati controllano gli stati  

    Abbiamo poi visto come il debito pubblico iniziò a “scoppiare e moltiplicarsi” con la successiva privatizzazione delle banche centrali e contestuale perdita della sovranità monetaria degli stati: come detto, Bankitalia fu privatizzata nel 1992 grazie al decreto Carli-Amato, che “regalò” – con l’assegnazione del 96% delle azioni – alle banche ed assicurazioni private il controllo dell’istituto un dì responsabile dell’emissione della moneta nazionale, la lira, sottraendo tale “controllo” ai cittadini ed agli organi prima deputati alla salvaguardia della sovranità monetaria degli stati: il Tesoto prima, e la Banca d’Italia poi. In seguito, il potere di batter moneta passò – in un palese disegno di accentramento – nelle mani dei “banchieri privati” della Bce (Banca Centrale Europea, con sede a Francoforte, in Germania). Questa iniziò a “regalare” (attraverso aste fasulle, ed a tassi bassissimi: es.: 1%) gli euro stampati alle banche europee (ovviamente private). Banche private che poi ancora oggi, rivendono lo stesso denaro (che dovrebbe essere di proprietà dei cittadini) agli stati europei e quindi ai cittadini a tassi da usura (oggi 6%) con ricavi altissimi (es.: 5% netto) e senza muovere un dito. Con un solo click di un pc. A istituzionalizzare e legalizzare questa vera e propria “truffa”, poi, ci ha pensato l’Ue, con l’Art. 123 del Trattato di Lisbona, che “obbliga gli stati a rifinanziarsi sui mercati internazionali, e presso le banche private”. Cioè gli stati – addirittura – diventano semplici correntisti. Paradossale ma vero!

      4 – L'Arma impropria dei Titoli del Debito Pubblico  

    Lo stesso Mario Monti, come trattato in precedenti articoli, fu consulente di molti governi avvicendatisi negli ultimi decenni in Italia, e fu tra gli artefici della diffusione dei titoli del debito pubblico su larga scala. Come noto tali titoli permisero agli stati di ottenere liquidità da investire nell’economia. Come premio i sottoscrittori (privati e banche) ottenevano a scadenza del titolo, il capitale “prestato” maggiorato di interessi. Tale prassi iniziò ad ingenerare l'impennata del debito pubblico statale e gli interessi passivi a carico dei cittadini crebbero a vista d'occhio (oggi, paghiamo solo di interessi circa 80 miliardi all'anno alle banche private). Oggi, in aggiunta, lo stesso Monti in veste di premier ha di fatto esautorato lo stato italiano, privandolo della facoltà di investire in economia, (Vedi Fiscal Compact) vietando  con la complicità della Germania e dell'Unione europea (con la scusante del controllo sul debito – che lo stesso Monti ha contribuito a creare) il cosiddetto "Deficit Spending": possibilità prima riconosciuta allo stato di investire a debito nell'economia nazionale, per creare e moltiplicare la ricchezza. Funzione attribuita, oggi, al solo capitale privato ed alla speculazione.

      5 – L'Europa nelle grinfie dei Privati – Rating e Spread  

    Come visto, un tempo le agenzie di rating (agenzie private controllate da lobby) giudicavano la “salute” delle sole società private. Successivamente i politici europei le legittimarono a “giudicare” anche gli stati sovrani, causando una nuova esplosione del debito pubblico degli stati (non più sovrani, ma trattati come semplici società, o meglio, come burattini). Ciò fu “favorito” dall’euro: la moneta comune permise di mettere in paragone economie differenti della stessa Ue e di far esplodere il cosiddetto spread, favorendo l'esplodere la speculazione. Il meccanismo fu incentivato proprio dagli attacchi delle famigerate agenzie di rating. Ecco un piccolo esempio: il declassamento di uno stato come l’Italia (declassamento – come visto nei precedenti articoli – improprio e pretestuoso) rispetto alla Germania  implica un aumento del differenziale d’interesse tra titoli (spread). Tale "declassamento", cioè, implica l’aumento del differenziale (espresso in punti: come accade per un termometro che misura il livello della febbre) tra gli interessi sui titoli pubblici italiani, rispetto a quelli tedeschi. Risultati? Sette  almeno, e tutti distruttivi:

     6 – Effetti disastrosi dello Spread sull'Economia Reale  

    Spread – La Bestia è libera e vuol divorare l’Italia e l’Eurozona

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    A) Aumentano di Miliardi gli Interessi sul Debito da pagare 

     A carico dei cittadini e a vantaggio di chi sottoscrive (anche a speculatori, dunque) i titoli italiani: oggi – come detto – paghiamo ogni anno alle banche private circa 80 miliardi (l'equivalente del valore di due manovre finanziarie);

    B) Aumenta la Tassazione  

    Aumentano le trattenute statali, le accise sul carburante, le tasse e le imposte da pagare, sulle spalle dei cittadini;

    C) Aumentano i Ricavi degli Speculatori  

    Aumentano i ricavi della speculazione e delle banche: peggiore è il giudizio delle agenzie sull’Italia, maggiore sarà lo spread, maggiori saranno i ricavi della speculazione.

    D) Destabilizzazione del Sistema economico  

    La ricchezza economica reale, visto l’abbassamento dei consumi e della produzione si riduce, e si crea prima la crisi del sistema e poi la recessione, con contestuale peggioramento della situazione iniziale ed aumento della disoccupazione;

    E) Creazione di uno Stato di Schiavitù  

    Si crea uno stato di gravissima schiavitù reale che impedisce di reagire e di vivere decorosamente, aumentando il controllo da parte delle classi politiche compiacenti e colluse, nonché delle stesse banche. Non va dimenticato, infatti, che in una situazione di crisi la gente ingabbiata dal lavoro e dalle scadenze ha meno tempo per riposarsi, pensare, crescere e cambiare il sistema, che in tal modo si autoconserva e autodifende.  

    F) Spostamento della Ricchezza Reale  

    Spostamento della ricchezza Reale  (non denaro, ma case, terreni, oro, gioielli, pietre preziose, ecc..) o redistribuzione di classe, nelle mani di una ristretta élite di grandi speculatori (grandi gruppi bancari e finanziari) ed impoverimento delle classi medie e basse. Ciò anche attraverso l’impossibilità di pagare i debiti (es.: mutui casa) in corso visto l'altissimo livello raggiunto dal cuneo fiscale. Tali beni sono dunque soggetti a pignoramenti o a processi di svendita (quando i debitori sono semplici cittadini e padri di famiglia); privatizzazione (quando i "cosiddetti" debitori sono gli enti locali); fallimento (quando a non poter onorare più i "debiti" sono le imprese.

    G) Creazione di una Dittatura tramite il Debito 

    Si propagandano false panacee economiche (eurobond, project-bond e Fondo Salva Stati) anziché delegittimare la speculazione e "de-finanziarizzarel'economia" (ad esempio delegittimando le agenzie di rating, impedendo loro di "giudicare arbitrariamente gli stati sovrani) e intanto si procede verso un maggior accentramento del potere (vedi Stati Uniti d'Europa, MES, Fiscal Compact, Two Pack – vedi articoli precedenti) nelle mani di chi ha provocato la crisi, creando una sorta di regime che comprime e controlla sempre più ogni singola libertà dei cittadini, ridotti a mere pedine, meri schiavi obbedienti e muti. Nonché ignoranti, "grazie" alla complicità degli organi d'informazione (o disinformazione) compiacenti. Insomma, è una vera e propria "Truffa Legalizzata". Dunque, finché le banche commercializzeranno “derivati” guadagnando sul nulla (vedi in archivio – operazioni off-shore e depositi over-night); ma soprattutto finché la BCE non comprerà direttamente i titoli del debito pubblico degli stati dell’Ue; oppure finché non si tornerà alla stampa diretta delle monete da parte del Ministero del Tesoro e delle Banche Centrali (a costo zero); finché non si delegittimeranno le agenzie di Rating (ponendo fine alle ingerenze dello spread) o – in ultima ed estrema istanza – non si abbandoni l'euro attraverso un percorso di uscita controllato, la truffa continuerà, e la nostra economia continuerà ad essere basata prevalentemente sul debito inestinguibile ed illusorio, che accumuliano – come visto – addirittura ancor prima di nascere. Pazzesco, ma vero! 

      Riepilogo Conclusioni  Prima Parte 

    1) Il Debito aumenta a discrezione dei privati  

    Il debito Pubblico non l'hanno fatto gli Italiani, ma bensì esso è esploso a causa della "Finanziarizzazione dell'Economia". Il debito non è qualcosa di definito ma aumenta a "volontà" e "assoluta discrezione" dei privati.

    2) Il Debito è in gran parte illegale  

    Il debito – come detto – non è qualcosa di definito ma aumenta a "volontà" e "assoluta discrezione" dei privati, dunque è un circolo vizioso che non avrà mai fine. Dunque esso è in gran parte da considerare come illegale.

    3) Il Debito è in gran parte da considerare come "non onorabile"  

    Essendo sostanzialmente – ed in gran parte – "illegale", esso è ingannevole e pertanto può essere considerato in gran parte "assolutamente non onorabile". Ciò in quanto è in gran parte "non certo" e "non esibibile". E' la Costituzione Democratica e le Leggi della Repubblica Italiana che lo prevedono. Inoltre -come vedremo nel dettaglio, nella successiva Terza Parte di "Schiavi di un Debito Illegale" – il debito pubblico degli stati dell'Eurozona è alimentato in maniera subdola e forzata, grazie alla complicità di un sistema bancario creato ad hoc e grazie al metodo "TARGET 2".

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     Mercoledì 27 Giugno – Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte 

    Ruolo dell'Ue e del Sistema Bancario – TARGET 2 

     

     

  • Grecia – Syriza “festeggia”: +700% rispetto al 2009

    Grecia – Syriza “festeggia”: +700% rispetto al 2009

    Mercoledì, Giugno 20th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Unione europea / Eurozona / Grecia / Italia / Germania / Spagna / Economia / Banche e finanza / Strategie / Accentramento Ue / Contro informazione / Proposte / Qui Europa / Syryza / Nuova Democrazia / Pasok / Alexis Tsipras / Paolo Ferrero / Summit Loc Cabos / G20 / Angela Merkel / Mario Monti / Speculazione / Euro  / Sergio Basile / Europa / Terremoto elettorale / + 700% per il partito antieuropeista Syriza 

    Eurozona – Grecia: Syriza "festeggia la sconfitta"

    Il Terremoto anti Troika è all'inizio

    Malgrado la sconfitta di misura, l'Ue è stata avvisata:

    i Greci non tollereranno più ingerenze di

    Tecnocrati e Troika

    Terremoto Syriza: +700% dei voti rispetto al 2009

    Le principali letture sul futuro dell'Eurozona dopo il voto

    greco nell'analisi di "Qui Europa"

    Grecia – Boom di voti per gli Euroscettici di Syriza – Alexis Tsipras festeggia la sconfitta di misura e lancia un chiaro Messaggio all’Ue dei Tecnocrati e del Rigore

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Atene, Berlino, Bruxelles – Le ultime elezioni in Grecia hanno dato i loro verdetti, e –  malgrado la vittoria di misura degli europeisti di "Nuova Democrazia": il contestatissimo partito "pro-euro"che negli ultimi anni è stato il co-artefice del disastro greco – hanno posto la parola fine ad un deleterio bipartitismo, aprendo inoltre una nuova sfida verso i difensori dei tagli fiscali, e del rigore di bilancio imposto dall'Unione europea, dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale (cioè dalla cosiddetta Troika) alla vessata popolazione ellenica. Greci che, malgrado tutto – e malgrado la diffusa e battente propaganda "pro-euro" degli organi di stampa filo-governativi – ha portato la sinistra di Syryza, con a capo il suo giovane leader Alexis Tsipras, ad uno storico risultato, facendola balzare prepotentemente dal 4,6% del 2009 al 26,89%. Cioè ad un +700%  di voti in soli 4 anni. Comunque un successo di straordinarie proporzioni verso il quale Barroso e la Commissione europea, come gli stessi leader del Consiglio europeo (il gruppo dei 27 primi ministri dei Paesi ue) non potranno dimostrare indifferenza, bendandosi gli occhi. Ma il risultato più eclatante è che ND e PASOK, nonostante tutto, non siano riusciti ad ottenere la maggioranza in Parlamento, portando soli 149 deputati nell'assemblea di Atene. Ciò, in parole povere, equivale a dire che tali partiti non potranno più chiedere ai Greci di sottostare alle sanguinose misure imposte dall'Europa e dalla Merkel: essi non potranno di certo porsi con disinvoltura contro la volontà della maggioranza del popolo greco. Ciò, dunque, pur essendo stato il partito conservatore "Nuova Democrazia" (ND) quello più votato: perdendo comunque una marea di voti in favore di Syriza, e conquistando il solo 18,9% del totale dei consensi. 

      Lo choccante crollo dei partiti europeisti  
     
    Obiettivamente, dunque, possiamo parlare di una sostanziale disfatta dei tradizionali partiti di maggioranza: entrambi (ND e Pasok) hanno, infatti,  perso oltre al 45% dei voti sulle elezioni del 2009. Malgrado non si sia attestato quale primo partito ellenico, dunque, il grande vincitore morale del voto in Grecia è stato il partito Syriza che – lasciando un pò di amaro in bocca in quanti lo volevano in cima all'Olimpo da subito –  ha comunque superato tutte le aspettative, attenstandosi di misura – appena il 2% – dietro Nuova Democrazia. Per capire i contorni della vittoria è come se in Italia il "Movimento 5 Stelle" di Beppe Grillo risultasse d'improvviso la seconda forza politica del Paese, attestandosi "di una cucitura" appena dietro il Pdl o il Pd: malgrado le imparagonabili forze mediatiche e finanziarie messe in campo nella campagna elettorale.  Un altro partito di sinistra – in questo caso della sinistra riformista – lontano da  Syriza, ad ottenere un buon risultato (con il 6% dei voti) è stato quello di "Sinistra Democática": una coalizione per la prima volta in gara alle elezioni legislative. Tuttavia, secondo gran parte della stampa ellenica, essi potrebbero disturbare l'azione "rivoluzionaria" e "rinnovatrice" di Syryza, spalleggiando Pasok e Nuova Democrazia, nella formazione di un ipotetico governo di "unità nazionale": evidentemente assoggettato al volere dell'Ue e della Troika. Da non sottovalutare, comunque, neanche il 7% conquistato dal partito neonazista "Alba Dorata".
     
      Il voto greco per la stampa italiana, Monti e Ferrero  
     
    In Italia il crollo dei partiti europeisti nella vicina Grecia, non ha comunque trovato molto spazio nella stampa e nei Tg nazionali di bandiera: tutti protesi a lodare la vittoria (risicatissima e caratterizzata da una sensibilissima emorragia di consensi) degli europeisti di "Nuova Democrazia". Tra i più "soddisfatti" – a suo modo – il professor Mario Monti, che ha espresso il suo – pur contenuto apprezzamento – da Los Cabos: dove si trova in occasione del G20 messicano. Sulle rive opposte – quelle del Tevere – ha festeggiato la "sconfitta" di Syryza Paolo Ferrero (segretario nazionale di Rifondazione Comunista) che nella giornata di ieri – dalle colonne del manifesto – ha dichiarato che "il voto greco testimonia che le politiche neoliberiste dell'Ue sono inaccettabili per i popoli e che, dunque, devono essere cambiate".
     
      La vittoriosa battaglia dei Greci contro gli "invasori della Troika"  
     
    In sintesi, dunque, possiamo dire in tutta onestà che quello di Domenica è stato un gran giorno per il popolo greco, un giorno di grande orgoglio e voglia di rivincita, economica e sociale. L'apertura di una nuova ed inusuale stagione politica che – a quanto pare – non farà alcun sconto alle ingerenze ed alle politiche di austerity dell'Europa, grazie a quei 71 deputati conquistati dalla chiara linea "euroscettica" di Tsipras. Ma soprattutto – nonostante la risicata e relativa vittoria di Nuova Democrazia – una giornata disastrosa ed allarmante per i piani neoliberisti della Troika, in Grecia, come nell'intera Eurozona, causando una potente eco. Un impressionante terremoto cui epicentro è stato Atene, ma che è stato avvertito ovunque, da Berino a Bruxelles, da Parigi a Roma e perfino oltreoceano, a Los Cabos (al G20 del Messico) e a Washington (alla Casa Bianca). Questa è infondo una appassionata e tragica lotta contro il tempo del popolo greco per l'affermazione dei diritti umani contro gli dei della Troika.  Ma è una battaglia che lascia ben sperare sul buon esito della  vittoria finale nella guerra tra mercati e popoli, tra anarco-capitalismo e neo-liberismo e pensionati, giovani, lavoratori, pmi e famiglie. Per il momento i dei dell'Olimpo devono aspettare ancora un pò, ma il crollo degli dei invasori è solo questione di tempo, forse mesi. 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Eurozona: “Mare Mosso” d’Europa – Cui prodest?

    Eurozona: “Mare Mosso” d’Europa – Cui prodest?

    Giovedì, Maggio 31st / 2012

    – di Domenico Apicella –

    Unione europea / Eurozona / Grecia / Abbandono Eurozona / Fuga / Effetto domino / Angela Merkel / Christine Lagarde / Manuel Barroso / Cicerone / Rating / Spread / Convenienza / Cui prodest / Domenico Apicella / Qui Europa / Controinformazione  / Pacchetto Barnier sul rating mai approvato 

    Eurozona –  “Mare Mosso” in Europa

    Cui Prodest?

    Cicerone – Cui Prodest?

    Bruxelles, Atene – “L’uscita della Grecia dal regime monetario unico europeo provocherebbe un effetto domino su tutte le politiche economiche dei paesi dell’Eurozona, con conseguente distruzione del sistema finanziario comune”: è questa la grossolana ma alquanto efficace ipotesi avanzata da illustri economisti della  Bank of America Merril Lynch. Siamo davanti ad allarmismi “sinceri”, derivanti da una reale preoccupazione degli americani o ad una squallida tattica psicologica che progressivamente possa portare le popolazioni europee a ribellarsi creando una reale implosione del sistema economico europeo? È vero  che siamo nell’era di rivoluzioni repentine ed imprevedibili in un sistema globalizzato come il nostro, ma per perdere quella sovranità economica di cui disponevamo sino a pochi anni fa, per svalutare l’euro al ribasso in questo modo , prima di convincerci che sia giusta una decisione che spinga in un senso o in quello opposto, non sarebbe utile determinare ed appurare le “ingerenze” subìte da paesi a cui conveniva scatenare questo collassso? “cui prodest” (letteralmente “a chi giova”) diceva Cicerone per far emergere durante un processo la colpevolezza dell’uno o dell’altro imputato.

      La mina greca                                                                                                                                

    Nel frattempo in Grecia si delineano gli scenari che verranno e le elezioni del 17 giungo prossimo sembrerebbero quasi virare verso un’univoca direzione pro-Eurozona, ma potrebbero esserci brutte sorprese per Angela Merkel, Christine Lagarde, Manuel Barroco & Co. D’altro canto si addolcirebbe anche la posizione della cancelliera tedesca che consentirebbe un’ulteriore sforzo da parte dell’Europa improntato su una direttrice non più dualista ma monista: "mantenere  la Grecia nel sistema euro-centrico” (probabilmente perché anche la Germania sarebbe colpita al cuore se gli scenari futuri prospettassero un’uscita greca – vedi articolo di ieri Venerdì 30, in "Qui Europa"). È importante comunque far notare che quello in corso è il quinto  anno consecutivo che la Grecia è in recessione per l’insostenibilità delle politiche di risanamento dei conti pubblici imposte dall’alto dei vertici europei, quindi, se da un lato si conferma una linea dura ed inflessibile sul rispetto dei “patti”, dall’altra l’Europa mostra strategicamente una faccia tenera e comprensiva (si fa per dire) ed un paio di quesiti a tal proposito mi sovvengono: qual è la vera Europa? La Grecia è bocciata o promossa? E l’Italia ha sostenuto i cosiddetti esami?

      Eurozona – Cara Italia, "Cui Prodest"?                                                                                 

    Un breve cenno infatti sulla nostra ben amata penisola lo dovremo pur fare, dicendo che noi non navighiamo certo in acque tranquille, stiamo transitando in una tornata “mossa” che non si sa dove porterà, tuttavia non è utile ai fini pratici lottare contro un nemico astratto  impercettibile come lo “spread” (a quello dovrebbe pensarci Barroso, semplicemente dando attuazione al vecchio "pacchetto Barnier", tendente a delegittimare le votazioni delle agenzie di rating verso gli stati sovrani – una vera indecenza mercatista e liberticida ai danni di 500 milioni di cittadini – presentato all'odg dei commissari ad inizio anno, ma tuttavia mai approvato per assurdi pretesti e per l'assenza grave ed ingiustificata dello stesso Barroso, impegnato quel dì in altri affari… ) anche perché sarebbe una lotta fratricida tra Germania, che gode del rendimento più certo dei titoli interni e resto dell’Europa che vive una fase di acuta insicurezza, ma è necessario capire se il presunto "comune intento europeo" sia ancora praticabile o superabile; se è un progetto concreto o se non lo è mai stato; se vale la pena sudare e morire per non perderlo di vista o se i sacrifici ed il sangue versato da vittime innocenti è sufficiente a fermarsi qui. l’Italia ,dinanzi  a questa tornata “mossa” non può e non deve sbagliare, in un senso o nell’altro vivremo e moriremo da Italiani, lotteremo e soffriremo da Italiani, tuttavia speriamo di farlo per un motivo “valido”. Ad oggi quel motivo è tuttavia inconsistente e sfuggente ad ogni raziocinio. 

    Domenico Apicella  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Banche italiane: incetta di Bot – interessi d’oro

    Banche italiane: incetta di Bot – interessi d’oro

    Venerdì, Aprile 13th/ 2012

    – di Alessandro Pavanati e Sergio Basile – 

    Italia / Crisi Unione europea / Long Term Refinancing Operation / Titoli di stato / Banche / Vittorio Grilli / Lega Nord / Bce  / Speculazione bancaria / Agenzie di rating / Spread / Interessi dorati 

    Italia – La corsa ai Bot e alla speculazione

    Il Viceministro Grilli: banche italiane

    fanno incetta  di titoli di Stato, dopo mosse Bce

    Ma immettere liquidità non servirà a nulla!

    Crescita bloccata: economia reale al palo. Speculazione su

    Roma – Le Long Term Refinancing Operation della Bce sono arrivate in due tranche, a dicembre e a febbraio col presunto e dichiarato scopo di "ridar linfa all’economia reale". Come per miracolo scopriamo che 57 miliardi e 719 milioni di euro di titoli di Stato italiani sono stati comprati dalle nostre banche nel giro dei primi due mesi dell’anno, quando in tutto il 2011 non si sono superati gli 80 miliardi. I dati sono stati forniti dal Viceministro all’Economia Vittorio Grilli, rispondendo ad un interrogazione presentata dal capogruppo leghista alla Camera, Gianpaolo Dozzo.

      La critica del leghista Dozzo a Mario Draghi  

    L’osservazione sorge spontanea: se le Ltro dovevano servire per allentare la stretta creditizia nei confronti di privati, famiglie e imprese, il dubbio sull’effettivo rispetto dell’utilizzo del prestito rimane. A questo punto, la speranza è che l’acquisto dei Bot porti la cosa pubblica ad un maggior grado di stabilità, allentando la presa fiscale sui cittadini. Nel cappio di questo trade-off rischia sempre di finire il vero motore della nostra economia e, cioè, le migliaia di artigiani e piccole e medie imprese che fanno la nostra storia, antica e recente. Ma secondo gli osservatori di "Qui Europa", in linea e sulla scia di studi e moniti fatti nelle ultime settimane da economisti e nobel critici verso la politica Bce, l'acquisto di titoli server solo a spostare ricchezza nelle casse delle banche, grazie allo spread che ricopre d'oro i tassi d'interesse calcolati sui titoli del debito pubblico da rimborsare. Perciò finche continua il diktat delle agenzie di rating, lo spread continuerà a far ingrassare la speculazione bancaria, e le nuove immissioni di liquidità della Bce avranno solo l'effetto di drogare il sistema economico, aumentandone l'instabilità.

    Alessandro Pavanati, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)