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  • L’Europeismo è la distruzione dell’Europa. Ecco perchè non dobbiamo votare!

    L’Europeismo è la distruzione dell’Europa. Ecco perchè non dobbiamo votare!

    Giovedì,  22 maggio / 2014

     – di Sergio Basile e  C.Alessandro Mauceri –

    Redazione quieuropa, Unione europea, Sergio Basile, C.Alessandro Mauceri, Parlamento europeo 

    L'Europeismo è la distruzione dell'Europa.

    Ecco perchè non dobbiamo votare!

    Storicamente l'UE è un'organizzazione mondialista e massonico-bancaria

    protesa all'annientamento delle nazioni e dei popoli europei,

    a partire dalle loro prerogative economico-sociali,

    religiose e culturali

    Il commissariamento dei popoli e delle nazioni, oggi come allora: analisi storica ed

    indagine sui fatti storici più occultati del Novecento e sui parallelismi con

    l'attuale assetto comunitario

     Video in allegato

     

     

    di Sergio Basile e C.Alessandro Mauceri

    Europeismo - Elezioni 2014 - ecco perchè io non voto

     Dietro l'europeismo e le cessioni di sovranità                                                  

    Bruxelles, Londra, Roma – di Sergio Basile e C.Alessandro Mauceri – A tre giorni dall’elezione dei membri del Parlamento europeo è indispensabile per tutti i cittadini europei, e in modo particolare per quelli chiamati alle urne da Giorgio Napolitano e soci, fare una riflessione approfondita sull'opportunità, o meno, del voto (anzi del non-voto) e sul vero volto del cosiddetto "europeismo". Che una parte considerevole del potere di gestire la cosa comune, negli ultimi 57 anni, sia stata ceduta dai singoli Stati a chi comanda e gestisce l’Unione Europea è ormai cosa nota ed evidente. Anno dopo anno, passo dopo passo, parti considerevoli dell’autonomia di gestione e dell’indipendenza dei Paesi europei sono state regalate, senza avere nulla in cambio (e – aggiungiamo – in un mare di lacrime e sangue) all'élite di Bruxelles. Lo aveva annunciato perfino l'ex presidente della Commissione europea e padrino dell'euro, Romano Prodi, che tra l'altro ammise in un'intervista dei primi anni Novanta, rilasciata a Gianni Minoli che "chi ha troppo potere ne abusa per definizione". Evidentemente è proprio il caso dell'UE! (vedi video qui in basso, minuto 18:42)

     Provvidenziali cessioni di sovranità?                                                                  

    Ma lo dichiarava in tempi non sospetti, senza scrupoli, con agghiacciante nonchalance, l'uomo dello Yale, Mario Monti (vedi qui – MARIO MONTI: «ABBIAMO BISOGNO DELLA CRISI» ); lo ha ripetuto di recente Enrico Letta; lo ha confermato anche il tutore dei diritti degli italiani, il presidente Giorgio Napolitano quando ha rimarcato (il suo discorso è andato in onda su diversi telegiornali – vedi qui Napolitano Cedere quote di sovranita' all'Europa) il fatto che “sia necessario cedere parti della sovranità nazionale….”. Quello che nessuno ha detto, né agli italiani né ai cittadini degli altri Paesi europei, è che questa “cessione” ha e avrà ancor di più in futuro conseguenze tutt’altro che “democratiche”. Si tratta di azioni condotte con la strategia dei piccoli passi. La strategia che – come vedremo – mira alla creazione degli Stati Uniti d'Europa sulle ceneri dei popoli e delle nazioni, e delle loro nobilissime tradizioni. Sulle ceneri dello stesso Cristianesimo! almeno è quello che i padrini dell'UE – come vedremo di seguito – si augurano!

     Il modello "Fabian Society"                                                                                    

    La stessa identica strategia (quella dei piccoli passi) studiata e sdoganata (senza troppa pubblicità) da una delle organizzazioni comunitariste/internazionaliste (o internazional-socialiste) più potenti ed organizzate, chiamata "Fabian Society". L'organizzazione anglosassone è considerata alla base dei processi di globalizzazione che molti falsi dissidenti (di destra, centro e sinistra) oggi fingono di combattere, senza fare alcun cenno a tale macroscopica realtà.  Non a caso, infatti, il motto ufficiale della stessa organizzazione comunitarista ed élitaria è ancora oggi "When I strike, I strike hard!” (quando colpisco, colpisco duro) e non a caso i suoi simboli iconografici sono due: la tartaruga protesa all'attacco (determinata e dall'incedere deciso ed inesorabile, malgrado la lentezza dell'azione, spesso impercettibile…) e il lupo nascosto sotto la pelle dell'agnello.

     La strategia dei piccoli passi… il motto della Fabian Society                       

    La Fabian Society (leggiamo dal Treccani) è "un'associazione socialista sorta a Londra nel 1893-94 attorno a intellettuali (G.B. Shaw, S. Webb, H.-G. Wells). Ispirata alla tattica militare temporeggiatrice di Fabio Massimo, era vicina alle elaborazioni del socialismo riformista del continente e si riallacciava ad alcuni tratti del pensiero politico inglese, risentendo altresì dell’influenza marxista (Fabian essays in socialism, 1889). Propugnatrice di programmi circoscritti e di una serie graduale di riforme, fu presente nei congressi delle Trade Unions e contribuì alla formazione del Labour Party (1900), del quale ha costituito il maggior centro di elaborazione strategica. Rinnovata nel 1938 da B. Webb e G.D.H. Cole, pur rimanendo limitata nel numero degli associati (massimo 8400, nel 1946) ha fortemente alimentato il dibattito politico e influenzato la pubblica opinione". Mai una riforma decisa e unica, piuttosto decine di piccoli significativi interventi, piccoli lentissimi passi: è questa la vera essenza della cosiddetta "rivoluzione liberale e democratica" che oggi si nasconde dietro la parola europeismo e dietro le organizzazioni comunitariste ed internazionaliste che lo sorreggono! Oggi si cede il potere militare, o sue parti, un’altra volta il potere di decidere in campo finanziario (es.: Two Pack – vedi qui – Two pack – Ora l’Ue potrà imporre anche modifiche alle leggi finanziarie), un’altra volta l’obbligo di adeguare le leggi dei singoli Paesi alle decisioni dell’Unione Europea. Poi è la volta della politica fiscale e di bilancio comune, con la scusa della lotta all'evasione o dell'implementazione di un sistema impositivo omogeneo a tutti i Paesi Ue (vedi qui – Dittatura UE  ), e via così…

     Premesse comunitariste dell'UE – Rossi, Favarelli e la via europeista    

    Molto illuminante, per la comprensione delle premesse comunitariste all'evoluzione del progetto di accentramento europeista è – suo malgrado – il libro "Il socialismo al bivio: l'archivio di Giuseppe Faravelli, 1945-1950". I carteggi pubblicati in questo volume degli "Annali" sono stati conservati da Giuseppe Faravelli e rappresentano una delle più ricche e preziose documentazioni sul socialismo italiano dal 1945 al 1950, vale a dire dalla Resistenza alla Guerra Fredda. Si legge nell'introduzione all'opera: "Attraverso un rapporto epistolare senza reticenze e diplomatismi è possibile ricostruire la trama e le motivazioni profonde dello scontro drammatico all'interno del PSI (allora PSIUP) e della Sinistra sul dilemma autonomia socialista/partito unico socialcomunista, che porterà alla scissione di Palazzo Barberini, e sul dilemma Fronte Popolare/Unità socialista che caratterizzerà il 18 Aprile 1948 e gli anni successivi. In modo particolare è possibile riscoprire (….) i dirigenti del sindacalismo americano  (….)  coinvolti nella partita che ha per posta l'Europa, la collocazione internazionale dell'Italia, le scelte della sinistra, la posizione del sindacato, la fine dell'alleanza antifascista, le possibilità o meno di una "terza via" europea e socialista".

     Rossi – Origini federaliste, radicali e socialiste dell'europeismo                

    Ne "Il Socialismo al Bivio" spicca tra le altre la figura di primo piano di Ernesto Rossi, politico e giornalista italiano antifascista e radicale, tra i padri promotori (con Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni) del federalismo europeo, cioè del progetto d'ispirazione massonico-sionista chiamato "Unione europea" (vedi qui Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – qui – Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia  – e qui – Europa, alzati e Cammina, ma fuori dall’UE!), destinato a confluire – in un livello successivo – in un progetto ancor più totalizzante chiamato "Stati Uniti d'Europa". Ernesto Rossi condivise con Altiero Spinelli, inoltre, la stesura del "Manifesto di Ventotene", considerato "il suo libro più importante, nonché il suo testamento morale" (Cfr.:  A. Spinelli, Il Manifesto di Ventotene, Bologna, Il Mulino, 1991, pp. 1-3; Cfr. anche: E. Rossi, «Alleanza atlantica o neutralità?», in Il Ponte, XX, 1964, n. 4; A. Spinelli, Diario europeo. 1948-1969, Bologna, Il Mulino; G. Spadaccia, «Ernesto Rossi. La battaglia federalista (a colloquio con Altiero Spinelli)», in L’Astrolabio, V, 1967).

     Rossi scrive a Favarelli – Comunitarismo e Stati Uniti d'Europa               

    Ne "Il Socialismo al Bivio" (Pag. 20) è riportata una lettera di Ernesto Rossi all'amico Giuseppe Favarelli, datata 16 Marzo 1945 ed inviata da Ginevra durante il confino in Svizzera. In essa emerge innanzitutto l'avvenuta fusione tra PC e Socialisti (PS), poi le simpatie per il partito laburista inglese, diretta derivazione della Fabian Society : "se fossi in Inghilterra – confessa Rossi a Favarelli – troverei il mio posto nel partito laburista. Mi trovo completamente d'accordo – continua – col Socialist Vanguard Group che pubblica la rivista "Socialist Commentary" ed ho molta stima per il "New Statesman" e per la "Fabian Society".

     1956 – Nascita del Partito Radicale                                                                       

    Più tardi, il 20 gennaio del 1956, Rossi fu tra i promotori della costituente del Partito Radicale, assieme a personaggi come Bruno Villabruna, Eugenio Scalfari (l'attuale direttore di "La Repubblica") e Leo Valiani. "L’assemblea si conclude con il reincarico al Comitato, denominato Giunta esecutiva, con la nomina di una direzione di quattordici membri. Viene inoltre formato uno speciale comitato di studio per i problemi economici, sociali e della scuola" (costituito oltre che da uomini come Calogero, Compagna, Boneschi, Messineo, da  Rossi e dallo stesso Scalfari).  "Il segretario della giunta e il vero animatore di un movimento politico che si presentava con caratteri del tutto originali – leggiamo – fu il direttore de  "Il Mondo", Mario Pannunzio" (Cfr.: Verbale del Primo Convegno nazionale – Italia: Roma, 4/5 Febbraio 1956 – Sede radicale a Via della Colonna Antonina).

     Convergenze storiche e humus che portò alla nascita dei "Radicali"        

    Ciò avveniva contestualmente a due fatti di non secondaria importanza. Anzi! La Rivoluzione Ungherese (vedi qui – Ungheria – La Grande Marcia per la Libertà: 23 Ottobre 2013 – Testimonianze sull’Inganno Comunista) e l'apertura dei lavori del XX Congresso del PCUS, nel quale Kruscev denunciava gli "errori" strategici di Stalin (senza ripudiare gli orrori del comunismo) e proponeva una nuova strategia di dominio, basata su una la coesistenza pacifica e – ovviamente – materialistica ed anticlericale, sulla scia dei principi del marxismo (Cfr.: Rapporto Kruscev XX Congressp PCUS). Il rapporto, proteso comunque ad osannare i meriti del comunismo (…) così terminava (tra gli applausi della sala):  "Degni di gloria immortale sono i servizi resi dai soldati sovietici e dai loro comandanti, dai lavoratori politici di ogni rango; dopo l'annien­tamento di notevole parte dell'esercito, nei primi mesi di guerra, non per­sero la testa e seppero riorganizzarsi mentre i combattimenti proseguivano. Essi crearono a rafforzarono, (….) un esercito forte ed eroico (…). Le magnifiche imprese di centinaia di milioni di persone, in oriente ed occidente, durante la lotta contro la minaccia di un dominio fascista che pendeva su di noi, rimarranno per secoli e millenni nella memoria dell'umanità grata. La parte principale e il merito maggiore della vittoriosa conclusione della guerra spettano al partito comunista, alle forze armate dell'Unione Sovietica e a decine di milioni di cittadini sovietici educati dal partito" (Cfr.: Rapporto Kruscev XX Congressp PCUS).

     L'europeismo del Manifesto di Ventotene                                                        

    L'europeismo (osannato dal "Manifesto di Ventotene" di Rossi e Spinelli) nacque dunque – come visto in altre sedi – con lo zampino degli USA e delle forze massonico-sioniste (vedi qui – Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa) mediante l'azione univoca e il contributo decisivo di formazioni partitiche internazionaliste (figlie di una ideologia di netto stampo marxista) tutte accomunate dal medesimo linguaggio ed animate dagli stessi obiettivi. Il vero problema, in realtà, è proprio questo: capire, alla luce di queste inconfutabili verità storiche, chi prende oggi le decisioni a livello europeo, surrogandosi alla volontà popolare di 530 milioni di cittadini. 

     Chi ha in mano il vero potere?                                                                               

    Ci chiediamo allora: chi ha in mano il vero potere? Chi e cosa si nasconde dietro quella bandiera blu e a stelle dorate? La quesytione, a ben vedere, va oltre l'esistenza e l'egemonia di gruppi mondialisti come Bilderberg, commissione Trilaterale, Club di Roma, ecc.. Infatti alle spalle di tali organizzazioni mondialiste vi sono ideologie ed un humus politico e religioso (esoterico) davvero poco indagato. Anche da personaggi come lo stesso Daniel Estulin, che si limita a tracciarne dei profili molto superficiali. Alla vigilia delle elezioni per il rinovo dell'Eurocamera, la risposta a questi interrogativi sipra esposti, potrebbe evincersi (come in parte riscontrato: vedi qui Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia) dall'analisi storica di alcuni dei personaggi più autorevoli delle istituzioni UE e del Parlamento europeo, vicini guardacaso a gruppi d'estrazione socialista, federalista, liberale e radicale, ma anche dall'analisi del funzionamento delle stesse strutture comunitarie. Questioni sulle quali i maedia di regime troppo spesso glissano, tra le pieghe di un silenzio assordante.

     Le funzioni del Parlamento europeo                                                                   

    Non tutti sanno che le principali funzioni del Parlamento Europeo sono di semplice orientamento e proposta. Le funzioni dell'Eurocamera, infatti, sono: il “controllo” sull'operato della Commissione Europea; l'esame delle proposte legislative della Commissione (non da solo ma insieme al Consiglio UE); l'approvazione del bilancio annuale dell'Unione (sempre insieme al Consiglio). In realtà tali “decisioni” e “scelte” non sono delegate solo al Parlamento, ma devono essere prese e condivise con altri “enti”: nessuno dei quali, tuttavia, eletto dai cittadini dell’Unione Europea.

    Europeismo - Elezioni 2014 - ecco perchè io non voto

     Un potere di facciata – Meri certificatori dei decisioni élitarie                    

    Il potere del Parlamento europeo, in altre parole, è solo quello di avallare decisioni prese da “altri”. Soggetti che non sono stati eletti né scelti in base a criteri meritocratici né in base a criteri selettivi “trasparenti”: essi sono stati semplicemente “incaricati”. Ad esempio, abbiamo detto che molte delle decisioni del Parlamento devono essere “condivise” con il Consiglio. Ebbene il Consiglio UE  è composto da un “rappresentante” a livello ministeriale per ciascuno Stato membro (art. 16 del Trattato sull'Unione europea) scelto in funzione della materia oggetto di trattazione. Questo “rappresentate”, quindi non è stato eletto o scelto dai cittadini, ma “incaricato” da qualcun altro con metodi che non hanno nulla a che vedere con processi elettorali equi o – come si dice – "democratici”. Metodi – aggiungiamo – introdotti per la prima volta nella storia durante l'epoca bolscevica, da Lenin in persona: il primo a sdoganare su larga scala il termine ed il concetto élitario e poco "democratico" di "commissione" (di nominati) dotata di pieni ed arbitrari poteri esecutivi.

     alle origini del "commissariamento europeo"                                                   

    La Čeka – da Večeka o "Commissione straordinaria di tutte le Russie per combattere la controrivoluzione e il sabotaggio" – fu il primo prototipo di "commissione" dotata di potere esecutivo ed arbitrario, istituita il 20 dicembre 1917 da Lenin e Feliks Edmundovic Dzerzinskij, con lo scopo di combattere i  cosiddetti "nemici" del nuovo regime russo. Essa evolse poi nel KGB. Dalla Čeka si passò al GPU, all'NKVD, per finire all'FSB. La Čeka, nel 1918, cambiò ancora in: "Commissione straordinaria di tutte le Russie per combattere la controrivoluzione, la speculazione e l'abuso di potere".

     I reali obiettivi della Čeka                                                                                          

    «In nome del nostro domani – si leggeva su un documento ufficiale del gruppo – metteremo al rogo Raffaello, distruggeremo i musei, schiacceremo i fiori dell'Arte». Ovvio che, con una simile «rivoluzione totale» da portare a compimento, il Partito comunista e i suoi «ingegneri delle anime umane» non si sarebbero più fermati fino a quando gli individui sottoposti al suo imperio non si fossero finalmente trasformati in «rotelle» impersonali e sostituibili di un «ingranaggio tecnico». Come può evincersi – tra l'altro – anche da un altra formazione di potere comunista (arbitrario ed élitaria) del tempo: la "Lega dei senza dio Militanti" (vedi qui, video in allegato)

    l'esoterismo nel comunismo parte 2

    La pazzia del bolscevismo – Distruzione sistematica delle chiese

     

     Nuovi metodi, vecchi risultati, uguali obiettivi                                                

    Parliamo evidentemente di organizzazioni disumanizzanti e perfettamente allineate, al cosiddetto «demone della distruzione e demiurgo della creazione» che fu Lenin. Oggi, ovviamente, i metodi sono più sottili e meno appariscenti, più subdoli: non si reprime più il nemico delle "rivoluzionarie riforme" con la repressione fisica, ma con la repressione debitocratica esercitata attraverso armi finanziarie e speculative. Ma poco importa: i risultati, a ben vedere, sono gli stessi… In Grecia ad esempio, il sistema usurocratico imposto dall'Unione europea sta mietendo altrettante vittime. Le sacche di sangue negli ospedali, ad esempio, sono ad oggi insufficienti per tutti (vedi qui – Sangue – In Grecia è Emergenza qui Follia Grecia – Questa non è Austerity, sono Sacrifici Umani). Anche l'attenzione per la desacralizzazione dell'uomo e della società ha indubbie ed evidentissime attinenze. Allora i cristiani venivano uccisi fisicamente  e perseguitati con ogni sorta di tortura… Oggi la "crisi" indotta e "sostenuta" (dall'UE e dai suoi organi) costringe le giovani mamme ad abortire e spinge i giovani alla convivenza quasi forzata. Conclude il quadretto l'attacco gender all'uomo ed alla sua identità e l'inesistenza programmata di politiche per la famiglia. L'Italia è uno specchietto esemplare di questa sottile e perversa realtà, in un momento storico che mai come prima ha visto – inoltre – un incremento esponenziale  del numero dei suicidi e degli aborti ed un attacco così robusto e programmato verso il sacramento del matrimonio (vedi qui Lo Stato Uccide – Aborti e Suicidi da Record – e qui Indissolubilità del Matrimonio e Famiglia: esiste un antico Piano Massonico Sovversivo).

     Un nuovo tipo di terrore…                                                                                      

    Anche allora, come oggi, a dettare le regole (poi ratificate da un gruppetto di fedeli passacarte chiusi nei recinti di presunte assemblee popolari "democratiche") vi fu l'azione di una "Commissione" investita dei più ampi poteri esecutivi. Nella prima metà del Novecento, la propaganda mediatica era di certo più debole ed impreparata rispetto ad oggi (non esisteva internet, la TV satellitare, il cinema di massa). Ma come riuscire, dunque, ad imporre al mondo intero un simile programma di "riforme rivoluzionarie" in così breve tempo? Semplice, i gerarchi comunisti si servirono del cosiddetto «Terrore rosso di massa» (Cfr.: Stephane Courtois. Il libro nero del comunismo. Capitolo 4: Il Terrore rosso. Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1998).  La commissione comunista permise allo stato totalitario di reggersi sull'arbitrio più totale. A tale riguardo va ricordato come un alto funzionario della Ceka, Iosif Unslicht, nelle sue memorie su Lenin (datate 1934), osservava con sconcertante e compiaciuto orgoglio: «Lenin trattava con implacabile brutalità i gretti membri del partito che deprecavano la spietatezza della Ceka (…)».

     La mente  e il braccio – Obiettivo "Homo Sovieticus"                                     

    Il partito, dunque, forniva l'Ideologia (un costrutto che nessuno poteva mettere in discussione ed uniformato al motto machiavelliano: «tutto è lecito, lavoriamo per la Storia» (Cfr.: Donald Rayfield – Stalin e i suoi boia. Un'analisi del regime e della psicologia stalinisti, Garzanti 2005), la Commissione (Ceka) rappresentava invece una «meravigliosa macchina per distruggere l'essere umano» fornendo il braccio operativo che attuava l'arbitrio assoluto dettato dall'ideologia stessa. Omicidi, torture e clima del sospetto – come nota Paolo Sensini in "Lenin l'Architetto del Terrore" – non furono eccessi dovuti alla guerra civile, ma piani preordinati per creare il nuovo «homo sovieticus». Tema trattato magistralmente ne "Il terrore rosso in Russia: 1918-1923" dello storico russo Sergej Mel'gunov: il libro fu tradotto in diverse lingue in tutta Europa, fuorché in Italia, paese-colonia (anglo-americana e sovietica) nel quale – guardacaso – non ha mai trovato nessun editore disposto a farne conoscere i compromettenti contenuti.

     28 Commissari – 520 milioni di cittadini commissariati                              

    Ma – a proposito di curiosi e calzanti parallelismi storici – analizziamo un altro degli aspetti (legato alla sfera del potere decisionale a livello comunitario) della Commissione Europea che si rifà a ben vedere sempre ai metodi decisionali della stessa commissione comunista detta Ceka. Sarà un caso – ci chiediamo – che il primo embrione dell'UE si chiamo CECA? L'organo esecutivo che ha sede a Bruxelles, infatti, è colui che emana le leggi ed i decreti, gestisce il bilancio, soprassiede all’applicazione delle norme comunitarie nei vari settori, riprende gli Stati membri che non si adeguano ai regolamenti, sanziona gli Stati inadempienti (spesso e volentieri in ragione a meccanismi ingannevoli e assurdi – vedi qui Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana) rappresenta l’Unione nella politica estera ed invia le direttive ai governi. Ebbene, la Commissione, come noto, è composta da 28 commissari, scelti tra “personalità di spicco” degli Stati membri (cui si aggiungono il Presidente e l'Alto Rappresentante dell'Unione per gli Affari Esteri e la politica di Sicurezza, PESC, in veste di vicepresidente). I commissari non sono legati da alcun titolo di rappresentanza con lo Stato da cui provengono, anzi: in quanto membri della Commissione devono agire nell'interesse generale dell'Unione e non nell’interesse dei singoli Paesi (art. 17 del Trattato sull'Unione Europea, TUE). È per questo che la Commissione viene definita come "organo di individui" (a differenza del Consiglio che è definito come "organo di Stati"). Anche il diritto di cedere agli elettori il potere dei eleggere il Presidente della Commissione, preannunciato da alcuni media e sancito dal TUE,  pare sia stato messo in discussione nei giorni scorsi (del resto, alzi la mano chi ha visto in Italia un solo spot con la candidatura a presidente della Commissione Europea).

     Il Commissariamento del potere monetario – la BCE                                    

    Altro organo dotato di forti poteri decisionali (dato anche il potere economico che detiene) è la Banca Centrale Europea. L'organizzazione della BCE, creata sulla falsariga della FED Usa e della Bundesbank tedesca, la quale prevede che organi direttivi siano (art. 109 del Trattato) il Comitato esecutivo (presieduto dal Presidente o Governatore e da quattro membri nominati dal Consiglio europeo: quindi nessuno eletto dai cittadini) e il Consiglio direttivo, che è costituito dai membri del Comitato esecutivo e dai rappresentanti delle altre banche appartenenti all'eurosistema (con l'esclusione dei rappresentanti delle Banche centrali dei Paesi non aderenti all'euro). Ancora una volta, come vedete, nessuno che sia stato eletto legittimamente! Per tacere sui privati proprietari che di fatto gestiscono la proprietà della BCE. La Banca Centrale Europea, infatti, (come pochi sanno)  e come si può vedere dal suo sito ufficiale (vedi giù, link in allegato) non è di proprietà dei popoli europei o degli stati, ma è di proprietà delle banche centrali degli stati, cioè di banche private (spacciate per pubbliche) territorialmente presenti in ciascuno dei paesi Ue aderenti all’Eurosistema (vedi SEBC).

     

     

     

     Dietro la BCE                                                                                                                  

    Come molti ignorano, ipnotizzati dalla propaganda "europeista" di regime, le suddette banche centrali, non hanno affatto l’obbligo di essere inquadrate come pubbliche. L'esempio emblematico e più diretto è quello di Bankitalia: istituto cui partecipanti al capitale sono per il 96% banche private in virtù da quanto deciso col celeberrimo Decreto Carli-Amato dell'11 Luglio 1992 (vedi qui – Britannia & Co – Quel che Renzi avrebbe dovuto ricordare alla Merkel). Ovviamente essendo la banca centrale una S.P.A., le quote appartengono agli azionisti – specie a quelli di maggioranza – e di conseguenza ai proprietari di tali banche. Rothschild in testa. Possiamo facilmente prendere coscienza del fenomeno analizzando il seguente diagramma strutturale:

     I Proprietari della Banca d'Italia dopo il Decreto Carli-Amato del 1992    

    Gruppo Intesa (27,2% + 17,23% San Paolo)    Banca Carige (3,96%) 

    Gruppo Capitalia (11,15%)                               BNL (2,83%) 

    Gruppo Unicredito (10,97%)                           MPS(2,50%) 

    Assicurazioni Generali (6,33%)                     Gruppo La Fondiaria (2%) 

    Altri privati (5,65%)                                           Gruppo Premafin (2%) 

    INPS (5%)                                                                Cassa di Risp. di Firenze (1,85%)

    Banca Carige (3,96%)                                          RAS (1,33%)

     I Proprietari della Banca Centrale Europea                                                        

    Banca Nazionale della Germania (23,40%)    Banca Centrale di Svezia (2,66%)

    Banca della Francia (16,52%)                            Banca nazionale d'Austria (2,30%)                

    Banca d’Inghilterra (15,98%)                            Banca del Portogallo (2,01%)            

    Banca d'Italia (14,57%)                                       Banca Naz. della Danimarca (1,72%)   

    Banca della Spagna (8,78%)                               Banca di Finlandia (1,43%)

    Banca della Grecia (2,16%)                                 Banca Centrale d’Irlanda (1,03%)

    Banca d’Olanda (4,43%)                                      Banca del Lussemburgo (0,17%)

    Banca Nazionale del Belgio (2,83%)   

    N.B.:

    La Banca  d’Inghilterra (nazione imperiale posta alla base del Commonwealth)

    è proprietaria – azionista – della BCE, pur non essendo parte dell'Eurozona.

    Non lo trovate alquanto strano e rivelatorio?                           

     I Proprietari della Federal Reserve USA                                                               

    Rothschild Bank di Londra            Kuhn Loeb Bank di New York

    Warburg Bank di Amburgo             Israel Moses Seif Banks d’Italia

    Rothschild Bank di Berlino            Goldman, Sachs di New York

    Lehman Brothers di New York      Warburg Bank di Amsterdam

    Lazard Brothers di Parigi               Chase Manhattan Bank di New York

     Schiavizzazione delle masse mediante la Moneta-Debito                        

    Queste banche private, ovviamente, non hanno mai avuto a cuore – né allora, né tantomeno oggi – il bene comune e lo sviluppo delle società, ma – ovviamente – la massimizzazione dei loro profitti e l'annientamento degli uomini, costretti a regime di schiavitù reale mediante l'espropriazione dell'universalità dei loro beni riconducibile al diabolico meccanismo della moneta-debito. Maccanismo del quale abbiamo gìà ampliamente parlato in molteplici contesti (vedi qui es.:  Nell’era della moneta-debito, tutto il male viene raccolto dentro un simbolo e qui – Ogni strumento è progettato per raggiungere uno scopo… Anche l’Ue) palesando l'inganno più occultato della storia: l'esistenza di un debito che non si potrà mai estinguere (vedi qui – Inganno monetario – La Consapevolezza del bene e le chiavi del Regno). Attraverso questo meccanismo, tali gruppi di potere possono decidere le sorti di intere nazioni: farle fallire oppure salvarle, forzarle ad adottare una forte politica di privatizzazione in modo da far divenire ciò che prima era di tutti, acquistabile da chi ha più denaro perchè può crearlo dal nulla…. Non a caso i comunisti sotto Stalin furono i primi a privatizzare (da cosiddetti "paladini del proletariato") la Banca Centrale Russa, facendo gli interessi dei veri padri della rivoluzione: i massoni e banchieri statunitensi ed ebraico-sionisti (vedi qui – Giacinto Auriti – Schiavi del sistema bancario imperialista e qui – Giacinto Auriti – Governo Occulto e Nuovo Ordine Mondiale). Tale logica scriteriata e diabolica (ricordiamo che Stalin e Lenin oltre ad essere esoteristi, erano anche massoni appassionati di esoterismo e satanismo – vedi video giù in allegato) fu causa di numerosi suicidi di piazza e della morte per fame e freddo di milioni di persone. Le analogie con l'attuale deriva europeista sono davvero impressionanti. Ma oggi come allora (nella prima metà del Novecento), il mostro unico massonico-bancario (o liberal-capitalista e social-comunista, che dir si voglia) non esitò ad avviare una campagna di espropriazioni, privatizzazioni ed accorpamenti di immense proprietà – nelle mani di pochi eletti – di proporzioni uniche nella storia, incentrate su opere di "collettivizzazione forzata" e su genocidi programmati (Vedi giù, video in allegato).

    L'esoterismo nel comunismo Parte 1

    Stalin e la vergogna comunista (e liberal-capitalista)

     

     La "Democratica" Corte di Giustizia europea                                                  

    Ma la nostra analisi non finisce qui! La storia ed i parallelismi continuano con la Corte di Giustizia, che è composta – come pochi sanno – da un giudice per ogni Stato membro, assistito da otto avvocati generali. Naturalmente sia i giudici che gli avvocati generali sono nominati di comune accordo dai governi degli Stati membri (e non dai Parlamenti, cioè da chi è stato eletto). Ancora una volta si tratta di soggetti scelti da persone non elette democraticamente e vicine all'élite europeistaE così, via discorrendo  per le varie “agenzie” (sono diverse decine) sparse in giro per l’Europa e delegate alla gestione o all’analisi di problemi specifici (dall’immigrazione clandestina alla ricerca, dalla formazione ai problemi del traffico marittimo): nessuna di queste (sebbene gestite grazie ai soldi dei contribuenti europei) è diretta da persone elette dai cittadini europei. Si tratta – ovviamente – di personaggi eletti (illuminati dalla fulgida luce dell'europeismo) e fedelissimi alla causa mondialista (vedi qui Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia ).

     MES                                                                                                                               

    Per non parlare dei fondi autonomi e degli enti ultimi nati, come il Redemption Found e i suoi oscuri ed ambigui reggenti o il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati permanente, istituito nel 2011, in seguito alle modifiche al Trattato di Lisbona (art. 136) e nato come fondo finanziario europeo per la presunta (ed illusoria) "stabilità finanziaria" della zona Euro (e quindi non legato a tutti i Paesi UE). Esso, tuttavia, ha assunto ben presto il ruolo di organizzazione intergovernativa: infatti  la sua struttura è organizzata con un “consiglio di governatori” formato da “rappresentanti” degli Stati membri ed un consiglio di amministrazione. Tutte persone mai elette da nessun cittadino europeo e non assoggettabili a processi o perquisizioni, poste a garanzia della gabbia usurocratica europeista (vedi qui – L’euforia di Regling, il MES avrebbe Raggiunto il suo Obiettivo). Eppure a questo ente è stato attribuito il potere di imporre ai singoli Stati alcune scelte sulla politica macroeconomica interna. Quindi un potere enorme ben al di là dei confini nazionali, sebbene lasciato nelle mani di persone selezionate non si sa sulla base di quali criteri (e di certo non elette). E si potrebbe continuare a lungo. La verità è che, passo dopo passo, goccia dopo goccia, tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi decenni (anche quelli nominati da Parlamenti illegittimi, eletti con un sistema elettorale incostituzionale) hanno permesso che si creasse un sistema di gestione della “cosa pubblica” italiana, che, non solo non è più italiano (dato che è stato ceduto e continua a esserlo, giorno dopo giorno, senza che nessuno dica una sola parola), ma (cosa ancora peggiore) non è diretto da soggetti eletti dai cittadini europei.

     Ua strategia antica di 300 anni e più…                                                               

    Oggi, tutte le decisioni che riguardano gli oltre 500 milioni di europei, vengono prese da gruppi di potere a trazione massonico-bancaria (questo è il loro vero nome) durante riunioni a porte chiuse. Ma  a ben vedere questo andazzo è la naturale conseguenza di un sistema nato all'indomani dei grandi sconvolgimenti epocali che interessarono l'Inghilterra e la Francia durante l'Ottocento e la fine del Settecento. Sconvolgimenti che furono posti quali pilastri alla nascita dello stato liberale e che furono suggellati con la celeberrima tripartizione del potere dettata dal Barone di Montesquieu, che nel suo schema, liquidò provvidenzialmente il potere monetario, che da allora in poi – col benestare dei governi liberal-massonici che sostituirono le monarchie cattoliche cadute sotto il peso dei debiti bancari – fu una prerogativa ad esclusiva spettanza dell'élite illuminata (liberal-capitalistica e social-comunista) provvidenzialmente distinta dall'intellighenzia occulta in partiti ed ideologie apparentemente opposti e conflittuali. Questo se ci pensate è stato il grande limite di un filosofo ed economista come Karl Marx. Non aver compreso – o meglio aver nascosto ed a tratti alimentato – tale incredibile inganno.

     Ecco perchè la democrazia e l'europeismo sono balle!!!                             

    Alla luce di ciò, si comprendono due cose: 1) la democrazia dal 1789 in poi è stata solo una favola enfatizzata a dovere per catturare ed imprigionare attraverso il "diritto-non-diritto" quanti più polli possibili; 2) l'europeismo, ultima creatura nata da questa matrigna secolare chiamata "democrazia" (liberale, liberal-capitalista o social-comunista che dir si voglia) è un grande inganno retto per l'annientamento programmato dei popoli e delle nazioni. Per chi avesse ulteriori dubbi, dopo aver letto questo articolo, consigliamo di indagare la storia delle vere origini dell'UE mediante la conoscenza dello sconcertante "Piano Kalergi" (vedi qui Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – e qui – Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta -Seconda Parte. Vedi anche il video giù in allegato).

    Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI

     L'europeismo e lo squarcio del velo                                                                        

    Allora comprendiamo il vero motivo per il quale il bilancio dello Stato italiano, la spesa sociale, gli aiuti alle imprese, ma anche le medicine da prendere o la scelta dei prodotti da mangiare o meno, le opere pubbliche da realizzare, tutto viene deciso da “soggetti”non-eletti. Comprendiamo perchè i fondi comunitari siano stati trasformati in strumenti elitari e atti ad alimentare un vergognoso clientelismo politico-elettorale e capiamo anche perchè anziché ascoltare le istanze di giustizia e libertà levate dai popoli europei, l'élite di Bruxelles abbia pensato (sotto l'ala protettrice di Usa e Nato) di creare i super-poliziotti europei, con poteri praticamente illimitati, chiamati eurogendfor, con compiti repressivi di eventuali tumulti e proteste, ben definiti (vedi qui – Eurogendfor: l’esercito comune Ue contro i disperati). E mentre in Italia i gruppi politici si scambiano fittizie accuse e mettono in scena scaramucce teatrali preelettorali (inutili dato che i candidati sono spesso gli stessi esemplari di Homo Politicus che hanno causato disastri nella prima e nella seconda repubblica – per la terza si stanno dando da fare – e che provengono dagli stessi gruppi di potere decisionale paralleli alle istituzioni repubblicane – vedi qui Nulla di Nuovo nel Toto Europa – un favore all’Aspen Institute Italia) in Europa il potere è stato concentrato nelle mani di poche decine di persone. 

     Ecco perchè non andremo a votare                                                                          

    Tra pochi giorni gli elettori europei (quelli più illusi) andranno alle urne (anche se molti prevedono, ovviamente, un’affluenza irrisoria). Per quei pochi che entreranno nei seggi elettorali la cosa più triste non sarà trovare in cima alle varie liste, esemplari di Homo Politicus ormai arcinoti (magari riciclati dagli scarti delle istituzioni nazionali e regionali) né sapere che queste persone parteciperanno solo sporadicamente alle sedute del Parlamento europeo (pur godendo di lauti compensi). La cosa  più triste è che andranno a votare forse coscienti, dopo un’attenta riflessione, che la loro vita e quella dei loro figli sarà nelle mani non dei rappresentanti eletti dalla maggioranza dei cittadini europei, ma di altri, nessuno dei quali mai eletto, nessuno dei quali mai “scelto”, nessuno dei quali si curerà mai dei loro interessi, ma solo ed esclusivamente degli interessi (bancari) di chi li messi come pedine a ricoprire quella posizione… E dalle ricostruzioni storiche ed i parallelismi posti in essere, forse oggi abbiamo le idee più chiare sui fatti ed i presupposti ideologici che portarono alla nascita di questa gabbia chiamata "Unione Europea". Noi la nostra scelta l'abbiamo fatta: Domenica 25 andremo a goderci il sole in spiaggia assieme a tutti gli esponenti della lista del non-voto!

    Sergio Basile, C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2014 Qui Europa) 

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Video e Articoli in Allegato                                                                                    
     
     

    Napolitano Cedere quote di sovranita' all'Europa

     

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    Lo Scandalo delle Fregate Francesi imposte alla Grecia da Hollande

    Borghezio denuncia lo Scandalo delle Fregate Francesi imposte alla Grecia da Hollande

    Mercoledì,  Marzo 6th/ 2013 – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi – Comunicato Stampa dell'eurodeputato Mario Borghezio, Bruxelles Bruxelles, Parlamento Europeo, Mario Borghezio, Grecia, Scandalo delle Fregate Francesi, Armi, Usura Internazionale, Francois Hollande, Antonis Samaras, Commissione eurooea, interrogazione alla Commissione europea di Mario Borghezio, Il popolo greco muore di fame, Finmeccanica, FMI, Christine Lagarde, […]

    Silenzio Grecia: siamo tutti prigionieri dei Media

    Silenzio Grecia: siamo tutti prigionieri dei Media

    Giovedì, Febbraio 21th/ 2013 – – di Giovanni Antonio Fois –  Grecia, tasse, bollette, Unione Europea, BCE, Atene, protesta, Antonis Samaras, Pireo, Fondo Monetario Internazionale, Sionismo, Media Occidentali, Censura mediatica, Prezzo del gasolio, Giovanni Fois, Aiuto disperato, Dittatura, Notizie da Bassa campagna elettorale  Silenzio Grecia: siamo tutti prigionieri dei Media Greci, Italiani ed Europei incatenati in […]

    Il Piano Ue – La Prostituta Grecia ora tra le braccia dell’Emiro del Qatar

    Il Piano Ue – La Prostituta Grecia ora tra le braccia dell’Emiro del Qatar

    Mercoledì,  Marzo 6th/ 2013 – Sergio Basile –  Grecia, Euro, Svendita, Privatizzazioni, Qatar, Isole Greche, colonialismo, Europa sotto attacco, La Distruzionedella grecia e dei popoli europei, Atene, Emiro del Qatar, Troika, Ue, FMI, Bce, Mafiosi, Cancellazione della cultura cristiana. Il Piano di Stalin, Schiavi Greci, Porto del pireo, Cinesi, tedeschi, Samaras, Yannis Stournaras  Il Piano […]

    Europee 2014 – L’Italia deve recarsi alle urne senza avere notizie della nuova guerra del pane di Atene

    Europee 2014 – L’Italia deve recarsi alle urne senza avere notizie della nuova guerra del pane di Atene

    Giovedì, Aprile 10th/ 2014 – S.B. Redazione qui Europa  –  Qui Europa, Atene, Troika, Ue, BCE, FMI, Angela Merkel, asse franco-tedesca, falso spot sui siccessi dell'Unione europea, spot Rai, bomba ad atene, cantiere europa, BCE, Jefferson, Visita di Angela Merkel, Troika, guerra del pane    Europee 2014 – L'Italia deve recarsi alle urne senza avere notizie della nuova guerra del […]

    Premesso che l’Euro è una Moneta di Distruzione di Massa… c’è di più

    Premesso che l’Euro è una Moneta di Distruzione di Massa… c’è di più

    Martedì, Marzo 25th/ 2014 – di Sergio Basile e Vincenzo Mannello – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di "Qui Europa" Sergio Basile, Sovranità Monetaria, Euro, Lira, Emissione a debito della moneta, Vincenzo Mannello, iniziativa di Libero confronto pensa e scrivi, redazione Quieuropa, Marine Le Pen, Francois Hollande, euroscettici contro europeisti, il problema è l'emissione a debito […]

    Matteo Renzi e il Malconsiglio Europeo

    Matteo Renzi e il Malconsiglio Europeo

    Lunedì, Marzo 24th/ 2014 – di Sergio Basile  – Italia,  Matteo Renzi, consiglio europeo, Bruxelles, Pier Carlo Padoan, Herman Van Rompuy, Manuel Barroso, Unione europea, vincolo del 3%, Patto di stabilità, impossibilità della crescita, Commission eeuropea, riformeliberiste, privatizzazioni indotte, Distruzione dell'economia italiana, vicolo cieco, Pie Carlo Padoan, Pensioni e forze armate, tagli e nuove privatizzazioni, Poste Italiane, […]

    Britannia & Co – Quel che Renzi avrebbe dovuto ricordare alla Merkel

    Britannia & Co – Quel che Renzi avrebbe dovuto ricordare alla Merkel

    Mercoledì, Marzo 19th/ 2014 – di Sergio Basile –  Germania, Italia, Consulta Tedesca, Trattato di Maastricht, Patto di Stabilità, Consulta tedesca, esattori per conto dello Stato, Eurozona, Euro Gabbia, Angela Merkel, Matteo Renzi, Romani Prodi, Mario Draghi, Privatizzazione della Banca d'Italia, SAcco del Britannia, Mani Pulite, George Soros, MIlena Gabanelli  MES, Britannia & Co – Quel […]

    Europee 2014 – No Soldi No Party… Anzi No Voto!

    Europee 2014 – No Soldi No Party… Anzi No Voto!

    Venerdì, Marzo 14th/ 2014 – di Vincenzo Mannello – Vincenzo Mannello, Catania, Roma, Bruxelles, Ideologia europeista, Matteo Renzi, Giorgio Napolitano, Palazzo Chigi, Europee 2014, Parlamento Europeo, No Soldi No Party, Elemosina in busta paga, Pensionati ed esodati dimenticati, Monarchia Repubblicana, Prima Repubblica, Modello DC  Europee 2014 – No Soldi No Party.. Anzi No Voto! Dal Modello "Achille Lauro" alla vecchia "Logica […]

    Schaeuble e le strategie per indurre gli europei a recarsi alle urne

    Schaeuble e le strategie per indurre gli europei a recarsi alle urne

    Giovedì, Aprile 3rd/ 2014 – di Sergio Basile – Bruxelles, Berlino, Ministro delle Finanze tedesco, Handeslblatt, Wolfgang Schaeuble,eurogruppo, Unione bancaria, BCE, proprietà popolare della moneta, Giacinto Auriti, trappola degli Stati Uniti d'Europa  Schaeuble e le strategie per indurre gli europei a recarsi alle urne Le "provvidenziali" ricette del ministro delle Finanze tedesco, per indorare una pillola […]

    Ecco perché non voterò il Movimento 5 Stelle alle elezioni europee

    Ecco perché non voterò il Movimento 5 Stelle alle elezioni europee

    Lunedì,  Aprile 7th/ 2014 – di Daniele Di Luciano / Redazione Losai / Redazione Qui Europa  – Daniele Di Luciano, Elezioni europee, programma del movimento 5 stelle, Eurobond, Fiscal Compact, Referendum sull'euro, permanenza nell'euro, deputato Sorial, Mario monti, Nuovi Debiti, Debtocracy, perchè non voto il movimento 5 stelle, il referendum è una presa in giro  Ecco […]

    Britannia & Co – Quel che Renzi avrebbe dovuto ricordare alla Merkel

    Britannia & Co – Quel che Renzi avrebbe dovuto ricordare alla Merkel

    Mercoledì, Marzo 19th/ 2014 – di Sergio Basile –  Germania, Italia, Consulta Tedesca, Trattato di Maastricht, Patto di Stabilità, Consulta tedesca, esattori per conto dello Stato, Eurozona, Euro Gabbia, Angela Merkel, Matteo Renzi, Romani Prodi, Mario Draghi, Privatizzazione della Banca d'Italia, SAcco del Britannia, Mani Pulite, George Soros, MIlena Gabanelli  MES, Britannia & Co – Quel […]

    Dittatura UE 

    Dittatura UE – Dichiarazione unica IVA in nome di Risparmio ed Evasione?

    Giovedì, Febbraio 27th/ 2014  – IVA Lavori Europarlamento Settimana 26 Febbraio 2014 – – di Sergio Basile – Redazione "Qui Europa" – Parlamento Europeo, Strasburgo, Assemblea,Sessione 26 Febbraio 2014, Iva, Tassazione, Regime usurocratico, MES, Fiscal Compact, Stati Uniti d'Europa, Dichiarazione IVA unica, accentramento, Paradisi fiscali, Lussemburgo, Two Pack, Commissario Semeta, evasione fiscale e usurocrazia, MES, Fiscal Compact, Dittatura […]

    Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana

    Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana

    Lunedì, Marzo 10th/ 2014 – di Sergio Basile –  Trattato di Maastricht, Romano Prodi, Trattato di Lisbona, Trattati di Roma del 1957, Iniquità del rapporto debito/Pil, Parametri di Maastricht, Redazione Quieuropa.it, Redazione losai.eu, Alessio Pascucci, Daniele Di Luciano, Losai.eu, Patto di Stabilità, Sindaco di Cerveteri, Dentro la Notizia, Conseguenze del Patto di Stabilità, Conseguenze del patto […]

     

     

    Matteo Renzi e il Malconsiglio Europeo

    Matteo Renzi e il Malconsiglio Europeo

    Lunedì, Marzo 24th/ 2014 – di Sergio Basile  – Italia,  Matteo Renzi, consiglio europeo, Bruxelles, Pier Carlo Padoan, Herman Van Rompuy, Manuel Barroso, Unione europea, vincolo del 3%, Patto di stabilità, impossibilità della crescita, Commission eeuropea, riformeliberiste, privatizzazioni indotte, Distruzione dell'economia italiana, vicolo cieco, Pie Carlo Padoan, tagli e nuove privatizzazioni, Poste Italiane, […]

    La distruzione dell’Italia passa per l’Europa: vogliono ucciderci!

    La distruzione dell’Italia passa per l’Europa: vogliono ucciderci!

    Martedì, Giugno 4th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto –  Unione Europea, Europa, Crisi indotta, Sovranità nazionale, Euro, Moneta Unica, Governanti, Commissione Santer, Suicidi, Eliminazione dei popoli europei, Ordine mondiale americano, "Contro l'Europa,  Mario Monti, Emma Bonino, Ida Magli  La Profezia di Ida Magli: l'Europa vuole ucciderci! Lo diceva nel 1997 Fa tutto parte di […]

    Dittatura MES – Roma Ancora Schiava di Berlino: pagati 11,4 Mld

    Dittatura MES – Roma Ancora Schiava di Berlino: pagati 11,4 Mld

    Giovedì,  Ottobre 31th/ 2013 – di Sergio Basile – Italia, MES, Fondo Salva Stati Permanente, Schiavitù, Meccanismo Europeo di Stabilità, Berlino, Bund, Titoli di Stato, Pagare on Demand, Nuovi Debiti in Circolazione, Saccomanni, Dittatura Europea  Dittatura MES – Roma Ancora Schiava di Berlino: pagati 11,4 Mld MES – La Guerra "Diversa" che annienta le Nazioni ►MES: l'Italia vessata finanzia la […]

    Two pack – Ora l’Ue potrà imporre anche modifiche alle leggi finanziarie

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    Sabato, Giugno 1st/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois –   Commissione europea, Two Pack, Fondo monetario internazionale, Meccanismo europeo di stabilita', Italia, politiche finanziarie, strozzinaggio internazionale, Unione europea, Bruxelles, sistema bancario internazionale, Equitalia    Two pack – Ora l'Ue potrà imporre anche modifiche alle leggi finanziarie  Nuovi poteri alla Commissione Liberal-Stalinista Le ultime reazioni dopo l'approvazione del […]

    Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria che Dissangua l’Italia

    Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria che Dissangua l’Italia

    Lunedì, Febbraio 11th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile – Sistema Target2 / Mario Draghi / Angela Merkel / Svalutazione dell'euro / Francois Hollande / Parlamento europeo / Tunisia / Paradigma dell'allevatore / Fronte del Nord / Pigs / BCE / Euro / Eurozona  Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa […]

    Il Progetto Finale di Bruxelles – Vogliono Distruggere le Nazioni

    Il Progetto Finale di Bruxelles – Vogliono Distruggere le Nazioni

    Domenica, Febbraio 24th/ 2013 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Nazioni, Ue, Bruxelles, Accentramento, Parlamento Europeo, Hans Gert Poetterong, Altiero Spinelli, Distruzione degli Stati Nazionali, Massoneria Internazionale, Progetto Mondialista, Nuovo Ordine Mondiale, Mariolina Sattanino, Mondialismo, Carlo De Benedetti, Enzo Moavero, Gianni Pittella, Ferdinando Nelli Feroci, Esercito Comune, Politica Estera Comune, Mani sui popoli europei  […]

    24 febbraio 2013No CommentRead More#

    Unione Europea – Ci Vogliono Rovinare!

    Unione Europea – Ci Vogliono Rovinare!

    Lunedì, Gennaio 21st/ 2013 – Dott.ssa Patrizia Stella –   Iniziativa di Libero Confronto – Pensa e Scrivi di Qui Europa Unione europea / Crisi morale / Piano Massonico / Ilva / Sovranità Nazionale / Sovranità Rubata / Complicità dei Media / Demonio / Distruzione della Famiglia / Nuovo Ordine Mondiale / Laicismo / Lobby […]

    21 gennaio 20132 CommentsRead More#

    Rubrica – Le Verità Nascoste sul Premio Nobel – Prima Parte

    Rubrica – Le Verità Nascoste sul Premio Nobel – Prima Parte

    Giovedì, Agosto 1st/ 2013 – Rubrica, Le Verità nascoste sul Premio Nobel – -Rubrica di  Luigi Armentano –  Premio Nobel, Accademia di Norvegia, Svezia, Paride Nobel, Premio Nobel per la Pace  all'Unione Europea, Ue, Manuel Barroso, Herman Van Rompuy, Angela Merkel, Jacques Delors, Piano Delors, Francois Hollande, Orwell 1984, Jacques Barrot, Barack Obama, Hillary Clinton, Sarah Luzia […]

    Finanza ed Egemonia Anglofona sull’Europa – La linea Delors

    Finanza ed Egemonia Anglofona sull’Europa – La linea Delors

    Giovedì, Gennaio 3rd/2013 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Egemonia anglofona / Delors / Egemonia Anglofona sull'Europa / Gran Bretagna / Jacques Delors / Commissione europea / Ue / Charles De Gaulle / Mario Monti / David Cameron / Tobin Tax / City / Usa / Neocolonialismo / Board Bce / Sacco del Britannia /Bce […]

    Documento shock del 1959 su Crisi, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione: verità occultate

    Documento shock del 1959 su Crisi, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione: verità occultate

    Mercoledì, Aprile 30th/ 2014  – A cura di Massimo Mancinelli –  Iniziativa di Pubblico Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Quieuropa" Da un Estratto di "Rivoluzione e Contro-rivoluzione" di Plinio Correa de Oliveria – San Paolo, Brasile 1959  – 1a Ed. "Dell'albero – Torino – 1963 – Traduzione Giovanni Cantoni – – Ultima edizione – Associazione Luci sull'Est, Roma – Massimo Mancinelli, […]

    Budapest – Testimonianze di Italo-Ungheresi: L’ideologia e l’euro hanno rovinato l’Italia

    Budapest – Testimonianze di Italo-Ungheresi: L’ideologia e l’euro hanno rovinato l’Italia

    Sabato, Novembre 2nd/ 2013  – Redazione Qui Europa e Andras Kovacs, Budapest  – Qui Ungheria, Nuova Lettera Aperta agli Italiani di Kovacs Andras, Cittadino Ungherese, Manifestazione Nazionale del 23 Ottobre, usurocrazia internazionale, Testimonianza di giovani italiani e ungheresi da Budapest, Testimonianza di Manuela, Testimonianza di Valerio, Testimonianza di Antonio, Valerio Vitaliano, FMI, Discorso di Viktor Orban  Budapest 23 […]

    Ungheria – La Grande Marcia per la Libertà: 23 Ottobre 2013 – Testimonianze sull’Inganno Comunista

    Ungheria – La Grande Marcia per la Libertà: 23 Ottobre 2013 – Testimonianze sull’Inganno Comunista

    Venerdì, Ottobre 25th/2013   – Rubrica, Qui Ungheria, di Edina Karossy –   Intervista, Testimoni oculari, Edina Karossy, Ungheria, Budapest, Edina Karossy, Marcia nazionale, Governo Orban, Festa Nazionale, Regime comunista, orrori del Comunismo, Budapest, Stalin, Marcia per la Libertà, Famiglia, Storia, Religione, Viktor Orban    Ungheria – La Grande Marcia per la Libertà: 23 Ottobre 2013 – Testimonianze oculari tra passato e presente Intervista a […]

    L’Ungheria si prepara alla Grande Marcia per la Libertà del 23 Ottobre

    L’Ungheria si prepara alla Grande Marcia per la Libertà del 23 Ottobre

    Martedì,  Ottobre 22nd/ 2013 – Rubrica, Qui Ungheria, di Edina Karossy – Edina Karossy, Ungheria, Budapest, Edina Karossy, Marcia nazionale, Governo Orban, Festa Nazionale dal sapore particolare, Regime comunista, orrori del Comunismo, Péter Gergényi, Ipocrisia, Contro storia, Media di regime, Censura Mediatica, La nazione in Piazza contro l'Usurocrazia, Danubio, Budapest, vecchi fantasmi, Stalin, Marcia per la Libertà, Famiglia, Storia, Religione, Cultura, Identità, Sovranità, valori non negoziabili, popolo […]

    Nell’era della moneta-debito, tutto il male viene raccolto dentro un simbolo

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    Giovedì, Maggio 1st/ 2014  – di Nicola Arena e Sergio Basile – Qui Europa, Nicola Arena e Sergio Basile, 1° Maggio 2014,  festa dei disoccupati, Susanna Camusso, emissione a debito ed illegittima da parte delle banche centrali di carta-moneta, nell'era della moneta-debito, progettare il malessere di interi popoli, guerre coloniali, lo sfruttamento ed il controllo della persona umana, Giacinto Auriti, Ezra Pound, Comprendere il fondamento schiavista del sistema debito, status debitocratico perenne, il […]

    Ogni strumento è progettato per raggiungere uno scopo… Anche l’Ue

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    Mercoledì,  Aprile 23rd/ 2014  – di Nicola Arena – Nicola Arena, Moneta Debito, Moneta Credito, Emissione a debito, moneta strumento di dominio, moneta mezzo per facilitare gli scambi, UE, piano europeista, egemonia di Bruxelles, Europee 2014, il trucco di Bruxelles, Nicola Arena, Sete di giustizia, Qual è il vero scopo dell'Ue  Ogni strumento è progettato per raggiungere  […]

    Inganno monetario – La Consapevolezza del bene e le chiavi del Regno

    Inganno monetario – La Consapevolezza del bene e le chiavi del Regno

    Venerdì, Maggio 16th/ 2014  – di Nicola Arena e Sergio Basile – Qui Europa, Nicola Arena e Sergio Basile, La consapevolezza del bene,  13 Maggio 2014 Nel Segno della Consapevolezza e della Speranza, Moneta e consapevolezza del bene, Legittimazione della Moneta, Un macroscopico vuoto giuridico, Cosa occorre per distinguere il bene dal male?, False rivoluzioni e vere rivoluzioni, da Montesquieu in poi…, Rivoluzione Francese o Rivoluzione Bolscevica, Le chiavi […]

    L’essenza della truffa monetaria da Signoraggio – Il Denaro non ha Costi di Produzione

    L’essenza della truffa monetaria da Signoraggio – Il Denaro non ha Costi di Produzione

    Venerdì, Maggio 9th/ 2014  – di Nicola Arena e Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Sergio Basile, professor Giacinto Auriti, Stampa del denaro a costo nullo, trucco tipografico, Teoria del Valore Indotto della Moneta,  Valore Indotto, simbolo di costo nullo, reddito di cittadinanza, sopravvivenza propria, male autoprodotto, giustificabili agli occhi di Dio, signoraggio bancario, banconota di 100 euro, simbolo di costo nullo, conferiamo il […]

    Denaro e Prostituzione: come tornare ad esser liberi di scegliere il proprio destino?

    Denaro e Prostituzione: come tornare ad esser liberi di scegliere il proprio destino?

    Mercoledì, Maggio 7th/ 2014  – di Nicola Arena – Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Denaro e prostituzione, liberi di scegliere il proprio destino, giudizi di valore, Il valore dell’amore,valore del sesso, In vendita per denaro, sesso dietro compenso, bisogno di denaro per vivere, cos’è il denaro, professor Giacinto Auriti,  Unità di misura del valore dei beni, potere d’acquisto, contenitore materiale di un valore,  spirituale, fattispecie giuridica, diritto di proprietà […]

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Schiavi del sistema bancario imperialista – 5

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti. 5 – Moneta: Così si diventa schiavi del sistema bancario imperialista

    Martedì, Aprile 1st/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Quinta Parte – di Giacinto Auriti  – I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, crollo dell'impero romano, i popoli cristiani erano demonetizzati, i misteriosi signori della moneta, sovranità politica e sovranità monetaria, proprietà popolare della moneta, verso chi ci si inbedita, […]

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Governo Occulto e Nuovo Ordine Mondiale – 6

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Governo Occulto e Nuovo Ordine Mondiale

    Venerdì, Marzo 11th/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Sesta Parte – di Giacinto Auriti  –  I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, Sistema Bancario, Redazione Quieuropa, il governo occulto, Nuovo Ordine Mondiale, Umanesimo Gnostico, il numero della bestia, liberalcapitalismo, Socialcapitalismo, falsa contrapposizione Usa-Urss, filiali dei […]

    Speciale – Tasse, Imposte, Prese in Giro e Sacrifici Umani

    Speciale – Tasse, Imposte, Prese in Giro e Sacrifici Umani

    Martedì, Ottobre 8th/ 2013 – di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile – Tasse, ICI, Monti, Guardia di Finanza, Fondazioni, Letta, IVA, Service Tax, IMU, Governo, Parlamento, Robin tax, IRES, Tobin tax, Osservatorio sulla salute nelle Regioni italiane, Sole24Ore, Banca d’Italia, Commissione Europea, Umberto Rapetto    Speciale – Tasse, Imposte, Prese in Giro e Sacrifici Umani Letta […]

    Elezioni 2013: Tutti ai nastri di partenza tra Noia e Spread

    Elezioni 2013: Tutti ai nastri di partenza tra Noia e Spread

    Mercoledì, Gennaio 9th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto –  Elezioni 2013 / Elezioni / Noia e Spread / Italia / Politica / Elezioni politiche 2013 / Presidenza del Consiglio / Schieramenti politici / Sovranità nazionale / Democrazia / Politici / Retorica politica / Crisi / Economia / Cittadini italiani / Voto / Alleanze / […]

    Elezioni 2013, Nulla di Nuovo nel Toto Europa – Idea Tremonti: un favore all’Aspen Institute Italia?

    Elezioni 2013, Nulla di Nuovo nel Toto Europa – Idea Tremonti: un favore all’Aspen Institute Italia?

    Martedì, Gennaio 8th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –  Elezioni 2013 / Europa / Unione Europea / Italia / Germania / Elezioni politiche / Cittadini / Democrazia / Eurozona / Indirizzo politico / Summit / Politica / Popolo / Urne / Angela Merkel / Mario Monti / Aspen Institute / Tremonti / […]

  • Inganno F-35 – Tutti gli inganni USA, dall’Efficienza, agli sperperi, al Controllo a Distanza

    Inganno F-35 – Tutti gli inganni USA, dall’Efficienza, agli sperperi, al Controllo a Distanza

    Martedì, Luglio 9th/ 2013

    – L'Approfondimento di  C. Alessandro Mauceri –

    Monti, Lockeed, F35, Aermacchi, Finmeccanica, Berlusconi, governo Letta, URSS, Stati Uniti d’America, Bill Clinton, JAST (Joint Advance Strike Tecnology), JSF, Joint Strike Fighter, Boeing, X-35, Ministro della Difesa, Giulio Andreatta, Governo D’Alema, Commissione Difesa, Forza Italia, Ulivo, Lega Nord, Antonio Martino, Prodi, legge Nunn McCurdy, Robert Gates, RAND Corporation, Dipartimento della Difesa USA, Su-35, Cina Jian-31 (J-31), Costituzione, Giulio Marcon, Sel, Eurofighter, ALIS, Autonomic Logistics Global Sustainment base italiana di Cameri, Gianandrea Gaiani, Analisidifesa.it,  "Cieli Ghiacciati" , NATO 

    Inganno F35 – Aerei Controllati dal Grande

    Fratello USA e usati per conto dei Padroni 

    F-35 – Uno sperpero senza fine appoggiato da tutti i

    partiti nell'ultimo ventennio

    La clamorosa lievitazione dei Costi e la Conferma

    Malfunzionamenti, Uso imperialistico e da attacco e

    Controllo a distana degli USA.

    Italiani: dov'è finita la nostra dignita'? Sveglia!

     

    di C. Alessandro Mauceri

    f-35 - VERGOGNA ITALIANA MADE IN USA

      Il Dilemma F35                                                                                                           

    Roma – Qualche tempo fa, quando a gestire il governo era Mario Monti, nacque una polemica sull’acquisto da parte del Belpaese di 121 aerei da caccia, gli F35, dalla Lockeed. Subito sorsero discussioni sul fatto che in un momento di grave crisi, come quello che ancora oggi stiamo attraversando, spendere miliardi e miliardi di euro forse non  era necessario. Altri dissero che forse sarebbe stato meglio acquistare prodotti europei come l’Eurofighter, invece che aerei prodotti in America. In realtà i motivi del dissenso furono molti. Anche sulla scelta degli F35, caccia d’attacco, erano sorti molti dubbi. E poi perché l’Italia avrebbe dovuto comprare aerei prodotti negli Stati Uniti d’America da un’azienda diretta concorrente di una delle maggiori aziende produttrici di aerei militari, l’italiana Aermacchi? Tanto più che Aermacchi è parte del gruppo Finmeccanica, azienda a compartecipazione statale e che l’acquisto di quegli aerei avrebbe potuto avere effetti positivi, sia diretti che indiretti, su tutto il territorio.

      USA – Il progetto F35 e l'Amministrazione Clinton                                     

    In realtà l’origine di tutta questa vicenda sono da far risalire a un ventennio fa. Sì perché la storia degli F35 (come racconta Investireoggi) risalirebbe addirittura alla fine degli anni ’80 e agli inizi degli anni ’90. Fu in quel periodo, infatti, che, con l’URSS che non costituiva più una minaccia per gli USA, l’allora Presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton decise che era ora, dopo decenni di spese folli dovute alla guerra fredda, di cominciare a risparmiare sugli armamenti. Quindi fece unificare i progetti per la produzione del nuovo aereo da combattimento nel programma JAST (Joint Advance Strike Tecnology). Nel 1996 il programma JAST cambiò nome in JSF, Joint Strike Fighter, e fu aperta la gara per passare alla produzione. Due furono i finalisti della competizione: la Boeing, con il modello chiamato X-32, e la Lockheed, che proponeva l’ X-35. Alla fine fu scelto il progetto della Lockheed, che prese il nome definitivo di F-35.

    f-35 - VERGOGNA ITALIANA MADE IN USA

      Cosa c'entra l'Italia? Chiedetelo a Prodi, D'Alema, Berlusconi… e…      

    E l’Italia?  Cosa c’entra l’Italia con tutto questo? C’entra, eccome. Infatti, “partner di secondo livello” del progetto per la realizazione dell’F35 fu proprio l’Italia, con un impegno economico di 1 miliardo di dollari (oggi pare che le spese sostenute dal nostro Paese siano quadruplicate). Fu Romano Prodi, allora Presidente del Consiglio, a promuovere la partecipazione al progetto di realizzazione dell’F-35. Nel 1996, quando Ministro della Difesa era Giulio Andreatta, il progetto fu approvato sia con i voti sia del centro destra che con quelli del centro sinistra. Sì perché una delle caratteristiche che hanno caratterizzato questo progetto per tutto il ventennio scorso è stata la partecipazione positiva e indiscussa di maggioranza e opposizione. Poco tempo dopo, infatti, l’impegno del nostro Paese fu riconfermato da D’Alema, nuovo capo del governo, grazie  all’approvazione all’appoggio in Commissione Difesa di Forza Italia, dell’Ulivo e della Lega Nord. Anche il suo successore, Berlusconi, nel 2002, quando alla Difesa c’era Antonio Martino, appoggiò la partecipazione al progetto. E così ancora nel 2007, durante il secondo governo Prodi, che approvò il progetto che avrebbe impegnato l’Italia economicamente fino al 2046. E così via per tutti i governi (è bene sottolineare Tutti) sino ad arrivare al governo attuale.

      La miracolosa lievitazione dei Costi… e la rinuncia dei paesi Ue              

    Al di là di sviste a dir poco pacchiane scritte in alcuni rapporti, ma utili per dimostrare ai meno informati la necessità dell’acquisto da parte del nostro Paese, sin dall’inizio emersero alcuni problemi nella costruzione dei nuovi aerei. Problemi di cui chi ha lavorato alla progettazione, come l’Italia, avrebbero dovuto accorgersi immediatamente. Ma non fu così. Quindi, ritardo dopo ritardo (quasi che la partecipazione del nostro Paese al progetto avesse portato con se anche l’abitudine ormai consolidata di ritardare l’esecuzione di lavori pubblici e farne lievitare i costi), alla fine ogni singolo aereo arrivò a costare quasi il doppio di quanto si era previsto. Così che il progetto cofinanziato con 1 miliardo dei soldi dei contribuenti italiani, crebbe dai 20 miliardi iniziali ai 40 miliardi effettivi. Aumenti che resero necessario, in America, il ricorso alla legge Nunn McCurdy, che impone una riapprovazione politica dei programmi militari nel caso in cui il costo superi del 25% quello previsto all’origine. E in Italia di stanziare nuove somme. Era ormai evidente che il progetto era diventato ormai un quasi fallimento. Tanto che, a gennaio di quest’anno, Robert Gates, segretario della difesa americano, ha detto che gli USA non escludono che “se entro due anni i problemi tecnici agli F35 non saranno risolti il governo abbandonerà il progetto”. Infatti molti dei committenti (tra cui Gran Bretagna, Olanda, Danimarca, Canada e Australia), vista la qualità del prodotto e i suoi costi, rinunciarono all’acquisto.

    f35 - La polemica

      La Conferma della Colonia… malgrado tutto!                                                  

    E il Belpaese? L’Italia che aveva investito tanti soldi dei contribuenti nazionali nel progetto non poteva (o meglio, non voleva) uscirne e quindi, nel 2007, decise di confermare l’acquisto di 120 aerei, pur sapendo che la spesa iniziale prevista, 7 miliardi, sarebbe cresciuta. Nel frattempo anche la RAND Corporation, società di analisi strategiche che collabora col Dipartimento della Difesa USA, aveva criticato aspramente l’F-35, affermando che "in un conflitto reale non sarebbe stato in grado di competere con uno dei diretti concorrenti, il cacciabombardiere russo Su-35". E anche sotto il profilo economico gli americani avevano compreso che l’F35 non sarebbe stato competitivo. Da uno studio della Marina americana emerse che i costi di manutenzione degli F35 sarebbero stati maggiori del 30-40% rispetto a quelli dei caccia allora in uso. Intanto il progetto, anche a causa dei suoi costi era diventato non più competitivo anche sul piano della concorrenza. Specie  considerando che sul mercato ha deciso di scendere anche la Cina con il suo nuovo caccia di quinta generazione Jian-31 (J-31). E ciò anche grazie alla collaborazione tra Cina e Russia, visto che nella prima versione del J-31, verranno utilizzati motori russi (RD-93).

    f35 - La polemica

      AAA… Cercasi Art.11                                                                                                  

    A dire il vero l’Italia, almeno stando a quanto previsto dalla Costituzione, non avrebbe mai dovuto partecipare a questo progetto. L’articolo 11 della Costituzione infatti dice: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.” E visto che gli F35 sono aerei da attacco e non solo da difesa. Come ha detto recentemente Giulio Marcon, deputato di Sel: "Si tratta di aerei che non servono per le missioni di pace e per difendere il Paese, ma solo per fare la guerra e oltretutto per portare ordigni nucleari”. Quindi, dato che, secondo la nostra Costituzione, il nostro Paese dovrebbe dotarsi di armi “da difesa” (come gli Eurofighter, scartati pur essendo più economici e privi di difetti) e non di aerei d’attacco come gli F35 che possono addirittura essere dotati di missili a testata atomica, il progetto F35 non avrebbe dovuto mai cominciare.

      Malfunzionamenti ed altri accidenti   – l'Inganno di Mario Monti             

    Intanto, però, hanno cominciato a diffondersi informazioni circa il fatto che l’F35 potrebbe avere, in particolari condizioni meteorologiche, dei malfunzionamenti. In questi casi sperare che l’azienda che ha cercato di vendere un aereo a un centinaio di milioni di dollari, prima ancora di consegnarlo, possa ammettere che non vola bene è mera utopia. Fatto sta che Monti, nel 2012, decise di ridurre l’ordinativo di F35 a “soli” 90. Naturalmente tutti hanno pensato che fosse uno sforzo del professore per ridurre gli sprechi per il nostro Paese. Ma come al solito la verità sta nei numeri. Dato che il costo degli F35 è cresciuto da 80 a 127 milioni cadauno, la manovra di Monti non è servita a ridurre i costi, ma solo a pagare con le somme disponibili quanti più aerei possibile. Del resto non avrebbe potuto trovare altri fondi visto che anche quelli per l’acquisto dei 90 ordinati sono stati ottenuti effettuando tagli al personale della Difesa. Non a caso la spendig review ha previsto di ridurre il personale della Difesa del 20% mandando a casa 43.000 unità, 30mila militari e 13mila civili. “Unità” che sono ora in buona parte disoccupati o pensionati (e quindi, in ogni caso, un costo per il Paese).

    f-35 - VERGOGNA ITALIANA MADE IN USA

      Inganno F-35 – Controllati dal grande fratello USA                                       

    Nei giorni scorsi poi a mettere la ciliegina sulla torta (ma, per digerire un boccone amaro come questo, ci vorrebbe ben altro) ci ha pensato il ministro della Difesa, Mario Mauro, rilanciando, alla vigilia del dibattito parlamentare sugli F-35, l’ipotesi di acquistarne 131, invece dei 90 decisi da Monti. Facendo così lievitare in modo esponenziale le spese per la Difesa. Come se non bastasse, si è venuto a sapere qualcosa che ha dell’incredibile (e infatti le autorità si sono guardati bene sia dal confermarla che smentirla). Componente essenziale e insostituibile dei nuovi F35 sarebbe l’ALIS. In realtà ALIS è uno sistema che prevede il controllo remoto di un insieme di processi da terra, chiamato “Autonomic Logistics Global Sustainment (ALGS)”. Il “Country Point of Entry” italiano dell’ALIS dovrebbe essere la base italiana di Cameri. Ora, il problema è che il centro di controllo di questa sorta di “grande fratello” in grado di controllare a distanza (e quindi di renderli innocui) gli F35, ovvero gli aerei comprati dai nostri politici italiani (TUTTI) con i soldi degli italiani, è allocato alla Lockheed Martin di Fort Worth ed è sotto esclusivo controllo USA. Anche il centro ALIS di Cameri, infatti, è controllato direttamente dal Dipartimento della Difesa statunitense. “Ci troviamo di fronte – ha detto all’Adnkronos Gianandrea Gaiani, direttore di “Analisidifesa.it”- ad un aereo che, di fatto, sarà gestito dagli americani”.

    f-35 - VERGOGNA ITALIANA MADE IN USA

      Una montagna di euro buttati in guerre coloniali Usa                                 

    Quindi, riepilogando, i politici che hanno gestito l’Italia negli ultimi vent’anni (senza esclusione tra maggioranza e opposizione) hanno speso una montagna di soldi che avrebbero potuto utilizzare per la Cultura (Pompei sta letteralmente cadendo a pezzi), per la Sanità e per l’Istruzione (basti pensare ai tagli fatti dal governo in carica), per comprare qualcosa di inutile, che funziona male e che, anche quando funziona bene, è controllata dai militari di un Paese terzoDel resto some sorprendersi visto che oggi buona parte degli “strumenti per la difesa dell’Italia” vengono utilizzati per tutto meno che per la difesa del nostro Paese, vengono mandati in Iraq oppure in Afganistan o in tanti altri Paesi. Complessivamente sarebbero sono oltre 6.700 i militari italiani impegnati in missioni “internazionali” in 27 differenti aree del mondo.

     Perfino ad Haiti e in Islanda …                                                                               

    Ad esempio ad Haiti, dove è stata per mesi la nostra portaerei Cavour (ma che ci sta a fare al capo opposto del pianeta se doveva difendere l’Italia?), oppure, in Islanda impegnati nell'operazione "Cieli Ghiacciati"  della NATO, (in base alla quale chi ha la possibilità di mettere assetti a disposizione di altri partner lo deve fare). L'Italia ha già speso 2,5 miliardi in 10 anni e molti ancora dovrà spenderne. La domanda a questo punto è: quanti soldi sarà necessario sperperare prima che gli italiani capiscano che, da oltre un ventennio, chi gestisce la cosa comune non lo fa nel loro interesse?

    C. Alessandro Mauceri  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Sabato, Febbraio 16th/ 2013 – di Marinella Correggia e Pierangela Zanzottera –  Siria / Due massacri Manipolati e altri due occultati / Aleppo / Damasco / Homs / Kamikaze / Lahdar Brahimi / Onu / Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite / Osservatorio Siriano per i Diritti Umani / Londra / Fiume Queiq / Mohammad al-Halabi […]

    Primavere Arabe e Balle Mediatiche

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  • Strategie, Furti e Odissea Alitalia – Una Storia che tutti Dovrebbero Conoscere

    Strategie, Furti e Odissea Alitalia – Una Storia che tutti Dovrebbero Conoscere

    Domenica,  Maggio 19th/ 2013

     di C.Alessandro Mauceri  

    Alitalia, Linee Aeree Italiane, IRI, Ministero del Tesoro, Prodi, Francesco Staccioli, Bersani, Air France-KLM, Berlusconi, CAI, Compagnia Aerea Italiana, Roberto Colaninno, Benetton, Riva, Ligresti, Marcegaglia, Caltagirone, Gavio, Marco Tronchetti Provera, Intesa San Paolo, Corrado Passera, compagnia di bandiera, good company,  bad company, decreto legge n. 80 del 2008, Commissione Europea, Corte di Giustizia Europea, Aiuti di Stato, Corte Generale dell’Unione Europea 

    Odissea Alitalia – Una Storia che tutti

    Dovrebbero Conoscere

    Dalle Origini, alle manovre Prodi-Berlusconi, agli

    sviluppi del Caso Ryanair al Furto Legalizzato ai

    danni degli Italiani

     

     

    L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri 

    Alitalia - Una Storia Senza Fine

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     C'era una volta…                                                                                                         

    Roma  – C’era una volta Alitalia. Così potrebbe cominciare la favola (se avesse un lieto fine, ma come vedremo, non è così) della compagnia di bandiera italiana. La storia di Alitalia comincia nel 1947. Solo dieci anni dopo, nel 1957, Alitalia venne fusa con un’altra compagnia, Linee Aeree Italiane, divenendo la prima compagnia aerea del nostro Paese. Per decenni, fino agli anni Novanta, Alitalia rimase controllata al 100% dallo Stato (prima dall’IRI e poi dal Ministero del Tesoro). Fu allora che l’apertura del mercato ai concorrenti internazionali costrinse l’azienda a svegliarsi e a rendersi conto che quanto accaduto sino ad allora, era solo una favola e su come la realtà fosse ben diversa e amara. Appena Alitalia iniziò a confrontarsi con la concorrenza – in questa giungla chiamata libero mercato – cominciarono i problemi.

    Alitalia - L'Impronta di Romano Prodi

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'impronta di Romano Prodi                                                                                  

    Nel 1996, l’allora capo del governo, Romano Prodi (la stessa persona che, come presidente della Commissione  Europea, giustificherà di fatto la partecipazione di alcuni commissari, tra cui Monti, alle riunioni del Bilderberg) per risanare i bilanci in perdita, cosa fece? Rese funzionale la gestione? No, mise in vendita parte della compagnia, mantenendo, però, una quota di maggioranza. Secondo quanto affermato in tempi non sospetti da Francesco Staccioli – sindacalista Usb e cassintegrato Alitalia – la compagnia avrebbe “gettato al vento 5 miliardi di soldi pubblici”. L’apporto di capitali nuovi non cambiò il destino di Alitalia e così, nel 2006, apparve chiaro che l’azienda fosse sull’orlo del fallimento. Per "salvarla", Prodi decise di vendere un’altra fetta delle quote del Tesoro, cedendo in questo modo il controllo della compagnia. La gara indetta per promuovere l'acquisto del 39% delle azioni offerte dal governo andò deserta.  L'incaricato di turno al quale fu affidata la "patata" fu Bersani (lo stesso che alcuni anni dopo non riuscirà a creare un governo pur avendo avuto alle elezioni la maggioranza di voti e lascerà la gestione del Paese nelle mani del Bilderberg, della Trilateral e dell’Aspen). In molti, allora, accusarono il governo di aver imposto delle clausole eccessivamente restrittive che avevano avuto il risultato di far si che i potenziali investitori disertassero l’asta. Si disse che si era presentata Alitalia non come un’azienda ormai prossima al fallimento, ma come un’azienda in condizioni “da favola”.

    Alitalia - L'Impronta di Silvio Berlusconi e l'Operazione CAI

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      L'impronta di Silvio Berlusconi                                                                            

    Ci si riprovò nel 2007, mediante una trattativa diretta. Dopo le prime consultazioni, l’offerta migliore parve essere quella di Air France-KLM. Nel 2008, frattanto, però, era cambiato il governo. E il nuovo capo del governo, Berlusconi, dimostrò di pensare alla realtà (dei propri affari) e di non credere alle favole, e dichiarò come fosse necessario «preservare l’italianità della compagnia». Quindi Super Silvio fece di tutto per ostacolare la trattativa fino a che Air France-KLM non ritirò la propria offerta affermando, con esplicito riferimento al comportamento di Berlusconi, che «in questo settore nessuna operazione di questo tipo si può fare in modo ostile e contro un governo». Così, come in una favola, si decise di cambiare nome all’Alitalia (come se questo potesse bastare a risolverne i problemi) e dietro mille polemiche (tra cui le lamentele dei sindacati degli operatori di volo e dei piloti estromessi dalle trattative) venne creata la CAI, Compagnia Aerea Italiana. La nuova società, presieduta da Roberto Colaninno, vide al proprio interno imprenditori come Benetton, Riva (la famiglia proprietaria dell’ILVA, nelle scorse settimane alla ribalta per il danno ambientale prodotto dagli impianti) Ligresti, Marcegaglia, Caltagirone (attraverso la società Acqua Marcia) Gavio e Marco Tronchetti Provera. A sostenere finanziariamente il progetto fu Intesa San Paolo, il cui amministratore delegato era – guarda un pò – Corrado Passera, lo stesso che qualche anno dopo (le coincidenze non sono una favola: sono reali) venne chiamato da Monti a ricoprire il ruolo di Ministro dei Trasporti (forse anche dopo i risultati ottenuti con l’affare Alitalia/CAI). Il costo dell’operazione per i salvatori della bandiera, anzi della compagnia di bandiera (da notare che ormai in un sistema basato sulla concorrenza di libero mercato sono pochi i Paesi industrializzati che hanno ancora  una propria ”compagnia di bandiera”) fu di circa trecentomilioni di Euro. Una bazzecola!

      Piccoli Casi di Conflitto d'Interesse                                                                      

    Subito, però, sorsero dubbi circa la correttezza dell’operazione. Molti degli azionisti della CAI, come Marco Tronchetti Provera e Benetton, erano – come noto – concessionari dello Stato. Anche la partecipazione del gruppo cui faceva capo la Marcegaglia destò qualche dubbio, dato che la sua impresa, da un lato, faceva affari con il governo e viveva di appalti pubblici e, dall’altro, in quanto presidente di Confindustria, con lo stesso governo era spesso in conflitto. E così pure Roberto Colaninno, il cui figlio, Matteo, ricopriva l’incarico di “ministro ombra” del Partito Democratico.

    Alitalia - Dall'Accordo Saltato con Air France agli Aiuti di Stato

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Lo Scandalo più grande della… Favola                                                               

    In realtà, il vero problema, ma come al solito pochi parlarono di questo, non fu la procedura,  discutibile, con cui  erano state condotte tutte le fasi della vicenda. Né i membri del gruppo che aveva acquisito Alitalia. Né il fatto che i sindacati fossero stati coinvolti in modo a dir poco anomalo nelle trattative. Il vero scandalo fu che, proprio come in una favola, dalle ceneri di Alitalia si levarono due soggetti:  la CAI, che rilevò il marchio e parte delle attività (la cosiddetta good company, che conteneva le parti “sane”) e la LAI (il vecchio acronimo di Alitalia) che si tenne i debiti e tutto il resto e che avrebbe dovuto continuare a pesare sulle casse dello Stato. L’idea era da favola: acquistare le parti sane a prezzi di svendita (l’offerta del gruppo italiano fu 700 milioni di Euro inferiore rispetto a quella fatta da Air France-KLM) e scaricare sulla bad company i debiti (stimati in 2 miliardi di Euro) e i problemi tra cui 7.000 esuberi, a cui vennero garantiti 7 anni di cassa integrazione pagati, e con soldi veri, dallo Stato. Nel 2008, lo Stato italiano decise di concedere ad Alitalia un prestito (indovinate di quanto?) di trecentomilioni di Euro, riconoscendole anche la facoltà di imputare tale somma in conto capitale. Ossia, per chi ancora non crede alle favole, il governo avrebbe dato alla neonata azienda la stessa somma che gli investitori della CAI raggruppati con il consenso e la partecipazione del governo, avevano dovuto tirar fuori per comprare Alitalia. Una situazione, per gli investitori, davvero favolosa! E sembrava essere riuscita se non che, chi l’aveva architettata, forse aveva preteso troppo, e, cercando di pagare parte dei debiti di Alitalia  (bad company) con aiuti di Stato, aveva reso la favola poco credibile. Non solo, ma, per farlo, non aveva voluto rischiare di andare in Parlamento. Quindi aveva emesso un decreto legge (n. 80 del 2008) che in quanto valido immediatamente non aveva atteso il parere da parte della Commissione Europea.

    Ryanair, Manuel Barroso

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Procedura d'Infrazione e lo strano gioco della Commissione               

    Siccome non tutti credono nelle favole, questo comportamento fu considerato concorrenza sleale e fu aperta una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia da parte della Corte di Giustizia Europea. L'esecutivo di Bruxelles, quindi, avviò un’indagine formale, constatando che «il prestito costituiva un aiuto di Stato illegittimo e incompatibile con il mercato comune, in quanto conferiva un vantaggio economico finanziato con risorse statali, che non sarebbe stato concesso da un investitore privato avveduto». La Commissione dunque ordinò il recupero degli aiuti. Salvo poi – misteriosamente (?) – ricredersi. Vediamo.

     Marcia indietro della Commissione e Disputa con Ryanair                            

    Come noto, un favola come si deve non può non riservare sorprese e, così, la Commissione, con una seconda decisione sorprendente, affermò che la misura relativa alla vendita dei beni di Alitalia non implicava la concessione di un aiuto di Stato agli acquirenti di quest'ultima. Questo cambio di rotta non piacque a Ryanair, principale concorrente in Italia di Alitalia, che, dopo aver depositato varie denunce presso la Commissione, chiese al Tribunale, insieme ad altre compagnie ed all'Associazione europea delle compagnie aeree a basso costo (Elfaa), di annullare le due decisioni dell'esecutivo.

      Ryanair – La Beffa e il Sorpasso                                                                               

    La Corte, invece, confermò le proprie decisioni e condannò Ryanair a pagare anche le spese legali sostenute da Alitalia/Cai proprio – ironia della sorte – nel giorno in cui la compagnia irlandese festeggiava il sorpasso di Alitalia sul mercato domestico per numero di passeggeri (oltre 3 milioni, anche se le stime sono oggetto, anche loro, di discussioni). Poche settimane fa è scaduto il lockup sulle azioni Alitalia: cioè il divieto di vendere le azioni per i soci che quattro anni fa comprarono la vecchia Alitalia in fallimento. Immediatamente dopo è scoppiato quello che potrebbe diventare un nuovo “scandalo” Alitalia.

    Ryanair - European Court - Alitalia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Aiuti di Stato – Nuovo Scandalo: la Commissione mancò di Indagare!  

    Si pensava che la storia fosse finita lì e, invece, lo scorso 16 maggio 2013 (la fermezza è una delle sue caratteristiche principali a quanto si vede) la Corte europea ha confermato che la Commissione Europea – come visto nel precedente comunicato stampa inviatoci da Ryanair (vedi articolo in allegato) – mancò nell’indagare sugli “Aiuti di Stato” garantiti ad Alitalia. La decisione di oggi quindi riconferma la decisione del 2011 della Corte Generale dell’Unione Europea, la quale aveva deliberato che la Commissione aveva mancato nel suo compito di indagare sugli “Aiuti di Stato” concessi dall’Italia alla CAIQuella di Alitalia sembra essere ormai diventata una favola senza lieto fine: la  CAI continua ad essere in perdita, la vecchia dirigenza pare che rischi un processo per bancarotta causata da “dissipazione di beni aziendali” e “gestione del settore cargo economicamente abnorme” .

     L'Ultima Beffa – Gli Aiuti alla SEA, da restituire con gli Interessi                 

    La  SEA, società che gestisce gli aeroporti milanesi, secondo la Commissione Europea avrebbe ricevuto, tra il 2002 e il 2010, 360 milioni di Euro (gli aumenti di capitale di Sea Handling, una società del gruppo) “incompatibili” con le norme UE sugli aiuti di Stato e che, quindi, devono essere restituiti e “con gli interessi”

      Alitalia – Una Storia  (Tragedia) Infinita                                                                

    La verità è che la storia Alitalia tra interessi privati, politici coinvolti nella gestione di imprese e quindi in conflitto di interessi con le decisioni del governo, sprechi colossali, incarichi con compensi da capogiro concessi  a commissari di aziende in crisi perenne e chi più ne ha più ne metta, non avrà mai fineDi certo visto che i soldi per tutti questi sperperi li hanno sganciati e continuano a farlo indefessi – loro malgrado – gli Italiani con le loro tasse, per loro non ci sarà mai un lieto fine. Forse più che di “favola” sarebbe meglio parlare di “tragedia”.  

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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    “Avanti miei Prodi”: il Centrosinistra Scongela il Professore

    Martedì, 19th Febbraio / 2013 

    – di Maria Laura Barbuto –

     "Avanti miei Prodi": il Centrosinistra Scongela il Professore / Italia / Milano / Manifestazione centrosinistra / Politica / Crisi / Elezioni 2013 / Governo / Scandalo Monte dei Paschi di Siena / Partito Democratico / Corsa al Quirinale / Presidenza della Repubblica / Comizi / Voto / Elettori / Prodi / Bersani / Renzi / Vendola / Centrosinistra / Romano Prodi 

    A volte Ritornano – Prodi sul palco

    del centrosinistra

    Comincia da qui la sua corsa al Qririnale?

    Tutti uniti prima del voto e proiettati verso un

    nuovo governo guidato da Bersani. 

    Ma cosa succederà dopo? 

    Prodi - Bersani - Goldman Sachs

    Milano – Colpo di scena a Milano: sabato scorso, durante la manifestazione della coalizione di centrosinistra guidata da Pierluigi Bersani, dopo quattro anni, è tornato a fare capolino sul “palcoscenico della politica”, l’ex premier Romano Prodi, il re delle privatizzazioni facili nonché vecchia conoscenza di Goldman Sachs e amico della casta bancaria europea. Romano Prodi amici, proprio lui, l'ex Presidente della Commissione europea, colui che ci ha spinto allegramente nelle braccia di papà euro e dell'inflazione al 100%. Un Romano Prodi puntualmente "riscongelano" per l'occasione. Una trovata tutta sinistroide che, probabilmente, è stata progettata per racimolare qualche voto in più puntando sull’effetto sorpresa. Ma non siamo proprio sicuri che Romano Prodi, a seguito dello scandalo italiano legato al Monte dei Paschi di Siena, alle presunte tangenti e al coinvolgimento del Partito Democratico, possa risollevare completamente le sorti del centrosinistra. Però, c’è sempre un però!

     Ricongelatelo! 

    I “più” hanno anche ipotizzato che nel tentativo di lanciare il collega Bersani alla guida della penisola, il buon Prodi abbia accarezzato l’idea di trasferirsi al Quirinale, aspirando a diventare il nuovo monarca italiano, con duemila dipendenti al seguito (vedi "La Casta" – Rizzo/Stella). Chi lo sa? Che non sia proprio il suo, il nome che il centrosinistra intende proporre come successore di Giorgio Napolitano? Eppure, il professore “Mortadella” ha dichiarato di essere salito sul palco a distanza di quattro anni “perché oggi ne vale la pena” , specificando che “poi ritornerà al suo lavoro”e ribadendo la necessità di rimanere uniti nel voto. Uniti, come gli esponenti del centrosinistra che “avendo imparato la lezione dal passato”, oggi rappresentano diverse anime confluite in un’unica coalizione. Da parte di Prodi belle parole per Bersani, del quale pare abbia profonda stima, belle parole per Matteo Renzi, elogiato per “non aver chiuso la porta” dopo la sconfitta nella primarie del Pd, belle parole per Nicky Vendola, che ha riconosciuto come ottimo governatore della Puglia. Tutti bravi ed uniti: ma – dittatoriale e scandalosa Agenda Europea e austerity a parte – non saranno troppo diversi?  La manifestazione del centrosinistra, a Milano, ha avuto un duplice obiettivo: da un lato l’appoggio sostanziale alla candidatura di Umberto Ambrosoli alla presidenza della Regione Lombardia e, dall’altro, la volontà di “conquista” elettorale di una regione che ha fatto da madre alla Lega e a Silvio Berlusconi e – soprattutto – che ospiterà l'Expo 2015

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Giovedì, Ottobre 11th/ 2012 – di Sergio Basile e Federica Santoro – Italia / Unione europea / procedure d'infrazione /  Joaquin Almunia / Mario Monti / Innalzamento aliquota IVA / Romano Prodi / Commissione Prodi / Direttiva Bolkestein /  Ici / Imu / Chiesa cattolica / Principio di Sussidiarietà / Politiche liberiste / Politiche neoliberiste […]

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    Continua l’abbuffata della casta politica italiana: 185 milioni per le regionali 2010 – La riflessione di Bregantini

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    L’Olezzo delle Carogne della Macelleria Sociale sale fino a Bruxelles

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    Martedì, Ottobre 2nd/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Unione europea / Disoccupazione / Eurostat / Euro / Moneta Unica / Target 2 / Spagna / Grecia / Mezzogiorno d'Italia / Osservatorio "Qui Europa" / Carrozzoni politici / Mes / Fiscal Compact / Propaganda mediatica / Mentana / Macelleria Sociale / Ambigui sondaggi […]

    Roma – Tagli per Regioni e piccoli tagli per Parlamentari

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    Venerdì, Ottobre 5th/  2012   – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Mario Monti / indennità parlamentari / tagli / numero dei consiglieri / Palazzo Chigi / Corte dei Conti / Trasparenza / Spesa Pubblica / Filippo Patroni Griffi / Titolo V Costituzione / Autonomia della Regioni / collaboratori dei parlamentari / portaborse  Padri […]

     
  • Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / Lavoratori / Risorse / A carte 48 / Insieme Salute / Famiglia Cristiana / Potzolu / Ceffa / Prodi / Keynes / Von Hayek  

    Stato sociale: una ulteriore via d’uscita dalla

    crisi. Keynes aveva ragione

    Carenze statali da integrare con il mutuo soccorso: 

    viaggio nel passato per costruire il futuro

    Ma nell'Ue crescono i disoccupati: oggi sono 48 milioni

    Intanto Romano Prodi da "Famiglia Cristiana" dà moralistiche

    lezioni di unità politica

    Keynes aveva ragione – Nell’Europa liberista di Von Hayek, che ha ucciso il Welfare State, 48 milioni di disoccupati

    Roma –  Un ritorno al passato per costruire il futuro: la crisi europea si traduce in una crisi profonda dello Stato sociale. Quel Welfare State tanto caro a John Maynard Keynes, che lo propose quale modello socio-economico di sviluppo: costruzione osteggiata – a torto – da liberisti e anarcocapitalisti, dei quali maestro ed ispiratore – in sintesi – possiamo considerare Von Hayek e gli economisti della Scuola Austriaca. Nato come evoluzione dello Stato liberale ottocentesco, lo Stato sociale dovrebbe avere come fine supremo quello di proclamare l’uguaglianza sostanziale tra i cittadini (e non solo quella formale) e di garantire diritti e servizi sociali come ad esempio l’assistenza sanitaria, l’istruzione pubblica, eventuale indennità di disoccupazione, previdenza sociale e l’accesso alle risorse culturali del paese. Dalla definizione, noi Italiani, potremmo chiederci se la nostra bella Nazione  può, concretamente, assolvere ancora ai compiti di Welfare state oppure se sullo Stato sociale non sia calato definitivamente il sipario. I tagli previsti, e quelli già operati, in diversi settori dell’economia italiana, hanno portato anche ad un taglio netto della tradizione culturale e sociale del nostro Paese. Tutti ne sono responsabili, ma nessuno si è realmente rimboccato le maniche al fine di assicurare il rispetto e la tutela di alcuni diritti fondamentali dei cittadini.

     Europa: 48 milioni di disoccupati 

    I disoccupati europei si contano in 48 milioni di persone (l'equivalente all'intera popolazione, bambini inclusi, di un intero grande stato) di cui 14 milioni hanno perso il lavoro proprio a causa della crisi pilotata: come fare, quindi? Una delle ipotetiche soluzioni atte a tamponare una crisi che si allarga, giorno dopo giorno a macchia d’olio, potrebbe essere una macchina del tempo virtuale che ci riporti nel lontano ottocento, quando sul finire del secolo, il mutualismo diventava una pratica diffusa ed efficiente che garantiva ai più disagiati  il rispetto dei propri diritti. Combinare ed integrare l’azione e l’operato statale con le pratiche mutuali – al di là comunque del rating e della de-finanziarizzazione dell'economia – potrebbe essere la carta vincente per dare uno schiaffo alla crisi economica: basti pensare che fino al 2011, le mutue europee hanno impiegato 350.000 persone generando un “guadagno” di 180 miliardi di euro. In Italia ne esistono 1500, alcune delle quali vantano una storia centenaria e una tradizione di efficienza e competenza. Operano soprattutto nel centro–nord ed aderiscono alla Federazione Italiana Mutualità Integrativa Volontaria: “Fino a 10 anni fa – ha dichiarato il presidente della Fimiv, Placido Putzolu, ai colleghi di “A carte 48” – il mutualismo era un fenomeno circoscritto. Ma oggi, che la spesa sanitaria delle famiglie continua a crescere e lo Stato sociale non riesce più a garantire prestazioni efficienti, la mutualità si propone come un soggetto no-profit. Il nostro intervento – continua Potzolu – è integrativo, non sostitutivo rispetto a quello del pubblico”.

     Mutualismo: una carta preziosa  

    Ma se, da un lato, il binomio Stato sociale–mutualismo potrebbe essere un asso nella manica per far fronte ad una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo e permetterebbe di mettere una “toppa” e far tirare un sospiro di sollievo, dall’altro, tutelerebbe anche i lavoratori autonomi e precari, ai quali non vengono riconosciute tutele per la maternità, infortuni o malattie, trasformandosi per queste categorie, in una vera e propria risorsa. “Il vero problema – afferma il direttore di Insieme Salute, Valerio Ceffa – è come riempire il vuoto che sta lasciando lo Stato: al cittadino viene detto di arrangiarsi per quanto riguarda il settore pubblico e di pagare (a peso d’oro) qualora si rivolga ad un esercizio privato. Il mutualismo – continua Ceffa – in questo senso, è una ulteriore possibilità e chi si associa, avrà sempre il diritto di essere curato anche perché per noi le persone sono soci e non clienti”. Della serie “l’unione fa la forza” quindi: la collettività, rispetto alle sole potenzialità statali, potrebbe rappresentare, se unita, una forza in più per una società disagiata, una boccata di ossigeno in questo periodo di crisi.

      Unità politica dell'Ue e Moralismo Neo-Liberal di Prodi  

    Stesso parere, seppur da un punto di vista molto diverso, lo ha espresso Romano Prodi nell’intervista rilasciata a “Famiglia Cristiana”. “Separati non contiamo nulla – ha dichiarato l’ex Presidente del Consiglio che ci ha letteralmente buttato tra i tentacoli dell'euro – L’unità politica dell’Europa è necessaria, come necessaria è la guida internazionale del Vecchio Continente da parte della Germania”. Beh, in fin dei conti Prodi non ha fatto proprio un’analisi riguardo il futuro dell’Europa, piuttosto un funesto presagio hainoi già evidente nel presente: è quello che sta succedendo. Una Germania “regina” che detta  leggi austere e professa il rigore politico e tanti sudditi “costretti” a rispettarne le regole. Ma non sarà mica vero che lo Stato sociale non esiste più? Di certo non definiremmo “vere” né “profetiche” le dichiarazioni di Prodi, che ha disegnato il progetto più che dell’unità politica europea, della distruzione nazionale dei singoli paesi.

    Maria Laura Barbuto  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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  • Grecia – L’era del “Nazismo Bianco” o dello “Stalinismo Rosso”?

    Grecia – L’era del “Nazismo Bianco” o dello “Stalinismo Rosso”?

    Giovedì, Maggio 10th / 2012

    – di Sergio Basile e Franco De Domenico – 

    Europa / Germania / Grecia / Francia / Euro / Mario Monti / Romano Prodi / Surplus / Nicolas Sarkozy / Crisi / Lira / Marco / Nazismo Bianco /  Lucas Papademos / Armamenti / Industria bellicas / Scandali / Perdita di diritti / G20 / Trilateral Commission / Alexis de Tocqueville / La Democrazia in America  / You Tube  / Qui Europa / Adriano Celentano / Wall Street Journal  

    Con l'euro e le armi, la Germania ingrassa

    Il plusvalore tedesco viene dalla moneta unica

    Bene anche l'industria bellica: ai danni della Grecia

    E' l'era del "Nazismo Bianco" o dello "Stalinismo Rosso"?

    Berlino – Lo sapevate che l’aeroporto di Atene sarà per 100 anni di “proprietà” tedesca e che la Germania non pagherà un euro di Iva alla popolazione ellenica? Questa è solo una delle molteplici tristi storie che “Qui Europa” vuole raccontare ai suoi lettori, al fine di creare consapevolezza sulla reale sorte della Democrazia in Europa. Roba che farebbe rivoltare nella tomba lo stesso Alexis de Tocqueville, mitico autore de “La Democrazia in America”. Ma non è finita!Una nuova leggenda metropolitana, diffusa nell'era Monti – ribadita con spudorato coraggio nelle scorse ore dal professore, e rimpallata da firenze a Bruxelles, e da Bruxelles a Berlino – è quella che la Germania ci imporrebbe vincoli, tasse e pareggio del bilancio per farci del bene, e lei stessa non ci guadagnerebbe nulla, ma anzi, ci rimetterebbe. Non è proprio così, e lo dice in un'intervista disponibile su YouTube uno dei padri stessi dell'euro, Romano Prodi. Ci informa, l'ex premier italiano che, ricordiamo con nostro impegno e sacrificio di tutti, ci traghettò nella – ormai possiamo dirlo, perlomeno controversa e criticata, per non dire "fallimentare" e "scellerata" –  moneta unica. Dati alla mano, dunque, ci si accorge che la ricca ed organizzata Germania, udite udite, ha accumulato – da quando l'euro stesso esiste – ben 200 miliardi di surplus.  Mentre l'economia tedesca, prima dell'euro, non riusciva a creare surplus, quindi non era in credito. Dobbiamo noi ringraziare i potenti creditori tedeschi, ormai banchieri d'Europa, o devono loro ringraziare noi, per i lauti guadagni che stanno incamerando? La risposta la lasciamo a voi, ed ai poveri pensionati o disoccupati greci! 

       Grecia: da "patria del diritto" a "terra senza diritti"   

    D’altra parte, a prova di ciò, non dobbiamo dimenticare che la Troika (Bce-Fmi-Ue) in perfetta linea con la "strategia Merkel" sta riducendo la Grecia – come arcinoto letteralmente alla fame, con misure mai viste a memoria d’uomo. Per contro – ed i giornali italiani in questo sembrano essere colpiti da una strana amnesia – abbiamo l’obbligo morale, nonché il dovere civile e cristiano,  di ricordare che entro la fine del 2012 la povera e disperata Grecia, spenderà – come ci racconta il Corsera in un articolo dello scorso 13 febbraio – 7 miliardi di euro (il 3% del suo già risicatissimo Pil) in armi (carri armati, sottomarini, navi da guerra e caccia) gentilmente fornite dalle industrie  tedesche e francesi: prezzo da pagare alla caritatevole e prodigale Angela Merkel ed allo stesso governo francese, per avere in cambio degli "aiuti" inutili e costosissimi.

      Nazismo Bianco o Stalinismo Rosso? 

    Molti osservatori internazionali hanno ribattezzato questo status quo, con il termine di “nazismo bianco”, altri di "Stalinismo Rosso". In effetti, tali barbare ingerenze liberticide di Berlino (e Parigi) su Atene sono state denunciate in tempi non sospetti dalla stessa allibita e sconcertata stampa tedesca, la quale ha puntato il dito sullo smisurato cinismo della Merkel: capace di imporre sacrifici ai cittadini ellenici, favorendo nel contempo l'industria bellica della Germania. Roba che Freddy Krueger al pari è un dilettante! Come ci ricorda Adriano Celentano in uno dei suoi pezzi più belli dell’ultimo album: “Quando ero giovane ho visto altri mondi. Un’altra razza di esseri umani!”. Come dargli torto? In pratica 11 milioni di persone ridotte in schiavitù dall’avvento di organismi parassitari esterni e dall'asse franco-tedesco, le cui banche – ricordiamolo – hanno in portafoglio rispettivamente 47,9 e 18,6 miliardi di dollari di titoli del debito greco. C’è di nuovo che gli esiti delle elezioni europee ed il voto ellenico hanno rispostato il baricentro della questione verso le ansiose istanze democratiche del popolo. Ma di fatto oggi la Grecia è un Paese commissariato dall'Europa: metodo molto simile a quello utilizzato da Stalin nell'Unione Sovietica.

      Nulla di nuovo sotto il sole di Atene  

    Inoltre, andando a spulciare nelle pagine più curiose della recente storia di Grecia e Germania, ci si accorge che fino al 2009 – cioè sino alla fine del mandato del governo Karamanlis (centrodestra) – l’industria bellica tedesca è stata una dei principali motori del Pil germanico. L’industria bellica ha infatti guadagnato miliardi di euro: anche grazie alla dismissione e successiva vendita di armamenti obsoleti. Davvero Nobile! Nel 2008 la Grecia si posizionò al quinto posto – dato facilmente riscontrabile del sito ufficiale della difesa ellenica, o comunque sul web – nel mondo come nazione importatrice di strumenti bellici. Molto scalpore, in merito, fecero i 4 sottomarini prodotti dalla ThyssenKrupp, che Karamanlis chiese alla Germania quale sorta di ultimo riconoscente regalo. Operazione, poi, comunque bloccata dal governo Papandreou. Ciò, almeno, fino alla scorsa estate, quando il Wall Street Journal pubblicava – tra lo sconcerto generale – la notizia che Angela Merkel e Nicolas Sarkozy avevano preteso l'acquisto degli armamenti (e non solo i sottomarini: poi ridotti a due, ed acquistati  al modico prezzo di 1,3 miliardi di euro) quale condizione per approvare il piano di “salvataggio” (o sarebbe meglio dire, di affossamento definitivo) della Grecia. Diabolico! Come diabolico è stato il “consiglio di acquisto” dell’ex Re dell’Eliseo, Nicolas Sarkozy, che convinse il primo ministro greco – per amor di patria – ad acquistare 6 fregate, 15 elicotteri e svariate motovedette, per l’altrettanto irrisorio prezzo di 4,400 miliardi di euro. Ciò in attesa della rapida liquidazione del fastidioso politico, poi – come noto – sostituito da un membro della Trilateral – ed ex Bce – quale Lucas Papademos. Fantastico! Così va la geopolitica in questo pazzo e miserabile mondo delle lobby e senza Dio. Così accade che, mentre milioni di uomini muoiono agni anno di fame e stenti, nel mondo del “disarmo nucleare” e del “G20”, le spese militari crescono come per magia a ritmi assurdi. 1800 miliardi di dollari solo nel 2011: il 50% in più rispetto a dieci anni prima. Ma è davvero questa l’Europa che vogliamo?

    Sergio Basile, Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)